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	<title>Food Blogger Mania &#187; SUA</title>
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		<title>Crostatine di frolla arrotolate. Esperimento non proprio riuscito.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 09:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Musilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A PROPOSITO DI OTTOBRE, quando mi fisso con una ricetta e poi però il risultato non è esattamente lo stesso anzi è totalmente diverso. Ispirata alla ricetta delle crostata arrotolata di @dolcifrolla, lo scorso pomeriggio mi sono dedicata anche io alla preparazione di questa crostata che esteticamente è bellissima &#8211; si vede sulla profilo instagram&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/crostatine-di-frolla-arrotolate-esperimento-non-proprio-riuscito/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-r72CrWBWyQk/W7R64X6pxKI/AAAAAAAAIy4/-0-4vxG1nCwVzRpTRBAAJTVSBORA3_Z8ACLcBGAs/s1600/fullsizeoutput_99b.jpeg"><img border="0" src="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-r72CrWBWyQk/W7R64X6pxKI/AAAAAAAAIy4/-0-4vxG1nCwVzRpTRBAAJTVSBORA3_Z8ACLcBGAs/s1600/fullsizeoutput_99b.jpeg" /></a></div>
<div></div>
<p>A PROPOSITO DI OTTOBRE, quando mi fisso con una ricetta e poi però il risultato non è esattamente lo stesso anzi è totalmente diverso. Ispirata alla ricetta delle crostata arrotolata di @dolcifrolla, lo scorso pomeriggio mi sono dedicata anche io alla preparazione di questa crostata che esteticamente è bellissima &#8211; si vede sulla profilo instagram di @dolcifrolla. Per pigrizia decido di usare la ricetta della mia frolla ma come i migliori insegnano <b>OGNI DOLCE HA LA SUA RICETTA E DEVE ESSERE RISPETTATA AL GRAMMO. </b>
<div></div>
<p><b>#recipe</b><br />Così che ha quattro mani ( le mie e quelle della mia piccola peste) abbiamo preparato la frolla, tagliato le strisce e su ognuna abbiamo spalmato della crema di cioccolata. Arrotolata la prima striscia di pasta, abbiamo poggiato il rotolo ottenuto su un&#8217;altra striscia di pasta e arrotolato nuovamente. Procedere così fino ad esaurimento della pasta. Tagliare il rotolo a fette e infornare le mono crostatine ottenute. Spennellare con l&#8217;albume messo da parte.&nbsp;
<div>AI BAMBINI PIACERANNO TANTISSIMO.
<div></div>
<div>Qui sotto la ricetta solita della frolla che utilizzo. 
<div><b>CROSTATINE DI FROLLA ARROTOLATE</b><br /><b>ingredienti&nbsp;</b><br />400 gr di farina<br />130 gr di burro a temperatura ambiente<br />130 gr di zucchero<br />3 tuorli &#8211; GLI ALBUMI TENERLI DA PARTE PER LA PROSSIMA RICETTA ;)<br />1/2 bicchiere di latte a temperatura ambiente<br /><strike>scorza grattugiata di 1 limone</strike> 1 fialetta di aroma di limone<br />1/2 bustina di lievito<br />1 pizzico di sale<br />crema di cioccolata per farcire</div>
<div></div>
<div><span>ON AIR&nbsp;</span></div>
<div>
<div>True Blue &#8211; Madonna</div>
<p></div>
</div>
</div>
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		<title>DIETRO LA RICETTA:  RACHEL KHOO E LA SUA CUCINA PARIGINA</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 16:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica9</dc:creator>
				<category><![CDATA[Umbria]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo una volta ho avuto il piacere di volare a Parigi per poi perdermi tra strade affollate e gusci di macaron croccanti. Una sola volta, e cinque giorni, per potermene innamorare.&#160;La prima cosa che mi ha colpita è sicuramente stata la lingua, quel ‘erre’ moscia pronunciata da labbra ricamate da un bel rossetto rosso.&#160;La seconda,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/dietro-la-ricetta-rachel-khoo-e-la-sua-cucina-parigina/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-LImVTRdeGaM/Wqf8tZI2c6I/AAAAAAAAB-E/4uMn-EMGECwgaFoQ_1Ft-oNMjZDGQ3MhgCLcBGAs/s1600/khoo3%2B%25281%2Bdi%2B1%2529.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-LImVTRdeGaM/Wqf8tZI2c6I/AAAAAAAAB-E/4uMn-EMGECwgaFoQ_1Ft-oNMjZDGQ3MhgCLcBGAs/s640/khoo3%2B%25281%2Bdi%2B1%2529.jpg" width="581" /></a></div>
<p>
<div><span>Solo una volta ho avuto il piacere di volare a Parigi per poi perdermi tra strade affollate e gusci di <i>macaron</i> croccanti. Una sola volta, e cinque giorni, per potermene innamorare.&nbsp;</span><br /><span>La prima cosa che mi ha colpita è sicuramente stata la lingua, quel ‘<i>erre</i>’ moscia pronunciata da labbra ricamate da un bel rossetto rosso.&nbsp;</span><br /><span>La seconda, la multietnicità leggera e ben assemblata che si respirava tra le vie e nei <i>café</i>, insieme al quel profumo di sfogliato tipico dei <i>pain au chocolat</i>.&nbsp;</span><br /><span>Poi, in terza posizione naturalmente abbiamo,<span>&nbsp; </span>la <i>tour effeil</i>, le <i>jardin de luxembourg avec le louvre</i> e tutti i palazzi ricamati che sano tanto di chic. <span>&nbsp;</span></span><br /><span><span><br /></span></span></div>
<div><span>Al termine di quei cinque giorni, con gli occhi luccicante e la macchinetta fotografica in fiamme ( per quante scatti avevo rubato), al centro del quartiere latino mi feci una promessa: ritornare al più presto , per fare incetta di burro, <i>tarte meringuè</i> e quant’altro che questa città potrà offrire in futuro.<span>&nbsp; </span></span></div>
<div><span>Da quella promessa, da quel momento con basco rosso bordeaux, freddo, vento, dita e intrecciate con fare speranzoso, sono passati quattro anni. E così ad ogni febbraio, mi ritrovo con le dita incrociate e a sussurarmi in modo gentile: <i>“appena ci sarà l’occasione”</i> . E se anche l’occasione di ritornare a Parigi potrebbe esserci stata, ancor in qualche modo non mi sentivo pronta per ritornare nel luogo dove il mio piccolo cuore fu stato rubato.</span><br /><span>Il mio subconscio mi ha sempre bisbigliato che dovevo attendere, che</span><span>&nbsp; </span><span>non era ancora arrivato </span><span>&nbsp;</span><span>l’anno giusto. Non so bene per quale motivo, visto che la voglia di ritornarci è tanta; ma forse manca davvero ancora qualche tassello di puzzle nella mia vita per far sì che io possa tornare completa, con l’emozione giusta, con la carica esatta per poter godere fino in fondo della città; </span><span>&nbsp;</span><span>meglio dell’ultima volta.</span><span>&nbsp;</span><br /><span><br /></span></div>
<div><span>Come sapevo che non era il momento giusto , nel 2013, quando in libreria mi ritrovai a sfogliare un libro blu, con scritte in rosso e ricette semplice e ben spiegate. Rimasi ammaliata da quelle trecento pagine, ma lo rimisi a posto; il cuore mormorava che non era l’ anno giusto per poter acquistare quel abecedario culinario. </span></div>
<div><span>Il ricettario in questione, è quello di Rachel Khoo (blogger inglese, che come me, si è innamorata follemente di Parigi , tanto che con poche pretese a riempito una valigia e ci si è trasferita) <b>“La piccola cucina parigina”</b> memorie di buon cibo e tanto burro, che vuole far ricredere al mondo la cucina francese sia solo gourmet e per chef stellati. </span><br /><span><br /></span></div>
<div><span>Ma ritornando alla storia che vi stavo raccontando, quel pomeriggio in libreria, uscì da sola senza nessuna busta della spesa sotto braccio, proprio perché sentivo che non era il mio momento, o meglio dire il nostro (mio e di Rachel ). Passarono anche qui quattro anni , insieme alle stagioni e alle mode; per arrivare in una mattinata calda di primavera con il pc in modalità ricerca, che venivo catapultata in un mondo di rosa e leggerezza. <i>“Perfetto per me”</i> –esclamai, fino a quando una fotografia mi fece capire tutto. Il bellissimo angolo chic era del omonima blogger, la stessa graziosa personcina che mi aveva ammaliato in libreria. Scoprii altre pubblicazioni, sue ricette, il suo modo di raccontarsi carino e gentile, il suo magazine; fino a diventare una delle sue più grandi lettrice e sostenitrici.&nbsp;</span><br /><span>Dai germogli in primavera, passiamo alle zucche per halloween fino ad accendere candele per santa lucia e a cucinare insieme a lei Kannellbur e ha profumare l’aria di cannella. Arrivo, come tutti gli anni, il momento dei regali e mentre continuavo a spulciare tutti i suoi progressi, come una vera e propria stalker, capii che era arrivato il momento giusto. <i>“La piccola cucina parigina”</i> doveva essere mia. E anche se lei aveva scritto tantissimi altri libri, forse anche migliori del primo, io sapevo che dovevo iniziare questa nuova collezione da lì. Da quell’inverno 2013. Dalla stessa piccola libreria. </span></div>
<div><span>Non ci pensai due volte, cappotto in spalla e andai ad ordinare la mia copia.&nbsp;</span><br /><span>Altri due mesi, di attenta lettura e riflessione, che alla fine presi coraggio per il prossimo passo da compiere. Il passaggio successivo sarebbe stato provare una ricetta. Volevo qualcosa di buono e semplice, dopo così tanti anni non volevo che tutte le mie aspettative venissero fregate da un piccolo errore di grammature. Non sarei mai riuscita a perdonarmi se qualcosa, in<span>&nbsp; </span>quella mezz’ oretta di preparazione, fosse andato storto. Così passò un&#8217;altra settimana di incoraggiamenti allo specchio, ogni mattina in cui mi dicevo <i>“ fede , puoi farcela” “fede è il tuo momento!” “fede, manca cosi poco per poter completare il puzzle che avevi iniziato anni fa”..</i></span><br /><span><i><br /></i></span></div>
<div><span>Alla fine arrivò il pomeriggio perfetto; insieme al gelato al caffè che avevo fatto fuori poco prima, in barba alla dieta. Presi un arancia matura, il limone di nonna e del burro fresco che mi decisi a comprare quella stessa la mattina, appena uscita dal lavoro. Uova, zucchero e farina. Avevo tutto. La <i><span>“ quatre-quarts aux agrumes”</span></i> poteva andare in forno. </span><br /><span><br /></span></div>
<div><span>La magia poteva compiersi. Il mio cerchio poteva chiudersi. Il puzzle era completo. La cucina pronta ad accogliere nuovi profumi e sfumature di dolcezza. Allacciai il grembiule e seguii alla lettera le indicazioni di mademoiselle Khoo che sussurrava&#8230;</span><br /><span></span><br /><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-Nkzjq_RPoxc/Wqf8_wd2w_I/AAAAAAAAB-I/OHdmLm1PqnYHlvPIWf43l56Ho6iGpnDvQCLcBGAs/s1600/khoo2%2B%25281%2Bdi%2B1%2529.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-Nkzjq_RPoxc/Wqf8_wd2w_I/AAAAAAAAB-I/OHdmLm1PqnYHlvPIWf43l56Ho6iGpnDvQCLcBGAs/s640/khoo2%2B%25281%2Bdi%2B1%2529.jpg" width="578" /></a></div>
<p><span><br /></span><span><br /></span></div>
<div><span>| QUATTRO QUARTI AGLI AGRUMI </span><br /><span><br /></span></div>
<div><span>-4uova </span></div>
<div><span>-250 g di zucchero di canna </span></div>
<div><span>-250 g di farina </span></div>
<div><span>-zeste di un arancia e un limone bio </span></div>
<div><span>-un cucchiaino di lievito in polvere </span></div>
<div><span>-250 g di burro fuso e lasciato raffreddare </span></div>
<div></div>
<div><span>Preriscaldare il forno a 180°<span>&nbsp; </span>e imburrare una teglia da plum cake . Dividere i tuorli delle uova dagli albumi. Montare a neve gli albumi d’uovo in una ciotola con metà dello zucchero. In un&#8217;altra ciotola, montare a nastro i tuorli e l’altra metà dello zucchero finché sono densi e di colore pallido. In una ciotola a parte mescolare assieme la farina, le scorze grattugiate e il lievito in polvere. Amalgamare il preparato ai tuorli montati, poi aggiungere il burro fuso lasciato raffreddare, mescolando dolcemente. Alla fine, incorporare con attenzione gli albumi d’uovo. Versare il composto nella teglia già preparata, poi mettere in forno per 35-40 minuti o finché la punta di un coltello non esce pulita.</span></div>
<div></div>
<div><span>Sporcarsi le mani ogni giorno, resistere e insistere ad ogni esperimento fallito. Brindare e gioire ad ogni piatto ben riuscito, cogliere la creatività tra le passeggiate lungo la Senna o una chiacchierata con il boulangere di fiducia; così nelle sue 120 ricette Rachel si racconta. Tra ingredienti genuini e croque madame. Appena apri il libro, ti trovi sommersa da boullabaisse e boeuf bourguignon, tra tarte tatin e creme brùlèe; tutte preparazioni riadattate in chiave moderna e fresca, adatta ai giorni nostri e a tutti quelle persone, che come me (o te), hanno sempre percepito un certo timore verso la cucina francese. Khoo, con i suoi occhi a mandorla e il cuore leggero, ci presenta <i>‘la creme de la creme’</i> della cucina d’oltralpe e ci fa comprendere che quei tempi di bistrot stellati e nomi altisonanti sono finiti. Che questa cucina può essere veramente per tutti…</span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-S_XAu__Zwlw/Wqf9L3eo7EI/AAAAAAAAB-Q/kvtYx_KkOA8Q5ZqFuesOwnkhNfhkUamEwCLcBGAs/s1600/khoo%2B%25281%2Bdi%2B1%2529.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-S_XAu__Zwlw/Wqf9L3eo7EI/AAAAAAAAB-Q/kvtYx_KkOA8Q5ZqFuesOwnkhNfhkUamEwCLcBGAs/s640/khoo%2B%25281%2Bdi%2B1%2529.jpg" width="514" /></a></div>
<p></p>
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		<title>SUA MAESTA’ LA PIZZA  IMPASTO BASE .. Così come la faccio io…</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Mar 2017 08:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maria luisa calzolari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pizza è il piatte forte e più amato dagli Italiani. ci sono molti modi per farla, ognuno la fa a modo suo. Questo è quello che più o meno fanno i pizzaioli, adattato a quantità ridotte. Con questa dose si possono ottenere 3 pizze grosse come un piatto piano grande, o un teglia quadrata&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/sua-maesta-la-pizza-impasto-base-cosi-come-la-faccio-io/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pizza è il piatte forte e più amato dagli Italiani. ci sono molti modi per farla, ognuno la fa a modo suo. </p>
<p>Questo è quello che più o meno fanno i pizzaioli, adattato a quantità ridotte. </p>
<p>Con questa dose si possono ottenere   3 pizze grosse come un piatto piano grande, o un teglia quadrata grande tipo la placca del forno, poi ovviamente dipende anche dallo spessore che darete alla pasta quando la stenderete.&#160;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.cookaround.com/miraccontoincucina/sua-maesta-la-pizza-impasto-base-cosi-la-faccio/">Read more&#8230;</a></p>
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		<title>VE LO RICORDATE IL TETRAPAK? ECCO LA SUA STORIA </title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2016 10:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benvenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il latte nel tetrapak fa parte dei ricordi di molti. Ma non solo latte, ovviamente. Ecco la storia di questo contenitore cult.  Il tetrapak dei miracoli &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span><strong>Il latte nel tetrapak fa parte dei ricordi di molti. Ma non solo latte, ovviamente. Ecco la storia di questo contenitore cult. </strong></span></h3>
<h3></h3>
<h3><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://wearepackagingfans.com/site/tetrapak/"><strong>Il tetrapak dei miracoli</strong> </a></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://zenaatoua.files.wordpress.com/2016/01/img_8130.jpg"><img class="aligncenter" src="https://zenaatoua.files.wordpress.com/2016/01/img_8130.jpg?w=464&amp;h=309" alt="" width="464" height="309" /></a></p>
<p>  <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/zenaatoua.wordpress.com/15055/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/zenaatoua.wordpress.com/15055/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=zenaatoua.wordpress.com&amp;blog=59808987&amp;post=15055&amp;subd=zenaatoua&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /></p>
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		<title>AD OGNI PASTA IL SUO SUGO AD OGNI SUGO LA SUA PASTA</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2016 21:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benvenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sugo che fai, pasta che trovi. Da insulti condire gli spaghetti con il pesto, certo, ma anche tante altre sottigliezze nella scelta della pasta più adatta rispetto al sugo che abbiamo preparato o viceversa&#8230; Cucina Italiana ha pensato a questo&#8230; AD OGNI PASTA SUGO ADATTO   ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span><strong>Sugo che fai, pasta che trovi. Da insulti condire gli spaghetti con il pesto, certo, ma anche tante altre sottigliezze nella scelta della pasta più adatta rispetto al sugo che abbiamo preparato o viceversa&#8230; Cucina Italiana ha pensato a questo&#8230;</strong></span></h3>
<p><span><em><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lacucinaitaliana.it/news/in-primo-piano/quale-formato-di-pasta-usare-sugo-carbonara-amatriciana-ragu-pomodoro/?utm_source=facebook.com&amp;utm_medium=marketing&amp;utm_campaign=lacucinaitaliana">AD OGNI PASTA SUGO ADATTO </a>  </strong></em></span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://zenaatoua.files.wordpress.com/2015/10/img_5972.jpg"><img class="aligncenter " src="https://zenaatoua.files.wordpress.com/2015/10/img_5972.jpg?w=442&amp;h=331" alt="" width="442" height="331" /></a></p>
<p>  <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/zenaatoua.wordpress.com/14918/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/zenaatoua.wordpress.com/14918/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=zenaatoua.wordpress.com&amp;blog=59808987&amp;post=14918&amp;subd=zenaatoua&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /></p>
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		<title>CINGHIALE IN UMIDO AL POMODORO: IL SUGO, OTTIMO PER I TAGLIERINI, LA SUA CARNE, UN GUSTOSO SPEZZATINO</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2016 11:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[AL]]></category>
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		<category><![CDATA[OTTIMO]]></category>
		<category><![CDATA[SUA]]></category>
		<category><![CDATA[TAGLIERINI]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinghiale, o anche maialo de furesta, come lo definiva Abatantuono in quel demenziale film &#8220;Attila il Flagello di Dio&#8221;, che per quanto stupido, mi fa sempre un po&#8217; ridere&#8230; Le sue carni, sono molto scure e hanno quel sapore tipico della cacciagione: di selvatico o meglio detto bestin in genovese, quindi necessita di una marinatura&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cinghiale-in-umido-al-pomodoro-il-sugo-ottimo-per-i-taglierini-la-sua-carne-un-gustoso-spezzatino/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><i>Cinghiale, o<u> anche maialo de furesta, come lo definiva Abatantuono </u>in quel demenziale film &#8220;Attila il Flagello di Dio&#8221;, che per quanto stupido, mi fa sempre un po&#8217; ridere&#8230;</i></div>
<div><i>Le sue carni, sono molto scure e hanno quel sapore tipico della cacciagione: di selvatico o meglio detto <b>bestin</b> in genovese, quindi necessita di una marinatura nel vino di almeno una notte per evitare di assaporare poi un piatto dal gusto veramente forte.</i></div>
<div><i>Sappiate comunque che, a meno di non acquistarlo direttamente da un cacciatore, la selvaggina da pelo, deve esser per legge tutta congelata prima di esser venduta, quindi, avrà già un sapore più mite, perchè frollata dal ghiaccio.</i></div>
<div><i>Domenica sera ho voluto portare in tavola questo piatto invernale, che ha il doppio vantaggio di fungere da primo e secondo. Si, perchè la carne si cuoce a pezzi, e con il sugo che si ricava si condiscono i taglierini, mentre i bei &#8220;tocchi&#8221; di carne, si mangiano come secondo.</i></div>
<div><i>Ma ora veniamo alla preparazione.</i></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://3.bp.blogspot.com/-0SswlLKQw8c/Vqc0-lGH7xI/AAAAAAAAF0o/yB346p73D-4/s1600/DSC_1538.jpg"><img border="0" height="424" src="http://3.bp.blogspot.com/-0SswlLKQw8c/Vqc0-lGH7xI/AAAAAAAAF0o/yB346p73D-4/s640/DSC_1538.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><b>Ingredienti per 6 persone</b></div>
<ul>
<li><b>1 kg di polpa di cinghiale (se lo comprate con le ossa, calcolate almeno 1.5 kg)</b></li>
<li><b>50 g di pinoli </b></li>
<li><b>una cipolla&nbsp;</b></li>
<li><b>una grande costola di sedano</b></li>
<li><b>una carota</b></li>
<li><b>100 g di triplo concentrato di pomodoro</b></li>
<li><b>250 ml di brodo vegetale</b></li>
<li><b>un bicchiere di vino rosso </b></li>
<li><b>noce moscata q.b.</b></li>
<li><b>un chiodo di garofano&nbsp;</b></li>
<li><b>un cucchiaino di zucchero </b></li>
<li><b>olio extravergine d&#8217;oliva q.b.</b></li>
<li><b>sale e pepe nero di mulinello q.b.</b></li>
</ul>
<div><b><br /></b><b>Per la marinata&nbsp;</b></div>
<ul>
<li><b>un litro di vino rosso (dolcetto, nebbiolo)</b></li>
<li><b>una grossa cipolla</b></li>
<li><b>due carote</b></li>
<li><b>due costole di sedano</b></li>
<li><b>un cucchiaino di bacche di ginepro</b></li>
<li><b>3 chiodi di garofano</b></li>
<li><b>noce moscata q.b.</b></li>
</ul>
<div></div>
<div><b>Per il sugo, infine</b></div>
<ul>
<li><b>500 g di taglierini freschi</b></li>
</ul>
<p>
<div>Preparate la marinata almeno un giorno prima di consumare la carne.</div>
<div>Lavate la polpa di cinghiale e asciugatela con carta assorbente. </div>
<div>Tagliate a fette grosse tutti i sapori, sedano, carota e cipolla e riuniteli in una ciotola. Aggiungete la carne, le spezie e coprite completamente con il vino.</div>
<div>Coprite il recipiente e lasciate frollare in frigo almeno una notte intera.</div>
<div></div>
<div>Il giorno dopo, scolate la carne dalla marinata, eliminando tutto il vino che oramai avrà preso il gusto forte del cinghiale, e conservate un terzo delle verdure.</div>
<div>Lasciate la carne almeno mezz&#8217;ora a gocciolare in uno scolapiatti.</div>
<div>Nel frattempo, tritate molto finemente sedano, carota e cipolla assieme alle verdure della marinata tenute da parte.</div>
<div>Versate in una grande casseruola 1/2 bicchiere di olio e soffriggetevi dolcemente i pinoli. Una volta diventati leggermente dorati, toglieteli con un mestolo forato e unite le verdure tritate, che fare appassire a fuoco lentissimo.</div>
<div>Una volta appassito tutto, unite la carne asciugata e rosolatela su tutti i lati, quindi sfumate con un bicchiere di vino rosso.</div>
<div>Sciogliete il concetrato di pomodoro nel brodo caldo, unite un cucchiaino di zucchero e versate tutto nella pentola.</div>
<div>Aggiungete a piacere una generosa grattata di noce moscata, chiodi di garofano, sale e incoperchiate.</div>
<div>Cuocete sempre a fuoco molto basso per almeno due ore, mescolando spesso.</div>
<div>Una volta cotto il tutto, unite i pinoli e trasferite un terzo della carne su di un tagliere. Tritatela finemente a coltello, quindi riunitela al sugo e mescolate bene.</div>
<div></div>
<div>Lessate i taglierini, scolateli al dente e conditeli con solo il sugo del cinghiale preparato, unendo anche qualche pezzetto di spezzatino.</div>
<div>Conservate il resto in caldo da gustare come secondo.</div>
<p></p>
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