Le polpette di Mary Poppins

Mary Poppins è una donna difficile. 
Difficile essere lei e difficile averla accanto. 
Quando ero piccola, la bambinaia con l’ombrello pappagallo mi affascinava e spaventava allo stesso tempo. Fondamentalmente non la capivo, a tratti mi chiedevo: “Perché piace a tutti se è così stronza?”. Piaceva al super sexy Bert, piaceva a Jane e Michael, al signor Banks, alla signora Winifred (che io fino a ieri ho chiamato Millifred). 
Piaceva anche a me, quasi contro la mia volontà.
Mi piace tutt’ora, anche se non la vorrei come amica. Come si fa a volere Mary Poppins come amica? O come fidanzata? Impossibile. Infatti lei alla fine del film se ne va con l’ombrello pappagallo e a Bert sta bene così, lui sospira e sorride.
Di Mary Poppins è pieno il mondo: sono persone estreme, con idee chiarissime su tutto e tutti. Non hanno bisogno di niente – in apparenza –  risolvono i casini degli altri, sono eroine che dedicano la vita ad un unico scopo: compiacere, piacere, brillare, occupare le prime pagine di tutti i cuori, riscuotere successi, applausi e consensi. 
Non lo ammetteranno mai. Mai. Eppure quelle come Mary Poppins esistono solo in funzione degli altri. Chiamale bambinaie, chiamale crocerossine, loro sono perfette perché il mondo ha bisogno di perfezione, riempiono i buchi, aderiscono ai modelli, sono come la sabbia che si adatta perfettamente alla formina, sono il  pezzo mancante del puzzle di un altro. Respirano complimenti, mangiano consensi, stanno in piedi solo quando l’immagine che hanno di se stesse (“praticamente perfette sotto ogni aspetto”) viene confermata dal mondo esterno, altrimenti vanno in pezzi. Appena sentono che il fascio di luce che le illumina si sposta anche solo di un centimetro si agitano. 
Vivono lontanissime da tutti ed è impossibile tirarle giù con i piedi a terra, hanno intrapreso una missione in solitaria e sole viaggeranno, aggrappate al loro ombrello pappagallo, seducenti e detestabili, con quel loro sorriso perfetto che nascone una miriade di segreti e brutture, visibili a pochi e molto di rado.
“Con un poco di zucchero la pillola va giù” questo è uno dei tanti preziosi consigli di Mary. Consiglio che quando avevo sei anni non capivo, canticchiavo, ma non capivo. Adesso, invece, mi appare lapalissiano. E disarmante. 
Con un poco di zucchero la pillola va giù. 
Queste polpettine (che non contengono zucchero) sono dedicate a tutte le donne Mary.

COSA&QUANTO 
  • due zucchine
  • tre caprini piccoli
  • tre rametti di menta
  • pan grattato
  • un uovo
  • olio 
  • sale
  • scalogno


COME

Fai scaldare uno scalogno in padella con l’olio.
Aggiungi le zucchine tagliate a casaccio.
Passati 5 minuti, togli le zucchine dal fuoco e versale in una ciotola.
Aggiungi i caprini, l’uovo e il trito di menta.
Vai col pan grattato. 
Tanto. 
Di più. 
Ancora.
Il tuo composto deve diventare sodo.
Sale e pepe. 
Fai la polpettina con le mani e mettila su una teglia oliata.
Avanti così fino a quando non finirai tutto il composto.
Inforna e cuoci per massimo 15 minuti (le polpette non devono essere secche!).

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