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	<title>Food Blogger Mania &#187; PALAZZO</title>
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		<title>Il rinascimento segreto della Valdambra: a Palazzo Tiglio il tempo si assaggia</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 14:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Pianigiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[  Il rinascimento contemporaneo di un borgo fuori dal tempo Nascosto sui colli della Valdambra, laddove la Toscana conserva intatta la sua anima più autentica e meno battuta, il borgo storico di San Pancrazio nel comune di Bucine (Ar), vive una straordinaria rinascita. Il motore di questa rigenerazione è Palazzo Tiglio, una dimora di charme&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-rinascimento-segreto-della-valdambra-a-palazzo-tiglio-il-tempo-si-assaggia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3> </h3>
<h2>Il rinascimento contemporaneo di un borgo fuori dal tempo</h2>
<p><span>Nascosto sui colli della Valdambra, laddove la Toscana conserva intatta la sua anima più autentica e meno battuta, il borgo storico di San Pancrazio nel comune di Bucine (Ar), vive una straordinaria rinascita</span><span>. Il motore di questa rigenerazione è <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.palazzotiglio.com/it"><b>Palazzo Tiglio</b>,</a> una dimora di charme del XVII secolo che per la stagione estiva 2026 ha tracciato un manifesto culturale capace di fondere fotografia internazionale, sperimentazione gastronomica d&#8217;avanguardia e grande musica classica</span><span>.</span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/interno-palazzo-tiglio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33998" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/interno-palazzo-tiglio.jpg" alt="come arridare una sala comune in un boutique hotel" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p><span>Non si tratta di una semplice proposta turistica, ma di un intervento profondo che restituisce vita e funzioni agli spazi storici del borgo, trasformando antiche pietre in hub di creatività globale</span><span>.</span></p>
<p>Dopo due anni <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it/2024/07/palazzo-tiglio-boutique-hotel-e-restaurant-valdambra/">dalla mia precedente visita </a>sono tornata a vedere cosa ha combinato <strong>John Werich</strong> e devo dire che le novità qui non mancano.  Ma procediamo con ordine.</p>
<h2>Il calendario degli eventi culturali dell&#8217;estate 2026</h2>
<p>Ad accendere la stagione &#8220;calda&#8221; di San Pancrazio è stata l&#8217;i<span>naugurazione della mostra fotografica dell&#8217;artista svedese <b>Helene Schmitz</b> presso la duecentesca Chiesa di San Rocco</span><span>. Le sue opere analogiche di grande formato, tratte dalle serie <i>&#8220;Studies in Falling&#8221;</i> (2023) e <i>&#8220;The Island&#8221;</i> (2024), esplorano con urgenza contemporanea le tensioni tra uomo e natura nelle scogliere del Nord Europa</span><span>.</span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/mostra-di-fotografia-allinterno-di-una-chiesa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33999" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/mostra-di-fotografia-allinterno-di-una-chiesa.jpg" alt="mostra fotografica dell'artista svedese Helene Schmitz" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p>Le fotografie nella piccola chiesa si possono ammirare per tutta l&#8217;estate. Ingresso libero con accompagnamento danzante delle rondini che creano un pizzico di magia. </p>
<p><span><b>Sabato 18 Luglio  Grande Musica:</b> Riapertura ufficiale della storica <b>Filarmonica di San Pancrazio</b> (costruita nel 1916 e rimasta chiusa per quasi cinquant&#8217;anni) con un concerto del pianista di fama internazionale <b>Per Tengstrand</b>, già solista acclamato a New York, Vienna e Tokyo</span><span>. Werich e la sua famiglia hanno restaurato il piccolo &#8220;circolo filarmonico&#8221; del paese e promettono una stagione musicale senza precedenti.<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafilarmonica.org/"> Il programma dell&#8217;intera stagione lo potete trovare qui.</a></span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/Filarmonica-di-san-Pancrazio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34000" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/Filarmonica-di-san-Pancrazio.jpg" alt="teatri dove fanno concerti di musica classica nei piccoli borghi" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p><span><b>Sabato 12 Settembre  Enogastronomia di Territorio:</b> Prima edizione del <b>San Pancrazio Food Festival</b></span><span>. Dalle 12:00 alle 17:00 la piazza centrale del borgo ospiterà chef, cantine d&#8217;eccellenza, artigiani e spettacoli a cielo aperto</span><span>.</span></p>
<h2>La filosofia in cucina dello Chef Mattia Parlanti</h2>
<p><span>L&#8217;esperienza gastronomica a Palazzo Tiglio è un viaggio tra memoria e inganno visivo. Lo Chef <strong>Mattia Parlanti</strong> unisce le sue radici pratesi a tecniche contemporanee, lavorando le materie prime dell&#8217;orto biologico e selezionando produttori d&#8217;eccellenza e mettendo una vera e propria attitudine ai piatti in carta.</span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/amouse-bouche-idee-speciali.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34001" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/amouse-bouche-idee-speciali.jpg" alt="cracker con impasto al rosmarino" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p> Si parte con una <em>&#8220;piuma&#8221; di cracker al rosmarino</em> per proseguire con una  <em>tartelletta con crema di fagioli zolfini e fave</em>. Dopodiché si prosegue con il classico toscano, il <em>paté di fegatini</em>. In questo caso alla base una piccola frolla salata, la mousse di fegatini e il tartufo   nero.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/idee-per-aperitivo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34002" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/idee-per-aperitivo.jpg" alt="Benvenuto ed Entrée di Palazzo Tiglio" width="2048" height="1536" /></a></p>
<p>Si conclude il &#8220;benvenuto&#8221; con uno dei cavalli di battaglia dello chef, <em> il sedano alla pratese,</em> un piatto regionale storico che affonda nelle origini di Mattia, omaggiando la sua Prato. Sedano che viene farcito con un ragù classico toscano, impanato e fritto, e servito con il fondo di manzo.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/carciofo-alla-giudia-con-gamberi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34003" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/carciofo-alla-giudia-con-gamberi.jpg" alt="Mattia parlanti e il suo carciofo alla romana" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p><span><strong> Carciofo, gambero rosa, bottarga, zuppa di pesce</strong> è scritto nel menu alla parte antipasti. Letto così lasciamo spazio all&#8217;immaginazione che poi si rivela nel piatto come un carciofo romano fritto, sotto una zuppetta di pesce, gamberi rosa crudi, salsa verde e bottarga.</span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/come-servire-uno-scampo-in-modo-originale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34009" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/come-servire-uno-scampo-in-modo-originale.jpg" alt="lo scampo con finto lardo di Palazzo tiglio.jpg" width="800" height="800" /></a></p>
<p><span> Altro antipasto curioso è lo  <strong>Scampo, lardo di calamaro, finocchio, olive</strong> servito in due fasi: il calamaro viene insaporito con i sentori del lardo classico e servito insieme a una spuma di finocchio e arance candite. La testa dello scampo viene servita a parte e se volete divertirvi armatevi degli strumenti giusti e di tanta pazienza.</span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/plin-di-peposo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34004" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/plin-di-peposo.jpg" alt="come servire un piatto di plin" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p><strong>Plin, peposo di pollo, patate, tartufo</strong>:  i piccolissimi plin fatti a mano sono ripieni di peposo di pollo, conditi con una salsa stile Rossini, ovvero il  fondo di cottura della carne, vino Madeira, tartufo, patate, chips di patate croccanti e creste di gallo.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/risotto-ortica-e-aglio-nero.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34005" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/risotto-ortica-e-aglio-nero.jpg" alt="la ricetta del risotto all'ortica di Mattia Parlanti" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p><strong>Risotto, ortica, aglio nero, mandorle</strong>: un risotto mantecato con un burro leggermente acido, crema di ortica. Intorno, a incorniciare il piatto una crema fatta con le mandorle, mentre i pois sopra sono un gel di aglio nero e un accenno di lievito di birra.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/come-servire-il-piccione.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34006" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/come-servire-il-piccione.jpg" alt="Il piccione di laura Peri interpretato da Mattia Parlanti" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p>Siccome siamo a un tiro di schioppo da Montevarchi, come non provare il <strong>piccione di Laura Peri, asparagi, senape, cavolo</strong>? Un vero e proprio utilizzo al cento per cento del piccione: troviamo parte del petto, il filettino,  la coscetta impanata con dei semi tostati,  asparagi, una salsa ottenuta con il fondo del piccione, senape e miele, cavolo kale. A parte viene servito, un raviolo ripieno con le interiora del piccione, bagnato in un brodo di piccione.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/come-servire-la-ricciola-in-modo-alternativo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34007" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/come-servire-la-ricciola-in-modo-alternativo.jpg" alt="ricciola con piselli e shizu" width="748" height="782" /></a></p>
<p><strong>Ricciola, shiso, piselli, lattuga;</strong> la ricciola,  è cotta prima sulla griglia dalla parte della pelle, dopo viene rifinita in forno. Piselli, capperi fritti, i semi di senape e lo shiso il basilico giapponese che ha un sapore piuttosto balsamico.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/Strawberry-rhubarb-hibiscus-verbena.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33997" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/Strawberry-rhubarb-hibiscus-verbena.jpg" alt="dolce con meringa e fragole" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p><strong>Fragola, rabarbaro, ibisco, verbena</strong>: una piccola scultura zuccherosa formata da petali di meringa con all&#8217;interno la marmellata di fragole e rabarbaro, servita con del gelato al kefir e per completare  l&#8217;infuso di ibisco e verbena.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/giardino-di-palazzo-Tiglio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33996" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/07/giardino-di-palazzo-Tiglio.jpg" alt="come creare un roseto in un giardino di hotel" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p>Palazzo Tiglio sta davvero crescendo a livello territoriale e internazionale: <em>quando le persone del luogo si fermano per un aperitivo nella vecchia &#8220;bottega&#8221; del paese o decidono di mangiare al ristorante è già una scommessa vinta in partenza</em>. Se poi ci aggiungiamo la raffinatezza delle camere, il silenzio del giardino  delle rose e il piccolo angolo di paradiso con piscina e orto-bar, la quadra è davvero perfetta.</p>
<p><span><span>PALAZZO TIGLIO</span></span></p>
<p><span><span>A Small Luxury Hotels of the World</span></span></p>
<p><span><span>Via Zara 20</span></span></p>
<p><span><span>San </span>Pancrazio </span></p>
<p><span>52021 Bucine (AR) </span></p>
<p><span><span>Tel. +39 055 99 555 84</span></span></p>
<p><span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:info@palazzotiglio.com">info@palazzotiglio.com</a></span></span></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it/2026/07/palazzo-tiglio-toscana-2026-cucina-arte/">Il rinascimento segreto della Valdambra: a Palazzo Tiglio il tempo si assaggia</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it">La Finestra di Stefania</a>.</p>
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		<title>GENOVA STORICA E GOLOSA: LE ANTICHE CUCINE DI PALAZZO SPINOLA DI PELLICCERIA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 11:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una dimora storica tra i budelli stretti dei caruggi del centro storico di Genova. Un palazzo nobile, appartenuto alla famiglia Spinola, ma non solo, un poco fuori dal classico percorso museale indicato da tutte le guide turistiche, che racchiude tesori nascosti. Edificato nel 1593 per volere di Giacomo Grimaldi, nei secoli fu l&#8217;abitazione di molte&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/genova-storica-e-golosa-le-antiche-cucine-di-palazzo-spinola-di-pellicceria/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Una dimora storica tra i budelli stretti dei caruggi del centro storico di Genova.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-bjGaEOIO7xQ/Vs7U5NWl9kI/AAAAAAAAF5E/_M3OcJRlX-s/s1600/PicMonkey%2BCollage3.jpg"><img alt="" border="0" height="376" src="https://2.bp.blogspot.com/-bjGaEOIO7xQ/Vs7U5NWl9kI/AAAAAAAAF5E/_M3OcJRlX-s/s640/PicMonkey%2BCollage3.jpg" width="640" /></a></div>
</div>
<div>Un palazzo nobile, appartenuto alla famiglia Spinola, ma non solo, un poco fuori dal classico percorso museale indicato da tutte le guide turistiche, che racchiude tesori nascosti.</div>
<div>Edificato nel 1593 per volere di Giacomo Grimaldi, nei secoli fu l&#8217;abitazione di molte famiglie nobili genovesi.</div>
<div>Qui è passata tutta la borghesia più altolocata della città, hanno ballato, danzato, cenato e gozzovigliato fino al 1958 quando gli ultimi eredi Franco e Paolo Spinola hanno voluto donare questo gioiello, assieme ai supellettili, gli arredi, la quadreria, gli argenti e i libri allo Stato.</div>
<div>Con un unico vincolo, <b>quello di mantenere l&#8217;aspetto di antica dimora nobiliare a testimonianza della civiltà dell&#8217;abitare.</b></div>
<div></div>
<div>E da qui voglio partire per raccontarvi una piccola perla costudita nella <span><b>Galleria Nazionale di Palazzo Spinola.</b></span></div>
<div></div>
<div>Al piano mezzanino si trova una delle <span><u><b>più rare testimonianze di cucina ottocentesca</b></u></span>.</div>
<div>Cristallizzata come se il tempo non fosse mai trascorso.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-38QRCviEkyM/VsWHM7_eAaI/AAAAAAAAF3I/TL1rj_4il7M/s1600/DSC_0578.jpg"><img alt="" border="0" height="424" src="https://4.bp.blogspot.com/-38QRCviEkyM/VsWHM7_eAaI/AAAAAAAAF3I/TL1rj_4il7M/s640/DSC_0578.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div>Sul grande tavolo di legno, che troneggia nel mezzo dell&#8217;ambiente, sono esposte antiche copie di trattati di cucina, tra cui l&#8217;Artusi e i conti di cucina, debitamente compilati dal cuoco, a testimonianza dei regali banchetti che in questo luogo venivano preparati.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-3Afzg9biqPo/VsriXOegGdI/AAAAAAAAF4A/vsOTLhoLUkY/s1600/PicMonkey%2BCollage.jpg"><img alt="" border="0" height="376" src="https://3.bp.blogspot.com/-3Afzg9biqPo/VsriXOegGdI/AAAAAAAAF4A/vsOTLhoLUkY/s640/PicMonkey%2BCollage.jpg" width="640" /></a></div>
<div>E così leggendoli, sappiamo che il cuoco Giuseppe Macchiavello il 24 giugno 1813 spese <b>la stratosferica cifra di 464</b> lire per allestire il banchetto nuziale di Giulia Spinola, sorella di Giacomo, l&#8217;allora proprietario del palazzo, <u>nel quale vennero servite ben 36 pietanze.</u></div>
<div>Oppure, un altro cuoco, per una cena invernale di qualche anno dopo, l&#8217;8 febbraio 1826 portò in tavola come primo piatto i principi della cucina genovese: <b><i>i <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://laraandthekitchen.blogspot.it/2015/12/ravioli-alla-genovese.html"><u>ravioli in brodo</u></a></i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://laraandthekitchen.blogspot.it/2015/12/ravioli-alla-genovese.html"><u>,</u></a></b> seguiti da <b><i>pasticcio di tordi, grigliada di cotolette, cappone bollito, rosto di pernice</i></b>, e successivamente il pesce: <b><i>ostriche e datteri di mare</i>.</b></div>
<div>Come contorno, furono servite le <b><i>trifole bianche</i></b>, incursione francese dei tartufi nella cucina italiana, ma il cuoco probabilmente preferì quelli bianchi <u>nostrani e pregiati di Alba</u>.</div>
<div>Chiudono definitivamente il pasto,<b><i> gelatina al Rhum e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://laraandthekitchen.blogspot.it/2012/02/canestrelli.html"><u>canestrelli</u></a>.</i></b></div>
<p>Ma passiamo ai pezzi forti,<b> il ronfò e la caldaia, </b>dove ovviamente questi piatti venivano preparati.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-jxyezZi5LPM/VsWffcRTcCI/AAAAAAAAF3Y/uZHmrvs2BU0/s1600/DSC_0571.jpg"><img alt="" border="0" height="424" src="https://4.bp.blogspot.com/-jxyezZi5LPM/VsWffcRTcCI/AAAAAAAAF3Y/uZHmrvs2BU0/s640/DSC_0571.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div>Innanzitutto abbiamo davanti a noi un esempio spettacolare di cucina in muratura (detta <b>ronfò </b>in genovese) della quale vi ho già parlato <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://laraandthekitchen.blogspot.it/2015/11/genova-segreta-paul-valery-e-i-segreti.html"><u>nel post su Casa Valéry</u></a>. Qui troviamo tutti gli elementi intatti, il forno a legna, la <b>grixella</b>, la griglia, sotto la quale ardevano le braci vive, pentole di terracotta, e in basso gli sportelli, che servivano per alimentare il fuoco con il carbone.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-zx0TtwizB7g/VsWfjXSrW8I/AAAAAAAAF3g/I4zsVBKyT80/s1600/DSC_0586.jpg"><img alt="" border="0" height="400" src="https://2.bp.blogspot.com/-zx0TtwizB7g/VsWfjXSrW8I/AAAAAAAAF3g/I4zsVBKyT80/s400/DSC_0586.jpg" width="265" /></a></div>
<div></div>
<div>Da notare, la piastrellatura dei bordi in ceramica bianca (<span><b>ciapelle</b></span>) , una modenizzazione igienica per quell&#8217;epoca. Consentiva la pulizia della cucina in un batter d&#8217;occhio, infatti tutto quel carbone creava molta <b>càize</b> (fuliggine) e spesso questi ambienti risultavano anneriti.<br />In questo particolare si vede la <b>grixella</b>, aperta per esposizione, con sopra appeso una classica <b>pügnatta de rammo</b>, pentola di rame, appesa da una <b>cadenha</b>, catena, in modo che pietanza in essa contenuta non pigli <b>o scotizzo, </b>a diretto contatto con il fuoco.<br /><b>O scotizzo</b>, termine intraducibile della cucina genovese, sta a indicare quando, per esempio il minestrone, si attacca sul fondo e prende quel gusto di rifritto, di bruciaticcio, che, in questo caso non guasta, ma in altre pietanze potrebbe dar fastidio. </div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-Oh8pxdbelDc/VsWfhNSAQXI/AAAAAAAAF3c/l03ka7claEo/s1600/DSC_0584.jpg"><img alt="" border="0" height="400" src="https://4.bp.blogspot.com/-Oh8pxdbelDc/VsWfhNSAQXI/AAAAAAAAF3c/l03ka7claEo/s400/DSC_0584.jpg" width="265" /></a></p>
<div>Accanto una selezione di utensili in ferro fanno bella mostra di se.</div>
<div></div>
<div>Da destra sono appesi:</div>
<div>una <b>paletta </b>o <b>paetta</b>, per raccogliere le braci,</div>
<div>un&#8217;altro utensile che serviva per tirare su i cerchi roventi della caldaia, <b>rampin</b> o <b>feru da stiva</b>,</div>
<div>e diverse misure di <b>cassa</b>, il mestolo di ferro,</div>
<div>ma pure una <b>cassarea</b>, la schiumarola.&nbsp; </div>
<p>&nbsp; </p>
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<div>
<p>Altra particolarà è <b>la caldaia</b>: un sistema innovativo di tubi, tuttora visibili, forniva ai lavandini adiacenti l&#8217;acqua calda. Veniva inoltre anch&#8217;essa utilizzata per cucinare, grazie al suo piano superiore, sempre caldo.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-SmPnhFPVP7c/VsWfl1ZHKwI/AAAAAAAAF3k/66uj7eeeeew/s1600/DSC_0595.jpg"><img alt="" border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-SmPnhFPVP7c/VsWfl1ZHKwI/AAAAAAAAF3k/66uj7eeeeew/s640/DSC_0595.jpg" width="425" /></a></div>
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<div>A lato è presente un grande piano di marmo (a <b>ciappa do lavello</b>), tipico della cucina genovese, dove sono inclusi due grandi <b>lavelli</b>, lavandini, che io immagino affollato di povere <b>sguattere</b>, serve, intente ad <b>arrüxentà </b>(risciacquare) i piatti sporchi dei suntuosi banchetti nobiliari, ma almeno con l&#8217;acqua calda, proveniente dalla caldaia, e che usciva da questi preziosi <b>bronzin</b>, rubinetti, di ottone. </div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-duKa5Yi6w-0/VsWfrf__GSI/AAAAAAAAF3s/VXEr0v6RPps/s1600/DSC_0599.jpg"><img alt="" border="0" height="424" src="https://4.bp.blogspot.com/-duKa5Yi6w-0/VsWfrf__GSI/AAAAAAAAF3s/VXEr0v6RPps/s640/DSC_0599.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div>E attorno, completano la scena, <b>bottiggie, </b>bottiglie, <b>arbanelle</b>, vasi, <b>pugnatte</b>, pentole tutte rigorosamente di terracotta, che servivano sia per la cottura che per la conservazione degli alimenti.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-FWuoXwZpni8/VsWfoYmfwAI/AAAAAAAAF3o/XW5oeN3Ei-w/s1600/DSC_0600.jpg"><img alt="" border="0" height="424" src="https://2.bp.blogspot.com/-FWuoXwZpni8/VsWfoYmfwAI/AAAAAAAAF3o/XW5oeN3Ei-w/s640/DSC_0600.jpg" width="640" /></a></div>
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<div>Ma vedete nell&#8217;ombra quella ruota, di ferro sulla destra?</div>
<div>Stupidamente ho dimenticato di fotografarla meglio, sappiate che era un <u><i>sistema innovativo di montacarichi, per far arrivare le vivande calde </i></u>nelle sale da pranzo nei piani superiori e che nel 1915 Ugo Spinola, padre di Paolo e Franco i due donatori, lo fece mecanizzare elettricamente creando un sistema altamente tecnologico per l&#8217;epoca. </div>
<div>In una stanzetta attigua, si trovano un piccolo <b>ronfò</b> e un <b>lavandino.</b><br /><b>Pure </b>un<b> tavolo per impastare</b> dove troneggiano gli strumenti tipici di quest&#8217;arte: <b>u canello</b>, il mattarello e <b>u siasso</b>, il setaccio usato per separare a <b>fënha,</b> la farina, dalle impurità.<br />Questa probabilmete, ma non è dato sapere, era una cucina per il personale di servizio. Oppure è stata successivamente spostata qua, per liberare altre sale e renderle più accoglienti.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-Db-F6qL1m-M/Vsrkcq7SwBI/AAAAAAAAF4M/-q548Xm5BcY/s1600/PicMonkey%2BCollage2.jpg"><img alt="" border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-Db-F6qL1m-M/Vsrkcq7SwBI/AAAAAAAAF4M/-q548Xm5BcY/s640/PicMonkey%2BCollage2.jpg" width="640" /></a></div>
<div>Un piccolo <b>anedoto</b>, pare che fino al XVII secolo, e forse anche oltre, sguatteri e servi, dormissero tra le mura di questa cucina, dove le braci dei ronfò che si spegnevano riscaldavono l&#8217;ambiente ed era così più facile superare le rigide nottate invernali.</div>
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<div>Eccoci arrivati alla fine del racconto.</div>
<div>Mi preme ringraziare il personale di Palazzo Spinola, che gentilmente si è offerto nel guidarci tra le sue sale.</div>
<div>In <b>Piazza di Pellicceria 1, tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.00 (lunedì escluso)</b> i gentili &#8220;custodi&#8221; di quest&#8217;antica dimora, vi condurranno tra le lussuose stanze di questo palazzo facendovene innamorare.</div>
<div></div>
<div><b>Indirizzo Utile:</b></div>
<div><b>Galleria Nazionale di Palazzo Spinola</b></div>
<div><b>Piazza Di Pellicceria 1</b></div>
<div><b>16123 Genova</b></div>
<div><b>&nbsp;tel. 010 2705300</b></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.palazzospinola.beniculturali.it/"><b>www.palazzospinola.beniculturali.it</b></a></div>
<div></div>
<div>
<p>P.S. Dato che il genovese è una lingua che cambia da paese a paese, e spesso viene confusa con il ligure, mi preme specificare, che tutti i termini elencati in questo post sono tratti da: </p></div>
<div></div>
<div><b>- Vocabolario Domestico GENOVESE ITALIANO -&nbsp;</b><br /><b>di Padre Angelo Paganini&nbsp;</b></div>
<div><b>scritto nel 1857 </b></div>
<div><b>ristampato da De Ferrari Editore nell&#8217;anno 2000 con prefazione e appendice di Vito Elio Petrucci.</b></div>
<div></div>
<div>Per le date e le notizie storiche altra mia fonte preziosa è stata:</div>
<div></div>
<div><b>Genovesi a tavola nell&#8217;Ottocento</b></div>
<div><b>I Raggi e gli Spinola</b></div>
<div><b>a cura di Farida Simonetti </b></div>
<div><b>Sagep Editore, 2004&nbsp;</b></div>
<div></div>
<div>Quindi, tutti i commenti sono ben accetti, specialmente se volete proporre nuovi termini, in base alla vostra provienienza&#8230;&nbsp; ma non mi venite a fare predicozzi su come sono scritte le parole zeneize perchè son tratte da fonti ben attendibili e confutabili.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<p></p>
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