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	<title>Food Blogger Mania &#187; Veneto</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>MONOPORZIONE CIOCCOLATO E MASCARPONE</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2026 09:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ifioridiloto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[bicchierino]]></category>
		<category><![CDATA[chili]]></category>
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		<category><![CDATA[MASCARPONE]]></category>
		<category><![CDATA[MONOPORZIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ho preparato di nuovo delle monoporzioni, una tipologia di dolce che ultimamente realizzo spesso perché la trovo davvero graziosa e perfetta per concludere il pasto in modo leggero e goloso, senza esagerare. Per crearle ho iniziato preparando dei cestini di cioccolato: sono semplicissimi da fare e rappresentano una soluzione ideale se, come me, vi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/monoporzione-cioccolato-e-mascarpone/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div>
<div>
<div>
<p>Oggi ho preparato di nuovo delle <strong>monoporzioni</strong>, una tipologia di dolce che ultimamente realizzo spesso perché la trovo davvero graziosa e perfetta per concludere il pasto in modo leggero e goloso, senza esagerare.</p>
<p>Per crearle ho iniziato preparando dei <strong>cestini di cioccolato</strong>: sono semplicissimi da fare e rappresentano una soluzione ideale se, come me, vi ritrovate con <strong>chili di uova di Pasqua da smaltire</strong>. Un’idea pratica, golosa e anche anti‑spreco.</p>
<p>I cestini si conservano tranquillamente in frigorifero per alcuni giorni e possono essere decorati in mille modi diversi, a seconda dei vostri gusti e di quello che avete in casa. Via libera quindi a cioccolatini, praline oppure frutta fresca; meglio invece evitare i biscotti, a meno che non vengano aggiunti solo poco prima di servire, per evitare che perdano la loro croccantezza.</p>
<p>Questi sono quelli che ho preparato io: ho scelto di completare ogni cestino con una <strong>nocciola ricoperta di cioccolato</strong>, semplice ma sempre irresistibile.</p>
</div>
</div>
<div>&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjjtmMKU4aHjz8zOeAyb3b8GEKK7oF-h8TmftqVB2065qTzvUc5fsDWr-Sh_gOjUAR6joqQSQHNN6KsIzYpfogXHuznd23mvftD2FBusYNma_PHl2pykjKyYyUc4-HmCSQoDY8xYKGymX84/s1600/loto6+020.jpg"><img border="0" height="730" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjjtmMKU4aHjz8zOeAyb3b8GEKK7oF-h8TmftqVB2065qTzvUc5fsDWr-Sh_gOjUAR6joqQSQHNN6KsIzYpfogXHuznd23mvftD2FBusYNma_PHl2pykjKyYyUc4-HmCSQoDY8xYKGymX84/w567-h730/loto6+020.jpg" width="567" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div><strong>INGREDIENTI:</strong></div>
<div><strong><br /></strong></div>
<div>125 gr di cioccolato fondente</div>
<div>150 gr di mascarpone senza lattosio</div>
<div>1 un tuorlo d’uovo</div>
<div>1 cucchiaio di zucchero</div>
<div>nocciole ricoperte di cioccolato</div>
<div>½ bicchierino di crema marsala</div>
<div><strong><br /></strong></div>
<div><b>PREPARAZIONE:</b></div>
<div></div>
<div>Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato a pezzetti, o al microonde se preferite, poi spennellate l&#8217;interno di pirottini di carta non molto gradi, in modo da coprire completamente tutta la superficie.</div>
<div>Mettete in freezer a raffreddare per alcuni minuti, quando il cioccolato si sarà solidificato, spennellare nuovamente con dell&#8217;altro cioccolato sciolto.</div>
<div>Mettete di nuovo in freezer e poi fato un ultimo strato e riponete nuovamente in freezer.</div>
<div>Quando si saranno completamente induriti, toglieteli dai pirottini prestando molta attenzione a non romperli.</div>
<div></div>
<div>
<div>Preparate nel frattempo la crema al mascarpone.</div>
<div>Mescolate il mascarpone con lo zucchero, fino ad ottenere una crema, aggiungete il tuorlo d’uovo e mezzo bicchierino di crema marsala e mescolate bene per alcuni minuti, finchè la crema non sarà liscia e omogenea.</div>
<div>Farcite i cestini di cioccolato con la crema di mascarpone e decorateli a piacere, io ho posizionato su ognuno una nocciola ricoperte di cioccolato.</div>
</div>
<div><strong><br /></strong></div>
</div>
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		<title>Melktert, ossia crostata di latte</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 21:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigalimoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[crostata]]></category>
		<category><![CDATA[fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[grammi]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[Sale]]></category>
		<category><![CDATA[vaniglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un dolce di origine boera, molto semplice sia nella preparazione sia nel gusto. In effetti, mi pare una specie di torta per bambini, che non ha niente di eccezionale ma che non può non piacere; potete immaginarla come una crostata di budino alla vaniglia o un cheescake super economico, delicato e senza pretese. Quando l&#8217;ho&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/melktert-ossia-crostata-di-latte/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un dolce di origine boera, molto semplice sia nella preparazione sia nel gusto. In effetti, mi pare una specie di torta per bambini, che non ha niente di eccezionale ma che non può non piacere; potete immaginarla come una crostata di budino alla vaniglia o un cheescake super economico, delicato e senza pretese.</p>
<div>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://rigalimoni.com/wp-content/uploads/2026/04/whatsapp-image-2026-04-29-at-10.57.25-pm.jpeg"><img width="1024" height="461" src="https://rigalimoni.com/wp-content/uploads/2026/04/whatsapp-image-2026-04-29-at-10.57.25-pm.jpeg?w=1024" alt="" class="wp-image-3123" style="width:773px;height:auto" /></a><br />
<figcaption>Quando l&#8217;ho fatta l&#8217;ultima volta, la situazione era questa. Perdonatemi se ho dimenticato di scattare foto!</figcaption>
</figure>
</div>
<p>Questa è la versione con la pasta frolla dolce lievitata, ma ne esiste anche una con un impasto sfogliato che la ricollega ai <em>pasteis de nata</em> portoghesi.</p>
<p><span></span></p>
<p><strong>Per la pasta frolla</strong></p>
<ul>
<li><strong>Farina</strong> bianca di frumento 00: 250 grammi, più la poca che serve a tirare l&#8217;impasto e infarinare lo stampo. Usate farina comune o farina debole per dolci, non per pane o pizza.</li>
<li><strong>Burro</strong>: 125 grammi, più quello che serve per imburrare lo stampo. Per un dolce come questo è importante che sia burro buono, cioè burro straniero o comunque burro centrifugato.</li>
<li><strong>Uovo</strong>: uno medio o grande</li>
<li><strong>Zucchero</strong> bianco: 100 grammi. Meglio se finissimo. L&#8217;ideale sarebbe lo zucchero a velo senza amido, ma da noi è parecchio difficile da trovare e onestamente macinarlo da sé non vale la pena. </li>
<li><strong>Lievito</strong> chimico per dolci: 8 grammi, mezza bustina. Vanigliato, volendo.</li>
<li><strong>Sale</strong>: un paio di grammi, la punta di un cucchiaino</li>
</ul>
<p><strong>Per il ripieno</strong></p>
<ul>
<li><strong>Latte intero</strong> fresco: un litro + 75 mL circa</li>
<li><strong>Zucchero</strong>: 150 grammi (quindi 250 grammi abbondanti in totale, compreso quello per la pasta)</li>
<li><strong>Burro</strong>: 30 grammi (155 g in totale)</li>
<li><strong>Uova</strong>: due medie o grandi (3 in totale)</li>
<li><strong>Amido di mais</strong>: 50 grammi</li>
<li><strong>Estratto di vaniglia</strong>: 10 grammi, due cucchiai abbondanti. Se non ne avete (prometto la ricetta da anni&#8230;) o non lo trovate, potete anche usare la bacca e lasciarla in infusione nel latte oppure usare i concentrati che si vendono nei negozi, ma non vi so dare indicazioni sulle dosi. Niente vanillina: è un aroma troppo centrale per accontentarsi.</li>
<li>Cannella in polvere: per decorare, facoltativo, probabilmente un cucchiaio scarso. La cannella è praticamente impossibile da macinare abbastanza finemente in casa, quindi compratela già macinata. Se non vi piace, potete usare del cacao amaro in polvere, ma non è più un&#8217;originale <em>melktert</em> sudafricana.</li>
<li>Sale: due grammi scarsi, la punta di un cucchiaino</li>
</ul>
<p>In una terrina, mescolate la <span>farina</span>, il <span>lievito</span>, il <span>sale</span>, e lo <span>zucchero</span>. Fate a pezzetti il <span>burro</span> freddo e aggiungetelo alle polveri. Incorporatelo rapidamente con le mani in modo da ottenere un composto di consistenza sabbiosa uniforme, avendo cura di non scaldarlo troppo per non farlo fondere. Questa parte, se vi va di sporcarlo, la potete fare anche nel robot da cucina. A parte, sbattete l&#8217;<span>uovo</span> e incorporatelo al composto lavorando rapidamente fino ad ottenere una palla uniforme di impasto. In realtà, se volete evitarvi lo sbattimento (dell&#8217;uovo), potreste aggiungerlo anche così come esce dal guscio e lavorarlo con particolare attenzione. Coprite la pasta con una pellicola da cucina e lasciatela riposare al fresco per <span>una decina di minuti</span>. Nel frattempo, scaldate il forno a <span>170°C</span>.</p>
<p>Una volta che l&#8217;impasto è riposato, imburrate uno stampo da circa <span>24 cm di diametro</span>. Se non volete servire la torta direttamente nello stampo, conviene tagliare due strisce di carta da forno larghe tre o quattro centimetri e poggiarle a X sopra al burro, perfettamente aderenti, che potrete afferrare per sollevare la torta quando sarà cotta. Sempre se volete servire la torta fuori dallo stampo, conviene usare uno stampo antiaderente e/o infarinare molto leggermente il burro, come si fa di solito. Stendete l&#8217;impasto in un cerchio grande abbastanza da rivestire comodamente lo stampo, con uno spessore uniforme di circa tre millimetri. Prima di passare alla cottura in bianco del guscio di pasta, sarebbe bene lasciarla riposare al fresco ancora per una decina di minuti.</p>
<p>Poggiate un foglio di carta da forno ben aderente sul guscio di pasta e riempitela di qualcosa di pesante. Possono andar bene dei legumi secchi o del riso, ma se ogni tanto fate dolci, vi consiglio di comprare un sacco di pesetti di ceramica, che si vendono apposta per questo scopo. Lasciate cuocere <span>circa dodici minuti</span> con i pesi nella parte bassa del forno, poi toglieteli assieme alla carta da forno e terminate la cottura per <span>altri dodici minuti</span> o fino a che non è uniformemente dorata. Spegnete il forno e lasciate raffreddare. Se avete il coraggio, potete provare a togliere adesso il guscio dallo stampo. Così facendo, è più facile che si rompa nella fase successiva ma meno facile che non riusciate a estrarlo alla fine, lascio a voi decidere cosa vi fa più paura.</p>
<p>Per il ripieno, incominciate mescolando l&#8217;<span>amido</span> con i <span>75 mL di latte</span> che avevate tenuto da parte, fino ad ottenere un miscuglio perfettamente privo di grumi. Aggiungete questo intruglio in una pentola assieme a <span>tutto il resto</span> tranne la cannella. Mettete a cuocere a fuoco medio e mescolate continuamente e fino al fondo della pentola fino a che il composto non si addensa improvvisamente. A questo punto, continuate a mescolare fino alla comparsa delle primissime bolle, poi spegnete subito. Se avete i fornelli a gas (v. nota dopo la ricetta), continuate a mescolare per qualche secondo per non rischiare di bruciare il fondo.</p>
<p>Versate la crema nel guscio di pasta finché è ancora molto calda, riempiendolo fino all&#8217;orlo e cercando di ottenere una superficile il più liscia possibile. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, poi trasferite in frigorifero e lasciate rassodare <span>per molte ore</span>, meglio se fino al giorno successivo. </p>
<p>Prima di tagliare e servire, spolverizzate leggermente di cannella. Per questa operazione, io uso una di quelle mollette con il filtro di maglia d&#8217;acciaio che si vendono per preparare una tazza di tisana o tè, che funziona a meraviglia.</p>
</p>
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />
<p>Nella mia nuova cucina (mi dovrei trasferire entro fine agosto) avrò i <strong>fornelli a induzione</strong>, perciò è arrivato il momento di dire la mia su una tecnologia sulla quale non so quasi niente e di cui ho pochissima esperienza diretta, nella migliore tradizione degli sputasentenze dell&#8217;internèt.</p>
<div>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://rigalimoni.com/wp-content/uploads/2026/04/fornello.jpg"><img width="1024" height="610" src="https://rigalimoni.com/wp-content/uploads/2026/04/fornello.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-3130" style="width:463px;height:auto" /></a><br />
<figcaption>I fornelli a induzione sono così fotogenici che non potevo non mettere una foto!</figcaption>
</figure>
</div>
<p>Scherzi a parte, la mia quasi unica esperienza con l&#8217;induzione è un fornello per il wok, che mi è stato regalato a dicembre 2024 quando sembrava che il trasloco sarebbe stato molto più imminente di quel che sarà in realtà (necessariamente, causa sfratto). L&#8217;hanno preso da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.gastrodomus.it/2849-wok-a-induzione">questo</a> sito. Per carità, si tratta di uno strumento professionale, ma posso dire in tutta tranquillità che <em>non c&#8217;è paragone</em> tra i risultati che riesco ad ottenere con questo rispetto al fornello a gas. La potenza dell&#8217;aggeggio è di 3500 W (alias: basta e avanza farmi saltare il contatore), ma già a 2000 W il calore sprigionato è molto, molto più di quel che può restituirmi il fornello a gas con la fiamma al massimo. Sopra 2500 W bruciare tutto è questione di secondi. Come ho detto tantissime volte, la cucina cinese in particolare richiede temperature altissime e tempi brevi, quindi se siete anche solo moderatamente seri nel tentare piatti orientali, vi consiglio tantissimo di fare l&#8217;investimento. Nella nuova cucina, il fornello più potente sarà da 3700 W e il contratto elettrico da 8 kW: uno dei tanti motivi per cui non sto nella pelle. Vi farò sapere come va!</p>
<p>Nel frattempo, mi chiedo se rimarrà naturale per me continuare a dire e scrivere &#8220;a fuoco alto&#8221; o basso, quando il fuoco non lo vedrò più. Probabilmente sì: &#8220;alta potenza&#8221; o &#8220;alta temperatura&#8221; sembrano tecnicismi fuori luogo e, dopo tutto, anche con gli smartphone continuiamo tutti a dire che abbiamo &#8220;attaccato&#8221; o &#8220;riagganciato&#8221; o &#8220;sbattuto&#8221; il telefono, come se ci fossero ancora la cornetta e il suo supporto.</p>
<p>Ah! Il fornello a gas resta più caldo più a lungo dell&#8217;induzione, quindi per una crema come quella della torta, è bene calcolare anche il calore residuo.</p>
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		<title>Torta salata senza uova con ricotta e asparagi.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IL CLUB DI ROSSANA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo in pieno clima primaverile e, nel nostro bel Veneto si coltivano da anni gli asparagi per cui con mia figlia Marta abbiamo pensato di realizzare una Torta salata senza uova con ricotta e asparagi. Nel suo blog e profilo&#160;IG SMARTVENETO,&#160;puoi trovare il reel con tutti i passaggi per la realizzazione di questa Torta salata&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-salata-senza-uova-con-ricotta-e-asparagi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in pieno clima primaverile e, nel nostro bel Veneto si coltivano da anni gli asparagi per cui con mia figlia Marta abbiamo pensato di realizzare una Torta salata senza uova con ricotta e asparagi. Nel suo blog e profilo&#160;IG SMARTVENETO,&#160;puoi trovare il reel con tutti i passaggi per la realizzazione di questa Torta salata [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana/torta-salata-senza-uova-con-ricotta-e-asparagi">Torta salata senza uova con ricotta e asparagi.</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana">IL CLUB DI ROSSANA</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MONOPORZIONE con le FRAGOLE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 22:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ifioridiloto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
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		<description><![CDATA[Si avvicina la bella stagione, e ovunque sono comparsi i cestini di fragole colorati e profumatissimi. Se cercate un&#8217;idea golosa su per preparare un dessert con queste delizie eccola qua&#8230; Vi bastano davvero pochi ingredienti per creare una monoporzione golosa e fresca. Io ho usato le fragole, ma potete usare qualsiasi tipo di frutta, anche&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/monoporzione-con-le-fragole/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Si avvicina la bella stagione, e ovunque sono comparsi i cestini di fragole colorati e profumatissimi. Se cercate un&#8217;idea golosa su per preparare un dessert con queste delizie eccola qua&#8230;</span></p>
<p><span>Vi bastano davvero pochi ingredienti per creare una monoporzione golosa e fresca.</span></p>
<div>Io ho usato le fragole, ma potete usare qualsiasi tipo di frutta, anche un mix renderli ancora più colorati.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-t3JIA7ipNSi6fh2vqjz4HQ3tq4C06MBrOgqXLkAxv09tZUCoSowzHRVB3Gieo6ksUec2rcahbSVAbcgyyXJ49Bk0W2rc8Q2tx5TLoTWFRvhFjmFhPBZTpaz6v9y0uU5RR3h2NvED93C6/s1600/LOTO2013-1+004.jpg"><img border="0" height="373" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-t3JIA7ipNSi6fh2vqjz4HQ3tq4C06MBrOgqXLkAxv09tZUCoSowzHRVB3Gieo6ksUec2rcahbSVAbcgyyXJ49Bk0W2rc8Q2tx5TLoTWFRvhFjmFhPBZTpaz6v9y0uU5RR3h2NvED93C6/s280/LOTO2013-1+004.jpg" width="280" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><strong><span>Ingredienti:</span></strong></div>
<div></div>
<div>150 g&nbsp;di mascarpone senza lattosio</div>
<div>&nbsp;biscotti secchi a piacere</div>
<div>Zucchero bianco</div>
<div></div>
<div><span><strong>Preparazione:</strong></span></div>
<div></div>
<div>In una ciotola, mescolate il mascarpone con lo zucchero, fino ad ottenere una crema.</div>
<div>Prendete dei bicchierini in vetro, sbriciolate i biscotti sul fondo, aggiungete la crema di ricotta, e guarnite con la frutta, lavata, tagliata a pezzi e dolcificata con un po’ di zucchero di canna.</div>
<div>Mettete in frigo e servite la vostra coccola dopo il pranzo o la cena.</div>
<div></div>
<div>È possibile sostituire il mascarpone con la panna, il dolce risulterà più leggero, e se vi piace il cioccolato mettetele un po&#8217; sbriciolato tra i biscotti.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;<br />
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivdVVdLMNqHTfq4QjEsohdkIpgQJ7SGh_u5VB2crti3ETLz_iOWc9eRzLHkaLNlTqYsXOpgme0aAgRc3sP1z2ebPdP6O0PR13DeTwUfGFKStJI1zO4Xr3JEFulzsjGyWrMpq5a4B7MjEvt/s1600/LOTO2013-1+003.jpg"><img border="0" height="373" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivdVVdLMNqHTfq4QjEsohdkIpgQJ7SGh_u5VB2crti3ETLz_iOWc9eRzLHkaLNlTqYsXOpgme0aAgRc3sP1z2ebPdP6O0PR13DeTwUfGFKStJI1zO4Xr3JEFulzsjGyWrMpq5a4B7MjEvt/s280/LOTO2013-1+003.jpg" width="280" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Colomba pasquale senza uova.</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 15:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IL CLUB DI ROSSANA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[uova]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la Pasqua 2026 ho voluto preparare Colomba pasquale senza uova e devo dire che ne sono felice in quanto è risultata soffice e delicata. Naturalmente, nel mio blog Il Club di Rossana, puoi trovare anche la versione con le uova; per la ricetta clicca qui. Per la preparazione della Colomba pasquale occorre acquistare la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/colomba-pasquale-senza-uova/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la Pasqua 2026 ho voluto preparare Colomba pasquale senza uova e devo dire che ne sono felice in quanto è risultata soffice e delicata. Naturalmente, nel mio blog Il Club di Rossana, puoi trovare anche la versione con le uova; per la ricetta clicca qui. Per la preparazione della Colomba pasquale occorre acquistare la [&#8230;]</p>
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		<title>Brownies al cioccolato senza uova e zucchero.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 15:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IL CLUB DI ROSSANA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I brownies sono un dolcetto al cioccolato della cucina statunitense chiamati così per il loro colore scuro dovuto in prevalenza all&#8217;utilizzo del cacao; quelli che ti propongo in questa ricetta sono una versione di Brownies al cioccolato senza uova e zucchero. Sono stati preparati utilizzando la farina di avena che, come ben sapete riduce notevolmente&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/brownies-al-cioccolato-senza-uova-e-zucchero/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I brownies sono un dolcetto al cioccolato della cucina statunitense chiamati così per il loro colore scuro dovuto in prevalenza all&#8217;utilizzo del cacao; quelli che ti propongo in questa ricetta sono una versione di Brownies al cioccolato senza uova e zucchero. Sono stati preparati utilizzando la farina di avena che, come ben sapete riduce notevolmente [&#8230;]</p>
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		<title>Torta di compleanno senza uova.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 16:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IL CLUB DI ROSSANA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo periodo devo dire che ho trovato la mia nicchia nel mondo del Food ovvero realizzare Ricette senza utilizzo delle uova, per cui questo articolo prevede proprio una torta di compleanno senza uova. Ti ricordo che nel mio blog IL CLUB DI ROSSANA trovi, tra molte altre categorie, anche quella che prevede la preparazione di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-di-compleanno-senza-uova/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo periodo devo dire che ho trovato la mia nicchia nel mondo del Food ovvero realizzare Ricette senza utilizzo delle uova, per cui questo articolo prevede proprio una torta di compleanno senza uova. Ti ricordo che nel mio blog IL CLUB DI ROSSANA trovi, tra molte altre categorie, anche quella che prevede la preparazione di [&#8230;]</p>
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		<title>CROSTATINE AL MALTO D&#8217;ORZO</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ifioridiloto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[AL]]></category>
		<category><![CDATA[CROSTATINE]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Dato che sono una grande golosa, cerco sempre ricette non contengano molti zuccheri raffinati, oppure ricette dove ci sia una alternativa alla zucchero bianco. Questa è una mia ricetta di almeno 10 anni fa che ho ripescato dal mio ricettario. Visto che oggi sono passata la negozio biologico, ne ho approfittato per acquistare del&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/crostatine-al-malto-dorzo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div>
<div>Dato che sono una grande golosa, cerco sempre ricette non contengano molti zuccheri raffinati, oppure ricette dove ci sia una alternativa alla zucchero bianco.</div>
<div>Questa è una mia ricetta di almeno 10 anni fa che ho ripescato dal mio ricettario. Visto che oggi sono passata la negozio biologico, ne ho approfittato per acquistare del malto d&#8217;orzo.&nbsp;</div>
<div>Il malto d&#8217;orzo regala alla frolla un gusto leggermente caramellato che persolamente mi piace davvero molto.&nbsp;</div>
<div>Addolcisce la frolla senza essere &#8220;troppo&#8221; dolce.&nbsp;</div>
<div>Queste crostatine sono ideali per la colazione o per la merenda, la ricetta è di mia invenzione, ma&nbsp;è stata approvata&nbsp;dai &#8220;golosi&#8221; di casa all&#8217;unanimità.&nbsp;</div>
<div>Anche se il piccolo di casa suggerisce di usare la cioccolata invece che la marmellata.&nbsp;</div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjsg392kU3u3jkOmT_davzEHWdUYv4CpFiK4S5SofhjTEw8rRmNYMp_VBe8jsnzYUDQJQYlEJvuN_2GalHixgcXfD1EmjTe7peFZt4SJq_gZiHDMJdZkOf_TiDx_NQdssSeZxw3tt7xdoMP/s1600/20170312_185730.jpg"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjsg392kU3u3jkOmT_davzEHWdUYv4CpFiK4S5SofhjTEw8rRmNYMp_VBe8jsnzYUDQJQYlEJvuN_2GalHixgcXfD1EmjTe7peFZt4SJq_gZiHDMJdZkOf_TiDx_NQdssSeZxw3tt7xdoMP/s640/20170312_185730.jpg" width="505" /></a></div>
<div></div>
<div><b>INGREDIENTI:</b></div>
<div></div>
<div>360 g di farina Bio 00&nbsp;</div>
<div>80 g di olio di mais o girasole&nbsp;</div>
<div>140 g di malto d&#8217;orzo</div>
<div>2 uova&nbsp;</div>
<div><span>Marmellata Bio di Albicocca</span><span>&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.rigonidiasiago.com/">Rigoni di Asiago</a></div>
<div>Lamelle di mandorle&nbsp;</div>
<div></div>
<div><b>PREPARAZIONE:</b></div>
<div></div>
<div>Preparate per prima cosa la frolla. In una ciotola abbastanza capiente unite la farina 00, l&#8217;olio di mais, il malto d&#8217;orzo, le uova e impastate bene tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere un composto omogeneo e facilmente lavorabile. Prima aiutandovi con una forchetta e poi con le mani.&nbsp;&nbsp;</div>
<div>Non essendoci il burro non serve lasciarlo riposare in frigorifero, e potete dividerlo subito&nbsp;in 6-8 parti se volete fare delle crostatine altrimenti potete utilizzarlo per una grande crostata.&nbsp;</div>
<div>Oliate e infarinate gli stampini per crostatine e&nbsp;riempiteli con la&nbsp;frolla&nbsp;fino al bordo.</div>
<div>Su ogni crostatina, vanno stesi 2- 3 cucchiaini di&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.rigonidiasiago.com/">marmellata</a>, se non vi piace l&#8217;albicocca potete scegliere un altro gusto o farle tutte diverse.&nbsp;</div>
<div>Cuocete le crostatine in forno già caldo a 170° per 10 minuti, fino a quando saranno dorate.</div>
<div>Toglietele dal forno e decoratele a piacere con delle lamelle di mandorle.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjKp_IcoKZiil1fbSQsQhNTtrVfazS3ZfrRf1KWm8OFGwC87oCf68RGhTjQeZmIqcT16cqOnToSj30yt3zDxGSw_bxlVNtIFj6fCxHoZ5a1L8Q1iMy-ucwOk7bIi7UZeyVSBTwvmT8qca-P/s1600/20170312_185715.jpg"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjKp_IcoKZiil1fbSQsQhNTtrVfazS3ZfrRf1KWm8OFGwC87oCf68RGhTjQeZmIqcT16cqOnToSj30yt3zDxGSw_bxlVNtIFj6fCxHoZ5a1L8Q1iMy-ucwOk7bIi7UZeyVSBTwvmT8qca-P/s640/20170312_185715.jpg" width="505" /></a></div>
<div></div>
</div>
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		<title>Risotto coi gamberi</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/risotto-coi-gamberi/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 20:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigalimoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[brodo]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[gamberi]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>
		<category><![CDATA[Risotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto ristrutturando casa, perciò il tempo di provare nuove ricette è poco, ma sono vivo e continuo a cucinare. Se gli articoli ultimamente sono e saranno pochi e per cose semplici, sapete perché! Ho provato questo risotto un po&#8217; improvvisando molte volte, con risultati ogni tanto strepitosi e ogni tanto decisamente deludenti. Oggi ho preso&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/risotto-coi-gamberi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto ristrutturando casa, perciò il tempo di provare nuove ricette è poco, ma sono vivo e continuo a cucinare. Se gli articoli ultimamente sono e saranno pochi e per cose semplici, sapete perché!</p>
<p>Ho provato questo risotto un po&#8217; improvvisando molte volte, con risultati ogni tanto strepitosi e ogni tanto decisamente deludenti. Oggi ho preso le misure, sono stato contento, e pubblico volentieri.</p>
<p><span></span></p>
<p><strong>Per ciascuna porzione:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Riso</strong> per risotti: 125 grammi, ammesso che poi non mangiate altro.</li>
<li>Code di <strong>gamberi</strong> non precotte (cioè quelle di color grigio): 100–150 grammi. Se chiedete un etto di gamberi al pescivendolo vi guarderà molto male, vi consiglio caso mai di prenderne di più ricongelare quel che avanzate. Se usate qualche altro tipo di gambero e non vi viene bene, non date la colpa a me!</li>
<li><strong>Aglio</strong>: uno spicchio. Sembra tanto, ma ci sta.</li>
<li><strong>Concentrato di pomodoro</strong>: un cucchiaino</li>
<li><strong>Vino bianco</strong> secco: un paio di dita di bicchiere</li>
<li><strong>Salsa di pesce</strong>, di quella che si vende nei negozi asiatici: un cucchiaio. È l&#8217;ingrediente segreto, suppongo che possiate sostituirla con dado di pesce, colatura di alici o qualcosa di simile, ma non garantisco.</li>
<li><strong>Alloro</strong>, meglio essiccato: mezza foglia</li>
<li>Pepe, meglio bianco</li>
<li>Burro: un pezzetto, facoltativo</li>
<li>Parmigiano: niente parmigiano!</li>
<li>Olio di oliva extravergine, sale</li>
</ul>
<p>Per prima cosa, sgusciate i gamberi (come spiegato <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://rigalimoni.com/2020/09/14/pasta-vero-cinese/">qui</a>). Trasferite i gusci in un pentolino con un cucchiaio di olio e fateli soffriggere a fuoco basso, mescolando, fino a che non sono completamente rosa e ben tostati. Aggiungete poi circa 250 mL di acqua e fate sobbollire per almeno una ventina di minuti.</p>
<p>Mentre il brodo bolle, spellate e affettate abbastanza finemente l&#8217;aglio, poi versatelo in un tegame con due cucchiai di olio e fatelo soffriggere a fuoco basso fino a che non è un po&#8217; dorato. Aggiungete i gamberi con la foglia di alloro e fateli cuocere, mescolando, sempre a fuoco basso. Diventeranno quasi subito rosa e cotti, ma dovranno andare ancora. Appena vi sembra che i gamberi non rilascino più acqua, salateli molto abbondantemente e proseguite la cottura. Lasciateli cuocere fino a che non sono diminuiti molto di volume, sono piegati su sé stessi a C, sono arancioni e iniziano a disfarsi dalla parte della schiena, cioè per molti minuti. Durante questo tempo, si formerà un fondo bruno; è normale. Aggiungete il concentrato di pomodoro e mescolate fino a che l&#8217;olio non prende un bel colore arancione. Aggiungete il vino e mescolate bene per far staccare tutto il fondo ed evaporare l&#8217;alcol. Lasciate intiepidire.</p>
<p>Quando i gamberi sono tiepidi, tritatene un terzo grossolanamente e due terzi abbastanza finemente, in pezzetti di dimensioni poco più grandi dei chicchi di riso. Se avete ospiti, ne potete tenere qualcuno da parte per decorazione.</p>
<p>Quando il brodo è pronto, filtrate via i gusci di gambero e schiacciateli su un colino in modo da estrarre tutti i succhi. Preparate dell&#8217;altra acqua bollente a parte: questo brodo andrà consumato e potrebbe non bastare, specie se ha bollito scoperto.</p>
<p>Il risotto, a questo punto, si prepara alla solita maniera. Nel tegame con il sugo dei gamberi, fate scaldare per un minuto il riso a fuoco medio, poi iniziate ad aggiungere il brodo un mestolino alla volta, in modo che il riso sia sempre appena sommerso. Terminato il brodo, aggiungerete acqua bollente. Quanto tempo ci mette il riso a cuocere, dipende dalla varietà e dai vostri gusti; io di solito uso vialone nano e ci vogliono 17 minuti. Aggiungete la salsa di pesce e il pepe a metà cottura. Quando il riso è cotto, mantecate con il burro per un paio di minuti prima di servire.</p></p>
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		<item>
		<title>TAGLIATELLE CON CREMA DI PISTACCHI E GAMBERI</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/tagliatelle-con-crema-di-pistacchi-e-gamberi/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ifioridiloto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[CREMA]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[gamberi]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[pistacchi]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Le tagliatelle con crema di pistacchi e gamberi sono un primo piatto sorprendentemente semplice da realizzare , unisce terra e mare. I gamberi sono dolci mentre i pistacchi hanno un sapore intenso. E&#8217; un piatto che va bene per ogni occasione, dalle più semplici alle più speciali, o quando si ha voglia di portare in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tagliatelle-con-crema-di-pistacchi-e-gamberi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div>
<div></div>
</div>
<div>
<div>Le tagliatelle con crema di pistacchi e gamberi sono un primo piatto sorprendentemente semplice da realizzare , unisce terra e mare. I gamberi sono dolci mentre i pistacchi hanno un sapore intenso. E&#8217; un piatto che va bene per ogni occasione, dalle più semplici alle più speciali, o quando si ha voglia di portare in tavola qualcosa di diverso.&nbsp;</div>
<div>Se come me siete intolleranti al lattosio dovete avere solo l&#8217;accortezza di trovare una crema al pistacchio che ne è priva.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi989nqsGBImn2qUQUrx0KKLnSS6ul3Oxpm-IwHORcV2_c4F8jXT9csI4owAkW68l2crnNBQCRodLWUoCnv99kHHvoa_VvTUoy0av2uovAI26qTy9cHq84zumUNeIACz8eeBI6M2SinKXy9/s1600/DSCN4641.JPG"><img border="0" height="640" src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi989nqsGBImn2qUQUrx0KKLnSS6ul3Oxpm-IwHORcV2_c4F8jXT9csI4owAkW68l2crnNBQCRodLWUoCnv99kHHvoa_VvTUoy0av2uovAI26qTy9cHq84zumUNeIACz8eeBI6M2SinKXy9/s1600/DSCN4641.JPG" width="480" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><u>INGREDIENTI PER 2:&nbsp;</u></strong></div>
<div><strong><u></u></strong>&nbsp;</div>
<div>300 g di gamberi</div>
<div>180 g di tagliatelle&nbsp;&nbsp;</div>
<div>mezzo bicchiere di vino bianco</div>
<div>olio extravergine di oliva&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.oleificimataluni.com/">Dante</a></div>
<div>40 g Crema di pistacchi&nbsp;</div>
<div>Sale</div>
<div>Pepe&nbsp;</div>
<div>Insaporitore per pesce&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ariosto.it/">Ariosto</a></div>
<div>1 spicchio d&#8217;aglio</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><u>Preparazione:</u></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La prima cosa lavate e sgusciate&nbsp;i gamberi. Metteteli in una padella capiente fate soffriggere uno spicchio d&#8217;aglio&nbsp;in due cucchiai di olio, poi toglietelo e unite i gamberi, il vino bianco, un pizzico di insaporitore per pesce, aggiustate&nbsp;il&nbsp;sale e pepe &nbsp;e cucinateli per 4-5 minuti,&nbsp; aggiungete la crema di pistacchio e continuate la cottura per altri 3 minuti.</div>
<div>Nel frattempo cuocete le tagliatelle in acqua salata, scolatele al dente e unite al sugo insieme a 2-3 cucchiai dell&#8217;acqua di cottura della pasta.&nbsp;</div>
<div>Fate saltare la pasta finchè tutti gli ingredienti si saranno amalgamati per bene e servitele subito, ancora calde.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ecco qua la foto del piatto finito ..&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFgisn6gfMvMl8C2kDijioDZPa3exVNJ07gY0098o4HVV-lZgua_5uwaC2xMKa7IZKiuJcqoJ8bT3mx_PJQXBYlTe9G26CUmmiYW4TIE3yDC468UcT4Ux-MhxaFCwgdOcdlehlRUub_Usi/s1600/DSCN4637.JPG"><img border="0" height="411" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFgisn6gfMvMl8C2kDijioDZPa3exVNJ07gY0098o4HVV-lZgua_5uwaC2xMKa7IZKiuJcqoJ8bT3mx_PJQXBYlTe9G26CUmmiYW4TIE3yDC468UcT4Ux-MhxaFCwgdOcdlehlRUub_Usi/w544-h411/DSCN4637.JPG" width="544" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Buon appetito!!</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Granita di Messina e Barad di Gaza</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/granita-di-messina-e-barad-di-gaza/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 18:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fida</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Hafiz Ibrahim]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[momento]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[“E pace su di te il giorno in cui te ne andasti, con tutte le tue bellezze affascinanti! E pace su di te il giorno in cui ritornerai come eri, un paradiso per gli italiani!” Hafiz Ibrahim.&#160; Tre anni fa sono stata a Messina, era la prima volta che assaggio la granita, buona e rinfrescante, l’esperienza&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/granita-di-messina-e-barad-di-gaza/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“E pace su di te il giorno in cui te ne andasti, con tutte le tue bellezze<br />
affascinanti! E pace su di te il giorno in cui ritornerai come eri, un paradiso<br />
per gli italiani!” Hafiz Ibrahim.&nbsp;
<div></div>
<div>
<div></div>
<p>Tre anni fa sono stata a Messina, era la prima<br />
volta che assaggio la granita, buona e rinfrescante, l’esperienza è rimasta<br />
soprattutto perché mia figlia vuole tornarci per la granita. Sempre il cibo è<br />
l’occasione per parlavo con na mia amica Feda Zeyad di Gaza, mi parlava del<br />
barad come se fosse il rinfrescante unico. riflessione mi porta a pensare a due<br />
elementi semplici ma simbolici che appartengono a questi luoghi: il barad di<br />
Gaza e la granita di Messina. Due bevande fresche, nate in contesti climatici<br />
diversi, ma accomunate dal loro potere di dare sollievo. A Gaza, il barad è un<br />
lusso semplice, un momento di tregua nelle giornate roventi, mentre a Messina,<br />
assaporare la granita è un rito, un’esperienza che celebra la dolcezza della<br />
vita. Ricordo ancora la prima volta che ho assaggiato la granita, proprio a<br />
Messina. Era come se, con ogni cucchiaino, potessi sentire la storia e la<br />
cultura di quel luogo. Messina e Gaza: due luoghi separati da mari e secoli, ma<br />
uniti da immagini di distruzione e resilienza. Il terremoto di Messina del 1908<br />
– uno dei più devastanti della storia moderna – lasciò dietro di sé rovine<br />
fumanti e corpi bruciati, una scena che il poeta egiziano Hafiz Ibrahim<br />
immortalò in una poesia straziante, testimone della tragedia e della solidarietà<br />
umana. Gaza, invece, continua a vivere un genocidio quotidiana, dove le vite si<br />
spengono non per mano della natura, ma per i missili che piovono<br />
incessantemente, e per la fame. Eppure, il risultato è lo stesso: corpi<br />
bruciati, infrastrutture distrutte, case sterminate, alberi tagliati … Eppure,<br />
c&#8217;è qualcosa di paradossale in questi due prodotti. Entrambi sono legati<br />
all’idea di freschezza, di sollievo, di vita – eppure, nelle stesse terre che li<br />
hanno generati, il fuoco è il protagonista. Il fuoco di un terremoto, che<br />
devasta in un attimo; il fuoco di un missile, che distrugge vite e speranze.<br />
Questo contrasto è una metafora potente di come, anche nei momenti più bui, le<br />
persone trovino il modo di conservare una scintilla di umanità.</p>
<div>
  <a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPTSlOsEmCdCpkMZNQhkhyphenhyphen6bvJ_LfQg-xnhAHdEQNl81Asw5QHkTPTNMeTJF_9tY9p7phb4y0Ckg7JzOQoxwVZEzhTwDCLFYFpngWkDosQVf8FhP952VCpwyWjq2Iq9l8QgivrXSGmICQLLt8Q5pMdPScwCueC3tsZdVClaNTIRAJAk9xWAme1EElh4IY/s1600/628234028_18558982756052322_4017553609211853370_n.jpg"><img alt="" border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPTSlOsEmCdCpkMZNQhkhyphenhyphen6bvJ_LfQg-xnhAHdEQNl81Asw5QHkTPTNMeTJF_9tY9p7phb4y0Ckg7JzOQoxwVZEzhTwDCLFYFpngWkDosQVf8FhP952VCpwyWjq2Iq9l8QgivrXSGmICQLLt8Q5pMdPScwCueC3tsZdVClaNTIRAJAk9xWAme1EElh4IY/s1600/628234028_18558982756052322_4017553609211853370_n.jpg" /></a>
</div>
<p>Attraverso queste immagini, mi chiedo: cosa possiamo imparare da Messina e Gaza?<br />
La poesia di Hafiz Ibrahim ci ricorda che il dolore può essere un linguaggio<br />
universale, che lega le storie umane. E i simboli come il barad e la granita ci<br />
insegnano che, nonostante tutto, c&#8217;è sempre un modo per rinfrescare l’anima, per<br />
ritrovare un momento di pace anche nelle circostanze più difficili.</p>
<div>
  <a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgsuYZt-BZeI9xhCYYjOQl_PQtWM_SanoBtcEMU9-kUW7fsqSdooSbbZcuNGpf1c2No04xg3QnSsmIOcYI-hV7AbBy3Qi6r5PHkQw-4AsaohvjKeJGal1vj-k8Lr5DZjiHr5FH9LHMfFDrWzHNQaquZEPV2KwPYfnKtnkGUAjWZ23DjWDv65zU5r31-91s/s1600/628083701_18558982777052322_3736123265175939164_n.jpg"><img alt="" border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgsuYZt-BZeI9xhCYYjOQl_PQtWM_SanoBtcEMU9-kUW7fsqSdooSbbZcuNGpf1c2No04xg3QnSsmIOcYI-hV7AbBy3Qi6r5PHkQw-4AsaohvjKeJGal1vj-k8Lr5DZjiHr5FH9LHMfFDrWzHNQaquZEPV2KwPYfnKtnkGUAjWZ23DjWDv65zU5r31-91s/s1600/628083701_18558982777052322_3736123265175939164_n.jpg" /></a>
</div>
<p>Messina e Gaza: due luoghi diversi, due tragedie lontane nel tempo e nello<br />
spazio, ma uniti da una lezione di resistenza. Ricordare queste storie non è<br />
solo un atto di memoria, ma un modo per riaffermare il valore della vita, della<br />
cultura e della speranza&nbsp; Messina e Gaza: due luoghi separati da mari e secoli,<br />
ma uniti da immagini di distruzione e resilienza. Il terremoto di Messina del 28<br />
dicembre 1908 – uno dei più devastanti della storia moderna – colpì la città<br />
alle prime ore del mattino con una magnitudo stimata di 7.1. In pochi secondi,<br />
Messina venne rasa al suolo, con oltre 80.000 vite spezzate. Le rovine fumanti,<br />
le urla dei sopravvissuti e i corpi bruciati crearono un paesaggio apocalittico.<br />
Il poeta egiziano Hafiz Ibrahim immortalò questa tragedia in una poesia che<br />
divenne un simbolo di solidarietà e lutto condiviso. Con versi profondi, Hafiz<br />
descrisse Messina come una città ferita ma non sconfitta, un luogo in cui il<br />
dolore umano divenne il ponte per una compassione universale. Dopo il terremoto,<br />
Messina affrontò una lunga fase di ricostruzione, sia fisica che morale.<br />
Nonostante la distruzione, la città riuscì a risorgere dalle sue ceneri,<br />
trasformandosi in un simbolo di resilienza. La ricostruzione fu lenta, ma<br />
Messina tornò a vivere, con nuove architetture e un nuovo spirito comunitario.<br />
La tragedia lasciò ferite profonde, ma anche una lezione di speranza: “Possiamo<br />
cadere, ma ci rialziamo sempre,” sembrava dire ogni pietra ricostruita. Questa<br />
riflessione mi porta a pensare a due elementi semplici ma simbolici che<br />
appartengono a questi luoghi: il barad di Gaza e la granita di Messina. Due<br />
bevande fresche, nate in contesti climatici diversi, ma accomunate dal loro<br />
potere di dare sollievo. A Gaza, il barad è un lusso semplice, un momento di<br />
tregua nelle giornate roventi, mentre a Messina, assaporare la granita è un<br />
rito, un’esperienza che celebra la dolcezza della vita. Ricordo ancora la prima<br />
volta che ho assaggiato la granita, proprio a Messina. Era come se, con ogni<br />
cucchiaino, potessi sentire la storia e la cultura di quel luogo. Eppure, c&#8217;è<br />
qualcosa di paradossale in questi due prodotti. Entrambi sono legati all’idea di<br />
freschezza, di sollievo, di vita – eppure, nelle stesse terre che li hanno<br />
generati, il fuoco è il protagonista. Il fuoco di un terremoto, che devasta in<br />
un attimo; il fuoco di un missile, che distrugge vite e speranze. Questo<br />
contrasto è una metafora potente di come, anche nei momenti più bui, le persone<br />
trovino il modo di conservare una scintilla di umanità. Attraverso queste<br />
immagini, mi chiedo: cosa possiamo imparare da Messina e Gaza? La poesia di<br />
Hafiz Ibrahim ci ricorda che il dolore può essere un linguaggio universale, che<br />
lega le storie umane. Con versi che riecheggiano attraverso il tempo, Hafiz<br />
scriveva: “Quando la terra si scuote e i cuori tremano, resta solo la forza<br />
della solidarietà per ricostruire ciò che è stato perso.” Questi versi ci<br />
ricordano che, anche nella tragedia, esiste la possibilità di rinascita. E i<br />
simboli come il barad e la granita ci insegnano che, nonostante tutto, c&#8217;è<br />
sempre un modo per rinfrescare l’anima, per ritrovare un momento di pace anche<br />
nelle circostanze più difficili. La granita, con la sua dolcezza, e il barad,<br />
con la sua semplicità, sono un promemoria che la vita continua, che possiamo<br />
trovare frammenti di gioia anche quando tutto sembra perduto. Messina e Gaza:<br />
due luoghi diversi, due tragedie lontane nel tempo e nello spazio, ma uniti da<br />
una lezione di resistenza. Ricordare queste storie non è solo un atto di<br />
memoria, ma un modo per riaffermare il valore della vita, della cultura e della<br />
speranza. Perché, come ci insegnano Messina e Gaza, finché c&#8217;è memoria, c&#8217;è<br />
futuro. E finché c&#8217;è speranza, c&#8217;è possibilità di rinascita.
</p></div>
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		<title>Qatayef قطايف</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 13:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fida</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Abbasidi Abb]]></category>
		<category><![CDATA[cannella]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[ero]]></category>
		<category><![CDATA[mese]]></category>
		<category><![CDATA[pasto]]></category>
		<category><![CDATA[ripieno]]></category>

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		<description><![CDATA[Qatayef, dolce tipico del mese, la maggior parte dei palestinesi lo mangio dopo il pasto della rottura del digiuno, mentre pochi rompono il digiuno con il dolce specialmente nella città di Nablus. L’unica interpretazione che spiega il suo legame al mese del Ramadan perché è fatto a forma di mezzaluna simbolo del mese. Si parla&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/qatayef-%d9%82%d8%b7%d8%a7%d9%8a%d9%81/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qatayef, dolce tipico del mese, la maggior parte dei palestinesi lo mangio dopo il pasto della rottura del digiuno, mentre pochi rompono il digiuno con il dolce specialmente nella città di Nablus. L’unica interpretazione che spiega il suo legame al mese del Ramadan perché è fatto a forma di mezzaluna simbolo del mese. </p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRHAKvV_biOXchwpdzRERPALi_lTHA1tYZN_hY7SZFaSh-dZH6HqctUarVgwresLYTB03hq2Y_f8ZDxnT_mHzB450PUUNcRnyJcB-ms1hPjrHTp7rdU7PAtBlG3iYUNh1Dfr9Aule1EQKnqrXtGilB8zi8XO-i_EzqbNxQJKB9QpHucs0VYgrFgMXvnis/s1600/0a9e9bcc-2696-4900-a548-1837fb78588c.JPG"><img alt="" border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRHAKvV_biOXchwpdzRERPALi_lTHA1tYZN_hY7SZFaSh-dZH6HqctUarVgwresLYTB03hq2Y_f8ZDxnT_mHzB450PUUNcRnyJcB-ms1hPjrHTp7rdU7PAtBlG3iYUNh1Dfr9Aule1EQKnqrXtGilB8zi8XO-i_EzqbNxQJKB9QpHucs0VYgrFgMXvnis/s320/0a9e9bcc-2696-4900-a548-1837fb78588c.JPG" /></a></div>
<p>Si parla di vari origini di varie epoche storiche; dai tempi degli, Omayyadi Banū Umayya, Abbasidi Abbāsiyyūne, i fatimidi Fāṭimiyyūn e anche i mammalucchi.<br />
Il  primo lracconto è ambientato nell&#8217;era omayyade, si dice che era il dolce dei poeti e i principi  e fu il califfo omayyade Sulaymān ibn ʿAbd al-Malik il primo ad assaggiarlo nel 716 d.c, l’epoca degli Abbasidi Abbāsiyyūn  che governarono dal 750 al 1517 d.c, fu considerata un’epoca di boom intellettuale nell’ambito culturale, artistico, scientifico e gastronomico non solo per il mondo arabo e musulmano, ma anche per l’Europa del medioevo. Nello stesso periodo di tempo però erano presenti anche i Fatimidi Fāṭimiyyūn (909 &#8211; 1171) che erano un movimento che annunciò  l&#8217;ascesa del califfato poco dopo essersi trasferiti nel Nord dell’Africa (il Maghreb). E si dice che furono i primi a inventare il Qatayef. L’ultimo racconto parla di una competizione tra i pasticceri durante il Sultanato mamelucco, e uno ha preparato un’impasto ripieno di noci da prendere dagli ospiti, e da qui viene il nome Qatayef dal verbo qaṭafa قَطَفَ, mentre alcuni storici dicono che l&#8217;origine della denominazione del Qatayef con questo nome è sua somiglianza al tatto con il velluto che in arabo si dice Qatifa قَطِيفَةُ<br />
Come non poteva mancare gli Qatayef dopo il pasto della rottura del digiuno, anche nelle poesie e la letteratura nelle ere menzionate sopra non è mancato, molti poeti importanti hanno espresso il loro amore verso il qatayef e lo knafe, Jalāl al-Dīn al-Suyūṭī ha scritto un’opera  intitolata Mnhl alltaif fi al knafe  walktaif anche nelle poesie del poeta Ibn al-Rumi (836 &#8211; 896) si tracciano questi dolci nelle sue poesie.<br />
Dice Salah al-Dīn al-Ṣafadī (1296 – 1363)<br />
La cosa più gustosa dopo il digiuno<br />
Dei dolci<br />
Qatayef<br />
Unico dolce </p>
<p>Dopo la rottura del digiuno, anche cloro che non osservano il digiuno aspettano il Ramadan per il Qatayef, qui mi viene in mente una frase di un giornalista, il filosofo satirico Ahmad Bahgiat (1932 &#8211; 2011): (lo Knafe e il Qatayef sono entrati nella storia dei musulmani quando l&#8217;amore è uscito dal cuore &#8230; e l&#8217;Islam è diventato un rosario di preghiera sospeso e una lanterna archeologica).<br />
Preparare il dolce a casa non è difficile, anche se lo abbiamo sempre comprato, soprattutto quando ero a Hebron, per sostenere la resistenza dei pasticceri che aprono ancora all’interno nella città vecchia.<br />
Diverse ricette del qatayef si trovano e si scambiano tra gli amanti di questo dolce, e sono tutte buone.<br />
Oggi propongo questa ricetta semplice e buona<br />
Gli ingredienti:<br />
Per l’impasto:<br />
2 bicchieri di farina 0<br />
1/4 bicchiere di farina di grano duro<br />
3 bicchieri di acqua tiepida<br />
1 bustina di lievito per dolci<br />
2 cucchiai di zucchero<br />
Un pizzico di sale<br />
Per il ripieno:<br />
Circa 400 g di formaggio in Italia il migliore secondo me è il primo sale (tosella)<br />
1 cucchiaino di cannella<br />
2 cucciai di zucchero<br />
Procedimento:<br />
In una ciottola mettere tutti gli ingredienti dell’impasto e mescolare bene con una frusta fino ad ottenere una pastella.</p>
<p>Sul fuoco mettere una padella anti aderente, quando è calda versare la pastella con un ramaiolo e formare cerchi come quelli del pancake di 15 cm di diametro più o meno, si cuociono solo da una lato, quindi appena asciutta la superficie si possono togliere. </p>
<p>La preparazione del ripieno:<br />
Sminuzzare il formaggio con le mani, aggiungere la cannella e lo zucchero e mescolare.<br />
Mettere un cucchiaio del ripieno all’interno del cerchio del qatayef e chiudere formando mezzaluna, premere i bordi con le mani. </p>
<p>Per cuocerli:<br />
Disporre i panzarotti spennellati con il burro/ burro chiarificato su una teglia munita di carta da forno e cuocerli a 180 gradi per circa 10 minuti o fino a quando avranno un colore dorato.<br />
O<br />
Friggere i panzarotti con olio di semi </p>
<p>Servire con del ater o il miele sopra</p>
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		<title>Avocado toast</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 18:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IL CLUB DI ROSSANA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;avocado è noto per le sue proprietà salutari all&#8217;organismo in quanto ricco di Omega3 ma soprattutto una valida scelta per la preparazione di un pranzo o di una cena in velocità, quindi vediamo come preparare l&#8216;avocado toast. L&#8217;unica difficoltà, se così vogliamo dire, è acquistare l&#8217;avocado con il giusto punto di maturazione. Di solito io&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/avocado-toast-3/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avocado è noto per le sue proprietà salutari all&#8217;organismo in quanto ricco di Omega3 ma soprattutto una valida scelta per la preparazione di un pranzo o di una cena in velocità, quindi vediamo come preparare l&#8216;avocado toast. L&#8217;unica difficoltà, se così vogliamo dire, è acquistare l&#8217;avocado con il giusto punto di maturazione. Di solito io [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana/avocado-toast">Avocado toast</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana">IL CLUB DI ROSSANA</a>.</p>
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		<title>Straccetti di pollo in friggitrice ad aria.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 11:21:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molto spesse preparo questo piatto di Straccetti di pollo in friggitrice ad aria e devo dire che la sua preparazione è facile e permette di portare una buona pietanza a tavola. Inoltre l&#8217;aspetto finale ricorda molto dei Nugget di pollo preparati con la classica panatura con le uova ma, invece, in questa ricetta non si&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/straccetti-di-pollo-in-friggitrice-ad-aria-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto spesse preparo questo piatto di Straccetti di pollo in friggitrice ad aria e devo dire che la sua preparazione è facile e permette di portare una buona pietanza a tavola. Inoltre l&#8217;aspetto finale ricorda molto dei Nugget di pollo preparati con la classica panatura con le uova ma, invece, in questa ricetta non si [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana/straccetti-di-pollo-in-friggitrice-ad-aria">Straccetti di pollo in friggitrice ad aria.</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana">IL CLUB DI ROSSANA</a>.</p>
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		<title>Straccetti di pollo senza uova in friggitrice ad aria.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 11:21:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molto spesso preparo questo piatto di Straccetti di pollo in friggitrice ad aria e devo dire che la sua preparazione è facile e permette di portare una buona pietanza a tavola. Inoltre l&#8217;aspetto finale ricorda molto dei Nugget di pollo preparati con la classica panatura con le uova ma, invece, in questa ricetta non si&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/straccetti-di-pollo-senza-uova-in-friggitrice-ad-aria/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto spesso preparo questo piatto di Straccetti di pollo in friggitrice ad aria e devo dire che la sua preparazione è facile e permette di portare una buona pietanza a tavola. Inoltre l&#8217;aspetto finale ricorda molto dei Nugget di pollo preparati con la classica panatura con le uova ma, invece, in questa ricetta non si [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana/straccetti-di-pollo-senza-uova-in-friggitrice-ad-aria">Straccetti di pollo senza uova in friggitrice ad aria.</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana">IL CLUB DI ROSSANA</a>.</p>
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		<title>Torta all’arancia senza uova.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 17:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IL CLUB DI ROSSANA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Già da tempo preparo ricette sia dolci che salate senza l&#8217;utilizzo delle uova e vi assicuro che il risultato è comunque gradevole e permette una buona riuscita di ogni singola ricetta tra cui anche questa Torta all&#8217;arancia senza uova. Vi assicuro che questa torta risulta bilanciata tra la parte dolce e la parte amarognola della&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-allarancia-senza-uova/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già da tempo preparo ricette sia dolci che salate senza l&#8217;utilizzo delle uova e vi assicuro che il risultato è comunque gradevole e permette una buona riuscita di ogni singola ricetta tra cui anche questa Torta all&#8217;arancia senza uova. Vi assicuro che questa torta risulta bilanciata tra la parte dolce e la parte amarognola della [&#8230;]</p>
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