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	<title>Food Blogger Mania &#187; realt</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Come scegliere il corriere giusto in base a budget, urgenza e destinazione</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TanteDelizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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		<description><![CDATA[Spedire un pacco sembra un&#8217;operazione semplice. Si prepara la scatola, si stampa un&#8217;etichetta e si aspetta che qualcuno suoni al campanello del destinatario. In realtà, dietro ogni spedizione ci sono diverse valutazioni che, se trascurate, possono avere degli effetti negativi sul percorso logistico. Il corriere sbagliato può significare tempi dilatati, costi fuori controllo o, peggio,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-scegliere-il-corriere-giusto-in-base-a-budget-urgenza-e-destinazione/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spedire un pacco sembra un&#8217;operazione semplice. Si prepara la scatola, si stampa un&#8217;etichetta e si aspetta che qualcuno suoni al campanello del destinatario. In realtà, dietro ogni spedizione ci sono diverse valutazioni che, se trascurate, possono avere degli effetti negativi sul <strong>percorso logistico</strong>.</p>
<p>Il corriere sbagliato può significare tempi dilatati, costi fuori controllo o, peggio, un pacco che finisce nel limbo. C&#8217;è, però, una buona notizia: orientarsi in questo settore non richiede competenze da esperto: bastano tre criteri (budget, urgenza e destinazione) per fare la scelta giusta. E qualche <strong>strumento digitale</strong> che renda il confronto tra le opzioni immediato.</p>
<h2>Partire dal confronto: la base di ogni buona scelta</h2>
<p>Quando ci si trova davanti alla necessità di spedire un pacco, la prima cosa da fare è mettere a confronto le <strong>tariffe dei diversi corrieri disponibili</strong>, un&#8217;operazione che fino a pochi anni fa richiedeva telefonate e richieste di preventivo ma che oggi, grazie a piattaforme come <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cloppy.it/">Cloppy</a>, si riduce a pochi clic sul proprio computer o telefono, perché il sistema compara in automatico i prezzi dei principali operatori e restituisce un elenco chiaro e aggiornato, con tariffe comprensive di IVA e prive di costi nascosti, permettendo così a chiunque di individuare il <strong>corriere più economico</strong> senza rinunciare a un <strong>servizio espresso</strong> con ritiro e consegna a domicilio, il tutto con la sicurezza di un&#8217;azienda che opera nel settore delle spedizioni dal 2014 e che offre sconti fino all&#8217;80% sulle tariffe standard.</p>
<h2>Il budget da considerare</h2>
<p>Per chi spedisce con regolarità, il costo di ogni singola spedizione pesa molto. Risparmiare anche solo due o tre euro a pacco, moltiplicato per decine di invii al mese, genera un risparmio che a fine anno diventa notevole.</p>
<p>La strategia migliore è quella di <strong>non legarsi a un unico corriere</strong>. I prezzi variano in funzione del peso, delle dimensioni e della tratta. Un operatore molto conveniente per le spedizioni locali potrebbe risultare caro sulle tratte internazionali, e viceversa.</p>
<p>Per questo motivo, avere a disposizione un <strong>comparatore di prezzi</strong> cambia tutto. Si inseriscono i dati del pacco (peso, misure, punto di partenza e destinazione) e in pochi secondi si ottiene la lista delle opzioni ordinate per prezzo.</p>
<p>Naturalmente, tariffa più bassa non dovrebbe mai significare assenza di garanzie. Una protezione base contro danni e smarrimenti dovrebbe essere sempre presente. Altrimenti il risparmio rischia di trasformarsi in una perdita ben più grande.</p>
<h2>L&#8217;urgenza: quando il tempo stringe</h2>
<p>Ci sono situazioni in cui il prezzo passa in secondo piano. In certi casi conta una sola cosa: la velocità. Le spedizioni espresse garantiscono <strong>consegne in 24 o 48 ore</strong> sulla maggior parte del territorio italiano, e tempi competitivi anche verso l&#8217;estero. Il punto è che non tutti i corrieri esprimono le stesse prestazioni su tutte le tratte. Alcuni eccellono nelle consegne rapide tra grandi città, altri coprono meglio le zone periferiche o le isole.</p>
<p>Chi ha fretta dovrebbe verificare anche la <strong>possibilità di ritiro in giornata</strong>. Nelle principali città italiane questo servizio esiste ed è più accessibile di quanto si pensi. Significa che il pacco viene prelevato lo stesso giorno della prenotazione, in modo da guadagnare ore rispetto a un ritiro programmato per il giorno dopo.</p>
<h2>La destinazione: Italia, Europa o oltre</h2>
<p>Ogni fascia di destinazione porta con sé variabili diverse: dogane, tempi di transito, normative locali, costi accessori. Un corriere forte sulla rete nazionale potrebbe non avere la stessa capillarità all&#8217;estero.</p>
<p>Per le <strong>spedizioni nazionali</strong>, la scelta è ampia e i prezzi generalmente contenuti. Il vero discrimine sta nei servizi aggiuntivi: consegna al piano, possibilità di spedire in contrassegno, punti di raccolta convenzionati come alternativa al domicilio.</p>
<p>Quando si varca il confine, i tempi possono essere più lunghi e la trasparenza diventa ancora più importante. Sapere in anticipo quanto si spenderà, con cifre definitive, tasse comprese, evita brutte sorprese. E <strong>poter tracciare il pacco</strong> in ogni fase del viaggio offre quella tranquillità che, su tratte lunghe, è fondamentale.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tantedelizie.it/2026/03/22/come-scegliere-il-corriere-giusto-in-base-a-budget-urgenza-e-destinazione/">Come scegliere il corriere giusto in base a budget, urgenza e destinazione</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tantedelizie.it">Tantedelizie</a>.</p>
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		<title>Crostino con Salsiccia e Pecorino</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[pranzo]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
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		<description><![CDATA[…Repost… Si sa che queste mie zone sono la patria del crostino ma, ci sono crostini e crostini, e farli come Cristo comanda, con il pane scrocchiarello e l’amalgama dei sapori giusti, è un’arte per pochi. Ieri ho fatto una sorpresa a Marco: per pranzo, al suo rientro da Roma gli ho fatto trovare questi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/crostino-con-salsiccia-e-pecorino/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifd3kypB_ohdrV-kDPHsfc-gcYvWBoWOzFYzGraEXMcvutl1axq0OVYF2De050pScORFmFNSrXFpkM3nSvVGuHd9x5290hDIXgN7sIyLdvtjqDo6TAM-OZol7Z8zyWyDlsfTfZfoux_4SY/s1600/Crostino+alla+Salsiccia+2.JPG"><img alt="Crostino con Salsiccia e Pecorino" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifd3kypB_ohdrV-kDPHsfc-gcYvWBoWOzFYzGraEXMcvutl1axq0OVYF2De050pScORFmFNSrXFpkM3nSvVGuHd9x5290hDIXgN7sIyLdvtjqDo6TAM-OZol7Z8zyWyDlsfTfZfoux_4SY/s640/Crostino+alla+Salsiccia+2.JPG" width="430" /></a></div>
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<b><i><br /></i></b></div>
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<div align="justify"><b><i>…Repost…</i></b></div>
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Si sa che queste mie zone sono la patria del crostino ma, ci sono crostini e crostini, e farli come Cristo comanda, con il pane scrocchiarello e l’amalgama dei sapori giusti, è un’arte per pochi. Ieri ho fatto una sorpresa a Marco: per pranzo, al suo rientro da Roma gli ho  fatto trovare questi squisiti crostini. In realtà quando è rientrato mi ha  trovato a smadonnare, in crisi di semi pianto, con il nuovo  cavalletto della reflex e, fino a che la foto ai crostini non è  stata fatta, non ha potuto fare altro che annusarli. Con sua buona pace  intorno alle 14.45 è riuscito ad addentarli, anche se la foto a me non garba  più di tanto, ma lui aveva fame!
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/2012/03/crostino-con-salsiccia-e-pecorino.html#more">Continua a leggere&#8230;</a></p>
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		<title>Raccolta fondi per una biblioteca nella baraccopoli di Kibera in Kenia</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 10:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[(tratto da&#160;Prima Bergamo&#160;del 5 settembre 2025) Azzano San Paolo &#8211; Quando si pensa a una vacanza in Kenya, la mente corre subito alle spiagge bianche di Diani, ai safari nella savana, ai tramonti infuocati. Ma per la azzanese Ramona Capelli il viaggio ha preso una direzione diversa: quella del cuore. Durante il suo soggiorno estivo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/raccolta-fondi-per-una-biblioteca-nella-baraccopoli-di-kibera-in-kenia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://primabergamo.it/rubriche/pensare-positivo/ad-azzano-san-paolo-lanciata-una-raccolta-fondi-per-una-biblioteca-nella-baraccopoli-di-kibera/" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 5 settembre 2025)</p>
<p></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi46zJT6_t2z4dSh4clWMNEZ1SP2oGIyjoqtyQbdtMH6SnOlj-QrFY-btMV7o18ljb1cX8gfnEBlA3pK8ZI_wREoR6zmFB-dMlDmHpSn4cNr-9aioqAM19izq-GAGftwvJIBFpb0LRGDu9En3qwSYuZ2tGJax8LHL8yqU7KesC2R5v3H_6t-NDtzUlUw1k/s715/ramona.jpg"><img border="0" height="244" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi46zJT6_t2z4dSh4clWMNEZ1SP2oGIyjoqtyQbdtMH6SnOlj-QrFY-btMV7o18ljb1cX8gfnEBlA3pK8ZI_wREoR6zmFB-dMlDmHpSn4cNr-9aioqAM19izq-GAGftwvJIBFpb0LRGDu9En3qwSYuZ2tGJax8LHL8yqU7KesC2R5v3H_6t-NDtzUlUw1k/s320/ramona.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<p>Azzano San Paolo &#8211; Quando si pensa a una vacanza in Kenya, la mente corre subito alle spiagge bianche di Diani, ai safari nella savana, ai tramonti infuocati. Ma per la azzanese Ramona Capelli il viaggio ha preso una direzione diversa: quella del cuore. Durante il suo soggiorno estivo con il compagno ha infatti scelto di unire il piacere della scoperta all’impegno sociale, entrando in contatto con una realtà che lavora ogni giorno per dare speranza ai bambini della baraccopoli di Kibera. È stato in questo contesto che la coppia è venuta a conoscenza della Okolea Mtaa Foundation, guidata da Daniel Oguttu, 29 anni, nato e cresciuto proprio in quelle strade polverose. Dal 2019, la fondazione lavora per offrire opportunità educative, sportive e culturali ai ragazzi della comunità, con l’obiettivo di creare un ambiente sicuro e stimolante in cui possano crescere e sviluppare le proprie competenze.</p>
<p></p>
<p>Così, giunta sul posto, Ramona ha aderito con entusiasmo al “Walking Tour” proposto da Daniel, un percorso guidato che permette ai visitatori di immergersi nella quotidianità della comunità, con rispetto e autenticità.&nbsp;</p>
<p></p>
<p>«Non volevo visibilità personale, ma far conoscere una realtà che merita attenzione &#8211; osserva Ramona -. Questa esperienza ci ha permesso di esplorare le strade di Kibera con una prospettiva autentica e rispettosa, osservando da vicino le attività della fondazione e l’impegno del team»..</p>
<p></p>
<p>Camminando tra le vie strette e affollate della baraccopoli, la donna ha potuto osservare da vicino la quotidianità di una comunità che, tra mille difficoltà, non smette mai di lottare per un futuro migliore.</p>
<p></p>
<p>Tappa centrale la sede della Okolea Mtaa Foundation, un luogo che, pur nella sua semplicità, trasmette energia, creatività e speranza. Al piano terra, Ramona è entrata nell’ufficio operativo della fondazione dove si coordinano le attività e si accolgono i ragazzi. Accanto, ha trovato un’aula di danza, uno spazio vivo e dinamico in cui i giovani possono esprimersi liberamente, lontano dalle pressioni della strada. Salendo al piano superiore, ha scoperto una zona di recente costruzione, con pareti e soffitto in lamiera, adibita ad aula d’arte. Qui, i bambini e gli adolescenti possono dedicarsi alla pittura, al disegno e ad altre forme di espressione creativa, spesso utilizzando materiali di recupero. Accanto a questa stanza, c’è uno spazio ancora all’aperto, che la fondazione sogna di trasformare in una biblioteca comunitaria. Il progetto è già in fase di raccolta fondi, e Ramona ha potuto vedere con i propri occhi quanto sia importante questo futuro luogo di cultura e aggregazione.</p>
<p></p>
<p>Durante il percorso, ha incontrato anche i ragazzi impegnati negli allenamenti delle squadre di calcio, sia junior che senior. L’atmosfera era carica di entusiasmo: i giovani correvano sul campo con disciplina, determinazione e spirito di squadra. Ramona ha raccontato di aver percepito una forte energia positiva, un senso di appartenenza che va ben oltre lo sport.</p>
<p></p>
<p>«Prima della partenza, abbiamo deciso di portare alcune donazioni per la comunità &#8211; aggiunge -. Daniel ci ha indicato cosa servisse maggiormente: palloni da calcio e magliette da calcio, libri e quaderni. Per cercare di raccogliere quanto più possibile, ho pubblicato un post nel gruppo Facebook del mio paese e sono rimasta sorpresa dalla generosità della comunità: in poche ore moltissime persone hanno contribuito, riempiendo la valigia. A un certo punto ho dovuto chiudere i commenti perché lo spazio nelle valigie era ormai esaurito. Ci tengo quindi a ringraziare di cuore chi ha potuto contribuire, così come chi non ha potuto farlo per motivi di spazio, per la loro attenzione e il loro sostegno».</p>
<p></p>
<p>Ogni angolo visitato, ogni attività osservata, ha restituito a Ramona l’immagine di una comunità che, pur tra mille ostacoli, continua a costruire bellezza e opportunità. Un’esperienza che le ha lasciato il segno, e che ha voluto condividere per dare voce a chi ogni giorno lavora per cambiare le cose.</p>
<p></p>
<p>La Okolea Mtaa Foundation, però, ha bisogno di sostegno continuo, sia economico che materiale. Chi visita Nairobi può portare con sé oggetti utili come libri, giochi, vestiti o attrezzature sportive. Chi non può viaggiare, può contribuire online. Il link per sostenere la fondazione è www.okolea-mtaa-foundation.org, oltre alle pagine social Instagram @okolea_mtaa_foundation, @ffvngkenya e la raccolta fondi su GoFundMe: Support Okolea Mtaa Foundation — Empower Kibera’s Kids.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Brownies con tahine</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 17:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fida</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è un vero dolce di scambio di culture, mettere assieme i brownies e la tahine, stanno bene assieme. Io ho aggiunto del mio su questo progetto di integrazione tra due prodotti.&#160; Ho aggiunto i datteri, perché stanno bene con la tahine, in realtà e forse perché non avevo abbastanza zucchero in casa.&#160; Vi assicuro&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/brownies-con-tahine/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<h1>Questo è un vero dolce di scambio di culture, mettere assieme i brownies e la tahine, stanno bene assieme. Io ho aggiunto del mio su questo progetto di integrazione tra due prodotti.&nbsp;</h1>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhzLGqzJNqACAA9STtk7E5YvKsxQP6nLwDcdfeS3L4CNkVFYF_Kaz6_MoKIyCNGNFGp05Egk2BsnI2l-dQ33bxUumdZYZ4RGtdl21Vh_XaDYITItt6fqtiK27WvWwwQvhBWDbSnhkISzD1t2SZzaDf37rjeJcJ4ecRc6n5dHx-TgzwUv0vsKUIVy-zv5KY/s1920/568387893_18537355429052322_1075231688270091090_n.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhzLGqzJNqACAA9STtk7E5YvKsxQP6nLwDcdfeS3L4CNkVFYF_Kaz6_MoKIyCNGNFGp05Egk2BsnI2l-dQ33bxUumdZYZ4RGtdl21Vh_XaDYITItt6fqtiK27WvWwwQvhBWDbSnhkISzD1t2SZzaDf37rjeJcJ4ecRc6n5dHx-TgzwUv0vsKUIVy-zv5KY/w300-h400/568387893_18537355429052322_1075231688270091090_n.jpg" width="300" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div>Ho aggiunto i datteri, perché stanno bene con la tahine, in realtà e forse perché non avevo abbastanza zucchero in casa.&nbsp;</div>
<div>Vi assicuro che questo dolce è buonissimo.&nbsp;</div>
<h1><span>Ho messo cioccolato, burro e datteri in una ciotola e li ho infilati nel microonde per sciogliere il tutto: è venuta fuori una cremina bella e buona.</span></h1>
<p><span>In un’altra ciotola ho messo due cucchiai di zucchero di canna, due uova e 80 g di tahina. Ho mescolato tutto, poi ho aggiunto sopra la cremina golosa.</span><br />  <span>Ho preso una teglia, l’ho rivestita con carta da forno, versato il composto, guarnito con datteri e un po’ di tahina…</span><br /><span>Poi ho mandato la teglia nel forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti.</span><br /><span>La ricetta è dal libro Parkour di @popcuisine, pagina 308.</span><br /><span>Vi piace l’idea del brownies con datteri e tahine?</span>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRCtd4A-W_K6Cgi46auubRHJ6gDs6PPdlAUS5UOO21yqZCPy5md3cMl4QS32OCvFGxEEeAVV05_4L-5kjwjAA6Y0xWyHZ0Q5LJ3G6cnV9el8imatHjUr9qPgS7MfTvwhKWB6OlggHntomQ5HSdQOyXAmWenUNzFMy7El2VReCkkqPtIxrv41wxCGz0p48/s1920/568703325_18537355447052322_1032168060419470269_n.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRCtd4A-W_K6Cgi46auubRHJ6gDs6PPdlAUS5UOO21yqZCPy5md3cMl4QS32OCvFGxEEeAVV05_4L-5kjwjAA6Y0xWyHZ0Q5LJ3G6cnV9el8imatHjUr9qPgS7MfTvwhKWB6OlggHntomQ5HSdQOyXAmWenUNzFMy7El2VReCkkqPtIxrv41wxCGz0p48/w300-h400/568703325_18537355447052322_1032168060419470269_n.jpg" width="300" /></a></div>
<p><span><br /></span></div>
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		<title>Ritorno a Villa Cambiaso. Tra grappoli dorati e aperitivo tra i vigneti</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Valpolcevera Vermentino]]></category>
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		<description><![CDATA[Genova e i suoi dintorni sono una sorpresa continua. I turisti che visitano i luoghi storici ed i magnifici palazzi della Superba, dovrebbero ritagliarsi qualche ora per avventurarsi sulle colline sopra la città. Scoprirebbero inattesi angoli rurali, strade silenziose ed eroici vigneti terrazzati sostenuti dai tipici muretti a secco. Due settimane fa, a due anni&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ritorno-a-villa-cambiaso-tra-grappoli-dorati-e-aperitivo-tra-i-vigneti/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><b><i>Genova</i></b> e i suoi dintorni sono una sorpresa continua. I turisti che visitano i luoghi storici ed i magnifici palazzi della <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.genovatoday.it/cronaca/genova-superba-origine-soprannome.html">Superba</a></i>, dovrebbero ritagliarsi qualche ora per avventurarsi sulle colline sopra la città. Scoprirebbero inattesi angoli rurali, strade silenziose ed <i>eroici</i> vigneti terrazzati sostenuti dai tipici muretti a secco.</span></div>
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<div><span><span>Due settimane fa, a due anni dal&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2023/09/villa-cambiaso-ed-i-vini-della.html">primo incontro</a>,&nbsp;</span><span>sono tornata a visitare quella parte di&nbsp;</span><i><b>Genova</b></i><span>&nbsp;che i viaggiatori del Seicento definivano “<i>ininterrotto giardino</i>”: la&nbsp;</span><i><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.prolocovalpolcevera.it/sample-page/">Valpolcevera</a></b></i><span>.&nbsp;</span></span></div>
<div><span>Un tour a&nbsp;</span><b><i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.villacambiasowine.it/it/home">Villa Cambiaso</a>&nbsp;</i></b><span>è un incontro straordinario con questa realtà e con i vini che raccontano la terra ed il mare genovese.</span></div>
<div><span>L’azienda appartiene al marchese Giacomo Cattaneo Adorno, la cui famiglia vanta antiche origini locali. Negli archivi della proprietà sono conservati documenti che ne testimoniano la vocazione enologica già in epoca medioevale, in particolare nel Monferrato e nell’Oltrepò Pavese.</span></div>
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<div><span>I vitigni occupano 3,8 ettari di terreno a Morego e 3 a Serra Riccò.</span></div>
<div>A Morego, le vigne disposte ad anfiteatro ed esposte a sud-est, sono accarezzate dalla brezza del mare ed impiantate su un terreno composto da marne sabbiose, con ciottoli di quarzo e ardesie affioranti.</div>
<div>Il terreno di Serra Riccò è, invece, più argilloso e ricco di materia organica.</div>
<div>Tra le varietà impiantate, prevalente è il <b><i>Vermentino</i></b>, cui si affiancano <b><i>Albarola</i></b>, <b><i>Pigato</i></b>, <b><i>Bosco</i></b> e <b><i>Bianchetta</i></b>.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj_5kmb1dmRMHogLugePcQa55ICJs_h_OyRFspLlPgpJUElOYbWikDmUtqs2A1eNS1xiEZBuYlEKcPKxMWpwI2zWDKmNjCTzP5NtTbSLVFApDmAV1n3csgnTo5ebxZ228bG2FqkRWNd0TMFseiUXvRXibtG_xXEKK6BuHN84CKoYMK65P68Nv5nbGV0CHU/s2272/IMG_0001.jpeg"><img alt="Vini liguri" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj_5kmb1dmRMHogLugePcQa55ICJs_h_OyRFspLlPgpJUElOYbWikDmUtqs2A1eNS1xiEZBuYlEKcPKxMWpwI2zWDKmNjCTzP5NtTbSLVFApDmAV1n3csgnTo5ebxZ228bG2FqkRWNd0TMFseiUXvRXibtG_xXEKK6BuHN84CKoYMK65P68Nv5nbGV0CHU/w480-h640/IMG_0001.jpeg" width="480" /></a></div>
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<div>La passeggiata tra i vigneti nel <b><i>periodo della vendemmia</i></b> ha il fascino intramontabile della tradizione vitivinicola, di un rito antico che resiste allo scorrere del tempo. Viverlo a pochi chilometri da casa è davvero un privilegio.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh90wQFy3YJyNmpjUkyfdnX4ku2WlkHVd-A47cebCUarfS4ory-J5xVmnq_C2hWGF22fw9kgb50caQbxRPO1pVIPEK8aNCTBCBrfec0gR7d3vCCdeSkbuRPIanQwdu3kox1CVmgv1P0V0_tnSAPL2di11EVJvPX38p_rgTEMouCMfQgK4qKM2gcVLqLowk/s2272/20250909_131508.jpeg"><img alt="Valpolcevera" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh90wQFy3YJyNmpjUkyfdnX4ku2WlkHVd-A47cebCUarfS4ory-J5xVmnq_C2hWGF22fw9kgb50caQbxRPO1pVIPEK8aNCTBCBrfec0gR7d3vCCdeSkbuRPIanQwdu3kox1CVmgv1P0V0_tnSAPL2di11EVJvPX38p_rgTEMouCMfQgK4qKM2gcVLqLowk/w480-h640/20250909_131508.jpeg" width="480" /></a></div>
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<div><span>Dopo i quattro passi in vigna, il giusto coronamento di una mattinata piacevolissima, la degustazione degli apprezzatissimi ed ottimi vini di <i>Villa</i> <i>Cambiaso</i>:&nbsp;</span><span><span><b>Egalêe</b></span><span>,</span><span>&nbsp;<b>Valpolcevera Vermentino DOC</b></span><span>,&nbsp;</span></span><span><b>Bianchetta Genovese</b> <i>Valpolcevera DOC</i>,&nbsp;</span><span><b>O Cônâ</b><i>, </i><b>Valpolcevera Coronata DOC</b><span>,</span>&nbsp;quattro bianchi autoctoni di grande pregio. La mia preferita, la freschissima <i>Bianchetta</i> ( anche se, in realtà, non è così semplice fare la una classifica), magnifica nel tradizionale abbinamento con la <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2016/04/la-focaccia-genovese-la-ricetta-sacra.html">focaccia genovese</a></i> ma anche con tutte le tipicità liguri, come pesto, torte di verdura e stoccafisso.</span></div>
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<div><span>Una degustazione eccellente, un buffet in vigna all’insegna dei sapori liguri: focaccia genovese classica, con salvia e alle olive, gli ottimi prodotti del&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cabellasalumi.com/it/"><i>Salumificio Cabella di Sant’Olcese</i></a><span><i>&nbsp;</i>e i prelibati formaggi del <i>Caseificio Artigianale San Giorgio di Serra Riccò</i>.&nbsp;</span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhSM08LPoV-mPS48rT3OVKxPjSMtZwcknGfC9h8Wd_g-8E8cEZj69QK_OegFuoqgcM3iqLwyBJrg7kEXLb6NqmLVhTz70bD3IR_8h1uCGVRGd1DYizff7BkjwHz5SEKYKkT6TK3MQMd8uqTm8uCvhb3HthwYvN0XrylcQ3nMXsGq42bmulQIXhEwh_I-r0/s2272/IMG_0004.jpeg"><img alt="Salumificio Cabella Serra Riccò" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhSM08LPoV-mPS48rT3OVKxPjSMtZwcknGfC9h8Wd_g-8E8cEZj69QK_OegFuoqgcM3iqLwyBJrg7kEXLb6NqmLVhTz70bD3IR_8h1uCGVRGd1DYizff7BkjwHz5SEKYKkT6TK3MQMd8uqTm8uCvhb3HthwYvN0XrylcQ3nMXsGq42bmulQIXhEwh_I-r0/w480-h640/IMG_0004.jpeg" width="480" /></a></div>
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<div>Un ringraziamento speciale per questa bella mattinata tra le vigne e per l’invito,&nbsp;<span>alla sommelier Claudia Paracchini. Grazie per la sempre piacevole compagnia agli amici Virgilio Pronzati, giornalista ed enogastronomo, a Marco Benvenuto, giornalista e direttore di <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.zenaatoua.com/">Zena a Toua</a></i>&nbsp;e ad Elisabetta Currado, enologa e wine &amp; marketing consultant.&nbsp;</span></div>
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		<title>Risotto alla zucca e aceto balsamico</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[brodo]]></category>
		<category><![CDATA[cubetti]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[Risotto]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia il periodo della zucca e, diciamocelo, con il riso è proprio un connubio perfetto! Anni fa quando ebbi letto questa ricetta sulla rivista &#8220;La cucina Italiana&#8221; di Ottobre 2014, pensai replicarla, ma poi passò nel &#8220;dimenticatoio&#8221; e grazie alla rubrica &#8220;Vista in rivista&#8221; eccomi qui a proporvela. La particolarità evidente è l&#8217;aceto balsamico in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/risotto-alla-zucca-e-aceto-balsamico/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg57nzM2_30pbzQMr2N0gXZipaHjDsNGzOhV1KWEv0L_26kZk21ta7sF2Le1FLeOuTRUVOmoOKuOU5VqznU2t8_w3OHg-SK-fBIKVI7hyphenhyphenNFJjOXxlSiHGOD3Krxmaa8HEnjhS0O6cvQw-M2cb2whL2_Y3qRj-L8bGeQt16s-eCsj9gnQC-7irEiyDkwD-4H/s817/DSC_0016.JPG"><img border="0" height="462" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg57nzM2_30pbzQMr2N0gXZipaHjDsNGzOhV1KWEv0L_26kZk21ta7sF2Le1FLeOuTRUVOmoOKuOU5VqznU2t8_w3OHg-SK-fBIKVI7hyphenhyphenNFJjOXxlSiHGOD3Krxmaa8HEnjhS0O6cvQw-M2cb2whL2_Y3qRj-L8bGeQt16s-eCsj9gnQC-7irEiyDkwD-4H/w640-h462/DSC_0016.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
</p>
<p>Inizia il periodo della zucca e, diciamocelo, con il riso è proprio un connubio perfetto!</p>
<p>Anni fa quando ebbi letto questa ricetta sulla rivista &#8220;La cucina Italiana&#8221; di Ottobre 2014, pensai replicarla, ma poi passò nel &#8220;dimenticatoio&#8221; e grazie alla rubrica &#8220;Vista in rivista&#8221; eccomi qui a proporvela.</p>
<p>La particolarità evidente è l&#8217;aceto balsamico in riduzione parso sulla superficie a decoro, ma in realtà anche la mela che prende il posto della classica cipolla o scalogno, non va trascurata, dona al risotto quella leggera nota acidula che esalta il dolce della zucca.</p>
<p>Provatela, noi ne siamo rimasti davvero entusiasti!</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgtnGa-PMcUs-kUNXos7PaWwee1aG4XjEmnY5qanufOrGPYmx5kaTKRgz4M4OeEwVDXAensb8veZKnDnarXvYV1_Bif2Mj_uvfZo0UbrP0w8bQyegCQ4wd2C1qydKSpr4hnkolSMZ92icHIWRs8X_CKhICdAwdjRTgB8HbpSNR2KZwmVaCvATBSRPcvnf4p/s985/DSC_0010.JPG"><img border="0" height="424" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgtnGa-PMcUs-kUNXos7PaWwee1aG4XjEmnY5qanufOrGPYmx5kaTKRgz4M4OeEwVDXAensb8veZKnDnarXvYV1_Bif2Mj_uvfZo0UbrP0w8bQyegCQ4wd2C1qydKSpr4hnkolSMZ92icHIWRs8X_CKhICdAwdjRTgB8HbpSNR2KZwmVaCvATBSRPcvnf4p/w640-h424/DSC_0010.JPG" width="640" /></a></div>
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<p>Ingredienti per 4 persone</p>
<p>1 litro di brodo vegetale</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEja7cl4sFFr5Hy_qLuQ1aped54e92AQcepIDzsg2FUECT_pZ7O_x8tzVbw3yZalw8nwlH0uWaqspi_rloihaCDyJPcW21PgwS70gml7j13hparP1HuKXz6rlatCM8oClYs9GISd1ZH7unXbR-5AOdRndpqWQ6DgzI8QYBkSIvY22iZVaBfEikzur63PGyGG/s985/DSC_0017.JPG"><img border="0" height="265" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEja7cl4sFFr5Hy_qLuQ1aped54e92AQcepIDzsg2FUECT_pZ7O_x8tzVbw3yZalw8nwlH0uWaqspi_rloihaCDyJPcW21PgwS70gml7j13hparP1HuKXz6rlatCM8oClYs9GISd1ZH7unXbR-5AOdRndpqWQ6DgzI8QYBkSIvY22iZVaBfEikzur63PGyGG/w400-h265/DSC_0017.JPG" width="400" /></a></div>
<p>
</p>
<p>320g di riso Carnaroli&nbsp;</p>
<p>300g di zucca già pulita</p>
<p>1/2 mela</p>
<p>30g di parmigiano grattugiato</p>
<p>20g di burro</p>
<p>olio evo</p>
<p>sale</p>
<p>aceto balsamico di Modena IGP</p>
<p>Grattugiare la zucca a scaglie (o tritare con mixer), tagliare a piccoli cubetti la mela. Scaldare una padella con 2 cucchiai di olio evo, unire la mela farla appassire e poi la zucca e cuocere alcuni minuti.&nbsp;</p>
<p>Aggiungere il riso, tostarlo accuratamente e poi iniziare ad aggiungere a mestoli il brodo bollente e portarlo a cottura mescolando (circa 15 minuti). Aggiustare di sale.</p>
<p>Nel frattempo in un piccolo polsonetto scaldare 5-6 cucchiai di aceto balsamico fino a ridurlo del 50%.</p>
<p>Spegnere il risotto, lasciarlo riposare, qualche minuto prima di mantecarlo con burro e parmigiano.</p>
<p>Servire con decori di riduzione di aceto balsamico.</p>
<div>Ecco le altre proposte:
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjzZg09OtF_EQncmBw8HJ5jgdbUxVUBMpshNDGgNjL3a-XeWYf5xUYebTn1mDKRofhqW8YRMRA9tyjzvwsLjvZVl3d09wr1ar042Fzq0yOEk24IdS-yhUvsrk1LIhKXPc8YJnhLfcF4inkACVo0vJbBCnlS8xa079JeWyZvmdeiavUdRepZBCaKpKOfTE0Y/s713/vista%20in%20rivista%20banner.jpg"><img border="0" height="151" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjzZg09OtF_EQncmBw8HJ5jgdbUxVUBMpshNDGgNjL3a-XeWYf5xUYebTn1mDKRofhqW8YRMRA9tyjzvwsLjvZVl3d09wr1ar042Fzq0yOEk24IdS-yhUvsrk1LIhKXPc8YJnhLfcF4inkACVo0vJbBCnlS8xa079JeWyZvmdeiavUdRepZBCaKpKOfTE0Y/w200-h151/vista%20in%20rivista%20banner.jpg" width="200" /></a></div>
<p></div>
<div></div>
<div>Daniela: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://maninpastaqb.blogspot.com/2025/09/galette-integrale-con-quenelle-di.html" target="_blank">Galette integrale con quenelle di ricotta&nbsp;</a></div>
<div></div>
<div>Milena: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://dolciepasticci.blogspot.com/2025/09/bastoncini-di-feta-al-sesamo.html" target="_blank">Bastoncini di feta al sesamo&nbsp;</a>&nbsp;</div>
<div></div>
<div>Natalia: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fusillialtegamino.com/2025/09/polpettine-fritte-farcite.html" target="_blank">Polpettine fritte farcite</a></div>
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		<title>Tenute Nura: i vini sostenibili dei Colli Piacentini tra Gutturnio, Cabernet e Malvasia</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 12:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiano Guatteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Colli Piacentini]]></category>
		<category><![CDATA[nero]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[Tenute Nura]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;L’azienda&#160;Tenute Nura, con sede a Villò, rappresenta una realtà produttiva piacentina attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio. Qui si coltivano varietà autoctone e internazionali come malvasia di Candia, ortrugo, barbera, bonarda, pinot nero, chardonnay e cabernet sauvignon, con un approccio che spazia dal biologico al biodinamico. La filosofia aziendale è improntata alla sperimentazione&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tenute-nura-i-vini-sostenibili-dei-colli-piacentini-tra-gutturnio-cabernet-e-malvasia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-vDkmOZC3GMI7gUtDBHSA-ykc0P-8NqI78xU7zO-CMJ0o9VuOvPRs4NeVB76jeOCqUQtTqbCg-VyYXGl6rsY8B_meUwyNRDOYrd7HOVA1-CvqTk6jkbRLa0uCxMu7nEdY4yUZwF0KvKR7gDMN-nMTrneNCNyfRpjvS6zOHE2CK_a7vZmh1fDYcRcBpu7o/s2560/NuraIMG_3033-scaled.jpg"><img alt="Tenute Nura esempio di sostenibilità" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-vDkmOZC3GMI7gUtDBHSA-ykc0P-8NqI78xU7zO-CMJ0o9VuOvPRs4NeVB76jeOCqUQtTqbCg-VyYXGl6rsY8B_meUwyNRDOYrd7HOVA1-CvqTk6jkbRLa0uCxMu7nEdY4yUZwF0KvKR7gDMN-nMTrneNCNyfRpjvS6zOHE2CK_a7vZmh1fDYcRcBpu7o/w640-h480/NuraIMG_3033-scaled.jpg" width="640" /></a></div>
<p>&nbsp;<span>L’azienda&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tenutenura.it/">Tenute Nura</a><span>, con sede a Villò, rappresenta una realtà produttiva piacentina attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio. Qui si coltivano varietà autoctone e internazionali come malvasia di Candia, ortrugo, barbera, bonarda, pinot nero, chardonnay e cabernet sauvignon, con un approccio che spazia dal biologico al biodinamico.</span>
</p>
<p><span>La filosofia aziendale è improntata alla sperimentazione in vigna, con nuove pratiche agronomiche e tecniche di riduzione della solforosa, sempre con l’obiettivo di esprimere al meglio l’identità dei Colli Piacentini. Degustazione e abbinamnti di tre etichette cliccando <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://citylightsnews.com/tenute-nura-gutturnio-cabernet-e-malvasia/" rel="nofollow" target="_blank">qui</a>.</span></p>
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		<title>Carota tonda di Parigi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 17:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[carota]]></category>
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		<description><![CDATA[Conoscete la Carota Tonda di Parigi? Questo ortaggio delizioso e simpatico è un vero e proprio &#8220;pezzo da collezione&#8221; per gli amanti dell&#8217;orto e della buona tavola: non può mancare nel mio orto! Nonostante il nome possa evocare immagini di sofisticate cene parigine, questa carota è in realtà un&#8217;antica varietà nata per la coltivazione in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/carota-tonda-di-parigi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
  <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEh1-25oVaMsPsEckpe5JGy19WJ9fzm5wf1olEZtlya-6hhqJfOD-J93AYvLpEzWICqNfvKRrbR-IRAiWZHnoSJidlPdjpSvHz1Z7sfsU8jcbZ6FLLzDIdBcELTFk7iEilTWnHuZ24ewsJzvs7iBc2FFKluY5gQnAzgJeGjMUqVIh2kJj1OK0ebcQQ"><br />
    <img border="0" src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEh1-25oVaMsPsEckpe5JGy19WJ9fzm5wf1olEZtlya-6hhqJfOD-J93AYvLpEzWICqNfvKRrbR-IRAiWZHnoSJidlPdjpSvHz1Z7sfsU8jcbZ6FLLzDIdBcELTFk7iEilTWnHuZ24ewsJzvs7iBc2FFKluY5gQnAzgJeGjMUqVIh2kJj1OK0ebcQQ" width="400" /><br />
  </a>
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<div></div>
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<div>Conoscete la Carota Tonda di Parigi? Questo ortaggio delizioso e simpatico è un vero e proprio &#8220;pezzo da collezione&#8221; per gli amanti dell&#8217;orto e della buona tavola: non può mancare nel mio orto!</div>
<div>
<div>Nonostante il nome possa evocare immagini di sofisticate cene parigine, questa carota è in realtà un&#8217;antica varietà nata per la coltivazione in terreni più pesanti e compatti.</div>
<div>Il suo aspetto è inconfondibile: piccola, rotonda e di un arancione brillante, sembra quasi una mini-arancia. Ed è proprio questa la sua particolarità! Pensate che anticamente, grazie alla sua forma compatta, era particolarmente apprezzata per la coltivazione in vaso sui balconi delle città o in piccoli appezzamenti, rendendola un simbolo di come anche in spazi ridotti si potessero ottenere ottimi risultati. Un piccolo aneddoto narra che fosse molto popolare tra i &#8220;giardinieri urbani&#8221; di fine &#8217;800 a Parigi, che amavano esibirla per la sua forma insolita e la sua dolcezza.</div>
<div>Oggi, la Carota Tonda di Parigi non è solo bella da vedere, ma anche squisita da gustare: tenera, dolce e croccante, è perfetta da sgranocchiare cruda, in insalate colorate o per dare un tocco originale a piatti cotti.</div>
</div>
<div></div>
<div>Ecco il link con tutte le <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/search/label/CAROTA" target="_blank">ricette con la carota</a>&nbsp;che ci sono sul blog:</div>
<div>https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/search/label/CAROTA</div>
<div>Per trovare altre mie ricette visita il blog https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/ o la pagina Facebook https://www.facebook.com/ricettenonna</p>
<p>Per richieste o suggerimenti, puoi scrivermi via mail a: ricettenonna@gmail.com</p>
<p>Ti aspetto!</p></div>
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		<title>Quello che vedi non è esattamente la realtà… è una tua interpretazione, e tu… hai il potere di cambiarla.</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 11:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariantonietta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pesche]]></category>
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		<category><![CDATA[ripieno]]></category>
		<category><![CDATA[tuorlo]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso delle terapie il cibo e la cucina rappresentano spesso un mezzo terapeutico che va al di la delle parole, ma la preparazione del cibo é spesso accompagnata da alcune riflessioni che nascono spontanee ed evocano aspetti emozionali di ciascuno di noi. E cosí mentre preparavamo questa deliziosa brioche alla marmellata ci siamo ritrovate&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/quello-che-vedi-non-e-esattamente-la-realta-e-una-tua-interpretazione-e-tu-hai-il-potere-di-cambiarla/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_102613.jpg"><img width="643" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_102613.jpg?w=643" alt="" class="wp-image-7675" /></a></figure>
<p>Nel corso delle terapie il cibo e la cucina rappresentano spesso un mezzo terapeutico che va al di la  delle parole, ma la preparazione del cibo é spesso accompagnata da alcune riflessioni che nascono spontanee ed evocano aspetti emozionali di ciascuno di noi. E cosí  mentre preparavamo questa deliziosa brioche alla marmellata ci siamo ritrovate a riflettere sulla percezione che ciascuno di noi ha della realtá che lo circonda&#8230; <strong>Il nostro cervello non percepisce il mondo per come è realmente.</strong> Ogni pensiero, ogni emozione, ogni ricordo che custodiamo, così come le esperienze che abbiamo vissuto, plasmano il nostro modo di interpretare la realtà. Questo significa che ciò che vediamo non corrisponde sempre alla realtà oggettiva, ma a ciò che la nostra mente costruisce. <br />E se cambiassimo prospettiva? Se provassimo a modificare la nostra interpretazione, forse riusciremmo anche a trasformare la realtà stessa&#8230; Spesso viviamo in modalità automatica: reagiamo a una critica, a un malinteso, a un fallimento. Proviamo frustrazione, rabbia, scoraggiamento. E sebbene queste emozioni siano assolutamente umane, possono diventare delle vere e proprie prigioni mentali se lasciamo che crescano senza metterle in discussione.<br />E se, invece di reagire, imparassimo a reinterpretarle? </p>
<p>Il nostro cervello ha un grande potere, ma é anche pieno di trappole e scorciatoie. Tende a confermare ciò che già crede, ad evitare ciò che fa male, a ripetere schemi noti. Tuttavia, possiamo insegnargli a vedere le cose da un’altra prospettiva. Non si tratta di pensare positivo a tutti i costi, ma di assumere un atteggiamento attivo nei confronti della vita. Quando comprendiamo che la nostra mente non é un riflesso di ciò che accade, ma lo interpreta, possiamo iniziare a mettere in discussione quelle interpretazioni. Vedere una caduta non come la fine, una perdita non come un vuoto, ma come uno spazio che può essere riempito con qualcosa di nuovo.</p>
<p>Non si tratta di fingere che tutto vada bene, né di minimizzare ciò che viviamo, ma semplicemente di riconoscere che, se cambiamo — anche solo leggermente — la lettura di ciò che ci accade, possiamo sviluppare nuovi modi di agire, di relazionarci, di guarire. Ad esempio, chi interpreta gli errori come fallimenti tenderà a evitare i rischi magari, rimanendo bloccato in situazioni incomode e/o dolorose . Al contrario, chi li vede come parte naturale dell’apprendimento si concederà il permesso di andare avanti senza il peso della perfezione. La differenza tra i due non sta nei fatti, ma nell’interpretazione. Questo, ovviamente, non succede dall’oggi al domani. Richiede pratica, consapevolezza e l’accettazione del fatto che non avremo sempre risposte immediate — e va bene così. Ciò che ci accade non dipende sempre da noi. Ma il modo in cui lo interpretiamo, sì. Ed è proprio quell’interpretazione a guidare le nostre decisioni, le nostre relazioni, il nostro modo di vivere.</p>
<p>La prossima volta che qualcosa non andrà come speravi, fermati un momento, respira e invece di chiederti “Perché mi sta succedendo questo?”, prova a domandarti:<br /><strong><em>“Cosa posso imparare da tutto questo?”</em></strong><br />Forse la risposta non arriverà subito, ma è con quella domanda che inizia il cambiamento. Perché quando cambi la tua interpretazione, poco a poco, cambia anche la tua realtà.<br />Non sempre possiamo cambiare le circostanze, ma possiamo cambiare il modo in cui le viviamo.<br />E la prossima volta che sentirai che tutto va storto, ricorda:<br /><strong><em>quello che vedi non è esattamente la realtà&#8230; è una tua interpretazione, e tu, hai il potere di cambiarla.</em></strong></p>
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_101700.jpg"><img width="573" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_101700.jpg?w=573" alt="" class="wp-image-7677" /></a></figure>
<p>Per la preparazione di questa deliziosa brioche abbiamo usato la ricetta tratta dal blog <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/foodwithstyle">https://www.instagram.com/foodwithstyle</a> le loro preparazioni sono una vera goduria per gli occhi e per il palato. Noi abbiamo sostituito la marmellata di mirtilli con quella di pesche.</p>
<p><strong>Per l’impasto:</strong></p>
<p>250g di farina</p>
<p>125 ml di latte tiepido</p>
<p>40 g di zucchero</p>
<p>1 uovo</p>
<p>50g di burro morbido</p>
<p>7 g di lievito secco</p>
<p>1 pizzico di sale</p>
<p><strong>Per il ripieno marmellata di pesche o se seguite la ricetta origin</strong>ale </p>
<p>200 g di mirtilli freschi</p>
<p>45 g di zucchero</p>
<p>Succo e scorza grattugiata di un limone piccolo</p>
<p><strong>Un tuorlo d’uovo e un cucchiaio di latte per spennellare la superficie</strong></p>
<p>In un bol metti la farina, il lievito e un pó di latte lascia riposare 10 minuti. Aggiungi lo zucchero, l’uovo, il resto del latte e il sale e comincia ad impastare, per ultimo unisci il burro e impasta fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Tapa e lascia lievitare fino a que duplica il suo volume.</p>
<p>Stendi l’impasto su una superficie leggermente infarinata formando un rettangolo, copri con la marmellata, arrotola e forma una treccia. Colloca in uno stampo per pane, (<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/42UEm5V">qui</a> puoi trovarne di differente materiale e grandezza )coperto con carta forno e lascialo riposare nuovamente per circa 20 min.</p>
<p>Spennella con l’uovo e inforna in forno preriscaldato a 170C per 20-30 minuti. come dico sempre dipende dal forno, bisogna fare attenzione a non dorare troppo la superficie.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_103111-1.jpg"><img width="699" height="1023" src="https://relaxingcooking.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/20240602_103111-1.jpg?w=699" alt="" class="wp-image-7681" /></a></figure></p>
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		<title>Trofiette con Crema di Pecorino Romano DOP e Maggiorana, Acciughe e Pinoli Tostati. Trofie &amp; Trofiette</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
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		<category><![CDATA[pecorino]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[tegame]]></category>

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		<description><![CDATA[La stagione delle acciughe è iniziata col botto, oserei dire e, come ogni anno, inizio a farne incetta.&#160; Le mie papille gustative ringraziano, ma anche le mie arterie spero siano felici di questa stagionale e costante iniezione di Omega3 che, spero, faccia il suo dovere.&#160; Oggi il pan du mâ (così vengono chiamate le acciughe&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/trofiette-con-crema-di-pecorino-romano-dop-e-maggiorana-acciughe-e-pinoli-tostati-trofie-trofiette/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La stagione delle <b><i>acciughe</i></b> è iniziata <i>col botto</i>, oserei dire e, come ogni anno, inizio a farne incetta.&nbsp;</div>
<div>Le mie papille gustative ringraziano, ma anche le mie arterie spero siano felici di questa stagionale e costante iniezione di <b><i>Omega3</i></b> che, spero, faccia il suo dovere.&nbsp;</div>
<div>Oggi il <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://lamialiguria.it/2022/12/u-pan-du-ma-la-storia-delle-acciughe-di-monterosso/">pan du mâ</a> </i>(così vengono chiamate le acciughe in alcune zone della Liguria, in particolare a <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cinqueterre.eu.com/it/monterosso">Monterosso</a>) completa un primo piatto semplice ma gustoso. L’abbinamento con il Pecorino Romano DOP sembra azzardato ma, negli ultimi anni, la combinazione pesce-formaggio è stata <i>sdoganata</i>. In questo caso, a me è piaciuta moltissimo.&nbsp;</div>
<div></div>
<div>A presto!</div>
<div></div>
<div><i>Maria Grazia&nbsp;</i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhskjmslhvrr-B0wUHpYyV746e3-Bg0wcXg4SQF9mn3LlmyRclGGh6uOrcfRdW9nRZIhOnZrr60-E7xXZImbvpdVuyw6bvf0a6GgJiJSQO8tR_LicvyYj60J8ZVGFZ8nbAunCZupdJha9P93FkFigyxjZSuKyyqxFEmryfsZDTbie7agiapSz8SGPDg6-0/s3666/IMG_8532.jpeg"><img alt="Ricette con Acciughe" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhskjmslhvrr-B0wUHpYyV746e3-Bg0wcXg4SQF9mn3LlmyRclGGh6uOrcfRdW9nRZIhOnZrr60-E7xXZImbvpdVuyw6bvf0a6GgJiJSQO8tR_LicvyYj60J8ZVGFZ8nbAunCZupdJha9P93FkFigyxjZSuKyyqxFEmryfsZDTbie7agiapSz8SGPDg6-0/w484-h640/IMG_8532.jpeg" width="484" /></a></div>
<p><i><br /></i></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<div><i><br /></i></div>
<div><b><i>Trofie e Trofiette&nbsp;</i></b></div>
<p>Le chiamiamo perlopiù <i>trofie</i>, ma in realtà sono <i>trofiette</i>. Il nome delle tradizionali, piccole <i>spirali</i> di sola acqua e farina che si gustano in Liguria prevalentemente condite con l’inimitabile <i>Pesto Genovese</i>, in realtà è<b><i>&nbsp;trofiette.&nbsp;</i></b>Sono originarie della Riviera di Levante, più precisamente della zona tra Sori e Recco. A Genova, dove giunsero intorno agli anni Sessanta del secolo scorso, il termine <i>trofie </i>rimanda, invece, ai classici gnocchi. Le trofiette nacquero come pasta fresca realizzata in casa fino a quando iniziò ad essere commercializzata e si diffuse rapidamente. La prima macchina professionale automatica per produrle venne ideata da Bacci Cavassa, recentemente scomparso, che la introdusse nell’azienda di famiglia, la <b>Novella</b>, realtà storica del territorio ligure. Ed è a queste piccole <i>spirali</i> di bontà che dal 1980 viene dedicata una sagra che, nel corso degli anni, dall’entroterra di Sori si è spostata nella zona vicino al mare, diventando un appuntamento irrinunciabile e di grande successo.</p>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><b><i>Trofiette con Crema di Pecorino Romano DOP e Maggiorana,</i></b></div>
<div><b><i>&nbsp;Acciughe e Pinoli Tostati</i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b>Ingredienti</b></div>
<div>(per 4 persone)</div>
<div></div>
<div>450 g di trofiette fresche</div>
<div>400 g di acciughe freschissime (zona di pesca: Mar Ligure)</div>
<div>100 g di Pecorino Romano DOP grattugiato&nbsp;</div>
<div>latte senza lattosio</div>
<div>maggiorana fresca</div>
<div>farina di riso</div>
<div>pinoli di Pisa</div>
<div>olio extravergine d’oliva da olive taggiasche&nbsp;</div>
<div>sale</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>Eliminare la testa, le viscere e la lisca delle acciughe. Aprirle a libro,&nbsp;</span><span>sciacquarle bene e asciugarle molto delicatamente con carta da cucina.&nbsp;</span></div>
<div></div>
<div>Versare due cucchiai di olio extravergine d’oliva in una padella dal fondo antiaderente. Passare i pesci nella farina di riso eliminandone l’eccesso. Cuocerli pochi secondi per lato e tenerli al caldo.</div>
<div></div>
<div>Tritare le foglioline di maggiorana e, in attesa che l’acqua per la cottura delle trofiette raggiunga l’ebollizione, versare il pecorino grattugiato in un tegame dal fondo antiaderente e dai bordi non troppo bassi, unire tanto latte quanto basta per ottenere una crema. Tenendo il fuoco molto basso, mescolare fino ad eliminare eventuali grumi e, una volta pronto il condimento, unire la maggiorana tritata.</div>
<div></div>
<div>Scolare le trofiette e trasferirle nel tegame della crema di pecorino. Unire le acciughe spezzettate, i pinoli precedentemente tostati in un padellino dal fondo antiaderente. Amalgamare il tutto e servire le <i>Trofiette con Crema di Pecorino Romano DOP e Maggiorana, Acciughe e Pinoli Tostati </i>ben calde e completate con qualche filetto di acciuga.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>La Giardiniera in agrodolce</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[peperone]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[piatti]]></category>
		<category><![CDATA[piatto]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[scalogni]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[La giardiniera in agrodolce è un piatto tipico della cucina italiana. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando era un ottimo metodo di conservazione delle verdure che in estate abbondavano, mentre scarseggiavano in inverno. Grande sviluppo a questa ricetta fu dato nei conventi, dai monaci cambusieri. Erano loro che nei monasteri si preoccupavano di conservare&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-giardiniera-in-agrodolce/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/03/Giardiniera-ok-724x1024.png" alt="Giardiniera in agrodolce" class="wp-image-13002" /></figure>
<p>La giardiniera in agrodolce è un piatto tipico della cucina italiana. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando era un ottimo metodo di conservazione delle verdure che in estate abbondavano, mentre scarseggiavano in inverno. Grande sviluppo a questa ricetta fu dato nei conventi, dai monaci cambusieri. Erano loro che nei monasteri si preoccupavano di conservare le verdure per la stagione fredda.</p>
<p>La giardiniera in agrodolce, sprigiona il sapore dolce, subito smorzato dall’acido, per poi lasciare spazio alla croccantezza delle verdure che si sposano oltre che con salumi e formaggi, anche con carni bollite e cotechino.</p>
<p>Oggi è uno degli antipasti più diffusi, che accompagna piatti di salumi e formaggi andando a comporre i fantastici taglieri che si possono gustare da nord a su della penisola.</p>
<p>Ma non bisogna fermarsi all&#8217;ovvio. La giardiniera in agrodolce si sposa divinamente con molti piatti di pesce. Provatela con <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2021/02/polpo-e-patate.html">l&#8217;insalata di polpo e patate </a>è una bontà davvero da provare.</p>
<p>Un piatto per tutte le stagioni, che mi piace gustare anche appena fatto, infatti per me non è necessariamente un piatto da realizzare in estate. Magari cambiano le verdure che inserisco, perché tutte non le trovo, ma a casa mia va a ruba, a va rifatto diverse volte l&#8217;anno.</p>
<h4>Quali verdure?</h4>
<p>In realtà tutte le verdure vanno bene, bisogna solo fare attenzione ai colori, perché la giardiniera in agrodolce è bella da vedere, se è molto colorata. Ma non ci sono controindicazioni, tutte le verdure vanno bene!</p>
<p>La ricetta di questa Giardiniera me l&#8217;ha data Gemma, la titolare <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.cerasa.garfagnana.eu/">Agriturismo Cerasa in Pieve a Fosciana, in Garfagnana</a></strong>, durante un bellissimo blog tour, qualche anno fa. Devo dire che tra le varie ricette che ho provato nel tempo, questa è davvero favolosa. Facile da fare e gustosissima, di grande equilibrio di sapori. L&#8217;ho fatta tantissime volte, ed è sempre una garanzia di grande gusto.</p>
<div></div>
<div>
<div>
<div>
<div><img style="border-width: 0px;border-style: solid;border-color: #666666" width="150" height="150" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2020/08/Giardiniera-in-agrodolce-quadrato-150x150.png" class="attachment-150x150 size-150x150" alt="" /></div>
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/wprm_print/giardiniera-in-agrodolce" target="_blank" rel="nofollow"><span></span> Stampa</a></p>
<div></div>
<h2>Giardiniera in agrodolce</h2>
<div></div>
<div></div>
<div>
<div><span>Portata </span><span>conserve</span></div>
<div><span>Cucina </span><span>Italiana</span></div>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>Chef </span><span>Sabrina Fattorini</span></div>
<div>
<h3>Ingredienti</h3>
<div>
<ul>
<li><span>1500</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di verdure miste</span>&#032;<span>cipolline, scalogni, peperone rosso, peperone giallo, carote, cetriolo, cavolfiore, zucchine</span></li>
<li><span>500</span>&#032;<span>ml</span>&#032;<span>di aceto bianco</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>bicchiere</span>&#032;<span>di olio extra vergine d&#039;oliva</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>bicchiere</span>&#032;<span>di zucchero</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>pizzico</span>&#032;<span>di sale</span></li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h3>Istruzioni</h3>
<div>
<ul>
<li>
<div><span>Pulire bene tutte le verdure. Le cipolline e gli scalogni tenerli interi, del cavolfiore tenere le cime e le altre tagliarle a pezzi di dimensione a piacere (io preferisco abbastanza grandi).</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Versare le verdure in una pentola capiente, aggiungere l&#039;aceto, l&#039;olio extra vergine di oliva, lo zucchero e il sale.</span></div>
</li>
<li>
<div>Portare a ebollizione quindi abbassare la fiamma e cuocere per una mezz&#8217;ora.</div>
</li>
<li>
<div>Fare raffreddare un poco quindi riempire i vasetti sterilizzati per la conserva con le verdure e il liquido premendo delicatamente.</div>
</li>
<li>
<div><span>Attendere 15/20 minuti in modo che le verdure si assestino quindi, se necessario, rabboccare il liquido fino a coprirle bene. Rovesciare i vasetti per un paio d&#039;ore quindi raddrizzarli. Conservare in luogo fresco e buio.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Rovesciare i vasetti per un paio d&#039;ore quindi raddrizzarli. Conservare in luogo fresco e buio.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>In realtà sono buonissime anche consumate subito.</span></div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/03/Giardiniera-ok2-724x1024.png" alt="Giardiniera in agrodolce" class="wp-image-13007" /></figure>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2024/08/la-giardiniera-in-agrodolce.html">La Giardiniera in agrodolce</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it">Architettando in cucina</a>.</p>
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		<title>Le chiavi per un’unione appagante e duratura svelate da uno psicoterapeuta</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2024 12:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EnoSpace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Mascia]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>

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		<description><![CDATA[Al centro della ricerca della felicità coniugale, molte coppie si sforzano di raggiungere una perfezione fantasticata, spesso ispirata a fiabe o film romantici. Ma dietro le quinte di questi idilli si nascondono realtà molto più complesse e autentiche. È attraverso la competenza di a Psicoterapeuta americano che ci immergiamo nel mondo delle relazioni romantiche, per&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/le-chiavi-per-ununione-appagante-e-duratura-svelate-da-uno-psicoterapeuta/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al centro della ricerca della felicità coniugale, molte coppie si sforzano di raggiungere una perfezione fantasticata, spesso ispirata a fiabe o film romantici. Ma dietro le quinte di questi idilli si nascondono realtà molto più complesse e autentiche. È attraverso la competenza di a Psicoterapeuta americano che ci immergiamo nel mondo delle relazioni romantiche, per &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" title="Le chiavi per un’unione appagante e duratura svelate da uno psicoterapeuta" href="/redirect.php?URL=https://www.masciabruzzo.it/le-chiavi-per-ununione-appagante-e-duratura-svelate-da-uno-psicoterapeuta-0517">Leggi tutto</a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.masciabruzzo.it/le-chiavi-per-ununione-appagante-e-duratura-svelate-da-uno-psicoterapeuta-0517">Le chiavi per un&#8217;unione appagante e duratura svelate da uno psicoterapeuta</a> è apparso per primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.masciabruzzo.it">Mascia Bruzzo</a></p>
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		<title>Parti con me per un weekend in gruppo in Piemonte</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 16:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivi]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[piemontese]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
		<category><![CDATA[proposta]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei appassionato di enogastronomia, vorresti trascorrere un weekend in Piemonte tra Langhe, Roero e Monferrato ma non sai con chi partire e quali tappe fare? Qui c&#8217;è una proposta che fa proprio al caso tuo. In collaborazione con un tour operator giovane e dinamico, ho creato un pacchetto tematico per un weekend in Piemonte alla&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/parti-con-me-per-un-weekend-in-gruppo-in-piemonte/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sei appassionato di <strong>enogastronomia</strong>, vorresti trascorrere un <strong>weekend in Piemonte</strong> tra <em>Langhe, Roero e Monferrato</em> ma non sai con chi partire e quali tappe fare? Qui c&#8217;è una <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/wine-experience-in-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>proposta</strong></a> che fa proprio al caso tuo.</p>
<p>In collaborazione con un tour operator giovane e dinamico, ho creato un <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/wine-experience-in-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>pacchetto tematico per un weekend in Piemonte</strong></a> alla scoperta delle <strong>migliori cantine </strong>e io mi occuperò in prima persona di accompagnarti presso le varie tappe. Visiteremo diverse <strong>vigneti e cantine</strong> e faremo numerose fermate presso i <strong>punti panoramici</strong> e gli <strong>scorci più suggestivi</strong>.</p>
<div><img class="wp-image-17759 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/04/langhe-roero-e-Monferrato-weekend-di-gruppo-scaled.jpg" alt="Langhe vista panoramica" width="2560" height="1670" />
<p>Panorama delle Langhe nel mese di Aprile | saramilletti @2023</p>
</div>
<h2>Perché partire con me per un weekend in gruppo in Piemonte?</h2>
<p>Se deciderai di partire con me per un <strong>weekend in gruppo</strong> tematico in <strong>Piemonte</strong> <strong>non dovrai preoccuparti di nulla</strong>. Dovrai solo occuparti di arrivare con il tuo trolley alla stazione di Asti in data <strong>17 maggio 2024</strong>. Al resto penserò io. Il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/il-programma-wine-experience-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>programma</strong></a> è già stato<strong> studiato in tutti i dettagli</strong> e avremo a <strong>disposizione un driver</strong> che ci condurrà a destinazione secondo i nostri piani. Nessuno dovrà preoccuparsi di guidare e duranti gli spostamenti potrai godere di tutti panorami da cartolina che i paesaggi vitivinicoli Patrimonio Unesco di Langhe, Roero e Monferrato offrono a tutti i loro visitatori. Pensa che io sono anni che torno in queste zone e ogni volta è come se fosse la prima: riesco ancora ad emozionarmi!</p>
<p>Un altro ottimo motivo per partecipare è che un <strong>weekend in gruppo</strong> sarà l&#8217;occasione di <strong>conoscere nuove persone</strong> che condividono la <strong>tua stessa passione</strong>.<br />
Infine, se ancora non sei convinto, posso dirti che<strong> tutte le attività</strong> che ho inserito nel programma <strong>le ho già provate</strong> in prima persona e ti assicuro che ne valgono la pena!<br />
Ah dimenticavo, essendo io un&#8217;appassionata di fotografia, potrò darti numerose dritte per portare a casa bellissimi ricordi digitali di questa <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/wine-experience-in-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>esperienza in Piemonte</strong></a>!</p>
<p><img class="size-full wp-image-17753" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/04/IMG_6053-1-scaled-e1712157345878.jpg" alt="quale cantina visitare in piemonte" width="2560" height="1732" /></p>
<h2>Weekend in gruppo in Piemonte: il programma</h2>
<p>Il programma del <strong>weekend in gruppo in Piemonte</strong> a tema <strong>enogastronomico</strong> è ricco e variegato nonostante il vino e il cibo giochino un ruolo fondamentale. Ogni giorno ci sposteremo per <strong>esplorare il territorio in lungo e in largo</strong>! Le attività programmate comprendono <strong>visite in cantina con degustazioni guidate</strong>, <strong>visite in vigna</strong>, <strong>aperitivi con vista</strong>, <strong>picnic nel vigneto</strong> e una <strong>visita in una storica distilleria</strong> con <strong>degustazione di grappe</strong>.</p>
<p>Le <strong>aziende</strong> che abbiamo inserito nel <strong>programma</strong> sono <strong>molto diverse tra loro</strong> e questo ti permetterà di avere una <strong>visuale a 360° del panorama vinicolo piemontese</strong>. Scoprirai <strong>realtà di piccole e medie dimensioni</strong>, produttori che lavorano in <strong>biologico</strong> e oltre ai celebri <strong>Nebbiolo e Barbera</strong>, potrai degustare vini prodotti con <strong>vitigni autoctoni</strong> quasi dimenticati come ad esempio il Carica l’Asino.</p>
<p>Per il <strong>pernottamento</strong> la sistemazione è prevista in un <strong>hotel 4*</strong> e i due <strong>ristoranti</strong> nei quali ceneremo, sono tra i miei preferiti in Piemonte. Entrambi propongono una <strong>cucina del territorio</strong> che strizza l&#8217;occhio all&#8217;<strong>innovazione</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-17765" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/04/Pranzo-in-Piemonte-con-carne-cruda-e-ravioli-del-plin-scaled.jpg" alt="Pranzo in Piemonte con carne cruda e ravioli del plin" width="2560" height="1213" /></p>
<p>Cosa ne dici quindi di preparare la valigia e partire per questo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/wine-experience-in-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>indimenticabile weekend di primavera in Piemonte</strong></a>? Spero di conoscerti presto!</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/04/weekend-gruppo-piemonte-vino.html">Parti con me per un weekend in gruppo in Piemonte</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		</item>
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		<title>Tortino di colomba</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/tortino-di-colomba/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Villani]]></category>
		<category><![CDATA[la torta]]></category>
		<category><![CDATA[nocciole]]></category>
		<category><![CDATA[pistacchi]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[tortino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tortino di colomba, è un dolce favoloso, fatto con la colomba avanzata di Pasqua. Un metodo buonissimo per riciclare la mia colomba artigianale, che era un peccato buttare. Dopo le feste, ho sempre bisogno di fare una pausa dai dolci, per smaltire gli eccessi. Così poi mi avanzano delle cose buone in dispensa e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tortino-di-colomba/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><img width="726" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/03/Tortino-di-colomba-1-2022-726x1024.png" alt="Tortino di colomba" class="wp-image-13149" /></figure>
<p>Il tortino di colomba, è un dolce favoloso, fatto con la colomba avanzata di Pasqua. Un metodo buonissimo per riciclare la mia <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.picamilano.it/pasticceria/">colomba artigianale</a></strong>, che era un peccato buttare. </p>
<p>Dopo le feste, ho sempre bisogno di fare una pausa dai dolci, per smaltire gli eccessi. Così poi mi avanzano delle cose buone in dispensa e la settimana dopo devo correre ai ripari, per non correre il rischio di buttare il cibo. </p>
<p>Quest&#8217;anno invece, mi è avanzato un pezzetto piccolo di una buonissima colomba artigianale. Avevo messo da parte questa ricetta da tempo e ne ho approfittato subito, perché ero davvero curiosa di scoprire il risultato.</p>
<p>Dopo averla provata, credo proprio che il prossimo anno comprerò una colomba in più solo per rifare il tortino.</p>
<h4>Leggende sulla nascita della colomba</h4>
<p>Ci sono tante leggende sull&#8217;origine della colomba. La più antica risale addirittura all&#8217;epoca dei Longobardi. Infatti, intorno al 610, a Pavia, capitale dei Longobardi la&nbsp;<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Teodolinda">regina Teodolinda</a></strong>, si narra, avesse ospitato un gruppo di pellegrini irlandesi, guidati da&nbsp;<strong>san Colombano</strong>. La regina offrì agli ospiti selvaggina e vino, ma il santo declinò l&#8217;offerta perché era periodo di Quaresima. Teodolinda e il marito Agilulfo si offesero per il rifiuto e così Colombano, benedicendo la selvaggina, la trasformò in bianche colombe di pane.</p>
<p>Ma c&#8217;è un&#8217;altra leggenda che ci porta ancora a Pavia, ma nel 572, ai tempi del<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Alboino"> re Alboino</a></strong>, che valicate le Alpi, assediò la città. Dopo 3 lunghi anni di assedio, i barbari entrarono in città e i pavesi per evitare il saccheggio, offrirono dei dolci soffici a forma di colomba come gesto di pace. Pavia evitò il saccheggio e divenne capitale del nuovo regno.</p>
<p>Un&#8217;altra leggenda fa risalire l&#8217;origine della colomba alla&nbsp;<strong>battaglia di Legnano</strong>&nbsp;(1176), la clamorosa vittoria dei Comuni della Lega Lombarda sull&#8217;imperatore germanico Federico Barbarossa. Si narra che un condottiero del carroccio vide due colombi posarsi sulle insegne della lega e per infondere&nbsp;coraggio ai suoi uomini, fece confezionare dai cuochi dei&nbsp;<strong>pani a forma di colomba</strong>.</p>
<h4>e la realtà invece?</h4>
<p>Le leggende sull&#8217;origine della colomba ci fanno pensare al fatto che dovevano esistere storicamente dei &#8220;pani dolci&#8221; pasquali, forse fatti a forma di colomba. Ma l&#8217;origine della colomba come la conosciamo oggi risale agli anni Trena del &#8216;900. Da alcuni anni a Torino avevano inventato l&#8217;uovo di Pasqua e già era tradizione il panettone per Natale, inventato dalla Motta ispirandosi all&#8217;antico &#8220;pan de Toni&#8221; milanese. </p>
<p>Fu il pubblicitario mantovano&nbsp;<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Dino_Villani">Dino Villani</a></strong>, ideatore tra l&#8217;altro del concorso che poi diventerà Miss Italia, ad avere l&#8217;idea della colomba, come la conosciamo oggi. Così da sfruttare gli stessi macchinari che la Motta utilizzava per produrre il panettone, per creare un nuovo dolce pasquale dalla ricetta molto simile. </p>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/03/Tortino-di-colomba-2-724x1024.png" alt="" class="wp-image-13157" /></figure>
<p>Adesso che conoscete tutta la storia, andiamo a vedere come fare un tortino di colomba, da un avanzo di quella di Pasqua.</p>
<p>Il tortino di colomba,&nbsp;è ideale servito caldo, con un ciuffo di panna montata o una pallina di gelato alla crema, oppure servito su una crema inglese calda.</p>
<p>Se vi è piaciuta questa ricetta, potreste provare un&#8217;altra ricetta di riciclo, un po’ più difficile, ma di grandissimo effetto: <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2020/01/torta-di-panettone-e-nocciole.html">la torta panettone e nocciole</a></strong>. Naturalmente usando la colomba al posto del panettone.</p>
<div></div>
<div>
<div>
<div>
<div><img style="border-width: 0px;border-style: solid;border-color: #666666" width="150" height="150" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/03/Tortino-di-colomba-quadrato-150x150.png" class="attachment-150x150 size-150x150" alt="" /></div>
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/wprm_print/13151" target="_blank" rel="nofollow"><span></span> Stampa</a></p>
<div></div>
<h2>Tortino di colomba</h2>
<div></div>
<div></div>
<div>
<div><span>Portata </span><span>Dessert</span></div>
<div><span>Cucina </span><span>Italiana</span></div>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>Porzioni </span><span><span>6</span> <span>stampini diametro 8 cm</span></span></div>
<div><span>Chef </span><span>Sabrina Fattorini</span></div>
<div>
<h3>Ingredienti</h3>
<div>
<ul>
<li><span>200</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di colomba</span></li>
<li><span>50</span>&#032;<span>ml</span>&#032;<span>di latte fresco</span></li>
<li><span>250 </span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di ricotta o di mascarpone</span></li>
<li><span>2</span>&#032;<span>uova</span></li>
<li><span>10</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di zucchero a velo</span></li>
<li><span>50</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di cioccolato fondente</span></li>
<li><span>25</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di granella di nocciole o di pistacchi</span></li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h3>Istruzioni</h3>
<div>
<ul>
<li>
<div><span>Tagliare la colomba a cubetti e ammorbidirne circa la metà, in una ciotola con il latte.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>In uno stampino monodose da 8 cm di diametro, (non importa imburrarlo) adagiarvi  il composto di colomba e latte cercando di riempire tutto lo spazio. Pressare per avere una base di circa 1 cm.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>In un&#039;altra ciotola mescolare la ricotta o il mascarpone insieme all’uovo e allo zucchero a velo. Amalgamare fino a ottenere un composto omogeneo e distribuire  la crema direttamente sopra la base. </span></div>
</li>
<li>
<div><span>Unire il cioccolato tritato e i pistacchi o le nocciole in granella.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Ricoprire poi con gli altri cubetti di colomba avanzati e aggiungere il cioccolato fondente tagliato a scaglie e la granella di nocciole o pistacchi. </span></div>
</li>
<li>
<div><span>Infine cuocere in forno a 180 °C per circa 20-25 minuti, fino a doratura della superficie e servire ancora tiepida.</span></div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/03/Tortino-di-colomba-1-2024-724x1024.png" alt="Tortino di colomba" class="wp-image-13156" /></figure>
</p>
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		<title>Perché è fortemente sconsigliato l’uso degli occhiali forniti nelle camere d’albergo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 19:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EnoSpace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[camera]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[porta]]></category>
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		<category><![CDATA[sensazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando apriamo la porta della nostra camera d’albergo, una sensazione di comfort ci invade subito. Tutto sembra pulito e accogliente, soprattutto quei bicchieri lucidi accanto al bollitore o in bagno. Tuttavia, dietro questa patina di pulizia si nasconde una realtà meno rosea. Nelle prossime righe vi sveleremo perché utilizzare gli occhiali forniti nelle camere d&#8217;albergo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/perche-e-fortemente-sconsigliato-luso-degli-occhiali-forniti-nelle-camere-dalbergo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando apriamo la porta della nostra camera d’albergo, una sensazione di comfort ci invade subito. Tutto sembra pulito e accogliente, soprattutto quei bicchieri lucidi accanto al bollitore o in bagno. Tuttavia, dietro questa patina di pulizia si nasconde una realtà meno rosea. Nelle prossime righe vi sveleremo perché utilizzare gli occhiali forniti nelle camere d&#8217;albergo &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" title="Perché è fortemente sconsigliato l’uso degli occhiali forniti nelle camere d’albergo" href="/redirect.php?URL=https://www.enospace.it/perche-e-fortemente-sconsigliato-luso-degli-occhiali-forniti-nelle-camere-dalbergo/">Leggi tutto</a></p>
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		<title>Gelato alla vaniglia con la gelatiera Cecotec Gelacy 1500 touch</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 07:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La cucina del cuore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[ce]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Gelato]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
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		<category><![CDATA[tuorli]]></category>
		<category><![CDATA[vaniglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Gelato alla vaniglia fatto in casa con solo 5 ingredienti. Arriva la bella stagione finalmente, e poter preparare il mio gelato preferito in casa è davvero semplicissimo con la Gelatiera Cecotec Gelacy 1500 touch. In questo breve articolo vi spiegherò come fare un ottimo gelato alla vaniglia fatto in casa e in più vi spiegherò&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gelato-alla-vaniglia-con-la-gelatiera-cecotec-gelacy-1500-touch/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gelato alla vaniglia fatto in casa con solo 5 ingredienti.</p>
<figure><img width="960" height="1280" src="https://www.lacucinadelcuore.blog/wp-content/uploads/2024/03/IMG_4528-960x1280.jpeg" alt="" class="wp-image-4574" /></figure>
<p>Arriva la bella stagione finalmente, e poter preparare il mio gelato preferito in casa è davvero semplicissimo con la Gelatiera <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://clk.tradedoubler.com/click?p=302412&amp;a=3202809&amp;url=https%3A%2F%2Fstorececotec.it%2Fit%2Ffun-cooking%2Fgelacy-1500-touch">Cecotec Gelacy 1500 touch</a>.</p>
<p>In questo breve articolo vi spiegherò come fare un ottimo gelato alla vaniglia fatto in casa e in più vi spiegherò come funziona la Gelatiera Cecotec Gelacy 1500 touch.</p>
<h2>Come preparare il gelato in casa </h2>
<p>Per preparare un ottimo gelato senza rischi di contaminazioni batterica dovete sapere che è importante pastorizzare per prima cosa il nostro latte insieme ai nostri ingredienti.</p>
<p>Per Pastorizzazione s&#8217;intende il trattamento termico a cui si sottopone la miscela per garantire la perfetta salubrità e conservabilità del prodotto finito, questo processo riduce drasticamente la&nbsp;carica batterica nella miscela.</p>
<p>Durante il processo di pastorizzazione, la miscela viene sottoposta a temperature di massimo 92 gradi, mai arrivare al bollore.</p>
<p>Ci sono tre metodi per pastorizzare le nostre miscele per gelato:</p>
<ol>
<li>Portare la temperatura della miscela a 65°C e mantenimento per 30 minuti (pastorizzazione bassa)</li>
<li>Portare la temperatura  della miscela a 72°C per 15 minuti (pastorizzazione media)</li>
<li>Riscaldare la miscela fino ad una temperatura di 85°C e mantenimento per 2-3 minuti (pastorizzazione alta</li>
</ol>
<p>Una cosa fondamentale da sapere è che per completare il processo di pastorizzazione, bisogna raffreddare immediatamente la miscela cosicché anche i batteri resistenti al calore possano riprendere la loro normale attività .</p>
<p>Infatti la brusca diminuzione della temperatura paralizza l&#8217;attività e lo sviluppo di eventuali batteri.<br />Inoltre dovete sapere che la a pastorizzazione è indispensabile per favorire lo scioglimento degli&nbsp;zuccheri, denaturare parzialmente le&nbsp;proteine&nbsp;(albumina e globulina), e facilitare l&#8217;attività degli emulsionanti e delle sostanze grasse (rese liquide dal calore).<br />Durante la pastorizzazione, la miscela deve inoltre subire un processo di omogeneizzazione: in altri termini, dobbiamo munirci di frullatore ad immersione per omogenizzare il composto.</p>
<h3>Gelato alla vaniglia </h3>
<figure><img width="1921" height="2560" src="https://www.lacucinadelcuore.blog/wp-content/uploads/2024/03/IMG_4530-edited-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-4582" /></figure>
<p>Realizzare il gelato alla vaniglia è estremamente facile, io vi propongo una ricetta facile e con ingredienti reperibili a tutti, ma se volete potete aggiungere alla ricetta della<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/3IKfeVN"> inulina</a> (3 g eliminado 20 g zucchero) o della <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/491OWc9">farina di carrube</a> (4 g ) così da avere un gelato che non si sciolga subito</p>
<h4>Ingredienti</h4>
<ul>
<li>200 Ml di latte intero</li>
<li>400 Ml panna con 33% grassi </li>
<li>3 tuorli della misura M</li>
<li>110 g zucchero semolato </li>
<li>35 g miele</li>
<li>2 g sale</li>
<li>bacca di vaniglia</li>
</ul>
<h4>procedimento</h4>
<p>Prima di iniziare mettere una bacinella di vetro o di acciaio nel congelatore.</p>
<ol>
<li>Per prima cosa mettete in un pentolino latte, panna una parte di zucchero e la vaniglia (i semi e la bacca)</li>
<li>Accendete la fiamma e mescolando di tanto in tanto aspettate che si arrivi quasi a sfiorare il bollore della miscela</li>
<li>nel contempo in una ciotola abbastanza capiente mescolate i tuorli insieme allo zucchero</li>
<li>quando la miscela di panna e latte sfiora il bollore versate la stessa sui tuorli e mescolate immediatamente </li>
<li>riportate il tutto sul fuoco e mescolando in continuazione e con l aiuto di un termometro da cucina aspettate che la miscela arrivi ad una temperatura di 85 gradi</li>
<li>quindi azionate il timer a 3 minuti, trascorsi i quali dovete immediatamente togliere la massa dal fuoco </li>
<li>a questo punto riprendete la bacinella che avevate messo nel congelatore e filtrate la miscela con l aiuto di un colino</li>
<li>quindi mettete  la bacinella a bagno maria con acqua e ghiaccio e mescolate fino a raffreddare il composto</li>
<li>riponete in frigo e lasciate raffreddare per un paio di ore (potete fare questa procedura la sera prima)</li>
<li>a questo punto potete inserire la vostra miscela che altro non è che una crema inglese, nella macchina del gelato e azionarla</li>
<li>E dopo 45-60 minuti potete degustare un gelato genuino fatto in casa .</li>
<li>Sarebbe meglio fare riposare il gelato 60 minuti in congelatore per una migliore degustazione</li>
</ol>
<h3>Recensione gelatiera Cecotec Gelacy 1500 touch</h3>
<p>Chi mi conosce sa che amo, oltre che elaborare ricette, anche <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lacucinadelcuore.blog/macchina-del-caffe-cecotec-cremmaet-compactccino-compatta-con-19-bar/">recensire elettrodomestici,</a> e questa macchina del gelato della cecotec, la gelacy 1500 touch è uno di quei elettrodomestici che preferisco utilizzare, specialmente durante la bella stagione.</p>
<p>Ha una capacità di 1,5 litri di gelato, in realtà le dosi che vi ho elencato sono perfette per la capienza della Gelacy 1500 touch.</p>
<figure><img width="960" height="1375" src="https://www.lacucinadelcuore.blog/wp-content/uploads/2024/03/IMG_4588-960x1375.jpeg" alt="" class="wp-image-4578" /></figure>
<p>Ero già in possesso di una gelatiera, ma una senza compressore, quindi era noiosissimo ricordarmi di congelare almeno 24 ore prima la ciotola (gelatiera), ogni volta perdevo la voglia di fare il gelato.</p>
<p>Invece grazie ad una macchina del gelato con compressore, posso realizzare in ogni momento il mio gelato o sorbetto preferito, perché la Gelacy 1500 touch Cecotec si congela automaticamente grazie al compressore e ai suoi 150 w di potenza.</p>
<p>Vi basterà preparare la base gelato come quella che vi ho proposto qui sopra, farla raffreddare in frigo e poi far fare tutto alla macchina del gelato.</p>
<p>La cosa che più amo di questa macchina del gelato, oltre alla potenza, è il design innovativo ed elegante, lo schermo Led e  il suo pannello touch ci permette di scegliere tra le varie opzioni:</p>
<figure><img width="960" height="1357" src="https://www.lacucinadelcuore.blog/wp-content/uploads/2024/03/IMG_4590-960x1357.jpeg" alt="" class="wp-image-4577" /></figure>
<ul>
<li>Gelato (60 minuti)</li>
<li>Sorbetto (30 minuti secondo libretto delle istruzioni) in realtà ce ne vogliono almeno 45 minuti</li>
<li>mantenere congelato senza movimento (30 minuti)</li>
<li>mantenere congelato  con movimento (30 minuti</li>
<li>Inoltre possiamo aumentare o diminuire il tempo a nostra scelta.</li>
</ul>
<h3>Caratteristiche della Gelacy 1500 Touch Cecotec</h3>
<figure><img width="960" height="1100" src="https://www.lacucinadelcuore.blog/wp-content/uploads/2024/03/IMG_4586-960x1100.jpeg" alt="" class="wp-image-4580" /></figure>
<ul>
<li>Lunghezza 38 cm</li>
<li>Larghezza 26 cm</li>
<li>Altezza 22 cm</li>
<li>Volume 1.5 l</li>
<li>Potenza 15o W</li>
<li>Materiale Plastica e acciaio</li>
<li>materiale lama di miscelazione in resina acetalica, (che monta meglio e in modo omogeneo il nostro gelato)</li>
</ul>
<h3>Conclusione </h3>
<p>Innanzitutto spero che la ricetta del Gelato alla vaniglia vi sia utile, come anche la recensione della Gelacy 1500 Touch Cecotec.</p>
<p>Ovviamente consiglio l acquisto di una macchina da gelato con compressore solo a chi ama davvero il gelato e quindi a chi userebbe questa macchina molto spesso, e non a chi lo farebbe solo uno due volte al mese.</p>
<p>Sesiete alla ricerca di una macchina del gelato come la mia la potete trovare nello store ufficiale Cecotec, e volendo potete usufruire del mio codice sconto del 5 % scrivendo (lacucinadelcuore5). qui </p>
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