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	<title>Food Blogger Mania &#187; Antonio Mattei</title>
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		<title>Cantuccini di Prato</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Mattei]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
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		<category><![CDATA[Ernesto Pandolfini]]></category>
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		<description><![CDATA[I cantuccini di Prato sono i famosi biscotti croccanti e granulosi con tante mandorle, orgoglio di tutta la regione. Il 37% dei cantuccini di Prato, prodotti dai nostri artigiani, viene consumato fuori dall&#8217;Italia, nell&#8217; Unione Europea, stati Uniti, Giappone e Russia. Tanto da portare nella regione un fatturato di oltre 30 milioni di euro l&#8217;anno.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cantuccini-di-prato/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2025/01/Cantuccini-di-Prato-2ok-724x1024.png" alt="Cantuccini di Prato" class="wp-image-18901" /></figure>
<p>I cantuccini di Prato sono i famosi biscotti croccanti e granulosi con tante mandorle, orgoglio di tutta la regione. Il 37% dei cantuccini di Prato, prodotti dai nostri artigiani, viene consumato fuori dall&#8217;Italia, nell&#8217; Unione Europea, stati Uniti, Giappone e Russia. Tanto da portare nella regione un fatturato di oltre 30 milioni di euro l&#8217;anno. Mica male per un biscotto!</p>
<h4>Storia dei cantuccini di Prato</h4>
<p>I cantuccini sono molto antichi, risalgono infatti almeno al XVI secolo. Il nome sembra derivare da “<em><strong>cantellus</strong></em>”, in latino “pezzo o fetta di pane”, una galletta salata che già i soldati romani consumavano durante le campagne militari. Altri fanno derivare la parola da “<em><strong>canto</strong></em>”, angolo, piccola parte. A partire dalla seconda metà del ‘500, troviamo questi biscotti alla&nbsp;<strong>corte dei Medici</strong>, anche se pare non contenessero ancora le mandorle.&nbsp;<strong>L’Accademia della Crusca&nbsp;</strong>a fine ‘600 dà&nbsp;<strong>la prima definizione di “cantuccio”</strong>: “biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”. </p>
<h4>Antonio Mattei</h4>
<p>Ma per trovare i cantuccini esattamente come li conosciamo oggi, bisogna arrivare al 1858. Nel Granducato di Toscana, precisamente in via Ricasoli 22 a Prato, aprì il biscottificio, <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.antoniomattei.it/it/home">Antonio Mattei</a></strong>. I suoi biscotti con le mandorle divennero storia, tanto che ancora oggi si chiamano &#8220;Biscotti tradizionali di Prato&#8221;. Questi biscotti ebbero un enorme successo, in tutta la Toscana e fuori, tanto da ricevere la medaglia al merito all&#8217;Esposizione Italiana del 1861. Orgoglio del Made in Italy già all’epoca, i&nbsp;<em>Cantucci</em>&nbsp;vennero portati all’<em>Esposizione Universale di Parigi</em>&nbsp;nel 1867 dove ottennero la menzione speciale. I biscotti erano confezionati in un sacchetto blu, il colore di casa Savoia, un omaggio al re d&#8217;Italia. E quelli di Antonio Mattei lo sono ancora oggi!</p>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2025/01/Cantuccini-di-Prato-1ok-724x1024.png" alt="Cantuccini di Prato" class="wp-image-18902" /></figure>
<h4>Ernesto Pandolfini</h4>
<p>Nel 1908 il biscottificio, passa a&nbsp;<strong>Ernesto Pandolfini</strong>, che ci lavorava da tempo. Pandolfini, riceve in eredità la ricetta dei biscotti di Prato e crea poi altre specialità destinate a divenire dei classici. Uno dei sui biscotti più famosi furono i&nbsp;<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2020/04/bruttiboni-o-mandorlati-di-san-clemente.html">‘brutti boni’</a></strong>, inventati per non sprecare l’albume avanzato da altre preparazioni della pasticceria. Dopo più di 150 anni dall&#8217;invenzione, la famiglia Pandolfini, con i 4 nipoti di Ernesto, continua a produrre i cantuccini.</p>
<h4>Indicazione Geografica Protetta IGP</h4>
<p>A partire dal&nbsp;<strong>‘900</strong>&nbsp;i&nbsp;<em>Cantucci</em>&nbsp;con le mandorle iniziarono ad essere prodotti in tutta la regione sempre più su larga scala. Nel 2011 nasce l&#8217;associazione di produttori per ottenere il riconoscimento di<strong>&nbsp;Indicazione Geografica Protetta</strong>,&nbsp;<strong>IGP</strong>, che è arrivato nel&nbsp;<strong>2016</strong>&nbsp;e comprende l’intero territorio amministrativo della regione Toscana.&nbsp;Per rispettare il disciplinare&nbsp;<strong>ogni biscotto non deve pesare meno di 15 g</strong>,&nbsp;<strong>lo spessore non superare gli 2,8 cm&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>la presenza di mandorle non deve essere inferiore al 20% per chilogrammo</strong>.</p>
<h4>L&#8217;incontro con il Vinsanto</h4>
<p>I cantucci di Prato, sono stati da Antonio Mattei in persona, fatti incontrare con il Vinsanto, il vino toscano di uve Trebbiano e Malvasia, appassiti e vinificati in piccole botti di legno. Mattei lo ordinava al marchese Piero Antinori in una lettera. Il bon ton probabilmente dice il contrario, ma in Toscana i cantuccini di Prato si inzuppano nel bicchiere del Vinsanto ed è una vera goduria!</p>
<h4>Caratteristiche dei cantuccini di Prato</h4>
<p>Si presentano biscotti oblunghi di circa dieci centimetri. La sua forma deriva dal taglio in diagonale che viene dato al filone di impasto al termine della prima cottura. L’impasto prevede questi&nbsp;<strong>ingredienti</strong>:&nbsp;<strong>farina</strong>&nbsp;bianca, poco&nbsp;<strong>lievito</strong>,&nbsp;<strong>miele</strong>,&nbsp;<strong>zucchero</strong>,&nbsp;<strong>uova</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>burro</strong>. Il composto viene poi impastato, finché non raggiunge una consistenza morbida ed elastica e alla fine si aggiungono le&nbsp;<strong>mandorle sgusciate</strong>, ma con la buccia. Il composto viene POI diviso in lunghi filoni da cuocere in forno per circa 20 minuti.</p>
<h4>La doppia cottura</h4>
<p>Dopo una decina di minuti di cottura, i filoni, vengono tolti dal forno e tagliati in diagonale. Poi di nuovo sistemati in teglia pe una doppia cottura a temperatura più bassa. È proprio questo passaggio a regalare la consistenza biscottata tipica del cantuccio. </p>
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<div><img style="border-width: 0px;border-style: solid;border-color: #666666" width="150" height="150" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2025/01/Cantuccini-di-Prato-immagine-in-evidenza-150x150.png" class="attachment-150x150 size-150x150" alt="" /></div>
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<h2>Cantuccini di Prato</h2>
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<div><span>Portata </span><span>biscotti, dolci</span></div>
<div><span>Cucina </span><span>toscana</span></div>
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<div><span>Servings </span><span><span>60</span> <span>cantuccini</span></span></div>
<div><span>Author </span><span>Sabrina Fattorini</span></div>
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<h3>Ingredienti</h3>
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<li><span>500</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di farina 00</span></li>
<li><span>300</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di zucchero semolato</span></li>
<li><span>280</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>mandorle con la pelle</span></li>
<li><span>50</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di burro</span></li>
<li><span>2</span>&#032;<span>uova e 2 tuorli</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>bustina</span>&#032;<span>di lievito per dolci</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>arancia</span>&#032;<span>la scorza grattugiata</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>pizzico</span>&#032;<span>di sale</span>&#032;<span>generoso</span></li>
<li><span>1</span>&#032;<span>uovo + 2 cucchiai di zucchero</span>&#032;<span>per lucidare</span></li>
</ul>
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<h3>Istruzioni</h3>
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<h4>Per l&#039;impasto</h4>
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<li>
<div><span>Tostare le mandorle disponendole su una leccarda foderata con carta da forno, a 180° per 10-15 minuti in modalità statica. Una volta pronte, lasciarle raffreddare. Montare le uova intere con lo zucchero per almeno 10 minuti, in una planetaria munita di frusta: si deve ottenere un composto chiaro e spumoso. Sciogliere il burro e a fuoco spento, aggiungere la scorza d’arancia grattugiata. Lasciarlo raffreddare.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Versare il burro aromatizzato nel composto di tuorli, infine il sale e le mandorle. Unire farina e lievito.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Incorporarle al resto ma non prima di cambiare accessorio alla planetaria: da fruste a foglia. Il composto dovrà risultare compatto ma appiccicoso. Trasferirlo sul piano di lavoro con la farina e poi dividerlo in tre parti da 420 g l’una e conferire loro la forma a filoncino.</span></div>
</li>
</ul>
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<div>
<h4>Per la prima infornata</h4>
<ul>
<li>
<div><span>Preparare la leccarda, foderandola con un foglio lungo di carta da forno e adagiando sopra esso i tre filoncini. Per non farli unire in cottura, piegare la carta da forno tra uno e l’altro in modo da separarli. Sbattere l’uovo e spennellare la superficie dei tre filoncini. Quindi cuocere tutto in forno statico preriscaldato a 175-180° per 30 minuti. La superficie deve risultare ben dorata. Una volta cotti, sfornarli e lasciar raffreddare un po&#039; i filoncini.</span></div>
</li>
</ul>
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<h4>Taglio dei biscotti e seconda infornata</h4>
<ul>
<li>
<div><span>A questo punto affettare i filoncini di sbieco, per ottenere dei biscotti spessi circa 1 cm. Distribuirli su una leccarda foderata con carta da forno e infornare nuovamente a 160° per 10 minuti. Ora girare ogni biscotto e proseguire la cottura per altrettanto tempo. Sfornare e lasciar raffreddare.</span></div>
</li>
</ul>
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<h3>Note</h3>
<div><span>Volendo si possono aromatizzare ulteriormente i cantucci aggiungendo anche della scorza di limone.</span>
<div></div>
<p><span>Attenzione: non affettare i filoncini prima che si siano raffreddati. I biscotti si romperebbero tutti!</span>
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<p><span><strong>Come conservarli</strong></span>
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<p><span>Una volta pronti i cantucci di Prato, possono essere conservati a lungo, ben chiusi in un contenitore ermetico.</span></div>
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<h4>Un regalo made in tuscany</h4>
<p>I cantuccini di Prato fatti in casa, sono un magnifico regalo per ogni occasione: se andate a cena da un&#8217;amica, un pensierino natalizio, un ricordino per amici stranieri. Insomma basta un sacchetto di cellophane alimentare e un fiocco e il gioco è fatto! E sarà sempre un regalo gradito!</p>
<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2025/01/Cantuccini-di-Prato-3ok-724x1024.png" alt="Cantuccini di Prato" class="wp-image-18909" /></figure>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2025/03/cantuccini-di-prato.html">Cantuccini di Prato</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it">Architettando in cucina</a>.</p>
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