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	<title>Food Blogger Mania &#187; Il vero</title>
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		<title>Le tagliatelle e il ragù alla bolognese</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le ricette di Michi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le tagliatelle e il ragù alla bolognese sono il matrimonio perfetto. A Bologna sono una vera e propria istituzione, al pari dei tortellini rigorosamente serviti in brodo di cappone. Un piatto dalla lunga storia, di cui si parla già al tempo dei romani, che accompagna la domenica in famiglia. La storia delle tagliatelle Sulle tagliatelle&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/le-tagliatelle-e-il-ragu-alla-bolognese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le tagliatelle e il ragù alla bolognese sono il matrimonio perfetto. A Bologna sono una vera e propria istituzione, al pari dei tortellini rigorosamente serviti in brodo di cappone. </p>
<p>Un piatto dalla lunga storia, di cui si parla già al tempo dei romani, che accompagna la domenica in famiglia. </p>
<h2>La storia delle tagliatelle</h2>
<p>Sulle tagliatelle si sono espressi i più grandi della cucina italiana e non solo, Pellegrino Artusi riferisce che in origine si chiamavano i tagliatelli (Scappi, Panonto) e che fu il bolognese Tommaso Garzoni di Bagnacavallo, nel suo “La piazza universale di tutte le professioni del mondo” (Venezia 1616), a conferire a questo tipo di pasta fresca il genere femminile da cui le Tagliatelle.</p>
<p>Il nome Tagliatelle viene dal verbo tagliare; già al tempo del romano Apicio, gastronomo cuoco e scrittore vissuto probabilmente tra il 25 A.C. ed il 37 D.C., nel suo “De re Coquinaria” parla di lagane per intendere la sfoglia di pasta fresca all’uovo con cui si fanno le odierne lasagne e che ripiegata su sé stessa e tagliata, da origine alle tagliatelle che devono avere una larghezza dai 6 agli 8 mm.</p>
<p>La cosa certa è che nella vecchia Emilia esistevano le cosiddette “sfogline”, ovvero signore dedite totalmente alla preparazione dell’impasto e della sfoglia, per creare gustosi piatti di pasta fresca, tra cui le lasagne, i tortellini e le pappardelle.</p>
<p>Il termine si ritrova già nel Cinquecento, in un trattato del provveditore ducale alla corte estense di Ferrara Cristoforo di Messisbugo, pubblicato postumo nel 1549 col titolo “Banchetti compositioni di vivande, et apparecchio generale”. Nell&#8217;opera è riportata la ricetta di un formato di pasta chiamato &#8220;lasagnuolle overo tagliatelle tirate&#8221;, suggerendo un&#8217;origine comune con le lasagne. La ricetta riportata da Cristoforo di Messisburgo rispecchia in buona parte quella attuale.</p>
<p>Le tagliatelle vengono inoltre riportate nel 1593 fra i principali formati di pasta dall&#8217;ecclesiastico romagnolo Tommaso Garzoni. A quel tempo era in uso anche il termine al maschile &#8220;tagliatelli&#8221;, come testimoniato da ricettari dell&#8217;epoca come l&#8217;Opera di Bartolomeo Scappi.</p>
<p>Nel 1891 Pellegrino Artusi scriveva:</p>
<p>&#8220;Conti corti e tagliatelle lunghe, dicono i Bolognesi, e dicono bene, perché i conti lunghi spaventano i poveri mariti e le tagliatelle corte attestano l’imperizia di chi le fece e, servite in tal modo, sembrano un avanzo di cucina&#8221; (Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene (1891)</p>
<p>Per creare un’aura illustre intorno alle amate tagliatelle nel 1931 un umorista bolognese Augusto Majani inventò una storia sulle tagliatelle:</p>
<p><em>“Nel 1487 il Signore di Bologna, Giovanni II di Bentivoglio, apprestandosi a ricevere la nobildonna Lucrezia Borgia in sosta a Bologna nel suo viaggio che la recava a Ferrara per sposare il duca Alfonso I D’este, diede incarico al suo cuoco di fiducia Mastro Zefirano di creare una pietanza che rendesse omaggio alla nobildonna, egli inventò le tagliatelle ispirandosi ai lunghi capelli biondi di Lucrezia Borgia”.</em></p>
<div>
<figure><img width="720" height="1023" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2021/05/tagliatelle-al-ragu-4-720x1023.jpg" alt="tagliatelle al ragù" class="wp-image-15059" /></figure>
</div>
<h2>La ricetta delle tagliatelle </h2>
<p>Gli ingredienti per l’impasto base sono farina di grano tenero e uova fresche a temperatura ambiente, seguendo la regola tradizionale di mettere un uovo ogni 100 g di farina.</p>
<p>La farina viene disposta a fontana sulla spianatoia, al centro del quale viene fatto un incavo col pugno. Le uova vengono rotte all&#8217;interno dell&#8217;incavo e la farina impastata portandone verso il centro poca alla volta, fino a che tutto sia ben amalgamato e si sia ottenuto un panetto liscio ed elastico ma abbastanza secco.</p>
<p>L&#8217;impasto viene lasciato riposare, coperto con uno straccio, per non meno di mezz&#8217;ora, affinché la farina possa agglutinare. L&#8217;impasto viene poi abilmente steso con un matterello fino a tirare una sfoglia sottile circa 1 mm o meno.</p>
<p>A questo punto, la sfoglia viene lasciata asciugare per qualche minuto. Una volta asciutta, la si arrotola delicatamente su sé stessa e la si taglia a fettine larghe 6-8 millimetri.</p>
<p>Infine, le tagliatelle così prodotte vengono stese su un piano infarinato e arrotolate a &#8220;nido&#8221;, lasciandole asciugare per qualche ora prima della cottura.</p>
<h2>La misura ufficiale delle tagliatelle bolognesi</h2>
<p>Il 16 aprile 1972 la Confraternita del Tortellino e l&#8217;Accademia Italiana della Cucina, depositarono presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna la ricetta e la misura della vera<strong> Tagliatella di Bologna</strong>. Un campione di tagliatella in oro è esposto in bacheca presso la Camera di Commercio. Le misure della tagliatella cotta stabilite corrispondono a 8 millimetri di larghezza (pari alla 12.270a parte della Torre degli Asinelli) equivalenti a circa 7 mm da cruda. Lo spessore non è stato codificato con precisione, ma i maggiori esperti in materia sostengono che deve essere tra i 6 e gli 8 decimi di millimetro. Per tutelare questa specialità petroniana è addirittura sorta la confraternita degli <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.apostolidellatagliatella.it/home.en.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Apostoli della Tagliatella Bolognese”.</a></p>
<p>La ricetta classica vuole che le tagliatelle siano condite con il ragù alla bolognese, preparato con polpa di maiale, vitello e manzo, macinate e cucinate in un soffritto di burro, pancetta, aromi, tirate a cottura con brodo, vino rosso e salsa di pomodoro, e generosamente coperte di Parmigiano. Esiste comunque un&#8217;altra versione in cui il condimento è costituito da un intingolo a base di prosciutto crudo.</p>
<p>Non tutti sanno che: “la Corte di Cassazione con pronuncia n° 75 del 17.01.1980, ha stabilito che solo alla tagliatella che risponde ai canoni fissati dalla Misura Aurea, cioè larga non più di mm 8 dopo la cottura, potrà essere affiancato il termine “bolognese”.</p>
<h2>Il vero ragù alla bolognese una ricetta tra storia e leggenda</h2>
<p>La ricetta del ragù alla bolognese è custodita dal 17 ottobre 1982 alla Camera di Commercio di Bologna. Ricordo che la Camera di Commercio, nelle sue funzioni di tutela e regolazione del mercato, è l’unico ente destinatario dei depositi delle tipicità bolognesi.<br />Il termine ragù deriva dal francese “ragout”, che significa risvegliare, rinnovare, in questo caso l’appetito.</p>
<p>Lynne Rossetto Kasper, una studiosa esperta delle origini della cucina italiana, afferma che il ragù alla bolognese si sia diffuso nel XVI secolo, nelle corti delle antiche famiglie nobili, anche perché la carne all’epoca era un alimento strettamente riservato alle classi adagiate.</p>
<h3>Gli ingredienti del ragù alla bolognese</h3>
<ul>
<li>300 g di polpa di manzo (cartella o pancia o fesone di spalla o fusello) macinata grossa</li>
<li>150 g di pancetta di maiale</li>
<li>50 g di carota gialla</li>
<li>50 g di costa di sedano</li>
<li>50 g di cipolla</li>
<li>300 g di passata di pomodoro o pelati</li>
<li>½ bicchiere di vino rosso</li>
<li>1 bicchiere di latte intero, poco brodo olio d’oliva o burro</li>
<li>sale e pepe</li>
<li>½ bicchiere di panna liquida fresca (facoltativa)</li>
</ul>
<p>Sciogliere, in un tegame di terracotta o di alluminio spesso, di circa venti centimetri di diametro, la pancetta tagliata prima a dadini e poi tritata fine con la mezzaluna. Unire tre cucchiai d’olio o cinquanta grammi di burro e gli odori tritati fini e far appassire dolcemente.</p>
<p>Unire la carne macinata e mescolare bene con un mestolo facendola rosolare finché non “sfrigola”.</p>
<p>Bagnare con il vino e mescolare delicatamente sino a quando non sarà completamente evaporato.</p>
<p>Unire la passata o i pelati, coprire e far sobbollire lentamente per circa due ore aggiungendo, quando occorre, del brodo; verso la fine unire il latte per smorzare l’acidità del pomodoro. Aggiustare di sale e di pepe. Quando il ragù è pronto, secondo l’uso bolognese, si usa aggiungere la panna se si tratta di condire paste secche. Per le tagliatelle il suo uso è da escludere.</p>
<div>
<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2021/06/tagliatelle-al-ragu-2-720x480.jpg" alt="" class="wp-image-15061" /></figure>
</div>
<h2>I versi di Lorenzo Stecchetti: &#8220;L&#8217;elogio della tagliatella&#8221;</h2>
<p>I versi sono di Lorenzo Stecchetti (all&#8217;anagrafe Olindo Guerrini), romagnolo di nascita, ma bolognese d&#8217;adozione. Poteva andare diversamente, pensando a questo vero e proprio elogio della tagliatella?</p>
<p><em>Fate una pasta d’uova e di farina</em></p>
<p><em>E riducete rimenando il tutto</em></p>
<p><em>In una sfoglia, ma non troppo fina,</em></p>
<p><em>Uguale, soda, e sul taglier pulito,</em></p>
<p><em>fatene tagliatelle larghe un dito,</em></p>
<p><em>Che farete bollire allegramente</em></p>
<p><em>In molt&#8217;acqua salata, avendo cura</em></p>
<p><em>Che come si suol dir, restino al dente,</em></p>
<p><em>poiché se passa il punto di cottura,</em></p>
<p><em>Diventan pappa molle, porcheria,</em></p>
<p><em>Insomma roba da buttar via.</em></p>
<p><em>Mettete alcune fette di prosciutto</em></p>
<p><em>Tagliato a dadi, misto magro e grasso,</em></p>
<p><em>Indi col burro rosolate il tutto,</em></p>
<p><em>Scolate la minestra e poi conditela</em></p>
<p><em>Con questo istinto e forma, indi servitela.</em></p>
<p><em>Questa minestra, che onora Bologna</em></p>
<p><em>Detta la grassa non inutilmente,</em></p>
<p><em>Carezza l&#8217;uomo dove gli bisogna,</em></p>
<p><em>Dà molta forza ai muscoli e alla mente,</em></p>
<p><em>Fà prender tutto con filosofia.</em></p>
<p><em>Piace, nutre, consola e così via.</em></p>
<blockquote><p></p>
</blockquote>
<p>Il ragù alla bolognese è un condimento molto eclettico, sta bene su tutto e con tutto, compreso un crostino. Avete mai immerso un pezzo di pane nella pentola in cui avete appena preparato il ragù? Non c&#8217;è niente di più buono. Io adoro condirci gli <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/gnocchi-patate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gnocchi</a>, proprio come era solita fare la mia nonna tutti i giovedì a pranzo.</p>
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		<title>Pappa col Pomodoro</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 16:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<category><![CDATA[De Win]]></category>
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		<description><![CDATA[… qualche riga su cui riflettere …“Il vero piacere della minestra non sta nel mangiarla,ma nel prepararla e nella sua lunga anticipazione acuita dagli aromi.Dalla magia”(S.Agnello Hornby e M.R.Lazzati, La cucina del buon gusto) Marito vs. lavastoviglieIo: “Ma perché non hai messo la tazza in lavastoviglie? La stavo facendo partire… … …”Lui: “Ah sì? Credevo che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pappa-col-pomodoro/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>… qualche riga su cui riflettere …“Il vero piacere della minestra non sta nel mangiarla,ma nel prepararla e nella sua lunga anticipazione acuita dagli aromi.Dalla magia”(S.Agnello Hornby e M.R.Lazzati, La cucina del buon gusto)<br />
Marito vs. lavastoviglieIo: “Ma perché non hai messo la tazza in lavastoviglie? La stavo facendo partire… … …”Lui: “Ah sì? Credevo che non partisse a causa dello sciopero…”… ecco … io boh…#maiunagioia<br />
Dopo una carrellata di dolci degli ultimi post, prendiamoci una pausa salata. Il riciclo del pane secco crea zuppe favolose (almeno qui in Toscana). La pappa col pomodoro è la mia preferita e non solo mia anche dell’adolescente e dell’inossidabile De Win perché alla fine ti ricorda il pane e sugo che qui a casa è sempre la merenda più ambita. La pappa al pomodoro non&#8230;</p>
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		<title>Come fare le uova in camicia</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 18:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lapulcetraifornelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Essendo cotte nell&#8217;acqua, senza olio o altri grassi aggiunti, le uova in camicia sono una sana alternativa alle uova cotte in tanti altri modi !&#160; Il vero fascino delle uova in camicia è la consistenza: un tuorlo ancora liquido avvolto in un albume appena rappreso&#8230;&#160; Il metodo di cottura senza grassi le rende adatte ad&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-fare-le-uova-in-camicia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo cotte nell&#8217;acqua, senza olio o altri grassi aggiunti, le uova in camicia sono una sana alternativa alle uova cotte in tanti altri modi !&nbsp;</p>
<p>Il vero fascino delle uova in camicia è la consistenza: un tuorlo ancora liquido avvolto in un albume appena rappreso&#8230;&nbsp;</p>
<p>Il metodo di cottura senza grassi le rende adatte ad essere servite con una ricca e saporita salsa olandese, che altro non è che una delle cinque salse madri: una salsa composta da tuorli, aceto, scalogna tritato, succo di limone e burro, saporita e ben calorica, il giusto per compensare la mancanza di grassi delle uova in camicia <img src=&#8221;https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72&#215;72/1f642.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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		<title>Curiosità, origini e caratteristiche del gelato, il più famoso dei dolci italiani.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2018 11:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodeidolci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un modo piacevole per rifuggire la calura e la sensazione estenuante data dall’afa è probabilmente quello di mangiare un buon gelato. Le gelaterie offrono una notevole quantità di gusti e molte e discordi appaiono le opinioni su quale sia il miglior gelato proposto sul mercato, come sia fatto, quali siano le materie con cui lo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/curiosita-origini-e-caratteristiche-del-gelato-il-piu-famoso-dei-dolci-italiani/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un modo piacevole per rifuggire la calura e la sensazione estenuante data dall’afa è probabilmente quello di mangiare un buon gelato.</p>
<p>Le gelaterie offrono una notevole quantità di gusti e molte e discordi appaiono le opinioni su quale sia il miglior gelato proposto sul mercato, come sia fatto, quali siano le materie con cui lo si produce.</p>
<p>Qual è, tuttavia, l’origine del gelato? Chi è stato l’inventore che ha reso questo incredibile servizio all’umanità?</p>
<p>Dopo aver fatto una rapida ricerca in internet ho trovato qualche notizia interessante che mi piace sottoporre all’attenzione di chi legge.</p>
<p>Fin dall’antichità l’uso di refrigerare frutta e sostanze dolci era assai diffuso, specialmente in Oriente.
<div align="center">
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-9T5Heq8y_Bg/XBULBZpyVLI/AAAAAAAAaus/ry26JBa--ughl4WIDzNyCL3UxFfM_o5lACLcBGAs/s1600/gelato-alle-banane.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-9T5Heq8y_Bg/XBULBZpyVLI/AAAAAAAAaus/ry26JBa--ughl4WIDzNyCL3UxFfM_o5lACLcBGAs/s640/gelato-alle-banane.jpg" width="426" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Qual è l’origine del gelato?</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div><button>Contenuto del post: <span>[<a>hide</a>]</span></button> 
<div></div>
</div>
<h3>Storia del gelato.</h3>
<p>Gli antichi Romani potevano attingere alle riserve nevose dell’Etna e del Vesuvio per poter preparare gustosi sorbetti: secondo Plinio il Vecchio, per prepararne mescolavano ghiaccio tritato, miele e frutta, creando così una sorta di crema dolce e gustosa.</p>
<p><ins></ins></p>
<p>Durante il Medioevo, tuttavia, le invasioni barbariche e i lunghi periodi di guerre che si susseguirono fecero cadere in disuso in Occidente questa dolce abitudine e solo gli Arabi l’hanno reintrodotta successivamente in Sicilia.</p>
<h4>Il vero inventore del gelato.</h4>
<p>Chi sia stato, tuttavia, il vero inventore del gelato non è facile da stabilirsi: è noto che l’architetto fiorentino Buontalenti (che sembra sia stato anche l’inventore di una delle prime macchine per fare il gelato) si dilettasse di cucina e riuscisse a creare fantastici ed elaborati dolci di ghiaccio amalgamando crema e anche frutta.</p>
<p>Non a caso tutt’oggi in quasi tutte le gelaterie fiorentine è possibile assaggiare la deliziosa crema Buontalenti. Inoltre tale Ruggeri, secondo alcuni pollivendolo, secondo altri macellaio, si dice che abbia partecipato a un concorso indetto da Caterina de’ Medici per il piatto più originale.
<div>Curiosità, origini e caratteristiche del gelato, il più famoso dei dolci italiani.<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://bit.ly/2QQyTtO">Twitta</a></div>
<p>Il Ruggeri riuscì a guadagnarsi il primo premio e anche una notevole fama tramite una composta di frutta, ghiaccio e zucchero: tale fu il plauso che ne ricevette da essere costretto a riproporlo anche alla corte di Francia.</p>
<p>Infine è opportuno ricordare anche il nome di Francesco Procopio dei Coltelli, che nel 1686 aprì a Parigi il Café de Procope dove propose delle “acque gelate” di frutta, crema gelato dal composto particolarmente omogeneo.</p>
<h4>La nascita del Cono.</h4>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-uSLSkZLom_E/XBULYNWG65I/AAAAAAAAau0/AJPL_-GyJ2EYbY3xhGImv-zJ5rtef9gkwCLcBGAs/s1600/cono-gelato.jpg"><img border="0" height="560" src="https://3.bp.blogspot.com/-uSLSkZLom_E/XBULYNWG65I/AAAAAAAAau0/AJPL_-GyJ2EYbY3xhGImv-zJ5rtef9gkwCLcBGAs/s640/cono-gelato.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Un gelataio cadorino Italo Marchioni nel 1903 inventò il cono gelato.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Risale circa al 1884 una delle maggiormente note rivendite commerciali di gelato italiane, realizzato tramite raffreddamento di gelato, zucchero e grossi mastelli di &#8220;salamoia&#8221;, che cominciò la propria attività a Torino.</p>
<p>Era l&#8217;inizio della gelateria Pepino che ancora oggi produce gelati nel capoluogo piemontese. Tale rivendita fu certamente la prima nel nord Italia a portare il gelato a un livello popolare e l&#8217;unica a potersi fregiare dei Brevetti di Fornitore di Casa Reale.</p>
<p>Tra le varie scuole che si sono distinte nel tempo nella fabbricazione ed esportazione all&#8217;estero della cultura italiana del gelato merita citazione quella veneta, in particolare quella della Val di Zoldo, del Cadore della provincia di Belluno, che ha saputo farsi apprezzare in tutto il mondo.</p>
<p><ins></ins></p>
<p>In particolare un gelataio cadorino Italo Marchioni nel 1903 inventò il cono gelato, ovvero un contenitore fatto di cialda con la parte aperta verso l&#8217;alto da riempire con il gelato (a palline o con una spatola), contribuendo con questa innovazione ad incrementare la popolarità e la diffusione del gelato italiano.
<div>
<blockquote>Leggi anche: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://sapolatsu.com/10Ri">Tutte le ricette per creare dolci tipici e tradizionali natalizi: ecco 15 dessert sfiziosi</a>.</p></blockquote>
</div>
<h4>5 Ricette con dolci gelati.</h4>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2014/10/gelato-di-cocomero.html" target="_blank"><b>Gelato</b><span><span>&nbsp;di cocomero.</span></span></a>
<div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2014/10/gelato-di-cocomero.html" target="_blank"><img class="gs-image" src="https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRTk0nSp19XbSZwgWL_nGHBXkc1uKTH07nkQ9H5_uDlx1Ud4IsR-Pl0uDM" /></a></div>
</td>
<td>
<div dir="ltr"></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div></div>
<div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2013/01/gelato-di-pistacchio.html" target="_blank"><b>Gelato</b><span><span>&nbsp;di pistacchio.</span></span></a></div>
</div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2013/01/gelato-di-pistacchio.html" target="_blank"><img class="gs-image" src="https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRArph9KfBW9W82_EyMRjlTZFc2F73K3XmUYYdYmhCqrq_48SQhmYr1hnMp" /></a></div>
</td>
<td>
<div dir="ltr"></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div></div>
<div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2013/01/gelato-di-liquirizia-e-menta.html" target="_blank"><b>Gelato</b>&nbsp;di liquirizia e menta.</a></div>
</div>
<div>
<div dir="ltr"></div>
</div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2013/01/gelato-di-liquirizia-e-menta.html" target="_blank"><img class="gs-image" src="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT-xvvH1KSMp2N_HqfAWttsbn01lu0T8v6RjS4X0Amemx1pnrnfgiKXT4Q" /></a></div>
</td>
<td>
<div dir="ltr"></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<div></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2014/03/gelati-di-yogurt-ai-piccoli-frutti.html" target="_blank"><b>Gelati</b>&nbsp;di yogurt ai piccoli frutti.</a></div>
</div>
<div>
<div dir="ltr"></div>
</div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2014/03/gelati-di-yogurt-ai-piccoli-frutti.html" target="_blank"><img class="gs-image" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTpzyWbfOeYCDMVDDOU1KpYKKT__vIbIseX9AmsO9Rm-6Sc5DFWoGRPvdaD" /></a></div>
</td>
<td>
<div dir="ltr"></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<div></div>
<div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2014/10/gelato-di-fragoline-e-limone.html" target="_blank"><b>Gelato</b>&nbsp;di fragoline e limone.</a></div>
</div>
<div>
<div dir="ltr"></div>
</div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilmondodeidolci.blogspot.com/2014/10/gelato-di-fragoline-e-limone.html" target="_blank"><img class="gs-image" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRUtNi0a4JpAyysXIQ0oAA9JhVgLZWOS7j2AwAMZM0E3UUjYGPa0bPhzNes" /></a></div>
</td>
<td>
<div dir="ltr"></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div></div>
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		<title>Letture gustose parte 456</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 08:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurys Kitchen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[alimento]]></category>
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		<category><![CDATA[Asia]]></category>
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		<category><![CDATA[pane]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vero, universale alimento dell&#8217;umanità non è, come si potrebbe credere, il pane. È il riso. Si stima che le prime tracce di questo cereale, meraviglioso dono della natura, risalgano addirittura a 12.000 anni fa, nell&#8217;Asia preistorica. Da allora, il &#8230; Continua a leggere &#8594;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vero, universale alimento dell&#8217;umanità non è, come si potrebbe credere, il pane. È il riso. Si stima che le prime tracce di questo cereale, meraviglioso dono della natura, risalgano addirittura a 12.000 anni fa, nell&#8217;Asia preistorica. Da allora, il &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://auryskitchen.wordpress.com/2017/11/10/letture-gustose-parte-456/">Continua a leggere <span>&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=auryskitchen.wordpress.com&amp;blog=44865767&amp;post=10319&amp;subd=auryskitchen&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /></p>
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		<title>Tiramisù classico</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 12:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[cacao]]></category>
		<category><![CDATA[Il vero]]></category>
		<category><![CDATA[Sonia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vero tiramisù è quello che si prepara inzuppando i savoiardi nel caffè fatto con la moka e alternandoli a strati di crema al mascarpone e polvere di cacao amaro. Savoiardi, caffè e mascarpone: ed è subito TIRAMISU&#8217; da preparare sia nella versione grande in pirofila sia in bicchieri monodose. La ricetta è della mitica&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tiramisu-classico-3/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vero tiramisù è quello che si prepara inzuppando i savoiardi nel caffè fatto con la moka e alternandoli a strati di crema al mascarpone e polvere di cacao amaro. Savoiardi, caffè e mascarpone: ed è subito TIRAMISU&#8217; da preparare sia nella versione grande in pirofila sia in bicchieri monodose. La ricetta è della mitica Sonia Peronaci.</p>
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		<title>Tiramisù amore mio un cremosissimo colpo di fulmine.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 23:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodeidolci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vero amore di grandi e piccini? Quello per il tiramisù! &#160; In questa sezione troverai tantissime idee e ricette per creare tiramisù tradizionali, creativi, esotici, per le grandi occasioni&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vero amore di grandi e piccini? Quello per il tiramisù!<br />
&nbsp;<br />
In questa sezione troverai tantissime idee e ricette per creare tiramisù tradizionali, creativi, esotici, per le grandi occasioni&#8230;<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/IlMondoDeiDolci/~4/1VR94xGDUbI" height="1" width="1" alt="" /></p>
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		<title>Torta di sfoglia con cavolo romanesco, panna e Raspadura</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 05:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tiziana Bontempi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[broccolo]]></category>
		<category><![CDATA[doratura]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il vero amico non è colui&#160; che è solidale nella disgrazia,&#160; ma quello che sopporta il tuo successo&#8221; (Seneca) Aforisma introduttivo sull&#8217;invidia che non è mai troppa&#8230;. che spesso nasce in famiglia&#8230; che mal si cela dietro improbabili sipari e superfici ruvidamente patinate E&#8217; il periodo di queste torte che mi salvano la cena, che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-di-sfoglia-con-cavolo-romanesco-panna-e-raspadura/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><i><br /></i></div>
<p>
<div><span><i>&#8220;Il vero amico non è colui&nbsp;</i></span></div>
<div><span><i>che è solidale nella disgrazia,&nbsp;</i></span></div>
<div><span><i>ma quello che sopporta il tuo successo&#8221;</i></span></div>
<p><span></span>
<div><span><i>(Seneca)</i></span></div>
<p><span></span>
<div><i><br /></i></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-_dqXo1Sms_4/WClyJWLeNcI/AAAAAAAAYSU/O9ObNtsrvWMT5DQxg-kOw8_Z7oR7_gvxgCLcB/s1600/DSC_6008.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-_dqXo1Sms_4/WClyJWLeNcI/AAAAAAAAYSU/O9ObNtsrvWMT5DQxg-kOw8_Z7oR7_gvxgCLcB/s640/DSC_6008.jpg" width="446" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Aforisma introduttivo sull&#8217;invidia</div>
<div>che non è mai troppa&#8230;.</div>
<div>che spesso nasce in famiglia&#8230;</div>
<div>che mal si cela dietro</div>
<div>improbabili sipari</div>
<div>e superfici ruvidamente patinate</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>E&#8217; il periodo di queste torte che mi salvano la cena, che posso preparare con un pò di anticipo, cuocere e riscaldare velocemente se arrivo a casa tardi. Tra paste al forno e torte salate, in questo periodo mi sto sbizzarrendo. Fantasia o semplice svuota frigo; l&#8217;importante è che sia buono e fattibile nel poco tempo di queste giornate autunnali.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Ingredienti</span></div>
<div></div>
<ul>
<li><span>1 cavolo romanesco medio <b>già lessato</b> e tagliato a cimette</span></li>
<li><span>200 g di panna fresca da cucina</span></li>
<li><span>1 foglio di pasta sfoglia rotonda</span></li>
<li><span>sale fino, sale grosso e pepe nero quanto basta</span></li>
<li><span>Raspadura Lodigiana a piacimento (in alternativa parmigiano/grana)</span></li>
<li><span>un goccio di olio extravergine di oliva</span></li>
</ul>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Foderiamo una tortiera rotonda da 28 cm di diametro con della carta forno e vi&nbsp;adagiamo sopra la sfoglia.</span></div>
<div><span>Farciamo con le cime di broccolo romanesco&nbsp;già lessate (se preferite tagliatele a metà e disponetele in orizzontale). Regoliamo di sale e pepe.</span></div>
<div><span>Versiamo la&nbsp;panna uniformemente e, per ultima, la Raspadura. Copriamo bene tutta la superficie della torta aggiungendo anche un giro di olio evo.</span></div>
<div><span>Cottura: in forno a 170/200°C fino a doratura.</span></div>
<div><span>Tempo totale della ricetta circa 50 minuti.</span></div>
<p>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<p></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il vero ragù napoletano</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/il-vero-ragu-napoletano/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/il-vero-ragu-napoletano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 10:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miss Mou</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Il vero]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[pezzi]]></category>
		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>
		<category><![CDATA[rag]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ragù è una cosa serissima. Ogni napoletano lo sa. Mia nonna lo metteva sul fuoco almeno 2 giorni prima e lasciava che pappoliasse per ore. Il verbo pappoliare è di squisita fattura partenopea e vuol dire &#8220;sobollire a fuoco lentissimo&#8221;. Sono quelle classiche bolle che salgono piano piano in fase di ebollizione lenta. Il&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-vero-ragu-napoletano/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ragù è una cosa serissima. Ogni napoletano lo sa.</p>
<p>Mia nonna lo metteva sul fuoco almeno 2 giorni prima e lasciava che <em>pappoliasse</em> per ore. Il verbo pappoliare è di squisita fattura partenopea e vuol dire &#8220;sobollire a fuoco lentissimo&#8221;. Sono quelle classiche bolle che salgono piano piano in fase di ebollizione lenta.</p>
<p>Il ragù napoletano è fatto di tre momenti:</p>
<ul>
<li><em>allardiatura o lardellatura</em></li>
<li>sigillo</li>
<li><em>pappoliamento</em></li>
</ul>
<p>L&#8217;allardiatura consiste nell&#8217;atto per l&#8217;appunto di <em>allardiare </em>ovvero &#8220;ingrassare&#8221; il piatto. L&#8217;allardiatura viene fatta all&#8217;inizio con un pezzetto di lardo o di pancetta rosolato nell&#8217;olio.</p>
<p>Segue il sigillo della carne ovvero i pezzi di carne vanno sigillati rosolandoli all&#8217;esterno per mantere i succhi intatti.</p>
<p>Infine c&#8217;è per l&#8217;appunto il pappoliamento ovvero la lenta ebollizione.</p>
<p>Menzione a parte meritano i tagli di carne. La tradizione vuole che siano un misto di pezzi grassi e pezzi magri di manzo (doppione e muscolo che in napoletano vengono chiamati lacerto e locena) e di un pezzo di maiale (preferibilmente  un pezzo di costina che a napoli si chiama tracchia o tracchiolella). C&#8217;è chi aggiunge anche il salame o la salsiccia ma non è il mio caso. Io ho aggiunto  la coda che ho scoperto avere quel tanto di nervo da rendere il piatto speciale.</p>
<p>Sottolineo che è l&#8217;antica ricetta di mia nonna Bianca e ve la lascio con immutato amore per la sua spettacolare cucina di cui ricordo profumi e sapori come se fosse ieri.</p>
<div>
<div> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.inmouveritas.ifood.it">Salva</a></span> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.inmouveritas.ifood.it/easyrecipe-print/4589-0/" rel="nofollow" target="_blank">Stampa</a></span> </div>
<div>Ragù napoletano</div>
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<div> Autore:&nbsp;<span>Miss Mou</span></div>
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<div> Cook time:&nbsp; 10 hours </div>
<div> Tempo di preparazione:&nbsp; 10 hours </div>
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<div>Ingredienti</div>
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<li>300 gr muscolo di manzo (lacerto)</li>
<li>300 gr doppione</li>
<li>300 gr di coda</li>
<li>300 gr di costa di maiale (tracchia)</li>
<li>70 gr di lardo o pancetta</li>
<li>2 litri di passata di pomodoro</li>
<li>150 ml vino rosso</li>
<li>1 cucchiaio di strutto (sugna)</li>
<li>2 cipolle dorate tritate</li>
<li>1 rametto di timo (opzionale)</li>
<li>20 ml olio extravergine di oliva</li>
<li>3 cucchiai di doppio concentrato di pomodoro</li>
<li>foglie di basilico per decorare</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
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<div>Procedimento</div>
<ol>
<li>Tagliate a striscioline il lardo o la pancetta e mettetele a soffriggere con l&#8217;olio e lo strutto a fuoco basso. Questa è la fase dell&#8217;allardiatura.</li>
<li>Quando ben dorate aggiungete le cipolle tritate e i pezzi di carne e sigillateli. Rosolateli girando spesso i pezzi su tutti i lati, servirà a mantenere gli umori all&#8217;interno della carne. Sfumate con il vino.</li>
<li>Quando la cipolla è ben dorata, il vino evaporato e la carne sigillata aggiungete la passata di pomodoro e il concentrato di pomodoro. Aggiungete anche il timo e alzate la fiamma per accogliere gli ingredienti freddi. Aggiungete sale e pepe.</li>
<li>Dopo circa 10 minuti abbassate a fuoco bassissimo e lasciare pappoliare per ore e ore (sobollire lentamente). Io sono solita farlo il giorno prima. La sera lo spengo e lo faccio riprendere la mattina dopo per almeno altre 6/7 ore.</li>
</ol>
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<div>3.5.3208</div>
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<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.inmouveritas.ifood.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_0947.jpg" rel="attachment wp-att-4595"><img class="aligncenter  wp-image-4595" src="http://www.inmouveritas.ifood.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_0947.jpg" alt="vero ragù napoletano" width="934" height="700" /></a></p>
<p>Ecco spero di essere stata chiara con tutti i passaggi. Vi ricordo che la chiave per il ragù perfetto è la lenta cottura per moltissime ore. Va detto che dopo si cucina da sé, quando va così lentamente non ha bisogno di supervisione. Non si attacca, non brucia, cucina piano piano.</p>
<p>Ovviamente il ragù va usato con GLI ZITI. Non pensate ad altri formati di pasta o la nonna ne avrebbe a male. Può essere utilizzato per la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.inmouveritas.ifood.it/2013/11/maccheroni-al-forno-con-funghi-porcini.html" target="_blank">pasta al forno</a>, il sartù di riso o semplice semplice con la sua fogliolina di basilico nel piatto. Vi lascio anche il mio <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.inmouveritas.ifood.it/2015/10/ragu-di-cipolle.html" target="_blank">ragù di cipolle </a>cosa specialissima ma sicuramente più veloce!</p>
<p>Fatelo, gustatelo, innamoratevi.</p>
<p>Bacini,</p>
<p>Jess</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://foodbloggermania.it/ricetta/il-vero-ragu-napoletano/feed/</wfw:commentRss>
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