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	<title>Food Blogger Mania &#187; Padri Rosminiani</title>
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		<title>8 ottimi motivi per visitare la bassa Val di Susa</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2021 22:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<category><![CDATA[Giacomo Jaquerio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Piemonte è conosciuto soprattutto per le Langhe e il Monferrato, ma c&#8217;è un altro territorio che merita di essere scoperto e visitato: è la bassa Val di Susa che si estende fino alla Val Sangone. A poca distanza da Torino, solo una mezz&#8217;ora, c&#8217;è un territorio ricco dal punto vista enogastronomico, naturalistico, culturale e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/8-ottimi-motivi-per-visitare-la-bassa-val-di-susa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Piemonte è conosciuto soprattutto per le Langhe e il Monferrato, ma c&#8217;è un altro territorio che merita di essere scoperto e visitato: è la <strong>bassa Val di Susa </strong>che si estende fino alla <strong>Val Sangone</strong>. A poca distanza da Torino, solo una mezz&#8217;ora, c&#8217;è un territorio ricco dal punto vista enogastronomico, naturalistico, culturale e artistico. Ringrazio <strong>Manuela Massola</strong> del <strong>Filo della Memoria</strong> per avermi fatto conoscere tante bella realtà. Ecco gli 8 ottimi motivi per cui questa zona può essere una piacevole meta per una gita fuori porta, oppure, per coloro che abitano più lontano, per un <em>weekend</em>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-13537 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_3972.jpg" alt="vini Rhea" width="640" height="480" /></p>
<p><strong>1) La cantina Rhea</strong></p>
<p>All&#8217;<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.vitivinicolarhea.it" target="_blank" rel="nofollow noopener">azienda vitivinicola Rhea</a></strong> ci si arriva salendo da Reano attraverso una strada immersa in un fitto bosco dove, come è successo a me, capita anche di vedere un capriolo che poi sparisce tra gli alberi. Ci trovi<span>amo sulla <strong>Strada Reale dei Vini Torinesi</strong>, ma in posizione un po&#8217; più nascosta, sull’anfiteatro morenico di Rivoli-Giaveno. </span>In cima alla collina, circondata dai vigneti, si trova la casa dove ha sede la cantina e sembra di essere in un mondo a parte, quasi fatato, dove il silenzio regna assoluto. L&#8217;azienda, giunta alla terza generazione, è a conduzione familiare ed è gestita da <strong>Guido Ruffino</strong>, dalla moglie <strong>Silvia</strong> e dal figlio <strong>Davide</strong>. Il nome Rhea deriva da Rhea Silvia, <span>la madre di Romolo e Remo, da cui prende il nome la città di Reano, dove i romani avevano costruito insediamento abitativo.  </span>Sono quattro i vini prodotti dalla Rhea: <strong>Autin</strong> (i<span>l nome in dialetto piemontese significa vigneto) </span><strong>100% uve Barbera</strong>, dal colore rosso <span>porpora intenso con riflessi violacei. </span><span>Al naso ha sentori di frutta fresca e di fiori con un finale speziato, mentre in bocca è persistente, corposo, con un ottima acidità che equilibra l&#8217;alcol. Si abbina a paste con ragù di carne o selvaggina, carni rosse, salumi e formaggi. E&#8217; dedicato a Guido, il proprietario dell&#8217;azienda. <strong>Ratin</strong>, <strong><em>blend</em> di </strong></span><span><strong>uve Barbera e Freisa</strong>, con una piccola percentuale di Ciliegiolo e Bonarda. E&#8217; di colore rosso porpora con riflessi granati, con sentori di piccoli frutti rossi e agrumi. Al palato è caratterizzato da un ottima acidità e tannicità. E&#8217; perfetto a tutto pasto. Ratin è il soprannome con cui viene chiamato Davide, figlio di Guido e futuro enologo, a cui il vino è dedicato. <strong>Savarey</strong>, <strong>assemblaggio di Barbera e Freisa</strong>, caratterizzato da un colore rosso porpora con vividi riflessi granata. In bocca è ricco e rotondo, con un tannino elegante e una grande persitenza, mentre al naso si presenta variegato con note di confettura di frutta. Si sposa con carni rosse e selvaggina. Il nome si riferisce alla vigna da cui si coltiva l&#8217;uva con cui si produce il vino, chiamata così perché pare che proprio qui vi fosse un passaggio per mettere il salvo il Re. </span><span>E infine<strong> Silvy</strong>, che, come si evince dal nome, è dedicato a Silvia. </span><span><strong><em>Cabernet Sauvignon</em> in purezza</strong>, ha un bel colore rosso porpora. Al naso si presenta fruttato e con una leggera nota pepata. In bocca invece è molto morbido con una lieve tannicità. Si accompagna a salumi e formaggi, antipasti vari, ed anche a primi piatti leggeri. La famiglia Ruffino conduce l&#8217;azienda in modo sostenibile: l</span><span>’erba tagliata viene trasformata in concime naturale, utilizzano un fertilizzante organico e l&#8217;energia di cui necessitano deriva da un impianto foto</span><span>voltaico.</span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-13530 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_3966.jpg" alt="Baratuciat" width="640" height="480" /></p>
<p><strong>2) Il vitigno perduto</strong></p>
<p><span>Tra i vitigni autoctoni il <strong><em>Baratuciat</em></strong> rappresenta </span><span>una <strong>riscoperta molto interessante ed originale</strong>.</span><span> Pur essendo un vitigno radicato storicamente sul territorio l’analisi con marcatori molecolari del DNA non ha evidenziato alcuna corrispondenza genetica con altri vitigni dell’Italia nord occidentale. Il nome </span><span>deriva dalla particolare forma dell&#8217;acino, molto allungato, associato popolarmente alla forma degli escrementi di gatto (in dialetto locale <em>Berla du ciàt</em>). </span><span>Il <em>Baratuciat</em> viene <strong>vinificato in purezza</strong> e dà vita ad un vino bianco dai profumi erbacei, di sambuco, eucalipto e mela verde. Ha un sapore secco, ben strutturato e, inoltre, risulta incredibilmente longevo. </span><span>È un <strong>vino versatile</strong> che da giovane si può bere come aperitivo o con antipasti leggeri, invece dopo qualche anno di evoluzione si accompagna a piatti di pesce, carni bianche e, data la sua morbidezza e intensità in bocca, è ideale per bilanciare i sapori estremi della cucina etnica ricca di spezie. Di recente </span><span>l&#8217;<strong>azienda vitivinicola Rhea</strong> ha effettuato la </span><strong><span>prima vendemmia di <em>Baratuciat</em></span></strong><span> che verrà presentato a marzo del 2022 con un grande evento. Non ci resta che aspettare il prossimo anno per assaggiarlo!</span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-13526 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_3948.jpg" alt="Precettoria di S.Antonio Ranverso" width="640" height="480" /></p>
<p><strong>3) Precettoria di Sant&#8217;Antonio di Ranverso</strong></p>
<p><span>Situata a Rosta (To), è un&#8217;abbazia in <strong>stile Gotico</strong> che fa parte di un complesso monastico fondato nel XII° secolo dall&#8217;Ordine Ospedaliero di Sant&#8217;Antonio di Vienne. Bellissimo sia l&#8217;esterno che l&#8217;interno con un ciclo di <strong>affreschi <em>“Imago Pietatis”</em> di Giacomo Jaquerio</strong> che decorano abside, presbiterio e sagrestia, mentre l’altare è impreziosito dal polittico di Defendente Ferrari, commissionato in data 29 aprile 1530. Nel 1776, con Bolla Pontificia di Papa Pio VI l’Ordine Ospedaliero dei Padri Antoniani viene soppresso e i beni di Ranverso vengono trasferiti all’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.</span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-13531 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_3995.jpg" alt="Sacra di San Michele" width="640" height="480" /></p>
<p><strong>4) La Sacra di San Michele</strong></p>
<p>E&#8217; un luogo magico la <strong>Sacra di San Michele</strong>, tanto che l<span>o scrittore Umberto Eco</span> <span>per il suo <em>best-seller</em> <strong>&#8220;Il nome della Rosa&#8221;</strong> si è ispirato proprio a questo posto dedicato al <strong>culto dell&#8217;Arcangelo San Michele</strong>, difensore della fede e popolo cristiano. </span><span>E&#8217; un’antichissima abbazia, <strong>simbolo del Piemonte</strong>, costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano a 960 metri di altitudine. Tra le particolarità: il <strong>Portale dello Zodiaco</strong>, visto come momento di passaggio dalla morte alla luce della Resurrezione e ultima tappa prima del Paradiso, il <strong>Portale dei Monaci</strong>, dove il gocciolatoio termina con la faccia di un diavoletto (Male) che lasciato fuori dai monaci che entravano in chiesa, si vendica facendo uno sberleffo, lo <strong>Scalone dei Morti</strong>, che con i suo gradini ripidi simboleggia la vita con le sue difficoltà e fatiche, e il Coro Vecchio che accoglie in grossi sarcofaghi le salme di alcuni reali di casa Savoia. </span><span>La Sacra di San Michele s’inserisce all’interno di una <strong>via di pellegrinaggio</strong> lunga oltre 2000 km che va da Mont Saint-Michel, in Francia, a Monte Sant’Angelo, in Puglia. I <strong>Padri Rosminiani</strong> sono gli attuali custodi e gestori della Sacra.</span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-13527 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_4011.jpg" alt="laghi di Avigliana" width="640" height="480" /></p>
<p><strong>5) I laghi di Avigliana</strong></p>
<p>I laghi sono due: il <strong>Piccolo</strong> e quello <strong>Grande</strong>. Si sono formati dallo <span>scioglimento del ghiacciaio della </span><span>Val di Susa </span><span>nel Pleistocene e si trovano ai piedi dell&#8217;omonina città medioevale di Avigliana da cui prendono il nome. Entrambi fanno parte del <strong>Parco naturale dei laghi di Avigliana</strong>, istituito nel 1980 e dal </span><span>2012 del sistema di aree protette delle Alpi Cozie. Il territorio è stato anche inserito nella Rete Natura 2000 in base alle Direttive Habitat e Uccelli. </span><span>Si può compiere il giro dei laghi singolarmente o scegliere di unirli in un unico <strong>itinerario di circa 8 km</strong>, che segue un percorso a forma di otto facilmente percorribile a piedi o in bicicletta. </span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-13528 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2021/11/Marco-Giaccone.jpg" alt="Marco Giaccone" width="640" height="386" /></p>
<p><strong>6) Il Pane Madre di Marco Giaccone</strong></p>
<p>Il laboratorio &#8211; bottega si trova nel paese di Buttigliera Alta. <span>Il comune denominatore è proprio la Pasta Madre che il <strong>Maestro Panificatore Marco Giaccone</strong> lavora e con cui</span> produce pani con <span>cereali vari, con farine integrali e bio, pani speciali al farro, segale, frumento Khorasan e con semi di finocchio, fiocchi di cereali e grano saraceno, </span><span>grissineria stirata a mano, focacce, pasticceria da forno e anche panettoni e colombe a lievitazione naturale. Il suo Pane del Re ha ottenuto la </span>De.Co &#8211; Denominazione Comunale del Comune di Buttigliera Alta.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-13533 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_4027.jpg" alt="Certosa 1515" width="640" height="480" /></p>
<p><strong>7) Certosa 1515: Luogo di Sosta e di Pensiero</strong></p>
<p><span>Avete mai dormito in un ex monastero avvolti solo dal silenzio e dalla bellezza della natura? </span><span>La <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.certosa1515.org/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Certosa di Avigliana</a></strong> è un ex convento del Cinquecento, precisamente del 15151, oggi trasformato in struttura ricettiva con le ex cellette trasformate in <strong>38 camere</strong> distribuite su due piani con arredamento essenziale, pavimento in parquet e bagno privato. Niente tv, ma wifi sì. Il posto giusto per rigenerarsi anche solo per qualche giorno, lontano da tutto e tutti. Dispone anche di un ristorante che propone cibo buono, pulito e giusto, con prodotti locali e biologici.</span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-13534 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_3987.jpg" alt="Trattoria della Buffa" width="640" height="480" /></p>
<p><strong>8) Trattoria della Buffa</strong></p>
<p>Situata nel paese di Giaveno, alla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trattoriadellabuffa.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>trattoria della Buffa</strong></a>, gestita da Giuseppe e Ferruccio<strong>,</strong> si mangiano piatti della <strong>cucina tradizionale piemontese</strong>, tra cui spiccano i gustosi agnolotti, e il classico vitello tonnato, insieme a qualche proposta innovativa. Naturalmente abbinati ai vini dell&#8217;azienda vitivinicola Rhea. Da non perdere, a fine pasto, l&#8217;assaggio di uno dei <strong>liquori aromatizzati</strong>, avete solo l&#8217;imbarazzo della scelta perché sono una ventina!, che fanno bella mostra sul bancone del bar all&#8217;entrata.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2F8-ottimi-motivi-per-visitare-la-bassa-val-di-susa.html&amp;linkname=8%20ottimi%20motivi%20per%20visitare%20la%20bassa%20Val%20di%20Susa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2F8-ottimi-motivi-per-visitare-la-bassa-val-di-susa.html&amp;linkname=8%20ottimi%20motivi%20per%20visitare%20la%20bassa%20Val%20di%20Susa" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2F8-ottimi-motivi-per-visitare-la-bassa-val-di-susa.html&amp;title=8%20ottimi%20motivi%20per%20visitare%20la%20bassa%20Val%20di%20Susa"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/8-ottimi-motivi-per-visitare-la-bassa-val-di-susa.html">8 ottimi motivi per visitare la bassa Val di Susa</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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