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	<title>Food Blogger Mania &#187; CONSUMO</title>
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		<title>PERCHE’ RIDURRE IL CONSUMO DEL SALE</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2018 15:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dulcis.di.gabriella.pravato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PERCHE’ RIDURRE IL CONSUMO DEL SALE Uno&#160;studio Americano&#160;ha affermato che basterebbe&#160;ridurre del 10%&#160;l’assunzione media&#160;di sale nei prossimi 10 anni per avere dei&#160;grandi benefici sulla salute&#160;della&#160;popolazione mondiale. Nell’articolo&#160;che segue&#160;vedremo&#160;perche’ e’ cosi importante&#160;ridurre il consumo di sale ! PERCHE’ RIDURRE IL CONSUMO DEL SALE L’organizzazione mondiale della Sanità raccomanda una dose di 2 g. al giorni di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/perche-ridurre-il-consumo-del-sale/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PERCHE’ RIDURRE IL CONSUMO DEL SALE Uno&#160;studio Americano&#160;ha affermato che basterebbe&#160;ridurre del 10%&#160;l’assunzione media&#160;di sale nei prossimi 10 anni per avere dei&#160;grandi benefici sulla salute&#160;della&#160;popolazione mondiale. Nell’articolo&#160;che segue&#160;vedremo&#160;perche’ e’ cosi importante&#160;ridurre il consumo di sale ! PERCHE’ RIDURRE IL CONSUMO DEL SALE L’organizzazione mondiale della Sanità raccomanda una dose di 2 g. al giorni di sale, ma questa quota è [&#8230;]</p>
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		<title>GUERRA APERTA AGLI ZUCCHERI PER UN CONSUMO PIU&#8217; CONSAPEVOLE.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 10:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Manfredi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’American Heart Association ha deciso di mettere al bando gli zuccheri per tutti i bambini fino ai 2 anni di età per cercare di stroncare sul nascere il rischio di obesità e invitare i più piccoli a un alimentazione più consapevole. Un consumo elevato di alimenti confezionati e bibite gassate contenenti una grande quantità di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/guerra-aperta-agli-zuccheri-per-un-consumo-piu-consapevole/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-tJV-5xxrir8/V86XpDHn8nI/AAAAAAAANuc/C2TPO2P27UoVLTLr2SelFiVuwVs6E1O-wCLcB/s1600/ZUCCHERO.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-tJV-5xxrir8/V86XpDHn8nI/AAAAAAAANuc/C2TPO2P27UoVLTLr2SelFiVuwVs6E1O-wCLcB/s640/ZUCCHERO.jpg" width="426" /></a></div>
<div>L’American Heart Association ha deciso di mettere <b>al bando gli zuccheri</b> per tutti i bambini fino ai 2 anni di età per cercare di stroncare sul nascere il rischio di obesità e invitare i più piccoli a un alimentazione più consapevole. </div>
<div></div>
<div>Un consumo elevato di alimenti confezionati e bibite gassate contenenti una grande quantità di zuccheri aggiunti, infatti, non fa altro che abituare il gusto a sapori eccessivamente dolci, allontanando dalla propria dieta cibi più sani come la frutta. </div>
<div></div>
<div>Se si misurasse con dei <u><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.emme3-srl.it/rifrattometri-digitali-brix/">rifrattometri</a></u> specifici la quantità di zuccheri contenuta in un frutto si noterebbe che gli indici Brix non solo indicano la presenza di zucchero (maggiore o minore in base al frutto), ma anche quella di altre sostanze essenziali per la buona salute come <b>sali minerali, vitamine e calcio</b>, di cui invece sono pressoché privi merendine e altri cibi-spazzatura.</div>
<div></div>
<div>E sempre in tema di zuccheri non sembra ancora del tutto risolta la diatriba tra <b>zucchero grezzo</b> e <b>zucchero bianco</b>. Esiste davvero un tipo di zucchero più dannoso dell’altro? In realtà sembrerebbe di no.</div>
<div></div>
<div>Entrambe le tipologie di zucchero infatti contengono la molecola del saccarosio: a renderli diversi è la sola presenza in quello grezzo della <b>melassa</b>. Alcuni potrebbero obiettare che la melassa contiene vitamine e potassio, sostanze molto utili all’organismo per restare in forma; tuttavia, la quantità in cui sono presenti questi elementi è così ridotta, che un normale consumo di zucchero grezzo non apporterà mai concreti benefici alla nostra salute. </div>
<div>In altre parole da un <b>punto di vista nutrizionale</b> è impossibile avvertire una reale differenza tra zucchero bruno e zucchero bianco.</div>
<div></div>
<div>Anche il colore non è certo un indicatore di maggiore o minore salubrità. Il saccarosio puro è già bianco per natura; i processi a cui viene sottoposto lo zucchero di canna o quello estratto dalla barbabietola da zucchero prima di essere commercializzato hanno come scopo solo quello di eliminare le <b>impurità presenti</b> nella melassa. </div>
<div></div>
<div>Al saccarosio estratto dalla canna viene inoltre effettuata un’ulteriore purificazione con idrossido di calcio e carbone attivo, ma a lavorazione finita non esiste più alcuna traccia di queste sostanze. Lo zucchero ricavato dalla <b>barbabietola da zucchero</b>, invece, subisce anche un trattamento a base di diossido di zolfo, i cui residui però permangono in quantità così basse da non influire in alcun modo sulla sua sua qualità.</div>
<div></div>
<div>La scelta dello zucchero si rivela essere dunque una semplice <b>questione di gusto</b>; l’importante è moderarne il consumo e inserirlo all’interno di una dieta sana ed equilibrata.</div>
<div></div>
<div><i><br /></i></div>
<div>Alla prossima,</div>
<div>A.</div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i>*Articolo scritto in collaborazione con <u><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.emme3-srl.it/">Emme 3</a></u></i></div>
<div><i><span>**Ph @AntonellaManfredi &#8211; Copyright ©Antonella Manfredi &#8211; Tutti i diritti riservati.</span></i></div>
<div><i><span><br /></span></i></div>
</div>
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		<title>Pillole di Salute: IL LATTE FA MALE? VERITÀ E FALSI MITI SUL CONSUMO DI LATTICINI</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 18:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È il primo alimento con cui veniamo a contatto e che ci permette di crescere, ma intorno al latte crescono la diffidenza e i dubbi relativi alla presunta nocività, specialmente riguardo al consumo in età adulta. Recentemente ci siamo occupati delle truffe sul latte in polvere per bambini, questa volta la dottoressa Luisa Zoni dell’Ospedale&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pillole-di-salute-il-latte-fa-male-verita-e-falsi-miti-sul-consumo-di-latticini/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2016/06/il-latte-fa-male-verita-e-falsi-miti.jpg"><img src="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2016/06/il-latte-fa-male-verita-e-falsi-miti.jpg" alt="il-latte-fa-male-verita-e-falsi-miti" width="450" height="292" class="aligncenter size-full wp-image-8603" /></a></p>
<p>È il primo alimento con cui veniamo a contatto e che ci permette di crescere, ma intorno al latte crescono la diffidenza e i dubbi relativi alla presunta nocività, specialmente riguardo al consumo in età adulta. Recentemente ci siamo occupati delle truffe sul latte in polvere per bambini, questa volta la dottoressa Luisa Zoni dell’Ospedale Bellaria-Maggiore di Bologna ci aiuta a capire se davvero il latte fa male.</p>
<p>Le origini: perché il latte non fa male</p>
<p>La dottoressa Zoni spiega quali siano le ragioni genetiche ancestrali per cui il latte, in genere, non fa male. “Qualsiasi cucciolo di mammifero sopravvive perché chi lo ha messo al mondo lo allatta. Quindi, il cucciolo è in grado di assorbire e digerire questo nutrimento che lo fa crescere, e ciò chiaramente vale anche per l’essere umano. In origine in alcune zone del mondo, finito il periodo dell’allattamento, gli individui perdevano la lattasi, l’enzima necessario per digerire il lattosio. Invece, in altre zone del mondo – in particolare nell’emisfero settentrionale – circa 7-8.000 anni fa si presentò una mutazione genetica che si diffuse, rendendo gradualmente gli esseri umani tolleranti al lattosio anche in età adulta. Gli individui, quindi, mantenevano la presenza dell’enzima che digerisce il lattosio, pertanto il latte non poteva nuocergli.”</p>
<p>“Questo fattore decisivo consentì alle popolazioni che vivevano nella parte settentrionale del mondo di continuare a consumare il latte e i suoi derivati anche da adulti, garantendo una fondamentale fornitura di calcio e vitamina D, che altrimenti non avrebbero potuto assimilare. Pensiamo ad esempio alla popolazioni del Nord Europa, dove non c’era grande disponibilità di altri alimenti ricchi di questi nutrienti indispensabili. Questa è una delle ipotesi più accreditate a livello scientifico, secondo cui in seguito si sarebbero selezionati i soggetti portatori di questa importante caratteristica genetica, originariamente dovuta a una mutazione casuale.”</p>
<p>Tuttavia, sulla popolazione umana la distribuzione di questa peculiarità genetica non è omogenea, ma varia considerevolmente fra le etnie e fra i singoli individui. Nel Nord Europa l’incidenza di intolleranti al lattosio è minima, mentre è molto più alta in Asia e in Africa.</p>
<p>Quando e perché a qualcuno il latte fa male</p>
<p>Innanzitutto, è bene distinguere fra le possibili complicazioni legate all’assunzione di latte. “Possono esserci problematiche diverse relative al consumo di latte. La principale è l’intolleranza al lattosio, lo zucchero naturalmente contenuto nel latte. Oltre a questo, possono esserci allergie alle proteine del latte, un altro tipo di problema paragonabile all’allergia alle proteine delle arachidi, ad esempio. Pertanto, si parla di problemi diversi: la prima che ho citato è una ‘mala digestione’, mentre la seconda è un’allergia. Effettivamente ci sono individui ai quali, per motivi genetici, il latte fa male e perciò devono evitarlo. Chi riesce a consumarlo senza problemi non ha ragioni per eliminarlo dalla propria dieta.”</p>
<p>Oltre alla classica intolleranza al lattosio, la dottoressa Zoni ci ricorda altre situazioni in cui il latte fa male, anche se spesso solo temporaneamente. “Oggi sappiamo che si possono fare test specifici per individuare l’intolleranza al lattosio. Oltre a questa eventualità, però, quando si subiscono interventi sul tratto digestivo si impoverisce la lattasi a livello del tratto digestivo, pertanto la capacità di poter assumere latte senza problemi può ridursi. Tuttavia, nel periodo post-operatorio è sufficiente fare una rieducazione all’utilizzo, e comunque anche per chi perde del tutto la lattasi o resta a lungo senza consumare latticini esistono enzimi artificiali, che possono essere introdotti per limitare questo problema. Detto questo, è rilevante notare che in situazioni di carenza di altri alimenti l’individuo possa alimentarsi con il latte, mantenendo la capacità di digerirlo. Già questo, a mio parere, è indicativo del fatto che il latte di per sé non fa male e non è necessario eliminarlo.”</p>
<p>L’età non conta</p>
<p>Spesso si ritiene che l’avanzare dell’età determini un peggioramento nella capacità di digerire il latte, ma la dottoressa Zoni smentisce senza dubbi questa associazione. “Ci sono molti anziani che cenano con latte e pane, ad esempio. Non è vero che più si è anziani e più il latte fa male. La buona digestione del latte non è legata all’età, bensì all’abitudine nel consumo.”</p>
<p>Questioni ideologiche</p>
<p>La dottoressa Zoni ricorda quanto pesino le questioni etiche e ideologiche quando si dice che il latte fa male o se ne condanna il consumo. “Al di là delle scelte etiche e ideologiche, qualsiasi mammifero nelle prime fasi di vita viene allattato. Diversi animali domestici, inoltre, continuano a utilizzare il latte anche in età adulta”, quindi noi umani non siamo gli unici. “In genere, si tendono a presentare motivazioni e dubbi per giustificare prese di posizione contrarie a priori al consumo di latte, e magari sentiamo ripetere con insistenza che il latte fa male. Ma il latte non fa male, non è un veleno come talvolta viene detto. Anche la storia dei quattro famosi veleni bianchi (sale, zucchero, farina bianca e latte, ndr) è un’esagerazione.”</p>
<p>Il latte non fa male, ma niente eccessi</p>
<p>Come per tutti gli alimenti, anche nel consumo di latte è bene seguire la bussola della moderazione, come puntualizza la dottoressa Zoni: “Quello che è importante – come per l’assunzione di qualsiasi alimento e per ogni forma di nutrizione – è che ci sia varietà, senza eccessi. Questo garantisce l’introduzione di molecole diverse in dosi corrette. Se non ci si abbuffa di determinati alimenti, in genere poi si riesce a tollerare tutto.”<br />
Anche per il latte e i suoi derivati, inoltre, vale la regola qualitativa. Non esagerare nel consumo e preferire latticini di qualità è certamente una scelta consigliabile.</p>
<p>Quanto latte consumiamo</p>
<p>Il consumo di latte in Italia è in calo, e si attesta intorno ai 40 chilogrammi annui pro capite. La flessione interessa anche lo yogurt e il burro, mentre il consumo di formaggi resta stabile. Questo calo nei consumi di latticini non è di facile interpretazione, in quanto imputabile a diverse ragioni. Tra queste, la crisi economica, il passaggio all’acquisto di latte a lunga conservazione e, in misura minore, la conversione verso prodotti di origine vegetale.</p>
<p>Nel mondo, secondo i dati CLAL, si consuma più latte in Ucraina – in generale nei Paesi russofoni – e nei Paesi nordici e anglosassoni. Viceversa, il latte è assai meno utilizzato in Asia, sopratutto per la già citata diffusione dell’intolleranza al lattosio in quel continente.</p>
<p>Fonte:http://www.ilgiornaledelcibo.it/il-latte-fa-male-o-no/?UA-73310-5</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2016/05/firma-lella.jpg"><img src="http://blog.cookaround.com/unacucinapienadisogni/wp-content/uploads/2016/05/firma-lella.jpg" alt="firma lella" width="137" height="139" class="aligncenter size-full wp-image-8296" /></a></p>
<div></div>
<p>17&nbsp;Visite totali, 17&nbsp;visite odierne</p>
<div></div>
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		<title>ZENA A TOUA SOSTIENE GLI ALLEVATORI GENOVESI</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 05:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benvenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ZENA A TOUA, AL FIANCO DEGLI ALLEVATORI&#160;GENOVESI.&#160;&#160; &#160;NO AL COMSUMO DI LATTE CHE NON SIA DELLE VALLI GENOVESI.&#160; ZENA A TOUA INVITA I SUOI LETTORI AL CONSUMO DI PRODOTTI ITALIANI. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>ZENA A TOUA, AL FIANCO DEGLI ALLEVATORI&nbsp;GENOVESI.&nbsp;</b>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://zenaatoua.files.wordpress.com/2016/04/img_8616.jpg"><img src="https://zenaatoua.files.wordpress.com/2016/04/img_8616.jpg?w=627" alt="" /></a>&nbsp;<b>NO AL COMSUMO DI LATTE CHE NON SIA DELLE VALLI GENOVESI.&nbsp;</b></p>
<p><b>ZENA A TOUA INVITA I SUOI LETTORI AL CONSUMO DI PRODOTTI ITALIANI. &nbsp;</b></p>
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