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	<title>Food Blogger Mania &#187; Geografica Protetta</title>
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		<title>Cantuccini di Prato</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Mattei]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Pandolfini]]></category>
		<category><![CDATA[Geografica Protetta]]></category>
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		<description><![CDATA[I cantuccini di Prato sono i famosi biscotti croccanti e granulosi con tante mandorle, orgoglio di tutta la regione. Il 37% dei cantuccini di Prato, prodotti dai nostri artigiani, viene consumato fuori dall&#8217;Italia, nell&#8217; Unione Europea, stati Uniti, Giappone e Russia. Tanto da portare nella regione un fatturato di oltre 30 milioni di euro l&#8217;anno.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cantuccini-di-prato/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2025/01/Cantuccini-di-Prato-2ok-724x1024.png" alt="Cantuccini di Prato" class="wp-image-18901" /></figure>
<p>I cantuccini di Prato sono i famosi biscotti croccanti e granulosi con tante mandorle, orgoglio di tutta la regione. Il 37% dei cantuccini di Prato, prodotti dai nostri artigiani, viene consumato fuori dall&#8217;Italia, nell&#8217; Unione Europea, stati Uniti, Giappone e Russia. Tanto da portare nella regione un fatturato di oltre 30 milioni di euro l&#8217;anno. Mica male per un biscotto!</p>
<h4>Storia dei cantuccini di Prato</h4>
<p>I cantuccini sono molto antichi, risalgono infatti almeno al XVI secolo. Il nome sembra derivare da “<em><strong>cantellus</strong></em>”, in latino “pezzo o fetta di pane”, una galletta salata che già i soldati romani consumavano durante le campagne militari. Altri fanno derivare la parola da “<em><strong>canto</strong></em>”, angolo, piccola parte. A partire dalla seconda metà del ‘500, troviamo questi biscotti alla&nbsp;<strong>corte dei Medici</strong>, anche se pare non contenessero ancora le mandorle.&nbsp;<strong>L’Accademia della Crusca&nbsp;</strong>a fine ‘600 dà&nbsp;<strong>la prima definizione di “cantuccio”</strong>: “biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”. </p>
<h4>Antonio Mattei</h4>
<p>Ma per trovare i cantuccini esattamente come li conosciamo oggi, bisogna arrivare al 1858. Nel Granducato di Toscana, precisamente in via Ricasoli 22 a Prato, aprì il biscottificio, <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.antoniomattei.it/it/home">Antonio Mattei</a></strong>. I suoi biscotti con le mandorle divennero storia, tanto che ancora oggi si chiamano &#8220;Biscotti tradizionali di Prato&#8221;. Questi biscotti ebbero un enorme successo, in tutta la Toscana e fuori, tanto da ricevere la medaglia al merito all&#8217;Esposizione Italiana del 1861. Orgoglio del Made in Italy già all’epoca, i&nbsp;<em>Cantucci</em>&nbsp;vennero portati all’<em>Esposizione Universale di Parigi</em>&nbsp;nel 1867 dove ottennero la menzione speciale. I biscotti erano confezionati in un sacchetto blu, il colore di casa Savoia, un omaggio al re d&#8217;Italia. E quelli di Antonio Mattei lo sono ancora oggi!</p>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2025/01/Cantuccini-di-Prato-1ok-724x1024.png" alt="Cantuccini di Prato" class="wp-image-18902" /></figure>
<h4>Ernesto Pandolfini</h4>
<p>Nel 1908 il biscottificio, passa a&nbsp;<strong>Ernesto Pandolfini</strong>, che ci lavorava da tempo. Pandolfini, riceve in eredità la ricetta dei biscotti di Prato e crea poi altre specialità destinate a divenire dei classici. Uno dei sui biscotti più famosi furono i&nbsp;<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2020/04/bruttiboni-o-mandorlati-di-san-clemente.html">‘brutti boni’</a></strong>, inventati per non sprecare l’albume avanzato da altre preparazioni della pasticceria. Dopo più di 150 anni dall&#8217;invenzione, la famiglia Pandolfini, con i 4 nipoti di Ernesto, continua a produrre i cantuccini.</p>
<h4>Indicazione Geografica Protetta IGP</h4>
<p>A partire dal&nbsp;<strong>‘900</strong>&nbsp;i&nbsp;<em>Cantucci</em>&nbsp;con le mandorle iniziarono ad essere prodotti in tutta la regione sempre più su larga scala. Nel 2011 nasce l&#8217;associazione di produttori per ottenere il riconoscimento di<strong>&nbsp;Indicazione Geografica Protetta</strong>,&nbsp;<strong>IGP</strong>, che è arrivato nel&nbsp;<strong>2016</strong>&nbsp;e comprende l’intero territorio amministrativo della regione Toscana.&nbsp;Per rispettare il disciplinare&nbsp;<strong>ogni biscotto non deve pesare meno di 15 g</strong>,&nbsp;<strong>lo spessore non superare gli 2,8 cm&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>la presenza di mandorle non deve essere inferiore al 20% per chilogrammo</strong>.</p>
<h4>L&#8217;incontro con il Vinsanto</h4>
<p>I cantucci di Prato, sono stati da Antonio Mattei in persona, fatti incontrare con il Vinsanto, il vino toscano di uve Trebbiano e Malvasia, appassiti e vinificati in piccole botti di legno. Mattei lo ordinava al marchese Piero Antinori in una lettera. Il bon ton probabilmente dice il contrario, ma in Toscana i cantuccini di Prato si inzuppano nel bicchiere del Vinsanto ed è una vera goduria!</p>
<h4>Caratteristiche dei cantuccini di Prato</h4>
<p>Si presentano biscotti oblunghi di circa dieci centimetri. La sua forma deriva dal taglio in diagonale che viene dato al filone di impasto al termine della prima cottura. L’impasto prevede questi&nbsp;<strong>ingredienti</strong>:&nbsp;<strong>farina</strong>&nbsp;bianca, poco&nbsp;<strong>lievito</strong>,&nbsp;<strong>miele</strong>,&nbsp;<strong>zucchero</strong>,&nbsp;<strong>uova</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>burro</strong>. Il composto viene poi impastato, finché non raggiunge una consistenza morbida ed elastica e alla fine si aggiungono le&nbsp;<strong>mandorle sgusciate</strong>, ma con la buccia. Il composto viene POI diviso in lunghi filoni da cuocere in forno per circa 20 minuti.</p>
<h4>La doppia cottura</h4>
<p>Dopo una decina di minuti di cottura, i filoni, vengono tolti dal forno e tagliati in diagonale. Poi di nuovo sistemati in teglia pe una doppia cottura a temperatura più bassa. È proprio questo passaggio a regalare la consistenza biscottata tipica del cantuccio. </p>
<div></div>
<div>
<div>
<div>
<div><img style="border-width: 0px;border-style: solid;border-color: #666666" width="150" height="150" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2025/01/Cantuccini-di-Prato-immagine-in-evidenza-150x150.png" class="attachment-150x150 size-150x150" alt="" /></div>
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/wprm_print/cantuccini-di-prato-2" target="_blank" rel="nofollow"><span></span> Print</a></p>
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<h2>Cantuccini di Prato</h2>
<div></div>
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<div>
<div><span>Portata </span><span>biscotti, dolci</span></div>
<div><span>Cucina </span><span>toscana</span></div>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>Servings </span><span><span>60</span> <span>cantuccini</span></span></div>
<div><span>Author </span><span>Sabrina Fattorini</span></div>
<div>
<h3>Ingredienti</h3>
<div>
<ul>
<li><span>500</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di farina 00</span></li>
<li><span>300</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di zucchero semolato</span></li>
<li><span>280</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>mandorle con la pelle</span></li>
<li><span>50</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di burro</span></li>
<li><span>2</span>&#032;<span>uova e 2 tuorli</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>bustina</span>&#032;<span>di lievito per dolci</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>arancia</span>&#032;<span>la scorza grattugiata</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>pizzico</span>&#032;<span>di sale</span>&#032;<span>generoso</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>uovo + 2 cucchiai di zucchero</span>&#032;<span>per lucidare</span></li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h3>Istruzioni</h3>
<div>
<h4>Per l&#039;impasto</h4>
<ul>
<li>
<div><span>Tostare le mandorle disponendole su una leccarda foderata con carta da forno, a 180° per 10-15 minuti in modalità statica. Una volta pronte, lasciarle raffreddare. Montare le uova intere con lo zucchero per almeno 10 minuti, in una planetaria munita di frusta: si deve ottenere un composto chiaro e spumoso. Sciogliere il burro e a fuoco spento, aggiungere la scorza d’arancia grattugiata. Lasciarlo raffreddare.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Versare il burro aromatizzato nel composto di tuorli, infine il sale e le mandorle. Unire farina e lievito.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Incorporarle al resto ma non prima di cambiare accessorio alla planetaria: da fruste a foglia. Il composto dovrà risultare compatto ma appiccicoso. Trasferirlo sul piano di lavoro con la farina e poi dividerlo in tre parti da 420 g l’una e conferire loro la forma a filoncino.</span></div>
</li>
</ul>
</div>
<div>
<h4>Per la prima infornata</h4>
<ul>
<li>
<div><span>Preparare la leccarda, foderandola con un foglio lungo di carta da forno e adagiando sopra esso i tre filoncini. Per non farli unire in cottura, piegare la carta da forno tra uno e l’altro in modo da separarli. Sbattere l’uovo e spennellare la superficie dei tre filoncini. Quindi cuocere tutto in forno statico preriscaldato a 175-180° per 30 minuti. La superficie deve risultare ben dorata. Una volta cotti, sfornarli e lasciar raffreddare un po&#039; i filoncini.</span></div>
</li>
</ul>
</div>
<div>
<h4>Taglio dei biscotti e seconda infornata</h4>
<ul>
<li>
<div><span>A questo punto affettare i filoncini di sbieco, per ottenere dei biscotti spessi circa 1 cm. Distribuirli su una leccarda foderata con carta da forno e infornare nuovamente a 160° per 10 minuti. Ora girare ogni biscotto e proseguire la cottura per altrettanto tempo. Sfornare e lasciar raffreddare.</span></div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
<div></div>
<div>
<h3>Note</h3>
<div><span>Volendo si possono aromatizzare ulteriormente i cantucci aggiungendo anche della scorza di limone.</span>
<div></div>
<p><span>Attenzione: non affettare i filoncini prima che si siano raffreddati. I biscotti si romperebbero tutti!</span>
<div></div>
<p><span> </span>
<div></div>
<p><span><strong>Come conservarli</strong></span>
<div></div>
<p><span>Una volta pronti i cantucci di Prato, possono essere conservati a lungo, ben chiusi in un contenitore ermetico.</span></div>
</div>
</div>
</div>
<h4>Un regalo made in tuscany</h4>
<p>I cantuccini di Prato fatti in casa, sono un magnifico regalo per ogni occasione: se andate a cena da un&#8217;amica, un pensierino natalizio, un ricordino per amici stranieri. Insomma basta un sacchetto di cellophane alimentare e un fiocco e il gioco è fatto! E sarà sempre un regalo gradito!</p>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2025/01/Cantuccini-di-Prato-3ok-724x1024.png" alt="Cantuccini di Prato" class="wp-image-18909" /></figure>
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		<title>Insalata di farro e verdure grigliate</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/insalata-di-farro-e-verdure-grigliate/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Vischi]]></category>
		<category><![CDATA[Geografica Protetta]]></category>
		<category><![CDATA[Indicazione Geografica]]></category>
		<category><![CDATA[insalata]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;insalata di farro e verdure grigliate, sono il piatto di oggi, per la trasmissione &#8220;Delizie dal campo per la gola&#8221; su radio Webradioextreme. Pillole sui prodotti tipici italiani e le eccellenze dei vari territori, con Carlo Vischi e l&#8217;Associazione Pepe Rosa. Il tema è il farro IGP della Garfagnana, il cereale famoso per la zuppa&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/insalata-di-farro-e-verdure-grigliate/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<figure><img width="731" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2021/04/Insalata-di-farro-e-verdure-grigliate-1-731x1024.png" alt="Insalata di farro e verdure grigliate" class="wp-image-11076" /></figure>
</div>
<p>L&#8217;insalata di farro e verdure grigliate, sono il piatto di oggi, per la trasmissione <strong>&#8220;Delizie dal campo per la gola&#8221;</strong> su radio <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://webradioextreme.it/">Webradioextreme</a></strong>. Pillole sui prodotti tipici italiani e le eccellenze dei vari territori, con <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/CarloVischiOfficial">Carlo Vischi</a></strong> e l&#8217;<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/peperosacorsi">Associazione Pepe Rosa</a></strong>. Il tema è il farro IGP della Garfagnana, il cereale famoso per la <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2013/04/zuppa-di-farro-della-garfagnana.html">zuppa di farro garfagnina</a></strong>. Lo propongo oggi in versione più primaverile, in una <strong>insalata di farro calda con verdure crude e grigliate</strong>. Tutto rigorosamente in vegan style, buonissimo e salutare. Ottimo da provare il <strong>&#8220;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2016/01/farrotto-scarola-carciofi-e-mandorle.html">farrotto&#8221; con scarola, mandorle e carciofi.</a></strong></p>
<h4><strong>La storia del farro</strong></h4>
<p>Il&nbsp;farro (Triticum dicoccum) è il cereale più antico fra quelli arrivati ad oggi: era già coltivato dal 7000 a.C. E&#8217; stato l&#8217;alimento fondamentale degli Assiri, degli antichi Egizi e degli altri popoli del Medio Oriente e del Nord Africa. Probabilmente è originario della Palestina e si pensa che i pastori nomadi, abbiamo esportato questa coltura in tutte le regioni conosciute.</p>
<h4><strong>In Italia</strong></h4>
<p>In Italia era coltivato fin dall&#8217;età del bronzo. Alcuni semi di farro, sono stati ritrovati negli indumenti della &#8220;mummia dei ghiacci&#8221; o uomo di Similaun, datato intorno al 2000 a.C.  Gli antichi romani presero a coltivare il farro in modo intensivo durante la loro avanzata nel Mediterraneo. Per Roma il<em> puls o farratum</em> era considerato di buon augurio, segno di abbondanza e di fertilità e per questo veniva offerto agli sposi. Inoltre, insieme al sale, era parte sostanziale del della paga dei centurioni. Piano piano il farro piccolo però fu sostituito dal farro grande e dall&#8217;orzo. Il farro piccolo resistette nelle aree montane, come in Garfagnana dove si adattò magnificamente al clima più rigido e ancora oggi viene coltivato, nonostante le difficoltà dell&#8217;agricoltura in montagna.</p>
<p>In Garfagnana è presente da sempre e nel 1996 ha ottenuto l&#8217;<strong>Indicazione Geografica Protetta</strong> (IGP).</p>
<div>
<figure><img width="731" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2021/04/Insalata-di-farro-e-verdure-grigliate-2-731x1024.png" alt="Insalata di farro e verdure grigliate" class="wp-image-11081" /></figure>
</div>
<div>
<div>
<div>
<div><img style="border-width: 0px;border-style: solid;border-color: #666666" width="150" height="150" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2021/04/Insalata-di-farro-immagine-in-evidenza-150x150.png" class="attachment-150x150 size-150x150" alt="" /></div>
</div>
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<div></div>
<h2>Insalata di farro e verdure grigliate</h2>
<div></div>
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<div><span>Portata </span><span>piatti unici</span></div>
<div><span>Cucina </span><span>Italiana</span></div>
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<div><span>Porzioni </span><span><span>4</span> <span>persone</span></span></div>
<div><span>Chef </span><span>Sabrina Fattorini</span></div>
<div>
<h3>Ingredienti</h3>
<div>
<ul>
<li><span>360</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di farro</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>melanzana</span></li>
<li><span>4</span>&#032;<span>zucchine</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>peperone giallo</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>peperone rosso</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>cipollotto fresco</span></li>
<li><span>12</span>&#032;<span>pomodorini ciliegini</span></li>
<li><span>Alcune</span>&#032;<span>foglie</span>&#032;<span>di basilico</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>mazzetto</span>&#032;<span>di prezzemolo</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>spicchio</span>&#032;<span>d’aglio</span></li>
<li><span>12</span>&#032;<span>pomodorini ciliegini</span></li>
<li><span>q.b.</span>&#032;<span>di Olio extra vergine di oliva</span></li>
<li><span>q.b.</span>&#032;<span>di sale</span></li>
<li><span>q.b.</span>&#032;<span>di pepe</span></li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h3>Istruzioni</h3>
<div>
<ul>
<li>
<div>Mettere a bollire una pentola d’acqua. Al bollore salare e calare il farro. Occorreranno circa 20 minuti di cottura (controllare comunque sulla confezione).</div>
</li>
<li>
<div>Lavare la melanzana togliere le estremità, senza sbucciarla e tagliarla a fette di ½ cm. Grigliarla sulla piastra.</div>
</li>
<li>
<div>Lavare e tagliare le estremità delle zucchine. Affettarle per lungo e grigliarle.</div>
</li>
<li>
<div>Pulire il cipollotto e affettare sottilmente tutta la parte bulbosa. Non buttare le foglie possono servire per fare soffritti, brodi e frittate.</div>
</li>
<li>
<div>Accendere il forno a 150° e inserire i peperoni lavati sulla teglia.</div>
</li>
<li>
<div>Appena sono abbrustoliti da tutti i lati estrarli dal forno, pelarli e ricavare i filetti, scartando semi e parti bianche.</div>
</li>
<li>
<div>Tagliare i pomodorini in 4.</div>
</li>
<li>
<div>Fare un battutino sottile con prezzemolo e aglio.</div>
</li>
<li>
<div>Raccogliere in una ciotola, tutti gli ingredienti tagliati a pezzetti, condire con olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale e pepe. Scolare il farro e aggiungerlo bollente mescolando accuratamente.</div>
</li>
<li>
<div>In estate si può fare anche con il farro raffreddato.</div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div>
<figure><img width="731" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2021/04/Insalata-di-farro-e-verdure-grigliate-3-731x1024.png" alt="Insalata di farro e verdure grigliate" class="wp-image-11082" /></figure>
</div>
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		<item>
		<title>Biscotti alle mele e mandarini</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-alle-mele-e-mandarini/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2018 13:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>moni.giustina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Europa Qualit]]></category>
		<category><![CDATA[Formaggio Stelvio]]></category>
		<category><![CDATA[Geografica Protetta]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[Indicazione Geografica]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-alle-mele-e-mandarini/</guid>
		<description><![CDATA[Ultimo post di quest&#8217;anno strano e pieno di incastri. Il libro e tutto il lavoro che c&#8217;è dietro, i progetti sempre più impegnativi in ufficio e questo piccolo angolino che spesso è rimasto in sospeso, attendendo il mio pronto ritorno. Amo stare tra queste pagine, eppure voglio sempre farlo con l&#8217;accuratezza che merita, non per&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-alle-mele-e-mandarini/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimo post di quest&#8217;anno strano e pieno di incastri. Il libro e tutto il lavoro che c&#8217;è dietro, i progetti sempre più impegnativi in ufficio e questo piccolo angolino che spesso è rimasto in sospeso, attendendo il mio pronto ritorno. Amo stare tra queste pagine, eppure voglio sempre farlo con l&#8217;accuratezza che merita, non per &#8216;postare&#8217; solo per il gusto di aggiungere una ricetta e qualche foto all&#8217;archivio. Ed è così che è nata la collaborazione con Europa Qualità, per la volontà di dare spazio ai prodotti marchiati e certificati, più nello specifico il Vino DOC Alto Adige, le Mele Alto Adige IGP, lo&#160;Speck Alto Adige IGP, il Formaggio Stelvio DOP. Infatti essi rappresentano un&#8217;eccellenza per la loro regione (l&#8217;Alto Adige appunto), ma anche a livello nazionale ed europeo, e sono sinonimo di qualità. Oggi vi parlo delle Mele Alto Adige IGP e vi racconto una ricetta golosa per usarle (qui la varietà Royal Gala). Nel 2005 l&#8217;Unione europea ha riconosciuto la Mela Alto Adige IGP come Indicazione Geografica Protetta. La coltivazione della mela in Alto Adige segue una tradizione secolare e&#160;il clima assolutamente unico, abbinato a pratiche agricole controllate, naturali ed ecologiche, conferiscono ai frutti la tipica qualità succosa [&#8230;]</p>
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		<title>Risotto al limone</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 07:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lericettediluci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Geografica Protetta]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno mi hanno regalato dei meravigliosi limoni appena colti dall&#8217;albero, della tipologia chiamata &#8220;Femminello&#8221;. Queste tipologie di limone vengono coltivati nel sud Italia tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia e sono prodotti a marchio Indicazione Geografica Protetta (IGP). I limoni che ho utilizzato nella mia ricetta sono della zona Campana e viene solitamente denominato Limone di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/risotto-al-limone-7/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro giorno mi hanno regalato dei meravigliosi limoni appena colti dall&#8217;albero, della tipologia chiamata &#8220;Femminello&#8221;. Queste tipologie di limone vengono coltivati nel sud Italia tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia e sono prodotti a marchio Indicazione Geografica Protetta (IGP). I limoni che ho utilizzato nella mia ricetta sono della zona Campana e viene solitamente denominato Limone di</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lericettediluci.com/2016/04/22/risotto-al-limone/">Risotto al limone</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lericettediluci.com">www.lericettediluci.com</a>.</p>
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		<title>Il frutto della salute</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 22:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Princess</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Arancia]]></category>
		<category><![CDATA[frutto]]></category>
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		<category><![CDATA[polpa]]></category>
		<category><![CDATA[Washington Navel]]></category>

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		<description><![CDATA[Un bicchiere di buono e fresco succo di arancia, è il modo migliore per iniziare la giornata L&#8217;arancia è tra gli agrumi più diffusi; le sue varietà vengono suddivise, a seconda del colore della polpa, in due gruppi fondamentali: bionde e sanguigne. L’Europa ha riconosciuto IGP (Indicazione Geografica Protetta) l’ Arancia Rossa di Sicilia &#160;&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-frutto-della-salute/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un bicchiere di buono e fresco succo di arancia, è il modo migliore per iniziare la giornata</p>
<p><img src="http://www.wallpapermania.eu/images/lthumbs/2012-04/447_natural-orange-juice.jpg" alt="http://www.wallpapermania.eu/images/lthumbs/2012-04/447_natural-orange-juice.jpg" /><br />
L&#8217;arancia è tra gli agrumi più diffusi; le sue varietà vengono suddivise, a seconda del colore della polpa, in due gruppi fondamentali: bionde e sanguigne.<br />
L’Europa ha riconosciuto IGP (Indicazione Geografica Protetta) l’ Arancia Rossa di Sicilia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="shrinkToFit" src="http://www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2015/10/arancia-rossa.jpg" alt="http://www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2015/10/arancia-rossa.jpg" width="745" height="559" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e l’ Arancia del Gargano.</p>
<p><img src="http://ms1.iol.it/img_foodcert_crop2/6/6/0/FS_Arancia%20del%20Gargano.jpg" alt="http://ms1.iol.it/img_foodcert_crop2/6/6/0/FS_Arancia%20del%20Gargano.jpg" /><br />
Le varietà giungono a maturazione, e quindi sono disponibili nei mercati, nel seguente ordine:<br />
-Calabrese, detta anche ovale (dalla polpa bionda, la troverete da aprile a luglio);<br />
-Valencia (dalla polpa bionda, la troverete da aprile a maggio);<br />
-Moro (dalla polpa rossa, la troverete in novembre);</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="shrinkToFit" src="http://cdn.taccuinistorici.it/preview_images/news/1448_0.jpg" alt="http://cdn.taccuinistorici.it/preview_images/news/1448_0.jpg" width="764" height="559" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-Washington Navel (dalla polpa bionda, la troverete da novembre a marzo);</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="shrinkToFit" src="http://agronotizie.imagelinenetwork.com/materiali/Varie/Image/ortofrutta_generiche/arance-morguefile-RoganJosh-500px.jpg" alt="http://agronotizie.imagelinenetwork.com/materiali/Varie/Image/ortofrutta_generiche/arance-morguefile-RoganJosh-500px.jpg" width="745" height="559" /><br />
-Tarocco (dalla polpa rossa, la troverete a dicembre);<br />
-Sanguinello (dalla polpa rossa, la troverete da gennaio a giugno).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.fulltravel.it/uploads/model_146/prodotti_tipici/prodotti_tipici/arancia_rossa_sicilia.jpg" alt="https://www.fulltravel.it/uploads/model_146/prodotti_tipici/prodotti_tipici/arancia_rossa_sicilia.jpg" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I periodi qui indicati sono quelli ottimali per la maturazione naturale dei frutti: è possibile, tuttavia, vederli in commercio anche in mesi diversi.<br />
Ricordate che il colore dell’arancia non ne indica&#8230;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.pianetadonna.it/ormedellanima/il-frutto-della-salute/">Continua a leggere»</a></p>
</p>
<div></div>
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<div></div>
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		<title>Confettura di mele annurche campane, ricetta con foto</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 01:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolcesalatoconlucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Geografica Protetta]]></category>
		<category><![CDATA[Indicazione Geografica]]></category>
		<category><![CDATA[Mela Annurca]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
		<category><![CDATA[Oggi]]></category>
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		<category><![CDATA[tipologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Confettura di mele annurche &#160; &#160; Oggi in blog la ricetta di una confettura speciale, quella alla mela annurca! La Mela Annurca campana è un tipo di mela della regione Campania, in particolare del napoletano, tale da essere considerata la &#8220;regina delle mele&#8221; ed ha ricevuto il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta. Una tipologia di mele conosciuta sin dall&#8217;epoca&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/confettura-di-mele-annurche-campane-ricetta-con-foto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confettura di mele annurche &#160; &#160; Oggi in blog la ricetta di una confettura speciale, quella alla mela annurca! La Mela Annurca campana è un tipo di mela della regione Campania, in particolare del napoletano, tale da essere considerata la &#8220;regina delle mele&#8221; ed ha ricevuto il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta. Una tipologia di mele conosciuta sin dall&#8217;epoca [&#8230;]</p>
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