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	<title>Food Blogger Mania &#187; Eleonora Anastasio</title>
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		<title>Quindi&#8230; ciccia?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 22:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[o anche dell’inveterata necessità delle cene scaccia-pensieri&#8230;Eravamo tre amiche&#8230; a “Il Numeroundici” in Via San Martino 47, Pisa; tuttavia, anche in mancanza del bar e in assenza di caffè e coca-cola, sono sicura che Gino Paoli sarebbe contento di sapere che non sono mancate le profonde disquisizioni su anarchia e libertà, su individui e solidarietà,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/quindi-ciccia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><span>o anche dell’inveterata necessità delle cene scaccia-pensieri&#8230;</span></span><br /><span><span><br /></span></span><span>Eravamo tre amiche&#8230; a “Il Numeroundici” in Via San Martino 47, Pisa; tuttavia, anche in mancanza del bar e in assenza di caffè e coca-cola, sono sicura che Gino Paoli sarebbe contento di sapere che non sono mancate le profonde disquisizioni su anarchia e libertà, su individui e solidarietà, su speranze e possibilità&#8230; il tutto condito con una buona dose di “Perché&#8230;” (molto interrogativi) e “Sarà&#8230;” (molto dubbiosi).</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-BA4xCcGK9yM/WObFZmtULyI/AAAAAAAAEqI/w9kSNMEjc9oCZ2XArxZCkEq4oVdxpQjoACLcB/s1600/17814008_10155281578069885_1957149844_n.jpg"><img border="0" height="480" src="https://2.bp.blogspot.com/-BA4xCcGK9yM/WObFZmtULyI/AAAAAAAAEqI/w9kSNMEjc9oCZ2XArxZCkEq4oVdxpQjoACLcB/s640/17814008_10155281578069885_1957149844_n.jpg" width="640" /></a></div>
</div>
<div><span><br /></span><span>Siamo sedute su delle panche in legno massiccio: la politica del locale prevede che sia il cliente a scegliere il tavolo e apparecchiare, per poi dirigersi verso l&#8217;enorme bancone-frigo in fondo alla sala e ordinare, dopo aver passato in rassegna le varie proposte a Km 0 scritte con del gesso colorato sulla grande lavagna a destra.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Noi, da buone amiche, decidiamo di partire con un primo condiviso, because caring is sharing, ma soprattutto perché le porzioni sono medio-abbondarti (vivaaa!!!) e non vogliamo toglierci la possibilità di assaggiare qualche secondo. Optiamo quindi per un ricco piatto di Strozzapreti al ragù di cinghiale: il sugo, seppur macinato finemente, è molto saporito, non troppo unto e perfettamente equilibrato; del resto si sa: le carni nere sanno di selvatico e il rischio che risultino un po&#8217; stucchevoli è sempre dietro l&#8217;angolo.</span><br /><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-kxaHRShqdGs/WObFaI7n9PI/AAAAAAAAEqQ/gP08VvYBUYQ_BzKknZHAAvYMiaO2gsRdQCLcB/s1600/17820850_10155281582294885_333401292_n.jpg"><img border="0" height="480" src="https://2.bp.blogspot.com/-kxaHRShqdGs/WObFaI7n9PI/AAAAAAAAEqQ/gP08VvYBUYQ_BzKknZHAAvYMiaO2gsRdQCLcB/s640/17820850_10155281582294885_333401292_n.jpg" width="640" /></a></span></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Altro giro altra corsa (e altra ciccia): è il turno del Capriolo in umido, del Controfiletto di manzo e di cavallo, annaffiati con il vino rosso della casa.&nbsp;</span><span>Ancora una volta la selvaggina incontra le nostre aspettative: la carne è tenera e il salmì piccantino; ma anche la carne rossa non delude: il sapore ferroso del cavallo accompagnato dal gusto leggermente amaro della senape e quello “bruciacchiato” del manzo grigliato addolcito dal contorno di patate arrosto ci lasciano pienamente soddisfatte.</span><br /><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-gncVhdEf4v8/WObFZX1n3-I/AAAAAAAAEqE/t9v1IsIzuggZhZ-8s1kCQn2YFsifbnuQgCLcB/s1600/17760706_10155281585799885_616892433_n.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-gncVhdEf4v8/WObFZX1n3-I/AAAAAAAAEqE/t9v1IsIzuggZhZ-8s1kCQn2YFsifbnuQgCLcB/s640/17760706_10155281585799885_616892433_n.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-xeMfgMuJoQg/WObFZqxTuII/AAAAAAAAEqM/mqwdkYpxh1oDmWTzWMF-QsOinzIvK7AuQCLcB/s1600/17807115_10155281584419885_1153727324_n.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-xeMfgMuJoQg/WObFZqxTuII/AAAAAAAAEqM/mqwdkYpxh1oDmWTzWMF-QsOinzIvK7AuQCLcB/s640/17807115_10155281584419885_1153727324_n.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
</div>
<div><span>Non ci resta che chiudere con un dessert: una bella fetta di torta fatta in casa al cioccolato e gianduia, dolce e corposa, e passa la paura…</span></div>
<div><span>…Vi chiederete: “Ma quale paura?” E io che ne so, ognuno c’ha le sue; qualcuno però una volta ha detto che l’amicizia non è una grande cosa, ma un milione di piccole cose, e se dopo aver condiviso una cena di ciccia con i vostri amici vi è rimasto anche un solo misero timore, mi dispiace cari miei, ma la torta non&nbsp;<span>ve la meritate.</span></span><br /><span><span><br /></span></span><span><span><i><b>Eleonora Anastasio</b></i></span></span></div>
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		<title>Panino corri con me</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 08:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Anastasio]]></category>
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		<description><![CDATA[(o di come non rinunciare al gusto nonostante la frenesia quotidiana) La giornata non è delle migliori: pioviccica, il cielo di Pisa è coperto di nuvoloni grigi, tira vento, gli strascichi dell’influenza continuano a farmi colare il naso; oltretutto ho appena finito di litigare con il computer del dipartimento di Diritto pubblico e sono in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/panino-corri-con-me/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><i>(o di come non rinunciare al gusto nonostante la frenesia quotidiana)</i></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>La giornata non è delle migliori: pioviccica, il cielo di Pisa è coperto di nuvoloni grigi, tira vento, gli strascichi dell’influenza continuano a farmi colare il naso; oltretutto ho appena finito di litigare con il computer del dipartimento di Diritto pubblico e sono in ritardo (come sempre).</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>La combinazione tra il poco tempo a disposizione per cibarmi e la pretesa legittima di meritarmi un premio adeguato alla faticosa vittoria contro il malefico dispositivo informatico di cui sopra (tiè) mi spinge verso Piazza Cairoli, un posticino silenzioso, nonostante si trovi in centro, affacciato sul Lungarno Mediceo. Varco la soglia de “Il Crudo”, una panineria-vineria al numero 8, e già mi sembra di stare un po’ meglio: il posto è piccolo, ma molto accogliente, arredato quasi del tutto in legno, con prosciutti e salami appesi al soffitto; appena entrati si viene accolti da un banco-espositore trasparente con un’ampia scelta di salumi, formaggi, verdure sott’olio e salsine sfiziose.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-x6PYLiQK9HY/WG4GieDWXLI/AAAAAAAAEb4/qJ_TpJlG9rYLb2UV5weP7R0C7ppVoDIcACLcB/s1600/15631483_10154915146419885_1219783206_o.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-x6PYLiQK9HY/WG4GieDWXLI/AAAAAAAAEb4/qJ_TpJlG9rYLb2UV5weP7R0C7ppVoDIcACLcB/s640/15631483_10154915146419885_1219783206_o.jpg" width="480" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Siccome mi considero una donna del sud e ho ancora un po’ di raffreddore, la mia scelta non può che ricadere su quell’antibiotico naturale che è il cibo piccante: allora andiamo di suprissata calabrese, provola affumicata, melanzane alla griglia e, siccome non vogliamo farci mancare proprio niente, salsa di peperoni, il tutto a farcire una mezza baguette bella fragrante; ad accompagnare una birretta da 33 cl (è pur sempre solo l’una e non posso concedermi al gozzoviglio molesto).</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-tFGUgpHbIMs/WG4GiQSuUOI/AAAAAAAAEb0/Mu2kQuPmv7QnAjtu_-XxFxlIyxlj9uVZgCLcB/s1600/15631300_10154915146384885_395259947_o.jpg"><img border="0" height="480" src="https://2.bp.blogspot.com/-tFGUgpHbIMs/WG4GiQSuUOI/AAAAAAAAEb0/Mu2kQuPmv7QnAjtu_-XxFxlIyxlj9uVZgCLcB/s640/15631300_10154915146384885_395259947_o.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>L’ensemble è ovviamente dominato dalla forte piccantezza della suprissata (che corrisponde, come del resto si può facilmente dedurre, alla nostra soppressata di maiale, cui viene aggiunto il peperoncino rosso piccante macinato e il finocchietto selvatico prima della stagionatura) che si sposa egregiamente con la salsa di peperoni; le melanzane e la provola, però, nonostante risultino sapori più “delicati”, danno un sostegno deciso a questa unta esplosione di meridione.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Ovviamente spazzolo il tutto con una certa soddisfazione e, dopo il ruttino d’ordinanza, finisco la birra: sono una persona nuova, rigenerata… e pronta a litigare con la vecchia fotocopiatrice della facoltà, stavolta.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Esco dal calduccio confortevole della botteghina tutta in legno per ributtarmi nel grigio tram tram di questo freddo giorno invernale, ma il peperoncino mi ha rinvigorita e io non posso fare a meno di canticchiare nella mia testa “ad esempio, a me piace rubare le pere mature sui rami, se ho fame…”.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><b><i>Eleonora Anastasio</i></b></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div></div>
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