Soufflé ai fiori

Sono due giorni che mio marito canta la libertà non è star sopra un albero…”. 
Ieri sera a un certo punto gli ho anche detto: “Adesso basta però”.
Questa mattina, invece, gli chiedo di cantarla ancora, e la canto anche io con lui. Per moltissimi motivi e per nessuno in particolare.


La libertà

non è star sopra un albero

non è neanche il volo di un moscone

la libertà non è uno spazio libero

libertà è partecipazione

Partecipazione è tra le mie parole preferite. Il contrario di partecipazione è disinteresse, distacco, indifferenza. 
L’indifferenza è la malattia che ci costringe a rimanere in superficie, che ci annebbia la vista impedendoci di capire le sfumature, che ci fa dimenticare di come la storia, pur ripetendosi, vive negli istanti. E gli istanti sono, per loro stessa natura, differenti gli uni dagli altri.

COSA&QUANTO
  • 20 g. burro
  • 30 g. farina
  • 100 ml. latte
  • 2 o 3 uova 
  • fiori di zucca a iosa
  • olio
  • sale

COME

Sciogli il burro nel padellino, aggiungi la farina e poi il latte. Mescola con la frusta e cuoci per otto minuti, poi spegni e fai riposare per cinque minuti. 
Non devono esserci grumi, il composto deve risultare come una crema liquida.
Monta a neve i 2 bianchi d’uovo. 

La neve deve essere soda, cioè se muovi la ciotola, la neve non si deve muovere!

Versa i tuorli nel composto (cioè burro, farina e latte) e mescola. 

Olia la teglia.

Lava i fiori e privali del gambo, uniscili quindi al composto e mescola. 
Sale.
Incorpora i bianchi mescolando dal basso verso l’alto così il soufflé cresce di volume. 

Eventualmente: ancora sale.
Versa il composto nella teglia e cuoci per 15/20 minuti a 160 gradi.

Per gli altri soufflé del marito guarda qui per quello al formaggio e qui per quello con gli asparagi.

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