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	<title>Food Blogger Mania &#187; Marco Gavio</title>
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		<title>Pici alle briciole</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<category><![CDATA[giornata]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo blog ci sono molte ricette di pici,&#160;quelli all&#8217;aglione, e quelli con il ragù di colombaccio, quindi figuriamoci se oggi mi lasciavo scappare l&#8217;occasione di festeggiarli con il Calendario del Cibo Italiano&#160;(26 gennaio, giornata dei Pici e dei Bigoli).&#160; I pici sono un piatto talmente antico che sembra addirittura di epoca Etrusca. Testimonianza di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pici-alle-briciole/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-mqNfHK5jYNA/XhBLE7KaI9I/AAAAAAABBws/1S1GB6ezmuAU9sXU9Ioqc7L67gb_vUiCQCLcBGAsYHQ/s1600/Pici%2Balle%2Bbriciole.png"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-mqNfHK5jYNA/XhBLE7KaI9I/AAAAAAABBws/1S1GB6ezmuAU9sXU9Ioqc7L67gb_vUiCQCLcBGAsYHQ/s640/Pici%2Balle%2Bbriciole.png" width="456" /></a></div>
<p>
<div>In questo blog ci sono molte ricette di <b>pici</b>,&nbsp;<b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.architettandoincucina.it/2019/05/pici-allaglione.html" target="_blank">quelli all&#8217;aglione</a>, </b>e <b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.architettandoincucina.it/2015/03/pici-al-ragu-di-colombaccio-con-il-suo.html" target="_blank">quelli con il ragù di colombaccio</a>, </b>quindi figuriamoci se oggi mi lasciavo scappare l&#8217;occasione di festeggiarli con il <b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.calendariodelciboitaliano.it/" target="_blank">Calendario del Cibo Italiano&nbsp;</a>(26 gennaio, giornata dei Pici e dei Bigoli).&nbsp;</b></div>
<div><b>I pici </b>sono un piatto talmente antico che sembra addirittura di epoca Etrusca. Testimonianza di ciò la troviamo a <b>Tarquinia, </b>nella <b>Tomba dei Leopardi</b> (V secolo a.C.) dove si può ancora vedere, la scena di un banchetto, durante il quale un servo, porta una scodella contenente una pasta lunga ed irregolare, con tutta probabilità, l&#8217;antenata dei pici.&nbsp;</div>
<div>Questo piatto è noto tra Toscana (area sud della provincia di Siena, Maremma, fino al Lazio) e Umbria attraverso la Valdichiana, quindi esattamente il territorio degli Etruschi. Naturalmente varcando vari confini prende nomi molto diversi come lombrichelli o umbricelli, ma non cambia l&#8217;impasto, rigorosamente senza uova e la tecnica, sono cioè lavorati a mano.&nbsp;</div>
<div>Il nome &#8220;pici&#8221; sembra derivare da <b>Marco Gavio Apicio</b> (25 a.C. &#8211; 37 d.C.), uno dei grandi cultori e narratori del cibo di epoca romana, autore del famosissimo<b> &#8220;De coquinaria&#8221;(l&#8217;arte della cucina).</b></div>
<div>Una teoria, lo farebbe derivare, dalla località di <b>San Felice in Picis </b>vicino ad Arezzo, mentre secondo altri, potrebbe derivare dalla <b>riserva di abete bianco di Piancastagnaio (Monte Amiata &#8211; provincia di Siena)</b>&nbsp;che presenta una forma lunga, stretta e bianca (come i pici) ed è chiamato <b>&#8220;Pigelleto&#8221;. </b>Ma in realtà, potrebbe riferirsi a al<b> gesto </b>che si fa con il palmo della mano per formare i pici, detto <b>&#8220;appiciare&#8221;.</b></div>
<div><b><br /></b></div>
<div>&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-MAD-8HywyOo/XhBLE7fwuAI/AAAAAAABBwo/LfEvGbu7PfAEikONLe2qtFpu-qUc2TW0wCLcBGAsYHQ/s1600/Pici.png"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-MAD-8HywyOo/XhBLE7fwuAI/AAAAAAABBwo/LfEvGbu7PfAEikONLe2qtFpu-qUc2TW0wCLcBGAsYHQ/s640/Pici.png" width="456" /></a></div>
<h3>Ingredienti per 4 persone</h3>
<p><b>Per i pici</b>
<ul>
<li>200 g di farina 00 (per una porzione 70 g di farina e 30 g di semola)</li>
<li>100 g di farina di semola rimacinata + altra per la spianatoia</li>
<li>2 cucchiai abbondanti di olio extra vergine di oliva</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>acqua q.b. (di solito un bicchiere, ma da valutare a seconda delle farine)</li>
</ul>
</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-wF3QswXFiKg/XhBQW05-MPI/AAAAAAABBxU/G7xdAHkTF3wuRyI5SW51GS9BK_GH4DrEACLcBGAsYHQ/s1600/L%2527arte%2Bdi%2Bappiciare.png"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-wF3QswXFiKg/XhBQW05-MPI/AAAAAAABBxU/G7xdAHkTF3wuRyI5SW51GS9BK_GH4DrEACLcBGAsYHQ/s640/L%2527arte%2Bdi%2Bappiciare.png" width="456" /></a></div>
<p></div>
<div><b>Preparazione</b><br />In una ciotola o direttamente sulla spianatoia, mescolare le 2 farine e fare la fontana. Versare al centro l&#8217;olio, il sale e l&#8217;acqua poca alla volta. Mescolare con la forchetta, incorporando via via la farina, finché l&#8217;impasto non si compatta.&nbsp;&nbsp;A questo punto lasciare la forchetta ed incominciare ad impastare a mano, energicamente utilizzando il movimento dei polsi. Impastare per una decina di minuti, finché la pasta non diventa una palla liscia, vellutata e morbida. Farla riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola. Trascorso il tempo di riposo, ritagliare dall’impasto un pezzetto, stenderlo con il matterello ad uno spessore di 1 cm circa, poi con un coltello affilato o con una rotella taglia pasta ridurlo a strisce larghe 1 cm. Prenderne una e coprire il resto delle strisce con la pellicola perché non secchino. Formare i pici rotolando la pasta con una mano e tirandola con l’altra, fino a formare una specie di spaghetto dello spessore di un bucatino. Man mano che un picio è formato, rotolarlo nella semola (così non si appiccica agli altri) e metterlo ad asciugare. Non importa che i pici abbiamo tutti la stessa lunghezza e neppure lo stesso diametro in ogni punto, è una pasta fatta a mano e si deve vedere! Quando tutti i pici saranno formati, lasciarli asciugare ed ogni tanto movimentarli per controllare che niente si sia appiccicato.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-cU84BTP1Oas/XhBMKbuF70I/AAAAAAABBw8/bdbGiz2wDzMWgPaTDlNcmW-Nh7BsBP5FwCLcBGAsYHQ/s1600/Pici%2Bcotti.png"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-cU84BTP1Oas/XhBMKbuF70I/AAAAAAABBw8/bdbGiz2wDzMWgPaTDlNcmW-Nh7BsBP5FwCLcBGAsYHQ/s640/Pici%2Bcotti.png" width="456" /></a></div>
<p><b>Per il condimento</b>
<ul>
<li>10 cucchiai di olio extra vergine di oliva</li>
<li>100 g di pane toscano raffermo</li>
<li>2 spicchi d&#8217;aglio</li>
<li>peperoncino (facoltativo)</li>
<li>rosmarino (facoltativo)</li>
<li>prezzemolo (facoltativo)</li>
<li>Pecorino Toscano DOP stagionato</li>
</ul>
</div>
<p><b>Preparazione</b>
<div>Togliere la crosta al pane raffermo e tritare la mollica. Far profumare parte dell’olio in un padellino che dovrà contenere i pici, con uno spicchio d’aglio e rosmarino (eventuale), poi tostarvi le briciole facendo attenzione a non farle bruciare. Metterle da parte. Nella stessa padella, far rosolare l’altro aglio, con il peperoncino e l’olio mancante, facendo attenzione a non farli bruciare. Togliere l’aglio ed il peperoncino. Cuocere i pici, scolarli con il ragno nella padella, un po’ di acqua di cottura e un po’ di pecorino e mantecare. Aggiungere le briciole e servire cosparso di pecorino e con prezzemolo tritato eventuale.</div>
</div>
</div>
</div>
<p><span></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-NGtwPW1pWZg/XhBNbNjVTFI/AAAAAAABBxI/4NCqMihzKygTZ7ejB92fb1TMpDMSFTQIACLcBGAsYHQ/s1600/Pici%2Balle%2Bbriciole%2B1.png"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-NGtwPW1pWZg/XhBNbNjVTFI/AAAAAAABBxI/4NCqMihzKygTZ7ejB92fb1TMpDMSFTQIACLcBGAsYHQ/s640/Pici%2Balle%2Bbriciole%2B1.png" width="456" /></a></div>
<p></div>
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		<title>Letture gustose parte 580</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2018 07:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurys Kitchen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Gavio]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il De re coquinaria è un corpus di ricette in dieci libri attribuiti a Marco Gavio Apicio, grande cultore della tavola raffinata, contemporaneo di Tiberio. In realtà il centone, in base alla lingua in cui è compilato, si può datare &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://auryskitchen.wordpress.com/2018/05/11/letture-gustose-parte-580/">Continua a leggere <span>&#8594;</span></a></p>
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