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	<title>Food Blogger Mania &#187; San Nicola</title>
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		<title>Natale: Curiosità e Ricette- La storia di Babbo Natale fra leggenda e tradizione</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 20:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia di Babbo Natale è un intrecciarsi di leggende, culture e tradizioni europee che hanno contribuito alla nascita di quello moderno. Nel nostro immaginario, Babbo Natale è un simpatico vecchietto vestito di rosso e bianco con una lunga barba, ma quali sono le sue origini? Chi è davvero Santa Claus? Innanzitutto, è importante sapere&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/natale-curiosita-e-ricette-la-storia-di-babbo-natale-fra-leggenda-e-tradizione/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di Babbo Natale è un intrecciarsi di leggende, culture e tradizioni europee che hanno contribuito alla nascita di quello moderno.<br />
Nel nostro immaginario, Babbo Natale è un simpatico vecchietto vestito di rosso e bianco con una lunga barba, ma quali sono le sue origini?<br />
Chi è davvero Santa Claus?<br />
Innanzitutto, è importante sapere che tutte le versioni di Babbo Natale che si sono susseguite nel tempo derivano dallo stesso personaggio storico: il vescovo Nicola della città di Myra, un’antica città della Turchia.<br />
Si dice che il vescovo, poi divenuto santo, diffuse il cristianesimo nei luoghi più freddi dove i bambini non potevano recarsi in chiesa a causa delle temperature gelide e che non permettevano loro di uscire di casa.<br />
San Nicola, quindi, escogitò un modo per diffondere la sua fede religiosa e raccontare la storia di Gesù: si recava nelle case portando un dono a ogni bambino, doni trasportati dai parroci su una slitta trainata da cani.<br />
A questa leggenda s’ispira anche la festa olandese di Sinterklaas, ovvero il compleanno del santo.<br />
Ma è da Claus, diminutivo tedesco di Nikolaus, che deriva il nome Santa Claus e le sue varianti.<br />
In Italia, san Nicola di Mira è conosciuto dalla tradizione come san Nicola di Bari.<br />
La sua salma fu trasportata a Bari da alcuni pescatori in una basilica appositamente costruita nel 1087.<br />
Ciò che narra il folklore tedesco e quello islandese, invece, è molto diverso da quello tramandato dalla storia di san Nicola.<br />
Le leggende cambiano di luogo in luogo e diventa complicato costruire un’unica storia e anche un unico aspetto dello stesso personaggio.<br />
Addirittura, secondo gli islandesi, esisterebbero tredici Babbo Natale!<br />
Infatti, secondo la loro tradizione, i doni sarebbero consegnati da tredici folletti chiamati ognuno con un nome diverso secondo la loro attività preferita.<br />
Si dice, inoltre, che questi piccoli folletti siano, talvolta, dispettosi e se il bambino non è stato buono, al posto di un dono riceve delle patate.<br />
La storia moderna afferma che il Babbo Natale dei giorni nostri sia frutto di rappresentazioni premoderne religiose o popolari del portatore di doni; tutte queste vengono fatte coincidere con un personaggio britannico risalente al XVII secolo, rappresentato come un signore barbuto e corpulento che indossa un mantello verde ornato di pelliccia.<br />
La mescolanza di tutte queste tradizioni e delle storie diversificate per ogni Paese evidenzia il bisogno di tramandare la storia di Babbo Natale: un personaggio buono e generoso in tutto il mondo.</p>
<p> Fonte: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.pianetadonna.it/ormedellanima/" target="_blank" rel="noopener">http://blog.pianetadonna.it/ormedellanima/</a></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2015/03/sfondo-6.jpg" rel="attachment wp-att-231"><img src="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2015/03/sfondo-6.jpg" alt="sfondo 6" width="403" height="200" class="aligncenter size-full wp-image-231" /></a></p>
<div></div>
<p><i></i> <img width="16" height="16" alt="Loading" src="https://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/plugins/page-views-count/ajax-loader-2x.gif" border="0" /></p>
<div></div>
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		<title>Sgagliozze</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fr@</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;“Ci stanno ancora quelli che friggono le sgagliozze?” Mi fece un effetto strano sentirgli pronunciare quelle parole antiche. Le sgagliozze sono sottili fette di polenta, fritte in olio di freni per tir (o in qualcosa che gli assomiglia molto) e vendute a Bari Vecchia, per strada. Tipico e buonissimo cibo da strada barese. Salutare come&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/sgagliozze/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><div>&nbsp;“Ci stanno ancora quelli che friggono le sgagliozze?”</div>
<div>Mi fece un effetto strano sentirgli pronunciare quelle parole antiche.</div>
<div>Le sgagliozze sono sottili fette di polenta, fritte in olio di freni per tir (o in qualcosa che gli assomiglia molto) e vendute a Bari Vecchia, per strada.</div>
<div>Tipico e buonissimo cibo da strada barese. Salutare come il crack.&nbsp;</div>
<div>Quando spiego cosa siano le sgagliozze l’immediata (e del tutto legittima) domanda è sempre: cosa c’entra la polenta con Bari? Voglio dire: ti aspetteresti che la polenta fritta sia il tipico Street food di Ponte di Legno o Pergine Valsugana. A Bari, attenendoci a categorie un po’ ovvie, per strada, nei cartocci di carta da panificio, dovrebbero vendere le cozze fritte.</div>
<div>Sta di fatto però che nella città vecchia da sempre ci sono questi personaggi pittoreschi che friggono fettine di polenta e le vendono, alla faccia dell’ente nazionale per la protezione del fegato.</div>
<div>“Ci stanno ancora” risposi, “sotto la Muraglia vicino a San Nicola e a Piazza Mercantile, stanno.”</div>
<div></div>
<div>Gianrico Carofiglio, <i>Né qui né altrove. Una notte a Bari</i>, Laterza 2008</div>
</blockquote>
<p></p>
<div>
<div>Le Scagliozze sono un tipico cibo di strada di Bari, costituito da fette di polenta rassodata e fritta.</div>
<div>Vengono vendute calde con un pizzico di sale nei cartocci, soprattutto da signore di Barivecchia poste con i calderoni di olio bollente nei loro “sottani” sparsi nel centro storico o agli angoli delle principale piazze.</div>
<div>Semplicemente buone!</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvk477ptHOmC5dOyTVFMwyILcWs3XicQ2W2a3-8k0_zpKjnWoRu1w9jyOm8fTo2zBIaBN7yn5TksYE6ZPSx5Le_sBZ_svlrPYs_sdX6eOW06t3RGEovm0vq5wEbrcxjc53KBQjXze5MIY_xH3hlM0_Fa2HO5RlQcSeEnPEP6i_PrZDe8QYdobLN5is/s945/scagliozze.jpg"><img alt="Sgagliozze" border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvk477ptHOmC5dOyTVFMwyILcWs3XicQ2W2a3-8k0_zpKjnWoRu1w9jyOm8fTo2zBIaBN7yn5TksYE6ZPSx5Le_sBZ_svlrPYs_sdX6eOW06t3RGEovm0vq5wEbrcxjc53KBQjXze5MIY_xH3hlM0_Fa2HO5RlQcSeEnPEP6i_PrZDe8QYdobLN5is/s16000/scagliozze.jpg" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<h4>Ingredienti:</h4>
<div>200 g di farina gialla</div>
<div>800/1000 ml circa di acqua dipende dalla farina gialla</div>
<div>olio di arachide&nbsp;</div>
<div>sale</div>
<div></div>
<h4>Preparazione:</h4>
<div>Si fa bollire l’acqua, si sala e si aggiunge un goccio di olio extravergine di oliva, si versa a pioggia la farina gialla e si gira continuamente fino a quando si addensa (dipende dalla farina).</div>
<div>Una volta cotta la polenta, si mette in uno stampo e si lascia raffreddare e rassodare, minimo per 1 ora.</div>
<div>Una volta rassodata, si ribalta su un tagliere, si taglia a fette spesse 1 cm circa. Si friggono in olio caldo, poche per volta. Si scolano dall’olio in eccesso, si salano e si servono.</div>
</div>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Les Nonnettes di Digione e ben tornato San Nicola</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2020 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patty</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alberto Sordi]]></category>
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		<description><![CDATA[St. Claus is coming to town &#8211; B. Springsteen Nonnetta Nonnetta, ritmo ritmo&#8230;Eh no, non confondiamoci, non è il cavallo di battaglia di Alberto Sordi. Con le Nonnettes di cui sopra, ce ne andiamo in Borgogna, nel capoluogo gastronomico di una delle regioni più ricche di bontà della Francia. Forse vi dice qualcosa la Crème de Cassis, o&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/les-nonnettes-di-digione-e-ben-tornato-san-nicola/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>St. Claus is coming to town &#8211; B. Springsteen Nonnetta Nonnetta, ritmo ritmo&#8230;Eh no, non confondiamoci, non è il cavallo di battaglia di Alberto Sordi. Con le Nonnettes di cui sopra, ce ne andiamo in Borgogna, nel capoluogo gastronomico di una delle regioni più ricche di bontà della Francia. Forse vi dice qualcosa la Crème de Cassis, o il Pain d&#8217;Epice, o l&#8217;immancabile Moutarde che altro non è la</p>
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		<title>Gli amaretti di Nicola</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Dec 2019 22:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola busiello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;14 dicembreOggi il Calendario dell&#8217;Avvento ci propone&#160;una ricetta con pochi ingredienti, ma con una magia che ci riporta a Myra (Grecia) al 6 dicembre 343, anno di morte del Santo, che ha dato origine al mito di Santa Claus (per noi italiani Babbo Natale), ma che tradotto dall&#8217;olandese Sinterklaas, significa appunto, San Nicola). Fu considerato&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gli-amaretti-di-nicola/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<p><span></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-wCd680F6fNs/XfVKQE5GvMI/AAAAAAAAOVY/YCNE6PdZxdoNZZoHRnQmQWoUdRXLG2cwwCLcBGAsYHQ/s1600/amaretti%2Bdi%2Bnicola.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-wCd680F6fNs/XfVKQE5GvMI/AAAAAAAAOVY/YCNE6PdZxdoNZZoHRnQmQWoUdRXLG2cwwCLcBGAsYHQ/s640/amaretti%2Bdi%2Bnicola.jpg" width="640" /></a></div>
<p>&nbsp;14 dicembre<br />Oggi il Calendario dell&#8217;Avvento ci propone<br />&nbsp;una ricetta con pochi ingredienti, ma con una magia che ci riporta a Myra (Grecia) al 6 dicembre 343, anno di morte del Santo, che ha dato origine al mito di Santa Claus (per noi italiani Babbo Natale), ma che tradotto dall&#8217;olandese Sinterklaas, significa appunto, San Nicola). Fu considerato protettore dei bambini, perché si racconta che ritrovò e riportò in vita cinque fanciulli che erano stati rapiti ed uccisi. Chi meglio di lui poteva rappresentare la gioia di donare ai più piccoli nell&#8217;incantata notte di Natale? Dal blog della Cuochina<br /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cioccolatoamaro-paola.blogspot.com/2016/11/amaretti-di-nicola-per-i-quanti-modi-di.html?m=1">Gli amaretti di Nicola</a></p>
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		</item>
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		<title>Pitta di San Martino</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 09:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chicchetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[La pitta di San Martino è un dolce tipico calabrese, esattamente della provincia di Reggio Calabria, zona dell’Apromonte, che si prepara esclusivamente per festeggiare l’estate di San Martino. Con questa festa s’indica il momento in cui si assaggia il vino novello in modo da tenerlo sotto controllo. È proprio nel periodo autunnale che quest’operazione è&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pitta-di-san-martino/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>La <strong>pitta di San Martino</strong> è un dolce tipico calabrese, esattamente della provincia di Reggio Calabria, zona dell’Apromonte, che si prepara esclusivamente per festeggiare l’estate di San Martino. Con questa festa s’indica il momento in cui si assaggia il <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/francinut87/ciambelline-al-vino-rosso/" target="_blank" rel="noopener">vino</a></strong> novello in modo da tenerlo sotto controllo. È proprio nel periodo autunnale che quest’operazione è eseguita e vi è anche un detto tipico che si usa dire in Calabria: “<strong>A San Martinu ognu mustu è vinu, a San Nicola di ogni gutta si fa a prova, a la ‘Mmaculata ogni gutta va trivellata.</strong>”</p>
<p>Proprio per San Martino, le donne calabresi usavano preparare dei cibi sfiziosi che consentivano di mandar giù il vino nuovo. Ecco perché sulle tavola non mancava mai il pane fatto in casa, le olive schiacciate, i sott’oli e i salumi.</p>
<p>Ma che festa sarebbe senza dolci? Ed ecco che arriva lei, la <strong>pitta di San Martino</strong>, ovvero un grande biscotto rotondo ripieno di frutta secca macerata nel vino cotto. Curiosi di scoprire come preparare la ricetta della mia nuova bontà? Seguitemi!</p>
<figure>
	<img width="1198" height="1400" src="https://blog.giallozafferano.it/francinut87/wp-content/uploads/2018/10/Pitta-di-San-Martino-verticale-fetta.jpg" class="attachment-full size-full" alt="pitta di san martino" />	</figure>
<div>
<ul>
<li>
				<span>Difficoltà:</span><br />
				<span>Bassa</span>
			</li>
<li>
				<span>Preparazione:</span><br />
				<span>1 ora</span>
			</li>
<li>
				<span>Cottura:</span><br />
				<span>40 minuti</span>
			</li>
<li>
				<span>Porzioni:</span><br />
				<span>Per 4 pitte </span>
			</li>
<li>
				<span>Costo:</span><br />
				<span>Medio</span>
			</li>
</ul>
</div>
<p><!-- .recipe-meta --></p>
<h2>Ingredienti</h2>
<div>
<div>
<h3>Per la pasta</h3>
<div>
<ul>
<li>
<div>  <span>2 kg</span> <span> Farina 00</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>600 g</span> <span> Zucchero</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>150 g</span> <span> Strutto</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>6 </span> <span> Uova</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>1 bacca</span> <span> Vaniglia</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>2 </span> <span> Scorze di limone</span> <span>  (grattugiate)</span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>25 g</span> <span> Ammoniaca per dolci</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span> q.b.</span> <span> Latte</span> <span>  (tiepido)</span>
											</div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h3>Per il ripieno</h3>
<div>
<ul>
<li>
<div>  <span> q.b.</span> <span> Vino cotto</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>2 tazze da caffè</span> <span> Caffè</span> <span>  (zuccherato)</span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>2 </span> <span> Scorze d&#8217;arancia</span> <span>  (tagliate a striscioline sottili)</span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>100 g</span> <span> Fichi secchi</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>250 g</span> <span> Noci</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>200 g</span> <span> Mandorle</span> <span> </span>
											</div>
</li>
<li>
<div>  <span>100 g</span> <span> Uva passa</span> <span> </span>
											</div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
<p><!-- .recipe-ingredients --></p>
<h2>Preparazione</h2>
<div>
<ol>
<li>
<figure></figure>
<p>La preparazione della pitta di San Martino inizia dal ripieno, che dovrà macerare per 2-3 giorni circa. Mettete a bagno l’uvetta in acqua tiepida per circa 10 minuti e nel frattempo tritate la frutta secca grossolanamente e versatela in una ciotola. Trascorso il tempo di riposo dell’uvetta, strizzatela bene e unitela al resto della frutta secca.</p>
</li>
<li>
<figure></figure>
<p>Unite ora le scorze d’arancia tagliate sottili e senza la parte bianca, altrimenti renderanno il ripieno amaro. Ora unite le tazzine di caffè zuccherato e il vino cotto fino a coprire la frutta secca. Mescolate bene con un cucchiaio di legno e lasciate macerare il ripieno per 2-3 giorni.</p>
</li>
<li>
<figure></figure>
<p>Al terzo giorno di riposo del ripieno, preparate l’impasto. Versate la farina su una spianatoia di legno e fate la fontana al centro, quindi unite lo zucchero, le uova, lo strutto, la vaniglia e le bucce dei limoni. Iniziate a impastare il tutto con la punta delle dita, quindi rifate la fontana al centro e unite l’ammoniaca per dolci e il latte tiepido a filo.</p>
</li>
<li></li>
<li>
<figure><img width="1198" height="1400" src="https://blog.giallozafferano.it/francinut87/wp-content/uploads/2018/10/Pitta-di-San-Martino-verticale-intera.jpg" class="attachment- size-" alt="pitta di san martino" /></figure>
<p>Impastate ben tutti gli ingredienti fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Stendetelo con il mattarello in una sfoglia sottile di circa 0,5 mm. Ricavate tutti i dischi che dovranno avere diametro di 20 centimetri e procedete al riempimento.</p>
</li>
<li>
<figure></figure>
<p>Prendete il ripieno, mescolate nuovamente e scolate il vino in eccesso, altrimenti fuoriuscirà dalla pasta. Abbiate cura di lasciare i bordi scoperti, altrimenti poi non riuscirete a chiudere la vostra pitta. Una volta che avrete disposto il ripieno, coprite con il secondo disco di pasta e pizzicate tutto il bordo in modo da chiuderlo alla perfezione.</p>
</li>
<li>
<figure></figure>
<p>Proseguite in questo modo fino a esaurimento degli ingredienti, quindi con la pasta che vi avanzerà preparate le decorazioni da disporre su tutte le pitte. Io ho decorato in maniera classica, con dei cordoncini di pasta e delle stelline.</p>
</li>
<li></li>
<li>
<figure><img width="1198" height="1400" src="https://blog.giallozafferano.it/francinut87/wp-content/uploads/2018/10/Pitta-di-San-Martino-aperta-verticale.jpg" class="attachment- size-" alt="" /></figure>
<p>Disponete le pitte su una placca ricoperta di carta forno e cuocetele in forno statico preriscaldato a 180°C per 40 minuti. Trascorso il tempo di cottura, sfornatele e lasciatele raffreddare su una gratella.</p>
</li>
<li>
<figure></figure>
<p>La <strong>pitta di San Martino</strong> è pronta per essere servita in tavola.</p>
</li>
<li>
<figure><img width="1400" height="960" src="https://blog.giallozafferano.it/francinut87/wp-content/uploads/2018/10/P9itta-di-San-Martino-orizzontale.jpg" class="attachment- size-" alt="pitta di san martino" /></figure>
</li>
<li></li>
</ol>
</div>
<p><!-- .recipe-steps --></p>
<h2>I consigli di Franci</h2>
<div>
<ul>
<li>La <strong>pitta di San Martino</strong> si conserva fino a una settimana ben chiusa sotto una campana di vetro.</li>
<li>Può essere confezionata e regalata.</li>
<li>Si prepara anche per Natale.</li>
<li>Si sconsiglia la congelazione.</li>
<li>Non perdetevi la ricetta della <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/francinut87/pitta-nchiusa/" target="_blank" rel="noopener">PITTA NCHIUSA</a></strong>.</li>
</ul>
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</div>
</div>
<p><!-- .recipe-container --></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/francinut87/pitta-di-san-martino/">Pitta di San Martino</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/francinut87">Le Mille e una Bontà di Franci</a>.</p>
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		<title>Profumo di Natale</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 14:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[Dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[mese]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[San Nicola]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Claus]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Concorderete tutti con me, che il mese di Dicembre è un mese speciale, per chi crede è il mese per eccellenza in cui si aspetta la nascita di Gesù, ma anche per chi non crede questo mese profuma di qualcosa, quel non so che, no,non parlo del profumo dei biscotti di Natale o dei panettoni,parlo di quella luce&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/profumo-di-natale-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Concorderete tutti con me, che il mese di Dicembre è un mese speciale,</div>
<div>per chi crede è il mese per eccellenza in cui si aspetta la nascita di Gesù,</div>
<div>ma anche per chi non crede questo mese profuma di qualcosa,</div>
<div>quel non so che, no,non parlo del profumo dei biscotti di Natale o dei panettoni,parlo di quella luce particolare che sembra tingere il cielo e i cuori di tutti, in questo mese si riscopre come per magia la bontà, tutti siamo più gentili e più sorridenti, insomma questo è &#8220;il mese di pace a amore&#8221;.</div>
<div>Saranno anche gli addobbi che ci mettono il buon umore, io ad esempio, da bambina passavo ore ed ore seduta a guardare le luci dell&#8217;albero di natale</div>
<div>che mi catturavano come una calamita cattura il metallo.</div>
<div>I simboli legati al Natale sono tantissimi ma partiamo da un personaggio che da bambini abbiamo tanto atteso e amato si, sto parlando proprio del caro&#8230;</div>
<div></div>
<div></div>
<div> <em><strong><span>B</span>abbo Natale</strong></em></div>
<div>Il mito di babbo natale nasce dalla leggenda del vescovo bizzantino San Nicola che visse nel IV secolo.</div>
<div>Secondo la tradizione egli regalò una dote a tre fanciulle perché potessero andare spose invece di prostituirsi, da allora, per commemorare l&#8217;evento nacque l&#8217;usanza di scambiare dei doni nei giorni del Santo.</div>
<div>Nei paesi protestanti San Nicola venne ribattezzato con il nome di Samiklaus, Sinterclaus o Santa Claus e i festeggiamenti vennero spostati</div>
<div>dal 6 dicembre al giorno di Natale.</div>
<div>L&#8217;aspetto con cui tutti lo conosciamo fu un invenzione nata dalla penna di Clement C. Moore che nel 1822 scrisse una poesia in cui lo descriveva con queste sembianze</div>
<div>
<p><em><strong>Una curiosità</strong></em></p>
<div> Le prime immagini di un Babbo Natale moderno risalgono al 1875,</div>
<div>quando una pittrice svedese, Jenny Nyström, realizzò una serie  di cartoline augurali dove Santa Claus vestiva di verde.</div>
<div>Fu l’illustratore americano Haddon Sundblom, nel 1930, a introdurre l’abito biancorosso che conosciamo, l’azienda committente di Sundblom era</div>
<div> quella che produceva (e produce) una. famossissima bevanda  analcolica venduta in lattine con gli stessi colori. e che usò poi Babbo Natale come testimonial fisso della sua bibita.</div>
</div>
<div><img src="http://www.webgif.org/gif_animate/feste_ricorrenze/babbo_natale/immagini/55.gif" alt="http://www.webgif.org/gif_animate/feste_ricorrenze/babbo_natale/immagini/55.gif" /></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Passiamo ora all&#8217;<em><strong>albero di Natale</strong></em></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Ovviamente, come tutti sanno la &#8220;star&#8221; dell&#8217;occasione è l&#8217;abete</div>
<div>(le due specie usate sono: l&#8217;abete rosso= Picea excelsa</div>
<div>e l&#8217;abete bianco=Abies alba)</div>
<div>
<p>ma perché proprio l&#8217;abete?</p>
<div>Poiché l&#8217;abete è un albero sempreverde è da sempre considerato l&#8217;albero della nascita,fin dai tempi degli Egizi, dei Greci e Romani (che avevano l&#8217;usanza di regalarsi un rametto di una pianta sempreverde come augurio di buona fortuna) dei Celti ( i druidi lo onoravano in varie cerimonie) fino ai Cristiani (è stato scelto fra tutti gli alberi sempreverdi proprio per la sua forma triangolare che rappresenterebbe la Santa Trinità, secondo altre leggende invece sarebbe l&#8217;albero della vita o l&#8217;albero del bene e del male).</div>
</div>
<div></div>
<div>Il primo albero di Natale fu introdotto in Germania nel 1611 dalla duchessa di Brieg.</div>
<div>In Francia invece fu introdotto nel 1840 dalla duchessa d&#8217;Orleans .</div>
<div>In origine l&#8217;albero veniva addobbato con dei frutti (mele rosse e arance ) ma, con il passare degli anni alla frutta si sostituirono le palline di vetro (kugels che erano destinate a proteggere le case dagli spiriti).</div>
<div>Nel corso del XIX secolo in Lorena si fabbricarono delle palline in vetro soffiato di Boemia dipinte a mano che erano molto apprezzate.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><img src="http://marilagraphics.altervista.org/originidellalberodinatale/Animation6.gif" alt="" width="581" height="474" /></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Il simbolo principale della tradizione natalizia è il<em><strong> Presepe</strong></em></div>
<div></div>
<div><img src="https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xaf1/t31.0-8/p720x720/10863917_750817298326199_4119088622117482061_o.jpg" alt="" width="640" height="480" /></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Esso fu&#8230;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.pianetadonna.it/ormedellanima/profumo-di-natale/">Continua a leggere»</a></div>
<div></div>
<p>45&nbsp;Visite totali, nessuna visita odierna</p>
<div></div>
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		<title>La Modenese</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/la-modenese/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2016 20:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescapiazza2093</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[cacao]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[frigo]]></category>
		<category><![CDATA[mandorle]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[panna]]></category>
		<category><![CDATA[San Nicola]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui a Castelfranco Emilia, patria del tortellino, è periodo della festa di San Nicola, dedicata proprio ai tortellini ( rigorosamente in brodo). Se vi capita di passare, fidatevi, prendetene un piatto, sono da svenimento.Ma non solo: ieri ho fatto due chiacchiere con un nonnino dello stand del Nocino, avete presente? ecco che ho comprato una&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-modenese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><span>Qui a Castelfranco Emilia, patria del tortellino, è periodo della<b> festa di San Nicola</b>, dedicata proprio ai tortellini ( rigorosamente in brodo). Se vi capita di passare, fidatevi, prendetene un piatto, sono da svenimento.</span><br /><span>Ma non solo: ieri ho fatto due chiacchiere con un nonnino dello stand del <b>Nocino</b>, avete presente? ecco che ho comprato una bottiglia spettacolare.. e non potevo che inventare qualcosa&#8230;</span></span><br /><span><span>Qualcosa di rapido, giusto due orette, con gli avanzi della frolla di giovedì, e che richiami i sapori nostri, i classici:&nbsp;<b>Nocino, Barozzi, Mascarpone</b>.</span></span>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://4.bp.blogspot.com/-FoWZLBspvVQ/V9ZumZrCwNI/AAAAAAAABEs/oBAWqV6ZhQ4HURd2dPqg69FnFSnS4-YhgCK4B/s1600/IMG_3099.jpg"><img border="0" height="480" src="https://4.bp.blogspot.com/-FoWZLBspvVQ/V9ZumZrCwNI/AAAAAAAABEs/oBAWqV6ZhQ4HURd2dPqg69FnFSnS4-YhgCK4B/s640/IMG_3099.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://1.bp.blogspot.com/-NjLzuY-0r6s/V9W3QwHyh2I/AAAAAAAABEM/vRMKYmiMMaEU8amhygAkaKoZ0_C1TNxMwCK4B/s1600/ok3.jpg"><img border="0" height="242" src="https://1.bp.blogspot.com/-NjLzuY-0r6s/V9W3QwHyh2I/AAAAAAAABEM/vRMKYmiMMaEU8amhygAkaKoZ0_C1TNxMwCK4B/s400/ok3.jpg" width="400" /></a></div>
<p><span><span><br /></span></span><span><span><b><u>Frolla alle mandorle e cacao</u></b></span></span><br /><span><span>( Da una preparazione di Gianluca Fusto)</span></span><br /><span><span><span>La ricetta la trovate </span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://ladolcepartedime.blogspot.it/2016/09/dolce-quadro-cioccolato-e-caramello.html"><b>qui</b></a><span>, il procedimento è identico, ma utilizzate uno stampo tondo microforato delle dimensioni che preferite. Con queste dosi ho realizzato una diametro 18 cm ed una seconda 7 cm.&nbsp;</span></span></span><br /><span><span><b><u><br /></u></b></span></span><span><span><b><u>Biscotto simil- Barozzi</u></b></span></span></p>
<ul>
<li><span><span>80g di cioccolato fondente 70%</span></span></li>
<li><span><span>38g di burro morbido</span></span></li>
<li><span><span>30g di burro d&#8217;arachidi</span></span></li>
<li><span><span>10g di fondi di caffè ( della moka)</span></span></li>
<li><span><span>25g di farina di mandorle&nbsp;</span></span></li>
<li><span><span>35g di tuorli</span></span></li>
<li><span><span>90g di albume</span></span></li>
<li><span><span>30g di zucchero semolato</span></span></li>
<li><span><span>15g di miele.</span></span></li>
</ul>
<div><span><span>Fondete il cioccolato al microonde a media potenza: mescolate ogni tanto per distribuire il calore ed evitare che bruci.&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span>In una boule miscelate il cioccolato con il burro morbido, quindi aggiungetevi i tuorli poco per volta. Passate rapidamente il burro d&#8217;arachidi al microonde ed aggiungetelo al composto insieme al caffè ed alla farina di mandorle.&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span>In un recipiente, meglio se vetro, montate gli albumi aggiungendo progressivamente lo zucchero ed il miele. Aggiungete la meringa poco per volta all&#8217;impasto, con movimenti dal basso verso l&#8217;alto per non smontare il tutto.&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span>Stendere l&#8217;impasto sulla cartaforno o silpat in modo tale da ottenere uno strato di 0,5 cm di altezza. Cuocete in forno termoventilato a 170° per 8 minuti circa. Una volta sfornata lasciatela completamente raffreddare.&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span><b><u><br /></u></b></span></span></div>
<div><span><span><b><u>Ganache al cioccolato:</u></b></span></span></div>
<div><span><span><span>( Da&nbsp;</span></span><span>Ecole du Grand Chocolat Valrhona)</span></span></div>
<div>
<ul>
<li><span>100g di cioccolato fondente al 70%</span></li>
<li><span>150g di panna fresca</span></li>
<li><span>25g di miele millefiori</span></li>
</ul>
<div><span><span>Portate la panna ed il miele ad ebollizione.</span></span></div>
<div><span><span>Sciogliete il cioccolato al microonde ( tenete sempre presente le accortezze suddette), quindi aggiungete in 3 volte la panna bollente mescolando con una spatola in modo da creare una buona emulsione.&nbsp;</span></span></div>
</div>
<div><span><span>Coprire ed attendere che raffreddi.&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><b><u>Chantilly al Mascarpone e Nocino</u></b></span></span></div>
<div>
<ul>
<li><span><span>45g di Nocino di Modena</span></span></li>
<li><span><span>200g di mascarpone</span></span></li>
<li><span><span>250g di panna fresca.</span></span></li>
</ul>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://1.bp.blogspot.com/--3IfPzAOECQ/V9W3_bgIJWI/AAAAAAAABEc/DsKIlsXbYtktoPFMQJ-OIHEiOU1688XQACK4B/s1600/bocchetta.jpeg"><img border="0" height="200" src="https://1.bp.blogspot.com/--3IfPzAOECQ/V9W3_bgIJWI/AAAAAAAABEc/DsKIlsXbYtktoPFMQJ-OIHEiOU1688XQACK4B/s200/bocchetta.jpeg" width="200" /></a><span><span>Lasciate ammorbidire il mascarpone a temperatura ambiente ( è sufficiente tenerlo fuori dal frigo mezzora), quindi aggiungetevi in più riprese il nocino in modo tale che amalgami a dovere. Lasciate riposare in frigorifero per mezz&#8217;ora.</span></span></div>
</div>
<div><span><span>Montate quindi la panna, aggiungete il composto mascarpone-liquore e montate altri 10 secondi. Lasciate riposare in frigo un&#8217;altra decina di minuti.</span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><b><u>Assemblaggio</u></b>:</span></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://1.bp.blogspot.com/--A_im0akqMQ/V9W3lvEfWBI/AAAAAAAABEU/Qg8uwLbb1BgRJaiIFHseE6iCXh9tdDoAwCK4B/s1600/ok.fetta.jpg"><img border="0" height="300" src="https://1.bp.blogspot.com/--A_im0akqMQ/V9W3lvEfWBI/AAAAAAAABEU/Qg8uwLbb1BgRJaiIFHseE6iCXh9tdDoAwCK4B/s400/ok.fetta.jpg" width="400" /></a></div>
<div><span><span>Disponete entro il guscio di frolla ( freddo) il biscotto Barozzi, quindi colatevi sopra della ganache rimanendo 3mm sotto al bordo della crostata. Con un sac à poche ed una bocchetta da Saint Honorè ( foto) create dei petali con la Chantilly; in alterantiva potete utilizzare una bocchetta liscia e fare dei semplici spuntoni. Completate il decoro con petali di cioccolato fondente, una spolverata di cacao amaro ed argento alimentare in fogli.&nbsp;</span></span></div>
<div></div>
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		<title>Peperoni Arrostiti</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/peperoni-arrostiti/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 15:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fattoincasaepiubuono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[peperoni]]></category>
		<category><![CDATA[piatti]]></category>
		<category><![CDATA[San Nicola]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Estate&#8230;Come si fa a non apprezzare questa stagione magica che pullula di amore, buon cibo,  colori e mare.  Questo è il periodo dove la terra ci dona i suoi migliori &#34;frutti&#34;, qui possiamo osare preparando piatti prelibati grazie al mare e alla sua ricchezza unendola ad ortaggi e verdure speciali.  Ma l&#039;estate è anche piatti&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/peperoni-arrostiti/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-w7srHoI8CuU/V6yVZN1TKfI/AAAAAAAAGrg/e8f90asbEYUOiq3FIakp0hHrJSdYeZXEQCLcB/s1600/DSC_0293.JPG"><img border="0" src="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-w7srHoI8CuU/V6yVZN1TKfI/AAAAAAAAGrg/e8f90asbEYUOiq3FIakp0hHrJSdYeZXEQCLcB/s1600/DSC_0293.JPG" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Estate&#8230;Come si fa a non apprezzare questa stagione magica che pullula di amore, buon cibo, </div>
<div>colori e mare. </div>
<div>Questo è il periodo dove la terra ci dona i suoi migliori &quot;frutti&quot;, qui possiamo osare preparando piatti prelibati grazie al mare e alla sua ricchezza unendola ad ortaggi e verdure speciali. </div>
<div>Ma l&#039;estate è anche piatti semplici della tradizione e dei ricordi come i &quot;peperoni arrostiti&quot;. </div>
<div>Premetto, i peperoni non li preparo solo ad Agosto, ma questo piatto da il via alle mie vacanze. Ricordo San Nicola a Mare, Cilento, quando nonno accendeva il barbeque per arrostire i peperoni, quell&#039;odore favoloso inondava tutta la piazza del villaggio. Allora sì che per me era estate. La sera arrostivamo la carne, preparavamo le</div>
<div>Bruschette, papà tagliava le pesche per il vino, dette &quot;percoche&quot; e la Nonna portava i peperoni puliti e conditi con i suoi amati capperi siciliani e una spruzzata di limone fresco e si cenava tutti insieme.</div>
<div>Oggi vi racconto come prepararli, poi ci &quot;rivediamo&quot; più in là perché tra un po vado in vacanza.</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.fattoincasaepiubuono.it/2016/08/peperoni-arrostiti.html#more">Vai all&#039;articolo &gt;</a></p>
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