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	<title>Food Blogger Mania &#187; Valle Anzasca</title>
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		<title>Risotto agli asparagi di montagna e fiori di borragine</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2018 07:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MaraToscani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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		<description><![CDATA[https://blog.giallozafferano.it/aciascunoilsuo/ Risotto agli asparagi, prelibatezza primaverile. La famiglia di mio marito possiede una stupenda casa a Olino una località arroccata a 1000 metri di quota, sopra al paese di Calasca Castiglione, nel cuore della Valle Anzasca (per intenderci, sulla strada che porta a Macugnaga). Ebbene in questo posto meraviglioso, ogni anno spuntano gli asparagi, che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/risotto-agli-asparagi-di-montagna-e-fiori-di-borragine/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p>Risotto agli asparagi, prelibatezza primaverile. La famiglia di mio marito possiede una stupenda casa a Olino una località arroccata a 1000 metri di quota, sopra al paese di Calasca Castiglione, nel cuore della Valle Anzasca (per intenderci, sulla strada che porta a Macugnaga). Ebbene in questo posto meraviglioso, ogni anno spuntano gli asparagi, che non sono quelli selvatici, sono stati [...]</p>
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		<title>Turta de vacch</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2016 11:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CucinoIo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
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		<description><![CDATA[In montagna si sta al fresco spesso anche d&#8217;estate, l&#8217;aria è pulita, il panorama splendido. Ecco una proposta che proviene dalle parti di Macugnaga e dalle genti Walser. Una comunità giunta in Alta Valle Anzasca, proveniente dalla Svizzera, dall&#8217;altra parte del Monte Rosa e adatta alla settimana della cucina di montagna , per il calendario&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/turta-de-vacch/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/038.jpg"><img src="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/038-e1471278615423.jpg" alt="" width="500" height="333" class="aligncenter size-full wp-image-5107" /></a></p>
<p>In montagna si sta al fresco spesso anche d&#8217;estate, l&#8217;aria è pulita, il panorama splendido. Ecco una proposta che proviene dalle parti di Macugnaga e dalle genti Walser. Una comunità giunta in Alta Valle Anzasca, proveniente dalla Svizzera, dall&#8217;altra parte del Monte Rosa e adatta alla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/settimana-della-cucina-montagna/">settimana della cucina di montagna </a>, per il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/">calendario AIFB</a>, la cui ambasciatrice è Cinzia Donadoni del blog <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://essenzaincucina.blogspot.it/">Essenza in cucina</a><br />
Walser deriva da Walliser, ossia vallesi. E&#8217; una popolazione di lingua tedesca e di ceppo Alemanno, la cui presenza a Macugnaga risale alla seconda metà del 1200.<br />
Gotofredo di Biandrate, sposo di Aldisia di Castello  ricevette all&#8217;atto del matrimonio i diritti signorili  che i castelli avevano in Valle Anzasca. Per iniziativa del conte Gotofredo, che voleva sviluppare la zona, i primi Walser approdarono a Macugnaga.</p>
<p>Le condizioni erano durissime: un inverno molto lungo e una breve primavera. La comunità crebbe in maniera molto autarchica fino alla costruzione delle strade. L&#8217;amministrazione del paese condotta da un consiglio composto da tutti i capofamiglia, si riuniva sotto un tiglio ancora esistente. Ogni nucleo familiare disponeva di una casa di un fienile e stalla, di un granaio, di un pezzo di terra per coltivare.<br />
La casa era costruita in pietra e legno. In pietra la parte inferiore che fungeva anche da cantina e la parte superiore in legno, dove abitavano.</p>
<p>La cucina era fatta di prodotti poveri, conservati spesso affumicati e attenti ad adoperare tutto, diremmo oggi senza sprechi.<br />
Ad esempio dal latte veniva ricavata la panna, il burro, il formaggio e la ricotta. Il siero che rimaneva veniva dato ai maiali.<br />
Questa proposta arriva da qui, una torta salata fatta, allora  con il colostro della mucca, ossia il siero che precede il latte, oggi sostituito con panna e latte.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/006.jpg"><img src="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/006-e1471278704264.jpg" alt="" width="300" height="200" class="alignleft size-full wp-image-5108" /></a>Imburrate una teglia con 10 g di burro. Scaldate il latte e la panna insieme al burro, noce moscata, sale e pepe. Portate ad ebollizione panna e latte, quindi versate la farina a pioggia mescolando velocemente. Versate il composto nella teglia. Fate cuocere in forno 180° per circa un&#8217;ora. Servitela tiepida, cosparsa di fiori di camomilla.</p>
<p>Ingredienti per una teglia da 24 cm.</p>
<p>1/2 lt di latte<br />
1/2 lt di panna<br />
50 g di burro<br />
200 g di farina gialla fine<br />
noce moscata<br />
sale e pepe<br />
20 g fiori di camomilla</p>
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