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	<title>Food Blogger Mania &#187; Papa Clemente</title>
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		<title>Fasoi in potacin: la ricetta rodigina vegana</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 12:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
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		<category><![CDATA[Colli Euganei]]></category>
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		<description><![CDATA[I fasoi in potacin, davvero prelibati nella loro frugalità, sono un vero e proprio emblema della cucina tradizionale veneta, in particolare della zona di Rovigo. Questo secondo piatto rustico e genuino, a base di fagioli borlotti o di Lamon e che può anche costituire un contorno sostanzioso, racchiude in sé tutta la ricchezza della cultura&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/fasoi-in-potacin-la-ricetta-rodigina-vegana/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/fasoi-in-potacin-la-ricetta-rodigina-vegana/" title="Fasoi in potacin: la ricetta rodigina vegana" rel="nofollow"><img width="696" height="522" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/01/fasoi-potacin-768x576.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Fasoi in potacin cucinati a regola d'arte" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>I fasoi in potacin, davvero prelibati nella loro frugalità, sono un vero e proprio emblema della cucina tradizionale veneta, in particolare della zona di Rovigo.</p>
<p>Questo secondo piatto rustico e genuino, a base di fagioli borlotti o di Lamon e che può anche costituire un contorno sostanzioso, racchiude in sé tutta la ricchezza della cultura contadina del Polesine, fatta di ingredienti poveri ma ricchi di sapore e di storie da raccontare.</p>
<p>Non è solo un <em>comfort food</em> perfetto per le serate autunnali ed invernali, ma un<strong> simbolo di convivialità e di radici profonde</strong> che legano generazioni attraverso la preparazione e la condivisione del cibo.</p>
<h2>Origine dei fasoi in potacin</h2>
<p>Il nome “potacin” deriva dal dialetto veneto e si riferisce al metodo tradizionale di cottura dei fagioli “in pota”, ovvero in pentola di terracotta, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/le-pentole-di-terracotta-usi-e-caratteristiche/">materiale che conserva intatti i sapori e la genuinità degli ingredienti</a>.</p>
<p>I fasoi in potacin sono, quindi, i fagioli cotti con cura, un piatto che nasce dalla cucina povera ma assai gustosa del Veneto rurale.</p>
<p>La coltivazione dei fagioli in Europa è arrivata grazie alla scoperta del Nuovo Mondo e in Veneto, in particolare, si sono affermate varietà come i borlotti e i rinomati <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.taccuinigastrosofici.it/ita/news/moderna/verdure-frutti/Storia-e-proprieta-fagiolo-di-Lamon-Igp.html" target="_blank" rel="noopener">fagioli di Lamon</a>.</p>
<p>Una leggenda racconta che <strong>Papa Clemente VII</strong>, abbia regalato un sacco di sementi al teologo bellunese Pietro Valeriano, favorendo così la coltivazione dei fagioli pure nel  Veneto.</p>
<p>Personaggi storici come <strong>Andrea Gritti</strong>, doge di Venezia, hanno più volte sottolineato l’importanza dei fagioli nelle campagne venete, non solo come alimento essenziale, ma anche come riconoscimento di un legame profondo con la terra e le tradizioni locali.</p>
<p>Sebbene non si possa stabilire quando sia effettivamente nato il piatto, le sue origini sono molto antiche e, col passare del tempo, si è diffuso dal Polesine a tutto il territorio della Serenissima.</p>
<p>Oggi, pur mantenendo il suo carattere tradizionale, la pietanza si è adattata ai gusti contemporanei, dando vita a varianti, come questa vegana tipica rovigina, che la rende indicata anche per chi non consuma cibi di origine animale, per i celiaci, per i diabetici e per coloro che seguono un <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/differenza-tra-dairy-free-e-lactose-free/">regime alimentare dairy free</a>.</p>
<h2>Preparazione dei fasoi in potacin secondo la ricetta rodigina vegana</h2>
<p><em>Esecuzione della ricetta</em>: facile</p>
<p><em>Tempo occorrente</em>: 10 minuti + 90 minuti di cottura</p>
<p><em>Costo</em>: basso</p>
<figure>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Ingredienti per 4 persone:</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>500 di fagioli Lamon o borlotti secchi</td>
</tr>
<tr>
<td>1/2 cucchiaino di bicarbonato</td>
</tr>
<tr>
<td>1 cipolla bianca o bionda</td>
</tr>
<tr>
<td>180 g di concentrato di pomodoro</td>
</tr>
<tr>
<td>1 foglia di alloro</td>
</tr>
<tr>
<td>1 rametto di rosmarino</td>
</tr>
<tr>
<td>1 spicchio di aglio</td>
</tr>
<tr>
<td>pepe nero macinato al momento q.b</td>
</tr>
<tr>
<td>olio extravergine di oliva q.b</td>
</tr>
<tr>
<td>cannella in polvere q.b (facoltativa)</td>
</tr>
<tr>
<td>sale marino q.b</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>La sera prima di realizzare la ricetta, sciacqua i fagioli e mettili in una ciotola; aggiungi 1/2 cucchiaino di bicarbonato ed acqua fredda <strong>fino a ricoprirli di 3 dita</strong>.</p>
<p>Lasciali in ammollo per 12 ore e, all&#8217;indomani, monda la cipolla, tritala grossolanamente, trasferiscila in una casseruola ( possibilmente di terracotta) e falla imbiondire in un giro di olio EVO caldo.</p>
<p>Quando sarà diventata trasparente, aggiungi il concentrato di pomodoro e, <strong>mescolando di continuo</strong> con il cucchiaio di legno, fallo “tostare” brevemente.</p>
<p>Non appena il concentrato inizierà ad attaccarsi al fondo della casseruola, unisci il rametto di rosmarino, la foglia di alloro, i fagioli risciacquati e scolati e falli insaporire a fiamma dolce.</p>
<p>Aggiungi, quindi, 600 ml di acqua, lo spicchio di aglio spellato ed una macinata di pepe, copri con il coperchio e porta a bollore.</p>
<p>Iniziata l&#8217;ebollizione, <strong>abbassa il fuoco al minimo</strong> e fai sobbollire i fagioli per 1 ora-1 ora e 1/2, mescolandoli ogni ventina di minuti, controllando che non si sfaldino e aggiungendo poca acqua bollente ogni volta che il sughetto tendesse ad asciugarsi troppo.</p>
<p>A fine cottura, regola di sale, mescola, spolvera, se vuoi, i fasoi in potacin vegani ottenuti con la cannella e lasciali riposare al caldo per 10-15 minuti.</p>
<p>Infine, distribuiscili nei piatti individuali, irrora la superficie di ogni porzione con un filo di olio a crudo e servirli in tavola.</p>
<h2>Conservazione</h2>
<p>Dato che i fasioi in potacin sono <strong>più buoni il giorno dopo</strong>, l&#8217;ideale è farli raffreddare del tutto, lasciarli riposare in frigorifero per una notte e riscaldarli sul fuoco per i pochi minuti necessari prima del consumo.</p>
<p>Se, invece, preferisci consumarli subito ma non riesci a finirli tutti in una volta puoi chiuderne la parte che ti avanza in un contenitore ermetico e conservarli in frigorifero,</p>
<p>Tecniche di cottura e consigli pratici</p>
<p>I fasoi in potacin vegani sono alla portata anche di chi è alle prime armi in cucina, ma, affinché riescano al meglio, è necessario adottare alcuni accorgimenti.</p>
<ul>
<li><strong>Ammollo con il bicarbonato</strong>: il bicarbonato aiuta non solo a rompere le fibre dei fagioli (rendendoli più morbidi e facilmente digeribili), ma <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-preparare-e-cuocere-i-fagioli-secchi/">elimina anche gli oligosaccaridi presenti in questi legumi</a>.</li>
<li><strong>Cottura lenta</strong>: cuoci i fagioli a fuoco basso per circa un’ora, controllando la consistenza ogni 15-20 minuti per evitare che si sfaldino.</li>
<li><strong>Controllo consistenza</strong>: il risultato ideale è un fagiolo tenero ma integro, con una consistenza cremosa.</li>
</ul>
<h2>Abbinamenti con vini e contorni tradizionali</h2>
<p>I fasoi in potacin vegani trovano il loro abbinamento perfetto nei <strong>vini rossi dei Colli Euganei</strong>, come il Merlot e il Cabernet, che con il loro corpo e le note fruttate si sposano bene con la rusticità del piatto.</p>
<p>Se preferisci un vino bianco, opta per un bianco secco, che alleggerisce il palato e accompagna con freschezza i sapori intensi.</p>
<p>Il <strong>pane casereccio</strong>, magari leggermente tostato, è imprescindibile per raccogliere il sugo e completare l’esperienza.</p>
<p>Come contorni, <strong>verdure di stagione</strong>, come radicchio, cavolo nero o altri ortaggi tipici veneti, rappresentano scelte tradizionali che si armonizzano bene con il piatto.</p>
<p>Servire il tutto a temperatura calda e con una presentazione semplice ma curata valorizza la bontà e la convivialità tipica di questa preparazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri piatti ideali per quando fa freddo:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/pasta-con-acciughe-cicoria-e-stracciatella/">Caserecce con acciughe, cicoria e stracciatella</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/zuppa-di-cavolo-nero-alla-toscana-veloce/">Zuppa toscana di cavolo nero</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/minestra-di-verza-e-orzo-senza-patate/">Minestra di verza e orzo light</a></li>
</ul>
<p>Credito foto in evidenza: Barbara Caselli</p>
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		<title>Caravaggio e La Vocazione di San Matteo</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nonsiamofoodblogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Cappella Contarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Del Monte]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte Wikipedia]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Buonarroti]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Merisi]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Reale]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Clemente]]></category>
		<category><![CDATA[San Matteo]]></category>

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		<description><![CDATA[Considerato l’enorme successo che questo grande artista sta riscontrando da qualche anno a questa parte &#8211; e vista la presenza a Milano della bella mostra a lui dedicata a Palazzo Reale &#8211; abbiamo pensato di fare anche noi un piccolo omaggio a Caravaggio dedicando un post ad una delle sue opere più celebri e rappresentative:&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/caravaggio-e-la-vocazione-di-san-matteo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/lavocazionedisanmatteoparticolare.jpg"><img class="alignnone wp-image-2210" src="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/lavocazionedisanmatteoparticolare.jpg?w=500&amp;h=340" alt="" width="500" height="340" /></a></p>
<p>Considerato l’enorme successo che questo grande artista sta riscontrando da qualche anno a questa parte &#8211; e vista la presenza a Milano della bella mostra a lui dedicata a Palazzo Reale &#8211; abbiamo pensato di fare anche noi un piccolo omaggio a Caravaggio dedicando un post ad una delle sue opere più celebri e rappresentative: la Vocazione di San Matteo.</p>
<p>E’ un dipinto olio su tela, realizzato intorno al 1599; si tratta della prima commissione pubblica di Michelangelo Merisi e dell’opera di dimensioni più ragguardevoli da lui realizzata fino a quel momento: ben 322 x 340 cm.  E’ possibile ammirare questo capolavoro a Roma, presso la Cappella Contarelli di San Luigi dei Francesi, insieme alle altre due opere che fanno parte del “Ciclo di San Matteo”, ossia San Matteo e l’angelo e Il Martirio di San Matteo.</p>
<p>La cappella era stata acquistata nel 1595 da Mathieu Cointrel (poi divenuto il cardinal Contarelli) che aveva lasciato al suo esecutore testamentario un documento contenente istruzioni dettagliate su come decorare la suddetta cappella. La commissione fu inizialmente affidata a Giuseppe Cesari (detto Cavalier d’Arpino), che non portò mai a termine il lavoro a causa dei suoi pressanti impegni con Papa Clemente VIII Aldobrandini. Fu così che il cardinal Del Monte – grande collezionista d’arte e protettore di Caravaggio – riuscì ad ottenere la prestigiosa commissione per il “suo pittore”.</p>
<p>Si tratta della prima grande opera dove possiamo osservare il sapiente contrasto di luce ed ombra tipico di Caravaggio: certamente una delle sue caratteristiche più distintive che – oltre ad aver accresciuto la sua fama – ha contribuito alla nascita di un nuovo movimento artistico detto appunto “caravaggesco”.  La scena si svolge in un ambiente spoglio ed angusto, quasi completamente avvolto da una fitta penombra: l’unica eccezione è un fascio di luce proveniente da destra. Sullo sfondo una finestra coperta con i pannelli d’incerata o da carta ci rivela l’esistenza di una parete.</p>
<p>Sempre dall’estrema destra vediamo entrare in scena Gesù, quasi completamente coperto dalla figura di Pietro, che volge risolutamente la mano verso Matteo, in un gesto che è un chiaro rimando alla celebre “Creazione di Adamo” di Michelangelo Buonarroti. Matteo  &#8211; seduto al tavolo con altri quattro esattori – volge lo sguardo stupito verso Gesù e, con un gesto molto naturale, indica con il dito indice sé stesso. Tra tutti i suoi compagni solo i due giovani a destra si accorgono della cosa, incrociando con Gesù un complesso gioco di sguardi. Il vecchio con gli occhiali ed il paggio continuano imperterriti a contare i denari. La luce resta l’altra grande protagonista di quest’opera, luce che proviene fuori dalla scena, direttamente dalle spalle di Gesù; si tratta di luce reale ma è soprattutto Luce Divina, la Grazia che illumina tutti gli uomini e sta ad indicare che la chiamata di Dio è universale, spetta a ciascuno di noi – secondo coscienza – rispondere. Colpisce infine l’incredibile realismo reso dal Caravaggio, la “quotidianità” della scena che avrebbe potuto svolgersi in una qualsiasi osteria frequentata dall’artista stesso.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/la_vocazione_di_san_matteo.jpg"><img class="alignnone wp-image-2211" src="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/la_vocazione_di_san_matteo.jpg?w=500&amp;h=469" alt="" width="500" height="469" /></a></p>
<p>La Vocazione di San Matteo &#8211; Fonte Wikipedia</p>
<p>  <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nonsiamofoodblogger.wordpress.com/2209/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nonsiamofoodblogger.wordpress.com/2209/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nonsiamofoodblogger.com&amp;blog=64064442&amp;post=2209&amp;subd=nonsiamofoodblogger&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /></p>
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