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	<title>Food Blogger Mania &#187; Tour Andalusia Siviglia</title>
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		<title>Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 08:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinziads89</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Tour Andalusia: Siviglia, Cordoba e Granada Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada Amo la Spagna e questo viaggio in Andalusia ha contribuito ad aumentare la mia passione per questa terra calda, accogliente e ricca di storia, cultura e tradizioni. Il mio tour è durato 5 giorni ed è stato decisamente low cost: voli acquistati con&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tour-andalusia-siviglia-cordoba-e-granada/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/Cattura.png"><img class="size-large wp-image-9941" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/Cattura-720x233.png" alt="Tour Andalusia: Siviglia, Cordoba e Granada" width="720" height="233" /></a><br />
<figcaption>Tour Andalusia: Siviglia, Cordoba e Granada</figcaption>
</figure>
<h1>Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada</h1>
<p>Amo la Spagna e questo viaggio in Andalusia ha contribuito ad aumentare la mia passione per questa terra calda, accogliente e ricca di storia, cultura e tradizioni.</p>
<p>Il mio tour è durato 5 giorni ed è stato decisamente low cost: voli acquistati con 3 mesi di anticipo, spostamenti in treno/autobus, tante passeggiate e pasti consumati in posti non turistici e tutti con un buon rapporto qualià-prezzo.</p>
<p>Siete curiosi? Ecco a voi il mio Tour Andalusia: Siviglia Cordoba e Granada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorno 1: Siviglia</h3>
<p>Arriviamo a Siviglia a metà mattina con un volo diretto Vueling da Roma.</p>
<p>Per raggiungere il centro prendiamo l&#8217;autobus <strong>EA (Especial Aeropuerto)</strong> che in meno di 30 minuti ci porta al centro della città e ci lascia a Paseo Colon, vicino l&#8217;hotel da noi prenotato.</p>
<p>Il tragitto di sola andata costa 4€ mentre a/r costa 6€, molto conveniente.</p>
<p>Lasciamo i bagagli in hotel e usciamo subito per visitare questa meravigliosa città partendo proprio <strong>Placa de la Virgen</strong>, bellissima piazza nel cuore del centro storico, da dove possiamo ammirare la <strong>Catedral de Sevilla</strong>, la cattedrale gotica più grande al mondo (quasi 23.500 mq), dichiarata Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;Unesco nel 1987!</p>
<p>La parte più famosa della Cattedrale è sicuramente <strong>La Giralda</strong>, la sua torre campanaria, uno dei simboli della città.</p>
<p>Noi decidiamo di non salire in cima alla torre ma, se voleste, sappiate che il biglietto costa 9€.</p>
<p>A breve distanza troviamo l’<strong>Alcazar,</strong> il palazzo reale originariamente forte dei Mori, un complesso di palazzi in stile mudéjar che per secoli hanno ospitato le famiglie reali e con giardini da sogno.</p>
<p>L&#8217;antica fortezza araba presenta una combinazione di colori semplicemente affascinante;</p>
<p>bellissimi anche i pavoni e gli altri animali che circolano liberi tra i vari giardini del parco.</p>
<p>Il biglietto di ingresso costa 11,50€ e la visita, molto fugace, dura circa un&#8217;ora.</p>
<p>Essendo ora di pranzo, acquistiamo due bocadillos e ci addentriamo nel <strong>Barrio di Santa Cruz</strong>, il pittoresco quartiere ebraico della città.</p>
<p>Girovagando tra l&#8217;intrico di viuzze del barrio, caratterizzate da casette bianche in tipico stile andaluso, arriviamo a <strong>Plaza de Espana</strong>, all’interno del Parque de Maria Luisa, famosissima per le 58 panchine in maioliche colorate che rappresentano tutte le province spagnole e che vengono prese d&#8217;assalto da turisti e locali all&#8217;ora di pranzo.</p>
<p>Nel pomeriggio, passeggiamo lungo le rive del Guadalquivir per far ritorno in hotel ma prima di fermiamo ad ammirare <strong>Las Setas (o Metropol Parasol)</strong>, un enorme edificio bianco alto 26 metri, che ricorda la forma di 4 grandi funghi. L&#8217;edificio è visitabile al costo di 3€ ma noi, essendo leggermente stanchi, torniamo in hotel per rilassarci in vista della serata.</p>
<p>A cena, attraversiamo il Puente de Triana e andiamo a cena da <strong>Restaurante &amp; tapas El Sella, </strong>scovato su Tripadvisor e con punteggio 4,5.</p>
<p>Accogliente, spazioso e ben arredato, il ristorante si rivela una scelta perfetta, con un menu vario e a prezzi medi. Noi abbiamo mangiato tapas (buone e super abbondanti) accompagnate da un vino asturiano consigliatoci dal cameriere e abbiamo speso circa 20€ a testa, ottimo!</p>
<p>La scelta del locale ci consente sia di assaggiare cucina tipica sia di passeggiare tra le vie del quartiere gitano, culla del flamenco, terminando così la serata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorno 2: Siviglia &#8211; Cordoba</h3>
<p>Il secondo giorno a Siviglia decidiamo di visitare il <strong>Barrio de la Macarena</strong>, meno turistico rispetto al Barrio Santa Cruz e al Barrio Triana ma comunque affascinante.</p>
<p>Il simbolo del quartiere è la <strong>Basilica della Macarena</strong>, ospitante proprio la <strong>Virgen de la Macarena</strong>, una delle statue più venerate di tutta la Spagna, totalmente vestita e ornata d’ oro, argento e pietre preziose: una meraviglia per gli occhi!</p>
<p>Su calle Doña María Coronel si trova un muro con la ruota del <strong>Convento di Santa In</strong><strong>és,</strong> tramite la quale le monache del convento, non potendo entrare in contatto con il pubblico, vendono dolci e biscotti artigianali.</p>
<p>Incuriositi, abbiamo preso un etto di biscotti alle mandorle molto buoni e a un prezzo irrisorio, che abbiamo trangugiato durante la passeggiata nel quartiere.</p>
<p>Vicino a Plaza de los Terceros si trova la <strong>Iglesia de Santa Catalina,</strong> riconoscibile dalla torre campanaria in stile mudéjar simile alla Giralda e il portone in stile gotico.</p>
<p>Usciti dalla chiesa, ci fermiamo per pranzo a<strong> El Rinconcillo</strong> (calle Gerona 40), storico locale fondato nel 1670 e ideatore delle tapas.</p>
<p>Pranzare al banco con tapas e birra è il modo migliore per godere dell&#8217;atmosfera di questo locale, il tutto spendendo meno di 10€ a testa, super consigliato!</p>
<p>Nel pomeriggio, attraversiamo il Puente Barqueta e visitiamo l&#8217;<strong>Isola de la Cartuja</strong>, che deve il suo nome al Monastero omonimo che si trova sul lato sud.</p>
<p>L&#8217;isola non è abitata ma ospita solamente bar, ristoranti e discoteche, oltre al parco divertimenti <strong>Isla Magica</strong>.</p>
<p>I posti da vedere assolutamente sono la <strong>Torre Triana, </strong>sede della regione Andalucia, la <strong>Torre Pelli (o Torre Cajasol)</strong>, un grattacielo moderno attiguo agli splendini giardini di Magellano e, infine, il <strong>Monastero della Cartuja,</strong> fondato nel 1399 e luogo di permanenza e sepoltura di Cristoforo Colombo.</p>
<p>Il monastero fu abbandonato nel XIX secolo e successivamente fu anche una fabbrica di ceramica, poi nei secoli a venire fu restaurato e diventò sede del padiglione reale della Expo Universale del 1992, oggi è il <strong>centro Andaluso di Arte Contemporanea</strong>.</p>
<p>Poco prima di cena, prendiamo un treno che, in meno di 1 ora e al prezzo di 6€, ci conduce direttamente a Cordoba.</p>
<p>Qui, lasciamo i bagagli in albergo e usciamo subito per cenare da <strong>Bodegas Mezquita Céspedes</strong>, scovato su Tripadvisor con punteggio 4,5 e che vi consiglio caldamente.</p>
<p>Abbiamo fatto una cena tra amici con tapas e piatti tipici. Con meno di 20 <span>euro</span> a testa abbiamo mangiato molto e bene, il servizio è stato ottimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorno 3: Cordoba</h3>
<p>Iniziamo il nostro tour della città di Cordoba con la visita della <strong>Mezquita</strong>, la moschea più grande dell&#8217;Andalusia (più di 23.000 metri quadri), che oggi ospita la <strong>Cattedrale di Cordoba</strong>.</p>
<p>Chi viene in vacanza a Cordoba non può non visitare questo capolavoro: un misto di arte araba e cristiana unito in un unico monumento, dove vi sembrerà di stare in un labirinto di colonne e archi tra cui perdervi, veramente affascinante!</p>
<p>Una meravigliosa fusion di stili e religioni, un&#8217;atmosfera quasi surreale e ultrasensoriale.</p>
<p>Il biglietto di ingresso costa 10€ e la visita dura poco meno di un&#8217;ora.</p>
<p>Dalla Mezquita, ci dirigiamo al <span><strong>Alcazar de los Reyes Cristianos (biglietto 4,50€), </strong>di certo non il palazzo reale più sontuoso dell&#8217;Andalusia ma comunque degno di nota per via degli splendidi giardini con giochi d’acqua che ospitano le statue di Isabella e Ferdinando di Castiglia che incontrarono qui Cristoforo Colombo per finanziare il suo viaggio alla scoperta delle Americhe.</span></p>
<p><span> Splendida anche la <strong>Torre dell’Inquisizione,</strong> da cui si gode una splendida vista e i reperti archeologici custoditi all’interno del palazzo come i famosi mosaici romani. </span></p>
<p><span>Di fronte all’Alcazar ci sono i <strong>Baños del Alcázar Califal (biglietto 2,50€)</strong>, i bagni arabi costruiti nel X secolo, scoperti &#8220;per caso&#8221; nel Novecento e oggi restaurati e adibiti a museo.<br />
</span></p>
<p>Entrando da Puerta del Puente, attraversiamo il <strong>Puente romano</strong>, simbolo della città e costruito dai romani nel I secolo a.C. fino ad arrivare alla <strong>Torre de la Calahorra, </strong>una piccola fortezza araba costruita per proteggere la città, dove pranziamo ai Jardines del Rocio con due bocadillos.</p>
<p>Nel pomeriggio, torniamo indietro per passeggiare tra le viuzze della Juderia, il pittoresco quartiere ebraico caratterizzato da case bianche riccamente addobbate da fiori.</p>
<p>Imperdibile la <strong>Calleja de las flores</strong>, nei pressi della Mezquita, famoso per i vasi blu con fiori rossi appesi alle pareti.</p>
<p>Divaghiamo nei pressi di <strong>Plaza del Potro</strong> alla ricerca della Posada del Potro, la locanda resa celebre da Cervantes nei versi del Don Chisciotte (peraltro, oggi sede di un museo del flamenco), poi ci fermiamo a cena nei pressi di <strong>Plaza de la Corredera</strong>, molto simile alla madrilena Plaza Mayor, una delle piazze più grandi e suggestive di Cordova.</p>
<p>Ceniamo da <strong>La cazuela de la esparteria</strong>, un ristorante carinissimo e ben arredato, molto accogliente e informale, che propone piatti tipici della cucina andalusa con un buon rapporto qualità-prezzo.</p>
<p>Noi abbiamo preso 3 tapas, due secondi di carne e una bottiglia d&#8217;acqua spendendo meno di 25€ a persona, ottimo direi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorno 4: Cordoba &#8211; Granada</h3>
<p>Prima di partire per Granada, ci concediamo una ghiotta colazione al <strong>Mercado Victoria, </strong>un grande mercato coperto in Paseo de la Victoria pieno di stand enogastronomici, molto simile al mercato centrale di Valencia.</p>
<p>Se amate le colazioni salutari, vi consiglio lo stand<strong> Mil Sabores</strong>, dove troverete frullati e centrifughe preparati sul momento, da accompagnare con brioche e caffè da <strong>Panea</strong>.</p>
<p>Salutiamo Cordoba con un treno che in meno di 2 ore e 30 minuti e al costo di neanche 15€ a testa, ci porta dritti a Granada, ultima tappa del nostro viaggio.</p>
<p>Arriviamo a Granada a ora di pranzo e, essendo leggermente stanchi, rimandiamo al giorno dopo la visita dell&#8217;Alhambra e ci gustiamo un appetitoso pranzo a base di <strong>tortilla del Sacromonte</strong>, il piatto tipico di Granada, una corposa frittata a base di midollo, uova e interiora di vitello, accompagnata da <strong>patatas a lo pobre</strong>, ovvero patate fritte ripassate con aglio, cipolla, vino e olio.</p>
<p>Sazi e soddisfatti, decidiamo di visitare prima la <strong>Cattedrale di Granada</strong> (biglietto 5€), la prima struttura rinascimentale della Spagna e la seconda più grande del paese,e poi la vicina <strong>Capilla Real de Granada</strong> (biglietto 5€), un tempio con i resti mortali dei <strong>Re Cattolici</strong> Fernando de Aragón e Isabel de Castilla.</p>
<p>Molto vicina alla Cattedrale si trova la <strong>Alcaicería</strong>, una zona dedicata ai negozi dell’artigianato granadino, dove approfittiamo per acquistare souvenir e ninnoli in puro stile arabeggiante.</p>
<p>Passeggiando tra le stradine tipiche del quartiere di Albayzin, arriviamo al <strong>Palazzo Dar-al-Horra</strong> (Monastero di Santa Isabella), uno dei pochi edifici del quartiere a conservare tutt&#8217;ora l&#8217;aspetto originario, edificato dagli arabi e poi ceduto ai cattolici e divenuto, su volere della Regina Isabella, Convento Reale di Santa Isabella.</p>
<p>L&#8217;ultima tappa della nostra giornata granatina è il <strong>Mirador de San Nicolas</strong>, nel cuore dell&#8217;Albayzin, un belvedere dal quale si gode una vista mozzafiato sull&#8217;Alhambra e sulla Sierra Nevada.</p>
<p>Pieno di turisti, pittori e suonatori di strada, ricorda molto il Pincio a Roma, un luogo romantico e suggestivo.</p>
<p>Ci concediamo un aperitivo a base di tapas e sangria proprio nei pressi del Mirador e poi, alle 20, assistiamo ad uno spettacolo di flamenco a <strong>Jardines de Zoraya</strong> (prezzo 20€).</p>
<p>Magnifico, emozionante e coinvolgente, lo spettacolo ci stupisce e ci fa innamorare ancora di più della cultura andalusa grazie al mix di suoni, colori e calore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorno 5: Granada</h3>
<p>Dopo una golosa colazione a base di caffè con leche e churros, usciamo alla volta dell&#8217;<strong>Alhambra</strong>, la fortezza spagnola per eccellenza posta sul colle della Sabika, da cui domina l’intera città.</p>
<p>Il complesso è formato da diversi palazzi, torri e giardini: noi abbiamo comprato i biglietti per la visita del Palazzo (14€) e dei Giardini (7€) e vi consiglio di comprarli on line così da saltare la fila, ma acquistare l&#8217;audioguida per apprezzare ancor di più la bellezza e la storia dei luoghi.</p>
<p>La zona più imponente è quella araba del palazzo <strong>Nazaries</strong>, il quale conta tre edifici:</p>
<ol>
<li><strong>Il Mexuar</strong>, la zona più antica, era riservata alla gestione degli affari pubblici e della giustizia,  decorata con arabeschi e azulejos e il suo patio era considerato l’entrata ufficiale.</li>
<li><strong>Il palazzo del Trono o di Yusuf I</strong>, dove spicca il Patio de los Arrayanes con la sua enorme vasca di acqua in cui si riflette la <strong>Torre de Comares</strong>;</li>
<li><strong>Il palazzo dei Leoni o di Mohammed</strong> <strong>V</strong> con il<strong> Patio de los Leones</strong>, un porticato di 124 colonne costruite in marmo bianco della città di Almeria, e al centro la fontana decorata con 12 leoni.</li>
</ol>
<p>Oltre il Nazaries, la visita prosegue all&#8217;interno della <strong>Medina</strong>, ovvero la parte residenziale, l&#8217;<strong>Alcazaba</strong>, il recinto militare, e il <strong>Palazzo di Carlo V</strong>, un edificio rinascimentale tuttora utilizzato per esposizioni temporanee e concerti.</p>
<p>Usciti dall&#8217;Alhambra, la tappa successiva è la <strong>Generalife</strong>, la residenza estiva dei sultani, un luogo ideale di pace e relax, con giardini e fontane scenografiche. Memorabile la <strong>Escalera de agua</strong>, la scala con l&#8217;acqua che corre lungo la ringhiera.</p>
<p>Impieghiamo quasi quattro ora per visitare l&#8217;intero complesso, rimanendo di volta in volta affascinati dal mix tra cultura moresca e cristianesimo che fanno di questo luogo di culto una delle meraviglie del mondo, dove la realtà supera la fantasia.</p>
<p>Avendo saltato il pranzo, ultimata la visita, torniamo in città e ci concediamo una merenda marocchina da <strong>Alfaguara</strong> (<span>Calle Caldereria Nueva 7), un locale arabo situato in una delle vie più caratteristiche di Granada. </span></p>
<p>Sdraiati su soffici cuscini e attorniati da arredi arabeggianti, facciamo merenda con <span>té (ampia scelta! Io consiglio il té marroquí o il té egizio con i datteri) accompagnati da dolci fatti sul momento (fantastiche le </span>crèpes zaharaui con limone, miele, banana e cioccolato).</p>
<p>Appagati dalla nostra merenda marocchina, chiudiamo la giornata facendo shopping tra le vie adiacenti, pullulanti di negozi di souvenir e artigianato locale, ma anche oggettistica in stile arabo marocchino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorno 6: Rientro.</h3>
<p>.</p>
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