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	<title>Food Blogger Mania &#187; Kitchen Confidential</title>
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		<title>Kitchen Confidential di Anthony Bourdain: 275 pagine di cui 200 di pura noia</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2016 15:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oplatifabene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Bourdain]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Kitchen Confidential]]></category>
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		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
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		<category><![CDATA[Uncle Kentaki]]></category>

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		<description><![CDATA[Senza prenotazione con Anthony Bourdain è un programma televisivo decisamente interessante, che spicca sul piatto orizzonte dei palinsesti televisivi per la sua capacità di raccontare attraverso la metafora del cibo, persone, città o intere nazioni. Per il sottoscritto un appuntamento fisso, soprattutto nei fine settimane, quando vengono riproposte le repliche delle precedenti stagioni. Indimenticabile la puntata girata in Libia quando Bourdain&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/kitchen-confidential-di-anthony-bourdain-275-pagine-di-cui-200-di-pura-noia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Senza prenotazione</strong> con <strong>Anthony Bourdain</strong> è un programma televisivo decisamente interessante, che spicca sul piatto orizzonte dei palinsesti televisivi per la sua capacità di <strong>raccontare attraverso la metafora del cibo, </strong>persone, città o intere nazioni. Per il sottoscritto un appuntamento fisso, soprattutto nei fine settimane, quando vengono riproposte le repliche delle precedenti stagioni.<br />
Indimenticabile la puntata girata in <strong>Libia</strong><b> </b>quando Bourdain dà voce ai protagonisti della ribellione contro il regime di <strong>Mu&#8217;ammar Gheddafi</strong> visitando le macerie delle città bombardate, i mausolei dedicati ai martiri delle primavera araba e incontrando i giovani che hanno combattuto per riappropriarsi della democrazia. Sempre in questo episodio ricordo ancora con emozione la voce di un giovane ribelle, che seduto al tavolo con Bourdain al <strong>Uncle Kentaki</strong> ( <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://edition.cnn.com/videos/living/2013/05/10/ab-bourdain-parts-unknown-libya-uncle-kentucky-chicken.cnn" target="_blank">vedi immagine </a>) una sorta di versione locale della famosa catena KFC, afferra un pezzo di pollo fritto e afferma “<em>This is the taste of freedom</em>”.<br />
Grazie al traino di questa serie televisiva ho deciso d&#8217;acquistare <strong>Kitchen Confindential</strong> ( <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/kitchen-confidential/" target="_blank">Feltrinelli 2001</a> )<br />
<span></span></p>
<p>La biografia del chef-conduttore inizia con il racconto di un giovanissimo Bourdain che negli <strong>anni cinquanta</strong>, in viaggio con la famiglia nel sud della Francia, <strong>scopre l&#8217;amore per il cibo</strong> grazie all&#8217;incontro fatale con un&#8217;ostrica.</p>
<p><em>&#8220;Io la presi in mano, mi rovesciai in bocca il contenuto della conchiglia seguendo le istruzioni del raggiante monsieur Saint-Jour, e ingollai rumorosamente. Sapeva di acqua salata, di brina e di carne e in qualche modo del futuro.</em><br />
<em>E ogni cosa fu diversa, [&#8230;] avevo imparato qualcosa. In maniera viscerale, istintiva, spirituale – e in un certo senso anche propedeuticamente sessuale – e non potevo più fare marcia indietro. Il genio era uscito dalla lampada. La mia vita di cuoco e chef era iniziata. Il cibo aveva potere&#8221;</em></p>
<p>Poi la narrazione si sposta nella <em>New York</em> degli <strong>anni settanta</strong>, in un vorticoso turbinio di cadute e ripartenze, ristoranti sull&#8217;orlo del fallimento, tonnellate di cocaina, fiumi di alcool, curricula inviati, colloqui falliti e ambigui personaggi dallo stile malavitoso, fino arrivare agli <strong>anni novanta</strong> quando Bourdain diventa il primo chef della <em>brasserie Les Halles</em> a <em>Park Avenue</em>.</p>
<p>Ho <strong>faticato parecchio a terminare il libro</strong>, lasciato e ripreso diverse volte e infine concluso più per dovere che per piacere. Purtroppo non sono riuscito ad appassionarmi al racconto dello chef <em>newyorkese</em> che si <strong>concentra più sulle complicate relazioni</strong> tra il capo-cuoco e i vari personaggi che ruotano attorno al ristorante, piuttosto che sul<strong> cibo </strong>e alle<strong> sensazioni che quest&#8217;ultimo può regalare al nostro palato</strong>. Ulteriore elemento che mi ha scoraggiato durante la lettura è la ripetizione costante del dogma: &#8220;<em>la gestione di una ristorante di successo richiede una dedizione totale e una cucina organizzata come la Brigata Sassari</em>&#8221; che, per quanto veritiera possa essere questa affermazione, non può riemergere costantemente in tutto il romanzo al punto da farti esclamare: <em>OK l&#8217;ho capito passiamo oltre per favore</em>. Infine la biografia di Bourdain ripercorre l&#8217;esatta sequenza del <strong>mito americano</strong> del <em>self</em>&#8211;<em>made man: </em>ascesa, caduta, tonfo, comprensione dei propri sbagli, riabilitazione e raggiungimento del successo solo grazie al duro lavoro e alle proprie forze. Storia autentica o volutamente <em>markettara </em>per incoraggiare la vendita del libro?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordati di fare mi piace sulla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/Oplà-Ti-fa-bene-1627645664160635/" target="_blank">pagina facebook di Oplà! Ti fa bene</a></p>
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<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2013/05/13/revolutionary-fast-food-anthony-bourdain-samples-libyas-uncle-kentaki-chicken/" target="_blank">Revolutionary fast food: Anthony Bourdain samples Libya’s ‘Uncle Kentaki’ chicken</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/kitchen-confidential/" target="_blank">La Feltrinelli, Kitchen Confidential</a></li>
</ul>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.oplatifabene.it/2016/12/11/kitchen-confidential-di-anthony-bourdain-275-pagine-di-cui-200-di-pura-noia/">Kitchen Confidential di Anthony Bourdain: 275 pagine di cui 200 di pura noia</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.oplatifabene.it/it"></a>.</p>
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		<title>Letture gustose parte 122</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 08:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurys Kitchen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[cose]]></category>
		<category><![CDATA[Kitchen Confidential]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco l&#8217;atteso seguito di &#8220;Kitchen Confidential&#8221;. Dieci anni dopo la pubblicazione del libro in cui venivano rimarcate le idiosincrasie e i pericoli che si nascondevano nell&#8217;andare a cena fuori, molte cose sono cambiate nella sottocultura degli chef. Con il suo &#8230; Continua a leggere &#8594;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco l&#8217;atteso seguito di &#8220;Kitchen Confidential&#8221;. Dieci anni dopo la pubblicazione del libro in cui venivano rimarcate le idiosincrasie e i pericoli che si nascondevano nell&#8217;andare a cena fuori, molte cose sono cambiate nella sottocultura degli chef. Con il suo &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://auryskitchen.wordpress.com/2016/02/22/letture-gustose-parte-122/">Continua a leggere <span>&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=auryskitchen.wordpress.com&amp;blog=44865767&amp;post=3185&amp;subd=auryskitchen&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /></p>
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