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	<title>Food Blogger Mania &#187; grano</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>I dolci e dessert al forno più popolari e rappresentativi dela Lombardia: origine, caratteristiche e ricette.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 18:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodeidolci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
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		<description><![CDATA[La pasticceria da forno lombarda è probabilmente una delle più ricche e varie d&#8217;Italia, ma non ha un&#8217;identità unica: è un mosaico di tradizioni locali. Milano, Pavia, Mantova, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi, Como e le valli alpine hanno sviluppato dolci molto diversi. Per essere rigorosi, quindi, conviene distinguere tra dolci autenticamente tradizionali, varianti locali e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-dolci-e-dessert-al-forno-piu-popolari-e-rappresentativi-dela-lombardia-origine-caratteristiche-e-ricette/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Natale, la “mappa” del panettone lombardo: a Varese costa in media 41,5  euro al chilo" src="https://www.varesenews.it/photogallery_new/images/2019/12/panettone-natale-774178.1024x768.jpg" /></p>
<p>La <strong>pasticceria da forno lombarda</strong> è probabilmente una delle più ricche e varie d&#8217;Italia, ma non ha un&#8217;identità unica: è un mosaico di tradizioni locali. Milano, Pavia, Mantova, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi, Como e le valli alpine hanno sviluppato dolci molto diversi.</p>
<p>Per essere rigorosi, quindi, conviene distinguere tra <strong>dolci autenticamente tradizionali</strong>, <strong>varianti locali</strong> e <strong>reinterpretazioni moderne</strong>. L&#8217;elenco regionale dei prodotti tradizionali comprende, tra gli altri, panettone, sbrisolona, Torta Paradiso, Torta di San Biagio, Tortionata, Anello di Monaco, Bossolà, Torta Bertolina, Spongarda, Torta del Donizetti, Torta di grano saraceno e numerose altre preparazioni. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia+1</p>
<h3>1. Panettone — Milano</h3>
<p>Il <strong>Panettone</strong> è senza dubbio il dolce lombardo più famoso nel mondo e il principale simbolo della pasticceria milanese.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>La sua storia è legata a <strong>Milano</strong> e alla tradizione natalizia ambrosiana. Le leggende sul suo nome e sulla sua origine — dal celebre &quot;pan de Toni&quot; fino alle diverse storie legate alla corte degli Sforza — sono numerose, ma non tutte sono storicamente verificabili.</p>
<p>Quello che è certo è il suo sviluppo come <strong>grande lievitato milanese</strong>, successivamente trasformato in prodotto nazionale e internazionale. La Regione Lombardia lo definisce il &quot;re&quot; dei dolci festivi. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fbuonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>Il panettone tradizionale è caratterizzato da:</p>
<ul>
<li>pasta molto soffice; </li>
<li>lunga lievitazione; </li>
<li>utilizzo di lievito madre; </li>
<li>burro; </li>
<li>tuorli; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>uvetta; </li>
<li>scorze candite di arancia e cedro; </li>
<li>profumo di vaniglia e agrumi.</li>
</ul>
<p>La sua struttura deve essere <strong>filamentosa, elastica e molto alveolata</strong>.</p>
<h5>Ricetta semplificata</h5>
<p>Per un panettone domestico:</p>
<ul>
<li>500 g farina forte; </li>
<li>150 g lievito madre attivo; </li>
<li>150 g zucchero; </li>
<li>150 g burro; </li>
<li>4 tuorli; </li>
<li>200 ml acqua; </li>
<li>150 g uvetta; </li>
<li>100 g arancia candita; </li>
<li>50 g cedro candito; </li>
<li>vaniglia; </li>
<li>scorza d&#8217;arancia.</li>
</ul>
<p>La preparazione autentica è complessa perché richiede <strong>più impasti e diverse lievitazioni</strong>.</p>
<p>In linea generale:</p>
<ol>
<li>Preparare il primo impasto con farina, lievito madre, acqua, zucchero e tuorli. </li>
<li>Lasciare lievitare molte ore. </li>
<li>Aggiungere nel secondo impasto burro, zucchero, tuorli e aromi. </li>
<li>Incorporare uvetta e canditi. </li>
<li>Formare il panetto. </li>
<li>Metterlo nello stampo di carta. </li>
<li>Farlo lievitare fino quasi al bordo. </li>
<li>Incidere a croce la superficie. </li>
<li>Cuocere. </li>
<li><strong>Capovolgerlo immediatamente</strong> e lasciarlo raffreddare sospeso.</li>
</ol>
<p>Quest&#8217;ultimo passaggio è fondamentale per evitare che la grande struttura collassi.</p>
<hr />
<h3>2. Sbrisolona — Mantova</h3>
<p>La <strong>Torta Sbrisolona</strong> è l&#8217;altro grande simbolo della pasticceria lombarda.</p>
<p>Se il panettone rappresenta la <strong>pasticceria raffinata milanese</strong>, la sbrisolona rappresenta molto bene la <strong>tradizione mantovana e contadina</strong>.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È legata al territorio di <strong>Mantova</strong>.</p>
<p>Il nome deriva dalla sua caratteristica principale: si <strong>sbriciola</strong> facilmente.</p>
<p>La Regione Lombardia la descrive come un dolce di origine contadina e ricorda che le versioni antiche erano più povere, con maggiore presenza di farina di mais e ingredienti meno costosi rispetto alla ricetta moderna. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fbuonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<h3>2. Sbrisolona — Mantova</h3>
<p>La <strong>Torta Sbrisolona</strong> è l&#8217;altro grande simbolo della pasticceria lombarda.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È legata al territorio di <strong>Mantova</strong>.</p>
<p>Il nome deriva dalla sua caratteristica principale: si <strong>sbriciola</strong> facilmente.</p>
<p>La Regione Lombardia la descrive come un dolce di origine contadina e ricorda che le versioni antiche erano più povere, con maggiore presenza di farina una delle torte lombarde più interessanti perché è anche una delle più legate a realizza un pan di Spagna, lo si taglia e farcisce con crema, quindi si ricopre con lodigiani a quelli pavesi, bergamaschi, cremaschi, mantovani e valtellinesi. di mais e ingredienti meno costosi rispetto alla ricetta moderna.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<ul>
<li>molto friabile; </li>
<li>granulosa; </li>
<li>croccante; </li>
<li>ricca di mandorle; </li>
<li>profumata di burro e vaniglia; </li>
<li>non deve essere compatta come una normale torta.</li>
</ul>
<p>Tradizionalmente <strong>non si taglia perfettamente a fette</strong>: si spezza con le mani.</p>
<h5>Ricetta tradizionale regionale</h5>
<p>La ricetta della Regione Lombardia utilizza:</p>
<ul>
<li>250 g farina bianca; </li>
<li>250 g farina gialla; </li>
<li>250 g zucchero; </li>
<li>150 g burro; </li>
<li>250 g mandorle tritate; </li>
<li>3 tuorli; </li>
<li>vaniglia. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fbuonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ul>
<li>250 g farina bianca; </li>
<li>250 g farina gialla; </li>
<li>250 g zucchero; </li>
<li>150 g burro; </li>
<li>250 g mandorle tritate; </li>
<li>3 tuorli; </li>
<li>vaniglia.</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ol>
<li>Mescolare farina bianca e farina di mais. </li>
<li>Aggiungere zucchero e mandorle. </li>
<li>Incorporare vaniglia e tuorli. </li>
<li>Aggiungere il burro. </li>
<li><strong>Non lavorare fino a ottenere un impasto liscio</strong>. </li>
<li>Il composto deve rimanere granuloso. </li>
<li>Distribuirlo nella tortiera. </li>
<li>Cuocere a <strong>180 °C per circa 45 minuti</strong>. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fbuonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</li>
</ol>
<p>È ottima da sola oppure con <strong>crema al mascarpone</strong>.</p>
<hr />
<h3>3. Tortionata — Lodi</h3>
<p>La <strong>Tortionata</strong> è una delle grandi torte friabili lombarde e può essere considerata una sorta di &quot;parente&quot; della sbrisolona.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica di <strong>Lodi</strong>.</p>
<p>La Regione Lombardia la inserisce tra i prodotti tradizionali lodigiani. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<p>La differenza fondamentale rispetto alla sbrisolona è che la Tortionata è generalmente basata sulla <strong>farina bianca</strong>, mentre nella sbrisolona tradizionale assume grande importanza la farina di mais.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<ul>
<li>friabile; </li>
<li>burrosa; </li>
<li>mandorlata; </li>
<li>poco umida; </li>
<li>molto profumata; </li>
<li>facilmente sbriciolabile.</li>
</ul>
<h5>Ricetta</h5>
<ul>
<li>300 g farina; </li>
<li>150 g burro; </li>
<li>150 g zucchero; </li>
<li>150-200 g mandorle; </li>
<li>1 uovo; </li>
<li>scorza di limone; </li>
<li>vaniglia.</li>
</ul>
<ol>
<li>Tritare le mandorle. </li>
<li>Mescolarle con farina e zucchero. </li>
<li>Aggiungere burro e uovo. </li>
<li>Lavorare brevemente. </li>
<li>Distribuire il composto nella tortiera senza compattarlo eccessivamente. </li>
<li>Cuocere a circa <strong>170-180 °C</strong> fino a doratura.</li>
</ol>
<p>Il modo migliore per gustarla è con una <strong>crema al mascarpone lodigiana</strong>.</p>
<hr />
<h3>4. Torta Paradiso — Pavia</h3>
<p>La <strong>Torta Paradiso</strong> è il grande dolce della tradizione pavese.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È legata a <strong>Pavia</strong>.</p>
<p>La tradizione attribuisce una prima versione a un frate della Certosa di Pavia, ma la ricetta che ha reso celebre il dolce venne codificata nel <strong>1878 dal pasticcere pavese Enrico Vigoni</strong>. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È l&#8217;opposto della sbrisolona.</p>
<p>È:</p>
<ol>
<li>Tritare le mandorle. </li>
<li>Mescolarle con farina e zucchero. </li>
<li>Aggiungere burro e uovo. </li>
<li>Lavorare brevemente. </li>
<li>Distribuire il composto nella tortiera senza compattarlo eccessivamente. </li>
<li>Cuocere a circa <strong>170-180 °C</strong> fino a doratura.</li>
</ol>
<p>Il modo migliore per gustarla è con una <strong>crema al mascarpone lodigiana</strong>.</p>
<hr />
<h3>4. Torta Paradiso — Pavia</h3>
<p>La <strong>Torta Paradiso</strong> è il grande dolce della tradizione pavese.</p>
<h5>Origine</h5>
<ul>
<li>soffice; </li>
<li>finissima; </li>
<li>burrosa; </li>
<li>molto profumata; </li>
<li>delicatamente dolce; </li>
<li>estremamente friabile ma non croccante.</li>
</ul>
<p>Tradizionalmente è spesso semplicemente spolverizzata di zucchero a velo.</p>
<h5>Ricetta</h5>
<ul>
<li>200 g burro; </li>
<li>180 g zucchero; </li>
<li>100 g farina; </li>
<li>100 g fecola di patate; </li>
<li>4 uova; </li>
<li>scorza di limone; </li>
<li>vaniglia; </li>
<li>zucchero a velo.</li>
</ul>
<h5>Preparazione</h5>
<ol>
<li>Montare molto bene il burro con lo zucchero. </li>
<li>Incorporare i tuorli. </li>
<li>Aggiungere farina e fecola setacciate. </li>
<li>Montare gli albumi. </li>
<li>Incorporarli delicatamente. </li>
<li>Versare nello stampo. </li>
<li>Cuocere a circa <strong>170 °C per 40-45 minuti</strong>. </li>
<li>Raffreddare. </li>
<li>Spolverizzare con zucchero a velo.</li>
</ol>
<p>La difficoltà principale consiste nella <strong>lavorazione del burro</strong>: deve incorporare molta aria per ottenere la caratteristica leggerezza.</p>
<hr />
<h3>5. Torta di San Biagio — Cavriana</h3>
<p>Questa è una delle torte lombarde più interessanti perché è anche una delle più legate a una <strong>ricorrenza religiosa precisa</strong>.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica di <strong>Cavriana</strong>, nel Mantovano, e viene preparata per la festa di <strong>San Biagio</strong>, il 3 febbraio.</p>
<p>È riconosciuta come prodotto tradizionale e anche come specialità De.C.O. locale. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È una torta:</p>
<hr />
<ul>
<li>rotonda; </li>
<li>non lievitata; </li>
<li>friabile; </li>
<li>con ripieno di mandorle; </li>
<li>con <strong>cioccolato fondente</strong>; </li>
<li>decorata superiormente con strisce di pasta disposte a rombi. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia</li>
</ul>
<h5>Ricetta tradizionale</h5>
<p><strong>Pasta</strong></p>
<ul>
<li>500 g farina; </li>
<li>150 g strutto; </li>
<li>150 g zucchero; </li>
<li>vino bianco quanto basta.</li>
</ul>
<p><strong>Ripieno</strong></p>
<ul>
<li>1 kg mandorle tritate; </li>
<li>100 g zucchero; </li>
<li>1 uovo; </li>
<li>cioccolato fondente tritato; </li>
<li>scorza e succo di limone; </li>
<li>rum oppure anice.</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ol>
<li>Preparare la pasta con farina, strutto, zucchero e vino bianco. </li>
<li>Tritare finemente le mandorle. </li>
<li>Unirle a zucchero, uovo, cioccolato e aromi. </li>
<li>Stendere circa due terzi della pasta. </li>
<li>Rivestire la tortiera. </li>
<li>Distribuire il ripieno. </li>
<li>Decorare con strisce di pasta. </li>
<li>Cuocere fino a doratura.</li>
</ol>
<p>La ricetta tradizionale riportata nelle fonti utilizza una cottura relativamente breve, intorno ai <strong>150 °C</strong>. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia</p>
<hr />
<h3>6. Torta Bertolina — Crema</h3>
<p>La <strong>Torta Bertolina</strong> è uno dei dolci più rappresentativi del Cremasco.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica di <strong>Crema e del Cremasco</strong> ed è strettamente legata all&#8217;autunno.</p>
<h5>Ingrediente caratteristico</h5>
<p>La protagonista è l&#8217;<strong>uva fragola</strong>.</p>
<p>È quindi un dolce stagionale nato in rapporto alla vendemmia.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<ul>
<li>rustica; </li>
<li>morbida; </li>
<li>profumata; </li>
<li>leggermente umida; </li>
<li>caratterizzata dall&#8217;aroma intenso dell&#8217;uva fragola.</li>
</ul>
<p>Il contrasto tra la dolcezza dell&#8217;impasto e la componente acidula dell&#8217;uva è fondamentale.</p>
<h5>Ricetta indicativa</h5>
<ul>
<li>300 g farina; </li>
<li>150 g zucchero; </li>
<li>100 g burro; </li>
<li>2 uova; </li>
<li>500 g uva fragola; </li>
<li>latte quanto basta; </li>
<li>lievito; </li>
<li>scorza di limone.</li>
</ul>
<ol>
<li>Preparare un impasto morbido. </li>
<li>Incorporare parte dell&#8217;uva. </li>
<li>Versare nello stampo. </li>
<li>Distribuire altra uva sulla superficie. </li>
<li>Cuocere a circa <strong>180 °C per 40-50 minuti</strong>.</li>
</ol>
<p>Le proporzioni possono variare considerevolmente secondo le ricette familiari.</p>
<hr />
<h3>7. Spongarda di Crema</h3>
<p>La <strong>Spongarda</strong> è uno dei grandi dolci storici del Cremasco.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È legata a <strong>Crema</strong>.</p>
<p>La tradizione appartiene alla famiglia delle torte ricche di frutta secca e spezie.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È una torta:</p>
<ul>
<li>compatta; </li>
<li>speziata; </li>
<li>ricca; </li>
<li>molto aromatica; </li>
<li>ripiena di frutta secca.</li>
</ul>
<p>Nel ripieno possono comparire:</p>
<ul>
<li>mandorle; </li>
<li>nocciole; </li>
<li>noci; </li>
<li>uvetta; </li>
<li>cedro candito; </li>
<li>spezie; </li>
<li>miele o zucchero.</li>
</ul>
<h5>Ricetta indicativa</h5>
<p><strong>Pasta</strong></p>
<ul>
<li>300 g farina; </li>
<li>100 g burro; </li>
<li>100 g zucchero; </li>
<li>1 uovo; </li>
<li>vino bianco quanto basta.</li>
</ul>
<p><strong>Ripieno</strong></p>
<ul>
<li>100 g mandorle; </li>
<li>100 g nocciole; </li>
<li>50 g noci; </li>
<li>80 g uvetta; </li>
<li>50 g cedro candito; </li>
<li>cannella; </li>
<li>chiodi di garofano; </li>
<li>noce moscata; </li>
<li>miele.</li>
</ul>
<ol>
<li>Preparare la pasta. </li>
<li>Tritare grossolanamente la frutta secca. </li>
<li>Aggiungere spezie e frutta candita. </li>
<li>Inserire il ripieno tra due dischi di pasta. </li>
<li>Chiudere bene i bordi. </li>
<li>Cuocere lentamente fino a completa doratura.</li>
</ol>
<p>È uno dei dolci lombardi che meglio mostra l&#8217;influenza <strong>rinascimentale e speziata</strong> sulla cucina di pianura.</p>
<hr />
<h3>8. Anello di Monaco — Mantova</h3>
<p>L&#8217;<strong>Anello di Monaco</strong> è un grande dolce lievitato della tradizione mantovana.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>La sua storia è collegata all&#8217;arrivo a Mantova del pasticcere svizzero <strong>Samson Putscher</strong>, alla fine del Settecento.</p>
<p>È quindi un ottimo esempio dell&#8217;incontro tra la cultura gastronomica mantovana e quella <strong>mitteleuropea</strong>.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È una grande ciambella:</p>
<ul>
<li>alta; </li>
<li>lievitata; </li>
<li>soffice; </li>
<li>ricca di burro; </li>
<li>ripiena di frutta secca; </li>
<li>generalmente ricoperta di glassa.</li>
</ul>
<p>La Regione Lombardia lo inserisce tra i prodotti tradizionali mantovani. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Ripieno tradizionale</h5>
<p>Può contenere:</p>
<ul>
<li>mandorle; </li>
<li>nocciole; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>albume; </li>
<li>eventualmente cacao o cioccolato nelle varianti moderne.</li>
</ul>
<h5>Preparazione</h5>
<h5>Origine</h5>
<p>La tradizione appartiene alla famiglia delle torte ricche di frutta secca e spezie.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È una torta:</p>
<ul>
<li>compatta; </li>
<li>speziata; </li>
<li>ricca; </li>
<li>molto aromatica; </li>
<li>ripiena di frutta secca.</li>
</ul>
<h5>Ricetta indicativa</h5>
<ul>
<li>100 g mandorle; </li>
<li>100 g nocciole; </li>
<li>50 g noci; </li>
<li>80 g uvetta; </li>
<li>50 g cedro candito; </li>
<li>cannella; </li>
<li>chiodi di garofano; </li>
<li>noce moscata; </li>
<li>miele.</li>
</ul>
<ol>
<li>Preparare la pasta. </li>
<li>Tritare grossolanamente la frutta secca. </li>
<li>Aggiungere spezie e frutta candita. </li>
<li>Inserire il ripieno tra due dischi di pasta. </li>
<li>Chiudere bene i bordi. </li>
<li>Cuocere lentamente fino a completa doratura.</li>
</ol>
<hr />
<h3>8. Anello di Monaco — Mantova</h3>
<p>L&#8217;impasto viene lavorato come un grande lievitato, steso, farcito e arrotolato, quindi disposto a ciambella e lasciato lievitare nuovamente prima della cottura.</p>
<p>È un dolce decisamente più vicino alla <strong>pasticceria centroeuropea</strong> rispetto alla rusticità della sbrisolona.</p>
<hr />
<h3>9. Torta del Donizetti — Bergamo</h3>
<p>La <strong>Torta del Donizetti</strong> è una specialità bergamasca dedicata al grande compositore <strong>Gaetano Donizetti</strong>.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È legata a <strong>Bergamo</strong> e alla figura del compositore bergamasco.</p>
<p>È una torta relativamente più moderna rispetto ad alcune preparazioni contadine lombarde.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È un dolce soffice e ricco, generalmente a base di:</p>
<ul>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>farina; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>albicocche candite; </li>
<li>ananas candito; </li>
<li>eventualmente aromi e liquore.</li>
</ul>
<p>In alcune versioni contemporanee compare anche il cioccolato.</p>
<p>La Regione Lombardia la riconosce tra i prodotti tradizionali bergamaschi. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Preparazione</h5>
<p>Si prepara una massa montata di burro, zucchero e uova, alla quale vengono aggiunti farina e frutta candita.</p>
<p>Si cuoce in uno stampo ad anello.</p>
<p>Il risultato ideale è <strong>morbido, profumato e leggermente umido</strong>.</p>
<hr />
<h3>10. Polenta e osei dolce — Bergamo</h3>
<p>È uno dei dolci lombardi più curiosi dal punto di vista visivo.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>Nasce a <strong>Bergamo</strong> come versione dolce dell&#8217;omonimo piatto tradizionale salato.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>La torta riproduce una piccola polenta:</p>
<ul>
<li>base di pan di Spagna; </li>
<li>crema; </li>
<li>pasta di mandorle colorata di giallo; </li>
<li>piccoli uccelli di cioccolato o marzapane.</li>
</ul>
<p>La Regione Lombardia la comprende tra le specialità bergamasche. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Come prepararla</h5>
<p>Si realizza un pan di Spagna, lo si taglia e farcisce con crema, quindi si ricopre con pasta di mandorle gialla.</p>
<p>La decorazione con gli &quot;uccelli&quot; completa l&#8217;imitazione del piatto tradizionale.</p>
<p>È più un <strong>dolce di pasticceria e di rappresentazione</strong> che un dolce contadino.</p>
<hr />
<h3>11. Bossolà — Brescia</h3>
<p>Il <strong>Bossolà</strong>, chiamato anche <em>bissolà</em>, è uno dei grandi dolci tradizionali bresciani.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È una <strong>ciambella casalinga</strong> della tradizione bresciana, con radici antiche.</p>
<p>La Regione Lombardia lo considera una specialità bresciana; la preparazione è assimilabile alla famiglia dei dolci tipo bussolano/bisulàan diffusi nella pianura lombarda. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fbuonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È un dolce soffice e ricco, generalmente a base di:</p>
<ul>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>farina; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>albicocche candite; </li>
<li>ananas candito; </li>
<li>eventualmente aromi e liquore.</li>
</ul>
<p>Si cuoce in uno stampo ad anello.</p>
<p>È uno dei dolci lombardi più curiosi dal punto di vista visivo.</p>
<h5>Origine</h5>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>La torta riproduce una piccola polenta:</p>
<ul>
<li>base di pan di Spagna; </li>
<li>crema; </li>
<li>pasta di mandorle colorata di giallo; </li>
<li>piccoli uccelli di cioccolato o marzapane.</li>
</ul>
<ul>
<li>lievitato; </li>
<li>burroso; </li>
<li>soffice; </li>
<li>profumato; </li>
<li>generalmente a forma di ciambella.</li>
</ul>
<p>Le versioni moderne possono essere molto ricche e prevedere più impasti.</p>
<h5>Ricetta casalinga</h5>
<ul>
<li>500 g farina; </li>
<li>150 g burro; </li>
<li>150 g zucchero; </li>
<li>3 uova; </li>
<li>20 g lievito; </li>
<li>100 ml latte; </li>
<li>scorza di limone; </li>
<li>vaniglia.</li>
</ul>
<ol>
<li>Sciogliere il lievito nel latte. </li>
<li>Impastare farina, uova, zucchero e latte. </li>
<li>Incorporare il burro. </li>
<li>Lavorare fino a ottenere un impasto elastico. </li>
<li>Lasciare lievitare. </li>
<li>Formare una ciambella. </li>
<li>Lasciare lievitare nuovamente. </li>
<li>Cuocere a circa 175 °C.</li>
</ol>
<p>Le versioni festive possono contenere uvetta e canditi.</p>
<hr />
<h3>12. Amor Polenta — Varese</h3>
<p>L&#8217;<strong>Amor Polenta</strong> è uno dei dolci più riconoscibili della provincia di Varese.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È legato alla <strong>città di Varese</strong>.</p>
<p>Il nome deriva dall&#8217;impiego della <strong>farina di mais</strong>, che conferisce al dolce il caratteristico colore giallo.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<ul>
<li>morbido; </li>
<li>leggermente granuloso; </li>
<li>profumato di burro; </li>
<li>delicatamente dolce; </li>
<li>a forma di piccolo plumcake scanalato.</li>
</ul>
<p>La presenza della farina di mais collega questo dolce alla grande tradizione lombarda del mais.</p>
<h5>Ricetta</h5>
<ul>
<li>100 g farina di mais fine; </li>
<li>100 g farina 00; </li>
<li>120 g burro; </li>
<li>120 g zucchero; </li>
<li>3 uova; </li>
<li>50 g mandorle; </li>
<li>1 cucchiaino di lievito; </li>
<li>vaniglia; </li>
<li>scorza di limone.</li>
</ul>
<ol>
<li>Montare burro e zucchero. </li>
<li>Aggiungere le uova. </li>
<li>Incorporare le farine. </li>
<li>Aggiungere mandorle tritate e aromi. </li>
<li>Versare nello stampo scanalato. </li>
<li>Cuocere a circa <strong>170-175 °C per 40 minuti</strong>.</li>
</ol>
<hr />
<h3>13. Torta di grano saraceno — Valtellina</h3>
<p>Questa rappresenta invece la <strong>Lombardia alpina</strong>.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica della <strong>Valtellina</strong>.</p>
<p>L&#8217;ingrediente fondamentale è la <strong>farina di grano saraceno</strong>, coltura particolarmente importante nella cucina alpina.</p>
<p>La Regione Lombardia la include tra i prodotti tradizionali della provincia di Sondrio. R<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Región Lombardía</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<ul>
<li>rustica; </li>
<li>umida; </li>
<li>leggermente granulosa; </li>
<li>dal gusto intenso; </li>
<li>generalmente accompagnata da marmellata di frutti rossi.</li>
</ul>
<h5>Ricetta</h5>
<hr />
<h3>13. Torta di grano saraceno — Valtellina</h3>
<p>Questa rappresenta invece la <strong>Lombardia alpina</strong>.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica della <strong>Valtellina</strong>.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<ul>
<li>150 g farina di grano saraceno; </li>
<li>100 g farina 00; </li>
<li>150 g burro; </li>
<li>150 g zucchero; </li>
<li>3 uova; </li>
<li>100 g mandorle; </li>
<li>1 bustina di lievito; </li>
<li>marmellata di mirtilli o lamponi.</li>
</ul>
<ol>
<li>Montare burro e zucchero. </li>
<li>Aggiungere i tuorli. </li>
<li>Incorporare le farine. </li>
<li>Aggiungere mandorle. </li>
<li>Montare gli albumi e incorporarli. </li>
<li>Cuocere a 175 °C per circa 40 minuti. </li>
<li>Raffreddare. </li>
<li>Tagliare e farcire con marmellata.</li>
</ol>
<p>È una delle migliori rappresentazioni della <strong>pasticceria alpina lombarda</strong>.</p>
<hr />
<h3>14. Bisciola — Valtellina</h3>
<p>La <strong>Bisciola</strong> è una sorta di grande pane dolce valtellinese.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica della <strong>Valtellina</strong>.</p>
<p>Ha una storia legata alla disponibilità di farine e frutta secca delle vallate alpine.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<ul>
<li>lievitata; </li>
<li>compatta; </li>
<li>ricca di frutta secca; </li>
<li>molto nutriente; </li>
<li>adatta alla conservazione.</li>
</ul>
<p>Contiene normalmente:</p>
<ul>
<li>farina; </li>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>noci; </li>
<li>fichi secchi; </li>
<li>uvetta.</li>
</ul>
<p>La Regione la inserisce tra i prodotti tradizionali della provincia di Sondrio. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Preparazione</h5>
<p>Si prepara un impasto lievitato arricchito con frutta secca, lo si lascia lievitare e lo si cuoce come un pane dolce.</p>
<p>È particolarmente interessante perché mostra che la pasticceria lombarda non è soltanto quella delle grandi città: nelle montagne assume la forma di <strong>pane dolce energetico e conservabile</strong>.</p>
<hr />
<h3>15. Torta di fioretto — Valchiavenna</h3>
<p>È un&#8217;altra specialità alpina.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica della <strong>Valchiavenna</strong>.</p>
<h5>Ingrediente caratteristico</h5>
<p>Il nome deriva dal <strong>fioretto</strong>, una farina molto fine ottenuta dalla lavorazione del mais.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È una torta:</p>
<ul>
<li>rustica; </li>
<li>morbida; </li>
<li>leggermente granulosa; </li>
<li>profumata; </li>
<li>legata alla tradizione del mais.</li>
</ul>
<p>La Regione Lombardia la classifica tra i prodotti tradizionali della provincia di Sondrio. R<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Región Lombardía</p>
<hr />
<h3>16. Torta di latte — Brianza</h3>
<p>La <strong>Torta di latte</strong> rappresenta molto bene la tradizione rurale della Brianza.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È legata soprattutto alla <strong>Brianza</strong>, ed è presente anche nel territorio milanese e lecchese. L&#8217;Atlante regionale la attribuisce infatti a Monza e Brianza, Milano e Lecco. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È una torta semplice, costruita attorno a:</p>
<ul>
<li>farina; </li>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>noci; </li>
<li>fichi secchi; </li>
<li>uvetta.</li>
</ul>
<h3>15. Torta di fioretto — Valchiavenna</h3>
<p>È un&#8217;altra specialità alpina.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica della <strong>Valchiavenna</strong>.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<ul>
<li>rustica; </li>
<li>morbida; </li>
<li>leggermente granulosa; </li>
<li>profumata; </li>
<li>legata alla tradizione del mais.</li>
</ul>
<p>La Regione Lombardia la classifica tra i prodotti tradizionali della provincia di Sondrio.</p>
<hr />
<h3>16. Torta di latte — Brianza</h3>
<p>La <strong>Torta di latte</strong> rappresenta molto bene la tradizione rurale della Brianza.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È legata soprattutto alla <strong>Brianza</strong>, ed è presente anche nel territorio milanese e lecchese. L&#8217;Atlante regionale la attribuisce infatti a Monza e Brianza, Milano e Lecco.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<ul>
<li>latte; </li>
<li>pane; </li>
<li>farina; </li>
<li>uova; </li>
<li>zucchero.</li>
</ul>
<p>In alcune versioni compaiono cacao, amaretti, uvetta e pinoli.</p>
<p>È quindi vicina alla famiglia della <strong>torta paesana</strong>.</p>
<hr />
<h3>17. Torta paesana — Brianza</h3>
<p>È uno dei dolci più caratteristici della cucina povera lombarda.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica della <strong>Brianza</strong>.</p>
<p>Nasce come dolce di recupero del <strong>pane raffermo</strong>.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>L&#8217;impasto può comprendere:</p>
<ul>
<li>pane; </li>
<li>latte; </li>
<li>cacao; </li>
<li>amaretti; </li>
<li>uvetta; </li>
<li>pinoli; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>uova; </li>
<li>frutta.</li>
</ul>
<p>La consistenza è <strong>umida e quasi budinosa</strong>, non quella di una normale torta lievitata.</p>
<p>È particolarmente significativa perché dimostra come la pasticceria lombarda rurale fosse basata sulla <strong>trasformazione degli avanzi</strong>.</p>
<hr />
<h3>18. Torta mantovana</h3>
<p>La <strong>Torta mantovana</strong> è un&#8217;altra preparazione importante della pasticceria di pianura.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È associata al territorio mantovano.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È una torta soffice e ricca, con:</p>
<ul>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>farina; </li>
<li>mandorle; </li>
<li>scorza di limone.</li>
</ul>
<p>La superficie viene generalmente cosparsa di mandorle.</p>
<p>È più morbida della sbrisolona e più rustica della Torta Paradiso.</p>
<hr />
<h3>19. Torta di tagliatelle — Mantova</h3>
<p>Questa è una delle preparazioni più curiose.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica del territorio mantovano.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>Il dolce è costruito utilizzando <strong>sottilissime strisce di pasta</strong>, simili a tagliatelle, disposte sopra un ripieno dolce.</p>
<p>Il ripieno comprende tradizionalmente:</p>
<ul>
<li>mandorle; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>burro; </li>
<li>aromi.</li>
</ul>
<p>Il forno rende le strisce superiori croccanti mentre l&#8217;interno rimane più morbido.</p>
<p>È un perfetto esempio della fantasia della <strong>cucina mantovana rinascimentale</strong>, che spesso trasformava forme e tecniche della cucina salata in preparazioni dolci.</p>
<hr />
<h3>20. Treccia d&#8217;oro di Crema</h3>
<p>È una specialità della zona di <strong>Crema</strong>.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È un dolce lievitato intrecciato, ricco di:</p>
<ul>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>frutta candita; </li>
<li>aromi.</li>
</ul>
<p>È affine per tecnica ai grandi dolci lievitati della pianura lombarda.</p>
<p>La Regione Lombardia la include tra i prodotti tradizionali cremaschi. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<hr />
<h3>Le grandi famiglie dei dolci lombardi da forno</h3>
<p>Se guardiamo tutte queste preparazioni insieme, si può capire molto bene la struttura della pasticceria lombarda.</p>
<h5>1. Grandi lievitati</h5>
<p><strong>Panettone → Bossolà → Anello di Monaco → Bisciola → Treccia d&#8217;oro</strong></p>
<p>Sono caratterizzati da:</p>
<ul>
<li>farina; </li>
<li>lievito; </li>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>frutta secca o candita.</li>
</ul>
<p>Rappresentano soprattutto <strong>Milano, Mantova e le aree alpine</strong>.</p>
<h5>2. Torte friabili</h5>
<p><strong>Sbrisolona → Tortionata → Torta di San Biagio</strong></p>
<p>Qui dominano:</p>
<ul>
<li>farina; </li>
<li>burro o strutto; </li>
<li>mandorle; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>uova in quantità variabile.</li>
</ul>
<p>Sono particolarmente rappresentative della <strong>Lombardia meridionale e orientale</strong>.</p>
<h5>3. Torte soffici</h5>
<p><strong>Torta Paradiso → Amor Polenta → Torta Donizetti → Torta mantovana</strong></p>
<p>Qui diventano fondamentali:</p>
<ul>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>farine fini; </li>
<li>fecola; </li>
<li>mandorle.</li>
</ul>
<h5>Caratteristiche</h5>
<ul>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>farina; </li>
<li>mandorle; </li>
<li>scorza di limone.</li>
</ul>
<p>È più morbida della sbrisolona e più rustica della Torta Paradiso.</p>
<hr />
<h3>19. Torta di tagliatelle — Mantova</h3>
<h5>Origine</h5>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>Il ripieno comprende tradizionalmente:</p>
<ul>
<li>mandorle; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>burro; </li>
<li>aromi.</li>
</ul>
<hr />
<h3>20. Treccia d&#8217;oro di Crema</h3>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È un dolce lievitato intrecciato, ricco di:</p>
<ul>
<li>burro; </li>
<li>uova; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>frutta candita; </li>
<li>aromi.</li>
</ul>
<hr />
<h3>Le grandi famiglie dei dolci lombardi da forno</h3>
<p>Rappresentano una pasticceria più borghese e urbana.</p>
<h5>4. Dolci contadini umidi</h5>
<p><strong>Torta paesana → Torta di latte → Miascia</strong></p>
<p>Qui troviamo:</p>
<ul>
<li>pane raffermo; </li>
<li>latte; </li>
<li>frutta; </li>
<li>cacao; </li>
<li>amaretti; </li>
<li>uova.</li>
</ul>
<p>Sono la testimonianza più evidente della <strong>cucina domestica e del recupero degli alimenti</strong>.</p>
<h5>5. Dolci alpini</h5>
<p><strong>Torta di grano saraceno → Bisciola → Torta di fioretto</strong></p>
<p>Qui prevalgono:</p>
<ul>
<li>grano saraceno; </li>
<li>mais; </li>
<li>noci; </li>
<li>fichi; </li>
<li>uvetta; </li>
<li>burro.</li>
</ul>
<p>È la Lombardia delle montagne, molto diversa dalla pianura.</p>
<hr />
<h3>La mia classifica dei dolci al forno lombardi più rappresentativi</h3>
<p>Se dovessi restringere enormemente la lista, sceglierei questi <strong>10</strong>, in base a notorietà, importanza storica e rappresentatività territoriale:</p>
<p>#   <br />Dolce    <br />Territorio    <br />Perché è importante</p>
<p><strong>1</strong>    <br /><strong>Panettone</strong>    <br />Milano    <br />Il simbolo internazionale della Lombardia</p>
<p><strong>2</strong>    <br /><strong>Sbrisolona</strong>    <br />Mantova    <br />Grande icona della tradizione mantovana</p>
<p><strong>3</strong>    <br /><strong>Torta Paradiso</strong>    <br />Pavia    <br />Grande classico della pasticceria pavese</p>
<p><strong>4</strong>    <br /><strong>Tortionata</strong>    <br />Lodi    <br />Storica torta friabile lodigiana</p>
<p><strong>5</strong>    <br /><strong>Torta di San Biagio</strong>    <br />Cavriana    <br />Dolce rituale mantovano con mandorle e cioccolato</p>
<p><strong>6</strong>    <br /><strong>Torta Bertolina</strong>    <br />Crema    <br />Dolce autunnale all&#8217;uva fragola</p>
<p><strong>7</strong>    <br /><strong>Anello di Monaco</strong>    <br />Mantova    <br />Importante influenza mitteleuropea</p>
<p><strong>8</strong>    <br /><strong>Amor Polenta</strong>    <br />Varese    <br />Simbolo della tradizione del mais</p>
<p><strong>9</strong>    <br /><strong>Torta del Donizetti</strong>    <br />Bergamo    <br />Dolce rappresentativo della città</p>
<p><strong>10</strong>    <br /><strong>Torta di grano saraceno</strong>    <br />Valtellina    <br />Espressione della pasticceria alpina</p>
<p>La lista ufficiale regionale conferma proprio questa grande varietà territoriale: dai dolci milanesi e lodigiani a quelli pavesi, bergamaschi, cremaschi, mantovani e valtellinesi. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia+1</p>
<h4>In definitiva</h4>
<p>La cosa più interessante è che <strong>non esiste un unico &quot;dolce lombardo&quot;</strong>. Esiste una vera e propria geografia della pasticceria:</p>
<p><strong>Milano → panettone e grandi lievitati</strong></p>
<p><strong>Lodi → tortionata e mascarpone</strong></p>
<p><strong>Pavia → Torta Paradiso</strong></p>
<p><strong>Mantova → sbrisolona, San Biagio, Anello di Monaco e torte di frutta secca</strong></p>
<p><strong>Crema → Bertolina e Spongarda</strong></p>
<p><strong>Bergamo → Donizetti e Polenta e osei</strong></p>
<p><strong>Brescia → Bossolà</strong></p>
<p><strong>Varese → Amor Polenta</strong></p>
<p><strong>Brianza → torta paesana e torta di latte</strong></p>
<p><strong>Valtellina/Valchiavenna → grano saraceno, Bisciola e dolci di mais</strong></p>
<p>Questa distribuzione spiega perché la <strong>pasticceria lombarda è così diversa da quella di altre regioni italiane</strong>: non nasce da un&#8217;unica tradizione, ma dall&#8217;incontro fra <strong>cucina contadina, corti rinascimentali, cultura lattiero-casearia, influenze mitteleuropee e sviluppo della grande pasticceria urbana milanese</strong>. L&#8217;Atlante regionale dei prodotti tradizionali rende particolarmente evidente questa frammentazione territoriale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torta Crumble con Confettura di Lamponi. Sbriciolata versione pigra</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 05:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiaino]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanto mi piacciono le torte crumble! Nell&#8217;archivio del blog ne trovate alcune, alle quali oggi aggiungo la più sprint di tutte, praticamente un copia e incolla della&#160;sbriciolata&#160;di casa, ispirata ad un’idea di Dolci senza burro. Niente ciliegie da snocciolare &#8211; anche perché non è stagione &#8211; né mele da pelare. Unica differenza, un cucchiaino scarso&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-crumble-con-confettura-di-lamponi-sbriciolata-versione-pigra/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Quanto mi piacciono le <b><i>torte crumble</i></b>! Nell&#8217;archivio del blog ne trovate <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/search/label/crumble">alcune</a>, alle quali oggi aggiungo la più sprint di tutte, praticamente un <i>copia e incolla </i>della&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2023/07/sbriciolata-con-ciliegie-estate-e-cucina.html">sbriciolata</a><b><i>&nbsp;</i></b>di casa, ispirata ad un’idea di <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.dolcisenzaburro.it/ricetta/sbriciolata-alle-fragole-senza-burro/">Dolci senza burro</a></i>. Niente ciliegie da snocciolare &#8211; anche perché non è stagione &#8211; né mele da pelare. Unica differenza, un cucchiaino scarso di lievito per dolci per una variante lievemente più morbida. Infine, qualche abbondante cucchiaio di confettura tra uno strato di <i>briciole </i>e l&#8217;altro ed il gioco è fatto.&nbsp;</div>
<div></div>
<div>A presto!&nbsp;</div>
<div></div>
<div><i>Maria Grazia</i></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1oaHWcJzOWDzPikrP0kM8q26DoHSO0v4_144rE31HMrwkzmCfUQbrYrE6w7kcfUhLBIpLsoX9U4lJ0ay33ZvXFiRLwqLWt3cyXto9i1lZmUszLHdKZyZBicBQaC3ACKYWB-4Ut_fh6BKUNFIScb4s3vZxyqCziD2VMTJpQK3JsyhyIOM5e-sNiZKToho/s3775/IMG_2623.jpeg"><img alt="Sbriciolata con Confettura di Lamponi" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1oaHWcJzOWDzPikrP0kM8q26DoHSO0v4_144rE31HMrwkzmCfUQbrYrE6w7kcfUhLBIpLsoX9U4lJ0ay33ZvXFiRLwqLWt3cyXto9i1lZmUszLHdKZyZBicBQaC3ACKYWB-4Ut_fh6BKUNFIScb4s3vZxyqCziD2VMTJpQK3JsyhyIOM5e-sNiZKToho/w488-h640/IMG_2623.jpeg" width="488" /></a></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<div></div>
<div></div>
<p><b><i>Farina, non è una questione di numeri</i></b></p>
<div>
<div>Ormai da tanti anni ho abbandonato l’utilizzo delle farine 0 e 00 e sono passata all’uso di prodotti meno raffinati e più salutari come la tipo 1 e la tipo 2 macinate a pietra.</div>
<div>La farina 0 è meno raffinata della 00 ma durante la macinazione perde comunque molte proprietà nutritive. In ogni caso, ha una buona maglia glutinica e viene utilizzata per realizzare impasti per pizza, panificazioni e dolci lievitati.</div>
<div>A differenza della farina 00, <span>che&nbsp;<span><span>durante la macinazione perde crusca e germe del grano, che sono una fonte preziosa di fibre e di vitamine, sali minerali e amminoacidi, la farina 1 ne contiene maggiori quantità. Inoltre, è caratterizzata da un aspetto lievemente più <i>grezzo</i>&nbsp;e da un aroma particolare ed intenso.</span></span></span></div>
<div><span><span>La farina tipo 2 viene anche definita</span><span>&nbsp;semintegrale e&nbsp;</span><span>contiene più crusca e germe del grano rispetto alla farina di tipo 1, presenta dei granuli molto più evidenti ed è è piu lavorabile rispetto a quella integrale.</span></span></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMLfs_iyDPlGvpmxKJ1kOo0L1ainURmT7EOSf6bgDdgw5_6-9PRnNguzzFvOKCk65rr7hnpZ6h_lOkgPB3pTu6EEqDP0BcN4q3tbg2m_HdED2kXB_DpWe1e83t-0WenCVc7nUkPE3zbPrmkU7qkmuJMhDDDG6GoFOzTL5avbhzWuwaBNEhQEExOX4ZOpI/s4032/IMG_2633.jpeg"><img alt="Torta Crumble ai Lamponi" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMLfs_iyDPlGvpmxKJ1kOo0L1ainURmT7EOSf6bgDdgw5_6-9PRnNguzzFvOKCk65rr7hnpZ6h_lOkgPB3pTu6EEqDP0BcN4q3tbg2m_HdED2kXB_DpWe1e83t-0WenCVc7nUkPE3zbPrmkU7qkmuJMhDDDG6GoFOzTL5avbhzWuwaBNEhQEExOX4ZOpI/w480-h640/IMG_2633.jpeg" width="480" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<div><b><i>Torta Crumble con Confettura di Lamponi</i></b></div>
<p><b><i><br /></i></b></p>
<p><b><br /></b></p>
<div><b>Ingredienti</b><b>&nbsp;</b></div>
<div>(per una teglia del diametro di 20/22 cm)</div>
<div></div>
<div>300 g di farina 1 macinata a pietra</div>
<div>1 cucchiaino di lievito per dolci&nbsp;<br />2 uova biologiche medio piccole<br />120 g di zucchero grezzo di canna</div>
<div>80 g di olio extravergine d’oliva delicato (Riviera Ligure DOP)&nbsp;<br />200 g di confettura di lamponi bio</div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div>Introdurre in una ciotola &nbsp;la farina 1, lo zucchero grezzo di canna, le uova e l’olio extravergine d’oliva. Con l’ausilio di una forchetta e poi delle mani, amalgamare l’impasto e ridurlo in briciole.</div>
<div></div>
<div>Ungere una teglia del diametro di 20/22 cm, versarvi metà del composto e compattarlo con le mani.</div>
<div></div>
<div>Distribuire le confettura di lamponi su tutta la superficie. Coprire con il composto di briciole rimasto.</div>
<div></div>
<div>Cuocere in forno preriscaldato a 175º per 30/35 minuti (regolarsi facendo riferimento alle prestazioni del proprio elettrodomestico).&nbsp;</div>
<div></div>
<div>Lasciare intiepidire la <i><b>Torta Crumble con Confettura di Lamponi</b> </i>prima di sformarla.</div>
</div>
<div>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Cazzarelli o cazzerielli e fagioli con le cotiche</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[semola]]></category>
		<category><![CDATA[sugo]]></category>
		<category><![CDATA[tavola]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci ad un altro appuntamento di La pasta è magia, una rubrica mensile che si sbizzarrisce su ricette di pasta, o meglio di primi piatti, i preferiti da noi italiani&#8230;ma non solo! Oggi sono andata in Abruzzo, ho voluto cimentarmi nei cazzarelli (o detta all&#8217;abruzzese cazzerielli), un tipo di pasta fresca realizzata con semola di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cazzarelli-o-cazzerielli-e-fagioli-con-le-cotiche/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgOL16a62whcQK9rtyo-GapnFafpNRO9ZS7yPzD5b1jAK3BrWxyfxKEOaJmaCU6wIS9rK5VafmN9vG_b38OXF1NgYi0VmB6JAT3_gfHx3s_qTAjGkpCzsUMfwvzUo-yOSrBQh5SIuvPA31rXIXqRqq9FGm_u8Yz3ufD5yKNo7HNeR_pxbpTn3SdLvzUwAeN/s895/DSC_0047.JPG"><img border="0" height="442" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgOL16a62whcQK9rtyo-GapnFafpNRO9ZS7yPzD5b1jAK3BrWxyfxKEOaJmaCU6wIS9rK5VafmN9vG_b38OXF1NgYi0VmB6JAT3_gfHx3s_qTAjGkpCzsUMfwvzUo-yOSrBQh5SIuvPA31rXIXqRqq9FGm_u8Yz3ufD5yKNo7HNeR_pxbpTn3SdLvzUwAeN/w640-h442/DSC_0047.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<p>Eccoci ad un altro appuntamento di La pasta è magia, una rubrica mensile che si sbizzarrisce su ricette di pasta, o meglio di primi piatti, i preferiti da noi italiani&#8230;ma non solo!</p>
<p>Oggi sono andata in Abruzzo, ho voluto cimentarmi nei cazzarelli (o detta all&#8217;abruzzese cazzerielli), un tipo di pasta fresca realizzata con semola di grano duro e acqua, come spesso avviene in queste zone e nel Sud Italia, dove il grano duro è maggiormente coltivato.&nbsp;</p>
<p>La caratteristica, come per tutte le paste regionali, è nella forma, delle specie di cubetti, piuttosto consistenti all&#8217;assaggio, decisamente adatti ad un sugo corposo e saporito come quello di fagioli.</p>
<p>Si preparano facendo delle bisce di diametro 2cm che poi vengono tagliati a 2 cm, così da fare un cubetto.</p>
<p>In Abruzzo sono pare siano acquistabili presso le gastronomie o i negozi di&nbsp; paste fresche, personalmente non avendoli mai sentiti nè visti, mi incuriosivano parecchio e ci ha provato.</p>
<p>Quanto al sugo di fagioli, è un classico sugo piacentino, di quelli corposi e con tante calorie, da consumarsi solo in inverno visto l&#8217;elevato carico calorico.</p>
<p>Soddisfacente, meglio però consumarli appena fatti, io ho tergiversato un paio di giorni ed erano più consistenti e non tutti si sono conservati a dovere ( asciugateli tanto con la semola, o metteteli in freezer!).</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhO4fvBNfwWtgM20VGpOMTonYIjQBBguHen5R-hjDvENvFKx-dmYo6F1qMVkJko41vOa3eMzsZWrD2-ogzYNsLX-WGI7ZQKgGBsKyv5XOhd6_BLFn_7mNzdWuxfe4mkTCVi_ZygJseFQQUEb6L4hOb-QSyFxQ-NIMtlpaaMpyjHYOrZSjDAt9roijXS0Dgr/s652/DSC_0043.JPG"><img border="0" height="492" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhO4fvBNfwWtgM20VGpOMTonYIjQBBguHen5R-hjDvENvFKx-dmYo6F1qMVkJko41vOa3eMzsZWrD2-ogzYNsLX-WGI7ZQKgGBsKyv5XOhd6_BLFn_7mNzdWuxfe4mkTCVi_ZygJseFQQUEb6L4hOb-QSyFxQ-NIMtlpaaMpyjHYOrZSjDAt9roijXS0Dgr/w640-h492/DSC_0043.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<p>Ingredienti per 4 persone</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhr4w18cqt9awZm6K-yPVyObqIIN5FD5WrwhrpfogAhDODEbNXaAwky2H2EqlWKxSAAqx4KqAsKS-Y9B6GPJToNKzUFRnn08lV0sQDCz3qap4-sbgIqFSaxl_8pO8g9hp2NW3lND7btouTk605HuIYatf7TmdG5PK-6IUHVHBb7uHoqQrg-wqpsE4vqRSpu/s985/DSC_0001.JPG"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhr4w18cqt9awZm6K-yPVyObqIIN5FD5WrwhrpfogAhDODEbNXaAwky2H2EqlWKxSAAqx4KqAsKS-Y9B6GPJToNKzUFRnn08lV0sQDCz3qap4-sbgIqFSaxl_8pO8g9hp2NW3lND7btouTk605HuIYatf7TmdG5PK-6IUHVHBb7uHoqQrg-wqpsE4vqRSpu/w424-h640/DSC_0001.JPG" width="424" /></a></div>
<p>
</p>
<p>400g di semola rimacinata di grano duro</p>
<p>200ml di acqua bollente</p>
<p>1 pizzico di sale</p>
<p>Per il sugo:</p>
<p>200g di fagioli borlotti secchi</p>
<p>1 cipolla grande</p>
<p>1 canna di sedano</p>
<p>1 spicchio di aglio</p>
<p>2 carote</p>
<p>40g di lardo</p>
<p>30g di burro</p>
<p>80g di cotiche di maiale (o cotenna)</p>
<p>40g di triplo concentrato di pomodoro</p>
<p>1 cucchiaio di olio evo</p>
<p>sale e pepe</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Preparare il sugo di fagioli: la sera prima mettere in ammollo i fagioli con acqua leggermente tiepida. Il mattino successivo, fare il soffritto, dopo aver tritato sedano, carote e cipolla (anche con il mixer), scaldare in una casseruola il burro e il lardo e l&#8217;olio, quando sono in temperatura unire le verdure. Dopo una decina di minuti a fuoco medio inserire i fagioli ammollati e l&#8217;aglio (passato nello spremiaglio). .</p>
<p>Accertarsi che le cotiche siano pulite e ben rasate,&nbsp; volendo è possibile scottarle per 10 minuti in acqua bollente, prima di inserirle. Dopo una decina di minuti di cottura dei fagioli&nbsp; unire le cotiche tagliate a quadretti (3&#215;3 cm).</p>
<p>Continuare la cottura a fuoco basso per almeno un paio d&#8217;ore aggiungendo acqua se si asciugasse troppo. Aggiungere infine il triplo concentrato di pomodoro e aggiustare di sale e pepe. Cuocere ancora 30 minuti circa.&nbsp;</p>
<p>Preparazione dei cazzarelli: su una tavola di legno fare la classica fontana di semola e versare l&#8217;acqua bollente, gradatamente, all&#8217;interno, poi amalgamare la farina con una forchetta, per non scottarsi (l&#8217;uso dell&#8217;acqua bollente permette di avere un impasto più morbido). E&#8217; possibile utilizzare anche l&#8217;impastatrice.</p>
<p>Unire il resto dell&#8217;acqua fino ad avere un composto soffice, ma non appiccicoso. Fare una palla e coprire con pellicola, far riposare circa 30 minuti.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi-0QJApdmPGS28npxD9kgyqLG4m1ZL2TLFLebrsrSGzg8lZnrReWTIePrqlTlUkyAcNTxlWlvEjx9kvXxbAKgJ6iUfXzn5_tmTteWZkR6Ix6Sjd6JzjcaoZTisKou8Hy1x31vv6dWrCBFdi1Zm5YlY_-_yk-H-SUdVxS_rrpYEJMSiGRyPCvRLxzqTT_sL/s985/DSC_0006.JPG"><img border="0" height="265" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi-0QJApdmPGS28npxD9kgyqLG4m1ZL2TLFLebrsrSGzg8lZnrReWTIePrqlTlUkyAcNTxlWlvEjx9kvXxbAKgJ6iUfXzn5_tmTteWZkR6Ix6Sjd6JzjcaoZTisKou8Hy1x31vv6dWrCBFdi1Zm5YlY_-_yk-H-SUdVxS_rrpYEJMSiGRyPCvRLxzqTT_sL/w400-h265/DSC_0006.JPG" width="400" /></a></div>
<p>
</p>
<p>Cospargere il piano di lavoro con altra semola. Tagliare dall&#8217;impasto una fetta, farne una pallina, schiacciarla leggermente con le mani, sempre infarinando bene sopra e sotto. Utilizzando il mattarello per stendere allo spessore di mezzo centimetro, infarinare ancora. Poi tagliare delle tagliatelle della larghezza di 1/2 cm. A questo punto tagliare tanti quadretti, o meglio cubetti di mezzo cm. Mantenendoli sempre ben infarinati con la semola per evitare che si attacchino tra loro.</p>
<p>Al termine allargare i cazzarelli sulla tavola cosparsa di farina e lasciare asciugare all&#8217;aria. cuocerli il giorno stesso o al massimo il giorno successivo, è possibile congelarli.</p>
<p>Cuocere la pasta in abbondante acqua salta per 5-7 minuti dopo il bollore, poi scolare e saltare in padella con il sugo di fagioli.</p>
<p>Servire subito.</p>
<p>Ecco le altre proposte:</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiSRcOLlyl9oHou-a0WCejWD_m6j9wxGgDwcaHHUrpda0SYQPe3RAWTXeZJKBjJc_-3SGMo5LPzywsM2tR1lOu6gqfuO7LHptoI2KoUdsygnkgYP4RDJt-iWDCjQl9iDlsq12F_C5tOfEDmyqILpRax0R7tWYt9gXYDErRKA-gWSXT1jpsOEBcypagc02VE/s922/la%20pasta%20%C3%A8%20magia%20banner.JPG"><img border="0" height="141" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiSRcOLlyl9oHou-a0WCejWD_m6j9wxGgDwcaHHUrpda0SYQPe3RAWTXeZJKBjJc_-3SGMo5LPzywsM2tR1lOu6gqfuO7LHptoI2KoUdsygnkgYP4RDJt-iWDCjQl9iDlsq12F_C5tOfEDmyqILpRax0R7tWYt9gXYDErRKA-gWSXT1jpsOEBcypagc02VE/w200-h141/la%20pasta%20%C3%A8%20magia%20banner.JPG" width="200" /></a></div>
<p>
</p>
<p>Carla: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://arbanelladibasilico.blogspot.com/2026/10/gnocchi-di-zucca-per-la-pasta-e-magia.html" target="_blank">Gnocchi di zucca con salvia e nocciole tostate&nbsp;</a></p>
<p>Daniela: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://maninpastaqb.blogspot.com/2026/10/pizzoccheri-con-pesto-di-limone-e.html" target="_blank">Pizzoccheri con pesto di limone e mandorle</a>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Milena:<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://dolciepasticci.blogspot.com/2026/10/mezze-maniche-integrali-con-crema-di.html" target="_blank"> Mezze maniche integrali con crema di robiola e prezzemolo con pomodorini confit&nbsp; &nbsp;</a>&nbsp;</p>
<p>Natalia: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fusillialtegamino.com/2026/10/bucatini-con-bottarga-mortadella-e.html" target="_blank">Bucatini con bottarga, mortadella e briciole di pane croccante&nbsp;</a></p>
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		<item>
		<title>Mezze Penne di Grano Timilìa con Crema di Funghi Porcini Trifolati. “Non ricetta” di gran gusto</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
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		<description><![CDATA[Ingredienti: funghi porcini, mezze penne di grano Timilìa, prezzemolo,&#160;aglio, acqua di cottura della pasta. Null’altro.&#160; Questa è la classica ricetta che si potrebbe anche non &#160;pubblicare su un blog di cucina e, forse, neppure sui social. Troppo scontata, piuttosto comune, per nulla originale. Anche lo scatto è così così, fatto al volo durante il pranzo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/mezze-penne-di-grano-timilia-con-crema-di-funghi-porcini-trifolati-non-ricetta-di-gran-gusto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ingredienti: <i><b>funghi porcini</b></i>, <b><i>mezze penne di grano Timilìa</i></b>, <b><i>prezzemolo</i></b>,&nbsp;<b><i>aglio</i></b>, acqua di cottura della pasta. Null’altro.&nbsp;</div>
<div>Questa è la classica <b><i>ricetta</i></b> che si potrebbe anche non &nbsp;pubblicare su un <b>blog di cucina </b>e, forse, neppure sui social. Troppo scontata, piuttosto comune, per nulla originale. Anche lo scatto è <i>così così</i>, fatto al volo durante il pranzo di un giorno qualunque. Ma, come ben sapete, il mio <i>Taccuino di Ricette,</i>&nbsp;null&#8217;altro è che il diario della mia cucina quotidiana, dei piatti di casa che prediligo, anche i più semplici. Per cui, quando mi sono posta rapidamente la domanda “<i>pubblico o non pubblico un banale piatto di pasta con i funghi?</i>” ho pensato che sì, una preparazione basica ma molto gustosa meritasse un suo piccolo spazio in queste pagine.&nbsp;</div>
<div>Ai funghi porcini ho dedicato altre ricette. Se vi fa piacere dare un&#8217;occhiata, le troverete cliccando su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/search/label/funghi">questo link</a>.</div>
<div></div>
<div>A presto!</div>
<div></div>
<div><i>Maria Grazia&nbsp;</i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div>
<div></div>
<p><i><br /></i></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihS093a1Z_lfUdqXWyUAYzFs-Tnfk9fQmPpocXSFfMOKXMORdu_uwoh74DZWU2wv9tE7fD2HHxsKhJDMo9lboH7N0NdwoWRKx4z2Tc5WL7dewgcRtLavurAeAsLYyNuC_7q641x93zojpKwL4HiZyaiQbStTeRoOHR_Nmldh7asjF2WEzW7gJbZ5LCOu8/s3833/IMG_2429.jpeg"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihS093a1Z_lfUdqXWyUAYzFs-Tnfk9fQmPpocXSFfMOKXMORdu_uwoh74DZWU2wv9tE7fD2HHxsKhJDMo9lboH7N0NdwoWRKx4z2Tc5WL7dewgcRtLavurAeAsLYyNuC_7q641x93zojpKwL4HiZyaiQbStTeRoOHR_Nmldh7asjF2WEzW7gJbZ5LCOu8/w484-h640/IMG_2429.jpeg" width="484" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p><i><b>Funghi, istruzioni per l’uso: pulizia e conservazione&nbsp;</b></i></p>
<div>Il metodo più funzionale per&nbsp;<i><b>pulire i funghi</b></i>, decisamente quello più rapido, è quello di utilizzare un panno leggermente umido e passarlo su gambo e&nbsp;<i>cappello</i>&nbsp;dei funghi. È sempre bene evitare di lavarli con acqua.&nbsp;</div>
<div></div>
<div>Per conservarli, ci sono diverse opzioni: se si ha intenzione di cucinarli entro pochi giorni, la soluzione migliore è quella di sustemarli in un sacchetto di carta e di riporli nel ripiano più basso del frigorifero.&nbsp;</div>
<div>La&nbsp;<b><i>congelazione</i></b>&nbsp;è un buon sistema per conservare i&nbsp;<b><i>funghi</i></b>&nbsp;<b><i>crudi</i></b>, ma è bene asciugarli delicatamente con carta da cucina per eliminare ogni traccia di umidità prima di riporli in freezer. Vanno lasciati interi all’interno di sacchetti gelo a chiusura ermetica. Quando si avrà intenzione di cucinarli, si dovranno estrarre dal freezer e lasciati scongelare a temperatura ambiente. Anche i&nbsp;<b>funghi cotti&nbsp;</b>possono essere congelati, interi o a fette, e conservati in sacchetti gelo con un po’ di liquido di cottura. Ventiquattro ore prima di utilizzarli vanno estratti dall’elettrodomestico ed utilizzati per preparare un risotto o un sugo e possono rimanere in freezer per non più di sei mesi.&nbsp;</div>
<div></div>
<div>Per&nbsp;<i>essiccare i funghi</i>, il procedimento è un po’ più lungo. Si possono seccare nel forno a microonde, utilizzando un essiccatore, al sole o in forno. Io sono solita utilizzare gli ultimi due.</div>
<p><i><u>Essiccazione al sole</u></i></p>
<div>Si puliscono, si tagliano a fette dello spessore di circa mezzo centimetro. Se si ha intenzione di essiccarli al sole, vanno sistemati su un piano per almeno cinque giorni e su uno strofinaccio pulito. Ovviamente, la sera vanno tenuti all’interno affinché l’umidità non danneggi tutto il lavoro. Un ulteriore cautela: coprire i funghi con una retina o con un altro strofinaccio per proteggerli dagli insetti.&nbsp;</div>
<p><i><u>Essiccazione in forno</u></i></p>
<div>Anche il forno è un buon metodo per questo tipo di conservazione. Effettuata pulizia e taglio, i funghi vanno sistemati su carta da forno. La temperatura va impostata sui 45°, il tempo su 60’. Lo sportello va lasciato leggermente aperto per evitare umidità all’interno dell’elettrodomestico. Dopo un’ora le fette di funghi vanno girate e lasciate in forno per altri sessanta minuti. Dopo averli fatti raffreddare, è bene controllare che alcune fette non siano rimaste umide. In questo caso, rimetterli a seccare per un’altra mezz’ora. La funzione “ventilato” è quella più opportuna per l’essiccazione dei funghi in forno, specie per i porcini.</div>
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<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i>Mezze Penne di Grano Timilìa con Crema di Funghi Porcini Trifolati</i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
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<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b>Ingredienti<i>&nbsp;</i></b></div>
<div>(per tre persone)</div>
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<div>600 g di funghi porcini freschi (Liguria)</div>
<div>prezzemolo fresco tritato</div>
<div>1/2 spicchio d’aglio&nbsp;</div>
<div>3 cucchiai di olio extravergine d’oliva della Riviera Ligure</div>
<div>sale</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>Pulire accuratamente i funghi eliminandone la parte terminale.</span><br /><span>Separare delicatamente il gambo dalla testa. Raschiarne altrettanto delicatamente e con un coltellino, la parte inferiore e quella superiore. Strofinare poi i funghi con un telo inumidito per eliminare gli eventuali residui di terra. Tagliarli a spicchi.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><i><u>I funghi porcini trifolati</u></i></span></div>
<div><span><i><u><br /></u></i></span></div>
<div><span>In attesa che l’acqua utile alla cottura della pasta giunga a bollore, rosolare lo spicchio d’aglio privato della radice interna in olio extravergine d’oliva ed eliminarlo non appena si sarà leggermente colorito.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Alzare leggermente la fiamma ed aggiungere i funghi affettati, rosolarli a fuoco vivo e a tegame scoperto, finché l’acqua dei porcini si sarà assorbita. Continuare la cottura a fuoco lento coprendo con un coperchio. Non appena i funghi si saranno ammorbiditi, aggiungere il prezzemolo fresco tritato e spegnere il fuoco.&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Prelevare una parte dei porcini e trasferirli nel bicchiere del mixer e, con l’ausilio di un frullino a immersione, ridurli in crema, unendo, se occorre, un cucchiaio di acqua di cottura della pasta.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Cuocere la pasta al dente, scolarla e trasferirla nel tegame con la crema di funghi trifolati. Unire i porcini rimasti, amalgamare con cura e servire subito.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
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<div><b><i><br /></i></b></div>
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		<title>Filatelli calabresi fatti in casa</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/filatelli-calabresi-fatti-in-casa/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/filatelli-calabresi-fatti-in-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 06:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[pranzo]]></category>
		<category><![CDATA[protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[semola]]></category>
		<category><![CDATA[tavola]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[I filatelli calabresi fatti in casa sono una di quelle paste della tradizione italiana che profumano di semplicità e di cucina di una volta. Preparati con pochi ingredienti, acqua e semola di grano duro, sono rustici, corposi e perfetti per raccogliere sughi ricchi e saporiti. Mi piace riscoprire queste ricette regionali perché raccontano un’Italia fatta&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/filatelli-calabresi-fatti-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p>I filatelli calabresi fatti in casa sono una di quelle paste della tradizione italiana che profumano di semplicità e di cucina di una volta. </p>
<p>Preparati con pochi ingredienti, acqua e semola di grano duro, sono rustici, corposi e perfetti per raccogliere sughi ricchi e saporiti.</p>
<p>Mi piace riscoprire queste ricette regionali perché raccontano un’Italia fatta di mani infarinate, spianatoie di legno e pasta preparata con pazienza. I filatelli sono proprio così: una pasta fresca genuina, semplice da realizzare e capace di portare in tavola tutto il sapore della tradizione calabrese.</p>
<p>Sono perfetti da preparare per il pranzo della domenica, per una ricorrenza in famiglia, durante le feste, per un pranzo con gli amici o semplicemente quando si ha voglia di portare in tavola un primo piatto fatto in casa, sostanzioso e ricco di sapore. </p>
<p>Con un buon ragù, un sugo di carne o un condimento tipico calabrese diventano protagonisti di un pranzo davvero speciale.</p>
<p>In questa ricetta vi mostro come preparare facilmente i filatelli calabresi fatti in casa, dalla preparazione dell’impasto alla loro caratteristica forma allungata. </p>
<p>Una ricetta da provare per portare sulla vostra tavola un piccolo assaggio della Calabria.</p>
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<figure><img src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080042-1.png" alt="" /></figure>
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<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>45 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>400</span> <span>g</span></span><span> <span>farina di semola di grano duro rimacinata</span></span></div>
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<div><span><span>200</span> <span>ml</span></span><span> <span>acqua</span></span></div>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Versa la semola sulla spianatoia, aggiungi il sale e incorpora poco alla volta l&#8217;acqua tiepida. Lavora fino a ottenere un impasto compatto, liscio ed elastico.</p>
<p>Forma una palla, coprila con un canovaccio e lasciala riposare per circa <strong>30 minuti</strong>.</p>
<p>Stacca piccoli pezzi di impasto e lavorali con le mani formando dei cordoncini lunghi e sottili. La caratteristica dei filatelli è proprio la loro forma allungata e rustica.</p>
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<figure><img width="830" height="401" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080040.png" alt="" /></figure>
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<figure><img width="392" height="387" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080042.png" alt="Filatelli calabresi fatti" /></figure>
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						Dosi variate per<br />
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		<item>
		<title>Anelletti siciliani fatti in casa: la ricetta della pasta ad anello</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/anelletti-siciliani-fatti-in-casa-la-ricetta-della-pasta-ad-anello/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/anelletti-siciliani-fatti-in-casa-la-ricetta-della-pasta-ad-anello/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[passo dopo passo]]></category>
		<category><![CDATA[semola]]></category>

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		<description><![CDATA[Mediterranea Vegano Vegetariano Anelletti siciliani fatti in casa: la ricetta della pasta ad anello. Gli anelletti siciliani fatti in casa sono una pasta tradizionale della cucina siciliana, conosciuta soprattutto per il celebre timballo di anelletti alla palermitana. Piccoli, sottili e dalla caratteristica forma ad anello, sono una pasta semplice da preparare in casa, con pochi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/anelletti-siciliani-fatti-in-casa-la-ricetta-della-pasta-ad-anello/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegano/"><span></span><span>Vegano</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegetariano/"><span></span><span>Vegetariano</span></a></li>
</ul>
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<p>Anelletti siciliani fatti in casa: la ricetta della pasta ad anello. </p>
<p>Gli anelletti siciliani fatti in casa sono una pasta tradizionale della cucina siciliana, conosciuta soprattutto per il celebre timballo di anelletti alla palermitana. </p>
<p>Piccoli, sottili e dalla caratteristica forma ad anello, sono una pasta semplice da preparare in casa, con pochi ingredienti: semola rimacinata di grano duro, acqua, olio e sale.</p>
<p>Preparare gli anelletti a mano richiede un po’ di pazienza e manualità, ma il risultato ripaga ampiamente la fatica. </p>
<p>Con questa ricetta degli anelletti siciliani fatti in casa vi mostro passo dopo passo come realizzarli, proprio come si faceva una volta, direttamente sulla spianatoia.</p>
<p>Una pasta rustica e genuina, perfetta per raccogliere sughi ricchi e saporiti e, naturalmente, per preparare uno dei piatti più rappresentativi della tradizione siciliana: il timballo di anelletti.</p>
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<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-anelletti-al-forno/" title="Anelletti al forno" rel="bookmark">Anelletti al forno</a></li>
<li>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000078266-720x480.jpg" alt="" class="wp-image-53051" /></figure>
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<ul>
<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>45 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>3 Ore</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>300</span> <span>g</span></span><span> <span>semola rimacinata di grano duro</span></span></div>
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<div><span><span>1</span> <span>pizzico</span></span><span> <span>sale</span></span></div>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Versate la <strong>semola rimacinata</strong> sulla spianatoia e formate una fontana. Aggiungete il sale e l&#8217;olio, quindi iniziate a incorporare poco alla volta l&#8217;acqua tiepida.<br />Lavorate l&#8217;impasto con le mani per circa <strong>10-15 minuti</strong>, fino a ottenere un panetto liscio, compatto ed elastico.<br />Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela <strong>riposare per circa 30 minuti</strong> a temperatura ambiente.</p>
<p>Trascorso il riposo, prendete un pezzetto di impasto alla volta e formate dei <strong>cordoncini molto sottili</strong>, dello spessore di circa 2-3 mm.<br />Tagliate i cordoncini in piccoli pezzetti, lunghi circa 2 cm. Avvolgete ogni pezzetto intorno a un piccolo bastoncino oppure in dito, facendo combaciare le estremità.<br />Sfilate delicatamente l&#8217;anellino e sistematelo su un <strong>tagliere leggermente infarinato con semola</strong>.<br />Continuate fino a terminare tutto l&#8217;impasto.</p>
<p>Lasciate gli anelletti appena formati <strong>asciugare sul tagliere</strong> per alcune ore, girandoli delicatamente di tanto in tanto.</p>
<p>Per utilizzarli successivamente, potete lasciarli asciugare completamente e conservarli in un luogo fresco e asciutto, oppure congelarli ben distanziati su un vassoio e trasferirli, una volta congelati, in un sacchetto per alimenti.</p>
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<figure><img width="720" height="720" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000078267-720x720.jpg" alt="" class="wp-image-53053" /></figure>
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		<title>Fusilli di Semola Integrale di Grano Duro Timilìa con Pomodori Datterini, Olive Taggiasche e Burrata. Semplicità</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/fusilli-di-semola-integrale-di-grano-duro-timilia-con-pomodori-datterini-olive-taggiasche-e-burrata-semplicita/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 05:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[Fusilli]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[olive]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori]]></category>
		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>
		<category><![CDATA[Semola Integrale]]></category>

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		<description><![CDATA[In quest’ultimo scampolo d’estate, l’aria &#160;sta diventando pian piano più respirabile e torna il piacere di stare ai fornelli. Prima di entrare nella suggestiva ed avvolgente atmosfera autunnale, mi fa piacere continuare a celebrare i colori ed i sapori dell&#8217;estate e nulla come un piatto di pasta al pomodoro assolve questo compito. È sufficiente aggiungere&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/fusilli-di-semola-integrale-di-grano-duro-timilia-con-pomodori-datterini-olive-taggiasche-e-burrata-semplicita/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>In quest’ultimo scampolo d’estate<span><span>, l’aria &nbsp;sta diventando pian piano più respirabile e torna il piacere di stare ai fornelli.</span></span></div>
<div>Prima di entrare nella suggestiva ed avvolgente atmosfera autunnale, mi fa piacere continuare a celebrare i colori ed i sapori dell&#8217;estate e nulla come un piatto di <b><i>pasta</i></b> al <b><i>pomodoro</i></b> assolve questo compito. È sufficiente aggiungere qualche foglia di <i><b>basilico</b></i>, <i><b>olive taggiasche</b></i>, una cremosa <b>burrata&nbsp;</b><span><span>e dalla semplicità nasce un piatto straordinariamente buono.</span></span></div>
<p><span><span></span><br /></span></p>
<p><span><span>A presto!</span></span></p>
<p><span><span></span><br /></span></p>
<p><span><span>Maria Grazia&nbsp;</span></span></p>
<p><span><span></span><br /></span></p>
<div><span><br /></span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDftS7ggxIbXNAky5nUaam-gVra1ADa6n7Dmk-PkI8cUAPcozvOUW-Ypt5XtdqKWr2zVPvtZhVHlaONtpLjr_rCva-sZbetxyfp6R9MPH_iZWHash9ikTrCMLHFVnWVgMzTJzD2BK2A2VQ9UjnIV2O-MhQViP_I-OGbdTyFWdoQJlTK9OEwuq3_6SaOAI/s3665/IMG_2373.jpeg"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDftS7ggxIbXNAky5nUaam-gVra1ADa6n7Dmk-PkI8cUAPcozvOUW-Ypt5XtdqKWr2zVPvtZhVHlaONtpLjr_rCva-sZbetxyfp6R9MPH_iZWHash9ikTrCMLHFVnWVgMzTJzD2BK2A2VQ9UjnIV2O-MhQViP_I-OGbdTyFWdoQJlTK9OEwuq3_6SaOAI/w488-h640/IMG_2373.jpeg" width="488" /></a></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
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<p><span>La Burrata</span></p>
<div>
<div>Formaggio di latte vaccino o di bufala, la&nbsp;<i><b>Burrata&nbsp;</b></i>è nata grazie ad una fortunata intuizione di Lorenzo Bianchino, casaro di una masseria di Piana Padula, all&#8217;interno di quello che è oggi il Parco Nazionale dell&#8217;Alta Murgia, nella provincia di Barletta-Andria-Trani.</div>
<div>Considerata la abbondante nevicata che impediva la regolare consegna del latte, il casaro aveva recuperato la panna che affiorava naturalmente dal latte e, rifacendosi al procedimento utile alla conservazione del burro, creo un involucro con la pasta per la mozzarella e al suo interno introdusse, oltre alla panna anche altri residui di pasta filata</div>
</div>
<div>
<div>La nascita di questo meraviglioso prodotto caseario risale agli Anni Venti del secolo scorso.</div>
<div>La Burrata si presenta come un involucro di pasta di formaggio a forma di palloncino legato con fili di erba spontanea o nastri di fibra vegetale ed è schiacciato nella parte inferiore. Il cuore è cremoso, quasi fluido e diventa più denso con il passare dei giorni. Ricco di panna, ha il sapore straordinario del latte appena munto. Il suo elevato contenuto di grasso la rende un formaggio particolarmente deperibile.</div>
</div>
<div>
<div>Una burrata confezionata si conserva per circa 10/15 giorni nella parte meno fredda del frigorifero.Acquistata sfusa si conserva sempre in frigo ma per due o tre giorni.&nbsp;<span>Nel 2016, la <i>Burrata di Andria</i> ha ottenuto il riconoscimento IGP, marchio che garantisce l&#8217;alta qualità del latte e la completa tracciabilità del prodotto. Ogni fase della produzione, infatti, viene controllata e documentata in ottemperanza a quanto previsto dal Disciplinare di Produzione.</span></div>
</div>
<div>
<p><span>(fonte,&nbsp;<i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilgiornaledelcibo.it/burrata/">Il Giornale del Cibo</a></i>)</span></p>
<div></div>
<div></div>
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<div><i><b>Fusilli Integrali con Pomodori Datterini, Olive Taggiasche&nbsp;</b></i></div>
<div><i><b>e Burrata</b></i></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><b>Ingredienti</b></div>
<div>(per 4 persone)<br /><b><br /></b><span>320 g di fusilli integrali di di grano duro Timilìa&nbsp;</span></div>
<div><span>280 g pomodori datterini</span><br /><span>100 g di olive taggiasche</span></div>
<div><span>100 g di burrata</span><br /><span>1 piccolo scalogno</span></div>
<div>qualche foglia di basilico&nbsp;</div>
<div>origano secco<br /><span>3 cucchiai olio extravergine d’oliva&nbsp;</span><br /><span>sale</span></p>
<p>
<div>In attesa della cottura della pasta, in un tegame rosolare lo scalogno tagliato a fettine nell&#8217;olio extravergine d’oliva.</div>
<div></div>
<div>Aggiungere una parte de pomodorini precedentemente mondati e tagliati a metà e qualche foglia di basilico. Quando i pomodori datterini si saranno ammorbiditi, frullarli ed aggiungere i rimanenti tagliati a spicchi insieme alle olive taggiasche. Cuocere ancora qualche minuto</div>
<div></div>
<div></div>
<div>In un altro padellino, rosolare i pomodorini rimasti, unendo un pizzico di origano secco.</div>
<div></div>
<div>Scolare la pasta e trasferirla nel tegame del condimento. Mescolare bene e distribuire nei piatti singoli.&nbsp;</div>
<div>Infine, unire ad ogni porzione la burrata a tocchetti.&nbsp;</div>
<div></div>
</div>
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		<title>Lorighittas fatte in casa</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/lorighittas-fatte-in-casa/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/lorighittas-fatte-in-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 07:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[fatte]]></category>
		<category><![CDATA[genuino]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
		<category><![CDATA[Passaggi Versa]]></category>
		<category><![CDATA[semola]]></category>

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		<description><![CDATA[Mediterranea Vegano Vegetariano Le lorighittas fatte in casa sono una delle paste tradizionali sarde più particolari e affascinanti. Originarie di Morgongiori, in provincia di Oristano, si riconoscono subito per la loro caratteristica forma ad anello intrecciato, realizzata rigorosamente a mano. Preparare le lorighittas sarde richiede un po’ di pazienza e manualità, ma l’impasto è semplice&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lorighittas-fatte-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegano/"><span></span><span>Vegano</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegetariano/"><span></span><span>Vegetariano</span></a></li>
</ul>
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<p>Le lorighittas fatte in casa sono una delle paste tradizionali sarde più particolari e affascinanti. </p>
<p>Originarie di Morgongiori, in provincia di Oristano, si riconoscono subito per la loro caratteristica forma ad anello intrecciato, realizzata rigorosamente a mano.</p>
<p>Preparare le lorighittas sarde richiede un po’ di pazienza e manualità, ma l’impasto è semplice e genuino: semola di grano duro, acqua e sale. </p>
<p>Il bello di questa pasta è proprio la sua lavorazione artigianale, che trasforma pochi ingredienti in un formato unico, perfetto per raccogliere sughi ricchi e saporiti.</p>
<p>In questa ricetta ti mostro come fare le lorighittas in casa passo passo, dalla preparazione dell’impasto alla formazione degli anelli intrecciati, fino alla cottura. </p>
<p>Una ricetta della tradizione sarda da provare almeno una volta, ideale per portare in tavola tutto il sapore della pasta fatta a mano</p>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/08/1000078084-720x480.jpg" alt="" class="wp-image-52983" /></figure>
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<ul>
<li><span>Difficoltà</span><span>Media</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>45 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>1 Ora 30 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>400</span> <span>g</span></span><span> <span>farina di semola di grano duro rimacinata</span></span></div>
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<div><span><span>200</span> <span>ml</span></span><span> <span>acqua</span></span></div>
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<div><span><span>1</span> <span>pizzico</span></span><span> <span>sale</span></span></div>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Versa la semola sulla spianatoia, aggiungi il sale e incorpora poco alla volta l’acqua tiepida. Impasta fino a ottenere un composto liscio, elastico e abbastanza consistente.</p>
<p>Forma una palla, coprila con un canovaccio e lascia riposare l’impasto per circa <strong>30 minuti</strong>.</p>
<p>Stacca piccoli pezzi di impasto e, lavorandoli con le mani, forma dei cordoncini molto sottili, dello spessore di circa 2 mm.</p>
<p>Avvolgi il cordoncino attorno a due dita formando un piccolo anello. Unisci le estremità e poi <strong>intreccia delicatamente l’anello su se stesso</strong>, ottenendo la caratteristica forma delle lorighittas.</p>
<p>Disponi le lorighittas su un vassoio cosparso di semola, senza sovrapporle, e lasciale asciugare per almeno <strong>30-60 minuti</strong>.</p>
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<figure><img width="720" height="964" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/08/1000078087-720x964.png" alt="" class="wp-image-52985" /></figure>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/08/1000078084-720x480.jpg" alt="" class="wp-image-52983" /></figure>
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		<title>Ferricelli fatti in casa</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/ferricelli-fatti-in-casa/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/ferricelli-fatti-in-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 07:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[Strumenti Ferretti]]></category>

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		<description><![CDATA[I ferricelli sono una pasta fresca tradizionale della Basilicata, dalla forma lunga e attorcigliata, simile a grossi fusilli. Si preparano con un impasto semplice di semola di grano duro e acqua e vengono lavorati con il caratteristico ferretto, che permette di ottenere la tipica forma cava e ruvida, perfetta per raccogliere il condimento. In questa&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ferricelli-fatti-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p>I ferricelli sono una pasta fresca tradizionale della Basilicata, dalla forma lunga e attorcigliata, simile a grossi fusilli.</p>
<p>Si preparano con un impasto semplice di semola di grano duro e acqua e vengono lavorati con il caratteristico ferretto, che permette di ottenere la tipica forma cava e ruvida, perfetta per raccogliere il condimento.</p>
<p>In questa ricetta vi mostro come fare i ferricelli fatti in casa, seguendo la tradizione lucana: un formato di pasta rustico e genuino, ideale da condire con ragù, sughi di carne o altri condimenti saporiti della cucina della Basilicata.</p>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/08/1000077854-720x480.jpg" alt="" class="wp-image-52841" /></figure>
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<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>45 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>400</span> <span>g</span></span><span> <span>farina di semola di grano duro rimacinata</span></span></div>
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<div><span><span>200</span> <span>ml</span></span><span> <span>acqua</span></span></div>
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<h2>Strumenti</h2>
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<div> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/dp/B01HS7Q9ZM?tag=av_lemieloverie-21&amp;linkCode=osi&amp;th=1&amp;psc=1" title="Ferretto per Pasta Fresca in Ottone" target="_blank" rel="nofollow sponsored noopener">Ferretti</a></span>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Versate la semola sulla spianatoia, aggiungete il sale e iniziate a incorporare poco alla volta l’acqua tiepida. Impastate fino a ottenere un composto liscio, compatto ed elastico.</p>
<p>Formate una palla, copritela con un canovaccio e lasciatela riposare per circa <strong>30 minuti</strong>.</p>
<p>Prelevate piccoli pezzi di impasto e ricavate dei cordoncini sottili, lunghi circa 8-10 cm. Avvolgete ogni pezzetto attorno a un <strong>ferretto da pasta</strong> o a un apposito bastoncino, facendolo rotolare con le mani per creare il caratteristico formato attorcigliato e cavo.</p>
<p>Sfilate delicatamente il ferricello dal ferretto e sistematelo su un vassoio cosparso di semola.</p>
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<figure><img width="720" height="720" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/08/1000077859-720x720.jpg" alt="" class="wp-image-52842" /></figure>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/08/1000077854-720x480.jpg" alt="" class="wp-image-52841" /></figure>
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		<item>
		<title>Come recuperare il pane raffermo: guida e 30 ricette italiane e dal Mondo</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/come-recuperare-il-pane-raffermo-guida-e-30-ricette-italiane-e-dal-mondo/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Pane raffermo: guida completa al recupero e ricette dal mondo Il profumo e la croccantezza di una vera pagnotta artigianale appena sfornata. Cosa fare con il pane duro avanzato? In questa guida troverai risposte pratiche e la vera e propria filosofia della cucina zero sprechi per recuperare fino all&#8217;ultimo pezzetto di pane rimasto in cucina.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-recuperare-il-pane-raffermo-guida-e-30-ricette-italiane-e-dal-mondo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Pane raffermo: guida completa al recupero e ricette dal mondo</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbdarvOq-tCaHFk2uDv6VCgp1Ise2JbK97-n4pqUsNK9ChbkJ42xIm8M7v5SeIVyguyHDGKMRgPJJ2xPW_8Cv6HFnZtviwQ4EeUSWj2EPnh02kPH5FRiBiFS4FOvb3p75rjEn9swzYaqp51iZMTyFQvMkBYIoqXsjl3nROZH2fOn0yxM-Er-kfsw/s1024/1000143486.webp"><img alt="Pagnotta di pane artigianale appena sfornata su una griglia di raffreddamento" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbdarvOq-tCaHFk2uDv6VCgp1Ise2JbK97-n4pqUsNK9ChbkJ42xIm8M7v5SeIVyguyHDGKMRgPJJ2xPW_8Cv6HFnZtviwQ4EeUSWj2EPnh02kPH5FRiBiFS4FOvb3p75rjEn9swzYaqp51iZMTyFQvMkBYIoqXsjl3nROZH2fOn0yxM-Er-kfsw/w640-h480/1000143486.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il profumo e la croccantezza di una vera pagnotta artigianale appena sfornata.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>Cosa fare con il pane duro avanzato? In questa guida troverai risposte pratiche e la vera e propria filosofia della cucina zero sprechi per recuperare fino all&#8217;ultimo pezzetto di pane rimasto in cucina.</p>
<h2></h2>
<h2>Indice dei contenuti</h2>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#il-pane-tra-sacro-profano-e-storia">Il pane tra sacro, profano e storia: perché non è mai solo cibo</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#il-pane-ritrovato">Dal grano alla tavola: la rivoluzione del pane buono</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#la-scienza-del-recupero">La scienza del recupero: cosa succede al pane quando diventa raffermo</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#pronto-soccorso-del-pane">Il pronto soccorso del pane: guida al salvataggio d&#8217;emergenza</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#lidentikit-del-pane-perfetto">L&#8217;identikit del pane perfetto per ogni ricetta</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#modi-veloci-recupero">I trucchi express: i modi più semplici e veloci per salvare il pane</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#15-ricette-italiane-di-recupero">L&#8217;atlante del recupero: 15 ricette della tradizione italiana</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#15-ricette-dal-mondo-di-recupero">In viaggio con il pane: 15 ricette dal mondo</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#come-conservare-e-rinvigorire-il-pane">Come conservare e rinvigorire il pane senza commettere errori</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#domande-frequenti-faq">Domande frequenti (FAQ)</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#il-consiglio-della-nonna">Il consiglio della nonna</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#due-chiacchiere-tra-noi">Due chiacchiere tra noi</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#dal-mio-ricettario-altre-idee-per-te">Dal mio ricettario: altre idee per te</a></li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Il pane tra sacro, profano e storia: perché non è mai solo cibo</h2>
<p>C&#8217;è un motivo viscerale per cui buttare anche solo una briciola di pane ci provoca una sottile sensazione di colpa, quasi fosse un piccolo sacrilegio personale: il pane è l&#8217;unico alimento che ha travalicato il concetto di semplice nutrimento per diventare un <strong>simbolo universale di vita, condivisione e civiltà</strong>.</p>
<p>Fin dalla scoperta accidentale della lievitazione sulle rive del Nilo nell&#8217;antico Egitto, passanfo dalle macine romane che sfamavano i legionari con il <em><b>panis militaris</b></em>, la storia dell&#8217;uomo è stata letteralmente scolpita dal grano.</p>
<p>In quasi tutte le culture mediterranee e occidentali, il pane racchiude in sé il lavoro dei campi, la pazienza dell&#8217;attesa e il calore del focolare: non è un caso che la parola &#8220;compagno&#8221; derivi dal latino <em><b>cum panis</b></em>, ovvero &#8220;colui con cui si condivide il pane&#8221;.</p>
<p>Attorno alla figura del pane si intrecciano da millenni <b>il</b> <strong>sacro e il profano.</strong></p>
<ul>
<li><strong>La dimensione sacra e spirituale:</strong> nella tradizione cristiana è la sostanza stessa dell&#8217;Eucaristia e la benedizione della pagnotta prima del taglio con una croce incisa sulla superficie è un gesto rituale diffuso da secoli in tutte le campagne d&#8217;Europa, un atto di devozione e gratitudine per scongiurare la carestia.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La dimensione profana e contadina:</strong> nelle società rurali il pane si infornava una volta ogni due settimane, o persino una volta al mese nei forni comunitari dei villaggi. La pagnotta fresca era un lusso di poche ore: il pane di tutti i giorni era, per definizione, un pane duro, conservato gelosamente e protetto dalla muffa come il bene più prezioso della casa.</li>
</ul>
<div></div>
<p>Per secoli, <strong>il pane è stato la barriera tra la vita e la fame.</strong></p>
<p>Buttare il pane significava disprezzare il sudore della terra e la fatica di chi lo aveva impastato: da questa profonda necessità è nata la più straordinaria forma di creatività culinaria: la cucina del recupero.</p>
<h2></h2>
<h2>Dal grano alla tavola: la rivoluzione del pane buono</h2>
<p>Se il pane raffermo è l&#8217;eroe della cucina antispreco, il vero punto di partenza deve essere la qualità del prodotto che portiamo sulla tavola.</p>
<p>Negli ultimi decenni, abbiamo assistito a una trasformazione silenziosa ma devastante del pane: quello che un tempo era un alimento composto da <strong>quattro ingredienti semplici</strong> (farina, acqua, sale, lievito), si è trasformato in un prodotto industriale complesso, arricchito da conservanti, emulsionanti, zuccheri aggiunti e farine raffinate che ne hanno stravolto il profilo nutrizionale.</p>
<h3></h3>
<h3>La trappola della grande distribuzione</h3>
<p>La maggior parte del pane che trovi sugli scaffali della grande distribuzione è un prodotto <b>ultraprocessato: </b>spesso viene realizzato con farine &#8220;forzate&#8221;, ricche di glutine aggiunto per garantire una crescita rapida e una mollica soffice ma insapore, e sottoposto a processi di lievitazione ultra-rapidi che non permettono la scomposizione degli amidi complessi.</p>
<p>Il risultato? Un pane che si conserva per giorni senza ammuffire (grazie agli additivi) ma che, una volta ingerito, scatena picchi glicemici e gonfiori addominali.</p>
<h3></h3>
<h3>Il ritorno alle origini: grani antichi e pasta madre</h3>
<p>Tornare a mangiare del pane buono significa riappropriarsi del proprio tempo e della propria salute: fare il pane in casa o scegliere il pane di un <strong>fornaio di fiducia,&nbsp;</strong> che lavora con lunghe lievitazioni, significa fare una scelta consapevole.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjklfKBplSWx-1Y6uuc8oyB04ls7DB2JxQOB3zISXg4twO9Zywj7qkZCny25hJzqqKe8Q3vgg3HzgWO-5IzdLB0vOwoc3mTMlRaICvQcgZvZ_1RbLw4PmJ6kbIWvIqkchIPmi2Wb1QQGPMEiJ5FcHozwbLBQrgHG54bvaQTtbRmKjfcaaB0vNVr7Q/s1024/1000143483.webp"><img alt="mani che impastano pane con grani antichi e pasta madre su un tavolo di legno" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjklfKBplSWx-1Y6uuc8oyB04ls7DB2JxQOB3zISXg4twO9Zywj7qkZCny25hJzqqKe8Q3vgg3HzgWO-5IzdLB0vOwoc3mTMlRaICvQcgZvZ_1RbLw4PmJ6kbIWvIqkchIPmi2Wb1QQGPMEiJ5FcHozwbLBQrgHG54bvaQTtbRmKjfcaaB0vNVr7Q/w640-h480/1000143483.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il gesto antico dell&#8217;impasto: la base per un pane sano, vivo e digeribile.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<ul>
<li><strong>La magia della pasta madre:</strong> a differenza del lievito di birra industriale, il lievito madre è una coltura viva, un ecosistema di batteri lattici che &#8220;predigeriscono&#8221; la farina. Questo processo rende i nutrienti biodisponibili e il pane molto più digeribile.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La dignità dei grani antichi:</strong> varietà come&nbsp;<em>Senatore Cappelli</em>, <em>Verna</em> o&nbsp;<em>Tumminia</em> non sono state selezionate per massimizzare la resa agricola, ma per mantenere intatto il profilo organolettico e nutrizionale. Sono grani che contengono meno glutine e un patrimonio di profumi che le farine moderne hanno smarrito.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La scelta del piccolo produttore:</strong> se non hai tempo o modo di fare il pane in casa, cerca il laboratorio artigianale sotto casa. Chiedi quali farine usano, quanto dura la loro lievitazione: un fornaio che rispetta i tempi del grano è un custode della salute pubblica.</li>
</ul>
<div></div>
<p><strong>Fare il pane in casa</strong> non è solo un atto di risparmio, è un esercizio di consapevolezza: quando impasti, tocchi la materia prima, comprendi il valore del tempo e, soprattutto, sai esattamente cosa stai dando da mangiare a te stesso e alla tua famiglia.</p>
<p><b>Ricordati</b>: quando il tuo pane artigianale inizierà a diventare raffermo dopo due o tre giorni, avrai tra le mani un ingrediente nobile, non un rifiuto da scartare.</p>
<h2></h2>
<h2>La scienza del recupero: cosa succede al pane quando diventa raffermo</h2>
<p>Spesso pensiamo che il pane diventi duro semplicemente perché &#8220;si asciuga&#8221; perdendo acqua: in realtà, dal punto di vista chimico e fisico, la <strong>ricristallizzazione dell&#8217;amido</strong> è la vera responsabile di questo processo.</p>
<p>Durante la cottura in forno, le molecole di amido assorbono l&#8217;acqua presente nell&#8217;impasto e si gonfiano, creando quella struttura morbida e piacevole che amiamo: <b>man mano che il pane si raffredda e passa il tempo, l&#8217;amido tende a riorganizzarsi nella sua struttura cristallina originale</b>, espellendo l&#8217;acqua verso la crosta o verso l&#8217;esterno.</p>
<p>Questo fenomeno, chiamato retrogradazione dell&#8217;amido, rende la mollica rigida e sgranata.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
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<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgmq_-lCFJYR-OYFUIgEOjjzIfGQVTwoaV4K7QdkWhBrcpXztq8XGEz9rL33P26QBJ2wvS2n4QwhLMmbIXL0rod_-ZspLZ3_M78kN75Bf49_EAY8UmMrdMTInEB8BffGehDyoCbGarSCECktO_le6D20-DG5F5zRO3c85aRnmaxNACkOr7oztZBnA/s1024/1000143482.webp"><img alt="fette di pane artigianale pronte da gustare con olio extravergine e rosmarino" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgmq_-lCFJYR-OYFUIgEOjjzIfGQVTwoaV4K7QdkWhBrcpXztq8XGEz9rL33P26QBJ2wvS2n4QwhLMmbIXL0rod_-ZspLZ3_M78kN75Bf49_EAY8UmMrdMTInEB8BffGehDyoCbGarSCECktO_le6D20-DG5F5zRO3c85aRnmaxNACkOr7oztZBnA/w640-h480/1000143482.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il pane buono valorizza anche i gesti più semplici, come unire un goccio di olio extravergine.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>Ma è proprio qui che avviene la magia della cucina sostenibile.</p>
<ul>
<li><strong>Il potere assorbente della mollica disidratata:</strong> quando il pane perde la sua umidità interna, la sua struttura cellulare si trasforma in una sorta di spugna rigida. Rispetto al pane fresco, che tende a diventare gommoso o a sfaldarsi subito se bagnato, il pane raffermo ha la straordinaria capacità di <strong>assorbire grandi quantità di liquidi</strong> (brodi, uova, latte, salse o succhi di vegetali) mantenendo una consistenza ricca e compatta.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La trasformazione del sapore:</strong> con il passare dei giorni, l&#8217;umidità della crosta migra e i profumi superficiali si attenuano, ma la struttura della mollica diventa una tela bianca perfetta per accogliere condimenti intensi, come l&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, le erbe aromatiche e i formaggi stagionati.</li>
</ul>
<div></div>
<p>Il pane raffermo non è quindi un ingrediente &#8220;di serie B&#8221;, ma un <strong>materiale da costruzione culinario dotato di proprietà uniche</strong>, insostituibile per la riuscita di piatti storici e iconici.</p>
<p></p>
<h2>Il pronto soccorso del pane: guida al salvataggio d&#8217;emergenza</h2>
<p>Hai una pagnotta intera che sta diventando dura come la pietra proprio oggi, ma <b>non hai tempo di cucinare una ricetta elaborata?</b></p>
<p>Niente panico. Esiste un trucco infallibile per rigenerare il pane prima ancora che si trasformi in un vero e proprio blocco di marmo.</p>
<ul>
<li>Passa velocemente la pagnotta intera o il pezzo di pane sotto un getto d&#8217;acqua fredda del rubinetto, bagnando bene la crosta senza inzuppare eccessivamente la mollica.</li>
</ul>
<ul>
<li>Avvolgi il pane così inumidito nella carta da forno oppure infilalo direttamente in un sacchetto di carta.</li>
</ul>
<ul>
<li>Inforna in forno statico già caldo a 180°C per circa 8-10 minuti (il tempo varia in base alle dimensioni del pezzo).</li>
</ul>
<div></div>
<p>Il calore del forno trasformerà l&#8217;acqua superficiale in vapore, riattivando temporaneamente l&#8217;umidità interna e <b>rendendo la crosta nuovamente croccante e la mollica morbida</b>, esattamente come appena sfornata. È il trucco perfetto per salvare la cena dell&#8217;ultimo minuto.</p>
<p></p>
<h2>L&#8217;identikit del pane perfetto per ogni ricetta</h2>
<ul>
<li><strong>Pane a lievitazione naturale (tipo Altamura o Casereccio):</strong> crosta spessa e mollica alveolata. Ideale per bruschette, zuppe robuste o pangrattato rustico.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pane</strong><strong>&nbsp;&#8221;tipo ciabatta&#8221; o sfilatini:</strong> mollica morbida e crosta sottile. Perfetto per french toast, budini di pane o polpette perché assorbe i liquidi velocemente.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pane in cassetta o bauletto:</strong> mollica fitta. Ideale per crostini da aperitivo, tramezzini grigliati o toast.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pane integrale o ai cereali:</strong> sapore marcato e consistenza fibrosa. Ottimo per panure croccanti o insalate di pane dove vuoi mantenere un contrasto di consistenza.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>I trucchi express: i modi più semplici e veloci per salvare il pane</h2>
<p>Non sempre abbiamo il tempo di metterci ai fornelli per preparare una zuppa complessa o una ricetta elaborata della tradizione: per fortuna, <b>la cucina antispreco offre soluzioni lampo,</b> nate dalla saggezza popolare, per trasformare il pane duro in pochi secondi o valorizzarlo con gesti minimi.</p>
<ul>
<li><strong>Il pangrattato fatto in casa:</strong>&nbsp;il modo più nobile ed eterno per azzerare gli sprechi. Quando il pane è ormai asciutto e duro come la pietra, grattugialo o riducilo a pezzi e frullalo finemente (o passalo al tritatutto). Ottieni così un pangrattato rustico, perfetto per panature croccanti o per asciugare i ripieni. Conservalo in un barattolo di vetro o in un sacchetto di carta.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I crostini express per le zuppe:</strong>&nbsp;taglia il pane raffermo a cubetti regolari (i classici <em>croutons</em>), saltali in padella con un generoso giro d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, un pizzico di sale e un rametto di rosmarino o aglio schiacciato, finché non saranno dorati e croccantissimi. Sono il completamento perfetto per vellutate e minestre o da servire con l&#8217;aperitivo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Le bruschettine dell&#8217;ultimo minuto:</strong>&nbsp;taglia fette sottili di pane, passale appena sotto l&#8217;acqua o spennellale con un filo d&#8217;olio, tostatele in forno o sulla piastra rovente e strofinale con uno spicchio d&#8217;aglio fresco. Condiscile con un pomodorino schiacciato o un velo di paté di verdure: la base croccante esalterà qualsiasi ingrediente.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I cubetti saltati per le insalate (stile Caesar):</strong>&nbsp;ideali per dare consistenza alle verdure fresche. Taglia il pane a dadini, condiscilo con olio, sale e origano e infornalo a 190°C per 10 minuti. Aggiungili all&#8217;insalata mista all&#8217;ultimo secondo per un contrasto di consistenze irresistibile.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il pane gratinato al forno:</strong>&nbsp;fette di pane raffermo disposte su una teglia, coperte da un velo di formaggio filante (o besciamella avanzata) e passate sotto il grill del forno per cinque minuti. Una soluzione veloce, filante e svuota-frigo per la serata film sul divano.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I &#8220;finti&#8221; gnocchi di pane al burro e salvia:</strong>&nbsp;hai poco tempo ma voglia di qualcosa di confortante? Taglia il pane a cubetti piccolissimi, ammorbidiscilo per appena un minuto in una ciotola con un goccio di latte o brodo caldo, strizzalo leggermente e saltalo in padella con abbondante burro fuso e foglie di salvia fresca, spolverando con parmigiano. È un comfort food dell&#8217;ultimo minuto che sa di casa.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La sbrisolona salata da aperitivo:</strong>&nbsp;sbriciola grossolanamente il pane raffermo con le mani, condiscilo con un filo d&#8217;olio, sale, pepe e un pugno di semi o spezie a piacere, quindi tostalo in forno a 180°C per 7-8 minuti. Usalo per dare una nota di croccantezza &#8220;sorpresa&#8221; sopra vellutate di verdure, uova al tegamino o insalate tiepide.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pane, latte e zucchero:</strong>&nbsp;la merenda della mia infanzia. Taglia fette grossolane il pane, cospargilo con un cucchiaio di zucchero e versa sopra il latte freddo magari aggiungendo un ricciolo di burro per renderlo ancora più sublime. Un gesto d&#8217;altri tempi che riconcilia con il mondo: questa merenda me la preparava sempre la nonna Gianna.</li>
</ul>
<div></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
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<tr>
<td><img alt="Piatto rustico con pane raffermo bagnato nel latte e zucchero, la merenda di una volta" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvhI6exrKQoAbvp09zFjsMngTGovaMAV7LjpvauZStMYZRJtzNBK1MK-PquiyQz-3XL80hjSVlF8LEBerdbHKjOiuda31oHaWKNAXqf-ETu6QzjsvY2O9gwoDRURnzaxuWB7LXjZ2B5gQjRm9OMpmcLbpyQ9zXBoBomfwgyiNVOPKYGcAuyWjCCg/w640-h480/1000143580.webp" style="margin-left: auto;margin-right: auto" width="640" /></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La merenda della nonna: pane, latte e zucchero per un tuffo immediato nei sapori autentici dell&#8217;infanzia.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvhI6exrKQoAbvp09zFjsMngTGovaMAV7LjpvauZStMYZRJtzNBK1MK-PquiyQz-3XL80hjSVlF8LEBerdbHKjOiuda31oHaWKNAXqf-ETu6QzjsvY2O9gwoDRURnzaxuWB7LXjZ2B5gQjRm9OMpmcLbpyQ9zXBoBomfwgyiNVOPKYGcAuyWjCCg/s1024/1000143580.webp"><i></i></a></div>
<div></div>
<ul>
<li><strong>Il pane e marmellata (o burro e marmellata) scaldato:</strong> Prendi una fetta di pane leggermente asciutto, tostala appena per ridarle vita, velala con un velo di burro che si scioglie al calore e aggiungi un cucchiaio generoso di marmellata fatta in casa. La colazione o la merenda più semplice, golosa e imbattibile della storia.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pane e pomodoro:</strong>&nbsp;prendi una fetta di pane rustico raffermo, strofinaci sopra un pomodoro maturo tagliato a metà, spremendolo bene per fare in modo che la mollica si impregni di tutta la sua deliziosa acqua di vegetazione. Completa con un pizzico di sale, un filo d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva e, se piace, una foglia di basilico. L&#8217;acquetta del pomodoro ravviva e ammorbidisce il pane all&#8217;istante, trasformandolo in un capolavoro di gusto povero ma regale.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>L&#8217;atlante del recupero: 15 ricette della tradizione italiana</h2>
<ul>
<li><strong>Polpette di pane (Puglia):</strong> un classico intramontabile dove il pane ammorbidito incontra formaggio e prezzemolo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Canederli (Trentino):</strong> gnocchi di pane saporiti arricchiti con speck o formaggio, serviti in brodo o asciutti.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Zuppa di pane e fagioli (Toscana):</strong> il comfort food contadino per eccellenza, dove il pane assorbe tutto il sapore dei legumi.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pane frattau (Sardegna):</strong> il pane carasau bagnato nel brodo e stratificato con sugo, pecorino e uova.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Friselle (Puglia):</strong> il pane biscottato bagnato e condito con pomodoro fresco, olio e origano, simbolo dell&#8217;estate.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Zuppa pavese (Lombardia):</strong> una preparazione essenziale con pane, uovo e brodo, perfetta per un pasto leggero.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pappa al pomodoro (Toscana):</strong> il tripudio del recupero con pomodori freschi, pane raffermo e tanto basilico.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Gnudi di pane (Emilia-Romagna):</strong> varianti dei classici gnudi, sostituendo parte della ricotta con pane ammollato.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Crostini di fegatini (Toscana):</strong> il pane abbrustolito diventa il supporto perfetto per una crema ricca di tradizione.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Polpette di pane al sugo (Campania):</strong> una versione golosa dove il pane &#8220;beve&#8221; il sugo di pomodoro delle nonne.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Zuppa di cipolle gratinata (Valle d&#8217;Aosta):</strong> una versione montana arricchita da pane raffermo e fontina fusa.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Panzanella (Lazio):</strong> l&#8217;insalata di pane estiva più famosa, dove l&#8217;aceto e il pomodoro trasformano il pane duro.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Sfrionzola di pane (Basilicata):</strong> un modo rustico di saltare in padella il pane con peperoni cruschi.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Polpette di pane e acciughe (Sicilia):</strong> un connubio sapido che trasforma il pane in un antipasto gourmet.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Macco di fave con crostini (Sicilia):</strong> la crema di fave secche completata dalla croccantezza del pane raffermo tostato.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>In viaggio con il pane: 15 ricette dal mondo</h2>
<ul>
<li><strong>Fattoush (Libano):</strong> un&#8217;insalata fresca e croccante con pezzi di pane arabo fritto o tostato e sommacco.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pain Perdu (Francia):</strong> letteralmente &#8220;pane perduto&#8221;, ovvero il french toast preparato con uova e latte.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Bread Pudding (Regno Unito):</strong> un dolce avvolgente dove il pane raffermo viene cotto in una crema pasticcera speziata.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Chilaquiles (Messico):</strong> tortillas rafferme saltate in padella con salsa piccante, uova e formaggio.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Panzanella greca &#8211; Dakos (Grecia):</strong> una frisella d&#8217;orzo condita con pomodoro, feta sbriciolata e olive kalamata.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Ribollita europea (Germania/Vari):</strong> ogni cultura ha la sua versione di zuppa dove il pane funge da addensante per verdure.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Strata (USA):</strong> una sorta di sformato salato dove il pane viene stratificato con uova, formaggio e verdure prima della cottura in forno.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Capirotada (Messico):</strong> un pudding di pane speziato con cannella e chiodi di garofano, tipico del periodo pasquale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Semmelknödel (Austria/Germania):</strong> i classici gnocchi di pane che accompagnano i piatti di carne in umido.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Sopa de ajo (Spagna):</strong> una zuppa di pane e aglio saporitissima, spesso arricchita con paprika e uova.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Knedlíky (Repubblica Ceca):</strong> gnocchi di pane serviti a fette come accompagnamento per salse e stufati.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Panade (Francia):</strong> una zuppa di pane molto densa, spesso preparata con brodo di carne e formaggio.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>French toast rotolato (USA):</strong> una versione ludica dove il pane viene farcito, arrotolato e passato in padella.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Tabbouleh di pane (Medio Oriente):</strong> una variante moderna del classico, che aggiunge croccantezza al mix di prezzemolo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Fritada de pan (Spagna):</strong> una frittata arricchita da cubetti di pane tostato che assorbono l&#8217;uovo in modo eccezionale.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>Come conservare e rinvigorire il pane senza commettere errori</h2>
<p>Per fare in modo che il pane mantenga la sua fragranza il più a lungo possibile ed evitare sprechi inutili, segui queste semplici regole di conservazione.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiz_4WRehrgPl_UFCnlMLbgjru0uraGGtf7qaQHvNL-guoDzfFLNn32hihAQq1DaD7Pa5GxXoKP5TQNdoEA1p05m5gasR8Ts6rQnAhe2-G5dOzad8ekBNkL5fIiTjfCTT8_yXVumZfcq8h6YiGvhhP4AyPrBsY0L-oED79CH1F4g-171etAdLw2_A/s1024/1000143484.webp"><img alt="sacchetti di carta per la corretta conservazione del pane raffermo in cucina" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiz_4WRehrgPl_UFCnlMLbgjru0uraGGtf7qaQHvNL-guoDzfFLNn32hihAQq1DaD7Pa5GxXoKP5TQNdoEA1p05m5gasR8Ts6rQnAhe2-G5dOzad8ekBNkL5fIiTjfCTT8_yXVumZfcq8h6YiGvhhP4AyPrBsY0L-oED79CH1F4g-171etAdLw2_A/w640-h480/1000143484.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La carta del fornaio e i sacchetti tradizionali: i migliori alleati per preservare la fragranza.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<ul>
<li><strong>Evita la plastica:</strong> i sacchetti di plastica intrappolano l&#8217;umidità della mollica, facendo rammollire la crosta e favorendo la comparsa della muffa in poco tempo. Scegli sempre la carta del fornaio o sacchetti di stoffa.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Sfrutta il congelatore:</strong> se sai che non consumerai tutto il pane acquistato, taglialo a fette quando è ancora fresco e congelalo dentro un sacchetto gelo ermetico. Potrai prenderne solo la quantità necessaria e passarla direttamente nel tostapane.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La regola del contenitore:</strong> per mantenere il pane protetto, riponi il sacchetto di carta dentro una vecchia biscottiera di latta o in un cassetto del pane in legno, al riparo da fonti di calore e luce diretta.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>Domande frequenti (FAQ)</h2>
<ul>
<li><strong>È sicuro mangiare il pane raffermo?</strong> Sì, se è solo secco. Se presenta macchie di muffa (anche piccole), va eliminato interamente perché le spore si diffondono in tutto il prodotto.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Come capire se il pane è solo secco o deteriorato?</strong> Il pane secco è duro ma profumato. Se senti odore di acido, di stantio o vedi cambiamenti di colore (non dovuti alla crosta), non mangiarlo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il pane surgelato perde le sue proprietà?</strong> No, se congelato correttamente (chiuso in sacchetti ermetici subito dopo l&#8217;acquisto). Anzi, è il metodo migliore per conservarlo a lungo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Si può tostare il pane raffermo per farlo tornare fresco?</strong> Sì, un passaggio in forno o in padella con un goccio d&#8217;acqua vaporizzata ridona elasticità momentanea.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Perché il pangrattato fatto in casa sa di &#8220;vecchio&#8221;?</strong> Probabilmente il pane non era completamente essiccato prima di essere frullato. Deve essere duro e asciutto prima di diventare pangrattato.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Qual è il miglior contenitore per evitare che il pane secchi troppo in fretta?</strong> Il sacchetto di carta (per la crosta) inserito dentro un contenitore di latta o legno in un luogo fresco e asciutto. Evita la plastica, che crea umidità e muffe.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>Il consiglio della nonna</h2>
<blockquote><p>Non buttare mai le croste avanzate! Conservale in un sacchetto di carta in freezer. Quando ne hai una manciata, <b>tostale in forno finché diventano color ambra e frullale</b>: otterrai un pangrattato dal sapore intenso e tostato, perfetto per gratinare le verdure estive.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Due chiacchiere tra noi</h2>
<p>Il pane è l&#8217;unico alimento che ha un valore simbolico universale: buttare una briciola sembra quasi un gesto proibito, vero? Io credo che cucinare il pane raffermo sia il modo più autentico per rispettare il lavoro di chi lo ha fatto.</p>
<p><b>E tu, qual è il ricordo legato al recupero del pane che ti porti dietro?</b> Raccontamelo nei commenti, sono curiosissima di scoprire le tue tradizioni!</p>
<h2></h2>
<h2>Dal mio ricettario: altre idee per te</h2>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/"><b>Pesti freschi e veloci: come esaltare le erbe aromatiche estive</b></a>&nbsp;– Divertiti a preparare gustosi condimenti per i tuoi crostini e bruschette di recupero.</li>
</ul>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/"><b>Guida alla dispensa estiva zero sprechi: organizza e risparmia</b></a>&nbsp;– Impara ad organizzare la dispensa estiva per non sprecare nulla.</li>
</ul>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/"><b>Cucina zero sprechi: il metodo per trasformare gli avanzi in piatti gourmet</b></a>&nbsp;– Scopri come realizzare ottimi piatti con scarti di verdure, frutta e avanzi.</li>
</ul>
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		<title>Pizzoccheri della Valtellina fatti in casa</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 05:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://foodbloggermania.it/ricetta/pizzoccheri-della-valtellina-fatti-in-casa/</guid>
		<description><![CDATA[Vegano Vegetariano I pizzoccheri della Valtellina fatti in casa sono uno dei piatti più rappresentativi della tradizione culinaria lombarda. Preparati con un impasto a base di farina di grano saraceno e farina di frumento, conquistano per il loro sapore rustico e la consistenza corposa, perfetta da abbinare al classico condimento con verza, patate, formaggio Casera&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pizzoccheri-della-valtellina-fatti-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegano/"><span></span><span>Vegano</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegetariano/"><span></span><span>Vegetariano</span></a></li>
</ul>
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<p>I pizzoccheri della Valtellina fatti in casa sono uno dei piatti più rappresentativi della tradizione culinaria lombarda. </p>
<p>Preparati con un impasto a base di farina di grano saraceno e farina di frumento, conquistano per il loro sapore rustico e la consistenza corposa, perfetta da abbinare al classico condimento con verza, patate, formaggio Casera e burro fuso aromatizzato con aglio e salvia.</p>
<p>In questa ricetta ti mostro come preparare i veri pizzoccheri della Valtellina fatti in casa passo dopo passo, con tutti i consigli per ottenere una pasta della giusta consistenza e un risultato fedele alla tradizione.</p>
<p> Una ricetta ideale per i pranzi in famiglia e per le giornate più fredde, capace di portare in tavola tutto il gusto autentico della cucina di montagna.</p>
<p>Se ami le ricette regionali italiane e la pasta fresca fatta in casa, questi pizzoccheri diventeranno uno dei tuoi piatti preferiti grazie al loro sapore ricco, genuino e irresistibile.</p>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000075829-720x480.png" alt="" class="wp-image-51621" /></figure>
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<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>300</span> <span>g</span></span><span> <span>farina di grano saraceno</span></span></div>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Mescolate la farina di grano saraceno con la farina 0 e il sale.</p>
<p>Aggiungete gradualmente l&#8217;acqua tiepida e lavorate fino a ottenere un impasto liscio e compatto.</p>
<p>Avvolgete l&#8217;impasto nella pellicola e lasciatelo riposare per 30 minuti.</p>
<p>Stendete la pasta a uno spessore di circa 2-3 mm.<br />Tagliate delle strisce larghe circa 7-8 cm, sovrapponetele leggermente e ricavate delle tagliatelle larghe circa 1 cm e lunghe 6-7 cm.</p>
<p>Infarinate leggermente i pizzoccheri e lasciateli asciugare per una ventina di minuti.</p>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000075830-720x480.png" alt="" class="wp-image-51622" /></figure>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000075829-720x480.png" alt="" class="wp-image-51621" /></figure>
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		<title>Troccoli pugliesi fatti in casa</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/troccoli-pugliesi-fatti-in-casa/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/troccoli-pugliesi-fatti-in-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 06:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
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		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[passo dopo passo]]></category>
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		<category><![CDATA[troccoli]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

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		<description><![CDATA[Mediterranea Vegano Vegetariano I troccoli pugliesi fatti in casa sono una delle paste fresche più amate della tradizione pugliese. Preparati con pochi ingredienti genuini e lavorati secondo il metodo tradizionale, conquistano per la loro consistenza rustica e la capacità di trattenere ogni tipo di sugo. In questa ricetta scoprirai come realizzare i troccoli passo dopo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/troccoli-pugliesi-fatti-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegano/"><span></span><span>Vegano</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegetariano/"><span></span><span>Vegetariano</span></a></li>
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<p>I troccoli pugliesi fatti in casa sono una delle paste fresche più amate della tradizione pugliese. </p>
<p>Preparati con pochi ingredienti genuini e lavorati secondo il metodo tradizionale, conquistano per la loro consistenza rustica e la capacità di trattenere ogni tipo di sugo. </p>
<p>In questa ricetta scoprirai come realizzare i troccoli passo dopo passo, con consigli pratici per ottenere una pasta fresca perfetta proprio come quella delle massaie pugliesi.</p>
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<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-troccoli-alle-cozze/" title="Troccoli alle cozze" rel="bookmark">Troccoli alle cozze</a></li>
</ul>
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<figure><img width="720" height="720" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000074961-720x720.png" alt="" class="wp-image-51039" /></figure>
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<ul>
<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Molto economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>45 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>1 Ora</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>400</span> <span>g</span></span><span> <span>farina di semola di grano duro rimacinata</span></span></div>
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<div><span><span>200</span> <span>ml</span></span><span> <span>acqua</span></span></div>
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<h2>Strumenti</h2>
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<div><span>oppure</span> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/dp/B091FT45QZ?tag=av_lemieloverie-21&amp;linkCode=osi&amp;th=1&amp;psc=1" title="Antech - Chitarra per pasta fresca, chitarra Abruzzese per pasta, spaghetti, fettuccine,tonnarelli, tagliapasta inox doppio lato, artigianale in legno" target="_blank" rel="nofollow sponsored noopener">Chitarre per pasta</a></span>  </div>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Versa la semola sulla spianatoia e forma una fontana.<br />Aggiungi gradualmente l&#8217;acqua tiepida e impasta fino a ottenere un composto liscio, compatto ed elastico.<br />Lavora l&#8217;impasto per circa 10 minuti.<br />Avvolgilo nella pellicola e lascialo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.<br />Stendi l&#8217;impasto con il mattarello fino a uno spessore di circa 3 mm.<br />Passa il tradizionale <strong>troccolaturo</strong> sulla sfoglia esercitando una leggera pressione, oppure utilizza una chitarra per pasta o taglia la sfoglia a striscioline di circa 3 mm con un coltello.<br />Disponi i troccoli su un vassoio infarinato con semola e lasciali asciugare per 20-30 minuti.</p>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000074960-720x480.png" alt="" class="wp-image-51034" /></figure>
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<p>Usa esclusivamente semola rimacinata di grano duro per ottenere la consistenza tipica.</p>
<p>Se l&#8217;impasto risulta troppo asciutto, aggiungi poca acqua alla volta.</p>
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<figure><img width="720" height="720" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000074961-720x720.png" alt="" class="wp-image-51039" /></figure>
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		<title>Busiate fatte in casa</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/busiate-fatte-in-casa/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/busiate-fatte-in-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[fatte]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[pasta fresca]]></category>
		<category><![CDATA[semola]]></category>
		<category><![CDATA[tavola]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[Mediterranea Vegano Vegetariano Le busiate fatte in casa sono uno dei simboli della tradizione gastronomica siciliana e conquistano al primo assaggio grazie alla loro caratteristica forma a spirale, ideale per raccogliere ogni tipo di condimento. Prepararle in casa è più semplice di quanto si possa pensare: bastano semola rimacinata di grano duro, acqua e un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/busiate-fatte-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegano/"><span></span><span>Vegano</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegetariano/"><span></span><span>Vegetariano</span></a></li>
</ul>
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<p>Le busiate fatte in casa sono uno dei simboli della tradizione gastronomica siciliana e conquistano al primo assaggio grazie alla loro caratteristica forma a spirale, ideale per raccogliere ogni tipo di condimento. </p>
<p>Prepararle in casa è più semplice di quanto si possa pensare: bastano semola rimacinata di grano duro, acqua e un po&#8217; di manualità per ottenere una pasta fresca genuina, dal sapore autentico.</p>
<p>In questa ricetta ti spiego come fare le busiate fatte in casa passo dopo passo, con tutti i consigli per ottenere una consistenza perfetta e una forma impeccabile. </p>
<p>Sono ideali da servire con il tradizionale pesto alla trapanese, ma si abbinano anche a sughi di pesce, crostacei, verdure e ragù. </p>
<p>Se ami la pasta fresca fatta in casa e vuoi portare in tavola un&#8217;autentica specialità siciliana, questa ricetta diventerà una delle tue preferite.</p>
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<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-busiate-alle-verdure/" title="Busiate alle verdure" rel="bookmark">Busiate alle verdure</a></li>
</ul>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000075559-720x480.png" alt="" class="wp-image-51318" /></figure>
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<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>45 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>400</span> <span>g</span></span><span> <span>farina di semola di grano duro rimacinata</span></span></div>
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<div><span>1</span> <span>Ferretto</span> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/dp/B01HS7Q9ZM?tag=av_lemieloverie-21&amp;linkCode=osi&amp;th=1&amp;psc=1" title="Ferretto per Pasta Fresca in Ottone" target="_blank" rel="nofollow sponsored noopener">Per busiate </a></span>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Versa la semola su una spianatoia e forma una fontana. Aggiungi il sale e versa gradualmente l&#8217;acqua tiepida.<br />Impasta fino a ottenere un composto liscio, elastico e omogeneo. Se necessario aggiungi pochissima acqua o un velo di semola.<br />Copri l&#8217;impasto con un canovaccio e lascialo riposare per 30 minuti.<br />Preleva una piccola porzione d&#8217;impasto e forma dei filoncini di circa 1 cm di spessore.<br />Taglia i filoncini in pezzetti lunghi circa 5-6 cm.<br />Appoggia ogni pezzetto su un ferro per busiate (o uno spiedino di legno sottile) e fallo rotolare esercitando una leggera pressione, formando la caratteristica spirale.<br />Sfila delicatamente la busiata dal ferro e disponila su un tagliere infarinato con semola.<br />Prosegui fino a terminare tutto l&#8217;impasto.<br />Lascia asciugare le busiate per circa 30 minuti prima della cottura.</p>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000075569-720x480.png" alt="" class="wp-image-51323" /></figure>
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		<title>Cavatelli fatti in casa</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/cavatelli-fatti-in-casa-2/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/cavatelli-fatti-in-casa-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 06:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[rag]]></category>
		<category><![CDATA[salsiccia]]></category>
		<category><![CDATA[semola]]></category>
		<category><![CDATA[sugo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://foodbloggermania.it/ricetta/cavatelli-fatti-in-casa-2/</guid>
		<description><![CDATA[Mediterranea Vegano Vegetariano I cavatelli fatti in casa sono una delle paste fresche più rappresentative della cucina tradizionale del Sud Italia. Preparati con sola semola di grano duro e acqua, hanno una consistenza rustica e una forma perfetta per raccogliere ogni tipo di sugo. In questa ricetta scoprirai come fare i cavatelli passo dopo passo,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cavatelli-fatti-in-casa-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegano/"><span></span><span>Vegano</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegetariano/"><span></span><span>Vegetariano</span></a></li>
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<p>I cavatelli fatti in casa sono una delle paste fresche più rappresentative della cucina tradizionale del Sud Italia. </p>
<p>Preparati con sola semola di grano duro e acqua, hanno una consistenza rustica e una forma perfetta per raccogliere ogni tipo di sugo. </p>
<p>In questa ricetta scoprirai come fare i cavatelli passo dopo passo, con tutti i consigli per ottenere una pasta fresca genuina, ideale da servire con ragù, pomodoro, verdure o frutti di mare. </p>
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<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-cavatelli-al-ragu-di-cipolla-di-tropea/" title="Cavatelli al ragù di cipolla di Tropea" rel="bookmark">Cavatelli al ragù di cipolla di Tropea</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-cavatelli-al-sugo-vedovo/" title="Cavatelli al sugo vedovo" rel="bookmark">Cavatelli al sugo vedovo</a></li>
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<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-cavatelli-tricolori-con-finferli-e-salsiccia/" title="Cavatelli tricolori con finferli e salsiccia" rel="bookmark">Cavatelli tricolori con finferli e salsiccia</a></li>
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<figure><img width="720" height="720" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000074936-720x720.png" alt="" class="wp-image-51016" /></figure>
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<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<h2>Strumenti</h2>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Disponete la semola a fontana su una spianatoia o in una ciotola. Aggiungete l&#8217;acqua poco alla volta e impastate fino a ottenere un panetto liscio, elastico e omogeneo.<br />Coprite l&#8217;impasto con un canovaccio e lasciatelo riposare per circa 30 minuti.<br />Prelevate una porzione di impasto e formate dei filoncini di circa 1 cm di diametro.<br />Tagliate i filoncini in piccoli pezzi lunghi circa 1-2 cm.<br />Con due dita oppure con l&#8217;apposito rigagnocchi, trascinate ogni pezzetto verso di voi esercitando una leggera pressione, così da ottenere la classica forma incavata del cavatello.<br />Disponete i cavatelli su un vassoio infarinato con semola.</p>
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<figure><img width="720" height="720" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000074938-720x720.png" alt="" class="wp-image-51021" /></figure>
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<figure><img width="720" height="720" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000074936-720x720.png" alt="" class="wp-image-51016" /></figure>
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		<title>Insalata di cereali con verdure grigliate erbe aromatiche e lime</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fr@</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[erbe]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[lime]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane]]></category>
		<category><![CDATA[peperone]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un’insalata di cereali misti come grano, farro, orzo, riso e avena condita con verdure grigliate come zucchina e melanzane, mentre il peperone è scottato in padella, poi tante erbe aromatiche fresche, menta, basilico ed origano. Per finire un’emulsione di lime, olio extravergine di oliva, sale e pepe. Fresca e profumata perfetta per questi mesi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/insalata-di-cereali-con-verdure-grigliate-erbe-aromatiche-e-lime/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un’insalata di cereali misti come grano, farro, orzo, riso e avena condita con verdure grigliate come zucchina e melanzane, mentre il peperone è scottato in padella, poi tante erbe aromatiche fresche, menta, basilico ed origano. Per finire un’emulsione di lime, olio extravergine di oliva, sale e pepe. Fresca e profumata perfetta per questi mesi caldi.Ingredienti:350 g di misto di cerali (grano</p>
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		<title>Tria pugliese fatta in casa: ricetta tradizionale salentina e consigli per prepararla</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<description><![CDATA[Mediterranea Vegano Vegetariano La tria pugliese è una delle paste fresche più rappresentative della tradizione salentina, preparata con soli ingredienti genuini: semola di grano duro, acqua e sale. La sua consistenza rustica e il formato attorcigliato la rendono perfetta per accogliere sughi ricchi e saporiti, ma il suo utilizzo più celebre è nella ricetta dei&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tria-pugliese-fatta-in-casa-ricetta-tradizionale-salentina-e-consigli-per-prepararla/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegano/"><span></span><span>Vegano</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegetariano/"><span></span><span>Vegetariano</span></a></li>
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<p>La tria pugliese è una delle paste fresche più rappresentative della tradizione salentina, preparata con soli ingredienti genuini: semola di grano duro, acqua e sale. </p>
<p>La sua consistenza rustica e il formato attorcigliato la rendono perfetta per accogliere sughi ricchi e saporiti, ma il suo utilizzo più celebre è nella ricetta dei Ciceri e Tria, uno dei piatti simbolo della cucina pugliese. </p>
<p>Scopri come preparare la tria fatta in casa seguendo la ricetta tradizionale, con tutti i consigli per ottenere una pasta fresca dal sapore autentico.</p>
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<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-spaghetti-allo-scoglio-alla-pugliese/" title="Spaghetti allo scoglio alla pugliese" rel="bookmark">Spaghetti allo scoglio alla pugliese</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/braciole-al-sugo-alla-pugliese/" title="Braciole al sugo alla pugliese" rel="bookmark">Braciole al sugo alla pugliese</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-focaccia-pugliese/" title="Focaccia pugliese" rel="bookmark">Focaccia pugliese</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-puccia-pugliese/" title="Puccia pugliese" rel="bookmark">Puccia pugliese</a></li>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000074649-720x480.png" alt="" class="wp-image-50706" /></figure>
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<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>40 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>200</span> <span>ml</span></span><span> <span>acqua</span></span></div>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Versa la semola su una spianatoia, aggiungi il sale e forma una fontana.</p>
<p>Unisci l&#8217;acqua poco alla volta e impasta fino a ottenere un composto liscio, elastico e omogeneo.</p>
<p>Copri l&#8217;impasto con un canovaccio e lascialo riposare per 30 minuti.</p>
<p>Stendi l&#8217;impasto con il mattarello fino a uno spessore di circa 2 mm.</p>
<p>Ricava delle strisce larghe circa 2 cm e lunghe 15-20 cm.</p>
<p>Attorciglia delicatamente ogni striscia tra le mani per ottenere la caratteristica forma della tria.</p>
<p>Lascia asciugare la pasta per circa 20-30 minuti prima della cottura.</p>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/07/1000074650-720x480.png" alt="" class="wp-image-50709" /></figure>
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						Dosi variate per<br />
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