La divisa di cucina: quanto conta l’abbigliamento per un cuoco

In tutte le aziende che manipolano e trasformano alimenti è obbligatorio per i dipendenti indossare una divisa. In cucina la divisa indossata dai cuochi è fondamentale dal punto di vista funzionale, igienico e per la sicurezza.
Come avviene per tutti gli aspetti in cucina, anche gli aspetti che riguradano la divisa di un cuoco hanno ragioni pratiche.
Ecco come si presenta una divisa di cucina completa:
Tutti gli operatori in cucina indossano obbligatoriamente (per legge) una divisa che deve essere personale e non deve essere utilizzata  in modo promiscuo (cioè indossata solo ed esclusivamente in cucina).
Partendo dal capo un cuoco indossa il cappello. Serve per raccogliere i capelli ed evitare che cadano sulle materie prime e nelle preparazioni. Il simbolo di uno chef è la Toque ovvero il classico cappello dalla forma cilindrica; più è alto, maggiore è il potere del cuoco in cucina (e maggiori sono le responsabilità). I cappelli possono essre di tela, carta o viscosa.
La leggenda vuole che la TOQUE presenti 100 pieghe. Il numero sta ad indicare i 100 diversi modi che un cuoco conosce per preparare un uovo.
Abbiamo poi lo scollino (fazzoletto), annodato al collo per proteggerlo da colpi di freddo e correnti d’aria. Inoltre ha la funzione di assorbire il sudore.
A seguire la giacca, solitamente di cotone bianco. La classica ha le maniche lunghe che vanno ripiegate su stesse ma esistono anche chiacche con maniche corte. Inoltre ci sono diversi modelli per quanto riguarda la chiusura (con bottoni, senza, con zip…) ma tutte devono permetterne apertura velocemente, in caso di emergenza (cadute di liquidi caldi oppure incendio).

C’è poi il pantalone. Quello classico dal tema con piccoli quadratini è chiamato pantalone sale e pepe. Sempre realizzato con materiali non infiammabili e traspiranti.
Un cuoco porta sempre un grembiule annodato in vita, per proteggersi dal calore: anche per questo capo sono tanti i modelli (bistrot alla francese, con la pettorina con tasca, a vita bassa…)

Piccolo consiglio: il nodo va sempre nascosto per evitare che si impigli in qualcosa durante l’attività in cucina

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