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	<title>Food Blogger Mania &#187; tradizione</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Torta all&#8217;anice: la ricetta soffice della tradizione</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[ciambella]]></category>
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		<description><![CDATA[Torta all&#8217;anice: la ricetta soffice e profumata della tradizione La ciambella all&#8217;anice della tradizione bolognese: un dolce rustico e soffice, legato ai ricordi e ai sapori di una volta. Nota dell&#8217;autrice – Ho completamente aggiornato a ottobre 2026 questo post del 2010 per offrirti una ricetta rinnovata, arricchita con consigli di preparazione, trucchi per un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-allanice-la-ricetta-soffice-della-tradizione/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Torta all&#8217;anice: la ricetta soffice e profumata della tradizione</h1>
<div></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZmhDBUgqLMcO9LnroeWdWgijUcS2m-tXsSwQSuS3gtJV_ZjAZrxR3x-LHIg9oeWxi4g3geaeKisQBvo1kG3Fo_GTj9ULvNCoZQIjjWKIbHZG574Y7CAqLT448IQ3KK7sTTpUPbmJt8Fhh-hxXhTMlh17AZCyBCDwubg_OjDhGvJuQD1k3-4Lo9Q/s1024/1000151968.jpg"><img alt="Torta all'anice soffice e profumata spolverata di zucchero a velo, servita su un tavolo di legno rustico con un bicchierino di liquore e semi d'anice" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZmhDBUgqLMcO9LnroeWdWgijUcS2m-tXsSwQSuS3gtJV_ZjAZrxR3x-LHIg9oeWxi4g3geaeKisQBvo1kG3Fo_GTj9ULvNCoZQIjjWKIbHZG574Y7CAqLT448IQ3KK7sTTpUPbmJt8Fhh-hxXhTMlh17AZCyBCDwubg_OjDhGvJuQD1k3-4Lo9Q/w640-h480/1000151968.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La ciambella all&#8217;anice della tradizione bolognese: un dolce rustico e soffice, legato ai ricordi e ai sapori di una volta.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
<div></div>
<div>
    <strong>Nota dell&#8217;autrice</strong> – Ho completamente aggiornato a ottobre 2026 questo post del 2010 per offrirti una ricetta rinnovata, arricchita con consigli di preparazione, trucchi per un perfetto equilibrio di aromi e risposte alle domande più frequenti.
</div>
<p></p>
<p>Nelle vecchie case coloniche bolognesi, il profumo inconfondibile dell&#8217;anice e della panna fresca che si diffondeva dal forno era il segnale inequivocabile che la festa si avvicinava.</p>
<p>La <b>brazadela o&nbsp;</b><strong>ciambella all&#8217;anice</strong> è un dolce contadino: nato per essere inzuppato nel vino o nel latte, racchiude in pochi gesti la sapienza delle nonne e l&#8217;amore per i sapori genuini.</p>
<p>Mia nonna, per questa preparazione, usava rigorosamente il celebre liquore Sassolino o le fialette di estratto di anice forte che andava ad acquistare appositamente da <strong>Gilberto in via Drapperie</strong>, nel cuore del Quadrilatero, vicino al Mercato di Mezzo di Bologna: un vero e proprio viaggio in centro, perché all&#8217;epoca quei profumi così particolari non si trovavano mica nelle piccole botteghe di paese!</p>
<p><b>Grazie all&#8217;impiego della panna liquida nell&#8217;impasto</b> e al caratteristico aroma dell&#8217;anice, questa torta risulta incredibilmente soffice, umida e fragrante.</p>
<p>Perfetta da gustare a colazione o a fine pasto, saprà conquistare chi ama i dolci della memoria.</p>
<p></p>
<div>
<h2>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I dolci e dessert semifreddi più popolari e rappresentativi dela Lombardia: origine, caratteristiche e ricette.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 18:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodeidolci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[dessert]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[panna]]></category>
		<category><![CDATA[Paradiso]]></category>
		<category><![CDATA[pesche]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Per i semifreddi lombardi è importante fare una distinzione storica: la Lombardia non ha una famiglia di semifreddi tradizionali vasta e codificata come quella dei dolci da forno. La sua tradizione più caratteristica nasce piuttosto dall&#8217;incontro fra mascarpone, panna, uova, zabaione, frutta secca e biscotti, ingredienti tipici della ricca cultura lattiero-casearia della pianura lombarda. La&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-dolci-e-dessert-semifreddi-piu-popolari-e-rappresentativi-dela-lombardia-origine-caratteristiche-e-ricette/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Mousse di zabaione con mascarpone e amaretti" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTISnKCwe7tTcUS2TRIJNf35RxYsh_7LlWPtyxRv2AHrMkDLqOQnD34Ci0&amp;s=10" /></p>
<p>Per i <strong>semifreddi lombardi</strong> è importante fare una distinzione storica: la Lombardia non ha una famiglia di semifreddi tradizionali vasta e codificata come quella dei dolci da forno. La sua tradizione più caratteristica nasce piuttosto dall&#8217;incontro fra <strong>mascarpone, panna, uova, zabaione, frutta secca e biscotti</strong>, ingredienti tipici della ricca cultura lattiero-casearia della pianura lombarda. La Regione Lombardia riconosce infatti il mascarpone come prodotto tradizionale della pianura padana, con particolare riferimento alla provincia di Lodi. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia+1</p>
<p>Il caso più importante, e storicamente più interessante, è quello dei <strong>Sabbajoni al mascarpone</strong>, documentati a Como già nel 1826: un vero e proprio semifreddo composto da zabaione, mascarpone e biscotti. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia+1</p>
<p>Quindi, se vogliamo essere rigorosi, possiamo individuare una serie di <strong>semifreddi storici lombardi e preparazioni tradizionali da cui derivano i semifreddi moderni</strong>.</p>
<hr />
<h3>1. Sabbajoni al mascarpone — il semifreddo lombardo per eccellenza</h3>
<h5>Origine</h5>
<p>Questo è probabilmente <strong>il più importante semifreddo storico lombardo</strong>.</p>
<p>La ricetta è documentata nel libro <em>Il cuoco senza pretese ossia la cucina facile ed economica</em>, pubblicato a <strong>Como nel 1826</strong>. La preparazione si chiamava appunto <strong>&quot;Sabbajoni al mascarpone&quot;</strong>. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia+1</p>
<p>È una scoperta gastronomicamente molto interessante perché dimostra che l&#8217;abbinamento:</p>
<p><strong>zabaione + mascarpone + biscotti</strong></p>
<p>ha almeno due secoli di storia nella cucina lombarda.</p>
<p>Non è quindi corretto pensare al mascarpone esclusivamente in relazione al moderno tiramisù.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>Il dessert originale era composto da:</p>
<ul>
<li>zabaione; </li>
<li>mascarpone; </li>
<li>biscotti oppure marzapane; </li>
<li>raffreddamento sul ghiaccio.</li>
</ul>
<p>Il risultato era un <strong>semifreddo cremoso e spumoso</strong>, molto diverso dai semifreddi industriali moderni.</p>
<p>La fonte storica descrive la preparazione come uno zabaione montato a caldo con uova, zucchero e vino bianco, al quale veniva aggiunto il mascarpone; il composto veniva poi messo a raffreddare in uno stampo rivestito di biscotti o marzapane. G<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.gamberorosso.it&amp;sz=128" />Gambero Rosso</p>
<h5>Ricetta storicamente ispirata</h5>
<p>Per 6 persone:</p>
<ul>
<li>250 g mascarpone; </li>
<li>4 tuorli; </li>
<li>100 g zucchero; </li>
<li>100 ml vino bianco dolce; </li>
<li>100-150 g biscotti secchi; </li>
<li>eventualmente mandorle o marzapane.</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ol>
<li>Montare i tuorli con lo zucchero. </li>
<li>Aggiungere il vino. </li>
<li>Cuocere il composto a bagnomaria. </li>
<li>Montare fino a ottenere uno <strong>zabaione gonfio e spumoso</strong>. </li>
<li>Lasciarlo intiepidire. </li>
<li>Incorporare il mascarpone. </li>
<li>Rivestire uno stampo con biscotti secchi. </li>
<li>Versare il composto. </li>
<li>Raffreddare molto bene. </li>
<li>Servire freddo.</li>
</ol>
<p>La differenza fondamentale rispetto a un normale semifreddo moderno è che <strong>non è necessario utilizzare gelatina</strong>: la struttura viene dalla combinazione di mascarpone, tuorli e zabaione.</p>
<hr />
<h3>2. Crema lodigiana gelata</h3>
<h5>Origine</h5>
<p>La <strong>crema lodigiana</strong> è una variante regionale della crema al mascarpone.</p>
<p>La Regione Lombardia la considera una preparazione tipica dell&#8217;area agricola a sud di Milano, con Lodi come riferimento tradizionale per il mascarpone. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<p>La sua storia è molto più antica della moderna pasticceria al mascarpone.</p>
<p>Già nel <strong>1477</strong>, nel trattato sui latticini di Pantaleone da Confienza, viene ricordato il consumo del mascarpone con acqua di rose e zucchero. La Regione Lombardia considera questo uno dei possibili antecedenti della crema lodigiana. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Perché è un semifreddo?</h5>
<p>La ricetta tradizionale regionale prevede di preparare la crema e <strong>lasciarla gelare per alcune ore</strong> prima di servirla. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<p>È quindi molto vicina alla concezione antica del semifreddo.</p>
<h5>Ricetta regionale</h5>
<p>La ricetta pubblicata dalla Regione Lombardia per 6 persone utilizza:</p>
<ul>
<li>200 g mascarpone; </li>
<li>200 g zucchero; </li>
<li>3 tuorli; </li>
<li>2 albumi; </li>
<li>30 ml rum. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ol>
<li>Montare i tuorli con lo zucchero. </li>
<li>Aggiungere il mascarpone. </li>
<li>Incorporare il rum. </li>
<li>Montare gli albumi a neve. </li>
<li>Incorporarli delicatamente. </li>
<li>Versare nelle coppette. </li>
<li>Mettere in frigorifero per diverse ore fino a quando la crema diventa molto fredda e compatta.</li>
</ol>
<p>La Regione suggerisce di accompagnarla con <strong>biscotti secchi</strong> e indica anche l&#8217;abbinamento con panettone, torte non farcite e vini liquorosi. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<hr />
<h3>3. Semifreddo al mascarpone e zabaione</h3>
<p>Questa preparazione non va intesa come un&#8217;unica ricetta antica rigidamente codificata, ma come la <strong>continuazione moderna della tradizione dei Sabbajoni al mascarpone</strong>.</p>
<p>È probabilmente il modello più rappresentativo del semifreddo lombardo.</p>
<h5>Struttura</h5>
<p>Si basa su tre elementi:</p>
<p><strong>zabaione</strong>    <br />↓    <br /><strong>mascarpone</strong>    <br />↓    <br /><strong>panna montata</strong></p>
<p>La panna non è indispensabile nelle versioni antiche, ma viene spesso utilizzata oggi per rendere il semifreddo più leggero e arioso.</p>
<h5>Ricetta</h5>
<ul>
<li>250 g mascarpone; </li>
<li>3 tuorli; </li>
<li>80 g zucchero; </li>
<li>80 ml Marsala; </li>
<li>200 ml panna; </li>
<li>80 g biscotti secchi.</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ol>
<li>Montare tuorli e zucchero. </li>
<li>Aggiungere il Marsala. </li>
<li>Cuocere a bagnomaria fino a ottenere lo zabaione. </li>
<li>Raffreddare. </li>
<li>Incorporare il mascarpone. </li>
<li>Montare la panna. </li>
<li>Incorporarla delicatamente. </li>
<li>Aggiungere eventualmente biscotti sbriciolati. </li>
<li>Mettere nello stampo. </li>
<li>Congelare. </li>
<li>Lasciare ammorbidire 10-15 minuti prima di servire.</li>
</ol>
<p>Questo è un ottimo esempio di <strong>semifreddo lombardo contemporaneo costruito su una matrice storica autentica</strong>.</p>
<hr />
<h3>4. Semifreddo al mascarpone e amaretti</h3>
<p>Un&#8217;altra combinazione molto naturale nella pasticceria lombarda è:</p>
<p><strong>mascarpone + amaretti</strong>.</p>
<p>Gli amaretti sono particolarmente importanti nella cultura dolciaria della Lombardia occidentale e, soprattutto, di <strong>Saronno</strong>.</p>
<p>Il mascarpone, dal canto suo, è profondamente legato alla pianura lombarda. La Regione ricorda esplicitamente che può essere abbinato a zucchero, uova, caffè, liquori e biscotti. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia</p>
<h5>Ingredienti</h5>
<ul>
<li>250 g mascarpone; </li>
<li>200 ml panna; </li>
<li>100 g zucchero; </li>
<li>3 tuorli; </li>
<li>100 g amaretti; </li>
<li>30 ml Amaretto, facoltativo.</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ol>
<li>Montare i tuorli con lo zucchero. </li>
<li>Aggiungere il mascarpone. </li>
<li>Unire eventualmente il liquore. </li>
<li>Montare la panna. </li>
<li>Incorporarla delicatamente. </li>
<li>Sbriciolare gli amaretti. </li>
<li>Incorporarli al composto. </li>
<li>Versare in uno stampo. </li>
<li>Congelare per almeno 5-6 ore.</li>
</ol>
<p>Prima di servire, lasciare il semifreddo a temperatura ambiente per circa 15 minuti.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È:</p>
<ul>
<li>cremoso; </li>
<li>molto aromatico; </li>
<li>leggermente croccante grazie agli amaretti; </li>
<li>ricco ma non eccessivamente dolce.</li>
</ul>
<hr />
<h3>5. Semifreddo al mascarpone e panettone</h3>
<p>Questo è un dessert <strong>moderno</strong>, ma estremamente lombardo nella sua logica gastronomica.</p>
<p>Il protagonista è il <strong>panettone milanese</strong>, trasformato da grande lievitato natalizio a base per un dessert freddo.</p>
<p>La Regione Lombardia definisce il panettone il &quot;re&quot; dei dolci festivi lombardi. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fbuonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Ingredienti</h5>
<ul>
<li>300 g panettone; </li>
<li>250 g mascarpone; </li>
<li>200 ml panna; </li>
<li>80 g zucchero; </li>
<li>3 tuorli; </li>
<li>50 ml Marsala; </li>
<li>scorza d&#8217;arancia.</li>
</ul>
<h5>Preparazione</h5>
<ol>
<li>Preparare uno zabaione con tuorli, zucchero e Marsala. </li>
<li>Lasciarlo raffreddare. </li>
<li>Aggiungere il mascarpone. </li>
<li>Montare la panna. </li>
<li>Incorporarla. </li>
<li>Tagliare il panettone a fette sottili. </li>
<li>Rivestire uno stampo con il panettone. </li>
<li>Riempire con la crema. </li>
<li>Coprire con altro panettone. sorprendentemente antica. La fonte regionale ricorda inoltre che la Lombardia possiede una trad </li>
<li>Congelare.</li>
</ol>
<p>Si ottiene una specie di <strong>semifreddo natalizio lombardo</strong>, molto adatto a trasformare il panettone avanzato in un dessert completamente diverso.</p>
<hr />
<h3>6. Semifreddo di Tortionata e crema lodigiana</h3>
<p>Questo è un altro esempio particolarmente interessante perché mette insieme <strong>due prodotti tradizionali lodigiani</strong>.</p>
<p>La Regione Lombardia propone esplicitamente la <strong>Tortionata lodigiana con crema al mascarpone</strong>. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fbuonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<p>La Tortionata è un dolce friabile alle mandorle; la crema lodigiana è invece morbida e lattica.</p>
<h5>Versione semifredda</h5>
<p>Si possono alternare:</p>
<ul>
<li>Tortionata sbriciolata; </li>
<li>crema al mascarpone; </li>
<li>panna montata; </li>
<li>eventualmente zabaione.</li>
</ul>
<h5>Preparazione</h5>
<ol>
<li>Preparare la crema lodigiana. </li>
<li>Sbriciolare la Tortionata. </li>
<li>Incorporare parte delle briciole alla crema. </li>
<li>Aggiungere panna montata. </li>
<li>Versare in uno stampo. </li>
<li>Congelare. </li>
<li>Servire con altre briciole di Tortionata.</li>
</ol>
<p>Il risultato è molto interessante perché combina:</p>
<p><strong>croccante → cremoso → freddo → friabile</strong>.</p>
<hr />
<h3>7. Semifreddo alla Torta Paradiso</h3>
<p>La <strong>Torta Paradiso</strong> è pavese e non è originariamente un semifreddo. È però particolarmente adatta a essere trasformata in dessert freddo perché è una torta molto soffice e burrosa.</p>
<p>La tradizione pavese la considera uno dei dolci caratteristici del territorio. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia</p>
<h5>Versione moderna</h5>
<p>Si può utilizzare:</p>
<h3>7. Semifreddo alla Torta Paradiso</h3>
<h5>Versione moderna</h5>
<p>Si può utilizzare:</p>
<ul>
<li>Torta Paradiso; </li>
<li>crema al mascarpone; </li>
<li>panna; </li>
<li>limone; </li>
<li>vaniglia.</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<p>Si alternano strati di:</p>
<p><strong>Torta Paradiso → crema → Torta Paradiso → crema</strong></p>
<p>e si congela il tutto.</p>
<p>Il risultato è simile a un semifreddo stratificato.</p>
<p>Anche qui, però, è importante chiamarlo per quello che è: <strong>una reinterpretazione contemporanea di un dolce tradizionale pavese</strong>, non una ricetta storica.</p>
<hr />
<h3>8. Semifreddi alla frutta della tradizione lombarda</h3>
<p>La Lombardia possiede anche una ricca tradizione di frutta utilizzata nei dessert.</p>
<p>Le materie prime più interessanti sono:</p>
<ul>
<li>pesche; </li>
<li>pere; </li>
<li>mele; </li>
<li>castagne; </li>
<li>uva; </li>
<li>frutti di bosco.</li>
</ul>
<p>Il principio è semplice: incorporare la frutta in una base di:</p>
<ul>
<li>panna; </li>
<li>mascarpone; </li>
<li>crema; </li>
<li>meringa.</li>
</ul>
<h5>Esempio: semifreddo alle pesche</h5>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<ul>
<li>400 g pesche mature; </li>
<li>250 ml panna; </li>
<li>150 g mascarpone; </li>
<li>100 g zucchero; </li>
<li>2 albumi; </li>
<li>succo di limone.</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<ol>
<li>Frullare le pesche. </li>
<li>Aggiungere limone e zucchero. </li>
<li>Montare la panna. </li>
<li>Incorporare il mascarpone. </li>
<li>Montare gli albumi. </li>
<li>Incorporarli delicatamente. </li>
<li>Unire la purea di pesche. </li>
<li>Versare nello stampo. </li>
<li>Congelare.</li>
</ol>
<p>È però una <strong>categoria di dessert lombardo contemporaneo</strong>, non un semifreddo tradizionale antico specificamente codificato.</p>
<hr />
<h3>9. Semifreddi con castagne — Lombardia alpina</h3>
<p>Nelle zone montane della Lombardia, soprattutto nell&#8217;area prealpina e valtellinese, le <strong>castagne</strong> hanno avuto un ruolo alimentare importante.</p>
<p>Un semifreddo moderno può valorizzare la tradizione attraverso:</p>
<ul>
<li>crema di castagne; </li>
<li>panna; </li>
<li>mascarpone; </li>
<li>meringa; </li>
<li>cioccolato fondente.</li>
</ul>
<h5>Ricetta</h5>
<ul>
<li>250 g crema di castagne; </li>
<li>250 ml panna; </li>
<li>150 g mascarpone; </li>
<li>70 g zucchero; </li>
<li>2 albumi; </li>
<li>50 g cioccolato fondente.</li>
</ul>
<p>Si monta la panna, si amalgama con mascarpone e crema di castagne, quindi si incorporano gli albumi montati e il cioccolato tritato.</p>
<p>Si congela per almeno 5 ore.</p>
<p>Anche questo è <strong>un semifreddo di ispirazione territoriale</strong>, non una ricetta storica codificata.</p>
<hr />
<h3>10. Semifreddo al torrone</h3>
<p>Il <strong>torrone</strong>, soprattutto quello cremonese, è un altro ingrediente ideale per i semifreddi.</p>
<p>La tecnica consiste nel trasformare il torrone croccante in un elemento all&#8217;interno di una crema fredda.</p>
<h5>Ingredienti</h5>
<ul>
<li>200 g torrone; </li>
<li>300 ml panna; </li>
<li>150 g mascarpone; </li>
<li>80 g zucchero; </li>
<li>3 tuorli; </li>
<li>50 ml Marsala.</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ol>
<li>Tritare il torrone. </li>
<li>Preparare uno zabaione con tuorli, zucchero e Marsala. </li>
<li>Raffreddare. </li>
<li>Incorporare il mascarpone. </li>
<li>Montare la panna. </li>
<li>Aggiungerla delicatamente. </li>
<li>Incorporare il torrone. </li>
<li>Mettere nello stampo. </li>
<li>Congelare.</li>
</ol>
<p>È un dessert particolarmente adatto al periodo natalizio.</p>
<p>Anche in questo caso, tuttavia, va considerato <strong>un semifreddo moderno costruito su un prodotto tradizionale lombardo</strong>, non una ricetta storica del torrone.</p>
<hr />
<h3>11. Semifreddo al panettone e zabaione</h3>
<p>Questo merita una menzione specifica perché riunisce <strong>tre pilastri della tradizione lombarda</strong>:</p>
<ul>
<li>panettone milanese; </li>
<li>zabaione; </li>
<li>crema al mascarpone.</li>
</ul>
<p>La costruzione è semplice:</p>
<h5>Base</h5>
<p>Panettone tagliato a fettine.</p>
<h5>Crema</h5>
<ul>
<li>mascarpone; </li>
<li>zabaione; </li>
<li>panna.</li>
</ul>
<h5>Finitura</h5>
<ul>
<li>cacao; </li>
<li>scorza d&#8217;arancia; </li>
<li>cioccolato fondente; </li>
<li>uvetta.</li>
</ul>
<p>Si riveste uno stampo con il panettone, si riempie con la crema e si congela.</p>
<p>Il risultato è praticamente un <strong>semifreddo natalizio milanese</strong>.</p>
<hr />
<h3>Un punto storico fondamentale: il ghiaccio</h3>
<p>Quando parliamo di semifreddi storici lombardi, dobbiamo ricordare che <strong>&quot;semifreddo&quot; non significava necessariamente ciò che intendiamo oggi</strong>.</p>
<p>Prima della disponibilità dei moderni congelatori, il raffreddamento avveniva utilizzando:</p>
<ul>
<li>ghiaccio naturale; </li>
<li>neve; </li>
<li>cantine fredde; </li>
<li>recipienti immersi nel ghiaccio.</li>
</ul>
<p>È proprio questo che rende interessante la ricetta dei <strong>Sabbajoni al mascarpone del 1826</strong>: il composto veniva messo a raffreddare nel ghiaccio. G<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.gamberorosso.it&amp;sz=128" />Gambero Rosso</p>
<p>Quindi il semifreddo lombardo storico nasce soprattutto come <strong>crema ricca raffreddata</strong>, non necessariamente come dessert congelato durissimo.</p>
<hr />
<h3>La vera identità del semifreddo lombardo</h3>
<p>Se analizziamo le ricette storiche, emerge una struttura molto precisa:</p>
<h5>1. Mascarpone</h5>
<p>È l&#8217;elemento più distintivo.</p>
<p>Il nome stesso deriva dal lombardo <strong>mascherpa</strong>, collegato alla crema di latte. La Regione Lombardia lo considera particolarmente legato all&#8217;area lodigiana e alla pianura padana. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia+1</p>
<h5>2. Tuorli</h5>
<p>Servono a dare:</p>
<ul>
<li>struttura; </li>
<li>emulsione; </li>
<li>ricchezza; </li>
<li>cremosità.</li>
</ul>
<h5>3. Zabaione</h5>
<p>Introduce:</p>
<h5>Ingredienti</h5>
<ul>
<li>200 g torrone; </li>
<li>300 ml panna; </li>
<li>150 g mascarpone; </li>
<li>80 g zucchero; </li>
<li>3 tuorli; </li>
<li>50 ml Marsala.</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ol>
<li>Tritare il torrone. </li>
<li>Preparare uno zabaione con tuorli, zucchero e Marsala. </li>
<li>Raffreddare. </li>
<li>Incorporare il mascarpone. </li>
<li>Montare la panna. </li>
<li>Aggiungerla delicatamente. </li>
<li>Incorporare il torrone. </li>
<li>Mettere nello stampo. </li>
<li>Congelare.</li>
</ol>
<p>È un dessert particolarmente adatto al periodo natalizio.</p>
<hr />
<h3>11. Semifreddo al panettone e zabaione</h3>
<ul>
<li>panettone milanese; </li>
<li>zabaione; </li>
<li>crema al mascarpone.</li>
</ul>
<h5>1. Mascarpone</h5>
<p>È l&#8217;elemento più distintivo.</p>
<ul>
<li>vino; </li>
<li>aroma; </li>
<li>leggerezza; </li>
<li>spumosità.</li>
</ul>
<p>Ed è fondamentale nella ricetta storica dei Sabbajoni. G<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.gamberorosso.it&amp;sz=128" />Gambero Rosso</p>
<h5>4. Panna</h5>
<p>È soprattutto un elemento delle versioni più moderne.</p>
<h5>5. Biscotti</h5>
<p>Servono a creare contrasto con la crema.</p>
<p>Nella ricetta ottocentesca dei Sabbajoni erano addirittura utilizzati come rivestimento dello stampo. G<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.gamberorosso.it&amp;sz=128" />Gambero Rosso</p>
<h5>6. Frutta secca</h5>
<p>Mandorle, nocciole e torrone permettono di aggiungere:</p>
<ul>
<li>croccantezza; </li>
<li>aroma; </li>
<li>struttura.</li>
</ul>
<hr />
<h3>Classifica dei semifreddi lombardi</h3>
<p>Se dobbiamo distinguere <strong>tradizione storica</strong> e <strong>reinterpretazione moderna</strong>, la lista diventa molto più precisa:</p>
<p>Preparazione   <br />Area    <br />Tipologia    <br />Rappresentatività</p>
<p><strong>Sabbajoni al mascarpone</strong>    <br />Como    <br />Semifreddo storico    <br />⭐⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Crema lodigiana gelata</strong>    <br />Lodi    <br />Crema semifredda    <br />⭐⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Semifreddo mascarpone-zabaione</strong>    <br />Lombardia    <br />Semifreddo    <br />⭐⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Mascarpone e amaretti</strong>    <br />Lombardia/Saronno    <br />Semifreddo    <br />⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Semifreddo al panettone</strong>    <br />Milano    <br />Semifreddo moderno    <br />⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Tortionata e crema lodigiana</strong>    <br />Lodi    <br />Semifreddo moderno    <br />⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Semifreddo al torrone</strong>    <br />Cremona    <br />Semifreddo moderno    <br />⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Semifreddo alle castagne</strong>    <br />Lombardia alpina    <br />Semifreddo moderno    <br />⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Semifreddo alla Torta Paradiso</strong>    <br />Pavia    <br />Reinterpretazione    <br />⭐⭐⭐</p>
<h4>I tre più importanti</h4>
<p>Se dovessi selezionare <strong>tre preparazioni per rappresentare la tradizione dei semifreddi lombardi</strong>, sceglierei:</p>
<h5> Sabbajoni al mascarpone</h5>
<p>È il vero gioiello storico: <strong>documentato a Como nel 1826</strong>, con zabaione, mascarpone e biscotti, raffreddato nel ghiaccio. G<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.gamberorosso.it&amp;sz=128" />Gambero Rosso</p>
<h5> Crema lodigiana gelata</h5>
<p>È la preparazione che meglio rappresenta il rapporto tra <strong>Lombardia, mascarpone e dessert freddi</strong>. La ricetta regionale prevede addirittura il congelamento/raffreddamento prima del servizio. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5> Semifreddo mascarpone-zabaione</h5>
<p>È la naturale evoluzione moderna delle ricette storiche e probabilmente la forma più elegante per presentare oggi quella tradizione.</p>
<hr />
<h4>E soprattutto: cosa NON è propriamente lombardo</h4>
<p>Per una ricerca seria eviterei di definire automaticamente lombardi tutti i semifreddi oggi diffusissimi nelle pasticcerie della regione.</p>
<p><strong>Semifreddo classico, zuccotto, panna cotta, bonèt, gelato, parfait ecc.</strong> appartengono a tradizioni italiane o regionali più ampie e non sono, in quanto tali, specialità lombarde.</p>
<p>Il vero elemento distintivo della Lombardia è piuttosto la <strong>tradizione dei dessert freddi a base di mascarpone e zabaione</strong>, che ha una documentazione storica sorprendentemente antica. La fonte regionale ricorda inoltre che la Lombardia possiede una tradizione particolarmente forte di latte e panna impiegati in <strong>budini, creme e sorbetti</strong>. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia+1</p>
<p>In definitiva, se si vuole raccontare il <strong>semifreddo lombardo autentico</strong>, la formula da cui partire è:</p>
<p><strong>MASCARPONE + ZABAIONE + BISCOTTI + GHIACCIO</strong></p>
<p>e da questa base si sviluppano poi le interpretazioni moderne con <strong>panna, amaretti, panettone, torrone, mandorle, cioccolato e frutta</strong>. È proprio questo percorso storico — dalla crema lodigiana e dai <em>Sabbajoni</em> ottocenteschi fino ai semifreddi contemporanei — che rende la tradizione lombarda particolarmente interessante.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arte della pasta fresca: guida, ricette e segreti della sfoglia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 17:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[pasta fresca]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Home » Indice Generale » Primi Piatti » Pasta Fresca L’arte della pasta fresca: tradizione, sfoglia e memoria I gesti antichi e sapienti della tradizione: tirare la sfoglia fresca a mano con il mattarello, proprio come faceva la nonna. Nota dell&#8217;autrice &#8211; La mia raccolta di ricette di pasta fresca è stata scritta sul blog&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/larte-della-pasta-fresca-guida-ricette-e-segreti-della-sfoglia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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    <span>Pasta Fresca</span><br />
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<h1>L’arte della pasta fresca: tradizione, sfoglia e memoria</h1>
<div></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEirEr-UjF_5HgS_6MzBEkWH_4zJK_ZD7GBhd7hTnVfTGQeBDxII8wyKAlhqMzHBMHHVR_rx-_MPW3BQkZ0EMoJXzQaUPVWVYm7YJZbsGiY6f_dam2Ojrjag4P07UCXvxWlYnt7GIY6zWzEQDNj6FgXJQzvaTzrccU-tZUXVXD56W3RdOEB98GrsRw/s618/1000138013.webp"><img alt="Mani esperte che stendono la pasta fresca all'uovo con il mattarello su un tagliere di legno." border="0" height="516" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEirEr-UjF_5HgS_6MzBEkWH_4zJK_ZD7GBhd7hTnVfTGQeBDxII8wyKAlhqMzHBMHHVR_rx-_MPW3BQkZ0EMoJXzQaUPVWVYm7YJZbsGiY6f_dam2Ojrjag4P07UCXvxWlYnt7GIY6zWzEQDNj6FgXJQzvaTzrccU-tZUXVXD56W3RdOEB98GrsRw/w640-h516/1000138013.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>I gesti antichi e sapienti della tradizione: tirare la sfoglia fresca a mano con il mattarello, proprio come faceva la nonna.</p>
<p></i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
<div align="center"></div>
<article>
    <!--Riquadro iniziale--></p>
<div>
<p><strong>Nota dell&#8217;autrice &#8211; </strong>La mia raccolta di ricette di pasta fresca è stata scritta sul blog nel 2014, è stata&nbsp;<b>completamente aggiornata ad ottobre</b><b>&nbsp;2026 ed è in continua evoluzione:</b>&nbsp;è un atto d’amore verso la sfoglia tirata a mano. La mia cucina non si ferma mai e ogni volta che scopro una nuova ricetta, un segreto o una variante interessante, torno qui ad aggiungere il link. Torna a trovarmi spesso per scoprire le novità che ho preparato per te!</p>
</p></div>
<p>    <!--Box Indice Navigabile (Jump Links)--></p>
<div>
<p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La bussola ufficiale del blog Le Ricette della Nonna: scopri i piatti della tradizione, il Museo della Memoria, i dolci di famiglia e le guide di cucina.</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/la-bussola-ufficiale-del-blog-le-ricette-della-nonna-scopri-i-piatti-della-tradizione-il-museo-della-memoria-i-dolci-di-famiglia-e-le-guide-di-cucina/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 08:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Blog Esplora Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Le Ricette]]></category>
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		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni Eccoti]]></category>

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		<description><![CDATA[La Bussola del Blog: Esplora Ricette, Guide e Tradizioni Eccoti nella mia cucina! Da 20 anni porto in tavola la tradizione, i sapori della terra e i ricordi di famiglia. Per iniziare subito a esplorare il blog, scegli la tua rotta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--TITOLO PRINCIPALE DEL POST (H1)--></p>
<h1>
  <b>La Bussola del Blog: Esplora Ricette, Guide e Tradizioni</b><br />
</h1>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEikMzDoEcMcvnozIy4iGqZWAHzzuSNsgNdc7_BJkFd8R0Hk0oCvMvxnO5xxBsc05G5rb3ybE9OBdYGsPDvxY-JY3BJ-jat6ofxCz_fvjsoCJVwFfN2QeJyeRSKAGdnjkwXnlBksZwrW5tZbWrrG5e46jtyZAcyMyozBLArfz7d3eig6TxUWy-6NTw/s1195/1000151104.jpg"><img alt="Indice blog colorato con bottoni tematici su sfondo cucina casalinga" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEikMzDoEcMcvnozIy4iGqZWAHzzuSNsgNdc7_BJkFd8R0Hk0oCvMvxnO5xxBsc05G5rb3ybE9OBdYGsPDvxY-JY3BJ-jat6ofxCz_fvjsoCJVwFfN2QeJyeRSKAGdnjkwXnlBksZwrW5tZbWrrG5e46jtyZAcyMyozBLArfz7d3eig6TxUWy-6NTw/w640-h480/1000151104.jpg" width="640" /></a></div>
</div>
<div><b><br /></b></div>
<p><!--FOTO COPERTINA / ANTEPRIMA IN EVIDENZA--></p>
<div>
<p>Eccoti nella mia cucina! Da 20 anni porto in tavola la tradizione, i sapori della terra e i ricordi di famiglia. Per iniziare subito a esplorare il blog, scegli la tua rotta.</p>
</div>
<p><!--GRIGLIA DI BOTTONI / ACCESSI RAPIDI--></p>
<div>
<p>  <!--Link all'Indice Generale--><br />
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		</item>
		<item>
		<title>GRUPARIATA SOFFICE FOCACCIA della tradizione calabra</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/grupariata-soffice-focaccia-della-tradizione-calabra/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 12:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[ADRY]]></category>
		<category><![CDATA[Focaccia]]></category>
		<category><![CDATA[GRUPARIATA]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi vi preparo un lievitato straordinario e molto particolare dal colore rosso: la grupariata. Questa focaccia è originaria di Luzzi, un bellissimo paesino in provincia di Cosenza. La sua caratteristica è l&#8217;impasto rosso che viene preparato incorporando direttamente nella farina i pomodori pelati e un’abbondante dose di peperoncino in polvere. Questa focaccia e amatissima dai&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/grupariata-soffice-focaccia-della-tradizione-calabra/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi preparo un lievitato straordinario e molto particolare dal colore rosso: la grupariata. Questa focaccia è originaria di Luzzi, un bellissimo paesino in provincia di Cosenza. La sua caratteristica è l&#8217;impasto rosso che viene preparato incorporando direttamente nella farina i pomodori pelati e un’abbondante dose di peperoncino in polvere. Questa focaccia e amatissima dai [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/adryincucina/ricetta-grupariata/">GRUPARIATA SOFFICE FOCACCIA della tradizione calabra</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/adryincucina">IL MONDO DI ADRY</a>.</p>
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		</item>
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		<title>Scampi alla busara: la ricetta facile e saporita della tradizione Adriatica</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/scampi-alla-busara-la-ricetta-facile-e-saporita-della-tradizione-adriatica/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/scampi-alla-busara-la-ricetta-facile-e-saporita-della-tradizione-adriatica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 15:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[20 minuti]]></category>
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		<description><![CDATA[Mediterranea Gli scampi alla busara sono un secondo piatto di pesce dal sapore intenso e irresistibile, perfetto per portare in tavola tutto il gusto della tradizione dell’Adriatico. Gli scampi vengono cotti in un gustoso sughetto di pomodoro, aglio, vino bianco e peperoncino, creando un condimento semplice ma davvero speciale. Una ricetta facile e veloce, ideale&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/scampi-alla-busara-la-ricetta-facile-e-saporita-della-tradizione-adriatica/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
</ul>
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<p>Gli scampi alla busara sono un secondo piatto di pesce dal sapore intenso e irresistibile, perfetto per portare in tavola tutto il gusto della tradizione dell’Adriatico. </p>
<p>Gli scampi vengono cotti in un gustoso sughetto di pomodoro, aglio, vino bianco e peperoncino, creando un condimento semplice ma davvero speciale.</p>
<p>Una ricetta facile e veloce, ideale per una cena di pesce, per un pranzo in famiglia o per un’occasione in cui volete fare bella figura senza passare troppo tempo ai fornelli. E poi c’è quel sughetto… impossibile non accompagnarlo con qualche fetta di pane croccante per fare la scarpetta!</p>
</div>
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<ul></ul>
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<figure><img width="1536" height="1024" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080479.png" alt="" class="wp-image-54763" /></figure>
</div>
<div>
<div>
<ul>
<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Medio</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di cottura</span><span>20 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Fornello</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span><span>Notte di San Silvestro</span></li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>1</span> <span>kg</span></span><span> <span>scampi</span></span></div>
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<div><span><span>300</span> <span>g</span></span><span> <span>pomodori pelati</span></span></div>
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<div><span><span>1</span> <span>spicchio</span></span><span> <span>aglio</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span><span>1</span></span><span> <span>peperoncino fresco</span></span></div>
</div>
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<div><span><span>2</span> <span>cucchiai</span></span><span> <span>prezzemolo tritato</span></span></div>
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<div><span><span>50</span> <span>ml</span></span><span> <span>Vino bianco s</span></span></div>
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<div><span><span>20</span> <span>g</span></span><span> <span>pangrattato</span></span></div>
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<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>olio extravergine d&#8217;oliva</span></span></div>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Lavate gli scampi sotto l&#8217;acqua corrente e, se desiderate, praticate un&#8217;incisione sul dorso per facilitare la cottura e permettere al condimento di insaporire meglio la polpa.</p>
<p>In una padella capiente fate scaldare un filo abbondante di olio extravergine d&#8217;oliva con l&#8217;aglio e il peperoncino. Unite il pangrattato e lasciatelo tostare leggermente.</p>
<p>Aggiungete gli scampi e fateli rosolare per qualche minuto a fiamma vivace. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare l&#8217;alcol.<br />Unite quindi i pomodori pelati leggermente schiacciati, regolate di sale e lasciate cuocere per circa <strong>15-20 minuti</strong>, girando delicatamente gli scampi a metà cottura.</p>
<p>A fine cottura aggiungete il prezzemolo tritato e lasciate riposare qualche minuto prima di servire.</p>
<p>Portate in tavola gli <strong>scampi alla busara ben caldi</strong>, accompagnandoli con pane casereccio per fare la scarpetta nel loro irresistibile sughetto.</p>
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<figure><img width="1312" height="1199" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080480.png" alt="" class="wp-image-54771" /></figure>
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<figure><img width="1536" height="1024" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080479.png" alt="" class="wp-image-54763" /></figure>
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		<title>Scorzonera: proprietà, come pulirla e ricette con la barba di becco</title>
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		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/scorzonera-proprieta-come-pulirla-e-ricette-con-la-barba-di-becco/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[erbe]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
		<category><![CDATA[profumo]]></category>
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		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Scorzonera: cos&#8217;è, come pulirla e ricette con la barba di becco La scorzonera o barba di becco dopo la cottura: un contorno raffinato dal profumo di bosco. Se c&#8217;è un ortaggio che racchiude tutto il fascino misterioso delle erbe spontanee senza tempo: è la scorzonera estiva, conosciuta da tutti anche con il nome evocativo di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/scorzonera-proprieta-come-pulirla-e-ricette-con-la-barba-di-becco/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Scorzonera: cos&#8217;è, come pulirla e ricette con la barba di becco</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjmHDV1Q_hTn46q-abNvVP5UFGgrhYjVYjuvnJYAhCsc3Udsa8qFuyNumMjdimtlooABal_poGqMEscdEvS-mRwDqmu1e-1RTJwtQEa50VMOjHvAdTuUcSvPT9xszXHyIwGujkVzztjzZyK2n5K9yEAiAdKDgwyZha4t1OA7PecJlJT4g-wrcPwDQ/s1024/1000141451.png"><img alt="Piatto rustico di scorzonera estiva saltata al burro e timo su tavolo di legno" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjmHDV1Q_hTn46q-abNvVP5UFGgrhYjVYjuvnJYAhCsc3Udsa8qFuyNumMjdimtlooABal_poGqMEscdEvS-mRwDqmu1e-1RTJwtQEa50VMOjHvAdTuUcSvPT9xszXHyIwGujkVzztjzZyK2n5K9yEAiAdKDgwyZha4t1OA7PecJlJT4g-wrcPwDQ/w640-h480/1000141451.png" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La scorzonera o barba di becco dopo la cottura: un contorno raffinato dal profumo di bosco.</i>
<ul>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div></div>
<p>Se c&#8217;è un ortaggio che racchiude tutto il fascino misterioso delle erbe spontanee senza tempo: è la <strong>scorzonera estiva</strong>, conosciuta da tutti anche con il nome evocativo di <strong>barba di becco selvatica</strong>.</p>
<p>A vederla così, con quelle sue radici allungate, scure e terrose che <b>sembrano quasi rami secchi</b>, è facilissimo passare oltre senza riconoscerne il valore.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg85RpL3Kfb6oI3f0I5c462P_Qn3SaNNBIBRrzbFtBczGflDEqliinrOAUw8ZtElEOsK5g_UNRYke5BizopstAiyiT1TgVtoqmbqOft8-Cz-4Ab9Me654HlcacKsGlWUudS2s3hEvCIsy5KKBqGTURqP53j_cYMyq4odhNuf7kDo_cD05j97aHB-g/s1003/1000141457.png"><img alt="Si vedono bene le radici intere, la scorza nera e terrosa, e accanto la ciotola di contesto con il limone." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg85RpL3Kfb6oI3f0I5c462P_Qn3SaNNBIBRrzbFtBczGflDEqliinrOAUw8ZtElEOsK5g_UNRYke5BizopstAiyiT1TgVtoqmbqOft8-Cz-4Ab9Me654HlcacKsGlWUudS2s3hEvCIsy5KKBqGTURqP53j_cYMyq4odhNuf7kDo_cD05j97aHB-g/w640-h480/1000141457.png" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Le radici di scorzonera appena raccolte: il loro aspetto grezzo e terroso nasconde un cuore prezioso.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>Il dilemma di chi la raccoglie o la trova per la prima volta al mercato contadino è sempre lo stesso: affascinati dalla promessa di un sapore antico e nobile, ci si ritrova bloccati davanti a quella <b>scorza nerastra e a quel lattice bianco</b> che fuoriesce appena si accenna a pelarla, temendo di non sapere da dove cominciare o di finire con le mani macchiate e la polpa ossidata.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgng9sv_baQqXAba6kGEpEviAzo8AWlt8B3QVr0WJMfD8l0khMpeM8bMtvkIj4PEiXei8mDSGkmUVrNG68kZkQKi1JLD2d8EsDip9cFMV7xoZhJGaQWknTtHY58ahyphenhyphenDWo7KfOwzYx9s3LV81iODKwp-f-RwHXnC6kTWzw9VCi5aXMiouN16c4nl-A/s1024/1000141453.png"><img alt="Primo piano di mani che pelano una radice di scorzonera da cui fuoriesce lattice bianco" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgng9sv_baQqXAba6kGEpEviAzo8AWlt8B3QVr0WJMfD8l0khMpeM8bMtvkIj4PEiXei8mDSGkmUVrNG68kZkQKi1JLD2d8EsDip9cFMV7xoZhJGaQWknTtHY58ahyphenhyphenDWo7KfOwzYx9s3LV81iODKwp-f-RwHXnC6kTWzw9VCi5aXMiouN16c4nl-A/w640-h480/1000141453.png" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La sfida della pulizia: appena pelata, la radice rilascia un lattice biancastro che tende a scurirsi rapidamente.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>Mettiamo da parte i dubbi e andiamo alla scoperta di questo <strong>straordinario tesoro nascosto</strong>: dal punto di vista <strong>botanico</strong>, la <em>Tragopogon porrifolius</em> (questo il suo nome scientifico) appartiene alla famiglia delle Asteraceae e si fa notare in primavera per dei bellissimi capolini fioriti di un colore viola intenso che si chiudono a mezzogiorno.</p>
<p><strong>Dal punto di vista storico e geografico</strong>, originaria del bacino del Mediterraneo, era già apprezzata in epoca medievale non solo per la sua bontà ma anche come rimedio officinale leggendario.</p>
<p>C&#8217;è persino un vecchio <strong>aneddoto popolare</strong> legato alle sue origini: il nome &#8220;scorzonera&#8221; deriva anticamente da &#8220;scorza nera&#8221; e la tradizione contadina le attribuiva poteri quasi magici contro i morsi dei serpenti velenosi, considerandola un vero e proprio amuleto.</p>
<p>In questo articolo scopriamo insieme come sceglierla, come domare la sua linfa e tante idee sfiziose per portarla in tavola valorizzandola al massimo!</p>
<p></p>
<p><!--Sicurezza erbe--></p>
<blockquote><p>
  <strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Fricielli pugliesi con cime di rapa e salsiccia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[cime]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
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		<description><![CDATA[Fricielli pugliesi con cime di rapa e salsiccia: la ricetta tradizionale Un piatto fumante di fricielli pugliesi conditi con cime di rapa fresche e salsiccia: la vera tradizione del Sud in tavola.&#160;&#160; Nota dell&#8217;autrice – Ho completamente aggiornato a settembre 2026 questo articolo del 2011 per offrirti una guida ancora più ricca, con approfondimenti su&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/fricielli-pugliesi-con-cime-di-rapa-e-salsiccia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<h1>Fricielli pugliesi con cime di rapa e salsiccia: la ricetta tradizionale</h1>
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<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhdRHvKlITAYQ6AghqfPZRNIZ_WQGp9UXVsLIcJ8eB_0maxYxlFB0EGso-F83YO3mn37gMgXix6aMZOUClEuk8PmuiRwEL1_XKuGH7ZigA6iIYgwJyU16rUeKcZFEjQ6DX4o9kiDbi0iF72i1eBRfUm_xOHuZEQSPycx-ouOhH1wDqxtRXHFd9JOg/s1024/1000150217.png"><img alt="Piatto di fricielli pugliesi con cime di rapa fresche e salsiccia su tavolo rustico" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhdRHvKlITAYQ6AghqfPZRNIZ_WQGp9UXVsLIcJ8eB_0maxYxlFB0EGso-F83YO3mn37gMgXix6aMZOUClEuk8PmuiRwEL1_XKuGH7ZigA6iIYgwJyU16rUeKcZFEjQ6DX4o9kiDbi0iF72i1eBRfUm_xOHuZEQSPycx-ouOhH1wDqxtRXHFd9JOg/w640-h480/1000150217.png" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Un piatto fumante di fricielli pugliesi conditi con cime di rapa fresche e salsiccia: la vera tradizione del Sud in tavola.&nbsp;&nbsp;</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div></div>
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<div>
    <strong>Nota dell&#8217;autrice</strong> – Ho completamente aggiornato a settembre 2026 questo articolo del 2011 per offrirti una guida ancora più ricca, con approfondimenti su questa pasta tradizionale, consigli di cucina e tutte le varianti per valorizzare questo straordinario piatto pugliese.
</div>
<p></p>
<p>I <strong>fricelli</strong> (chiamati anche <em>friscedd</em> o <em>strascinati</em>) sono un formato di pasta fresca tradizionale che affonda le sue radici nella storia gastronomica di Puglia e Basilicata.</p>
<p>Il nome stesso svela la loro affascinante origine artigianale: deriva infatti dal <em>&#8220;frisceddu&#8221;</em>, l&#8217;antico bastoncino o ferretto che le mani sapienti delle sfogline utilizzavano storicamente per arrotolare la pasta con maestria.</p>
<p>La loro caratteristica forma allungata e attorcigliata, unita a una superficie ruvida e a un incavo profondo, è studiata appositamente per trattenere alla perfezione i condimenti più ricchi.</p>
<p>Tra gli abbinamenti più celebri e irresistibili della cucina rustica del Sud Italia spiccano i <strong>fricielli pugliesi con cime di rapa e salsiccia</strong>: un piatto che racchiude tutta la generosità della terra e il calore dei pranzi in famiglia della tradizione pugliese, dove la semplicità degli ingredienti si trasforma in pura poesia per il palato.</p>
<p>Le cime di rapa, raccolte freschissime nei mesi più freddi, donano quel tipico gusto amarognolo che si bilancia alla perfezione con la sapidità della carne di maiale.</p>
<p>Nella cultura locale, questo formato custodisce anche una dolcissima tradizione simbolica legata ai giorni di festa: l&#8217;usanza dei <strong>&#8220;maritati&#8221;</strong>: in questo piatto della convivialità, i fricelli (simbolo maschile) vengono uniti alle classiche orecchiette (simbolo femminile) nello stesso condimento, dando vita a un abbraccio di sapori che celebra l&#8217;unione e la festa intorno alla tavola.</p>
<p></p>
<div>
<h2>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Filatelli fatti in casa con ragù calabrese</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 07:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[domenica]]></category>
		<category><![CDATA[essendo]]></category>
		<category><![CDATA[pasta fresca]]></category>
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		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mediterranea I filatelli calabresi fatti in casa con ragù calabrese sono un primo piatto ricco e genuino, perfetto per chi ama la pasta fresca e i sapori intensi della tradizione italiana. I filatelli, preparati a mano con pochi e semplici ingredienti, raccolgono alla perfezione un ragù calabrese corposo, profumato e leggermente piccante. È una di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/filatelli-fatti-in-casa-con-ragu-calabrese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
</ul>
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<p>I filatelli calabresi fatti in casa con ragù calabrese sono un primo piatto ricco e genuino, perfetto per chi ama la pasta fresca e i sapori intensi della tradizione italiana. </p>
<p>I filatelli, preparati a mano con pochi e semplici ingredienti, raccolgono alla perfezione un ragù calabrese corposo, profumato e leggermente piccante.</p>
<p>È una di quelle ricette che profumano di casa e di pranzi della domenica, quando un buon piatto di pasta fatta in casa diventa il protagonista della tavola. </p>
<p>Preparare i filatelli richiede un po’ di pazienza, ma il risultato ripaga davvero tutto il lavoro: una pasta rustica e saporita, ideale da condire con un ragù ricco e avvolgente.</p>
<p>Se amate la pasta fresca fatta in casa e le ricette calabresi tradizionali, questa è una ricetta da provare: mettete le mani in pasta e portate in tavola tutto il gusto della Calabria.</p>
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<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-filatelli-calabresi-fatti/" title="Filatelli calabresi fatti in casa" rel="bookmark">Filatelli calabresi fatti in casa</a></li>
</ul>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/818605718_910462218814521_7637472643475850204_n.webp-720x480.jpg" alt="" class="wp-image-54475" /></figure>
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<div>
<ul>
<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Medio</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>10 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di cottura</span><span>10 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Fornello</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>400</span> <span>g</span></span><span> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-filatelli-calabresi-fatti/" title="Filatelli calabresi fatti in casa">filatelli fatti in casa </a></span></div>
</div>
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<div><span><span>400</span> <span>g</span></span><span> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-ragu-alla-calabrese/" title="Ragù alla calabrese">ragù alla calabrese </a></span></div>
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<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>sale</span></span></div>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Lessate i filatelli in abbondante acqua salata. Essendo pasta fresca, saranno pronti in pochi minuti: assaggiateli per verificare la cottura.</p>
<p>Scolateli direttamente nel tegame con il ragù e fateli insaporire per qualche minuto.</p>
<p>Servite i filatelli calabresi fatti in casa con ragù calabrese ben caldi, con una spolverata di peperoncino e, se gradito, pecorino calabrese grattugiato.</p>
<p>Per un risultato ancora più rustico e saporito, preparate il ragù con qualche ora di anticipo: riposando diventa ancora più buono e avvolgente.</p>
<p>Un piatto da domenica, da mettere al centro della tavola e condividere tutti insieme, proprio come vuole la tradizione calabrese.</p>
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<figure><img width="720" height="480" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/818605718_910462218814521_7637472643475850204_n.webp-720x480.jpg" alt="" class="wp-image-54475" /></figure>
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<h2></h2>
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						Dosi variate per<br />
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		</item>
		<item>
		<title>Monachine casertane con crema e amarene: il dolce di sfoglia croccante della tradizione</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/monachine-casertane-con-crema-e-amarene-il-dolce-di-sfoglia-croccante-della-tradizione/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 06:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[20 minuti]]></category>
		<category><![CDATA[crema pasticcera]]></category>
		<category><![CDATA[croccante]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
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		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://foodbloggermania.it/ricetta/monachine-casertane-con-crema-e-amarene-il-dolce-di-sfoglia-croccante-della-tradizione/</guid>
		<description><![CDATA[Mediterranea Vegetariano Le monachine casertane sono piccoli dolci della tradizione campana, golosi e irresistibili, preparati con pasta sfoglia, crema pasticcera e amarene. Croccanti e dorate all’esterno, racchiudono un ripieno cremoso e profumato che conquista al primo morso. Sono un dolce semplice ma davvero speciale, perfetto da portare in tavola a fine pasto, da servire con&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/monachine-casertane-con-crema-e-amarene-il-dolce-di-sfoglia-croccante-della-tradizione/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegetariano/"><span></span><span>Vegetariano</span></a></li>
</ul>
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<p>Le monachine casertane sono piccoli dolci della tradizione campana, golosi e irresistibili, preparati con pasta sfoglia, crema pasticcera e amarene. </p>
<p>Croccanti e dorate all’esterno, racchiudono un ripieno cremoso e profumato che conquista al primo morso.</p>
<p>Sono un dolce semplice ma davvero speciale, perfetto da portare in tavola a fine pasto, da servire con il caffè oppure da gustare durante una pausa dolce. </p>
<p>La sfoglia friabile, la delicatezza della crema e il piacevole contrasto delle amarene rendono queste monachine alla crema una vera tentazione.</p>
<p>Prepararle in casa è più facile di quanto si possa pensare e il risultato è talmente goloso che finiranno in un attimo! </p>
<p>Vediamo insieme come preparare le mie monachine casertane con crema e amarene, un dolce della tradizione che profuma di casa e di buone cose.</p>
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<figure><img width="720" height="768" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/5a1af048-faa7-426f-85fc-e651797a43d8-720x768.png" alt="" class="wp-image-54649" /></figure>
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<ul>
<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di cottura</span><span>20 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>12</span><span>Pezzi</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Fornello</span><span>Forno elettrico</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>2</span> <span>fogli</span></span><span> <span>pasta sfoglia</span> <span>(<span>Rettangolare </span>)</span></span></div>
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<div><span><span>300</span> <span>g</span></span><span> <span>crema pasticcera classica </span></span></div>
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<div><span><span>80</span> <span>g</span></span><span> <span>confettura di amarene</span></span></div>
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<div><span><span>12</span></span><span> <span>amarene sciroppate</span></span></div>
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<div><span><span>1</span></span><span> <span>tuorlo</span></span></div>
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<div><span><span>2</span> <span>cucchiai</span></span><span> <span>latte</span></span></div>
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<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>zucchero</span></span></div>
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<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>zucchero a velo</span></span></div>
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<h2>Strumenti</h2>
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<div><span>1</span> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/dp/B0GC63BJ1X?tag=av_lemieloverie-21&amp;linkCode=osi&amp;th=1&amp;psc=1" title="VINATO Set di 4 Anelli da Dessert con 4 coperchi Inclusi, Anello Portata in Acciaio Inossidabile da 8 cm di Diametro, Cerchi Rotondi per Mousse, Adatti per Biscotti, Ciambelle e stampi per Torte." target="_blank" rel="nofollow sponsored noopener">Coppapasta</a></span>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Srotola la pasta sfoglia e ricava dei dischi di circa <strong>8-10 cm di diametro</strong>. Su metà dei dischi metti al centro un cucchiaio di crema pasticcera, un poco di confettura di amarene e un&#8217;amarena sciroppata.</p>
<p>Copri ogni dolcetto con un secondo disco di sfoglia e sigilla bene i bordi, aiutandoti con le dita o con i rebbi di una forchetta.</p>
<p>Sbatti il tuorlo con il latte e spennella la superficie delle monachine. Cospargi con poco zucchero semolato.</p>
<p>Sistema le monachine su una teglia rivestita con carta forno e cuoci in <strong>forno statico preriscaldato a 190°C per circa 20 minuti</strong>, fino a quando saranno gonfie e ben dorate. </p>
<p>Procedimenti analoghi sono documentati nelle ricette tradizionali contemporanee delle monachine.</p>
<p>Lascia intiepidire e completa con una generosa spolverata di <strong>zucchero a velo</strong>.</p>
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<figure><img width="720" height="720" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/6b53a566-b133-4f8e-8b89-91f5f117f70e-720x720.png" alt="" class="wp-image-54648" /></figure>
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<figure><img width="720" height="768" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/5a1af048-faa7-426f-85fc-e651797a43d8-720x768.png" alt="" class="wp-image-54649" /></figure>
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<h2></h2>
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						Dosi variate per<br />
						<span></span><br />
						porzioni
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							<button></p>
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							<span></span><br />
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<p>							</button>
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		</item>
		<item>
		<title>Ricetta originale delle tigelle fatte in casa</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/ricetta-originale-delle-tigelle-fatte-in-casa/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/ricetta-originale-delle-tigelle-fatte-in-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 16:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[fatte]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tigelle e crescentine modenesi: la ricetta originale e le farciture tradizionali Una tradizionale cena a base di tigelle modenesi, salumi e formaggi. Nota dell&#8217;autrice – Ho completamente aggiornato questa ricetta di famiglia trascritta sul blog nel 2012 per trasformarla nella guida completa dedicata alla ricetta originale delle tigelle modenesi: tutti i segreti dell&#8217;impasto con strutto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ricetta-originale-delle-tigelle-fatte-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span>Tigelle e crescentine modenesi: la ricetta originale e le farciture tradizionali</span></h1>
<div><span><br /></span></div>
<div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhgXXVWpS_XYe7-zdXo7m0omQPJ54HmnlOHSZuL_axcll2wAFCnM82zuiQO6Hg-INh1SMkXm-Csuz6XPWJd8Qqz5dneaWFAOoi66ymfxhdTt9wryGG5nA9vAFmvv-fjNOiNpw6BxfQ9WkpQQeV7up_tzUDbFvykyt8Sf1bnVg8nhMKYI1oLOYQG-Q/s842/1000149473.webp"><img alt="Tavolo imbandito con cesta di tigelle calde, taglieri di salumi e condimenti tradizionali" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhgXXVWpS_XYe7-zdXo7m0omQPJ54HmnlOHSZuL_axcll2wAFCnM82zuiQO6Hg-INh1SMkXm-Csuz6XPWJd8Qqz5dneaWFAOoi66ymfxhdTt9wryGG5nA9vAFmvv-fjNOiNpw6BxfQ9WkpQQeV7up_tzUDbFvykyt8Sf1bnVg8nhMKYI1oLOYQG-Q/w640-h480/1000149473.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Una tradizionale cena a base di tigelle modenesi, salumi e formaggi.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div>
    <strong>Nota dell&#8217;autrice</strong> – Ho completamente aggiornato questa ricetta di famiglia trascritta sul blog nel 2012 per trasformarla nella guida completa dedicata alla <strong>ricetta originale</strong> delle tigelle modenesi: tutti i segreti dell&#8217;impasto con strutto e lievito di birra, le origini del nome tra montagna e città e tante idee sfiziose per prepararle a regola d&#8217;arte.
</div>
<p></p>
<p>Le tigelle sono il simbolo per eccellenza della convivialità, della montagna modenese e della tradizione gastronomica dell&#8217;Emilia: <b>cotte tradizionalmente nel focolare domestico</b>, rappresentano il cuore pulsante delle domeniche in famiglia e delle cene tra amici.</p>
<p></p>
<div>
<h3>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Polpetti con Salsa Vegetale al Prezzemolo. Tormentoni e piaceri della tavola</title>
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		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/polpetti-con-salsa-vegetale-al-prezzemolo-tormentoni-e-piaceri-della-tavola/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 05:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Il Polpo]]></category>
		<category><![CDATA[limone]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[prezzemolo]]></category>
		<category><![CDATA[Salsa Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[tavola]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo di avervi tediato in più occasioni manifestandovi la mia grande passione per&#160;pesce&#160;e molluschi. Per non smentirmi, lo faccio anche in questo caldo inizio d’autunno. Parliamo del&#160;polpo, un vero e proprio tormentone. Dire che ne sono sono letteralmente ghiotta, infatti, è decisamente&#160; riduttivo. Lo preparo in versioni sempre diverse:&#160;cotto nella sua acqua, semplicemente lessato, stufato&#160;o&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/polpetti-con-salsa-vegetale-al-prezzemolo-tormentoni-e-piaceri-della-tavola/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Credo di avervi tediato in più occasioni manifestandovi la mia grande passione per&nbsp;<i>pesce</i>&nbsp;e <b><i>molluschi</i></b>. Per non smentirmi, lo faccio anche in questo caldo inizio d’autunno. Parliamo del&nbsp;<i><b>polpo</b></i>, un vero e proprio tormentone. Dire che ne sono sono letteralmente ghiotta, infatti, è decisamente&nbsp; riduttivo. Lo preparo in versioni sempre diverse:&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2022/07/polpo-cotto-nella-sua-acqua-tardive-e.html">cotto nella sua acqua</a>, semplicemente lessato, <b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2017/02/polpi-stufati-porpi-stuffou-con-patate.html">stufato</a>&nbsp;</b>o ridotto in <b><i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2023/05/polpo-degli-zavorristi-sapori-dal.html">patè</a></i></b> come vuole l’antica tradizione dei pescatori spezzini. Ma non chiedetemi di scegliere tra le diverse opzioni. Non sono mai in grado di farlo quando si tratta di piaceri della tavola.</div>
<div>Se vi va di dare un’occhiata ad altre ricette con il polpo, troverete alcune proposte cliccando&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/search/label/polpo">qui</a>.</div>
<div></div>
<div>A presto!</div>
<div></div>
<div><i>Maria Grazia&nbsp;</i></div>
<div></div>
<div></div>
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<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNOYukoZMGbGFK7n4cJSuMNqIL_3OqOR_Ez9GiHhyJahmRtTGSSgwKQWwKmuN70fgM4vEuVM44hr2I5quC8olOLT5e3O1x6aQ14Jwn6uCWiVgpYGwQN17TlWz7FQat3s-hha0l3fMVC35cDSqYQ7yXI6jXGT7i5VgbaUn6tssZKw_BZv_XnLkZMG5jRWc/s3576/IMG_2457.jpeg"><img alt="Polpo lesso con salsa vegetale" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNOYukoZMGbGFK7n4cJSuMNqIL_3OqOR_Ez9GiHhyJahmRtTGSSgwKQWwKmuN70fgM4vEuVM44hr2I5quC8olOLT5e3O1x6aQ14Jwn6uCWiVgpYGwQN17TlWz7FQat3s-hha0l3fMVC35cDSqYQ7yXI6jXGT7i5VgbaUn6tssZKw_BZv_XnLkZMG5jRWc/w514-h640/IMG_2457.jpeg" width="514" /></a></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<div></div>
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<div>
<div><i><span><b>Il Polpo</b></span></i></div>
<p><span>Mollusco cefalopode della famiglia Optodidae, è poco calorico, privo di carboidrati e ricco di proteine.&nbsp;</span>
<div>Nonostante sia povero di grassi, una porzione da 100 g contiene circa 70 mg di colesterolo, che è comunque solo il 23% del limite giornaliero consigliato.</div>
<div>Piuttosto interessante la presenza di sali minerali, come potassio, ferro e fosforo, anche se questi si riducono notevolmente durante la bollitura.</div>
<div></div>
<p><b><i>Il Polpo cotto nella sua acqua</i></b></p>
<div>
<div>Il&nbsp;<i>Polpo cotto in acqua sua</i>, o “<i>L pulp n da l’acqua lor</i>”,&nbsp;è una preparazione tipica del barese.&nbsp;</div>
<div>Nella zona esiste una grande tradizione legata alla pesca del polpo e l’ultimo fine settimana di luglio <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://sagr.it/puglia/bari-e-dintorni/eventi/sagra-del-polpo-mola-di-bari">Mola di Bari</a>&nbsp;dedica una sagra al saporito mollusco. Festa, intrattenimento, ma soprattutto tanto gusto, caratterizzano un evento che vanta una tradizione di oltre cinquant’anni.</div>
<div></div>
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<div></div>
<div></div>
<div>
<div><span><span>Polpetti con Salsa Vegetale al Prezzemolo&nbsp;</span></span></div>
<p><span></span></p>
<p></p>
<p><span></span></p>
<div><span><span><b>Ingredienti</b>&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span>(per 4 persone)</span></span></div>
<div><span><br /><span>1 kg di polpetti (pescato nel Mar Ligure) *</span><br /><span>3 carote</span><br /><span>1 gambo di sedano</span><br /><span>1 mazzetto di prezzemolo fresco tritato&nbsp;</span><br /><span>1/2 limone biologico&nbsp;</span><br /><span>4 cucchiai di olio extravergine d’oliva della Riviera Ligure&nbsp;</span><br /><span>sale&nbsp;</span><br /><span>1/2 cucchiaino di aceto</span><br /></span></div>
<p><span><span></span></span></p>
<p>*&nbsp;<i>Acquistati freschi, puliti ed eviscerati, congelati per ammorbidirne le carni ed estratti dal freezer la sera prima di cucinarli</i></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><i><br /></i></p>
<div><span><span>I </span><span>polpetti</span><span>&nbsp;</span></span></div>
<p><span><span></span><br /></span></p>
<div><span><span>Sciacquare i polpetti già puliti, immergere appena i tentacoli nell’acqua bollente salata fino a quando le estremità non si arricceranno.&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span>Immergere completamente i molluschi nella pentola e cuocere fino a quando non saranno teneri ma non troppo morbidi. Ci vorranno circa 40 minuti.&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span>Al termine della cottura, lasciar intiepidire i polpetti nell’acqua in modo da renderli ancora più teneri.</span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /><span>La salsa</span></span></div>
<div><span><i><u><br /></u></i><span>Mondare le carote, tagliarle a pezzi e cuocerle a vapore per pochi minuti, tanto quanto basta per renderle croccanti ma sode.&nbsp;</span><span>Trasferirle nel mixer, unire il gambo di sedano, il prezzemolo, l’olio extravergine d’oliva, il succo di limone, l’aceto ed un pizzico di sale.</span></span></div>
<p><span><span></span><br /></span></p>
<p><span><span>Frullare fino ad ottenere una salsa densa. Mescolare e servire la <b><i>salsa vegetale al prezzemolo</i></b> insieme ai <b><i>polpetti</i></b> lessati.</span></span></p>
</div>
</div>
</div>
<div></div>
<div></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I dolci e dessert al cioccolato più popolari e rappresentativi dela Lombardia: origine, caratteristiche e ricette.</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 18:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodeidolci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[dessert]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[monaco]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[Torta Elvezia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Per il cioccolato in Lombardia bisogna fare una distinzione importante: a differenza di panettone, sbrisolona o torrone, non esiste un&#8217;unica grande tradizione regionale di &#34;dolci al cioccolato&#34;. Il cacao entra soprattutto nella pasticceria lombarda tra Ottocento e Novecento, sovrapponendosi a ricette più antiche a base di mandorle, pane, latte, burro e uova. Ci sono&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-dolci-e-dessert-al-cioccolato-piu-popolari-e-rappresentativi-dela-lombardia-origine-caratteristiche-e-ricette/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Torta di San Biagio - Wikipedia" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/de/Torta_di_San_Biagio.jpg?utm_source=it.wikipedia.org&amp;utm_campaign=index&amp;utm_content=original" /></p>
<p>&#160;</p>
<p>Per il <strong>cioccolato in Lombardia</strong> bisogna fare una distinzione importante: a differenza di panettone, sbrisolona o torrone, non esiste un&#8217;unica grande tradizione regionale di &quot;dolci al cioccolato&quot;. Il cacao entra soprattutto nella pasticceria lombarda <strong>tra Ottocento e Novecento</strong>, sovrapponendosi a ricette più antiche a base di mandorle, pane, latte, burro e uova.</p>
<p>Ci sono però alcune preparazioni <strong>fortemente rappresentative</strong>, soprattutto nel Mantovano, nel Milanese, in Brianza e nell&#8217;area di Varese. Tra queste, la più interessante dal punto di vista della tradizione è probabilmente la <strong>Torta di San Biagio di Cavriana</strong>, dove il cioccolato fondente è parte integrante della ricetta tradizionale. L&#8217;Atlante dei prodotti della Lombardia della Regione la identifica infatti esplicitamente come torta di mandorle e cioccolato. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h4>1. Torta di San Biagio — Cavriana, Mantova</h4>
<p>Torta di San Biagio</p>
<p>Se cerchiamo <strong>il dolce al cioccolato più caratteristico e propriamente lombardo</strong>, questo è uno dei candidati migliori.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È originaria di <strong>Cavriana</strong>, nell&#8217;Alto Mantovano, ed è legata alla festa di <strong>San Biagio</strong>, patrono del paese.</p>
<p>La tradizione vuole che venga preparata nel periodo della festa patronale, all&#8217;inizio di febbraio.</p>
<p>La Regione Lombardia la inserisce tra i prodotti tradizionali della regione e ne identifica il territorio proprio nel comune di Cavriana. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È una torta:</p>
<ul>
<li>rotonda; </li>
<li>non lievitata; </li>
<li>friabile; </li>
<li>a base di pasta frolla; </li>
<li>ripiena di mandorle; </li>
<li>arricchita con <strong>cioccolato fondente</strong>; </li>
<li>decorata con strisce di pasta che formano rombi.</li>
</ul>
<p>La combinazione <strong>mandorla + cioccolato fondente</strong> è il tratto distintivo.</p>
<p>La scheda regionale descrive proprio una pasta friabile che racchiude un ripieno di mandorle e cioccolato, con una decorazione geometrica a rombi. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Ricetta tradizionale</h5>
<p>Per una torta di circa 24 cm:</p>
<p><strong>Per la pasta</strong></p>
<ul>
<li>300 g farina; </li>
<li>100 g burro; </li>
<li>100 g zucchero; </li>
<li>1 uovo; </li>
<li>scorza di limone; </li>
<li>vaniglia; </li>
<li>un pizzico di sale.</li>
</ul>
<p><strong>Per il ripieno</strong></p>
<ul>
<li>250 g mandorle; </li>
<li>100 g cioccolato fondente; </li>
<li>100 g zucchero; </li>
<li>2 uova; </li>
<li>scorza d&#8217;arancia; </li>
<li>poco succo d&#8217;arancia.</li>
</ul>
<h5>Preparazione</h5>
<ol>
<li>Preparare una pasta frolla con farina, burro, zucchero e aromi. </li>
<li>Lasciarla riposare in frigorifero. </li>
<li>Tritare le mandorle. </li>
<li>Tritare il cioccolato fondente. </li>
<li>Mescolare mandorle, cioccolato, zucchero e uova. </li>
<li>Rivestire la tortiera con circa due terzi della frolla. </li>
<li>Distribuire il ripieno. </li>
<li>Coprire con strisce di pasta formando il tipico disegno a rombi. </li>
<li>Cuocere a circa <strong>175-180 °C per 40-45 minuti</strong>.</li>
</ol>
<p>La versione tradizionale prevede anche una frolla senza uova preparata con vino bianco in alcune ricette locali. A<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Flombardia.celiachia.it&amp;sz=128" />AIC Lombardia APS</p>
<hr />
<h3>2. Torta paesana — Brianza</h3>
<p>Torta paesana</p>
<p>Questa è forse <strong>la più interessante espressione della tradizione contadina lombarda applicata al cioccolato</strong>.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È tipica della <strong>Brianza</strong> e nasce come dolce di recupero.</p>
<p>Il protagonista non è il cacao, ma il <strong>pane raffermo</strong>.</p>
<p>Il cacao entra nella ricetta trasformando una preparazione poverissima in un dessert molto più ricco.</p>
<p>È un perfetto esempio della filosofia contadina lombarda: recuperare il pane avanzato invece di buttarlo. La tradizione brianzola viene infatti associata a una torta preparata con pane raffermo, latte e cacao. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È molto diversa da una normale torta al cioccolato.</p>
<p>Ha una consistenza:</p>
<ul>
<li>umida; </li>
<li>compatta; </li>
<li>morbida; </li>
<li>quasi budinosa; </li>
<li>molto profumata.</li>
</ul>
<p>Il cioccolato/cacao non deve necessariamente dominare: deve fondersi con il sapore del pane, del latte, degli amaretti e della frutta secca.</p>
<h5>Ingredienti</h5>
<ul>
<li>400 g pane raffermo; </li>
<li>700 ml latte; </li>
<li>50-60 g cacao amaro; </li>
<li>120 g zucchero; </li>
<li>100 g amaretti; </li>
<li>50 g uvetta; </li>
<li>40 g pinoli; </li>
<li>2 uova; </li>
<li>1 pera, facoltativa; </li>
<li>scorza di limone; </li>
<li>30 g burro.</li>
</ul>
<h5>Preparazione</h5>
<ol>
<li>Tagliare il pane a pezzi. </li>
<li>Coprirlo con il latte caldo. </li>
<li>Lasciarlo ammorbidire per almeno un&#8217;ora. </li>
<li>Schiacciarlo con una forchetta. </li>
<li>Aggiungere cacao e zucchero. </li>
<li>Incorporare le uova. </li>
<li>Aggiungere amaretti sbriciolati, uvetta e pinoli. </li>
<li>Unire eventualmente una pera tagliata a piccoli pezzi. </li>
<li>Versare in una teglia imburrata. </li>
<li>Distribuire qualche fiocco di burro sulla superficie. segnala infatti che alcune versioni dell&#8217;Anello di Monaco contengono anche cioccolato. </li>
<li>Cuocere a <strong>175-180 °C per circa 50-60 minuti</strong>.</li>
</ol>
<p>Una volta raffreddata può essere tagliata a fette, ma una versione particolarmente morbida può essere servita anche con il cucchiaio.</p>
<hr />
<h3>3. Polenta e osei dolce — Bergamo</h3>
<p>Polenta e osei dolce</p>
<p>Questo è uno dei dolci più iconici di <strong>Bergamo</strong>, e il cioccolato ha un ruolo soprattutto nella decorazione.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>Nasce come versione dolce del celebre piatto bergamasco <strong>polenta e osei</strong>.</p>
<p>È una preparazione di pasticceria nata per riprodurre visivamente il piatto salato.</p>
<h5>Com&#8217;è fatta?</h5>
<p>La base è una torta morbida, generalmente rivestita di:</p>
<ul>
<li>marzapane giallo; </li>
<li>crema al burro; </li>
<li>cioccolato.</li>
</ul>
<p>Sopra vengono collocati piccoli <strong>uccellini di cioccolato</strong> o marzapane.</p>
<p>La tradizione viene esplicitamente descritta come una polenta dolce ricoperta da pasta di mandorle gialla e decorata con uccelletti di cioccolata o marzapane. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia</p>
<h5>Ricetta semplificata</h5>
<p><strong>Base</strong></p>
<ul>
<li>4 uova; </li>
<li>120 g zucchero; </li>
<li>120 g farina; </li>
<li>80 g burro; </li>
<li>vaniglia.</li>
</ul>
<p><strong>Farcitura</strong></p>
<ul>
<li>crema al burro; </li>
<li>marmellata di albicocche; </li>
<li>eventualmente liquore.</li>
</ul>
<p><strong>Copertura</strong></p>
<ul>
<li>300 g pasta di mandorle; </li>
<li>colorante giallo; </li>
<li>cioccolato fondente.</li>
</ul>
<p>Si prepara una torta soffice, la si taglia e farcisce, quindi si riveste con pasta di mandorle colorata di giallo.</p>
<p>Il cioccolato viene utilizzato soprattutto per creare i piccoli uccelli decorativi.</p>
<hr />
<h3>4. Anello di Monaco — Mantova</h3>
<p>Anello di Monaco</p>
<p>È uno dei grandi dolci festivi mantovani.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È legato alla storia della pasticceria <strong>mitteleuropea di Mantova</strong>.</p>
<p>Alla fine del Settecento arrivò a Mantova il pasticcere svizzero Samson Putscher, portando con sé tecniche e dolci della tradizione centroeuropea. L&#8217;Anello di Monaco si sviluppò proprio in questo contesto. L<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.lombardiafood.it&amp;sz=128" />Lombardiafood</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>È una grande ciambella lievitata:</p>
<hr />
<ul>
<li>alta; </li>
<li>morbida; </li>
<li>ricca di burro; </li>
<li>ripiena di mandorle e nocciole; </li>
<li>coperta da una glassa bianca.</li>
</ul>
<p><strong>Il cioccolato non è obbligatorio nella ricetta antica</strong>, ma compare in alcune varianti moderne.</p>
<p>La fonte regionale segnala infatti che alcune versioni dell&#8217;Anello di Monaco contengono anche cioccolato. L<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.lombardiafood.it&amp;sz=128" />Lombardiafood</p>
<h5>Versione al cioccolato</h5>
<p>Si può preparare il ripieno con:</p>
<ul>
<li>100 g nocciole; </li>
<li>100 g mandorle; </li>
<li>80 g zucchero; </li>
<li>50 g cioccolato fondente; </li>
<li>30 ml Marsala.</li>
</ul>
<p>Tritare grossolanamente la frutta secca e unirla al cioccolato tritato, quindi distribuire il ripieno sull&#8217;impasto prima di arrotolarlo.</p>
<hr />
<h3>5. Sbrisolona al cioccolato — Mantova</h3>
<p>Sbrisolona</p>
<p>Qui bisogna distinguere tra <strong>sbrisolona tradizionale</strong> e <strong>sbrisolona al cioccolato</strong>.</p>
<p>La sbrisolona originale non è un dolce al cioccolato: è basata soprattutto su farina, mais, mandorle, zucchero e burro.</p>
<p>La versione al cacao/cioccolato è una <strong>reinterpretazione moderna</strong>, ma ormai molto diffusa.</p>
<p>La Regione Lombardia descrive la sbrisolona come nata come dolce povero, con forte presenza originaria di farina di mais e ingredienti meno costosi rispetto alla versione moderna. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fbuonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Versione al cioccolato</h5>
<ul>
<li>150 g farina 00; </li>
<li>150 g farina di mais; </li>
<li>150 g mandorle; </li>
<li>150 g zucchero; </li>
<li>120 g burro; </li>
<li>30-40 g cacao amaro; </li>
<li>1 uovo; </li>
<li>100 g cioccolato fondente tritato.</li>
</ul>
<h5>Procedimento</h5>
<ol>
<li>Mescolare farine, cacao e zucchero. </li>
<li>Aggiungere mandorle tritate grossolanamente. </li>
<li>Incorporare il burro freddo. </li>
<li>Aggiungere l&#8217;uovo. </li>
<li>Unire il cioccolato. </li>
<li><strong>Non impastare troppo.</strong></li>
<li>Sbriciolare il composto nella tortiera. </li>
<li>Cuocere a 175-180 °C per circa 40 minuti.</li>
</ol>
<p>Il risultato deve rimanere <strong>irregolare e friabile</strong>, non diventare una normale torta al cacao.</p>
<hr />
<h3>6. Tortelli milanesi ripieni di cioccolato</h3>
<p>Tortelli milanesi</p>
<p>Sono un&#8217;altra preparazione importante perché il cioccolato compare come <strong>ripieno</strong>.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>Sono dolci tipici del <strong>Carnevale milanese</strong>.</p>
<p>La Regione Lombardia li include tra i dolci tradizionali del Carnevale ambrosiano. Si preparano con un impasto simile a quello delle chiacchiere e vengono fritti, rimanendo cavi all&#8217;interno. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>Sono piccoli:</p>
<ul>
<li>gonfi; </li>
<li>vuoti all&#8217;interno; </li>
<li>fritti; </li>
<li>croccanti fuori; </li>
<li>morbidi dentro.</li>
</ul>
<p>Dopo la frittura vengono farciti con:</p>
<ul>
<li>crema pasticcera; </li>
<li>crema chantilly; </li>
<li><strong>cioccolato</strong>.</li>
</ul>
<h5>Ricetta</h5>
<p><strong>Impasto</strong></p>
<ul>
<li>250 g farina; </li>
<li>50 g burro; </li>
<li>50 g zucchero; </li>
<li>2 uova; </li>
<li>50 ml vino bianco; </li>
<li>scorza di limone; </li>
<li>un pizzico di sale.</li>
</ul>
<p><strong>Ripieno</strong></p>
<ul>
<li>150 g cioccolato fondente; </li>
<li>100 ml panna; </li>
<li>20 g burro.</li>
</ul>
<p>Preparare l&#8217;impasto, ricavare palline, friggerle in olio caldo e lasciarle raffreddare.</p>
<p>Per il ripieno, sciogliere il cioccolato con la panna e il burro, quindi farcire i tortelli con una sac-à-poche.</p>
<p>Sono uno dei casi in cui <strong>il cioccolato entra nella pasticceria tradizionale milanese non come ingrediente dell&#8217;impasto, ma come farcitura</strong>. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia</p>
<hr />
<h3>7. Torta Elvezia — Mantova</h3>
<p>Torta Elvezia</p>
<p>Questa è particolarmente interessante perché rappresenta la <strong>pasticceria elegante e cosmopolita di Mantova</strong>.</p>
<h5>Origine</h5>
<p>È attribuita al pasticcere svizzero <strong>Samson Putscher</strong>, stabilitosi a Mantova tra Settecento e Ottocento.</p>
<p>La fonte turistica regionale la descrive come una torta composta da dischi di pasta di mandorle alternati a <strong>zabaione e crema al burro</strong>. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia</p>
<h5>Il rapporto con il cioccolato</h5>
<p>La ricetta storica non è propriamente una torta al cioccolato.</p>
<p>Tuttavia alcune interpretazioni contemporanee utilizzano cioccolato o cacao nelle creme.</p>
<p>Per una versione al cioccolato si può quindi preparare:</p>
<h5>Origine</h5>
<h5>Il rapporto con il cioccolato</h5>
<ul>
<li>dischi di mandorle; </li>
<li>crema al burro al cacao; </li>
<li>zabaione; </li>
<li>scaglie di cioccolato fondente.</li>
</ul>
<p>Il risultato è molto più ricco e &quot;pasticcere&quot; rispetto ai dolci contadini lombardi.</p>
<hr />
<h3>8. Salame di cioccolato</h3>
<p>Salame di cioccolato</p>
<p>Qui dobbiamo essere molto prudenti.</p>
<p>Il <strong>salame di cioccolato è diffusissimo in Lombardia</strong>, ma <strong>non è esclusivamente lombardo</strong>.</p>
<p>È una preparazione italiana di ampia diffusione regionale.</p>
<p>La Regione Lombardia lo propone tuttavia anche in abbinamento alla <strong>crema lodigiana al mascarpone</strong>, a dimostrazione del suo inserimento nella cucina dolciaria lombarda contemporanea. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fbuonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>Ricetta lombarda con mascarpone</h5>
<p>Qui dobbiamo essere molto prudenti.</p>
<p>Il <strong>salame di cioccolato è diffusissimo in Lombardia</strong>, ma <strong>non è esclusivamente lombardo</strong>.</p>
<ul>
<li>200 g biscotti secchi; </li>
<li>100 g cioccolato fondente; </li>
<li>80 g burro; </li>
<li>80 g zucchero; </li>
<li>1 tuorlo; </li>
<li>100 g mascarpone.</li>
</ul>
<ol>
<li>Sciogliere il cioccolato. </li>
<li>Montare burro e zucchero. </li>
<li>Aggiungere mascarpone e tuorlo. </li>
<li>Incorporare il cioccolato. </li>
<li>Aggiungere i biscotti spezzettati. </li>
<li>Formare un cilindro. </li>
<li>Avvolgere nella carta forno. </li>
<li>Refrigerare per almeno 4-5 ore.</li>
</ol>
<p>Il mascarpone rende il composto più cremoso rispetto alla versione classica.</p>
<hr />
<h3>9. Amaretti di Saronno ricoperti o utilizzati con cioccolato</h3>
<p>Amaretti di Saronno</p>
<p>Gli <strong>Amaretti di Saronno</strong> sono uno dei prodotti dolciari lombardi più famosi.</p>
<p>La loro caratteristica è un biscotto secco con <strong>cuore morbido</strong>, tradizionalmente a base di mandorle/zucchero/albume. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia</p>
<p>Il cioccolato non è il loro ingrediente fondamentale, ma si presta molto bene a reinterpretazioni moderne:</p>
<h3>9. Amaretti di Saronno ricoperti o utilizzati con cioccolato</h3>
<p>Amaretti di Saronno</p>
<p>Gli <strong>Amaretti di Saronno</strong> sono uno dei prodotti dolciari lombardi più famosi.</p>
<ul>
<li>amaretti intinti nel fondente; </li>
<li>amaretti sbriciolati in creme al cioccolato; </li>
<li>semifreddi mascarpone-amaretto-cioccolato; </li>
<li>basi per cheesecake al cioccolato.</li>
</ul>
<p>Quindi sono più propriamente <strong>un ingrediente lombardo della pasticceria al cioccolato</strong> che un vero e proprio &quot;dolce lombardo al cioccolato&quot;.</p>
<hr />
<h3>10. Sùgol — Mantovano</h3>
<p>Sùgol</p>
<p>Questo è un caso molto interessante perché <strong>non nasce con il cioccolato</strong>, ma permette di capire la natura della pasticceria lombarda.</p>
<p>Il sùgol è una specie di <strong>budino di mosto d&#8217;uva</strong>, preparato soprattutto dopo la vendemmia.</p>
<p>La ricetta tradizionale dell&#8217;Alto Mantovano prevede mosto e farina, cotti fino a raggiungere una consistenza budinosa. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia</p>
<p>Non lo inserirei quindi nella categoria &quot;dessert al cioccolato&quot;, ma lo segnalo perché spesso nelle versioni contemporanee vengono introdotti cacao e cioccolato.</p>
<p><strong>Storicamente, però, il sùgol è un dessert al mosto, non al cioccolato.</strong></p>
<hr />
<h3>Perché il cioccolato si è integrato così bene nella pasticceria lombarda?</h3>
<p>Ci sono almeno quattro motivi.</p>
<h5>1. La tradizione delle mandorle</h5>
<p>La Lombardia possiede una fortissima tradizione di dolci con:</p>
<ul>
<li>mandorle; </li>
<li>nocciole; </li>
<li>zucchero; </li>
<li>miele.</li>
</ul>
<p>Il cioccolato si integra perfettamente con questi ingredienti.</p>
<p>Lo dimostra benissimo la <strong>Torta di San Biagio</strong>, dove mandorle e fondente sono il cuore della ricetta. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5>2. Il burro</h5>
<p>La pasticceria lombarda utilizza molto burro.</p>
<p>Il cioccolato fondente e il burro producono una combinazione particolarmente adatta a:</p>
<h3>Perché il cioccolato si è integrato così bene nella pasticceria lombarda?</h3>
<ul>
<li>frolle; </li>
<li>creme; </li>
<li>ganache; </li>
<li>torte; </li>
<li>ripieni.</li>
</ul>
<h5>3. Il mascarpone</h5>
<p>Il mascarpone ha dato alla Lombardia un ingrediente eccezionale per la pasticceria moderna.</p>
<p>Cioccolato + mascarpone è una combinazione ormai classica:</p>
<p><strong>mascarpone → grasso e cremosità</strong>    <br /><strong>cioccolato → cacao e amaro</strong>    <br /><strong>zucchero → equilibrio</strong></p>
<h5>4. La tradizione mitteleuropea</h5>
<p>Soprattutto a <strong>Mantova</strong>, la pasticceria ha ricevuto influenze svizzere e centroeuropee.</p>
<p>La storia dell&#8217;Anello di Monaco e della Torta Elvezia è particolarmente significativa in questo senso. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia+1</p>
<hr />
<h3>La classifica dei dolci lombardi al cioccolato</h3>
<p>Se vogliamo essere <strong>storicamente rigorosi</strong>, distinguendo le ricette tradizionali dalle reinterpretazioni moderne, li ordinerei così:</p>
<p>Dolce   <br />Zona    <br />Cioccolato    <br />Rappresentatività</p>
<p><strong>Torta di San Biagio</strong>    <br />Cavriana, Mantova    <br />Fondente nel ripieno    <br />⭐⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Torta paesana</strong>    <br />Brianza    <br />Cacao    <br />⭐⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Tortelli milanesi</strong>    <br />Milano    <br />Ripieno    <br />⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Polenta e osei dolce</strong>    <br />Bergamo    <br />Decorazione    <br />⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Anello di Monaco</strong>    <br />Mantova    <br />In alcune varianti    <br />⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Sbrisolona al cioccolato</strong>    <br />Mantova    <br />Variante moderna    <br />⭐⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Torta Elvezia al cioccolato</strong>    <br />Mantova    <br />Variante moderna    <br />⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Salame di cioccolato</strong>    <br />Italia/Lombardia    <br />Fondamentale    <br />⭐⭐⭐</p>
<p><strong>Amaretti + cioccolato</strong>    <br />Saronno    <br />Abbinamento    <br />⭐⭐⭐</p>
<h4>Le tre da conoscere assolutamente</h4>
<p>Se il tuo si è integrato con una pasticceria lombarda preesistente, anziché esserne il fondamento scopo è costruire una <strong>panoramica seria della tradizione lombarda del cioccolato</strong>, io partirei da queste tre:</p>
<h5> Torta di San Biagio</h5>
<p>È la più significativa perché <strong>il cioccolato fondente è previsto nella ricetta tradizionale</strong>, insieme alle mandorle. È un vero prodotto territoriale dell&#8217;Alto Mantovano. B<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.buonalombardia.regione.lombardia.it&amp;sz=128" />Buona Lombardia</p>
<h5> Torta paesana</h5>
<p>È l&#8217;espressione più genuina della <strong>cucina contadina brianzola</strong>: pane raffermo, latte, cacao, amaretti, uvetta e pinoli. W<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org&amp;sz=128" />Wikipedia</p>
<h5> Tortelli milanesi al cioccolato</h5>
<p>Sono importanti perché mostrano il cioccolato inserito nella <strong>pasticceria festiva milanese</strong>, in particolare nel Carnevale ambrosiano. I<img alt="" src="https://www.google.com/s2/favicons?domain=https%3A%2F%2Fwww.in-lombardia.it&amp;sz=128" />In Lombardia</p>
<p>E c&#8217;è una conclusione gastronomicamente interessante: <strong>la Lombardia non è una regione &quot;del cioccolato&quot; come il Piemonte</strong>, ma proprio per questo le sue preparazioni al cacao sono interessanti. Il cioccolato non cancella la tradizione locale: viene innestato su <strong>mandorle mantovane, pane brianzolo, mascarpone lodigiano, frolle, creme e impasti milanesi</strong>. È quindi soprattutto un ingrediente che si è integrato con una pasticceria lombarda preesistente, anziché esserne il fondamento originario.</p>
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		</item>
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		<title>Filatelli calabresi fatti in casa</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/filatelli-calabresi-fatti-in-casa/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 06:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[pranzo]]></category>
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		<category><![CDATA[semola]]></category>
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		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[I filatelli calabresi fatti in casa sono una di quelle paste della tradizione italiana che profumano di semplicità e di cucina di una volta. Preparati con pochi ingredienti, acqua e semola di grano duro, sono rustici, corposi e perfetti per raccogliere sughi ricchi e saporiti. Mi piace riscoprire queste ricette regionali perché raccontano un’Italia fatta&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/filatelli-calabresi-fatti-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<div>
<p>I filatelli calabresi fatti in casa sono una di quelle paste della tradizione italiana che profumano di semplicità e di cucina di una volta. </p>
<p>Preparati con pochi ingredienti, acqua e semola di grano duro, sono rustici, corposi e perfetti per raccogliere sughi ricchi e saporiti.</p>
<p>Mi piace riscoprire queste ricette regionali perché raccontano un’Italia fatta di mani infarinate, spianatoie di legno e pasta preparata con pazienza. I filatelli sono proprio così: una pasta fresca genuina, semplice da realizzare e capace di portare in tavola tutto il sapore della tradizione calabrese.</p>
<p>Sono perfetti da preparare per il pranzo della domenica, per una ricorrenza in famiglia, durante le feste, per un pranzo con gli amici o semplicemente quando si ha voglia di portare in tavola un primo piatto fatto in casa, sostanzioso e ricco di sapore. </p>
<p>Con un buon ragù, un sugo di carne o un condimento tipico calabrese diventano protagonisti di un pranzo davvero speciale.</p>
<p>In questa ricetta vi mostro come preparare facilmente i filatelli calabresi fatti in casa, dalla preparazione dell’impasto alla loro caratteristica forma allungata. </p>
<p>Una ricetta da provare per portare sulla vostra tavola un piccolo assaggio della Calabria.</p>
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<ul></ul>
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<figure><img src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080042-1.png" alt="" /></figure>
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<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>45 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>30 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Senza cottura</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<div><span><span>400</span> <span>g</span></span><span> <span>farina di semola di grano duro rimacinata</span></span></div>
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<div><span><span>200</span> <span>ml</span></span><span> <span>acqua</span></span></div>
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<h2>Passaggi</h2>
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<p>Versa la semola sulla spianatoia, aggiungi il sale e incorpora poco alla volta l&#8217;acqua tiepida. Lavora fino a ottenere un impasto compatto, liscio ed elastico.</p>
<p>Forma una palla, coprila con un canovaccio e lasciala riposare per circa <strong>30 minuti</strong>.</p>
<p>Stacca piccoli pezzi di impasto e lavorali con le mani formando dei cordoncini lunghi e sottili. La caratteristica dei filatelli è proprio la loro forma allungata e rustica.</p>
</div>
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<figure><img width="830" height="401" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080040.png" alt="" /></figure>
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<figure><img width="403" height="397" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080041.png" alt="" /></figure>
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<figure><img width="392" height="387" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2026/09/1000080042.png" alt="Filatelli calabresi fatti" /></figure>
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						Dosi variate per<br />
						<span></span><br />
						porzioni
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							<span></span><br />
							<button></p>
<p>							</button>
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]]></content:encoded>
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		<title>Frittelle di castagne con uvetta e pinoli: la ricetta del castagnaccio bolognese</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 04:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[20 minuti]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[giornate]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[uvetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Frittelle di castagne bolognesi con pinoli e uvetta: la ricetta del castagnaccio della tradizione Le tradizionali frittelle di castagne bolognesi con pinoli e uvetta, pronte da gustare bollenti. Nota dell&#8217;autrice – Ho trascritto sul blog questa ricetta nel 2008 direttamente dal ricettario della nonna Gianna e l&#8217;ho completamente aggiornata a settembre 2026 per offrirti passaggi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/frittelle-di-castagne-con-uvetta-e-pinoli-la-ricetta-del-castagnaccio-bolognese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Frittelle di castagne bolognesi con pinoli e uvetta: la ricetta del castagnaccio della tradizione</h1>
<div></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5sIlFPI6OmGXTdzhgkFODR7NHlhohb-XObYPC7L0-y9LTcq3QC5IXI-NR9oVTH0SzXsmyrty-4IvBCrrKOvbKLopR0fAUZKGg1_jR3GBFpYXGiJdggiJjV8dOiKWMmmn2e1KlSMTveNpY1tjVkFUIH6LnwZZKJGW7J_rLM6ZPXQnk4E3iDrzXxQ/s934/1000148034.webp"><img alt="Piatto di ceramica con frittelle di castagne tradizionali bolognesi spolverate di zucchero a velo su un tavolo di legno" border="0" height="476" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5sIlFPI6OmGXTdzhgkFODR7NHlhohb-XObYPC7L0-y9LTcq3QC5IXI-NR9oVTH0SzXsmyrty-4IvBCrrKOvbKLopR0fAUZKGg1_jR3GBFpYXGiJdggiJjV8dOiKWMmmn2e1KlSMTveNpY1tjVkFUIH6LnwZZKJGW7J_rLM6ZPXQnk4E3iDrzXxQ/w640-h476/1000148034.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Le tradizionali frittelle di castagne bolognesi con pinoli e uvetta, pronte da gustare bollenti.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
<p><!--Box Nota dell'autrice--></p>
<div>
<p><strong>Nota dell&#8217;autrice –</strong> Ho trascritto sul blog questa ricetta nel 2008 direttamente dal ricettario della nonna Gianna e l&#8217;ho completamente aggiornata a settembre 2026 per offrirti passaggi ancora più chiari, dosi bilanciate e tutti i trucchi per ottenere frittelle di castagne come quelle di una volta.</p>
</div>
<p><!--Introduzione in testo normale, senza corsivo, senza chiusure formulaiche--></p>
<p></p>
<p>
    A Bologna e provincia il castagnaccio è sinonimo di irresistibili frittelline di castagne arricchite con uvetta e pinoli: quando mia nonna le friggeva, la casa veniva immediatamente invasa da un penetrante e inconfondibile profumo autunnale.</p>
<p>È un dolce tipico delle feste e delle sagre di paese, preparato secondo le sapienti mani della tradizione che sa di autentico, di cibo di una volta. Questa è la ricetta della mia famiglia, trascritta direttamente dal ricettario della nonna Gianna, pensata per portare in casa la calda atmosfera delle giornate autunnali<span>.</span></p>
<p><span><br /></span></p>
<p><!--Indice linkabile iniziale--></p>
<div>
<h3>Indice dei contenuti</h3>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ricettenonna.it/#scheda-tecnica">Scheda tecnica</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ricettenonna.it/#ingredienti">Ingredienti</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ricettenonna.it/#procedimento">Procedimento passo dopo passo</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ricettenonna.it/#consiglio-della-nonna">Il consiglio della nonna per una frittura perfetta</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ricettenonna.it/#domande-frequenti">Domande frequenti (FAQ)</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ricettenonna.it/#due-chiacchiere">Due chiacchiere tra noi</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ricettenonna.it/#altre-idee">Dal mio ricettario: altre idee autunnali</a></li>
</ul>
</div>
<h2></h2>
<h2>Scheda tecnica</h2>
<ul>
<li>⏱️ <strong>Tempo di preparazione:</strong> 20 minuti</li>
<li>⏰ <strong>Tempo di riposo:</strong> 2 ore</li>
<li>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A cena con Le Donne del Vino e con la tradizione enogastronomica ligure</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Cinzia Mattioli]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Crosignani Bernini]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[Il Men]]></category>
		<category><![CDATA[Le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Bisso]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna in Liguria l’appuntamento annuale con l’ Associazione Nazionale Le Donne del Vino&#160;che sceglie nuovamente come venue della cena di lunedì 28 settembre&#160;il Ristorante Da Ö Vittorio a Recco, Locale Storico d’Italia e socio del Consorzio della Focaccia di Recco IGP. Le Donne del Vino della Liguria tornano quindi a parlare di enogastronomia e abbinamenti.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/a-cena-con-le-donne-del-vino-e-con-la-tradizione-enogastronomica-ligure/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Torna in Liguria l’appuntamento annuale con l’ <i><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ledonnedelvino.com/">Associazione Nazionale Le Donne del Vino</a>&nbsp;</b></i>che sceglie nuovamente come venue della cena di lunedì 28 settembre&nbsp;<span><span>il Ristorante Da Ö Vittorio a Recco, <i>Locale Storico d’Italia</i> e socio del <i>Consorzio della Focaccia di Recco IGP.</i></span></span></div>
<div>
<div>
<div><span><span>Le <i>Donne del Vino</i> della <i><b>Liguria</b></i> tornano quindi a parlare di enogastronomia e abbinamenti. Nel menù della serata, preparazioni realizzate con ingredienti del territorio accompagnate da vini liguri, che quest’anno saranno quelli straordinari dell’azienda vinicola <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.google.com/search?q=la+pietra+del+focolare&amp;client=safari&amp;hs=fIJB&amp;sca_esv=cc50536f56285548&amp;channel=ipad_bm&amp;sxsrf=APpeQnuA3tXe75oZzw__BZc1zoBdANkawA%3A1789566512891&amp;source=hp&amp;ei=MJ6qauGGLpCAi-gP9MDdoQo&amp;iflsig=ABILxe8AAAAAaqqsQOO7JYCk6johHePim8zS7wS--UbY&amp;gs_ssp=eJwFwTEOgCAMAMC4mrg6szjTEjGBJ_iLQgsxYkR04PnejZPOGjGeb83PlWDwC3Q0bMECbKsLAsQeerCIzjCEgNEZS_tcSNVDvkaKpah0x7tQkx96yRe4&amp;oq=la%2Cpietra+del%C2%A0&amp;gs_lp=Egdnd3Mtd2l6Ig9sYSxwaWV0cmEgZGVswqAqCwgHGIAEGMcBGK8BMgUQABiABDIIEAAYgAQYtAcyCBAAGIAEGLQHMgUQABiABDIIEAAYgAQYtAcyBRAAGIAEMgUQABiABDILEC4YgAQYxwEYrwEyCBAAGIAEGLQHMggQABiABBi0B0isNVCXB1jdHHABeACQAQCYAVqgAcEIqgECMTS4AQHIAQD4AQGYAg-gAqcJqAIKwgIKEAAYAxiPARjqAsICChAuGAMYjwEY6gLCAgsQABiABBixAxiDAcICDhAuGIAEGIoFGLEDGIMBwgIREC4YgAQYsQMYgwEYxwEY0QPCAg4QLhiABBixAxjHARjRA8ICBBAAGAPCAgsQLhiABBixAxiDAcICBRAuGIAEwgIOEAAYgAQYigUYsQMYgwHCAggQLhiABBi0B8ICCBAAGIAEGLEDwgILEAAYgAQYsQMYyQPCAgsQABiABBiSAxi4BMICCxAAGIAEGIoFGJIDmAMJ8QUyXS-rR8eUvJIHAjE1oAealwGyBwIxNLgHngnCBwcwLjQuOS4yyAdEgAgB&amp;sclient=gws-wiz">La Pietra del Focolare</a></i>, situata nel cuore dei Colli di Luni. A raccontarli, con passione ed entusiasmo, Laura Angelini, proprietaria e CEO dell’azienda.</span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ledonnedelvino.com/"><img alt="Associazione Nazionale Donne del Vino Liguria" border="0" height="537" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFd6e14H8-u97QlBPebWKe4WCSJAnQd4bWhyphenhyphenpX-5hyphenhyphenueO_qyG9lVG84NJP9oo4AgHBScQGLcpVg_9bwhRMECgcuDtz4CT_M3VI-Sj4X3LriVdq4-fYL-bz88tEfrzrCHS4z953sj3fa0Sef5sNQUzUJctzlFlajqWcx7Ptk6L20kPU_5x3joXnOdeMk1c/w494-h537/IMG_2466.jpeg" width="494" /></a></div>
<div></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span><span><i><b>Cena delle Donne del Vino&nbsp;<span dir="ltr">Lunedì 28 settembre 2026</span>&nbsp;a Recco</b></i></span></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span><i><b><span>Ristorante Da Ö Vittorio</span></b></i><span></span></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span><i><b><span><br /></span></b></i></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span><b><i>Il Menù</i></b></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>Piccolo Entrèe di Frittelle di Baccalà con Maionese al Basilico</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>Focaccia di Recco col Formaggio IGP</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span><span>(<i>Vermentino Superiore Solarancio Colli di Luni DOP</i>)</span></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center">&nbsp;</p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>Tartare di Palamita di Camogli con Verdurine Croccanti</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>Degustazione guidata di Olio Extravergine d’Oliva appena franto di Olive Pignola di Recco</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span><span><i>(Campo alle Rose Liguria di Levante IGT)</i><u></u></span></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>&nbsp;</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>Taglierini Verdi al Burro d’Alpeggio con Acciughe Fresche di Camogli al profumo di Gin Taggiasco</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span><span><i>(Rosso Saltamasso Colli di Luni DOP</i>)</span></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><u>&nbsp;</u></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>Totanetti Ripieni con Crema di Sedano Rapa Affumicato e Sfoglia Croccante al Pepe Nero</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>(<i>Passito Bianco 1.618 Liguria di Levante IGT</i>)</span><span></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>La nostra Torta Recchese, Zabaglione Caffè e Cioccolato&nbsp;</span><span></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>(menu offerto a 70 euro)</span></p>
</div>
<div></div>
<div><span>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span><b><i>I racconti della serata</i></b>:</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>Laura Angelini, <i>Azienda Agricola La Pietra del Focolare</i>&nbsp;</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>Alberto Badaracco del <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://frantoiofllibadaracco.com/"><i>Frantoio Badaracco</i></a> di Recco&nbsp;</span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>&nbsp;Daniela Bernini del <i>Consorzio Focaccia di Recco IGP</i></span></p>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span>Paolo Castellan di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.camoglipesca.com/"><i>Camogli Pesca</i></a></span></p>
<div>&nbsp;</div>
<p align="/redirect.php?URL=center"><span><u>Per prenotazioni</u>:</span></p>
<div><span>&nbsp;Ristorante Da Ö Vittorio, via Roma 160, Recco (Ge) – Tel.&nbsp;<span dir="ltr">0185 74029</span></span></div>
<div></div>
<p></span></div>
<p></span></div>
<p><span></span></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1FYNlzWq3LB_ciD9nGCc4WKMa-4EO2VPn7eshCXnSoieyCq0stJSvwYnGwp0hTozaH7dDQO-MjU6OQdpsjpmp4-2qt_unhF2YUmqZJ1y2kzmijASYszAQRf5rakk-S_ZpIEttMUBhoI-u_vQIr3o7eaUj-qJRNQ83EdR47f5l4AaTN3IVpC5zLUesSHg/s1794/IMG_2468.jpeg"><img alt="Vermentino Colli di Luni La Pietra del Focolare" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1FYNlzWq3LB_ciD9nGCc4WKMa-4EO2VPn7eshCXnSoieyCq0stJSvwYnGwp0hTozaH7dDQO-MjU6OQdpsjpmp4-2qt_unhF2YUmqZJ1y2kzmijASYszAQRf5rakk-S_ZpIEttMUBhoI-u_vQIr3o7eaUj-qJRNQ83EdR47f5l4AaTN3IVpC5zLUesSHg/w376-h640/IMG_2468.jpeg" width="376" /></a></div>
<div>
<div><i><br /></i></div>
<div><span><i>La Pietra del Focolare,&nbsp;</i><i>Colli di Luni DOC Vermentino 2007</i></span></div>
<div><i><span>(dall’evento “Il Vino come espressione d’arte e la maestria della Liguria&#8221;, promosso da Enoteca Regionale Liguria il 31 gennaio 2020)</span></i></div>
</div>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<div><span><span>L&#8217;Associazione Nazionale delle Donne del Vino si è costituita nel 1988 e conta oltre 1000 iscritte che rappresentano la filiera vitivinicola, dal vigneto alla cantina, dalla tavola alla comunicazione. L’obiettivo è diffondere la cultura del vino attraverso la valorizzazione del ruolo della donna nel settore vitivinicolo. È uno dei sodalizi più vivaci nello scenario enogastronomico ed è tra le espressioni più interessanti dell’imprenditoria femminile, una realtà unica al mondo.&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span>Ogni regione d’Italia ha una sua delegazione.&nbsp;</span></span><span>Le associate in&nbsp;<i><b>Liguria</b></i>&nbsp;sono una trentina, la delegata regionale è&nbsp;<i><b>Cinzia Mattioli</b></i>, titolare del&nbsp;</span><span>Ristorante DOC</span><span>, a Borgio Verezzi. Tra le socie,&nbsp;<i><b>Paola Bisso</b></i>, ristoratrice e sommelier del <i>Ristorante Da Ö Vittorio</i> e&nbsp;<i><b>Daniela Crosignani Bernini</b></i>, comunicatrice e responsabile dell’Ufficio Stampa&nbsp;<i>Dimensione Riviera</i>&nbsp;e del&nbsp;<i>Consorzio della Focaccia di Recco IGP.</i></span></div>
<div><span><span><i><br /></i></span></span></div>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg9l1yspU8AyBQlpmTPiIrlK4Qf3SZHxrIG6Atr2cXb8-NvRA59mSLBbkZ0c5_yNJH7raOVUFLfz3fAQFvYxH3GkAlqZWow91P7Rs-Zd36coCGZ43iT5zpzhH2ByhzruxC92xFOjyPmVVxpXJW_LXUVB-UKW9pJZDQnsBgqZdgPcqxppJkGe8djCz8quw8/s1143/Daniela+Paola.jpeg"><img alt="Daniela Bernini Le donne del vino Liguria" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg9l1yspU8AyBQlpmTPiIrlK4Qf3SZHxrIG6Atr2cXb8-NvRA59mSLBbkZ0c5_yNJH7raOVUFLfz3fAQFvYxH3GkAlqZWow91P7Rs-Zd36coCGZ43iT5zpzhH2ByhzruxC92xFOjyPmVVxpXJW_LXUVB-UKW9pJZDQnsBgqZdgPcqxppJkGe8djCz8quw8/w430-h640/Daniela+Paola.jpeg" width="430" /></a></div>
<div><span><i>Daniela Bernini e Paola Bisso</i></span></div>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p><i><u>Per ulteriori informazioni</u></i>:</p>
<p></p>
<div><span>Daniela Bernini</span></div>
<div><span>Consorzio della Focaccia di Recco IGP</span></div>
<div><span>Relazioni esterne &#8211; Ufficio Stampa</span></div>
<div><span>Tel.<span dir="ltr">0185 730748</span></span></div>
<div><span>Cell.&nbsp;<span dir="ltr">335 72 74 514</span></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:daniela@dimensioneriviera.it"><span>daniela@dimensioneriviera.it</span></a></div>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p><i><u>Photo credit</u></i>:&nbsp;</p>
<p></p>
<p><i>Associazione Nazionale Le Donne del Vino</i>, <i>&nbsp;Gli Esperimenti di Mary Grace Food Blog</i>, <i>Ufficio Stampa Dimensione Riviera</i></p>
<p></p>
<p></p>
</div>
</div>
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