Il buffet per la Cresima di Bianca: che avventura!

imageQuando la mia amica Anna la scorsa estate mi chiese se le volessi organizzare il rinfresco della cresima della sua piccola Bianca, sprizzai di gioia, non stavo più nella pelle. Quaranta persone, mi avverti, in cerca del mio sguardo di approvazione. Approvai, per nulla in ansia per quelle che sarebbero state le sorti del buffet ma consapevole che sarebbe stata un’avventura. E difatti, così fu. L’invitai a casa una sera e le proposi alcuni dei mie manicaretti, in veste mignon, affinché potesse scegliere quello che più le era di gradimento, non esclusivamente in tema salutistico, contemplando anche qualche salume e leccornia, come da sua raccomandazione. Concordammo con Bianca il tema del buffet e le tonalità di colori che dovevano incorniciare quella splendida festa: i cuori e le tonalità del lilla e del fucsia. Tutto doveva essere in tema principesco, come la festeggiata. Cercammo delle idee per confezionare i festoni e le bomboniere e, dopo aver stilato il menú ed il piano dei costi, andammo insieme ad acquistare bicchierini, piatti, posate, tovaglie e tovaglioli. La settimana prima dell’evento, acquistammo tutto ciò che non era deperibile e ci dedicammo al cucinare le lasagne al ragù e quelle al sugo. Due giorni prima, fu il momento del fresco, frutta e verdura compresi, per ultimare con le focacce lisce ed il pane per le bruschette della domenica. Fin lì tutto andò liscio.. Iniziò proprio con la messa in casa della spesa la mia avventura: non avevo fatto i conti con il frigorifero (errore da non sottovalutare!!!), a casa mia, in veste normo famiglia. Avreste dovuto vedere l’espressione del mio volto alla domanda di mio marito “e adesso, dove le mettiamo tutta questa roba?!?!?”. Per fortuna che non avevamo fatto la spesa settimanale… e, per fortuna che nonni e suoceri avevano messo a disposizione frigoriferi abbastanza capienti per le 4 teglie delle lasagne, il grana, i salumi, il pesce e per tutto il beveraggio che altrimenti non avrebbero trovato lunga vita.  La panna cotta fu la mia condanna! Non mi era mica passata per la testa che non avevo un pentolone sufficientemente capiente per poter contenere litri di latte e panna ne un abbattitore di temperatura per fare i giochi di strati con la marmellata di lamponi… Come ho fatto, vi chiederete voi? Beh, più pentole e dieci per volta, a turno i bicchierini in freezer si sono rappresi, ma che lavoraccio il riempi/svuota! Inoltre, seppur avessi deciso io che i coni di sfoglia erano i più adatti per contenere la spuma di mortadella con i semi di papavero, vi assicuro che mi sono domandata perché non fossi andata ad acquistarli già pronti.. sino all’una di notte ad arrotolare lembi di sfoglia sui coni e sfornarli non è stata per niente un’impresa facile. Però erano eccezionali, ‘i miei preferiti’, mi ha detto il mio Nicolò. “E tu mamma, li hai assaggiati?”, mi ha domandato il mio amore, sapendo bene che carne e salumi da due anni a questa parte non sono a me graditi. “Con la punta di un cucchiaio, amore mio! Un cuoco deve sempre assaggiare ciò che prepara!”. Il suo stupore, lo ammetto, mi ha lasciata di stucco! Ad ogni modo, ogni cono che poi sfilavo, era una preghiera in cinese affinché non si rompesse! E lo ammetto, ad ogni crack, un’imprecazione è seguita! Per fortuna che l’indomani tutto è andato liscio.. Si, certo, la pulizia dei 2 kg di gamberi delle troffie non sono state una passeggiata nè tantomeno l’arrotolamento delle girelle di pizza che con il troppo caldo in casa, dovuto dalla cottura al forno delle patate, è risultata un’impresa un po’ ardua. Però, nonostante tutto, nonostante il mal di schiena nel comporre tutti i bicchierini, il mal di piedi per le ore trascorse in piedi, la stanchezza nel fare e brigare con i miei cuccioli a fare da contorno al nostro operato, la soddisfazione di vedere i commensali gratificati ed il sorriso sul volto della piccola Bianca, non ha eguali. Mi è stato chiesto se gestissi un catering e se mio marito fosse un mio collaboratore… :-) .. Ah, non vi ho detto che è stato necessario ritornarea casa non una, ma ben due volte, perchè avevamo dimenticato creme e fragole in frigorifero? Eh già, per fortuna che la mia amica, abita proprio dietro casa mia! E non si poteva fare altrimenti, ogni piatto aveva il suo segnaposto! Perché un vedemecum degli errori culinari, vi chiederete voi? Beh, per non dimenticare.. perchè è sbagliando che si impara! E questa è stata un’esperienza indimenticabile! Ecco alcune foto, catturate prima dell’arrivo delle stelle!

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