Di ciambelloni soffici, ghiribizzi, ghirigori e chiacchere a colazione

 

Titolo bizzarro e forse anche un po’ capriccioso per definire un ciambellone, ma questa, in poche parole, è la storia che sta dietro a questo dolce.

E’ l’evoluzione di un semplice ciambellone al limoncello.
Fragrante, morbio, coccoloso.
Una gioia per il cuore e il palato.
Ma c’è sempre qualcuno perennemente insoddisfatto di tutto, che nonostante opere che rasentino la perfezione, ci deve aggiungere il suo, la sua proposta che, a suo dire, può completare l’opera.
E allora, di fronte a sbuffi di zucchero a velo e tazze fumanti di orzo e di caffè, arriva tonante: “aggiungici del cacao, fallo bicolore”.
Soddisfo la proposta, nell’arco di dodici ore l’opera è presto fatta, sforno, sformo, spolvero, taglio la fetta e con la meraviglia  di occhi curiosi ci si ritrova di fronte a un perfetto ghirigoro nato da un ghiribizzo di un uomo-bambino goloso di cioccolato.

 
Ingredienti

500 g di farina
500 g di zucchero
4 uova
120 ml di olio di semi
120 ml di latte
120 ml di limoncello
1 bustina di lievito in polvere
1 pizzico di sale
30 g di cacao
1 cucchiaio di zucchero
Burro e farina per lo stampo
Zucchero a velo per spolverare

Sgusciare le uova aggiungere lo zucchero e montare con le fruste elettriche fino ad avere una massa gonfia e spumosa. Setacciare la farina e incorporarla con una spatola alternandola con l’olio e il latte.

Aggiungere il lievito e il sale, incorporarli all’impasto e alla fine aggiungere il limoncello.
Versare metà impasto in un’altra ciotola, aggiungere il cacao e un cucchiaio di zucchero e incorporare bene fino a sciogliere tutti i grumi.
Versare l’impasto bianco in uno stampo alto a ciambella di 24 cm di diametro, precedentemente imburrato e infarinato, versarvi poi sopra quello al cacao in maniera uniforme.
Infornare a 180° e cuocere per un ora, facendo la prova stecchino.
Spegnere e l sciare in forno ancora una decina di minuti con lo sportello socchiuso.
Una volta raffreddato sformare e spolverare con zucchero a velo.


Note personali
In superficie, prima di infornare a volte io ci aggiungo delle gocce di cioccolato o dello zucchero di canna.
Perché i ghirigori? La massa al cacao è più pesante di quella bianca per cui dalla superficie scendendo al centro del dolce forma questi motivi arabeschi.
Talvolta sono come quelli in foto, una curva nello stesso verso, altre volte può capitare un doppio giro.
Da provare anche senza l’aggiunta di cacao e zucchero

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