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	<title>Food Blogger Mania &#187; Presidio Slow</title>
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		<title>Specialità artigianali piemontesi che potresti non conoscere</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 15:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Piemonte (insieme alla Toscana) è una delle regioni italiane dove sono i cliché a farla da padrone. Langhe, Roero, Barolo, Barbaresco, carne cruda, vitello tonnato, agnolotti del plin sono le prime parole alle quali si pensa durante un esercizio di brain storming dal tema Piemonte. Tuttavia spostandosi dalle rotte battute dal turismo di massa,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/specialita-artigianali-piemontesi-che-potresti-non-conoscere/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/08/itinerario-gusto-piemonte-astigiano.html" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a></strong> (insieme alla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/06/weekend-in-toscana-due-tenute-imperdibili-tra-arte-natura-e-vino.html" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>) è una delle regioni italiane dove sono i cliché a farla da padrone. <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/10/itinerario-weekend-piemonte-scoperta-torri-langhe-roero-monferrato.html" target="_blank" rel="noopener">Langhe</a>, Roero, Barolo, Barbaresco, carne cruda, vitello tonnato, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/p/DQzhZFUCGls/" target="_blank" rel="noopener">agnolotti del plin</a> sono le prime parole alle quali si pensa durante un esercizio di brain storming dal tema Piemonte.<br />
Tuttavia spostandosi dalle rotte battute dal turismo di massa, esiste un <strong>Piemonte inedito</strong>, fatto di <strong>piccoli borghi</strong> a volte incastonati in impervie quanto affascinanti <strong>vallate</strong>, che custodiscono <strong>aziende</strong> ancora totalmente <strong>artigianali</strong> dove vengono prodotte <strong>eccellenze poco diffuse</strong> spesso <strong>destinate alle comunità locali</strong>.<br />
Una nicchia di <strong>piccole produzioni</strong> dal <strong>sapore autentico</strong>, dietro le quali si nascondono lavorazioni certosine e meticolose tramandate da generazioni e spesso accompagnate da storie di resilienza contadina.<br />
Scoprirle è stata una <strong>vera gioia per il palato</strong>, e ho deciso di condividerle per provare ad incuriosirti e ispirarti, se avrai voglia di assaggiare qualcosa di davvero <strong>unico e autentico</strong>.</p>
<h2>Droneresi</h2>
<p><strong>Dronero</strong> è considerata la porta della <strong>Val Maira </strong>e, in questo grazioso paesino di fondovalle dal quale iniziano i tornanti che salgono verso le montagne, <strong>dal 1965</strong> la<strong> Pasticceria Brignone </strong>custodisce la ricetta originale dei <strong>Droneresi</strong>.<br />
Si tratta di due gusci leggerissimi di <strong>meringa</strong> che vengono tenuti insieme da una <strong>ganache</strong> a base di <strong>crema e cioccolato</strong> fondente aromatizzata al <strong>rum</strong> o alle <strong>nocciole</strong>. La lavorazione è completamente artigianale, il sapore è intenso ma equilibrato e sono consigliati come sfizio da meditazione: perfetti dopo i pasti o con un bicchierino di Barolo Chinato o Ratafià di Andorno (liquore di ciliegie lasciate macerare nel vino rosso e grappa).</p>
<div><img class="wp-image-19051 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-8-scaled.jpg" alt="Droneresi " width="2560" height="1082" />
<p>Droneresi</p>
</div>
<h2>Salame Nobile del Giarolo</h2>
<p>Tra i tesori nascosti del <strong>patrimonio gastronomico piemontese</strong>, merita di essere conosciuto il <strong>Salame Nobile del Giarolo</strong>. La sua storia è legata ai <strong>salumifici artigianali</strong> nati nei piccoli paesi del Giarolo nel dopoguerra; per molto tempo è rimasto un prodotto “di casa”, riservato all’autoconsumo o ai mercati locali. Negli anni 2000 è stato riscoperto e tutelato come <strong>Presidio Slow Food</strong> per preservare le tecniche tradizionali di produzione oggi portate avanti da circa 20 salumifici locali.<br />
Il <strong>nome “nobile”</strong> deriva dagli <strong>ingredienti utilizzati</strong>: viene prodotto con le <strong>parti più pregiate del maiale</strong>, escludendo gli scarti, e non contiene conservanti. È disponibile in due versioni: <strong>classico e cucito</strong>. Quest&#8217;ultimo prevede l&#8217;utilizzo di un doppio budello e presenta un&#8217;evidente cucitura esterna realizzata a mano. La <strong>stagionatura</strong> del cucito, che avviene in <strong>grotte naturali</strong>, è molto lenta (da 6 mesi ad 1 anno) assicurando qualità e gusto unici. Per poterlo gustare al meglio, si consiglia di <strong>tagliare la fetta obliquamente a 45°</strong> e di accompagnarla con pane fresco casereccio!</p>
<div><img class="size-full wp-image-19061" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-9.jpg" alt="Salame Nobile del Giarolo" width="2526" height="1136" />
<p>Salame Nobile del Giarolo &#8211; Salumificio Terre di Sarizzola</p>
</div>
<h2>Montebore</h2>
<p>È uno dei <strong>formaggi più rari al mondo</strong> ed è tutelato dal <strong>Presidio Slow Food</strong>. Viene prodotto esclusivamente in Piemonte con <strong>latte vaccino, ovino</strong> e talvolta <strong>caprino</strong> in percentuali variabili a seconda della stagione. Il suo gusto cambia in base alla quantità e tipologia di latte utilizzato (possiamo quindi parlare di formaggio stagionale) e dal tempo di stagionatura che va da un minimo di 20 giorni fino ad un massimo di un anno.<br />
Oltre al <strong>gusto raffinato</strong>, ciò che rende il <strong>Montebore</strong> unico è la <strong>forma</strong>: un piccolo cono tronco composto da <strong>tre (o più) dischi sovrapposti</strong>, che ricorda una<strong> torta nuziale</strong> in miniatura. Il mio consiglio è di degustarlo in abbinamento a un <strong>calice di Timorasso dei Colli Tortonesi</strong>, vino bianco dotato di corpo e struttura.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19073" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-10-scaled.jpg" alt="montebore" width="2560" height="981" />
<p>Montebore &#8211; Caseificio Terre del Giarolo</p>
</div>
<h2>Toma di Elva</h2>
<p>La <strong>Toma di Elva</strong> è una delle più preziose (e rare) testimonianze della <strong>cultura casearia d’alta quota</strong> piemontese. Si tratta di un <strong>formaggio a latte vaccino crudo</strong>, prodotto nei pascoli d’alta montagna della <strong>Valle Maira</strong> (oltre i 1.500 metri). La produzione è microscopica: le forme, di medie dimensioni (2–4 kg), hanno una crosta giallo-ocra e una pasta giallognola, compatta ma non secca. Il profumo è intenso e complesso, con note di erbe alpine, fiori secchi e nocciola, mentre il gusto, deciso e persistente, riflette la <strong>diversità botanica dei pascoli elvetani</strong>.<br />
La Toma di Elva è molto apprezzata dai grandi affinatori di formaggi e dai ristoranti d’alta cucina che valorizzano i prodotti di montagna. Da provare assolutamente la <strong>fonduta di Toma di Elva</strong> con l&#8217;aggiunta del prezioso <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/11/weekend-autunno-piemonte-fiere-tartufo-mercatini-natale.html" target="_blank" rel="noopener">tartufo</a> bianco</strong> grattugiato a crudo.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19076" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-11.jpg" alt="toma di Elva" width="2541" height="1082" />
<p>Toma di Elva</p>
</div>
<h2>Pesche di Volpedo</h2>
<p>Le <strong>Pesche di Volpedo</strong> sono una <strong>varietà locale di pesca a polpa gialla o bianca</strong>, coltivata nei terreni sabbiosi e soleggiati della <strong>Val Curone</strong>, nell’estremo sud-est del Piemonte. Insieme al formaggio di Montebore e al Salame Nobile del Giarolo fa parte dei prodotti simbolo che compongono il “triangolo del gusto” dell’Appennino tortonese.<br />
Le Pesche di Volpedo si distinguono per la <strong>dolcezza intensa</strong>, la <strong>polpa succosa </strong>e <strong>profumata</strong>, e per il <strong>colore vivo</strong>, che varia dal giallo dorato al rosso rosato. Si tratta di un prodotto stagionale, ma per gustarlo durante tutto l&#8217;anno ti consiglio le <strong>Pesche di Volpedo sciroppate</strong> prodotte dall&#8217;azienda agricola <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lamontemarzina.it" target="_blank" rel="noopener">La Montemarzina</a>. Qui le pesche di Volpedo vengono coltivate nei frutteti aziendali, <strong>raccolte a mano </strong>al punto di maturazione ideale per garantire qualità e profumo, e successivamente trasformate nel laboratorio aziendale in <strong>barattoli di frutta sciroppata</strong> secondo ricette artigianali, senza aggiunta di conservanti. Sode e gustosissime, sono la perfetta coccola dolce da concedersi a fine pasto!</p>
<div><img class="size-full wp-image-19080" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-12.jpg" alt="Pesche di volpedo Sciroppate - la Montemarzina" width="2221" height="1075" />
<p>Pesche di Volpedo Sciroppate</p>
</div>
<h2>Ravioles</h2>
<p>Si tratta di un<strong> piatto tipico</strong> che, nonostante il nome, non ha nulla a che fare con i <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/11/ravioli-svevi-trota-salmonata-salsa-burro-ricetta-bavarese.html" target="_blank" rel="noopener">ravioli</a> di pasta fresca ripieni. I <strong>ravioles</strong> (o più correttamente <strong>raviòles</strong>) sono originari della Valle Varaita e rappresentano la <strong>cucina occitana </strong>del <strong>Piemonte sud-occidentale</strong>. Il nome “raviòles” deriva dal termine occitano che significa “piccolo gnocco&#8221;.<br />
Dalle antiche origini, i ravioles erano il <strong>piatto della domenica</strong> o <strong>delle grandi occasioni</strong>. Sono <strong>gnocchi lunghi e sottili</strong>, dalla forma leggermente affusolata preparati con <strong>patate </strong>e<strong> formaggio di montagna fresco</strong>. La presenza del formaggio direttamente nell&#8217;impasto li rende particolarmente <strong>saporiti</strong> e <strong>cremosi</strong>. Vengono serviti tipicamente con burro fuso e sono davvero squisiti.<br />
Se vuoi provarli ti consiglio l&#8217;osteria <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://lacasodielva.com/#osteria-la-taula-de-m-aura" target="_blank" rel="noopener">La tàula de M&#8217;aura</a> a Elva!</p>
<div><img class="size-full wp-image-19087" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/IMG_5834-scaled.jpg" alt="Ravioles della Val Varaita" width="2560" height="1812" />
<p>Ravioles della Val Varaita &#8211; Osteria <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://lacasodielva.com/#osteria-la-taula-de-m-aura" target="_blank" rel="noopener">La tàula de M&#8217;aura</a> a Elva</p>
</div>
<h2>Torta dei Tetti</h2>
<p>La <strong>Torta dei Tetti</strong> deve il suo nome alla frazione Tetti (del comune di Dronero) che le ha dato i natali. È un dolce semplice dal gusto molto ricco. È composta da un <strong>guscio rustico</strong> e <strong>poco dolce</strong>, ricoperto di <strong>zuccherini</strong> <strong>colorati</strong>, che racchiude un succulento <strong>ripieno dolce e speziato</strong> a base di <strong>pere Madernassa cotte nel vino rosso</strong> arricchito da altri sfiziosi ingredienti tra cui gli <b>amaretti </b>e <b>mandorle</b>. Può essere realizzata in casa ma in autunno è disponibile in tutte le <strong>panetterie</strong> della valle!</p>
<div><img class="size-full wp-image-19089" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/IMG_5858-scaled.jpg" alt="Torta dei Tetti " width="2560" height="1920" />
<p>Torta dei Tetti</p>
</div>
<h2>Bicciolani</h2>
<p>I <strong>Bicciolani</strong>, tipici di <strong>Vercelli</strong>, sono <strong>biscotti</strong> poco noti al di fuori del Piemonte orientale. Ricchi di gusto e carattere furono <strong>ideati da un pasticcere vercellese </strong>che voleva omaggiare la maschera popolare, simbolo della città e ispirata al patriota Giovanni Battista Buglioni, “Il Bicciolano”. La <strong>ricetta originale</strong> è <strong>segreta e gelosamente custodita</strong> dalle pasticcerie storiche locali, ma si sa che contiene un mix di <strong>spezie orientali</strong> (cannella, noce moscata, chiodi di garofano, pepe e zenzero) e una <strong>base di pasta frolla al burro</strong>. L&#8217;indirizzo dove gustare i <strong>Bicciolan</strong>i facendo un salto nel passato e accompagnandoli con una cioccolata calda o un caffè con panna, è la storica <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://pasticceriatavernaetarnuzzer.com" target="_blank" rel="noopener">Pasticceria Taverna &amp; Tarnuzzer</a> nel centro storico di Vercelli.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19092" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-13.jpg" alt="Bicciolani Vercellesi - Pasticceria Taverna &amp; Tarnuzzer" width="1992" height="1108" />
<p>Bicciolani Vercellesi &#8211; Pasticceria Taverna &amp; Tarnuzzer</p>
</div>
<p>Per continuare il viaggio tra le eccellenze piemontesi meno conosciute, non perdere il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2021/09/weekend-piemonte-fenoglio-formaggio-murazzano-dop.html" target="_blank" rel="noopener">formaggio di Murazzano DOP</a> e la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/06/robiola-roccaverano-dop-eccellenza-casearia-astigiano.html" target="_blank" rel="noopener">Robiola di Roccaverano DOP</a> due autentiche delizie della tradizione casearia locale.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/11/specialita-artigianali-piemontesi-che-potresti-non-conoscere.html">Specialità artigianali piemontesi che potresti non conoscere</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Gnocchi di Patate con Prescinsêua e Pesto di Mandorle e Salvia. Cucina Cabannina</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
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		<category><![CDATA[Presidio Slow]]></category>
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		<description><![CDATA[Conoscere da vicino il mondo genuino e autentico degli allevamenti della Cabannina&#160;è stata un’esperienza straordinaria, un incontro prezioso ed indimenticabile che mi ha regalato moltissimo. Vi ho già raccontato del progetto di valorizzazione dell’unica razza autoctona ligure (Presidio Slow Food) allevata negli incontaminati pascoli dell’entroterra genovese. È un ceppo a duplice attitudine, carne e latte&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gnocchi-di-patate-con-prescinseua-e-pesto-di-mandorle-e-salvia-cucina-cabannina/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Conoscere da vicino il mondo genuino e autentico degli <i><b>allevamenti della Cabannina&nbsp;</b></i>è stata un’esperienza straordinaria, un incontro prezioso ed indimenticabile che mi ha regalato moltissimo. Vi ho già raccontato del <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2025/05/la-vacca-cabannina-presidio-slow-food-e.html">progetto di valorizzazione dell’unica razza autoctona ligure</a> (<i>Presidio Slow Food</i>) allevata negli incontaminati pascoli dell’entroterra genovese. È un ceppo a duplice attitudine, carne e <i>latte </i>e,&nbsp;nonostante la produzione di quest’ultimo sia limitata rispetto ad altre razze, la qualità è nettamente superiore. È un prodotto particolarmente saporito, nutriente e di facile digeribilità. Va da sé, quindi, che la produzione casearia sia davvero eccellente.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEia5qcQFwmMKRfx4QZ1k49UfFs4BY_0DHeijSJnn7Zi-XoSLmlKzC9qXq0qfEQkT0OF1JAwIL85Ixfubj91hq7dv0YS-x2y8vT7aSl5PfEY6aj5RXfOBzbuPX7uyMhOXN8oWQZ48PAPAc_YckLxVcsidFxUH9_YZKX7Ui3SXMJajmjgvYI0wVcPJnvF1-Q/s2473/IMG_9708.jpeg"><img alt="Formaggi di Vacca Cabannina" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEia5qcQFwmMKRfx4QZ1k49UfFs4BY_0DHeijSJnn7Zi-XoSLmlKzC9qXq0qfEQkT0OF1JAwIL85Ixfubj91hq7dv0YS-x2y8vT7aSl5PfEY6aj5RXfOBzbuPX7uyMhOXN8oWQZ48PAPAc_YckLxVcsidFxUH9_YZKX7Ui3SXMJajmjgvYI0wVcPJnvF1-Q/w480-h640/IMG_9708.jpeg" width="480" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<div></div>
<div><span>Il <i>Sarazzu</i>, ricotta salata e stagionata e <i>U-Cabanin</i>,&nbsp; sapido ed aromatico, sono i formaggi più conosciuti. Anche la </span><span><i>prescinsêua</i>, la tipica cagliata lattica, ad alta fermentazione e acidificazione è un prodotto molto interessante.&nbsp;</span></div>
<div><span>La&nbsp;</span><i><b>prescinsêua</b></i><span>&nbsp;da&nbsp;</span><i><b>latte di Vacca Cabannina&nbsp;</b></i><span>che come gli altri formaggi dallo stesso latte segue il disciplinare del <b><i>Presidio</i></b> <b><i>Slow</i></b> <b><i>Food</i></b>, ha delle caratteristiche particolari: viene prodotta da latte crudo, non vengono utilizzati fermenti industriali, ma ci si affida esclusivamente a quelli già presenti nel latte appena munto. La flora batterica, quindi, è il frutto di quella che è la vita della Cabannina, vale a dire, presenza sui pascoli per gran parte dell’anno, alimentazione perlopiù fatta di erba e fieno.</span></div>
<div>
<div>Ed è così che la <i>prescinsêua</i>&nbsp;<i>cabannina&nbsp;</i>regala sentori lattici di burro e fieno, una vera gioia per il palato. Spalmata su una fetta di pane, utilizzata per la realizzazione delle tipiche torte salate o come condimento per primi piatti, è semplicemente deliziosa.&nbsp;</div>
<div>Nell’ambito del progetto di valorizzazione della razza autoctona ligure, ho pensato ad una preparazione semplice ma gustosa.</div>
<div>La prescinsêua era stata prodotta <i>live</i> da Chiara dell’<i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/Chiara dell’Azienda Agricola Casone">Azienda Agricola Casone</a></i>&nbsp;in occasione della visita <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://agriturismoautra.it/">all’Agriturismo Autra</a></i> organizzata da <i>Adaxio Experience</i> e <i>APARC </i>(<i>Associazione Allevatori e Produttori Razza Cabannina</i>).&nbsp;</div>
<div></div>
<div>A presto!</div>
<div></div>
<div><i>Maria Grazia&nbsp;</i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div></div>
<div><i><br /></i></div>
<div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCNa7yM-ZHZDmTEnd2HQr9nKf8ZxqVaktfZO5sjjdJclzt0SmKk7QehAawDPFp25JBBDN9Vd9KRo74okaDNCKBJl6EDX4w_2WYKno0rHGSN2P7uk6vd3GuRYzIhfn7K_CiN65r3svqdcaEE47oNPRQyrAcZsODH2MXqTHrzIdXapAi_mgVRGEsvRlRdyA/s2282/IMG_9525.jpeg"><img alt="Agriturismo Autra Cabannina" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCNa7yM-ZHZDmTEnd2HQr9nKf8ZxqVaktfZO5sjjdJclzt0SmKk7QehAawDPFp25JBBDN9Vd9KRo74okaDNCKBJl6EDX4w_2WYKno0rHGSN2P7uk6vd3GuRYzIhfn7K_CiN65r3svqdcaEE47oNPRQyrAcZsODH2MXqTHrzIdXapAi_mgVRGEsvRlRdyA/w476-h640/IMG_9525.jpeg" width="476" /></a></div>
<p><i><br /></i></div>
<div></div>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div><b><i>Gnocchi di Patate con Prescinsêua da Latte di Cabannina</i></b></div>
<div><b><i>e Pesto di Mandorle e Salvia</i></b></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><b>Ingredienti</b></div>
<div>(per due persone)</div>
<div></div>
<div>400<b>&nbsp;</b>g di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2020/04/gnocchi-di-patate-un-po-di-storia-e-le.html">gnocchi di patate</a>&nbsp;</div>
<div>4 cucchiai di <b><i>prescinsêua da latte di vacca Cabannina</i></b></div>
<div>1 manciata di mandorle pelate&nbsp;</div>
<div>scaglie di mandorle pelate affettate sottilmente&nbsp;</div>
<div>1 manciata di foglie di salvia fresca (dalla piantina sul mio terrazzo)</div>
<div>1 cucchiaio abbondante di Parmigiano Reggiano poco stagionato&nbsp;</div>
<div>olio extravergine d’oliva Riviera Ligure DOP</div>
<div>sale</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua, utile alla cottura degli gnocchi di patate.</div>
<div></div>
<div>Nel frattempo, lavare ed asciugare con delicatezza le foglie di salvia (scegliere le foglie piccole, più delicate).</div>
<div></div>
<div>Trasferirle nel bicchiere del mixer, unire le mandorle pelate, il Parmigiano Reggiano e l’olio extravergine d’oliva, che andrà opportunamente dosato in modo da ottenere un pesto dalla consistenza non troppo liscia ma lievemente granulosa.</div>
<div></div>
<div>In un padellino dal fondo antiaderente, tostare leggermente le mandorle affettate. Introdurre la prescinsêua di Cabannina in una ciotola capiente, unire il pesto di salvia e mandorle, aggiungere un cucchiaio di di acqua bollente della cottura degli gnocchi e miscelare delicatamente.</div>
<div></div>
<div>Scolare gli gnocchi man mano che verranno a galla e trasferirli nella ciotola del condimento. Amalgamare con cura e servire gli&nbsp;<b><i>Gnocchi di Patate con Prescinsêua da Latte di Cabannina&nbsp;</i></b><span><i>e Pesto di Mandorle e Salvia </i>ben caldi.&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Completare ogni porzione con le mandorle affettate e tostate.</span></div>
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<p><span><span id="more-611415"></span></span></p>
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		<title>La Vacca Cabannina, Presidio Slow Food. Patrimonio da preservare</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[APARC]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
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		<description><![CDATA[Una giornata difficile da dimenticare quella che una settimana fa, grazie ad Adaxio Experience e Cabannina APARC&#160;, ho trascorso nell’entroterra genovese. A poca distanza da Genova, tra Autra e Serra Riccò, c’è un mondo a parte, fatto di rassicurante silenzio e di natura incontaminata. È quello dei territori della Cabannina, l’unica razza bovina autoctona ligure.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-vacca-cabannina-presidio-slow-food-patrimonio-da-preservare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Una giornata difficile da dimenticare quella che una settimana fa, grazie ad <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.adaxioexperience.it/">Adaxio Experience</a></i> e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cabannina.it/"><i>Cabannina APARC</i></a>&nbsp;, ho trascorso nell’entroterra genovese. A poca distanza da Genova, tra Autra e Serra Riccò, c’è un mondo <i>a parte</i>, fatto di rassicurante silenzio e di natura incontaminata. È quello dei territori della <b><i>Cabannina</i></b>, l’unica razza bovina autoctona ligure. Aggraziata e di taglia piccola, ma al contempo robusta, colpisce per il suo manto lucido color bruno caratterizzato da una striscia color crema sulla linea dorso-lombare (<i>riga mulina</i>).&nbsp;</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5h23YQCc5jn65__1Y8nQuTugwmjl7JFdLMV5o20R5aHb3ZiVEGv6GGMKxF4zrm5-BS_J39b4qBLr6zpHzfP24aiHM38hGLK40evzlXMvslcVnWEbTvMe5ihkc8VcBnCmV2NPCnTvbhTRA6GQPdUDyKn3J_cEFa5an7w1jWX_HtLAncC5abi6YQ4ti8dI/s2300/IMG_9548.jpeg"><img alt="Cabannina APARC" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5h23YQCc5jn65__1Y8nQuTugwmjl7JFdLMV5o20R5aHb3ZiVEGv6GGMKxF4zrm5-BS_J39b4qBLr6zpHzfP24aiHM38hGLK40evzlXMvslcVnWEbTvMe5ihkc8VcBnCmV2NPCnTvbhTRA6GQPdUDyKn3J_cEFa5an7w1jWX_HtLAncC5abi6YQ4ti8dI/w468-h640/IMG_9548.jpeg" width="468" /></a></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
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<div>L’aria frizzantina, il verde dei boschi e dei prati, sono l’ambiente ideale per un animale dalle dimensioni ridotte, ma con una struttura resistente ed una notevole capacità di adattamento al territorio, specie a quello dell’Appennino, caratterizzato da tratti spesso impervi e difficili. Nonostante questo, la Cabannina sa utilizzare efficacemente le risorse vegetali dell’appennino genovese. Grazie ad un allevamento basato sull’utilizzo del pascolo per gran parte dell’anno e l’uso delle essenze spontanee locali e del fieno, i prodotti derivati da latte e carne (formaggi a latte crudo, <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cabannina.it/prodotti/sarazzu-de-cabannin-a">sarazzu</a></i>, yogurt, “<i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cabannina.it/18-prodotti/prodotti-di-il-mezzano/70-salame-e-mostardella">mostardella</a></i>”, insaccato tipico della Valpolcevera) sono unici per gusto e genuinità.&nbsp;</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhfNMubq8-xqubFxzQWx0cKYDOa5YKGMtVkGlzsitl0AMueVhaK0JFv4JDzR7S5kFR1vPeUWIzIFSHwjwcuxxeEa_VBhPg5KM3FcM4mpNc9VYEsZh2ZDjWkoEzUSe6T_TEin8RjRA5B9Zwhug4RijewI_VUY3AGoH1oomIQziAkCkMAXLll7Cj4B8biRcE/s2272/IMG_9571.jpeg"><img alt="Mostardella di Cabannina" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhfNMubq8-xqubFxzQWx0cKYDOa5YKGMtVkGlzsitl0AMueVhaK0JFv4JDzR7S5kFR1vPeUWIzIFSHwjwcuxxeEa_VBhPg5KM3FcM4mpNc9VYEsZh2ZDjWkoEzUSe6T_TEin8RjRA5B9Zwhug4RijewI_VUY3AGoH1oomIQziAkCkMAXLll7Cj4B8biRcE/w480-h640/IMG_9571.jpeg" width="480" /></a></div>
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<div>La natura e la genetica, ma soprattutto il grande impegno di allevatori appassionati, hanno contribuito alla conservazione di un tesoro che col trascorrere del tempo ha mantenuto intatte le sue caratteristiche. Nel 1963, per legge, venne addirittura imposta la sostituzione della razza, ma l’indomita e ferrea opposizione degli allevatori locali e lo sforzo delle loro associazioni, ha permesso alla razza di sopravvivere e di arrivare ad oggi, pur con un numero di capi limitato.</div>
<div>Una straordinaria impresa di recupero che ha avuto inizio nel 1982 grazie all’Associazione degli Allevatori dalla Regione Liguria e alla Comunità Montana delle Valli Aveto, Graveglia e Sturla.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjK6H9p-qzThJhPVS9nKWwVWNYfbakoEShwLlQGlpbZEofPPm795TOUY9gS6aPTDzWjrI-UBmovARo0mBZ6u8jCytPSaDsc48e69RXCEHLgRrJcYjYEhGK2usjx8Jak8_hDEg_dXiv05FjAqnRCEEv6iCNwyJX1-5ahZe7oiJ5PjBtViYrptXl8J72UDGQ/s2232/IMG_9506.jpeg"><img alt="Latte Vacca Cabannina" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjK6H9p-qzThJhPVS9nKWwVWNYfbakoEShwLlQGlpbZEofPPm795TOUY9gS6aPTDzWjrI-UBmovARo0mBZ6u8jCytPSaDsc48e69RXCEHLgRrJcYjYEhGK2usjx8Jak8_hDEg_dXiv05FjAqnRCEEv6iCNwyJX1-5ahZe7oiJ5PjBtViYrptXl8J72UDGQ/w498-h640/IMG_9506.jpeg" width="498" /></a></div>
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<div>La Cabannina non produce una considerevole quantità di latte (ventisei quintali a lattazione), ma la qualità è davvero molto alta e consente una produzione casearia ricca di profumi e sapori.&nbsp;</div>
<div>Tra i prodotti più conosciuti:</div>
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<ul>
<li>la&nbsp;<b><i>prescinsêua</i></b> di Cabannina, la cagliata dal gusto leggermente acidulo,&nbsp;</li>
<li>la <b><i>formaggetta</i></b>, saporita, tenera e pronta da gustare già dopo quindici giorni, anche se più è lunga la stagionatura più il prodotto acquista in varietà e piacevolezza degli aromi,</li>
<li><i><b>U Cabannin</b>&nbsp;</i>, struttura compatta, gusto importante, sentori di erba e nocciola,</li>
<li><i>U Sarazzu</i>, ricotta salata e stagionata, caratterizzata da aromi che variano dall’erba fresca al sottobosco, dal tostato al sapido, dal piccante al minerale.</li>
</ul>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgadTAPbiOatKEoSKQwvYjV7kQHeptBzjLvV0-i07VXAm-JzaC2fDC01p522lF6VkxNP3Qtlepsan_wleRU9-kRNbA2huqwCU0bZojKhK9VCbfS07OKUk77muDiHnsvi0AqXn4kqP0xDvJzAsaURgsDTB7G3E3KpjAf4jZnE55WLBmpYmV7jvAr0yCqHmY/s2238/IMG_9510.jpeg"><img alt="Latte di Vacca Cabannina" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgadTAPbiOatKEoSKQwvYjV7kQHeptBzjLvV0-i07VXAm-JzaC2fDC01p522lF6VkxNP3Qtlepsan_wleRU9-kRNbA2huqwCU0bZojKhK9VCbfS07OKUk77muDiHnsvi0AqXn4kqP0xDvJzAsaURgsDTB7G3E3KpjAf4jZnE55WLBmpYmV7jvAr0yCqHmY/w494-h640/IMG_9510.jpeg" width="494" /></a></div>
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<p><i><b>La Cabannina, Presidio Slow Food</b></i></p>
<div>Il nome della Vacca Cabannina, detta in un primo momento <i>Montagnina</i><u>,</u>&nbsp;deriva dalla piana di Cabanne, in Val d’Aveto. All’inizio del XX secolo, i capi erano circa quarantamila. Successivamente vennero sostituiti con razze più produttive o incrociate con altre. Il numero si ridusse drasticamente fino ad arrivare a sole cento unità. Il lavoro degli allevatori e delle loro associazioni ha fatto sì che la Cabannina non si estinguesse ed oggi i capi sono circa 600. Rimane una razza a rischio estinzione, ma gli allevatori possono contare su una rassicurante disponibilità linee genetiche in purezza.</div>
<div>Il disciplinare di allevamento del Presidio prevede:&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li>che vengano rispettati i ritmi di crescita naturale dell’animale,&nbsp;</li>
<li>che si lascino i capi al pascolo ogni qualvolta le condizioni meteorologiche lo permettano,&nbsp;</li>
<li>che si preservi la biodiversità,</li>
<li>non forzare la riproduzione rispettando natura e stagione,&nbsp;</li>
<li>non utilizzare insilati di mais, integrando il pascolo unicamente con fieno, mangimi naturali, preferibilmente locali e, dove possibile, coltivare le materie prime per il sostentamento degli animali</li>
<li>non utilizzare antibiotici, a meno che non sia possibile curare altrimenti gli animali,</li>
<li>non praticare mutilazioni,</li>
<li>assicurarsi che, in fase di macellazione, vengano evitati panico e sofferenza,</li>
<li>praticare un allevamento a misura d’uomo, di piccole dimensioni, in modo da favorire il rapporto con gli animali e l’ambiente,</li>
<li>produzione senza l’utilizzo di prodotti di sintesi (additivi e conservanti)</li>
</ul>
</div>
<div>(fonte: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/razza-bovina-cabannina/"><i>Fondazione Slow Food.com</i></a>, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.agriturismoilfilodipaglia.it/index.asp">Agriturismo Il Filo di Paglia</a>)</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg_hNJ6zWVBecmDrkOLOMWTWwSBGPEEcvt-zmzDIcyqMYHhhPDiZttPLrfQehUTZFK5Kfo4MYb8EJeUwM2zQ9ze_bbL9Dz3kxQ3_KgPIR_bqtlYW04OzI5nTU-ddo7iPVG6Z0hlJs9AIMrhbylfahnk7czTlsSGfLISlIrufNP9_Jhtca2zGj9XDemIqfw/s1350/IMG_9681.jpeg"><img alt="Festival della Cabannina 2025" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg_hNJ6zWVBecmDrkOLOMWTWwSBGPEEcvt-zmzDIcyqMYHhhPDiZttPLrfQehUTZFK5Kfo4MYb8EJeUwM2zQ9ze_bbL9Dz3kxQ3_KgPIR_bqtlYW04OzI5nTU-ddo7iPVG6Z0hlJs9AIMrhbylfahnk7czTlsSGfLISlIrufNP9_Jhtca2zGj9XDemIqfw/w512-h640/IMG_9681.jpeg" width="512" /></a></div>
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<div><b><i>Il Festival della Cabannina</i></b>&nbsp;</div>
<p>Una festa per celebrare la razza autoctona ligure, il territorio in cui vive e la tradizione locale. Il 14 giugno, a Serra Riccò, ritorna con la terza edizione il <i>Festival della Cabannina. </i>Street food a km. 0, il mercato dei produttori, laboratori per bambini, uno spettacolo teatrale con Pino Petruzzelli, attore e regista del Teatro Nazionale di Genova, musica dal vivo, incontro ravvicinato con vacche Cabannine, asini e cavalli ed una golosa sorpresa: il gelato al Fior di Latte di Cabannina. Questo è molto altro, fino a sera. L’evento è organizzato dal Comune di Serra Riccò in collaborazione con APARC e con il patrocinio di Regione Liguria, Camera di Commercio di Genova e Slow Food Genova.</p>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj6gdXM6d5z6QzhxtIkZFk-EAUfirJhAoPgaAT5-QN_VDFqrrJ1GKQLZnP4w1LFWrlYlOaof71HLmbzcUuJ2ABzpp6zfqvu-tIXXYV2pEu_FTIOWFGSLy7oUoyC-qVHyOtBtrX5bhMu6PS2e7EyDjFwWxqCYQNmBYxWG9NrlsXXU4GMCzo04PshneD71Oo/s2218/IMG_9532.jpeg"><img alt="Festival della Cabannina" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj6gdXM6d5z6QzhxtIkZFk-EAUfirJhAoPgaAT5-QN_VDFqrrJ1GKQLZnP4w1LFWrlYlOaof71HLmbzcUuJ2ABzpp6zfqvu-tIXXYV2pEu_FTIOWFGSLy7oUoyC-qVHyOtBtrX5bhMu6PS2e7EyDjFwWxqCYQNmBYxWG9NrlsXXU4GMCzo04PshneD71Oo/w504-h640/IMG_9532.jpeg" width="504" /></a></div>
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<div>Ringrazio <i>Adaxio Experience</i> e <i>APARC</i> per avermi coinvolto nell’importante progetto di valorizzazione della Vacca Cabannina.</div>
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<div><b><i>Links utili:</i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cabannina.it/">Cabannina APARC</a></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.adaxioexperience.it/">Adaxio Experience</a>&nbsp;</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://agriturismoautra.it/allevamento-2/">Agriturismo Autra</a></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.campagnamica.it/la-nostra-rete/fattorie/azienda-agricola-il-mezzano/">Azienda Agricola Il Mezzano</a>&nbsp;</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cabannina.it/chi-siamo/allevatori/aparc-presidio-slow-food/98-az-agricola-i-crosi">Azienda Agricola I Crosi</a></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cabannina.it/chi-siamo/allevatori/aparc-presidio-slow-food/96-az-agricola-casone">Azienda Agricola Casone</a>&nbsp;</div>
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