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	<title>Food Blogger Mania &#187; Organizzazione Mondiale</title>
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		<title>Come funziona la certificazione gluten-free: cosa controllare</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<description><![CDATA[La presenza di prodotti alimentari certificati gluten-free sul mercato è in costante aumento. Questa tendenza riflette la crescente consapevolezza riguardo alla malattia celiaca e alle intolleranze al glutine. Ma cosa significa esattamente per un prodotto essere &#8220;gluten-free&#8221;? Come viene controllata e garantita questa certificazione? Questo articolo approfondirà il processo di certificazione gluten-free, spiegando i criteri&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-funziona-la-certificazione-gluten-free-cosa-controllare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La presenza di prodotti alimentari certificati gluten-free sul mercato è in costante aumento. Questa tendenza riflette la crescente consapevolezza riguardo alla malattia celiaca e alle intolleranze al glutine. Ma cosa significa esattamente per un prodotto essere &#8220;gluten-free&#8221;? Come viene controllata e garantita questa certificazione? Questo articolo approfondirà il processo di certificazione gluten-free, spiegando i criteri che devono essere rispettati e i controlli che vengono effettuati.</p>
<h2>Comprendere la certificazione gluten-free</h2>
<p>Un prodotto viene definito &#8216;<strong>gluten-free</strong>&#8216; se contiene meno di 20 parti per milione (ppm) di glutine. Questo limite è stabilito dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità e riconosciuto a livello internazionale come sicuro per le persone affette da celiachia o intolleranza al glutine.</p>
<p>La certificazione gluten-free garantisce che un prodotto rispetti questo standard. La certificazione viene rilasciata da organismi indipendenti, che effettuano una serie di controlli sul prodotto, dall&#8217;analisi degli ingredienti alla verifica delle procedure di produzione e confezionamento.</p>
<h2>Cosa viene controllato nella certificazione gluten-free</h2>
<p>I processi di <strong>certificazione gluten-free</strong> prevedono una serie di verifiche mirate a garantire l&#8217;assenza di contaminazione da glutine. Queste includono:</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;analisi degli ingredienti:</strong> ogni ingrediente utilizzato nel prodotto deve essere privo di glutine. Questo significa che non solo i cereali come frumento, orzo e segale devono essere esclusi, ma anche qualsiasi ingrediente derivato da essi.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La verifica delle procedure di produzione:</strong> anche se tutti gli ingredienti sono gluten-free, la contaminazione può ancora verificarsi durante la produzione. Pertanto, viene controllato che siano in atto procedure adeguate per prevenire la contaminazione crociata.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;ispezione delle strutture di produzione:</strong> gli organismi di certificazione visitano le strutture di produzione per assicurarsi che siano adatte alla produzione di alimenti gluten-free. Questo può includere, per esempio, l&#8217;uso di attrezzature dedicate o aree separate per la produzione di alimenti gluten-free.</li>
</ul>
</ul>
<h2>Esempi pratici e dati sulla certificazione gluten-free</h2>
<p>Esistono diversi organismi che rilasciano la certificazione gluten-free. Tra questi, uno dei più conosciuti è la Gluten-Free Certification Organization (GFCO), che ha stabilito standard ancora più rigorosi rispetto al limite internazionale, richiedendo che i prodotti contengano meno di 10 ppm di glutine.</p>
<p>Secondo una ricerca pubblicata su The American Journal of Clinical Nutrition, il 99,5% dei prodotti certificati gluten-free rispetta effettivamente il limite delle 20 ppm. Questo dimostra l&#8217;affidabilità della certificazione nel garantire la sicurezza dei consumatori.</p>
<h2>Riflessione finale</h2>
<p>La certificazione gluten-free gioca un ruolo fondamentale nel proteggere le persone affette da celiachia o intolleranza al glutine. Attraverso una serie di controlli rigorosi, garantisce che i prodotti siano sicuri per il consumo. Tuttavia, è importante ricordare che la responsabilità non si limita ai produttori: anche i rivenditori e i ristoratori devono fare la loro parte, assicurandosi di gestire correttamente i prodotti gluten-free per evitare contaminazioni.</p>
<p>In conclusione, la certificazione gluten-free rappresenta una garanzia essenziale per i consumatori. Attraverso un processo dettagliato e rigoroso, si assicura che i prodotti rispettino gli standard internazionali, proteggendo così le persone con intolleranze o allergie al glutine.</p>
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		<title>Come eliminare il cloro dall’acqua del rubinetto</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 09:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Battilana Francesca Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cos]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Legislativo]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale]]></category>
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		<category><![CDATA[uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Bere l’acqua dal rubinetto ha diversi vantaggi: è più economico, non ti costringe ad uscire di casa per andare al supermercato e portare pesanti casse di acqua ed è più naturale. Tuttavia devi sapere che l’acqua del rubinetto contiene una serie di sostanze che, a lungo andare, possono provocare problemi di salute. Nell’acqua del rubinetto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-eliminare-il-cloro-dallacqua-del-rubinetto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div>Bere l’acqua dal rubinetto ha diversi vantaggi: è più economico, non ti costringe ad uscire di casa per andare al supermercato e portare pesanti casse di acqua ed è più naturale. Tuttavia devi sapere che l’acqua del rubinetto contiene una serie di sostanze che, a lungo andare, possono provocare problemi di salute.</div>
<div>Nell’acqua del rubinetto ad esempio è contenuto il <b>cloro</b>, un disinfettante molto efficace usato frequentemente anche nelle piscine. Una presenza eccessiva di cloro può però determinare un odore sgradevole ed un cattivo sapore. A dire il vero nel rubinetto dell’acqua non c’è cloro puro, ma nello specifico <b>ipoclorito di sodio cloro attivo</b>.</div>
<div>Perché allora mettere cloro nell’acqua? Perché il cloro ha un alto potere disinfettante capace di rendere l’acqua libera da batteri.&nbsp;</div>
<div>La concentrazione di cloro però deve essere limitata secondo gli standard previsti dalla legge.&nbsp;</div>
<div>Scopriamo in dettaglio nei seguenti paragrafi <b>cos’è il cloro</b>, cosa dice la normativa, che impatto può avere sulla salute e come ridurne la presenza a livelli ottimali.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-THmpUvK2t4E/XuCeDTciTII/AAAAAAAAU9Q/cMCU7YbJ4BspRfqxS0Dji4nQvbZJrgJMwCK4BGAsYHg/s5760/13530.jpg"><img border="0" height="426" src="https://1.bp.blogspot.com/-THmpUvK2t4E/XuCeDTciTII/AAAAAAAAU9Q/cMCU7YbJ4BspRfqxS0Dji4nQvbZJrgJMwCK4BGAsYHg/w640-h426/13530.jpg" width="640" /></a></div>
<h2><span>Cos’è il cloro e perché si aggiunge nell’acqua dei rubinetti?</span></h2>
<div>L’introduzione del cloro risale agli inizi del ‘900 ed era finalizzata a rendere potabile e migliorare la qualità dell’acqua, prevenendo così patologie come tifo, colera e dissenteria.&nbsp;</div>
<div>Risultò però evidente, dopo un po’ di tempo, che la presenza eccessiva di cloro poteva essere nociva per la salute umana, perciò furono stabiliti dei limiti consigliati.&nbsp;</div>
<div>Attualmente i valori massimi di cloro previsti sono indicati dal <b>Decreto Legislativo 31/2001</b>, dettati dalle indicazioni dell’<b>Organizzazione Mondiale della Sanità</b>.&nbsp;</div>
<div>La normativa stabilisce quali sono i valori massimi di cloro e dei suoi derivanti che possono essere presenti nell’acqua e ritenuti sicuri per l’uomo.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-LHwaNF4kATg/XuCcnS_TrCI/AAAAAAAAU8g/4KJs0zrLjooETwEduo_B51lR8kxSrV_oQCK4BGAsYHg/s5395/OBDLD70.jpg"><img border="0" height="426" src="https://1.bp.blogspot.com/-LHwaNF4kATg/XuCcnS_TrCI/AAAAAAAAU8g/4KJs0zrLjooETwEduo_B51lR8kxSrV_oQCK4BGAsYHg/w640-h426/OBDLD70.jpg" width="640" /></a></div>
<h2><span>Come rendere più efficace la clorazione?</span></h2>
<div>In determinate circostanze la <b>clorazione</b> è quindi un processo necessario, tuttavia bisogna agire con cognizione di causa. A tal fine sono state stabilite delle procedure di clorazione per mantenere i livelli di cloro entro gli standard di sicurezza per la salute umana, ed eliminare contemporaneamente i microrganismi senza però intaccare il sapore e l’odore dell’acqua.</div>
<div>Molto dipende anche dalla tipologia di acqua, che può variare significativamente tra zone limitrofe. Alcune acque di falde profonde, ad esempio, sono risultate del tutto pure e non contaminate da inquinanti microbiologici, quindi in questi casi non è previsto alcun processo di disinfezione.&nbsp;</div>
<div>Se però si effettuano dei lavori di manutenzione sull’acquedotto, è necessario procedere alla disinfezione delle tubature in seguito agli interventi.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-MweWFHlM_5U/XuCc_N7L2zI/AAAAAAAAU80/jOJJw1Fc-nMi9Ha8mgOWSlrPFrsttshIwCK4BGAsYHg/s3240/2078.jpg"><img border="0" height="426" src="https://1.bp.blogspot.com/-MweWFHlM_5U/XuCc_N7L2zI/AAAAAAAAU80/jOJJw1Fc-nMi9Ha8mgOWSlrPFrsttshIwCK4BGAsYHg/w640-h426/2078.jpg" width="640" /></a></div>
<h2><span>Qual è l’impatto del cloro sulla salute umana?</span></h2>
<div>Il cloro è un ottimo disinfettante contro diversi batteri, spore e microrganismi, alcuni dei quali molto pericolosi per l’uomo come:</div>
<div>
<ul>
<li>legionella;</li>
<li>escherichia coli;</li>
<li>enterococchi.</li>
</ul>
</div>
<div>In realtà l’acqua di falda ha un’origine sotterranea e quindi è microbiologicamente pura, quindi in teoria non avrebbe bisogno di opere di disinfezione. L’aggiunta di cloro diventa però necessaria in caso di interventi di manutenzione sulla rete idrica.</div>
<div>Il cloro di per sé non è particolarmente nocivo per la salute umana, in quanto basterebbe far scorrere un po’ di acqua dal rubinetto per farlo evaporare. I principali pericoli per l’uomo provengono però dai suoi sottoprodotti, come i <b>trialometani</b> ed altri derivati organici, che si formano in seguito alla reazione del cloro con la materia organica presente nelle acque grezze. Tali sostanze possono provocare danni al fegato, allergie e addirittura forme di anemia, soprattutto se presenti in quantità eccessiva.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-u5Rvr-vhWoE/XuCfW1foSRI/AAAAAAAAU9o/ikdANT3P4Ncak7Z0Zd_y0llVccYvklo9gCK4BGAsYHg/s5580/3509.jpg"><img border="0" height="426" src="https://1.bp.blogspot.com/-u5Rvr-vhWoE/XuCfW1foSRI/AAAAAAAAU9o/ikdANT3P4Ncak7Z0Zd_y0llVccYvklo9gCK4BGAsYHg/w640-h426/3509.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<h2><span>Bollire l’acqua serve per togliere il cloro?</span></h2>
<div>Molte persone si chiedono se <b>bollire l’acqua</b> è un metodo efficiente per eliminare il cloro. In effetti la risposta è sì, ma non è la soluzione migliore. La bollitura infatti uccide i batteri e sterilizza l’acqua, ma questi microrganismi vengono comunque ingeriti. Bollire l’acqua è quindi solo un palliativo temporaneo per eliminare i batteri ed il cattivo odore.</div>
<div>Inoltre aumenta il <b>residuo fisso</b> ed anche la <b>durezza dell’acqua</b>, perché le molecole dell’acqua evaporano ma il contenuto solido resta. Te ne accorgi perché l’acqua risulta particolarmente pesante e difficile da bere. Tieni presente che questa stessa acqua viene usata anche per cucinare o per lavare frutta e verdura, quindi il tuo corpo la assorbe anche in maniera indiretta e sul lungo periodo può risentirne.</div>
<h2><span>Qual è il metodo migliore per ridurre la quantità di cloro?</span></h2>
<div>Esistono diversi sistemi per ridurre la quantità di cloro nell’acqua ed i più gettonati in commercio sono due:</div>
<div>
<ul>
<li>i depuratori d’acqua a microfiltrazione;</li>
<li>l’osmosi inversa.</li>
</ul>
</div>
<div>Questi sistemi ottimizzano il processo di clorazione ed inoltre non alterano il sapore e l’odore dell’acqua. Ti sconsiglio però i <b>depuratori d’acqua a microfiltrazione</b>, poiché non alleggeriscono l’acqua. <b>L’osmosi inversa</b> risulta invece il metodo più efficace poiché rende l’acqua molto leggera e a basso contenuto di sali minerali, esattamente come la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sanbenedetto.it/it/home/" rel="nofollow" target="_blank">San Benedetto</a>.</div>
<h2><span>Come funziona il processo di osmosi inversa?</span></h2>
<div>L’osmosi inversa è tra i sistemi più potenti di filtrazione dell’acqua, gestita da un dispositivo funzionale e sottile che può essere installato sotto zoccolo, sotto lavello, in verticale o in orizzontale. Si adatta quindi perfettamente in ogni tipologia di casa, ottimizzando lo spazio a disposizione e garantendo risultati impeccabili.</div>
<div>Le membrane degli impianti ad osmosi trattengono tutte le particelle superiori a 0,0001 micron. L’acqua del rubinetto sottoposta ad un processo di osmosi inversa risulta pura e leggera e viene chiamata oligominerale.</div>
<h2><span>Quali sono i vantaggi dell’osmosi inversa?</span></h2>
<div>Al di là della riduzione del cloro, garantita dal filtro a carboni attivo presente prima della membrana, l’osmosi inversa apporta una serie di vantaggi evidenti per la salute.</div>
<div></div>
<div>Nello specifico l’osmosi inversa elimina:</div>
<div>
<ul>
<li>i <b>metalli pesanti</b> che risultano particolarmente difficili da espellere e possono depositarsi nei tessuti organici, provocando danni anche piuttosto seri per la salute;</li>
<li><b>sedimenti e ruggine</b>, presenti soprattutto nelle tubature piuttosto vecchie;</li>
<li><b>nitrati</b>, ossia residui di pesticidi rilasciati nei campi che penetrano nelle falde acquifere e che rischiano di trasformarsi in nitriti potenzialmente cancerogeni all’interno del corpo umano;</li>
<li><b>virus e batteri</b>, bloccati dal depuratore poiché non riescono a passare attraverso i pori;</li>
<li><b>fluoro</b>, una sostanza aggiunta nell’acqua che in quantità eccessiva rischia di provocare deficit di attenzione;</li>
<li><b>arsenico</b>, un semi-metallo che determina danni piuttosto significativi all’organismo umano.</li>
</ul>
</div>
<div>L’osmosi inversa in conclusione permette di:</div>
<div>
<ul>
<li>non inquinare, riducendo notevolmente l’impatto ambientale;</li>
<li>tagliare notevolmente le spese del budget familiare relativamente all’acquisto di bottiglie di acqua;</li>
<li>aumentare la qualità della vita e migliorare il benessere psicofisico generale.</li>
</ul>
</div>
<div>Ti interessa conoscere il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.francescamariabattilana.com/depacquadomestici.it/prezzi/" target="_blank">costo di un depuratore</a>&nbsp;e quanto può impattare sul portafogli?&nbsp;</div>
<div>Considera che l’installazione di un depuratore che eroga acqua naturale direttamente dal rubinetto ti fa risparmiare sul costo dell’acqua in bottiglia che compri al supermercato, per cui l’acquisto non comporta un aumento delle spese in una famiglia media di 4 persone.</div>
<div></div>
<div>
<div>Francesca Maria</div>
<div>
<div><span>♥♥♥</span></div>
</div>
</div>
<p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AnglAbovThSky/~4/cAj2onZvENY" height="1" width="1" alt="" /></p>
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		<title>Che cos’è l’autismo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2018 18:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Princess</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[DA]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell&#8217;autismo, istituita dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità 10 anni fa e celebrata in tutto il mondo il 2 aprile, vi racconto che cos&#8217;è l&#8217;autismo: Che cosa sappiamo oggi dell&#8217;autismo, un disturbo riconosciuto più di sessant&#8217;anni fa e difficile da diagnosticare, perché si presenta con diverse sfumature e gravità, e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/che-cose-lautismo-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell&#8217;autismo, istituita dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità 10 anni fa e celebrata in tutto il mondo il 2 aprile, vi racconto che cos&#8217;è l&#8217;autismo:</p>
<p>
<ins></ins>
</p>
<p>Che cosa sappiamo oggi dell&#8217;autismo, un disturbo riconosciuto più di sessant&#8217;anni fa e difficile da diagnosticare, perché si presenta con diverse sfumature e gravità, e su cui molto rimane da scoprire.</p>
<p><img src="https://www.focus.it/site_stored/imgs/0003/011/p.630x360.jpg" alt="" /></p>
<p>Il disturbo noto come autismo fu identificato dallo psichiatra Leo Kanner. In un articolo del 1943 descrisse i casi di una decina di bambini che secondo lui presentavano caratteristiche comuni.</p>
<p>Il primo di loro, Donald, sembrava per esempio completamente disinteressato al mondo e alle persone che lo circondavano, non giocava con gli altri bambini, non rispondeva al suo nome se veniva chiamato, aveva una mania per gli oggetti ruotanti, e scoppiava in bizze incontrollabili se la sua routine quotidiana veniva in qualche modo alterata. Gli altri piccoli pazienti che erano giunti all&#8217;attenzione di Kanner avevano comportamenti simili.</p>
<p>Kanner fu il primo a parlare di una sindrome specifica prendendo in prestito il termine “autismo” da un altro psichiatra, Eugene Bleuler, che l’aveva usato per descrivere il ripiegamento su se stessi degli adulti affetti da schizofrenia.</p>
<p>DIFFICILE DA RICONOSCERE. A più di sessant’anni da quella definizione ci sono ancora molte incertezze sulla classificazione del disturbo, e soprattutto sulle sue cause. Il DSM V, l’ultima edizione del manuale che definisce i disturbi mentali, parla di disturbi dello spettro autistico per descrivere i diversi gradi di gravità in cui si può presentare. La sindrome di Asperger, per esempio, definita da Hans Asperger un anno dopo la definizione di autismo, non viene più considerata come avveniva fino all&#8217;edizione precedente una forma separata, bensì una forma lieve di autismo senza compromissione del linguaggio e senza ritardo mentale.</p>
<p>I sintomi dell&#8217;autismo compaiono di solito prima dei tre anni, riguardano inizialmente difficoltà di linguaggio e di comunicazione, e un&#8217;apparente difficoltà di contatto emotivo, sia con i genitori sia con i coetanei, ma le sfumature e i quadri di presentazione possono essere anche assai diversi, il che rende spesso anche assai difficoltosa la diagnosi.</p>
<p><img src="https://www.focus.it/site_stored/imgs/0003/048/con_h_00487172.jpg" alt="" /></p>
<p>Franco Antonello con suo figlio Andrea, 20 anni, autistico. Hanno fatto un viaggio in moto negli Stati Uniti, raccontato nel libro &#8220;Se ti abbraccio non avere paura&#8221; di Fulvio Ervas<br />
Negli anni scorsi si è spesso parlato di un forte aumento dei casi di autismo, addirittura di un&#8217;epidemia in corso: alcune indagini effettuate nei paesi anglofoni avevano evidenziato un forte aumento del numero di casi nella popolazione. In realtà, quei numeri sono stati molto ridimensionati e si sospetta che, più che un aumento dei casi, riflettano un aumento delle diagnosi, dovuto a una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione sul disturbo.</p>
<p>Oggi si stima che in Italia una prevalenza attendibile del disturbo (sono poche regioni a raccogliere in maniera sistematica dati sui casi) sia di circa&#8230;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.cookaround.com/ormedellanima/che-cose-lautismo/" target="_blank">Continua a leggere &gt;&gt;</a></p>
<div></div>
<p><i></i> 126&nbsp;Visite totali, 3&nbsp;visite odierne</p>
<div></div>
]]></content:encoded>
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		<title>La patologia: il Diabete</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/la-patologia-il-diabete/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 12:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La patologia Il diabete mellito è una malattia nella quale l’organismo, a causa di un difetto di secrezione e/o di azione dell’insulina, non è in grado di utilizzare lo zucchero presente nel sangue, che quindi si accumula alzando la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue). Queste alterazioni del metabolismo degli zuccheri sono spesso accompagnate da&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-patologia-il-diabete/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2018/02/diabete-3.jpg"><img src="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2018/02/diabete-3.jpg" alt="" width="256" height="200" class="aligncenter size-full wp-image-9898" /></a></p>
<p>La patologia<br />
Il diabete mellito è una malattia nella quale l’organismo, a causa di un difetto di  secrezione e/o di azione dell’insulina, non è in grado di utilizzare lo zucchero presente nel sangue, che quindi si accumula alzando la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue). Queste alterazioni del metabolismo degli zuccheri sono spesso accompagnate da quelle dei grassi e delle proteine.</p>
<p>Il diabete è una malattia in continuo aumento, tanto da essere ormai definita un’emergenza socio-sanitaria  mondiale. In Italia, 4 persone su 100 sono diabetiche e altre 2 non sanno di esserlo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2025 nel mondo ci saranno oltre 350 milioni di diabetici, e in Italia aumenteranno di circa il 50%. Esistono due principali forme di diabete: il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2.</p>
<p>Il diabete di tipo 1</p>
<p>Il diabete di tipo 1, insulino-dipendente, è caratterizzato dalla totale o quasi carenza di insulina. L’insulina è l’ormone che permette allo zucchero di entrare nelle cellule e pertanto è il fattore principale del controllo del livello della glicemia nel sangue. È un ormone essenziale per la sopravvivenza ed è prodotto dalle cellule beta, cellule specializzate che si trovano nel pancreas, più precisamente nelle isole pancreatiche.</p>
<p>Il diabete di tipo 1 colpisce prevalentemente i bambini e gli adolescenti, ma non è rara la sua comparsa in età adulta e senile. L’origine della malattia resta ancora in gran parte misteriosa, anche se è ampiamente accettato che il disturbo nasca da diversi fattori concomitanti e in particolare da un’interazione fra predisposizione genetica e fattori ambientali, dalla quale dipende lo sviluppo di una risposta autoimmunitaria che alla fine determina la distruzione delle beta-cellule del pancreas, deputate alla produzione di insulina. È affetto da diabete di tipo 1 circa il 6% dei pazienti diabetici.</p>
<p>Il diabete di tipo 2</p>
<p>La stragrande maggioranza dei pazienti diabetici, circa il 92%, presenta la forma chiamata diabete di tipo 2 – che di solito colpisce gli adulti, per lo più in sovrappeso, ma l’età media si sta sempre più riducendo, fino a interessare anche bambini e adolescenti – caratterizzata da ridotta produzione di insulina e diminuita capacità dell’insulina stessa di svolgere le proprie azioni sul metabolismo.</p>
<p>L’insulina, raggiunto il sangue, permette a numerosi “distretti” dell&#8217;organismo (in particolare fegato, tessuto grasso e muscolo) di assimilare gli zuccheri e metabolizzarli adeguatamente.</p>
<p>All’origine del diabete di tipo 2 ci sono una ridotta capacità di tali &#8220;distretti&#8221; ad utilizzare l’insulina (condizione definita insulino-resistenza), un difetto nelle beta-cellule, che sono in numero minore e funzionano meno del normale, e una tossicità diretta esercitata dall’eccesso di zuccheri e lipidi.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2016/07/Ringraziamenti-e-firma-Lella2-gif-cuore-che-pulsa.gif"><img src="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2016/07/Ringraziamenti-e-firma-Lella2-gif-cuore-che-pulsa.gif" alt="" width="180" height="180" class="aligncenter size-full wp-image-8789" /></a></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.dedicatialdiabete.it/il-diabete/la-patologia/" rel="noopener" target="_blank">Fonte</a></p>
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		<title>Lombalgia e Obesità</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 07:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Infodiete</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[BMI]]></category>
		<category><![CDATA[componenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Livello Obesit]]></category>
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		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli anni 2000 vi è stato un incremento esponenziale dei soggetti affetti da obesità. Questa Problematica è strettamente correlata alle errate abitudini alimentari, accompagnate dalla mancanza di attività fisica sportiva, ad uno stile di vita sedentario,e  a problemi metabolici, ormonali e psicologici. I disordini alimentari contribuiscono all’obesità in percentuale maggiore rispetto a tutte le altre&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lombalgia-e-obesita/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Negli anni 2000 vi è stato un incremento esponenziale dei soggetti affetti da <strong>obesità</strong>.</p>
<p>Questa Problematica è strettamente correlata alle errate abitudini alimentari, accompagnate dalla mancanza di <strong>attività fisica sportiva</strong>, ad uno<strong> stile di vita sedentario</strong>,e  a <strong>problemi metabolici</strong>, <strong>ormonali</strong> e <strong>psicologici</strong>.</p>
<p>I disordini alimentari contribuiscono all’obesità in percentuale maggiore rispetto a tutte le altre componenti sopra citate.</p>
<p>La sedentarietà combinata all’ obesità favorisce l’insorgenza di problematiche di tipo muscolo-scheletriche e nello specifico lombalgie e dorsalgia dovute a cattive posture prolungate ed acquisite con il sovrappeso.</p>
<h2><strong>Obesità: definizione e gradi</strong></h2>
<p>L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato l’obesità una delle principali malattie del secolo, con causa diretta di infarti e ischemie.</p>
<p><strong>L’obesità</strong> colpisce in maniera equivalente sia soggetti di sesso maschile che femminile.</p>
<p>L’abitudine allo street food sviluppatasi nei paesi occidentali ha contribuito ad una crescita esponenziale della patologia.</p>
<p>Esistono<strong> tre gradi di Obesità,</strong> classificati in base al BMI (indice di massa corporea),che si calcola dividendo il peso corporeo per l’altezza al quadrato:</p>
<p><strong>1 Livello Obesità lieve</strong>, con BMI compreso tra 30,0 e 34,9</p>
<p><strong>2 Livello  Obesità moderata,</strong> con BMI compreso tra 35,0 e 39,9</p>
<p><strong>3 Livello Obesità grave,</strong> con BMI superiore  a  40.</p>
<h2><strong>Lombalgia: cos’è e come l’obesità può influire su questa patologia.</strong></h2>
<p>Per <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ryakos.it/lombalgia" target="_blank">lombalgia </a>si intende un disturbo del sistema muscolo-scheletrico, che si manifesta con la comparsa di una sintomatologia dolorosa riferita al tratto lombare della colonna vertebrale.</p>
<p>Il sovrappeso condiziona prepotentemente l’assetto statico e dinamico della colonna vertebrale nonché l’accentuazione delle curve fisiologiche, alle quali spesso consegue con molta probabilità l’insorgenza di ernie, protusioni, schiacciamenti/ scivolamenti vertebrali, spondilolistesi.</p>
<p>L’aumento di carico sollecita esageratamente le strutture ossee, muscolari e tendinee della colonna, la cui sofferenza può manifestarsi con comparsa di dolore in sede lombare o dorsale.</p>
<p>La <strong>lombalgia</strong> è la causa di maggior assenteismo sul luogo di lavoro. Spesso è tenuto poco in considerazione  l’elevato peso economico sulla spesa pubblica.</p>
<h2><strong>Rimedi per risolvere la lombalgia dovuta all’obesità</strong></h2>
<p><strong>La lombalgia acuta è spesso invalidante e fastidiosa per via della sintomatologia dolorosa istauratasi: </strong>La fisioterapia può essere un valido strumento per migliorare il dolore, l’infiammazione e i sintomi radicolari.</p>
<p>La <strong>tecarterapia</strong> rappresenta a tal proposito una terapia innovativa, efficace ed affidabile; essa sfrutta radiofrequenze che riscaldano i tessuti in profondità, agendo sia in superficie che in profondità.</p>
<p>La <strong>tecarterapia</strong> è una radiofrequenza che stimola il microcircolo e la vasodilatazione dell’area interessata.</p>
<p>Verranno utilizzati due elettrodi: uno capacitivo che tratterài muscoli contratti e verrà integrato usando un massaggio decontratturante. L’altro elettrodo chiamato resistivo invece andrà ad agire sui tessuti più profondi quali dischi intervertebrali, legamenti, eventuali ernie o muscoli profondi posturali.</p>
<p>Inoltre la <strong>tecarterapia</strong> è una tecnica alternativa che non richiede uso di farmaci né di esercizi attivi per i pazienti.</p>
<p>E’ indicata inoltre in tutte le patologie osteo-articolari e muscolari sia nella fase acuta che nella fase cronica.</p>
<p>Si ricorda che per migliorare la sintomatologia  dolorosa è necessario comunque condurre una corretta alimentazione, seguendo una dieta sana ed equilibrata, integrandola con una regolare <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.dieteperdimagrire.info/category/sport/">attività fisica</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.dieteperdimagrire.info/lombalgia-e-obesita/">Lombalgia e Obesità</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.dieteperdimagrire.info">Diete per Dimagrire</a>.</p>
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		<title>Che cos’è l’autismo</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Apr 2017 14:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[DA]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[DIFFICILE]]></category>
		<category><![CDATA[maniera]]></category>
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		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell&#8217;autismo, istituita dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità 10 anni fa e celebrata in tutto il mondo il 2 aprile, vi racconto che cos&#8217;è l&#8217;autismo: Che cosa sappiamo oggi dell&#8217;autismo, un disturbo riconosciuto più di sessant&#8217;anni fa e difficile da diagnosticare, perché si presenta con diverse sfumature e gravità, e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/che-cose-lautismo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell&#8217;autismo, istituita dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità 10 anni fa e celebrata in tutto il mondo il 2 aprile, vi racconto che cos&#8217;è l&#8217;autismo:</p>
<p>Che cosa sappiamo oggi dell&#8217;autismo, un disturbo riconosciuto più di sessant&#8217;anni fa e difficile da diagnosticare, perché si presenta con diverse sfumature e gravità, e su cui molto rimane da scoprire.</p>
<p><img src="http://www.focus.it/site_stored/imgs/0003/011/p.630x360.jpg" alt="" /></p>
<p>Il disturbo noto come autismo fu identificato dallo psichiatra Leo Kanner. In un articolo del 1943 descrisse i casi di una decina di bambini che secondo lui presentavano caratteristiche comuni.</p>
<p>Il primo di loro, Donald, sembrava per esempio completamente disinteressato al mondo e alle persone che lo circondavano, non giocava con gli altri bambini, non rispondeva al suo nome se veniva chiamato, aveva una mania per gli oggetti ruotanti, e scoppiava in bizze incontrollabili se la sua routine quotidiana veniva in qualche modo alterata. Gli altri piccoli pazienti che erano giunti all&#8217;attenzione di Kanner avevano comportamenti simili.</p>
<p>Kanner fu il primo a parlare di una sindrome specifica prendendo in prestito il termine “autismo” da un altro psichiatra, Eugene Bleuler, che l’aveva usato per descrivere il ripiegamento su se stessi degli adulti affetti da schizofrenia.</p>
<p>DIFFICILE DA RICONOSCERE. A più di sessant’anni da quella definizione ci sono ancora molte incertezze sulla classificazione del disturbo, e soprattutto sulle sue cause. Il DSM V, l’ultima edizione del manuale che definisce i disturbi mentali, parla di disturbi dello spettro autistico per descrivere i diversi gradi di gravità in cui si può presentare. La sindrome di Asperger, per esempio, definita da Hans Asperger un anno dopo la definizione di autismo, non viene più considerata come avveniva fino all&#8217;edizione precedente una forma separata, bensì una forma lieve di autismo senza compromissione del linguaggio e senza ritardo mentale.</p>
<p>I sintomi dell&#8217;autismo compaiono di solito prima dei tre anni, riguardano inizialmente difficoltà di linguaggio e di comunicazione, e un&#8217;apparente difficoltà di contatto emotivo, sia con i genitori sia con i coetanei, ma le sfumature e i quadri di presentazione possono essere anche assai diversi, il che rende spesso anche assai difficoltosa la diagnosi.</p>
<p><img src="http://www.focus.it/site_stored/imgs/0003/048/con_h_00487172.jpg" alt="" /></p>
<p>Franco Antonello con suo figlio Andrea, 20 anni, autistico. Hanno fatto un viaggio in moto negli Stati Uniti, raccontato nel libro &#8220;Se ti abbraccio non avere paura&#8221; di Fulvio Ervas<br />
Negli anni scorsi si è spesso parlato di un forte aumento dei casi di autismo, addirittura di un&#8217;epidemia in corso: alcune indagini effettuate nei paesi anglofoni avevano evidenziato un forte aumento del numero di casi nella popolazione. In realtà, quei numeri sono stati molto ridimensionati e si sospetta che, più che un aumento dei casi, riflettano un aumento delle diagnosi, dovuto a una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione sul disturbo.</p>
<p>Oggi si stima che in Italia una prevalenza attendibile del disturbo (sono poche regioni a raccogliere in maniera sistematica dati sui casi) sia di circa&#8230;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.cookaround.com/ormedellanima/che-cose-lautismo/" target="_blank">Continua a leggere &gt;&gt;</a></p>
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		<title>Una tassa sulle bibite zuccherate potrebbe ridurre l’obesità</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 15:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TanteDelizie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[argomento]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle possibili soluzioni contro l’obesità potrebbe essere rappresentata dalla tassa sulle bibite zuccherate. Ad affermarlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha diffuso un rapporto sull’argomento, specificando che una riduzione dei consumi di queste bevande si potrebbe ottenere realmente con un aumento di almeno il 20% del costo al pubblico di questi prodotti. In&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/una-tassa-sulle-bibite-zuccherate-potrebbe-ridurre-lobesita/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle possibili soluzioni contro l’obesità potrebbe essere rappresentata dalla tassa sulle bibite zuccherate. Ad affermarlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha diffuso un rapporto sull’argomento, specificando che una riduzione dei consumi di queste bevande si potrebbe ottenere realmente con un aumento di almeno il 20% del costo al pubblico di questi prodotti. In [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.tantedelizie.it/2016/10/13/una-tassa-sulle-bibite-zuccherate-potrebbe-ridurre-lobesita/">Una tassa sulle bibite zuccherate potrebbe ridurre l&#8217;obesità</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.tantedelizie.it">TanteDelizie</a>.</p>
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		<title>Il cibo al cartoccio fa male?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 19:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TanteDelizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cibo al cartoccio fa male? La risposta potrebbe essere molto più grave di quello che si pensa. Lo ha dimostrato un recente studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Università Americana di Sharjah. Lo studio ha messo in evidenza che i fogli di alluminio utilizzati in cucina per preparare gli alimenti al cartoccio rilascerebbero delle quantità di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-cibo-al-cartoccio-fa-male/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>cibo al cartoccio fa male</strong>? La risposta potrebbe essere molto più grave di quello che si pensa. Lo ha dimostrato un recente studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Università Americana di Sharjah. Lo studio ha messo in evidenza che i <strong>fogli di alluminio</strong> utilizzati in cucina per preparare gli <strong>alimenti al cartoccio</strong> rilascerebbero delle quantità di metallo molto elevate, tanto da essere pericolose per la salute. In particolare le dosi di metallo rilasciate dai fogli di alluminio ai cibi potrebbero essere collegate all&#8217;insorgenza di alcune malattie. Si parla, ad esempio, di osteoporosi e Alzheimer.</p>
<h2>Il cibo al cartoccio fa male?</h2>
<p>Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, il limite massimo di residui di metalli al giorno che un uomo potrebbe assumere senza mettere in pericolo il proprio stato di salute corrisponderebbe a 40 mg. Lo studio americano, invece, ha lanciato un vero e proprio allarme in questo senso. I cibi cotti al cartoccio rilascerebbero una quantità di metalli <strong>superiore di 6 volte</strong> i limiti consentiti.</p>
<p>E&#8217; stato appurato che una porzione di carne cotta nell&#8217;alluminio arriverebbe a contenere circa <strong>400 mg di metalli</strong>. Sarebbe ancora più pericoloso cuocere avvolti nei fogli di alluminio cibi conditi con il <strong>succo di limone</strong> o con la <strong>salsa di pomodoro</strong>. In questo caso, infatti, gli alimenti assumerebbero più alluminio. Lo stesso discorso vale per quei cibi che prevedono l&#8217;aggiunta di spezie.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.tantedelizie.it/2016/07/11/il-cibo-al-cartoccio-fa-male/">Il cibo al cartoccio fa male?</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.tantedelizie.it">TanteDelizie</a>.</p>
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