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	<title>Food Blogger Mania &#187; Candia Aromatica</title>
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		<title>In cantina in Val Trebbia: Il Poggiarello</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 18:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Candia Aromatica]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Gli Spaghi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Poggiarello]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Poggiarello: mai nome avrebbe potuto essere più appropriato per questa cantina nel cuore della Val Trebbia. Ci sono i colli di fronte alla struttura che la ospita e c&#8217;è una leggera pendenza, un &#8220;poggiarello&#8221; appunto, lungo il quale corrono i filari che, a fine maggio, nascondono sotto le foglie i primi grappoli di uva.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/in-cantina-in-val-trebbia-il-poggiarello/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Poggiarello</strong>: mai nome avrebbe potuto essere più appropriato per questa <strong>cantina</strong> nel cuore della <strong>Val Trebbia</strong>. Ci sono i colli di fronte alla struttura che la ospita e c&#8217;è una leggera pendenza, un &#8220;poggiarello&#8221; appunto, lungo il quale corrono i filari che, a fine maggio, nascondono sotto le foglie i primi grappoli di uva.</p>
<p>Si dice che si torna dove si è stati bene e io sui <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/11/colli-piacentini-10-motivi-visitare-sapori-borghi-medievali.html" target="_blank" rel="noopener">Colli Piacentini</a> </strong>mi sento sempre a casa. Ogni volta il mio è un arrivederci perché la loro generosità è una fonte inesauribile di richiamo. Stavolta, sono andata in <strong>Val Trebbia</strong> (proprio dove Annibale arrivò in sella agli elefanti) per bere calici di vini dai nomi evocativi e assistere ad una <strong>degustazione verticale di Malvasia di Candia Aromatica</strong> che qui ha trovato terreno (di varia natura) letteralmente fertile dove poter esprimere al meglio il suo potenziale.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18078" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/06/Progetto-senza-titolo-2.png" alt="In vigna - Cantina Il Poggiarello" width="4354" height="2432" />
<p>In vigna &#8211; Cantina Il Poggiarello</p>
</div>
<p>In cantina al Poggiarello si fa vino da 4 generazioni. Le uve vengono allevate secondo i dettami dell&#8217;<strong>agricoltura biologica</strong> e i vigneti sono sparsi qua e là nelle 4 vallate principali dei Colli Piacentini (Val Trebbia, Val Nure, Val Tidone, Val d&#8217;Arda) in <strong>terreni</strong> di diversa natura con una costante: l&#8217;abbondanza di <strong>minerali</strong> che contribuiscono a creare il filo conduttore della <strong>sapidità in ogni calice</strong>.</p>
<h2>I vini della Cantina Il Poggiarello</h2>
<p>Monovarietali e blend, a base di <strong>vitigni locali e internazionali</strong>. Si sperimenta in cantina con vendemmie tardive, ossidazioni, macerazioni e l&#8217;obiettivo è quello di creare diverse <strong>etichette, ognuna con la propria identità</strong>. I vini de Il Poggiarello possono incontrare i gusti di un pubblico ampio e variegato e essere adatti alle occasioni più svariate, dall&#8217;aperitivo fino alla meditazione. Tra vini più &#8220;didattici&#8221; e alcune sorprese internazionali, vi segnalo quelli che più mi hanno più colpita, ma per scoprire i vostri preferiti vi consiglio di visitare la cantina e prenotare una <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.ilpoggiarellovini.it/degustazioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>degustazione</strong></a> guidata nella nuovissima sala appena inaugurata.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18076" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/06/IMG_7595-scaled.jpg" alt="Sala Degustazione - Cantina Il Poggiarello " width="2560" height="1550" />
<p>Sala Degustazione &#8211; Cantina Il Poggiarello</p>
</div>
<h3>Gli Spaghi</h3>
<p>A tenere il tappo ben saldo alla bottiglia c&#8217;è un pezzo di spago legato a mano da ragazzi con disabilità. Gli Spaghi sono i <strong>vini frizzanti e allegri</strong> a base di uve <strong>Ortrugo</strong> e <strong>Gutturnio</strong> e sono <strong>perfetti a tutto pasto</strong>. Vengono serviti freschi e la loro effervescenza sgrassa la bocca. Ne puoi aprire due bottiglie di seguito senza neanche accorgertene!</p>
<h3>La Malvagia 2023</h3>
<p>La Malvagia è la <strong>Malvasia di Candia </strong><b>Aromatica</b> nella sua essenza, senza fronzoli. Al naso ho apprezzato la vasta gamma degli aromi e in bocca sono stata spiazzata dall&#8217;austerità, dalla freschezza e dalla sapidità del sorso. La Malvagia è un vino che tecnicamente potrei definire &#8220;leggermente disarmonico&#8221;, ma che richiama alla beva ed è di ottima persistenza. Lo abbinerei volentieri con un piatto di tortelli piacentini con la coda.</p>
<div><img class="wp-image-18037 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/06/IMG_6789-scaled.jpg" alt="Degustazione verticale di Malvasia di Candia Aromatica - Cantina Il Poggiarello" width="2560" height="1439" />
<p>Degustazione verticale di Malvasia di Candia Aromatica &#8211; Cantina Il Poggiarello</p>
</div>
<h3>Mami 2023</h3>
<p>La <strong>Malvasia di Candia Aromatica</strong> con il colore intenso di un vino passito. È stato chiaro fin dall&#8217;analisi visiva che la tecnica di produzione prevedesse qualche &#8220;fuori programma&#8221;. L&#8217;enologo della cantina, Paolo Perini, ha spiegato che il <strong>15% delle uve</strong> che compongono Mami sono <strong>surmature</strong>. In fase di vendemmia, i grappoli più esposti vengono lasciati sulla pianta per un leggero appassimento e la conseguente concentrazione degli zuccheri. Provate ad immaginare il sorso di un vino dove gli aromi primari tipici del vitigno, fruttati e floreali, avvolgono gli zuccheri residui che incontrano la mineralità.</p>
<h3>L&#8217;Alba e la Pietra 2004</h3>
<p>La Malvasia di Candia Aromatica: <strong>20 anni dopo l&#8217;imbottigliamento</strong>. Un&#8217;emozione e la prova del potenziale di longevità di questo vitigno a bacca bianca. L&#8217;Alba e la Pietra è un vino che per certi versi, per il suo <strong>stile ossidativo</strong>, mi ha ricordato i Vin Jaune del Jura. La bevuta è stato un crescendo di sensazioni ad ogni sorso e con il graduale aumento della temperatura, il vino nel calice si è schiuso olfattivamente, proprio come fa una rosa quando sboccia. Aver potuto apprezzare la complessità di questo grande vino è stato un vero privilegio. E non vi aspettate un suggerimento per l&#8217;abbinamento. L&#8217;Alba e la Pietra 2004 riesco a concepirlo principalmente come <strong>vino da meditazione</strong>.</p>
<h3>Come il Vento 2022</h3>
<p>Il <strong>Sauvignon Blanc</strong> della cantina il Poggiarello è una <strong>ventata di aria fresca </strong>la sera dopo una giornata di sole torrido: ti rigenera! Il naso è ricco di aromi floreali (fiori di sambuco e acacia su tutti) e fruttati (pesca bianca e pera) ed è in bocca che fa la differenza: l&#8217;opulenza, che solitamente contraddistingue i vini a base di questo vitigno, lascia il posto ad un<strong> sorso sapido,</strong><strong> agrumato</strong> con una spiccata nota vegetale che fa subito estate (o Nuova Zelanda). Ne ho acquistato solo una bottiglia, pentendomene.</p>
<h3>Lo Straniero 2021</h3>
<p>Le barbatelle di <strong>Pinot Nero</strong> con il quale viene prodotto sono state selezionate in <strong>Borgogna</strong> e viene imbottigliato all&#8217;interno di una bottiglia borgognotta pesante in vetro scurissimo. Con Lo Straniero si va in <strong>Francia</strong> restando sui Colli Piacentini. Equilibrato, elegante e capace di essere amato da tutti per i suoi tannini giustamente delicati, Lo Straniero può essere stappato subito e abbinato ad un piatto a base di selvaggina da piuma o dimenticato in cantina. La freschezza che lo contraddistingue lo rende un vino con un interessante potenziale di invecchiamento.</p>
<div><img class="wp-image-18080 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/06/Progetto-senza-titolo-4.png" alt="Degustazione di vini - Cantina Il Poggiarello" width="4298" height="2435" />
<p>Degustazione di vini &#8211; Cantina Il Poggiarello</p>
</div>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/06/cantina-il-poggiarello-val-trebbia-colli-piacentini.html">In cantina in Val Trebbia: Il Poggiarello</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>10 motivi per visitare i Colli Piacentini</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 18:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<category><![CDATA[Grazzano Visconti]]></category>
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		<description><![CDATA[Borghi, castelli, vini e trattorie. Vi basterà percorrere una strada che promette &#8220;sapori e vini&#8221; facendo delle tappe, per scoprire una terra generosa in termini di ospitalità, gusto, eccellenze e cose belle da vedere. Di motivi per visitare i Colli Piacentini, in qualsiasi stagione, ce ne sono certamente più di 10, ma qui ho raccolto quelli che ho&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/10-motivi-per-visitare-i-colli-piacentini/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Borghi</strong>, <strong>castelli</strong>, <strong>vini</strong> e <strong>trattorie</strong>. Vi basterà percorrere una <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/stradavinicollipiacentini/" target="_blank" rel="noopener"><strong>strada</strong></a> che promette <strong>&#8220;sapori e vini&#8221;</strong> facendo delle tappe, per scoprire una terra generosa in termini di ospitalità, gusto, eccellenze e cose belle da vedere. Di motivi per visitare i <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2021/09/colli-piacentini-itinerario-cosa-fare-weekend.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Colli Piacentini</strong></a>, in qualsiasi stagione, ce ne sono certamente più di 10, ma qui ho raccolto quelli che ho pensato potessero fare al vostro caso se siete alla ricerca di un&#8217;<strong>idea per un weekend</strong> o per una <strong>gita fuori porta</strong> dove fare il pieno di <strong>luoghi interessanti </strong>da <strong>visitare</strong> e <strong>cibi e vini eccellenti</strong> da <strong>gustare</strong>.</p>
<h2>1. Visitare Grazzano Visconti</h2>
<p><strong>Grazzano Visconti</strong> è uno dei <strong>borghi</strong> situati lungo la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini che merita uno stop. Prima del paesino c&#8217;era il <strong>castello</strong>, antichissimo, che risale al 1300 circa. Dopo vari passaggi di proprietà, il castello arriva nelle mani del visionario Duca Giuseppe Visconti di Modrone (padre del celebre regista Luchino), che non solo vi si stabilisce in pianta stabile con la propria famiglia, ma nel 1900 decide di farvi costruire tutto attorno un <strong>borgo in stile gotico</strong> dove gli abitanti potessero vivere e praticare le arti antiche. Le stradine sono ricoperte di ciottolini, le costruzioni dipinte e disposte su due piani (sotto c&#8217;era la bottega e sopra la casa) e qua e là troverete la statua di <strong>Aloisa,</strong> il <strong>fantasma</strong> <strong>di Grazzano</strong>. La leggenda narra che la povera ragazza morì a causa delle pene di un amore non ricambiato e tuttora viene considerata la <strong>protettrice degli innamorati non corrisposti</strong>.</p>
<div><img class="wp-image-17172 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/10/colli-piacentini-borgo-di-grazzano-visconti-scaled-e1698675311145.jpg" alt="colli piacentini borgo di grazzano visconti" width="2560" height="1689" />
<p>Un edificio a Grazzano Visconti | @saramilletti2023</p>
</div>
<p>Se volete provare la magia del risveglio nel cuore di un borgo gotico, completamente vuoto e senza turisti di passaggio,  potete <strong>pernottare</strong> presso la <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.locandagrazzano.it" target="_blank" rel="noopener">Locanda di Grazzano</a></strong>. Le stanze sono dislocate in una costruzione antica e arredate secondo lo stile vintage.</p>
<div><img class="size-full wp-image-17359" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/Locanda-di-Grazzano-Visconti-scaled.jpg" alt="Locanda di Grazzano Visconti" width="2560" height="1504" />
<p>Locanda di Grazzano Visconti | @saramilletti2023</p>
</div>
<h3>Castello di Grazzano Visconti</h3>
<p>Dopo aver visitato il borgo e aver fatto una pausa caffè presso la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.desmartkitchen.com/bottega-lykos/" target="_blank" rel="noopener"><strong>bottega Lykos</strong></a>, recatevi al <strong>Castello</strong> (visita guidata su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://grazzanovisconti.com/le-visite/" target="_blank" rel="noopener">prenotazione</a>). Se siete appassionati del genere, amerete gli aneddoti e le storie che si nascondono dietro il possente maniero che fino a pochi anni fa era abitato dagli attuali eredi del Duca Giuseppe. Gli <strong>interni sono ricchissimi</strong> e adorerete le foto di famiglia e le collezioni di ceramiche (a prova di scaramantici), di oggetti musicali inconsueti e di libri antichi. Visitando il castello insomma, capirete meglio il personaggio del Duca e le sue attitudini.</p>
<div><img class="wp-image-17364 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/Castello-di-Grazzano-Visconti-scaled.jpg" alt="Castello di Grazzano Visconti" width="2560" height="1507" />
<p>Castello di Grazzano Visconti | @saramilletti2023</p>
</div>
<h2>2. Scoprire la Malvasia di Candia Aromatica</h2>
<p>L&#8217;oro giallo dei Colli Piacentini, la <strong>Malvasia di Candia Aromatica</strong>. Si tratta di un vitigno a bacca bianca dotato di un bouquet aromatico ricco e complesso che trova nei Colli Piacentini il suo territorio d&#8217;elezione. E se l&#8217;interazione tra vitigno e ambiente gioca una parte fondamentale, non è da meno il lavoro dei produttori che hanno accettato la sfida di valorizzare questo vitigno utilizzando moderne tecniche di vinificazione nel pieno rispetto della tradizione e dell&#8217;identità del vitigno. Attualmente con le uve di Malvasia di Candia Aromatica nascono vini fermi, frizzanti, dolci e persino passiti per una varietà di espressioni davvero notevoli e vini con una buona capacità evolutiva.</p>
<div><img class="wp-image-17373 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/Cantina-La-Tosa-Vigolzone-scaled.jpg" alt="Cantina La Tosa Vigolzone" width="2560" height="1295" />
<p>Cantina La Tosa &#8211; Vigolzone | @saramilletti2023</p>
</div>
<p>Per una <strong>degustazione</strong> di vini impeccabile, il mio consiglio è quello di visitare <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.latosa.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cantina La Tosa</strong></a>. Cantina, Museo del Vino e della Vite e agriturismo aperto nei weekend, verrete accolti e condotti in un viaggio appassionante da Stefano, produttore estremamente competente, umile e generoso. La <strong>Malvasia di Candia Aromatica </strong>secca <em>&#8220;Sorriso di Cielo&#8221;</em> la ricorderete a lungo, ma anche il <strong>Sauvignon</strong> <em>&#8220;Ombrasenzombra&#8221;</em> davvero unico e peculiare e per nulla simile a tanti altri Sauvignon che potreste avere già bevuto e lasciate un posticino per un sorso del <strong>passito</strong> da uve Malvasia di Candia Aromatica passito &#8220;L&#8217;ora felice&#8221;.</p>
<div><img class="size-full wp-image-17369" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_4099-scaled.jpg" alt="Vini in degustazione presso Cantina La Tosa" width="2560" height="1920" />
<p>Vini in degustazione presso Cantina La Tosa | @saramilletti</p>
</div>
<h2>3. Mangiare i turtéi con la cua</h2>
<p>Ovvero i tipici <strong>tortelli piacentini con la coda</strong>. Mangiare un piatto di questi tortelli di pasta fresca ripiena fatta in casa è un ottimo motivo per fare un giro nei Colli Piacentini. Li potete trovate nei menù di molte trattorie che propongono piatti tipici e, se volete un suggerimento, posso dirvi che io i più buoni li ho mangiati all&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.latosa.it/ita/da-gustare.html?a=agriturismo_anchor" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agriturismo della Cantina La Tosa</strong></a> aperto nei weekend. L&#8217;ambiente è tradizionale e il cibo davvero superlativo. I turtéi con la cua sono freschissimi, si sciolgono in bocca e meritano di essere abbinati alla <strong>Malvasia di Candia Aromatica </strong>secca <em>&#8220;Sorriso di Cielo&#8221;</em>. I tortelli con la coda e il giusto vino direi cha da soli valgono il viaggio!</p>
<div><img class="wp-image-17377 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/Agriturismo-La-Tosa-Tortelli-con-la-coda-scaled.jpg" alt="Agriturismo La Tosa - Tortelli con la coda" width="2560" height="1211" />
<p>Agriturismo La Tosa &#8211; Tortelli con la coda | @saramilletti2023</p>
</div>
<h2>4. Fare scorpacciate e scorte di giardiniera</h2>
<p>In qualsiasi trattoria, ordinando il classico antipasto misto vi vedrete recapitare una ciotola con all&#8217;interno una generosa dose di <strong>giardiniera</strong>. In poco più di due giorni credo di aver ingerito una quantità di giardiniera che solitamente mangio in un anno. E sappiate che la <strong>giardiniera dei Colli Piacentini</strong> è <strong>BUONISSIMA</strong>! Realizzata a regola d&#8217;arte è una vera eccellenza e dopo averne provate diverse ve ne consiglio due: la giardiniera di verdure di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://pizzavacca.it/giardiniera/" target="_blank" rel="noopener">Cascina Pizzavacca</a> e quella in olio d&#8217;oliva dell&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.aziendamonastero.it/c/preparati/giardiniera-in-olio-bio-69211.html" target="_blank" rel="noopener">Azienda Agricola Monastero</a>. Visitando la sede di quest&#8217;ultima troverete anche uno shop dove fare acquisti di uova, frutta, verdura, farine e preparati tutti da agricoltura biologica.</p>
<div><img class="wp-image-17381 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/azienda-agricola-Monastero-scaled.jpg" alt="Azienda Agricola Biologica Monastero | @saramilletti2023" width="2560" height="960" />
<p>Azienda Agricola Biologica Monastero | @saramilletti2023</p>
</div>
<h2>5. Mangiare la pìcula &#8216;d cavall</h2>
<p>Se non avete mai visitato i Colli Piacentini, difficilmente sapete di cosa si tratta. La <strong>pìcula &#8216;d cavall </strong>è un piatto a base di <strong>carne di cavallo</strong> macinata tipico della cucina piacentina. È possibile trovarla nei menù di alcune trattorie, è una vera delizia e la differenza la fa la qualità della carne con la quale viene preparata. La ricetta è semplice. Viene fatto un classico soffritto e poi si prosegue con la cottura in umido con peperoni, pomodoro (o salsa di pomodoro), erbe aromatiche e spezie. Per tradizione la pìcula &#8216;d cavall viene accompagnata con polenta o patate. Io vi consiglio di provarla presso la <strong>Trattoria Paganuzzi</strong> a Viustino dove troverete anche altri piatti a base di carne di cavallo che proviene da una macelleria equina locale gestita sempre dalla famiglia Paganuzzi.</p>
<div><img class="size-full wp-image-17389" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/Picula-d-cavall.jpg" alt="Pìcula 'd cavall e anolini in brodo - Trattoria Paganuzzi" width="2551" height="1935" />
<p>Pìcula &#8216;d cavall e anolini in brodo &#8211; Trattoria Paganuzzi | @saramilletti2023</p>
</div>
<h2>6. Visitare il Castello di Gropparello</h2>
<p>Un Castello antichissimo, costruito su uno sperone di roccia, abitato ancora oggi dai proprietari, una famiglia che nel 1994 ha realizzato un sogno: acquistarlo per poterci vivere. Si tratta di uno dei<strong> Castelli più antichi d&#8217;Italia</strong> che oggi è brulicante di vita grazie alle numerosissime attività introdotte dalla famiglia che lo possiede e che lo ha trasformato in una delle <strong>destinazioni più amate</strong> dei Colli Piacentini. I titolari e le due figlie si occupano dell&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.castellodigropparello.net/biglietteria" target="_blank" rel="noopener"><strong>accoglienza dei visitatori</strong></a> (le visite sono guidate e solo su prenotazione) che restano affascinati da questo luogo dove fitti misteri si intrecciano a storie di un passato che sembra essere ancora presente.</p>
<div><img class="wp-image-17396 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/Castello-di-Gropparello-scaled.jpg" alt="Castello di Gropparello" width="2560" height="1483" />
<p>Castello di Gropparello | @saramilletti 2023</p>
</div>
<p>Oltre alla visita del Castello, è possibile realizzare il sogno di <strong>dormire in un Castello</strong> pernottando nell&#8217;unica <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.castellodigropparello.net/la-torre-del-barbagianni" target="_blank" rel="noopener"><strong>suite</strong></a> (max 5 posti letto) situata nella Torre del Barbagianni e si può mangiare presso la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.castellodigropparello.net/la-taverna-medievale" target="_blank" rel="noopener"><strong>Taverna Medievale</strong></a>.</p>
<div><img class="size-full wp-image-17426" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/Castello-di-Gropparello-2-scaled.jpg" alt="Interni e Torre del Barbagianni - Castello di Gropparello | @saramilletti2023" width="2560" height="1421" />
<p>Interni e Torre del Barbagianni &#8211; Castello di Gropparello | @saramilletti2023</p>
</div>
<p>La Taverna è il ristorante del Castello di Gropparello che durante la bella stagione ha un meraviglioso dehors con tante rose colorate. I piatti sono davvero deliziosi e la location è suggestiva. E proprio qui ho assaggiato il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.bononi.net/2013/index.htm" target="_blank" rel="noopener"><strong>primo e unico olio extra vergine di oliva piacentino certificato</strong></a> che viene prodotto grazie al progetto olivicolo di Gianpaolo Bononi. La sua è un&#8217;olivicoltura di confine che nasce grazie alla reintroduzione dell&#8217;olivo a  Gropparello in quella che è una zona &#8220;difficile&#8221;. Con lavoro, passione, curiosità e coraggio, Gianpaolo ha intrapreso questa ardua strada e le ricompense non stanno tardando ad arrivare.</p>
<div><img class="size-full wp-image-17399" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_4126-scaled.jpg" alt="Taverna Medievale Castello di Gropparello " width="2560" height="1440" />
<p>Taverna Medievale &#8211; Castello di Gropparello | @saramilletti2023</p>
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<div><img class="wp-image-17401 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/Pranzo-taverna-medievale-gropparello-scaled.jpg" alt="Pranzo taverna medievale gropparello" width="2560" height="1309" />
<p>Pranzo &#8211; Taverna Medievale | @saramilletti 2023</p>
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<h2>7. Mangiare pisarei e faśö</h2>
<p>I pisarei li definirei dei piccoli <strong>gnocchetti</strong> fatti però con un impasto di farina, pane grattugiato e acqua. Sono uno dei piatti tradizionali piacentini più amati e vengono serviti con i <strong>fagioli</strong>. Un <strong>comport food</strong>, nutriente e gustosissimo che dopo aver assaggiato non dimenticherete. Sono da accompagnare rigorosamente con un <strong>vino frizzante locale</strong>, come ad esempio un <strong>Gutturnio Colli Piacentini DOC</strong> e se volete un indirizzo dove mangiare <strong>pisarei e faśö</strong> fatti <strong>a regola d&#8217;arte</strong> segnatevi l&#8217;<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.anticatrattoriadelcacciatore.com" target="_blank" rel="noopener">Antica Trattoria del Cacciatore</a></strong>, un posto sincero dove tra le altre specialità vi consiglio di assaggiare anche l&#8217;anatra arrosto.</p>
<div><img class="size-full wp-image-17405" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/pisarei-e-faso-antica-trattoria-del-cacciatore-scaled.jpg" alt="pisarei e faso antica trattoria del cacciatore" width="2560" height="1076" />
<p>Pisarei e faśö &#8211; Antica Trattoria del Cacciatore | @saramilletti2023</p>
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<h2>8. Assaggiare i Salumi Piacentini DOP</h2>
<p>Sono 3: <strong>coppa, salame </strong>e<strong> pancetta</strong>. Tutti <strong>piacentini</strong>, tutti <strong>DOP</strong> e tutti in grado di mandare in visibilio le papille gustative. Nelle trattorie piacentine li troverete sempre tra gli <strong>antipasti</strong> insieme alla giardiniera e al gnocco fritto che qui si chiama &#8220;torta fritta&#8221; e sono perfetti con un calice di Ortrugo dei Colli Piacentini DOC frizzante. Creano dipendenza e prima di rientrare a casa vi consiglio di fare una scorta presso il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.salumigiordano.com/spaccio/" target="_blank" rel="noopener">Salumificio Giordano</a>, una garanzia!</p>
<div><img class="wp-image-17408 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/salumi-piacentini-dop-scaled.jpg" alt="salumi piacentini dop e torta fritta" width="2560" height="1340" />
<p>Salumi Piacentini DOO, torta fritta e Ortrugo frizzante Terrafiaba | @saramilletti2023</p>
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<h2>9. Visitare un caseificio che produce il Grana Padano DOP</h2>
<p>Veder nascere sotto i propri occhi 210 forme al giorno di <strong>Grana Padano DOP</strong> può essere un&#8217;esperienza unica, così come visitare una delle sale di stagionatura dove per un minimo 9 mesi staziona il formaggio prima di lasciare il caseificio di produzione. Dopo una visita all&#8217;affascinante mondo della produzione del Grana Padano DOP vi consiglio anche di fare una tappa nello <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.caseificiosantavittoria.it" target="_blank" rel="noopener">spaccio aziendale</a> adiacente il caseificio dove acquistare formaggio e altre specialità piacentine.</p>
<div><img class="wp-image-17412 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/caseificio-santa-vittoria-scaled.jpg" alt="Caseificio Santa Vittoria - Grana Padano DOP" width="2560" height="1129" />
<p>Caseificio Santa Vittoria &#8211; Grana Padano DOP | @saramilletti2023</p>
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<h2>10. Visitare una cantina che produce il Vin Santo dei Colli Piacentini</h2>
<p>Avete mai sentito parlare del vino bianco passito <strong>Colli Piacentini Vin Santo</strong>? Uno dei produttori, dal 1823, è la storica <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.aziendabarattieri.com" target="_blank" rel="noopener"><strong>Azienda Vitivinicola Barattieri</strong></a>. Il processo produttivo è molto lungo. I migliori grappoli di <strong>Malvasia di Candia Aromatica</strong> vengono selezionati e vendemmiati a mano. Dopo la raccolta, le uve vengono lasciate appassire sui graticci per 60/70 giorni. Trascorso questo periodo si procede con la pigiatura in torchio manuale e dopo un rapido passaggio in vasca d&#8217;acciaio inizia la lunga attesa. Il mosto viene inserito all&#8217;interno di <strong>caratelli</strong> molto antichi (alcuni dell&#8217;800) situati nella vinsantaia e ha inizio il lungo percorso fermentativo e di affinamento. Dopo 10 anni il vino viene imbottigliato e saranno necessari ulteriori 2 anni in bottiglia prima che sia pronto. Il Colli Piacentini Vin Santo è un vero e proprio nettare che è affascinante veder nascere. Spoiler: il <strong>profumo</strong> che c&#8217;è in una <strong>vinsantaia</strong> non lo dimenticherete facilmente.</p>
<div><img class="size-full wp-image-17424" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/11/azienda-vitivinicola-Barattieri-scaled.jpg" alt="Graticci e vinsantaia - Azienda Vitivinicola Barattieri" width="2560" height="1461" />
<p>Graticci e vinsantaia &#8211; Azienda Vitivinicola Barattieri | @saramilletti2023</p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/11/colli-piacentini-10-motivi-visitare-sapori-borghi-medievali.html">10 motivi per visitare i Colli Piacentini</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Il mito della Malvasia: viaggio nella Food Valley</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le ricette di Michi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Candia Aromatica]]></category>
		<category><![CDATA[ce]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Food Valley]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mito della Malvasia è il nome di un progetto di cooperazione che si pone l&#8217;obbiettivo di promuovere e valorizzare la Malvasia e le zone in cui essa viene prodotta. Lo si fa attraverso la ricostruzione della sua importante storia, dall&#8217;origine e diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo ai giorni nostri. L&#8217;ambizioso progetto a&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-mito-della-malvasia-viaggio-nella-food-valley/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>mito della Malvasia</strong> è il nome di un progetto di cooperazione che si pone l&#8217;obbiettivo di promuovere e valorizzare la Malvasia e le zone in cui essa viene prodotta. </p>
<p>Lo si fa attraverso la ricostruzione della sua importante storia, dall&#8217;origine e diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo ai giorni nostri.</p>
<p>L&#8217;ambizioso progetto a livello europeo è portato avanti da tre <strong>GAL</strong>, gruppo di azione locale, nei cui territori è presente un&#8217;importante produzione di Malvasia, rilevante sia dal punto di vista economico che storico.</p>
<p>I GAL interessati sono:</p>
<ul>
<li>il <strong>GAL Partonas</strong> con sede nella Regione di Arcadia in Grecia, che rappresenta la città di <em>Monemvasia</em> da cui ha origine il nome Malvasia</li>
<li>il <strong>GAL del Ducato</strong> che ha sede sia a Parma che Piacenza, territori in cui la coltivazione della Malvasia di Candia Aromatica è diffusa e dove si svolgono da diversi anni festival ed iniziative per la promozione di questo vino.</li>
<li>il <strong>GAL dell&#8217;Istria Centrale</strong> con sede in Croazia, situata lungo la rotta commerciale che storicamente dalla Grecia portava il vino in Italia. </li>
</ul>
<p>Il progetto ha come obbiettivo, dicevamo sopra, di promuovere e valorizzare la Malvasia e lo fa attraverso alcune azioni mirate. </p>
<p>Innanzitutto la ricerca storica sulla origine e diffusione della Malvasia nell&#8217;area del Mediterraneo, poi la promozione e sensibilizzazione di questo vino estremamente diffuso a livello locale ma poco apprezzato a livello nazionale, per rendere il consumatore finale consapevole dell&#8217;alta qualità di questi vini.</p>
<div>
<figure><img width="720" height="960" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2023/11/il-mito-della-malvasia-i-vigneti-720x960.jpg" alt="il mito della malvasia i vigneti" class="wp-image-17448" /></figure>
</div>
<h2>Le origini della Malvasia </h2>
<p>La storia della Malvasia in Italia è strettamente legata alla Repubblica marinara della Serenissima e il forte ruolo commerciale che ha avuto per secoli. Grazie ai Veneziani il vino Malvasia era già famoso in tutto il bacino del Mediterraneo nel XII secolo. </p>
<p>Il nome Malvasia sembra derivi da <em>Monemvasia</em>, una città portuale greca situata nella parte sud del Peloponneso, fondata del 588 ed annessa alla Repubblica di Venezia nel 1419. Proprio qui venivano raccolti i vini provenienti da tante isole greche e in particolare da Creta, un tempo denominata Candia, per poi commercializzarli in tutta Europa. Il legame con la Malvasia a Venezia era fortissimo, le taverne all&#8217;epoca, infatti,  erano chiamate &#8220;malvasie&#8221;. Insieme al vino sono arrivate anche le piantine di vite di Malvasia e hanno trovato in Italia il terreno adatto per prosperare rigogliose; basti pensare che ce ne sono ben 19 varietà.</p>
<p>A Parma e Piacenza la Malvasia ha trovato l&#8217;habitat perfetto, grazie alle caratteristiche uniche dei terreni, l&#8217;altezza e le condizioni climatiche. L&#8217;uva che viene vinificata produce vini frizzanti, fermi, amabili e dolci. </p>
<div>
<figure><img width="720" height="504" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2023/11/malvasia-del-ducato-720x504.jpg" alt="malvasia-del-ducato" class="wp-image-17451" /></figure>
</div>
<h2>Il viaggio per scoprire il Mito della Malvasia</h2>
<p>Il nostro viaggio alla scoperta della <strong>Malvasia di Candia Aromatica</strong> parte dal centro di Parma, con il sua bellissima piazza in cui si affacciano il <strong>Duomo e il Battistero</strong>, altissimi esempi di <strong>arte romanica</strong>. </p>
<p>La vita raccontata sulla facciata di entrambi lascia il segno e ci fa comprendere meglio quelli che erano i ritmi dell&#8217;epoca. Le persone comuni non sapevano ne leggere e ne scrivere e gli artisti, attraverso le iconografie scolpite sulla facciata e gli affreschi finemente dipinti all&#8217;interno dei due edifici, raccontavano la vita di Gesù ma anche la storia di tutti i giorni, lo scorrere dei mesi e delle stagioni.</p>
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<figure><img width="720" height="504" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2023/11/duomo-e-battistero-parma-il-mito-della-malvasia-1-720x504.jpg" alt="" class="wp-image-17455" /></figure>
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<p>Dopo la visita al centro storico ci siamo fermati per il pranzo, si deve far il pieno di energia per scoprire tutti i segreti della Malvasia. E cosa molto insolita ci siamo recati al ristorante <strong>Atmosfera</strong> che si trova proprio dietro al Battistero.  </p>
<p>Il ristorante Atmosfera però è un ristorante greco e la prima domanda che passa per la mente a tutti è: « Perché mai si dovrebbe pranzare al ristorante greco in centro a Parma?» La risposta è più semplice di quanto si possa pensare, perché è proprio dalla Grecia che più di seicento anni fa la Malvasia è arrivata a Parma. Ma questo ristorante è speciale anche per un altro motivo, lo zio del proprietario possiede proprio a <em>Monemvasia</em> le viti di Malvasia da cui è bello sognare arrivino le viti qui in Italia. Il vino da loro prodotto è delizioso e si sposa alla perfezione con la cucina autentica che abbiamo avuto la fortuna di assaggiare. Degna conclusione del pranzo semplicemente delizioso, una Malvasia passita barricata da far andare in Paradiso senza passare dal via.</p>
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<figure><img width="720" height="960" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2023/11/pranzo-ristorante-atmosfera-720x960.jpg" alt="pranzo-ristorante-atmosfera-il mito della malvasia" class="wp-image-17456" /></figure>
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<p>La scoperta del Mito della Malvasia continua e ci dirigiamo verso Salsomaggiore Terme, tra vigne che iniziano a cambiar di colore per vedere dove si coltiva la Malvasia di Parma. Certo che durante il tour ce ne toglieremo la voglia di vedere dei vigneti, ma ogni posto che abbiamo visitato ci ha fatto scoprire delle sfaccettature diverse di questo antico vitigno.</p>
<p>In ogni modo siamo giunti alla nostra destinazione, la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cantinailpoggio.it/">Cantina il Poggio</a>, che si trova sulla collina che sovrasta Salsomaggiore Terme e che gode di una vista pazzesca.</p>
<p><strong>Mattia Ravanetti</strong> ci ha accompagnato a visitare i vigneti e poi la cantina, spiegandoci in modo molto esaustivo tutte le fasi di lavorazione che consentono di ottenere i loro ottimi vini. </p>
<p>La nostra visita si è conclusa con una degustazione dei loro vini accompagnati da ottimi prodotti locali, compresa un&#8217;ottima bruschetta preparata con il loro olio.</p>
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<figure><img width="720" height="504" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2023/11/cantina-il-poggio-il-mito-della-malvasia-720x504.jpg" alt="cantina-il-poggio-il-mito-della-malvasia" class="wp-image-17458" /></figure>
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<p>Il viaggio prosegue e dopo un meritato riposo siamo pronti per visitare un caseificio per scoprire come si prepara il Re dei formaggi italiani, il <strong>Parmigiano-Reggiano</strong>.</p>
<p>In caseificio bisogna andarci la mattina presto proprio perché le fasi salienti della lavorazione si svolgono nelle prime ore della giornata. </p>
<p>Il caseificio che ci ha accolto è <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://caseificiotraversetolese.it/">La Traversetolese</a></strong>, a Traversetolo un grazioso paese sulle prime colline di origine celtiche e romane.</p>
<p>Qui si producono oltre 60 forme di Parmigiano-Reggiano al giorno che hanno vinto numerosi premi internazionali. </p>
<h3>Ma come si prepara il Parmigiano-Reggiano?</h3>
<p>Il latte munto della sera e quello della mattina vengono raccolti nella caldaia e portati alla giusta temperatura. Una piccola nota di servizio: il latte munto alla sera viene lasciato riposare a temperatura controllata tutta la notte in vasche apposite basse e lunghe. La parte grassa del latte affiora e la mattina viene raccolta e il latte parzialmente scremato viene aggiunto a quello intero della mungitura mattutina. Dal grasso affiorato si preparerà poi la panna fresca e in seguito il burro.</p>
<p>Eravamo rimasti al nostro latte riscaldato nella caldaia, appena ha raggiunto la giusta temperatura si aggiunge il caglio e inizia la fase di coagulazione. Le mani esperte del Mastro Casaro controllano l&#8217;operazione e danno il via alla cottura dei granuli. Questi cuocendo a temperatura controllata poi precipitano sul fondo della caldaia, che ha una forma conica studiata appositamente. Qui i casari, con gesti sapienti prelevano la cagliata dal fondo con dei teli appositi e la tagliano in due parti. Infatti da ogni caldaia si ottengono 2 forme.</p>
<p>Una volta scolate leggermente le forme vengono portate all&#8217;interno di una stanza e inserite nelle fasce per dare la forma definitiva al formaggio. Qui riposeranno il tempo stabilito e verranno poi portate alla salatura. </p>
<p>In seguito le forme verranno pulite e messe a stagionare sugli appositi scaffali. Trascorsa la stagionatura le forme, dopo appositi controlli da parte Consorzio e del Mastro Casaro, vengono marchiate a fuoco con il sigillo del <strong>Consorzio di tutela del Parmigiano-Reggiano DOP</strong>, per essere poi pronte per la vendita. </p>
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<figure><img width="720" height="504" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2023/11/parmigiano-reggiano-720x504.jpg" alt="fasi di produzione del parmigiano reggiano" class="wp-image-17460" /></figure>
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<p>L&#8217;abbinamento perfetto con il Parmigiano-Reggiano è proprio con la Malvasia frizzante, un altro tassello per scoprire il mito della Malvasia.</p>
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<figure><img width="720" height="72" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2023/11/cornicetta-il-mito-della-malvasia-720x72.png" alt="" class="wp-image-17465" /></figure>
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<p>Mi fermo qui con il mio racconto per invitarvi a leggere la seconda parte di questo week end alla scoperta del territorio parmense e del mito della Malvasia. Ci sono tantissime cose da raccontare e da farvi vedere e preferisco spezzare in due parti il mio racconto.</p>
<p>Info sul progetto <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://galdelducato.it/">GAL del Ducato</a>.</p>
<p>Altre idee per viaggi, prodotti tipici e curiosità potete leggere la sezione <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/magazine/">MAGAZINE</a>.</p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/il-mito-della-malvasia-viaggio-nella-food-valley/">Il mito della Malvasia: viaggio nella Food Valley</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi">Le ricette di Michi</a>.</p>
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		<title>Weekend sui Colli Piacentini: itinerario per un percorso di gusto</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 21:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Appetito Vien Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Candia Aromatica]]></category>
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		<description><![CDATA[Malvasia di Candia Aromatica, salumi DOP e turtéi con la cua per un weekend fuori porta dove fare il pieno di gusto e panorami (a pochi chilometri da Milano). The post Weekend sui Colli Piacentini: itinerario per un percorso di gusto appeared first on L&#039;Appetito Vien Leggendo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2021/09/iStock-95742264-300x200.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 5px;clear:both" />
<p>Malvasia di Candia Aromatica, salumi DOP e turtéi con la cua per un weekend fuori porta dove fare il pieno di gusto e panorami (a pochi chilometri da Milano).</p>
<p>The post <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2021/09/colli-piacentini-itinerario-cosa-fare-weekend.html">Weekend sui Colli Piacentini: itinerario per un percorso di gusto</a> appeared first on <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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