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	<title>Food Blogger Mania &#187; mariantonietta</title>
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		<title>“La cura consiste nel cucinare” (pane giapponese)</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che doveva essere il mio lavoro come psicologa, il luogo in cui accompagno gli altri nella ricerca di calma, equilibrio e chiarezza, è finito per diventare anche la mia terapia, il mio rifugio.<br />Cucinare e infornare si sono trasformati in uno spazio intimo per mettere ordine nei miei pensieri e affrontare ogni giorno con maggiore serenità e chiarezza. Non esagero se dico che gesti semplici come tritare, mescolare, impastare e aspettare il risultato finale mi hanno insegnato più sulla pazienza, sulla tranquillità e sul controllo dell’ansia di molti manuali di psicologia.<br />Forse per questo Freud diceva: <em>“la cura consiste nel cucinare”</em>.</p>
<p>In cucina il tempo assume un altro ritmo: non si tratta solo di seguire una ricetta, ogni processo richiede calma e attenzione. Spesso sono i piccoli gesti quotidiani a sostenerci e insegnarci resilienza.<br />Mentre aspetto che l’impasto lieviti, anche la mia mente riposa. E quando il pane esce dal forno, fragrante e caldo, capisco che non ho semplicemente sfornato del pane: ho creato attimi di pace. Quando siete arrabbiati, o qualcosa e’ andato storto, quando siete pensierosi o avete bisogno di staccare la spina, in un mondo che corre troppo veloce, cucinare ci riporta al presente e ci fa capire che il benessere non arriva sempre da grandi decisioni o da imprese complicate, ma spesso da cose semplici, capaci di fare magia.</p>
<p>Forse non hai mai pensato che la cucina potesse essere un rifugio. Ma la prossima volta che ti sentirai sopraffatto, stanco, confuso&#8230; prova qualcosa di diverso: indossa un grembiule, misura gli ingredienti e lasciati trasportare. Scoprirai, forse, che la terapia&#8230; &#8220;consiste anche nel cucinare&#8221;&#8230; proprio come diceva Freud. Concentrando la mente su questi semplici atti, sui sapori i profumi si dimenticano la frenesia della vita moderna, le preoccupazioni, i problemi o la tristezza. <strong>Cucinare ci aiuta ad avere una mente sempre in forma ed un sistema nervoso sempre calmo</strong></p>
<p>Questo pan brioche in stile giapponese, con il metodo del <strong>tangzhong</strong>, è davvero delizioso. Richiede un po’ di pazienza, ma ti assicuro che ne vale la pena.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/09/screenshot_20250925_103752_gallery-1.jpg"><img width="737" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/09/screenshot_20250925_103752_gallery-1.jpg?w=737" alt="" class="wp-image-7832" /></a></figure>
<p><strong>Ingredienti</strong> (stampo da plumcake 22–24 cm)</p>
<p><strong>Tangzhong</strong>:<br />25 g farina (della stessa che userai per l’impasto)<br />120 ml latte (o acqua, ma il latte dona più morbidezza)</p>
<p><strong>Impasto</strong>:<br />350 g farina forte o manitoba (11–13% proteine)<br />50 g zucchero<br />6 g sale<br />6 g lievito secco istantaneo (o 18 g fresco)<br />120 ml latte tiepido<br />1 uovo grande <br />30 g burro morbido a cubetti</p>
<p>Per spennellare<br />1 uovo sbattuto con 1 cucchiaio di latte</p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<ol>
<li><strong>Tangzhong</strong><br />In un pentolino mescola la farina con il latte freddo, senza grumi. Cuoci a fuoco medio mescolando fino a ottenere una crema liscia e morbida.<br />Togli dal fuoco e lascia raffreddare (puoi coprire con pellicola per evitare la crosticina).</li>
<li><strong>Impasto</strong><br />In una ciotola grande mescola farina, zucchero, sale e lievito. Aggiungi l’uovo, il tangzhong freddo e il latte tiepido. Impasta (a mano o con la planetaria con gancio) per 10–15 minuti fino a quando l’impasto risulta elastico. Aggiungi il burro poco a poco e continua a impastare finché diventa liscio, lucido e supera la prova del velo (si stende senza strapparsi).<br />Metti in una ciotola unta, copri e lascia lievitare 1–1h30, finché raddoppia di volume.<br />Sgonfia delicatamente e dividi in 3 parti uguali. Stendi ogni parte in un ovale, arrotola a cilindro e disponi nello stampo imburrato una accanto all’altra. Copri e lascia lievitare altri 45–60 minuti, fino a quando l’impasto quasi raggiunge il bordo.</li>
<li><strong>Cottura</strong><br />Spennella con l’uovo e latte. Cuoci in forno preriscaldato a 175 °C per circa 30 minuti (se scurisce troppo, coprilo con carta alluminio).<br />Lascia raffreddare su una gratella prima di tagliare.</li>
</ol>
<p><strong>Consigli</strong><br />Se usi farina comune con meno proteine (9–10%), il pane sará buono lo stesso ma non sará possibile che sia tanto soffice come é normalmente questo pane e sicuramente più basso. Meglio usare una farina con almeno 13% proteine.<br />Il pane rimane morbido per vari giorni grazie al tangzhong. Sará molto piú facile prepararlo con una planetaria, se decidi di impastarlo a mano, dopo aver aggiunto il burro ti consiglio di lasciarlo riposare un pó e poi riprenderlo, sará meno appicicoso e molto piú facile da lavorare.</p>
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		<title>Puccia salentina… o quasi!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2025 19:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi puccia salentina, dal Cile con amore. Quando vivi all&#8217;estero i sapori e i profumi con cui sei cresciuto non sono cosí facilmente reperibili, o addirittura non esistono e allora l&#8217;unica cosa che ti resta da fare é?&#8230;. Prepararli con le tue mani, e cosí ovunque tu sia, quel delizioso profumino ti ricorderá che&#8230; la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/puccia-salentina-o-quasi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20230807_205517.jpg"><img width="723" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20230807_205517.jpg?w=723" alt="" class="wp-image-7767" /></a></figure>
<p>Oggi puccia salentina, dal Cile con amore. Quando vivi all&#8217;estero i sapori e i profumi con cui sei cresciuto non sono cosí facilmente reperibili, o addirittura non esistono e allora l&#8217;unica cosa che ti resta da fare é?&#8230;. Prepararli con le tue mani, e cosí ovunque tu sia, quel delizioso profumino ti ricorderá che&#8230; la cucina italiana é davvero straordinaria. Sono convinta che, per un italiano, il cibo non è solo nutrimento: è <strong>cultura, tradizione, emozione</strong>. È quel filo invisibile che ci lega alla nostra terra, alla nostra famiglia, ai ricordi più intimi. Per questo, vivere all’estero può essere una vera sfida culinaria.</p>
<p>All’inizio ti adatti, provi piatti nuovi, esplori i sapori locali. Ma arriva sempre quella nostalgia improvvisa:  il desiderio di una buona pasta fatta in casa, di una buona pizza, una deliziosa salsa, il pane fragrante come quello del forno sotto casa<strong>.</strong> E scopri che non tutto si trova, che non tutte le farine sono uguali, che la mozzarella non è mozzarella ovunque. Ed è lì che scatta la voglia (a volte la necessitá) di cucinare da solo quello che ti manca<strong>.</strong> Ed é bello condividere tutto quello che prepari con amici di altri Paesi, che imparano a conoscere l’Italia&#8230; quella che passa attraverso un piatto cucinato con amore. Perché, posso assicurarvi, che per un italiano all’estero, <strong>cucinare è resistere, ricordare, raccontarsi.</strong> È un modo per sentirsi ancora un po’ a casa, ovunque si trovi.</p>
<pre><strong><em>Per 6-8 puccie:</em></strong><br /><br />250 gr di semola <br />250 gr farina<br />300 ml di acqua tiepida<br />50 ml di olio evo<br />10 gr di lievito secco<br />sale<br /><br />Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo e lasciar lievitare fino al raddoppio del volume.<br />Dividere l'impasto in 6- 8 porzioni, formare dei panetti e lasciar lievitare nuovamente fino al raddoppio del volume<br />Stendere le palline con le mani o con l'aiuto di un mattarello, (non devono essere molto sottili) Trasferire le puccie in una teglia da forno foderata con carta forno, lasciar riposare 15 minuti e infornare in forno preriscaldato a 220°C per circa 15 minuti, dovranno essere ben gonfie.</pre>
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		<title>Per la festa della mamma: torta delle rose</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2025 12:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/screenshot_20250501_155916_instagram.jpg"><img width="1009" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/screenshot_20250501_155916_instagram.jpg?w=1009" alt="" class="wp-image-7748" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/screenshot_20250501_211626_gallery.jpg"><img width="714" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/screenshot_20250501_211626_gallery.jpg?w=714" alt="" class="wp-image-7750" /></a></figure>
<p>Quest&#8217;anno per la festa della mamma un classico&#8230; la <strong>Torta delle Rose</strong>, l&#8217;origine di questo delizioso dolce risale addirittura al Rinascimento, fu creato nel 1490 dal cuoco Cristoforo di Messisbugo in occasione delle nozze tra Isabella d’Este e Francesco II Gonzaga, come omaggio alla bellezza della giovane sposa, la sua forma ricorda un bouquet di rose. É per questo che é consuetudine prepararla per la festa della mamma&#8230; unisce il simbolismo floreale con la dolcezza e rappresenta un gesto d&#8217;affetto e gratitudine verso le madri. <br />Un dolce intrecciato come i legami più profondi proprio come quello tra una madre e un figlio, semplice e delicato, come  l’amore di una madre.<br />Mentre impastavo, pensavo a tutto quello che una mamma é capace di trasmettere, all&#8217;impronta che lascia dentro di noi anche quando non ce ne rendiamo conto e ce ne accorgiamo solo dopo. Ciò che unisce una madre ai suoi figli va oltre la semplice complicità. Aiutarci a crescere non é un &#8220;lavoro facile&#8221;. Vivere lontano ti insegna a dare valore ai dettagli, ti insegna a ringraziare per ogni istante condiviso, impari a dare valore ad ogni cosa che ha fatto per te, a non dare per scontata la sua presenza, ad avere pazienza, ad accettarla esattamente com’è, con tutte le sue sfumature. <br />Questa torta la dedico alla mia mamma, che è lontana, ma che sento vicina sempre. A lei, che mi ha fatto il regalo piú grande mettendomi al mondo, che mi ha insegnato l’amore con il silenzio e con la sua presenza costante, alla sua forza, al suo coraggio. Ma è anche per tutte quelle mamme che sono lontane, e per tutti quei figli che, come me, hanno imparato che l’amore, quello vero, non ha bisogno di presenza continua per esistere: si nutre di memoria, di gratitudine, di piccoli gesti. Io ho impressi nella mia mente ogni sorriso, ogni sguardo, il suono della sua voce, i suoi baci, gli abbracci, trattengo ogni ricordo, ogni momento che vale la pena. Certi profumi, il sugo della domenica, la pasta al forno dei giorni di festa, l&#8217;aroma del pane appena sfornato, il profumo meraviglioso di quei dolci che sono le mamme sanno fare. Li custodisco con cura come fossero un tesoro. Ciò che rimane nel cuore nessuno può cancellarlo.</p>
<p>La dedico a tutte le mamme che, con i loro modi unici, ci lasciano dentro qualcosa che non se ne andrá mai&#8230;l&#8217;amore. Presente in ogni momento della nostra vita e piú ne avrai bisogno piú questo amore diventerá forte e intenso.</p>
<p>[&#8230;<strong><em>Un giorno i suoi abbracci e le sue parole ti mancheranno piú di ogni altra cosa, non dare per scontata la sua presenza, sii gentile con lei sempre, falle sentire quanto é importante per te, il tuo amore é il piú bel regalo che tu possa farle.</em></strong>&#8230;]</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_162532.jpg"><img width="576" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_162532.jpg?w=576" alt="" class="wp-image-7734" /></a></figure>
<p>Tradizionalmente, viene preparata con una pasta brioche soffice, arricchita da una farcitura di burro e zucchero, ma esistono varianti farcite con creme o marmellate. La sua preparazione richiede tempo e pazienza ma ne vale veramente la pena, il risultato finale é un dolce soffice e profumatissimo che conquista veramente tutti sia per il gusto che per l&#8217;aspetto. </p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<pre>500 g di farina manitoba (io uso la Caputo)<br />250 ml di latte<br />20 g di lievito<br />80 g di zucchero<br />1 uovo<br />un pizzico di sale<br />60 g di burro morbido<br />scorza di un limone e di una arancia<br />1 cucchiaino di miele<br /><br />Per farcire: 100g di burro morbidissimo e 100 g di zucchero mescolati insieme<br /><br /><strong>Per la preparazione:</strong><br />Sciogliete il lievito nel latte e versatelo nella farina, unite lo zucchero, l'uovo e un pizzico di sale e cominciate ad impastare.<br />Mescolate le scorze del limone e dell'arancia con il miele e aggiungetele all'impasto.<br />Quando l'impasto comincia a formarsi aggiungete il burro a pezzettini, poco per volta. Quando si stacca dalle pareti della <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/43kqVNQ">planetaria </a>é pronto, ci vorranno almeno 15 minuti. Se lo fate a mano ci vorrá un pó piú di tempo perché cominci ad incordare. <br />Mettetelo a lievitare coperto con della pellicola fino a que raddoppi il volume, ci vorranno circa 2 ore e mezza.<br />Quando l'impasto sará lievitato stendete un rettangolo, spalmate la crema di burro e zucchero sulla superficie e arrotolatelo dalla parte  piú lunga, tagliate dei rotolini tutti uguali, (a me ne son venuti 12 e li ho disposti in uno stampo da 26).<br />Disponeteli in uno stampo rivestito con carta forno e lasciateli riposare per una ventina di minuti. <br />Infornate, in forno preriscaldato a 180 C per circa 40 minuti. <br /></pre>
<figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_110952.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_110952.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7737" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_113523.jpg"><img width="1024" height="547" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_113523.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7736" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_143936.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_143936.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7738" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_144551.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_144551.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7743" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_145252.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_145252.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7741" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_145339.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_145339.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7739" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_145544.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_145544.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7740" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_151835.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250501_151835.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7742" /></a></figure>
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		<title>Torta red velvet</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2025 14:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20210911_162314.jpg"><img width="1024" height="497" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20210911_162314.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7712" /></a></figure>
<p>Non avrei mai immaginato che fosse così semplice preparare una red velvet.<br />Il&#8230; &#8220;non lo saprai mai se non ci provi&#8221;&#8230; è proprio vero, e vale per tante cose nella vita.<br />E cosa c’entra una torta con la vita?<br />Mi sono ritrovata a pensare: le più grandi opportunità nascono quando troviamo il coraggio di provare. Tutto sta nel cominciare, e una volta che sei nel processo, tutti i dubbi, le scuse, le preoccupazioni svaniscono. Ogni volta che vi si presenta un’opportunitá&#8230; coglietela. Non é sempre facile sapere quali opportunitá cogliere, ma quanti progetti facciamo che non concretizziamo mai, quanti piani non realizzati e spesso non ci sono ostacoli reali. Non si tratta solo di cogliere l&#8217;attimo ma di riconoscere le possibilitá straordinarie che offre la vita. Ci sono momenti in cui restiamo fermi davanti ad una scelta, un cambiamento, ad un sogno che sembrano irraggiungibili, sopraffatti da dubbi e preoccupazioni e smettiamo di provarci prima ancora di cominciare. Quante opportunità abbiamo lasciato andare solo perché pensavamo di non essere “all’altezza”</p>
<p><strong><em>[&#8230;] Seneca diceva &#8220;Molte cose, non è perché sono difficili che non osiamo farle, e perché non osiamo che sono difficili”</em></strong> Seneca ci ricorda che il punto non è quanto una cosa sia difficile, é la nostra paura di affrontarlo, non è la difficoltà intrinseca delle cose che ci impedisce di intraprenderle, ma piuttosto il coraggio che ci manca e la tendenza a procrastinare che é tipica dell&#8217;essere umano. Non sapremo mai di cosa siamo capaci finché non ci proviamo. Abbiate il coraggio, perché tutto è possibile. Quanto piú consideriamo difficile qualcosa, ancor piú lo diventa&#8230;</p>
<p>E se vi piace cucinare e volete preparare questa delizia, vi lascio la ricetta. Nella vita non si sa mai, ogni abilità può servire… anche cucinare!</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/screenshot_20210911-161306_instagram.jpg"><img width="1024" height="1019" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/screenshot_20210911-161306_instagram.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7714" /></a></figure>
<p><strong>Ingredienti e preparazione</strong></p>
<p><em><strong>In una ciotola mescolate</strong></em><br />220 g di farina 00<br />200 g di zucchero<br />1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio<br />1 cucchiaino di lievito per dolci<br />1 pizzico di sale<br />1 cucchiaio di cacao amaro</p>
<p><em>I<strong>n un’altra ciotola mescolate tutti gli ingredienti liquidi</strong></em><br />170 ml di latte<br />1 cucchiaio di aceto bianco<br />2 cucchiai di succo di limone<br />2 uova<br />Essenza di vaniglia<br />130 ml di olio vegetale<br />2 cucchiaini di colorante rosso (consiglio di usare colorante in gel, darà quel tipico colore rosso intenso a questa torta)</p>
<p>Aggiungere a questa miscela gli ingredienti secchi, mescolare con una frusta a mano fino a ottenere un composto omogeneo<br />Dividere l’impasto in due stampi da 15 cm rivestiti con carta da forno<br />Cuocere in forno preriscaldato a 160°C per circa 40 minuti<br />Lasciare raffreddare prima di sformare</p>
<p><strong>Per il frosting</strong><br />In una ciotola montate<br />400 g di formaggio spalmabile a temperatura ambiente<br />Aggiungete 180 g di burro a temperatura ambiente<br />180 g di zucchero a velo</p>
<p>Tagliate ogni pan di Spagna in due parti uguali e farcite ogni strato con il frosting<br />Ricoprite tutta la torta con la crema e decorate a piacere<br />Per ottenere una superficie perfettamente liscia si può capovolgere l’ultimo disco di torta<br />Mettetela in frigorifero per un po’ prima di servila.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/screenshot_20210911-161800_instagram.jpg"><img width="1024" height="969" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/screenshot_20210911-161800_instagram.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7718" /></a></figure>
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		<title>Il naan</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
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		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[piatti]]></category>
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		<description><![CDATA[Se c&#8217;é una cosa che mi piace molto, soprattutto da quando abbiamo cominciato a viaggiare per il mondo, é ricreare nella nostra cucina piatti e sapori di paesi lontani, visitati o sognati. Conoscere la storia di un paese passa anche attraverso la cultura culinaria e mi stupisce sempre molto come gli stessi ingredienti possano dare&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-naan/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/img-20250406-wa0061.jpg"><img width="768" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/img-20250406-wa0061.jpg?w=768" alt="" class="wp-image-7697" /></a></figure>
<p>Se c&#8217;é una cosa che mi piace molto, soprattutto da quando abbiamo cominciato a viaggiare per il mondo, é ricreare nella nostra cucina piatti e sapori di paesi lontani, visitati o sognati. Conoscere la storia di un paese passa anche attraverso  la cultura culinaria e mi stupisce sempre molto come gli stessi ingredienti possano dare vita a piatti con sapori cosí differenti. Oggi <strong><em>naan…</em></strong> credo che ormai non ci sia nessuno che non abbia provato a farlo in casa, anche perché é veramente semplice. Conosciutissimo come pane indiano ma in realtá é originario dell&#8217;Asia Centrale e Meridionale, tradizionalmente diffuso anche in paesi come Pakistan, Afghanistan e Iran. Nel XVI secolo era considerato una prelibatezza riservata alla nobiltá perché c&#8217;era bisogno del tandoor per poterlo cucinare. Fortunatamente oggi sappiamo che si ottengono degli ottimi naan anche preparandoli con una buona padella antiaderente. Noi lo facciamo spesso perché é buonissimo per accompagnare piatti particolarmente speziati  e ricchi di salse. Gli ingredienti base sono la farina, lo yogurt e il lievito ma sappiamo bene che é possibile arricchirlo con aglio, spezie, formaggio. Io, a dir la veritá, preferisco il tradizionale e quello con formaggio ma in alcuni paesi lo preparano anche con frutta secca e cocco. Se lo avete assaggiato fatemi sapere se vi é piaciuto, cosí magari lo provo anch&#8217;io</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250505_165208.jpg"><img width="768" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250505_165208.jpg?w=768" alt="" class="wp-image-7699" /></a></figure>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<div>
<p>500 gr di farina</p>
<p>200 g di yogurt bianco naturale</p>
<p>120-150 ml di acqua</p>
<p>20 gr di lievito fresco</p>
<p>Sale</p>
<p>1 cucchiaino di miele</p>
<p>per spennellare potete mescolare insieme olio, aglio tritato e prezzemolo.</p>
</div>
<p>In una ciotola grande, versate la farina e il sale. Aggiungete lo yogurt e il lievito sciolto nell&#8217;acqua e impastate fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Dopo aver preparato l’impasto, lasciatelo lievitare finché raddoppia di volume. Dividetelo  in 8-10 palline e lasciatele riposare 20-30 minuti. Stendetele con un matterello su una superficie infarinata. Vi consiglio di lasciar riposare i dischi per alcuni minuti prima di cucinarli, si gonfieranno con più facilitá. Scaldate molto bene una padella antiaderente e cuocete 2-3 minuti per lato. Spennellarli con olio ancora caldi fará si che restino morbidi piú a lungo.</p>
<p>Potete congelare i naan già cotti, solo basterà riscaldarli in padella o in forno al momento di usarli.</p>
<figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250505_163245.jpg"><img width="471" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250505_163245.jpg?w=471" alt="" class="wp-image-7705" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250505_163933.jpg"><img width="471" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250505_163933.jpg?w=471" alt="" class="wp-image-7706" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250505_162945.jpg"><img width="732" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/20250505_162945.jpg?w=732" alt="" class="wp-image-7702" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/img-20250406-wa0084.jpg"><img width="768" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/img-20250406-wa0084.jpg?w=768" alt="" class="wp-image-7701" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/img-20250406-wa0062.jpg"><img width="768" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/img-20250406-wa0062.jpg?w=768" alt="" class="wp-image-7703" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/img-20250406-wa0076.jpg"><img width="768" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/img-20250406-wa0076.jpg?w=768" alt="" class="wp-image-7704" /></a></figure>
</figure>
<div></div></p>
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		<item>
		<title>Quello che vedi non è esattamente la realtà… è una tua interpretazione, e tu… hai il potere di cambiarla.</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 11:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pesche]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[ripieno]]></category>
		<category><![CDATA[tuorlo]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso delle terapie il cibo e la cucina rappresentano spesso un mezzo terapeutico che va al di la delle parole, ma la preparazione del cibo é spesso accompagnata da alcune riflessioni che nascono spontanee ed evocano aspetti emozionali di ciascuno di noi. E cosí mentre preparavamo questa deliziosa brioche alla marmellata ci siamo ritrovate&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/quello-che-vedi-non-e-esattamente-la-realta-e-una-tua-interpretazione-e-tu-hai-il-potere-di-cambiarla/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_102613.jpg"><img width="643" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_102613.jpg?w=643" alt="" class="wp-image-7675" /></a></figure>
<p>Nel corso delle terapie il cibo e la cucina rappresentano spesso un mezzo terapeutico che va al di la  delle parole, ma la preparazione del cibo é spesso accompagnata da alcune riflessioni che nascono spontanee ed evocano aspetti emozionali di ciascuno di noi. E cosí  mentre preparavamo questa deliziosa brioche alla marmellata ci siamo ritrovate a riflettere sulla percezione che ciascuno di noi ha della realtá che lo circonda&#8230; <strong>Il nostro cervello non percepisce il mondo per come è realmente.</strong> Ogni pensiero, ogni emozione, ogni ricordo che custodiamo, così come le esperienze che abbiamo vissuto, plasmano il nostro modo di interpretare la realtà. Questo significa che ciò che vediamo non corrisponde sempre alla realtà oggettiva, ma a ciò che la nostra mente costruisce. <br />E se cambiassimo prospettiva? Se provassimo a modificare la nostra interpretazione, forse riusciremmo anche a trasformare la realtà stessa&#8230; Spesso viviamo in modalità automatica: reagiamo a una critica, a un malinteso, a un fallimento. Proviamo frustrazione, rabbia, scoraggiamento. E sebbene queste emozioni siano assolutamente umane, possono diventare delle vere e proprie prigioni mentali se lasciamo che crescano senza metterle in discussione.<br />E se, invece di reagire, imparassimo a reinterpretarle? </p>
<p>Il nostro cervello ha un grande potere, ma é anche pieno di trappole e scorciatoie. Tende a confermare ciò che già crede, ad evitare ciò che fa male, a ripetere schemi noti. Tuttavia, possiamo insegnargli a vedere le cose da un’altra prospettiva. Non si tratta di pensare positivo a tutti i costi, ma di assumere un atteggiamento attivo nei confronti della vita. Quando comprendiamo che la nostra mente non é un riflesso di ciò che accade, ma lo interpreta, possiamo iniziare a mettere in discussione quelle interpretazioni. Vedere una caduta non come la fine, una perdita non come un vuoto, ma come uno spazio che può essere riempito con qualcosa di nuovo.</p>
<p>Non si tratta di fingere che tutto vada bene, né di minimizzare ciò che viviamo, ma semplicemente di riconoscere che, se cambiamo — anche solo leggermente — la lettura di ciò che ci accade, possiamo sviluppare nuovi modi di agire, di relazionarci, di guarire. Ad esempio, chi interpreta gli errori come fallimenti tenderà a evitare i rischi magari, rimanendo bloccato in situazioni incomode e/o dolorose . Al contrario, chi li vede come parte naturale dell’apprendimento si concederà il permesso di andare avanti senza il peso della perfezione. La differenza tra i due non sta nei fatti, ma nell’interpretazione. Questo, ovviamente, non succede dall’oggi al domani. Richiede pratica, consapevolezza e l’accettazione del fatto che non avremo sempre risposte immediate — e va bene così. Ciò che ci accade non dipende sempre da noi. Ma il modo in cui lo interpretiamo, sì. Ed è proprio quell’interpretazione a guidare le nostre decisioni, le nostre relazioni, il nostro modo di vivere.</p>
<p>La prossima volta che qualcosa non andrà come speravi, fermati un momento, respira e invece di chiederti “Perché mi sta succedendo questo?”, prova a domandarti:<br /><strong><em>“Cosa posso imparare da tutto questo?”</em></strong><br />Forse la risposta non arriverà subito, ma è con quella domanda che inizia il cambiamento. Perché quando cambi la tua interpretazione, poco a poco, cambia anche la tua realtà.<br />Non sempre possiamo cambiare le circostanze, ma possiamo cambiare il modo in cui le viviamo.<br />E la prossima volta che sentirai che tutto va storto, ricorda:<br /><strong><em>quello che vedi non è esattamente la realtà&#8230; è una tua interpretazione, e tu, hai il potere di cambiarla.</em></strong></p>
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_101700.jpg"><img width="573" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_101700.jpg?w=573" alt="" class="wp-image-7677" /></a></figure>
<p>Per la preparazione di questa deliziosa brioche abbiamo usato la ricetta tratta dal blog <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/foodwithstyle">https://www.instagram.com/foodwithstyle</a> le loro preparazioni sono una vera goduria per gli occhi e per il palato. Noi abbiamo sostituito la marmellata di mirtilli con quella di pesche.</p>
<p><strong>Per l’impasto:</strong></p>
<p>250g di farina</p>
<p>125 ml di latte tiepido</p>
<p>40 g di zucchero</p>
<p>1 uovo</p>
<p>50g di burro morbido</p>
<p>7 g di lievito secco</p>
<p>1 pizzico di sale</p>
<p><strong>Per il ripieno marmellata di pesche o se seguite la ricetta origin</strong>ale </p>
<p>200 g di mirtilli freschi</p>
<p>45 g di zucchero</p>
<p>Succo e scorza grattugiata di un limone piccolo</p>
<p><strong>Un tuorlo d’uovo e un cucchiaio di latte per spennellare la superficie</strong></p>
<p>In un bol metti la farina, il lievito e un pó di latte lascia riposare 10 minuti. Aggiungi lo zucchero, l’uovo, il resto del latte e il sale e comincia ad impastare, per ultimo unisci il burro e impasta fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Tapa e lascia lievitare fino a que duplica il suo volume.</p>
<p>Stendi l’impasto su una superficie leggermente infarinata formando un rettangolo, copri con la marmellata, arrotola e forma una treccia. Colloca in uno stampo per pane, (<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/42UEm5V">qui</a> puoi trovarne di differente materiale e grandezza )coperto con carta forno e lascialo riposare nuovamente per circa 20 min.</p>
<p>Spennella con l’uovo e inforna in forno preriscaldato a 170C per 20-30 minuti. come dico sempre dipende dal forno, bisogna fare attenzione a non dorare troppo la superficie.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_103111-1.jpg"><img width="699" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_103111-1.jpg?w=699" alt="" class="wp-image-7681" /></a></figure></p>
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		<title>La pastiera napoletana</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[ricotta]]></category>
		<category><![CDATA[scorza]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[Buona Pasqua a tutti, di cuore.Che questa Pasqua porti con sé il dono della rinascita, e con esso la speranza che, anche nei momenti più difficili, la vita possa sorprenderci e offrire nuove strade, nuove gioie, nuovi inizi. È questo il senso più profondo della Resurrezione: la possibilità, sempre viva, di ricominciare! La versione piú&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-pastiera-napoletana-5/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Buona Pasqua a tutti, di cuore.</strong><br />Che questa Pasqua porti con sé il dono della rinascita, e con esso la speranza che, anche nei momenti più difficili, la vita possa sorprenderci e offrire nuove strade, nuove gioie, nuovi inizi. È questo il senso più profondo della Resurrezione: la possibilità, sempre viva, di ricominciare!</p>
<figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250416_160556-1.jpg"><img width="576" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250416_160556-1.jpg?w=576" alt="" class="wp-image-7655" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250416_160235.jpg"><img width="644" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250416_160235.jpg?w=644" alt="" class="wp-image-7654" /></a></figure>
</figure>
<p>La versione piú conosciuta di questa delizia é sicuramente quella napoletana ma, in realtá, se ci pensiamo bene, non esiste una ricetta &#8220;originale&#8221;, sono tutte originali&#8230; perché é una ricetta familiare che si tramanda per generazioni é ogni famiglia ha il suo modo di prepararla. Io l&#8217;ho imparata da mia suocera e per me é la pastiera piú buona che c&#8217;é. Se entraste nella sua cucina in questi giorni sentireste il profumo inebriante dell’acqua di fiori d&#8217;arancio, l’odore dei dolci appena sfornati e vedreste pentole di grano e ricotta. Le tortiere sono sempre le stesse, una preparazione fatta di tanti piccoli rituali.<br />Per tradizione viene preparata alcuni giorni prima di Pasqua, solitamente il giovedì’ Santo, in modo che i sapori dei vari ingredienti risultino perfettamente amalgamati. <strong><em>Io non lo so se sia stata davvero la bella Partenope con l&#8217;aiuto degli dei a &#8220;inventare&#8221; questa dolcezza ma é bello credere che per ogni dolce ci sia sempre una bella storia da raccontare.</em></strong></p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250416_164249_instagram.jpg"><img width="1024" height="1007" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250416_164249_instagram.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7657" /></a></figure>
<p><strong>Per la pasta frolla: </strong></p>
<p>200 g di zucchero&nbsp;</p>
<p>4 uova&nbsp;</p>
<p>650/700 g di farina </p>
<p>250 g burro a temperatura ambiente&nbsp;</p>
<p>scorza grattugiata di un limone&nbsp;</p>
<p>Preparate la pasta frolla impastando tutti gli ingredienti insieme. Fate una palla e mettetela a riposare avvolta in un foglio di pellicola.</p>
<p><strong>Per il Ripieno: </strong></p>
<p>500 g di grano precotto&nbsp;</p>
<p>400 ml di latte </p>
<p>50 g di burro&nbsp;</p>
<p>500 g di ricotta&nbsp;</p>
<p>150 g di zucchero&nbsp;</p>
<p>5 uova&nbsp;</p>
<p>100 g di frutta candita&nbsp;</p>
<p>scorza di un limone e di una arancia&nbsp;</p>
<p>In una casseruola versate il grano, il latte, il burro e la scorza del limone e dell&#8217;arancia (mia suocera usa acqua di fiori d&#8217;arancio ma io qui non la trovo cosí metto l&#8217;arancia); lasciatelo cuocere a fuoco basso mescolando spesso finchè diventa cremoso. Toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare. Quando sara’ freddo aggiungete le uova e lo zucchero e mescolate bene. Aggiungete la ricotta e la frutta candita. Lavorare il tutto fino a rendere l’impasto cremoso e omogeneo. Se non gradite la consistenza del grano dopo averlo cotto nel latte frullatelo leggermente. Prendete la pasta frolla stendete l’impasto formando un disco dello spessore di circa 1/2 cm e rivestite una teglia da 28/30 cm. di diametro precedentemente imburrata, ritagliate la parte eccedente, stendetela nuovamente e ricavatene delle strisce.&nbsp;</p>
<p>Versate il composto di ricotta nella teglia, livellatelo e decorate con le strisce formando una grata.&nbsp;</p>
<p>Infornate in forno preriscaldato a 170 C per un’ora circa. Sfornatela e lasciatela raffreddare nella tortiera. Toglietela delicatamente e servitela spolverizzata con zucchero a velo.</p>
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		<title>La cuddura: il dolce della tradizione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 11:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[corona]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni di festa, la tavola si riempie non solo di cibo, ma di storie, di gesti d’amore, di tradizioni che attraversano le generazioni. La cucina è molto più che un luogo dove si preparano solo piatti: è un punto d’incontro, un rifugio dell’anima, un mondo dove cultura e tradizione si intrecciano con gli&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-cuddura-il-dolce-della-tradizione/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20210402_181823.jpg"><img width="1024" height="460" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20210402_181823.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7626" /></a></figure>
<p>In questi giorni di festa, la tavola si riempie non solo di cibo, ma di storie, di gesti d’amore, di tradizioni che attraversano le generazioni. La cucina è molto più che un luogo dove si preparano solo piatti: è un punto d’incontro, un rifugio dell’anima, un mondo dove cultura e tradizione si intrecciano con gli affetti, i sapori, i profumi unici e inconfondibili della nostra terra. Penso a mia madre, a mia suocera, che nelle occasioni speciali riescono sempre a trasformare ingredienti semplici in piatti prelibati, che cucinano con cura e passione, nonostante gli anni che passano. In ogni piatto c’è un pezzettino di loro, del loro amore. Sono sapori che in nessun ristorante stellato potrai mai ritrovare. Sono ricordi vivi, che scaldano il cuore a prescindere dal posto dove ci troviamo.<br />E forse è proprio questo il vero significato… non si tratta solo di mangiare ma di godersi quei momenti, dalla preparazione fino a condividerli con le persone che amiamo. É gratificante, crea vincoli e lascia ricordi che difficilmente si dimenticano e che tornano alla mente ogni volta che si sente quell’odore o si assaggia quello stesso piatto. I pranzi dei giorni di festa, specialmente al sud, sono indimenticabili e non e’ per la gran quantita’ di cibo che tutti credono si prepari, ma <strong><em>per quello che rappresentano</em></strong>: lo stare insieme, la condivisione, l’allegria, i preparativi in un ambiente felice e affettuoso. Adesso che vivo lontano a volte preparo quei piatti e condividiamo le foto dei preparativi con familiari ed amici ed e’ un po’ come stare a casa. Adesso che vivo dall&#8217;altre parte del mondo valoro ancora di piú quelle tradizioni e quei piatti e cosí anche quest&#8217;anno la cuddura non ce la siamo fatta mancare!</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/img-20210402-wa0061.jpeg"><img width="575" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/img-20210402-wa0061.jpeg?w=575" alt="" class="wp-image-7628" style="width:680px;height:auto" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20210402_182227.jpg"><img width="588" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20210402_182227.jpg?w=588" alt="" class="wp-image-7630" /></a></figure>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<p>1 kg farina<br />1 cubetto di lievito <br />250 ml di acqua tiepida (se l’impasto vi sembra duro ne aggiungete un altro po’)<br />3 uova per l’impasto più’ 2 da inserire sopra la corona (meglio se sode)<br />130/150 g di zucchero<br />100 ml di olio evo<br />cannella a gusto<br />1 uovo per spennellare la superficie</p>
<p>Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida. Sbattete le uova con l’olio, la cannella e lo zucchero, disponete a fontana la farina e aggiungete questi ingredienti. Impastate bene fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.<br />Per ottenere la corona: fate due bastoncini di pasta della stessa lunghezza e intrecciateli tra loro, formate un cerchio e chiudetelo alle estremità’. Inserite le 2 uova. Stendete altri due bastoncini, uno lo arrotolate attorno alla corona e l’altro lo intrecciate tra un uovo e l’altro. Infarinate due stampi da forno e mettete le cuddure a lievitare. Quando saranno pronte spennellate la superficie con l’uovo sbattuto e infornatele in forno preriscaldato a 180 C per una mezz’ora circa. </p>
<p><strong><em>Una delizia della tradizione pasquale, bella da vedere e buonissima da gustare</em></strong> ottima come accompagnamento sia per cose dolci que salate!</p>
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		<title>Semplificare per vivere meglio: il coraggio di lasciar andare</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 19:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[BAGELS]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
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		<category><![CDATA[preparazione]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte ci troviamo intrappolati in situazioni complesse, avvolti in una rete di pensieri, emozioni e responsabilità che sembrano soffocarci. Emotivamente incapaci di trovare una via d’uscita, ma la verità è che, spesso, siamo noi stessi a complicare ciò che potrebbe essere più semplice. Semplificarsi la vita non significa fuggire o evitare i problemi, ma&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/semplificare-per-vivere-meglio-il-coraggio-di-lasciar-andare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte ci troviamo intrappolati in situazioni complesse, avvolti in una rete di pensieri, emozioni e responsabilità che sembrano soffocarci. Emotivamente incapaci di trovare una via d’uscita, ma la verità è che, spesso, siamo noi stessi a complicare ciò che potrebbe essere più semplice. Semplificarsi la vita non significa fuggire o evitare i problemi, ma imparare a distinguere ciò che conta davvero da ciò che è superfluo. Significa riconoscere che molte delle preoccupazioni che ci assillano derivano da aspettative esterne, da paure infondate, da legami che ci trattengono invece di farci crescere. Eliminare il superfluo è un atto liberatorio che ci permette di recuperare energie e concentrazione. Semplificarci l’esistenza, avere idee più chiare, rapporti più veri e autentici non è così difficile come sembra.  Non tutte le persone che fanno parte della nostra vita ci fanno bene. Alcuni rapporti ci arricchiscono, ci fanno crescere, ci danno forza. Altri, ci appesantiscono con dinamiche tossiche, aspettative irrealistiche. Avere il coraggio di selezionare le persone con cui condividiamo il nostro tempo non è egoismo, ma una forma di rispetto verso noi stessi. Dire &#8220;no&#8221; è un’arte difficile da padroneggiare, soprattutto in una società che ci insegna a compiacere gli altri. Eppure, ogni volta che diciamo &#8220;sì&#8221; a qualcosa che non vogliamo davvero, stiamo dicendo &#8220;no&#8221; a noi stessi. Imparare a rifiutare ciò che non ci fa bene è un passo fondamentale per vivere con più autenticità e leggerezza. Non è necessario stravolgere la propria vita per ritrovare equilibrio. A volte basta rallentare un pó, concedersi momenti di tranquillitá, dedicarsi ad attività che ci fanno stare bene che a lungo andare restituiscono chiarezza e pace interiore. Semplificare è una scelta di vita. È un impegno quotidiano a lasciar andare ciò che non serve, a vivere con intenzione, a trovare la bellezza nella semplicità, con la consapevolezza che la vera ricchezza non sta nell’avere di più, ma nell’avere meno e viverlo meglio.</p>
<p><strong><em>La prossima volta che vi sentirete sopraffatti dal caos della vita, provate a fermarvi un attimo e chiedervi: &#8220;Cosa posso lasciar andare oggi per stare meglio domani?&#8221; La risposta potrebbe sorprendervi</em>&#8230;</strong></p>
<p><strong>I BAGELS</strong></p>
<p>É per questa ragione che oggi lascio una ricetta veramente semplice ma che piacerá a tutti, perché anche in cucina ci piace semplificarci la vita ma senza perdere il gusto… i <strong>bagels </strong></p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_155105-1-1.jpg"><img width="621" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_155105-1-1.jpg?w=621" alt="" class="wp-image-7606" /></a></figure>
<p><strong>Ingredienti e preparazione</strong></p>
<p>450g di farina<br />125 ml di latte tiepido<br />125 ml di acqua tiepida<br />1 uovo<br />40 g di burro morbido<br />15 g di lievito fresco<br />1 cucchiaino di miele<br />Sale<br />●Preparate un impasto liscio e omogeneo. Lasciate lievitare fino al raddoppio del volume.<br />● Quando l&#8217;impasto é pronto dividete in 6-8 porzioni, formate dei panetti e dategli forma facendo il buco in mezzo. Coprite e lasciate riposare 15 min.<br />●cuocete in bagels in una pentola di acqua bollente per un minutino, se volete potete aggiungere un cucchiaio di bicarbonato, gli dará quel gusto un pó particolare che tanto ci piace.<br />●metteteli in una teglia da forno con cartaforno, spennellate con un tuorlo d&#8217;uovo e latte sbattuti insieme, coprite con sesamo e semi di papavero a gusto.<br />●infornate in forno preriscaldato a 200°C per 15-20 min.</p>
<figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_144124.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_144124.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7612" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_144514.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_144514.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7609" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_144921.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_144921.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7610" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_151302.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_151302.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7613" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_153304-1.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_153304-1.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7614" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_154936-1.jpg"><img width="1024" height="473" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250404_154936-1.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7611" /></a></figure>
</figure>
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		<title>Crostata mele e cannella</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 14:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cannella]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>

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		<description><![CDATA[Cooking is my therapy.. e puó essere anche la tua]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250407_165758.jpg"><img width="599" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250407_165758.jpg?w=599" alt="" class="wp-image-7565" /></a></figure>
<p>Cooking is my therapy.. e puó essere anche la tua <img src=&#8221;https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72&#215;72/1f642.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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		<title>Panini sofficissimi preparati con il metodo giapponese.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[GIAPPONESI]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione]]></category>
		<category><![CDATA[sorpresa]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di cucina giapponese, la prima cosa che viene in mente alla maggior parte delle persone è il sushi, raffinato, colorato, minimalista: il sushi è diventato un simbolo globale della gastronomia nipponica. Ma limitarsi a questo è come pensare che la cucina italiana sia solo pasta e pizza. La cucina giapponese è un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/panini-sofficissimi-preparati-con-il-metodo-giapponese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di cucina giapponese, la prima cosa che viene in mente alla maggior parte delle persone è il sushi, raffinato, colorato, minimalista: il sushi è diventato un simbolo globale della gastronomia nipponica. Ma limitarsi a questo è come pensare che la cucina italiana sia solo pasta e pizza. La cucina giapponese è un universo molto più vasto, sorprendente e profondamente radicato nella filosofia dell&#8217;equilibrio e della semplicità. Ogni piatto è un invito a rallentare, ad ascoltare i propri sensi, a nutrire il corpo e la mente con rispetto e consapevolezza. È un invito a nutrirsi in modo più consapevole, più semplice, ma anche più profondo. Una delle ragioni che spiegano la straordinaria cucina del Giappone é che la sua tradizione culinaria gira intorno al umami&#8230;il quinto sapore. La parola <em>umami</em> è un termine giapponese che significa letteralmente &#8220;saporito&#8221; o &#8220;delizioso&#8221;. È considerato il <strong>quinto gusto fondamentale</strong>, accanto al dolce, salato, amaro e acido. (Ma di questo parleremo un&#8217;altra volta&#8230;)</p>
<p>Durante il nostro viaggio in Giappone abbiamo assaggiato una miriade di pietanze squisite, piatti prelibati che variano da regione a regione. Scoprire la cucina giapponese significa aprirsi a una nuova sensibilità, a una nuova forma di cura quotidiana. Si impara che anche nel piatto più semplice può nascondersi una straordinaria forma di equilibrio e benessere. <strong><em>Tra le meraviglie della cucina giapponese che mi hanno sorpresa moltissimo c&#8217;è anche il pane. Hanno una incredibile varietá di pane, che colpiscono per la loro morbidezza e per il sapore incredibilmente delicato. Uno dei più iconici è lo shokupan,</em></strong> il classico pane in cassetta, diventato famosissimo negli ultimi mesi, considerato uno dei più soffici al mondo. La sua consistenza incredibilmente leggera e vellutata si ottiene grazie a una tecnica chiamata &#8220;yudane&#8221; o &#8220;tangzhong&#8221;, che consiste nel cuocere un pó di farina con acqua o latte prima di aggiungerla all’impasto. Questo metodo permette di trattenere l’umidità, creando una mollica incredibilmente soffice, che resta fresca più a lungo. Il risultato è un pane delicato, che si presta perfettamente per preparazioni dolci o salate. Lo shokupan non è solo morbido al tatto e al morso: ha anche una leggerezza che lo rende <em>quasi nuvola</em>, ma con struttura. E se lo si tosta leggermente, sviluppa una crosticina croccante che contrasta magnificamente con l’interno burroso, è un’esperienza sensoriale che parla di cura, precisione e amore per i dettagli. Questo metodo è ampiamente usato nella panificazione giapponese e cinese, ed è il segreto della consistenza irresistibile del loro pane.<br /><strong><em>Una preparazione semplicissima con poteri straordinari…. trasformare i vostri lievitati, dolci o salati, in prelibatezze soffici e delicate che dureranno morbide a lungo. </em></strong></p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20230323_194121.jpg"><img width="768" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20230323_194121.jpg?w=768" alt="" class="wp-image-7462" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250329_082832.jpg"><img width="640" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250329_082832.jpg?w=640" alt="" class="wp-image-7465" /></a></figure>
<p><strong>PANINI GIAPPONESI</strong></p>
<p>Vi posso assicurare che l’attesa vale la pena. Per preparare questi deliziosi panini allo stile giapponese la prima cosa da fare é preparare il tangzhong, conosciuto anche come water roux. </p>
<p><strong>Passo1 il tangzhong</strong></p>
<p>In un pentolino mescolate 20 g di farina con 90g di latte e cuocete sul gas fino a raggiungere una consistenza gelatinosa. Versate in una coppetta, coprite con della pellicola e lasciate raffreddare.</p>
<p><strong>Passo 2 l’impasto</strong></p>
<p>Mescolate 10g di lievito secco con 120g di latte e lasciate riposare per 10 min. In un bol versate 320g di farina, 1 pizzico di sale, 50g di zucchero, 1 uovo, aggiungete il lievito e il tangzhong e cominciate ad impastare. E per ultimo 40 g di burro morbido. Impastate fino ad ottenere un composto molto elastico e omogeneo (se non avete una planetaria almeno 15 minuti). Formate un panetto e lasciate lievitare fino al raddoppio del volume.&nbsp;</p>
<p><strong>Passo 3 i panini</strong></p>
<p>Quando l’impasto é pronto lo dividete in 6 parti uguali, se preferite che siano più piccolini potete dividere l’impasto in 8 parti. Formate i panini, sistemateli in uno stampo rettangolare imburrato o coperto con carta forno (quello che ho usato io é di 26&#215;15) e lasciate riposare nuovamente per un’oretta circa.</p>
<figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250401_222610_gallery.jpg"><img width="773" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250401_222610_gallery.jpg?w=773" alt="" class="wp-image-7469" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250401_222618_gallery.jpg"><img width="825" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250401_222618_gallery.jpg?w=825" alt="" class="wp-image-7471" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250401_221701_gallery.jpg"><img width="654" height="915" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250401_221701_gallery.jpg?w=654" alt="" class="wp-image-7470" /></a></figure>
</figure>
<p><strong>Passo 4 la cottura…</strong> (e finalmente ci siamo)</p>
<p>Preriscaldate il forno a 180 C.  Mescolate un tuorlo con un cucchiaio di latte e spennellate i panini. Cuocete per 20-25 minuti, facendo attenzione a non bruciare la superficie.</p>
<p>Lo si puó conservare per giorni a temperatura ambiente, ma per una conservazione più lunga, lo si puó affettare e congelare: sarà sufficiente scaldarlo leggermente in forno o nel tostapane per riportarlo alla sua fragranza originale.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250329_083728-1.jpg"><img width="792" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250329_083728-1.jpg?w=792" alt="" class="wp-image-7474" /></a></figure>
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		<title>L’ingrediente segreto…il tempo: la pizza a lunga lievitazione</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[calma]]></category>
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		<category><![CDATA[impasto]]></category>
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		<description><![CDATA[Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra dover essere immediato, in cui tutto corre veloce.  Eppure, in cucina – come nella vita – alcune delle cose migliori richiedono tempo. Gli impasti a lunga lievitazione sono un esempio perfetto: l’arte di saper aspettare, di lasciare che la natura faccia il suo corso, è un principio fondamentale&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lingrediente-segretoil-tempo-la-pizza-a-lunga-lievitazione/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra dover essere immediato, in cui tutto corre veloce.  Eppure, in cucina – come nella vita – alcune delle cose migliori richiedono tempo. Gli impasti a lunga lievitazione sono un esempio perfetto: l’arte di saper aspettare, di lasciare che la natura faccia il suo corso, è un principio fondamentale per ottenere impasti perfetti, soffici e/o fragranti. Chiunque abbia impastato una volta nella vita sa che non si può forzare il processo, non basta mescolare gli ingredienti per ottenere un buon pane o una pizza dalla consistenza perfetta. Il segreto sta nel saper aspettare, un impasto lasciato lievitare lentamente acquista struttura, complessità e un sapore ineguagliabile. La fretta è nemica della perfezione: ridurre i tempi significa compromettere il risultato finale, la lievitazione lenta e controllata è la chiave per prodotti straordinari.  La maturazione dell’impasto, ottenuta con tempi di riposo lunghi, non solo migliora la consistenza ma arricchisce il sapore, regalando, per esempio, quel profumo inconfondibile di pane appena sfornato che tanto ci piace.</p>
<p><strong>La lievitazione non è solo un processo chimico, é un rito che invita alla calma, all’osservazione, alla meditazione attiva</strong></p>
<p>Chi si dedica alla panificazione impara presto che non si tratta solo di nutrire il corpo, ma anche lo spirito. Impastare e attendere il momento per infornare diventa un esercizio di pazienza che porta con sé una soddisfazione profonda.</p>
<p> <strong>É un insegnamento che va oltre la cucina… significa concedersi il lusso di rallentare, di respirare.  ci insegna che le cose migliori richiedono tempo, che la fretta spesso porta a risultati mediocri</strong>.</p>
<p>che il valore non sta solo nel risultato, ma anche nel processo e che il piacere di creare qualcosa con le proprie mani è insostituibile. Che sia una deliziosa e soffice pizza o un progetto a lungo desiderato, la pazienza è sempre ricompensata dalla riuscita</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20210418_212815.jpg"><img width="1024" height="460" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20210418_212815.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7438" /></a></figure>
<p>La prossima volta che preparerete un impasto a lunga lievitazione, provate a pensarlo in modo diverso, non come semplice attesa ma come opportunità,  e magari scoprirete che non è solo il pane a migliorare, ma anche il vostro modo di affrontare la vita… </p>
<p><strong>La vita é un processo e la pazienza é parte del cammino, ci sono cose a cui riusciamo a dare un senso solo quando smettiamo di “correre” e cominciamo ad “osservare” </strong></p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/img-20200606-wa0070.jpg"><img width="1024" height="768" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/img-20200606-wa0070.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7441" /></a></figure>
<p>Non potete nemmeno immaginare la quantità di ricette che ho già provato, sul web é possibile trovare una infinità di ricette e tutorial… con 12, 18, persino 48 ore di lievitazione, a temperatura ambiente o in frigorifero. La ricetta di oggi prevede 8 ore di lievitazione a temperatura ambiente. Il risultato? Ottimo</p>
<p><strong>Passo 1 </strong> sciogliete 2g di lievito in 400g di acqua e aggiungete gradatamente 600g di farina e il sale (io uso la Caputo, che devo dire é veramente ottima) Quando avrete incorporato tutta la farina trasferite l’impasto su una spianatoia e impastate per qualche minuto ancora, coprite con un panno umido e lasciate riposare per venti minuti. Ripetete questa operazione altre 2 volte. Non sarà necessario impastare molto, man mano che lo impastate vi renderete conto che sarà sempre più elastico, questo significa che la maglia glutina si sta formando correttamente. Mettetelo a lievitare in un contenitore a chiusura ermetica per 4 ore.</p>
<p><strong>Passo 2</strong> Trascorse le 4 ore riprendete l’impasto e dividetelo in 4 parti uguali, formate i panetti e metteteli a lievitare nuovamente per 4 ore.</p>
<p><strong>Passo 3 </strong>scaldate il forno alla massima temperatura, stirate la pizza, farcitela e cuocetela su pietra refrattaria ben calda, se non avete la pietra potete usare la piastra del forno al rovescio (anche se devo ancora capire perche consigliano di metterla al rovescio) anche questa deve essere ben calda.</p>
<figure>
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		<title>Cucinare con i bambini: donuts al forno</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 11:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete mai pensato a quanti processi usano i bambini quando cucinano? Dall&#8217;attenzione, alla memoria, la coordinazione, la concentrazione, la creatività. &#8220;Cucinare stimola i nostri figli in tutti i sensi, non solo li tiene occupati ma li rende anche molto produttivi e migliora il loro umore. Se gli date una possibilità vi renderete conto delle cose&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cucinare-con-i-bambini-donuts-al-forno/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250401_165826_gallery.jpg"><img width="797" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/screenshot_20250401_165826_gallery.jpg?w=797" alt="" class="wp-image-7424" /></a></figure>
<p>Avete mai pensato a quanti processi usano i bambini quando cucinano? Dall&#8217;attenzione, alla memoria, la coordinazione, la concentrazione, la creatività. &#8220;Cucinare stimola i nostri figli in tutti i sensi, non solo li tiene occupati ma li rende anche molto produttivi e migliora il loro umore. Se gli date una possibilità vi renderete conto delle cose meravigliose che sono capaci di fare e preparare. Quando cucinano sono sempre molto curiosi e concentrati. Cucinare può diventare un&#8217;occasione per stimolare lo sviluppo del bambino e la sua autonomia: scegliere la ricetta, preparare gli ingredienti, saper preparare il cibo, riconoscere i cibi sani, organizzare il tempo che hanno a disposizione… sono momenti di crescita, e serve veramente poco per far si che questi momenti siano piacevoli e divertenti.<br />Sono capaci di fare un sacco di cose e se sbagliano o qualcosa non va come dovrebbe basta solo ricominciare. La cucina è creativa, in cucina tutto si può cambiare: gli ingredienti, la ricetta, si può sperimentare e anche se si prepara un piatto più e più volte non verrà mai uguale. Ecco i donuts al forno preparati da mio figlio. La prima volta che imparò a preparare i donuts aveva solo 6 anni. In quel periodo ci eravamo appena trasferiti in Australia e nelle giornate molto piovose ci divertivamo molto in cucina. Amava passare il tempo insieme sperimentando ricette e ora che è all&#8217;universitá continua a cucinare.<br />​Quando il piatto è pronto c&#8217;è la soddisfazione e la sorpresa del risultato finale.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250331_164447-1.jpg"><img width="1024" height="562" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250331_164447-1.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-7428" /></a></figure>
<p><strong>Ingredienti per 8-10 donuts</strong><br />10 g di lievito<br />170 ml di latte tiepido<br />30 ml di acqua tiepida<br />40 g di burro fuso<br />45 g di zucchero<br />1 uovo<br />370 g di farina<br />1 cucchiaino di sale</p>
<p><strong>Per la glassa alla vaniglia:</strong><br />1 tazza di zucchero a velo<br />1 cucchiaio di burro fuso<br />1 cucchiaio di essenza di vaniglia<br />2 cucchiai di latte<br /><strong>Per la glassa al cioccolato:</strong><br />100 g di zucchero a velo<br />15 g di cacao<br />30 ml di acqua</p>
<p><strong>Preparazione:</strong><br />In una ciotola sciogliere il lievito nell&#8217;acqua tiepida, aggiungere il burro, il latte, l&#8217;uovo, lo zucchero e il sale. Mescolare gli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Aggiungere poi la farina, impastando con le mani. Formare una palla, coprire con pellicola trasparente e lasciar lievitare finché non avrà raddoppiato di volume. Stendere l&#8217;impasto in una sfoglia spessa circa 2 cm e tagliare le ciambelline. (Se non avete lo stampino per tagliare i donuts potete utilizzare un bicchiere e il tappo di una bottiglia d&#8217;acqua da 1,5 l). ​</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250331_151358-1.jpg"><img width="645" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250331_151358-1.jpg?w=645" alt="" class="wp-image-7430" /></a></figure>
<p>Disporre le ciambelline su una teglia unta e lasciarle riposare per mezz&#8217;ora.<br />Nel frattempo preparare la glassa:<br />In una ciotola mescolare lo zucchero con il burro, la vaniglia e il latte fino ad ottenere un composto liscio e uniforme.<br />Per la glassa al cioccolato, mescolare lo zucchero con il cacao, e aggiungere poco a poco l&#8217;acqua, fino ad ottenere un composto omogeneo.<br />Preriscaldare il forno a 180°C e cuocere i donuts per 15-20 minuti, finché non saranno morbidi e dorati in superficie. Fateli raffreddare e immergeteli nella glassa.<br />Se preferite potete friggerli ma visto che io non impazzisco per la frittura abbiamo preferito cuocerli al forno e vi posso assicurare che il sapore è altrettanto delizioso e magari, chissá un po&#8217; più sano!</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250331_161615.jpg"><img width="551" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20250331_161615.jpg?w=551" alt="" class="wp-image-7433" /></a></figure>
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		<title>Pastafrolla al cioccolato con ripieno al cioccolato</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 12:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
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		<category><![CDATA[Tullius Pazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Nove persone su dieci amano il cioccolato&#8230; la decima mente&#8221; (J.G.Tullius) Pazzi per il cioccolato? &#8230; lo dice anche la scienza. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori americani che il cioccolato scatena nel nostro cervello la produzione di una sostanza simile all&#8217;oppio provocando una vera e propria dipendenza, ed é per questo che non&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pastafrolla-al-cioccolato-con-ripieno-al-cioccolato/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nove persone su dieci amano il cioccolato&#8230; la decima mente&#8221; (J.G.Tullius)</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/03/img_20210507_093009_760.jpg"><img width="818" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/03/img_20210507_093009_760.jpg?w=818" alt="" class="wp-image-7414" /></a></figure>
<p>Pazzi per il cioccolato? &#8230; lo dice anche la scienza. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori americani che il cioccolato scatena nel nostro cervello la produzione di una sostanza simile all&#8217;oppio provocando una vera e propria dipendenza, ed é per questo che non si puo dire di no ad un prelibato bocconcino al cioccolato <img src=&#8221;https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72&#215;72/1f609.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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		<title>L’importanza di vivere tranquillo… pane ciabatta fatto in casa</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 12:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cottura]]></category>
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		<category><![CDATA[importanza]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
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		<description><![CDATA[Man mano che il tempo passa, impari l’importanza di vivere tranquillo, l’intuizione diventa la tua migliore alleata. La pace interiore si trasforma nel luogo dove vorresti stare sempre. Comprendi quanto sia fondamentale allontanarti da tutto ciò che non ti rende felice e diventi più selettivo nelle relazioni. Riduci il tuo cerchio, scegli di circondarti di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/limportanza-di-vivere-tranquillo-pane-ciabatta-fatto-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Man mano che il tempo passa, impari l’importanza di vivere tranquillo,  l’intuizione diventa la tua migliore alleata. La pace interiore si trasforma nel luogo dove vorresti stare sempre. Comprendi quanto sia fondamentale allontanarti da tutto ciò che non ti rende felice e diventi più selettivo nelle relazioni. Riduci il tuo cerchio, scegli di circondarti di persone genuine e ti concentri sulle tue passioni, seguendole senza esitazione.</p>
<p>A volte, quando tutto diventa troppo caotico e rumoroso, mi ritiro nel mio luogo preferito: la cucina. È lì che trovo rifugio, che respiro, che metto ordine nei miei pensieri con lo stesso ritmo con cui gli ingredienti si mescolano armoniosamente. Non si tratta di fuggire da nulla, ma semplicemente di concedersi uno spazio senza dover dare spiegazioni a nessuno. Si tratta di darsi il permesso di sentire in silenzio, di lasciarsi avvolgere dai profumi, dai gesti lenti e consapevoli del cucinare: mescolare, tagliare, impastare.</p>
<p>La cucina non è solo un luogo in cui si preparano piatti; è un’oasi di emozioni positive. E cosí mi perdo nella consistenza degli impasti, nel profumo confortante di una zuppa che cuoce piano piano, nella delicatezza di una salsa, nel profumo intenso delle spezie. In ogni movimento e in ogni processo, la mente si acquieta e le preoccupazioni si dissolvono.</p>
<p>Cucinare può diventare un dialogo silenzioso con se stessi, un’opportunità per affrontare le proprie emozioni senza interruzioni. Non c’è bisogno di giustificare perché abbiamo bisogno di questo tempo né di spiegare ciò che si prova. Basta lasciare che la cucina ti avvolga con il suo calore e ti aiuti a ritrovare equilibrio. In ogni piatto c’è una parte di te, delle tue emozioni trasformate in qualcosa che nutre e conforta. Cucinare non è solo nutrire il corpo, ma anche l’anima. É sempre una magia&#8230; quella di trasformare ingredienti semplici in qualcosa di straordinario capace di restituire calma e chiarezza. Qualcosa come questo delizioso pane. Lentamente ritroverai la strada verso te stesso, un po’ più forte, più sereno, pronto a ricominciare.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/03/20250317_103135.jpg"><img width="471" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/03/20250317_103135.jpg?w=471" alt="" class="wp-image-7405" /></a></figure>
<p><strong>Vi lascio una ricetta molto semplice, ma che richiede un pochino di pazienza. Se vi va di provarla, godetevi il processo e scoprirete che il risultato arriverà da sé.</strong></p>
<p><strong>Ingredienti per l’impasto:</strong></p>
<ul>
<li>400 g di farina forte</li>
<li>350 g di acqua</li>
<li>2 g di lievito secco</li>
<li>Sale</li>
</ul>
<p><strong>Procedimento:</strong></p>
<ol start="1">
<li>Mescolare tutti gli ingredienti senza bisogno di impastare. Coprire con pellicola trasparente e lasciare riposare per 30 minuti.</li>
<li>Dopo il primo riposo, fare 3-4 pieghe (ripiegando l’impasto su sé stesso), coprire nuovamente e ripetere il processo ogni 30 minuti per almeno 3 volte.</li>
<li>Coprire con pellicola trasparente e lasciare fermentare per 8-10 ore a temperatura ambiente.</li>
<li>Quando l’impasto è pronto, stenderlo su un piano infarinato, spolverare con farina e formare i panetti della dimensione desiderata. Disporli su carta da forno e lasciarli riposare per un’altra ora circa.</li>
</ol>
<p><strong>Consigli per la cottura:</strong></p>
<ul>
<li>Preriscaldare il forno alla massima temperatura con la teglia all’interno, in modo che sia ben calda al momento di infornare.</li>
<li>Se volete, potete mettere una teglia con acqua bollente per favorire una crosta più croccante e un colore dorato. Tuttavia, vi svelo un piccolo segreto che nessuno vi dirá: nei forni di casa, non si può ottenere lo stesso livello di umidità dei forni professionali, quindi non preoccupatevi se dopo qualche ora il pane perde croccantezza. È del tutto normale.</li>
<li>la cottura dipenderá molto dalle caratteristiche del vostro forno. Io li ho cucinati a 220 C per 20 minuti. Fate sempre attenzione a non bruciare la superficie. Se necessario, coprite con carta alluminio.</li>
</ul>
<p>E questo è il risultato finale! (vi lascio il link di un libro interessantissimo che io uso per le tante ricette che preparo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/4j1ZZaF">https://amzn.to/4j1ZZaF</a> )</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/03/20250317_102925.jpg"><img width="644" height="1024" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/03/20250317_102925.jpg?w=644" alt="" class="wp-image-7403" /></a></figure>
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		<item>
		<title>Dalla Lituania i “Meduoliai gribukai”</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/dalla-lituania-i-meduoliai-gribukai/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 22:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte l&#8217;apparenza inganna&#8230;. Quante volte ci succede di vedere qualcosa e di essere convinti di quello che abbiamo visto ma poi la realta&#8217; si mostra ben diversa? Succede con le cose, con le immagini, persino con le persone&#8230;. i nostri sensi ci inducono a commettere questi errori, spesso i pregiudizi, a volte le aspettative&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/dalla-lituania-i-meduoliai-gribukai/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.files.wordpress.com/2021/04/20201215_131510.jpg"><img src="https://relaxingcooking.files.wordpress.com/2021/04/20201215_131510.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-6939" /></a></figure>
<p>A volte l&#8217;apparenza inganna&#8230;.  Quante volte ci succede di vedere qualcosa e di essere convinti di quello che abbiamo visto ma poi la realta&#8217; si mostra ben diversa? Succede con le cose, con le immagini, persino con le persone&#8230;. i nostri sensi ci inducono a commettere questi errori, spesso i pregiudizi, a volte le aspettative che abbiamo su cose e persone. </p>
<p>Siamo abituati ad usare i termini vedere e guardare come sinonimi eppure sapete che hanno un significato molto diverso? <strong>Vedere </strong>é quando usiamo la vista per percepire la realtá, interpretarla, capirla e diventare consapevoli di ció che ci circonda dandogli un significato. Quando <strong>guardiamo</strong> osserviamo prestando attenzione solo ad alcune cose, soffermando la nostra attenzione su ció che in quel momento ci interessa per esempio, o su un dettaglio che ha colpito la nostra attenzione o siamo influenzati da ció che pensiamo e crediamo. </p>
<p>E allora bisogna andare oltre, che non significa perdere di vista le cose importanti o quello che ci circonda, tutt&#8217;altro. Significa vedere in profonditá e vedere ció  che ci circonda con occhi diversi&#8230;.. andare oltre la percezione della realtá &#8230;. per evitare situazioni imbarazzanti, per non dare giudizi affrettati, per evitare di commettere errori, per apprezzare cio&#8217; che ci circonda, per vedere le cose per ció che realmente sono, per affrontare la vita in modo diverso.</p>
<p>“<em>Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.</em>”</p>
<p>(H.D.Thoreau)</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.files.wordpress.com/2021/04/180338689_2513530875458887_9086977499861625340_n.jpg"><img src="https://relaxingcooking.files.wordpress.com/2021/04/180338689_2513530875458887_9086977499861625340_n.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-6946" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.files.wordpress.com/2021/04/179956208_2513530885458886_2637780660298534294_n.jpg"><img src="https://relaxingcooking.files.wordpress.com/2021/04/179956208_2513530885458886_2637780660298534294_n.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-6947" /></a></figure>
<p><span>In cucina e&#8217; tutto piú semplice, a volte, anche se la vista inganna,&#8230;. basta assaggiare </span><span><img src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/td2/1/16/1f604.png" alt="</p>
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