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	<title>Food Blogger Mania &#187; San Matteo</title>
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		<title>La pizza più buona di New York</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 09:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinziads89</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Carmine Street]]></category>
		<category><![CDATA[Espresso Bar]]></category>
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		<category><![CDATA[Lenox Ave]]></category>
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		<description><![CDATA[La pizza più buona di New York La pizza più buona di New York Se siete in vacanza nella Grande Mela e avete una voglia matta di pizza, non disperate: ecco a voi La pizza più buona di New York! Eh si, perché anche oltreoceano esistono locali dove è possibile assaporare una pizza buona quanto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-pizza-piu-buona-di-new-york/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/03/pizza.jpg"><img class="size-full wp-image-9640" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/03/pizza.jpg" alt="La pizza più buona di New York" width="550" height="413" /></a><br />
<figcaption>La pizza più buona di New York</figcaption>
</figure>
<h1>La pizza più buona di New York</h1>
<p>Se siete in vacanza nella Grande Mela e avete una voglia matta di pizza, non disperate: ecco a voi La pizza più buona di New York! Eh si, perché anche oltreoceano esistono locali dove è possibile assaporare una pizza buona quanto quella di Michele o di Sorbillo.</p>
<p>Inizialmente, le migliori pizzerie dal sapore partenopeo si trovavano solo a Little Italy ma oggi ce ne sono di buone anche nell&#8217;Upper East Side, a Brooklyn e nel Greenwich Village.</p>
<p>Certo, il costo di una margherita non è lo stesso praticato a Napoli (i 5-6€ sono ben lontani dai 16-17$) ma si sa, la qualità si paga.</p>
<p>E dunque, ecco a voi le migliori pizzerie di New York, la perfetta combinazione tra il caos della metropoli americana e il gusto e il sole della Campania.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>San Matteo Pizza Espresso Bar (<span>1739 2nd Ave 10128, New York City, N)</span></h3>
<p>Un piccolo ristorante nell&#8217;Upper East Side molto amato dai newyorkesi e dagli emigrati italiani che hanno nostalgia di una vera pizza napoletana.</p>
<p>Da San Matteo la pizza è quella della tradizione napoletana, con cornicione alto, lievitazione perfetta, impasto morbido e digeribile, rigorosamente cotta nel forno a legna.</p>
<p>Tutte le pizze sono preparati con ingredienti italiani come i pomodori San Marzano, Parmigiano Reggiano, capperi di Pantelleria, mozzarella di bufala, soppressata e nduja calabresi, prosciutto di Parma, ecc.</p>
<p>Il pezzo forte sono i panuozzi, riccamente farciti e in grado di portare la mente ai colori e ai profumi dei paesini del salernitano, patria di queste bontà.</p>
<p>L&#8217;ottimo rapporto qualità-prezzo (17$ per una pizza margherita è esagerato per l&#8217;Italia ma ottimo per gli USA) e la simpatia e cortesia dei titolari, fanno del San Matteo un angolo di Campania nel cuore di New York, raccomandato senza ombra di dubbio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>SottoCasa Pizzeria (<span><span>227 Lenox Ave</span>, <span>New York City, NY 10027-6542)</span></span></h3>
<p>Con 2 sedi, una a Brooklyn l&#8217;altra ad Harlem, questa è il classico posto &#8220;sotto casa&#8221;, dove cenare quando non si ha voglia di cucinare, gustando piatti tipici della tradizione italiana in un&#8217;atmosfera accogliente e familiare.</p>
<p>Gestito da italiani, appena entrati vi sembrerà di essere stati catapultati in una pizzeria italiana, grazie al menu incentrato su pizze e calzoni preparati con prodotti tipici italiani come i pomodori di Agerola, la burrata di Andria, la soppressata, il prosciutto di Parma, ecc.</p>
<p>Le pizze sono &#8220;alla napoletana&#8221;, con cornicione alto, impasto a lunga lievitazione e cottura in forno a legna.</p>
<p>Un angolo di Campania con conto americano (due pizze e due birre 40$).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Song E Napule (<span><span>146 W Houston St</span>, <span>New York City, NY 10012-2561)</span></span></h3>
<p>Un vero e proprio angolo di Napoli nel cuore del Greenwich Village, tra magliette dei giocatori del Napoli appese alle pareti, foto di Maradona e piatti celesti.</p>
<p>Il locale è piccolissimo e i pochi tavoli sono vicinissimi pertanto dimenticatevi la privacy e l&#8217;atmosfera romantica e lasciatevi coinvolgere dalla simpatia e la goliardia dei camerieri.</p>
<p>Il menu propone primi piatti tipici della tradizione campana come gli &#8220;spaghetti a vongole&#8221; cotti al dente (con pasta De Cecco, naturalmente), gnocchi alla sorrentina, parmigiana di melanzane e la mitica pizza margherita, rigorosamente con il cornicione alto e soffice, digeribile, condita con pomodoro e mozzarella di agerola.</p>
<p>Interessanti anche gli arancini e i dolci rigorosamente fatti in casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Numero 28 (28 Carmine Street)</h3>
<p>Con due sedi entrambe nel Greenwich Village, Numero 28 è una delle poche pizzerie di New York dove l&#8217;impasto della pizza è rigorosamente fatto in casa, ben lievitato e cotto nel forno di mattoni, come da tradizione.<br />
Il risultato è una pizza con base sottile, croccante e leggera, disponibile &#8220;al piatto&#8221; o &#8220;alla pala&#8221;.</p>
<p>Gli ingredienti usati sono scelti attentamente e provengono dalla Campania: i pomodori del Vesuvio, la mozzarella di bufala di Battipaglia, basilico fresco, olio extravergine di oliva made in Italy.</p>
<p>Oltre alla pizza, gli affamati qui potranno gustare anche bruschette, crocchette, arancini, parmigiana di melanzane, ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ribalta (<span><span>48 E 12th St</span>, <span>New York City, NY 10003-4640)</span></span></h3>
<p>Una pizzeria accogliente e informale, nei pressi di Union Street, dove potrete assaggiare una pizza a lievitazione naturale, ben condita e accompagnata da un buon bicchiere di birra Moretti.</p>
<p>Una nota di merito va alla pizza Ribalta, con mozzarella, salsiccia e broccoli, e al calzone ripieno di mozzarella e prosciutto di Parma.</p>
<p>Per gli affamati, consiglio gnocchi alla sorrentina, frittura di calamari e polipetti e, per dolce, un buon tiramisù degno di competere con Pompi di Roma.</p>
<p>Ribalta è il posto giusto per gli italiani in vacanza nella Grande Mela, sia per il buon cibo sia per l&#8217;ottimo rapporto qualità-prezzo.</p>
<p>Da provare!</p>
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<h3>Sorbillo (<span>334 Bowery, New York City, NY 10012-2430)</span></h3>
<p>Uno dei must della pizza partenopea ha aperto i battenti anche a Downton: Gino Sorbillo, un nome una garanzia!</p>
<p>Un piccolo locale contraddistinto dal tendone blu con la scritta bianca dove il sapiente Gino Sorbillo vi delizierà con la bontà dei piatti tipici della tradizione campana.</p>
<p>Il menu propone antipasti (crocche di patate, bruschette, mozzarelline fritte, calamari fritti, ecc.), primi piatti (gnocchi alla sorrentina, scarole, ecc), pizze e dolci (cannolo e babà of course).</p>
<p>Le pizze, chiaramente, sono le più richieste: margherita con mozzarella di bufala, marinara, calzone napoletano e persino il calzone con le scarole.</p>
<p>Un vero angoli di Napoli nel cuore di Downtown!</p>
<p>Consigliato quando la nostalgia di casa si fa sentire più di ogni cosa!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caravaggio e La Vocazione di San Matteo</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nonsiamofoodblogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Cappella Contarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Del Monte]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte Wikipedia]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Buonarroti]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Merisi]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Reale]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Clemente]]></category>
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		<description><![CDATA[Considerato l’enorme successo che questo grande artista sta riscontrando da qualche anno a questa parte &#8211; e vista la presenza a Milano della bella mostra a lui dedicata a Palazzo Reale &#8211; abbiamo pensato di fare anche noi un piccolo omaggio a Caravaggio dedicando un post ad una delle sue opere più celebri e rappresentative:&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/caravaggio-e-la-vocazione-di-san-matteo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/lavocazionedisanmatteoparticolare.jpg"><img class="alignnone wp-image-2210" src="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/lavocazionedisanmatteoparticolare.jpg?w=500&amp;h=340" alt="" width="500" height="340" /></a></p>
<p>Considerato l’enorme successo che questo grande artista sta riscontrando da qualche anno a questa parte &#8211; e vista la presenza a Milano della bella mostra a lui dedicata a Palazzo Reale &#8211; abbiamo pensato di fare anche noi un piccolo omaggio a Caravaggio dedicando un post ad una delle sue opere più celebri e rappresentative: la Vocazione di San Matteo.</p>
<p>E’ un dipinto olio su tela, realizzato intorno al 1599; si tratta della prima commissione pubblica di Michelangelo Merisi e dell’opera di dimensioni più ragguardevoli da lui realizzata fino a quel momento: ben 322 x 340 cm.  E’ possibile ammirare questo capolavoro a Roma, presso la Cappella Contarelli di San Luigi dei Francesi, insieme alle altre due opere che fanno parte del “Ciclo di San Matteo”, ossia San Matteo e l’angelo e Il Martirio di San Matteo.</p>
<p>La cappella era stata acquistata nel 1595 da Mathieu Cointrel (poi divenuto il cardinal Contarelli) che aveva lasciato al suo esecutore testamentario un documento contenente istruzioni dettagliate su come decorare la suddetta cappella. La commissione fu inizialmente affidata a Giuseppe Cesari (detto Cavalier d’Arpino), che non portò mai a termine il lavoro a causa dei suoi pressanti impegni con Papa Clemente VIII Aldobrandini. Fu così che il cardinal Del Monte – grande collezionista d’arte e protettore di Caravaggio – riuscì ad ottenere la prestigiosa commissione per il “suo pittore”.</p>
<p>Si tratta della prima grande opera dove possiamo osservare il sapiente contrasto di luce ed ombra tipico di Caravaggio: certamente una delle sue caratteristiche più distintive che – oltre ad aver accresciuto la sua fama – ha contribuito alla nascita di un nuovo movimento artistico detto appunto “caravaggesco”.  La scena si svolge in un ambiente spoglio ed angusto, quasi completamente avvolto da una fitta penombra: l’unica eccezione è un fascio di luce proveniente da destra. Sullo sfondo una finestra coperta con i pannelli d’incerata o da carta ci rivela l’esistenza di una parete.</p>
<p>Sempre dall’estrema destra vediamo entrare in scena Gesù, quasi completamente coperto dalla figura di Pietro, che volge risolutamente la mano verso Matteo, in un gesto che è un chiaro rimando alla celebre “Creazione di Adamo” di Michelangelo Buonarroti. Matteo  &#8211; seduto al tavolo con altri quattro esattori – volge lo sguardo stupito verso Gesù e, con un gesto molto naturale, indica con il dito indice sé stesso. Tra tutti i suoi compagni solo i due giovani a destra si accorgono della cosa, incrociando con Gesù un complesso gioco di sguardi. Il vecchio con gli occhiali ed il paggio continuano imperterriti a contare i denari. La luce resta l’altra grande protagonista di quest’opera, luce che proviene fuori dalla scena, direttamente dalle spalle di Gesù; si tratta di luce reale ma è soprattutto Luce Divina, la Grazia che illumina tutti gli uomini e sta ad indicare che la chiamata di Dio è universale, spetta a ciascuno di noi – secondo coscienza – rispondere. Colpisce infine l’incredibile realismo reso dal Caravaggio, la “quotidianità” della scena che avrebbe potuto svolgersi in una qualsiasi osteria frequentata dall’artista stesso.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/la_vocazione_di_san_matteo.jpg"><img class="alignnone wp-image-2211" src="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/la_vocazione_di_san_matteo.jpg?w=500&amp;h=469" alt="" width="500" height="469" /></a></p>
<p>La Vocazione di San Matteo &#8211; Fonte Wikipedia</p>
<p>  <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nonsiamofoodblogger.wordpress.com/2209/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nonsiamofoodblogger.wordpress.com/2209/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nonsiamofoodblogger.com&amp;blog=64064442&amp;post=2209&amp;subd=nonsiamofoodblogger&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /></p>
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