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	<title>Food Blogger Mania &#187; Francesco Funaioli</title>
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		<title>La mia prima volta</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 12:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Le memorie, anche se non proprio la memoria, aumentano con l’età&#8230;&#160;fortunatamente ho attraversato il tempo degli eccessi, che si ricordano meglio e che in un certo senso auguro a tutti per non avere un elettromemoriogramma piatto. Gli eccessi sono certo le esagerazioni; di vino di cibo, pure di amore. Eccessi di sentimenti portano scarti importanti&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-mia-prima-volta/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span>Le memorie, anche se non proprio la memoria, aumentano con l’età&#8230;</span><span>&nbsp;</span><span>fortunatamente ho attraversato il tempo degli eccessi, che si ricordano meglio e che in un certo senso auguro a tutti per non avere un elettromemoriogramma piatto. Gli eccessi sono certo le esagerazioni; di vino di cibo, pure di amore. </span><span>E</span><span>ccessi di sentimenti portano scarti importanti sul sismografo della vita ma chi si augurerebbe di NON averne? Ecco però che anzi i sentimenti SONO di per sé degli eccessi augurabilissimi in un trend che riempie di cose, ora sempre più virtuali. Per questo sono importantissime da ritrovare </span><i><span>le prime volte</span></i><span>, quelle matrici dove i propri sentimenti per quella cosa lì &nbsp;che sta accadendo la prima volta si affacciano come gli angeli ai bordi della cupola della </span><span>C</span><span>appella </span><span>Sistina </span><span>e vogliono capire cosa succederà. La prima volta, che tecnicamente è una volta come un’altra, è dipersé sempre più zeppa di percezioni che indicheranno la bussola per quello che sarà a venire. Chissà, &nbsp;se mai c&#8217;è una cosa che ha il sopravvento, e allora un vino da poco se incrocia gli occhi giusti diventa un nettare, il sentirsi fra amici spesso d</span><span>à</span><span>&nbsp;il lasciapassare a vinoidi che altrimenti meriterebbero solo il water closet.</span></div>
<div></div>
<div><span>Già, di questo volevo parlare…</span><span>&nbsp;</span><span>e </span><span>quale era stata la mia prima volta</span><span>&#8230;? O</span><span>h, no,</span><span>&nbsp;non &#8220;</span><span>quella&#8221; prima volta</span><span>&nbsp;</span><span>che è naturale tenere in un secretaire del forziere dei ricordi, per tutti solitamente uno Ying-Yang di soddisfazioni delusioni come un aperitivo dell&#8217;esistenza</span><span>. N</span><span>o, io intendevo: quale il primo contatto memorabile con l&#8217;alcool, quello con l’illuminazione della pozione magica? L&#8217;interessante è seguire a salmone la propria traccia notevole e piacevole dall&#8217;ultimo bicchiere al primo. Questo post l&#8217;ho scritto in diversi giorni quindi l&#8217;ultimo bicchiere continuava a cambiare&#8230;</span><span></span></div>
<div></div>
<div><span>Inizia la caccia</span><span>. </span><span>Qualche sera fa cena con Lewis</span><span>,</span><span>&nbsp;il figlio di un mio amico</span><span>,</span><span>&nbsp;a discutere sul </span><span>P</span><span>rosecco a bassa pressione buono e&nbsp;piacevole con quel caldo e con le salsicce affumicat</span><span>e</span><span>&nbsp;e il pane fatto in casa da Monica</span><span>,</span><span>&nbsp;ma le seppie in umido con polenta forse volevano un rosso come il pomodoro che le colorava. Colore chiama colore&#8230;</span><span>&nbsp;</span><span>oppure tanto in cucina tanto in cantina</span><span>, </span><span>tutte quelle lezioni precetti e regole solo per cercare cosa ti piace e perché. Niente da far</span><span>e, </span><span>roba un po’ saccente e poi ricordi troppo freschi</span><span>.</span><span></span></div>
<div></div>
<div><span>No</span><span>, </span><span>sicuramente prima</span><span>,</span><span>&nbsp;molto prima</span><span>, a</span><span>nni </span><span>‘90</span><span>&nbsp;nelle fiere in Germania con le piccole birre kolsch da ordinare a </span><span>due</span><span>&nbsp;alla volta da gradassi e la salsiccia al metro? Da Alt Sion, 9 persone, 6 metri e 60 birre? O l’incontro con il Brasile e le caipirinhas come aperitivi o le batide con pinga mentre si mangia churrasco?</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-qRmg7RzUTd4/WY2Mo-Pu4lI/AAAAAAAAFIQ/iPqJLGp-SkU1NrbX0zveh1jqOTY1FdMDwCEwYBhgL/s1600/P_20170810_164651_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="592" src="https://3.bp.blogspot.com/-qRmg7RzUTd4/WY2Mo-Pu4lI/AAAAAAAAFIQ/iPqJLGp-SkU1NrbX0zveh1jqOTY1FdMDwCEwYBhgL/s640/P_20170810_164651_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-Rgf77a2jElU/WY2M7iKqTDI/AAAAAAAAFIY/FT8z2_Ic7BEgh_MRR_sCdBS_4S8kH2MJACLcBGAs/s1600/sion.JPG"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-Rgf77a2jElU/WY2M7iKqTDI/AAAAAAAAFIY/FT8z2_Ic7BEgh_MRR_sCdBS_4S8kH2MJACLcBGAs/s640/sion.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>No…</span><span>&nbsp;</span><span>tanta bella esagerazione ma un po’ confus</span><span>a. I</span><span>ndietro negli anni&nbsp;</span><span>‘</span><span>80?&nbsp;</span><span>Forse nelle serate ad alto voltaggio alcolico alla Gabina</span><span>,</span><span>&nbsp;quel rifugio in legno scricchiolante davanti al mare in </span><span>D</span><span>arsena</span><span>,</span><span>&nbsp;tre gradini sopra la sabbia come l&#8217;amore tre metri sopra il cielo&nbsp;e, dentro, la cura come di una seconda famiglia adottiva</span><span>,</span><span>&nbsp;la Paola e Otello</span><span>,</span><span>&nbsp;si mangia quello che hanno pescato e se il mare era grosso si chiude?</span><span>&nbsp;</span><span>Tapas prima che fosse cool chiamarle così</span><span>, </span><span>aspettando &nbsp;bavette ai moscardini e altre delizie mai più sentite, fino al fritto di retino finale e&nbsp;il gelato alla crema&nbsp;con così tante uova che il giallo era identico a quello del </span><i><span>campo di grano con corvi</span></i><span>&#8230;? Jesper il danese aveva gli occhi di un bimbo (ubriac</span><span>o</span><span>) alle giostre&#8230;vino bianco frizzante ghiacciato</span><span>,</span><span>&nbsp;liquore d&#8217;erbe prese nel pezzetto di terra dietro la cucina.</span><span>&nbsp;</span><span>Fochino&#8230; ma ancora no</span><span>, </span><span>troppa adrenalina mista al piacere. Doveva essere una sensazione più essenziale. </span><span></span></div>
<div></div>
<div><span>Forse in una delle miriadi di sbronze alpine? Durante o dopo la </span><span>N</span><span>aja? Prima erano tutti ricordi piacevoli, speciali perché gli alpini sono sempre speciali, ma &#8220;dopo&#8221; è un po&#8217;più tipo signore bene che si limano le unghie rispetto alle voracità barbare quando si è&nbsp;improvvisamente privati di libertà e capelli e dove tutti i valori saltano fuori puri e duri. Dolori e soddisfazioni. Cime&nbsp;immacolate e bottiglie scolate d&#8217;un fiato</span><span>,</span><span>&nbsp;risate e punizioni in un mix di eccessi psicofisici pas&nbsp;dosé.&nbsp;</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-dJBBdCR7zH4/WY2MQ7cK-sI/AAAAAAAAFIA/skhmrcA9NrkfWzSNwvBHCI5Ti2uzE58QwCEwYBhgL/s1600/P_20170810_161442_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-dJBBdCR7zH4/WY2MQ7cK-sI/AAAAAAAAFIA/skhmrcA9NrkfWzSNwvBHCI5Ti2uzE58QwCEwYBhgL/s640/P_20170810_161442_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-io1I2Z-qXE8/WY2MSTOVeuI/AAAAAAAAFIE/wd7mX2znP4c5EOyvK-k9CZE_pmFusBnkwCEwYBhgL/s1600/P_20170810_153808_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-io1I2Z-qXE8/WY2MSTOVeuI/AAAAAAAAFIE/wd7mX2znP4c5EOyvK-k9CZE_pmFusBnkwCEwYBhgL/s640/P_20170810_153808_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>No, quella da trovare era una sensazione diversa</span><span>, </span><span>altrettanto intensa ma senza disperazione di libertà.</span><span>&nbsp;Ci</span><span>&nbsp;doveva essere una felicità speciale da prima volta. Dove&#8230;? Indietro indietro</span><span>. A</span><span>nni </span><span>‘</span><span>70? Mmm</span><span>&#8230;</span><span>&nbsp;chissà.Venezia quella bettola, la Rivetta dietro (molto dietro) il Danieli, &nbsp;nascosta sotto un ponte. Rumore di vita</span><span>,</span><span>&nbsp;fumo cibo mediocre vino pessimo, onde di tempeste ormonali, lacrime da amori sfuggenti baci e pioggia che ti entra nelle ossa proprio da una canala mentre piangi dopo aver bevuto</span><span>. No, </span><span>in tutto quel liquido c&#8217;era in giro di boa della vita ma non la prima volta. </span><span></span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-N8lYzsrQa-I/WY2My0FfAvI/AAAAAAAAFIU/Npqc4cfb068Pv27RBVRNNujwGcgPYyuBQCEwYBhgL/s1600/P_20170810_164429_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-N8lYzsrQa-I/WY2My0FfAvI/AAAAAAAAFIU/Npqc4cfb068Pv27RBVRNNujwGcgPYyuBQCEwYBhgL/s640/P_20170810_164429_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>E neppure nella prima sbronza alla Hofbräuhaus a capodanno con gli amici , una serata baldanzosa 5 bicchieroni da 1 litro e solo una scatoletta di </span><i><span>“apri e gusta”</span></i><span>&nbsp;come cena e la saracinesca che a un certo punto cala sugli occhi e la notte al gelo nel sacco a pelo…</span><span>&nbsp;</span><span>la congestione</span><span>, </span><span>vedersi arrivare in faccia gli schiaffi di Gerardo per farmi rinvenire e non riuscire a dirgli ero già rinvenuto</span><span>. L’</span><span>indomani niente Jungfrau, solo la stazione di Innsbruck, i suoi gabinetti a pagamento e quel senso metallico in bocca</span><span>.</span><span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>No, l’origine era altrove. Ancora tasto </span><span>r</span><span>ewind</span><span>,</span><span>&nbsp;vocine veloci silenzi voci altro&nbsp;tintinnio di piatti bicchieri posate. Fine anni </span><span>‘</span><span>60…chissà</span><span>. </span><span>Vassoi di ferro con prosciutto e salame e cipolle sottaceto odore di tortelli ma anche di zuppa di funghi atavica&#8230; sono entrato nel ricordo giusto? Alla tavolata sono il più piccolo. Ci sono i cacciatori e altri&nbsp;habitués tutti rosseggianti in viso e sotto le cure della mia nonna in cucina. All&#8217;italiana tutti parlano tanto contemporaneamente quanto allegramente. Il mio nonno passa con la bottiglia di Lambrusco di Sorbara Nando Cavalli cassette da 6 in gabbia di ferro che segnano le mani a portarle giù dal garage. </span><span>“</span><span>O te</span><span>,</span><span>&nbsp;non l&#8217;hai avuto?</span><span>”.</span><span>&nbsp;E mesce. Io in realtà l&#8217;ho già avuto dal Marchesini </span><span>“</span><span>o bimbo ma te &#8216;un bevi?</span><span>”</span><span>&nbsp;Io un bimbo? Scherziamo? Prima volta con i grandi.</span><span>&nbsp;P</span><span>oi passa la cameriera </span><span>“</span><span>o Franceschino ma te non ti serve nessuno&#8230;</span><span>”, </span><span>e così passo al terzo bicchiere in una girandola veloce che ne vedrà altri con altrettante gags. Il giochino era che qualcuno mi versava quelle bollicine rosse e io che dovevo fare? Tiravo&nbsp;giù</span><span>&nbsp;c</span><span>ontemporaneamente e allegramente. Poi tanto caldo ed esco fuori. Il freddo assoluto e San Pellegrino con la prima neve. La sagoma delle montagne nel buio stellato e alle spalle quel ristorante albergo bar caffè punto telefonico di montagna dove mio padre era andato a trovare, e sposare, &nbsp;mia madre. Io come un Bucaneve al contrario che buco la neve con la pipì, pieno di pensieri romantici che si accavallano come i discorsi là dentro. Chissà forse ne avrei scritto&nbsp;un domani di quella serata&nbsp;io piccolo e basso finalmente grande e alticcio…</span><span>&nbsp;</span><span>ma se non ritorno in fretta dentro quelle voci muoio assiderato, non scriverò mai nulla e Proust potrà rimanere il miglior scrittore di ricordi dettagliati&#8230;</span><span>&nbsp;</span><span>fochino fochino…</span><span>&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Q6xdIpJz3tI/WY2MaqSD5cI/AAAAAAAAFIM/IOE2FJbz9PkB9nAWTIQXIaDG536kj1CRQCEwYBhgL/s1600/P_20170810_153943_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-Q6xdIpJz3tI/WY2MaqSD5cI/AAAAAAAAFIM/IOE2FJbz9PkB9nAWTIQXIaDG536kj1CRQCEwYBhgL/s640/P_20170810_153943_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>FUOCO CI SONO L&#8217;HO ACCHIAPPATA!</span><span>&nbsp;L’ultima a traccia era buon</span><span>a,</span><span>&nbsp;ma era &#8220;quasi goal&#8221;&#8230; la matrice era un poco ancora indietro.</span><span>P</span><u><span>rimi</span></u><span>&nbsp;anni </span><span>‘</span><span>60 (beh</span><span>,</span><span>&nbsp;ora sono ai primi 60 anni…)</span><span>, </span><span>luce del giorno</span><span>,</span><span>&nbsp;la cucina è quella di casa mia scarna ed efficace tutto chiaro e la voce della mia mamma che&nbsp;racconta al mio papà che la mattina mi aveva dato un uovo del Marchetti da bere (lessico familiare: mi aveva dato da bere un uovo&nbsp;fresco fatto, bontà loro, &nbsp;dalle galline del vicino, il Signor Marchetti, che non faceva le uova lui stesso medesimo, né era lui da bere, al contrario della Milano di qualche decennio dopo). Poi per farmi bere quello che era rimasto, probabilmente un po’ di rosso e il moccioso e sgradevole chiaro, aveva messo dentro il guscio un goccio di vermut rosso. Io avevo bevuto di gusto ed esclamato &#8220;</span><span>M</span><span>amma! Altro ovino, altro </span><i><span>picchierino</span></i><span>!&#8221;</span><span>. </span><span>Il mio papà mi dice contento &#8220;e bravo!&#8221;, vedo occhi benevoli e sento risate intorno.</span><span>&nbsp;</span><span>Tutto era all’inizio</span><span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-oBUtzceHJpE/WY2M85pOJ-I/AAAAAAAAFIc/DlbI1aEr4u0bQNlkj0Vw2Jt9rGSaZNzPQCEwYBhgL/s1600/foto%2Bfinale.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-oBUtzceHJpE/WY2M85pOJ-I/AAAAAAAAFIc/DlbI1aEr4u0bQNlkj0Vw2Jt9rGSaZNzPQCEwYBhgL/s640/foto%2Bfinale.JPG" width="360" /></a></div>
<div></div>
<div><span><i><b><br /></b></i></span></div>
<div><span><i><b>Francesco Funaioli</b></i></span></div>
<div><span><i><b>(il Funa, viaggiatore romantico)</b></i></span></div>
<div><span><i><b><br /></b></i></span></div>
<div></div>
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		<title>LoveatTravel &#8211; Fast and Curious</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 15:43:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’ora è fuggita… e muoio disperato… macché… semplicemente la inseguo e fuggo con lei! 14 giorni, 8 città, 8 aerei, 9 incontri di lavoro, plastic food aereo, Olanda India Cina nel piatto e nel bicchiere. Un continuo salire e scendere fra hotel taxi, pulmini, treni pneumatici auto elettriche, non manca neanche l’incontro con un pogo.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/loveattravel-fast-and-curious/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div><span>L’ora è fuggita… e muoio disperato… macché… semplicemente la inseguo e fuggo con lei!</span></div>
</div>
</div>
<div></div>
<div><span>14 giorni, 8 città, 8 aerei, 9 incontri di lavoro, plastic food aereo, Olanda India Cina nel piatto e nel bicchiere. Un continuo salire e scendere fra hotel taxi, pulmini, treni pneumatici auto elettriche, non manca neanche l’incontro con un pogo. E mal di schiena con agopuntura inclusa.</span></div>
<div></div>
<div><span>Già dal primo volo un assaggio di India con il curry nel cuore. Mulini a vento e biciclette<span>&nbsp; </span>lasciano il passo ad altre biciclette e mucche moto autobus in circolazione indefinita.</span><br /><span><br /></span></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-IrRKa-WWByc/WS6f2Dz747I/AAAAAAAAEzI/LOb6_I7b4mg0ebAOogkS_UhTkcQ-4zQ9QCLcB/s1600/1%2B-%2Bbiryani%2Bin%2Baereo.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-IrRKa-WWByc/WS6f2Dz747I/AAAAAAAAEzI/LOb6_I7b4mg0ebAOogkS_UhTkcQ-4zQ9QCLcB/s640/1%2B-%2Bbiryani%2Bin%2Baereo.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span><br /></span><span>A Delhi con 45° si deve stare attenti a non ustionarsi solo muovendosi e, sembrerà strano, il piccante risulta meno “caldo”. <i>Biryani</i> a gogò (riso e verdure con pollo o altra carne oppure senza carne e più verdure) con yogurth e altre<span>&nbsp; </span>amene salsette bianche e rosse, ma pure arancio se fatte con carote oltre che con mille spezie, una più buona dell’altra. Tutto da raccattare con il <i>naan</i>, morbida focaccina-cucchiaio cotta nel forno <i>tandoori</i>, con o senza aglio, <span>&nbsp;</span>e alternativa alla focaccia <i>chapati</i>, non lievitata e più secca. Entrambe una memoria quasi italica&#8230;</span><br /><span>Birra Kingfisher</span><span>&nbsp;e ora molto più the, dopo che una recente legge impedisce di servire qualsiasi bevanda alcolica entro 500 mt dalle strade e autostrade per ridurre gli incidenti.&nbsp;</span><span>Chicken tikka</span><span>&nbsp;ma anche&nbsp;</span><span>pizza Domino</span><span>&nbsp;per i break veloci di lavoro, sempre meglio delle terribili “penne al pesto” philologically uncorrect: ammasso scotto di pasta, mayonese, aceto, olive formaggio e il pesto chissà dov’è.&nbsp;</span><br /><span><br /></span></div>
<div><span>D’obbligo del <i>Mukhwas</i> a fine pasto, sassolini ed erbe rinfrescanti da sgranocchiare, a base di menta e altro per pulire la bocca o cosa ne è rimasto.</span>
<div><span><br /></span></div>
<div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-IJWiJinmk6c/WS6f96BL-TI/AAAAAAAAEzM/9v0rjD1hCf4o7HJYYj6-kl2b3wiYiHm-wCLcB/s1600/3%2B-%2Bmukhwas%2Bmouthfreshener.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-IJWiJinmk6c/WS6f96BL-TI/AAAAAAAAEzM/9v0rjD1hCf4o7HJYYj6-kl2b3wiYiHm-wCLcB/s640/3%2B-%2Bmukhwas%2Bmouthfreshener.jpg" width="360" /></a></span></div>
</div>
</div>
<div></div>
<div>
<div></div>
<p><span>Un battito d’ali (e anche un paio di eliche tanto per essere sicuri) ed eccoci a <b>Hong Kong</b> il passaggio nei soliti posti-non posti amici e inebrianti, dallo street food truculento pulp fiction con teste di anatre e pancette intere appese qui e qua ai locali new age con cibi microscopici altamente estetici che sembrano cucinati con mosse tai-chi&#8230; come immerso nel blob spunta il Michelin da strada<span>&nbsp; </span>a Wanchai con i nervetti e zuppette misteriose e interno da documentario del National Geographic.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-YNjz7OpuRX8/WS6j2FVSCcI/AAAAAAAAE0U/tYq40vubs7MFKjnVB0JSkv-uCw9HtPpFACLcB/s1600/Photo1288.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-YNjz7OpuRX8/WS6j2FVSCcI/AAAAAAAAE0U/tYq40vubs7MFKjnVB0JSkv-uCw9HtPpFACLcB/s640/Photo1288.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-V_ZNtyNbN8k/WS6gBE1EOsI/AAAAAAAAEzQ/J_J5G376ZD8dcnw_edmIVcsqFJ_dqyUfACLcB/s1600/4-hong%2Bkong%2Bstreet%2Bfood%2Bpulp%2Bfiction.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-V_ZNtyNbN8k/WS6gBE1EOsI/AAAAAAAAEzQ/J_J5G376ZD8dcnw_edmIVcsqFJ_dqyUfACLcB/s640/4-hong%2Bkong%2Bstreet%2Bfood%2Bpulp%2Bfiction.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-XlS_8Qvnw8U/WS6gDvnw3OI/AAAAAAAAEzU/RabV57T4j3QpTKR1P5dis3qS_jP8x_Y7wCLcB/s1600/5-hong%2Bkong%2Bristorantini%2Brionali.jpg"><img border="0" height="180" src="https://1.bp.blogspot.com/-XlS_8Qvnw8U/WS6gDvnw3OI/AAAAAAAAEzU/RabV57T4j3QpTKR1P5dis3qS_jP8x_Y7wCLcB/s320/5-hong%2Bkong%2Bristorantini%2Brionali.jpg" width="320" /></a></div>
<p><span>Inutile dire che si può replicare all’infinito di notte nei ristorantini in ogni traversa di ogni quartiere, soprattutto nel mistero delle zuppette e di ogni altra cosa sarà nel piatto. Per dissetarsi un buon <i>sagu</i> al mango (grosse palline gelatinose di <i>tapioca </i>e succo di frutta, da bere con grosse cannucce per far passare le grosse palline, altrimenti vi si strizza il cervello nel tentativo di bere <span>J</span>)</span><br /><span><br /></span><span><br /></span></div>
<div><span>Arriva la <b>Cina</b> vera al suono del Guang dong (credetemi: l’hostess si chiamava Ding Ding…) e stavolta proviamo il gemellaggio italo-cinese neanche fossimo qui per Inter-Milan: la prima poltrona rossonera in un pub mi fa quasi venire il dubbio che abbiano venduto anche la Lucchese.</span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-UphHk11l9d4/WS6gbi7bpyI/AAAAAAAAEzc/OcrshlM-U6oZ03TK5IiFRePhIXCh4PFuQCLcB/s1600/7%2B-%2Bpizza%2Bselfservice.jpg"><br /></a><span>Quindi pizza, ma alla moda cinese, e cioè visto che il cibo non si tocca con le mani e con le bacchette sarebbe un incubo mangiare la pizza… ci si mettono i guanti come quando si fa benzina al self-service. Il bello è che la pizza costa quanto un litro di benzina.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-UphHk11l9d4/WS6gbi7bpyI/AAAAAAAAEzc/OcrshlM-U6oZ03TK5IiFRePhIXCh4PFuQCLcB/s1600/7%2B-%2Bpizza%2Bselfservice.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-UphHk11l9d4/WS6gbi7bpyI/AAAAAAAAEzc/OcrshlM-U6oZ03TK5IiFRePhIXCh4PFuQCLcB/s640/7%2B-%2Bpizza%2Bselfservice.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span><br /></span>
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<div><span>Prosegue il gemellaggio con l’Italia; ecco i <i>noodles-spaghetti</i> e un derivato con nome impronunciabile che assomiglia a finissimi maccheroncini con minuto ragù (bianco) di carne e verdure e peperoncino. Altolàchivalà.</span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-xjNj-7yek1o/WS6iPzeGV1I/AAAAAAAAE0E/fQKyQaClsaMgfvfg8pA0Rrm8YcsJ3XcBACLcB/s1600/14%2B-%2Bcina%2Bpesce%2Bcon%2Bbacca%2Bmagica.jpg"><br /></a><span>Il classico pesce bollito e guarnito di erba cipollina, gran botto finale di pranzo, a sud di Guangzhou viene servito con una curiosa bacca magica che insaporisce, tipo mentuccia zenzerata. Se la si prova pura rompendola con i denti… pofff… ohhh… la mentuccia zenzerata si impadronirà della vostra lingua SOLTANTO (nel senso niente gengive o palato o gola) e non la lascerà per qualche ora, anestetizzandola di molto assai. Il nome della bacca è: ahsjlekbills..kk!prdsch)##.&nbsp;</span><span>Questo almeno dopo averla morsa e pronunciando con la lingua anestetizzata.</span><br /><span><br /></span></div>
<div></div>
<div><span>Il dolce è servito più come antipasto sotto forma di piccole piadine cicciottelle o ritagli di para-crostate. Cartellino giallo (sic&#8230;) ma insomma si è visto di peggio. Arrivati alla frutta, ci rimettiamo in sincronia alimentare.</span></div>
<div><span>I menu come al solito sono una raccolta di foodies più o meno belli per farsi capire anche fra cinesi. Certi menu hanno foodies di classe e sono essi stessi in vendita. Però… mica male…eletta Idea lucchese ad honorem.</span><br /><span><br /></span></div>
<div><span>A fine pasto, ma anche ad inizio pasto (qui la bocca ci si pulisce in continuazione), una grappa di canna, tenuta sottoterra in vasi coccio sigillati e da aprire a martellate. Vi ripaga dello sforzo un liquido chiaro e trasparente, infido come l’acqua per un alpino: 50°, non accendete fuochi nelle vicinanze! Ma voi con un sorso siete fuori legge dagli incisivi in poi…</span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-nM-jhtwo1qc/WS6hG7U5_gI/AAAAAAAAEzs/Dl_lD1LPPlQuLfEquIt9HujmmYy3hU7ZwCLcB/s1600/11-%2Bcina%2Bfoodies%2Bmenu%2Bfagiolo%2Brosso.jpg"><img border="0" height="358" src="https://1.bp.blogspot.com/-nM-jhtwo1qc/WS6hG7U5_gI/AAAAAAAAEzs/Dl_lD1LPPlQuLfEquIt9HujmmYy3hU7ZwCLcB/s640/11-%2Bcina%2Bfoodies%2Bmenu%2Bfagiolo%2Brosso.jpg" width="640" /></a></div>
</div>
<div><span>Il lungo loop si conclude di nuovo a Hong Kong dove non c’è tempo (molto stile hongkongers) e quindi si resta nell’asettico e si entra in un Pizza Hut. Strano, in montagna le capanne (Huts) sono un rifugio dal freddo, qui forse hanno capito male: fuori fa 27° ma dentro si sfiorano i 27° sottozero. Se non vi beccate la congestione prima della ingestione, potrete fare diventare il vostro stomaco il secondo posto al mondo dove si trovano insieme in un solo boccone</span><span>&nbsp; </span><span>farina, gamberoni, pomodorini, formaggio, olive, wurstel, maionese e ananas. Il primo resta la pizza Prawn and Scallop StarBites, e credo siano modesti, qualcosa non lo dicono.</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><span></span><br /><span><br /></span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-QbOvMLFBl2o/WS6gaG6YC7I/AAAAAAAAEzY/wxYvOu1dOdojGUXvEfwb08rcLnbmmg1WACLcB/s1600/6-zhong-zi.jpg"><img border="0" height="180" src="https://3.bp.blogspot.com/-QbOvMLFBl2o/WS6gaG6YC7I/AAAAAAAAEzY/wxYvOu1dOdojGUXvEfwb08rcLnbmmg1WACLcB/s320/6-zhong-zi.jpg" width="320" /></a>All’ultimo giorno ci tocca anche l’esperienza della rosticciana completamente coperta di pepe rosso. Qui forse il guanto era meglio ingoiarlo. Potete immaginare il nome della pietanza in cinese… sì sì&#8230; come prima: vocali e consonanti in libertà, laringali e affricate che si affrettano all’uscita dopo lo starnuto da pepe rosso e una Tsingtao bevuta in un sorso. L’acqua calda con limone di servizio non bastava neanche ad Ironman, che comunque avrebbe pure lui parlato con la voce falsata da elio misto ad esafluoruro di zolfo per un bel po’.</span><br /><span></span></div>
<div><span>Su un volo interno come snack scarto, eroico, degli </span><i>Zhong-zi</i><span> (esame tranquillo, scritto e orale facili): triangoli 3d in foglia di banano (forse) e dentro trovo riso gommoso</span><span>&nbsp; </span><span>misto a carne tritata e onnipresenti verdurine. Gentili torroncini: dolcetto. Forse si attaccheranno ai miei denti per sempre … scherzetto.</span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><br /></a><span></span><span><span><br /></span></span><span></span>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span>Per tacitare le proteste di piazza delle mie budelle al 13° giorno di lotta scelgo<b>“minestrone”.&nbsp;</b></span>Hong Kong lo sai I love you ma… Zuppa alla frantoiana arrivoooooooooo!<i><span>(Post fatto al volo… in volo. KL888)</span></i></span></div>
</div>
<div><span><i><span><br /></span></i></span></div>
<div><span><i><span><b>Francesco Funaioli</b></span></i></span></div>
<div><span><i><span><b>(Funa, il Viaggiatore Romantico)</b></span></i></span></div>
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<p><span><span><br /></span></span></div>
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</div>
]]></content:encoded>
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		<title>La fame e l&#8217;inglese</title>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2017 09:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Inghilterra, York 1977, Luglio. Come ogni autostoppista&#160; che si rispetti ho molta fame e pochi soldi. Per far aumentare i soldi cerco di spendere di meno, dormire in sacco a pelo per non pagare neanche un ostello, fermare le auto per muovermi senza pagare mezzi pubblici per viaggiare (l’etimologia della parola auto-stop NON è incerta)&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-fame-e-linglese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span>Inghilterra, York 1977, Luglio.</span></div>
<div><span>Come ogni autostoppista<span>&nbsp; </span>che si rispetti ho molta fame e pochi soldi. Per far aumentare i soldi cerco di spendere di meno, dormire in sacco a pelo per non pagare neanche un ostello, fermare le auto per muovermi senza pagare mezzi pubblici per viaggiare (l’etimologia della parola auto-stop NON è incerta) e mangiare poco per far durare quanto più possibile i famosi soldi. Questo, ahimé, non fa che aumentare la fame.</span></div>
<div></div>
<div><span>Preso in questo loop sto guardando da alcuni minuti una vetrina di un panettiere-grocery <span>&nbsp;</span>in una stradina ciottolata di York scegliendo mentalmente qualcosa da comprare. Sì, York, quella della cattedrale con le vetrate fantasmagoriche, le Five Sisters che sembrano tutti gli appunti di Galileo e John Forbes Nash jr di <i>Beautiful mind</i> messi insieme ma a colori, quelle cose che ti fanno sentire piccolo di fronte alle meraviglie e così limitato… dalla tua fame.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-2cR-Ej8P2k4/WQmcyZmKdzI/AAAAAAAAEsc/Hx-B3JM3KZgxQAKcJQ8eSALOXQ7ivpYrACLcB/s1600/five%2Bsisters.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-2cR-Ej8P2k4/WQmcyZmKdzI/AAAAAAAAEsc/Hx-B3JM3KZgxQAKcJQ8eSALOXQ7ivpYrACLcB/s640/five%2Bsisters.jpg" width="472" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div></div>
<div><span>Scarto tutto il pane a cassetta per toast (non ho evidentemente la macchina per toast nello zaino) che comunque ha il rischio di diventare o <i>cingomma</i> nel nylon o cartone secco fuori dal nylon; però qui ci sono dei pani interessanti, sembrano parenti di quelli che abbiamo in mente noi civilizzati toscani. Un aiuto divino mostra il più grosso come il più economico. Scelto (avevate dubbi?).</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-xBIR4P5AFs0/WQmcoryR59I/AAAAAAAAEsY/4T8LXhjNQgM-MwVkRDbpV7XNn_4QWKQRACLcB/s1600/20170430_233046.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-xBIR4P5AFs0/WQmcoryR59I/AAAAAAAAEsY/4T8LXhjNQgM-MwVkRDbpV7XNn_4QWKQRACLcB/s640/20170430_233046.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div></div>
<div><span>Entro per lo shopping e scorro velocemente anche la massa di altra roba che non mi serve, più che altro perché costa, però in realtà dovrei trovare anche qualcosa da metterci dentroa quel pane considerando che l’olio portato da casa è agli sgoccioli e poi ho solo sale e pepe e&#8230; dadi Knorr per il brodo. Il tonno con i fagioli c’è ma è off-limits, serve per i sabati-domeniche.&nbsp;</span><span>Mi ribello mentalmente a un&#8217;altra gavetta di brodo con pane (soluzione base) e cerco qualcosa di prezzo etereo con solidità rocciosa per i miei succhi gastrici (sento un gorgoglio di sottofondo tipo colonna sonora di “Altrimenti ci arrabbiamo”)</span></div>
<div></div>
<div><span>Niente da fare, scatolette di altre minestre indescrivibili, fagioli messicani in salsa rossa (già provati… energia nucleare no grazie), altra roba ancora che mi respinge sia come etichetta sia come prezzo, poi… nella vetrina frontale, sotto il tipo che mi guata come i bottegai guatano i clienti da poco, un miraggio: una bella busta trasparente biancheggiante con la scritta<span>&nbsp; </span>&#8220;LARD&#8221; e tagliandino &#8220;11 pence&#8221; appiccicato. Poco di più per il pane. Goal!</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-h_85GqiZ41A/WQmc6_wD5iI/AAAAAAAAEsg/3oyqM8Llfcs3MG8PtzPFHeTVWz_ILZwtQCLcB/s1600/lard%2Bcan.png"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-h_85GqiZ41A/WQmc6_wD5iI/AAAAAAAAEsg/3oyqM8Llfcs3MG8PtzPFHeTVWz_ILZwtQCLcB/s640/lard%2Bcan.png" width="480" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div></div>
<div><span>Esco soddisfatto dell’acquisto e con l’acquolina in bocca per il mega panino con lardo che andrò a ingurgitare. Dio (lucchese) strabenedica gli inglesi, che in fondo sanno anche fare pani normali e hanno anche lardo a buon mercato. Il panotto è anche bello pesante, bene bene… tutto promette alla grande.<span>&nbsp;</span></span><span>Quasi. Già il mitico coltellino svizzero che già conoscete fa un po&#8217; di fatica a tagliare a metà il pane, che si appalesa un concentrato di biacca cemento e argilla. Beh… dai dai si mangia&#8230; che volevi la focaccia del Casali…? (vocina fuori campo:”sì!”)</span></div>
<div><span>Apro la busta ma dentro il mio immaginario perde la strada: non blocco, non fette, bensì materia bianca da spalmare con effluvi fra olio Castrol e sifone da riparare… mah, paese che vai lardo che trovi. Metto mano alla tasca centrale dello zaino, alla cieca trovo sale e pepe, cospargo, richiudo le due metà dello scrigno e al mio segnale scateno la fame.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-YULux_ksrnE/WQmdQ-If4DI/AAAAAAAAEsk/A99usbZpTEQx6gwpqmjoEBXqHW4azQ5PwCLcB/s1600/spoon-of-lard.jpg"><img border="0" height="426" src="https://2.bp.blogspot.com/-YULux_ksrnE/WQmdQ-If4DI/AAAAAAAAEsk/A99usbZpTEQx6gwpqmjoEBXqHW4azQ5PwCLcB/s640/spoon-of-lard.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>Una certa difficoltà a deglutire (vedi anche <i>principio di soffocamento</i>) la risolvo con acqua (unico liquido gratis, anche se deprimente) e meno male il sale e il pepe danno un sapore a quel blob da poco meno di 30 pence ma niente da fare: dopo 3 minuti di vorace masticazione, scarso intaccato uno spicchio del mostro, mi comincio a sentire le tempie XXL neanche fossi un dittatore nordcoreano: <i>esse</i>pulsano, e la mascella è come svuotata di energia. La paura è quella di restare con quel boccone in bocca e non poter più deglutire. </span></div>
<div><span>Mi fermo in tempo e rifinisco di bulino il quarto di pane. Il resto lo mangerò nei prossimi giorni. Nemmeno l’ultimo tentativo di autoipnosi e visualizzazione di <i>crepacciata di lardo delle Alpi Apuane </i>può farmi avanzare di un solo spasmo alcun muscolo informato dei fatti: non il massetere né il temporale e neppure lo pterigoideo interno. Figuriamoci quello esterno.&nbsp;</span><span>Un brodino? Eh, quasi quasi…</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-h-jIvh3VVOo/WQmda8fdV7I/AAAAAAAAEso/fMEy0xPMYZ45eIyHnrjeCfYoYTzQQo_XACLcB/s1600/crepacciata%2Bdi%2Blardo%2Bdi%2Balpi%2Bapuane.JPG"><img border="0" height="480" src="https://3.bp.blogspot.com/-h-jIvh3VVOo/WQmda8fdV7I/AAAAAAAAEso/fMEy0xPMYZ45eIyHnrjeCfYoYTzQQo_XACLcB/s640/crepacciata%2Bdi%2Blardo%2Bdi%2Balpi%2Bapuane.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>Non sono mai risalito all’uso stimato per il pane (non certo l’alimentazione umana…) ma per il <i>lard</i>, dopo un po&#8217;, tramite voci amiche e vocabolari scritti, trovai di cosa mi ero poi nutrito stoicamente per 4 pasti:</span></div>
<div></div>
<div><span><i>Traduzioni di lard dall&#8217;inglese:</i></span></div>
<table border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<div></div>
<div><span><i>Sostantivo:</i></span></div>
<div></div>
<ol start="1" type="1">
<li><span><i>lardo &#8211; lard, bacon</i></span></li>
<li><span><i>strutto &#8211; lard</i></span></li>
<li><span><i>sugna &#8211; lard</i></span></li>
</ol>
<div></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><!--[if gte mso 9]&gt;    &lt;![endif]--> <!--[if gte mso 9]&gt;   Normal  0      14      false  false  false    IT  JA  X-NONE                                                                    &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                    &lt;![endif]--> <!--[if gte mso 10]&gt;&lt;![endif]-->   <!--StartFragment-->                                                         <!--EndFragment-->
<div><span>Ecco: togliete pure la prima riga. Però costava 11 pence…</span></div>
<div><span><b><i><br /></i></b></span></div>
<div><span><b><i>Francesco Funaioli</i></b></span></div>
<div><span><b><i>(Il Funa, viaggiatore romantico)</i></b></span></div>
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		<title>A lezione di quinto quarto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 12:50:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Francesco Funaioli]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Torrini]]></category>
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		<description><![CDATA[Io andavo bene a Italiano, ma non capivo niente di Matematica; i professori dicevano che scrivevo bene ma non mi applicavo e per questo non potevo riuscire a matematica. Così i mie genitori mi segnarono al Classico (ove c’era in effetti da segnarsi…) Da lì in poi tutte le volte che incontro i numeri mi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/a-lezione-di-quinto-quarto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span>Io andavo bene a Italiano, ma non capivo niente di Matematica; i professori dicevano che scrivevo bene ma non mi applicavo e per questo non potevo riuscire a matematica. </span></div>
<div><span>Così i mie genitori mi segnarono al Classico (ove c’era in effetti da segnarsi…)</span></div>
<div><span>Da lì in poi tutte le volte che incontro i numeri mi confondo.</span></div>
<div></div>
<div><span>Ad esempio se si prendono i 2/4 anteriori della bestia &nbsp;e si aggiungono i 2/4 posteriori con questo fanno 4/4 e, se ho copiato bene, questo fa 1. E lo diamo ai ricchi. Evvai, sembrerebbe che la bestia fosse finita, ma poi se aggiungo 4 stomaci e li do ai poveri, mi suggeriscono che ho il 5/4.&nbsp;</span><span>Cioè 1 + 4 &nbsp;fa 5/4? Mah…</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-IrUNhFsLiss/WNkGXI0cA_I/AAAAAAAAEoU/Oe16-qokX1sFroa_u-SCkJh1e05z0hLVQCLcB/s1600/20170327_141400.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-IrUNhFsLiss/WNkGXI0cA_I/AAAAAAAAEoU/Oe16-qokX1sFroa_u-SCkJh1e05z0hLVQCLcB/s640/20170327_141400.jpg" width="640" /></a></div>
</div>
<div><span>Sono andato giovedì sera a studiare ai Diavoletti dove c’era Leonardo Torrini, trippaio a Firenze.&nbsp;</span><span>Ho provato a farmelo spiegare con dei piatti tondi, che è più geometria quasi piana che matematica, ma il mistero si infittisce.</span></div>
<div></div>
<div><span>Frazionando (eh eh..) la sinottica che collega la punta della lingua alla punta della coda passando come per una serie di volute di alambicchi ho gustato e ascoltato la sua lectio magistralis (eh..il classico riaffiora come la muffa…) su Carpaccio di lingua, Poppa e Trippa fritte, sformatino di cavolo nero e lampredotto, Minestra di centopelli, Raviolo di lampredotto, Trippa alla fiorentina (non vi azzardate a metterci il parmigiano del tutto fuori della tradizione e anche dalla geologistica) e stracotto di lampredotto. In debita assonanza Quartini di sangioveto grosso o prugnolo gentile a profusione.</span><br /><span><br /></span>
<div><span></span></div>
</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-59Vnr-YYzfQ/WNkGaQPnZHI/AAAAAAAAEog/oYkIPIBtacIMqCi5tXs8QjK2YwOdRPnJACEw/s1600/20170327_141302.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-59Vnr-YYzfQ/WNkGaQPnZHI/AAAAAAAAEog/oYkIPIBtacIMqCi5tXs8QjK2YwOdRPnJACEw/s640/20170327_141302.jpg" width="640" /></a></div>
<p></div>
<div><span>Se vi volete addentrare (è il caso di dirlo) nei termini:la lingua…beh è la Lingua, la Poppa è la mammella, poi i 4 moschettieri in ordine di apparizione: la Trippa (reticolo e rumine), l’omaso ovvero il Centopelli (dato in passato più come medicamento ai cani che non ai cristiani) e infine l’abomaso, il signor Lampredotto. La coda ve la mangerete poi quando andate a Roma (alla vaccinara).&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-kVhHhNKrIdE/WNkGVhcgOmI/AAAAAAAAEoQ/C0OjxWR6nz0G55He8nZBgtillSResPWEACLcB/s1600/20170323_224535.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-kVhHhNKrIdE/WNkGVhcgOmI/AAAAAAAAEoQ/C0OjxWR6nz0G55He8nZBgtillSResPWEACLcB/s640/20170323_224535.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span><br /></span></div>
<div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-xqWlAXvATEo/WNkGX_ZLtqI/AAAAAAAAEoY/qCzw37hFdv8Df4zZLr0F2D8Aqo6SYAT8ACLcB/s1600/20170323_205151.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-xqWlAXvATEo/WNkGX_ZLtqI/AAAAAAAAEoY/qCzw37hFdv8Df4zZLr0F2D8Aqo6SYAT8ACLcB/s640/20170323_205151.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span>Ci potremmo perdere in miriadi di componenti che rendono l’idea di quanto la cucina povera (allora solo per i poveri) facesse attenzione al dettaglio per farne un universo di cibi a basso costo però gustosi e nutrienti. Buffo il dettaglio che “le trippe” in sé sono pure a basso contenuto calorico, quindi oggi possono sfruttare anche l’onda salutista, anche se questo non era di sicuro l’obiettivo dei poveri nei secoli, anzi.</span></div>
<div></div>
<div><span>Vorrei non aver capito quanto tutto questo è buono e ripetere la lezione (repetita juvant, aridaje…).&nbsp;</span><span>Mi basterebbe un Bignami: il Panino. Ché a Firenze “un panino” significa solo “un panino con il lampredotto”, unica variante accettata: “bagnato” &nbsp;o no con il brodo di cottura e le sue spezie.&nbsp;</span><span>E se lo dice Leonardo Torrini c’è da credergli. E’ un Trippaio. E a Firenze, se sei un Trippaio, sei nella Storia di Firenze, in quella delle Corporazioni dove ognuno si occupava con dedizione e dignità professionale a quel qualcosa che teneva viva a tutti i “quarti” livelli tutta la gente, povera e ricca, che avrebbe dato fiato e penne alle generazioni future. Per quanto che era “ciccia” Trippai, Macellari Agnellai, Pollaioli, Barulli Trecconi e Strascini , Testai e Frattagliai. Parole, meravigliose.&nbsp;</span><br /><span>Parole non numeri.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-ibVxnA08hv8/WNkKXnH2mqI/AAAAAAAAEoo/AC8V_l37WFQUCR8xr8nMciIH4LHnfPhwgCLcB/s1600/20170327_143610.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-ibVxnA08hv8/WNkKXnH2mqI/AAAAAAAAEoo/AC8V_l37WFQUCR8xr8nMciIH4LHnfPhwgCLcB/s640/20170327_143610.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><b><i>Francesco Funaioli</i></b></span><br /><span><b><i>(quello sulla sinistra, per intendersi&#8230;)</i></b></span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Di tapas in tapas &#8211; Tajut, ombre rosse&#8230; e bianche</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2016 11:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Cavaliere Perso]]></category>
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		<description><![CDATA[E chi l’ha detto che si spiluzzica e ci si bagna l’ugola solo in Spagna? Nessuno. Infatti oggi si va in Friuli, insieme diretti a una zingarata alpina in Veneto. Già, gli alpini…non c’è solo il raduno annuale, quello organizzato dei grandi numeri di persone e di litri, ci sono altre occasioni nell’anno, dei richiami&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/di-tapas-in-tapas-tajut-ombre-rosse-e-bianche/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>E chi l’ha detto che si spiluzzica e ci si bagna l’ugola solo in Spagna? Nessuno. Infatti oggi si va in Friuli, insieme diretti a una zingarata alpina in Veneto. Già, gli alpini…non c’è solo il raduno annuale, quello organizzato dei grandi numeri di persone e di litri, ci sono altre occasioni nell’anno, dei richiami della foresta, come dei fischi nel buio: si possono raccogliere o no, se ti va, se puoi, se decidi che può saltare il banco anche se non puoi e perché ti va. Il richiamo stavolta è una cena di </span><b><span>bigoli con le sarde </span></b><span>a Oderzo. I “richiamati” verranno da molti posti, ognuno con qualche provvista e qualche(!) bottiglia. Incontri alpini, meeting di eccessi e di bellezze. La bellezza di incontrarsi e di riattaccare con precisione chirurgica discorso anche dopo mesi o anni, di ricordare, parlare e di ascoltarsi, merce rara più delle etichette e dei cibi che circoleranno a vario titolo fra persone che spesso niente hanno in comune se non quella divisa e alcuni mesi della vita passati insieme</span><span>,</span><span>&nbsp;più o meno rapati e vestiti di verde. In armi</span><span>,</span><span>&nbsp;o meglio in zaino picozza corda ramponi e scarpon. Come da libretta.</span><br /><span>Arriviamo prima dell’alba io, da una cena di lavoro e di piacere a Piacenza, e un amico raccolto a Bologna (lui la cena se l’è fatta di piacere e basta) da chi ci ospita a Pordenone. L’idea di fare una sgambata a Piancavallo prima di finire nella perdizione alimentare della cena sfuma in una mattinata piovigginosa. E allora non ci resta che una passeggiata in città e un giro di </span><b><span>ombre </span></b><span>e </span><b><span>cicchetti</span></b><span>, in veneto, o se volete </span><b><span>tajut </span></b><span>in friulano. Di osteria in osteria un aperitivo ripetitivo con bicchiere di vino e accompagnamento. Niente di meglio per parlare, senza dover guidare…</span>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-zQ0Ot1i2nXQ/WEk983aI0OI/AAAAAAAAEYg/xMIKv21vDAMERPIe1T3e-6JuloALzTf7gCLcB/s1600/20161126_134515.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-zQ0Ot1i2nXQ/WEk983aI0OI/AAAAAAAAEYg/xMIKv21vDAMERPIe1T3e-6JuloALzTf7gCLcB/s640/20161126_134515.jpg" width="418" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span>E parlando arriviamo davanti alla prima, l<b>’Osteria del Cavaliere Perso</b>, perfetta per noi che ci siamo appena ritrovati. Ci attende Sonia,</span><span>&nbsp;</span><span>un’ostessa (qui dentro tutto è donna dal bancone alla cucina), direi hostess nel senso che ci guiderà lei fra le ombre che volano quasi a seguire i nostri discorsi.</span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-hFJfiqzjr0Q/WEk-AJh66XI/AAAAAAAAEYo/Sbc0bgPOWiERJE9z6KZdxI-hu5Nb-cwEQCLcB/s1600/Sonia%2Bl%2527ostessa.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-hFJfiqzjr0Q/WEk-AJh66XI/AAAAAAAAEYo/Sbc0bgPOWiERJE9z6KZdxI-hu5Nb-cwEQCLcB/s640/Sonia%2Bl%2527ostessa.jpg" width="640" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span>Il punto su chi siamo ora, io a vender caschi, l’altro a mettere a posto case e cantieri, l’altro a far soccorso sulle piste o preparare sci: per onorare un presente con sotto problemi per tutti</span><span>,</span><span>&nbsp;ecco una </span><b><span>Ribolla Gialla di Angoris </span></b><span>e </span><b><span>prosciutto dolce di Sauris</span></b><span>. Ci rodiamo, ridiamo e scherziamo e mentre stiamo per venire via la cuoca porta una frittata di 36 uova…</span><span></span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-mqt_ZpBHToQ/WEk-xJx-w3I/AAAAAAAAEZU/p1k5Nvz0LosEVn2ewFpayOpMRv_gD6YAQCLcB/s1600/sauvignon%2Be%2Bfrittata.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-mqt_ZpBHToQ/WEk-xJx-w3I/AAAAAAAAEZU/p1k5Nvz0LosEVn2ewFpayOpMRv_gD6YAQCLcB/s640/sauvignon%2Be%2Bfrittata.jpg" width="640" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span>Anche chi non ha fatto il servizio militare sarebbe rimasto…</span><span>&nbsp;</span><span>e con un po’ di buon gusto avrebbe chiesto un </span><b><span>Sauvignon blanc</span></b><span>. Impeccabile e intrigante quello di </span><b><span>Les Cantinis</span></b><span>&nbsp;mentre abbiamo preso il crinale delle mogli o compagne o amanti, terreno infido, generoso anch’esso di frittate, dove alcune hanno resistito come rocce, altre no, altre sono nate e tramontate, e il floreale del sauvignon ricorda i prati degli amori estivi e quel retrogusto più amaro </span><span>del</span><span>le fini non volute..</span><span>. ci </span><span>vede </span><span>con </span><span>un formaggio bianco salato fatto da una tal signora da lei stessa medesima. Lo aiutiamo con una compostina di cipolle di tropea. Il salato e il dolce ben rappresentano noi claudicanti che corriamo dietro l’eterno femminino. </span><span></span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-T2srbzagJuQ/WEk-Vs-ILvI/AAAAAAAAEY4/tsw7BoS9GFcYqZ6BoBj4j-ad4GEIyxloQCLcB/s1600/formaggio%2Bsalato%2Be%2Bcipolle%2Bdi%2Btropea%2B2.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-T2srbzagJuQ/WEk-Vs-ILvI/AAAAAAAAEY4/tsw7BoS9GFcYqZ6BoBj4j-ad4GEIyxloQCLcB/s640/formaggio%2Bsalato%2Be%2Bcipolle%2Bdi%2Btropea%2B2.jpg" width="360" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span>Ci consoliamo con una serie di ricordi militari, risuona la mitraglia nelle vallate alpine che hanno un’eco mitica e in assonanza schioppettante</span><span>&nbsp;e </span><span>arriva uno </span><b><span>Schioppettino</span></b><span>&nbsp;con lo speck di Sauris, diverso da ogni altro, sempre con un pane &nbsp;adeguato, e come amica si porta dietro fette di una strana polpetta di carne ovina suina e selvatica (capriolo o camoscio) impastata con farina di mais e leggermente affumicata, con dentro pure qualche mirtillo: la </span><b><span>Petuccia di Claut.</span></b><span>&nbsp;&nbsp;</span><span></span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-5Rw-Q6hIM7I/WEk-xUUux-I/AAAAAAAAEZY/H6HqHaC0iY4Uvej99jdAwmZv9S4o1WHjQCLcB/s1600/schioppettino%2Be%2Bspeck%2Bdi%2Bsauris.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-5Rw-Q6hIM7I/WEk-xUUux-I/AAAAAAAAEZY/H6HqHaC0iY4Uvej99jdAwmZv9S4o1WHjQCLcB/s640/schioppettino%2Be%2Bspeck%2Bdi%2Bsauris.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<div align="justify"><span>Dovremmo andare ma l’argomento ora è finito sui figli…</span><span>&nbsp;</span><span>bimbi piccoli problemi piccoli, bimbi grandi…urge qualcosa di complesso. Dalla cabina di guida l’Hostess esce con fumante una </span><b><span>crema di zucca e capesante</span></b><span>; improvvisiamo con un </span><b><span>Terrano</span></b><span>&nbsp;ma con i figli non si è mai sicuri di cosa sarà e allora proviamo anche con un Tocai, ora </span><b><span>Friulano</span></b><span>&nbsp;e questo quasi sloveno.&nbsp;</span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-9dRSyXJNNhI/WEk-KWhcW0I/AAAAAAAAEYs/2w0P_0Dy2MURZbC1TcU_bdx5Rs8zFC7JwCEw/s1600/crema%2Bdi%2Bzucca%2Bcon%2Bcapesante.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-9dRSyXJNNhI/WEk-KWhcW0I/AAAAAAAAEYs/2w0P_0Dy2MURZbC1TcU_bdx5Rs8zFC7JwCEw/s640/crema%2Bdi%2Bzucca%2Bcon%2Bcapesante.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<div align="justify"><span>Un assaggio di </span><b><i><span>musèt e brovade</span></i></b><b><span>&nbsp;</span></b><span>con qualche </span><b><i><span>fagiolo di Lamon</span></i></b><span>, giusto un morso di </span><b><i><span>frico</span></i></b><b><span>&nbsp;</span></b><span>ma rimarranno i dubbi, i pensieri e come fare con figli di primo letto, di secondo e di nessun letto: nipoti sentiti come e più di figli</span><span>, </span><span>ma fra gli alpini la confusione è norma: io ho 60 anni e gli altri </span><i><span>fradis</span></i><span>&nbsp;ne hanno 59, ma per i casi della vita e le regole del nonnismo uno di loro è mio nonno e l’altro mio figlio. Chi glielo spiega al 4° ufficiale, quello dell’anagrafe? Noi no, di sicuro… </span><span></span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-c0mJUv3E2nE/WEk-bkvQ84I/AAAAAAAAEY8/-xfzcL8Tjgk9CjGiKlnYeuWYoCCT4kFwQCLcB/s1600/frico.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-c0mJUv3E2nE/WEk-bkvQ84I/AAAAAAAAEY8/-xfzcL8Tjgk9CjGiKlnYeuWYoCCT4kFwQCLcB/s640/frico.jpg" width="360" /></a></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div align="justify"></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-EuI5C1g7rDo/WEk-O_KNnRI/AAAAAAAAEY0/pZJVQS8IEGoAGkAMncRr-mUIXomrvko9ACLcB/s1600/fagiolo%2Bdi%2BLamon.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-EuI5C1g7rDo/WEk-O_KNnRI/AAAAAAAAEY0/pZJVQS8IEGoAGkAMncRr-mUIXomrvko9ACLcB/s640/fagiolo%2Bdi%2BLamon.jpg" width="360" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span>Ormai ci meritiamo il dolce, quello dedicato al futuro, una crema così gialla e densamente dolce che incrocia perfettamente il profondo giallo e dolce del </span><b><span>Verduzzo friulano</span></b><span>&nbsp;che la scorta. Incrociamo anche noi i cucchiaini come i moschettieri incrociano le spade. </span><span></span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-lYwpxlzX6xo/WEk-i2fEaTI/AAAAAAAAEZI/ffCDIEotz887RUYfCcfWJS9brNlM1HcEQCLcB/s1600/i%2Btre%2Bmoschettieri.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-lYwpxlzX6xo/WEk-i2fEaTI/AAAAAAAAEZI/ffCDIEotz887RUYfCcfWJS9brNlM1HcEQCLcB/s640/i%2Btre%2Bmoschettieri.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div align="justify"><span>Eravamo entrati alle 11,52 per iniziare un giro di ombre, ora sono le 15,10: siamo rimasti lì e le ombre, anche quelle che si proiettano dentro e non fuori, &nbsp;hanno girato intorno a noi quasi a circondarci ma spalla a spalla ci siamo difesi alla grande. Come da libretta. </span><span></span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span>“Un grappa?”</span><span>. “</span><span>No grazie, siamo astemi…”</span><span>.</span><span></span></div>
<div align="justify"><span>Un ultimo sorriso, un saluto e via…verso la cena e i bigoli con le sarde, altre ombre ci attendono: the show must go on.</span><span></span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div align="justify"><span><b><i>Funa, il Viaggiatore Romantico</i></b></span><br /><span><b><i>(Francesco Funaioli)</i></b></span></div>
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