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	<title>Food Blogger Mania &#187; BERLINO</title>
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		<title>Tour Berlino Dresda Praga</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 11:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinziads89</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Tour Berlino Dresda Praga Tour Berlino Dresda Praga Un tour tra storia, arte e cultura: 5 giorni in 3 città stupende, vittima degli orrori della Seconda Guerra Mondiale ma finemente  ricostruite nella seconda metà del &#8216;900. &#160; GIORNO 1 : BERLINO Arriviamo all&#8217;aeroporto di Berlino Schoenefeld in tarda mattinata con un volo diretto da Roma.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tour-berlino-dresda-praga/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<h1>Tour Berlino Dresda Praga</h1>
<h1><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/prague.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8028" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/prague.jpg" alt="" width="550" height="331" /></a></h1>
<h1></h1>
<h1>Tour Berlino Dresda Praga</h1>
<p>Un tour tra storia, arte e cultura: 5 giorni in 3 città stupende, vittima degli orrori della Seconda Guerra Mondiale ma finemente  ricostruite nella seconda metà del &#8216;900.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>GIORNO 1 : BERLINO</h1>
<p>Arriviamo all&#8217;aeroporto di Berlino Schoenefeld in tarda mattinata con un volo diretto da Roma.</p>
<p>L&#8217;aeroporto dista circa 40 km dal centro città, che decidiamo di raggiungere con l&#8217;<strong>Airport Express</strong>, un treno che ci porta diretti alla Stazione centrale Hauptbahnhof in 30 minuti, al prezzo di 3,30€! Una vera svolta!</p>
<p>Andiamo subito in hotel per fare il check-in e lasciare le valigie.</p>
<p>Abbiamo scelto l&#8217;hotel <strong>Steigenberger Hotel Am Kanzleramt</strong>, vicino alla stazione, in posizione strategica per visitare facilmente la città.</p>
<p>Le camere sono ben arredate, pulite, accoglienti e spaziose, dotate di bollitore per te, macchina espresso De Longhi (un vero lusso), tv, aria condizionata e bagno privato.</p>
<p>La colazione servita è a buffet e c&#8217;è praticamente di tutto: biscotti, torte, cornetti, salumi, frutta, yogurt, succhi, ecc.</p>
<p>Affamati, usciamo in strada e ci fermiamo da una bancarella di street food dove acquistiamo pretzel e currywurst per pochi euro.</p>
<p>La nostra prima tappa è il <strong>Reichstag</strong>, la sede del Parlamento tedesco, simbolo della caduta del nazismo.</p>
<p>Costruito nel 1874 per ospitare le camere del Parlamento tedesco, fu soprannominato dall&#8217;imperatore Guglielmo II l&#8217;edificio &#8220;cima del cattivo gusto&#8221; e &#8220;Reichsaffenhaus&#8221; (casa delle scimmie).</p>
<p>Nel 1933 un incendio distrusse quasi interamente il palazzo e, durante la seconda guerra mondiale, fu usato come clinica per le nuove nascite.</p>
<p>Nel 1990, dopo la caduta del Muro di Berlino, al suo interno venne celebrata la cerimonia della Germania riunificata; solo 9 anni dopo, l&#8217;edificio è tornato ad essere la sede ufficiale del Parlamento tedesco.</p>
<p>Scopriamo che è possibile visitare la stupenda cupola di vetro gratuitamente così, complice la scarsità di persone in fila, decidiamo di entrare e godere dello stupendo panorama berlinese.</p>
<p>Proseguiamo a piedi verso la <strong>Porta di Brandeburgo</strong>, commissionata nel 1788 da Guglielmo II come una delle 18 porte di accesso alla Città di Berlino; sulla cima dell&#8217;arco, svetta una quadriga raffigurante la Dea della Vittoria su un carro trainato da 4 cavalli.</p>
<p>Nel 1806, quando Napoleone conquistò Berlino, fece della Porta di Brandeburgo il suo bottino di guerra e fu presa e portata a Parigi, per poi tornare a Berlino solo nel 1814.</p>
<p>La Porta di Brandeburgo venne distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi ricostruita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/porta-di-brandeburgo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8021" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/porta-di-brandeburgo.jpg" alt="" width="550" height="369" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalla Porta, scendiamo su Cora-Berliner-Straße e ci soffermiamo al <strong>Memoriale dell&#8217;Olocausto di Berlino</strong>, un&#8217;area composta da 2711 blocchi di cemento di varia altezza, in ricordo dei 6 milioni di ebrei uccisi durante il periodo nazista.</p>
<p>In quanto stanchi e leggermente affamati, decidiamo di non visitare la mostra dedicata alle vittime dell&#8217;Olocausto ma ci rechiamo in <strong>Alexanderplatz</strong>, la piazza più famosa della città.</p>
<p>L&#8217;aspetto della piazza è sintomo dell&#8217;architettura socialista: interamente circondata da palazzoni come &#8220;La casa dell&#8217;insegnante&#8221;, &#8220;La casa del viaggio&#8221;, &#8220;La casa dell&#8217;elettronica&#8221; e, per finire, la mitica Torre della televisione che domina la città con i suoi 365 metri di altezza (un metro per ogni giorno dell&#8217;anno).</p>
<p>Paghiamo il biglietto (11€) e saliamo su un&#8217;ascensore che ci porta a 203 metri, godendo dello splendido panorama sottostante.</p>
<p>Ci fermiamo per cena in un pub &#8220;<strong>The pub</strong>&#8221; ricavato all&#8217;interno di un ponte vicino Alexanderplatz, accogliente <span>e familiare, dove ci spilliamo la birra da soli, una figata! </span></p>
<p><span>I piatti sono buoni e abbondanti, i prezzi nella media e il servizio veloce.</span></p>
<p><span>Locale super consigliato!</span></p>
<div></div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<h1>GIORNO 2: BERLINO</h1>
<p>Dopo aver fatto colazione, usciamo subito alla volta del <strong>Museo Pergamon</strong> (il biglietto costa 12€), situato sull&#8217;isola dei musei e ospitante il monumento dal quale prende il nome, l&#8217;altare di Pergamo risalente al II secolo a.C.</p>
<p>Usciti dal museo, proseguiamo fino al <strong>Duomo di Berlino (Berliner dom)</strong>, un grandioso edificio in stile barocco eretto nel 1904.</p>
<p>Dopo il Duomo, scendiamo verso Mühlenstraße dove si trova l&#8217;unico kilometro di <strong>muro</strong> restante dei 170 che hanno diviso la città dal 1961 al 1989.</p>
<p>Nel 1990 migliaia di artisti arrivati in città hanno festeggiato la riunificazione della Germania colorando il muro con bombolette spray e creando opere famosissime come &#8220;The mortal kiss&#8221; e &#8220;Test the best&#8221;, raffigurante l&#8217;auto ufficiale della Germania Est che sfonda il Muro di Berlino.</p>
<p>Questi graffiti compongono quella che tutt&#8217;oggi viene chiamata <strong>East Side Gallery</strong>, una sorta di galleria d&#8217;arte all&#8217;aperto, tutelata dal governo tedesco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/il-muro-di-berlino-ed.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8022" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/il-muro-di-berlino-ed.jpg" alt="" width="550" height="366" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Scattiamo qualche foto poi, leggermente affamati, ci fermiamo per un pranzo tardivo da <strong>Scheers Schnitzel</strong>, un fast food self service dove, per pochi euro, mangiamo un currywurst e un panino con la cotoletta.</span></p>
<div>
<p>Nel pomeriggio, ci dedichiamo allo shopping e così prendiamo la metro in direzione Berlino Ovest e scendiamo alla fermata Bahnhof Wittenbergplatz, dove rimaniamo subito a bocca aperta alla vista del <strong>KaDeWe</strong>, il grande magazzino più famoso del Paese (l&#8217;Harrod&#8217;s inglese, per intenderci).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/kaufhaus-des-westens-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8011" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/kaufhaus-des-westens-1.jpg" alt="" width="550" height="366" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All&#8217;entrata, veniamo accolti da un portiere con tanto di cilindro, che ci spiega l&#8217;articolazione dei 7 piani.</p>
<p>Dove ci siamo fiondati? Al sesto piano, il paradiso delle leccornie, dove oltre 150 cuochi si danno da fare per preparare delizie e prelibatezze provenienti da tutto il mondo!</p>
<p>A mio parere, la food hall del Kadewe può competere senza dubbio con quella di Selfridge&#8217;s ma non con quella di Harrod&#8217;s che è tutta un&#8217;altra cosa <img src=&#8221;https://s.w.org/images/core/emoji/2.3/72&#215;72/1f642.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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