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	<title>Food Blogger Mania &#187; Mario Rigoni</title>
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		<title>I piatti di… Mario Rigoni Stern: il mio gröstl</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le ricette di Michi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Food Blogger]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Rigoni]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione italiana Food Blogger &#8211; AIFB in occasione del centenario della nascita di Mario Rigoni Stern ha organizzato, in collaborazione con Festival Cammini Veneti , &#8220;Il cibo di Mario&#8221;, in cui i soci raccontano il ruolo del cibo nella letteratura e nella vita di Mario Rigoni Stern. Io ho deciso di raccontare il piatto che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-piatti-di-mario-rigoni-stern-il-mio-grostl/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Associazione italiana Food Blogger</strong> &#8211; AIFB in occasione del centenario della nascita di Mario Rigoni Stern ha organizzato, in collaborazione con <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.festivalcamminiveneti.eu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festival Cammini Veneti </a> , <strong>&#8220;Il cibo di Mario&#8221;</strong>, in cui i soci raccontano il ruolo del cibo nella letteratura e nella vita di Mario Rigoni Stern. Io ho deciso di raccontare il piatto che più mi riporta alla memoria la montagna e che contiene due ingredienti presenti nei racconti dello scrittore: l&#8217;uovo e le patate.   </p>
<h2>Gröstl, il piatto di carne montanaro</h2>
<p>Originariamente pensato come recupero degli avanzi dell&#8217;arrosto della domenica, la rosticciata o <strong><em>Gröstl</em> </strong>è diventata una specialità: patate cotte, carne di bovino o maiale e cipolla tritata vengono arrostite insieme in una padella a cui spesso viene aggiunto un uovo all&#8217;occhio di bue, morbido, l&#8217;ideale per tuffarci un pezzetto di pane o una patata che si ha nel piatto.</p>
<p>Perché ho scelto questo <strong>piatto rustico</strong> dal sapore deciso? Perché lo adoro, e trovo sia l&#8217;esempio lampante di quello che è la <strong>vita di montagna</strong>. Un insieme di sapori e consistenze diverse, un luogo in cui nulla viene sprecato e tutto sa di buono. Ma un buono che si deve conquistare, come una vetta, passo dopo passo, perché la montagna è si bella, ma va conquistata e soprattutto rispettata.</p>
<p>Sono anni,  tanti a pensarci bene, che trascorro le mie vacanze in montagna. A parte una parentesi in cui avevo le bimbe piccole, in cui abbiamo visitato tanti luoghi da fiaba con il nostro camper. Da &#8220;grande&#8221; sono tornata a solcare i sentieri come gli stambecchi. O almeno ci provo, ci vuole tanta buona volontà per arrivare alla cima. </p>
<div>
<figure><img width="720" height="960" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2022/02/mario-rigoni-stern-z-720x960.jpeg" alt="mario-rigoni-stern-z" class="wp-image-15759" /></figure>
</div>
<h3>Ricetta del mio piatto di  Mario Rigoni Stern </h3>
<h3>Ingredienti (per 4 persone)</h3>
<ul>
<li>500 g di patate bollite, pelate e raffreddate</li>
<li>200 g di manzo o maiale </li>
<li>100 g di speck</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>sale q.b.</li>
<li>cumino q.b.</li>
<li>erba cipollina q.b.</li>
<li>una noce di burro</li>
<li>4 uova</li>
</ul>
<h2>Preparazione</h2>
<p>Tagliate finemente la cipolla e fatela rosolare in una grande padella con il burro. Appena la cipolla è leggermente appassita aggiungete lo speck tagliato a listarelle e la carne di manzo o maiale cotta. Lasciate rosolare alcuni minuti.</p>
<p>Tagliate le patate a fette e aggiungetele nella padella. Lasciate nuovamente rosolare il tutto. Regolate di sale e aggiungete un pizzico di cumino.</p>
<p>In un&#8217;altra padella friggere le uova in un pochino di burro. Servire il g<em>röst</em>l con le uova fritte e l&#8217;erba cipollina tagliata finemente.</p>
<div>
<figure><img width="720" height="960" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2022/02/mario-rigoni-stern-v-720x960.jpeg" alt="mario rigoni stern v" class="wp-image-15761" /></figure>
</div>
<h2>La storia di Mario Rigoni Stern</h2>
<p>Mario Rigoni nasca ad Asiago il 1 novembre del 1921, in un paese devastato dalla Grande Guerra. Figlio di una famiglia di commercianti passa la sua infanzia tra le montagne del suo altopiano, studente poco brillante a cui piaceva più giocare che studiare, come era solito raccontare di se. Nel 1938 si arruola volontario nella Scuola Militare d’Alpinismo di Aosta per avere la qualifica di “specializzato sciatore-rocciatore”. A diciassette anni e mezzo venne promosso caporalmaggiore e nel febbraio del 1940 venne assegnato al 6° Reggimento Alpini quale istruttore di alpinismo e di sci.&nbsp;Quale porta-ordini sciatore partecipò alla campagna italo-francese sulle Alpi e a quella italo-greca sulle montagne albanesi. Nell’inverno del 1941-42 venne mandato, come istruttore di sci per il Corpo Italiano di Spedizione in Russia e aggregato al battaglione sciatori “Monte Cervino”. Dopo un breve rientro in Italia, nell’estate del 1942, ritornò sul fronte Orientale con il suo reggimento, che faceva parte della Divisione Tridentina, e assegnato al battaglione “Vestone”. Partecipò con questo reparto alla battaglia difensiva di quell’estate nell’ansa del Don, alle battaglie invernali sul medio Don e alla grande ritirata del Corpo d’Armata Alpino. Per le vicende dell’8 settembre 1943 venne catturato dai tedeschi e deportato nei Lager per tutta la rimanente durata della guerra. Trovò il modo di fuggire e, a piedi, provato e magrissimo rientrò fortunosamente in Italia nel maggio del 1945. E da allora a soli 24 anni, dopo aver visto forse troppo, è iniziata la sua nuova vita sull&#8217;Altopiano, tra le sue montagne. Negli anni successivi inizia la stesura del suo primo romanzo, il racconto della campagna in Russia, <em>&#8220;Il sergente della neve</em>&#8220;. E non ha più smesso di raccontare della guerra e delle sue montagne. </p>
<p>Si spegne nella sua casa costruita ai margini del bosco il pomeriggio del 16 giugno 2008.</p>
<div>
<figure><img width="720" height="603" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2022/02/7-720x603.jpg" alt="mario-rigoni-stern" class="wp-image-15751" /><br />
<figcaption>Mario Rigoni Stern <em><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://premiomariorigonistern.com/it_IT/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ph. Premio Mario Rigoni Stern</a></em></figcaption>
</figure>
</div>
<h2>Il cibo come simbolo e unione</h2>
<p>Il cibo è presente in modo importante nei suoi libri, lega i personaggi e le vicende di cui narra. I prodotti semplici delle sue montagne, il suo orto coltivato con grande passione e i piatti cucinati dalla bravissima moglie. Il cibo visto come condivisione, come legante, come sussistenza, sostenibilità. </p>
<p>Edmund Leach un antropologo e non uno chef, sintetizza un concetto fondamentale che sta alla base dell’aspetto culturale del cibo: “Le persone non hanno bisogno di cuocere il cibo: lo fanno per ragioni simboliche, per dimostrare che sono uomini, non bestie.”&nbsp;</p>
<p>Si deduce che il cibo è cultura perché l’uomo:</p>
<ul>
<li>è l’unico animale a costruire in modo sistematico il proprio cibo</li>
<li>perché ha inventato la cucina: cotto e crudo</li>
<li>perché ha inventato il gusto: il buono e il cattivo.</li>
</ul>
<p>Ma soprattutto perché il cibo è un linguaggio con cui comunichiamo identità, appartenenze e quindi esclusioni, gerarchie sociali: l’identità (culturale del cibo) non esiste all’origine ma al termine del percorso, non sono le radici a creare l’identità.&nbsp;</p>
<blockquote><p>L&#8217;uovo e le patate: </p>
<p><cite>Fu la nostra Pasqua del 1944.<s> </s>Ma io per quel giorno avevo anche una cosa che gli altri non avevano: un uovo. Un uovo di gallina cotto e colorato con le erbe, come quelli che le ragazze del mio paese usano donare ai ragazzi la vigilia dell&#8217;Ascensione; Ricevetti anche un pacco con pane biscotto e riso cuciti dentro una tela, ma il pane si era sbriciolato e il riso mescolato con il pane.&nbsp;<br />Anche altri compagni ricevettero pacchi da casa e cosí la sera della domenica di Pasqua niente digiuno… abbiamo messo tutto insieme per preparare una <strong>zuppa comune</strong>. Dentro una grande pignatta abbiamo messo tutto quello che avevamo: pan biscotto, farina, patate, riso, pasta, rape, piselli secchi e cavoli.</cite></p></blockquote>
<p>Attraverso il mio piatto in cui ho messo due ingredienti importantissimi per lo scrittore ho cercato di raccontarvi la storia di questo grande uomo e delle sue montagne.</p>
<p>Se come me siete amanti delle uova e delle verdure potrebbe interessarvi questa ricetta dello chef Jotam Ottolenghi lo  <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/shakshuka/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Shakshuka</a>.</p>
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		<title>I piatti di&#8230; Mario Rigoni Stern: il mio tortino di polenta, speck, porcini e Asiago su crema di fagioli e mele</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 19:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Battilana Francesca Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Rigoni]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
		<category><![CDATA[piatti]]></category>
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		<description><![CDATA[Per il progetto &#8220;I piatti di&#8230; Mario Rigoni Stern&#8221;&#160;ideato per raccontare i 100 anni di Mario Rigoni Stern, ho realizzato questo tortino di polenta, speck, porcini e Asiago su crema di fagioli e mele,&#160;ispirato alla sua gioventù e ai sapori semplici di un tempo appartenenti a quelle zone.&#160; &#8220;Sono nato alle soglie dell&#8217;inverno, in montagna,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-piatti-di-mario-rigoni-stern-il-mio-tortino-di-polenta-speck-porcini-e-asiago-su-crema-di-fagioli-e-mele/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il progetto &#8220;<span>I piatti di&#8230; Mario Rigoni Stern&#8221;&nbsp;</span>ideato per raccontare i 100 anni di Mario Rigoni Stern, ho realizzato questo <b>tortino di polenta, speck, porcini e Asiago su crema di fagioli e mele</b>,&nbsp;ispirato alla sua gioventù e ai sapori semplici di un tempo appartenenti a quelle zone.&nbsp;
<div></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEirie-gX9pTKxGMOdsbbR94G5GS8s0JPkjqwXf4lQ5P8dolBJRpBJrwqC2lhK0Cko6_1UUZQMCkXZ0Z0LJ4QXxdz2KRbOwrstuozNYqWRbbWACRHIAOsyrfppdoDDAS8m3TpLpz3dyNuZvJi2t76EJJJrzriLrc5hR2X_CaL0ofZDMBIDNJLcbSfDSgbQ=s3888"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEirie-gX9pTKxGMOdsbbR94G5GS8s0JPkjqwXf4lQ5P8dolBJRpBJrwqC2lhK0Cko6_1UUZQMCkXZ0Z0LJ4QXxdz2KRbOwrstuozNYqWRbbWACRHIAOsyrfppdoDDAS8m3TpLpz3dyNuZvJi2t76EJJJrzriLrc5hR2X_CaL0ofZDMBIDNJLcbSfDSgbQ=w426-h640" width="426" /></a></div>
<div>
<div><span><br />
<blockquote>
<div>
<blockquote>
<blockquote>
<blockquote><i>&#8220;Sono nato alle soglie dell&#8217;inverno, in montagna, e la neve ha accompagnato la mia vita.&#8221;</i></p></blockquote>
</blockquote>
</blockquote>
</div>
</blockquote>
<p>Mario Rigoni Stern</p>
<div>
<div>Di quelle montagne gelide e innevate del suo Altopiano, Mario ama ogni cosa.&nbsp;</div>
<div>Quel <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/asiagoit/" rel="nofollow" target="_blank">paesaggio dolce e malinconico</a> che dà la possibilità di immergersi completamente nella natura.</div>
<div>Le pecore che pascolano tranquille, i giochi all&#8217;aperto con gli altri bambini e la passione per la lettura e i libri d&#8217;avventura. Le leggende e le fiabe raccontate prima di cena dalla zia Marietta, mescolando anche alcuni termini in cimbro.</div>
<div></div>
<div>Nato alle soglie dell&#8217;inverno del 1921, impara sin da piccolo a conoscere la neve e il freddo, gli animali, le erbe, gli alberi, gli uomini e i ragazzi di malga di quelle terre alte. Ha sempre amato e difeso la natura.</div>
</div>
<p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Mario ha sempre mangiato di tutto. A pranzo la mamma gli preparava tutti i giorni polenta. E la sera spesso si cenava con una calda zuppa di fagioli, mentre il lunedì era il giorno della minestra in brodo e del bollito.&nbsp;</span></div>
<div><span>E poi c&#8217;è il nonno Toni, con cui Mario camminava spesso lungo le vie dei carbonai e dei pastori per acquistare il formaggio, imparando così dove si faceva il burro e il formaggio migliori.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEggLU6Z57uNfArgG0AtnZGhktj4Gi6v_S_QhTkSk3W-0MqCm08TN3RmBTgbE2efvKaAxc8WHOf3M2b_AsEDtbBIdbkOppXc0ec_B7ctaFHy44IM9olx8Xtn6HOZyUSNmOVb2vgIGk2kAY0tcCrO1hw7rmp2hF3UoM_5wTowaMyijy9q7Q_k-gv_37ryLA=s600"><img alt="Mario Rigoni Stern a 1 anno e mezzo" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEggLU6Z57uNfArgG0AtnZGhktj4Gi6v_S_QhTkSk3W-0MqCm08TN3RmBTgbE2efvKaAxc8WHOf3M2b_AsEDtbBIdbkOppXc0ec_B7ctaFHy44IM9olx8Xtn6HOZyUSNmOVb2vgIGk2kAY0tcCrO1hw7rmp2hF3UoM_5wTowaMyijy9q7Q_k-gv_37ryLA=w381-h640" width="381" /></a></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Il mio tortino, abbinato ad una crema di fagioli e mele, nasce così.&nbsp;</span></div>
<div><span>Pensando alla giovinezza di Mario legata indissolubilmente ad Asiago (terra che lo accompagnerà fino al giorno della sua morte, il 16 Giugno del 2008).</span></div>
<div><span>Un tortino che mette assieme i sapori e gli ingredienti di una cucina povera e semplice. Ai prodotti dell&#8217;orto che Mario ha avuto fin da quando era bambino, coltivando per l&#8217;appunto i fagioli, le cipolle, l&#8217;aglio e le patate.&nbsp;</span></div>
<h3><span>Ingredienti per la crema di fagioli e mele</span></h3>
<div>
<ul>
<li>200 grammi di fagioli borlotti secchi</li>
<li>2 patate</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>1 spicchio di aglio</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
<li>sale fino e pepe nero q.b.</li>
<li>1/2 mela rossa</li>
<li>2 foglie di salvia</li>
</ul>
<h3><span>Ingredienti per il tortino</span></h3>
<ul>
<li>8 dischi di polenta</li>
<li>una quindicina di fettine di speck</li>
<li>formaggio Asiago DOP fresco q.b.</li>
<li>funghi porcini freschi q.b.</li>
<li>prezzemolo fresco q.b.</li>
<li>1 spicchio di aglio</li>
</ul>
</div>
<h3><span>Preparazione del piatto</span></h3>
<div>Dopo aver messo in ammollo i fagioli secchi per una notte intera, scolateli e cuoceteli in acqua leggermente salata per una quarantina di minuti.</div>
<div>
<div>Successivamente in un tegame mettete un po&#8217; di olio extravergine di oliva e aggiungete lo spicchio d’aglio, il trito di cipolla, la salvia, le 2 patate e la mezza mela ridotte a cubetti.&nbsp;</div>
<div>Fate dorare il tutto, quindi aggiungete 4 mestoli di acqua.</div>
<div>Cuocete il tutto per 10 minuti circa e per ultimo aggiungete i fagioli borlotti cotti in precedenza.</div>
<div>A cottura ultimata della crema, con un mixer ad immersione riducete il tutto in purea e regolate di sale e pepe.</div>
<div></div>
</div>
<div>Ora potete passare alla preparazione dei porcini.</div>
<div>Dopo aver pulito accuratamente i funghi, tagliateli e passateli in padella con 1 spicchio di aglio e dell&#8217;olio extravergine. Aggiungete un cucchiaio di acqua e procedete alla cottura dei funghi per 5-6 minuti, mescolando spesso. Al termine aggiustate di sale e pepe e aggiungete un po&#8217; di prezzemolo tritato.</div>
<div></div>
<div>Per quanto riguarda la polenta potete già comperarla pronta e ricavare direttamente dei dischi sottili con un apposito stampino circolare. Oppure potete prepararla in casa.</div>
<div>Vi occorreranno:</div>
<div>
<ul>
<li>250 grammi di farina di mais di fioretto</li>
<li>1 litro di acqua</li>
<li>1 cucchiaio di sale grosso</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<div></div>
</div>
<div>In una pentola capiente (l&#8217;ideale è il paiolo di rame) mettete a bollire l&#8217;acqua salata con un filo di olio. Quando l&#8217;acqua inizierà a bollire versate a pioggia la farina di mais, mescolando continuamente con una frusta sempre nella stessa direzione (per un&#8217;ottima polenta servirà farla cuocere almeno 50 minuti).</div>
<div>Una volta cotta, versate la polenta su un tagliere di legno cercando di appiattirla al meglio.</div>
<div>Quando la polenta si sarà indurita al punto giusto, potrete procedere a ricavare i dischi per realizzare il tortino che andranno poi leggermente grigliati.</div>
<div></div>
<div>Per quanto riguarda l&#8217;impiattamento di questa ricetta, servite questo piatto distribuendo la crema calda su quattro fondine, posizionate al centro di ogni piatto un tortino di polenta, aggiungete le fettine di speck, i porcini, 2 fettine sottili di formaggio, un altro disco di polenta, altro speck e formaggio.</div>
<div>Servite caldo.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Con questo piatto partecipo alla gara gastronomica per raccontare i 100 anni di <b>Mario Rigoni Stern</b>.</div>
<div>Un progetto del quale <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.aifb.it" rel="nofollow" target="_blank">AIFB</a> è partner.</div>
<div></div>
<div>Per maggiori info, collegatevi su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.festivalcamminiveneti.eu">www.festivalcamminiveneti.eu</a>.</div>
<p>
<div>
<div>Francesca Maria</div>
<div><span>♥♥♥</span></div>
</div>
</div>
</div>
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