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	<title>Food Blogger Mania &#187; Gordon Ramsay</title>
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		<title>Gordon Ramsay svolta vegana</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 16:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gordon Ramsay il celebre cuoco pluristellato britannico decide di dare una possibilità alla cucina vegana, le motivazioni rimangono sconosciute. La notizia desta clamore, Ramsey negli anni si è più volte scagliato contro vegani e vegetariani, spesso anche in modo piuttosto deciso e perentorio, nei suoi ristoranti poche o nulle le proposte per vegetariane, per vegani&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gordon-ramsay-svolta-vegana-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gordon Ramsay il celebre cuoco pluristellato britannico decide di dare una possibilità alla <strong>cucina vegana</strong>, le motivazioni rimangono sconosciute.</p>
<p>La notizia desta clamore, Ramsey negli anni si è più volte scagliato contro vegani e vegetariani, spesso anche in modo piuttosto deciso e perentorio, nei suoi ristoranti poche o nulle le proposte per vegetariane, per vegani neanche a parlarne, ora stupisce i suoi follower, oltre sei milioni, annunciando su <strong>Twitter</strong> di essere pronto a offrire un&#8217;opportunità alla cucina vegana.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ifood.it/?attachment_id=419303" rel="attachment wp-att-419303"><img class="alignnone wp-image-419303 size-large" src="http://www.ifood.it/wp-content/uploads/2018/04/ramsey-1160x697.jpg" alt="" width="1160" height="697" /></a></figure>
<p>La notizia lascia a bocca aperta molti, Ramsay è sempre stato un convinto carnivoro, negli anni non sono mancate battute provocatorie, osservazioni pepate contro i vegani e i vegetariani e ora pubblica la foto di una <strong>pizza vegana</strong>, composta da pomodori, pinoli, melanzane grigliate, mais, pesto naturalmente senza formaggio, questa pizza è presente nel menu di uno dei suoi ristoranti londinesi.</p>
<p>Difficile dire se realmente lo chef britannico sia intenzionato a sposare questo genere di alimentazione e per quale motivo o se si tratta di una trovata pubblicitaria per far parlare di se&#8217;, qualcuno pensa che semplicemente si stia adeguando a proporre piatti per tutti, cosa che prima non avveniva nei suoi ristoranti dove veniva ribadita in ogni modo la sua avversione verso vegani/vegetariani.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ifood.it/ramsssi"><img class="aligncenter wp-image-418901 size-large" src="http://www.ifood.it/wp-content/uploads/2018/04/ramsssi-1160x708.jpg" alt="" width="1160" height="708" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ifood.it/?attachment_id=419308" rel="attachment wp-att-419308"><img class="alignnone wp-image-419308 size-large" src="http://www.ifood.it/wp-content/uploads/2018/04/ramsey-2-1160x713.jpeg" alt="" width="1160" height="713" /></a></p>
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		<title>Gordon Ramsay svolta vegana</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 16:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Sarti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gordon Ramsay il celebre cuoco pluristellato britannico decide di dare una possibilità alla cucina vegana, le motivazioni rimangono sconosciute. La notizia desta clamore, Ramsey negli anni si è più volte scagliato contro vegani e vegetariani, spesso anche in modo piuttosto deciso e perentorio, nei suoi ristoranti poche o nulle le proposte per vegetariane, per vegani&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gordon-ramsay-svolta-vegana/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gordon Ramsay il celebre cuoco pluristellato britannico decide di dare una possibilità alla <strong>cucina vegana</strong>, le motivazioni rimangono sconosciute.</p>
<p>La notizia desta clamore, Ramsey negli anni si è più volte scagliato contro vegani e vegetariani, spesso anche in modo piuttosto deciso e perentorio, nei suoi ristoranti poche o nulle le proposte per vegetariane, per vegani neanche a parlarne, ora stupisce i suoi follower, oltre sei milioni, annunciando su <strong>Twitter</strong> di essere pronto a offrire un&#8217;opportunità alla cucina vegana.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ifood.it/?attachment_id=419303" rel="attachment wp-att-419303"><img class="alignnone wp-image-419303 size-large" src="http://www.ifood.it/wp-content/uploads/2018/04/ramsey-1160x697.jpg" alt="" width="1160" height="697" /></a></figure>
<p>La notizia lascia a bocca aperta molti, Ramsay è sempre stato un convinto carnivoro, negli anni non sono mancate battute provocatorie, osservazioni pepate contro i vegani e i vegetariani e ora pubblica la foto di una <strong>pizza vegana</strong>, composta da pomodori, pinoli, melanzane grigliate, mais, pesto naturalmente senza formaggio, questa pizza è presente nel menu di uno dei suoi ristoranti londinesi.</p>
<p>Difficile dire se realmente lo chef britannico sia intenzionato a sposare questo genere di alimentazione e per quale motivo o se si tratta di una trovata pubblicitaria per far parlare di se&#8217;, qualcuno pensa che semplicemente si stia adeguando a proporre piatti per tutti, cosa che prima non avveniva nei suoi ristoranti dove veniva ribadita in ogni modo la sua avversione verso vegani/vegetariani.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ifood.it/ramsssi"><img class="aligncenter wp-image-418901 size-large" src="http://www.ifood.it/wp-content/uploads/2018/04/ramsssi-1160x708.jpg" alt="" width="1160" height="708" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ifood.it/?attachment_id=419308" rel="attachment wp-att-419308"><img class="alignnone wp-image-419308 size-large" src="http://www.ifood.it/wp-content/uploads/2018/04/ramsey-2-1160x713.jpeg" alt="" width="1160" height="713" /></a></p>
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		<title>Pasta e fagioli, profumati e volgari come donne di malaffare</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 16:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>una cuoca pericolosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[LA METAFORA non è mia, la prendo in prestito da chi l&#8217;ha coniata, ma mi è sempre sembrata l&#8217;unica possibile per descrivere la pasta e fagioli. Un piatto povero, che nella versione canonica è falsamente semplice da preparare,  radicato nel profondo di chi ama la tradizione italiana nella sua forma più antica. Un grande classico&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pasta-e-fagioli-profumati-e-volgari-come-donne-di-malaffare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><strong>LA METAFORA</strong></span> non è mia, la prendo in prestito da chi l&#8217;ha coniata, ma mi è sempre sembrata l&#8217;unica possibile per descrivere la <strong>pasta e fagioli.</strong> Un piatto povero, che nella versione canonica è falsamente semplice da preparare,  radicato nel profondo di chi ama la tradizione italiana nella sua forma più antica. Un grande classico dove tutto si gioca sulla qualità degli ingredienti. Io pratico una versione semplificata, senza soffritto e lardo per ragioni di trigliceridi, ma alla fine nemmeno mi dispiace avere un gusto piú leggero.</p>
<p>Non c&#8217;è niente di più  confortante della pasta e fagioli quando fa freddo e magari capita che la neve batta le nocche sulle finestre.</p>
<p>Nell&#8217;occasione, ho pensato a una massima di <strong>Gordon Ramsay</strong> che suggerisce, quando si &#8216;gioca&#8217; in cucina, di aggiungere una mossa, un twist, ai grandi classici per renderli più personali. Io sono anni luce dalle sue capacità, quando rivisita i classici chef Ramsay inventa l&#8217;indimenticabile, ma ho voluto provare e a questa mia personale versione della pasta e fagioli, profumata e volgare come donne di malaffare, ho aggiunto  qualcosa di antico nel sapore e un po&#8217; nobile nel lignaggio: la noce moscata.</p>
<p>Il risultato? Della serie &#8216;intrigante, da ripetere’.</p>
<p>Le foto, come sempre, non rendono giustizia al gusto. E no, nonostante le apparenze, non ho irrorato il piatto con l’olio <img src=&#8221;https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72&#215;72/1f642.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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		<title>#LoChefConsiglia14</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Dec 2017 11:32:14 +0000</pubDate>
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		<title>#LoChefConsiglia13</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Dec 2017 11:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurys Kitchen</dc:creator>
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		<title>#LoChefConsiglia12</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 11:29:34 +0000</pubDate>
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		<title>#LoChefConsiglia11</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 11:38:12 +0000</pubDate>
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		<title>#LoChefConsiglia10</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 11:36:39 +0000</pubDate>
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		<title>#LoChefConsiglia9</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 11:35:11 +0000</pubDate>
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		<title>#LoChefConsiglia8</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 11:32:46 +0000</pubDate>
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		<title>La trippa orobica che piace anche a Gordon Ramsay</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 09:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gordon Ramsay di Laura Ceresoli (tratto da&#160;Affari di gola) È una delle zuppe più tipiche e succulente della tradizione orobica. In brodo, in umido, con una spolverata di parmigiano o accompagnata da una fetta di polenta, la trippa è un gustoso misto di frattaglie, verdure e spezie che di recente sta tornando in voga sulle&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-trippa-orobica-che-piace-anche-a-gordon-ramsay/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-B7iK0DJ1qJA/Wf2NG9EMkFI/AAAAAAAAXFo/jPkSaC1tEjsCdEo3cCwFVK8wbQ6USFcngCLcBGAs/s1600/2.jpg"><img border="0" height="180" src="https://3.bp.blogspot.com/-B7iK0DJ1qJA/Wf2NG9EMkFI/AAAAAAAAXFo/jPkSaC1tEjsCdEo3cCwFVK8wbQ6USFcngCLcBGAs/s320/2.jpg" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Gordon Ramsay</b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div><b>di Laura Ceresoli</b></div>
<div>(tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.larassegna.it/2016/12/16/sulle-tracce-della-trippa/">Affari di gola</a>)</div>
<div></div>
<div>È una delle zuppe più tipiche e succulente della tradizione orobica. In brodo, in umido, con una spolverata di parmigiano o accompagnata da una fetta di polenta, la trippa è un gustoso misto di frattaglie, verdure e spezie che di recente sta tornando in voga sulle tavole di molti ristoranti. Piatto unico per eccellenza fin dai primi del Novecento, questa pietanza nel corso degli anni ha vissuto alterne fortune. Già, perché l’idea di mettere sotto i denti le viscere di un bovino di certo non piace a tutti. Se da un lato le vecchie generazioni non hanno mai smesso di apprezzarla, dall’altro c’è anche una folta schiera di giovani pronti a storcere il naso appena ne sentono pronunciare il nome.&nbsp;</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-Hdw7vPeFGXU/Wf2LPbYMEAI/AAAAAAAAXFQ/yjoqpVhFvOIDhGw-TN6ElmmuXi3BumqHACLcBGAs/s1600/IMG_8247.JPG"><img border="0" height="200" src="https://3.bp.blogspot.com/-Hdw7vPeFGXU/Wf2LPbYMEAI/AAAAAAAAXFQ/yjoqpVhFvOIDhGw-TN6ElmmuXi3BumqHACLcBGAs/s200/IMG_8247.JPG" width="150" /></a>Eppure, superato lo scetticismo iniziale, anche i più schizzinosi dopo il primo cucchiaio si convertono irreversibilmente al gusto tondo e confortante della trippa. Negli anni del boom economico questa minestra del quinto quarto è stata accantonata dai ristoratori orobici che la ritenevano troppo povera e di non facile preparazione nell’era frenetica del benessere. Da qualche tempo, però, la trippa è tornata timidamente a farsi viva, soprattutto in quei locali che hanno scelto di rispolverare le radici attraverso i piatti tipici della tradizione. Osterie valligiane, trattorie di città ma anche ristoranti stellati la propongono sempre più spesso, nel menù del giorno o da asporto, nei periodi più freddi dell’anno. Persino rinomati chef internazionali, come il britannico <b>Gordon Ramsay</b> e il suo omologo in “Cucine da incubo” <b>Antonino Cannavacciuolo</b> stanno cavalcando la crociata della trippa servita nelle sue molteplici varianti, da un ruspante panino fino a una più raffinata trippa di agnello con tempura di gamberi rossi. E così da piatto nazional-popolare di sagre e feste di paese, questa specialità d’altri tempi si è tramutata in un piatto intrigante, che mette d’accordo tutti, o quasi.</div>
<p><b><br /></b><b>LA TRADIZIONE</b>
<div>All’inizio del Novecento erano soprattutto gli uomini che frequentavano le osterie di paese con cucina casalinga a richiedere la trippa. Nelle trattorie della Bergamasca erano ammessi solo clienti maschi e sposati che, dopo le nozze, erano soliti fare un salto al ristorante per ricevere una sorta di investitura assaggiando un cucchiaio di trippa. Le donne invece in osteria entravano soltanto per riempire la pentola e portare a casa il cibo. Ancora oggi in tante case e ristoranti dell’alta Valle Brembana, la vigilia di Santa Lucia equivale al pentolone di trippa, la cosiddetta büsèca, che bolle sul fuoco dal primo pomeriggio. All’agriturismo Ferdy di Lenna, per esempio, questa specialità non manca mai in inverno. La preparano tagliata a pezzetti con piedino di vitello disossato, fagioli bianchi e pomodoro fresco. Può essere servita come minestra oppure come secondo piatto, accompagnata da un contorno di polenta bergamasca.</div>
<p><b><br /></b><b>O SI AMA O SI ODIA</b><br />
<table cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-XfgGuaQGFk4/Wf2MF1XGRdI/AAAAAAAAXFY/gGA_Hv9cJp8y2NJcBgy11CjFFLNa-b0ogCLcBGAs/s1600/ol-giop%25C3%25AC-e-la-marg%25C3%25AC.jpg"><img border="0" height="211" src="https://1.bp.blogspot.com/-XfgGuaQGFk4/Wf2MF1XGRdI/AAAAAAAAXFY/gGA_Hv9cJp8y2NJcBgy11CjFFLNa-b0ogCLcBGAs/s320/ol-giop%25C3%25AC-e-la-marg%25C3%25AC.jpg" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Ol Giopì e la Margì&nbsp;</b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div>La trippa è una zuppa di verdure miste e frattaglie costituite dall’apparato digerente dei bovini, fra l’esofago e lo stomaco. Per questa ragione la sola descrizione la rende assai poco appetibile ed anche l’autorevolezza di molte buone forchette fatica a convincere ad un assaggio i più restii. Come spiega Alioscha Foglieni, co-titolare del ristorante <b>Ol Giopì e la Margì </b>di via Borgo Palazzo a Bergamo: «Noi serviamo la trippa da oltre vent’anni. Non la toglieremo mai dal menù perché amiamo valorizzare le tipicità bergamasche e la trippa fa parte dei sapori tradizionali della nostra cultura. La prepariamo con sedano, carote, cipolla, pomodoro, patate e fagioli. Per farla conoscere anche ai più scettici abbiamo pensato di proporla come antipasto all’interno di una selezione di cinque assaggini misti del nostro territorio. Così molti clienti dopo averla provata ne rimangono colpiti e ci chiedono di averla come piatto di portata. Anche i turisti la provano e la apprezzano».</div>
<p><b>BERGAMASCA, MA NON SOLO</b><br />
<table cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-0A_W2IfxZac/Wf2MZRjodjI/AAAAAAAAXFc/03eb-c-xxl8q-eA__C8S7Q8dCaplsrz1gCLcBGAs/s1600/La%2BCiotola.jpg"><img border="0" height="200" src="https://2.bp.blogspot.com/-0A_W2IfxZac/Wf2MZRjodjI/AAAAAAAAXFc/03eb-c-xxl8q-eA__C8S7Q8dCaplsrz1gCLcBGAs/s200/La%2BCiotola.jpg" width="133" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Ferdinando Testa</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div>Veneta, romana, toscana o genovese, quasi ogni regione e provincia ha la sua ricetta per la trippa. Si va dalla trippa di Brescia in brodo di verdure alla “busecca” alla milanese, passando attraverso la trippa calabrese “ara carvunara”, solo per citarne alcune. Paninozzi croccanti con lampredotto o fette di pane sciocco e trippa solleticavano i palati dei fiorentini già ai tempi di Lorenzo de’ Medici. In provincia di Torino c’è persino la Confraternita della trippa che vanta origini trecentesche. La versione originale della trippa alla Bergamasca è in brodo. Tuttavia ogni cuoco ha la sua ricetta.</div>
<div>«Per una trippa perfetta – spiega Ferdinando Testa, titolare con la sorella Antonella del ristorante La Ciotola di viale Papa Giovanni – consiglio di utilizzare interiora di qualità e un mix di verdure di stagione e spezie. La cottura dev’essere lunga e lenta: servono circa tre ore. In generale più la trippa cuoce e meglio è. I nostri nonni dicevano che il giorno dopo è ancora più buona».</div>
<p><b>UN GUSTO INTERNAZIONALE</b>
<div>In antichità i greci cucinavano la trippa alla brace, i romani invece la utilizzavano per preparare salsicce. Ma anche oggi questa pietanza è presente nelle cucine tradizionali di tutto il mondo. Al nord della Francia, in Normandia, si fanno la Tripes à la mode de Caen o la Tripes en brochette de la Ferté-Macé mentre al sud c’è il Pieds et paquets, una gustosa specialità marsigliese. La trippa si trova anche in Romania, sia in umido (Chkémbè tchorba) che in brodo (Ciorba de burta), e in Medio Oriente (İşkembe). C’è poi il ristoratore bergamasco Venanzio Poloni che è riuscito a portare la trippa alla bergamasca fino a Medjugorie: apprezzatissima dai pellegrini, è diventata una delle pietanze di punta del suo Hotel Stella Maris insieme al capù di verze. Anche Ferdinando Testa conferma la propensione degli stranieri per questo piatto tipico: «Per molti anni la trippa era scomparsa dal nostro menù – evidenzia -. Il nostro è un locale di grande passaggio turistico e ci si era convinti che un piatto così non avrebbe funzionato. Di solito era più ricercato nelle trattorie tipiche bergamasche. Tuttavia da un anno a questa parte abbiamo deciso di rivoluzionare il nostro menù andando alla scoperta delle pietanze della tradizione, trippa compresa. È stato un successo – rivela -. A ordinarla sono soprattutto i clienti dai cinquant’anni in su che vanno alla ricerca dei sapori della loro infanzia, mentre i giovani restano molto scettici. La trippa è molto amata anche dagli stranieri, soprattutto da chi proviene dai Paesi nordici, inglesi ma anche dai francesi, che in fatto di zuppe la sanno lunga».</div>
<p><b>IN CUCINA</b>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-U14HNccnCjQ/Wf2OB8Gy3MI/AAAAAAAAXF0/TP--LrLcN-0E6xbAAK5saZhGtw30u-WKACLcBGAs/s1600/IMG_8244.JPG"><img border="0" height="200" src="https://4.bp.blogspot.com/-U14HNccnCjQ/Wf2OB8Gy3MI/AAAAAAAAXF0/TP--LrLcN-0E6xbAAK5saZhGtw30u-WKACLcBGAs/s200/IMG_8244.JPG" width="150" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-VX2IUfoUVQU/Wf2N4n22LZI/AAAAAAAAXFw/ctwhjDXwQdADgiYIHbJik6YlhCSuHKeDACLcBGAs/s1600/IMG_8241.JPG"><img border="0" height="200" src="https://4.bp.blogspot.com/-VX2IUfoUVQU/Wf2N4n22LZI/AAAAAAAAXFw/ctwhjDXwQdADgiYIHbJik6YlhCSuHKeDACLcBGAs/s200/IMG_8241.JPG" width="150" /></a>Ai fornelli ogni chef ha il suo stile nel preparare la trippa. Celebre è per esempio il foiolo del ristorante Lio Pellegrini di via San Tomaso accompagnato da una fetta di polenta grigliata. Rispetto ad altre preparazioni tradizionali, la ricetta di Giuliano Pellegrini è più leggera. Per iniziare niente aglio, pancetta o lardo ma solo olio d’oliva e due piccole cipolle anziché il mezzo chilo di un tempo. Anche la cottura cambia: due ore anziché quattro. Vincenzina Salvi, cuoca dell’albergo Centrale di Fino del Monte punta invece sul gusto delle verdure e degli aromi. Per quanto riguarda la carne, oltre allo stomaco della mucca, la cuoca mette il ginocchio di maiale per dare più sapore: «Una buona trippa dev’essere fresca. La carne va fatta bollire bene con una spruzzata di acqua e aceto. Poi metto in pentola a freddo tutti gli ingredienti. Con gli ortaggi di stagione e le erbe ci si può sbizzarrire. Personalmente metto di tutto tranne i piselli o le carote perché sono troppo dolci. Nella mia trippa c’è anche il ginocchio di maiale, un’aggiunta che nella ricetta originale non è prevista. Infine metto la passata di pomodoro, salvia, rosmarino, prezzemolo e alla fine regolo con il sale, ma senza esagerare perché più la zuppa bolle più diventa saporita. A tavola c’è chi la aggiusta la trippa con il pepe, il peperoncino, i crostini di pane o il parmigiano. Io consiglio di consumarla al naturale, senza formaggio perché rende la trippa più acida falsandone il sapore».</div>
<p><b><br /></b><b>IL PIATTO DEL GIORNO</b><br />
<table cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-vsDBF7iP3Ec/Wf2OXPIGiLI/AAAAAAAAXF4/iP-PFNboZLALPYrwT3dCkhb6HTWIRFNqwCLcBGAs/s1600/Susi%2BAssolari%2Be%2BWalter%2BBrembilla.jpg"><img border="0" height="240" src="https://3.bp.blogspot.com/-vsDBF7iP3Ec/Wf2OXPIGiLI/AAAAAAAAXF4/iP-PFNboZLALPYrwT3dCkhb6HTWIRFNqwCLcBGAs/s320/Susi%2BAssolari%2Be%2BWalter%2BBrembilla.jpg" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Susi Assolari e Walter Brembilla</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div>Per lo chef Walter Brembilla della trattoria “Come una volta” di Desenzano Albino preparare la trippa per i clienti è una gioia, come conferma la titolare Susi Assolari: «Da sei anni a questa parte abbiamo scelto ottobre come il mese della trippa. È un piatto molto particolare, non piace a tutti, quindi non lo teniamo nel menù tutto l’anno ma solo per un periodo limitato, sia a tavola che da asporto, in concomitanza con la festa della Beata Vergine del Miracolo della Gamba. Quando c’è, però, la ordinano in molti. Grazie al passaparola arrivano da noi parecchi clienti soltanto per assaggiare la trippa. Se qualcuno ce lo chiede con anticipo al momento della prenotazione, gli possiamo preparare la trippa su richiesta. Il nostro chef adora cucinarla anche se il procedimento è lento e lungo». All’albergo Centrale di Fino del Monte la trippa non manca mai, nemmeno nei mesi caldi: «Preparo trippa in umido tutti i giorni, estate e inverno – conferma la cuoca Vincenzina Salvi –. Qui da noi è sempre disponibile nel buffet e la si può mangiare a volontà. Piace moltissimo».</div>
<p><b>FRESCA O PRECOTTA</b>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-GLtutyIsB0Y/Wf2Oj-VP3mI/AAAAAAAAXGE/KzYZwsZRwksOSqBBO2NsY3PAtVomWEP8wCLcBGAs/s1600/IMG_8249.JPG"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-GLtutyIsB0Y/Wf2Oj-VP3mI/AAAAAAAAXGE/KzYZwsZRwksOSqBBO2NsY3PAtVomWEP8wCLcBGAs/s320/IMG_8249.JPG" width="240" /></a></div>
<div>In lattine, tetrapak o bustone surgelate, tra gli scaffali del supermercato o nel banco frigo spuntano parecchie confezioni di trippa adatte a chi non ha tempo di mettersi ai fornelli. Bastano pochi minuti al microonde per ottenere una zuppa fumante come al ristorante. Metodi culinari rapidi che tuttavia piacciono poco a Fabio Magri, titolare della macelleria Magri di Chiuduno: «C’è stato un momento storico in Italia in cui abbiamo perso la tradizione delle nostre nonne e abbiamo optato per una cucina veloce. Si è progressivamente affermato un predominio della tecnologia alimentare di stampo industriale sui metodi più tradizionali. Per molti cucinare è diventato soprattutto l’atto di scaldare qualcosa di già pronto e surgelato. Con il cibo in scatola è un altro pianeta, ci sono troppi conservanti. Per fortuna da qualche tempo la gente sta ritornando alle radici, prestando più attenzione agli ingredienti sani».</div>
<p><b>I NOMI E LE PREPARAZIONI</b></p>
<p><b>BUSECCA</b>: dal tedesco Butze, è il nome lombardo, perlopiù milanese, usato anche in Bergamasca. Prevede l’utilizzo di tutti i tagli dei prestomaci, dello stomaco e perfino della prima parte dell’intestino (quello che i romani chiamano pajata).</p>
<p><b>CUFFIA</b>: altro nome del reticolo, di forma globosa.</p>
<p><b>FOIOLO</b>: (detto anche millefoglie o libro) identifica l’omaso, ovvero la parte che molti ritengono la migliore sia in cottura sia per il gusto delicato. I piatti che ne prevedono l’utilizzo esclusivo ne prendono il nome.</p>
<p><b>LAMPREDOTTO</b>: nome fiorentino della trippa ricavata dall’abomaso, ovvero lo stomaco. È un tipico cibo da strada, ideale per farcire panini. Prende il nome dalla lampreda, un’anguilla primordiale di cui ricorda la forma e il colore.</p>
<p><b>RICCIA</b>: è il nome più diffuso della trippa ricavata dalla parte più pregiata dell’abomaso (detto anche gala). È caratterizzata dalla presenza di creste violacee che conferiscono alla trippa un sapore più intenso.</p>
<p><b>Qualche indirizzo dove gustarla in Bergamasca:</b><br />In città: La Ciotola (viale Papa Giovanni) – tutto l’anno; Ol Giopì e la Margì (via Borgo Palazzo) – tutto l’anno; Trattoria Lozza (via Madonna del Bosco) – da ottobre a febbraio.</p>
<p>In provincia: Trattoria Moro da Gigi (Desenzano di Albino) – da ottobre a maggio nel menù del giorno e da asporto; Trattoria Come una volta (Desenzano di Albino) – nel mese di ottobre in occasione della festa della Madonna della Gamba e su prenotazione durante l’anno; Hosteria del Vapore (Carobbio degli Angeli) – piatto del giorno da settembre a marzo; Antica Locanda (Clusone) – una volta al mese come piatto del giorno; Albergo Centrale (Fino del Monte) – tutti i giorni dell’anno; agriturismo Ferdy (Lenna) – nei periodi freddi e in occasione di Santa Lucia; Al Platano da Gira (Foresto Sparso) – piatto del giorno nei periodi più freddi dell’anno; Polisena “L’altro agriturismo” (Pontida) – nel menù autunnale; Albergo ristorante Da Gianni (Zogno) – serate a tema nel mese di novembre.</p>
<p>Le sagre: Festa della trippa di San Pellegrino (Santa Croce) – settembre; Sagra del Casoncello d’autunno a Strozza, con sfida tra casoncello, trippa e pizzoccheri – metà ottobre.</p>
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		<title>Un perfetto uovo alla Gordon Ramsay</title>
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		<pubDate>Sun, 21 May 2017 09:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>una cuoca pericolosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[QUALCUNO mi ha già fatto notare che con questo Gordon sto cominciando a stressate tutti, ma io la mia dichiarazione di intenti l&#8217;ho fatta a gennaio: quest&#8217;anno sto con chef Ramsay per vedere se miglioro almeno un po&#8217; e se il topastro di Ratatouille ha ragione ed è vero che tutti possono imparare a cucinare.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/un-perfetto-uovo-alla-gordon-ramsay/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span>QUALCUNO</span></strong> mi ha già fatto notare che con questo Gordon sto cominciando a stressate tutti, ma io la mia dichiarazione di intenti l&#8217;ho fatta a gennaio: quest&#8217;anno sto con chef <b>Ramsay</b> per vedere se miglioro almeno un po&#8217; e se il topastro di Ratatouille ha ragione ed è vero che tutti possono imparare a cucinare. Quindi, tornando a <b>Gordon</b>, ho scoperto che fare un uovo in camicia, un <i>poached egg</i> per la precisione, non è quella scemenza tecnica che si potrebbe pensare.</p>
<p>Delle molte alchimie che ho sperimentato e ammirato in cucina, la preparazione è una di quelle che mi ha colpito di più perché avviene in pochi minuti e sembra veramente la realizzazione di una pozione magica. Seguendo gli insegnamenti di chef Ramsay per fare un uovo in camicia sono necessari una casseruola dai bordi molto alti, io per non sbagliare ho usato lo wok, uova freschissime, mia madre Dio la benedica ha le sue galline che razzolano nel recinto e dormono &#8216;a pollaio&#8217;, e un cucchiaio di aceto di mele o quello del sushi che sono meno intensi nel sapore e nell&#8217;aroma di quello di vino.</p>
<p><strong><span>PER PRIMA</span></strong> cosa l&#8217;acqua. Deve essere molto calda, ma non deve bollire altrimenti il movimento impedirà di vedere bene cosa si sta facendo. Prima di &#8216;buttare&#8217; l&#8217;uovo, bisogna creare un vortice nell&#8217;acqua girando con un mestolo dal manico lungo così da creare un tempo più lungo dove poi faremo scivolare l&#8217;uovo che, per avere una bella camicia, deve essere il più fresco possibile. Un aiuto alla coagulazione dell&#8217;albume viene dall&#8217;aggiunta di un cucchiaio raso di aceto. Non chiedetemi perché, non lo so, ma Ramsay lo dà come suggerimento e io gli credo. Dunque, quando iniziano a formarsi le bollicine, quelle piccole piccole che annunciano l&#8217;ebollizione, è il momento di far scivolare l&#8217;uovo. Che, per praticità e miglior risultato, deve essere aperto e sgusciato dentro una tazza o una piccola scodella e fatto scivolare dentro il vortice. Si continua poi a girare l&#8217;acqua e si aspetta che l&#8217;uovo si vesta della camicia.</p>
<p>Non è una magia? I miei primi due tentativi sono andati abbastanza male, ma il terzo è stato un successone. La foto, come sempre, non rende giustizia, ma per cottura e sapore sono stata fiera del mio <i>poached</i> <i>egg</i>, che vi mostro nella mia porcellana giapponese preferita. Le uova in camicia sono perfette per alcune zuppe giapponesi. Ma questo è un altro post <img src=&#8221;https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72&#215;72/1f642.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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		<title>Torta di mele speziata di Gordon Ramsay</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Apr 2017 12:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blueberry Muffin Bakery</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cannella, zenzero, chiodi di garofano e noce moscata.. aggiungete le mele.. e sentirete tutto il sapore e il profumo del Natale! tortascritta Adoro le torte di mele, quelle alte &#8211; morbide &#8211; &#8220;melose&#8221;, ovvero più mele e meno impasto! Sono le mie preferite e quelle che cucino più spesso.. ma ancora non avevo provato la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-di-mele-speziata-di-gordon-ramsay/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cannella, zenzero, chiodi di garofano e noce moscata.. aggiungete le mele.. e sentirete tutto il sapore e il profumo del Natale!</p>
<p>tortascritta</p>
<p>Adoro le torte di mele, quelle alte &#8211; morbide &#8211; &#8220;melose&#8221;, ovvero più mele e meno impasto! Sono le mie preferite e quelle che cucino più spesso.. ma ancora non avevo provato la versione spicy .. e devo dire che è una bontà!<br />
Ho trovato la ricetta sfogliando il libro di Gordon Ramsay &#8220;Un Sano Appetito&#8221; qualche mese fa e mi sono ripromessa di farla non appena sarebbe capitata l&#8217;occasione.. ed eccoci qui.. mele e spezie durante il periodo natalizio è un connubio perfetto!!</p>
<p>1 kg di mele (per me Golden Delicius)2 mele rosse (per me Royal Gala)<br />
50 g di zucchero<br />
30 g di burro<br />
il succo di 1 limone<br />
225 g di farina integrale175 g di zucchero di canna<br />
1 uovo grande</p>
<p>50 ml di olio di oliva<br />
1 cucchiaino e 1/2 di lievito<br />
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio<br />
1/4 di cucchiaino di sale<br />
1 cucchiaino di cannella in polvere<br />
1 cucchiaino di zenzero in polvere<br />
1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata<br />
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere<br />
2 cucchiai di marmellata di albicocche per lucidare<br />
1-2 cucchiai di acqua</p>
<p>Iniziate a preparare le mele, quelle da 1 kg, pelandole e tagliandole a cubetti. Metterle in una pentola e cuocerle a fuoco vivo per 1o minuti circa, aggiungendo il burro e lo zucchero. Una volta cotte e ridotte a purea, togliere dal fuoco e lasciar raffreddare. Come vedete dalla lista degli ingredienti, io ho saltato questo passaggio per farne una versione più leggera. Ho semplicemente preso le mele, sbucciate e grattugiate,irrorandole con il succo di limone per non farle annerire.</p>
<p>Mescolate la farina integrala in una ciotola con il lievito, il bicarbonato, il sale, lo zucchero e le varie spezie. Unite poi l&#8217;uovo sbattuto, l&#8217;olio, le mele e amalgamate bene.<br />
Preparate uno stampo imburrato e infarinato (o come me con della carta da forno bagnata e ben strizzata) e versate il composto, livellatelo e cuocete a 170° per 30 minuti.</p>
<p>Nel frattempo pelate ed eliminate il torsolo alle mele rosse e affettatele sottilmente. Mettetele da parte in un&#8217;altra ciotola e irroratele con il succo di limone.</p>
<p>Passati 30 minuti, togliete la torta dal forno e disponete velocemente le fettine di mela sulla torta e versare sopra ancora un po&#8217; del succo di limone rimasto.<br />
Rimettete la torta in forno per altri 30 minuti (fate la stecchino sempre!!)<br />
Togliete la torta dal forno e fatela intiepidire prima di toglierla dallo stampo.</p>
<p>fettascritta</p>
<p>Eventualmente potete scaldare la marmellata di albicocche con l&#8217;acqua e spennellare la superficie del dolce, io non l&#8217;ho fatto ed era lo stesso buonissima.. molto umida.. morbida e spicy!!</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.blueberrymuffinbakery.it/ricette/dolci/torta-mele-speziata-gordon-ramsay/">Torta di mele speziata di Gordon Ramsay</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.blueberrymuffinbakery.it">Blueberry Muffin Bakery</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un anno insieme a Gordon Ramsay</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 13:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>una cuoca pericolosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[QUESTO 2017 non si è avviato molto meglio di quanto il 2016 si fosse concluso &#8211; la sciagura all&#8217;Hotel Rigopiano e i primi provvedimenti del presidente Trump mi sembrano sufficienti a chiarire il concetto &#8211; ma il pessimismo della ragione non mi ha mai portato lontano quindi ho deciso di utilizzare l&#8217;ottimismo della volontà per&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/un-anno-insieme-a-gordon-ramsay/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><b>QUESTO </b></span>2017 non si è avviato molto meglio di quanto il 2016 si fosse concluso &#8211; la sciagura all&#8217;Hotel Rigopiano e i primi provvedimenti del presidente Trump mi sembrano sufficienti a chiarire il concetto &#8211; ma il pessimismo della ragione non mi ha mai portato lontano quindi ho deciso di utilizzare l&#8217;ottimismo della volontà per mettere una nota positiva in questo debutto scoraggiante. Ho deciso di tornare a scuola. Non sui banchi &#8211; le lezioni obbligatorie per l&#8217;aggiornamento professionale sono già abbastanza &#8211; ma in cucina. Copiando le modalità di un film delicato e delizioso, &#8220;Julie &amp; Julia &#8220;, dove una delle protagoniste, Amy Adams, passa un anno riproducendo le ricette (e postando i risultati dei suoi sforzi) che l&#8217;altra protagonista, la grande cuoca interpretata da Meryl Streep, ha elaborato durante la sua formazione culinaria in Francia e da cui ha tratto un libro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1395" src="https://unacuocapericolosa.files.wordpress.com/2017/02/img_1767.jpg?w=611" alt="img_1767" /></p>
<p>Avendo io molto meno tempo libero a disposizione della blogger interpretata da <b>Amy Adams</b> e anche un progetto meno ambizioso del suo (una ricetta al giorno per 365 giorni) ho optato per un maestro più nelle mie corde rispetto alla monumentale <b>Julia Child</b>.<br />
Gordon Ramsay, fra i numerosi libri realizzati, qualche anno fa ne ha pubblicato uno che sembra fatto per me, visto che propone una guida alla cucina capace di migliorare le tecniche di chi ancora non domina la materia gastronomica e affinare quelle di chi, invece, a padelle e abbattitori dà del tu. In pratica, è come andare a scuola di cucina.</p>
<p>Il mio anno nuovo comincia oggi (ieri era il mio compleanno!) e per i prossimi 365 giorni starò in compagnia di chef <b>Gordon Ramsay</b> riproducendo i piatti e i menù che propone nel suo libro &#8220;Ultimate cookery course&#8221; e poi vi racconterò come è andata.<br />
Se altri argomenti o piatti da scoprire  incroceranno il mio cammino vi racconterò anche quelli, è ovvio, ma la mia scelta per questo anno è seguire un percorso di crescita a partire dagli insegnamenti di un grande dei fornelli. Quando tutto sembra volgersi all&#8217;oscurità, aprire la mente con nuove conoscenze aiuta. Se poi sono conoscenze che regalano bontà, tanto meglio.<br />
Un lungo viaggio in compagnia di uno chef come Gordon Ramsay mi sembra un&#8217;esperienza che vale la pena intraprendere e anche se gli esiti sono incerti, sarà divertente vedere dove riuscirò ad arrivare, con la speranza che, alla fine, sarò una persona migliore.<br />
E, magari, anche una cuoca migliore.</p>
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		<title>Madeleines al limone e semi di papavero: la ricetta di Gordon Ramsay</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 11:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lili Madeleine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
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		<category><![CDATA[Gordon Ramsay]]></category>
		<category><![CDATA[Lili Madeleine]]></category>
		<category><![CDATA[limone]]></category>
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		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Volete dirmi che al mondo esiste una ricetta delle madeleines  al limone di Gordon Ramsay e io me l&#8217;ero persa? Volete dirmi che nessuno, men che meno lui, ha pensato di avvisarmi della faccenda? Son tempi bui&#8230; Gordon, ma non ti ricordi che io ti ho intervistato in Sardegna mentre tu, bianco splendente quasi abbagliante nella&#8230;&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/madeleines-al-limone-e-semi-di-papavero-la-ricetta-di-gordon-ramsay/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volete dirmi che al mondo esiste una ricetta delle madeleines  al limone di Gordon Ramsay e io me l&#8217;ero persa? Volete dirmi che nessuno, men che meno lui, ha pensato di avvisarmi della faccenda? Son tempi bui&#8230; Gordon, ma non ti ricordi che io ti ho intervistato in Sardegna mentre tu, bianco splendente quasi abbagliante nella&#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://lilimadeleine.com/2016/12/16/madeleines-al-limone-ricetta-gordon-ramsay/">Continue reading &#8594;</a></p>
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		<title>Beef Wellington di Gordon Ramsay</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2016 17:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Greta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Beef Wellington]]></category>
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		<category><![CDATA[filetto]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[Gordon Ramsay]]></category>
		<category><![CDATA[padella]]></category>
		<category><![CDATA[prosciutto]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sapevate che Gordon Ramsay prima di diventare cuoco era un calciatore? Posso anche darmi all&#8217;ippica senza rinunciare alla mia carriera da cuoca! Dai, c&#8217;è speranza per tutti! La ricetta di questo filetto è del sopracitato Gordon, e mi sembra un&#8217;ottimo spunto per il menù delle imminenti festività! Beef Wellington di Gordon Ramsay &#8211; 3&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/beef-wellington-di-gordon-ramsay/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-kRvjVgFyKXI/WE7V8bivw7I/AAAAAAAADzc/8mA0p-NdDVUCnrhpuvmn01TgeSwAkRfOACLcB/s1600/DSC_0330.jpg"><img border="0" height="266" src="https://3.bp.blogspot.com/-kRvjVgFyKXI/WE7V8bivw7I/AAAAAAAADzc/8mA0p-NdDVUCnrhpuvmn01TgeSwAkRfOACLcB/s400/DSC_0330.jpg" width="400" /></a></div>
<div></div>
<div>Lo sapevate che Gordon Ramsay prima di diventare cuoco era un calciatore?</div>
<div>Posso anche darmi all&#8217;ippica senza rinunciare alla mia carriera da cuoca!</div>
<div>Dai, c&#8217;è speranza per tutti!</div>
<div></div>
<div>La ricetta di questo filetto è del sopracitato Gordon, e mi sembra un&#8217;ottimo spunto per il menù delle imminenti festività!</div>
<div></div>
<div><u>Beef Wellington di Gordon Ramsay &#8211; 3 h</u></div>
<div><u>Pasta sfoglia</u></div>
<div>200 g &nbsp; &nbsp;farina</div>
<div>150 g &nbsp; &nbsp;acqua</div>
<div>190 g &nbsp; &nbsp;burro</div>
<div></div>
<div>Impastate la farina con l&#8217;acqua, aggiungete un pizzico di sale, lasciate riposare per 30 minuti coperta da pellicola. Stendete il burro in un quadrato di altezza 5 mm. Stendete la pasta in un quadrato molto grande, mettete al centro il burro e chiudete bene coi lembi. stendete in un rettangolo, piegate a tre. Coprite e lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti. Ristendete un rettangolo, piegate a tre e di nuovo fate riposare per 30&#8242;. Ripetete la sequenza altre due volte e conservate in frigorifero fino all&#8217;uso.</div>
<div></div>
<div><u>Filetto&nbsp;</u></div>
<div>700 g &nbsp; &nbsp;filetto di manzo</div>
<div>sale</div>
<div>pepe</div>
<div>senape forte</div>
<div>olio</div>
<div></div>
<div>Cospargete bene il filetto con sale e pepe. In una padella mettete un filo d&#8217;olio e spargetelo bene su tutta la superficie della padella. Mettete il filetto e fatelo caramellare bene su tutti i lati. Giratelo con l&#8217;aiuto di una pinza, mi raccomando. E&#8217; importante che non lo buchiate (non usate forchette). Toglietelo dal fuoco e spennellatelo molto bene con la senape forte. Lasciate riposare.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-rjL5rRvXA1E/WE7TPJZqptI/AAAAAAAADy8/zCrpvHE1UaMgfSPv4N0JmVUcrYpwXBt_ACLcB/s1600/DSC_0294.jpg"><img border="0" height="213" src="https://4.bp.blogspot.com/-rjL5rRvXA1E/WE7TPJZqptI/AAAAAAAADy8/zCrpvHE1UaMgfSPv4N0JmVUcrYpwXBt_ACLcB/s320/DSC_0294.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><u>Farcitura</u>
<div>400 g &nbsp; &nbsp;champignon</div>
<div>
<div>1 spicchio di aglio</div>
<div>sale</div>
<div>pepe</div>
<div>timo fresco</div>
</div>
<div></div>
<div>Frullate i funghi con l&#8217;aglio e gli odori. Metteteli quindi in una padella per fare evaporare completamente l&#8217;acqua che contengono. Lasciate quindi raffreddare.</div>
<div></div>
<div><u>Assemblaggio</u></div>
<div>150 g &nbsp; &nbsp;prosciutto di Parma</div>
<div>200 g &nbsp; &nbsp;pasta sfoglia</div>
<div>funghi</div>
<div>filetto</div>
<div>1 tuorlo</div>
<div></div>
<div>Prendete della carta oleata per aiutarvi. Foderatela con il prosciutto, sul quale spalmerete la crema di funghi ottenuta.</div>
<div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-ZDJmS_0UrbQ/WE7TNP0wziI/AAAAAAAADy4/B0mQPZMIBGYa6lCOwKoefPQ2CnQt6IqlgCLcB/s1600/DSC_0299.jpg"><img border="0" height="213" src="https://1.bp.blogspot.com/-ZDJmS_0UrbQ/WE7TNP0wziI/AAAAAAAADy4/B0mQPZMIBGYa6lCOwKoefPQ2CnQt6IqlgCLcB/s320/DSC_0299.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div>Mettete al centro il filetto, avvolgete il tutto chiudendo molto bene.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-fLaMChiSsFo/WE7TPopA1-I/AAAAAAAADzA/c2Xs51E_r98aMtiE_tS-V1I3S4ryvIi7wCLcB/s1600/DSC_0303.jpg"><img border="0" height="213" src="https://1.bp.blogspot.com/-fLaMChiSsFo/WE7TPopA1-I/AAAAAAAADzA/c2Xs51E_r98aMtiE_tS-V1I3S4ryvIi7wCLcB/s320/DSC_0303.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div>Stringete bene la carta e riponete il filetto così preparato in frigorifero per almeno 15 minuti.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-LCxBb_LZ42E/WE7UnBKmwpI/AAAAAAAADzI/lw8FWUk79vMMIh4jsPG_daL4dQZPWol1ACLcB/s1600/DSC_0309.jpg"><img border="0" height="213" src="https://4.bp.blogspot.com/-LCxBb_LZ42E/WE7UnBKmwpI/AAAAAAAADzI/lw8FWUk79vMMIh4jsPG_daL4dQZPWol1ACLcB/s320/DSC_0309.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div>Stendete la pasta sfoglia, avvolgetevi il filetto.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-b5BhO9RFoUw/WE7UnitIwAI/AAAAAAAADzM/QeUHHk2X7PAw_bCbMsy14Zo72FK69ayUQCLcB/s1600/DSC_0310.jpg"><img border="0" height="213" src="https://3.bp.blogspot.com/-b5BhO9RFoUw/WE7UnitIwAI/AAAAAAAADzM/QeUHHk2X7PAw_bCbMsy14Zo72FK69ayUQCLcB/s320/DSC_0310.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Praticate dei tagli sulla superficie.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-2n6JPvJRvW0/WE7UpTLr2qI/AAAAAAAADzQ/XCdOxAof0OQe4Scan3rF46Lsrlz9JxG3ACLcB/s1600/DSC_0315.jpg"><img border="0" height="213" src="https://3.bp.blogspot.com/-2n6JPvJRvW0/WE7UpTLr2qI/AAAAAAAADzQ/XCdOxAof0OQe4Scan3rF46Lsrlz9JxG3ACLcB/s320/DSC_0315.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Spennellatelo con uovo e infornatelo a 200°C per 35 minuti.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-4QMjS-EzAUo/WE7V_ddo4wI/AAAAAAAADzg/G5WG50c08ck5iW5wsi0ZF2G1_wI2ufhzgCLcB/s1600/DSC_0318.jpg"><img border="0" height="213" src="https://2.bp.blogspot.com/-4QMjS-EzAUo/WE7V_ddo4wI/AAAAAAAADzg/G5WG50c08ck5iW5wsi0ZF2G1_wI2ufhzgCLcB/s320/DSC_0318.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div>Una volta tolto dal forno, lasciatelo riposare per almeno dieci minuti prima di tagliarlo e servirlo.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-7UqFLDN5cnY/WE7V03WCakI/AAAAAAAADzY/REpNzlvvq2Yx0L5g9HiRdyJhgHtWAkLpACLcB/s1600/DSC_0331.jpg"><img border="0" height="266" src="https://2.bp.blogspot.com/-7UqFLDN5cnY/WE7V03WCakI/AAAAAAAADzY/REpNzlvvq2Yx0L5g9HiRdyJhgHtWAkLpACLcB/s400/DSC_0331.jpg" width="400" /></a></div>
<p>E buone feste!!!!!!</div>
</div>
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