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	<title>Food Blogger Mania &#187; sensazione</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Sep 2026 14:19:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come fare il restyling del living senza grandi opere</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 14:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
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		<category><![CDATA[misura]]></category>
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		<category><![CDATA[sensazione]]></category>
		<category><![CDATA[senso]]></category>
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		<description><![CDATA[Un soggiorno può sembrare piccolo, buio o poco curato anche quando i metri quadrati non sono pochi, ma quasi sempre a fare la differenza non sono tanto la dimensione e/o la struttura della stanza quanto il modo in cui vengono gestiti arredi, ingombri, luce, colori e punti focali. Spesso, quindi, non sono necessarie demolizioni o&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-fare-il-restyling-del-living-senza-grandi-opere/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/restyling-living-senza-grandi-opere/" title="Come fare il restyling del living senza grandi opere" rel="nofollow"><img width="696" height="464" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/08/salotto-rinnovato-1-768x512.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Living sottoposto a restyiling senza grandi opere" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Un soggiorno può sembrare piccolo, buio o poco curato anche quando i metri quadrati non sono pochi, ma quasi sempre a fare la differenza non sono tanto la dimensione e/o la struttura della stanza quanto il modo in cui vengono gestiti arredi, ingombri, luce, colori e punti focali.</p>
<p>Spesso, quindi, non sono necessarie demolizioni o ristrutturazioni impegnative per migliorarlo, dato che nella maggior parte dei casi bastano alcuni<strong> interventi mirati</strong> per rendere il living più luminoso, ordinato e piacevole da vivere.</p>
<p>Per rinnovare il living e cambiarne l&#8217;aspetto, quindi, non è detto che servano grandi opere, ma bisogna intervenire nei punti “strategici”, togliendo qualcosa anziché aggiungerla e scegliendo attentamente ciò che vale davvero la pena cambiare.</p>
<p>La prima cosa da fare è controllare lo<strong> stato delle finestre</strong>, elemento fondamentale nell&#8217;aspetto del salotto.</p>
<p>Se non sono in ottime condizioni, conviene sostituirle oppure recuperarle con un adeguato intervento di manutenzione.</p>
<p>Qualora fosse necessario sostituirle, vale la pena prendere in considerazione l&#8217;acquisto di<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.deceuninck.it/it-it/porte-e-finestre-in-pvc.html" target="_blank" rel="noopener"> finestre PVC</a>, soprattutto se si scelgono prodotti progettati da aziende specializzate e dotati di soluzioni innovative come ThermoFibra, che contribuiscono a migliorarne isolamento, stabilità e prestazioni complessive.</p>
<p>Oltre a migliorare il comfort abitativo, infatti, possono contribuire a definire l’aspetto del soggiorno, grazie a profili più puliti e a una maggiore superficie vetrata.</p>
<p>Inoltre, profili essenziali e ben integrati con l’<em>interior design</em> aiutano a lasciare maggior spazio visivo alla finestra e a quel che si trova al di là del vetro.</p>
<p>Il punto, però, non è “comprare qualcosa di nuovo”, ma è scegliere con intelligenza<strong> pochi dettagli capaci di risolvere problemi reali</strong>.</p>
<p>Prima di aggiungere nuovi arredi, dunque, vale la pena capire che cosa non funziona e partire proprio da lì.</p>
<h2>Prima regola: liberare lo spazio, non stiparlo</h2>
<p>Prima di comprare un mobile o un complemento d&#8217;arredo, conviene fare un giro nel soggiorno con occhi diversi dal solito e chiedersi “Che cosa ostacola davvero l&#8217;uso di questa stanza?”.</p>
<p>Può essere il tavolino troppo grande, la libreria “straripante” di volumi fino all’ultimo ripiano, il passaggio stretto tra il divano e il mobile TV o la presenza di oggetti che non hanno una collocazione precisa.</p>
<p><strong>Prima di acquistare arredi</strong>, quindi, può tornare utile:</p>
<ol>
<li> Misurare i passaggi principali, lasciando possibilmente almeno 70-80 cm liberi.</li>
<li>Eliminare i complementi che non vengono usati e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/cose-eliminare-casa-prima-arrivo-ospiti/">gli oggetti che creano disordine visivo</a>;</li>
<li>Raccogliere cavi, telecomandi e piccoli oggetti in contenitori chiusi;</li>
<li>Spostare i mobili dalle pareti solo <em>se</em> la nuova disposizione rende davvero più agevole muoversi.</li>
</ol>
<h3>Un esempio pratico</h3>
<p>In un soggiorno di circa 18 mq, con divano a tre posti, mobile TV e tavolo da pranzo, un tavolino centrale da 100 x 60 cm può occupare una parte considerevole della zona di passaggio.</p>
<p>Due tavolini rotondi e più leggeri, invece, possono essere avvicinati quando servono e spostati con facilità quando bisogna liberare spazio.</p>
<p>Non è una trasformazione spettacolare, ma nell&#8217;uso quotidiano la si sente (eccome).</p>
<h2>Usare il tappeto per definire la zona conversazione</h2>
<p>Il tappeto non è un accessorio secondario, ma ha una funzione più importante di quella puramente decorativa, poiché nella zona relax raccoglie visivamente divano, poltrone e tavolino e, negli open space, aiuta a distinguere il living dalla cucina o dalla sala da pranzo senza ricorrere a divisori.</p>
<p>L’errore più frequente è scegliere un modello troppo piccolo.</p>
<p>Se il tappeto resta soltanto davanti al divano, infatti, la composizione tende a perdere unità e l&#8217;ambiente può sembrare più frammentato.</p>
<p>Meglio quindi scegliere una misura che permetta almeno alle gambe anteriori del divano e delle poltrone di appoggiarvisi sopra.</p>
<p>Per orientarsi:</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Dimensione dell’area relax</th>
<th>Misura indicativa del tappeto</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Divano compatto con una poltrona</td>
<td>160 × 230 cm</td>
</tr>
<tr>
<td>Divano a tre posti</td>
<td>200 × 300 cm</td>
</tr>
<tr>
<td>Grande living con divano angolare</td>
<td>250 × 350 cm o superiore</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per ambienti piccoli, sono preferibili tonalità chiare, motivi poco contrastati e tessuti a pelo corto, che hanno pure il vantaggio di essere più semplici da pulire.</p>
<p>Un tappeto a righe sottili o con una trama discreta può allungare visivamente la stanza <strong>se orientato nel senso della profondità</strong>.</p>
<h2>Creare tre livelli di luce, non una sola fonte centrale</h2>
<p>Non si può negare che una plafoniera centrale sia utile, ma raramente basta a rendere il soggiorno accogliente, poiché la luce uniforme illumina tutto allo stesso modo e può “appiattire” volumi, colori e materiali.</p>
<p><strong>La soluzione è combinare fonti diverse</strong>, ciascuna con una funzione specifica.</p>
<p>In questo modo si può scegliere quale accendere in base al momento della giornata e a quello che si sta facendo.</p>
<p>Un living ben illuminato prevede almeno:</p>
<ol>
<li><strong>Luce generale</strong>, fornita da plafoniera, sospensione o binario.</li>
<li><strong>Luce funzionale</strong>, come una piantana accanto a una poltrona per leggere o lavorare.</li>
<li><strong>Luce d’atmosfera</strong>, con lampade da tavolo, applique o punti LED all’interno di una libreria.</li>
</ol>
<p>Per il relax serale, una temperatura colore tra 2700 K e 3000 K restituisce una luce calda e naturale.</p>
<p>Se è possibile, conviene scegliere <strong>lampade dimmerabili</strong>, che permettono di passare da un’illuminazione intensa per le attività quotidiane a una più soffusa quando ci si rilassa davanti alla televisione o si ricevono amici.</p>
<p>Un intervento semplice ma molto efficace consiste nel collocare una piantana con luce orientabile dietro un angolo del divano: la luce riflessa crea profondità e può rendere meno evidenti anche gli angoli più bui.</p>
<h2>Cambiare la parete dietro il divano, non tutte le pareti</h2>
<p>Dipingere l’intero soggiorno può servire in alcuni casi, ma non è sempre necessario.</p>
<p>Se il colore delle pareti non convince più, si può concentrare il cambiamento sulla parete che si nota maggiormente entrando nella stanza o su quella dietro al divano.</p>
<p>Una sola parete può diventare il punto su cui concentrare il cambiamento, lasciando tutto il resto più neutro.</p>
<p>Le alternative più interessanti sono:</p>
<ol>
<li>Una pittura opaca in una tonalità calda e polverosa, come verde salvia, terracotta chiara o blu desaturato.</li>
<li>Una carta da parati dal disegno ampio e poco contrastato.</li>
<li>Listelli decorativi verticali, particolarmente indicati per dare slancio a soffitti non molto alti.</li>
<li>Una composizione di quadri, fotografie o stampe ben proporzionata.</li>
</ol>
<p>Per evitare un risultato casuale, è bene riprendere il colore scelto<strong> in almeno 2 dettagli della stanza</strong>: un cuscino, un vaso, una lampada o una coperta sul divano.</p>
<p>Non serve coordinare tutto in modo rigido: basta creare un filo conduttore.</p>
<h2>Sostituire i complementi ingombranti con elementi più flessibili</h2>
<p>Nei living contemporanei, versatilità e leggerezza contano quanto l’estetica.</p>
<p>In un soggiorno che deve servire a più scopi, un mobile grande e sempre presente può diventare un ostacolo e ciò vale in particolar modo  per i tavolini molto profondi, le poltrone voluminose e le pareti attrezzate che occupano parecchio spazio.</p>
<p>Quando possibile, è meglio orientarsi verso arredi che possano essere spostati o utilizzati in modi diversi.</p>
<p>Possono funzionare bene:</p>
<ul>
<li><strong>pouf contenitori</strong>, che diventano sedute aggiuntive quando arrivano ospiti;</li>
<li><strong>tavolini nidificati</strong>, da usare insieme o separatamente;</li>
<li><strong>mobili bassi sospesi</strong>, che alleggeriscono la parete TV;</li>
<li><strong>librerie poco profonde</strong>, ideali anche in corridoi o pareti strette;</li>
<li><strong>console allungabili</strong>, utili se il living ospita occasionalmente cene numerose.</li>
</ul>
<p>Anche qualche centimetro può fare la differenza, dato che un arredo rialzato da terra, con piedini sottili o struttura sospesa, lascia visibile una maggiore porzione di pavimento e, di conseguenza, fa percepire la stanza meno piena<em>.</em></p>
<h2>Organizzare la libreria con criterio: meno oggetti, più respiro</h2>
<p>Una libreria piena non è necessariamente una libreria disordinata, ma può comunicare una<strong> sensazione di “affollamento”</strong>.</p>
<p>Il problema nasce quando ogni ripiano è del tutto occupato e non rimane neppure un piccolo spazio vuoto.</p>
<p>Per alleggerire il living, non è indispensabile eliminare i libri o gli oggetti a cui si è affezionati: spesso è sufficiente cambiare la disposizione, alternando libri verticali e impilati, qualche oggetto decorativo e piccoli spazi vuoti.</p>
<p>Gli elementi meno gradevoli da vedere possono, invece, essere raccolti in contenitori chiusi, così da mantenere più ordinati i ripiani.</p>
<p>Invece di acquistare subito un nuovo mobile, si può rinnovare una libreria esistente dipingendo lo schienale in un colore a contrasto delicato o applicando una carta da parati sul fondo.</p>
<p>Si tratta di un intervento economico, <strong>reversibile</strong> e capace di dare carattere a un arredo anonimo.</p>
<h2>Tessili e cuscini: cambiare atmosfera con pochi gesti</h2>
<p>Tende, cuscini e plaid sono tra gli strumenti più immediati per aggiornare il salotto, ma <strong>vanno scelti con una certa misura</strong>.</p>
<p>Infatti, accumulare troppi tessili o fantasie diverse rischia di appesantire l’insieme.</p>
<p>Per un divano standard, in genere sono sufficienti 3 o 5 cuscini, di formati diversi ma dai colori coordinati.</p>
<p>Una combinazione semplice può prevedere:</p>
<ul>
<li>2 cuscini neutri, in lino o cotone;</li>
<li>1 o 2 cuscini con texture o motivo geometrico;</li>
<li>un elemento più deciso, in un colore presente anche altrove nella stanza.</li>
</ul>
<p>Le <strong>tende</strong> meritano particolare attenzione.</p>
<p>Se l’obiettivo è aumentare la luminosità, è meglio montare il bastone qualche centimetro sopra l’infisso e far scendere i teli fino al pavimento.</p>
<p>Visivamente, questo <em>escamotage</em> slancia la parete e fa sembrare la finestra più grande.</p>
<p>Tessuti leggeri, come lino lavato, garza di cotone o misto lino, filtrano la luce senza appesantire l’ambiente.</p>
<h2>Inserire il verde nei punti strategici</h2>
<p>Le piante rendono il living più accogliente, ma sono utili anche per “ammorbidire” angoli rigidi e collegare visivamente arredi diversi.</p>
<p>Una pianta alta accanto a una finestra, per esempio, può bilanciare un grande divano o una parete TV molto lineare.</p>
<p>Non è il caso, però, di trasformare il salotto in una serra: <strong>poche piante</strong>, scelte in base alla luce disponibile e collocate dove non intralciano, sono più efficaci di molti vasi sparsi qua e là.</p>
<p>Per chi non ha molto tempo da dedicare alla loro cura, sono adatte varietà resistenti come:</p>
<ul>
<li><strong>zamioculcas</strong>, adatta anche a luce non diretta;</li>
<li><strong>sansevieria</strong>, verticale e poco ingombrante;</li>
<li><strong>pothos</strong>, perfetto su mensole e librerie;</li>
<li><strong>ficus elastica</strong>, scenografico in un living luminoso.</li>
</ul>
<p>Anche i vasi contribuiscono all’insieme: un <em>cachepot </em>in ceramica o in metallo verniciato, ad esempio, può riprendere materiali già presenti nel soggiorno e diventare così parte dell’arredamento, invece di essere soltanto un contenitore.</p>
<h2>Un restyling riuscito è quello che semplifica la vita</h2>
<p>Un soggiorno non deve essere bello soltanto quando è perfettamente in ordine, ma deve “funzionare” <strong>anche durante una normale giornata</strong>: quando si legge sul divano, si guarda un film, arrivano gli amici o semplicemente si cerca un posto dove appoggiare una tazza.</p>
<p>Pertanto, conviene<strong> procedere per gradi</strong>: prima si sistemano gli ingombri e la disposizione dei mobili, poi si interviene sulla luce e, infine, su colori, tessili e complementi.</p>
<p>Non c&#8217;è affatto bisogno di cambiare tutto per ottenere un risultato evidente: un tappeto proporzionato, una lampada collocata nel punto giusto, una libreria alleggerita o una parete valorizzata possono modificare l’equilibrio dell’intero ambiente.</p>
<p>Sono piccoli interventi, ma nell&#8217;insieme possono cambiare parecchio sia l&#8217;aspetto del living sia il modo in cui lo si vive ogni giorno.</p>
<p>In fondo, il vantaggio di un buon restyling è proprio questo: non richiede necessariamente di rifare il soggiorno da cima a fondo, ma di capire dove intervenire e fermarsi quando il risultato è già quello che si cercava.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli utili per i padroni di casa:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/tendenze-arredo-per-un-bagno-al-top/">I trend di arredo che valorizzano davvero il bagno</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-lavare-tenere-puliti-tappeti-gioco-bambini/">Come mantenere igienici i tappeti gioco dei bambini</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/pulire-cucina-dopo-pranzo-metodicamente/">Come pulire la cucina dopo un pranzo in compagnia</a></li>
</ul>
<p>Credito foto in evidenza: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://unsplash.com/it/@loudspace?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="nofollow noopener">Jon Stebbe</a> per <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://unsplash.com/it/foto/soggiorno-con-poltrona-e-piante-paydk0JcIOQ?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="nofollow noopener">Unsplash.com</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Perché controllare l’indice di calore in estate</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/perche-controllare-lindice-di-calore-in-estate/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 16:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[mattino]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono giorni in cui il termometro segna 32°C, ma la sensazione è di stare in una serra: si suda appena ci si muove, si fa fatica a respirare bene, si perde energia in fretta. In questi casi la temperatura da sola non basta a spiegare il disagio, poiché il dato che conta davvero è&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/perche-controllare-lindice-di-calore-in-estate/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/perche-controllare-indice-calore-in-estate/" title="Perché controllare l’indice di calore in estate" rel="nofollow"><img width="696" height="522" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/07/mamma-controlla-heat-index-768x576.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Mamma controlla l'indice di calore sul web vicino al suo bambino che beve acqua" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Ci sono giorni in cui il termometro segna 32°C, ma la sensazione è di stare in una serra: si suda appena ci si muove, si fa fatica a respirare bene, si perde energia in fretta.</p>
<p>In questi casi la temperatura da sola non basta a spiegare il disagio, poiché il dato che conta davvero è l’indice di calore, che tiene conto sia della temperatura dell&#8217;aria sia dell&#8217;umidità, combinazione che determina il cosiddetto “<strong>caldo percepito</strong>”.</p>
<p>Per chi è attento alla propria salute, controllare l&#8217;indice di calore in estate regolarmente non è una curiosità meteorologica, ma può fare la differenza tra una giornata e una situazione che mette sotto stress l’organismo.</p>
<p>Sapere cos’è l’indice di calore, come leggere la temperatura percepita e quando il caldo umido può diventare un rischio <strong>è utile per poter fare scelte semplici ma intelligenti:</strong> uscire negli orari giusti, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/bere-piu-acqua-consigli/">bere di più</a>, evitare sforzi inutili e proteggere le persone fragili.</p>
<h2>Cos’è l’indice di calore</h2>
<p>In parole semplici, l’indice di calore (h<em>eat index<!--TgQPHd||[]--></em>) è il valore che stima la temperatura “sentita” dal corpo umano quando si combinano:</p>
<ul>
<li><strong>temperatura reale</strong></li>
<li><strong>umidità relativa</strong></li>
</ul>
<p>Questo spiega perché due giornate con gli stessi gradi possano essere vissute in modo molto diverso.</p>
<p>Se l’aria è secca, il sudore evapora più facilmente e il corpo riesce a raffreddarsi meglio, ma se, invece, l’umidità è alta, il sudore evapora con maggiore difficoltà e il calore resta sulla pelle più a lungo.</p>
<p>È qui che nasce la sensazione di afa pesante che molte persone descrivono come “caldo che toglie il respiro”.</p>
<p>Dal punto di vista fisico, non è solo un’impressione, poiché il<strong> corpo sta effettivamente facendo più fatica a disperdere calore</strong>.</p>
<h2>Indice di calore e umidità: perché si percepisce più caldo</h2>
<p>Quando si parla di umidità e caldo, il punto centrale è sapere in quale modo il corpo si difende dalle alte temperature.</p>
<p>La sua arma principale è la sudorazione, ma sudare non basta, dato che <strong>il sudore deve evaporare</strong> affinché avvenga il raffreddamento.</p>
<p>Se l’aria è già molto umida, questo processo rallenta col risultato che la temperatura percepita sale, anche se quella effettiva non cambia.</p>
<p>Per capirci meglio:</p>
<ul>
<li>32°C con umidità moderata possono risultare fastidiosi ma ancora sopportabili;</li>
<li>32°C con umidità molto alta possono trasformarsi in una condizione di forte stress termico;</li>
<li>nelle città, tra asfalto, traffico e scarsa ventilazione, l’effetto può essere ancora più intenso.</li>
</ul>
<p>È anche per questo che il caldo umido viene spesso vissuto peggio del caldo secco.</p>
<h2>Perché controllare l’indice di calore in estate è importante per la salute</h2>
<p>Monitorare costantemente l&#8217;indice di calore durante la bella stagione traduce il meteo in un&#8217;<strong>informazione concreta per il corpo</strong>.</p>
<p>Infatti, non dice solo “quanto fa caldo”, ma aiuta a capire quanto il caldo può incidere su benessere, energie e sicurezza.</p>
<p>Qualora il caldo percepito sia molto alto, aumentano i rischi di:</p>
<ul>
<li><strong>disidratazione da caldo</strong></li>
<li><strong>stanchezza intensa</strong></li>
<li><strong>crampi</strong></li>
<li><strong>emicrania</strong></li>
<li><strong>giramenti di testa</strong></li>
<li><strong>pressione bassa</strong></li>
<li><strong>colpo di calore</strong></li>
</ul>
<p>Questi effetti non riguardano solo chi lavora sotto il sole, ma possono comparire anche in situazioni comuni: una camminata a metà giornata, un viaggio su mezzi affollati, un allenamento all’aperto o una casa molto calda in cui si dorme male per più notti di fila.</p>
<h2>Cosa succede al corpo quando il caldo percepito è alto</h2>
<p>Quando la temperatura percepita sale troppo, l’organismo deve lavorare di più per mantenere stabile la propria temperatura interna e, quindi, il cuore accelera, si perde una maggiore quantità di liquidi e di sali minerali e si avverte stanchezza più in fretta.</p>
<p>All’inizio i segnali possono sembrare banali (sete, spossatezza, irritabilità, mal di testa), ma, se il corpo continua a non riuscire a disperdere calore in modo efficace, il quadro può peggiorare.</p>
<p>Tra i sintomi da non ignorare ci sono:</p>
<ul>
<li><strong>debolezza marcata</strong></li>
<li><strong>nausea</strong></li>
<li><strong>vertigini</strong></li>
<li><strong>tachicardia</strong></li>
<li><strong>confusione</strong></li>
<li><strong>sensazione di svenimento</strong></li>
</ul>
<p>Se la situazione peggiora, si può arrivare al<strong> colpo di calore</strong>, emergenza medica che richiede un intervento tempestivo.</p>
<h2>Quando il caldo diventa davvero pericoloso</h2>
<p>Non esiste una soglia identica per tutti, perché il rischio dipende anche da età, condizioni di salute, idratazione, esposizione al sole e attività svolta.</p>
<p>Però, in linea generale, <strong>più l’indice di calore aumenta, più il corpo va sotto pressione</strong>.</p>
<p>Nella vita quotidiana, il caldo può diventare un problema serio quando si sommano più fattori, per esempio:</p>
<ul>
<li>umidità alta</li>
<li>esposizione diretta al sole</li>
<li>scarso ricambio d’aria</li>
<li>sforzo fisico</li>
<li>insufficiente idratazione</li>
</ul>
<p>Una situazione del genere può verificarsi molto più facilmente di quanto si pensi: fare la spesa nelle ore centrali, portare un bambino al parco alle 14, lavorare all’aperto, correre su un percorso assolato o restare in un appartamento che ha accumulato calore per tutta la giornata.</p>
<h2>Chi deve fare più attenzione</h2>
<p>Il caldo intenso, soprattutto se umido, non pesa allo stesso modo su tutti.</p>
<p>Serve più prudenza per:</p>
<ul>
<li><strong>anziani</strong>, che spesso percepiscono meno la sete e tollerano peggio il caldo;</li>
<li><strong>bambini piccoli</strong>, che si disidratano più velocemente;</li>
<li>persone con <strong>malattie cardiovascolari</strong>, <strong>respiratorie</strong> o<strong> renal</strong>i;</li>
<li>chi soffre di <strong>diabete</strong> o <strong>pressione instabile</strong>;</li>
<li>chi assume<strong> farmaci che possono influenzare idratazione o termoregolazione</strong>;</li>
<li>chi lavora o si allena <strong>all’aperto</strong>.</li>
</ul>
<p>In questi casi, controllare l&#8217;indice di calore in estate è una necessità, non un eccesso di prudenza.</p>
<h2>Come usare l’indice di calore nella vita quotidiana</h2>
<p>Il valore dell’indice di calore non sta nella definizione tecnica, ma nel suo<strong> uso pratico</strong>.</p>
<p>Se sai che il caldo percepito sarà molto alto, puoi organizzarti meglio.</p>
<h3>1. Scegliere gli orari giusti</h3>
<p>Le attività all’aperto andrebbero concentrate al mattino presto o in serata, quando possibile.</p>
<p>Le ore centrali sono quelle in cui il <em>mix</em> tra sole, calore accumulato e umidità può risultare più faticoso.</p>
<h3>2. Bere in anticipo, non solo quando arriva la sete</h3>
<p>Uno degli errori più frequenti è aspettare di aver sete: meglio bere poco e spesso nell’arco della giornata.</p>
<p>Aiuta anche consumare alimenti ricchi d’acqua, come frutta e verdure estive.</p>
<h3>3. Ripensare sport e sforzi fisici</h3>
<p>Se fai attività fisica, l’indice di calore e umidità dovrebbero contare più dell&#8217;effettiva temperatura.</p>
<p>Correre o allenarsi in presenza di afa, aumenta il rischio di stress termico.</p>
<p>Nei giorni peggiori è sensato ridurre durata e intensità dell&#8217;allenamento o spostarlo in un orario più favorevole.</p>
<h3>4. Rendere la casa più fresca</h3>
<p>Per affrontare meglio le ondate di calore, anche l’ambiente domestico conta molto.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-rinfrescare-casa-senza-condizionatore/">Chiudere tende e tapparelle nelle ore più calde</a>, arieggiare al mattino presto e in tarda serata, limitare l’uso di forno e fornelli e usare in modo corretto ventilatore o climatizzatore può fare una grande differenza.</p>
<h2>Dove controllare l’indice di calore</h2>
<p>Oggi molte<strong> app meteo</strong> e <strong>portali</strong> affidabili mostrano non solo i gradi previsti, ma anche informazioni molto più utili per la salute, come:</p>
<ul>
<li>temperatura percepita;</li>
<li>umidità;</li>
<li>allerte per ondate di calore;</li>
<li>andamento nelle diverse ore della giornata.</li>
</ul>
<p>In alternativa, è possibile calcolare in tempo reale l&#8217;indice di calore <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.meteo.unina.it/meteolab/calcolo-indici-di-calore" target="_blank" rel="noopener">sul sito dell&#8217;Unina</a> se si conosce la temperatura e l&#8217;umidità della zona in cui ci si trova.</p>
<p>Concludendo, una delle cose più sensate da fare per difendersi dal caldo è controllare l&#8217;indice di calore in estate prima di programmare qualsiasi attività all&#8217;aperto per poter capire se conviene davvero rimandarla, ridurre lo sforzo fisico o prendere le opportune precauzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli che possono tornarti utili:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-usare-fondi-caffe-giardino-orto/">Come usare i fondi di caffè in giardino e nell&#8217;orto senza commettere errori</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/alimenti-che-modificano-odore-corporeo/">Gli 8 alimenti che cambiano l&#8217;odore corporeo</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/perche-non-tener-bicchiere-acqua-sul-comodino/">Perché non conviene tenere un bicchiere d&#8217;acqua sul comodino</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Come comportarsi in caso di tromba d’aria</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 13:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[aver]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[posto]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Le trombe d’aria possono arrivare in fretta e lasciare pochissimo tempo per decidere cosa fare. Il cielo cambia all’improvviso, il vento aumenta in modo anomalo, iniziano a volare foglie, polvere, piccoli oggetti e in pochi istanti una giornata normale può diventare una situazione da affrontare con lucidità. Pertanto, sapere come comportarsi in caso di tromba&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-comportarsi-in-caso-di-tromba-daria/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-comportarsi-in-caso-di-tromba-aria/" title="Come comportarsi in caso di tromba d’aria" rel="nofollow"><img width="696" height="464" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/08/tromba-aria-768x512.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Tromba d'aria su foresta vicina all'abitato" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Le trombe d’aria possono arrivare in fretta e<strong> lasciare pochissimo tempo per decidere cosa fare</strong>.</p>
<p>Il cielo cambia all’improvviso, il vento aumenta in modo anomalo, iniziano a volare foglie, polvere, piccoli oggetti e in pochi istanti una giornata normale può diventare una situazione da affrontare con lucidità.</p>
<p>Pertanto, sapere come comportarsi in caso di tromba d’aria non è una nozione teorica, ma una forma concreta di protezione.</p>
<p>Aver ben chiaro <strong>dove andare</strong>, <strong>cosa evitare</strong> e<strong> come reagire</strong> nei primi momenti può aiutare a limitare i rischi per te, per chi vive con te e, in parte, anche per la tua casa.</p>
<h2>Perché una tromba d’aria è così pericolosa</h2>
<p>Una tromba d’aria è una colonna d’aria in rapida rotazione che nasce alla base di un temporale e tocca il suolo.</p>
<p>Può essere breve, localizzata, persino difficile da vedere con chiarezza, ma ciò non la rende meno pericolosa.</p>
<p>Anche quando dura poco o interessa un’area limitata, può provocare danni seri in pochi secondi.</p>
<p>Il punto da capire è semplice: <strong>non serve un fenomeno enorme per provocare danni seri</strong>.</p>
<p>Infatti basta una finestra colpita da un detrito, un albero che cede, una tettoia leggera che si stacca o una serie di oggetti lasciati su un balcone che diventano improvvisamente “proiettili”.</p>
<p>I rischi più frequenti sono:</p>
<ul>
<li><strong>vetri rotti e schegge</strong>;</li>
<li><strong>tegole, lamiere, rami e detriti</strong> lanciati dal vento;</li>
<li><strong>caduta di alberi, antenne o pali</strong>;</li>
<li><strong>danni a tetti, comignoli, grondaie, infissi e coperture</strong>;</li>
<li><strong>cavi elettrici a terra</strong>;</li>
<li><strong>veicoli danneggiati o spostati</strong>.</li>
</ul>
<p>Perciò, quando c’è il sospetto concreto di una tromba d’aria, non bisogna chiedersi “quanto sarà forte”, ma <strong>dove ripararsi subito</strong>.</p>
<h2>I segnali da non sottovalutare</h2>
<p>Non sempre si vede chiaramente il classico imbuto con largo anticipo, ma spesso il fenomeno è preceduto da segnali che vanno presi sul serio.</p>
<p>Vale la pena prestare attenzione se compaiono insieme:</p>
<ul>
<li><strong>cielo molto scuro</strong> o dall&#8217;aspetto minaccioso;</li>
<li><strong>raffiche improvvise e molto forti</strong>;</li>
<li><strong> un rumore continuo e cupo</strong>, simile a quello di un treno o a un forte rombo;</li>
<li><strong>polvere, foglie o piccoli oggetti</strong> che iniziano a sollevarsi e ruotare;</li>
<li><strong>grandine intensa</strong>;</li>
<li><strong>nuvole basse</strong> dall’aspetto turbolento.</li>
</ul>
<p>Quando questi segnali compaiono contemporaneamente, non perdere tempo a osservare meglio, dato che il momento giusto per mettersi al riparo è prima che il fenomeno sia chiarissimo.</p>
<h2>Se sei in casa: la priorità è scegliere il posto giusto</h2>
<p>Essere già dentro un edificio è un vantaggio, ma solo se ci si sposta subito nella zona più sicura.</p>
<h3>Vai nella zona più interna e più bassa possibile</h3>
<p>Il riparo migliore è:</p>
<ul>
<li>un <strong>seminterrato</strong> o una <strong>cantina</strong>, se raggiungibili in sicurezza e in pochi secondi;</li>
<li>in alternativa, una <strong>stanza interna al piano più basso</strong>;</li>
<li>meglio ancora se si tratta di <strong>bagno, corridoio, disimpegno o ripostiglio</strong>.</li>
</ul>
<p>Se vivi in una casa su più livelli, in genere è meglio scendere, ma, nel caso che il fenomeno sia già molto vicino, conta soprattutto <strong>ripararsi subito</strong>, senza perdere tempo.</p>
<h3>Stai lontano da finestre e vetrate</h3>
<p>È uno degli errori più istintivi: avvicinarsi alla finestra per capire cosa sta succedendo.</p>
<p><strong>Ma proprio lì il rischio aumenta di più</strong>.</p>
<p>Le finestre possono rompersi per l’impatto di oggetti trascinati dal vento o per la violenza delle raffiche.</p>
<p>Quindi è importante:</p>
<ul>
<li>non affacciarsi;</li>
<li>non restare vicino a portefinestre o verande;</li>
<li>non uscire sul balcone;</li>
<li>non fermarti in una stanza con grandi superfici vetrate.</li>
</ul>
<h3>Mettiti basso e proteggi testa e collo</h3>
<p>Una volta raggiunta la stanza più sicura, resta il più possibile in basso e proteggi le parti più esposte del corpo.</p>
<p>Se puoi:</p>
<ul>
<li>accucciati;</li>
<li>copri la testa con le braccia;</li>
<li>usa<strong> cuscini</strong>,<strong> coperte spesse</strong>, un <strong>casco</strong> o un <strong>materasso leggero</strong> come protezione aggiuntiva.</li>
</ul>
<p>Se in casa ci sono bambini, anziani o persone con difficoltà motorie, è utile aver già pensato <strong>in anticipo</strong> a dove portarli e con quale rapidità.</p>
<h3>Non sprecare tempo con ciò che non conta</h3>
<p>Quando il vento sta già aumentando e la situazione peggiora, il tempo diventa prezioso.</p>
<p>Non è il momento di:</p>
<ul>
<li>riordinare il terrazzo;</li>
<li>mettere in salvo gli ultimi oggetti;</li>
<li>fare foto o video;</li>
<li>controllare se la tromba d’aria “passerà davvero di lì”.</li>
</ul>
<p>In caso di tromba d’aria,<strong> la cosa più utile è essere già al riparo</strong>.</p>
<h2>Se vivi in appartamento: cosa cambia davvero</h2>
<p>Chi abita in un condominio spesso si sente più protetto e in parte è vero, ma non tutti i punti della casa offrono la stessa sicurezza.</p>
<p>In appartamento conviene:</p>
<ul>
<li>scegliere il <strong>punto più interno</strong> dell’abitazione;</li>
<li>evitare ambienti con grandi portefinestre;</li>
<li>allontanarsi da terrazzi e balconi;</li>
<li>non usare l’ascensore;</li>
<li>stare lontano alle facciate esterne.</li>
</ul>
<p>Se hai tempo per scendere di un piano e puoi farlo immediatamente, può essere una buona idea.</p>
<p>Se, invece, il fenomeno è già in corso, è più prudente <strong>ripararsi subito nel punto più protetto disponibile</strong>, senza spostamenti inutili.</p>
<h2> Se sei in auto: non fidarti della sensazione di protezione</h2>
<p>L’auto dà l’impressione di essere un riparo, ma durante una tromba d’aria può diventare un luogo molto esposto.</p>
<p>I vetri possono rompersi, il veicolo può essere colpito da detriti o perdere stabilità.</p>
<h3>Potendo, lascia l’auto e entra in un edificio solido</h3>
<p>Se nelle vicinanze c’è un edificio in muratura raggiungibile in pochi secondi,<strong> recarcisi subito</strong> è quasi sempre la scelta migliore.</p>
<p>Possono andare bene:</p>
<ul>
<li>un supermercato;</li>
<li>un bar o ristorante;</li>
<li>una stazione di servizio con locale chiuso;</li>
<li>un edificio pubblico;</li>
<li>una casa vicina.</li>
</ul>
<p>L’importante è che sia una <strong>struttura vera</strong>, non una copertura aperta.</p>
<h3>Non fermarti sotto cavalcavia</h3>
<p>È una delle scelte più diffuse, ma è rischiosa.</p>
<p>Sotto cavalcavia e sottopassi il vento può incanalarsi in modo pericoloso, e resti comunque esposto ai detriti.</p>
<p>Da  evitare anche:</p>
<ul>
<li>pensiline;</li>
<li>tettoie leggere;</li>
<li>gazebo;</li>
<li>alberi isolati;</li>
<li>cartelloni pubblicitari;</li>
<li>pali e linee elettriche.</li>
</ul>
<h3>Se non hai nessun riparo vicino</h3>
<p>Se non c’è un edificio raggiungibile e il fenomeno è imminente, tutto dipende dalla situazione concreta.</p>
<p>Se hai margine e la strada è libera, può essere utile allontanarti dalla traiettoria del fenomeno.</p>
<p>Se invece non hai alternative e la tromba d’aria è ormai addosso, può essere necessario <strong>abbandonare il veicolo e cercare un punto più basso del terreno</strong>, proteggendo la testa.</p>
<p>È una scelta estrema, ma in certe condizioni è meno rischiosa che restare in auto.</p>
<h2> Se sei all’aperto: il tempo è ancora più prezioso</h2>
<p>All’esterno bisogna ridurre al minimo l’esposizione e muoversi subito verso un riparo vero.</p>
<h3>Allontanati da tutto ciò che può cadere o staccarsi</h3>
<p>Non cercare riparo vicino a:</p>
<ul>
<li>alberi alti;</li>
<li>impalcature;</li>
<li>pali;</li>
<li>tralicci;</li>
<li>serre;</li>
<li>recinzioni leggere;</li>
<li>cartelloni;</li>
<li>tettoie;</li>
<li>gazebo.</li>
</ul>
<p>Sono tutti elementi che possono cedere o trasformarsi in una minaccia..</p>
<h3>Cerca un edificio, non una copertura improvvisata</h3>
<p>Una fermata dell’autobus, una pensilina o una tettoia possono sembrare protettive, ma spesso non lo sono affatto.</p>
<p>Se puoi, entra in un edificio in muratura e spostati subito in una zona interna.</p>
<p>Se proprio non c’è alcuna struttura sicura nelle vicinanze, abbassati il più possibile in una zona depressa del terreno e proteggi la testa con le braccia o con ciò che hai a disposizione.</p>
<h2>Gli errori più comuni da evitare</h2>
<p>Ci sono comportamenti che nascono dall’istinto, ma che in questi casi aumentano il pericolo.</p>
<h3>Affacciarsi per vedere meglio</h3>
<p>È naturale voler capire cosa sta succedendo, ma avvicinarsi alle finestre è una delle scelte più rischiose.</p>
<h3>Uscire per salvare oggetti</h3>
<p>Vasi, sedie, biciclette o cuscini da esterno si possono sostituire. La sicurezza personale no.</p>
<h3>Cercare riparo sotto strutture leggere</h3>
<p>Gazebo, pensiline, verande e tettoie non sono posti sicuri durante una tromba d’aria.</p>
<h3>Sottovalutare il fenomeno perché dura poco</h3>
<p>Anche una tromba d&#8217;aria di pochi secondi può provocare danni seri.</p>
<h2>Cosa fare subito dopo il passaggio della tromba d’aria</h2>
<p>Quando il vento cala, la tentazione di uscire subito è forte, ma proprio nei minuti successivi restano molti pericoli.</p>
<p>Per prima cosa controlla che tutti stiano bene (se qualcuno è ferito chiama immediatamente i soccorsi) e poi muoviti con prudenza:</p>
<ul>
<li>fai attenzione ai <strong>vetri a terra</strong>;</li>
<li>non avvicinarti a <strong>cavi elettrici caduti</strong>;</li>
<li>evita <strong>alberi inclinati</strong>,<strong> tetti danneggiati</strong>,<strong> cornicioni lesionati</strong>;</li>
<li>se senti <strong>odore di gas</strong>, non accendere luci o fiamme e allontanati.</li>
</ul>
<p>Foto e video dei danni possono essere utili, ma solo quando l’area è davvero sicura.</p>
<h2>Prepararsi prima aiuta più di quanto si pensi</h2>
<p>Non si può controllare una tromba d&#8217;aria, ma <strong>si possono evitare molte improvvisazioni</strong>.</p>
<h3>Metti in sicurezza balconi, terrazzi e giardini</h3>
<p>Quando sono previsti temporali forti, conviene ritirare o fissare:</p>
<ul>
<li>vasi;</li>
<li>tavolini e sedie da esterno;</li>
<li>giochi per bambini;</li>
<li>biciclette;</li>
<li>attrezzi da giardino;</li>
<li>ombrelloni e arredi leggeri.</li>
</ul>
<p>Molti danni iniziano proprio da oggetti lasciati liberi.</p>
<h3>Sapere prima dove andare</h3>
<p>Ogni famiglia dovrebbe <strong>aver chiaro</strong>:</p>
<ul>
<li>qual&#8217; è la stanza più sicura della casa;</li>
<li>come raggiungerla in fretta;</li>
<li>cosa portare con sé solo se c’è tempo, come torcia o farmaci essenziali .</li>
</ul>
<h3>Cura la manutenzione della casa</h3>
<p>Nel tempo possono fare la differenza:</p>
<ul>
<li>controllo di <strong>tetto e grondaie</strong>;</li>
<li>verifica dello stato di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/scegliere-infissi-serramenti-consigli-utili-non-sbagliare/">infissi</a> e persiane;</li>
<li>controllo della stabilità di <strong>antenne e strutture leggere</strong>;</li>
<li>potatura di alberi vicini all’abitazione;</li>
<li>verifica della polizza casa per eventi atmosferici.</li>
</ul>
<h2>Cosa conta sul serio</h2>
<p>Una tromba d’aria lascia poco spazio alle esitazioni e, in quei momenti, ogni secondo speso a osservare, verificare o recuperare qualcosa può trasformarsi in un rischio inutile.</p>
<p><strong>Le scelte più sicure sono anche le più semplici</strong>: cercare subito un riparo interno, stare lontani dai vetri, proteggersi dai detriti e pensare innanzitutto alle persone.</p>
<p>Prepararsi prima, in questi casi, non è eccesso di prudenza: è buon senso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se proteggere te e i tuoi familiari ti sta a cuore, leggi anche:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-proteggere-gli-occhi-da-eclissi-solare/">Come osservare un&#8217;eclissi solare senza danneggiare la retina</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-lavare-tenere-puliti-tappeti-gioco-bambini/">Come mantenere igienici i tappeti gioco dei bambini con i prodotti naturali più efficaci e sicuri</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/farsi-leccare-dal-cane-senza-rischi-salute/">Come evitare rischi per la salute derivanti dalle leccate del cane</a></li>
</ul>
<p>Credito foto in evidenza: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/10261531@N05/2217683824/in/gallery-192382321@N03-72157723379716397/" target="_blank" rel="nofollow noopener">planegeezer per Flickr.com</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il lievito della nonna senza bilancia: la guida empirica</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lievito della nonna senza bilancia: come le famiglie di un tempo gestivano la pasta acida e i fermenti naturali a sensazione La fragranza e l&#8217;alveolatura perfetta del pane fatto in casa con i metodi di una volta. Indice Introduzione: la magia silenziosa della pasta acida nelle case di una volta Storia, scienza e geografia&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-lievito-della-nonna-senza-bilancia-la-guida-empirica/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il lievito della nonna senza bilancia: come le famiglie di un tempo gestivano la pasta acida e i fermenti naturali a sensazione</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiienKmxN6ff758_xHX8NjLvNvSmzhlF2vfOCN5PNLMCVzvFy97GFNWQfOFp_x20FCwhNsasRZxnxosUnJKYOTYaUynFabAAzquQJZ9i2M19p4A3oLJdK8934tFB6b3cHpULcgYt0PcaG0g0zwBve9wCWAY37N4WEQbNsQiG1aWcI0BNk8n06woYA/s1024/1000141192.webp"><img alt="Pagnotta di pane casereccio tagliata a fette su un tagliere di legno con barattolo di miele" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiienKmxN6ff758_xHX8NjLvNvSmzhlF2vfOCN5PNLMCVzvFy97GFNWQfOFp_x20FCwhNsasRZxnxosUnJKYOTYaUynFabAAzquQJZ9i2M19p4A3oLJdK8934tFB6b3cHpULcgYt0PcaG0g0zwBve9wCWAY37N4WEQbNsQiG1aWcI0BNk8n06woYA/w640-h480/1000141192.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La fragranza e l&#8217;alveolatura perfetta del pane fatto in casa con i metodi di una volta.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2></h2>
<h2>Indice</h2>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#introduzione-lievito-antico">Introduzione: la magia silenziosa della pasta acida nelle case di una volta</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#storia-scienza-fermentazione">Storia, scienza e geografia della fermentazione domestica: quando il pane era un bene sacro</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#mappatura-tradizioni">Mappa delle tradizioni: i lieviti di famiglia in Italia e nel mondo</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#nord-centro-sud">Italia: dai lieviti da mosto delle valli alpine alla pasta acida dei forni di paese</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#lieviti-dal-mondo">Dal mondo: i fermenti ancestrali tra Europa dell&#8217;Est, Medio Oriente e Americhe</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#gestione-empirica">La gestione empirica: come accudire il lievito a tatto, olfatto e calore</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#aneddoti-segreti">Aneddoti, misteri e superstizioni intorno alla &#8220;madre&#8221; di casa</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#metodo-pratico">La guida pratica: come rigenerare e usare un pezzetto di lievito di famiglia senza bilancia</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#errori-critici">Errori critici nella gestione empirica e come risolverli</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#domande-frequenti">Domande frequenti (FAQ)</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#due-chiacchiere">Due chiacchiere tra noi</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#ricettario">Dal mio ricettario: altre idee per te</a></li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Introduzione: la magia silenziosa della pasta acida nelle case di una volta</h2>
<p>Oggi la panificazione casalinga viene spesso percepita come una scienza esatta, fatta di calcoli idrometrici complessi, tabelle di rinfresco al grammo e termometri digitali millimetrici, ma chi ha la fortuna di ricordare i racconti dei nonni sa che, un tempo, il pane si faceva senza bilancia, senza orologi elettronici e senza tabelle.</p>
<p><strong>Il lievito di famiglia — la celebre &#8220;pasta acida&#8221; o &#8220;criscito&#8221; — era un essere vivente accudito con il tatto, guidato dall&#8217;istinto e governato dal calore naturale della casa.</strong></p>
<p>Non c&#8217;erano formule chimiche da laboratorio, ma un dialogo intimo e quotidiano tra le mani delle donne di casa e la farina.</p>
<p>Scoprire questo mondo significa riscoprire una libertà primordiale, dove l&#8217;errore non era un fallimento ma una lezione di cucina tramandata di generazione in generazione.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgcbVAaKBv4LTLWOX3V1dKJ8UzrEgMErjmXNoxHuTInt8D89phxQXVB93FMgRKJr1zLz9TD3EeFKB7punPSEXPrl0yYOrIS2KY0n1z0fdcRaISUE6PVItRSLAb29OG1ogWmbtoLi8rdNVKxtN5kfyUOIHfE7nMHRCRjz7dG09P7Ks00dlr9JaLj9w/s1024/1000141195.webp"><img alt="Ciotola di terracotta rustica con impasto lievitato e cucchiaio di legno su tavolo in legno" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgcbVAaKBv4LTLWOX3V1dKJ8UzrEgMErjmXNoxHuTInt8D89phxQXVB93FMgRKJr1zLz9TD3EeFKB7punPSEXPrl0yYOrIS2KY0n1z0fdcRaISUE6PVItRSLAb29OG1ogWmbtoLi8rdNVKxtN5kfyUOIHfE7nMHRCRjz7dG09P7Ks00dlr9JaLj9w/w640-h480/1000141195.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La preparazione della pasta acida nelle vecchie ciotole di terracotta della tradizione contadina.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2></h2>
<h2>Storia, scienza e geografia della fermentazione domestica: quando il pane era un bene sacro</h2>
<p>La storia della fermentazione spontanea coincide con la storia stessa della civiltà agricola.</p>
<p>Dalle comunità neolitiche fino alle case di campagna del secolo scorso, il lievito non si comprava: si custodiva gelosamente come il bene più prezioso della dispensa.</p>
<p><strong>La scienza della pasta acida si basa su una straordinaria simbiosi naturale tra lieviti selvatici (saccaromiceti) e batteri lattici, che convivono in perfetto equilibrio nutrendosi degli zuccheri della farina.</strong></p>
<p>Nelle vecchie famiglie rurali, la madia di legno in cui si impastava diventava il cuore pulsante della casa.</p>
<p>La gestione di questo ecosistema invisibile non richiedeva strumenti di misura perché ogni massaia sapeva &#8220;ascoltare&#8221; il respiro dell&#8217;impasto, riconoscendo il momento esatto in cui i microrganismi avevano completato il loro lavoro di fermentazione e trasformazione.</p>
<h2></h2>
<h2>Mappa delle tradizioni: i lieviti di famiglia in Italia e nel mondo</h2>
<p>La cultura dei lieviti naturali di famiglia possiede una geografia ricca e variegata, <b>profondamente legata alle risorse del territorio, ai microclimi locali e alle abitudini delle diverse culture agricole</b>, sia lungo la penisola italiana che nel resto del globo.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpRNLkzpZY2zec6uv234719DO3vwIOIJs1x-lFV5-4OPb_ubW0xf6_llyF8UpTm_G5gw30WrY1MyaQjds6e58eeLaIxogOs6cZRPkt15gg-2UKBjDr_cqb3W6PHB0Im6tT0jQJt2_L3489oB_olDmsWCMKYUvE5xujXT1tgPx_YiKgrB6697OQAA/s1024/1000141193.webp"><img alt="Impasto coperto da un canovaccio di lino all'interno di una vecchia madia di legno" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpRNLkzpZY2zec6uv234719DO3vwIOIJs1x-lFV5-4OPb_ubW0xf6_llyF8UpTm_G5gw30WrY1MyaQjds6e58eeLaIxogOs6cZRPkt15gg-2UKBjDr_cqb3W6PHB0Im6tT0jQJt2_L3489oB_olDmsWCMKYUvE5xujXT1tgPx_YiKgrB6697OQAA/w640-h480/1000141193.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il riposo dell&#8217;impasto protetto dal canovaccio nella madia di legno delle nonne.</p>
<p></i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Italia: dai lieviti da mosto delle valli alpine alla pasta acida dei forni di paese</h2>
<p>In Italia, ogni regione ha declinato l&#8217;arte del lievito madre in base al grano disponibile e al clima.</p>
<ul>
<li><strong>Il lievito d&#8217;uva e mosto nelle valli alpine (Nord):</strong>&nbsp;nei periodi di vendemmia, le famiglie contadine del Nord sfruttavano la straordinaria carica zuccherina e microbica del mosto d&#8217;uva fresca mescolato a crusca o farina per dare vita a un fermento potente, ideale per i pani scuri di segale e montagna.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il &#8220;criscito&#8221; o pasta acida solida del Centro-Sud:</strong>&nbsp;custodito gelosamente nelle case contadine tra Toscana, Lazio, Campania e Sicilia, un pezzetto di impasto vecchio veniva conservato sotto la farina o legato in un telo di lino, pronto per essere sciolto nell&#8217;acqua tiepida della madia prima di ogni infornata settimanale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I lieviti di frutta nei monasteri e nelle case patrizie:</strong>&nbsp;quando la pasta madre principale si indeboliva a causa del freddo invernale, era comune rigenerarla sfruttando l&#8217;acqua di macerazione di fichi secchi o mele cotogne, ricche di zuccheri e lieviti selvatici naturali.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Dal mondo: i fermenti ancestrali tra Europa dell&#8217;Est, Medio Oriente e Americhe</h2>
<p>La gestione empirica dei lieviti attraversa i confini nazionali, trovando riscontri affascinanti in tradizioni globali antichissime.</p>
<ul>
<li><strong>Il lievito di segale dei paesi baltici e slavi (Zakваска):</strong>&nbsp;nell&#8217;Europa dell&#8217;Est, le famiglie tramandavano ceppi di pasta acida a base di farina di segale scura, gestiti in ambienti caldi vicino alle stufe in muratura (la &#8220;pechka&#8221;), capaci di durare interi secoli di generazione in generazione.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il lievito di yogurt e kefir nel Caucaso e Medio Oriente:</strong>&nbsp;molte culture nomadi e rurali integravano la fermentazione del pane usando siero di latte o residui di yogurt acido, sfruttando la spinta sinergica dei batteri lattici per ottenere pani piatti soffici e durevoli.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I fermenti di mais e frutta nelle comunità rurali delle Americhe:</strong>&nbsp;i coloni e le popolazioni locali usavano spesso infusi di mais fermentato o acqua di patate bollite con zucchero per attivare pani rustici senza ricorrere ai lieviti industriali in polvere.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>La gestione empirica: come accudire il lievito a tatto, olfatto e calore</h2>
<p>Senza l&#8217;ausilio di termometri o bilance digitali, le nonne si affidavano a tre grandi sensi per governare il lievito di famiglia.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjirdfDumKg1m5ZDefGR5F5-oL7vRjThhLj3qaBqVUH1fJBEFYfywa2K3By2WKPLtMTPkaDViK-LmE4QOiH9JozwiRuHLOdn7yyuZ_y9O3oj-1BRZgj7LlkmuTuGIGJXyKwpm9YkiJP2gaWYZ9WltazGInPQz1rz7oQ-EkuqLhyphenhyphend7AVNi1nBch6aA/s1024/1000141194.webp"><img alt="Mani che lavorano l'impasto rustico su una spianatoia di legno con ciotole in ceramica" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjirdfDumKg1m5ZDefGR5F5-oL7vRjThhLj3qaBqVUH1fJBEFYfywa2K3By2WKPLtMTPkaDViK-LmE4QOiH9JozwiRuHLOdn7yyuZ_y9O3oj-1BRZgj7LlkmuTuGIGJXyKwpm9YkiJP2gaWYZ9WltazGInPQz1rz7oQ-EkuqLhyphenhyphend7AVNi1nBch6aA/w640-h480/1000141194.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>L&#8217;arte di ascoltare la consistenza dell&#8217;impasto con l&#8217;esperienza delle mani.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<ul>
<li><strong>Il termometro a pelle (Il calore della casa):</strong>&nbsp;non esistevano celle di lievitazione. D&#8217;inverno la ciotola trovava posto vicino alla stufa economica o avvolta in vecchie coperte di lana e d&#8217;estate riposava negli angoli più freschi della dispensa. Si valutava il calore semplicemente toccando la ciotola: doveva essere &#8220;tiepida come un abbraccio&#8221;, mai calda per non uccidere i batteri.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il test dell&#8217;olfatto (il profumo della terra e della mela):</strong>&nbsp;un buon lievito di famiglia non doveva mai puzzare di aceto pungente o di solvente. L&#8217;odore corretto era quello della mela renetta acerba, dello yogurt fresco o di un leggero sottobosco lievitato. Se l&#8217;odore diventava troppo forte, le nonne sapevano che il lievito &#8220;aveva fame&#8221; e andava nutrito subito.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il test del tatto e della consistenza elastica:</strong>&nbsp;per capire se l&#8217;impasto era pronto per essere lavorato, si affondava un dito: se il segno tornava indietro lentamente e la pasta mostrava un cuore spugnoso, soffice e filante alcolico, significava che la fermentazione era al culmine perfetto.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Aneddoti, misteri e superstizioni intorno alla &#8220;madre&#8221; di casa</h2>
<p>Intorno alla pasta acida giravano storie e rituali intrisi di profonda sacralità contadina.</p>
<p>Nelle campagne del Sud Italia, si diceva che il lievito <b>appartenesse all&#8217;anima della casa</b> e che non dovesse mai essere regalato a cuor leggero a una vicina estranea, per non &#8220;cedere la fortuna del pane&#8221;.</p>
<p>Prima di iniziare a impastare, era consuetudine fare una piccola croce con la costa del coltello sulla superficie della pasta madre, <b>un gesto di buon auspicio per invocare una buona lievitazione</b>.</p>
<p dir="ltr">Si credeva inoltre che il lievito <b>risentisse dell&#8217;umore di chi lo lavorava</b>: un impasto fatto con fretta o nervosismo — dicevano le nonne — non sarebbe mai cresciuto bene nel forno a legna.</p>
<p dir="ltr">Tra le credenze e le antiche superstizioni rurali, vigeva inoltre <b>il rigido divieto per le donne durante il periodo del ciclo mestruale</b> di avvicinarsi alla madia o di toccare la pasta madre, poiché si riteneva che la loro &#8220;impurità&#8221; o il particolare stato fisico potessero compromettere irrimediabilmente la fermentazione, facendo &#8220;morire&#8221; o acidificare il lievito.</p>
<p></p>
<h2>La guida pratica: come rigenerare e usare un pezzetto di lievito di famiglia senza bilancia</h2>
<p>Per toccare con mano questa tradizione e liberarsi dalla schiavitù dei grammi, ecco il metodo antico e empirico per rinfrescare e usare la pasta acida a casa.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2PKbBlQsRzPtIn3iRwiFny1mX5rndRkGs528bcRn3iFiDGMussJ06WJ50PY2YOdktKePafm8dXfwEjmJYqsxAsjEty9aN1S5ECfi3OIzq-Z6amAgrxnQ2FA5VnmThY3PqbSt0peZuQI5SRKJQvwqLlo0-Yqq-YGGR1ZUAS-VXAGYiYDxl7pBR4w/s1024/1000141196.webp"><img alt="Impasto lievitato in ciotola di terracotta con la tradizionale incisione a croce in superficie" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2PKbBlQsRzPtIn3iRwiFny1mX5rndRkGs528bcRn3iFiDGMussJ06WJ50PY2YOdktKePafm8dXfwEjmJYqsxAsjEty9aN1S5ECfi3OIzq-Z6amAgrxnQ2FA5VnmThY3PqbSt0peZuQI5SRKJQvwqLlo0-Yqq-YGGR1ZUAS-VXAGYiYDxl7pBR4w/w640-h480/1000141196.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il tradizionale segno della croce inciso sulla pasta prima della fase di lievitazione.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<ul>
<li><strong>Il prelievo a occhio:</strong>&nbsp;prendi un pezzetto di pasta acida grande circa quanto un mandarino dal tuo barattolo di conservazione. Lascialo riposare a temperatura ambiente per mezz&#8217;ora affinché si risvegli dal torpore del fresco.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;aggiunta della farina &#8220;a pioggia&#8221;:</strong>&nbsp;metti il pezzetto in una ciotola di coccio o terracotta, aggiungi un goccio d&#8217;acqua di fonte tiepida (non calda!) e inizia a unire farina comune o semola a manciate, lavorando con le dita. Non serve pesare: aggiungi farina finché l&#8217;impasto si stacca dalle pareti della ciotola e diventa sodo ma cedevole sotto le dita, proprio come un lobo d&#8217;orecchio.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La prova della croce e il riposo:</strong>&nbsp;incidi una croce sopra la pagnotta, copri la ciotola con un panno di lino pulito e un maglione di lana vecchio. Posiziona la ciotola in un punto mite della cucina e dimenticatene finché non vedrai la pasta raddoppiata di volume e percorsa da piccole crepe in superficie.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>Errori critici nella gestione empirica e come risolverli</h2>
<p>Anche affidandosi all&#8217;istinto, possono capitare piccoli imprevisti legati alla natura viva dei fermenti.</p>
<ul>
<li><strong>La formazione di un liquido scuro in superficie (l&#8217;acqua di super-acidità):</strong> se sul fondo o sopra il lievito compare un liquido ambrato, significa che è rimasto troppo a lungo senza cibo. Niente paura: basta scartare la parte liquida in superficie, prelevare il cuore interno chiaro e compatto e fare un rinfresco generoso con acqua e farina fresca.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;impasto che non lievita perché fa troppo freddo:</strong> se la casa è gelida e i lieviti sembrano bloccati, non usare mai fonti di calore artificiali forti come il forno caldo. Le nonne mettevano la ciotola vicino a una borsa dell&#8217;acqua calda tiepida o sopra una coperta di lana vicino al termosifone spento ma tiepido.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;odore troppo forte e pungente di aceto:</strong> indica che i batteri lattici hanno preso il sopravvento sui lieviti. Per correggere il tiro, basterà fare un rinfresco più abbondante del solito, usando una quantità maggiore di farina rispetto al pezzetto di madre utilizzato.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>Domande frequenti (FAQ)</h2>
<ul>
<li><strong>Devo per forza usare la bilancia digitale per rinfrescare il lievito?</strong> No, la gestione tradizionale si basava sul rapporto visivo e tattile: una parte di lievito, acqua quanto basta per scioglierlo e farina a manciate fino a ottenere la giusta consistenza soda.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Come facevano le nonne a conservare il lievito d&#8217;estate senza frigorifero?</strong> Lo tenevano nella parte più fresca della dispensa, rinfrescandolo più spesso (anche ogni due giorni) per evitare che il caldo eccessivo lo facesse inacidire troppo rapidamente.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Posso usare il lievito di famiglia per fare i dolci oltre al pane?</strong> Certamente! Storicamente veniva usato anche per i lievitati dolci delle feste (come focacce e ciambelle), spesso smorzando l&#8217;acidità con un cucchiaio di miele o latte nell&#8217;impasto finale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Cosa faccio se il mio lievito fa la muffa in superficie?</strong> Se la muffa ha intaccato il lievito, purtroppo non è sicuro recuperarlo. In passato si buttava via tutto e ci si faceva prestare un pezzetto di &#8220;criscito&#8221; da una vicina di casa fidata.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;acqua del rubinetto va bene per il lievito empirico?</strong> Se l&#8217;acqua del rubinetto ha molto cloro, è preferibile lasciarla riposare in una brocca per un paio d&#8217;ore o usare acqua minerale naturale a temperatura ambiente per non disturbare i microrganismi.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Quanto tempo ci mette a lievitare un pane fatto a sensazione?</strong> Dipende interamente dal calore della stanza e dalla forza del lievito: può variare dalle 4 alle 8 ore. Si guarda la struttura dell&#8217;impasto anziché guardare l&#8217;orologio.</li>
</ul>
<div></div>
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<tbody>
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<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhjCtxkIgbFbdwM_W4Q4dXLFQHv8vA_PYqvO575KA7Xwmkac2YGY5e3i5cHKwwquts-c5wL6hbT-VFkE8Kz-w1QpZQFWdZWJdZjoam4AP9jnrE90vbqIsK9v0KhD2J0tZqexgs_WCTdr0xcYpMVh-nEL5FKvLEUsr2Xz2dNOMH6N59kEIPuPw-Nkg/s1024/1000141233.png"><img alt="Pagnotta rustica di pane casereccio appena sfornata" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhjCtxkIgbFbdwM_W4Q4dXLFQHv8vA_PYqvO575KA7Xwmkac2YGY5e3i5cHKwwquts-c5wL6hbT-VFkE8Kz-w1QpZQFWdZWJdZjoam4AP9jnrE90vbqIsK9v0KhD2J0tZqexgs_WCTdr0xcYpMVh-nEL5FKvLEUsr2Xz2dNOMH6N59kEIPuPw-Nkg/w640-h480/1000141233.png" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il profumo e la croccantezza del una pane fatto in casa, per riscoprire il gusto autentico della tradizione.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
<div>
<h2>Il consiglio della nonna</h2>
<p>Quando lavori il lievito a mano, impara a non avere fretta, osserva come cambia la consistenza sotto i palmi e <b>fidati del tuo istinto</b>: la panificazione tradizionale è un atto d&#8217;amore e di ascolto che non ha bisogno di regole rigide per riuscire alla perfezione.</p>
</div>
<h2></h2>
<h2>Due chiacchiere tra noi</h2>
<p>Conoscevi i vecchi metodi empirici con cui le nostre nonne gestivano la pasta acida senza bilancia o hai mai sentito raccontare storie di famiglia legate alla cura della pasta madre? <strong>Lascia un commento qui sotto</strong> e raccontami la tua esperienza o i ricordi della tua cucina!</p>
<h2></h2>
<h2>Dal mio ricettario: altre idee per te</h2>
<p>Ti è piaciuto questo viaggio nella panificazione ancestrale e nei segreti della cucina di una volta? Continua a esplorare il blog per scoprire altri contenuti unici.</p>
<ul>
<li>Visita la sezione sulla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2026/07/cucina-della-memoria-tradizioni-e.html"><strong>cucina della memoria e tradizioni</strong></a> per riscoprire le radici dei sapori di una volta.</li>
</ul>
<ul>
<li>Approfondisci le tecniche classiche leggendo la guida su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2012/04/rinfresco-della-pasta-madre.html"><strong>come fare il rinfresco della pasta madre</strong></a>.</li>
</ul>
<ul>
<li>Scopri idee creative e antispreco nella guida dedicata all&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2026/06/esubero-pasta-madre-guida-idee-solidali.html"><strong>esubero di pasta madre e idee solidali</strong></a>.</li>
</ul>
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		</item>
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		<title>Perché spegnere il ventilatore se fa troppo caldo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
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		<category><![CDATA[funzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando arriva la calura estiva, il ventilatore è spesso il primo rimedio a cui si pensa, in quanto costa poco, consuma meno del condizionatore e dà subito una sensazione di sollievo. Tuttavia, c’è un dettaglio importante che molte persone sottovalutano: se il caldo è torrido, il ventilatore non sempre rinfresca. Anzi, nelle giornate più roventi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/perche-spegnere-il-ventilatore-se-fa-troppo-caldo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/perche-spegnere-ventilatore-se-fa-troppo-caldo/" title="Perché spegnere il ventilatore se fa troppo caldo" rel="nofollow"><img width="696" height="464" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/06/giovane-arresta-ventilatore-768x512.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Giovane accaldato spegne il ventilatore in salotto" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Quando arriva la calura estiva, il ventilatore è spesso il primo rimedio a cui si pensa, in quanto costa poco, consuma meno del condizionatore e dà subito una sensazione di sollievo.</p>
<p>Tuttavia, c’è un dettaglio importante che molte persone sottovalutano: se il caldo è torrido, il ventilatore non sempre rinfresca.</p>
<p>Anzi, nelle giornate più roventi può diventare inutile, dato che <strong>non abbassa la temperatura della stanza</strong>, ma si limita a spostare l’aria.</p>
<p>Se quell’aria è già “bollente”, il beneficio può ridursi fino ad annullarsi e, quindi, capire i motivi per cui è bene spegnere il ventilatore se fa troppo caldo è fondamentale per evitare disidratazione, stanchezza e quella falsa sensazione di benessere che porta a sottovalutare lo stress da calore.</p>
<h2>Il ventilatore rinfresca davvero?</h2>
<p>Dipende da cosa si intende per “rinfrescare”.</p>
<p>Pur non raffreddando gli ambienti al contrario del condizionatore, il ventilatore in funzione muove l’aria sulla pelle e favorisce l’evaporazione del sudore ed è proprio questo meccanismo a dare sollievo.</p>
<p>Infatti, quando il sudore evapora (lasciando spesso i <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/smacchiatore-per-gli-aloni-di-sudore/">tipici aloni giallastri sui vestiti</a>), il corpo disperde calore con maggior facilità e, perciò, il ventilatore può essere di grande aiuto nelle giornate calde <strong>ma ancora gestibili</strong>.</p>
<p>Il problema nasce quando la stanza è già surriscaldata: qualora l’aria fosse troppo calda, il piccolo elettrodomestico continuerebbe a spostarla, ma non ridurrebbe il calore accumulato nell’ambiente.</p>
<h2>Perché conviene spegnere il ventilatore se fa troppo caldo</h2>
<p>La ragione principale è che oltre una certa soglia di temperatura il ventilatore non basta più.</p>
<p>Può continuare a far evaporare il sudore, ma questo non significa che il corpo stia davvero recuperando una temperatura più tollerabile.</p>
<p>In pratica, può succedere questo:</p>
<ul>
<li>si sente aria addosso;</li>
<li>si ha una sensazione iniziale di sollievo;</li>
<li>si continua, però, a perdere liquidi;</li>
<li>la stanza resta calda e pesante.</li>
</ul>
<p>In tale situazione, il ventilatore <strong>può diventare ingannevole</strong>, poiché fa percepire un po’ di comfort, ma non rimuove sul serio il calore dall’ambiente.</p>
<p>Se ci si affida solo alla sua azione durante un’ondata di calore, il rischio è restare troppo a lungo in una<strong> condizione poco sicura</strong>, soprattutto per le persone più fragili, come bambini piccoli, anziani e donne in gravidanza.</p>
<h2> Quando il ventilatore diventa inutile</h2>
<p>Non serve fissarsi su un numero preciso di gradi, perché contano anche umidità, esposizione della casa, indice di calore e condizioni fisiche personali.</p>
<p>Ci sono, però, della <strong>situazioni molto concrete</strong> in cui il ventilatore perde efficacia.</p>
<h3>Stanza molto calda</h3>
<p>Se la camera è esposta al sole per ore, se i muri hanno accumulato calore o se l’afa interna è soffocante, il ventilatore sposta semplicemente aria calda.</p>
<h3>Sudorazione abbondante e poca idratazione</h3>
<p>Quando il ventilatore accelera l’evaporazione del sudore, si possono perdere liquidi più rapidamente senza accorgersene subito.</p>
<h3>Uso prolungato nelle ore peggiori</h3>
<p>Tenere acceso il ventilatore nel primo pomeriggio in una casa già rovente serve molto meno di quanto si creda ed è uno spreco di energia.</p>
<h3>Caldo notturno persistente</h3>
<p>Se la stanza è rimasta bollente fino a sera, dormire con il ventilatore acceso aiuta ben poco il riposo notturno e, inoltre, può causare fastidi come <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/torcicollo-come-combattere-dolore-e-guarire-in-fretta/">torcicollo</a>, secchezza cutanea o tensione muscolare.</p>
<h2>Come capire se il ventilatore non sta aiutando</h2>
<p>Ci sono segnali semplici che vale la pena ascoltare.</p>
<p>È assai probabile che il ventilatore acceso non sia più la soluzione giusta (o, comunque, l&#8217;unica) se:</p>
<ul>
<li><strong>continui a sudare tanto</strong>;</li>
<li><strong>senti la pelle molto calda</strong>;</li>
<li><strong>hai sete continua</strong>;</li>
<li><strong>ti senti stanco, irritabile o confuso</strong>;</li>
<li><strong>la stanza resta opprimente</strong>.</li>
</ul>
<p>In questo caso non serve a niente aumentare la velocità, ma bisogna intervenire sul calore reale della stanza e sul benessere del corpo.</p>
<h2>Cosa fare se il ventilatore non basta</h2>
<p>Quando fa davvero troppo caldo, occorre ricorrere a rimedi più efficaci e più completi.</p>
<h3>Proteggere la casa dal sole</h3>
<p>Chiudere tapparelle, persiane e tende nelle ore centrali fa una differenza enorme, soprattutto nelle stanze esposte.</p>
<h3>Rinfrescare il corpo</h3>
<p>Una <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-fare-la-doccia-in-estate/">doccia tiepida</a>, un panno bagnato con acqua fredda su nuca e polsi e vestiti leggeri e traspiranti aiutano più di quanto si pensi.</p>
<h3>Bere spesso</h3>
<p>Acqua, frutta ricca di liquidi e pasti leggeri sono essenziali per compensare la disidratazione dovuta al caldo.</p>
<h3>Ridurre le fonti di calore interne</h3>
<p>Forno, fornelli e alcuni elettrodomestici in funzione aumentano la temperatura in casa proprio quando sarebbe meglio evitarlo.</p>
<h3>Usare il condizionatore se è possibile</h3>
<p>Nelle ondate di calore maggiormente intense, <strong>il condizionatore è la soluzione più efficace</strong>, perché abbassa realmente la temperatura dell’aria.</p>
<p>In sintesi, spegnere il ventilatore quando fa troppo caldo è importante perché aiuta a evitare un errore molto comune: confondere la sensazione di aria sulla pelle con un reale raffreddamento del corpo e della casa.</p>
<p>Il ventilatore può essere un ottimo alleato in estate, ma non fa miracoli e il vero obiettivo non è “sentire un po’ d’aria”, bensì stare meglio e proteggersi dal caldo in modo concreto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli sugli elettrodomestici:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/perche-lavatrice-non-rispetta-tempi-lavaggio/">Perché la lavatrice allunga i tempi di lavaggio</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/cosa-fare-se-aspirapolvere-puzza/">Perché l&#8217;aspirapolvere puzza e come risolvere il problema</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-pulire-forno-velocemente-facilmente-con-prodotti-piu-efficaci/">Come e con che cosa pulire il forno efficacemente</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>茉莉花 – Matsurika di Tokyo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sushiando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[posto]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tokyo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stata da Matsurika e la sensazione è stata subito chiara: è uno di quei posti in cui verrebbe naturale tornare per provare tutto il resto del menù. Siamo nel centro di Torino, ma appena entrati sembra quasi di fare un salto altrove. Il locale è piccolo, con pochi posti a sedere e un’impostazione molto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/%e8%8c%89%e8%8e%89%e8%8a%b1-matsurika-di-tokyo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stata da Matsurika e la sensazione è stata subito chiara: è uno di quei posti in cui verrebbe naturale tornare per provare tutto il resto del menù.</p>
<p>Siamo nel centro di Torino, ma appena entrati sembra quasi di fare un salto altrove. Il locale è piccolo, con pochi posti a sedere e un’impostazione molto spartana, ma proprio per questo estremamente autentica. Ci sono sgabelli, qualche posto per appoggiarsi e mangiare: è uno di quei posti pensati più per consumare e andare, senza troppi giri.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sushiando.it/ristoranti-giapponesi-alla-carta/torino/%E8%8C%89%E8%8E%89%E8%8A%B1-matsurika-di-tokyo/">茉莉花 &#8211; Matsurika di Tokyo</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sushiando.it">Sushiando</a>.</p>
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		<title>Crema Sorbetto Vitamina C di Garnier</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 10:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna cascino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Crema Sorbetto]]></category>
		<category><![CDATA[effetto]]></category>
		<category><![CDATA[Garnier Texture]]></category>
		<category><![CDATA[profumo]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Care amiche, ben ritrovate, con un nuovo prodotto, provato e d approvato! Sto parlando di&#160;Crema Sorbetto di Garnier&#160;una vera rivoluzione in casa Garnier ! Texture ultra leggera, 48 ore di idratazione, anti macchia. Non unge e non appiccica, anzi per 8 ore mantiene un effetto anti lucidità. Grazie alla Vitamina C illumina la pelle ed&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/crema-sorbetto-vitamina-c-di-garnier/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b><span>Care amiche, ben ritrovate, con un nuovo prodotto, provato e d approvato!</span></b></p>
<p><b><span>Sto parlando di&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.garnier.it/vitamina-c/crema-viso-sorbetto-antimacchie-vitamina-c?utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=gar_goog_ao_skfc_franchise_bran_se" rel="nofollow" target="_blank">Crema Sorbetto di Garnier</a>&nbsp;una vera rivoluzione in casa Garnier !</span></b></p>
<p><b><span><br /></span></b></p>
<p><b></b></p>
<div><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhl8CL9gt2kTMEj6eqfvOPeFaAkkAYSKACuSlpVme5ZgOcqUOg0He2yuQvem-26rEEFB_vLDbSjPglDHD4MfOKZIaIa_8KkMg8ARISReZIeorpwbCbTAWix2BW5N6n_TWyGDrIx7pCjN024yLfZbt5BbKncoCAWJign49daCIsUVOGrbQrD6yN5AEgTrnM0/s1080/d4b6b49d-9897-440c-9a36-86a4e8d2286a.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhl8CL9gt2kTMEj6eqfvOPeFaAkkAYSKACuSlpVme5ZgOcqUOg0He2yuQvem-26rEEFB_vLDbSjPglDHD4MfOKZIaIa_8KkMg8ARISReZIeorpwbCbTAWix2BW5N6n_TWyGDrIx7pCjN024yLfZbt5BbKncoCAWJign49daCIsUVOGrbQrD6yN5AEgTrnM0/w400-h400/d4b6b49d-9897-440c-9a36-86a4e8d2286a.jpg" width="400" /></a></b></div>
<p><b><br /><span>Texture ultra leggera, 48 ore di idratazione, anti macchia.</span></b>
</p>
<p><b><span><br /></span></b></p>
<p><b></b></p>
<div><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgq02yUa-4rD7gdbecDp_49OW5paUEVMzSuuKiIREryx_kqFTYXsCwTC7874_tDe9sO2Dskf4vct2lsESgSQyOgtILtLq6CZUZob9kOkQ97z-iEJ__MLtvlef01mMVKdiFan8fxVV5Z5hF2MKDVA_KmppM9oUM3xsEqRLwgNoVW9_OAJ7z5YPzgKQXNCtcg/s2048/a7de9273-945a-453a-a015-e6285a4e8f3a.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgq02yUa-4rD7gdbecDp_49OW5paUEVMzSuuKiIREryx_kqFTYXsCwTC7874_tDe9sO2Dskf4vct2lsESgSQyOgtILtLq6CZUZob9kOkQ97z-iEJ__MLtvlef01mMVKdiFan8fxVV5Z5hF2MKDVA_KmppM9oUM3xsEqRLwgNoVW9_OAJ7z5YPzgKQXNCtcg/w300-h400/a7de9273-945a-453a-a015-e6285a4e8f3a.jpg" width="300" /></a></b></div>
<p><b><br /><span><br /></span></b>
</p>
<p><b><span>Non unge e non appiccica, anzi per 8 ore mantiene un effetto anti lucidità. Grazie alla Vitamina C illumina la pelle ed è antiossidante, mentre la niacinamide lenisce ed uniforma l&#8217; incarnato.&nbsp;</span></b></p>
<p><b><span><br /></span></b></p>
<p><b><span><br /></span></b></p>
<p><b><span></span></b></p>
<div><b><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPpYucYc6BL3QCaiv88fcM0i8ietIjZr-wJEzKwkL5uvAw53N0nmxUpoNsBn-25DkPlAeMTKdRXintGTdMJ7KeFOyZCAhty-sqJCNkWxXt3zMXjjCCx5sBOBBVeDxEumu3m9B1FifK8WY1SY20jz_DrBckhbr0WMqDFFOnrmzM1u8YbXPeXk_sMs599kQH/s2048/28fb222e-5df7-4b3f-b97f-78296517837d.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPpYucYc6BL3QCaiv88fcM0i8ietIjZr-wJEzKwkL5uvAw53N0nmxUpoNsBn-25DkPlAeMTKdRXintGTdMJ7KeFOyZCAhty-sqJCNkWxXt3zMXjjCCx5sBOBBVeDxEumu3m9B1FifK8WY1SY20jz_DrBckhbr0WMqDFFOnrmzM1u8YbXPeXk_sMs599kQH/w300-h400/28fb222e-5df7-4b3f-b97f-78296517837d.jpg" width="300" /></a></span></b></div>
<p><b><span><br />Dermatologicamente testato, mi piace il suo profumo e quando lo stendi hai una sensazione di freschezza che ti sembra proprio un sorbetto.&nbsp;&nbsp;</span></b>
</p>
<p><b><span>&nbsp;</span></b></p>
<div><b><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhv9njIUXU2TUgmu4GndEpuB-zq6KYNTtrLEhiQ2mFiuGgOFmZ1-0y2P9p5W-ZVxsfNRrkVhcJhl7L_t75FMWOpucGI678xfnAUFKVAziQ4-vqA0jqfnZoDW_p4ZMQAeis7gKCI_0NjIEp8BSajH1c4TDQi7ggqiy05GiNQ14TwBtaxIHH89IqHfUE3D5pj/s2048/ea838ba4-40f9-4c61-ba7a-9678d4f6ada4.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhv9njIUXU2TUgmu4GndEpuB-zq6KYNTtrLEhiQ2mFiuGgOFmZ1-0y2P9p5W-ZVxsfNRrkVhcJhl7L_t75FMWOpucGI678xfnAUFKVAziQ4-vqA0jqfnZoDW_p4ZMQAeis7gKCI_0NjIEp8BSajH1c4TDQi7ggqiy05GiNQ14TwBtaxIHH89IqHfUE3D5pj/w300-h400/ea838ba4-40f9-4c61-ba7a-9678d4f6ada4.jpg" width="300" /></a></span></b></div>
<p><b><span><br /></span></b>
</p>
<p><b><span><br /></span></b></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/explore/tags/sorbettovitaminac/">#sorbettovitaminac</a><span></span><br /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/explore/tags/skincare/">#skincare</a><br /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/explore/tags/sorbettogarnier/">#sorbettogarnier</a><br /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/explore/tags/provaprodotto/">#provaprodotto</a><br /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/explore/tags/incollaborazionecongarnier/">#incollaborazionecongarnier</a></p>
<p></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Perlana Bucato Liquido per chiari e bianchi per un bucato impeccabile!</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/perlana-bucato-liquido-per-chiari-e-bianchi-per-un-bucato-impeccabile/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 08:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna cascino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
		<category><![CDATA[Formula Concentrata]]></category>
		<category><![CDATA[Oggi]]></category>
		<category><![CDATA[Perlana Bucato Liquido]]></category>
		<category><![CDATA[profumo]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Care amiche, ben ritrovate, nel mio blog! Oggi ho il piacere di presentarvi un nuovo arrivo per me ed un nuovo prodotto della linea&#160;Perlana.&#160; Con la sua formula concentrata, questo detergente è progettato per offrire risultati straordinari su capi chiari e bianchi, mantenendo la loro brillantezza originale. Ogni flacone da 1400 ml è per 28&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/perlana-bucato-liquido-per-chiari-e-bianchi-per-un-bucato-impeccabile/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>&nbsp;<b><span>Care amiche, ben ritrovate, nel mio blog!</span></b></span></p>
<p><b><span>Oggi ho il piacere di presentarvi un nuovo arrivo per me ed un nuovo prodotto della linea&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.perlana.it/prodotti/renew-and-repair/perlana-renew-repair-chiari-bianchi.html/%7B%7Burl_key%7D%7D/%7B%7Bsku%7D%7D.html" rel="nofollow">Perlana</a>.&nbsp;</span></b></p>
<p></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj4atrpPDkjZyrIY5LcWsyDzGTk-WtKyAzoBeSCKh4ajLGkwrLMnSOnUaS8D4EBOvj9nLEH5_NjgMcoX6udPaQPvSU-4Ei3pgdarV_uc1u4MDCq0GPhqLfOJVCk-F3TRdwjdR0LWwiSvhehY47LZeVxWvm9tF3UwWxpqaZPthFzJVfwLVBQYi-g4v1TeaV1/s2048/f6786e1a-9aa1-4460-a2ca-a13fa59bbf15%20(1).jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj4atrpPDkjZyrIY5LcWsyDzGTk-WtKyAzoBeSCKh4ajLGkwrLMnSOnUaS8D4EBOvj9nLEH5_NjgMcoX6udPaQPvSU-4Ei3pgdarV_uc1u4MDCq0GPhqLfOJVCk-F3TRdwjdR0LWwiSvhehY47LZeVxWvm9tF3UwWxpqaZPthFzJVfwLVBQYi-g4v1TeaV1/w300-h400/f6786e1a-9aa1-4460-a2ca-a13fa59bbf15%20(1).jpg" width="300" /></a></div>
<p>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b><span>Con la sua formula concentrata, questo detergente è progettato per <span><a></a></span>offrire risultati straordinari su capi chiari e bianchi, mantenendo la loro brillantezza originale. </span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b><span>Ogni flacone da 1400 ml è  per 28 lavaggi, garantendo un&#8217;azione efficace e duratura, perfetto per un bucato fresco e pulito.</span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b><span>Formula Concentrata, massima efficacia con una piccola quantità di prodotto, per un bucato sempre perfetto.</span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b><span>Protezione dei Colori: mantiene la brillantezza dei capi chiari e bianchi, prevenendo l&#8217;ingiallimento.</span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b><span><br /></span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhJFfmk6GU6gOV8mIS7ctz-5X9Wnu5UptWk80xoa6KFoAMJRKzkWma7Rl5rAe3z39hQ0VtSGY0Jjds3V-ozkU5snWG-FbO7fYIC0r8D_prEnpQvsqJ7BEBcA_KikEM_Z3PwLDsjL1qmVbAP26JkurA4DnoxxvE8y3SQ6UpXf73hdepueEocr_wN78IUdMYt/s2048/349d2e0e-a3f3-4799-b6a5-3c74bc062753.jpg"><img border="0" height="300" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhJFfmk6GU6gOV8mIS7ctz-5X9Wnu5UptWk80xoa6KFoAMJRKzkWma7Rl5rAe3z39hQ0VtSGY0Jjds3V-ozkU5snWG-FbO7fYIC0r8D_prEnpQvsqJ7BEBcA_KikEM_Z3PwLDsjL1qmVbAP26JkurA4DnoxxvE8y3SQ6UpXf73hdepueEocr_wN78IUdMYt/w400-h300/349d2e0e-a3f3-4799-b6a5-3c74bc062753.jpg" width="400" /></a></div>
<p><span><br /></span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto">
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b><span>Delicato sui Tessuti, cura e protegge le fibre, lascia un profumo fresco e pulito che dura a lungo, per una sensazione di pulito impeccabile.</span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b><span>La sua formula avanzata non solo pulisce, ma protegge e rinnova i tuoi capi, mantenendoli come nuovi.</span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b><span><br /></span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b><span><br /></span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto"><b>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj73mbXI4vXJpANXp58ShC7cPT-hW1_93i2nAYRX4cbIwv4gnlxaZJfrEdgNw6UhzNQxmNY2UtWuT0Qv0_kUdP3v55jtn-hVvag4Ekn7fpMV0M1xoAdKXVmSPs55UY5BPhI5ahZomGf1nPORUuOwxisEGF4rYN8Y8hX4_l-H_3Ze4Kf9KGxqgN_Vz2xJykJ/s2048/065fc9bd-29c6-4610-a9f8-fd638a981dd9.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj73mbXI4vXJpANXp58ShC7cPT-hW1_93i2nAYRX4cbIwv4gnlxaZJfrEdgNw6UhzNQxmNY2UtWuT0Qv0_kUdP3v55jtn-hVvag4Ekn7fpMV0M1xoAdKXVmSPs55UY5BPhI5ahZomGf1nPORUuOwxisEGF4rYN8Y8hX4_l-H_3Ze4Kf9KGxqgN_Vz2xJykJ/w300-h400/065fc9bd-29c6-4610-a9f8-fd638a981dd9.jpg" width="300" /></a></div>
<p><span><br /></span></b></div>
<div dir="/redirect.php?URL=auto">
<ol>
<li>
<p><b><i><span>1. Rimuovere i pallini e levigare la superficie delle fibre.</span></i></b></p>
</li>
<li>
<p><b><i><span>2. Prevenire l&#8217;ingrigimento e ravvivare i colori, eliminando le impurità accumulate durante i lavaggi.</span></i></b></p>
</li>
<li>
<p><b><i><span>3. Donare ai tuoi capi una fragranza piacevole grazie alla profumazione premium a lunga durata.</span></i></b></p>
</li>
</ol>
<div><span><b>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWUJqlqBC5dc9QU6TA1gioBTT2qIENKXCHog4WoeTIukmRVZbuTvxJJFwU2HCDD9QYTc-9wEzz5MWrMOqTCGsXogRVRRqJvnUkFxDLdAGdiAvyXQGYXQ9Z5Gqgv5IhjvU5C2E-AH35qeudrOe_fcDWwynqqKrsUIZUk5rm7Rf_xYd1TPtMErnC9wXQssZi/s2048/a685e8aa-8c51-4a34-9a49-2af282cdd7fe.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWUJqlqBC5dc9QU6TA1gioBTT2qIENKXCHog4WoeTIukmRVZbuTvxJJFwU2HCDD9QYTc-9wEzz5MWrMOqTCGsXogRVRRqJvnUkFxDLdAGdiAvyXQGYXQ9Z5Gqgv5IhjvU5C2E-AH35qeudrOe_fcDWwynqqKrsUIZUk5rm7Rf_xYd1TPtMErnC9wXQssZi/w300-h400/a685e8aa-8c51-4a34-9a49-2af282cdd7fe.jpg" width="300" /></a></div>
<p><i>Lavaggio dopo lavaggio i vs capi risulteranno sempre più nuovi, anche quelli che magari voi pensavate di buttarli via! Invece no, questo prodotto dopo 10 lavaggi, vi farà ritornare i vs capi nuovi, quindi nessun nuovo acquisto e risparmio assicurato!&nbsp;</i></b></span></div>
<div><span><b><i><br /></i></b></span></div>
<div><span><b><i><br /></i></b></span></div>
<div><span><b>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWyxK1hSet7rWd_u4ynPVTiE6lHBbQNFJ7bqduXnwOq3G44RYCRmBWIEUL409UtxWYpfIASRMRKObY_pYJ-U6hbALnq0mMJropkkY_eSKV7uAz360sh6J0s3T1dL6bewNOnKVbLCL975HbQZfTeyF08tSZrnJmez9nwuSLwDEohBU9VLdcycv2xqXhNtsn/s2048/1f5752f3-7eb5-43ff-a7a9-88e7a6497e03.jpg"><img border="0" height="300" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWyxK1hSet7rWd_u4ynPVTiE6lHBbQNFJ7bqduXnwOq3G44RYCRmBWIEUL409UtxWYpfIASRMRKObY_pYJ-U6hbALnq0mMJropkkY_eSKV7uAz360sh6J0s3T1dL6bewNOnKVbLCL975HbQZfTeyF08tSZrnJmez9nwuSLwDEohBU9VLdcycv2xqXhNtsn/w400-h300/1f5752f3-7eb5-43ff-a7a9-88e7a6497e03.jpg" width="400" /></a></div>
<p><i><br /></i></b></span></div>
<div><span><b><i>Vi ricordo in oltre che Perlana non è solo per la lana, ma ha ideato tantissimi prodotti per la cura del bucato e per venire incontro a tutte le ns esigenze, scoprili tutti!</i></b></span></div>
<div><span><b><i><br /></i></b></span></div>
<div><span><b><i>&nbsp;</i></b></span></div>
<div><span> </span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/hashtag/risplendiconperlana?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWQq6B-EffuDCmP0cwmJsh736keSZSQTg5_pDGL27CyYBVw4nLyGlYyOOpzsCisY6PP12J2aYilNFQDwHTfvrt7nEz-cDSRZLhbIPZY_PSiyO9oOYMpYQOJYCBNJGtv0EekwrxOosPCPVqUPokqUjjMsVG-a4yqmaVWkY47bCxw99aO6gvmZ77_aF3yhLslvlP7OG2eHHUlk1kvWrkAM5tt&amp;__tn__=*NK-R">#RisplendiconPerlana</a></span><span> </span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/hashtag/lavatoconperlana?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWQq6B-EffuDCmP0cwmJsh736keSZSQTg5_pDGL27CyYBVw4nLyGlYyOOpzsCisY6PP12J2aYilNFQDwHTfvrt7nEz-cDSRZLhbIPZY_PSiyO9oOYMpYQOJYCBNJGtv0EekwrxOosPCPVqUPokqUjjMsVG-a4yqmaVWkY47bCxw99aO6gvmZ77_aF3yhLslvlP7OG2eHHUlk1kvWrkAM5tt&amp;__tn__=*NK-R">#LavatoconPerlana</a></span><span> </span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/hashtag/rethinknew?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWQq6B-EffuDCmP0cwmJsh736keSZSQTg5_pDGL27CyYBVw4nLyGlYyOOpzsCisY6PP12J2aYilNFQDwHTfvrt7nEz-cDSRZLhbIPZY_PSiyO9oOYMpYQOJYCBNJGtv0EekwrxOosPCPVqUPokqUjjMsVG-a4yqmaVWkY47bCxw99aO6gvmZ77_aF3yhLslvlP7OG2eHHUlk1kvWrkAM5tt&amp;__tn__=*NK-R">#RethinkNew</a></span><span> </span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/hashtag/giftedbyperlana?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWQq6B-EffuDCmP0cwmJsh736keSZSQTg5_pDGL27CyYBVw4nLyGlYyOOpzsCisY6PP12J2aYilNFQDwHTfvrt7nEz-cDSRZLhbIPZY_PSiyO9oOYMpYQOJYCBNJGtv0EekwrxOosPCPVqUPokqUjjMsVG-a4yqmaVWkY47bCxw99aO6gvmZ77_aF3yhLslvlP7OG2eHHUlk1kvWrkAM5tt&amp;__tn__=*NK-R">#giftedbyperlana</a></span></div>
<div><span><b><i><br /></i></b></span></div>
</div>
</div>
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		<title>Vellutata di cavolfiore bianco e mandorle</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 13:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gufetta Siciliana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[cipolla]]></category>
		<category><![CDATA[dadini]]></category>
		<category><![CDATA[mandorle]]></category>
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		<category><![CDATA[profumo]]></category>
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		<category><![CDATA[zuppa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;Tempo di rientrare nella nostra taglia, dopo gli eccessi festivi, per cui la ricetta che vi propongo è decisamente leggera sebbene molto gustosa. Ho scelto il cavolfiore bianco con la sua delicatezza, per realizzarne una&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/vellutata-di-cavolfiore-bianco-e-mandorle/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiFcq363wEv71IeZYBgcvbW-LsclQHwlLoflI5NGIBLsVEV13Wom6_vUCzfNQ_jT-aV-YD9sCbGxk_jbzmW_HAAT8vKC1vwpiS7fkGQFRMukywZN01TQqjt3t28jOpNDEd7t9DgYxBEBN5D/s1600/idda1.jpg"><img border="0" height="212" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiFcq363wEv71IeZYBgcvbW-LsclQHwlLoflI5NGIBLsVEV13Wom6_vUCzfNQ_jT-aV-YD9sCbGxk_jbzmW_HAAT8vKC1vwpiS7fkGQFRMukywZN01TQqjt3t28jOpNDEd7t9DgYxBEBN5D/s320/idda1.jpg" width="320" /></a></p>
<div><span>&nbsp;Tempo di rientrare nella nostra taglia, dopo gli eccessi festivi, per cui la ricetta che vi propongo è decisamente leggera sebbene molto gustosa. Ho scelto il cavolfiore bianco con la sua delicatezza, per realizzarne una crema; non userò panna, quindi forse il termine &#8220;vellutata&#8221; è improprio, ma vi assicuro che al palato da&#8217; questa sensazione, senza risultare troppo carica di calorie.</span></div>
<div>Inoltre, considerando le temperature invernali, le creme di verdura appagano anche il nostro bisogno di pietanze calde, un vero comfort-food!</div>
<div><b>Ingredienti</b>: 1 cipolla bianca, 1 zucchina bianca, 400 g di cavolfiore bianco, 1 foglia d&#8217;alloro, olio extravergine d&#8217;oliva, sale, timo, 50 g di mandorle con la buccia.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgGh2OfVuIB9fWGGS8sG3pW9Lc5-c1CR7u64SawmkFdWmbmS6-zmWATbr1-aOzI5J6a_C6SNszUQnSpELLYG95QlGIwLCh6UIVEEiQvINBnuIcCHg54CkVOHPGB8AEfwMldD-09rLTl5WIP/s1600/IMG_20200108_192448.jpg"><img border="0" height="240" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgGh2OfVuIB9fWGGS8sG3pW9Lc5-c1CR7u64SawmkFdWmbmS6-zmWATbr1-aOzI5J6a_C6SNszUQnSpELLYG95QlGIwLCh6UIVEEiQvINBnuIcCHg54CkVOHPGB8AEfwMldD-09rLTl5WIP/s320/IMG_20200108_192448.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Fate soffriggere brevemente la cipolla con l&#8217;olio (come vedete ne ho usato pochissimo perchè poi lo aggiungerò a crudo).</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgSKiHjamW7gZtSY6eAztM1QtDhC9rXlphvLfTzwsYXtK2WTEL83etdCQioVORes19CjH3XWykAXnB8IaVaIEtHxdl4SW9DxarU6q6Jf4RPhfBHKX_BWfkMiqUp4jRgl1-EoY6_twSa8Ne2/s1600/IMG_20200108_192605.jpg"><img border="0" height="240" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgSKiHjamW7gZtSY6eAztM1QtDhC9rXlphvLfTzwsYXtK2WTEL83etdCQioVORes19CjH3XWykAXnB8IaVaIEtHxdl4SW9DxarU6q6Jf4RPhfBHKX_BWfkMiqUp4jRgl1-EoY6_twSa8Ne2/s320/IMG_20200108_192605.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Aggiungete la zucchina tagliata a dadini: questo ortaggio, usato al posto della classica patata, darà la giusta cremosità alla zuppa.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-6CWBMAYQt3x00-nlXhCD1vaHXPnzQo1Wxlbuk8lyelSjo9GfeUzeeS5ej1iigZ2gZWLFiKc9bqEqrhIkqOo5DW58Hy_wy0pwRIN3b4bAAZopUlZuXAKEu0-o8DGrr7NgRebQbtsJuEv9/s1600/IMG_20200108_192750.jpg"><img border="0" height="240" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-6CWBMAYQt3x00-nlXhCD1vaHXPnzQo1Wxlbuk8lyelSjo9GfeUzeeS5ej1iigZ2gZWLFiKc9bqEqrhIkqOo5DW58Hy_wy0pwRIN3b4bAAZopUlZuXAKEu0-o8DGrr7NgRebQbtsJuEv9/s320/IMG_20200108_192750.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div>Completate con le cimette di cavolfiore, allungate con due bicchieri d&#8217;acqua, sale e 1 foglia d&#8217;alloro (utilizzo l&#8217;alloro sia per il profumo, sia per limitare l&#8217;effetto gonfiore che il cavolfiore potrebbe causare). Copro con il coperchio e faccio cuocere a fuoco lento per 15/20 minuti.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhgr83BM6kyHAG2vfjb7D8UzYXekSsuBA4mW-NVWY-YduN54wBqnXiVCQxN1XjUZXSiNwA4JiYKJZCJU7Q4UtGvs0HS0mwq-INEaJphATcKSNgig-Z8RhK2ObAyGeAvDwioL2Ph3bXzOFtj/s1600/IMG_20200108_193144.jpg"><img border="0" height="240" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhgr83BM6kyHAG2vfjb7D8UzYXekSsuBA4mW-NVWY-YduN54wBqnXiVCQxN1XjUZXSiNwA4JiYKJZCJU7Q4UtGvs0HS0mwq-INEaJphATcKSNgig-Z8RhK2ObAyGeAvDwioL2Ph3bXzOFtj/s320/IMG_20200108_193144.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div>Intanto fate tostare in una padella, oppure in forno, le mandorle spezzate grossolanamente.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEglj6FQE2G_6ir0PvBTBuNqai22AX4z2chTqYW06aaX5CzsKgbScOkfPLzYBgVBjXpxXc1OG0uvqjMt9MkNlYlykQsrXg-w_WKKnUlTpLjA2kD84sVE2tKGzGqR2b3CxeSsSeib2rW3ZH1u/s1600/IMG_20200108_193948.jpg"><img border="0" height="240" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEglj6FQE2G_6ir0PvBTBuNqai22AX4z2chTqYW06aaX5CzsKgbScOkfPLzYBgVBjXpxXc1OG0uvqjMt9MkNlYlykQsrXg-w_WKKnUlTpLjA2kD84sVE2tKGzGqR2b3CxeSsSeib2rW3ZH1u/s320/IMG_20200108_193948.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Quando le verdure sono pronte, togliete l&#8217;alloro e frullate con il mixer.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitfg8C28cLiau3BgLbgtAtKOTjtlEGFB2apY1ebfSmj4YxN82W3svF7ATJ9UjzTGCV39NUi8K1dFiZqUYFNeKpJqBODc9tCkwkt_tOx3AEJty1DeIE6hyyNn8tt3NbrRcdyJwMc8opKKoW/s1600/IMG_20200108_194354.jpg"><img border="0" height="240" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitfg8C28cLiau3BgLbgtAtKOTjtlEGFB2apY1ebfSmj4YxN82W3svF7ATJ9UjzTGCV39NUi8K1dFiZqUYFNeKpJqBODc9tCkwkt_tOx3AEJty1DeIE6hyyNn8tt3NbrRcdyJwMc8opKKoW/s320/IMG_20200108_194354.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div>Ecco la nostra crema pronta per essere gustata. La completerete con foglioline di timo, un giro d&#8217;olio extraverfine e con le mandorle.</div>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgz0Fkpm0CxAentbq9IFADLwXFXzACeDlE-DEyMaJ6G3WF2YCd3DZugAJtgWGUhFwa41Ak8ZewtvD5bUudSKZwr6LM9TEHiI56aQkCeHadZc2v7zJ1R8-k8Xdlnn2reNBK1pPs-Z44Aukf4/s1600/idda2.jpg"><img border="0" height="212" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgz0Fkpm0CxAentbq9IFADLwXFXzACeDlE-DEyMaJ6G3WF2YCd3DZugAJtgWGUhFwa41Ak8ZewtvD5bUudSKZwr6LM9TEHiI56aQkCeHadZc2v7zJ1R8-k8Xdlnn2reNBK1pPs-Z44Aukf4/s320/idda2.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgAzh838tUHPLS5q8n5fSo_neF3gkVngEYUPEsUNgW3yim9ZpJtD-V453OfupHZl5Do3umsSMhtTEhoZhxdGy0E_Cf6TQ8as6CzS2DyUifVwOck4rq4XkwIjuYa20vYqojK1-zr4FVz-Dp3/s1600/idda.jpg"><img border="0" height="206" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgAzh838tUHPLS5q8n5fSo_neF3gkVngEYUPEsUNgW3yim9ZpJtD-V453OfupHZl5Do3umsSMhtTEhoZhxdGy0E_Cf6TQ8as6CzS2DyUifVwOck4rq4XkwIjuYa20vYqojK1-zr4FVz-Dp3/s320/idda.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Buona zuppa a tutti!</p>
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		<title>Gonfiore e dimagrimento difficile?  E se la causa fosse lo stress?</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2024 08:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EnoSpace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
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		<category><![CDATA[momento]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte volte il nostro corpo ci parla, ma non sempre sappiamo come tradurre i suoi messaggi. Hai provato ogni dieta possibile, hai fatto esercizio, eppure la bilancia non si sposta. E lì, proprio sotto le costole, questa sgradevole sensazione di gonfiore che persiste. Se questa situazione ti suona familiare, potrebbe essere il momento di considerare&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gonfiore-e-dimagrimento-difficile-e-se-la-causa-fosse-lo-stress/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte volte il nostro corpo ci parla, ma non sempre sappiamo come tradurre i suoi messaggi. Hai provato ogni dieta possibile, hai fatto esercizio, eppure la bilancia non si sposta. E lì, proprio sotto le costole, questa sgradevole sensazione di gonfiore che persiste. Se questa situazione ti suona familiare, potrebbe essere il momento di considerare &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" title="Gonfiore e dimagrimento difficile?  E se la causa fosse lo stress?" href="/redirect.php?URL=https://www.masciabruzzo.it/gonfiore-e-dimagrimento-difficile-e-se-la-causa-fosse-lo-stress-0520">Leggi tutto</a></p>
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		<title>Un altro giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 16:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[piatto]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; “Domenica potrei venire con te? Ti posso aiutare.”. Si stupì di quella domanda inattesa ma che le diede un attimo di felicità e rispose in modo istintivo e con un po’ di imbarazzo “Si, certo che puoi”. Se ne pentì subito dopo. Non perché non lo volesse con lei o non le facesse piacere&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/un-altro-giorno/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlRgXBHWY1zBhWAQLYtJwq1s5VIBJXDd3QebT9T8geVoVrI_bqNP1hlSBJ_TtPFu6-wmxG9Si7W9tGRlvl5rZOgz98u7NkO1ez84PcFP-0khWwpLqM0uplOsjWYhPPAniYueBHmCUyVmC1Qd6E8zAC-41BjPejRr-NQJGRASKygve5fiQ-LO6gPGCMGO4/s960/1937893_10203405846655798_1742939398_n.jpg"><img border="0" height="458" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlRgXBHWY1zBhWAQLYtJwq1s5VIBJXDd3QebT9T8geVoVrI_bqNP1hlSBJ_TtPFu6-wmxG9Si7W9tGRlvl5rZOgz98u7NkO1ez84PcFP-0khWwpLqM0uplOsjWYhPPAniYueBHmCUyVmC1Qd6E8zAC-41BjPejRr-NQJGRASKygve5fiQ-LO6gPGCMGO4/w640-h458/1937893_10203405846655798_1742939398_n.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
</p>
<p><span>“Domenica potrei venire con te?<br />
Ti posso aiutare.”. Si stupì di quella domanda inattesa ma che le diede un<br />
attimo di felicità e rispose in modo istintivo e con un po’ di imbarazzo “Si,<br />
certo che puoi”. Se ne pentì subito dopo. Non perché non lo volesse con lei o<br />
non le facesse piacere avere compagnia, anzi il contrario, ma temeva sè stessa.<br />
Sapeva come si trasforma in cucina mentre lavora, se qualcosa non fosse andata<br />
per il verso giusto avrebbe potuto avere reazioni aggressive. Si frequentavano<br />
da due giorni, forse tre, lui non la conosceva e non le sarebbe piaciuto<br />
mostrargli il suo “dark side of the moon”. Però non voleva rinunciare a passare<br />
del tempo con quell’uomo che le era “piombato” nella vita quasi<br />
accidentalmente.</span></p>
<p><span>Le cose non succedono mai per<br />
caso, anche se possono succedere all’improvviso. E fu proprio così che<br />
successe, d’improvviso. Quando accadde lei provò la stessa sensazione che si ha<br />
quando si scorge nel cielo una stella cadente. Anche a voi sarà capitato di<br />
vederle. Il repentino movimento di quella gigantesca pietra infuocata, disegna<br />
nel cielo una traccia luminosa che lascia rapiti e sgomenti. Non te l’aspetti<br />
mai di vederla una stella cadente, capita e capita d’improvviso. E quando<br />
succede, senti dentro una sensazione strana, non sgradevole anzi, al contrario,<br />
solo che non la riesci ad identificare perché è un misto tra stupore,<br />
sbigottimento e felicità. Chissà perché poi si goda guardando qualcosa che sta<br />
morendo.</span></p>
<p><span>Comunque lei provò la stessa<br />
cosa. E così decise di non dirgli di aver pensato che aveva risposto troppo<br />
frettolosamente e forse sarebbe stato meglio che non andasse con lei; decise di<br />
viversi il momento e le emozioni. Trovò però una sorta di escamotage per<br />
evitare caso mai di farlo sentire di troppo e non sentirsi in imbarazzo lei nel<br />
caso la situazione fosse sull’orlo del precipizio nervoso. “Sai, ho pensato che<br />
mi saresti di grande aiuto se potessi fare delle foto ai piatti. Non ho mai il<br />
tempo per farlo mentre lavoro, così se le facessi tu mi faresti un grande<br />
favore”.</span></p>
<p><span>Così, partirono la domenica mattina<br />
verso un piccolo centro vicino Palermo. Il breve viaggio in auto, in quella<br />
giornata uggiosa e fredda, fu riscaldato dalle loro risa. Arrivati a<br />
destinazione, dopo le presentazioni e qualche minuto d’imbarazzo, cominciarono<br />
a lavorare. Lei gli illustrò il menù. Due antipasti: <i>Profiterole con crema di zucchine genovesi e fonduta di formaggi con<br />
mandorle al almelle</i> e <i>Crema di<br />
avocado e zenzero con crudités e gamberoni in pasta kataifi</i>. Un primo: <i>Risotto ai topinambour</i>. Due secondi: <i>Quiche di spinaci e ricotta di pecora con<br />
salsa al mascarpone aromatizzata con cannella e paprika dolce</i>, <i>Filetti di spigola con carciofi in sfoglia<br />
con patate alla curcuma al forno</i>. Gli mostrò anche il piano di lavoro e gli<br />
diede subito un compito, fare la crema di avocado. Lui lo eseguì in modo<br />
esemplare e senza fare domande, se non quelle giuste su cosa mettere e quanto.<br />
Lei nel frattempo si dedicò alla fonduta. La giornata scivolò liscia come l’olio<br />
d’oliva su un piatto di porcellana. Si muovevano in simbiosi in quei pochi<br />
metri quadrati, come se fossero da sempre abituati a stare l’una accanto<br />
all’altro, senza tensioni, senza scontri, addirittura divertendosi. Lei era<br />
quasi incredula che non si fosse arrabbiata neanche un secondo, lui le dava<br />
serenità e ad un tratto si voltò, lo guardò e gli disse: “Siamo praticamente<br />
perfetti… lavorativamente parlando, non ti mettere cose in testa”. Gli si<br />
avvicinò e lo baciò a lungo sulle labbra.</span></p>
<p><span>Si svegliò di soprassalto. La luce<br />
dell’abat-jour sul comodino si accendeva e si spegneva ad intermittenza. La lampadina<br />
aveva deciso di suicidarsi. Altro che stella cadente. Gli uccellini<br />
cominciavano a cinguettare. Fra poco sarà giorno. Un altro. Per fortuna.</span></p>
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		<title>Elettrodomestici ad incasso</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le ricette di Michi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aver]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli elettrodomestici ad incasso offrono diversi vantaggi che possono rendere la vita domestica più comoda, esteticamente piacevole e funzionale. Sia che si scelga una cucina moderna che una tradizionale la scelta degli elettrodomestici è forse la parte più difficile da effettuare. Ovviamente lo stile della nostra cucina ci deve rappresentare e il fattore estetico è&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/elettrodomestici-ad-incasso/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>elettrodomestici ad incasso</strong> offrono diversi vantaggi che possono rendere la vita domestica più comoda, esteticamente piacevole e funzionale.</p>
<p>Sia che si scelga una cucina moderna che una tradizionale la scelta degli elettrodomestici è forse la parte più difficile da effettuare. Ovviamente lo stile della nostra cucina ci deve rappresentare e il fattore estetico è fondamentale proprio perché per molte persone la cucina è l&#8217;ambiente in cui si passa la maggior parte del tempo.</p>
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<figure><img width="720" height="960" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2024/03/elettrodomestici-ad-incasso-v1-2-720x960.jpg" alt="elettrodomestici ad incasso" class="wp-image-17918" /></figure>
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<h2>Perché è importante scegliere gli elettrodomestici ad incasso?</h2>
<p>Sicuramente vi è un risparmio di spazio. Gli elettrodomestici ad incasso sono integrati direttamente negli armadietti della cucina o in altri spazi predisposti, risparmiando spazio prezioso sul pavimento e sulle superfici di lavoro. Questo è particolarmente utile nelle cucine di dimensioni ridotte.<br />L&#8217;aspetto pulito e ordinato. Gli elettrodomestici ad incasso si integrano perfettamente con il design della cucina, creando un aspetto pulito, uniforme e ordinato. Questo contribuisce a una sensazione di continuità visiva e può migliorare l&#8217;estetica complessiva della cucina.<br />La facilità di pulizia, poiché gli elettrodomestici ad incasso sono integrati direttamente nelle strutture della cucina, è più facile pulire intorno ad essi. Non ci sono spazi stretti o angoli difficili da raggiungere come con gli elettrodomestici autonomi, il che rende la pulizia più veloce e semplice.<br />Il design è personalizzabile, gli elettrodomestici ad incasso offrono maggiore flessibilità nel design della cucina, consentendo di personalizzare l&#8217;aspetto e la disposizione degli elettrodomestici in base alle proprie preferenze estetiche e alle esigenze funzionali.<br />Hanno una rumorosità ridotta. Alcuni elettrodomestici ad incasso sono progettati con caratteristiche di isolamento acustico, il che può contribuire a ridurre il livello di rumore durante il loro funzionamento. Questo è particolarmente vantaggioso in ambienti domestici in cui il rumore può essere fastidioso, come in una zona living adiacente alla cucina.<br />In sintesi, gli elettrodomestici ad incasso offrono numerosi vantaggi pratici ed estetici che li rendono una scelta popolare per molte cucine moderne.</p>
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<figure><img width="720" height="504" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2024/03/lavastoviglie-ad-incasso-720x504.jpg" alt="lavastoviglie ad incasso" class="wp-image-17920" /></figure>
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<h2>La lavastoviglie ad incasso</h2>
<p>La lavastoviglie è il miglior alleato che una persona possa avere in cucina. Perché cucinare è un piacere e lo deve essere anche il rimettere a posto tutto dopo aver deliziato i nostri cari con gustosi manicaretti.</p>
<p>Lavare montagne di piatti, tegami e utensili da cucina è stressante e dispendioso sia in termini di tempo che in termini economici.</p>
<p>È dimostrato infatti che lavare i piatti con l&#8217;aiuto della lavastoviglie fa risparmiare tantissimo, sia per quanto riguarda i consumi energetici che quelli idrici.</p>
<p>È importante scegliere il modello che più si addice alle proprie esigenze, in base ai componenti della famiglia e a quanto si cucina. Ad esempio la mia lavastoviglie ad incasso è larga solo 60 centimetri per adattarsi alla perfezione allo spazio che avevo disponibile in cucina. Ma anche se piccola è dotata di tutti i programmi per il risparmio energetico, come il risciacquo a basso consumo e i programmi eco.</p>
<p>Scegliendo infine un modello con classificazione energetica elevata, potrete ridurre significativamente l’impatto ambientale.</p>
<p>La scelta di installare una <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mediaworld.it/it/category/lavastoviglie-da-incasso-600802.html">lavastoviglie da incasso </a>è fatta soprattutto da chi predilige un’estetica pulita e integrata nella propria cucina. Con le loro linee eleganti e la capacità di scomparire dietro ai pannelli, queste lavastoviglie offrono un aspetto senza tempo e una funzionalità discreta.</p>
<p>Una volta terminata la scelta degli elettrodomestici e della cucina che più ci rappresenta si può &#8220;finire&#8221; l&#8217;ambiente con alcuni complementi personalizzati, come gli <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/gli-adesivi-da-muro-un-tocco-glamour-per-le-nostre-case/">adesivi da muro</a>.</p>
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<figure><img width="720" height="960" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2024/03/elettrodomestici-ad-incasso-v1-1-720x960.jpg" alt="" class="wp-image-17917" /></figure>
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		<title>Perché è fortemente sconsigliato l’uso degli occhiali forniti nelle camere d’albergo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 19:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EnoSpace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando apriamo la porta della nostra camera d’albergo, una sensazione di comfort ci invade subito. Tutto sembra pulito e accogliente, soprattutto quei bicchieri lucidi accanto al bollitore o in bagno. Tuttavia, dietro questa patina di pulizia si nasconde una realtà meno rosea. Nelle prossime righe vi sveleremo perché utilizzare gli occhiali forniti nelle camere d&#8217;albergo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/perche-e-fortemente-sconsigliato-luso-degli-occhiali-forniti-nelle-camere-dalbergo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando apriamo la porta della nostra camera d’albergo, una sensazione di comfort ci invade subito. Tutto sembra pulito e accogliente, soprattutto quei bicchieri lucidi accanto al bollitore o in bagno. Tuttavia, dietro questa patina di pulizia si nasconde una realtà meno rosea. Nelle prossime righe vi sveleremo perché utilizzare gli occhiali forniti nelle camere d&#8217;albergo &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" title="Perché è fortemente sconsigliato l’uso degli occhiali forniti nelle camere d’albergo" href="/redirect.php?URL=https://www.enospace.it/perche-e-fortemente-sconsigliato-luso-degli-occhiali-forniti-nelle-camere-dalbergo/">Leggi tutto</a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.enospace.it/perche-e-fortemente-sconsigliato-luso-degli-occhiali-forniti-nelle-camere-dalbergo/">Perché è fortemente sconsigliato l&#8217;uso degli occhiali forniti nelle camere d&#8217;albergo</a> è apparso per primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.enospace.it">Enospace</a></p>
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		<title>LNDV, il primo smartwear al mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 22:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LNDV lancia l&#8217;underwear che punta su tecnologia, eccellenza e comfort. L&#8217;evoluzione ma anche la rivoluzione dell&#8217;intimo, di questo brand nato nel 2023 dal duo creativo &#8211; very technological addicted &#8211; Giuseppe Benedetto e Alessandro Mura. In tempi di smartphone, smartwatch regolatori di battiti cardiaci e contapassi, arriva ora anche il nuovissimo underwear o meglio smartwear, nato&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lndv-il-primo-smartwear-al-mondo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LNDV</strong> lancia l&#8217;<em>underwear </em>che punta su tecnologia, eccellenza e <em>comfort</em>. L&#8217;evoluzione ma anche la rivoluzione dell&#8217;intimo, di questo <em>brand</em> nato nel 2023 dal duo creativo &#8211; <em>very technological addicted</em> &#8211; <strong>Giuseppe Benedetto</strong> e <strong>Alessandro Mura</strong>.</p>
<p>In tempi di <em>smartphone</em>, <em>smartwatch</em> regolatori di battiti cardiaci e contapassi, arriva ora anche il nuovissimo <em>underwear</em> o meglio <strong><em>smartwear</em></strong>, <span><span>nato dopo anni di studio e ricerca, </span></span>dotati di un <strong><em>Digital Drawer<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em" /></em></strong>, un vero e proprio strumento tecnologico che consente di monitorare l’utilizzo di un capo, suggerendone la frequenza di sostituzione più adatta, garantendo così <strong>igiene </strong>e <strong>benessere</strong> sempre ottimali.</p>
<p><span><span>Il <em>brand</em> presenta la prima <em>capsule</em> maschile, (<strong><em>t-shirts</em> e <em>boxer</em> da uomo</strong>), equilibrio di stile perfetto tra essenziale e tecnologico, nelle classiche <strong><em>nuances </em>blu e nero</strong>, dalle linee e il <em>fit</em> più tradizionali con tessuti <em>stretch</em> e <strong>fibre eco-sostenibili</strong>, studiati e realizzati dal marchio con il prezioso supporto di alcuni degli artigiani del comasco, tra i più specializzati del settore <em>underwear</em>.</span></span></p>
<p>Ogni modello di <em>Smartwear</em> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lndv.com" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>LNDV</strong></a> è progettato utilizzando <strong>materiali di altissima qualità</strong>, selezionati per i loro benefici unici a contatto con la pelle, cosicché i tessuti avanzati utilizzati non solo garantiscono una sensazione unica di morbidezza e <em>comfort</em>, ma sono anche <strong>traspiranti</strong> e <strong>termoregolatori</strong>, mantenendo la <strong>pelle fresca e asciutta</strong> in ogni condizione ambientale proteggendola anche da eventuali problemi dermatologici.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Flndv-il-primo-smartwear-al-mondo.html&amp;linkname=LNDV%2C%20il%20primo%20smartwear%20al%20mondo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Flndv-il-primo-smartwear-al-mondo.html&amp;linkname=LNDV%2C%20il%20primo%20smartwear%20al%20mondo" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Flndv-il-primo-smartwear-al-mondo.html&amp;title=LNDV%2C%20il%20primo%20smartwear%20al%20mondo"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/lndv-il-primo-smartwear-al-mondo.html">LNDV, il primo smartwear al mondo</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		<title>Gelato di qualità: come riconoscerlo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2023 09:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<category><![CDATA[Gelato]]></category>
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		<description><![CDATA[La stagione dei gelati è iniziata, molte gelaterie stanno riaprendo i battenti dopo le chiusure invernali e si preparano a fare il pieno di clienti, dato che il gelato è uno dei prodotti italiani più apprezzati e consumati, sia dagli italiani che dai turisti (è quasi al pari di pasta e pizza). Nonostante la sua fama,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gelato-di-qualita-come-riconoscerlo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La stagione dei <strong>gelati</strong> è iniziata, molte gelaterie stanno riaprendo i battenti dopo le chiusure invernali e si preparano a fare il pieno di clienti, dato che il gelato è uno dei prodotti italiani più apprezzati e consumati, sia dagli italiani che dai turisti (è quasi al pari di pasta e pizza). Nonostante la sua fama, o forse proprio per questo, <strong>non è</strong> sempre <strong>facile trovarne uno</strong> che sia <strong>veramente artigianale</strong> e <strong>di qualità</strong>, mentre siamo invasi da gelaterie mediocri e scarse ad ogni angolo di strada, soprattutto nelle grandi città e nelle zone di mare. Quindi <strong>come </strong>possiamo<strong> riconoscere il gelato artigianale di qualita</strong>?</p>
<h2>Gelato di qualità: il test visivo</h2>
<p>Una prima grande scrematura si può fare facilmente solo guardando il modo in cui il gelato viene presentato nelle vetrine, senza acquistare o assaggiare nulla: se è disposto in <strong>vaschette stracolme</strong>, dalle quali fuoriesce come a creare delle montagnole, potete anche evitare di entrare nel negozio. La refrigerazione si trova sotto e/o attorno alle vaschette, quindi se il gelato che fuoriesce se ne sta lì senza sciogliersi, molto probabilmente <strong>conterrà additivi</strong>. I modi corretti di conservarlo sono o con le carapine (dei pozzetti a cilindro) o riempendo le vaschette rase senza superare il bordo. La tecnica di vendita del mostrare abbondanza e colore serve per attirare l&#8217;occhio, per farsi notare e per ingannare.</p>
<p>Altro indicatore super evidente è il <strong>colore</strong>: deve essere <strong>congruente</strong> con il gusto dichiarato, <strong>tenue</strong> e nei <strong>toni pastello</strong>. Se vedete colori saturi e fluo, è merito dei coloranti. Ad esempio la fragola non può essere fucsia, il pistacchio non può essere verde prato, la mela non può essere verde come la sua buccia, la menta deve risultare quasi bianca e la banana di un beige tendente al grigio. Gli unici gusti che possono avere colori più intensi sono i frutti rossi e il mango, proprio perchè la loro polpa contiene così tanto colore da macchiarci facilmente le mani quando li tocchiamo. Se il gelato supera questo primo <strong>test visivo</strong>, si passa all&#8217;assaggio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16603" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/05/1.jpg" alt="Come riconoscere il gelato di qualità" width="1920" height="1062" /></p>
<h2>Gelato artigianale: sicuri che lo sia veramente?</h2>
<p>Altra cosa a cui fare attenzione è la <strong>dicitura &#8220;artigianale&#8221;</strong> che moltissime gelaterie riportano con orgoglio spesso anche nelle insegne. Purtroppo legalmente in Italia, con il termine artigianale legato al cibo, non si intende quello che tutti crediamo, cioè realizzato da zero dal produttore con tecniche non industriali. La <strong>definizione</strong> data dalle camere di commercio è la seguente: <i>&#8220;Sono artigianali tutte le attività che consistono nella produzione e/o lavorazione di alimenti e cibi per la vendita nei locali di fabbricazione o in locali annessi. E&#8217; artigiana l&#8217;impresa che abbia per scopo prevalente lo svolgimento di un&#8217;attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazione di servizi.&#8221; </i></p>
<p>La vostra attenzione deve andare sulle parole &#8220;lavorazione&#8221; e &#8220;semilavorati&#8221;: per essere definito legalmente artigianale un prodotto non deve per forza essere completamente realizzato da quell&#8217;impresa ma può anche solo essere lavorato da quell&#8217;impresa, partendo da elementi già semilavorati. E&#8217; per questo che molte delle <strong>gelaterie</strong> che si definiscono <strong>artigianali</strong> in realtà <strong>usano</strong> <strong>preparati industriali</strong> di grandi aziende come Algida, Sammontana o Motta, perchè possono farlo. Su questo argomento ci vorrebbe <strong>più tutela</strong> da parte della legislazione italiana per proteggere il vero cibo artigianale locale e per dare più chiarezza al consumatore evitando ai produttori di approfittarsi di questa &#8220;truffa legalizzata&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16619" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/05/3.jpg" alt="come riconoscere il gelato di qualità" width="1920" height="1200" /></p>
<h2>Come riconoscere il gelato di qualità: i parametri di valutazione</h2>
<p>La procedura professionale di un critico gastronomico che deve giudicare un <strong>gelato</strong> è la seguente: ogni gusto <strong>va assaggiato tre volte</strong>, la prima per raffreddare il palato, la seconda per preparare le papille gustative e la terza per avere chiara la caratteristica del gusto. Tra un gusto e l&#8217;altro ci si deve pulire la bocca bevendo acqua fresca.<br />
I <b>parametri di valutazione </b>da considerare sono <strong>otto</strong>, per ognuno va dato un punteggio e la loro somma sarà il voto finale complessivo:</p>
<p><strong>&#8211; <i>congruenza nel colore<br />
</i></strong>il colore non deve risultare falso o incongruente rispetto al gusto dichiarato;</p>
<p><strong>&#8211; <i>percezione del sapore<br />
</i></strong>si devono poter identificare bene tutti i sapori e gli ingredienti dichiarati e ci dev&#8217;essere equilibrio tra gli aromi;</p>
<p><strong><i>&#8211; livello di dolcezza<br />
</i></strong>la dolcezza è un parametro personale ma non deve essere eccessiva né scarsa;</p>
<p><strong><i>&#8211; cremosità<br />
</i></strong>il gelato deve dare sensazione di cremosità ma non di untuosità o pesantezza. Non deve risultare oleoso, attaccarsi al palato o lasciare una patina grassa in bocca. Il vero gelato artigianale è cremoso ma leggero, restituisce sensazioni di freschezza, pulizia e leggerezza al palato anche nei gusti più pieni e ricchi. Se risulta troppo cremoso e denso può contenere una quantità eccessiva di grassi;</p>
<p><strong><i>&#8211; sensazione di freddo<br />
</i></strong>il palato non deve sentire eccessivamente freddo altrimenti significa che è stata usata troppa acqua o poca parte solida;</p>
<p><strong><i>&#8211; assenza di cristallizzazione<br />
</i></strong>la presenza di cristalli di ghiaccio percepibili è un difetto, come la presenza di cristalli di zucchero o di lattosio perchè danno una sensazione di sabbiosità. La presenza di cristalli di ghiaccio deriva da sbalzi di temperatura subiti durante la conservazione quindi meglio evitare di consumarlo;</p>
<p><strong><i>&#8211; permanenza del sapore<br />
</i></strong>il sapore deve rimanere per qualche istante dopo aver assaggiato il gelato, non deve sparire subito ma neanche restare per troppo tempo. Un’eccessiva persistenza dimostra l’utilizzo d’ingredienti di sintesi non naturali;</p>
<p><strong><i>&#8211; velocità di fusione<br />
</i></strong>la fusione è un fenomeno naturale del gelato ma se è troppo rapida dimostra una scorretta bilanciatura degli ingredienti. Se al contrario il gelato dopo parecchio tempo non fonde potrebbe contenere addensanti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16610" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/05/5.jpg" alt="come riconoscere il gelato di qualità" width="1920" height="1090" /></p>
<h2>La differenza tra gelato e sorbetto</h2>
<p>Un&#8217;altra specifica da fare, una cosa che in pochi conoscono, è la<strong> differenza tra gelato e sorbetto</strong>. Il vero sorbetto non è quella massa informe al gusto di limone, metà solida e metà liquida, che veniva servita in un calice a fine cena nei ristoranti negli anni &#8217;80 e &#8217;90. Il <strong>sorbetto</strong> è semplicemente il <strong>gelato alla frutta</strong>. Sorbetto tecnicamente significa che non viene usato latte nella preparazione, ma solo acqua e zucchero, e la frutta per diventare gelato non ha bisogno di latte (ad eccezione di cocco e banana le cui consistenze di solito impediscono di realizzarlo senza a meno di non usare tecniche particolari ma dal risultato spesso meno piacevole).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16611" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/05/4.jpg" alt="come riconoscere il gelato di qualità " width="1920" height="1225" /></p>
<h2>Come si è diffuso il gelato italiano nel mondo</h2>
<p>La diffusione del gelato italiano nel mondo la dobbiamo a gente semplice di montagna, precisamente agli <strong>abitanti della Val di Zoldo</strong>, al confine tra Veneto e Friuli.<br />
Gli zoldani furono i primi nell&#8217;800 a esportare il gelato usando i famosi carrettini, cercando fortuna viaggiando tra le più importanti città dell&#8217;impero Austro-Ungarico. Proponendolo a chiunque per strada, <strong>fecero diventare il gelato un alimento</strong> <strong>popolare</strong>, non più preparato esclusivamente nelle cucine nobiliari per le famiglie abbienti.<span><br />
</span>Nella valle si produce il gelato col metodo antico, e non a caso, in Germania e Austria, moltissime gelaterie si chiamano ancora oggi Zoldo o Zoldani. Il tradizionale gelato zoldano viene mescolato dentro a delle tinozze di legno e congelato con ghiaccio e sale. Incorpora poca aria durante la miscelazione, quindi risulta abbastanza denso e corposo. Tutt&#8217;oggi in primavera, famiglie intere che lavorano come gelatai, si trasferiscono oltre confine italiano per inaugurare la stagione in Austria, lavorano fino all’autunno e tornano in Italia a passare l’inverno. Due gusti tipici del <strong>gelato di montagna</strong> che si trovano in quella zona sono &#8220;biscotto al burro&#8221; e &#8220;yogurt con miele di fiori alpini e cereali&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16616" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/05/6.jpg" alt="come riconoscere il gelato di qualità" width="1920" height="1145" /></p>
<h2>Alcune delle migliori gelaterie delle Marche e di Roma</h2>
<p>Per finire vi lascio una <strong>lista delle gelaterie</strong> che personalmente reputo le migliori, a <strong>Roma</strong> e nelle <strong>Marche</strong>. Ho scelto queste due zone perchè sono quelle che conosco più approfonditamente a livello gastronomico (la maggioranza dei gelati che vedete in foto sono realizzati da queste gelaterie).</p>
<h3>Marche</h3>
<p>Cremeria Pincini &#8211; Ancona<br />
Brunelli &#8211; Senigallia<br />
Quattrini &#8211; Falconara Marittima e Sirolo<br />
ByNice &#8211; Jesi<br />
Gelateria Bassotto &#8211; Sirolo<br />
Pasticceria Picchio &#8211; Loreto<br />
Basium – Civitanova Marche<br />
Makì &#8211; Fano</p>
<h3>Roma</h3>
<p>Pico<br />
Fatamorgana<br />
La Gourmandise<br />
Günther<br />
Neve di Latte<br />
Gelateria dei Gracchi<br />
Otaleg<br />
Gelateria del Teatro</p>
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		<title>Anzac</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 11:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CominciamodaQua</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Gennaro]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando Alessandra Gennaro ci ha presentato il libro Pastry Love di Joanne Chang è stato amore a prima vista… per questi Anzac? No, non mi sono innamorata di una ricetta specifica, ma di tutto il libro….è stato un continuo sfogliarlo e dire: questa ricetta la devo fare! Perché vi presento per primi questi Anzac, biscotti&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/anzac-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/an_old_fashioned_lady/">Alessandra Gennaro</a> ci ha presentato il libro Pastry Love di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.myersandchang.com/about/">Joanne Chang</a> è stato amore a prima vista… per questi Anzac? No, non mi sono innamorata di una ricetta specifica, ma di tutto il libro….è stato un continuo sfogliarlo e dire: questa ricetta la devo fare! Perché vi presento per primi questi Anzac, biscotti con fiocchi di avena e cocco? Prima di tutto perché i biscotti con i fiocchi di avena mi attirano sempre, non chiedetemi perché…forse mi danno la sensazione di salute <img src=&#8221;https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72&#215;72/1f609.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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