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	<title>Food Blogger Mania &#187; Antonietta</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Pizza fritta e montanara</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 14:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ciotola]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
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		<category><![CDATA[ricotta]]></category>

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		<description><![CDATA[La pizza fritta è frutto dell’ingegno dei Napoletani per far fronte alla povertà: bastava un impasto di acqua e farina, lievitato e fritto in olio bollente, per appagare la fame e il palato. Definita come la sorella povera della pizza al forno, veniva denominata “pizza a otto” perché mangiata subito e pagata dopo otto giorni.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pizza-fritta-e-montanara/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img class="mfp-img" height="422" src="https://1.bp.blogspot.com/-XYrboB1UjL0/V15SYhISOTI/AAAAAAAACDk/JEU-o2hnB7oRyU9f9vVUC9NCHpW9SETVgCKgB/w640-h422/IMG_2453.JPG" width="640" /></p>
<div>
<p>La pizza fritta è frutto dell’ingegno dei Napoletani per far fronte alla povertà: bastava un impasto di acqua e farina, lievitato e fritto in olio bollente, per appagare la fame e il palato.</p>
</div>
<div></div>
<div>Definita come la <span>sorella povera della pizza al forno</span>, veniva denominata “<span>pizza a otto</span>” perché mangiata subito e pagata dopo otto giorni. Era preparata e<br />venduta dalle donne che abitavano i “<span>bassi</span>”, tipici monolocali dal soffitto basso, dove allestivano un pentolone con l’olio e un tavolo. </div>
<div></div>
<div>Una celebre testimonianza la ritroviamo nel film “L’Oro di Napoli” di Vittorio De Sica, interpretato da Sophia Loren, venditrice di pizze fritte.</div>
<div></div>
<div>Le prime testimonianze dell’esistenza della pizza fritta si hanno già nel ‘500: nasce dolce, cosparsa di miele e denominata <span>zeppolella</span>. </div>
<div></div>
<div>Poi si evolve, divenendo <span>salata</span>, farcita con baccalà o alici. </div>
<div></div>
<div>Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, nel 1839, per divagarsi nei momenti di ozio, si diede alla piacevole occupazione di stilare un manuale di Cucina teorico-pratica dove oltre alle ricette base della cucina e un dettagliatissimo<br />elenco di utensili, pentolame e stoviglie da possedere, stilò un menù giornaliero per tutto l’anno, dove comparivano anche le “Zeppolelle fritte co l’alice salate”.</div>
<div></div>
<div>Condita semplicemente con del pomodoro e cosparsa con formaggio, era la merenda dei montanari che arrivavano a Napoli per lavorare. Da qui il nome con cui è largamente conosciuta oggi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-8W-cjYIh6jg/V15SRTe29HI/AAAAAAAACDs/VNCx4A9PpHwHK0norJXptabvUCko8Q2ZACKgB/s1600/pizza%2Bfritta%2BRitagliata.jpg"><img border="0" class="jetpack-lazy-image jetpack-lazy-image--handled" height="640" src="https://www.mtchallenge.it/wp-content/uploads/2016/06/pizzafrittaRitagliata.jpg" width="564" /></a></div>
<div></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Mentre, farcita con quello che era alla portata di tutti, la <span>ricotta</span> che i contadini delle campagne circostanti portavano in città e i cicoli (<span>ciccioli</span>), che erano pezzi di scarto delle parti più nobili del maiale, è conosciuta<br />semplicemente come pizza fritta.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-5uCsZPEyZQ0/V15SSfSEavI/AAAAAAAACDU/hzzzlIR2bS0c2OjjUUXupi4HvVLK8wKeACKgB/s1600/pizza%2Bfritta.jpg"><img border="0" class="jetpack-lazy-image jetpack-lazy-image--handled" height="640" src="https://www.mtchallenge.it/wp-content/uploads/2016/06/pizzafritta.jpg" width="426" /></a></div>
<div><b>&nbsp;</b></div>
<div><b>Pizza fritta</b></div>
<div><u>Ingredienti</u></div>
<div>500 g di farina</div>
<div>270 ml di acqua</div>
<div>3 g di lievito di birra</div>
<div>1 cucchiaino di sale</div>
<div><u>Farcitura</u></div>
<div>300 g di ricotta</div>
<div>120 g di cicoli (ciccioli)</div>
<div>150 g di provola affumicata</div>
<div>½ cucchiaino di pepe</div>
<div><u>Per friggere</u></div>
<div>500 ml di olio di semi</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><u>Preparazione</u></div>
<div></div>
<div>Setacciare la farina in una ciotola, fare la fontana, aggiungere il lievito sciolto in una tazzina di acqua, la restante acqua e il sale su un lato, non a contatto con il<br />lievito.</div>
<div></div>
<div>Incorporare la farina portandola verso il centro, amalgamare, versare l’impasto su un piano da lavoro&nbsp; e impastare per una decina di minuti fino ad ottenere una pasta omogenea ed elastica.</div>
<div></div>
<div>Rimettere in ciotola, coprire e far lievitare per due ore.</div>
<div></div>
<div>Ribaltare sul piano da lavoro leggermente infarinato, ricavarne 6 palline uguali e far lievitare per altre due ore.</div>
<div></div>
<div>Nel frattempo preparare il ripieno amalgamando la ricotta, i cicoli spezzettati, la<br />provola affumicata tagliata a dadini e il pepe.</div>
<div></div>
<div>Riprendere le palline lievitate, allargarle con le mani, stenderle sottilmente e<br />distribuire il ripieno sulla metà di ognuna di esse, richiudere con l’altra<br />metà e sigillare picchiettando con i polpastrelli sui bordi, facendo uscire l’aria all’interno.</div>
<div></div>
<div>Scaldare l’olio a fuoco dolce e una volta pronto procedere alla frittura delle pizze, una alla volta, rigirandole ogni 20/25 secondi, fino ad ottenere una doratura omogenea.</div>
<div></div>
<div>Scolare su carta per fritti&nbsp; e servire calde.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div></div>
<div><img border="0" class="jetpack-lazy-image jetpack-lazy-image--handled" height="426" src="https://www.mtchallenge.it/wp-content/uploads/2016/06/IMG_2459.jpg" width="640" /></div>
<div><b>&nbsp;</b></div>
<div><b>Montanara</b></div>
<div>500 g di farina</div>
<div>300 ml di acqua</div>
<div>3 g di lievito di birra</div>
<div>1 cucchiaino di sale</div>
<div><u>Per friggere</u></div>
<div>500 ml di olio di semi</div>
</p></div>
<p>Condimento <br />Sugo fatto con:<br />500 g di pomodori pelati<br />2 cucchiai di olio d’oliva <br /> 1 spicchio di aglio <br /> Sale <br /> Per completare basilico <br /> Facoltativo: <br /> Fior dilatte <br /> Provola affumicata <br /> Parmigiano reggiano</p>
<div>
<div><u>Preparazione</u></div>
<div>Setacciare la farina in una ciotola, fare la fontana, aggiungere il lievito sciolto in una tazzina di acqua, la restante acqua e il sale su un lato, non a contatto con il<br />lievito.</div>
<div></div>
<div>Incorporare la farina portandola verso il centro, amalgamare, versare l’impasto su un piano da lavoro&nbsp; e impastare per una decina di minuti fino ad ottenere una pasta omogenea ed elastica.</div>
<div></div>
<div>Rimettere in ciotola, coprire e far lievitare per tre ore.</div>
<div></div>
<div>Ribaltare sul piano da lavoro leggermente infarinato, ricavarne&nbsp; palline da 30/50 g e far lievitare per un’altra ora.</div>
<div></div>
<div>Nel frattempo preparare il sugo. Far dorare l’aglio nell’olio, aggiungere i pelati<br />schiacciati, salare e lasciar cuocere 10 minuti coperto e a fuoco dolce.</div>
<div></div>
<div>Riprendere le palline lievitate, schiacciarle leggermente, e friggerle in olio caldo 1-2 alla volta, affondandole e rigirandole spesso, fino ad ottenere una doratura<br />omogenea.</div>
<div></div>
<div>Scolare su carta per fritti, praticare un incavo al centro, farcire con una cucchiaiata di sugo e volendo aggiungere del parmigiano o fior d latte o provola affumicata.</div>
<p>Completare con del basilico fresco.</p></div>
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		<title>Chicken pie con carciofi e asparagi</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 08:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[asparagi]]></category>
		<category><![CDATA[brodo]]></category>
		<category><![CDATA[carciofi]]></category>
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		<category><![CDATA[fiamma]]></category>
		<category><![CDATA[finch]]></category>
		<category><![CDATA[frigo]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mio lavoro molto spesso i clienti mi chiedono di presentare nelle loro cene o in un buffet qualcosa di insolito, che non sia la solita pizzetta o la solita tartina. In cima alla classifica delle mie proposte ci sono sempre le torte salate, puntualmente rivisitate a modo mio: quiche, tarte, pie che cambiano anima&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/chicken-pie-con-carciofi-e-asparagi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-9rOkN4LzmKI/XqFPimKbHwI/AAAAAAAAEgE/a_yxtoZTAnY5Q0Yoi1h_3RyYx4R5C42VQCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_6634.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-9rOkN4LzmKI/XqFPimKbHwI/AAAAAAAAEgE/a_yxtoZTAnY5Q0Yoi1h_3RyYx4R5C42VQCLcBGAsYHQ/s640/_MG_6634.JPG" width="426" /></a></div>
<p><span>Nel mio lavoro molto spesso i clienti mi chiedono di presentare nelle loro cene o in un buffet qualcosa di insolito, che non sia la solita pizzetta o la solita tartina. In cima alla classifica delle mie proposte ci sono sempre le torte salate, puntualmente rivisitate a modo mio: quiche, tarte, pie che cambiano anima a seconda della stagione, del tema della ricorrenza o di richieste particolari del cliente.</span><br /><span>Di solito le presento in monoporzioni, preparate in stampini per crostatine o per tartellette.</span><br />Una delle mie preferite è la Chicken pie: di derivazione anglosassone, la ricetta originale è a base di porri, funghi e pollo. Libidinosa!<br />Pur conservando la stessa libidine io di solito sostituisco i funghi con altre verdure di stagione: in questo caso asparagi e carciofi, in estate è strepitosa con i peperoni mentre in autunno un&#8217;altra abbinata vincente è con zucca e funghi. Ma il vero tocco è dato dalla béchamel fatta con brodo di pollo, senza latte. La trovo sublime, quella che veramente rapisce il gusto.<br />I miei clienti ne vanno matti, credetemi!<br /><span>&nbsp;</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-cSKV64-csAs/XqFPkTo0GRI/AAAAAAAAEgc/MhsRrpwKhSMwnMbrey0kScmrfPkk72Y5gCEwYBhgL/s1600/_MG_6635.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-cSKV64-csAs/XqFPkTo0GRI/AAAAAAAAEgc/MhsRrpwKhSMwnMbrey0kScmrfPkk72Y5gCEwYBhgL/s640/_MG_6635.JPG" width="426" /></a></div>
<p><span>Pasta brisée di Michel Roux</span></div>
<div><span> </span></div>
<div>250 g di farina</div>
<div><span> </span></div>
<div>150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito</div>
<div><span> </span></div>
<div>1 cucchiaino di sale</div>
<div><span> </span></div>
<div>1 pizzico di zucchero</div>
<div><span> </span></div>
<div>1 uovo</div>
<div><span> </span></div>
<div>1 cucchiaio di latte freddo</div>
<div></div>
<div>Procedimento </div>
<div><span> </span></div>
<div>Versare la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettere al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolarli e lavorarli con la punta delle dita.</div>
<div><span> </span></div>
<div>Incorporare piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.</div>
<div><span> </span></div>
<div>Aggiungere il latte e incorporarlo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia<span>&nbsp; </span>a stare insieme.</div>
<div><span> </span></div>
<div>Spingere lontano l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo fino all’uso.</div>
<div></div>
<div>Per il ripieno</div>
<div>1 pollo intero da circa 1 kg</div>
<div>400 ml di brodo di pollo</div>
<div>40 g di farina</div>
<div>40 g di burro</div>
<div>6 scalogni</div>
<div>250 g di cuori di carciofi</div>
<div>250 g di asparagi<br />50 ml di vino bianco</div>
<div>olio extravergine d&#8217;oliva</div>
<div>sale</div>
<div>2 rametti di timo</div>
<div></div>
<div>
<div></div>
<p>Per il brodo</p></div>
<div>Se si ha abilità (altrimenti farselo fare dal macellaio), disossare il pollo tenendo da parte la polpa che servirà per la pie mentre ossa, ali, testa, collo, zampe e interiora utilizzarli per il brodo insieme a:&nbsp; </div>
<div>2 coste di sedano<br />gambi di prezzemolo<br />scarti di asparagi e carciofo<br />(quelli che servono per il ripieno)&nbsp; </div>
<div>1 carota</div>
<div>1 cipolla</div>
<div>1 patata</div>
<div>2 pomodorini<br />1 chiodo di garofano<br />niente sale </div>
<div>Lasciar bollire a fiamma lenta e coperto per un paio di orette, poi lasciar raffreddare, filtrare e conservare in frigo. Il giorno successivo filtrare di nuovo appena tolto dal frigo per eliminare il grasso solidificato.</div>
<div></div>
<div>Misurare 400 ml di brodo (se è di più, lasciar ridurre sulla fiamma)e con questo fare una béchamel: sciogliere il burro in una casseruola, aggiungere la farina amalgamando bene con una frusta, aggiungere il brodo caldo continuando a girare fino ad ottenere una crema vellutata e densa. Aggiungere un pizzico di sale e lasciar raffreddare.</p>
<p>Nel frattempo pulire gli scalogni e rosolarli in un tegame con l&#8217;olio, aggiungere i cuori di carciofo e gli asparagi e continuare a rosolare a fiamma dolce per un paio di minuti con il coperchio; a questo punto aggiungere il pollo ridotto a tocchetti e far prendere colore.Sfumare con il vino, aggiungere il timo e il sale e far cuocere a fiamma vivace finché la preparazione risulti asciutta.<br />Spegnere e lasciar raffreddare.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-3u6XRgYHKTg/XqFPlafLRsI/AAAAAAAAEgQ/SUlWzBeHR_kFk-t0zTBItKgEqhj9T0s6QCLcBGAsYHQ/s1600/collage.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-3u6XRgYHKTg/XqFPlafLRsI/AAAAAAAAEgQ/SUlWzBeHR_kFk-t0zTBItKgEqhj9T0s6QCLcBGAsYHQ/s640/collage.JPG" width="426" /></a></div>
<p>Stendere 2/3 della brisée e sistemarla in una tortiera di 22 cm di diametro, incorporare la béchamel al pollo con le verdure e trasferire nella tortiera. Coprire con la pasta rimanente, sigillare i bordi, bucherellare con una forchetta e spennellare con uovo battuto.</p>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-zF3GZoxshBI/XqFPifhzIsI/AAAAAAAAEgU/shFngFLaoEUmAaJuOeXr61ePH17K-_GbwCEwYBhgL/s1600/_MG_6621.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-zF3GZoxshBI/XqFPifhzIsI/AAAAAAAAEgU/shFngFLaoEUmAaJuOeXr61ePH17K-_GbwCEwYBhgL/s640/_MG_6621.JPG" width="426" />&nbsp;</a></div>
<div></div>
<p>Cuocere a 170° per 45 minuti. Dopo la cottura far raffreddare una mezz&#8217;oretta e sformare con delicatezza.</p>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-tI6cz4i5FgU/XqFPk5ZR3vI/AAAAAAAAEgM/1cCLOo6TznY6dge3EMur8wrIHeYzzu9LgCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_6641.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-tI6cz4i5FgU/XqFPk5ZR3vI/AAAAAAAAEgM/1cCLOo6TznY6dge3EMur8wrIHeYzzu9LgCLcBGAsYHQ/s640/_MG_6641.JPG" width="426" /></a></div>
<p> </div>
<p></p>
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		<title>La cucina degli scarti: Farfalle integrali con crema di gambi di prezzemolo, di cipollotto e di broccolo barese</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/la-cucina-degli-scarti-farfalle-integrali-con-crema-di-gambi-di-prezzemolo-di-cipollotto-e-di-broccolo-barese/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 15:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[broccolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cos]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Farfalle]]></category>
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		<category><![CDATA[prezzemolo]]></category>
		<category><![CDATA[tegame]]></category>

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		<description><![CDATA[La cucina degli scarti è stato sempre un tema a me molto caro anche se qui non l&#8217;ho mai affrontato.E&#8217; la solitudine e la lentezza di questi giorni che mi permettono di vedere la routine con occhi diversi e apprezzarne il significato.Tante cose si fanno in maniera automatica, perché consolidate nel tempo.Magari cose che sono&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-cucina-degli-scarti-farfalle-integrali-con-crema-di-gambi-di-prezzemolo-di-cipollotto-e-di-broccolo-barese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-sTVIJZhkcnk/XpXTSQHnC1I/AAAAAAAAEew/cKMp-Sio3IEKsCBj_N5qhYPweLx-my6ZgCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_6605.jpg"><img border="0" height="426" src="https://1.bp.blogspot.com/-sTVIJZhkcnk/XpXTSQHnC1I/AAAAAAAAEew/cKMp-Sio3IEKsCBj_N5qhYPweLx-my6ZgCLcBGAsYHQ/s640/_MG_6605.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div></div>
<p>La cucina degli scarti è stato sempre un tema a me molto caro anche se qui non l&#8217;ho mai affrontato.<br />E&#8217; la solitudine e la lentezza di questi giorni che mi permettono di vedere la routine con occhi diversi e apprezzarne il significato.<br />Tante cose si fanno in maniera automatica, perché consolidate nel tempo.<br />Magari cose che sono insegnamenti preziosi ricevuti in eredità da tempi immemori.<br />Mi spiego meglio.<br />Quando ero piccola ero affascinata da mia nonna per come faceva diventare lo scarto una risorsa.<br />Infilzava le bucce di melone giallo con un ago da lana su un lungo spago e le faceva essiccare al sole.<br />D&#8217;inverno poi le faceva cuocere nella pignata di terracotta, nel camino, le sciacquava e le saltava in padella con olio, aglio, peperoncino e tanto pomodoro. Una bontà rustica e corroborante!<br />In primavera invece appena arrivavano i primi cipollotti subito sulla tavola facevano bella mostra frittate profumate. Certamente non con il bulbo, quello lo metteva crudo nelle insalate, ma con i gambi, la parte verde.<br />Invece i gambi di carciofo dopo averli pelati li riduceva a pezzi e li accomodava al centro, tra i petali, per cuocere poi tutto insieme.<br />Così per altre preparazioni che ora non ricordo ma che la lentezza di questi giorni mi permetterà di continuare a richiamare alla memoria e a darmi la consapevolezza che quello che mi viene da fare in automatico in cucina certamente non è un dono speciale ma l&#8217;aver osservato e &#8220;respirato&#8221; certi modi di fare che ho custodito e poi attualizzato.<br />Per cui, per me lo scarto non è stato mai scarto: gambi di prezzemolo per gustosi soffritti; foglie di broccoli per polpette vegetariane (dove metto sempre anche la crosta del pane); bucce di melanzane ridotte a julienne e fritte per decorare uno stracotto; barba di finocchio per dei gustosi primi con la salsiccia; poi nei minestroni secondo la stagione: baccelli di piselli, gambi e foglie di cavolfiore, ciuffi di carota (che non ho mai pelato ma pulite con apposita spazzolina).<br />E quando preparo la pasta con il broccolo pugliese pensavate che usassi solo le cime? Tutto il broccolo, compreso torsolo e foglie. </p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-6-IQvhv68AA/XpXTTZOy-OI/AAAAAAAAEe8/La0ESaxwr40W8o9MUYo9maqCWN8X6ANdwCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_6609.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-6-IQvhv68AA/XpXTTZOy-OI/AAAAAAAAEe8/La0ESaxwr40W8o9MUYo9maqCWN8X6ANdwCLcBGAsYHQ/s640/_MG_6609.jpg" width="425" /></a></div>
<p>Ingredienti per 4</p>
<p>350 g di farfalle integrali<br />400/450 g di broccoli pugliesi<br />gambi di prezzemolo<br />gambi di cipollotto novello<br />scorza di parmigiano<br />4/5 pomodorini datterini<br />4 cucchiai di olio extravergine d&#8217;oliva<br />peperoncino<br />sale </p>
<p>Preparazione<br />Pulire il broccolo eliminando le foglie, dividerlo in cimette e tenerle da parte.<br />Ridurre il torsolo a dadini pelando eventualmente le parti più dure.<br />In un tegame scaldare l&#8217;olio, aggiungere il peperoncino,i gambi di prezzemolo e di cipollotto( tenerne un po&#8217; da parte) e far soffriggere dolcemente.<br />Aggiungere i dadini di broccolo e le foglie, la scorza di parmigiano e mezzo bicchiere di acqua. Salare,incoperchiare e lasciar stufare una ventina di minuti.Trasferire in un mixer(eccetto la scorza di parmigiano) e frullare. Nello stesso tegame aggiungere le cimette di broccolo e far cuocere una decina di minuti.<br />Nel frattempo cuocere la pasta.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-mJX8zCbob5k/XpXT7TQcibI/AAAAAAAAEfU/fYLrd_mnagsFeYqqpoZaQ7ZnlvHbN7MIwCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_6600.JPG"><img border="0" height="426" src="https://1.bp.blogspot.com/-mJX8zCbob5k/XpXT7TQcibI/AAAAAAAAEfU/fYLrd_mnagsFeYqqpoZaQ7ZnlvHbN7MIwCLcBGAsYHQ/s640/_MG_6600.JPG" width="640" />&nbsp;</a> </div>
<p>Aggiungere al broccolo la crema, i datterini tagliati in quattro e il restante gambo di cipollotto a julienne. Scolare la pasta al dente, trasferirla nel tegame&nbsp; e mantecare a fuoco vivace per un paio di minuti.<br />Lasciar riposare e servire.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-bkZfSSsXPDs/XpXTTw1PsjI/AAAAAAAAEfA/On4NKd1zf9s5MHTortP8sqXzlUXUcqqzQCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_6610.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-bkZfSSsXPDs/XpXTTw1PsjI/AAAAAAAAEfA/On4NKd1zf9s5MHTortP8sqXzlUXUcqqzQCLcBGAsYHQ/s640/_MG_6610.jpg" width="426" /></a></div>
<p>Secondo i gusti personali si può completare con una spolverata di pecorino o di parmigiano; con dei pinoli tostati; nel sugo ci stanno bene delle olive nere o se si ha a disposizione una striscetta di cotica di speck.</p>
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		<title>Le zeppole di San Giuseppe al forno</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 17:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[crema pasticcera]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[frusta]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
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		<category><![CDATA[San Giuseppe]]></category>
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		<description><![CDATA[Stiamo vivendo un brutto periodo, una quarantena che ci tiene lontano dal lavoro, dalle persone care e da abitudini radicate. Stiamo riscoprendo forse aspetti insoliti delle nostre vite, un&#8217;essenzialità che non conoscevamo.Con tutto quello che si percepisce dalla realtà, certo non c&#8217;è nulla da festeggiare&#8230; ma io, come tanti mi rintano in cucina per smorzare&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/le-zeppole-di-san-giuseppe-al-forno-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-SEq67123BoU/XnOUo2Lt-sI/AAAAAAAAEcA/jGHtTWPiAjEqrK0BPnefCUTZfC_RQ0AMwCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_6566.png"><img border="0" height="400" src="https://1.bp.blogspot.com/-SEq67123BoU/XnOUo2Lt-sI/AAAAAAAAEcA/jGHtTWPiAjEqrK0BPnefCUTZfC_RQ0AMwCLcBGAsYHQ/s400/_MG_6566.png" width="265" /></a></div>
<p>
<div></div>
<p>Stiamo vivendo un brutto periodo, una quarantena che ci tiene lontano dal lavoro, dalle persone care e da abitudini radicate. Stiamo riscoprendo forse aspetti insoliti delle nostre vite, un&#8217;essenzialità che non conoscevamo.<br />Con tutto quello che si percepisce dalla realtà, certo non c&#8217;è nulla da festeggiare&#8230; ma io, come tanti mi rintano in cucina per smorzare paure e ansie: per me impastare è terapeutico, attraverso le mani riesco a scaricare le mie preoccupazioni.<br />Ho aperto questo blog quando stavo attraversando uno dei periodi più brutti della mia vita e a distanza di quasi 10 anni ho capito che è stato necessario per non&nbsp; soccombere a una realtà molto più grande di me.<br />E ora mi ritrovo di nuovo con il cuore in gola, la preoccupazione è diventata la mia compagna silenziosa e spesso mi ritrovo a dire, come tutti: andrà tutto bene.<br />Oggi sentivo che non c&#8217;era nulla da festeggiare, però avevo bisogno di mettere le mani in pasta e avevo bisogno di dare ai miei figli una parvenza di realtà meno drammatica di quanto sia, per onorare il loro papà e il mio compagno di vita che mi sostiene e mi incoraggia continuamente, nonostante le sue preoccupazioni.<br />Per cui ho voluto cimentarmi per la prima volta nella preparazione delle zeppole di San Giuseppe.</p>
<p>Quando ho bisogno di una ricetta collaudata, che mi riesca al primo tentativo ho un riferimento sicuro : <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.appuntidicucinadirimmel.com/">Antonia Russo del blog Appunti di cucina di Rimmel</a>.<br />Lei  è figlia e sorella di pasticcieri, ma la cosa più bella che abbia mai  potuto fare è quella di condividere in rete le ricette del suo papà,  scritte a mano su un quaderno (da qui l&#8217;infallibilità).</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-3afbufLptzE/XnOUNabNPRI/AAAAAAAAEbw/UqShpoP37bgYAg2LaCxl47AO3Rfb-gyXQCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_65591.png"><img border="0" height="382" src="https://1.bp.blogspot.com/-3afbufLptzE/XnOUNabNPRI/AAAAAAAAEbw/UqShpoP37bgYAg2LaCxl47AO3Rfb-gyXQCLcBGAsYHQ/s400/_MG_65591.png" width="400" /></a></div>
<p>Ingredienti<br />Per la pasta bignè delle zeppole al forno<br />250 g di farina<br />250 g di acqua<br />200 g di burro<br />6/7 uova<br />1 pizzico di sale</p>
<p>Far bollire l&#8217;acqua con il burro tagliato a dadini e il sale.<br />Versare la farina in un solo colpo e amalgamare con una spatola fino a che il composto risulta compatto e inizia a sfrigolare.<br />Adagiarlo su un piano da lavoro, allargare con una spatola e lasciar raffreddare.<br />Trasferirlo in una ciotola, o in una planetaria, e incorporare le uova uno alla volta fino ad ottenere un composto liscio, lucido e denso, con una consistenza come una crema pasticcera soda.<br />Mettere il composto in un sac à poche con un beccuccio a stella del diametro di 1 cm e formare le zeppole su una teglia ricoperta di carta da forno, facendo una spirale di due giri.<br />Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 10 minuti, poi abbassare a 180° e cuocere per altri 25/30 minuti e comunque fino a che risultino dorate.<br />Lasciar raffreddare nel forno socchiuso per una mezz&#8217;oretta.<br />Guarnire con crema pasticcera, zucchero a velo e amarene sciroppate.&nbsp; </p>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-xm_dNIh56t8/XnOT1z3n2zI/AAAAAAAAEbc/kKuPqoJygLEpNG099qysFw3serBodQLvwCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_6568.png"><img border="0" height="400" src="https://1.bp.blogspot.com/-xm_dNIh56t8/XnOT1z3n2zI/AAAAAAAAEbc/kKuPqoJygLEpNG099qysFw3serBodQLvwCLcBGAsYHQ/s400/_MG_6568.png" width="265" /></a></div>
<p>La crema pasticcera è la ricetta della mia famiglia, quella che mi è stata tramandata da nonne e zie
<div>250 ml di latte  </div>
<div>
<div>2 tuorli </div>
</div>
<div>
<div>2 cucchiai colmi di zucchero</div>
</div>
<div>
<div>2 cucchiai rasi di farina</div>
</div>
<div>
<div>1 limone</div>
</div>
<div>
<div>30 g di burro</div>
</div>
<div>Scaldare il latte e spegnere quando accenna a bollire.</div>
<div>Mettere a scaldare la pentola con l’acqua che servirà da bagnomaria per cuocere la crema.</div>
<div>Nella pentola dove invece cuoceremo la crema mettere i tuorli, lo zucchero e la farina setacciata; con una frusta amalgamarli energicamente e incorporare il latte versato a filo, continuando a mescolare. Passare nel bagnomaria a fuoco dolcissimo.</div>
<div>Tagliare il limone a tre quarti, infilzarlo su un forchettone e con questo girare la crema mentre cuoce.</div>
<p>Girare sempre nello stesso verso, senza mai fermarsi per almeno 15 minuti e comunque fino a quando non avrà raggiunto la densità desiderata. Spegnere, aggiungere il burro e incorporarlo con la frusta. Lasciar raffreddare girando di tanto in tanto. Coprire con pellicola a contatto e trasferire in frigo fino al momento dell’utilizzo.
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Q3Lrh-XGNNk/XnOUPsC3m3I/AAAAAAAAEb0/gqPevA9JJKUlSFM7CIYtId9cg4pFTquOQCLcBGAsYHQ/s1600/_MG_65651.png"><img border="0" height="400" src="https://1.bp.blogspot.com/-Q3Lrh-XGNNk/XnOUPsC3m3I/AAAAAAAAEb0/gqPevA9JJKUlSFM7CIYtId9cg4pFTquOQCLcBGAsYHQ/s400/_MG_65651.png" width="242" /></a></div>
<p>Note personali<br />- La farina da utilizzare deve essere una 00, debole, con una percentuale di proteine inferiore o uguale al 9%<br />- Il numero di uova dipende dalla dimensione: se sono grandi vanno bene 6, se piccole 7. Io ne ho sgusciate 7 in un recipiente, le ho battute e versate un po&#8217; per volta, fino a quando ho sentito sotto le mani la giusta consistenza.<br />- Consiglio l&#8217;impasto a mano o, se con planetaria con il gancio a foglia. La frusta monterebbe le uova, facendo gonfiare eccessivamente la zeppola in forno, per poi appiattirsi una volta raffreddata.</p>
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		<title>Seta setaccio che bel pane faccio</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 22:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
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		<category><![CDATA[fiore]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi di noi, da piccolo, non si è seduto sulle gambe della nonna per ascoltare un suo racconto o una filastrocca? Magari in dialetto, con quelle connotazioni cariche di storia e significati che in poche parole trasmettono un sapere antico quanto attuale. Racconti spesso legati alla vita contadina, quella più semplice e umile, fatta di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/seta-setaccio-che-bel-pane-faccio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-umBc8Xg-pbU/XdxPwiMrKBI/AAAAAAAAEZs/CEI9cb1MhwEfjmh2GkDTghtCaFlms5r4QCLcBGAsYHQ/s1600/pane%2Bdi%2Bcasa.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-umBc8Xg-pbU/XdxPwiMrKBI/AAAAAAAAEZs/CEI9cb1MhwEfjmh2GkDTghtCaFlms5r4QCLcBGAsYHQ/s640/pane%2Bdi%2Bcasa.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div>Chi di noi, da piccolo, non si è seduto sulle gambe della nonna per ascoltare un suo racconto o una filastrocca? Magari in dialetto, con quelle connotazioni cariche di storia e significati che in poche parole trasmettono un sapere antico quanto attuale. Racconti spesso legati alla vita contadina, quella più semplice e umile, fatta di immagini quotidiane. Nella mia terra, la Campania, nei grandi cortili contadini, dove c’era sempre un vociare di nugoli di ragazzini, donne che lavavano con la cenere del forno nel lavatoio di pietra, uomini che tornavano dalle campagne con carichi di fascine, si sentivano le nenie di queste nonne che con un bimbo di un paio di anni sulle gambe, con il volto rivolto verso di esse, con le piccole manine nelle loro ruvide mani, magari ancora con il maccaturo bianco legato sulla testa perché avevano appena finito di impastare il pane nella grande matra, che ripetevano, facendo saltellare con le ginocchia il bimbo: “Seta setaccio che bellu pane facciu; lu facciu per i cafuni e se lu mangiano i signuri”o magari spostandosi un po’ più in là, “…lu facciu cu la farina, se lu magnu ‘sta signurina; lu facciu cu lu fiore e se lu mangia ‘sta signora”. Il bimbo resta affascinato dalle rime, dai verbi che si ripetono e dai saltelli decisi e continui. Ma quel bimbo solo da uomo va al di là di quelle parole.</div>
<div>In Campania c’era allora un pane fatto con il fiore cioè il cuore, la parte più interna del chicco, destinato ai signori, e un pane fatto con il resto, lo scarto, una farina più rustica e ruvida fatta passare attraverso un setaccio con maglie più larghe, destinato ai cafoni. Ma evidentemente questo era più buono perché lo cercavano i signori. E ancora oggi, dopo secoli di storia, di filastrocche ascoltate, di maccaturi legati, di fascine bruciate, tutti, compresi i signori, sono sempre alla ricerca del pane cafone.</div>
<div>Quel pane che bastava aggiungerci un po’ di sugna, cigoli e formaggio, o del pomodoro, o del finocchietto e pepe e ottenere un fragrante casatiello, una pizza nel ruoto di rame o delle croccanti freselle.</div>
<div></div>
<div>Maccaturo: fazzolettone di cotone bianco legato sulla nuca, usato come copricapo</div>
<div>Matra: etimologicamente utero di donna, termine usato per indicare il contenitore in legno dove veniva impastato il pane e conservato il lievito madre </div>
<p></p>
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		<title>Crackers e grissini</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/crackers-e-grissini/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 20:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[Grissini]]></category>
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		<description><![CDATA[Due tipologie di pane che non necessitano di tecniche particolari né di esperienza. Impasti semplici e versatili dove facilmente si può -&#160; variare il tipo di farina. Nel caso di grano tenero, preferire farine deboli con un indice di forza W da 90 a 180, di conseguenza povere di proteine (sulla confezione, nella tabella nutrizionale,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/crackers-e-grissini/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-gp9WbxIQCXQ/W4WseOmYwvI/AAAAAAAAEUM/miafpRJjdMIdOuSrDYyv1Qd0wjeLBap8QCEwYBhgL/s1600/IMG_5921.JPG"><img border="0" height="426" src="https://2.bp.blogspot.com/-gp9WbxIQCXQ/W4WseOmYwvI/AAAAAAAAEUM/miafpRJjdMIdOuSrDYyv1Qd0wjeLBap8QCEwYBhgL/s640/IMG_5921.JPG" width="640" /></a></div>
<div><b><span><br /></span></b></div>
<div></div>
<div>Due tipologie di pane che non necessitano di tecniche particolari né di esperienza.</div>
<div>Impasti semplici e versatili dove facilmente si può </div>
<div>-<span>&nbsp; </span>variare il tipo di farina. Nel caso di grano tenero, preferire farine deboli con un indice di forza W da 90 a 180, di conseguenza povere di proteine (sulla confezione, nella tabella nutrizionale, da 9 a 10,5 %) perché non vi è necessità di sviluppare la maglia glutinica né sostenere lunghe lievitazioni. Altri tipi di farina da sostituire, parzialmente o totalmente, con lo stesso peso: grano duro, farro, segale, sia raffinate che integrali. Poiché ogni tipo di farina assorbe percentuali di liquidi diverse, durante l’impasto si aggiungeranno secondo necessità. </div>
<div>- aggiungere in entrambi semi, spezie ed erbe sia per aromatizzare o semplicemente colorare: curcuma, curry, paprica, rosmarino, origano, sesamo, senza variare gli altri ingredienti .</div>
<div>- variare il tipo di grassi: l’olio extra vergine d’oliva è possibile sostituirlo con un olio di semi o di riso, con strutto( senza variarne la quantità) o con burro (aumentando la quantità del 20% circa)<span>&nbsp; </span></div>
<div>- variare il tipo di liquidi: l’acqua è possibile sostituirla in pari quantità con vino, birra o latte.</div>
<div>- variare la quantità di lievito di birra secondo le stagioni e il tempo a disposizione</div>
<div>La differenza fondamentalmente sta nella stesura e nella manipolazione per ottenere la giusta croccantezza per i crackers e la giusta friabilità per i grissini.</div>
<div></div>
<div><b>Ingredienti base per entrambi</b></div>
<div>500 g di farina 0</div>
<div>230 ml di acqua </div>
<div>60 g di olio extra vergine d’oliva</div>
<div>15 g di sale</div>
<div>5/10 g di lievito di birra</div>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-A_vuPRLYBK4/W4WsayLvNcI/AAAAAAAAETs/k5uI9_MHwxM8qdRLNy4VHLIS0XHFaFDdQCLcBGAs/s1600/IMG_5881.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-A_vuPRLYBK4/W4WsayLvNcI/AAAAAAAAETs/k5uI9_MHwxM8qdRLNy4VHLIS0XHFaFDdQCLcBGAs/s640/IMG_5881.JPG" width="425" /></a></div>
<div></div>
<div><b>Procedimento</b></div>
<div>Setacciare la farina su un piano da lavoro, fare la fontana , aggiungere l’acqua in cui si è sciolto il lievito di birra, l’olio e su un lato, sopra la farina, il sale.</div>
<div>Impastare fino ad ottenere una massa morbida, che si stacchi facilmente dalle mani.</div>
<div>Trasferire in una ciotola, coprire e lasciar lievitare fino al raddoppio.<span> </span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-yk9R1v6PFPs/W4Wsaxm4vcI/AAAAAAAAETw/eU2aVq4QSasfiGUg26A8CGaJf8YMFvm_ACEwYBhgL/s1600/IMG_5900.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-yk9R1v6PFPs/W4Wsaxm4vcI/AAAAAAAAETw/eU2aVq4QSasfiGUg26A8CGaJf8YMFvm_ACEwYBhgL/s640/IMG_5900.JPG" width="425" /></a></div>
<div></div>
<div><!--[if gte vml 1]&gt;                               &lt;![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></div>
<p><b>Per i crackers</b>
<div>Ribaltare l’impasto sul piano da lavoro, appiattirlo e poi stenderlo fino ad ottenere una sfoglia molto sottile.</div>
<div>E’ possibile anche staccare un pezzo alla volta di 100 g circa e stenderlo con la macchina per la pasta.</div>
<div>Formare i crackers con una rotella dentellata o con un coppapasta e bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta. Trasferire nella teglia rivestita di carta da forno.Fare un’emulsione con 50 g di olio e 50 ml di acqua e spennellare i crackers; spolverizzare con fiocchi di sale o sale grosso. Infornare a 200° e cuocere per 10 minuti, fino ad ottenere una doratura uniforme.</div>
<div>Togliere dalla teglia e lasciar raffreddare completamente. Riporre in un contenitore a chiusura ermetica.</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-MxB5iJ2d-xk/W4Wsd_gOEWI/AAAAAAAAEUI/fge3C1on6vg8UDP80c93AjgNxxhChWrpgCEwYBhgL/s1600/IMG_5919.JPG"><img border="0" height="200" src="https://3.bp.blogspot.com/-MxB5iJ2d-xk/W4Wsd_gOEWI/AAAAAAAAEUI/fge3C1on6vg8UDP80c93AjgNxxhChWrpgCEwYBhgL/s200/IMG_5919.JPG" width="130" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-G7Hy6H-GMdc/W4WscqxMC8I/AAAAAAAAET8/BDlXI9pfBPM5gVLj20-Rm0_sPiiCD60DQCEwYBhgL/s1600/IMG_5907.JPG"><img border="0" height="200" src="https://4.bp.blogspot.com/-G7Hy6H-GMdc/W4WscqxMC8I/AAAAAAAAET8/BDlXI9pfBPM5gVLj20-Rm0_sPiiCD60DQCEwYBhgL/s200/IMG_5907.JPG" width="131" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-oy41PWI6lcQ/W4Wsc7TJrsI/AAAAAAAAEUA/5Te4U66s-SsebGGaGqHlLoBYnGKcPGnWACEwYBhgL/s1600/IMG_5910.JPG"><img border="0" height="200" src="https://1.bp.blogspot.com/-oy41PWI6lcQ/W4Wsc7TJrsI/AAAAAAAAEUA/5Te4U66s-SsebGGaGqHlLoBYnGKcPGnWACEwYBhgL/s200/IMG_5910.JPG" width="131" /></a></div>
<p></div>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-Ca-TphDUXHI/W4WsfG4jOiI/AAAAAAAAEUQ/fOlrKi-wikszNHv-AwIjz4aG35LEu6gFwCEwYBhgL/s1600/IMG_5923.JPG"><img border="0" height="424" src="https://2.bp.blogspot.com/-Ca-TphDUXHI/W4WsfG4jOiI/AAAAAAAAEUQ/fOlrKi-wikszNHv-AwIjz4aG35LEu6gFwCEwYBhgL/s640/IMG_5923.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-9-2ELwrWNSU/W4Wsfq4XgUI/AAAAAAAAEUU/8MYPoguD4b4WIrJ_jYV4rhMSZtrGOUphgCEwYBhgL/s1600/IMG_5924.JPG"><img border="0" height="424" src="https://2.bp.blogspot.com/-9-2ELwrWNSU/W4Wsfq4XgUI/AAAAAAAAEUU/8MYPoguD4b4WIrJ_jYV4rhMSZtrGOUphgCEwYBhgL/s640/IMG_5924.JPG" width="640" /></a></div>
<p></div>
<div></div>
<div><b>Crackers al pomodoro e origano</b></div>
<p>500 g di farina 0<br />70 g di passata di pomodoro<br />1 cucchiaio di origano<br />170 ml di acqua<br />60 g do olio extra vergine d&#8217;oliva<br />15 g di sale<br />5/10 g di lievito di birra</p>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-d2A1M8cYDcA/W4WsccXcq1I/AAAAAAAAET4/Lg4MgSqFpv4QLmvXmacgxzhw0Weq3TiVwCEwYBhgL/s1600/IMG_5904.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-d2A1M8cYDcA/W4WsccXcq1I/AAAAAAAAET4/Lg4MgSqFpv4QLmvXmacgxzhw0Weq3TiVwCEwYBhgL/s640/IMG_5904.JPG" width="425" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-riN7Aho65aQ/W4Wsf6MazsI/AAAAAAAAEUY/WLee1oBhZFkvaBHMlRe1YynWjVqEUsDTgCEwYBhgL/s1600/IMG_5925.JPG"><img border="0" height="425" src="https://4.bp.blogspot.com/-riN7Aho65aQ/W4Wsf6MazsI/AAAAAAAAEUY/WLee1oBhZFkvaBHMlRe1YynWjVqEUsDTgCEwYBhgL/s640/IMG_5925.JPG" width="640" /></a></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-riN7Aho65aQ/W4Wsf6MazsI/AAAAAAAAEUY/WLee1oBhZFkvaBHMlRe1YynWjVqEUsDTgCEwYBhgL/s1600/IMG_5925.JPG"><br /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-riN7Aho65aQ/W4Wsf6MazsI/AAAAAAAAEUY/WLee1oBhZFkvaBHMlRe1YynWjVqEUsDTgCEwYBhgL/s1600/IMG_5925.JPG"><br /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-riN7Aho65aQ/W4Wsf6MazsI/AAAAAAAAEUY/WLee1oBhZFkvaBHMlRe1YynWjVqEUsDTgCEwYBhgL/s1600/IMG_5925.JPG"><br /></a>
<div></div>
<div></div>
<p><b>Per i grissini</b>
<div>Ribaltare l’impasto sul piano da lavoro, appiattirlo delicatamente senza sgonfiarlo e con una spatola ricavarne dei tronchetti.</div>
<div>Rotolare e contemporaneamente allungare la pasta spolverando con della farina di semola, facendo attenzione a non lavorarla eccessivamente.</div>
<div>Trasferire nella teglia rivestita di carta da forno.</div>
<div>Infornare a 200° e cuocere per 10 minuti, fino ad ottenere una doratura uniforme.</div>
<div>Togliere dalla teglia e lasciar raffreddare completamente. Riporre in un contenitore a chiusura ermetica.</div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-d5ZbPbbIY5Y/W4WsdcXw9pI/AAAAAAAAEUE/u7y_Dd1hWcoT2wvXWh95tk8cnhd46jW3wCEwYBhgL/s1600/IMG_5914.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-d5ZbPbbIY5Y/W4WsdcXw9pI/AAAAAAAAEUE/u7y_Dd1hWcoT2wvXWh95tk8cnhd46jW3wCEwYBhgL/s640/IMG_5914.JPG" width="426" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-eGbiNzYmzOA/W4WsgEd90eI/AAAAAAAAEUc/O28aH9xHieYhrRxsLsqcTWyX9Pg6PA2YwCEwYBhgL/s1600/IMG_5926.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-eGbiNzYmzOA/W4WsgEd90eI/AAAAAAAAEUc/O28aH9xHieYhrRxsLsqcTWyX9Pg6PA2YwCEwYBhgL/s640/IMG_5926.JPG" width="426" /></a></div>
<p><b>Grissini ai semi di sesamo</b><br />Stessa ricetta con aggiunta di semi di sesamo nell&#8217;impasto e sostituito 200 g di farina 0 con farina di tipo 2
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-GMWKX03EcoM/W4Wsa05tDZI/AAAAAAAAET0/2ntdOYl74VohFxFuDjthZdmBiFs5kKWkgCEwYBhgL/s1600/IMG_5901.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-GMWKX03EcoM/W4Wsa05tDZI/AAAAAAAAET0/2ntdOYl74VohFxFuDjthZdmBiFs5kKWkgCEwYBhgL/s640/IMG_5901.JPG" width="426" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-aE7GfGsoggY/W4Wsg6b5OpI/AAAAAAAAEUg/kPwcnXmhRB4Nx3iip4u-Z-Q57NFd6LnFACEwYBhgL/s1600/IMG_5928.JPG"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-aE7GfGsoggY/W4Wsg6b5OpI/AAAAAAAAEUg/kPwcnXmhRB4Nx3iip4u-Z-Q57NFd6LnFACEwYBhgL/s640/IMG_5928.JPG" width="426" /></a></div>
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		<title>Pasticcio di tagliatelle</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/pasticcio-di-tagliatelle/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2018 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano]]></category>
		<category><![CDATA[Pasticcio]]></category>
		<category><![CDATA[piselli]]></category>
		<category><![CDATA[ricotta]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pasticcio, insieme al timballo, lo sformato e il sartù, di gattopardesca memoria, evoca una cucina sontuosa, tipicamente meridionale, diffusa dai cuochi della corte borbonica. Una sontuosità nella forma, risultato di una lunga elaborazione e un’imponente presentazione. Ma in sostanza è un piatto che contiene elementi accessibili anche a una cucina popolare che molto spesso&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pasticcio-di-tagliatelle/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-ysT4m2gVAek/XA5S1J65HfI/AAAAAAAAEV0/MzZi57RvQiAiOd9jl_R66M7nJ_I55OwZwCEwYBhgL/s1600/IMG_0130.JPG"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-ysT4m2gVAek/XA5S1J65HfI/AAAAAAAAEV0/MzZi57RvQiAiOd9jl_R66M7nJ_I55OwZwCEwYBhgL/s640/IMG_0130.JPG" width="426" /></a></div>
<div></div>
<div>Il pasticcio, insieme al timballo, lo sformato e il sartù, di gattopardesca memoria, evoca una cucina sontuosa, tipicamente meridionale, diffusa dai cuochi della corte borbonica.</div>
<div>Una sontuosità nella forma, risultato di una lunga elaborazione e un’imponente presentazione.</div>
<div>Ma in sostanza è un piatto che contiene elementi accessibili anche a una cucina popolare che molto spesso è elevata e resa degna di un sovrano: bechamel, piselli, rigaglie, prosciutto, salsiccia e caciocavallo accompagnano paste corte e lunghe racchiudendo tutto in un involucro: pasta frolla dolce aromatizzata alla cannella, melenzane fritte, prosciutto crudo o semplicemente pane grattugiato.</div>
<div>Già Apicio, cuoco o scuola di cucina dell’antica Roma, descriveva un pasticcio fatto con poppe di scrofa, pezzi di pollo, tordi cotti e uniti a uova battute con olio, vino secco e passito e amido. Un mestolo di questa salsa alternati a strati di pasta.</div>
<div>Poi l’ artusiano pasticcio con una salsa balsamella arricchita di tartufi a fettine sottili e funghi secchi fatti rinvenire in acqua calda, con una presa di noce moscata a cui aggiungere animelle di pollo e strisciolino di prosciutto, che condivano una pasta tipica napoletana, possibilmente lunga, con pareti grosse e foro stretto.</div>
<div>Ma anche Leopardi ci parla di un pasticcio con piselli e basilico, in un ritaglio di carta custodito presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, dove vi è una lista di 49 piatti consumati dal poeta, suddivisi per stagione, con prodotti tipici del periodo, e preparati da Pasquale Ignarra, il monsù delle cucine delle dimore napoletane dove egli soggiornò&nbsp; dal 1833 fino alla fine della sua vita.</div>
<div>Ma veniamo a questo pasticcio di tagliatelle.</div>
<div>Una personale elaborazione della nonna di un esperto e profondo conoscitore della cucina, cultura e lingua napoletana, Raffaele Bracale, che ha ereditato a sua volta dalla mamma, divenendo negli anni la ricetta di famiglia delle feste. Quando l’ho scoperta l’ho rifatta fedelmente scoprendo un’armonia di sapori che connotano fortemente la mia terra. Elementi molto poveri che rendono questo piatto sfarzoso e opulento.</div>
<p>
<div>Poi come succede molto spesso, negli anni ho apportato delle mie personali modifiche (sostituendo, dalla ricetta originale, il pecorino con il parmigiano e aggiungendo la scamorza) che non hanno stravolto gli equilibri del piatto, ma lo hanno reso più vicino ai miei gusti personali&nbsp;</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-uhbw0ab77Wg/XA5S0_dRHhI/AAAAAAAAEV8/__IkaYUaTNUmEvCN-n7MTSsQTsreIN1lgCEwYBhgL/s1600/IMG_0134.JPG"><img border="0" height="425" src="https://4.bp.blogspot.com/-uhbw0ab77Wg/XA5S0_dRHhI/AAAAAAAAEV8/__IkaYUaTNUmEvCN-n7MTSsQTsreIN1lgCEwYBhgL/s640/IMG_0134.JPG" width="640" /></a></div>
<div>Dosi per 6 persone</div>
<div>Preparazione 40 minuti</div>
<div>Cottura 1 ora</div>
<div>Riposo 30 minuti</div>
<div></div>
<div>Ingredienti</div>
<div>500 g di tagliatelle all’uovo</div>
<div>250 g di ricotta salata fresca</div>
<div>200 g di salame</div>
<div>150 g di scamorza</div>
<div>400 g di piselli </div>
<div>1 cipolla</div>
<div>4 uova</div>
<div>150 g di parmigiano </div>
<div>300 g di pane raffermo</div>
<div>100 g di burro</div>
<div>Sale</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Procedimento&nbsp;</div>
<div>Tagliare il pane a fette sottili e lasciar tostare in forno a 200° per una quindicina di minuti; estrarre dal forno, far raffreddare, ridurre a piccoli pezzi e passarlo al mixer fino ad ottenere briciole. Miscelarle con 50 g di parmigiano grattugiato.</div>
<div>In un tegame rosolare dolcemente la cipolla tritata finemente con 50 g di burro, aggiungere i piselli precedentemente lessati in acqua e lasciar cuocere per 15<span>&nbsp; </span>minuti.</div>
<div>Lessare le tagliatelle in abbondante acqua; salare con moderazione.</div>
<div>Nel frattempo stemperare la ricotta salata con un mestolo di acqua di cottura della pasta, aggiungere 2 uova battute e il parmigiano e amalgamare fino ad ottenere la consistenza di una crema.</div>
<div>Ridurre il salame in piccoli dadini.</div>
<div>Rassodare le altre 2 uova, sgusciarle sotto un getto di acqua fredda e tagliarle in quattro spicchi.</div>
<div>Scolare le tagliatelle, amalgamarle con la crema di ricotta, aggiungere il salame, i piselli e la scamorza grattugiata.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-OpsqKkbdNBA/XA5S1PZVIrI/AAAAAAAAEV4/f-0gqrZGBoMvPrENs4Mbtt8Bo-brJoh8ACEwYBhgL/s1600/IMG_0104.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-OpsqKkbdNBA/XA5S1PZVIrI/AAAAAAAAEV4/f-0gqrZGBoMvPrENs4Mbtt8Bo-brJoh8ACEwYBhgL/s640/IMG_0104.JPG" width="426" /></a></div>
<div></div>
<div>Imburrare uno stampo alto per ciambella da 24<span>&nbsp; </span>cm di diametro, cospargere con il pangrattato al formaggio, versare metà delle tagliatelle, distribuire gli spicchi di uova sode e completare con le restanti tagliatelle.</div>
<div>Spolverare la superficie con altro pangrattato e<span>&nbsp; </span>distribuire qualche ciuffetto di burro.</div>
<div>Infornare a<span>&nbsp; </span>200° e cuocere per 1 ora. Se occorre coprire con un foglio di alluminio.</div>
<div>A cottura terminata lasciar riposare in forno per 30 minuti, poi trasferire su un piatto da portata servire direttamente in tavola.</div>
<div>Volendo si può accompagnare con una salsa leggera di pomodoro. </div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-Xi4JY-7V_Ss/XA5S2Yf2I9I/AAAAAAAAEVw/j3ZAyO12xC0tqDIQjgUaRc9mDUmnMS8MgCLcBGAs/s1600/IMG_0149.JPG"><img border="0" height="425" src="https://3.bp.blogspot.com/-Xi4JY-7V_Ss/XA5S2Yf2I9I/AAAAAAAAEVw/j3ZAyO12xC0tqDIQjgUaRc9mDUmnMS8MgCLcBGAs/s640/IMG_0149.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
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		<title>Tortilla di patate classica e una tortilla rivisitata con patata il oleocottura, camicia di albume, tuorlo fritto e confettura di cipolla al miele</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2018 21:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[cipolla]]></category>
		<category><![CDATA[cipolle]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[fritto]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[patata]]></category>
		<category><![CDATA[tuorlo]]></category>

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		<description><![CDATA[Era una vita che volevo fare la tortilla, ma ogni volta facevo la frittata di patate Ma non è una frittata di patate Poi è arrivata Mai, del blog Il colore della curcuma, che con la sfida n 72, mi ha introdotta nel meraviglioso mondo della tortilla. Con questa sfida l&#8217;Mtc cambia veste rispetto a&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tortilla-di-patate-classica-e-una-tortilla-rivisitata-con-patata-il-oleocottura-camicia-di-albume-tuorlo-fritto-e-confettura-di-cipolla-al-miele/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><b><br /></b></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Jb2P15QUhks/WuCKvo9VS2I/AAAAAAAAERY/QRlKgpXahHsLDM3QwXG2azVH8aOH2W8jACEwYBhgL/s1600/IMG_0121.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-Jb2P15QUhks/WuCKvo9VS2I/AAAAAAAAERY/QRlKgpXahHsLDM3QwXG2azVH8aOH2W8jACEwYBhgL/s640/IMG_0121.jpg" width="425" /></a></div>
<div><span><b><br /></b></span></div>
<div><span>Era una vita che volevo fare la tortilla, ma ogni volta facevo la frittata di patate</span></div>
<div><span>Ma non è una frittata di patate</span></div>
<div><span>Poi è arrivata <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://ilcoloredellacurcuma.blogspot.it/">Mai, del blog Il colore della curcuma,</a> che con la sfida n 72, mi ha introdotta nel meraviglioso mondo della tortilla.</span></div>
<div><span>Con questa sfida l&#8217;Mtc cambia veste rispetto a come è stato strutturato per ben otto anni e prende tutta un&#8217;altra strada, rimanendo sempre una scuola di cucina.&nbsp;</span></div>
<div><span>Si chiude allo stesso modo di come cominciò, infatti &#8220;In principio fu l&#8217;uovo&#8221;, ma come dice Alessandra Gennaro, mente acuta e fautrice di questa meravigliosa macchina che ha fatto scuola in questi anni, si chiude solo il primo tomo della storia dell?Mtc.</span></div>
<div><span>E anche io chiudo allo stesso modo di come furono i miei inizi, chiedendo l&#8217;intervento dell&#8217;amico-cugino-blogger <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.isaporidelmediterraneo.it/">Pasquale Alberico, I Sapori del Mediterraneo.</a></span></div>
<div><span>Questo non è un post a quattro mani ma a tre mani. Si leggete bene</span></div>
<div><span>Purtroppo ho il braccio destro ingessato dal 2 aprile&#8230;&#8230;.ma ho voluto cucinare comunque</span></div>
<div><span>Pasquale si è occupato delle foto e di eseguire la tortilla classica, molto più laboriosa della versione creativa.</span></div>
<div><span>Sbucciare tutte quelle patate e ridurle a tocchetti irregolari e poi girare la tortilla e poi ancora fotografare&#8230;&#8230;</span></div>
<div><span>E siamo tornati così ai vecchi tempi, agli inizi; insieme abbiamo ricordato di quando facemmo le arancine e di quante lui ne mangiò in auto sulla strada del ritorno; e poi la pasqualina e poi ancora i pici con il nostro coniglio all&#8217;ischitana. Devo dire la verità quei tempi dell&#8217;Mtc mi mancano davvero tanto.</span></div>
<div><span>Ma dobbiamo essere aperti al nuovo, a nuove strade da percorrere, con uno spirito di umiltà e tanta voglia di imparare.</span></div>
<div><span>Ho molta difficoltà a scrivere con la sinistra per cui termino questo post con l&#8217;augurio di percorrere ancora tanta altra sreda i nsieme</span></div>
<div><span><b><br /></b></span></div>
<div><span><b>La tortilla classica</b></span></div>
<div><span><b><br /></b></span></div>
<div><span>(Ricetta eseguita da Pasquale Alberico con la &#8220;supervisione&#8221; di Golino Antonietta &#8211; per essere sicuri che si facesse come lei voleva)</span></div>
<div><span><b><br /></b></span></div>
<div><span><b><br /></b></span></div>
<div><span><b>Ingredienti</b>&nbsp;</span></div>
<div><span>(per una padella di 25 cm di diametro)</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Kg 1,2 di patate al netto degli scarti</span></div>
<div><span>11 uova</span></div>
<div><span>1 cipolla doreta grande</span></div>
<div><span>olio extra vergine</span></div>
<div><span>sale</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/--TRGPWYjvQQ/WuCLzH_ErrI/AAAAAAAAERo/hghWEevfHB8c6wjAd3BF5s_PAmpLoFCwgCLcBGAs/s1600/tortillapatate_ing_ilcoloredellacurcuma.jpg"><img border="0" height="521" src="https://2.bp.blogspot.com/--TRGPWYjvQQ/WuCLzH_ErrI/AAAAAAAAERo/hghWEevfHB8c6wjAd3BF5s_PAmpLoFCwgCLcBGAs/s640/tortillapatate_ing_ilcoloredellacurcuma.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><span>Foto di Mai Esteve</span></span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-jVdxnN5T7dE/WuCLwl0iCuI/AAAAAAAAERs/n_rZ36IvtIYf0Lx5Eegv2HPzQQyZyj5KwCEwYBhgL/s1600/tortillapatate_%2Bpadelle_ilcoloredellacurcuma_A.jpg"><img border="0" height="377" src="https://2.bp.blogspot.com/-jVdxnN5T7dE/WuCLwl0iCuI/AAAAAAAAERs/n_rZ36IvtIYf0Lx5Eegv2HPzQQyZyj5KwCEwYBhgL/s640/tortillapatate_%2Bpadelle_ilcoloredellacurcuma_A.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><span>Foto di Mai Esteve</span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Lavate le patate e sbucciatele, tagliatele a pezzi irregolari,&nbsp; friggetele con dell&#8217; olio e dopo 5 minuti aggiungete la cipolla tagliata a fettine molto sottili.&nbsp;</span></div>
<div>
<div><span>Già qui ci sono diversi tipi di pensieri su come deve essere il taglio delle patate.&nbsp;</span></div>
<p><span>
<div><span>Salate mentre friggono e girate ogni tanto per non bruciarle, sarebbe meglio farle saltare per non spappolarle troppo.</span></div>
<p></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-MqKZwVosHg8/WuCKGVSJAiI/AAAAAAAAERQ/6YbzNCiOrLkX_3LAMHwxN0IIxyKK0vVcACEwYBhgL/s1600/IMG_0062.jpg"><img border="0" height="266" src="https://3.bp.blogspot.com/-MqKZwVosHg8/WuCKGVSJAiI/AAAAAAAAERQ/6YbzNCiOrLkX_3LAMHwxN0IIxyKK0vVcACEwYBhgL/s400/IMG_0062.jpg" width="400" /></a></div>
<div></div>
<div><span>In una ciotola sbattete le uova e salate.</span></div>
<div><span>Quando le patate e la cipolla sono cotte e dorate, versatele dentro il recipiente con le uova sbattute, tenendo cura di non versarci l&#8217;olio ma lasciarlo nella padella e amalgamare.</span></div>
<div>
<div>
<div><span>A questo punto versate&nbsp;il composto nella padella, a fuoco</span><span>&nbsp;basso. e controllare di tanto in tanto con un mestolo di legno che non bruci.&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-ps3TpIGoqEw/WuCKQjLxPJI/AAAAAAAAERQ/GJf3oeR-XFgo5rrAYNPfw2fg7YoNATQagCEwYBhgL/s1600/Senza%2Btitolo-3.jpg"><img border="0" height="332" src="https://4.bp.blogspot.com/-ps3TpIGoqEw/WuCKQjLxPJI/AAAAAAAAERQ/GJf3oeR-XFgo5rrAYNPfw2fg7YoNATQagCEwYBhgL/s400/Senza%2Btitolo-3.jpg" width="400" /></a></div>
<div><span>
<div></div>
<div><span><br /></span></div>
<p>Adesso arriva&nbsp; la parte più temuta&#8230; GIRARLA! Ma niente panico.</span></div>
</div>
<div><span>Dovete soltanto avere un piatto abbastanza grande da coprire giusto la padell</span><span>a: appoggiate la mano sopra mentre con l&#8217;altra mano reggete la padella e giriate, accompagnando con il piatto.</span></div>
<div><span>Fate cuocere all&#8217;altro lato.</span></div>
<div><span>Far scivolare la tortilla dalla padella su un piatto da portata e servite.</span></div>
<div><span>A questo punto Mai dice:</span></div>
<div>
<div><span>Una cosa la quale ci tengo a dire, alla quale magari molti di voi arrufferete il naso, è che la tortilla non deve mai risultare secca a o ben cotta dentro, deve risultare &#8220;bavosa&#8221;, &#8220;umidiccia&#8221; … insomma un po&#8217; cruda!&nbsp;</span></div>
<div><span>Termine che nel dialetto antico di Marcianise si traduceva &#8221; Aunosa&#8221;</span></div>
</div>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div><b><br /></b></div>
<div><b>La tortilla creativa con patata in oleocottura, camicia di albume,&nbsp; tuorlo fritto e confettura di cipolle al miele</b></div>
<div>(ricetta eseguita da Golino Antonietta)</div>
<p>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-cfKGi8bu_nI/WuCJu2K719I/AAAAAAAAEQ8/0G5OI-tAtvUEWJI8YAbYK4X-NJ1ZGdMggCEwYBhgL/s1600/IMG_0006.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-cfKGi8bu_nI/WuCJu2K719I/AAAAAAAAEQ8/0G5OI-tAtvUEWJI8YAbYK4X-NJ1ZGdMggCEwYBhgL/s640/IMG_0006.jpg" width="425" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Nella versione creativa ho voluto usare gli stessi ingredienti della tortilla classica, ad eccezione di qualche piccola aggiunta, destrutturandola e utilizzando metodi di cottura differenti.</div>
<p>
<div>Il tuorlo fritto, è ormai noto, è di Cracco.</div>
<div>Era da tempo che volevo provare questa procedura e quale migliore occasione di questa!</div>
<div>Come era da tempo che volevo provare l&#8217;oleocottura applicata a un vegetale.</div>
<div>Mentre la camicia di albume è semplicemente un uovo in camicia senza tuorlo e qui mi è stato prezioso l&#8217;Mtc di ottobre 2013 quando imparai finalmente a fare l&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://latrappolagolosa.blogspot.it/2013/10/american-breakfast-eggs-benedict-con.html">uovo alla Benedict</a></div>
<div>Confettura di cipolle? No questa non è nuova per me: amo fare queste &#8220;cose strane&#8221;</div>
<div><b><br /></b></div>
<div><b>Per la patata in oleocottura</b></div>
<div>1 &#8211; 2 grosse patate</div>
<div>un padellino da 12 cm di diametro</div>
<div>un coppapasta da 5 cm di diametro</div>
<div>olio di girasole</div>
<div>Affettare la patata e ricavarne due dischi alti poco più di 2 cm.</div>
<div>Trasferirli nel padellino, coprire di olio e posizionarlo su una fiamma bassa o una piastra elettrica mantenendo la temperatura tra 70 e 80° per almeno 90 minuti.</div>
<div>Scolare le fette di patata, adagiarle su carta assorbente e far raffeddare</div>
<div>Scaldare di nuovo l&#8217;olio e portarlo a 175°, riprendere le fette di patata una alla volta e friggerle giusto il tempo di ottenere una crosticina dorata (circa 1 minuto)</div>
<div>Rimettere su carta per fritti</div>
<div></div>
<div><b>Per il tuorlo fritto</b></div>
<div>2 uova</div>
<div>pangrattato</div>
<div>olio di girasole</div>
<div>Sgusciare le uova in due ciotoline separate, prelevare i tuorli e adagiarli su del pangrattato; coprire con altro pangrattato e trasferire in freezer per 5 ore</div>
<div>A questo punto adagiare un tuorlo alla volta su un ragno e friggere per almeno 30 secondi a 170*</div>
<div></div>
<div><b>Per la camicia di albume</b></div>
<div>2 albumi<b>&nbsp;</b></div>
<div><span>In una casseruola da 24 cm di diametro, versare circa 5 cm di acqua e scaldarla a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola.</span></div>
<div>
<div>Versare delicatamente un albume alla volta sulla superficie dell&#8217;acqua, lasciando che vada dolcemente a fondo. Far cuocere &nbsp;per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare eventualmente dal fondo della pentola.</div>
<div>Con un mestolo forato togliete gli albumi dall&#8217;acqua scolandoli molto bene e se fosse necessario tamponare il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l&#8217;acqua in eccesso.</div>
</div>
<div></div>
<div><b>Per la confettura di cipolla</b></div>
<div>1 cipolla da 120 g circa</div>
<div>50 g di miele millefiori</div>
<div>50 ml di acqua</div>
<div>1 pizzico di sale</div>
<div>1 pizzico di pepe</div>
<div>Pulire la cipolla, tagliarla a fette sottili e tritarla</div>
<div>Trasferirla in una piccola casseruola e aggiungere il resto degli ingredienti</div>
<div>Lasciar cuocere a fuoco dolce e coperto per 30 minuti</div>
<div></div>
<div><b>Assemblaggio</b></div>
<div>Posizionare su un piatto da portata&nbsp; le fette di patata, adagiare sopra l&#8217;albume e poi il tuorlo</div>
<div>Guarnire con la confettura di cipolla e volendo dell&#8217;erba cipollina</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-mqy4-VRkwN0/WuCJ9VBhWqI/AAAAAAAAEQ4/zKor7vr8H5Y3w4tewRHurMpgGAzbK1cuQCLcBGAs/s1600/IMG_0010.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-mqy4-VRkwN0/WuCJ9VBhWqI/AAAAAAAAEQ4/zKor7vr8H5Y3w4tewRHurMpgGAzbK1cuQCLcBGAs/s640/IMG_0010.jpg" width="566" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mtchallenge.it/2018/04/05/la-ricetta-della-sfida-n-72/">Con questa ricetta partecipo alla sfida n 72 dell&#8217;Mtc</a>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-W_c_--N67No/WuCME2sQWiI/AAAAAAAAER0/obGc_kTZOWs_gXaEKwe5sEbvhjISapCMQCLcBGAs/s1600/banner_sfidadelmese_72.jpg"><img border="0" height="304" src="https://4.bp.blogspot.com/-W_c_--N67No/WuCME2sQWiI/AAAAAAAAER0/obGc_kTZOWs_gXaEKwe5sEbvhjISapCMQCLcBGAs/s640/banner_sfidadelmese_72.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
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		<title>The afternoon tea</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/the-afternoon-tea/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2018 21:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cake]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[fette]]></category>
		<category><![CDATA[IO]]></category>
		<category><![CDATA[Lemon]]></category>
		<category><![CDATA[Mary Berry]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando la vita ti costringe a prendere altre strade che ti portano lontano da quelle che per anni erano abitudini consolidate e appuntamenti ricorrenti, e quando si innesca un processo di accettazione di quello che sembrava uno stravolgimento della routine, ti accorgi all&#8217;improvviso che ci sono dei punti fermi che mai puoi abbandonare lungo la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/the-afternoon-tea/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-lCXbE_swdoI/Wrjy4-V5KxI/AAAAAAAAEPk/SIIz4bPYsV8tklgxlwNmm-HIlej1Gp0fACLcBGAs/s1600/IMG_0010.png"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-lCXbE_swdoI/Wrjy4-V5KxI/AAAAAAAAEPk/SIIz4bPYsV8tklgxlwNmm-HIlej1Gp0fACLcBGAs/s640/IMG_0010.png" width="424" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<p>Quando la vita ti costringe a prendere altre strade che ti portano lontano da quelle che per anni erano abitudini consolidate e appuntamenti ricorrenti, e quando si innesca un processo di accettazione di quello che sembrava uno stravolgimento della routine, ti accorgi all&#8217;improvviso che ci sono dei punti fermi che mai puoi abbandonare lungo la strada del cambiamento: prenderti cura dei figli, ricordarti dei tuoi cari, ritornare in posti dove c&#8217;è un pezzo del tuo cuore.<br />Tra questi punti fermi c&#8217;è anche l&#8217;Mtc e con esso il mio blog. Una dimensione, un luogo del cuore dove, come un diario, posso ritrovare me stessa, il mio IO più profondo.<br />Pensavo di lasciare l&#8217;Mtc, pensavo di fermarmi con il blog&#8230; ma mi sbagliavo perché qui c&#8217;è un grande pezzo del mio cuore.<br />La presa di coscienza è arrivata con la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.murzillosaporito.com/post/2018/02/19/Smoke(d)-on-the-water-anatra-confit-con-pudding-di-brioche-allaglio-affumicato-e-chutney-allalbicocca.aspx">vittoria di Valeria</a>, &#8211; l&#8217;autrice di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.murzillosaporito.com/">Murzillo Saporito</a>&nbsp;che con la sfida n. <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mtchallenge.it/2018/03/06/mtc-n-71-la-ricetta-della-sfida-marzo/">71 dell&#8217;Mtc</a> ci ha proposto <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.murzillosaporito.com/post/2018/03/06/MTC-N71-La-ricetta-della-sfida-di-marzo-e.aspx">The Afternoon Tea</a>&nbsp;- che mi ha fatto fermare e innescare in me una presa di coscienza della mia scelta che stavo per fare.<br />Valeria è una di quelle persone che mi riportano agli albori del mio blog. Una di quelle prime che seguivo e che mi permettevano di affacciarmi su questa realtà, una delle due (l&#8217;altra è <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ricetteevignette.blogspot.it/">Francesca</a>) che mi hanno fatto conoscere e amare l&#8217;Mtc.<br />Quindi rieccomi.</p>
<p>Per quanto riguarda il servizio da tè, non ho tirato fuori quello della nonna (made in England) nè quello della suocera (veramente carino, in fine porcellana bavarese) , ma ho preferito il mio, modesto e semplice ma che io amo tanto e che rientra nei miei usi ordinari, in quanto io amo il tè quanto il caffè: entrambi li gusto in purezza senza aggiungere nulla.</p>
<p>Le mie proposte sono davvero essenziali, degne di un tè molto frugale: questo per farvi capire quanto poco tempo ormai abbia a disposizione<br />Chi mi conosce da anni sa che la maggioranza degli ingredienti sarebbero stati frutto di autoproduzione, soprattutto per i sandwich: avrei fatto io il pane in cassetta, la cheese cream e la maionese: bhè questa in effetti l&#8217;ho fatta io, ma qualche giorno fai e mi mancano le foto per spiegarvi il procedimento.
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-D4YNgG5Sels/Wrjz-G07BAI/AAAAAAAAEP8/vYRvn_4b3wUol_7QaLVHLcKeIV3sO7NYwCLcBGAs/s1600/IMG_0016.png"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-D4YNgG5Sels/Wrjz-G07BAI/AAAAAAAAEP8/vYRvn_4b3wUol_7QaLVHLcKeIV3sO7NYwCLcBGAs/s640/IMG_0016.png" width="424" /></a></div>
<div></div>
<p>
<div></div>
<div><b>Il Tea</b></div>
<div>Ho scelto il tè darjeeling che è tra i miei preferiti. Un tè nero pregiato, proveniente dall&#8217;India, con aromi tra il fruttato e floreale.</div>
<div>Ho preriscaldato la teiera, ho versato 1 cucchiaino di tè&nbsp; e poi una tazza di acqua a persona. L&#8217;acqua solitamente uso quella in bottiglia, riscaldandola fino quasi a l&#8217;ebollizione. Ho lasciato in infusione per tre minuti circa e ho poi versato nelle tazze. Solitamente non uso aggiungere nulla: latte, zucchero e limone li servo solo se chiesti dall&#8217;ospite.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-_oSy4ZiARSQ/Wrjzxu8lSRI/AAAAAAAAEP0/bDuvqtLKcSko_sbYiVyZomAVTEMQyUlBgCLcBGAs/s1600/IMG_0006.png"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-_oSy4ZiARSQ/Wrjzxu8lSRI/AAAAAAAAEP0/bDuvqtLKcSko_sbYiVyZomAVTEMQyUlBgCLcBGAs/s640/IMG_0006.png" width="424" /></a></div>
<div></div>
<p><b>Lemon Drizzle Cake di Mary Berry</b></p>
<p>Ingredienti<br />180g di farina<br />150 g di zucchero<br />1 cucchiaino di lievito per dolci<br />buccia grattugiata di 3 limoni<br />150 g di burro<br />3 uova<br />4 cucchiai di latte</p>
<p>In una ciotola versare la farina, lo zucchero, il lievito e la buccia di limone; miscelare e aggiungere il burro fuso e raffreddato, le uova e il latte.<br />Amalgamare e versare in uno stampo imburrato da 18 cm di diametro.<br />Trasferire in forno preriscaldato a 180° e cuocere per 40 minuti</p>
<p>Per la glassa<br />Spremere il succo di 3 limoni e aggiungere 80 g di zucchero. Miscelare e versare sulla torta ancora calda</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-Sl0gNMY7C04/WrjzilK0CtI/AAAAAAAAEPw/2ndBzLf-vHguylPstXzWT2OphJwkhiaKQCLcBGAs/s1600/IMG_0015.png"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-Sl0gNMY7C04/WrjzilK0CtI/AAAAAAAAEPw/2ndBzLf-vHguylPstXzWT2OphJwkhiaKQCLcBGAs/s640/IMG_0015.png" width="424" /></a></div>
<div></div>
<p><b>Finger eggs sandwich</b><br /><b><br /></b>Ingredienti per 6 fingers<br />6 fette di pane in cassetta<br />2 uova sode<br />50 g di maionese<br />1 cucchiaino di senape<br />1 pizzico di pepe<br />50 g di cheese cream<br />50 g di burro<br />buccia grattugiata di 1 arancia</p>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-XgEE7amosJY/WrjzU2bMXCI/AAAAAAAAEPo/0OS2BKffB6ITmPoX3xuTdgYUXi2QQB-ggCLcBGAs/s1600/IMG_0018.png"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-XgEE7amosJY/WrjzU2bMXCI/AAAAAAAAEPo/0OS2BKffB6ITmPoX3xuTdgYUXi2QQB-ggCLcBGAs/s640/IMG_0018.png" width="424" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<p>Tagliare a dadini le uova sode, aggiungere la maionese, la senape e il pepe e amalgamare delicatamente, giusto il tempo di velare i pezzetti di uovo.<br />Lavorare il burro a pomata, aggiungere il formaggio e la buccia di arancia. Con questa crema spalmare le fette di pane e distribuire su tre fette le uova. Chiudere con l&#8217;altra fetta, eliminare la crosta e dividere ogni sandwich a metà</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-sZNUp4uqlx0/WrjytXLsoII/AAAAAAAAEPg/Xt4mG1sQ4h0tGDpHye41z27vYoutShBxgCEwYBhgL/s1600/IMG_0013.png"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-sZNUp4uqlx0/WrjytXLsoII/AAAAAAAAEPg/Xt4mG1sQ4h0tGDpHye41z27vYoutShBxgCEwYBhgL/s640/IMG_0013.png" width="424" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mtchallenge.it/2018/03/06/mtc-n-71-la-ricetta-della-sfida-marzo/">Con questa ricetta partecipo alla sfida n 71 dell&#8217;Mtc</a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mtchallenge.it/2018/03/06/mtc-n-71-la-ricetta-della-sfida-marzo/"><img border="0" height="304" src="https://2.bp.blogspot.com/-VJ_B9trwbZM/WrgGSJcFKvI/AAAAAAAAEPA/sH95_xk-_HEbHjLBVFcyFQ5wSNOn-exJACLcBGAs/s640/banner_sfidadelmese_71-1024x489.jpg" width="640" /></a></div>
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		<title>Il pane dolce dello Shabbat con lievito madre, come un abbraccio e una coccola</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/il-pane-dolce-dello-shabbat-con-lievito-madre-come-un-abbraccio-e-una-coccola/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 07:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensare a Michael mi fa pensare alle mani La sua mano che si aggancia a quella di Micol per testimoniare e mostrare fieramente il loro legane Immagine del profilo Facebook di Micael Meyers E la sua mano che regge con fierezza un trancio di pizza ottenuto superando difficoltà legate soprattutto al luogo (che io non&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-pane-dolce-dello-shabbat-con-lievito-madre-come-un-abbraccio-e-una-coccola/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-0ueBlvDIkJk/WhyfFR34vGI/AAAAAAAAEMM/rZhnrjstjH0R6N9YYU_uZsOTEU-QxQm1QCLcBGAs/s1600/24203509_1641578329235390_1681323400_n.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-0ueBlvDIkJk/WhyfFR34vGI/AAAAAAAAEMM/rZhnrjstjH0R6N9YYU_uZsOTEU-QxQm1QCLcBGAs/s640/24203509_1641578329235390_1681323400_n.jpg" width="426" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div>Pensare a Michael mi fa pensare alle mani</div>
<div>La sua mano che si aggancia a quella di Micol per testimoniare e mostrare fieramente il loro legane</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-1-a-esgT1QM/Whut-JlxngI/AAAAAAAAELk/aW-LGoKLioE1NJAL2PA_f_ZB4LyZUJuEQCLcBGAs/s1600/michael.jpg"><img border="0" height="400" src="https://3.bp.blogspot.com/-1-a-esgT1QM/Whut-JlxngI/AAAAAAAAELk/aW-LGoKLioE1NJAL2PA_f_ZB4LyZUJuEQCLcBGAs/s400/michael.jpg" width="400" /></a></div>
<div><span>I</span><span>mmagine del profilo Facebook di Micael Meyers</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<p>E la sua mano che regge con fierezza un trancio di pizza ottenuto superando difficoltà legate soprattutto al luogo (che io non avevo messo in conto) dove si trovava, New Delhi : il clima umido,la reperibilità della farina della forza che avevo indicato io e il lievito.<br />Una pizza fatta a due teste e quattro mani e io aggiungo a due cuori, con la sua cara <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://burro-e-miele.blogspot.it/2016/06/mica-pizza-e-fichi-o-si.html">Eleonora</a><br />Quella pizza racconta di pazienza, perseveranza, dedizione e tenacia.<br />E poi rispecchiava un po&#8217; il mio modo di pensare: &#8220;Per me è stata sempre questione di sentire l&#8217;impasto tra le mani, lasciarlo lievitare a temperatura ambiente e poi dargli forma.Non sono mai stato tecnico, è tutto nuovo per me&#8221; (Evidentemente il mio post sulla pizza era risultato molto tecnico)<br />Mi avevano colpito le farciture. Una con mozzarella di bufala indiana:io che lavoravo in un caseificio, mi sentivo molto lusingata per questa scelta. Per lui, franco-anglo.polacco.israeliano, era molto buona.<br />L&#8217;altra farcitura era con Blue Stilton e fichi secchi; un abbinamento che amo particolarmente soprattutto quando preparo brioche e plumcake salati.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-5rVp2X4k4z0/WhuuHYhdT2I/AAAAAAAAELs/iW-VegZbSOwA3hcYlo2JnVD_SmQeRECPQCLcBGAs/s1600/pizza%2Be%2Bfichi%2B02.jpg"><img border="0" height="400" src="https://1.bp.blogspot.com/-5rVp2X4k4z0/WhuuHYhdT2I/AAAAAAAAELs/iW-VegZbSOwA3hcYlo2JnVD_SmQeRECPQCLcBGAs/s400/pizza%2Be%2Bfichi%2B02.jpg" width="266" /></a></div>
<p>Ora&nbsp; lui non c&#8217;è più.<br />E ora che si è deciso di celebrare la sua memoria con il pane dolce del sabato, una ricetta di Eleonora proposta per la sfida dell&#8217;Mtc nel lontano 2012, volevo mettere fichi e Bleu Stilton in quella treccia, ma non è stato possibile.<br />Il Sabato prescrive&nbsp; che si mangi la carne e secondo i dettami del Kasherut questa esclude il latte e quindi tutti i suoi derivati<br />Ma una treccia solo con i fichi già mi bastava per ricordare il doc e ricambiare il suo omaggio nei miei confronti. A un&#8217;altra ci ho aggiunto il cioccolato fondente, giusto per variare e provare questo abbinamento.<br />Ovviamente la mia versione è con il lievito madre, rispettando però fedelmente<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://burro-e-miele.blogspot.it/2012/10/la-ricetta-del-mtc-di-ottobre-eil-pane.html"> la ricetta di Eleonora</a>, dopo aver fatto i dovuti calcoli</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-NF_cJmEYiFw/WhuuCpjShbI/AAAAAAAAELo/oKwqDimZ_ikpce8f7Mp8E0iTcjm_aOYFwCLcBGAs/s1600/pane%2Bdolce.jpg"><img border="0" height="400" src="https://1.bp.blogspot.com/-NF_cJmEYiFw/WhuuCpjShbI/AAAAAAAAELo/oKwqDimZ_ikpce8f7Mp8E0iTcjm_aOYFwCLcBGAs/s400/pane%2Bdolce.jpg" width="267" /></a></div>
<div></div>
<p>Anche se è arrivato il suo ultimo respiro, il suo legame con Micol, con Eleonora e con quanti l&#8217;hanno amato, non si è spezzato; la sua presenza e la sua eredità morale continueranno a dare vita, forza e sostegno a coloro che hanno memoria di lui.<br />Ciao Doc</p>
<div>P<span>er due trecce ripiene:</span></div>
<div>
<div></div>
</div>
<div>
<div>450 g di farina 0</div>
<div>100 g di lievito madre</div>
<div>2 uova medie</div>
<div>100 g di zucchero</div>
<div>90 ml di acqua tiepida</div>
<div>125 ml di olio extra vergine d&#8217;oliva</div>
<div>10 g di sale</div>
<div>50 g di fichi secchi</div>
<div>50 g di cioccolato fondente</div>
<div>un tuorlo d&#8217;uovo</div>
<div>un cucchiaio di acqua</div>
<div>semi di sesamo e papavero</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-jeunH7Khdzk/Whye-u6hBsI/AAAAAAAAEMI/d7CxKGT50zQmJKrGF8Qen-oSB2kt8b6BgCLcBGAs/s1600/24099108_1641579319235291_744516235_n.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-jeunH7Khdzk/Whye-u6hBsI/AAAAAAAAEMI/d7CxKGT50zQmJKrGF8Qen-oSB2kt8b6BgCLcBGAs/s640/24099108_1641579319235291_744516235_n.jpg" width="425" /></a></div>
<p></div>
<div><span>Setacciare la farina.</span></div>
<div>Sciogliere il lievito madre nell&#8217;acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero, aggiungere 100 g di farina, amalgamare fino ad ottenere una consistenza omogenea e senza grumi e far riposare per 1 ora nel forno spento.<br />Unire alla farina il sale e lo zucchero, versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l&#8217;olio e per ultimo le uova, una alla volta.<br />Lavorare fino a che l&#8217;impasto si stacca dalla ciotola e dalle mani.</div>
<div>Lasciar lievitare fino al raddoppio; occorrono circa 6/8 ore.<br />Prelevare l&#8217;impasto dalla ciotola, dividerlo in due parti uguali e poi ognuna in tre.</div>
<div></div>
<div>Stendere su un piano infarinato e ottenere delle strisce lunghe circa 35 centimetri e larghe 15.<br />Farcire metà con i fichi tagliati a dadini e l&#8217;altra metà con cioccolato fondente tritato.</div>
<div>
<div>Arrotolarle e intrecciare.<br /><span>Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due/tre ore.&nbsp;</span></div>
<div>
<div>Sbattere il tuorlo d&#8217;uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo e papavero.</div>
<div><span>Infornare in forno già caldo e statico a 180° per circa 20 minuti.</span></div>
</div>
</div>
<p></p>
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		<title>Carbonara di spada</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Sep 2017 14:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[fiamma]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[guanciale]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 12 aprile sono entrata in un vortice che mi ha letteralmente cambiato la vita.Ho avviato la mia nuova attività: produzione di pasta fresca.Il primo a risentirne è stato il blog: completamente abbandonato, ma comunque seguito dai miei lettori. In tanti mi hanno chiesto di continuare a curarlo, in tanti in questi ultimi mesi mi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/carbonara-di-spada/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-i_33I2NY2z0/WckRQalbc9I/AAAAAAAAEK4/LPZQVty3RB4xQetC5p_yBnLof6c_c-M9gCEwYBhgL/s1600/IMG_2495.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-i_33I2NY2z0/WckRQalbc9I/AAAAAAAAEK4/LPZQVty3RB4xQetC5p_yBnLof6c_c-M9gCEwYBhgL/s640/IMG_2495.JPG" width="426" /></a></div>
<p>Dal 12 aprile sono entrata in un vortice che mi ha letteralmente cambiato la vita.<br />Ho avviato la mia nuova attività: produzione di pasta fresca.<br />Il primo a risentirne è stato il blog: completamente abbandonato, ma comunque seguito dai miei lettori. In tanti mi hanno chiesto di continuare a curarlo, in tanti in questi ultimi mesi mi hanno fatto capire quanto valga questo piccolo angolo virtuale.<br />Se non ho avvertito la nostalgia per il mio blog perché completamente assorbita dagli impegni lavorativi, tanta invece è stata la nostalgia per le persone con cui ero in contatto tramite questo.<br />In primis i membri dell&#8217;Mtc. Una community e un gioco che mi hanno dato tanto in termini di formazione fino a contribuire a farmi intraprendere questa nuova strada.<br />Stare al passo con le sfide mensili per me è davvero dura, considerando che lavoro 12 e a volte anche 14 ore al giorno, e con slalom pazzeschi per riuscire a seguire famiglia e figli soprattutto.<br />Dal mio laboratorio esce tanta pasta ma chi mi ha conosciuto nel passato tramite i social mi chiede di preparare un po di tutto per cene o buffet. I libri dell&#8217;Mtc sono sempre in giro, ormai tante pagine sono macchiate da burro o da schizzi vari; le qiuiche la fanno da padrona, prendo idee dalle insalate, e i danubi non mancano mai; mi vengono in aiuto tante preparazioni viste nelle varie sfide &nbsp;di tutti questi anni che come in un film mi attraversano la mente.<br />Un paradosso: non ho mai preparato un babà!<br />Ora vuoi la nostalgia, vuoi che si tratta di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://poverimabelliebuoni.blogspot.it/">Cristina</a>, non potevo non partecipare alla sua sfida, la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://poverimabelliebuoni.blogspot.it/2017/09/la-pasta-col-pesce-per-lmtc-n-67.html">numero 67</a> per l&#8217;esattezza, dove ha contribuito con un post che è una vera lezione di cucina e che consiglio caldamente di leggere.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mtchallenge.it/2017/09/05/mtc-n-67-la-ricetta-della-sfida/">Sfida 67 dell&#8217;Mtc</a></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-O5J_t4JEGtY/WcfPdXGGZuI/AAAAAAAAEJ4/H2pebSdJ5JMxud2i30VNkfqlvhMNdngIACLcBGAs/s1600/banner_sfidadelmese_67-1024x489.jpg"><img border="0" height="190" src="https://4.bp.blogspot.com/-O5J_t4JEGtY/WcfPdXGGZuI/AAAAAAAAEJ4/H2pebSdJ5JMxud2i30VNkfqlvhMNdngIACLcBGAs/s400/banner_sfidadelmese_67-1024x489.jpg" width="400" /></a></div>
<p>Cristina ci propone la pasta col pesce, un piatto che rappresenta un po&#8217; la nostra cucina e la nostra italianità soprattutto. Semplice all&#8217;apparenza ma con tecniche ben precise per ottenere dei risultati degni di questa preparazione.<br />Cristina consiglia di utilizzare brodi, fumetti e bisque (<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mtchallenge.it/2013/03/08/tips-tricks-tutto-fa-brodo-parte-ii/">qui</a> tutte le dritte) e fondamentale è la mantecatura finale (anche&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mtchallenge.it/2017/09/09/mantecare-la-pasta-tutti-segreti/">qui</a>&nbsp;vi consiglio caldamente di leggere le relative istruzioni) fermo restando di saper fare una buona pulitura e sfilettatura, bilanciando inoltre la sapidità.<br />Nella mia ricetta ho utilizzato il pesce spada che per il suo sapore un po&#8217; invadente mi ha fatto provare delle reticenze riguardo l&#8217;utilizzo di liquidi diversi per la mantecatura. Per cui sono andata a leggermi il r<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mtchallenge.it/2017/09/05/mtc-n-67-la-ricetta-della-sfida/">egolamento</a>&nbsp;e la cara Alessandra Gennaro al punto 4 recitava così:&nbsp;<span>per cui lavorate sempre sulle basi. Fumetti, bisque, liquidi di cottura delle cozze e delle vongole, brodi e tutto quello che può assicurarvi una buona partenza. </span><span><span>Ecco mi sono appellata proprio a questa ultima opzione ( a tutto quello che&#8230;) e l&#8217;acqua che ho aggiunto allo spada dopo la rosolatura, creando un sughetto decisamente carico di sapore, mi dava la sicurezza di poter ottenere una buona mantecatura.</span></span><br /><span><span>Con la mia ricetta ho azzardato un effetto speciale e questo non è per stupire Cristina.</span></span><br /><span><span>In effetti sono io una patita del rischio, di accostamenti che vanno al di là dell&#8217;usuale, di proporre quello che sembra ma non è. E allora dopo aver provato una genovese di baccalà, dopo che nel mio locale è diventato un must la puttanesca sempre con il baccalà e dopo che ho messo una cacio e pera in un raviolo, ora volevo violentare una carbonara.Era da tempo che ci pensavo e ora con la sfida dell&#8217;Mtc ho avuto la mia occasione.</span></span><br /><span><span>Ho continuato con gli azzardi usando il Conciato Romano, di cui nutro puro amore (mi ricorda il formaggio che faceva mio padre). Un formaggio da una forte personalità, molto simile al formaggio di fossa ma con aromi più spiccati.</span></span><br /><span><span>Ne ho usato davvero poco, perché con poco riesce a dare il meglio di sé, facendo percepire nitidamente i sentori alcolici tipici della frutta matura, che non sovrastano gli altri elementi ma li impreziosisce.</span></span><br /><span><span>Attenzione, ripeto poco, perché se si eccedesse allora prenderebbe il sopravvento la sua piccantezza</span></span><br />Cristina concede l&#8217;uso di qualsiasi tipo di pasta sconsigliando quelle fresche ai meno esperti, visto che assorbono tanto durante la mantecatura.<br />Ma io ormai vivo tra spaghettoni, scialatielli, fettucce e quant&#8217;altro faccia parte dell&#8217;universo pasta fresca e in tutti questi mesi ho imparato bene a gestirla, visto che ne cucino tanta, soprattutto nei fine settimana e tanta con il pesce. Infatti nel mio frigo non manca mai un vasetto con liquidi di cottura di cozze o vongole, e ogni tanto mi scappa anche di preparare un fumetto o una bisque.<br />Per cui per me la scelta è caduta subito sullo spaghettone quadrato, che amo in maniera particolare, per la sua rugosità che si sente in bocca e la sua consistenza.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-_Cf7vrn_bmM/Wcfr0o9mNUI/AAAAAAAAEKQ/rInnHx3qazgcPwtNffqry7rCAKe2f2WPwCLcBGAs/s1600/spaghettone.jpg"><img border="0" height="400" src="https://4.bp.blogspot.com/-_Cf7vrn_bmM/Wcfr0o9mNUI/AAAAAAAAEKQ/rInnHx3qazgcPwtNffqry7rCAKe2f2WPwCLcBGAs/s400/spaghettone.jpg" width="266" /></a></div>
<div></div>
<p>Ho trovato ben fatta anche l&#8217;infografica di Mari e Dani che stamperò per esporla nel mio negozio, visto che sempre più spesso i clienti mi chiedono consigli riguardo i formati.</p>
<p>L&#8217;infografica di&nbsp;<span>Di&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://lasagnapazza.blogspot.it/">Mari Lasagnapazza&nbsp;</a><span>e&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://acquaementa.com/">Dani</a></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-zRr_8jLRIyI/WcfP6OOGB7I/AAAAAAAAEJ8/UtxExhVOntABdPZmeAWnub-dbHE5gGasACLcBGAs/s1600/2017_09-pasta-Model-light.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-zRr_8jLRIyI/WcfP6OOGB7I/AAAAAAAAEJ8/UtxExhVOntABdPZmeAWnub-dbHE5gGasACLcBGAs/s640/2017_09-pasta-Model-light.jpg" width="339" /></a></div>
<div></div>
<div><b>Ingredienti per 4 persone</b></div>
<div>400 g di spaghettoni freschi</div>
<div>300 g di pesce spada</div>
<div>25 g di Conciato Romano</div>
<div>50 g di guanciale stagionato</div>
<div>50 ml di olio extravergine d&#8217;oliva</div>
<div>2 uova</div>
<div>sale</div>
<div>prezzemolo</p>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-k1osQrD_3Aw/WckRRqV1VsI/AAAAAAAAEK8/g9xbHhSzS9oxMCHxX12lB3dkrFPnnWaCwCLcBGAs/s1600/IMG_2492.JPG"><img border="0" height="426" src="https://2.bp.blogspot.com/-k1osQrD_3Aw/WckRRqV1VsI/AAAAAAAAEK8/g9xbHhSzS9oxMCHxX12lB3dkrFPnnWaCwCLcBGAs/s640/IMG_2492.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<div></div>
<p><b>Preparazione</b><br />Mettere sul fuoco una pentola per la pasta.<br />In un tegame versare l&#8217;olio e aggiungere il guanciale ridotto a strisce sottili.<br />Far sciogliere a fuoco dolcissimo.<br />Eliminare la pelle al pesce spada e ridurre questo a dadini. Aggiungere al guanciale, alzare la fiamma e far rosolare per un paio di minuti.<br />Aggiungere 50 ml di acqua, coprire e abbassare la fiamma al minimo e far sobbollire.<br />Battere le due uova con il Conciato Romano grattugiato.<br />Versare gli spaghetti nella pentola in ebollizione, aggiungere poco sale e far cuocere solo un minuto; prelevarli e ancora grondanti di acqua trasferirli nel tegame con il sugo. Tenere la fiamma vivace e spadellare continuamente per due minuti.<br />Eventualmente fosse necessario aggiungere l&#8217;acqua di cottura della pasta a cucchiaiate.<br />Spegnere, aggiungere le uova e amalgamare velocemente.<br />Impiattare e decorare con prezzemolo tritato e strisce di pelle di spada fritte.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-gBcRPh92NfY/WckRPnVroII/AAAAAAAAEK0/FekAElX8sU8TI34HCkKH5aE90UdsEjAXQCEwYBhgL/s1600/IMG_2493.JPG"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-gBcRPh92NfY/WckRPnVroII/AAAAAAAAEK0/FekAElX8sU8TI34HCkKH5aE90UdsEjAXQCEwYBhgL/s640/IMG_2493.JPG" width="426" /></a></div>
<p>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-7C9O1StyJ1g/WckRaV4OcTI/AAAAAAAAELE/wuaVZ9Yq_q8szGii0rw88J2R99x8firGgCLcBGAs/s1600/IMG_2498.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-7C9O1StyJ1g/WckRaV4OcTI/AAAAAAAAELE/wuaVZ9Yq_q8szGii0rw88J2R99x8firGgCLcBGAs/s640/IMG_2498.JPG" width="426" /></a></div>
<div></div>
<div>Questo condimento della foto fa parte di un piatto precedente dove ho rosolato la fetta di pesce spada intera, poi ho atteso che raffreddasse un po&#8217; e l&#8217;ho tagliata a cubetti.</div>
<div>Poi ho preferito tagliarlo prima e poi rosolarlo, ma comunque il procedimento e la consistenza sono stati identici</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-6A4HfeAD92s/WckRZHT34aI/AAAAAAAAELA/jqnRLea941Eab2z2ufNhNb3mthJ_GUXwwCEwYBhgL/s1600/IMG_2516.JPG"><img border="0" height="400" src="https://2.bp.blogspot.com/-6A4HfeAD92s/WckRZHT34aI/AAAAAAAAELA/jqnRLea941Eab2z2ufNhNb3mthJ_GUXwwCEwYBhgL/s400/IMG_2516.JPG" width="266" /></a></div>
<div></div>
<p>Un caloroso abbraccio ad <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://anoldfashionedlady.blogspot.it/">Alessandra</a>, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://poverimabelliebuoni.blogspot.it/">Cristina</a>, tutta la community dell&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mtchallenge.it/">Mtc</a> e a tutti i miei affezionati lettori</p>
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		<title>Bigoli al sugo d&#8217;anatra</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 15:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[anatra]]></category>
		<category><![CDATA[brodo]]></category>
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		<description><![CDATA[Doveva essere la ricetta di un&#8217;anatra all&#8217;arancia ma mi sono resa conto che qui non potevo regolarmi sul &#8220;quanto basta&#8221; e per ottenere un buon risultato il pennuto doveva essere decisamente molto più cicciotto, mentre il mio era solo 700 g!!!E allora l&#8217;idea di farci i bigoli.Prontamente mi metto a cercare il volume sulla cucina&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/bigoli-al-sugo-danatra/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-gVsRFSz-0Kc/WNp78Mo1fxI/AAAAAAAAEH4/lZA2v37JAqoewSk5LfVQkJewe8dqdO5RQCLcB/s1600/IMG_1791.JPG"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-gVsRFSz-0Kc/WNp78Mo1fxI/AAAAAAAAEH4/lZA2v37JAqoewSk5LfVQkJewe8dqdO5RQCLcB/s640/IMG_1791.JPG" width="426" /></a></div>
<p>Doveva essere la ricetta di un&#8217;anatra all&#8217;arancia ma mi sono resa conto che qui non potevo regolarmi sul &#8220;quanto basta&#8221; e per ottenere un buon risultato il pennuto doveva essere decisamente molto più cicciotto, mentre il mio era solo 700 g!!!<br />E allora l&#8217;idea di farci i bigoli.<br />Prontamente mi metto a cercare il volume sulla cucina veneta di una graziosa collana di cucina regionale che possiedo dall&#8217;era ante-web quando era ancora in uso acquistare libri e riviste, fare telefonate e persino scrivere lettere, e trovo quello che cerco: <u>Bigoli con l&#8217; anara</u> (no, non è un errore, non ho dimenticato la T, è così che chiamano questo pennuto dell&#8217;aia a Vicenza)<br />Poche cose, ce l&#8217;ho tutte, abbinate e cotte come si deve, già mi fanno pregustare il mio piatto.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-6-WDm_B1l_A/WNp79CEq55I/AAAAAAAAEIA/iJvcQfYXwLgu2vdUqzCgfkqo0Esd_a76wCLcB/s1600/IMG_1793.JPG"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-6-WDm_B1l_A/WNp79CEq55I/AAAAAAAAEIA/iJvcQfYXwLgu2vdUqzCgfkqo0Esd_a76wCLcB/s640/IMG_1793.JPG" width="426" /></a></div>
<div></div>
<div>Per la pasta&nbsp;</div>
<div>450 g di farina</div>
<div>3 uova (se possibile d&#8217;anatra)</div>
<div>1 dl di latte</div>
<div>30 g di burro&nbsp;</div>
<div>sale</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-EvPnu1z_Cy4/WNp7zVhD_ZI/AAAAAAAAEHw/lWzMXqPgSvwRS4Hx7LEDctRlqq321CqbgCLcB/s1600/IMG_1788.JPG"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-EvPnu1z_Cy4/WNp7zVhD_ZI/AAAAAAAAEHw/lWzMXqPgSvwRS4Hx7LEDctRlqq321CqbgCLcB/s640/IMG_1788.JPG" width="426" /></a></div>
<p>Sulla spianatoia versare la farina, aggiungere gli altri ingredienti (il burro è necessario ammorbidirlo prima) lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e sodo.<br />A questo punto si passano al torchio comunemente definito bigolaro.<br />In mancanza di questo passare la pasta un pezzetto alla volta attraverso la sfogliatrice allo spessore più largo, ricavarne delle strisce di 1/2 cm e arrotolare e allungare sulla spianatoia non infarinata ottenendo i bigoli.</p>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-FKUBkT3cHUs/WNp7zzAwGSI/AAAAAAAAEH0/xCcKmdPFGvMB9m_EolIG99dx5pFFXGL7gCLcB/s1600/IMG_1789.JPG"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-FKUBkT3cHUs/WNp7zzAwGSI/AAAAAAAAEH0/xCcKmdPFGvMB9m_EolIG99dx5pFFXGL7gCLcB/s640/IMG_1789.JPG" width="480" /></a></div>
<p>
<div>Per il condimento</div>
<div>1 anatra</div>
<div>2 cipolle</div>
<div>1 carota</div>
<div>1 foglia di alloro</div>
<div>2 cucchiai di olio</div>
<div>40 g di burro</div>
<div>1 bicchiere di vino bianco</div>
<div>sale e pepe</div>
<div>parmigiano grattugiato</div>
<p>Qui il libro dice di riunire tutti gli ingredienti (eccetto ovviamente il parmigiano e le interiora) farci un brodo, colare, cuocere i bigoli e servire l&#8217;anatra spolpata a parte.<br />A me così sembrava di sprecare e disperdere il sapore della polpa dell&#8217;anatra nel brodo, per cui ho fatto così:<br />Spolpare l&#8217;anatra e con la carcassa fare un brodo aggiungendo una cipolla, una carota e una costa di sedano. Salare e far cuocere per un due ore.Colare e tenere da parte.<br />In un tegame di terracotta soffriggere nel burro e nell&#8217;olio la cipolla con un po&#8217; di carota e una costa di sedano grattugiati, aggiungere la polpa e le interiora a dadini, sfumare con il vino, aggiungere l&#8217;alloro e il sale e far cuocere aggiungendo quando è necessario delle cucchiaiate di brodo.<br />Cuocere i bigoli nel brodo tenuto da parte, scolarli, mantecarli nel ragù d&#8217;anatra con il parmigiano e il pepe e servire
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-C4_xAndQVEc/WNp78b8e5FI/AAAAAAAAEH8/LumVIL24g40tmP8YiYqEcdD85CYJjWsfACLcB/s1600/IMG_1792.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-C4_xAndQVEc/WNp78b8e5FI/AAAAAAAAEH8/LumVIL24g40tmP8YiYqEcdD85CYJjWsfACLcB/s640/IMG_1792.JPG" width="426" /></a></div>
<p></p>
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		<title>Terrina di quinto quarto in crosta</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 15:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<description><![CDATA[Se con la sfida n 63 avevo esultato per 50 minuti tanto da riuscire a pubblicare a mezzanotte del primo giorno, ora con la sfida n 64 ho tremato per quasi 20 giorni, Spero mi perdoni l&#8217;incantevole Giuliana ma per me il tema &#8220;terrine&#8221; era davvero un po&#8217; troppo vintage, anzi l&#8217;ho sempre visto come&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/terrina-di-quinto-quarto-in-crosta/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-G9cB5ocdUms/WNZvWfJdB9I/AAAAAAAAEGw/vfKItHyp64McEdzUkuSW5M2EifbthbcJQCLcB/s1600/IMG_1774.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-G9cB5ocdUms/WNZvWfJdB9I/AAAAAAAAEGw/vfKItHyp64McEdzUkuSW5M2EifbthbcJQCLcB/s640/IMG_1774.JPG" width="426" /></a></div>
<div>Se con la sfida n 63 avevo esultato per 50 minuti tanto da riuscire a pubblicare a mezzanotte del primo giorno, ora con la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2017/03/05/mtc-n-64-la-ricetta-terrine/">sfida n 64</a> ho tremato per quasi 20 giorni,</div>
<div>Spero mi perdoni l&#8217;incantevole <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lagallinavintage.it/">Giuliana</a> ma per me il tema &#8220;terrine&#8221; era davvero un po&#8217; troppo vintage, anzi l&#8217;ho sempre visto come un reperto da museo dell&#8217;archeologia culinaria, forse perché da piccola vedevo foto di queste preparazioni su famose riviste da ricamo che acquistava una mia vecchia zia, per cui non mi ha mai lontanamente balenato l&#8217;idea di avvicinarmi a questo tipo di preparazioni, di conoscerle perlomeno, di capire magari che differenza ci fosse con un aspic o una mousse.&nbsp;</div>
<div>Poi, potere dell&#8217;Mtc, ho superato le mie reticenze, convincendomi che in cucina non esistono cose superate (proprio io che amo leggere Apicio!) e non esistono mode trapassate, semplicemente leggendo il post di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lagallinavintage.it/2017/03/terrine-per-la-sfida-mtc-64.html">Giuliana del blog La gallina vintage</a>. Un post che mi ha fatto far pace con le terrine, anzi mi ha fatto rendere conto che la tecnica delle terrine inconsapevolmente io l&#8217;ho sempre applicata, in preparazioni molto simili, pur non sapendo che fossero quelle.</div>
<div>Tutto si può rendere attuale e alla moda, purché si faccia con la stessa passione con cui si affronta qualcosa che incontra istintivamente il nostro favore.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/--gd0KKZheHE/WNZ7lwPKGTI/AAAAAAAAEHQ/o1qhXIrOPAwycsdosWzxmrk2br0OceN9ACEw/s1600/banner_sfidadelmese_64-1024x489.jpg"><img border="0" height="304" src="https://3.bp.blogspot.com/--gd0KKZheHE/WNZ7lwPKGTI/AAAAAAAAEHQ/o1qhXIrOPAwycsdosWzxmrk2br0OceN9ACEw/s640/banner_sfidadelmese_64-1024x489.jpg" width="640" /></a></div>
<p>E come ogni mese a riassumere il tema della sfida, arriva <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2017/03/06/mtc-n-64-l-infografica/">l&#8217;infografica di Daniela </a>che, più delle altre volte, mi ha fatto fissare bene in mente i concetti e le procedure descritti da Giuliana.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-dras_x2h2q4/WNZ7nIG4TkI/AAAAAAAAEHU/H4Cj362BE6cRu2EJLFEHanVM3BQV6GbBgCEw/s1600/infografica-terrine-3.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-dras_x2h2q4/WNZ7nIG4TkI/AAAAAAAAEHU/H4Cj362BE6cRu2EJLFEHanVM3BQV6GbBgCEw/s640/infografica-terrine-3.jpg" width="339" /></a></div>
<div></div>
<div>Ho voluto fare una terrina con il quinto quarto di animali dell&#8217;aia e della stalla, perché alla stessa maniera di come abbiamo rivalutato oggi le terrine, così con la sfida n 38 ci fu una riscoperta di queste carni considerate da sempre meno nobili.</div>
<div>Volevo aggiungere alle carni le papaccelle sott&#8217;aceto che mio padre amava particolarmente con la trippa, ma ahimè presa da tutte le preparazioni ho dimenticato proprio all&#8217;ultimo momento.</div>
<div>E insieme alle papaccelle amava anche tanto le olive fritte che ho aggiunto come accompagnamento insieme a una salsa di peperoncini piccanti, perché sapori cosi forti chiamano un completamento altrettanto forte,</div>
<p><b><br /></b><b>Ingredienti</b><br />Per uno stampo 28&#215;11 cm<br />180 g di trippa<br />130 g di durelli di pollo<br />150 g di coratella di agnello<br />200 g di salsiccia<br />200 g di pancetta di maiale cruda<br />150 g di guanciale<br />1 uovo<br />1/2 tazzina di liquore d&#8217;anice<br />1/2 tazzina di rhum<br />1 cucchiaino di finocchietto<br />1 cucchiaino di curcuma<br />noce moscata<br />pepe<br />sale<br />Per spennellare<br />1 tuorlo<br />1 cucchiaio di latte
<div></div>
<p>Tagliare la trippa, la pancetta e i durelli di pollo a piccoli dadini e passarli al tritacarne.<br />Dalla coratella di agnello prendere un pezzetto di ogni organo(cuore, reni, polmone, fegato) fino ad arrivare a 150 g circa e tritare finemente a coltello.<br />Togliere la salsiccia dal budello.<br />Riunire tutte le carni, aggiungere l&#8217;uovo, l&#8217;anice, il rhum, il finocchietto, la noce moscata, la curcuma, il sale e il pepe e impastare con le mani a lungo fino a ottenere una consistenza morbida e omogenea.<br />In questa fase può essere d&#8217;aiuto anche un cutter azionato a intermittenza.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-6JVmBY5d2tU/WNZvLYhuVaI/AAAAAAAAEHE/qGb9vxdi35Aen-fyJFOPpsLiK2SUBZ5wQCEw/s1600/IMG_1752.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-6JVmBY5d2tU/WNZvLYhuVaI/AAAAAAAAEHE/qGb9vxdi35Aen-fyJFOPpsLiK2SUBZ5wQCEw/s640/IMG_1752.JPG" width="426" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-W6DPYsHVG-w/WNZvNXeQw6I/AAAAAAAAEHE/-lnFXkuo_mUJRRLNl0ixCKtGGZxCd2PxwCEw/s1600/IMG_1736.JPG"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-W6DPYsHVG-w/WNZvNXeQw6I/AAAAAAAAEHE/-lnFXkuo_mUJRRLNl0ixCKtGGZxCd2PxwCEw/s640/IMG_1736.JPG" width="426" /></a></div>
<p><b>Per la brisée alla sugna</b><br />500 g di farina debole<br />250 g di sugna<br />2 cucchiaini di sale<br />140 ml di acqua ghiacciata<br />Setacciare la farina, fare una fontana, aggiungere la sugna, il sale e l&#8217;acqua e impastare velocemente; ottenere una palla, avvolgerla nella pellicola e riporre in frigo a riposare almeno un paio di ore.<br />Preparata il giorno prima è ancora meglio.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-S7-W0DgV8VM/WNZvs26P9JI/AAAAAAAAEHE/owuO9t6qxIwCYS4YpDGKRTqHDpFYmBMEwCEw/s1600/collage1.JPG"><img border="0" height="480" src="https://4.bp.blogspot.com/-S7-W0DgV8VM/WNZvs26P9JI/AAAAAAAAEHE/owuO9t6qxIwCYS4YpDGKRTqHDpFYmBMEwCEw/s640/collage1.JPG" width="640" /></a></div>
<p><b>Per la gelatina</b><br />1.5 kg di ossa, cartilagini e nervetti di bovino<br />2.5 lt di acqua<br />2 carote<br />2 coste di sedano<br />2 cipolle<br />sale<br />Riunire tutti gli ingredienti in una pentola e portare a ebollizione.<br />Eliminare la schiuma che affiora in superficie, abbassare la fiamma al minimo, coprire e lasciar cuocere per 6-7 ore fino ad ottenere circa 500 ml di liquido.<br />Filtrare e lasciar raffreddare.<br />Coprire con una pellicola e trasferire in frigo.<br />Quando il grasso si sarà solidificato, eliminarlo con un cucchiaio .</p>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-L4AtBUps4SM/WNZv2BpZ8dI/AAAAAAAAEHE/ZB6aVlRiHfAnXAih84bnYddbGQgBE5qvACEw/s1600/collage2.JPG"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-L4AtBUps4SM/WNZv2BpZ8dI/AAAAAAAAEHE/ZB6aVlRiHfAnXAih84bnYddbGQgBE5qvACEw/s640/collage2.JPG" width="640" /></a></div>
<p>Stendere 2/3 della brisée in un rettangolo, rivestire uno stampo da plume cake &nbsp;di cm 28&#215;11, adagiarci sopra le fettine di guanciale coprendo tutta la superficie &nbsp;e versarci la farcia; compattare bene con le mani, ricoprire con il guanciale e infine con il resto della brisée. Praticare un foro al centro aiutandosi con un piccolo coppapasta o un cono in modo che fuorisca il vapore che si forma durante la cottura.<br />Spennellare con il tuorlo diluito con il latte e cuocere a 180* per 30 minuti, poi abbassare a 160° e cuocere per altri 50 minuti.<br />Estrarre dal forno e lasciar raffreddare. Attraverso il foro versare delicatamente la gelatina fatta preventivamente sciogliere a fuoco dolce.<br />Trasferire in frigo e lasciar riposare almeno 24 ore
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-Ca_cai_pxeE/WNZvRdRi8nI/AAAAAAAAEHE/9g8lWvL-JcM5C3fIBoR8DRtRuP1yvHRqQCEw/s1600/IMG_1765.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-Ca_cai_pxeE/WNZvRdRi8nI/AAAAAAAAEHE/9g8lWvL-JcM5C3fIBoR8DRtRuP1yvHRqQCEw/s640/IMG_1765.JPG" width="426" /></a></div>
<p>
<div></div>
<p><b>Olive nere fritte</b><br />200 g di olive<br />4 cucchiai di olio extravergine d&#8217;oliva<br />1 cucchiaino di finocchietto<br />1 cucchiaino di origano<br />1 spicchio di aglio<br />In un tegame mettere l&#8217;olio con l&#8217;aglio a fettine, rosolare dolcemente, aggiungere le olive denocciolate, l&#8217;origano e il finocchietto.<br />Coprire e lasciar cuocere a fuoco basso per una decina di minuti<br />Deve essere una frittura molto dolce, in modo che si sprigionino tutti gli aromi esaltando il sapore delle olive.<br />Di solito in questa preparazione ci aggiungo anche il peperoncino, ma stavolta l&#8217;ho omesso perché la salsa d&#8217;accompagnamento prevede l&#8217;uso esclusivo di questo.</p>
<p><b>Salsa di peperoncini</b><br />Peperoncini piccanti<br />Sale<br />Olio extravergine d&#8217;oliva<br />Tagliare i peperoncini a rondelline, cospargerli abbondantemente di sale, coprire e lasciar riposare per 24 ore.<br />Scolare dal liquido che si è formato, strizzarli forte, stenderli su un telo e lasciarli asciugare all&#8217;aria per un paio di ore,<br />Trasferire in un vaso e coprirli interamente di olio.<br />Ideali come salsa d&#8217;accompagnamento, spalmati su una bruschetta o da usare in cucina.</p>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-eLmwjecibm0/WNZvYmWJdnI/AAAAAAAAEHE/z8l6ExTeDWkUVwQTvZx5GgKuArrNopBwwCEw/s1600/IMG_1768.JPG"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-eLmwjecibm0/WNZvYmWJdnI/AAAAAAAAEHE/z8l6ExTeDWkUVwQTvZx5GgKuArrNopBwwCEw/s640/IMG_1768.JPG" width="426" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-IQEYH8lC9kk/WNZvb8OZPOI/AAAAAAAAEHE/LQNtqWAaPUA9sSzdwNdIcqc5NBoatITZACEw/s1600/IMG_1780.JPG"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-IQEYH8lC9kk/WNZvb8OZPOI/AAAAAAAAEHE/LQNtqWAaPUA9sSzdwNdIcqc5NBoatITZACEw/s640/IMG_1780.JPG" width="426" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2017/03/05/mtc-n-64-la-ricetta-terrine/">Con questa ricetta partecipo alla sfida n 64 dell&#8217;Mtc, sulle terrine</a></div>
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		<item>
		<title>Risotto alla cannella con mandorle, funghi e confettura di pompelmo rosa</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 09:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[cannella]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[decorazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sono una patita del &#8220;Senza&#8221; ma stavolta tante cose ho omesso per la voglia di sperimentare. Non avevo mai fatto un risotto tostandolo senza grassi e senza scalogno o cipolla Senza la sfumatura con una componente acida. Senza brodo. Senza la mantecatura con burro, Invece &#160;il &#8220;Senza&#8221;, che caratterizza una tecnica moderna di risotto,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/risotto-alla-cannella-con-mandorle-funghi-e-confettura-di-pompelmo-rosa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-uJ9sc42lbCs/WM-dP2oha2I/AAAAAAAAEGI/WIo5jIOTtgsios-m1mlIz94nOkRYHofkACLcB/s1600/IMG_1661.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-uJ9sc42lbCs/WM-dP2oha2I/AAAAAAAAEGI/WIo5jIOTtgsios-m1mlIz94nOkRYHofkACLcB/s640/IMG_1661.JPG" width="426" /></a></div>
<div></div>
<p>Non sono una patita del &#8220;Senza&#8221; ma stavolta tante cose ho omesso per la voglia di sperimentare.
<div>Non avevo mai fatto un risotto tostandolo senza grassi e senza scalogno o cipolla</div>
<div>Senza la sfumatura con una componente acida.</div>
<div>Senza brodo.</div>
<div>Senza la mantecatura con burro,</div>
<div>Invece &nbsp;il &#8220;Senza&#8221;, che caratterizza una tecnica moderna di risotto, ora l&#8217;ho ritenuto necessario per esaltare proprio quegli aromi che volevo, per far sprigionare i profumi che immaginavo, per sentire nettamente i sapori dei pochi elementi utilizzati.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-ITDeidg9nMU/WM-dO0Ulr5I/AAAAAAAAEGQ/O15Z3wq920Mj1eKdUctfoxxiCUgvMTIZgCEw/s1600/IMG_1664.JPG"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-ITDeidg9nMU/WM-dO0Ulr5I/AAAAAAAAEGQ/O15Z3wq920Mj1eKdUctfoxxiCUgvMTIZgCEw/s640/IMG_1664.JPG" width="426" /></a></div>
<div>
<div>Ingredienti</div>
<div>400 g di carnaroli</div>
<div>250 g di champignon </div>
<div>150 g di Asiago</div>
<div>2 stecche di cannella da 2 cm</div>
<div>40 g di mandorle</div>
<div>1 cucchiaio colmo di Fiordifrutta al pompelmo rosa</div>
<div>2 cucchiai di olio extravergine d’oliva</div>
<div>Sale</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-mRmgwFIu3g4/WM-dToeWqRI/AAAAAAAAEGQ/vIUEGn0X8IEtwjyNnykWM-O-5Z1uhWzbACEw/s1600/IMG_1666.JPG"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-mRmgwFIu3g4/WM-dToeWqRI/AAAAAAAAEGQ/vIUEGn0X8IEtwjyNnykWM-O-5Z1uhWzbACEw/s640/IMG_1666.JPG" width="426" /></a></div>
<div></div>
<div>Preparazione</div>
<div>Preparare un decotto con la cannella e lt 1,250 di acqua da far sobbollire per il tempo di cottura del riso.</div>
<div>Tostare il riso in un tegame per 3-4 minuti senza grassi, rimestando continuamente, aggiungere un mestolo di decotto e iniziare la cottura, aggiungendo il liquido un po’ alla volta quando è necessario.</div>
<div>Nel frattempo pulire i funghi e tritarli finemente, lasciandone un po’ a fette per la decorazione finale. Rosolarli in un tegame con olio d’oliva e sale.</div>
<div>Diluire in una ciotolina la confettura con un cucchiaio di decotto di cannella.</div>
<div>A parte tostare le mandorle, lasciar raffreddare, tritarle, tenendone qualcuna da parte per la decorazione, e aggiungerle insieme ai funghi al risotto. Salare e portare a completamento la cottura.</div>
<div>Spegnere, aggiungere subito l’asiago tritato finemente a coltello e mantecare.</div>
<div>Impiattare e completare con lamelle di mandorle e funghi e la confettura al pompelmo rosa.</div>
<p>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-pzzSrinjdJU/WM-dPVqHF5I/AAAAAAAAEGQ/xnlA3iRGW4kr00KBkiSixZ5OgaVAGeUXACEw/s1600/IMG_1655.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-pzzSrinjdJU/WM-dPVqHF5I/AAAAAAAAEGQ/xnlA3iRGW4kr00KBkiSixZ5OgaVAGeUXACEw/s640/IMG_1655.JPG" width="426" /></a></div>
</div>
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		<title>Pane dolce allo yogurt e miele con lievito madre</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 08:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[yogurt]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-XXz--JhDdhU/WJBfbFssZCI/AAAAAAAAECw/R4qL7wCKgCc8l2_I5WBju_jLoJD03ieywCLcB/s1600/IMG_1465.JPG"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-XXz--JhDdhU/WJBfbFssZCI/AAAAAAAAECw/R4qL7wCKgCc8l2_I5WBju_jLoJD03ieywCLcB/s640/IMG_1465.JPG" width="426" /></a></div>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-6E3y52gzZok/WJBfJZ_NrJI/AAAAAAAAECk/ixqW3LX50Mk5kTQX0_tV6_OygbNByrk9wCLcB/s1600/IMG_1457.JPG"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-6E3y52gzZok/WJBfJZ_NrJI/AAAAAAAAECk/ixqW3LX50Mk5kTQX0_tV6_OygbNByrk9wCLcB/s320/IMG_1457.JPG" width="213" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-h0etJ3gNN5c/WJBfLMp0exI/AAAAAAAAECo/tCe4JQ_CL4cmWSf64Cg-fhC0xLPaOViywCLcB/s1600/IMG_1458.JPG"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-h0etJ3gNN5c/WJBfLMp0exI/AAAAAAAAECo/tCe4JQ_CL4cmWSf64Cg-fhC0xLPaOViywCLcB/s320/IMG_1458.JPG" width="213" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-c0c8a1FzCok/WJBfXZ6tsHI/AAAAAAAAECs/HdgncoOHUbIN-hgr7BynePEFqUKyKcacwCLcB/s1600/IMG_1462.JPG"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-c0c8a1FzCok/WJBfXZ6tsHI/AAAAAAAAECs/HdgncoOHUbIN-hgr7BynePEFqUKyKcacwCLcB/s320/IMG_1462.JPG" width="213" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-gNIYqTbMzYE/WJBfhUKFvFI/AAAAAAAAEC0/0lhfuSQqPZMcHd0L5XOrj_LfR_hpGvvbgCLcB/s1600/IMG_1463.JPG"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-gNIYqTbMzYE/WJBfhUKFvFI/AAAAAAAAEC0/0lhfuSQqPZMcHd0L5XOrj_LfR_hpGvvbgCLcB/s320/IMG_1463.JPG" width="213" /></a></div>
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		<title>La Pasta e fagioli</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 09:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<category><![CDATA[Carmine Cavagnuolo]]></category>
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		<category><![CDATA[La Pasta]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://foodbloggermania.it/ricetta/la-pasta-e-fagioli/</guid>
		<description><![CDATA[A gennaio del 2014 il sito dellMtchallenge pubblicò il post qui di seguito che io salvai tra le pagine del mio blog. Più di tutti gli altri post, è stato quello ha destato interesse tra i miei compaesani, con cui spesso mi ci sono confrontata Oggi voglio riproporlo ai miei lettori stimolata dal commento che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-pasta-e-fagioli/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<div>A gennaio del 2014 il sito dellMtchallenge pubblicò il post qui di seguito che io salvai tra le pagine del mio blog.</div>
<div>Più di tutti gli altri post, è stato quello ha destato interesse tra i miei compaesani, con cui spesso mi ci sono confrontata</div>
<div>Oggi voglio riproporlo ai miei lettori stimolata dal commento che mi ha lasciato un carissimo amico, Carmine Cavagnuolo, conoscitore e cultore di storie e tradizioni locali, il quale mi ha suggerito un nuovo spunto per gustare questo delizioso piatto: &#8220;<span>ma non hai ancora assaggiata la pasta e fagioli del giorno prima arruscata nel ruoto di rame a&#8221;bocca di forno&#8221;&#8230;&#8230;&#8230; provala e mi dirai&#8221;.</span></div>
<div><span>Golosa e curiosa per natura sarà fatto quanto prima!</span></div>
<h3><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-DNp6XXCD7eA/UtlTQ0r_xvI/AAAAAAAACSg/i-jAXI0J2dY/s1600/IMG_6663.JPG"><img border="0" height="426" src="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-DNp6XXCD7eA/UtlTQ0r_xvI/AAAAAAAACSg/i-jAXI0J2dY/s1600/IMG_6663.JPG" width="640" /></a><b><span>L’elogio della lentezza: la pasta e fagioli napoletana</span></b></h3>
<div>
<div><span>Con le cotiche nei fagioli o il guanciale nel soffritto?</span></div>
<div><span>Con il concentrato di pomodoro o il pomodorino del piennolo?</span></div>
<div><span>Con il fagioli rossi o i cannellini?</span></div>
<div><span>Ma questa pasta e fagioli, a Napoli come si fa?</span></div>
<div><span>Ebbene, in coro, tutti rispondono: con le cozze, ovviamente!</span></div>
<div><span>Ma io vi dico: no!</span></div>
<div><span>Per favore non sgranate gli occhi, non arricciate il naso, non trattatemi come un’aliena.</span></div>
<div><span>I canoni per una pasta e fagioli napoletana non stanno tanto nella sostanza, che possono essere ingredienti che ritroviamo anche in altre regioni, quanto nella forma.</span></div>
<div><span>Oggi che si bada tanto alla qualità delle materie prime, ai prodotti del territorio da tutelare e salvaguardare, parlare di forma (esteriorità, apparenza, modo di presentare una cosa) sembra svilire e denigrare tutto il lavoro di ricerca e di studio di bravi gastronomi, gastronauti, gastrogiornalisti e gastroblogger.</span></div>
<div><span>Ebbene la pasta e fagioli napoletana deve essere fatta rigorosamente con la pasta mista (chiamata a Napoli munuzzaglia) e deve essere rigorosamente “riposata”: è qui l’apoteosi della lentezza!</span></div>
<div><span>Riguardo il formato i puristi preferiscono mischiarsela da se la pasta, raccogliendo i rimasugli da varie confezioni, preferendo tubetti, spaghetti, linguine e mafaldine da spezzare, maccheroncini e conchigliette, Immaginate la predisposizione d’animo e la meticolosità in questo lavoro di ricerca e immaginate poi lo spezzare con le mani i vari formati lunghi: quanto piacere (il piacere della lentezza appunto) possa derivarne per poi predisporre la persona a gustarsi in maniera amplificata il piatto finito! &nbsp;&nbsp;</span></div>
<div><span>Anticamente, la munuzzaglia, era la pasta che veniva raccolta da terra alla fine della giornata, dopo le varie fasi produttive, messa in grandi sacchi e desinata agli animali. Però nel dopoguerra, visto il periodo di miseria che si stava attraversando, folle di disagiati si recavano presso i pastifici e quella che era per gli animali diventò la pasta dei più poveri.</span></div>
<div><span>L’altro canone per un’ottima pasta e fagioli è il riposo: una fase successiva alla cottura che può variare da 5 a 7 minuti e per qualcuno addirittura 10. Per alcuni deve avvenire dopo l’impiattamento, in modo che quella crema densa dei fagioli faccia una sorta di crosticina lungo il bordo del piatto; per altri nel tagame per far si che il calore dello stesso faccia amalgamare e addensare ancora di più la preparazione in modo che(per i puristi del riposo) il cucchiaio rimanga ritto quando viene collocato in essa.</span></div>
<div><span>Un elogio, poi, alla lentezza che mi viene dalle mie ave e che reputo preziosissimo riguarda l’ ammollo dei fagioli: questo non doveva avvenire, mai.</span></div>
<div><span>Che bisogno c’è di mettere in ammollo? Questa era la risposta-domanda della mia nonna quando le facevo le mie osservazioni un po’ provocatorie. Lei reputava che fosse una fase inutile, se non addirittura controproducente e dannosa, in quanto poteva compromettere l’integrità della buccia ancora prima del tempo. Era disarmante e rassicurante quando mi rispondeva che l’unico modo per avere dei fagioli perfetti era la cottura nella terracotta, a fuoco lentissimo, preferendo quello del caminetto e del forno a legna, mettendo i fagioli crudi un dito al di sopra la metà del tegame (se sono di meno non cuoceranno mai), coprire con acqua tre dita sopra i fagioli e rabboccare man mano con acqua sempre calda.</span></div>
<div><em><span>“Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura?” (La Lentezza, Milan Kundera)</span></em></div>
<div><em><span>No, io direi, non sono scomparsi, magari sono entrati in cucina per diventare padroni del tempo e riappropriarsene almeno per un giorno, senza guardare quelle lancette dell’orologio che girano e si susseguono inesorabili e preparare così una Pasta e Fagioli.</span></em></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-kmgmQa28n2s/UtlRsZL3ScI/AAAAAAAACRU/yzI4-Zw36gQ/s1600/IMG_6620.JPG"><img border="0" height="426" src="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-kmgmQa28n2s/UtlRsZL3ScI/AAAAAAAACRU/yzI4-Zw36gQ/s1600/IMG_6620.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><em><b><span>Pasta e fagioli con le cotiche</span></b></em></div>
<div><em><span>Una versione invernale, di origine contadina, tipica dell’entroterra</span></em></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-UBVc_fPJAjE/UtlRXGtDrlI/AAAAAAAACRQ/iwmI4umZo8o/s1600/IMG_6626.JPG"><img border="0" height="425" src="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-UBVc_fPJAjE/UtlRXGtDrlI/AAAAAAAACRQ/iwmI4umZo8o/s1600/IMG_6626.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><em><b><span>Ingredienti:</span></b></em></div>
<div><em><span>350 g di fagioli rossi</span></em></div>
<div><em><span>350 g di pasta mista</span></em></div>
<div><em><span>1 cucchiaio di concentrato di pomodoro</span></em></div>
<div><em><span>½ cipolla</span></em></div>
<div><em><span>1 spicchio di aglio</span></em></div>
<div><em><span>1 costa di sedano</span></em></div>
<div><em><span>Olio extravergine d’oliva</span></em></div>
<div><em><span>Sale e pepe</span></em></div>
<div><em><span>Cotiche di prosciutto crudo</span></em></div>
<div><em><span>con grasso e un po’ di prosciutto</span></em></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-WIsYeXHHV88/UtlRwOgsAqI/AAAAAAAACRg/U9pJ2vj7XPs/s1600/IMG_6624.JPG"><img border="0" height="426" src="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-WIsYeXHHV88/UtlRwOgsAqI/AAAAAAAACRg/U9pJ2vj7XPs/s1600/IMG_6624.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div><em><span><b>Preparazione</b></span></em></div>
<div><em><span>Separare le cotiche dal grasso,&nbsp; sbollentarle per un paio di minuti e tagliarle a strisce. Lavare i fagioli, trasferirli in un tegame di terracotta che sia sufficiente a contenerli per circa la metà del suo volume, aggiungere le cotiche e lo spicchio di aglio, coprire con acqua fino a tre dita sopra i fagioli e lasciar cuocere per almeno due ore. Aggiungere il sale verso la fine della cottura e rabboccare con acqua calda, qualora fosse necessario.</span></em></div>
<div><em><span>In un tegame a parte soffriggere a fuoco dolcissimo la cipolla, un filo di olio e il grasso di prosciutto eliminato precedentemente dalle cotiche. Allontanare dal fuoco, attendere un paio di minuti, aggiungere il concentrato di pomodoro e un bicchiere di acqua. Amalgamare bene, aggiungere la costa di sedano, salare e far cuocere per 15 minuti. Calare in questo sugo la pasta e i fagioli ormai cotti, con la loro acqua. Lasciar cuocere il tempo necessario, aggiungendo un po’ di acqua calda solo se necessario; deve cuocere a fuoco lento e con il coperchio e la preparazione deve risultare asciutta e molto cremosa.</span></em></div>
<div><em><span>Servire in ciotole da minestra o in piatti fondi, spolverare con del pepe macinato al momento e lasciar riposare minimo 5 minuti prima di consumare.</span></em></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-t_Wt2CD-J-4/UtlSGhhxEPI/AAAAAAAACRo/6P2egZRrg-w/s1600/IMG_6630.JPG"><img border="0" height="425" src="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-t_Wt2CD-J-4/UtlSGhhxEPI/AAAAAAAACRo/6P2egZRrg-w/s1600/IMG_6630.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span><br /></span></div>
<div></div>
<div><em><b><span>Pasta e fagioli arruscata</span></b></em></div>
<div><em><b><span><br /></span></b></em></div>
<p><em><span></span></em>
<div><em><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-RGrH8-f5jzA/UtlTYqJe-qI/AAAAAAAACSo/6ypZXbMj1Sc/s1600/IMG_6643.JPG"><img border="0" height="426" src="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-RGrH8-f5jzA/UtlTYqJe-qI/AAAAAAAACSo/6ypZXbMj1Sc/s1600/IMG_6643.JPG" width="640" /></a></span></em></div>
<p><em><span>
<div></div>
<p></span></em>
<div><em><span>E’ usanza comune nelle famiglie preparare sempre in più, in modo che avanzi, perché la pasta e fagioli è buonissima anche arruscata. Cosa significa? Praticamente viene messa in un tegame antiaderente, preferibilmente di ghisa, a fiamma vivace in modo che mentre riscalda debba anche bruciacchiarsi un po’. Una leccornia che praticamente va a ruba!</span></em></div>
<div></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-0jI4d-TQRTU/UtlSINuwItI/AAAAAAAACRw/9TAAwgOuNAM/s1600/IMG_6652.JPG"><img border="0" height="426" src="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-0jI4d-TQRTU/UtlSINuwItI/AAAAAAAACRw/9TAAwgOuNAM/s1600/IMG_6652.JPG" width="640" /></a></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div><em><b><span>Pasta e fagioli con le cozze</span></b></em></div>
<div><em><span>Piatto tradizionalmente napoletano e tipico in tutta la fascia costiera, estivo, da fare quando è il periodo delle cozze, nei mesi senza “erre”, cioè da maggio ad agosto.</span></em></div>
<div></div>
<div><em><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-0uZdfZYWvCM/UtlSr78JyMI/AAAAAAAACR4/VguM4dVTyMI/s1600/IMG_6657.JPG"><img border="0" height="426" src="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-0uZdfZYWvCM/UtlSr78JyMI/AAAAAAAACR4/VguM4dVTyMI/s1600/IMG_6657.JPG" width="640" /></a></em></div>
<div><em><br /></em></div>
<p>
<div><em><b><span>Ingredienti</span></b></em></div>
<div><em><span>300 g di fagioli cannellini</span></em></div>
<div><em><span>350 g di pasta mista</span></em></div>
<div><em><span>Kg 1.5 di cozze fresche</span></em></div>
<div><em><span>200 g di pomodorini</span></em></div>
<div><em><span>Prezzemolo</span></em></div>
<div><em><span>Peperoncino</span></em></div>
<div><em><span>Aglio</span></em></div>
<div><em><span>Olio</span></em></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div><em><span><b>Preparazione</b></span></em></div>
<div><em><span>Cuocere i fagioli cannellini in un tegame di terracotta con uno spicchio di aglio per due ore. Salare leggermente solo a fine cottura.</span></em></div>
<div><em><span>In un tegame largo soffriggere uno spicchio di aglio e il peperoncino in un filo di olio, aggiungere le cozze, coprire e attendere che si aprano tutte le valve. Spegnere il fuoco e attendere che intiepidiscano. Sgusciarle e tenerle in caldo in una terrina. Filtrare il liquido delle cozze e tenerlo da parte; aggiungerlo ai fagioli una volta cotti. Calare la pasta e cuocerla senza aggiungere sale e acqua, a fuoco dolce e coperta, in modo che non evaporino troppo i liquidi di cottura.</span></em></div>
<div></div>
<div><em><span>Nel frattempo sciacquare i pomodorini, dividerli a metà; soffriggere uno spicchio di aglio nell’olio e calare i pomodorini. Spadellare a fuoco vivace&nbsp; per 3-4 minuti. Trasferire nel tegame dei pomodorini la pasta ormai cotta e amalgamare. Lasciar riposare almeno 5 minuti, cospargere abbondantemente di prezzemolo tritato e impiattare.&nbsp;</span></em></div>
<div><em><span><br /></span></em></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-g-JWsZeH78Q/UtlSs8XMfRI/AAAAAAAACSA/lFYhHvQYRJk/s1600/IMG_6659.JPG"><img border="0" height="426" src="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-g-JWsZeH78Q/UtlSs8XMfRI/AAAAAAAACSA/lFYhHvQYRJk/s1600/IMG_6659.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-ZL5RWI-xpWc/UtlTNmWQg8I/AAAAAAAACSY/gj8uoSG_ZXg/s1600/IMG_6662.JPG"><img border="0" height="426" src="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-ZL5RWI-xpWc/UtlTNmWQg8I/AAAAAAAACSY/gj8uoSG_ZXg/s1600/IMG_6662.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
</div>
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