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	<title>Food Blogger Mania &#187; MARINA</title>
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		<title>Castello di Semivicoli, in Abruzzo, dove degustare i vini di Marina Cvetic</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 18:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[In una piccola frazione della provincia di Chieti, tra il Gran Sasso e la Maiella, sorge il Castello di Semivicoli, un palazzo baronale del 1600 di proprietà della famiglia Masciarelli. Dopo anni di restauro è diventato sede rappresentativa dell&#8217;azienda, e qui è possibile fare una pausa per degustare i vini in un&#8217;atmosfera d&#8217;altri tempi, isolati&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/castello-di-semivicoli-in-abruzzo-dove-degustare-i-vini-di-marina-cvetic/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>In una piccola frazione della <strong>provincia di Chieti</strong>, tra il Gran Sasso e la Maiella, sorge il <strong>Castello di Semivicoli</strong>, un palazzo baronale del 1600 di proprietà della<strong> famiglia Masciarelli</strong>. Dopo anni di restauro è diventato sede rappresentativa dell&#8217;azienda, e qui è possibile fare una pausa per <strong>degustare i vini</strong> in un&#8217;<strong>atmosfera d&#8217;altri tempi</strong>, isolati nel verde e nel silenzio, con un panorama che spazia dalle montagne all&#8217;entroterra collinare coltivato ad uliveti e viti. <span>   </span></span></p>
<div><img class="size-full wp-image-18626" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/1-3.jpg" alt="Cantina Masciarelli - Castello di Semivicoli " width="1920" height="786" />
<p>Cantina Masciarelli &#8211; Castello di Semivicoli | @agnesegambini2024</p>
</div>
<h2><span>Masciarelli Tenute Agricole in numeri </span></h2>
<p><span><strong>Masciarelli</strong> è un&#8217;<strong>azienda vitivinicola</strong> dai grandissimi numeri: 40 anni di storia, </span><span>un team composto da più di 50 persone, distribuzione mondiale </span><span>in 60 nazioni con un export che frutta il 55% del giro d’affari, due cantine, un wine relais (Castello di Semivicoli), un frantoio,<strong> 300 </strong></span><span><strong>ettari</strong> divisi in </span><span>oltre 60 particelle di <strong>vigneti in tutte le quattro provincie abruzzesi</strong>, per una produzione totale di <strong>2 milioni e mezzo di bottiglie</strong> (di cui 1,5 milioni destinate alla gdo).<br />
</span><span>Realizzano <strong>vini per tutte le fasce di prezzo</strong> e per tutti i tipi di consumatori, arrivando anche agli altissimi e rinomati livelli delle bottiglie della linea Cvetic.<br />
</span><span>L&#8217;azienda è focalizzata principalmente sulla produzione di <strong>vini da uve Trebbiano e Montepulciano D’Abruzzo</strong>, con il <strong>Villa Gemma</strong> come suo <strong>vino </strong></span><strong>rappresentativo</strong>. Ad oggi le etichette sono 28 divise in 8 linee di prodotti, di cui una certificata biologica. Oltre ai vini a base di Trebbiano e Montepulciano d&#8217;Abruzzo vengono coltivati anche alcuni vitigni autoctoni (Cerasuolo, Pecorino e Cococciola) e internazionali (Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah).</p>
<div><img class="size-full wp-image-18630" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/2.jpg" alt="" width="1920" height="956" />
<p>Grappoli di Montepulciano d&#8217;Abruzzo | @agnesegambini2024</p>
</div>
<h2>Masciarelli Tenute Agricole: Gianni a capo di una rivoluzione</h2>
<p>&#8220;Masciarelli Tenute Agricole&#8221; nasce ufficialmente nel <strong>1981</strong>, dall’intuito imprenditoriale di Gianni Masciarelli <strong>vignaiolo</strong> <strong>protagonista dell’affermazione della vitivinicoltura abruzzese moderna</strong>, e non ufficialmente negli anni &#8217;70 con le sue prime sperimentazioni vinicole in casa. Figlio di un camionista e di una casalinga, Gianni abbandona gli studi universitari in economia per dedicarsi ai due ettari e mezzo di vigneti di proprietà del nonno. Va in Francia per apprendere le tecniche agronomiche ed enologiche praticate oltralpe e dopo essere tornato le applica in vigna e in cantina. <span>L&#8217;obiettivo di Gianni Masciarelli era quello di <strong>ridurre la produzione</strong> delle uve puntando sulla <strong>qualità del grappolo</strong>. </span>Queste metodologie si scontrano però con i dettami enologici italiani del tempo, in particolar modo con quelli abruzzesi. Fu infatti il primo produttore a introdurre nella regione il sistema d&#8217;allevamento a <em>guyot</em> e ad utilizzare le barrique di rovere per l’affinamento del vino. L&#8217;<strong>a</strong><span><strong>zienda</strong> divenne subito <strong>pioneristica</strong> in patria, in Abruzzo, e contribuì alla diffusione della cultura del vino di qualità. Purtroppo n</span><span>el 2008, Gianni Masciarelli scompare improvvisamente</span><span>, lasciando così alla moglie (l&#8217;<strong>enologa Marina Cvetic</strong> che lo affiancava già nel lavoro) e alla figlia maggiore, le redini di un&#8217;azienda divenuta nel frattempo un&#8217;impresa enorme, nota a livello internazionale.</span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-18635" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/3.jpg" alt="Masciarelli e Marina Cvetic" width="1920" height="1097" /></p>
<h2>La linea Marina Cvetic</h2>
<p>La <strong>linea di vini</strong> creati personalmente da <strong>Marina Cvetic</strong> non ha bisogno di presentazioni. Poche eccellenti bottiglie che hanno conquistato la critica e le nicchie del mercato vinicolo più raffinato.<br />
<span>Enologa serbo/croata, cresce tra i vigneti di famiglia per poi studiare Tecnologie Alimentari all’università di Belgrado, vivendo tra Germania e Austria. Sposa Gianni Masciarelli a fine anni &#8217;80 affiancandolo all’inizio in tutte le attività dell&#8217;azienda e, in seguito, specializzandosi nella gestione dei mercati esteri. <strong>Tenacia, </strong></span><strong>talento e idee molto chiare</strong>, portano <strong>Marina Cvetic</strong> ad imprimere la sua personalità all’azienda del marito, fino alla creazione nel 1991 di questa sua celebre linea dove <strong>tutti i vitigni sono vinificati in purezza</strong>. <strong>Strutturati ed eleganti</strong>, i vini Marina Cvetic sono una voce a sé, rispetto al resto della produzione Masciarelli.</p>
<h3>MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC RISERVA MARINA CVETIC</h3>
<p>Best-seller della linea, questo riserva ha contribuito alle fortune del vitigno Montepulciano d&#8217;Abruzzo nel mondo. Numerosi i riconoscimenti ricevuti negli anni, tra cui l’inserimento nella World Top 100 della rivista Wine Spectator. <span>Vigne a 400 metri slm, severa selezione delle uve e vinificazione per singole parcelle, affinamento in barrique di primo e secondo passaggio per 12 mesi dopo la fermentazione in acciaio. </span>Di <strong>grande complessità ed equilibrio</strong>, ha una struttura tannica fine e una ricca trama aromatica e un vino con un <strong>grande potenziale di invecchiamento</strong>.</p>
<h3>TREBBIANO D’ABRUZZO DOC RISERVA MARINA CVETIC</h3>
<p>Simbolo della tradizione vitivinicola abruzzese, il <strong>Trebbiano d’Abruzzo</strong> sviluppa personalità e carattere nell’<strong>affinamento in barrique di rovere francese</strong> per 12 mesi. Dai vigneti di Bucchianico, ai piedi dei calanchi, si ottengono vini di grande concentrazione grazie all’alta densità d’impianto e alla bassissima resa per ettaro, alla raccolta manuale e alla <strong>macerazione a basse temperature</strong>. C<span>olore dorato, <strong>complessità olfattiva</strong> data da note fruttate di pesca bianca a sentori floreali intensi, <strong>persistenza e struttura</strong>.</span></p>
<h3>CHARDONNAY COLLINE TEATINE IGT MARINA CVETIC</h3>
<p>Il <strong>primo vitigno internazionale impiantato da Masciarelli in Abruzzo</strong> a San Martino sulla Marrucina, a ridosso della Majella. Risente sia dell&#8217;influenza del mare che della montagna. Al naso profumi di limone, spezie, gelsomino, vaniglia e chiodi di garofano. Burroso e quasi lattico al palato con una notevole freschezza.</p>
<h3>MERLOT TERRE AQUILANE IGT MARINA CVETIC</h3>
<p>Considerato il <strong>gioiello della produzione</strong>, le sue uve crescono a 550 mt slm, in una zona pedemontana sovrastata dal Gran Sasso con una drammatica escursione termica notturna. Riconosciuto come <strong>vino d’altura</strong>, dal 2023 la bottiglia veste la fascia del Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Fine, elegante e profondo, ha la gamma aromatica tipica del vitigno, dai frutti rossi selvatici alla foglia di pomodoro che si unisce ai profumi terziari di spezie, liquirizia, cuoio e legno<span>. Un <strong>vino eccezionale e molto intenso</strong>.</span></p>
<h3>SYRAH COLLINE PESCARESI IGT MARINA CVETIC</h3>
<p>In un unico vigneto impiantato 10 anni fa a Loreto Aprutino nell’entroterra pescarese, su terreni argillosi a forte componente sabbiosa situati a 350 metri sul livello del mare, il <strong>Syrah</strong> ha trovato delle condizioni ottimali. Un&#8217;impenetrabile colore rosso rubino con riflessi violacei, sentori di frutti rossi, cioccolato e spezie.</p>
<h3>CABERNET SAUVIGNON COLLINE TEATINE IGT MARINA CVETIC</h3>
<p>Una produzione esclusiva di circa <strong>3.000 bottiglie</strong>, da una singola vigna le cui piante superano i 40 anni d’età. La<strong> bassissima resa permette</strong> di ottenere uve di qualità straordinaria vendemmiate a km zero: la vigna di Colle Rosina sorge infatti proprio di fronte alla principale cantina Masciarelli. Il vino fermenta in acciaio e matura in rovere francese per oltre un anno. Segue un lungo affinamento in bottiglia. <strong>Profumi intensi</strong> di ribes nero e mirtillo, con un <strong>corpo pieno e morbido</strong>.</p>
<div><img class="wp-image-18641 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/4.jpg" alt="Cantina Masciarelli Abruzzo " width="1831" height="894" />
<p>Bottaia dove invecchia il Montepulciano d&#8217;Abruzzo Marina Cvetic | @agnesegambini2024</p>
</div>
<h2>La cantina e le vigne di <span>San Martino sulla Maruccina</span></h2>
<p><span><strong>San Martino sulla Maruccina</strong>, il pa</span><span>esino in cui Gianni Masciarelli ha iniziato la sua attività, è ancora oggi il cuore pulsante dell&#8217;azienda, con la dimora di famiglia, gli uffici e la <strong>cantina principale</strong> costruita a inzio anni novanta. Contiene le <strong>tre</strong> <strong>bottaie</strong> dove invecchiano i vini della <strong>linea Marina Cvetic</strong></span><span>, con la più bella dedicata al </span><span><strong>Montepulciano d’Abruzzo</strong>: </span><span>ha un soffitto che ricorda </span><span>un cielo stellato, riflesso su un pavimento rosso scuro che rappresenta la terra. Venne progettata così partendo da una frase che Gianni Masciarelli ripeteva spesso:<em> “Un vignaiolo ha due cantine, </em></span><span><em>quella in cemento e quella, più importante, sotto le stelle”</em>.<br />
</span><span>La seconda <strong>bottaia</strong> è dedicata allo <strong>Chardonnay</strong>, con tonneau e barrique di primo passaggio, mentre nella parte interrata si trova la <strong>bottaia</strong> del <strong>Trebbiano</strong>. Le <strong>pareti</strong> sono realizzate con le <strong>pietre della Majella</strong>, a contatto diretto con uno strato di terra. In questo modo è garantita la <strong>temperatura naturale costante</strong></span><span><strong> a 16,5°</strong>. Le <strong>barrique</strong> sono <em>tailor made</em>. Sono state fatte realizzare indicando precisamente il numero di doghe e le dimensioni di ogni pezzo di legno per poter ottenere il vino esattamente per come lo si è immaginato. </span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-18646" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/5.jpg" alt="cantina Masciarelli " width="1920" height="956" /></p>
<p><span>Tra le vigne oggi si alternano alberi di ulivo, alberi da frutto, seminativi, boschi e anche spazi incolti.</span> <span>L’azienda infatti lavora da anni seguendo la <strong>filosofia della difesa integrata</strong>, con <strong>concimazione organica</strong>, lasciando i <strong>filari inerbiti</strong> in maniera alterna, seminando <strong>sovescio</strong> e senza effettuare alcuna lavorazione del suolo durante la stagione. Per varie linee la vendemmia viene fatta a mano selezionando non solo i singoli grappoli ma anche i singoli chicchi. C&#8217;è attenzione alla quantità di energia consumata, al raccogliere nel momento giusto <strong>adattandosi al cambiamento climatico</strong>, senza negarlo facendosi trovare impreparati dalle sue rapide variazioni.</span></p>
<div><img class="size-full wp-image-18648" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/6.jpg" alt="Castello di Semivicoli | @agnesegambini2024" width="1920" height="810" />
<p>Castello di Semivicoli | @agnesegambini2024</p>
</div>
<h2>Castello di Semivicoli</h2>
<p><span>A meno di 15 minuti d&#8217;auto dalla cantina si trova la frazione di <strong>Semivicoli</strong> con il suo <strong>c</strong></span><strong><span>astello </span><span>incastonato </span></strong><span><strong>nel verde</strong> delle colline teatine. </span><span>Acquistato da Gianni Masciarelli come regalo per la moglie, in stato di degrado ma con ancora i mobili originali all&#8217;interno, venne <strong>aperto al pubblico nel 2009 dopo anni di restauro</strong>.<br />
</span><span>Costruito nel XVII secolo </span><span>come <strong>dimora estiva</strong> per la</span><strong><span> famiglia baronale siciliana Perticone</span></strong><span>, divenne ospedale militare durante la seconda guerra mondiale, motivo per il quale venne risparmiato dai bombardamenti. Successivamente subì un periodo di declino che lo vide diventare una struttura adibita a ricovero degli attrezzi per i cittadini del paese.<br />
</span>La tenuta del castello produceva olio e vino già dal &#8216;600, tanto che la <strong>sala delle botti</strong> è addirittura la più antica di tutto il palazzo. La bottaia contiene tutt&#8217;oggi le enormi botti d&#8217;epoca, che vennero costruite direttamente al suo interno perché troppo grandi per passare dalla porta della cantina.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18653" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/7.jpg" alt="Castello di Semivicoli - Interni | @agnesegambini2024" width="1920" height="982" />
<p>Castello di Semivicoli &#8211; Interni | @agnesegambini2024</p>
</div>
<p>Gli interni del palazzo sono stati mantenuti il più possibile simili a come erano in origine, restaurando anche il mobilio d&#8217;epoca, tra credenze in pesante legno scuro, grandi specchi dorati, lampadari elaborati in vetro, poltrone damascate in oro e antichi camini anneriti dalla brace. <span>E&#8217; proprio qui, <strong>nelle sale storiche e nell&#8217;antica bottaia</strong>, che è possibile<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.castellodisemivicoli.com/percorsi-di-degustazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong> prenotare degustazioni dei loro vini</strong></a> accompagnati da selezioni di prodotti locali o dai piatti preparati dallo chef del castello.</span></p>
<div><img class="size-full wp-image-18655" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/8.jpg" alt="Castello di Semivicoli - Degustazione in bottaia | @agnesegambini2024" width="1920" height="775" />
<p>Castello di Semivicoli &#8211; Degustazione in bottaia | @agnesegambini2024</p>
</div>
<h2><span>Percorsi degustazione al Castello di Semivicoli </span></h2>
<p><span>Durante la nostra <strong>visita al Castello di Semivicoli</strong>, abbiamo provato sia la <strong>degustazione in bottaia</strong> con alcuni vini Masciarelli (compresi quelli della linea bio), che la <strong>cena nel salone del piano nobile</strong> con i vini della linea Marina Cvetic.<br />
La <strong>degustazione in bottaia</strong> comprende, in accompagnamento ai vini, una meravigliosa selezione di formaggi locali composta da caciocavallo, pecorini di Farindola e Amatrice, ricotta affumicata al ginepro, e il famoso &#8220;gregoriano&#8221; di Gregorio Rotolo, e l&#8217;ottimo <strong>olio evo bio dell&#8217;azienda</strong> (sempre realizzato da Marina Cvetic) servito con pane di farine locali fatto da un forno del posto in collaborazione con lo chef del Castello di Semivicoli.</span></p>
<div><img class="wp-image-18656 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/9.jpg" alt="Cena al Castello di Semivicoli | @agnesegambini2024" width="1920" height="1064" />
<p>Cena al Castello di Semivicoli | @agnesegambini2024</p>
</div>
<p><span>A <strong>cena</strong> invece abbiamo assaggiato il Trebbiano riserva, lo Chardonnay e due Merlot, tutti della linea Marina Cvetic, uno del 2017 e uno del 2013 (quest&#8217;ultimo davvero eccezionale) abbinati rispettivamente ai seguenti piatti:</span></p>
<ul>
<li><span>patata in doppia cottura, burro di cacao e misticanza;</span></li>
<li><span>tubetto mantecato ai ceci e nocciola;</span></li>
<li><span>capocollo, il suo fondo e radicchio glassato;</span></li>
</ul>
<div><img class="wp-image-18658 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/10.jpg" alt="Olio Evo Marina Cvetic - Castello di Semivicoli | @agnesegambini2024" width="1920" height="918" />
<p>Olio Evo Marina Cvetic &#8211; Castello di Semivicoli | @agnesegambini2024</p>
</div>
<h2>L&#8217;olio evo bio Marina Cvetic</h2>
<p>Uno nota di merito va anche alla <strong>piccola produzione di olio extravergine di oliva</strong>. Viene ricavato dalla spremitura a freddo delle cultivar presenti sul territorio. Dagli ulivi di proprietà, che si alternano ai vigneti nelle province di Chieti e Pescara, ottengono un <strong>blend biologico</strong> a base di cultivar autoctone: la <strong>dritta</strong> di Loreto Aprutino, la <strong>gentile</strong> di Chieti e il <strong>leccino</strong>. La <strong>raccolta delle olive</strong> è rigorosamente <strong>manuale</strong> e la molitura viene effettuata subito entro 4 ore. Un olio di media intensità, dalle note agrumate e di mandorla fresca.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18661" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/12/11.jpg" alt="Castello di Semivicoli " width="1920" height="853" />
<p>Castello di Semivicoli</p>
</div>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/12/castello-semivicoli-abruzzo-wine-resort-dove-degustare-vini-marina-cvetic.html">Castello di Semivicoli, in Abruzzo, dove degustare i vini di Marina Cvetic</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Diario di una aracnofobica – I ragni e la macchina parte 1</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 11:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>undolcealgiorno blog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui potete leggere anche: Diario di una aracnofobica &#8211; Intro Diario di una aracnofobica: Legenda Diario di una aracnofobica &#8211; I ragni e la macchina parte 1 I RAGNI E LA MACCHINA I. Quando il viaggio di ritorno da un concerto si trasforma in un film horror di serie Z. Autostrada, 130 km all’ora, un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/diario-di-una-aracnofobica-i-ragni-e-la-macchina-parte-1/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6>Qui potete leggere anche:<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/diario-di-una-aracnofobica/" target="_blank">Diario di una aracnofobica &#8211; Intro</a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/diario-aracnofobica-legenda/" target="_blank">Diario di una aracnofobica: Legenda</a></h6>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/02/600-copia.jpg"><img class="wp-image-8659 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/02/600-copia.jpg" alt="Diario di una aracnofobica - I ragni e la macchina parte 1" width="640" height="334" /></a>
<p>Diario di una aracnofobica &#8211; I ragni e la macchina parte 1</p>
</div>
<h1>I RAGNI E LA MACCHINA</h1>
<h1>I.</h1>
<p>Quando il viaggio di ritorno da un concerto si trasforma in un film horror di serie Z.<br />
Autostrada, 130 km all’ora, un ragno gigante che sbuca sul parabrezza, all’interno della macchina, dal tuo lato ovviamente.<br />
Mica poteva andare a fastidiare qualcun altro?<br />
Tu che urli come un’ossessa, e salti in braccio al tuo ragazzo alla guida facendogli fare un brusco cambio di corsia. Miracolo che non arrivava nessuno sparato da dietro nel frattempo&#8230;<br />
Costringendolo poi ad accostare alla prima piazzola di sosta e armati di torce intraprendendere un&#8217;estenuante spiderquest alla ricerca del ragno scomparso.<br />
Intanto tu in lacrime urli in mezzo all’autostrada e lui cerca di convincerti che il ragno è sceso dallo spavento, dato che sbraiti peggio che l&#8217;intera tifoseria juventina durante il derby.<br />
Infine fare a scambio con la tua migliore amica, mentre sostieni garbatamente &#8220;<strong>COL CA§§O CHE RIMONTO IN MACCHINA, TORNO A PIEDI</strong>&#8221;  &#8211;  a soli 300 km di distanza da casa &#8211; amica che stava seduta sul sedile posteriore assieme al suo ragazzo, aracnofobico pure lui, che dal terrore è rimasto pietrificato e non ha proferito parola.<br />
Finire il resto del viaggio sul sedie di dietro con il tuo compare di sventure aracnofobiche, a controllare ogni angolo e insenatura della macchina con la torcia e gli accendini accesi, mentre il tuo ragazzo vi minaccia di non dare fuoco alla tappezzeria.<br />
<strong>ARACNOFOBIA, IL 6° PASSEGGERO A BORDO.</strong><br />
il 5° era il ragno.</p>
<h1>II.</h1>
<p>Stamani esco di casa e trovo un ragno gargantua sul patio, a lato della porta.<br />
Lo osservo mantenendo la debita distanza di sicurezza e non si muoveva.<br />
Aveva un che di sbilenco, tutto allungato da una parte e tutto rattrappito dall&#8217;altra.<br />
Gli soffio, dalla mia distanza di sicurezza e lui non si muove.<br />
Di schiacciarlo con il piede, non se parlava proprio!<br />
Temevo un furtivo attacco al polpaccio.<br />
Così prendo lo zerbino, con la punta del piede, e lo trascino piano piano fino al ragno.<br />
Sempre dalla mia sacra distanza di sicurezza.<br />
Quasi faccio la spaccata.<br />
Arrivo a toccare il ragno con la punta dello zerbino e il ragno non si muove.<br />
Vai&#8230;fiuh&#8230;è morto!<br />
Telefono a Gabriele “oh mio eroe, mio eroe anti-ragno, hai ucciso tu il ragno che poteva attentare alla mia vita, stamani quando sei uscito per andare al lavoro?”<br />
Lui ovviamente non sapeva di che diavolo stessi parlando.<br />
Concludo che è venuto a suicidarsi di fronte a casa mia, in atto di umile scusa da parte di tutta la sua infida razza.<br />
Ma ovviamente il karma non poteva essere così buono con me.<br />
Per un ragno suicidato di fronte alla soglia di casa, doveva essercene uno vivo e vegeto e ancora più grande sul finestrino della macchina.<br />
Mi guardo intorno in cerca di aiuto.<br />
Faccio un rapido check.<br />
Pizzeria chiusa.<br />
Negozio di abbigliamento chiuso.<br />
Serrande di vicini chiuse.<br />
Passanti pari a zero.<br />
Andrò all&#8217;alimentari!<br />
“SCUUUUUUSA&#8230;non è che mi verresti ad uccidere il mostro?”<br />
Arturo, il padrone, mi accompagna, ridendosela sotto i baffi, io intanto con un minimo di imbarazzo &#8211; ma neppure troppo, ormai ci sono abituata a queste figure del cavolo &#8211; gli spiego che sono aracnofobica.</p>
<p>Arrivati alla macchina gli porgo il mio fazzolettino-anti-ragno, che non manca mai nelle mia borsa e lui mi fa:<br />
&#8220;macchè fazzolettino!!!! col dito!&#8221;<br />
Penso di avere passato tutti i colori dell&#8217;arcobaleno, e anche quelli che non ci sono, compreso il nero, il marrone-melma e il color morte.<br />
Lui stana il ragno con il dito dall&#8217;intersezione tra finestrino e gommina e il ragno cade giù a metà sportello, lui gli dà una manata e questo finisce per terra.<br />
Sull&#8217;asfalto.</p>
<p><strong>GRIGIO SU GRIGIO.<br />
</strong>Mimetismo perfetto! con mio immenso orrore.</p>
<p>io: E ORA?<br />
lui: e ora cosa! se n&#8217;è andato!<br />
io: sì ma non l&#8217;hai ucciso!<br />
lui: sì ma non c&#8217;è più sulla macchina!<br />
io: cosa c’entra? <span><strong>E SE RITORNA</strong></span>?<br />
lui: eh ma mica c&#8217;ha le ali?<br />
io: seeeeee vabbè!</p>
<p>Pensando tra me e me: <strong>COSA NE SAI TU UMANO NON ARACNOFOBICO DELL&#8217;ANATOMIA RAGNESCA NONCHE&#8217; DEI LORO SUPERPOTERI ANTI-VALE?</strong><br />
Così impanicata al massimo salto in macchina, la sposto di 3000 metri, per evitare che il ragno risalga.<br />
Ma starò in ansia almeno per i prossimi 2-3 giorni&#8230;.lo so&#8230;mi conosco.<br />
Devo trovare un vicino fidato ammazza-ragni.<br />
Ecco.<br />
Questo non va bene. <strong>SCARTATO</strong>.<br />
Non ha passato il test da spider-buster.<br />
=_=</p>
<h1>III.</h1>
<p>Devo ancora capire perchè quando c&#8217;è un ragno inuccidibile sulla macchina &#8211; ossia sopra la dimensione formica – Torre del Lago si trasforma automaticamente in una città fantasma.<br />
Non ci sono ca§§i.<br />
Puoi aspettare anche mezzora un passante di fortuna, guardandoti intorno disperata in cerca di aiuto. Ma nessuno passerà mai a salvarti.<br />
Così me ne vado sconsolata all&#8217;alimentari, come la volta scorsa.<br />
Arturo, vedendomi arrivare con la faccia distorta in un ghigno di disperazione e raccapriccio tipo l&#8217;urlo di Munch capisce tutto al volo e mi fa:<br />
&#8220;Via giù, andiamo ad ammazzare il ragno&#8221;.</p>
<p>Giunti alla macchina studiamo un attimo l&#8217;orrenda creatura e concordiamo sul fatto che sia lo stesso ragno che aveva scacciato la volta precedente (e qui si torna al fatto che graziare un ragno non è mai cosa buona e giusta), così gli porgo il fazzolettino-anti-ragno e gli faccio:<br />
&#8220;eh no! questa volta me lo ammazzi! te l&#8217;avevo detto che ritornava!&#8221;<br />
&#8220;mi vuoi trasformare in un assassino di ragni adesso?&#8221;<br />
&#8220;mi pare il mimino, fai il tuo lavoro e non pensiamoci più&#8221;<br />
Alla fine lo uccide, e FINALMENTE, con mio massimo gaudio, vedo il cadavere spiaccicato.<br />
Sta imparando.</p>
<p>Potrei promuoverlo come vicino-ammazza-ragni-ufficiale.<br />
Ci sono ampi margini di miglioramento!</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/02/i-ragni1.jpg"><img class="wp-image-8751 size-full" src="http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/wp-content/uploads/2016/02/i-ragni1.jpg" alt="Diario di una aracnofobica - I ragni e la macchina parte 1" width="554" height="565" /></a>
<p>Diario di una aracnofobica &#8211; I ragni e la macchina parte 1</p>
</div>
<h1>IV.</h1>
<p>Un terrore a 8 meno 6 zampe&#8230;<br />
Stamani esco di casa e mi avvio verso la macchina, parcheggiata vicino all&#8217;ennesima siepe. Noto con orrore che c&#8217;era una ragnatela di quelle professional (ossia niente fili singoli ma proprio di quelle fatte con tutti i crismi del caso) che andava dalla siepe al finestrino posteriore della macchina.<br />
Per la mia ormai comprovata teoria che una ragnatela porta anche ad un ragno, aguzzo la mia super-vista ragnesca e vedo 2 orride zampette che uscivano dall&#8217;intercapedine tra la carrozzeria e il finestrino ad aletta della 206 (quei finestrini che si aprono all&#8217;indietro).<br />
Solitamente sono le 8 zampe che mi terrorizzano, ma ho scoperto che anche vederne solo 2 mi fa sclerare, perchè so che le altre 6 ci sono e sono nascoste, anzi è pure peggio, perchè non so cosa facciano e quali malefici piani stiano tramando.<br />
Con immenso orrore e disgusto per la grandezza del ragno e la sua posizione praticamente INUCCIDIBILE, arretro in preda al panico.<br />
Penso quei 2-3 minuti sul da farsi, ripetendomi come un mantra: non ce la puoi fare da sola, non ce la puoi fare da sola, e infine mi reco da Arturo, l&#8217;omino del negozio accanto.<br />
Quasi in lacrime: &#8220;una catastrofeeee, una disgraziaaaaa, aiutamiiiiiiii!!!!!&#8221;<br />
Lui che ormai conosce la mia fobia mi fa: &#8220;via&#8230;dammi il fazzolettino.&#8221;<br />
Li addestro bene i miei vicini eh?<br />
Andando verso la macchina gli spiego la difficoltà della <strong>SPIDERQUEST</strong> attuale e lui mi rassicura che in qualche modo ce la faremo.<br />
Arrivati alla macchina localizza l&#8217;orrenda creatura, e mi dice: &#8220;bhe in effetti la situazione è complicata. non è che posso entrare in macchina e ucciderlo da dentro?&#8221;<br />
Lo osservo con uno sguardo severo: &#8220;ora&#8230;secondo te io apro i finestrini con quel coso sulla macchina, con il rischio che poi entri e mi giri indisturbato per l&#8217;abitacolo?&#8221;<br />
Capisce che non è cosa da chiedere&#8230;e che il suo proposito è stato bocciato.<br />
Quindi si ingegna in altro modo&#8230;<br />
E con il fazzoletto a cuneo (NON AVREI MAI POTUTO FARCELA DA SOLA!) lo stana dall&#8217;intercapedine. Quello fionda giù per terra rotolando lungo la fiancata dell&#8217;auto a mo&#8217; di pallina e poi atterra sull&#8217;asfalto aprendo le zampette per attutire il colpo. L&#8217;ho detto svariate volte che sono immortali!<br />
E scappa sotto la macchina mentre io urlavo:<strong> &#8220;PESTALO PESTALOOOOOARGHHHHHH!&#8221;</strong><br />
Indecisa sul significato di pestalo.<br />
Picchialo perchè è stato un ragno catttivo.<br />
O spiaccicalo con il piede.<br />
In ogni modo sfrutto quei 3 nanosecondi di libertà dell&#8217;auto dal terrore a 8 zampe, ci salto su tipo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Starsky_%26_Hutch" target="_blank">starsky e hutch</a>, senza aprire lo specchietto, senza mettermi la cintura, ancora con il freno a mano tirato, quasi neppure senza ringraziare, e parto a 1000 sperando che il ragno non sia risalito sull&#8217;auto nel frattempo.<br />
Mica tanto sicura eh?<br />
Paranoia per almeno i prossimi 6-7 giorni.<br />
Comunque Arturo sta diventando uno spiderbuster fidatissimo.<br />
Se non che questa volta ha sbagliato due cose:<br />
1. non ha pestato il ragno, qualunque cosa significasse.<br />
2. mi ha dato una pacca sulla spalla con il fazzolettino ragnoso/ragnateloso.<br />
Deve ancora migliorare.<br />
L&#8217;addestramento ha da proseguire&#8230;</p>
<h1>V.</h1>
<p>Livello di aracnofobia <strong>GRANDIOSO</strong>, livello di figura diM**da <strong>EPICO</strong>..<br />
E la giornata inizia bene direi&#8230; XD<br />
Mi appresto a partire per il lavoro, e come di consueto faccio il mio check-auto giro giro alla macchina, sia Mai che ci sia un ragno e come apro i finestrini me lo trovi dentro mentre guido.<br />
Trovo uno dei miei peggiori nemici, il <strong>RAGNO STELLA MARINA</strong>, che cercava addirittura di mimetizzarsi, perchè era grigio metallico come la 206.<br />
Ora il problema è che gli stella marina di solito sono piccoli, questo invece era enorme e velocissimo e zigzagava per il mio immenso orrore.<br />
Io lo guardo, lui mi guarda.<br />
In tono di sfida.<br />
“<strong>NO NON CE LA FARO&#8217; MAI AD UCCIDERTI</strong>&#8221; penso ad alta voce.<br />
Mi guardo intorno disperata in cerca d&#8217;aiuto.<br />
Il pizzaiolo era chiuso, come di consueto il lunedi.<br />
Si palesa la donnina del negozio di vestiti lì davanti, come un angelo sceso dal cielo.<br />
Io: &#8220;scuuuuusa, ti devo chiedere un favore enorme. Sono aracnofobica abbestia, non è che mi uccideresti un ragno ENORME sulla macchina?&#8221;<br />
E gli porgo titubante un fazzolettino.<br />
Lei mi dice: &#8220;ah si certo, però aspetta un attimo che c&#8217;ho gente, appena sono libera&#8221;<br />
Io mi metto lì e fisso il ragno, seguendo i suoi spostamenti, sperando che nel frattempo esplodesse, si smaterializzasse, o cose del genere.<br />
Maledicendo anche un po&#8217; la tipa:<br />
<strong>CIOE&#8217; IO SONO QUI, IN PERICOLO DI VITA?</strong><br />
<strong> E TU CHE FAI?</strong><br />
<strong> PENSI AI CLIENTI?</strong><br />
<strong> CIOE&#8217;&#8230;NON C&#8217;E&#8217; PIU’ RELIGIONE!</strong><br />
Alla fine arriva, con il suo scottex, si avvicina e fa:<br />
&#8220;Dov&#8217;è?&#8221;<br />
Io lo indico tremando e a debita distanza di sicurezza.<br />
E lei &#8221; sì ma dov&#8217;èèèèèè!&#8221;<br />
Io: &#8220;lììììììì ma non lo vedi? è ENORMEEEEE!!!!!!!!!!!&#8221;<br />
Lasciamo perdere le mille ore di risate successive della tipa quando infine lo vede e le svariate considerazioni sulla sua supposta enormità, perché quello che importa è che alla fine lo uccide.<br />
Aspè lo uccide.<br />
Io non ne sono proprio certa perchè non mi fa vedere il cadavere, e questa cosa un po&#8217; mi indispone.<br />
Ma tutto era sempre meglio che vederlo lì sulla <strong>FIANCATA DELLA MIA MACCHINA, BELLO SPAPARANZATO A STELLA MARINA!</strong><br />
Poi la tipa mi fa: &#8220;ehhh ma che vuoi che sia, andava via anche con il vento se partivi&#8221;.<br />
Con il vento?<br />
Volevo dirle: “ma non lo sai che i ragni sono anti-tutto?<br />
Anti-fazzolettinizzazione.<br />
Anti-ciabattata.<br />
Anti-morte.<br />
Anti-vale.<br />
Figuriamoci se non sono anche anti-vento!”<br />
Tsè&#8230;quanta ignoranza c&#8217;è in giro :snoffs:</p>
<h1>VI.</h1>
<p>Ma secondo la vostra esperienza personale, è sufficiente la combo tergicristalli + acqua per uccidere un ragno?<br />
Sono dubbiosa.<br />
Non lo trovo più.<br />
Voglio vedere il cadavere.<br />
Sono in paranoia adesso.</p>
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