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	<title>Food Blogger Mania &#187; Fonti Lodi Expo</title>
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		<title>Il Lodigiano e la Raspadura</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 23:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tiziana Bontempi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Fonti Lodi Expo]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[forme]]></category>
		<category><![CDATA[Il Lodigiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Pianura Padana]]></category>
		<category><![CDATA[prati]]></category>

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		<description><![CDATA[« &#8230; Veggonsi larghissimi campi e prati per nodrigare gli armenti,&#160;dei quali se ne trae tanto cacio, quanto in nessun altro luogo d’Italia.&#160;Quivi sempre appaione le fresche erbette per la grande abbondanza delle acque&#160;con le quali sono irrigati tutti questi paesi, cosicché da ogni lato&#160;veggonsi correre le chiare acque, per gli idonei condotti in&#160;tal maniera,&#160;che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-lodigiano-e-la-raspadura/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div>
<div>
<div><span><i>« &#8230; Veggonsi larghissimi campi e prati per nodrigare gli armenti,&nbsp;</i></span><br /><span><i>dei quali se ne trae tanto cacio, quanto in nessun altro luogo d’Italia.&nbsp;</i></span><br /><span><i>Quivi sempre appaione le fresche erbette per la grande abbondanza delle acque&nbsp;</i></span><br /><span><i>con le quali sono irrigati tutti questi paesi, cosicché da ogni lato&nbsp;</i></span><br /><span><i>veggonsi correre le chiare acque, per gli idonei condotti in&nbsp;tal maniera,&nbsp;</i></span><br /><span><i>che in alcuni luoghi vedonsi tre o quattro canali l’un sopra l’altro&nbsp;</i></span><br /><span><i>con grande artificio fatti, per condurre le acque<br />più al basso o più all’alto, secondo il sito dei campi. &#8230;» </i></span><br /><span><i>Fra Leandro Alberti&nbsp;da “Descrizione di tutta l’Italia” (Bologna 1550)</i></span><br /><span><br /></span><span><br /></span><span><br /></span><span><br /></span><span><br /></span><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-STCo4R5m8qk/V1yCtDMplRI/AAAAAAAAWB0/AQT94RRdD6UVV49WkGk2SrQdFWPJEyeQwCLcB/s1600/P1110283.JPG"><img border="0" height="480" src="https://3.bp.blogspot.com/-STCo4R5m8qk/V1yCtDMplRI/AAAAAAAAWB0/AQT94RRdD6UVV49WkGk2SrQdFWPJEyeQwCLcB/s640/P1110283.JPG" width="640" /></a></div>
<p><span><br /></span><span><br /></span><span><br /></span><span><br /></span><span><br /></span><span><br /></span><span><br /></span>
<div><span><span>Il Lodigiano non è la mia terra natale, ma qui sono venuta a vivere circa 12 anni fa e di questo territorio vorrei quindi cominciare a parlarvi, con occhi che ruotano un pò su tutto e con un&#8217;attenzione particolare ai prodotti tipici e alle tradizioni enogastronomiche.&nbsp;</span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span>Prima di tutto, per gli amici che mi leggono da lontano, vediamo la geografia del luogo. Ci troviamo nella Pianura Padana Lombarda, nella zona compresa tra il canale Muzza-Addetta (a nord) e i fiumi Po, Adda e Lambro (a sud), tra le province delle città di Milano, Cremona, Pavia e Piacenza. I 61 comuni di questo territorio sono raggruppati su circa 780 km quadrati attorno al capoluogo Lodi.</span></span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-hGmjNMAttds/V1yF0jxU4DI/AAAAAAAAWCA/tEY4QdZet6MpBbOJkZjmNTPqPLLuTlBOACLcB/s1600/comuni2.jpg"><img border="0" height="400" src="https://4.bp.blogspot.com/-hGmjNMAttds/V1yF0jxU4DI/AAAAAAAAWCA/tEY4QdZet6MpBbOJkZjmNTPqPLLuTlBOACLcB/s400/comuni2.jpg" width="400" /></a></div>
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<div></div>
<div><span>I corsi d&#8217;acqua, naturali e artificiali, rappresentano una caratteristica peculiare del luogo: fin dagli albori le acque hanno insidiato il territorio, ma con il passare del tempo l&#8217;uomo è riuscito a colonizzare questa parte della Pianura Padana. Siamo in una zona alluvionale e su un terreno di natura argillosa e ghiaiosa, reso fertile e adatto alle coltivazioni dalla grande opera di bonifica,&nbsp;iniziata già dai monaci cistercensi.</span></div>
<div><span>Per quanto riguarda l&#8217;agricoltura e l&#8217;allevamento, il Lodigiano è uno dei centri più importanti a livello italiano e rappresenta altresì un polo europeo importante nel settore zootecnico.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-2F-G42TmN0A/V1yX5xpcxKI/AAAAAAAAWCQ/yFaKCOFT_-0KnsAy1Um3PV8pyv0gR5egwCLcB/s1600/20160423_185938.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-2F-G42TmN0A/V1yX5xpcxKI/AAAAAAAAWCQ/yFaKCOFT_-0KnsAy1Um3PV8pyv0gR5egwCLcB/s640/20160423_185938.jpg" width="360" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>In questo percorso a spasso per il Lodigiano che faremo insieme, andremo alla ricerca dei luoghi e dei sapori, dei ricordi e delle tradizioni e il primo passo che muoveremo oggi sarà inerente alla lavorazione del latte e alla produzione del formaggio e del burro.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>Nelle nostre stalle vivono circa 50.000 vacche frisone, che producono 400.000 tonnellate di latte, corrispondenti a circa il 4% dell’intera produzione nazionale. Almeno il 30% del latte locale è classificabile come “latte d’alta qualità”.</span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>La produzione lattiera è stata molto importante fin da tempi lontani. Il latte lavorato in cascina subiva trattamenti differenti a seconda del formaggio che si voleva produrre. I formaggi tipici sono il Grana Lodigiano (detto anche Granone), formaggi a pasta filante come caci e provoloni a forma cilindrica, pera o caciocavallo sia dolce che piccante, stracchino (Bianco, Crescenza e Vecchio), gorgonzola (dolce,&nbsp;erborinato,&nbsp;pannoso, piccante o forte), pannerone o&nbsp;panerone&nbsp;(dal gusto amarognolo),&nbsp;mascarpone e&nbsp;mascherpa (ricotta).</span></div>
<div><span>Oggi mi soffermo sulla&nbsp;</span><span><b><span>Raspadüra</span></b>&nbsp;perché ha un forte legame con il territorio di cui stiamo parlando.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-db09925RZmw/V1yZ6Rc5jmI/AAAAAAAAWCc/bTx8zkSEPgclYm-JdL6k1aSRWsR297VEwCLcB/s1600/DSC_2543.JPG"><img border="0" height="426" src="https://2.bp.blogspot.com/-db09925RZmw/V1yZ6Rc5jmI/AAAAAAAAWCc/bTx8zkSEPgclYm-JdL6k1aSRWsR297VEwCLcB/s640/DSC_2543.JPG" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>La&nbsp;Raspadüra non è un vero formaggio a se stante, ma si tratta del grana giovane che viene&nbsp;tradizionalmente sfogliato al velo mediante l&#8217;utilizzo della &#8220;raspa&#8221; e viene somministrato al consumo sotto forma di veli molto sottili.</span></div>
<div><span>L&#8217;origine di questa pratica curiosa si perde nel tempo e nelle leggende. Probabilmente il motivo risiedeva nella necessità di utilizzare quelle forme di grana che, durante la stagionatura, avevano mostrato dei difetti o dei rigonfiamenti e che non avrebbero più trovato mercato. Per non buttare queste forme di grana si procedeva a tagliare tante sfoglie sottilissime con una lama e poi si vendevano con successo ai consumatori.</span></div>
<div><span>Oggigiorno la&nbsp;Raspadüra non è più un prodotto di ripiego, ma è una vera eccellenza che si ottiene sfogliando delle forme di grana di ottima qualità, da 35 kg, dopo pochi mesi di stagionatura (da 6 a 8 mesi). La forma di grana viene divisa in due parti e poi si raschiano dal cuore di ogni metà dei sottilissimi veli di formaggio, il tutto con un&#8217;operazione che necessità abilità ed esperienza.</span></div>
<div><span>E&#8217; uno dei prodotti&nbsp;caseari più particolari ed è una&nbsp;vera originalità del Lodigiano.&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-0bPmvYlWP0k/V1ybArckZFI/AAAAAAAAWCo/WaFKxCxR0jcQ1HJ7S7t7Tu8-k99KgSzVQCLcB/s1600/DSC_2539.JPG"><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-0bPmvYlWP0k/V1ybArckZFI/AAAAAAAAWCo/WaFKxCxR0jcQ1HJ7S7t7Tu8-k99KgSzVQCLcB/s640/DSC_2539.JPG" width="640" /></a></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span>Vi do appuntamento alla prossima tappa di questa passeggiata nelle terre lodigiane e alla prossima ricetta.</span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span>A proposito, dimenticavo&#8230; qui non abbiamo soltanto degli ottimi prodotti, ma anche tante, tantissime zanzare e tanta nebbia!</span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span>Fonti:&nbsp;</span></div>
<div><span>Lodi Expo 2015</span></div>
<div><span>Turismo Lodi</span></div>
<div><span>Regione Lombardia</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<p></div>
</div>
</div>
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