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	<title>Food Blogger Mania &#187; PROPRIO</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Due o tre idee sul futuro del cibo</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2018 17:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>una cuoca pericolosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Waters]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; PROPRIO in questi giorni di festa, placidamente punteggiati da laute libagioni, mi è capitato di partecipare a una garbata, ma animata discussione su quale sia il senso di centinaia di migliaia di persone che scrivono di cucina, ricette e menù, per poi passare ai milioni di persone che guardano le trasmissioni televisive che propongono&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/due-o-tre-idee-sul-futuro-del-cibo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1597" src="https://unacuocapericolosa.files.wordpress.com/2018/03/20180215_195932.jpg?w=611" alt="20180215_195932" /></p>
<p><span><strong>PROPRIO</strong></span> in questi giorni di festa, placidamente punteggiati da laute libagioni, mi è capitato di partecipare a una garbata, ma animata discussione su quale sia il senso di centinaia di migliaia di persone che scrivono di cucina, ricette e menù, per poi passare ai milioni di persone che guardano le trasmissioni televisive che propongono gare gastronomiche, lezioni con gli chef, Cucine da incubo e ristoranti che sembrano più sgarrupati della scuola napoletana di ‘Io speriamo che me la cavo’.</p>
<p>Ho dimenticato qualcuno? Di sicuro. La stessa domanda, con l’aggiunta di una postilla altrettanto complessa – cioè se tutto questo parlare e scrivere e filmare di cuochi, cucine, ricette e gente che mangia o pensa di mangiare siano destinati a continuare o a perdere di  interesse – mi è stata fatta altrettanto spesso durante le presentazioni del mio libro.</p>
<p>E allora, come adesso, dico che risposte universali, che valgano comunque e sempre, non ne ho.</p>
<p><strong>Ma qualche robusta convinzione sì.</strong></p>
<p>Il cibo e la sua trasformazione in tutte le declinazioni possibili e immaginabili sono sempre stati centrali nell’esistenza umana. Non solo come bisogno primario e irrinunciabile. Tutti gli animali mangiano e tutte le piante si nutrono, pena l’estinzione. Ma gli uomini sono gli unici nell’intero creato che cucinano. Elaborano dal grano al pane, dalla frutta alle confetture, dal luppolo alla birra e dall’uva all’Ornellaia.</p>
<p>Cene, pranzi, colazioni sull’erba o in casa, istantanee di gente sola al bancone di un bar o cornucopie dall’aria invitante sono una costante nell’iconografia e nella letteratura dai tempi di <strong>Trimalcione</strong> e dei graffiti nelle grotte. Quindi anche l’aspetto puramente rappresentativo mi sembra adeguatamente coperto ed esauriente. In due parole: il cibo in primo o secondo piano c’è sempre stato e sempre ci sarà. Magari anche sullo sfondo, però presente e vivo. Con buona pace di chi lo trova invadente o superfluo nel dibattito quotidiano.</p>
<p>Oggi ne vediamo e consumiamo troppo? Abbiamo sviluppato un’attenzione malsana, eccessiva, da decadenza crepuscolare nei confronti di un atto che è necessario quanto naturale? Difficile rispondere.</p>
<p>Quello che so per certo è che oggi forse più di sempre mangiare è un atto politico. Un’azione che nel come e quanto e dove e perché definisce chi la compie. Coltivare un orto nel giardino di una scuola media di periferia a Salerno non è come farlo sul tetto di un grattacielo a New York, ma entrambi hanno un valore che va molto oltre la ‘resa per ettaro’.</p>
<p>Consumare cibo biologico significa dire alle multinazionali della distruzione ambientale che la coscienza dell’umanità non è ancora morta.</p>
<p>Cucinare secondo la stagionalità sembra anacronistico, ma ha gettato un seme di responsabilità per un consumo più sano del suolo e un utilizzo vero di prodotti locali. T</p>
<p>Gli esempi potrebbero continuare a lungo, ma non cambierebbero la sostanza.</p>
<p>Come dice <strong>Alice Waters,</strong> mangiare è l’atto politico per eccellenza. Tentare di negarlo è del tutto inutile. Invece riconoscerne l’immenso valore di libertà – cucino ciò che amo &#8211; e vincolo – il cibo viene buono se nel prepararlo rispetto la materia prima – condivisione – mangiamo a tavola tutti insieme &#8211; e partecipazione &#8211; mangiamo cibi di culture diverse &#8211; significa dare una bussola a questo presente smarrito, caotico e che a volte appare privo di futuro.</p>
<p>Quindi a tutti quelli che mi chiedono “Ma cosa scrivi a fare di cibo, ricette, cucina e chef invece di scrivere di cose serie?” posso serenamente rispondere che lo faccio perché sono molto impegnata politicamente.</p>
<p>P.S. Ma avete mai visto come sono belli il cavolo nero e le arance insieme alle acciughe del Cantabrico? Dovreste sentire come sono buoni&#8230; <img src=&#8221;https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72&#215;72/1f642.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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		<title>Lasagne agli asparagi selvatici</title>
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		<pubDate>Sat, 06 May 2017 05:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Librinelpiatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[asparagi]]></category>
		<category><![CDATA[MIA]]></category>
		<category><![CDATA[ordine]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano]]></category>
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		<category><![CDATA[PROPRIO]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Lasagne agli asparagi selvatici per un pranzo della domenica saporito e goloso. Per fare queste lasagne vi consiglio di comprare le sfoglie sottili, io le preferisco per le lasagne vegetariane. Gli asparagi sono selvatici, per cui sono molto saporiti, la besciamella leggera con la sua dolcezza ne smorza il gusto aggressivo. Gli asparagi hanno pochissime&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lasagne-agli-asparagi-selvatici/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p>Lasagne agli asparagi selvatici per un pranzo della domenica saporito e goloso. Per fare queste lasagne vi consiglio di comprare le sfoglie sottili, io le preferisco per le lasagne vegetariane. Gli asparagi sono selvatici, per cui sono molto saporiti, la besciamella leggera con la sua dolcezza ne smorza il gusto aggressivo. Gli asparagi hanno pochissime calorie e sono drenanti, quindi ci aiutano a depurarci, perciò quando sono di stagione possiamo mangiarli ogni volta che vogliamo.</p>
<blockquote>
<p>Ricetta tratta dal libro: <span>&#8220;LA MIA VITA NON PROPRIO PERFETTA&#8221;</span></p>
<p><i><span>Mi sento radiosa. Oh, quelle sono <span>lasagne vegetariane</span>? Senza glutine?»</span></i></p>
</blockquote>
<p> <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/librinelpiatto/wp-content/uploads/2017/04/ingredienti-lasagne-asparagi-selvatici.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4672" src="http://blog.giallozafferano.it/librinelpiatto/wp-content/uploads/2017/04/ingredienti-lasagne-asparagi-selvatici.jpg" alt="ingredienti lasagne asparagi selvatici" width="1024" height="768" /></a></p>
<h3><span>Preparazione lasagne agli asparagi selvatici</span></h3>
<ol>
<li>Prepariamo  la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/librinelpiatto/besciamella-leggera/">besciamella</a> leggera</li>
<li>In un tegame mettiamo un filo d&#8217;olio, uno spicchio d&#8217;aglio e una cipolla tritata finemente</li>
<li>Puliamo gli asparagi e aggiungiamoli nel tegame</li>
<li>Facciamo soffriggere  a fuoco basso</li>
<li>Aggiungiamo un po d&#8217;acqua se necessario</li>
<li>In una teglia mettiamo uno strato di besciamella, poi uno strato di sfoglia</li>
<li>Sopra la sfoglia mettiamo un po di asparagi e parmigiano grattugiato</li>
<li>Mettiamo di nuovo la besciamella e continuiamo a fare gli strati seguendo quest&#8217;ordine</li>
<li>Inforniamo le lasagne per circa 35 minuti a 180°</li>
</ol>
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