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	<title>Food Blogger Mania &#187; ALERT</title>
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		<title>Riso al vapore del film Ferro 3 – La casa vuota #Ciakfood</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 09:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>undolcealgiorno blog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco la quarta puntata dedicata ai film e al cibo della raccolta Book&#38;Film food. Questa volta il film che mi ha ispirato nella scelta della ricetta, il Riso al vapore è Ferro 3 &#8211; La casa vuota, uno stupendo film coreano del 2004, diretto da Kim Ku Duk, premiato come miglior regista alla Mostra del&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/riso-al-vapore-del-film-ferro-3-la-casa-vuota-ciakfood/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/locandina.jpg" rel="attachment wp-att-9354"><img class="alignright size-medium wp-image-9354" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/locandina-320x456.jpg" alt="locandina" width="320" height="456" /></a>Ecco la quarta puntata dedicata ai film e al cibo della raccolta <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/bookfilm-food-raccolta-di-ricette/">Book&amp;Film food.</a><br />
Questa volta il film che mi ha ispirato nella scelta della ricetta, il Riso al vapore è <strong>Ferro 3 &#8211; La casa vuota</strong>, uno stupendo film coreano del 2004, diretto da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Kim_Ki-duk">Kim Ku Duk</a>, premiato come miglior regista alla <strong>Mostra del Cinema di Venezia</strong> lo stesso anno.<br />
Devo confessarvi una cosa.<br />
Amo i film particolari.<br />
Difficilmente guardo i blockbusters.<br />
Quelli che hanno suscitato il plauso del grande pubblico, sbancato i botteghini, fatto furore sotto Natale.<br />
O quelli densi di effetti speciali, nuove tecniche di elaborazione al computer e super-azione.<br />
O meglio, li guardo anche, qualche volta.<br />
Per esigenze di coppia, diciamo &#8211; io e il mio ragazzo siamo agli opposti in quanto a gusti cinematografici.<br />
Ma quando riesco a ritagliarmi un quadratino di spazio tutto per me, quando &#8220;la casa è vuota&#8221;, o lui è impegnato in qualcos&#8217;altro, allora prediligo questo genere di film.<br />
Che non definirei per forza impegnato.<br />
Definirei poetico.<br />
Dove la forza dell&#8217;immagine fa da padrone.<br />
Storie stravaganti, spesso al limite del sogno, del surreale o dell&#8217;incredibile.<br />
Ed è questo il caso di Ferro 3 &#8211; La casa vuota.</p>
<p><span><span><strong><em>*SPOILER ALERT*</em></strong></span><br />
<span><strong><em>Se non avete visto il film, se avete intenzione di vederlo, o se semplicemente odiate sapere di che parla, sappiate che invece io adoro parlare dei film che ho visto, quindi saltate direttamente alla ricetta, grazie XD</em></strong></span><br />
<span><strong><em>*SPOILER ALERT*<br />
</em></strong></span></span><br />
La storia di un giovane, <strong>Tae-suk</strong>, che entra nella case momentaneamente disabitate, ogni mattina affigge pubblicità di ristoranti sulle porte delle case in modo che i proprietari debbano staccarle per rientrare in casa, se la sera le pubblicità sono ancora lì significa che nessuno è tornato.<br />
Trascorre così la sua vita, vagabondando, spesso fuggendo ai padroni che tornano in anticipo da una vacanza o un impegno di lavoro più breve del previsto.<br />
Ma è tutt&#8217;altro che un vandalo.<br />
Tae-suk appena entra in casa si toglie le scarpe come gesto di rispetto, aggiusta gli oggetti rotti, annaffia le piante, fa il bucato e riconsegna la casa in perfetto ordine.<br />
Vive la vita di altri per qualche ora, indossa i loro panni, mangia il loro cibo, si fa autoscatti ricordo con le foto incorniciate che trova in casa, e poi scompare per passare ad un&#8217;altra casa e ad un&#8217;altra ancora.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore.jpg" rel="attachment wp-att-9386"><img class="wp-image-9386 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore.jpg" alt="Riso cotto al vapore del film Ferro 3 - La casa vuota #Ciakfood" width="1000" height="662" /></a>
<p>Riso al vapore del film Ferro 3 &#8211; La casa vuota #Ciakfood</p>
</div>
<p>Una vita di profonda solitudine, tristezza e bizzarra routine fatta di gesti ripetuti.<br />
Una vita di alienazione e incapacità di integrazione.<br />
Dove Tae-suk sembra trovare la pace solo in quei gesti semplici ma fatti con estremo amore e armonia.<br />
Una pace interiore che forse egli non possiede, ma che sembra emanare all&#8217;esterno con le sue movenze delicate, il suo silenzio quasi ascetico, il suo sguardo pacato.<br />
Fino a quando, un giorno, entra nella casa di un ricco uomo di affari, credendolo in viaggio. La moglie <strong>Sun-hwa</strong> maltrattata e picchiata è nascosta in un angolo buio della camera da letto, e lui non la nota.<br />
Come di consueto inizia ad esplorare la casa e prenderne possesso, spiato dalla donna, che si innamora di ogni suo piccolo gesto di amore verso le cose, fino a quando non temendo da lui alcun male, si rivela.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore5.jpg" rel="attachment wp-att-9390"><img class="alignright wp-image-9390 size-medium" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore5-314x480.jpg" alt="" width="314" height="480" /></a></p>
<p>Un dialogo di gesti, di parole non dette, di atti gentili ha inizio tra i due.<br />
Un vestito rosa lasciato davanti alla porta del bagno.<br />
Un gioco con la palla come tra bambini.<br />
Un film dove le parole sono centellinate.<br />
I due protagonisti sono figure silenziose per tutti i 90 minuti del film.<br />
La donna parlerà solo 2 volte e solo alla fine, mentre Tae-suk rimarrà sempre figura silenziosa.<br />
Un film che è come un dipinto in movimento.<br />
Scene lente e aggraziate.<br />
Movimenti calibrati. Quasi passi di danza.<br />
Un film delicato, fatto di gesti delicati.<br />
Il piede scalzo di lei che lentamente scivola sotto al tavolo per avvicinarsi a quello di lui, a rappresentare il loro lento diventare affini.<br />
Un amore quasi platonico, irreale, sognante.<br />
Il tutto accompagnato da una bellissima musica araba che è unica colonna sonora del film e torna costantemente nelle scene chiave, mi piacerebbe cliccaste play mentre leggete la storia per immergervi nelle atmosfere oniriche del film.
</p>
<p>Una poesia unica pervade tutto il film, una poesia che forse solo in altri film orientali può essere ritrovata.<br />
A partire dai piccoli dettagli.<br />
Quando Tae-suk  aggiusta la bilancia in casa di Sun-hwa, i due si pesano, 65 chili lui, 47 chili lei, 112 kg se si fa una rapida somma.<br />
Un numero significativo.<br />
Alla fine sarà un dettaglio che tornerà e chiuderà il film e ci lascerà con il respiro strozzato e i pensieri che ronzano nella testa per ore.<br />
Più tardi il marito della donna torna a casa, Tae-suk nascosto la vede maltrattare di nuovo e allora, impugnando una mazza da golf <strong>FERRO 3</strong>, di qui il titolo alquanto originale del film, lo prende di mira con una scarica di palline e lo manda al tappeto.<br />
Il ferro 3 è infatti la mazza meno usata dai golfisti, destinata a rimanere da sola nella sacca vuota.<br />
Diventa così metafora della vita del ragazzo.<br />
Dispensatrice sia di amore che di violenza.<br />
I due infine fuggono in moto e iniziano a vagabondare insieme.<br />
Mano mano tra i due la complicità cresce e Sun-hwa comincia a partecipare a pieno alla routine di Tae-suk,  lava i panni, cucina, ed entra timidamente nelle foto con lui.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore6.jpg" rel="attachment wp-att-9391"><img class="wp-image-9391 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore6.jpg" alt="Riso cotto al vapore del film Ferro 3 - La casa vuota #Ciakfood" width="1000" height="1500" /></a>
<p>Riso al vapore del film Ferro 3 &#8211; La casa vuota #Ciakfood</p>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore1-copia.jpg" rel="attachment wp-att-9387"><img class="wp-image-9387 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore1-copia.jpg" alt="Riso al vapore del film Ferro 3 - La casa vuota #Ciakfood" width="1000" height="1536" /></a>
<p>Riso al vapore del film Ferro 3 &#8211; La casa vuota #Ciakfood</p>
</div>
<p>In una delle case che visitano vengono scoperti in fragrante, e il padrone domanda a Tae-suk:<br />
<em><strong>&#8220;Perchè indossi il mio pigiama? E se non siete ladri, si può sapere cosa siete?&#8221;</strong></em><br />
I due sembrano non riuscire a trovare un collocamento nel mondo reale, ma vivere in una dimensione sospesa che appartiene a loro due soltanto.<br />
Infine giungono nella casa di un vecchio uomo, che trovano morto in camera, con amorevole cura lo fasciano in un lenzuolo funebre e lo seppelliscono in giardino.<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore2-copia.jpg" rel="attachment wp-att-9388"><img class="size-medium wp-image-9388 alignleft" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore2-copia-314x480.jpg" alt="" width="314" height="480" /></a>Il giorno seguente i figli arrivano e trovano i ragazzi in casa e nessuna traccia del padre, chiamano la polizia che li arresta immediatamente.<br />
Tae-suk finisce in prigione, mentre Sun-hwa è costretta a tornare da un marito violento e che non ama.<br />
In carcere Tae-suk comincia ad allenarsi per diventare invisibile e scomparire dal mondo.<br />
Più volte è sul punto di riuscirci, prima nascondendosi sopra la porta della cella e provocando l&#8217;ira del secondino:<br />
<em><strong>&#8220;Perché continui a nasconderti? Vuoi scomparire dalla faccia della terra?”</strong></em><br />
Poi seguendo il carceriere alle spalle, muovendosi sinuosamente per ricalcare i suoi passi, ma viene scoperto a causa della sua ombra:<br />
<em><strong>&#8220;Sei dietro di me vero? L’occhio umano vede 180 gradi, quindi ti stia nascondendo negli altri 180. Ma è impossibile! Bastardo! Hai bisogno di più pratica, e considera l’ombra idiota… E la mente umana”.</strong></em><br />
Ha così luogo una danza leggiadra, un incrocio tra un valzer solitario e un&#8217;arte marziale, con cui Tae-suk cerca di allenarsi per perfezionare la sua tecnica, ogni singolo passo, ogni piccolissimo movimento può fare la differenza.<br />
Si allena al silenzio, alla grazia, all&#8217;armonia, alla perfezione dei gesti.<br />
Di nuovo solo, in una cella vuota invece che in una casa vuota, un unico scopo, riunirsi con la sua amata.<br />
Ha capito che il solo modo per starle vicino senza che nessuno possa separarli è in segreto, in un modo che solo lei possa percepire.<br />
Infine l&#8217;ultimo giorno di prigione riesce a risultare invisibile perfino al suo carceriere che lo chiama <em><strong>&#8220;maledetto fantasma&#8221;.</strong></em></p>
<p>Quando esce di prigione Tae-suk visita di nuovo, indisturbato, tutte le case in cui è stato con Sun-hwa, e in ogni casa i padroni hanno come l&#8217;impressione di essere osservati, ma nessuno riesce a vederlo.<br />
Infine giunge a casa dell&#8217;amata, durante la notte.<br />
Finalmente i due si ricongiungono, di fronte a uno specchio, specchio in cui solo Sun-hwa riesce a vederlo riflesso.<br />
Il marito si sveglia, non vedendo Tae-suk e si frappone tra i due, e per la prima volta in tutto il film 2 parole escono dalla bocca di Sun-hwa <em><strong>&#8220;TI AMO&#8221;</strong></em>, dice guardando il marito.<br />
Anzi oltre il marito, rivolta verso Tae-suk.<br />
Il marito si guarda alle spalle &#8211; incredulo &#8211; e chiede<em><strong> &#8220;Cosa?&#8221;</strong></em> non vedendo nessuno.<br />
Poi la abbraccia.<br />
Sun-hwa allunga la mano e Tae-suk rientra nella scena, prendendole le mano e baciandola.<br />
Probabilmente il triangolo amoroso più sublime e sognante di sempre.</p>
<p>
<span dir="ltr" title="Natacha Atlas - Gafas">Il giorno dopo vedremo un Sun-hwa totalmente diversa, felice, che prepara la colazione, sorride ed è raggiante.<br />
Il marito, a tavola, le chiede:<em><strong> “Cosa ti rende così felice? smettila di ridere e mangia&#8221; </strong></em>e poi aggiunge<em><strong> &#8221; Che strano è come se da ieri sera qui ci fosse qualcuno&#8221;</strong></em>.<br />
Mentre Tae-suk alle sue spalle, in piedi, partecipa nel suo modo silenzioso e invisibile alla colazione.<br />
Il film si chiude con un frase e un&#8217;immagine&#8230;<br />
<span><strong>&#8221; Difficile dire se il mondo in cui viviamo sia una realtà o un sogno&#8221;</strong></span>, e i due innamorati, abbracciati, sulla stessa bilancia che Tae-suk aveva aggiustato verso metà film, mentre l&#8217;immagine si fa evanescente e sfuma&#8230;<br />
Esseri sublimati dal loro amore, ormai entità incorporee, il loro peso annullato contro la forza di gravità che ci spinge verso terra e verso istinti più bassi, la materia di cui sono fatti quella dei sogni.<br />
L&#8217;ago della bilancia segna esattamente lo zero e non 112 kg, come dovrebbe essere la somma dei loro corpi terreni.<br />
Zero.<br />
Il numero perfetto.<br />
In equilibrio perfetto?<br />
O forse annullati a vicenda?<br />
Il film ci lascia con molti quesiti, storditi, con le lacrime agli occhi e i brividi sulle braccia.<br />
Neppure noi sappiamo cosa abbiamo appena visto.<br />
Se la storia di amore a cui abbiamo assistito sia &#8220;sogno o realtà&#8221; e ce ne restiamo lì, imbambolati ad osservare i titoli di coda &#8211; che siamo soliti saltare &#8211; e ad ascoltare la magnifica canzone di Natacha Atlas.<br />
</span></p>
<p><span dir="ltr" title="Natacha Atlas - Gafas"><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore3.jpg" rel="attachment wp-att-9389"><img class="alignright wp-image-9389" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore3-320x213.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a>Un film leggero &#8211; nel senso di lieve e delicato &#8211; come è leggero il riso al vapore che ho vi presentato nelle foto, e che troverete nella ricetta qua sotto.<br />
Un piatto che si vede spesso mangiare nel film, servito in ciotoline, mangiato con le bacchette, e accompagnato da altri piatti tipici coreani di cui ignoro ingredienti e nome.<br />
Per questo tra tutte le pietanze che si intravedono nel film ho scelto proprio questo.<br />
Leggero, bianco, puro.<br />
</span></p>
</p>
<h1>Ingredienti per il Riso al vapore di Ferro 3 &#8211; La casa vuota #Ciakfood:</h1>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore4.jpg" rel="attachment wp-att-9398"><img class="alignright wp-image-9398 size-medium" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/riso-al-vapore4-320x480.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a></p>
<ul>
<li>riso per risotti q.b.</li>
<li>acqua q.b.</li>
<li>un pentola dal fondo spesso</li>
</ul>
<p>*nota bene: le dosi non sono indicate perchè è una ricetta che si fa ad occhio, considerate che una porzione di riso al vapore è circa 100 gr.</p>
<h1>Procedimento:</h1>
<p>Piccola precisazione: I coreani e giapponesi usano una pentola apposita per la cottura al vapore, chiamata cuociriso.<br />
Questa tecnica è ciò che più vi si avvicina utilizzando una pentola classica che possediamo tutti nelle nostre case. Il riso infatti non è cotto usando il solo vapore, come possiamo invece fare per le verdure o il pesce in vaporiera, perché ha necessariamente bisogno di liquido per essere cotto.</p>
<p>Pesare la quantità di riso necessaria.<br />
Porla in una ciotola capiente e ricoprirla di acqua fredda.<br />
Scolare il riso con un colino a maglie sottili e buttare l&#8217;acqua.<br />
Riporre di nuovo il riso nella ciotola e continuare con i risciacqui fino a quando l&#8217;acqua non risulta limpida.<br />
Io avevo letto di 3-4 risciacqui, ma a me ne sono serviti circa 7-8.<br />
Quando l&#8217;acqua è trasparente &#8211; questo serve a togliere l&#8217;amido dal riso  &#8211; ponete il riso in una pentola dal fondo spesso e copritelo con acqua fredda.<br />
Per capire quanta acqua serve schiacciare il riso con il palmo e versare acqua fino a quando questa non ricopre il vostro mignolo.<br />
Accendere quindi il fuoco, coprire con un coperchio e far bollire con fiamma alta.<br />
Quando raggiunge il bollore abbassare il fornello e calcolare 8-10 minuti.<br />
Io prediligo il riso piuttosto al dente, quindi l&#8217;ho lasciato circa 8 minuti ed era ancora bello croccante.<br />
Spengere quindi il fornello, e senza mai aprire il coperchio, far riposare per 3-4 minuti.<br />
Scoperchiare e granare con un cucchiaio o una forchetta.<br />
Noterete che il riso si è compattato tutto sul fondo della pentola ed ha assorbito tutta l&#8217;acqua, ma è facilmente separabile con una forchetta.<br />
Il riso al vapore è pronto.<br />
Potete mangiarlo così al naturale, accompagnato da un buon <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/tacchino-allo-zenzero-e-mandorle/">tacchino allo zenzero</a>.<br />
Oppure anche semplicemente in bianco, condito con un pizzico di sale, olio, e pepe.<br />
E&#8217; ottimo perchè tutto l&#8217;aroma e il gusto del riso non va perduto, infatti quando scoperchierete la pentola verrete avvolti dal suo profumo.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/tumblr_law63q3lAS1qbhsbe.png"><img class="wp-image-9643 size-full aligncenter" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/tumblr_law63q3lAS1qbhsbe.png" alt="tumblr_law63q3lAS1qbhsbe" width="500" height="278" /></a></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/ciakfood4.jpg" rel="attachment wp-att-9419"><img class="aligncenter wp-image-9419" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/ciakfood4-720x377.jpg" alt="Book&amp;Film Food - raccolta di ricette" width="400" height="209" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Felafel con farina di ceci dal film Cena tra amici #Ciakfood</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2016 09:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>undolcealgiorno blog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ricetta di oggi, i Felafel con farina di ceci, si ispira al film Cena tra amici e fa parte della rubrica Book&#38;Film food, ideata assieme a 6 amiche blogger. Cena tra amici &#8211; titolo orginale Le prenom, dall&#8217;omonima piece teatrale &#8211; è un film francese del 2012. non amo le commedie, in generale. il mio&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/felafel-con-farina-di-ceci-dal-film-cena-tra-amici-ciakfood/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/49068.jpg" rel="attachment wp-att-9321"><img class="alignright size-medium wp-image-9321" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/49068-320x448.jpg" alt="49068" width="320" height="448" /></a>La ricetta di oggi, i Felafel con farina di ceci, si ispira al film <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cena_tra_amici" target="_blank"><strong>Cena tra amici</strong></a> e fa parte della rubrica <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/bookfilm-food-raccolta-di-ricette/" target="_blank">Book&amp;Film food</a>, ideata assieme a 6 amiche blogger.<br />
Cena tra amici &#8211; titolo orginale <strong>Le prenom</strong>, dall&#8217;omonima piece teatrale &#8211; è un film francese del 2012.<br />
non amo le commedie, in generale.<br />
il mio senso dell&#8217;umorismo è difficilmente stuzzicabile.<br />
quando tutti se ne stanno lì a sbellicarsi io me ne resto insensibile, e non capisco l&#8217;ilarità generale.<br />
ma ho un&#8217;ossessione più che giustificata per quelle francesi.<br />
commedie dove il massacro è all&#8217;ordine del giorno.<br />
dove le parole scorrono come fiumi in piena.<br />
dove i personaggi sono spesso confinati in un ambiente ristretto &#8211; unico ambiente di tutto il film &#8211; che fa da teatro e scarna cornice al gioco di ruolo che va in scena tra i protagonisti.<br />
ed è questo il caso di Cena tra amici, che esce un anno dopo <strong>Carnage</strong> &#8211; che non a caso significa carneficina &#8211; di Roman Polanski e ricalca la stessa partitura.<br />
Un casa, una lite, un massacro.<br />
A differenza di Carnage dove i protagonisti sono degli sconosciuti, qui abbiamo un gruppo di <strong>quattro amici</strong> (più uno) che si riuniscono per una <strong>cena marocchina</strong>.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel7.jpg" rel="attachment wp-att-9551"><img class="size-large wp-image-9551" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel7-720x1072.jpg" alt="Felafel con farina di ceci dal film Cena tra amici #Ciakfood" width="720" height="1072" /></a>
<p>Felafel con farina di ceci dal film Cena tra amici #Ciakfood</p>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel-1.jpg" rel="attachment wp-att-9554"><img class="size-large wp-image-9554" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel-1-718x1080.jpg" alt="Felafel con farina di ceci dal film Cena tra amici #Ciakfood" width="718" height="1080" /></a>
<p>Felafel con farina di ceci dal film Cena tra amici #Ciakfood</p>
</div>
<p><span><span><strong><em>*SPOILER ALERT*</em></strong></span><br />
<span><strong><em>Se non avete visto il film, se avete intenzione di vederlo, o se semplicemente odiate sapere di che parla, sappiate che invece io adoro parlare dei film che ho visto, quindi saltate direttamente alla ricetta, grazie XD</em></strong></span><br />
<span><strong><em>*SPOILER ALERT*</em></strong></span></span></p>
<p>Elisabeth, detta anche Babù, maestra di scuola media &#8220;<em><strong>tutta presa a combattere il declino dell&#8217;istruzione pubblica, non ha mai il tempo di cambiare la giacca né il lunedì né il martedì né il mercoledì</strong></em>&#8220;&#8221;.<br />
Pierre il marito, professore di letteratura alla Sorbonne, piccolo borghese che veste velluto coste &#8220;<em><strong>come una seconda pelle</strong></em>&#8221; , &#8220;<em><strong>quarantenne brillante</strong></em>&#8221; e scrittore fallito che si domanda se  &#8220;<em><strong>batterà il suo leggendario record di 527 copie vendute</strong></em>&#8220;.<br />
Vincent, fratello di Babù, ricco agente immobiliare, nonché voce narrante di tutto il film dice di sè stesso &#8211; spassionatamente &#8211; &#8220;<em><strong>uomo di affari temibile ma di una cortesia squisita, questo simbolo di eleganza e di modestia si è sempre lanciato nella vita come un treno nella notte, un puma nella giungla, un razzo nello spazio&#8230;un eroe dei tempi moderni</strong></em>&#8220;.<br />
E infine Claude, amico d&#8217;infanzia di Babù, trombettista in un&#8217; orchestra francese, &#8220;<em><strong>bilancia ascendente bilancia</strong></em>&#8220;, perfezionista, esteta e sensibile, per lui &#8220;<em><strong>la vita sembra essere solo meraviglia, non passa un minuto senza che un dettaglio lo incanti, la perfetta temperatura della doccia, il rumore ovattato del ferro da stiro sulla camicia di seta, o il profumo inebriante di un clafoutis fatto in casa</strong></em>&#8220;. E per questo gli amici lo ritengono gay.</p>
<p>Ad unirsi poi alla cena Anna moglie di Vincent, al 5 mese di gravidanza, donna in carriera, che lavora nel mondo della moda, sempre perfetta e sempre in ritardo.<br />
Il film inizia nello stile che ha reso famoso il &#8220;<strong>Favoloso mondo di Amelie</strong>&#8220;, voce narrante fuoricampo che descrive le azioni di Jean Jacque a cavallo di un motorino alla volta del numero <strong>15 bis dell&#8217;Impasse Bertholon</strong> <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel8.jpg" rel="attachment wp-att-9552"><img class="alignright wp-image-9552 size-medium" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel8-320x212.jpg" alt="" width="320" height="212" /></a>nel <strong>9° Arrondissement</strong>, mentre attraversa la città passando per vie che portano i nomi di personaggi storici morti di apoplessia, tra atroci sofferenze, soli, poveri e abbandonati oppure sbollentati e pelati vivi come pomodori.<br />
Un piccolo presagio del girone infernale in cui sta per immergersi.<br />
Scopriamo che non è uno dei personaggi principali del film, ma solo un malcapitato fattorino della pizza che ha sbagliato indirizzo.<br />
Sarà però una figura chiave, sarà lui infatti a farci aprire le porte del 15 bis e a introdurci all&#8217;interno della casa dove si svolgerà l&#8217;intera serata.</p>
<p>Una serata al cardiopalma. Fatta di tensioni, battibecchi, dialoghi taglienti, battute al vetriolo, punzecchiature vicendevoli, prese di giro.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel-2-copia-ok.jpg" rel="attachment wp-att-9555"><img class="alignright wp-image-9555 size-medium" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel-2-copia-ok-314x480.jpg" alt="" width="314" height="480" /></a></p>
<p>Un film senza trama&#8230; o quasi.<br />
Difficile da raccontare.<br />
Perchè solo parlato e quasi mai &#8220;agito&#8221;.<br />
Di fatto non accade praticamente niente durante il film.<br />
Nessuna rocambolesca azione da film di azione.<br />
Nessuna scena da brividi da film thriller.<br />
&#8220;Solo&#8221; un continuo altalenarsi di situazioni comiche, crisi isteriche, scontri orali e sfide all&#8217;ultima parola.<br />
Micidiali ping pong verbali dove i personaggi arrivano a rinfacciarsi avvenimenti successi persino nell&#8217;adolescenza, fino al culmime della follia quando Vincent accusa Pierre di averlo privato del &#8220;<em><strong>suo status di assassino</strong></em>&#8221; per essersi preso la colpa dell&#8217;uccisione del cane della zia Babish.<br />
Ogni personaggio avrà il suo momento di gloria, in cui potersi sfogare ed essere al centro dell&#8217;attenzione, e il momento in cui gli altri lo prenderanno di mira con le loro critiche ed attacchi personali.<br />
Tutti i rancori e le invidie verranno a galla, dopo anni ed anni di amicizia.<br />
Tutto verrà sputato fuori, senza freni e inibizioni.<br />
Segreti verranno svelati, ambigui nomignoli nascosti verranno alla luce, relazioni clandestine rese pubbliche, opinioni mai confessate infine rivelate.<br />
Il tutto nato per un semplice scherzo sul nome del bambino &#8211; maschio &#8211; che sfugge totalmente al controllo.</p>
<p>La serata si concluderà come preannunciato, in catastrofe.<br />
Ognuno per la sua strada, a rimuginare sull&#8217;accaduto e a mettere sul piatto della bilancia la propria vita e le proprie relazioni.<br />
Ma alla fine, quando il bambino nascerà, 5 mesi più tardi, vedremo di nuovo &#8220;la famiglia&#8221; riunita all&#8217;ospedale, e Vincent nell&#8217;ultima scena del film uscirà a dare la notizia.<br />
E&#8217; andato tutto bene. Ma i dottori si erano sbagliati, è una bambina.<br />
E di nuovo&#8230; manca un nome.<br />
Non vi anticipo altro, perchè è un film tutto da vedere, e da ridere&#8230;<br />
1 ora e 40 che vi incollerà allo schermo e volerà in un&#8217;istante.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel10.jpg" rel="attachment wp-att-9553"><img class="wp-image-9553 size-large" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel10-720x1053.jpg" alt="Felafel con farina di ceci dal film Cena tra amici #Ciakfood" width="720" height="1053" /></a>
<p>Felafel con farina di ceci dal film Cena tra amici #Ciakfood</p>
</div>
<p>Ho scelto i Felafel con farina di ceci tra le varie ricette che venivano elencate nel film durante la cena marocchina: <strong>c</strong><span><strong>hakchouka, mechouia, salsa di melanzane, insalatina di carote con cumino, pita e hummus.</strong><br />
C&#8217;era una vasta scelta tra cui scegliere, ma i felafel mi tentavano più di tutti, tra l&#8217;altro li avevo assaggiati solo una volta e quasi quasi non ne ricordavo il sapore.<br />
Devo però ammettere che questi felafel con farina di ceci risultano un po&#8217; asciuttini per il gusto occidentale, per quello che intendiamo noi per polpette &#8211; infatti altro non sono che polpette di ceci &#8211; dato che noi solitamente mettiamo l&#8217;uovo dentro.<br />
Avevo letto anche online di questa problematica, curiosando in qua e in là, così ho &#8220;ben&#8221; pensato di provare a farli con la farina di ceci, più sottile, invece che con i ceci crudi e ammollati e semplicemente frullati.<br />
Eh sì, perchè i felafel a quanto pare si fanno con i ceci crudi, incredibile ma vero.<br />
Ma anche con la farina di ceci, idratata a dovere, risultato un po&#8217;&#8230;.asciutti e farinosi appunto.<br />
Potete ovviare al problema quindi cuocendo i ceci e poi frullandoli con il resto degli ingredienti.<br />
Non saranno proprio felafel originali, ma l&#8217;importante è che siano buoni!!!!</span></p>
<h1><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel3-copia-ok.jpg" rel="attachment wp-att-9556"><img class="alignright size-medium wp-image-9556" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/05/felafel3-copia-ok-313x480.jpg" alt="" width="313" height="480" /></a>Ingredienti per 14 Felafel con farina di ceci dal film Cena tra amici #Ciakfood:</h1>
<ul>
<li>200 gr di farina di ceci*</li>
<li>1/2 cipolla</li>
<li>1 spicchio d&#8217;aglio</li>
<li>sale</li>
<li>pepe</li>
<li>1 cucchiaino di semi di cumino</li>
<li>1 mazzetto di prezzemolo</li>
<li>acqua q.b.</li>
</ul>
<p>*io ho usato la farina di ceci, ma la ricetta originale prevede i ceci ammollati in acqua per 12 ore e poi frullati nel mixer con gli altri ingredienti.<br />
Altrimenti usate i ceci cotti, le proporzioni sono 200 gr da secchi e 400 gr da cotti.</p>
<h1>Procedimento:</h1>
<p>Mettere nel mixer la farina di ceci, la mezza cipolla fatta a tocchetti, l&#8217;aglio, il sale, il pepe, i semi di cumino e due cucchiai d&#8217;acqua. Mandare le lame fino a che il composto non si amalgama.<br />
Controllare la consistenza e casomai aggiungere un altro paio di cucchiai d&#8217;acqua. Unire anche il prezzemolo e mixare ancora.<br />
Il composto deve risultare abbastanza morbido.<br />
Mettere in frigo a riposare per circa 1 ora, poi fare delle palline della dimensione di una noce e schiacciarle un po&#8217; per dargli la forma di un dischetto. E&#8217; importante schiacciarli altrimenti rimangono crudi dentro.<br />
Se volete potete anche ripassarli dentro la farina di ceci per una crosta più croccante.<br />
Ne ho ottenuti 14.<br />
Friggere in olio, girando per ottenere una colorazione uniforme da entrambi i lati.<br />
Quando sono belli dorati, i felafel sono pronti. Impiegherete circa 3-4 minuti per lato.<br />
Se decidete di utilizzare i ceci già cotti non occorre aggiungere l&#8217;acqua perchè i ceci già sono morbidi e umidi.</p>
<p><img class="aligncenter" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/1/1a/Cena_tra_amici.jpg" alt="" width="1920" height="792" /></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/ciakfood4.jpg" rel="attachment wp-att-9419"><img class="aligncenter wp-image-9419" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/ciakfood4-720x377.jpg" alt="Book&amp;Film Food - raccolta di ricette" width="400" height="209" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tagliata di manzo alla Dexter Morgan #SerialFood</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2016 08:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>undolcealgiorno blog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Seconda puntata della raccolta di ricette Book&#38;Filmfood, dedicata ai film, ai libri, alle serie tv e&#8230; al cibo. Questa volta è una serie Tv che mi ha guidato nella scelta della ricetta, la Tagliata di manzo alla Dexter #SerialFood. ok&#8230; lo so, lo so. i puristi di Dexter diranno che nella serie tv lui mangia sempre una&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tagliata-di-manzo-alla-dexter-morgan-serialfood/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/poster_01.jpg" rel="attachment wp-att-9379"><img class="alignright size-medium wp-image-9379" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/poster_01-320x427.jpg" alt="poster_01" width="320" height="427" /></a>Seconda puntata della raccolta di ricette <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/bookfilm-food-raccolta-di-ricette/" target="_blank">Book&amp;Filmfood</a>, dedicata ai film, ai libri, alle serie tv e&#8230; al cibo.<br />
Questa volta è una serie Tv che mi ha guidato nella scelta della ricetta, la Tagliata di manzo alla Dexter #SerialFood.<br />
ok&#8230; lo so, lo so.<br />
i puristi di Dexter diranno che nella serie tv lui mangia sempre una bistecca cotta in padella, ma io associo la tagliata di manzo al suo personaggio, poichè grondante sangue, perchè si serve appunto &#8220;tagliata&#8221; a fette &#8211; o tranci&#8230; di carne umana magari? muahahah &#8211; e quindi per me lo rappresenta a pieno.<br />
A partire dalla sigla della serie stessa, dove il sangue scorre copioso, fra titoli tinti di rosso, i capelli color ruggine dell&#8217; affascinante quanto enigmatico <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Michael_C._Hall" target="_blank">Micheal C. Hall</a>, zanzare spiaccicate, incidenti di rasatura, arance zampillanti e smaciullate su spremiagrumi e ketchup imbizzarito su tuorli aranciati.<br />
Già nella geniale sigla un piccolo anticipo in chiave comica di quello che andremo a vedere nel telefilm, strangolamenti tramite fili interdentali e stringhe di calzature, soffocamenti con pericolosissime T-shirt bianche, coltelli che affettano ogni bendiddio, il tutto accompagnato da una musica spensierata, musica che è cardine in tutta la serie.<br />
Spesso cubana e ballabile, entra in grosso contrasto con l&#8217;oscurità interiore del personaggio, il suo<strong> Dark passenger</strong> &#8211; o oscuro passeggero &#8211; così lo definisce lo stesso Dexter.</p>
<p>Dexter è una serie della <strong>Showtime</strong> ed è stata prodotta dal 2006 al 2013 per un totale di 8 stagioni.<br />
Il protagonista, <strong>Dexter Morgan</strong>, è un serial killer che vive a Miami.<br />
Di solito i serial killer suscitano l&#8217;odio dello telespettatore, ma lui entra subito in sintonia con chi lo guarda.<br />
Sarà la voce fuori campo &#8211; onnipresente per tutte e 8 le stagioni, voce dello stesso Dexter che ci racconta i suoi più oscuri pensieri &#8211; a farcelo sentire così vicino.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter2.jpg" rel="attachment wp-att-9374"><img class="alignright wp-image-9374" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter2-720x480.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a></p>
<p>Sarà perché in ogni secondo di ogni singolo minuto dei 50 minuti che compongono ogni singolo episodio della serie &#8211; che moltiplicati per i 96 episodi dell&#8217;intera serie, fanno un sobrissimo totale di 4800 minuti, ossia 288.000 secondi &#8211; sappiamo cosa passa per la testa al caro vecchio Dexter, lui che non riesce ad avere rapporti umani, che non riesce ad aprirsi con gli altri, si confida e si apre proprio con noi, gli spettatori,<br />
che in qualche modo ci sentiamo quasi privilegiati a far parte del suo mondo.<br />
Sarà forse perchè è un serial killer diverso da tutti gli altri.<br />
Sarà forse perchè lui nega di essere umano ma alla fine risulta così tremendamente umano.</p>
<p><span><span><strong><em>*SPOILER ALERT*</em></strong><br />
<strong><em>Se non avete visto il film, se avete intenzione di vederlo, o se semplicemente odiate sapere di che parla, sappiate che invece io adoro parlare dei film che ho visto, quindi saltate direttamente alla ricetta, grazie XD</em></strong><br />
<strong><em>*SPOILER ALERT*</em></strong></span></span></p>
<p>Dexter è stato adottato da un poliziotto perchè da piccolo sua madre è morta di un crimine violento e lui è stato trovato in mezzo al suo sangue.<br />
Da allora lui prova una fortissima attrazione per il sangue e tutto ciò che gli gira attorno, compreso l&#8217;atto di uccidere.<br />
Ha fatto di questa sua ossessione un lavoro, è un tecnico forense che analizza tracce ematiche per la polizia, ed è sicuramente il più bravo, dato che la sua passione/ossessione lo porta a livelli ineguagliabili.<br />
In tribunale, durante un caso, gli viene chiesto:<br />
<em><strong>&#8220;</strong><strong>Quanti anni è che lavora per la omidici?&#8221;</strong></em><br />
<em><strong> &#8220;12&#8221;</strong></em><br />
<em><strong> &#8220;Quindi ha seguito molti casi?</strong></em><br />
<em><strong> &#8220;2003&#8221;</strong></em><br />
<em><strong> &#8220;Uno più, uno meno! immagino&#8230;&#8221;</strong></em><br />
<em><strong> &#8220;No, esattamente 2003!&#8221;</strong></em><br />
Così innamorato del proprio lavoro da tenere un conto preciso.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter1.jpg" rel="attachment wp-att-9373"><img class="wp-image-9373 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter1.jpg" alt="Tagliata alla Dexter Morgan #SerialFood" width="1000" height="667" /></a>
<p>Tagliata di manzo alla Dexter Morgan #SerialFood</p>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter10.jpg" rel="attachment wp-att-9378"><img class="wp-image-9378 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter10.jpg" alt="Tagliata alla Dexter Morgan #SerialFood" width="1000" height="1528" /></a>
<p>Tagliata di manzo alla Dexter Morgan #SerialFood</p>
</div>
<p>Allo stesso tempo però è un serial killer, quale binomio più azzardato: poliziotto-serial killer?<br />
Il padre, Harry, intuita questa sua inclinazione &#8211; da piccolo uccideva gli animali &#8211; cerca di incanalarla e &#8220;<strong><em>usarla per il bene</em></strong>&#8221; dato che capisce di non poterla reprimere.<br />
Ed è così che nasce il <strong>codice di Harry</strong>, un codice che impedisce a Dexter di fare del male agli innocenti.<br />
Dexter infatti uccide solo i colpevoli, una sorta di giustiziere.<br />
Coloro che si sono macchiati di gravi delitti, assassini soprattutto.<br />
<strong>Un killer di serial killer</strong>, in pratica.<br />
&#8220;<strong><em>Se Dio esistesse e io credessi in Dio, allora sarebbe in questa stanza insieme a me</em></strong>&#8221; dice ad una delle sue vittime.<br />
Harry da poliziotto vede molti criminali sfuggire alle maglie della giustizia &#8211; lo stesso Dexter nella prima puntata afferma che Miami ha solo il 20% dei crimini risolti &#8211; e insegna al figlio il modo corretto per uccidere e non farsi catturare.<br />
Il suo codice prevede un attento studio della vittima, la certezza del 100% che sia colpevole, tramite la raccolta di prove proprio come in un&#8217; indagine di polizia, entrando in casa del colpevole, trovando i suoi trofei, studiando le sue abitudini.</p>
<p>Solo dopo tutti questi rituali e preparativi Dexter infine cattura le proprie vittime e le uccide.<br />
Ed è qui che a volte il lato più umano di Dexter viene fuori.<br />
La rabbia che prova, il disgusto, il mettere le proprie vittime di fronte ai loro peccati.<br />
Nella prima puntata cattura un pedofilo, e dopo aver disseppellito i cadaveri di 3 bambini gli urla in faccia: &#8220;<em><strong>GUARDA COS&#8217;HAI FATTOOOOO</strong></em>?&#8221;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter.jpg" rel="attachment wp-att-9372"><img class="alignright wp-image-9372 size-medium" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter-320x480.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a></p>
<p>E l&#8217;uomo risponde: &#8220;<em><strong>Non riesco a fermarmi</strong></em>&#8220;.<br />
Dexter: &#8220;<em><strong>Oh so cosa vuol dire, neppure io riesco a fermarmi, ma questo no. Non potrei mai farlo. Non farei mai del male a dei bambini! Io ho un codice</strong></em>.&#8221;<br />
Un codice che poi vedremo sgretolarsi con il passare delle stagioni.<br />
Dexter, come voce fuori campo,  ci narra di un se stesso privo di sentimenti.<br />
Sempre costretto a fingere una normalità che non gli appartiene. Con amici, colleghi, famigliari.<br />
Del resto è questa la caratteristica principale dei serial killer, nonché dei sociopatici, la totale mancanza di empatia.<br />
Riferendosi a sua sorella dice: &#8220;<em><strong>Io non provo alcun sentimento per nulla, ma se riuscissi ad averne qualcuno li avrei per lei!</strong></em>&#8220;.<br />
Esce con una ragazza <em><strong>&#8220;a modo suo disturbata come me</strong></em>&#8221; &#8211; uscita da una relazione violenta &#8211; così può tenerla a distanza ma che &#8220;sfrutta&#8221; per mantenere una facciata di normalità con il resto del mondo.<br />
Una facciata che si è costruito con mattoni solidissimi, tutti lo adorano, soprattutto la sua tenente-capo, i colleghi, la sorella, tutti pendono dalle sue labbra, poiché sempre con la battuta pronta, sempre disponibile, sempre sorrridente.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter5.jpg" rel="attachment wp-att-9376"><img class="wp-image-9376 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter5.jpg" alt="Tagliata alla Dexter Morgan #SerialFood" width="1000" height="1500" /></a>
<p>Tagliata di manzo alla Dexter Morgan #SerialFood</p>
</div>
<p>Solo James Doakes, un poliziotto del suo distretto, che più tardi sarà costretto ad uccidere, sembra l&#8217;unico a riuscire a vedere dietro al muro che si è costruito, &#8220;<em><strong>tu mi metti i brividi Dexte</strong></em>r&#8221; è quello che gli ripete spesso.<br />
Ma mano mano lo scopriremo in grado di amare, di farsi una famiglia &#8211; proprio con quella ragazza disturbata &#8211; di tenere alle persone che lo circondano, di essere amorevole con i bambini.<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter7.jpg" rel="attachment wp-att-9377"><img class="size-medium wp-image-9377 alignleft" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter7-320x480.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a>E non &#8220;<em><strong>VUOTO DENTRO, come me</strong></em>&#8221; come si autodefinisce dopo aver offerto le ciambelle ai colleghi di lavoro e aver guardato dentro alla scatola desolata e piena solo di briciole e zucchero a velo.</p>
<p>Il rapporto di Dexter con gli altri è spesso definito da cibo, ai colleghi porta quasi ogni mattina una scatola di ciambelle, quando è con la sorella mangia spesso una bistecca. Ama mangiare, in ogni singola puntata lo vediamo abbuffarsi, da solo e in compagnia, molto famelicamente, come se ci fosse un rapporto stretto tra la sua fame di cibo e omicidi, entrambi insaziabili.<br />
&#8220;<em><strong>Io ho sempre fame</strong></em>&#8221; è lui stesso ad ammetterlo.<br />
Tutta la serie tv si sroltola in un alternarsi di omicidi, compiuti da svariati serial killer (il killer del camion frigo, Trinity, etc) e dallo stesso Dexter, intervallati da omidici di ordinaria amministrazione seguiti dalla polizia.<br />
Una serie al cardioparlma, dove Dexter vive sul filo del rasoio la sua doppia vita e rischia più di una volta di essere scoperto. Alla fine capirà che la sua doppia vita sta creando terra bruciata attorno a lui, la moglie e la sorella verranno uccise, lui verrà quasi catturato, e alla fine lo vedremo scomparire in mezzo ad un tempesta con la sua fedele barca-scarica-cadaveri.<br />
Per un attimo &#8211; solo per un attimo &#8211; le lacrime indugiano sulle guance, pensando che il caro Dexter sia morto.<br />
Ma poi lo vediamo in un altro posto, con un&#8217;altra vita, in Alaska a fare il boscaiolo con barba e camicia a scacchi, triste e curvo, seduto ad un tavolo a guardare fuori dalla finestra.<br />
E allora sì che le lacrime scorrono copiose.<br />
Ma voci dicono che forse&#8230;forse forse&#8230;potrebbe esserci una nuova serie.<br />
Incrociamo le dita.<br />
Che io un Dexter in pensione proprio non riesco ad immaginarlo.
</p>
<h1>Ingredienti per la Tagliata di manzo alla Dexter Morgan #SerialFood: <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter3.jpg" rel="attachment wp-att-9375"><img class="alignright size-medium wp-image-9375" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/tagliata-dexter3-320x480.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a></h1>
<ul>
<li>una fetta di manzo di quelle buone presa dal vostro macellaio di fiducia, alta almeno 3-4 dita</li>
<li>sale</li>
<li>olio</li>
<li>pepe</li>
<li>aceto</li>
<li>limone</li>
<li>maggiorana</li>
<li>timo</li>
<li>basilico</li>
<li>origano</li>
</ul>
<p>* gli ingredienti (compresa la carne) non necessitano di essere pesati, si va a gusto personale.</p>
<h1>Procedimento:</h1>
<p>Per prima cosa preparare la salsina. Non è proprio una vinaigrette perchè gli ingredienti non vengono emulsionati.<br />
In una ciotolina mettere olio, sale, pepe, un paio di spruzzi di aceto, mezzo limone strizzato, e le erbe aromatiche e mescolare con una forchetta.<br />
In inverno si possono usare quelle essiccate che si comprano nei barattoli, in estate anche quelle fresche più facilmente reperibili. Di solito io uso un pizzico di timo, origano, basilico e abbondante maggiorana.<br />
Le dosi non sono indicate perchè va a gusto personale, assaggiate la salsina e aggiustate di gusto e acidità.<br />
Scaldare la piastra, passarci sopra la mano &#8211; a distanza &#8211; per controllare che sia bella calda.<br />
Mettere la carne NON SALATA sopra la piastra e cuocere 5 minuti da un lato e 5 minuti dall&#8217;altro, girandola di 90 gradi dopo circa 3 minuti per creare le tipiche linee sbruciacchiate incrociate sulla sua superficie.<br />
La tagliata di manzo deve rimanere molto al sangue, e da buona toscana la prediligo veramente al sangue, ma decidete voi il grado di cottura preferito, se questa vi sembra decisamente troppo cruda.<br />
Tagliare poi la carne a fette spesse mezzo centrimetro circa.<br />
Servire la tagliata di manzo su un vassoio, salata e innaffiata di salsina. Mangiare subito, perchè fredda velocemente.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://wallpapersonthe.net/wallpapers/b/2560x1080/2560x1080-michael_c_hall_dexter_blood_dexter_morgan_goggles_blood_stains-14077.jpg" alt="" width="2560" height="1080" /><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/SERIALFOOD.jpg" rel="attachment wp-att-9422"><img class="wp-image-9422 aligncenter" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/SERIALFOOD-720x377.jpg" alt="SERIALFOOD" width="400" height="209" /></a></p>
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		<title>Torta di mele speziata da “Le mele di Adamo” #Ciakfood</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2016 09:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>undolcealgiorno blog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Torta di mele speziata da &#8220;Le mele di Adamo&#8221; #Ciakfood&#8230; ecco la prima puntata dedicata ai film e al cibo della raccolta Book&#38;Film food a cui partecipo con altre 6 blogger e amiche. Le mele di Adamo è un film danese del 2005. Come chiamarlo? commedia, film noir, film grottesco, teatro dell&#8217;assurdo? Forse un mix&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-di-mele-speziata-da-le-mele-di-adamo-ciakfood/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/le-mele-di-adamo.jpg" rel="attachment wp-att-9245"><img class="alignright size-medium wp-image-9245" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/le-mele-di-adamo-320x458.jpg" alt="le-mele-di-adamo" width="320" height="458" /></a>Torta di mele speziata da &#8220;Le mele di Adamo&#8221; #Ciakfood&#8230; ecco la prima puntata dedicata ai film e al cibo della raccolta <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/bookfilm-food-raccolta-di-ricette/" target="_blank">Book&amp;Film food</a> a cui partecipo con altre 6 blogger e amiche.<br />
Le mele di Adamo è un film danese del 2005.<br />
Come chiamarlo? commedia, film noir, film grottesco, teatro dell&#8217;assurdo?<br />
Forse un mix delle 4 cose.<br />
Vincitore al <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Sundance_Film_Festival" target="_blank">Sundance festival</a>, e devono spiegarmi perchè tutti i film che passano dal Sundance sono sistematicamente i miei preferiti. una sorta di marchio di garanzia.</p>
<p><span><strong><em>*SPOILER ALERT*</em></strong></span><br />
<span><strong><em>Se non avete visto il film, se avete intenzione di vederlo, o se semplicemente odiate sapere di che parla, sappiate che invece io adoro parlare dei film che ho visto, quindi saltate direttamente alla ricetta, grazie XD</em></strong></span><br />
<span><strong><em>*SPOILER ALERT*</em></strong></span></p>
<p>Narra la storia di 2 personaggi animati, e uno inanimato, protagonista inconsapevole ma cardine della vicenda, <strong>un melo</strong>.<br />
I due protagonisti, <strong>Ivan e Adam</strong> sono totalmente all&#8217;opposto &#8211; tutto il film è giocato sulle opposizioni tra bene e male, Dio e il Diavolo.<br />
Ivan un pastore di una piccola chiesa protestante, inguaribile ottimista, interpretato dal magnifico <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Mads_Mikkelsen" target="_blank">Mads Mikkelsen</a>.<br />
Adam un neonazista appena uscito di prigione che deve scontare un periodo di riabilitazione presso la parrocchia.<br />
Il film comincia con l&#8217;incontro/scontro dei due, e Adam dubbioso sulla sua permanenza presso la chiesa:<br />
&#8220;Non puoi smettere di dire stron*ate e dirmi cosa devo fare?&#8221;<br />
Ivan: &#8220;No non posso farlo Adam, perché lo devi capire da solo, l&#8217;unica cosa che spero è che trovi un obiettivo, per il resto non ti chiediamo niente&#8221;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo9.jpg" rel="attachment wp-att-9262"><img class="alignleft wp-image-9262 size-medium" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo9-320x480.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a></p>
<p>&#8220;Mi piacerebbe fare una torta &#8221; risponde Adam.<br />
Ivan, appuntando su un taccuino: &#8220;f-a-r-e u-n-a t-o-r-t-a. di mele?&#8221;<br />
Adam: &#8220;sì, una torta di mele. il mio obiettivo è una gigantesca torta di mele.&#8221;<br />
Ivan: &#8220;con le mele del nostro giardino? è una buona idea. sai cosa? abbiamo trovato il tuo obiettivo. tu devi fare una torta di mele, curerai l&#8217;albero fino al 1 agosto quando maturano le mele. quindi le raccogli e prepari la tua torta. &#8221;<br />
Ben presto ci sarà dato di capire che sarà tutt&#8217;altro che un&#8217;impresa semplice.<br />
Le mele di Adamo è un film dal sapore biblico, pieno di citazioni e parallelismi, ma tutt&#8217;altro che noioso e anche dissacrante.<br />
A partire dal titolo, che in danese è <strong><i>Adams æbler</i></strong>, nell&#8217;Eden infatti il melo tentava Eva e non Adamo &#8211; nella copertina abbiamo una citazione del suddetto albero con la mano di Adamo, riconoscibile per il tatuaggio della croce di Malta, che coglie il frutto proibito &#8211;  qui è il centro di strani eventi che cominciano a susseguirsi dall&#8217;arrivo di Adam, come una sorta di presagio del &#8220;male&#8221; portato dall&#8217;ex-detenuto nella parrocchia.<br />
Ivan del resto, un personaggio al limite dell&#8217;assurdo, si scopre aver avuto una vita drammatica, aver perso la madre da piccolo, subito abusi dal padre, avere un figlio paraplegico, sua moglie si è suicidata per non aver retto il peso di un figlio invalido e lui si è ammalato di un tumore incurabile al cervello.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo8-copia.jpg" rel="attachment wp-att-9264"><img class="wp-image-9264 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo8-copia.jpg" alt="Torta di mele di &quot;Le mele di Adamo&quot; #Ciakfood" width="954" height="1464" /></a>
<p>Torta di mele speziata da &#8220;Le mele di Adamo&#8221; #Ciakfood</p>
</div>
<p>E nonostante questo lo vediamo sempre con il sorriso sulle labbra.<br />
Un sorriso al di là del normale.<br />
Un sorriso che nega la realtà.<br />
Ivan non vuole vedere ciò che lo circonda, il male, la cattiva sorte, li rifiuta e rimuove tutto quello che lo fa soffrire fino a rendersi ridicolo agli occhi di tutti.<br />
Presenta i riabilitati della parrocchia come persone che si sono riscattate, <strong>Gunnar</strong> non beve un goccio da 26 mesi mentre lo vediamo sempre con un bicchiere in mano.<br />
<strong>Khalid</strong> non fa una rapina da anni, mentre Adam trova un passamontagna e dei soldi in cucina.<br />
La moglie non si è suicidata ma è stato il figlio &#8211; paraplegico &#8211; che per sbaglio ha sostituito le pillole per il mal di testa e le ha messe nella ciotola delle caramelle.<br />
Ma forse è una delle scene più belle e crude &#8211; per la totale freddezza e distanza di Ivan di fronte al dolore &#8211; a mostrare la sua cecità, quando una donna incinta chiede consiglio se abortire o no, visto che i medici le hanno dato il 60% di possibilità che il bambino nasca handicappato, e lui le risponde di essere ottimista e non perdere la fede, lui stesso ha vissuto la stessa esperienza e suo figlio &#8211; paraplegico &#8211; corre felice nei prati e non sta fermo un attimo.</p>
<p>Quasi si trova a negare la figura di Hitler, guardando la sua immagine sulla parete.<br />
&#8220;Chi è? tuo padre?&#8221; chiede ad Adam.<br />
&#8220;No veramente è Hitler&#8221;.<br />
&#8220;Ah&#8230;pensavo avesse la barba&#8221;.<br />
Questo atteggiamento fa impazzire letteralmente Adam che cerca di mettere Ivan di fronte alla verità, fallendo ogni volta miseramente.<br />
Mano mano che il film procede una serie di sventure tragicomiche cominciano a frapporsi tra Adam e il suo progetto &#8220;torta di mele&#8221;, il melo prima viene attaccato dai corvi, poi dai vermi, Adam si brucia malamente una mano con la stufa della cucina, infine la sfufa si rompe e viene sostituita.</p>
<p>Ivan gli dice che è il Diavolo che sta cercano di mettersi tra lui e il suo obiettivo, che sta cercando di dirgli qualcosa, ma che lui non deve mollare e abbondonarlo.<br />
Una sera Adam si ritrova in chiesa a parlare con Ivan e gli chiede se è davvero sicuro che sia il Diavolo ad avergli reso la vita un inferno, o forse è il suo Dio che lo odia, che gli ha dispensato tanto dolore, un Dio tremendamente lontano da permettere che tutto questo accada?</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo7.jpg" rel="attachment wp-att-9261"><img class="alignright wp-image-9261 size-medium" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo7-320x480.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a></p>
<p>Una visione che si ricongiunge a quella del <strong>libro di Giobbe</strong>, per tutto il film la Bibbia continua ad aprirsi esattamente in quel punto ogni volta che cade per terra.<br />
Giobbe fu punito da Dio, gli fu tolto tutto, ricchezze, salute e figli, gli fu inflitto un dolore insopportabile, ma nonostante questo non perde mai la fede e anzi alla fine viene ricompensato.<br />
Ivan allora si sente male, messo di fronte all&#8217;inevitabilità delle cose, alla fredda realtà, alla crudezza delle parole di Adam, comincia a perdere sangue dalle orecchie e ha una emorragia cerebrale.<br />
Adam non contento lo prende a pugni e lo lascia esanime sul pavimento della chiesa.<br />
Un forte temporale scoppia e come un segno divino la nuova stufa viene colpita da una saetta, il melo carbonizzato da un fulmine, un occhio in cielo formato da nuvole sembra scrutarlo e giudicarlo per il suo gesto scellarato, mentre un turbinio di vento entra in chiesa immersa nell&#8217;oscurità e scuote le porte come in un film horror che si rispetti, con tanto di musica minacciosa in sottofondo.<br />
Adam si pente e presta soccorso portando Ivan all&#8217;ospedale, ma è tardi, gli vengono dati solo pochi giorni di vita.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo3.jpg" rel="attachment wp-att-9259"><img class="wp-image-9259 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo3.jpg" alt="Torta di mele di &quot;Le mele di Adamo&quot; #Ciakfood" width="1000" height="1538" /></a>
<p>Torta di mele speziata da &#8220;Le mele di Adamo&#8221; #Ciakfood</p>
</div>
<p>Tornato in parrocchia Ivan annuncia la cosa, ormai perduta la fede non sa più cosa fare.<br />
Dice:  &#8220;arrangiatevi, se ho detto qualcosa che vi è servito usatelo, altrimenti non usatelo&#8230;non mi importa&#8221;.<br />
Non più guida spirituale ha perso il suo posto nel mondo.<br />
Senza fede ha perso il suo scopo.<br />
Il suo obiettivo.<br />
Anche Adam però nel frattempo è cambiato.<br />
Se all&#8217;inizio rappresentava il &#8220;male&#8221; &#8211; con il suo arrivo sono iniziate infatti le piaghe dell&#8217;albero di mele &#8211; il suo personaggio si è evoluto, le sue certezze sono crollate, così come la foto di Hitler cadeva dal muro ogni mattina al suonare fragoroso delle campane, il suo <strong>bildungsroman</strong> si è quasi concluso, sta per rinnegare gli amici neonazisti e porgere l&#8217;altra guancia esattamente come il suo mentore.<br />
Quando pone Ivan davanti alla realtà delle cose gli dice: &#8220;l&#8217;ho fatto perchè sono una persona cattiva, e tu non puoi farci nulla&#8221;, ma si pente quasi subito del suo gesto vedendo Ivar ridotto in quelle condizioni, Gunnar e Khalid che tornano di nuovo sulla cattiva strada senza la direzione di Ivan.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo5.jpg" rel="attachment wp-att-9260"><img class="size-medium wp-image-9260 alignleft" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo5-320x480.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a>Alla fine Adam prende le redini della situazione, ergendosi a guida della parrocchia e partecipando addirittura ad una buffa rapina per evitare che Khalid si metta nei guai, rapina durante la quale, già che c&#8217;è, ruba un piccolo forno elettrico per la sua torta di mele.<br />
Quando infine i vecchi amici neonazisti verrano a trovarlo in parrocchia lui si schiererà contro di loro che lo accusano di avere stretto amicizia con un &#8220;<strong>KABUL</strong>&#8221; &#8211; ossia l&#8217;arabo Khalid &#8211; nella lotta un colpo partirà e colpirà Ivan alla testa.<br />
Ma miracolosamente porterà via il tumore, donandogli una ricompensa, una ricompensa che anche Giobbe ebbe alla fine di una vita di tribolazioni e sofferenza.<br />
Lo stesso medico che aveva in cura Ivan fa le valigie e si licenza sostenendo di essere &#8220;<strong>un uomo di scienza, che crede nei numeri e nei diagrammi</strong>&#8221; e ovviamente non nei miracoli.<br />
Adam rimarrà quindi nella canonica assieme ad Ivan a dare il benvenuto ai nuovi ex-detenuti, la sua vita ormai è irrimediabilmente cambiata.<br />
&#8220;Chiunque è stato qui, ha trovato Dio in un modo o nell&#8217;altro&#8221; la profetica frase di Ivan all&#8217;inizio del film, quando i 2 si incontrano.<br />
Ivan ha  &#8220;finalmente&#8221; recuperato la fede e il suo cieco ottimismo.<br />
Il film si chiude così come inizia, Ivan che dà il benvenuto ai 2 nuovi arrivati.<br />
Uno di loro chiede: &#8220;si può sapere che ca**o hai fatto all&#8217;occhio?&#8221; riferendosi a quello evidentemente maciullato dallo sparo.<br />
Ivan risponde: &#8221; Non so di cosa tu stia parlando&#8221;.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo1.jpg" rel="attachment wp-att-9258"><img class="alignright wp-image-9258" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo1-320x211.jpg" alt="Torta di mele di &quot;Le mele di Adamo&quot; #Ciakfood" width="450" height="296" /></a>E la torta di mele?<br />
Beh 7 mele si erano salvate dal fulmine e relativa carbonizzazione dell&#8217;albero, ma vengono mangiate quasi tutte da un ospite della canonica.<br />
Gunnar, che oltre che alcolizzato è anche cleptomane, ne aveva rubata una e alla fine la restituisce.<br />
Adam finalmente riesce a fare una minuscola torta di mele da portare a Ivan in ospedale per la sua convalescenza.<br />
Ed è a questo magnifico film che è ispirata la mia torta di mele speziata.<br />
Che spero con questo lunghissimo racconto di avervi invogliato a vedere.<br />
Un film leggero e da ridere per molti versi, ma denso di significati e substrati nascosti.<br />
Una torta di mele speziata, aromatizzata al limone, amaro, aspro e pungente come questo film.<br />
E alla cannella, la spezia più usata in Danimarca per i dolci.<br />
Con le mele che sono come Adam, dure e croccanti all&#8217;inizio, da crude, ma che si sciolgono in cottura e diventano cremose e caramellate, cosparse di un velo di burro e zucchero di canna.<br />
E&#8217; così che me la immagino.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo11.jpg" rel="attachment wp-att-9263"><img class="wp-image-9263 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/mele-di-adamo11.jpg" alt="Torta di mele da &quot;Le mele di Adamo&quot; #Ciakfood" width="1000" height="1499" /></a>
<p>Torta di mele speziata da &#8220;Le mele di Adamo&#8221; #Ciakfood</p>
</div>
<h1>Ingredienti per la Torta di mele speziata da &#8220;Le mele di Adamo&#8221; #Ciakfood:</h1>
<ul>
<li>1 disco di pasta brisè pronta oppure fatta in casa</li>
<li>4 mele grandi</li>
<li>2 cucchiai abbondanti di zucchero muscovado</li>
<li>1 cucchiaio abbondante di cannella</li>
<li>1/2 noce moscata grattagiata</li>
<li>scorza di 1 limone</li>
<li>20 gr di maizena</li>
<li>zucchero di canna sulla superficie a metà cottura</li>
<li>burro per spennellare le mele a metà cottura</li>
</ul>
<h1>Procedimento:</h1>
<p>Potete usare un disco di pasta brisè pronta, oppure prepararla seguendo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/pie-crust-pasta-brise-ricetta-base/" target="_blank">questo link</a> dove trovate procedimento e dosi.<br />
Stendere la pasta brisè dentro una teglia da 25 cm, precedentemente imburrata e infarinata.<br />
Io ho usato una pirofila in ceramica, perchè tradizionalmente le apple pie vengono fatte lì dentro.<br />
In una ciotola capiente mettere 4 mele grandi fatte a tocchetti non troppo grandi, 2 cucchiai abbondanti di zucchero muscovado, 1 cucchiaio abbondante di cannella, 1/2 noce moscata grattugiata e la scorza di 1 limone grattugiata.<br />
Con le spezie regolatevi da soli, se non vi piacciono troppo diminuite un po&#8217; le dosi, ma la apple pie deve venire molto scura e speziata.<br />
Unire quindi anche 20 gr di maizena, che servirà ad assorbire i liquidi rilasciati dalle mele durante la cottura, mescolare bene il tutto e riempire il guscio di pasta brisè con il ripieno di mele così ottenuto, poi chiudere i bordi.<br />
Io ho praticato una semplice decorazione usando un coppapasta a fiorellini tutto attorno al bordo, ma potete anche chiuderla con un coperchio di pasta brisè, oppure fare delle strisce.<br />
Mettere in forno a 180 gradi. Il tempo dipende dal forno e dal tipo di teglia che scegliete, quelle di ceramica impiegano più tempo dell&#8217;alluminio ad esempio.<br />
Io ho impiegato circa 40 minuti a cuocerla, tenete d&#8217;occhio i bordi, solitamente quando sono cotti quelli è cotto anche il resto.<br />
Verso la fine, quando è quasi cotta, spennellate le mele al centro con del burro fuso e cospargete con abbondante zucchero di canna, otterrete così delle mele lucide e caramellate.<br />
Attendete che freddi un poco perchè la torta di mele speziata tende a non essere molto compatta, visto che nel ripieno non c&#8217;è legante come uovo o crema pasticcera.<br />
Quando è leggermente tiepida o fredda potete gustarla, anche accompagnata da una pallina di gelato alla crema.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://cineuropa.org/imgCache/2011/11/14/1321292846305_0960x0285_1377488646113.jpg" alt="" width="960" height="285" /></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/ciakfood4.jpg" rel="attachment wp-att-9419"><img class="wp-image-9419 aligncenter" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/04/ciakfood4-720x377.jpg" alt="Book&amp;Film Food - raccolta di ricette" width="450" height="236" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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