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	<title>Food Blogger Mania &#187; Gli Arrosticini</title>
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		<title>Gli Arrosticini dello zio Dario e altre storie</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 06:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CucinoIo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[Non amo molto parlare di fatti privati e di storie personali, perché credo in generale siano di poco interesse, specie le mie. Ma in questo caso faccio un&#8217;eccezione perché non posso celebrare la giornata degli arrosticini, come da Calendario del cibo italiano di AIFB, senza celebrare la persona a cui per me sono indissolubilmente legati&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gli-arrosticini-dello-zio-dario-e-altre-storie/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/07/WP_20160713_20_08_13_Pro_LI.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4902" src="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/07/WP_20160713_20_08_13_Pro_LI-e1468476173414.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Non amo molto parlare di fatti privati e di storie personali, perché credo in generale siano di poco interesse, specie le mie. Ma in questo caso faccio un&#8217;eccezione perché non posso celebrare la giornata degli arrosticini, come da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/giornata-nazionale-degli-arrosticini/">Calendario del cibo italiano di AIFB, </a>senza celebrare la persona a cui per me sono indissolubilmente legati e inseparabili.</p>
<p>Per tanti anni e tanti anni fa ho abitato in una casa, che avevo messo a posto nalla campagna lombarda, a Morimondo. Nel parco del Ticino. La casa era formata da un pezzo di Cascina, rimessa un pò a posto, per quel poco che i soldi me lo avevano permesso, e tutto intorno aveva un gran spazio.<br />
Un cortile che noi occupavamo spesso con pranzi e cene, specie nei weekend dalla primavera fino all&#8217;autunno. Venivano parenti ed amici e amici di amici. La casa era social, ma social fisicamente. Io avevo i bimbi piccoli, ma anche altre amiche e anche mia cognata aveva un bambino solo di qualche anno più grande del mio grande.<br />
Ci si incontrava, si stava insieme, si parlava di politica, di musica e filosofia. Si giocava a carte e si andava a fare passeggiate nel bosco di Morimondo o lungo i canali, o sul Ticino. Si mangiava insieme o una spaghettata improvvisata o quello che l&#8217;orto dava. Oppure, in tante occasioni ci si organizzava e ognuno portava qualcosa.</p>
<p>Ed ecco che entrano in campo gli Arrosticini e lo zio Dario. La storia di Dario è lunga, vivendo tutte le date importanti della Milano dagli anni ’70 ad oggi (ieri). Dario faceva il falegname, aveva deciso di diventarlo quando la stagione delle lotte all’OM- FIAT si era definitivamente conclusa, nel 1982. La sua storia personale si è conclusa purtroppo e prematuramente il 6 febbraio 2015.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/07/Dario-Di-Renzo.jpg"><img src="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/07/Dario-Di-Renzo-e1468479484806.jpg" alt="" width="300" height="375" class="alignright size-full wp-image-4905" /></a>Dario era mio cognato e realmente lo zio dei miei figli, ma era il classico zio di tutti i bimbi che giravano per casa. Abruzzese di nascita portava a Morimondo il suo Abruzzo con gli Arrosticini.<br />
Li cucinava spesso, dovunque ne avesse la possibilità, non solo a Morimondo, dove era oramai stanziale in cortile lo strumento di cottura <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/07/download1.jpg"><img src="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/07/download1.jpg" alt="" width="273" height="185" class="alignright size-full wp-image-4904" /></a> perchè era un bel modo di stare insieme e condividere.</p>
<p>Li cuoceva con attenzione, sulla brace ardente, girati una volta sola e poco sale, poi distribuiti prima ai bimbi poi ai grandi su fette di pane abbrustolito e condito con un giro di olio, di quello buono sempre abruzzese. <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/07/WP_20160713_20_07_45_Pro_LI1.jpg"><img src="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/07/WP_20160713_20_07_45_Pro_LI1-e1468481222885.jpg" alt="" width="300" height="169" class="alignleft size-full wp-image-4915" /></a><br />
La carne la portava lui ovviamente. Acquistata in Abruzzo direttamente o fatta arrivare ogni volta che un parente da giù saliva a Milano. Solo di ottimo ovino perché ha quel giusto equilibrio di parti grasse rispetto alla carne e che in cottura si sciolgono e danno sapore.</p>
<p>Lo stesso sapore che lo zio Dario dava alla sua vita e a chi gli stava intorno.<br />
Da quella casa me ne sono andata, e queste sono altre storie.</p>
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