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	<title>Food Blogger Mania &#187; PATRIMONIO</title>
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		<title>OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA ITALIANO, UN PATRIMONIO UNICO AL MONDO</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 06:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unapadellatradinoi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BUON GIORNO&#8230;&#8230; Eccoci tornati a parlare di olio extra vergine di oliva, come promesso il nostro amico Fulvio ci ha regalato altre perle che spero vi facciano piacere leggere&#8230;&#8230; Scrivere e parlare di olio extravergine in Italia, come si è già detto, significa raccontare il percorso della propria storia. Vuol dire fare un viaggio dentro&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/olio-extra-vergine-di-oliva-italiano-un-patrimonio-unico-al-mondo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BUON GIORNO&#8230;&#8230;</strong><br />
<strong>Eccoci tornati a parlare di olio extra vergine di oliva, come promesso il nostro amico Fulvio ci ha regalato altre perle che spero vi facciano piacere leggere&#8230;&#8230;</strong></p>
<p>Scrivere e parlare di olio extravergine in Italia, come si è già detto, significa raccontare il percorso<br />
della propria storia. Vuol dire fare un viaggio dentro una tradizione millenaria nonché spiegare<br />
perché deve considerarsi una vera e propria fonte di sostentamento, sia a livello economico<br />
nazionale, che sotto il profilo salutistico personale.<br />
L’olio extravergine in Italia viene prodotto quasi sull’intero territorio nazionale. Le uniche due<br />
regioni, al momento, che non posseggono una produzione in tal senso sono il Piemonte e la Valle<br />
d’Aosta.<br />
Ovunque, altrove, si coltiva e cresce anno dopo anno la produzione. Anche in Trentino ed in Friuli<br />
Venezia Giulia, iniziano ad esserci produzioni che meritano attenzioni.<br />
Considerando che nel nostro paese ci sono quasi 600 diverse qualità certificate, mentre ad<br />
esempio in Spagna, che è per distacco il maggior produttore al mondo di olio extravergine ce ne<br />
sono un quarto di quelle che abbiamo noi, ed in Grecia, che è la nazione che anno dopo anno ci<br />
contende il posto come seconda produttrice, ce ne sono quasi la metà di quelle che ci sono in<br />
Spagna, si capisce quale tipo di patrimonio possiamo vantare.<br />
Sono ormai diversi anni che i produttori italiani hanno fatto la scelta di puntare molto più sulla<br />
qualità che sulla quantità, a differenza di quello che succede in Spagna. Ma per far questo, per<br />
ottenere maggiore qualità, rinunciano a parti consistenti di resa in olio. Parti che possono arrivare<br />
a toccare anche il 25% del totale.<br />
Per capire questo aspetto, serve avere una piccola nozione tecnica. Il ciclo vegetativo di un ulivo,<br />
che dura circa 9 mesi da quando nascono le prime gemme a quando le olive sono pronte per<br />
essere raccolte, vuole che una raccolta dei frutti maturi possa partire dai primi giorni di novembre<br />
fino ad arrivare anche, a seconda delle quantità da raccogliere, anche a dicembre inoltrato. In<br />
questo caso si raccoglierebbe olive che danno il massimo in resa di olio.<br />
Ma se la raccolta venisse anticipata, anche di un mese, un mese e mezzo, arrivando quindi a<br />
raccogliere a fine settembre o nella prima decade di ottobre, si avrebbe un’oliva che in resa<br />
avrebbe una quantità molto inferiore, ma sarebbe notevolmente più pura a livello polifenolico. Ed<br />
in questo caso, solo con una raccolta anticipata, si otterrebbe un’oliva di qualità superiore. Il<br />
produttore in tal caso perderebbe fino ad un buon 25% di resa in fatto di prodotto ottenuto.<br />
Se poi, le olive raccolte anticipatamente, venissero lavorate entro le sei ore dalla raccolta, beh, ci<br />
troveremmo in presenza di un olio che si classificherebbe tra quelli pregiati.<br />
Tra le quasi 600 diverse qualità, ci possono essere diverse classificazioni:<br />
-fruttato delicato,<br />
-fruttato medio,<br />
-fruttato intenso.<br />
Ci sono poi anche le classificazioni intermedie che prevedono il delicato/medio ed il<br />
medio/intenso.<br />
Facendo la doverosa premessa che un’oliva raccolta anticipatamente e lavorata il prima possibile,<br />
difficilmente produrrebbe un olio vo delicato, è giusto affermare che ogni diversa qualità, che ci si</p>
<p>dovrà abituare a chiamare Cultivar, ha le sue prerogative e caratteristiche. Però una della<br />
caratteristiche per cui dovremmo capire che ci si trova davanti ad un olio buono è quella che deve<br />
essere amaro o piccante, od entrambi. A diverse intensità ovviamente, ma anche l’olio più<br />
delicato, quando è di qualità, deve lasciare quelle sensazioni di amaro e piccante nel palato. Non ci<br />
si deve spaventare se si sentono quei sentori che spesso fanno dire “…è buono, sì, ma è un po’<br />
troppo forte…”<br />
Purtroppo questo è un aspetto dovuto alla standardizzazione dei sapori che la grande<br />
distribuzione ci ha abituato. Se si inizieranno a cercare luoghi diversi dai classici supermercati per<br />
trovare oli, già diversi dai soliti, si inizierà a capire differenze che non ci si aspettava.<br />
Una delle domande che ci vennero rivolte quando iniziai il corso di sommelier dell’olio fu: “Quante<br />
bottiglie di olio avete in casa?”<br />
La maggioranza di noi rispose che ne aveva una soltanto. La considerazione del professore fu<br />
quella di pensare che si mangiasse sempre la stessa cosa. Infatti, il percorso che intrapresi, mi fece<br />
capire quanto l’olio evo possa essere importante per un elevamento dei gusti di ogni singolo<br />
piatto. L’olio evo, proprio come il vino, si abbina ai piatti recitando una parte da protagonista<br />
proprio perché lo si versa direttamente sul cibo, senza prenderlo a parte come succede con il vino.<br />
Ed a proposito di vino, la seconda domanda che ci fecero al corso, ed è quella con cui concludo<br />
questa seconda parte fu: “Se siete disposti a spendere 15 euro per una bottiglia di vino che, una<br />
volta aperta, dura al massimo una sera, perché non spenderne altrettanti per una buona bottiglia<br />
di olio evo che può durare anche un mese?”</p>
<p>Se volete sapere ancora di più vi consigliamo di seguire la sua Pagina Facebook <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/Olioevocultura-2200744436864106">OLIOEVOLCULTURA</a> e magari metterci un MI PIACE&#8230;.</p>
<p>Noi lo ringraziamo tantissimo, perché stiamo davvero imparando moltissimo&#8230;. al prossimo articolo!!!</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.unapadellatradinoi.com/2021/01/14/olio-extra-vergine-di-oliva-italiano-un-patrimonio-unico-al-mondo/">OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA ITALIANO, UN PATRIMONIO UNICO AL MONDO</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.unapadellatradinoi.com">UnaPadellaTraDiNoi</a>.</p>
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