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	<title>Food Blogger Mania &#187; Maria Carolina</title>
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		<title>La torta caprese</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<category><![CDATA[Isola Azzurra]]></category>
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		<description><![CDATA[La torta caprese è una meravigliosa torta fatta di mandorle e cioccolato, senza farina, pertanto completamente gluten free. Ma la cosa più importante è che è talmente buona che le leggende sulla sua origine sono ben due. Maria Carolina d&#8217;Asburgo e la caprese Nel 1700, nella Napoli Borbonica, Maria Carolina d&#8217;Asburgo arriva a Napoli dall&#8217;Austria&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-torta-caprese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/04/Torta-caprese-3ok-1-724x1024.png" alt="La torta caprese<br />
" class="wp-image-14321" /></figure>
<p>La torta caprese è una meravigliosa torta fatta di mandorle e cioccolato, senza farina, pertanto completamente gluten free. Ma la cosa più importante è che è talmente buona che le leggende sulla sua origine sono ben due. </p>
<h4>Maria Carolina d&#8217;Asburgo e la caprese</h4>
<p>Nel 1700, nella Napoli Borbonica, Maria Carolina d&#8217;Asburgo arriva a Napoli dall&#8217;Austria come sposa di Ferdinando IV, il Re Nasone. I due erano già sposati per procura, quando la sedicenne Maria Carolina, vide il Re per la prima volta. E fu un trauma! “Mio marito è ripugnante” scriveva a Vienna e non era solo un discorso fisico, anche caratterialmente erano diversi. La principessa educata secondo i parametri dell&#8217;aristocrazia, era alta, bella, elegante e di gran cultura. Parlava italiano perfettamente, mentre Ferdinando di Borbone, pare che a stento capisse l&#8217;italiano. Era un re, cresciuto nei vicoli con gli scugnizzi e non era abituato al parlare forbito della moglie.</p>
<p>Maria Carolina, un po&#8217; per la giovane età, un po&#8217; per la delusione di un matrimonio così infausto, si abbandonava spesso ai capricci. Così pare che un giorno in preda alla malinconia per la sua Austria, chiese una Sacher. Ma nessuno dei cuochi di corte, tutti di stampo francese, la conosceva. Così, per soddisfare la regina, le chiesero di descrivere il sapore e l’aspetto della torta richiesta. E con il racconto, cercarono di inventarsi una ricetta somigliante. Naturalmente non ci riuscirono, ma questo errore si era trasformato in una torta buonissima che conquistò il gusto di Maria Carolina. La torta fu chiamata caprese, in onore all&#8217;<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Capri">Isola Azzurra</a></strong>, molto amata dalla sovrana.</p>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/04/Torta-caprese-2ok-1-724x1024.png" alt="La torta caprese<br />
" class="wp-image-14322" /></figure>
<h4>Al capone e la caprese</h4>
<p>L&#8217;altra ipotesi sulla nascita della torta caprese, prende vita negli anni  venti del secolo scorso, a Chicago, dove  il ventunenne Al Capone, detto Scarface, comincia a farsi un nome nella malavita mondiale. Fa accordi con la mafia italiana, con quella irlandese e con la politica dell’Illinois. Non è ancora il gangster che sarà, ma mostra già il potenziale. Nel 1920 per rinsaldare degli accordi con la camorra newyorkese, direttamente collegata a quella napoletana, Al Capone manda due dei suoi collaboratori più fidati a Napoli. I due malavitosi, oltre agli affari, si concedono anche delle gite piacevoli accompagnati dai “colleghi” partenopei. Una di queste gite tocca l’isola di Capri e la famosissima pasticceria di Carmine Di Fiore, un cuoco molto importante negli anni ‘20 con un laboratorio all&#8217;avanguardia rispetto ai tempi.</p>
<p>I due vogliono provare una torta del famoso Carmine e chiedono al pasticciere di realizzarla. Di Fiore riconosce subito i clienti come malavitosi e si spaventa moltissimo. Così nel preparare la torta, preso dall&#8217;ansia, dimentica di aggiungere la farina nell&#8217;impasto rovinando la torta di cioccolato e mandorle richiesta. Sempre più preoccupato, non riesce a rivelare ai malavitosi il suo errore e la consegna così. Con sua grande sorpresa, gli scagnozzi di Al Capone, non solo apprezzano tantissimo questa torta che si scioglie in bocca, ma addirittura chiedono la ricetta. Da allora Carmine Di Fiore, cominciò a produrre questa torta, che chiamò caprese in onore alla sua isola.</p>
<p>Quale delle due storie sia quella vera, non lo sappiamo, ma è innegabile la bontà di questa torta che continua a ingolosire le generazioni. Croccante fuori, morbida dentro, davvero una delizia per il palato.</p>
<p>Se amate le torte regionali, provate la <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2013/03/la-pinolata-senese.html">pinolata senese</a></strong>, una bontà straordinaria della città del Palio.</p>
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<div><img style="border-width: 0px;border-style: solid;border-color: #666666" width="150" height="150" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/04/Torta-caprese-1-immagine-in-evidenza-150x150.png" class="attachment-150x150 size-150x150" alt="" /></div>
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<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/wprm_print/14313" target="_blank" rel="nofollow"><span></span> Stampa</a></p>
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<h2>Torta caprese al cioccolato</h2>
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<div><span>Portata </span><span>dolci</span></div>
<div><span>Cucina </span><span>Italiana</span></div>
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<div><span>Chef </span><span>Sabrina Fattorini</span></div>
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<h3>Ingredienti</h3>
<div>
<ul>
<li><span>167</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di uova</span></li>
<li><span>188</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di zucchero semolato</span>&#032;<span>(94 g + 94 g)</span></li>
<li><span>188</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di farina di mandorle</span></li>
<li><span>75</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di olio di oliva</span></li>
<li><span>150 </span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di cioccolato fondente</span></li>
<li><span>9</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di cacao amaro</span></li>
<li><span>9</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di liquore amaretto</span></li>
<li><span>q.b.</span>&#032;<span>di zucchero a velo</span></li>
</ul>
</div>
<div>
<h4>per uno stampo da 22 cm</h4>
<ul>
<li><span>167</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di zucchero</span></li>
<li><span>167</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di burro</span></li>
<li><span>60</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di tuorli</span></li>
<li><span>267</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di polvere di mandorle</span>&#032;<span>(farina di mandorle extra fine)</span></li>
<li><span>33</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di cacao amaro</span></li>
<li><span>140</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di albumi a neve</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>goccia</span>&#032;<span>di aroma di mandorla</span></li>
<li><span>167</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di cioccolato fondente</span></li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h3>Istruzioni</h3>
<div>
<ul>
<li>
<div><span>Montare zucchero e burro accuratamente, finché non si sentono più i granelli di zucchero.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Mescolare la polvere di mandorle al cacao.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Aggiungere i tuorli alla montata di burro e zucchero e poi la polvere di mandorle e cacao.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Fondere il cioccolato fondente, aggiungere l&#039;essenza di mandorla e unire il tutto al composto.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Montare a neve gli albumi e aggiungerli al composto delicatamente con movimenti dal basso verso l&#039;alto.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Versare l&#039;impasto nello stampo imburrato da 22 cm e cuocere a 170°C per  20 minuti.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Far raffreddare e coprire con uno stencil e polverizzare con lo zucchero a velo. Togliere delicatamente lo stencil e servire.</span></div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/04/Torta-caprese-1ok-724x1024.png" alt="La torta caprese" class="wp-image-14323" /></figure>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2024/04/la-torta-caprese.html">La torta caprese</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it">Architettando in cucina</a>.</p>
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		<title>Gattò di patate e cicoria con scamorza affumicata – Potato gateaux with chicory and smoked scamorza</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>crumpets</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Asburgo Lorena]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Carolina]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella]]></category>
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		<description><![CDATA[Scroll down for english version Oggi una rivisitazione del famoso piatto napoletano, il gattò di patate! &#8230;quello classico è con prosciutto e mozzarella e provola e vede le sue origini nel fine &#8216;700 napoletano, quando la regina Maria Carolina d&#8217;Asburgo- Lorena introdusse a corte ma anche in tutta la città il gusto della cucina francese, con tanto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gatto-di-patate-e-cicoria-con-scamorza-affumicata-potato-gateaux-with-chicory-and-smoked-scamorza/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scroll down for english version</em></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://crumpetsandco.files.wordpress.com/2016/11/gattc3b2-patate-cicoria-scamorza5.jpg"><img class="aligncenter wp-image-15344 size-full" src="https://crumpetsandco.files.wordpress.com/2016/11/gattc3b2-patate-cicoria-scamorza5.jpg?w=615" alt="gatto-patate-cicoria-scamorza5" /></a></p>
<p>Oggi una rivisitazione del famoso piatto napoletano, il gattò di patate! &#8230;quello classico è con prosciutto e mozzarella e provola e vede le sue origini nel fine &#8216;700 napoletano, quando la regina Maria Carolina d&#8217;Asburgo- Lorena introdusse a corte ma anche in tutta la città il gusto della cucina francese, con tanto di ricette e nomi in seguito rivisitati. Le croquette divennero crocchè&#8230; il Gateaux divenne quindi Gattò&#8230; ed a me sinceramente piace molto di più come nome!<img src=&#8221;https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72&#215;72/1f609.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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