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	<title>Food Blogger Mania &#187; realt</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Pasta al microonde, sì davvero: come preparare pennette con melanzane e pomodorini in modo facile e veloce</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2026 09:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deliziadivina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le pennette con melanzane e pomodorini si possono preparare anche nel microonde e il risultato è un primo piatto semplice, gustoso e perfetto per risparmiare tempo in cucina. Per molte persone il microonde resta legato a riscaldare gli avanzi o scongelare velocemente, ma in realtà può diventare un alleato utile anche per cucinare un piatto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pasta-al-microonde-si-davvero-come-preparare-pennette-con-melanzane-e-pomodorini-in-modo-facile-e-veloce/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.deliziadivina.it/wp-content/uploads/2026/05/Pasta-con-melanzane-e-pomodorini.webp" alt="Pasta con melanzane e pomodorini" width="1200" height="800" /></p>
<p>Le pennette con melanzane e pomodorini si possono preparare anche nel microonde e il risultato è un primo piatto semplice, gustoso e perfetto per risparmiare tempo in cucina. Per molte persone il microonde resta legato a riscaldare gli avanzi o scongelare velocemente, ma in realtà può diventare un alleato utile anche per cucinare un piatto [&#8230;]</p>
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		<title>Perché non usare i coni per pulire le orecchie</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2026 14:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte persone, nel tentativo di prendersi cura della propria igiene in modo naturale, si affidano a rimedi che sembrano sicuri solo perché radicati in tradizioni antiche, ma nel caso dei coni auricolari la realtà è ben diversa e potenzialmente pericolosa. Conosciuti anche come candele per le orecchie o candele Hopi, questi strumenti vengono spesso venduti&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/perche-non-usare-i-coni-per-pulire-le-orecchie/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/perche-non-usare-coni-per-pulire-orecchie/" title="Perché non usare i coni per pulire le orecchie" rel="nofollow"><img width="696" height="522" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/04/cono-pulizia-orecchie-768x576.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Cono per pulire le orecchie in mano femminile" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Molte persone, nel tentativo di prendersi cura della propria igiene in modo naturale, si affidano a rimedi che sembrano sicuri solo perché radicati in tradizioni antiche, ma nel caso dei coni auricolari la realtà è ben diversa e potenzialmente pericolosa.</p>
<p>Conosciuti anche come candele per le orecchie o candele Hopi, questi strumenti vengono spesso venduti come una soluzione magica per eliminare il cerume e “tossine” non meglio specificate, ma <strong>la scienza moderna ha un parere decisamente opposto</strong>.</p>
<p>Vediamo insieme, quindi, perché non usare i coni per pulire le orecchie e come ammorbidire il cerume correttamente per favorirne la fuoriuscita nel padiglione auricolare senza correre il rischio di danneggiare il sistema uditivo.</p>
<h2>Come funzionano (o dicono di funzionare) i coni per pulire le orecchie</h2>
<p>I coni auricolari sono cilindri cavi, lunghi solitamente tra i 20 e i 30 centimetri, realizzati in tessuto imbevuto di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/miele-di-favo-cosa-e-proprieta-come-usarlo-acquistarlo/">cera d&#8217;api</a> o di paraffina.</p>
<p>Secondo chi promuove questo metodo, che prevede di inserire l&#8217;estremità più sottile nel condotto uditivo e accendere quella superiore, la fiamma creerebbe una pressione negativa — il cosiddetto “<strong>effetto camino</strong>” — in grado di aspirare il cerume verso l&#8217;alto e scioglierlo grazie al calore prodotto.</p>
<p>Si sostiene, inoltre, che questa pratica possa curare una vasta gamma di disturbi, dai semplici raffreddori e malanni stagionali fino a problemi ben più gravi, nonostante non esista alcuna prova scientifica a supporto di tali affermazioni.</p>
<h3>La grande illusione del residuo</h3>
<p>Uno dei motivi per cui molte persone continuano a credere in questo rimedio è il “<strong>risultato visibile</strong>” alla fine del trattamento.</p>
<p>Infatti, una volta che si spegne il cono e lo si taglia tagliato a metà, si nota spesso una sostanza giallastra e densa al suo interno, che l&#8217;utente identifica erroneamente come il cerume estratto dall&#8217;orecchio.</p>
<p>In realtà, è stato dimostrato che<strong> quel residuo è soprattutto il prodotto della combustione della candela stessa</strong>, ovvero un mix di cera e cenere del tessuto che si è depositato sul fondo.</p>
<p>Prove effettuate su condotti uditivi precedentemente puliti hanno mostrato lo stesso identico residuo, confermando che poco o nulla viene realmente aspirato dall&#8217;orecchio.</p>
<h2>I pericoli reali dietro un rimedio apparentemente innocuo</h2>
<p>L&#8217;utilizzo dei coni non è solo poco efficace, ma è considerato <strong>altamente rischioso</strong> da medici e autorità sanitarie internazionali, dato che maneggiare fiamme libere vicino al viso e ai capelli e introdurre sostanze calde in un organo estremamente delicato espone a incidenti che possono avere conseguenze permanenti.</p>
<h3>I rischi principali per la salute:</h3>
<ul>
<li><strong>Gravi ustioni</strong>: il rischio più comune è rappresentato dalle bruciature causate dalla cera calda o dalla cenere incandescente che può cadere sulla pelle del viso, del collo o direttamente all&#8217;interno del condotto uditivo.</li>
<li><strong>Occlusione da cera fusa</strong>: la cera del cono stesso può colare all&#8217;interno dell&#8217;orecchio, depositandosi sulla membrana timpanica e creando un blocco solido che può causare una perdita temporanea dell&#8217;udito e che richiede l&#8217;intervento di un medico per essere rimosso (spesso in anestesia locale).</li>
<li><strong>Perforazione del timpano</strong>: il calore intenso o l&#8217;inserimento scorretto del cono possono portare alla rottura della membrana timpanica, un danno serio che compromette la capacità uditiva.</li>
<li><strong>Infezioni secondarie</strong>: le lesioni causate dal calore o dai residui possono favorire l&#8217;insorgenza di otiti esterne dolorose e difficili da trattare.</li>
<li><strong>Incendi accidentali</strong>: non è raro che la fiamma del cono provochi l&#8217;incendio involontario dei capelli o dell&#8217;ambiente circostante durante il trattamento.</li>
</ul>
<p>Per di più, invece di rimuovere l&#8217;ostruzione, il cono può agire<strong> come un pistone</strong>, spingendo il cerume già presente ancora più in profondità e rendendo necessaria una procedura medica complessa per la sua estrazione.</p>
<h2>Gli esperti che dicono “no”</h2>
<p>Le principali agenzie sanitarie, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.accessdata.fda.gov/cms_ia/importalert_225.html" target="_blank" rel="noopener">come la FDA negli Stati Uniti</a>, hanno emesso avvisi formali per mettere in guardia i consumatori dai pericoli legati a questa pratica.</p>
<p>Anche gli specialisti otorinolaringoiatri sottolineano come non esista alcuna necessità fisiologica di “aspirare” il cerume in questo modo, poiché l&#8217;orecchio possiede un<strong> meccanismo naturale di autopulizia</strong> che trasporta i detriti verso l&#8217;esterno.</p>
<p>L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda esplicitamente di non introdurre nulla all&#8217;interno del condotto uditivo, citando i coni e i bastoncini di cotone come strumenti che aumentano il rischio di danni strutturali e infezioni.</p>
<h2>Come ammorbidire il cerume in modo sicuro</h2>
<p>Il modo migliore per mantenere le orecchie sane è, paradossalmente,<strong> non pulirle eccessivamente</strong>, poiché il cerume è un prezioso alleato naturale che protegge il condotto auricolare da batteri, funghi e polvere.</p>
<p>Pertanto è sufficiente concentrarsi sulla parte visibile dell&#8217;orecchio nella pulizia quotidiana di <em>routine</em>, utilizzando un fazzoletto o un panno inumidito con acqua tiepida per detergere solo il padiglione auricolare e l&#8217;imboccatura del condotto <strong>senza andare in profondità</strong> e poi asciugandoli delicatamente con il bordo di un asciugamano.</p>
<p>Tuttavia, se senti l&#8217;orecchio leggermente ostruito da del cerume naturalmente secco, puoi ricorrere a prodotti emollienti:</p>
<ol>
<li><strong>Gocce ceruminolitiche</strong>: esistono in farmacia gocce specifiche approvate (spesso a base di glicerolo, olio d&#8217;oliva o perossido di carbamide) che ammorbidiscono il cerume e ne facilitano l&#8217;uscita naturale.</li>
<li><strong>Acqua ossigenata</strong>: può essere utilizzata per lavaggi, ma deve essere sempre diluita al 50% con acqua tiepida, in quanto usarla pura o fredda può causare forti irritazioni o vertigini.</li>
<li><strong>Irrigazione delicata</strong>: è possibile utilizzare una piccola siringa senz&#8217;ago per introdurre acqua tiepida nel condotto con estrema delicatezza, favorendo il deflusso del materiale.</li>
</ol>
<h2>Quando fermarsi e rivolgersi al medico</h2>
<p>L&#8217;automedicazione ha dei<strong> limiti precisi</strong>, superati i quali si rischia di peggiorare la situazione.</p>
<h3>Tappi di cerume ostinati</h3>
<p>Se il tappo è profondo e occlude completamente il condotto, non provare a rimuoverlo autonomamente, visto che potresti spingerlo contro il timpano o causare un&#8217;infezione.</p>
<h3>Sintomi di allarme</h3>
<p>In presenza di dolore, ronzii (acufeni), vertigini o una riduzione dell&#8217;udito significativa (orecchio ovattato), è necessario consultare un otorinolaringoiatra.</p>
<h3>Controindicazioni al lavaggio</h3>
<p>Qualora tu abbia avuto perforazioni timpaniche, ti sia sottoposto a interventi chirurgici recenti o soffra di otite media acuta, non introdurre mai liquidi nell&#8217;orecchio senza aver consultato il tuo dottore.</p>
<p>In ogni caso, tieni sempre presente che il sistema uditivo è estremamente delicato e complesso e che <strong>solo un medico può estrarre il cerume in totale sicurezza</strong>, impiegando strumenti come l&#8217;otoscopio, l&#8217;aspirazione clinica o il lavaggio auricolare professionale con siringhe apposite.</p>
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		<title>Kensho Restaurant</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 20:00:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono posti che ti incuriosiscono ancora prima di entrarci, e Kensho è sicuramente uno di questi. Nel pieno centro di Torino, a due passi dalle vie più vive della città, si presenta come una realtà diversa dal classico ristorante giapponese, con un’impronta più contemporanea e ricercata. Già dando un’occhiata al menù si capisce subito&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/kensho-restaurant/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono posti che ti incuriosiscono ancora prima di entrarci, e Kensho è sicuramente uno di questi. Nel pieno centro di Torino, a due passi dalle vie più vive della città, si presenta come una realtà diversa dal classico ristorante giapponese, con un’impronta più contemporanea e ricercata.</p>
<p>Già dando un’occhiata al menù si capisce subito che qui il sushi è solo una parte dell’esperienza: accanto ai grandi classici trovano spazio piatti più creativi, contaminazioni e proposte che puntano a sorprendere, come il percorso omakase o alcune creazioni che mixano ingredienti e tecniche in modo non banale.<span>  </span></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sushiando.it/ristoranti-giapponesi-alla-carta/torino/kensho-restaurant/">Kensho Restaurant</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sushiando.it">Sushiando</a>.</p>
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		<title>Arcadia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 19:58:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel cuore di Torino, all’interno della suggestiva Galleria Subalpina, Arcadia si presenta come una realtà elegante e ben inserita in uno dei contesti più caratteristici della città. È uno di quei ristoranti che attirano già per la posizione, ma che costruiscono la propria identità su una proposta più ampia e curata. L’idea è quella di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/arcadia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore di Torino, all’interno della suggestiva Galleria Subalpina, Arcadia si presenta come una realtà elegante e ben inserita in uno dei contesti più caratteristici della città. È uno di quei ristoranti che attirano già per la posizione, ma che costruiscono la propria identità su una proposta più ampia e curata.</p>
<p>L’idea è quella di un ristorante che punta su un’esperienza completa, dove ambiente e cucina si muovono insieme per creare qualcosa di più strutturato rispetto alla semplice uscita informale. Il prezzo si colloca in una fascia medio-alta, coerente con un’impostazione che guarda a una clientela alla ricerca di un contesto più raffinato.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sushiando.it/ristoranti-giapponesi-alla-carta/torino/arcadia/">Arcadia</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sushiando.it">Sushiando</a>.</p>
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		<title>Le petit restaurant japonais</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 19:50:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel centro storico di Avigliana, tra le atmosfere raccolte di Piazza Conte Rosso, Le Petit Restaurant Japonais si presenta come una realtà fuori dal contesto urbano più caotico, perfetta per chi cerca un’esperienza giapponese più intima e lontana dalla città. L&#8217;articolo Le petit restaurant japonais sembra essere il primo su Sushiando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel centro storico di Avigliana, tra le atmosfere raccolte di Piazza Conte Rosso, Le Petit Restaurant Japonais si presenta come una realtà fuori dal contesto urbano più caotico, perfetta per chi cerca un’esperienza giapponese più intima e lontana dalla città.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sushiando.it/ristoranti-giapponesi-alla-carta/torino/le-petit-restaurant-japonais-avigliana/">Le petit restaurant japonais</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sushiando.it">Sushiando</a>.</p>
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		<title>Come scegliere il corriere giusto in base a budget, urgenza e destinazione</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TanteDelizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spedire un pacco sembra un&#8217;operazione semplice. Si prepara la scatola, si stampa un&#8217;etichetta e si aspetta che qualcuno suoni al campanello del destinatario. In realtà, dietro ogni spedizione ci sono diverse valutazioni che, se trascurate, possono avere degli effetti negativi sul percorso logistico. Il corriere sbagliato può significare tempi dilatati, costi fuori controllo o, peggio,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-scegliere-il-corriere-giusto-in-base-a-budget-urgenza-e-destinazione/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spedire un pacco sembra un&#8217;operazione semplice. Si prepara la scatola, si stampa un&#8217;etichetta e si aspetta che qualcuno suoni al campanello del destinatario. In realtà, dietro ogni spedizione ci sono diverse valutazioni che, se trascurate, possono avere degli effetti negativi sul <strong>percorso logistico</strong>.</p>
<p>Il corriere sbagliato può significare tempi dilatati, costi fuori controllo o, peggio, un pacco che finisce nel limbo. C&#8217;è, però, una buona notizia: orientarsi in questo settore non richiede competenze da esperto: bastano tre criteri (budget, urgenza e destinazione) per fare la scelta giusta. E qualche <strong>strumento digitale</strong> che renda il confronto tra le opzioni immediato.</p>
<h2>Partire dal confronto: la base di ogni buona scelta</h2>
<p>Quando ci si trova davanti alla necessità di spedire un pacco, la prima cosa da fare è mettere a confronto le <strong>tariffe dei diversi corrieri disponibili</strong>, un&#8217;operazione che fino a pochi anni fa richiedeva telefonate e richieste di preventivo ma che oggi, grazie a piattaforme come <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cloppy.it/">Cloppy</a>, si riduce a pochi clic sul proprio computer o telefono, perché il sistema compara in automatico i prezzi dei principali operatori e restituisce un elenco chiaro e aggiornato, con tariffe comprensive di IVA e prive di costi nascosti, permettendo così a chiunque di individuare il <strong>corriere più economico</strong> senza rinunciare a un <strong>servizio espresso</strong> con ritiro e consegna a domicilio, il tutto con la sicurezza di un&#8217;azienda che opera nel settore delle spedizioni dal 2014 e che offre sconti fino all&#8217;80% sulle tariffe standard.</p>
<h2>Il budget da considerare</h2>
<p>Per chi spedisce con regolarità, il costo di ogni singola spedizione pesa molto. Risparmiare anche solo due o tre euro a pacco, moltiplicato per decine di invii al mese, genera un risparmio che a fine anno diventa notevole.</p>
<p>La strategia migliore è quella di <strong>non legarsi a un unico corriere</strong>. I prezzi variano in funzione del peso, delle dimensioni e della tratta. Un operatore molto conveniente per le spedizioni locali potrebbe risultare caro sulle tratte internazionali, e viceversa.</p>
<p>Per questo motivo, avere a disposizione un <strong>comparatore di prezzi</strong> cambia tutto. Si inseriscono i dati del pacco (peso, misure, punto di partenza e destinazione) e in pochi secondi si ottiene la lista delle opzioni ordinate per prezzo.</p>
<p>Naturalmente, tariffa più bassa non dovrebbe mai significare assenza di garanzie. Una protezione base contro danni e smarrimenti dovrebbe essere sempre presente. Altrimenti il risparmio rischia di trasformarsi in una perdita ben più grande.</p>
<h2>L&#8217;urgenza: quando il tempo stringe</h2>
<p>Ci sono situazioni in cui il prezzo passa in secondo piano. In certi casi conta una sola cosa: la velocità. Le spedizioni espresse garantiscono <strong>consegne in 24 o 48 ore</strong> sulla maggior parte del territorio italiano, e tempi competitivi anche verso l&#8217;estero. Il punto è che non tutti i corrieri esprimono le stesse prestazioni su tutte le tratte. Alcuni eccellono nelle consegne rapide tra grandi città, altri coprono meglio le zone periferiche o le isole.</p>
<p>Chi ha fretta dovrebbe verificare anche la <strong>possibilità di ritiro in giornata</strong>. Nelle principali città italiane questo servizio esiste ed è più accessibile di quanto si pensi. Significa che il pacco viene prelevato lo stesso giorno della prenotazione, in modo da guadagnare ore rispetto a un ritiro programmato per il giorno dopo.</p>
<h2>La destinazione: Italia, Europa o oltre</h2>
<p>Ogni fascia di destinazione porta con sé variabili diverse: dogane, tempi di transito, normative locali, costi accessori. Un corriere forte sulla rete nazionale potrebbe non avere la stessa capillarità all&#8217;estero.</p>
<p>Per le <strong>spedizioni nazionali</strong>, la scelta è ampia e i prezzi generalmente contenuti. Il vero discrimine sta nei servizi aggiuntivi: consegna al piano, possibilità di spedire in contrassegno, punti di raccolta convenzionati come alternativa al domicilio.</p>
<p>Quando si varca il confine, i tempi possono essere più lunghi e la trasparenza diventa ancora più importante. Sapere in anticipo quanto si spenderà, con cifre definitive, tasse comprese, evita brutte sorprese. E <strong>poter tracciare il pacco</strong> in ogni fase del viaggio offre quella tranquillità che, su tratte lunghe, è fondamentale.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tantedelizie.it/2026/03/22/come-scegliere-il-corriere-giusto-in-base-a-budget-urgenza-e-destinazione/">Come scegliere il corriere giusto in base a budget, urgenza e destinazione</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tantedelizie.it">Tantedelizie</a>.</p>
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		<title>Crostino con Salsiccia e Pecorino</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[…Repost… Si sa che queste mie zone sono la patria del crostino ma, ci sono crostini e crostini, e farli come Cristo comanda, con il pane scrocchiarello e l’amalgama dei sapori giusti, è un’arte per pochi. Ieri ho fatto una sorpresa a Marco: per pranzo, al suo rientro da Roma gli ho fatto trovare questi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/crostino-con-salsiccia-e-pecorino/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifd3kypB_ohdrV-kDPHsfc-gcYvWBoWOzFYzGraEXMcvutl1axq0OVYF2De050pScORFmFNSrXFpkM3nSvVGuHd9x5290hDIXgN7sIyLdvtjqDo6TAM-OZol7Z8zyWyDlsfTfZfoux_4SY/s1600/Crostino+alla+Salsiccia+2.JPG"><img alt="Crostino con Salsiccia e Pecorino" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifd3kypB_ohdrV-kDPHsfc-gcYvWBoWOzFYzGraEXMcvutl1axq0OVYF2De050pScORFmFNSrXFpkM3nSvVGuHd9x5290hDIXgN7sIyLdvtjqDo6TAM-OZol7Z8zyWyDlsfTfZfoux_4SY/s640/Crostino+alla+Salsiccia+2.JPG" width="430" /></a></div>
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<b><i><br /></i></b></div>
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Si sa che queste mie zone sono la patria del crostino ma, ci sono crostini e crostini, e farli come Cristo comanda, con il pane scrocchiarello e l’amalgama dei sapori giusti, è un’arte per pochi. Ieri ho fatto una sorpresa a Marco: per pranzo, al suo rientro da Roma gli ho  fatto trovare questi squisiti crostini. In realtà quando è rientrato mi ha  trovato a smadonnare, in crisi di semi pianto, con il nuovo  cavalletto della reflex e, fino a che la foto ai crostini non è  stata fatta, non ha potuto fare altro che annusarli. Con sua buona pace  intorno alle 14.45 è riuscito ad addentarli, anche se la foto a me non garba  più di tanto, ma lui aveva fame!
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/2012/03/crostino-con-salsiccia-e-pecorino.html#more">Continua a leggere&#8230;</a></p>
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		<title>Raccolta fondi per una biblioteca nella baraccopoli di Kibera in Kenia</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 10:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[(tratto da&#160;Prima Bergamo&#160;del 5 settembre 2025) Azzano San Paolo &#8211; Quando si pensa a una vacanza in Kenya, la mente corre subito alle spiagge bianche di Diani, ai safari nella savana, ai tramonti infuocati. Ma per la azzanese Ramona Capelli il viaggio ha preso una direzione diversa: quella del cuore. Durante il suo soggiorno estivo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/raccolta-fondi-per-una-biblioteca-nella-baraccopoli-di-kibera-in-kenia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://primabergamo.it/rubriche/pensare-positivo/ad-azzano-san-paolo-lanciata-una-raccolta-fondi-per-una-biblioteca-nella-baraccopoli-di-kibera/" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 5 settembre 2025)</p>
<p></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi46zJT6_t2z4dSh4clWMNEZ1SP2oGIyjoqtyQbdtMH6SnOlj-QrFY-btMV7o18ljb1cX8gfnEBlA3pK8ZI_wREoR6zmFB-dMlDmHpSn4cNr-9aioqAM19izq-GAGftwvJIBFpb0LRGDu9En3qwSYuZ2tGJax8LHL8yqU7KesC2R5v3H_6t-NDtzUlUw1k/s715/ramona.jpg"><img border="0" height="244" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi46zJT6_t2z4dSh4clWMNEZ1SP2oGIyjoqtyQbdtMH6SnOlj-QrFY-btMV7o18ljb1cX8gfnEBlA3pK8ZI_wREoR6zmFB-dMlDmHpSn4cNr-9aioqAM19izq-GAGftwvJIBFpb0LRGDu9En3qwSYuZ2tGJax8LHL8yqU7KesC2R5v3H_6t-NDtzUlUw1k/s320/ramona.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<p>Azzano San Paolo &#8211; Quando si pensa a una vacanza in Kenya, la mente corre subito alle spiagge bianche di Diani, ai safari nella savana, ai tramonti infuocati. Ma per la azzanese Ramona Capelli il viaggio ha preso una direzione diversa: quella del cuore. Durante il suo soggiorno estivo con il compagno ha infatti scelto di unire il piacere della scoperta all’impegno sociale, entrando in contatto con una realtà che lavora ogni giorno per dare speranza ai bambini della baraccopoli di Kibera. È stato in questo contesto che la coppia è venuta a conoscenza della Okolea Mtaa Foundation, guidata da Daniel Oguttu, 29 anni, nato e cresciuto proprio in quelle strade polverose. Dal 2019, la fondazione lavora per offrire opportunità educative, sportive e culturali ai ragazzi della comunità, con l’obiettivo di creare un ambiente sicuro e stimolante in cui possano crescere e sviluppare le proprie competenze.</p>
<p></p>
<p>Così, giunta sul posto, Ramona ha aderito con entusiasmo al “Walking Tour” proposto da Daniel, un percorso guidato che permette ai visitatori di immergersi nella quotidianità della comunità, con rispetto e autenticità.&nbsp;</p>
<p></p>
<p>«Non volevo visibilità personale, ma far conoscere una realtà che merita attenzione &#8211; osserva Ramona -. Questa esperienza ci ha permesso di esplorare le strade di Kibera con una prospettiva autentica e rispettosa, osservando da vicino le attività della fondazione e l’impegno del team»..</p>
<p></p>
<p>Camminando tra le vie strette e affollate della baraccopoli, la donna ha potuto osservare da vicino la quotidianità di una comunità che, tra mille difficoltà, non smette mai di lottare per un futuro migliore.</p>
<p></p>
<p>Tappa centrale la sede della Okolea Mtaa Foundation, un luogo che, pur nella sua semplicità, trasmette energia, creatività e speranza. Al piano terra, Ramona è entrata nell’ufficio operativo della fondazione dove si coordinano le attività e si accolgono i ragazzi. Accanto, ha trovato un’aula di danza, uno spazio vivo e dinamico in cui i giovani possono esprimersi liberamente, lontano dalle pressioni della strada. Salendo al piano superiore, ha scoperto una zona di recente costruzione, con pareti e soffitto in lamiera, adibita ad aula d’arte. Qui, i bambini e gli adolescenti possono dedicarsi alla pittura, al disegno e ad altre forme di espressione creativa, spesso utilizzando materiali di recupero. Accanto a questa stanza, c’è uno spazio ancora all’aperto, che la fondazione sogna di trasformare in una biblioteca comunitaria. Il progetto è già in fase di raccolta fondi, e Ramona ha potuto vedere con i propri occhi quanto sia importante questo futuro luogo di cultura e aggregazione.</p>
<p></p>
<p>Durante il percorso, ha incontrato anche i ragazzi impegnati negli allenamenti delle squadre di calcio, sia junior che senior. L’atmosfera era carica di entusiasmo: i giovani correvano sul campo con disciplina, determinazione e spirito di squadra. Ramona ha raccontato di aver percepito una forte energia positiva, un senso di appartenenza che va ben oltre lo sport.</p>
<p></p>
<p>«Prima della partenza, abbiamo deciso di portare alcune donazioni per la comunità &#8211; aggiunge -. Daniel ci ha indicato cosa servisse maggiormente: palloni da calcio e magliette da calcio, libri e quaderni. Per cercare di raccogliere quanto più possibile, ho pubblicato un post nel gruppo Facebook del mio paese e sono rimasta sorpresa dalla generosità della comunità: in poche ore moltissime persone hanno contribuito, riempiendo la valigia. A un certo punto ho dovuto chiudere i commenti perché lo spazio nelle valigie era ormai esaurito. Ci tengo quindi a ringraziare di cuore chi ha potuto contribuire, così come chi non ha potuto farlo per motivi di spazio, per la loro attenzione e il loro sostegno».</p>
<p></p>
<p>Ogni angolo visitato, ogni attività osservata, ha restituito a Ramona l’immagine di una comunità che, pur tra mille ostacoli, continua a costruire bellezza e opportunità. Un’esperienza che le ha lasciato il segno, e che ha voluto condividere per dare voce a chi ogni giorno lavora per cambiare le cose.</p>
<p></p>
<p>La Okolea Mtaa Foundation, però, ha bisogno di sostegno continuo, sia economico che materiale. Chi visita Nairobi può portare con sé oggetti utili come libri, giochi, vestiti o attrezzature sportive. Chi non può viaggiare, può contribuire online. Il link per sostenere la fondazione è www.okolea-mtaa-foundation.org, oltre alle pagine social Instagram @okolea_mtaa_foundation, @ffvngkenya e la raccolta fondi su GoFundMe: Support Okolea Mtaa Foundation — Empower Kibera’s Kids.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Brownies con tahine</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 17:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fida</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è un vero dolce di scambio di culture, mettere assieme i brownies e la tahine, stanno bene assieme. Io ho aggiunto del mio su questo progetto di integrazione tra due prodotti.&#160; Ho aggiunto i datteri, perché stanno bene con la tahine, in realtà e forse perché non avevo abbastanza zucchero in casa.&#160; Vi assicuro&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/brownies-con-tahine/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<h1>Questo è un vero dolce di scambio di culture, mettere assieme i brownies e la tahine, stanno bene assieme. Io ho aggiunto del mio su questo progetto di integrazione tra due prodotti.&nbsp;</h1>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhzLGqzJNqACAA9STtk7E5YvKsxQP6nLwDcdfeS3L4CNkVFYF_Kaz6_MoKIyCNGNFGp05Egk2BsnI2l-dQ33bxUumdZYZ4RGtdl21Vh_XaDYITItt6fqtiK27WvWwwQvhBWDbSnhkISzD1t2SZzaDf37rjeJcJ4ecRc6n5dHx-TgzwUv0vsKUIVy-zv5KY/s1920/568387893_18537355429052322_1075231688270091090_n.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhzLGqzJNqACAA9STtk7E5YvKsxQP6nLwDcdfeS3L4CNkVFYF_Kaz6_MoKIyCNGNFGp05Egk2BsnI2l-dQ33bxUumdZYZ4RGtdl21Vh_XaDYITItt6fqtiK27WvWwwQvhBWDbSnhkISzD1t2SZzaDf37rjeJcJ4ecRc6n5dHx-TgzwUv0vsKUIVy-zv5KY/w300-h400/568387893_18537355429052322_1075231688270091090_n.jpg" width="300" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div>Ho aggiunto i datteri, perché stanno bene con la tahine, in realtà e forse perché non avevo abbastanza zucchero in casa.&nbsp;</div>
<div>Vi assicuro che questo dolce è buonissimo.&nbsp;</div>
<h1><span>Ho messo cioccolato, burro e datteri in una ciotola e li ho infilati nel microonde per sciogliere il tutto: è venuta fuori una cremina bella e buona.</span></h1>
<p><span>In un’altra ciotola ho messo due cucchiai di zucchero di canna, due uova e 80 g di tahina. Ho mescolato tutto, poi ho aggiunto sopra la cremina golosa.</span><br />  <span>Ho preso una teglia, l’ho rivestita con carta da forno, versato il composto, guarnito con datteri e un po’ di tahina…</span><br /><span>Poi ho mandato la teglia nel forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti.</span><br /><span>La ricetta è dal libro Parkour di @popcuisine, pagina 308.</span><br /><span>Vi piace l’idea del brownies con datteri e tahine?</span>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRCtd4A-W_K6Cgi46auubRHJ6gDs6PPdlAUS5UOO21yqZCPy5md3cMl4QS32OCvFGxEEeAVV05_4L-5kjwjAA6Y0xWyHZ0Q5LJ3G6cnV9el8imatHjUr9qPgS7MfTvwhKWB6OlggHntomQ5HSdQOyXAmWenUNzFMy7El2VReCkkqPtIxrv41wxCGz0p48/s1920/568703325_18537355447052322_1032168060419470269_n.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRCtd4A-W_K6Cgi46auubRHJ6gDs6PPdlAUS5UOO21yqZCPy5md3cMl4QS32OCvFGxEEeAVV05_4L-5kjwjAA6Y0xWyHZ0Q5LJ3G6cnV9el8imatHjUr9qPgS7MfTvwhKWB6OlggHntomQ5HSdQOyXAmWenUNzFMy7El2VReCkkqPtIxrv41wxCGz0p48/w300-h400/568703325_18537355447052322_1032168060419470269_n.jpg" width="300" /></a></div>
<p><span><br /></span></div>
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		<title>Ritorno a Villa Cambiaso. Tra grappoli dorati e aperitivo tra i vigneti</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivo]]></category>
		<category><![CDATA[Bianchetta Genovese]]></category>
		<category><![CDATA[DOC]]></category>
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		<category><![CDATA[Valpolcevera Coronata]]></category>
		<category><![CDATA[Valpolcevera Vermentino]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Cambiaso]]></category>

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		<description><![CDATA[Genova e i suoi dintorni sono una sorpresa continua. I turisti che visitano i luoghi storici ed i magnifici palazzi della Superba, dovrebbero ritagliarsi qualche ora per avventurarsi sulle colline sopra la città. Scoprirebbero inattesi angoli rurali, strade silenziose ed eroici vigneti terrazzati sostenuti dai tipici muretti a secco. Due settimane fa, a due anni&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ritorno-a-villa-cambiaso-tra-grappoli-dorati-e-aperitivo-tra-i-vigneti/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><b><i>Genova</i></b> e i suoi dintorni sono una sorpresa continua. I turisti che visitano i luoghi storici ed i magnifici palazzi della <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.genovatoday.it/cronaca/genova-superba-origine-soprannome.html">Superba</a></i>, dovrebbero ritagliarsi qualche ora per avventurarsi sulle colline sopra la città. Scoprirebbero inattesi angoli rurali, strade silenziose ed <i>eroici</i> vigneti terrazzati sostenuti dai tipici muretti a secco.</span></div>
<p><span><span>
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<div><span><br /></span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiHm-M8OHfaThikqvR-xi80Y0Jh8sFTiUUzgyyHspF5eEEXbSVeU9uAQgyCFA89hlEswnUR-b-dVtXS-IAfGaV4SWdUST2BdUHqok6PakvkYeYTMUVqFRa2xpjVw-OoyXIZFsSFeiX5i4dfpIggvakIDjFQwDIhpA6bRFut3YHGgNF318-slO276PjZxOs/s2226/20250909_121939.jpeg"><img alt="Villa Cambiaso" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiHm-M8OHfaThikqvR-xi80Y0Jh8sFTiUUzgyyHspF5eEEXbSVeU9uAQgyCFA89hlEswnUR-b-dVtXS-IAfGaV4SWdUST2BdUHqok6PakvkYeYTMUVqFRa2xpjVw-OoyXIZFsSFeiX5i4dfpIggvakIDjFQwDIhpA6bRFut3YHGgNF318-slO276PjZxOs/w500-h640/20250909_121939.jpeg" width="500" /></a></div>
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<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span><span>
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<div><span><span>Due settimane fa, a due anni dal&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2023/09/villa-cambiaso-ed-i-vini-della.html">primo incontro</a>,&nbsp;</span><span>sono tornata a visitare quella parte di&nbsp;</span><i><b>Genova</b></i><span>&nbsp;che i viaggiatori del Seicento definivano “<i>ininterrotto giardino</i>”: la&nbsp;</span><i><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.prolocovalpolcevera.it/sample-page/">Valpolcevera</a></b></i><span>.&nbsp;</span></span></div>
<div><span>Un tour a&nbsp;</span><b><i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.villacambiasowine.it/it/home">Villa Cambiaso</a>&nbsp;</i></b><span>è un incontro straordinario con questa realtà e con i vini che raccontano la terra ed il mare genovese.</span></div>
<div><span>L’azienda appartiene al marchese Giacomo Cattaneo Adorno, la cui famiglia vanta antiche origini locali. Negli archivi della proprietà sono conservati documenti che ne testimoniano la vocazione enologica già in epoca medioevale, in particolare nel Monferrato e nell’Oltrepò Pavese.</span></div>
<div><span>
<div><span>I vitigni occupano 3,8 ettari di terreno a Morego e 3 a Serra Riccò.</span></div>
<div>A Morego, le vigne disposte ad anfiteatro ed esposte a sud-est, sono accarezzate dalla brezza del mare ed impiantate su un terreno composto da marne sabbiose, con ciottoli di quarzo e ardesie affioranti.</div>
<div>Il terreno di Serra Riccò è, invece, più argilloso e ricco di materia organica.</div>
<div>Tra le varietà impiantate, prevalente è il <b><i>Vermentino</i></b>, cui si affiancano <b><i>Albarola</i></b>, <b><i>Pigato</i></b>, <b><i>Bosco</i></b> e <b><i>Bianchetta</i></b>.</div>
<p></span></div>
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<div><span><br /></span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj_5kmb1dmRMHogLugePcQa55ICJs_h_OyRFspLlPgpJUElOYbWikDmUtqs2A1eNS1xiEZBuYlEKcPKxMWpwI2zWDKmNjCTzP5NtTbSLVFApDmAV1n3csgnTo5ebxZ228bG2FqkRWNd0TMFseiUXvRXibtG_xXEKK6BuHN84CKoYMK65P68Nv5nbGV0CHU/s2272/IMG_0001.jpeg"><img alt="Vini liguri" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj_5kmb1dmRMHogLugePcQa55ICJs_h_OyRFspLlPgpJUElOYbWikDmUtqs2A1eNS1xiEZBuYlEKcPKxMWpwI2zWDKmNjCTzP5NtTbSLVFApDmAV1n3csgnTo5ebxZ228bG2FqkRWNd0TMFseiUXvRXibtG_xXEKK6BuHN84CKoYMK65P68Nv5nbGV0CHU/w480-h640/IMG_0001.jpeg" width="480" /></a></div>
<p><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div>La passeggiata tra i vigneti nel <b><i>periodo della vendemmia</i></b> ha il fascino intramontabile della tradizione vitivinicola, di un rito antico che resiste allo scorrere del tempo. Viverlo a pochi chilometri da casa è davvero un privilegio.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
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<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh90wQFy3YJyNmpjUkyfdnX4ku2WlkHVd-A47cebCUarfS4ory-J5xVmnq_C2hWGF22fw9kgb50caQbxRPO1pVIPEK8aNCTBCBrfec0gR7d3vCCdeSkbuRPIanQwdu3kox1CVmgv1P0V0_tnSAPL2di11EVJvPX38p_rgTEMouCMfQgK4qKM2gcVLqLowk/s2272/20250909_131508.jpeg"><img alt="Valpolcevera" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh90wQFy3YJyNmpjUkyfdnX4ku2WlkHVd-A47cebCUarfS4ory-J5xVmnq_C2hWGF22fw9kgb50caQbxRPO1pVIPEK8aNCTBCBrfec0gR7d3vCCdeSkbuRPIanQwdu3kox1CVmgv1P0V0_tnSAPL2di11EVJvPX38p_rgTEMouCMfQgK4qKM2gcVLqLowk/w480-h640/20250909_131508.jpeg" width="480" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
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<div><span>Dopo i quattro passi in vigna, il giusto coronamento di una mattinata piacevolissima, la degustazione degli apprezzatissimi ed ottimi vini di <i>Villa</i> <i>Cambiaso</i>:&nbsp;</span><span><span><b>Egalêe</b></span><span>,</span><span>&nbsp;<b>Valpolcevera Vermentino DOC</b></span><span>,&nbsp;</span></span><span><b>Bianchetta Genovese</b> <i>Valpolcevera DOC</i>,&nbsp;</span><span><b>O Cônâ</b><i>, </i><b>Valpolcevera Coronata DOC</b><span>,</span>&nbsp;quattro bianchi autoctoni di grande pregio. La mia preferita, la freschissima <i>Bianchetta</i> ( anche se, in realtà, non è così semplice fare la una classifica), magnifica nel tradizionale abbinamento con la <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2016/04/la-focaccia-genovese-la-ricetta-sacra.html">focaccia genovese</a></i> ma anche con tutte le tipicità liguri, come pesto, torte di verdura e stoccafisso.</span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjr5Ol0GRnopF0-V3qFcwMqAW43epr6hpelE_v7Te4gU6MSpyVKvWc93GR71x2Vq9efYwB9J07O_RGYt0Pz_A0rjE1-05dCg7q-rvztUJJitULsbaoUXTCQZhR3fTP2JAO7TtJKAh9FbiBHhDnNDCrT7veEEjOWXrqQ60r8UyD9vUb8LFfaI0WZYjaT6q4/s2272/IMG_9998.jpeg"><img alt="Villa Cambiaso Vini" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjr5Ol0GRnopF0-V3qFcwMqAW43epr6hpelE_v7Te4gU6MSpyVKvWc93GR71x2Vq9efYwB9J07O_RGYt0Pz_A0rjE1-05dCg7q-rvztUJJitULsbaoUXTCQZhR3fTP2JAO7TtJKAh9FbiBHhDnNDCrT7veEEjOWXrqQ60r8UyD9vUb8LFfaI0WZYjaT6q4/w480-h640/IMG_9998.jpeg" width="480" /></a></div>
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<div><span>Una degustazione eccellente, un buffet in vigna all’insegna dei sapori liguri: focaccia genovese classica, con salvia e alle olive, gli ottimi prodotti del&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cabellasalumi.com/it/"><i>Salumificio Cabella di Sant’Olcese</i></a><span><i>&nbsp;</i>e i prelibati formaggi del <i>Caseificio Artigianale San Giorgio di Serra Riccò</i>.&nbsp;</span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhSM08LPoV-mPS48rT3OVKxPjSMtZwcknGfC9h8Wd_g-8E8cEZj69QK_OegFuoqgcM3iqLwyBJrg7kEXLb6NqmLVhTz70bD3IR_8h1uCGVRGd1DYizff7BkjwHz5SEKYKkT6TK3MQMd8uqTm8uCvhb3HthwYvN0XrylcQ3nMXsGq42bmulQIXhEwh_I-r0/s2272/IMG_0004.jpeg"><img alt="Salumificio Cabella Serra Riccò" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhSM08LPoV-mPS48rT3OVKxPjSMtZwcknGfC9h8Wd_g-8E8cEZj69QK_OegFuoqgcM3iqLwyBJrg7kEXLb6NqmLVhTz70bD3IR_8h1uCGVRGd1DYizff7BkjwHz5SEKYKkT6TK3MQMd8uqTm8uCvhb3HthwYvN0XrylcQ3nMXsGq42bmulQIXhEwh_I-r0/w480-h640/IMG_0004.jpeg" width="480" /></a></div>
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<div>Un ringraziamento speciale per questa bella mattinata tra le vigne e per l’invito,&nbsp;<span>alla sommelier Claudia Paracchini. Grazie per la sempre piacevole compagnia agli amici Virgilio Pronzati, giornalista ed enogastronomo, a Marco Benvenuto, giornalista e direttore di <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.zenaatoua.com/">Zena a Toua</a></i>&nbsp;e ad Elisabetta Currado, enologa e wine &amp; marketing consultant.&nbsp;</span></div>
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		<title>Risotto alla zucca e aceto balsamico</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[brodo]]></category>
		<category><![CDATA[cubetti]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[Risotto]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia il periodo della zucca e, diciamocelo, con il riso è proprio un connubio perfetto! Anni fa quando ebbi letto questa ricetta sulla rivista &#8220;La cucina Italiana&#8221; di Ottobre 2014, pensai replicarla, ma poi passò nel &#8220;dimenticatoio&#8221; e grazie alla rubrica &#8220;Vista in rivista&#8221; eccomi qui a proporvela. La particolarità evidente è l&#8217;aceto balsamico in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/risotto-alla-zucca-e-aceto-balsamico/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg57nzM2_30pbzQMr2N0gXZipaHjDsNGzOhV1KWEv0L_26kZk21ta7sF2Le1FLeOuTRUVOmoOKuOU5VqznU2t8_w3OHg-SK-fBIKVI7hyphenhyphenNFJjOXxlSiHGOD3Krxmaa8HEnjhS0O6cvQw-M2cb2whL2_Y3qRj-L8bGeQt16s-eCsj9gnQC-7irEiyDkwD-4H/s817/DSC_0016.JPG"><img border="0" height="462" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg57nzM2_30pbzQMr2N0gXZipaHjDsNGzOhV1KWEv0L_26kZk21ta7sF2Le1FLeOuTRUVOmoOKuOU5VqznU2t8_w3OHg-SK-fBIKVI7hyphenhyphenNFJjOXxlSiHGOD3Krxmaa8HEnjhS0O6cvQw-M2cb2whL2_Y3qRj-L8bGeQt16s-eCsj9gnQC-7irEiyDkwD-4H/w640-h462/DSC_0016.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
</p>
<p>Inizia il periodo della zucca e, diciamocelo, con il riso è proprio un connubio perfetto!</p>
<p>Anni fa quando ebbi letto questa ricetta sulla rivista &#8220;La cucina Italiana&#8221; di Ottobre 2014, pensai replicarla, ma poi passò nel &#8220;dimenticatoio&#8221; e grazie alla rubrica &#8220;Vista in rivista&#8221; eccomi qui a proporvela.</p>
<p>La particolarità evidente è l&#8217;aceto balsamico in riduzione parso sulla superficie a decoro, ma in realtà anche la mela che prende il posto della classica cipolla o scalogno, non va trascurata, dona al risotto quella leggera nota acidula che esalta il dolce della zucca.</p>
<p>Provatela, noi ne siamo rimasti davvero entusiasti!</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgtnGa-PMcUs-kUNXos7PaWwee1aG4XjEmnY5qanufOrGPYmx5kaTKRgz4M4OeEwVDXAensb8veZKnDnarXvYV1_Bif2Mj_uvfZo0UbrP0w8bQyegCQ4wd2C1qydKSpr4hnkolSMZ92icHIWRs8X_CKhICdAwdjRTgB8HbpSNR2KZwmVaCvATBSRPcvnf4p/s985/DSC_0010.JPG"><img border="0" height="424" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgtnGa-PMcUs-kUNXos7PaWwee1aG4XjEmnY5qanufOrGPYmx5kaTKRgz4M4OeEwVDXAensb8veZKnDnarXvYV1_Bif2Mj_uvfZo0UbrP0w8bQyegCQ4wd2C1qydKSpr4hnkolSMZ92icHIWRs8X_CKhICdAwdjRTgB8HbpSNR2KZwmVaCvATBSRPcvnf4p/w640-h424/DSC_0010.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<p>Ingredienti per 4 persone</p>
<p>1 litro di brodo vegetale</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEja7cl4sFFr5Hy_qLuQ1aped54e92AQcepIDzsg2FUECT_pZ7O_x8tzVbw3yZalw8nwlH0uWaqspi_rloihaCDyJPcW21PgwS70gml7j13hparP1HuKXz6rlatCM8oClYs9GISd1ZH7unXbR-5AOdRndpqWQ6DgzI8QYBkSIvY22iZVaBfEikzur63PGyGG/s985/DSC_0017.JPG"><img border="0" height="265" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEja7cl4sFFr5Hy_qLuQ1aped54e92AQcepIDzsg2FUECT_pZ7O_x8tzVbw3yZalw8nwlH0uWaqspi_rloihaCDyJPcW21PgwS70gml7j13hparP1HuKXz6rlatCM8oClYs9GISd1ZH7unXbR-5AOdRndpqWQ6DgzI8QYBkSIvY22iZVaBfEikzur63PGyGG/w400-h265/DSC_0017.JPG" width="400" /></a></div>
<p>
</p>
<p>320g di riso Carnaroli&nbsp;</p>
<p>300g di zucca già pulita</p>
<p>1/2 mela</p>
<p>30g di parmigiano grattugiato</p>
<p>20g di burro</p>
<p>olio evo</p>
<p>sale</p>
<p>aceto balsamico di Modena IGP</p>
<p>Grattugiare la zucca a scaglie (o tritare con mixer), tagliare a piccoli cubetti la mela. Scaldare una padella con 2 cucchiai di olio evo, unire la mela farla appassire e poi la zucca e cuocere alcuni minuti.&nbsp;</p>
<p>Aggiungere il riso, tostarlo accuratamente e poi iniziare ad aggiungere a mestoli il brodo bollente e portarlo a cottura mescolando (circa 15 minuti). Aggiustare di sale.</p>
<p>Nel frattempo in un piccolo polsonetto scaldare 5-6 cucchiai di aceto balsamico fino a ridurlo del 50%.</p>
<p>Spegnere il risotto, lasciarlo riposare, qualche minuto prima di mantecarlo con burro e parmigiano.</p>
<p>Servire con decori di riduzione di aceto balsamico.</p>
<div>Ecco le altre proposte:
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjzZg09OtF_EQncmBw8HJ5jgdbUxVUBMpshNDGgNjL3a-XeWYf5xUYebTn1mDKRofhqW8YRMRA9tyjzvwsLjvZVl3d09wr1ar042Fzq0yOEk24IdS-yhUvsrk1LIhKXPc8YJnhLfcF4inkACVo0vJbBCnlS8xa079JeWyZvmdeiavUdRepZBCaKpKOfTE0Y/s713/vista%20in%20rivista%20banner.jpg"><img border="0" height="151" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjzZg09OtF_EQncmBw8HJ5jgdbUxVUBMpshNDGgNjL3a-XeWYf5xUYebTn1mDKRofhqW8YRMRA9tyjzvwsLjvZVl3d09wr1ar042Fzq0yOEk24IdS-yhUvsrk1LIhKXPc8YJnhLfcF4inkACVo0vJbBCnlS8xa079JeWyZvmdeiavUdRepZBCaKpKOfTE0Y/w200-h151/vista%20in%20rivista%20banner.jpg" width="200" /></a></div>
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<div></div>
<div>Daniela: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://maninpastaqb.blogspot.com/2025/09/galette-integrale-con-quenelle-di.html" target="_blank">Galette integrale con quenelle di ricotta&nbsp;</a></div>
<div></div>
<div>Milena: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://dolciepasticci.blogspot.com/2025/09/bastoncini-di-feta-al-sesamo.html" target="_blank">Bastoncini di feta al sesamo&nbsp;</a>&nbsp;</div>
<div></div>
<div>Natalia: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fusillialtegamino.com/2025/09/polpettine-fritte-farcite.html" target="_blank">Polpettine fritte farcite</a></div>
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		<title>Tenute Nura: i vini sostenibili dei Colli Piacentini tra Gutturnio, Cabernet e Malvasia</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 12:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiano Guatteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Colli Piacentini]]></category>
		<category><![CDATA[nero]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[Tenute Nura]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;L’azienda&#160;Tenute Nura, con sede a Villò, rappresenta una realtà produttiva piacentina attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio. Qui si coltivano varietà autoctone e internazionali come malvasia di Candia, ortrugo, barbera, bonarda, pinot nero, chardonnay e cabernet sauvignon, con un approccio che spazia dal biologico al biodinamico. La filosofia aziendale è improntata alla sperimentazione&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tenute-nura-i-vini-sostenibili-dei-colli-piacentini-tra-gutturnio-cabernet-e-malvasia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-vDkmOZC3GMI7gUtDBHSA-ykc0P-8NqI78xU7zO-CMJ0o9VuOvPRs4NeVB76jeOCqUQtTqbCg-VyYXGl6rsY8B_meUwyNRDOYrd7HOVA1-CvqTk6jkbRLa0uCxMu7nEdY4yUZwF0KvKR7gDMN-nMTrneNCNyfRpjvS6zOHE2CK_a7vZmh1fDYcRcBpu7o/s2560/NuraIMG_3033-scaled.jpg"><img alt="Tenute Nura esempio di sostenibilità" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-vDkmOZC3GMI7gUtDBHSA-ykc0P-8NqI78xU7zO-CMJ0o9VuOvPRs4NeVB76jeOCqUQtTqbCg-VyYXGl6rsY8B_meUwyNRDOYrd7HOVA1-CvqTk6jkbRLa0uCxMu7nEdY4yUZwF0KvKR7gDMN-nMTrneNCNyfRpjvS6zOHE2CK_a7vZmh1fDYcRcBpu7o/w640-h480/NuraIMG_3033-scaled.jpg" width="640" /></a></div>
<p>&nbsp;<span>L’azienda&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tenutenura.it/">Tenute Nura</a><span>, con sede a Villò, rappresenta una realtà produttiva piacentina attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio. Qui si coltivano varietà autoctone e internazionali come malvasia di Candia, ortrugo, barbera, bonarda, pinot nero, chardonnay e cabernet sauvignon, con un approccio che spazia dal biologico al biodinamico.</span>
</p>
<p><span>La filosofia aziendale è improntata alla sperimentazione in vigna, con nuove pratiche agronomiche e tecniche di riduzione della solforosa, sempre con l’obiettivo di esprimere al meglio l’identità dei Colli Piacentini. Degustazione e abbinamnti di tre etichette cliccando <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://citylightsnews.com/tenute-nura-gutturnio-cabernet-e-malvasia/" rel="nofollow" target="_blank">qui</a>.</span></p>
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		<title>Carota tonda di Parigi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 17:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[carota]]></category>
		<category><![CDATA[croccante]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tavola]]></category>

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		<description><![CDATA[Conoscete la Carota Tonda di Parigi? Questo ortaggio delizioso e simpatico è un vero e proprio &#8220;pezzo da collezione&#8221; per gli amanti dell&#8217;orto e della buona tavola: non può mancare nel mio orto! Nonostante il nome possa evocare immagini di sofisticate cene parigine, questa carota è in realtà un&#8217;antica varietà nata per la coltivazione in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/carota-tonda-di-parigi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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  <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEh1-25oVaMsPsEckpe5JGy19WJ9fzm5wf1olEZtlya-6hhqJfOD-J93AYvLpEzWICqNfvKRrbR-IRAiWZHnoSJidlPdjpSvHz1Z7sfsU8jcbZ6FLLzDIdBcELTFk7iEilTWnHuZ24ewsJzvs7iBc2FFKluY5gQnAzgJeGjMUqVIh2kJj1OK0ebcQQ"><br />
    <img border="0" src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEh1-25oVaMsPsEckpe5JGy19WJ9fzm5wf1olEZtlya-6hhqJfOD-J93AYvLpEzWICqNfvKRrbR-IRAiWZHnoSJidlPdjpSvHz1Z7sfsU8jcbZ6FLLzDIdBcELTFk7iEilTWnHuZ24ewsJzvs7iBc2FFKluY5gQnAzgJeGjMUqVIh2kJj1OK0ebcQQ" width="400" /><br />
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<div>Conoscete la Carota Tonda di Parigi? Questo ortaggio delizioso e simpatico è un vero e proprio &#8220;pezzo da collezione&#8221; per gli amanti dell&#8217;orto e della buona tavola: non può mancare nel mio orto!</div>
<div>
<div>Nonostante il nome possa evocare immagini di sofisticate cene parigine, questa carota è in realtà un&#8217;antica varietà nata per la coltivazione in terreni più pesanti e compatti.</div>
<div>Il suo aspetto è inconfondibile: piccola, rotonda e di un arancione brillante, sembra quasi una mini-arancia. Ed è proprio questa la sua particolarità! Pensate che anticamente, grazie alla sua forma compatta, era particolarmente apprezzata per la coltivazione in vaso sui balconi delle città o in piccoli appezzamenti, rendendola un simbolo di come anche in spazi ridotti si potessero ottenere ottimi risultati. Un piccolo aneddoto narra che fosse molto popolare tra i &#8220;giardinieri urbani&#8221; di fine &#8217;800 a Parigi, che amavano esibirla per la sua forma insolita e la sua dolcezza.</div>
<div>Oggi, la Carota Tonda di Parigi non è solo bella da vedere, ma anche squisita da gustare: tenera, dolce e croccante, è perfetta da sgranocchiare cruda, in insalate colorate o per dare un tocco originale a piatti cotti.</div>
</div>
<div></div>
<div>Ecco il link con tutte le <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/search/label/CAROTA" target="_blank">ricette con la carota</a>&nbsp;che ci sono sul blog:</div>
<div>https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/search/label/CAROTA</div>
<div>Per trovare altre mie ricette visita il blog https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/ o la pagina Facebook https://www.facebook.com/ricettenonna</p>
<p>Per richieste o suggerimenti, puoi scrivermi via mail a: ricettenonna@gmail.com</p>
<p>Ti aspetto!</p></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Quello che vedi non è esattamente la realtà… è una tua interpretazione, e tu… hai il potere di cambiarla.</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/quello-che-vedi-non-e-esattamente-la-realta-e-una-tua-interpretazione-e-tu-hai-il-potere-di-cambiarla/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 11:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pesche]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[ripieno]]></category>
		<category><![CDATA[tuorlo]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso delle terapie il cibo e la cucina rappresentano spesso un mezzo terapeutico che va al di la delle parole, ma la preparazione del cibo é spesso accompagnata da alcune riflessioni che nascono spontanee ed evocano aspetti emozionali di ciascuno di noi. E cosí mentre preparavamo questa deliziosa brioche alla marmellata ci siamo ritrovate&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/quello-che-vedi-non-e-esattamente-la-realta-e-una-tua-interpretazione-e-tu-hai-il-potere-di-cambiarla/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_102613.jpg"><img width="643" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_102613.jpg?w=643" alt="" class="wp-image-7675" /></a></figure>
<p>Nel corso delle terapie il cibo e la cucina rappresentano spesso un mezzo terapeutico che va al di la  delle parole, ma la preparazione del cibo é spesso accompagnata da alcune riflessioni che nascono spontanee ed evocano aspetti emozionali di ciascuno di noi. E cosí  mentre preparavamo questa deliziosa brioche alla marmellata ci siamo ritrovate a riflettere sulla percezione che ciascuno di noi ha della realtá che lo circonda&#8230; <strong>Il nostro cervello non percepisce il mondo per come è realmente.</strong> Ogni pensiero, ogni emozione, ogni ricordo che custodiamo, così come le esperienze che abbiamo vissuto, plasmano il nostro modo di interpretare la realtà. Questo significa che ciò che vediamo non corrisponde sempre alla realtà oggettiva, ma a ciò che la nostra mente costruisce. <br />E se cambiassimo prospettiva? Se provassimo a modificare la nostra interpretazione, forse riusciremmo anche a trasformare la realtà stessa&#8230; Spesso viviamo in modalità automatica: reagiamo a una critica, a un malinteso, a un fallimento. Proviamo frustrazione, rabbia, scoraggiamento. E sebbene queste emozioni siano assolutamente umane, possono diventare delle vere e proprie prigioni mentali se lasciamo che crescano senza metterle in discussione.<br />E se, invece di reagire, imparassimo a reinterpretarle? </p>
<p>Il nostro cervello ha un grande potere, ma é anche pieno di trappole e scorciatoie. Tende a confermare ciò che già crede, ad evitare ciò che fa male, a ripetere schemi noti. Tuttavia, possiamo insegnargli a vedere le cose da un’altra prospettiva. Non si tratta di pensare positivo a tutti i costi, ma di assumere un atteggiamento attivo nei confronti della vita. Quando comprendiamo che la nostra mente non é un riflesso di ciò che accade, ma lo interpreta, possiamo iniziare a mettere in discussione quelle interpretazioni. Vedere una caduta non come la fine, una perdita non come un vuoto, ma come uno spazio che può essere riempito con qualcosa di nuovo.</p>
<p>Non si tratta di fingere che tutto vada bene, né di minimizzare ciò che viviamo, ma semplicemente di riconoscere che, se cambiamo — anche solo leggermente — la lettura di ciò che ci accade, possiamo sviluppare nuovi modi di agire, di relazionarci, di guarire. Ad esempio, chi interpreta gli errori come fallimenti tenderà a evitare i rischi magari, rimanendo bloccato in situazioni incomode e/o dolorose . Al contrario, chi li vede come parte naturale dell’apprendimento si concederà il permesso di andare avanti senza il peso della perfezione. La differenza tra i due non sta nei fatti, ma nell’interpretazione. Questo, ovviamente, non succede dall’oggi al domani. Richiede pratica, consapevolezza e l’accettazione del fatto che non avremo sempre risposte immediate — e va bene così. Ciò che ci accade non dipende sempre da noi. Ma il modo in cui lo interpretiamo, sì. Ed è proprio quell’interpretazione a guidare le nostre decisioni, le nostre relazioni, il nostro modo di vivere.</p>
<p>La prossima volta che qualcosa non andrà come speravi, fermati un momento, respira e invece di chiederti “Perché mi sta succedendo questo?”, prova a domandarti:<br /><strong><em>“Cosa posso imparare da tutto questo?”</em></strong><br />Forse la risposta non arriverà subito, ma è con quella domanda che inizia il cambiamento. Perché quando cambi la tua interpretazione, poco a poco, cambia anche la tua realtà.<br />Non sempre possiamo cambiare le circostanze, ma possiamo cambiare il modo in cui le viviamo.<br />E la prossima volta che sentirai che tutto va storto, ricorda:<br /><strong><em>quello che vedi non è esattamente la realtà&#8230; è una tua interpretazione, e tu, hai il potere di cambiarla.</em></strong></p>
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_101700.jpg"><img width="573" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_101700.jpg?w=573" alt="" class="wp-image-7677" /></a></figure>
<p>Per la preparazione di questa deliziosa brioche abbiamo usato la ricetta tratta dal blog <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/foodwithstyle">https://www.instagram.com/foodwithstyle</a> le loro preparazioni sono una vera goduria per gli occhi e per il palato. Noi abbiamo sostituito la marmellata di mirtilli con quella di pesche.</p>
<p><strong>Per l’impasto:</strong></p>
<p>250g di farina</p>
<p>125 ml di latte tiepido</p>
<p>40 g di zucchero</p>
<p>1 uovo</p>
<p>50g di burro morbido</p>
<p>7 g di lievito secco</p>
<p>1 pizzico di sale</p>
<p><strong>Per il ripieno marmellata di pesche o se seguite la ricetta origin</strong>ale </p>
<p>200 g di mirtilli freschi</p>
<p>45 g di zucchero</p>
<p>Succo e scorza grattugiata di un limone piccolo</p>
<p><strong>Un tuorlo d’uovo e un cucchiaio di latte per spennellare la superficie</strong></p>
<p>In un bol metti la farina, il lievito e un pó di latte lascia riposare 10 minuti. Aggiungi lo zucchero, l’uovo, il resto del latte e il sale e comincia ad impastare, per ultimo unisci il burro e impasta fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Tapa e lascia lievitare fino a que duplica il suo volume.</p>
<p>Stendi l’impasto su una superficie leggermente infarinata formando un rettangolo, copri con la marmellata, arrotola e forma una treccia. Colloca in uno stampo per pane, (<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/42UEm5V">qui</a> puoi trovarne di differente materiale e grandezza )coperto con carta forno e lascialo riposare nuovamente per circa 20 min.</p>
<p>Spennella con l’uovo e inforna in forno preriscaldato a 170C per 20-30 minuti. come dico sempre dipende dal forno, bisogna fare attenzione a non dorare troppo la superficie.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_103111-1.jpg"><img width="699" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_103111-1.jpg?w=699" alt="" class="wp-image-7681" /></a></figure></p>
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		<title>Trofiette con Crema di Pecorino Romano DOP e Maggiorana, Acciughe e Pinoli Tostati. Trofie &amp; Trofiette</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[tegame]]></category>

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		<description><![CDATA[La stagione delle acciughe è iniziata col botto, oserei dire e, come ogni anno, inizio a farne incetta.&#160; Le mie papille gustative ringraziano, ma anche le mie arterie spero siano felici di questa stagionale e costante iniezione di Omega3 che, spero, faccia il suo dovere.&#160; Oggi il pan du mâ (così vengono chiamate le acciughe&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/trofiette-con-crema-di-pecorino-romano-dop-e-maggiorana-acciughe-e-pinoli-tostati-trofie-trofiette/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La stagione delle <b><i>acciughe</i></b> è iniziata <i>col botto</i>, oserei dire e, come ogni anno, inizio a farne incetta.&nbsp;</div>
<div>Le mie papille gustative ringraziano, ma anche le mie arterie spero siano felici di questa stagionale e costante iniezione di <b><i>Omega3</i></b> che, spero, faccia il suo dovere.&nbsp;</div>
<div>Oggi il <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://lamialiguria.it/2022/12/u-pan-du-ma-la-storia-delle-acciughe-di-monterosso/">pan du mâ</a> </i>(così vengono chiamate le acciughe in alcune zone della Liguria, in particolare a <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cinqueterre.eu.com/it/monterosso">Monterosso</a>) completa un primo piatto semplice ma gustoso. L’abbinamento con il Pecorino Romano DOP sembra azzardato ma, negli ultimi anni, la combinazione pesce-formaggio è stata <i>sdoganata</i>. In questo caso, a me è piaciuta moltissimo.&nbsp;</div>
<div></div>
<div>A presto!</div>
<div></div>
<div><i>Maria Grazia&nbsp;</i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhskjmslhvrr-B0wUHpYyV746e3-Bg0wcXg4SQF9mn3LlmyRclGGh6uOrcfRdW9nRZIhOnZrr60-E7xXZImbvpdVuyw6bvf0a6GgJiJSQO8tR_LicvyYj60J8ZVGFZ8nbAunCZupdJha9P93FkFigyxjZSuKyyqxFEmryfsZDTbie7agiapSz8SGPDg6-0/s3666/IMG_8532.jpeg"><img alt="Ricette con Acciughe" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhskjmslhvrr-B0wUHpYyV746e3-Bg0wcXg4SQF9mn3LlmyRclGGh6uOrcfRdW9nRZIhOnZrr60-E7xXZImbvpdVuyw6bvf0a6GgJiJSQO8tR_LicvyYj60J8ZVGFZ8nbAunCZupdJha9P93FkFigyxjZSuKyyqxFEmryfsZDTbie7agiapSz8SGPDg6-0/w484-h640/IMG_8532.jpeg" width="484" /></a></div>
<p><i><br /></i></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<div><i><br /></i></div>
<div><b><i>Trofie e Trofiette&nbsp;</i></b></div>
<p>Le chiamiamo perlopiù <i>trofie</i>, ma in realtà sono <i>trofiette</i>. Il nome delle tradizionali, piccole <i>spirali</i> di sola acqua e farina che si gustano in Liguria prevalentemente condite con l’inimitabile <i>Pesto Genovese</i>, in realtà è<b><i>&nbsp;trofiette.&nbsp;</i></b>Sono originarie della Riviera di Levante, più precisamente della zona tra Sori e Recco. A Genova, dove giunsero intorno agli anni Sessanta del secolo scorso, il termine <i>trofie </i>rimanda, invece, ai classici gnocchi. Le trofiette nacquero come pasta fresca realizzata in casa fino a quando iniziò ad essere commercializzata e si diffuse rapidamente. La prima macchina professionale automatica per produrle venne ideata da Bacci Cavassa, recentemente scomparso, che la introdusse nell’azienda di famiglia, la <b>Novella</b>, realtà storica del territorio ligure. Ed è a queste piccole <i>spirali</i> di bontà che dal 1980 viene dedicata una sagra che, nel corso degli anni, dall’entroterra di Sori si è spostata nella zona vicino al mare, diventando un appuntamento irrinunciabile e di grande successo.</p>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><b><i>Trofiette con Crema di Pecorino Romano DOP e Maggiorana,</i></b></div>
<div><b><i>&nbsp;Acciughe e Pinoli Tostati</i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b>Ingredienti</b></div>
<div>(per 4 persone)</div>
<div></div>
<div>450 g di trofiette fresche</div>
<div>400 g di acciughe freschissime (zona di pesca: Mar Ligure)</div>
<div>100 g di Pecorino Romano DOP grattugiato&nbsp;</div>
<div>latte senza lattosio</div>
<div>maggiorana fresca</div>
<div>farina di riso</div>
<div>pinoli di Pisa</div>
<div>olio extravergine d’oliva da olive taggiasche&nbsp;</div>
<div>sale</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>Eliminare la testa, le viscere e la lisca delle acciughe. Aprirle a libro,&nbsp;</span><span>sciacquarle bene e asciugarle molto delicatamente con carta da cucina.&nbsp;</span></div>
<div></div>
<div>Versare due cucchiai di olio extravergine d’oliva in una padella dal fondo antiaderente. Passare i pesci nella farina di riso eliminandone l’eccesso. Cuocerli pochi secondi per lato e tenerli al caldo.</div>
<div></div>
<div>Tritare le foglioline di maggiorana e, in attesa che l’acqua per la cottura delle trofiette raggiunga l’ebollizione, versare il pecorino grattugiato in un tegame dal fondo antiaderente e dai bordi non troppo bassi, unire tanto latte quanto basta per ottenere una crema. Tenendo il fuoco molto basso, mescolare fino ad eliminare eventuali grumi e, una volta pronto il condimento, unire la maggiorana tritata.</div>
<div></div>
<div>Scolare le trofiette e trasferirle nel tegame della crema di pecorino. Unire le acciughe spezzettate, i pinoli precedentemente tostati in un padellino dal fondo antiaderente. Amalgamare il tutto e servire le <i>Trofiette con Crema di Pecorino Romano DOP e Maggiorana, Acciughe e Pinoli Tostati </i>ben calde e completate con qualche filetto di acciuga.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>La Giardiniera in agrodolce</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[peperone]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[piatti]]></category>
		<category><![CDATA[piatto]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[scalogni]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[La giardiniera in agrodolce è un piatto tipico della cucina italiana. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando era un ottimo metodo di conservazione delle verdure che in estate abbondavano, mentre scarseggiavano in inverno. Grande sviluppo a questa ricetta fu dato nei conventi, dai monaci cambusieri. Erano loro che nei monasteri si preoccupavano di conservare&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-giardiniera-in-agrodolce/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/03/Giardiniera-ok-724x1024.png" alt="Giardiniera in agrodolce" class="wp-image-13002" /></figure>
<p>La giardiniera in agrodolce è un piatto tipico della cucina italiana. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando era un ottimo metodo di conservazione delle verdure che in estate abbondavano, mentre scarseggiavano in inverno. Grande sviluppo a questa ricetta fu dato nei conventi, dai monaci cambusieri. Erano loro che nei monasteri si preoccupavano di conservare le verdure per la stagione fredda.</p>
<p>La giardiniera in agrodolce, sprigiona il sapore dolce, subito smorzato dall’acido, per poi lasciare spazio alla croccantezza delle verdure che si sposano oltre che con salumi e formaggi, anche con carni bollite e cotechino.</p>
<p>Oggi è uno degli antipasti più diffusi, che accompagna piatti di salumi e formaggi andando a comporre i fantastici taglieri che si possono gustare da nord a su della penisola.</p>
<p>Ma non bisogna fermarsi all&#8217;ovvio. La giardiniera in agrodolce si sposa divinamente con molti piatti di pesce. Provatela con <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2021/02/polpo-e-patate.html">l&#8217;insalata di polpo e patate </a>è una bontà davvero da provare.</p>
<p>Un piatto per tutte le stagioni, che mi piace gustare anche appena fatto, infatti per me non è necessariamente un piatto da realizzare in estate. Magari cambiano le verdure che inserisco, perché tutte non le trovo, ma a casa mia va a ruba, a va rifatto diverse volte l&#8217;anno.</p>
<h4>Quali verdure?</h4>
<p>In realtà tutte le verdure vanno bene, bisogna solo fare attenzione ai colori, perché la giardiniera in agrodolce è bella da vedere, se è molto colorata. Ma non ci sono controindicazioni, tutte le verdure vanno bene!</p>
<p>La ricetta di questa Giardiniera me l&#8217;ha data Gemma, la titolare <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.cerasa.garfagnana.eu/">Agriturismo Cerasa in Pieve a Fosciana, in Garfagnana</a></strong>, durante un bellissimo blog tour, qualche anno fa. Devo dire che tra le varie ricette che ho provato nel tempo, questa è davvero favolosa. Facile da fare e gustosissima, di grande equilibrio di sapori. L&#8217;ho fatta tantissime volte, ed è sempre una garanzia di grande gusto.</p>
<div></div>
<div>
<div>
<div>
<div><img style="border-width: 0px;border-style: solid;border-color: #666666" width="150" height="150" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2020/08/Giardiniera-in-agrodolce-quadrato-150x150.png" class="attachment-150x150 size-150x150" alt="" /></div>
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/wprm_print/giardiniera-in-agrodolce" target="_blank" rel="nofollow"><span></span> Stampa</a></p>
<div></div>
<h2>Giardiniera in agrodolce</h2>
<div></div>
<div></div>
<div>
<div><span>Portata </span><span>conserve</span></div>
<div><span>Cucina </span><span>Italiana</span></div>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>Chef </span><span>Sabrina Fattorini</span></div>
<div>
<h3>Ingredienti</h3>
<div>
<ul>
<li><span>1500</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di verdure miste</span>&#032;<span>cipolline, scalogni, peperone rosso, peperone giallo, carote, cetriolo, cavolfiore, zucchine</span></li>
<li><span>500</span>&#032;<span>ml</span>&#032;<span>di aceto bianco</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>bicchiere</span>&#032;<span>di olio extra vergine d&#039;oliva</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>bicchiere</span>&#032;<span>di zucchero</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>pizzico</span>&#032;<span>di sale</span></li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h3>Istruzioni</h3>
<div>
<ul>
<li>
<div><span>Pulire bene tutte le verdure. Le cipolline e gli scalogni tenerli interi, del cavolfiore tenere le cime e le altre tagliarle a pezzi di dimensione a piacere (io preferisco abbastanza grandi).</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Versare le verdure in una pentola capiente, aggiungere l&#039;aceto, l&#039;olio extra vergine di oliva, lo zucchero e il sale.</span></div>
</li>
<li>
<div>Portare a ebollizione quindi abbassare la fiamma e cuocere per una mezz&#8217;ora.</div>
</li>
<li>
<div>Fare raffreddare un poco quindi riempire i vasetti sterilizzati per la conserva con le verdure e il liquido premendo delicatamente.</div>
</li>
<li>
<div><span>Attendere 15/20 minuti in modo che le verdure si assestino quindi, se necessario, rabboccare il liquido fino a coprirle bene. Rovesciare i vasetti per un paio d&#039;ore quindi raddrizzarli. Conservare in luogo fresco e buio.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Rovesciare i vasetti per un paio d&#039;ore quindi raddrizzarli. Conservare in luogo fresco e buio.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>In realtà sono buonissime anche consumate subito.</span></div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/03/Giardiniera-ok2-724x1024.png" alt="Giardiniera in agrodolce" class="wp-image-13007" /></figure>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2024/08/la-giardiniera-in-agrodolce.html">La Giardiniera in agrodolce</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it">Architettando in cucina</a>.</p>
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