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	<title>Food Blogger Mania &#187; Betty Crocker</title>
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		<title>Devils Cake nido di Pasqua</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 16:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saltainpadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Betty Crocker]]></category>
		<category><![CDATA[Cake]]></category>
		<category><![CDATA[Ciao]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;Subscribe in a reader Devils Cake nido di Pasqua Ciao a tutti, oggi realizzeremo un dolce simpatico in occasione della Pasqua, facile da preparare anche per i meno esperti in cucina, utilizzando il preparato Betty Crocker Devil’s Food Cake.  Utilissimo per i meno esperti, per chi ha poco tempo Con po’ d’acqua, olio e uova,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/devils-cake-nido-di-pasqua/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Subscribe in a reader</p>
<p>Devils Cake nido di Pasqua Ciao a tutti, oggi realizzeremo un dolce simpatico in occasione della Pasqua, facile da preparare anche per i meno esperti in cucina, utilizzando il preparato Betty Crocker Devil’s Food Cake.  Utilissimo per i meno esperti, per chi ha poco tempo Con po’ d’acqua, olio e uova, ingredienti da aggiungere al preparato per realizzare Devil’s Food [&#8230;]</p>
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		<title>Monkey bread</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Mar 2017 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Betty Crocker]]></category>
		<category><![CDATA[Boston Cook Book]]></category>
		<category><![CDATA[bread]]></category>
		<category><![CDATA[ero]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Hully Gully]]></category>
		<category><![CDATA[pezzetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto by Valentina “E se prima ero solo a ballare l’Hully Gully, adesso siamo in due a ballare l’Hully Gully. E se prima eravamo in due a ballare l’Hully Gully, adesso siamo in tre a ballare l’Hully Gully…” Nel momento stesso in cui ho cominciato ad approfondire lo studio della&#160;ricetta del&#160;monkey bread&#160; questa canzoncina ha&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/monkey-bread-3/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em><span><br /></span></em></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-n0DSfEeQeWY/WLnpspxjiGI/AAAAAAAAGek/Kc_n8FyA1Cw66rkE3u1KVRu7oD60mX3VQCEw/s1600/monkeybreadverticale1%2B%25281%2529.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-n0DSfEeQeWY/WLnpspxjiGI/AAAAAAAAGek/Kc_n8FyA1Cw66rkE3u1KVRu7oD60mX3VQCEw/s640/monkeybreadverticale1%2B%25281%2529.jpg" width="480" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.diverdediviola.it/">Foto by Valentina</a></b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div></div>
<div><em><span>“E se prima ero solo a ballare l’Hully Gully,</span></em></div>
<div><em><span>adesso siamo in due a ballare l’Hully Gully.</span></em></div>
<div><em><span>E se prima eravamo in due a ballare l’Hully Gully,</span></em></div>
<div><em><span>adesso siamo in tre a ballare l’Hully Gully…”</span></em></div>
<div><span>Nel momento stesso in cui ho cominciato ad approfondire lo studio della&nbsp;ricetta del&nbsp;<strong>monkey bread</strong>&nbsp; questa canzoncina ha cominciato a farsi spazio nella mia testa. Non sono&nbsp;pazza (o forse si?): c’è tutta una storia dietro.</span></div>
<div><strong><span>Pronti a seguirmi?</span></strong></div>
<div><span>Storia di un furto, come spesso avviene in cucina. Una delle ricette più tipicamente made in USA in realtà ha tutt’altre origini, poi che gli&nbsp;<em>ammmericani</em>&nbsp;siano specializzati nel trasformare in oro tutto quel che toccano è un’altra storia.</span></div>
<div><span>Il monkey bread altro non è che&nbsp;<strong>Aranygaluska</strong>, un dolce ungherese di origini ebraiche. Il nome può essere tradotto letteralmente in “gnocchi dorati” e lo si ritrova nei ricettari locali fin dal&nbsp;1880. Si tratta di una pasta brioche divisa in piccole palline e ricoperta con una glassa a base di burro, zucchero e noci. Sin dal 1848, in seguito alla&nbsp;fallita rivoluzione contro la dominazione asburgica, una consistente ondata migratoria proveniente dall’Ungheria si spostò verso gli Stati Uniti e il Canada. E quando si sposta un popolo, con lui si spostano anche la sua storia e le sue tradizioni.</span></div>
<div><span>Sbarcato nel Nuovo Mondo l’aranygaluska subì una lenta trasformazione.</span></div>
<div><span>Secondo voi gli immigrati appena arrivati disponevano di una cucina? Di un forno?</span></div>
<div><span>Direi di no. Spesso e volentieri si spostavano su carri e cuocevano su fuoco diretto utilizzando il&nbsp;<em>Dutch oven</em>, una specie di paiolo con coperchio.</span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-MNVpEQsx1-U/WLnpltrCSJI/AAAAAAAAGec/D9tYHl2UfSksPcyQMwoosiNL0R4jwqslACEw/s1600/images-1%2B%25281%2529.jpeg"><img border="0" height="299" src="https://1.bp.blogspot.com/-MNVpEQsx1-U/WLnpltrCSJI/AAAAAAAAGec/D9tYHl2UfSksPcyQMwoosiNL0R4jwqslACEw/s400/images-1%2B%25281%2529.jpeg" width="400" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>E voi direte: –&nbsp;<strong>“E allora?”</strong></span></div>
<div><span>Allora cambia il modo di disporre le palline di pasta: non avendo abbastanza spazio invece di allinearle cominciano a sovrapporle.</span></div>
<div><span>Un primo step&nbsp;in direzione del cambiamento.</span></div>
<div><span>Abbiamo altre prove che testimoniano la provenienza ungherese del monkey. &nbsp;Il&nbsp;<em><strong>Betty Crocker Cookbook (1942)</strong>,&nbsp;</em>libro stampato in pieno periodo bellico, dalla multinazionale General Mills, suggeriva ricette che si adattavano al periodo caratterizzato dal razionamento delle derrate alimentari. Tra le varie ricette compare l’<em>&nbsp;<strong>Hungarin Coffee Cake</strong></em>, un&nbsp;dolce che prevedeva l’utilizzo dello zucchero rimasto in fondo ai contenitori.</span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-2ercJu4NAME/WLnpu1hPybI/AAAAAAAAGew/SDJ4oWA1TYY_Rpde3vZ5m3sTuz1kppNywCEw/s1600/78fb015b0d294edbd7f40b832d627d16.jpg"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-2ercJu4NAME/WLnpu1hPybI/AAAAAAAAGew/SDJ4oWA1TYY_Rpde3vZ5m3sTuz1kppNywCEw/s320/78fb015b0d294edbd7f40b832d627d16.jpg" width="240" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Col passare degli anni e con la comparsa dei primi stampi le ricette si moltiplicarono e gli Stati Uniti furono invasi dai cosiddetti “bubble bread”, come i Parker House rolls o i Fingers Rolls che apparvero nel&nbsp;<em>Mrs. Lincoln’s Boston Cook Book</em>&nbsp;scritto da Mary Johnson Lincoln (Boston, 1884).</span></div>
<div><span>Gli stampi stessi comportarono una trasformazione estetica del dolce. Si scoprì&nbsp;che per permettere una cottura uniforme ed evitare il collasso dell’impasto, molto ricco di burro, era necessario&nbsp;utilizzare stampi da ciambella, con il perno centrale</span></div>
<div><span>La ricetta del monkey esplose definitamente grazie ad un’attrice (anzi a due, ma abbiate pazienza!):&nbsp;<strong>Zasu Pitts</strong>.</span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-v1HSOuM-JPA/WLnplu7RO6I/AAAAAAAAGeg/4s8VClBk6bMM7ns5lHHgwWKIj-Fh-OV2ACEw/s1600/Greed_1924_11_trina.jpg"><img border="0" src="https://2.bp.blogspot.com/-v1HSOuM-JPA/WLnplu7RO6I/AAAAAAAAGeg/4s8VClBk6bMM7ns5lHHgwWKIj-Fh-OV2ACEw/s1600/Greed_1924_11_trina.jpg" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Attrice del cinema muto (se avete visto&nbsp;<em>Rapacità</em>&nbsp;è lei) che alla fine di un’intervista comparsa sul Winnipeg Free Press l’8 febbraio del 1945 intitolata&nbsp;<em>Zasu pitts Just Love to Cook</em>&nbsp;descrive un pane perfetto per i buffet in cui le palline sono vicine una all’altra, facilmente separabili tra loro, spennellate leggermente di burro.</span></div>
<div><span>Subito sono andata a vedere se Zasu avesse origini ungheresi o ebree, ma non ho trovato nulla. Cercando ho scoperto che la madre era irlandese e sorpresa, sorpresa, guardate qual è un pane famoso in Irlanda? Il&nbsp;<strong>Waterford Blaa:</strong></span></div>
<div><strong><span><br /></span></strong></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-byQEjGo2c2M/WLnpt-WCsjI/AAAAAAAAGeo/FAxtZMF6UCY5tGkClXUL6fMtLXO23bg5ACEw/s1600/Oscars-Blaas.jpg"><img border="0" height="240" src="https://1.bp.blogspot.com/-byQEjGo2c2M/WLnpt-WCsjI/AAAAAAAAGeo/FAxtZMF6UCY5tGkClXUL6fMtLXO23bg5ACEw/s320/Oscars-Blaas.jpg" width="320" /></a></div>
<div><strong><span><br /></span></strong></div>
<div><span>Non vi ricorda qualcosa? Aggiungo che il monkey al tempo di Zasu era ancora privo di cannella e con poche quantità di burro.</span></div>
<div><span>Volete sapere chi era l’altra attrice?&nbsp;<em>Nientepopodimeno</em>&nbsp;che&nbsp;<strong>Nancy Regan</strong>, nata attrice e diventata first lady.</span></div>
<div><span><strong>Premessa.</strong>&nbsp;Dovete sapere che negli anni ’40-’50 esplose la moda della pasta lievitata in scatola. Quando la vidi per la prima volta negli States mi presi un colpo. Sono dei rotoli di cartone che si srotolano&nbsp;e dai quali fuoriescono dei cinnamon rolls belli e pronti.</span></div>
<div><span>L’esplosione di questo prodotto fece sì che il monkey venisse preparato con facilità in ogni casa e lo si trovasse raramente in pasticceria.</span></div>
<div><span>La Nancy, che evidentemente non aveva voglia di mettersi ai fornelli, ordinava per Natale e per tutte le varie ricorrenze di famiglia in una pasticceria vicino al ranch in California il monkey. &nbsp;Quando il marito divenne presidente degli Stati Uniti riuscì ad ottenere la ricetta originale dalla pasticceria e trasformò il monkey nel dolce delle feste della Casa Bianca, facendo sì che finisse anche nel libro&nbsp;<em>White House Family Cookbook</em>&nbsp;by Henry Haller (New York, 1987, p 332-333).</span></div>
<div><span><strong></strong></span></div>
<div><span>E visto che a ballare l’Hully Gully si può essere in tanti sappiate che è un dolce che continua ad evolversi…dalla scimmia al gorilla il passo è breve: basta aggiungere dei pezzetti di formaggio all’interno di ogni pallina.&nbsp;Venuta voglia?</span></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-2jeSK20YfJA/WLnpls-4-9I/AAAAAAAAGeY/GGmTgmflgdsLs0sQFy73Na7yBfTXnl2swCEw/s1600/download.jpeg"><img border="0" src="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-2jeSK20YfJA/WLnpls-4-9I/AAAAAAAAGeY/GGmTgmflgdsLs0sQFy73Na7yBfTXnl2swCEw/s1600/download.jpeg" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Gorilla bread</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-PU2UHKXDoDg/WLnpuwXtNlI/AAAAAAAAGe0/cuY6TycaxIM-TFG54Bg1D8oKO4mJrq_yACEw/s1600/monkeybreadorizzontale2.jpg"><img border="0" height="480" src="https://2.bp.blogspot.com/-PU2UHKXDoDg/WLnpuwXtNlI/AAAAAAAAGe0/cuY6TycaxIM-TFG54Bg1D8oKO4mJrq_yACEw/s640/monkeybreadorizzontale2.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.diverdediviola.it/">Foto by Valentina</a></b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><strong><span><br /></span></strong></h2>
<h2><strong><span>Monkey Bread by&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://toriavey.com/toris-kitchen/2013/12/american-cakes-monkey-bread/">Tori Avey</a>&nbsp;</span></strong></h2>
<div><strong><span>per uno stampo da 25 cm</span></strong></div>
<ul>
<li><span><span>18&nbsp;g di lievito di birra fresco</span></span></li>
<li><span>60 ml di acqua tiepida</span></li>
<li><span>180 ml di latte intero tiepido</span></li>
<li><span>65 g di zucchero semolato</span></li>
<li><span>115 g di burro</span></li>
<li><span>73 g di uova</span></li>
<li><span>18 g di tuorlo</span></li>
<li><span>18 g di sale</span></li>
<li><span>525 g di farina di forza</span></li>
</ul>
<div><strong><span>Per completare:</span></strong></div>
<ul>
<li><span>115 g di burro</span></li>
<li><span>200 g di zucchero</span></li>
<li><span>2 cucchiai di cannella</span></li>
</ul>
<div><span>Per la pasta. Fate sciogliere il lievito nell’acqua con 5 g di zucchero presi dal totale. Fate riposare per 10 minuti.</span></div>
<div><span>In una planetaria con foglia unite il composto con lievito alla farina, le uova, il tuorlo, lo zucchero e il latte. Cominciate a lavorare a bassa velocità.</span></div>
<div><span>Quando il composto si sarà ben amalgamato aggiungete il burro in piccole quantità, continuando a lavorare con la frusta, e il sale.</span></div>
<div><span>Quando l’impasto sarà ben incordato rovesciatolo sul piano di lavoro lavoratelo ancora per pochi minuti procedete alla pirlatura e trasferite in una ciotola coprire e lasciar lievitare fino al raddoppio o in frigorifero tutta la notte.</span></div>
<div><span>Se avete riposto l’impasto in frigorifero riportatelo a temperatura, sgonfiatelo leggermente e ricavatene tante piccole palline da un centimetro.</span></div>
<div><span>Fate sciogliere il burro e fatelo raffreddare. Unite la cannella allo zucchero. Intingete ogni pallina prima nel burro e poi nello zucchero alla cannella (se avete un figlio a disposizione fatevi aiutare!). Imburrate uno stampo e trasferitevi&nbsp;le palline in modo tale che siano ben unite tra loro.</span></div>
<div><span>Fate riposare per 45 minuti.</span></div>
<div><span>Accendete il forno a 190°.</span></div>
<div><span>Fate cuocere per circa 40-50 minuti. Una volta cotto fate riposare per 5 minuti e poi capovolgete sul piatto da portata (seguite il consiglio: avendolo girato da freddo ho avuto difficoltà a mantenere la forma). Si mantiene per due giorni a temperatura ambiente chiuso in un sacchetto per alimenti.</span></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-zjOSXppDFl4/WLnpuZsCDKI/AAAAAAAAGes/YzdPlWdsgpYMdIHErRD3-76nKleva4t9ACEw/s1600/monkeybreadhumantouchorizzontale.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-zjOSXppDFl4/WLnpuZsCDKI/AAAAAAAAGes/YzdPlWdsgpYMdIHErRD3-76nKleva4t9ACEw/s640/monkeybreadhumantouchorizzontale.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.diverdediviola.it/">Foto by Valentina</a></b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Fonti:</span></div>
<ul>
<li><span>https://jwa.org/blog/eating-jewish-aranygaluska</span></li>
<li><span>http://toriavey.com/toris-kitchen/2013/12/american-cakes-monkey-bread/</span></li>
<li><span>http://martindwyer.com/m/archives/archive.php?f=003600.html</span></li>
</ul>
<div><span>Ringrazio&nbsp;<b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.diverdediviola.it/">Valentina</a>&nbsp;</b>per essersi prestata a farmi da fotografa: grazie!</span></div>
<div><span><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2017/02/24/monkey-bread/">Post scritto per l&#8217;MTChallenge</a></b></span></div>
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		<title>The Original Chiffon Cake</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 08:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela lancia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Betty Crocker]]></category>
		<category><![CDATA[Brown Derby]]></category>
		<category><![CDATA[Cake]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles]]></category>
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		<category><![CDATA[varianti]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ci addolciamo il lunedì con questo super classico della pasticceria americana, la chiffon cake! Una ciambella sofficissima che si pensa sia stata proposta per la prima volta &#160;nel 1927 a Los Angeles dal signor Harry Baker, assicuratore di professione ma grande appassionato di dolci, nella cucina del ristorante Brown Derby. La torta ebbe talmente&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/the-original-chiffon-cake/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-9461 img-responsive aligncenter" src="http://www.dolcinboutique.ifood.it/wp-content/uploads/2016/11/Chiffon-cake-the-first.jpg" alt="Chiffon cake original" width="800" height="1212" /></p>
<p>Oggi ci addolciamo il lunedì con questo super classico della pasticceria americana, la chiffon cake! Una ciambella sofficissima che si pensa sia stata proposta per la prima volta &nbsp;nel 1927 a Los Angeles dal signor Harry Baker, assicuratore di professione ma grande appassionato di dolci, nella cucina del ristorante Brown Derby. La torta ebbe talmente successo che per ben 20 anni ne diventò il simbolo, fino a quando la ricetta, fino ad allora segretissima, &nbsp;fu venduta alla grande distribuzione attraverso i preparati per torte Betty Crocker. &nbsp;Lo strepitoso successo di questa torta sembrava inarrestabile , persino il New York Times ne proponeva le ricette e le sue molteplici varianti per la gioia di tutte le casalinghe americane e non solo <img src=&#8221;https://s.w.org/images/core/emoji/2/72&#215;72/1f642.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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