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	<title>Food Blogger Mania &#187; saramilletti</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Cantina Marilina nel Val di Noto: vini veri, luce e libertà</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 15:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Patern]]></category>
		<category><![CDATA[Cantina Marilina]]></category>
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		<description><![CDATA[La luce era esattamente quella che mi aspettavo di trovare e che, a detta di Marilina, &#8220;abbronza&#8221; e rende i grappoli di Grecanico di un colore oro intenso. Sono andata più a sud di Tunisi restando in Italia, in Val di Noto, dopo una piacevole chiacchierata telefonica con Marilina, classe 1985, spalla destra (ma anche&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cantina-marilina-nel-val-di-noto-vini-veri-luce-e-liberta/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>luce</strong> era esattamente quella che mi aspettavo di trovare e che, a detta di <strong>Marilina</strong>, &#8220;abbronza&#8221; e rende i grappoli di <strong>Grecanico</strong> di un colore oro intenso.</p>
<p>Sono andata <strong>più a sud di Tunisi</strong> restando in Italia, in <strong>Val di Noto</strong>, dopo una piacevole chiacchierata telefonica con <strong>Marilina</strong>, classe 1985, spalla destra (ma anche sinistra) del padre <strong>Angelo Paternò</strong>. Enologo con alle spalle anni di collaborazione con grandi aziende del mondo del vino, Angelo ha scelto a un certo punto di dare vita a un <strong>progetto personale</strong>, fondato sui propri gusti, sui propri principi e sulla tranquillità di chi sa di poter contare su solide competenze scientifiche.</p>
<p>Tempo, lunghe macerazioni, vitigni autoctoni (Grecanico, Catarratto mantellato, Moscato di Noto, Moscato rosa), pazienza e passione sono i punti saldi alla base del progetto vitivinicolo di Angelo Paternò che, dopo aver individuato un luogo selvaggio e incontaminato con venti sempre costanti e una forte escursione termica tra il giorno e la notte, nel 2001 fonda <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cantinamarilina.com" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cantina Marilina</strong></a>.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19327" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0174-scaled.jpg" alt="Suoli calcarei nei vigneti di Cantina Marilina e la luce del Val di Noto " width="2560" height="1440" />
<p>Suoli calcarei e la luce del Val di Noto &#8211; Cantina Marilina</p>
</div>
<h2>In vigna a tre chilometri dal mare</h2>
<p>In vigna, a tre chilometri dal mare, la coltivazione delle uve segue i principi dell’<strong>agricoltura biologica</strong> e ogni intervento è affidato al lavoro manuale. Le viti, allevate ad alberello e a spalliera, raccontano una <strong>viticoltura attenta e rispettosa</strong>. In vigna si praticano inerbimenti e lavorazioni sottofila, limitando al minimo l’uso di zolfo e rame e solo quando strettamente necessario. E quando la siccità si fa sentire, l’irrigazione diventa un gesto di cura, mai una forzatura.</p>
<h2>Macerazione, cemento e legno</h2>
<p>Rinunciando a lieviti selezionati ed interventi invasivi, in cantina la filosofia non cambia: <strong>si accompagna il vino senza forzarlo</strong>. Le uve vengono lavorate lasciando che siano il tempo e la materia prima a guidare il processo. La macerazione gioca un ruolo centrale, con durate diverse a seconda del vitigno, permettendo l’estrazione naturale di profumi, struttura e identità. Nessun lievito selezionato, nessuna chiarifica per i vini simbolo della cantina: da <strong>Cantina Marilina</strong> si lavora per sottrazione, affidandosi alla pazienza.</p>
<p>L’affinamento avviene in vasche di cemento e in botti e barrique di legno, materiali scelti per rispettare l’evoluzione naturale del vino. Il cemento conserva freschezza ed equilibrio, il legno aggiunge profondità e complessità, senza mai sovrastare il carattere dell’uva. È una vinificazione che rifugge l’idea di standardizzazione e lascia spazio all’imprevedibilità, che rende <strong>ogni vino diverso e vivo</strong>.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19339" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0182-scaled.jpg" alt="Barricaia presso Cantina Marilina " width="2560" height="1699" />
<p>Barricaia presso Cantina Marilina</p>
</div>
<h2>Esperienza in cantina: degustazione</h2>
<p>Durante la telefonata con Marilina mi ero immaginata il sapore di alcuni dei suoi vini. Li avevo assaporati con la mente e assaggiarli poi in azienda è stato come appagare una curiosità, ma anche le aspettative che nel frattempo si erano create. La voce di Marilina <strong>vibrava</strong> quando parlava del<strong> Grecanico</strong> e del vino al quale è più legata, il <strong>Bianco di Marilina</strong>. Più che una degustazione tecnica, quella a Cantina Marilina è stata per me una<strong> degustazione emozionale</strong>.</p>
<h3>Bianco di Marilina <img src=&#8221;https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72&#215;72/1f49b.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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		<title>Biscotti con farina di canapa per una colazione energetica da sportivi</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[banchi]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[[Post scritto in collaborazione con Giulia M. Chi è Giulia M. Mi chiamo Giulia, vivo a Perugia e anche io, come la ma amica Sara, che mi ospita sul suo blog, vengo dalla campagna. Sì, io e Sara ci conosciamo da sempre perché siamo cresciute insieme. Un’amicizia nata tra i banchi di scuola (l’asilo direi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-con-farina-di-canapa-per-una-colazione-energetica-da-sportivi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>[Post scritto in collaborazione con <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/giulymanni/"><strong>Giulia M.</strong></a><br />
<u>Chi è Giulia M.</u><br />
<span>Mi chiamo <strong>Giulia</strong>, vivo a Perugia e anche io, come la ma amica Sara, che mi ospita sul suo blog, vengo dalla campagna. Sì, io e Sara ci conosciamo da sempre perché siamo cresciute insieme. Un’amicizia nata tra i banchi di scuola (l’asilo direi ?) che dura ancora oggi. Anche se la lontananza geografica ci separa, l’amore per la cucina e il mangiar bene ci unisce. Ciò che ci completa, e che ha dato origine a questa nuova sezione del blog, è la mia passione per l’attività sportiva. Non sono una fanatica del <strong>fitness</strong> ma sono convinta della sua importanza per il benessere interiore ed esteriore. Sì, perché fare sport mi far star bene, lo trovo appagante e l’unione con una corretta alimentazione è l’unico vero segreto per sentirsi in forma. Dinamicità e costanza fanno di me una una “sport addicted” anche se poi qualche piccolo sgarro me lo concedo sempre perché è proprio vero che #LAppetitoVienFacendoSport ?!</span><span>]</span></h5>
<p>[<em>Giulia</em>] Il connubio tra <strong>sport</strong> e <strong>corretta alimentazione</strong> è qualcosa di indissolubile per coloro che, come me, sono estimatori del buon cibo (&#8220;buongustaia&#8221; è il mio secondo nome) e amanti dell’attività fisica che ormai da un po’ di tempo cerco di praticare quotidianamente. Associare una “dieta” equilibrata ad una giusta attività fisica è il segreto dello star bene, o almeno possiamo essere certi che aiuti ;)! Il primo allenamento, per noi &#8220;sport addicted” quindi è proprio tra i fornelli!<br />
Questo è il periodo dell’anno in cui riprendo la mia attività podistica. Dopo il torpore invernale si risveglia la runner che è in me e così al mattino, di buon ora, vado a <strong>correre</strong>. La corsa ha un sacco di effetti benefici. Correre fa bene al cuore e alla mente perché libera dallo stress, ci fa restare in forma e aiuta a migliorare il nostro buonumore. Non importa se non siete dei runner professionisti e la sola idea di percorrere il primo km può sembrarvi un miraggio: non dovete far altro che iniziare! Sì, non vi nascondo che i primi passi saranno i più difficili, ma dopo poche settimane troverete il vostro ritmo e comincerete ad amare quelle sensazioni che vi spingeranno a non mollare (e nel frattempo preparo per voi un programma per la corsa che troverete nei prossimi post).<br />
Io appartengo a quella categoria di runner che prediligono l’alba per allenarsi. Quando la città ancora dorme, noi scendiamo dal letto e ci infiliamo le scarpe da corsa! E chi, come me, ama <strong>allenarsi al mattino</strong> sa che questo ha anche i suoi vantaggi perché correre a digiuno dà una scossa al metabolismo che si innalza e resta elevato per tutta la giornata. Allenarsi la mattina quindi non solo ci fa sentire più attivi per tutto il giorno ma, a quanto pare, fa bruciare calorie anche nelle ore successive.<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/corsa.jpg"><img class="size-full wp-image-10135 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/corsa.jpg" alt="" width="5409" height="2500" /></a></p>
<p>Ovviamente dopo uno sforzo fisico prolungato è necessario reintegrare sali minerali e zuccheri e quale modo migliore se non con una colazione ricca e bilanciata? Associare carboidrati ad una fonte di proteine e grassi buoni è il modo migliore per ripartire!</p>
<p>[<em>Sara</em>] La richiesta di Giulia era quindi di una colazione energetica e proteica ricca anche di grassi buoni, ideale dopo una corsa mattutina. &#8220;Farò dei biscotti&#8221; ho pensato, &#8220;dei biscotti proteici&#8221;. Dopo aver passato in rassegna i pacchi di farina presenti nella mia munita e ordinata dispensa, oltre alle farine di riso, piselli, lenticchie e quinoa, ho rinvenuto anche un pacco di <strong>farina di canapa</strong> che ancora non avevo mai utilizzato. Conoscendone le proprietà ho deciso che avrebbe arricchito i miei biscotti di acidi grassi Omega 3, fibre, sali minerali e vitamine. Ho messo le mani in pasta ed è così che sono nati questi <strong>biscotti con farina di canapa, cioccolato e olio evo</strong>.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/1031.jpg"><img class=" wp-image-10133 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/1031.jpg" alt="" width="708" height="919" /></a></p>
<p><strong>Biscotti con farina di canapa, cioccolato e olio evo</strong><br />
Ingredienti per circa 28 biscotti<br />
300g di farina di tipo 1<br />
30g di <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.molinomagri.com//it/prodotti/96-164-canapa">farina di canapa</a></strong><br />
8g di cremar tartaro + 3g di bicarbonato*<br />
80g di cioccolato fondente al 70%<br />
100g di zucchero di canna integrale bio<br />
75g di olio evo dal sapore delicato<br />
100g di latte fresco parzialmente scremato</p>
<p><em>Procedimento<br />
</em>Preriscaldate il forno a 175° in modalità statica. Con un coltello spezzettate grossolanamente il cioccolato. In una ciotola capiente setacciate le farine, il cremar tartaro e il bicarbonato. Unite lo zucchero e il cioccolato e mescolate per ottenere un composto omogeneo. Fate un buco al centro e aggiungete l&#8217;olio d&#8217;oliva a filo e mescolate. Versate infine il latte e impastate brevemente con le mani. Trasferite il composto su una spianatoia e impastate fino ad ottenere un composto omogeneo dalla consistenza simile a quella della pasta frolla. Stendetelo con un matterello allo spessore di 8-9mm e con un coppapasta del diametro di 6cm ricavate i biscotti. Posizionateli su una leccarda ricoperta di carta da forno e infornateli per circa 15 minuti in forno caldo. Sfornate i biscotti e fateli raffreddare completamente su una gratella. Conservate i biscotti all&#8217;interno di una scatola di latta o di un barattolo in vetro con il tappo ermetico.</p>
<p>*in alternativa potete utilizzare 10g di lievito in polvere <strong>non</strong> vanigliato.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/biscotti-con-farina-di-canapa.jpg"><img class="size-full wp-image-10131 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/biscotti-con-farina-di-canapa.jpg" alt="" width="4713" height="3500" /></a></p>
<p>Sono davvero buonissimi, qui a casa non sono durati più di 3 giorni e il consiglio per una <strong>colazione nutriente</strong> dopo una corsa mattutina è quello di abbinarli con uno yogurt greco 0% di grassi dolcificato con il miele, una tisana e un caffè.<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/1008-1.jpg"><br />
<img class="size-full wp-image-10141 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/1008-1.jpg" alt="" width="4288" height="3072" /></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2026/02/biscotti-farina-di-canapa-ricetta.html">Biscotti con farina di canapa per una colazione energetica da sportivi</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<item>
		<title>Risotto alla zucca, caprino e speck croccante senza burro</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 10:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un risotto vellutato, avvolgente e buonissimo quello con zucca, caprino e speck croccante. Lo preparo da almeno 15 anni sempre seguendo la stessa infallibile ricetta. Si tratta di un risotto squisito, saporito e molto equilibrato. Prova anche tu la mia ricetta per un risotto all&#8217;onda senza burro! Risotto con zucca, caprino e speck: la ricetta&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/risotto-alla-zucca-caprino-e-speck-croccante-senza-burro/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Un <strong>risotto</strong> vellutato, avvolgente e buonissimo quello con <strong>zucca, caprino e speck croccante</strong>. Lo preparo da almeno 15 anni sempre seguendo la stessa <strong>infallibile ricetta</strong>. Si tratta di un risotto squisito, saporito e molto equilibrato. Prova anche tu la mia <strong>ricetta</strong> per un <strong>risotto</strong> all&#8217;onda <strong>senza burro</strong>!</div>
<div>
<h2>Risotto con zucca, caprino e speck: la ricetta senza burro</h2>
<div>Il <strong>risotto con zucca, caprino e speck</strong> è un risotto molto cremoso che non deve essere mantecato con il burro. Per farlo vi consiglio di utilizzare la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2022/10/pumpkin-patch-campi-zucche-italia-ricetta-pumpkin-spice-latte-tipologie-zucche.html" target="_blank" rel="noopener">zucca delica</a> e il <strong>segreto</strong> per ottenere un <strong>risotto molto cremoso</strong> è far cuocere la <strong>zucca</strong> a parte, frullarla e aggiungere al riso la <strong>purea</strong> ottenuta solo dopo la tostatura dei chicchi e l&#8217;aggiunta del brodo. Provatelo e sono certa che diventerà uno dei vostri risotti preferiti!</div>
<div>
<h3><span>Risotto con zucca, caprino e speck croccante</span></h3>
<h4><span>Ingredienti per 4 persone </span></h4>
<div>
<div><span>500 ml di brodo vegetale<br />
500 g di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/10/polpette-di-zucca-al-forno-ricetta-facile.html" target="_blank" rel="noopener">zucca delica</a></span></div>
<div><span>360 g di riso carnaroli</span></div>
<div><span>120 g di speck a stick</span></div>
<div><span>120 g di formaggio caprino fresco</span></div>
<div>1 foglia di salvia<br />
1 rametto di rosmarino</div>
<div>1 spicchio di aglio<br />
<span>1 scalogno</span></div>
<div><span>olio e.v.o</span></div>
<div><span>sale fino<br />
pepe nero </span></div>
</div>
<div></div>
<div><span><b>Procedimento </b></span></div>
<ol>
<li><span>Sbucciate la zucca, togliete i filamenti interni e i semi, lavatela e riducela a pezzi piccoli. </span><span>Tritate finemente lo scalogno e mettetelo in una casseruola con quattro cucchiai di olio, lo spicchio di aglio sbucciato, il rametto di rosmarino e la salvia. Fate soffriggere su fiamma bassa e quando lo scalogno sarà trasparente unite la zucca.<br />
Fate rosolare per un paio di minuti, bagnate con un paio di cucchiai di brodo vegetale, aggiustate di sale, coprite con un coperchio e fate cuocere su fiamma bassa per circa 20 minuti o fino a che la zucca non sarà morbida.<br />
Eliminate dalla casseruola lo spicchio di aglio, il rosmarino e la salvia e frullate la zucca fino a ridurla in purea.<br />
Tenete da parte.</span></li>
<li><span>Nella stessa casseruola nella quale avete cotto la zucca versate tre cucchiai di olio e quando sarà caldo aggiungete il riso e fatelo tostare su fiamma vivace mescolando spesso. Aggiungete nella casseruola un paio di mestoli di brodo caldo, mescolate e iniziate la cottura del risotto. Dopo un paio di minuti unite la purea di zucca precedentemente preparata, aggiungete altro brodo caldo, aggiustate di sale, abbassate la fiamma e fate cuocere il risotto mescolando spesso aggiungendo altro brodo quando necessario.</span></li>
<li><span>Nel frattempo scaldate una padella antiaderente e, quando sarà calda, fatevi tostare lo speck fino a che non sarà croccante.</span></li>
<li><span>Quando il riso sarà al dente allontanatelo dal fuoco, aggiungete il caprino nella casseruola e mescolate bene per la mantecatura. Coprite con un coperchio e lasciate riposare il risotto per un due minuti. </span><span>Trascorso questo tempo dividete il riso nei piatti, completate con lo speck croccante, </span><span>una generosa macinata di pepe e servite subito.</span></li>
</ol>
<div><img class="aligncenter size-full wp-image-19310" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2011/10/IMG_7142-scaled-e1770484218690.jpg" alt="Risotto alla zucca senza burro con caprino e speck. cremoso e buonissimo. ricetta infallibile" width="2350" height="1910" /></div>
</div>
</div>
<h2>Caprini di alta qualità: Fattoria Il Secondo Altopiano</h2>
<div>“Per arrivare devi stare molto attenta ai segni blu che trovi lungo la strada. Non sarà semplice trovare la fattoria!”</div>
<div><span>Questo l’ammonimento della signora K. quando, dopo aver assaggiato dei formaggi di capra che lei letteralmente “sniffava” e che mandarono in estasi me e i suoi clienti, le chiesi informazioni circa il produttore e come fare per raggiungerlo. “Inizia con il contattarli e non appena riesci, ti accordi e vai a fare loro una visita”. </span></div>
<div><span>E in effetti devo ringraziare la signora K. se la mia gita fuori porta di oggi, mi ha portato finalmente da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilsecondoaltopiano.com/"><b>Emanuele ed Alessandra</b></a>! Una scelta coraggiosa la loro, quella di intraprendere soli e con due piccoli bambini, quest’avventura impegnativa e non alla portata di tutti.</span></div>
<div></div>
<div><span>Una strada bianca, sterrata e un po’ irregolare conduce fuori dalla realtà conduce a questo ameno altopiano dove, grazie all’amorevole cura di Emanuele, circa <strong>settanta capre di razza purissima</strong> producono a suon di musica classica (c’è musica classica all’interno dei locali per rilassare le capre e anche per far compagnia ad Emanuele che svolge la maggior parte dei lavori “pratici”) un pregiato latte che viene trasformato dalle sue sapienti mani (solo lui è l’addetto alla “formaggeria” e guai ad entrare) in formaggi di altissima qualità che, come dice la cavia, “cantano”!</span></div>
<div></div>
<div><span>Due i momenti di mungitura durante la giornata e tutto il resto del tempo viene impiegato per lavorare le cagliate e per dar vita ai formaggi che hanno ogni volta un sapore unico (il sapore varia in base alle stagioni visto il cibo completamente biologico del quale si nutrono le capre)!</span></div>
<div><span>Impossibile non rimanere affascinati da un posto simile, dal quale non vorresti più tornare indietro!</span></div>
<div><span>E visto che è una fattoria a tutti gli effetti oltre alla stalla delle capre e ai locali per fare i pregiati formaggi, non mancano due cavalli, un’asina, le oche, i galli, un gatto, due cani, un orto e tanto spazio dove i piccoli bambini di Alessandra ed Emanuele possono giocare insieme agli amichetti che li vanno a trovare!</span></div>
<div><span>E se vi ho un po’ incuriositi ecco a voi qualche immagine, della fattoria <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilsecondoaltopiano.com/"><b>Il Secondo Altopiano</b></a>!  </span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2011/10/secondo-altopiano.jpg"><img class="size-full wp-image-10734 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2011/10/secondo-altopiano.jpg" alt="" width="4676" height="3414" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2011/10/secondo-altopiano-esterni.jpg"><img class="size-full wp-image-10737 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2011/10/secondo-altopiano-esterni.jpg" alt="" width="4790" height="2331" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2011/10/secondo-altopiano-formaggi-di-capra.jpg"><img class="size-full wp-image-10740 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2011/10/secondo-altopiano-formaggi-di-capra.jpg" alt="" width="7500" height="2820" /></a></div>
<div></div>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2026/02/risotto-zucca-senza-burro-caprino-speck.html">Risotto alla zucca, caprino e speck croccante senza burro</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Budapest in inverno: cosa fare e vedere in 3 giorni</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Auguszt Cukr]]></category>
		<category><![CDATA[Avenue Andr]]></category>
		<category><![CDATA[Budapest]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Budapest in inverno è una città fredda e allo stesso tempo affascinante e assolutamente vivibile. Per godere al meglio le bellezze della città, nonostante le rigide temperature invernali, è necessaria qualche accortezza in più prima di partire e, nello stilare il programma di viaggio, è meglio considerare di intervallare le attrazioni all&#8217;aperto con le numerose&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/budapest-in-inverno-cosa-fare-e-vedere-in-3-giorni/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Budapest</strong> <strong>in inverno</strong> è una<strong> città fredda</strong> e allo stesso tempo <strong>affascinante</strong> e <strong>assolutamente vivibile</strong>. Per godere al meglio le bellezze della città, nonostante le rigide temperature invernali, è necessaria qualche <strong>accortezza in più prima di partire</strong> e, nello stilare il programma di viaggio, è meglio considerare di intervallare le attrazioni all&#8217;aperto con le <strong>numerose attività al chiuso</strong> che ti consentiranno di riscaldarti e recuperare le energie per la tappa successiva.</p>
<p>Io sono arrivata a Budapest il 04 Gennaio, faceva abbastanza freddo e le previsioni per i giorni successivi erano poco incoraggianti: temperature in picchiata e neve, tanta neve. Sicuramente vedere la città ricoperta da un elegante manto bianco è stato un privilegio, ma ovviamente è stato necessario un programma ad hoc. Qui trovi i miei<strong> consigli per visitare Budapest in inverno</strong>.</p>
<h2>Come raggiungere il centro di Budapest dall&#8217;aeroporto</h2>
<p>Molte sono le compagnie che dall&#8217;Italia volano verso l&#8217;<strong>aeroporto internazionale di Budapest Ferenc Liszt</strong>. Nonostante in inverno le temperature siano spesso molto basse, è raro che i voli vengano annullati o cancellati: sono molto attrezzati e pronti per far fronte alle più disparate eventualità. I voli possono chiaramente subire più facilmente ritardi ma, in linea di massima, resta tutto operativo. Per raggiungere il centro di Budapest dall&#8217;aeroporto ci sono <strong>diverse opzioni</strong>. L&#8217;aeroporto non è molto grande e dopo aver varcato la porta degli &#8220;Arrivi&#8221; le indicazioni sono molto chiare ed esaustive.</p>
<h3>Raggiungere il centro di Budapest con i mezzi pubblici</h3>
<p>Per <strong>raggiungere il centro di Budapest con i mezzi pubblici</strong> devi utilizzare l&#8217;<strong>autobus 100E Airport Express</strong>. L&#8217;autobus è operativo <strong>7 giorni su 7</strong> con servizio <strong>diurno</strong> e <strong>notturno</strong>: durante il <strong>giorno</strong> ne passa uno <strong>ogni 10 minuti</strong> circa, mentre tra <strong>mezzanotte e le 3.30</strong> del mattino uno ogni<strong> 30-40 minuti</strong> circa.</p>
<p>Il costo del biglietto è di <strong>2200 Ft</strong> (circa 5,5€) e per salire <strong>non è valido l&#8217;abbonamento</strong> di 48 h o 72 h che si può fare sull&#8217;<strong>app BudapestGo</strong> necessario per gli altri spostamenti in città. Per il tragitto sono necessari circa 40 minuti. Dall&#8217;aeroporto in direzione centro di Budapest le fermate sono:</p>
<p>– Stazione <strong>Kálvin tér</strong><br />
– Fermata <strong>Astoria</strong><br />
– Stazione <strong>Deák tér</strong></p>
<p>In direzione aeroporto di Budapest dal centro città, l’autobus <strong>100E</strong>, parte dalla stazione di <strong>Deák tér</strong> ed effettua una sola fermata alla stazione di <strong>Kálvin tér</strong>, (tranne durante le corse notturne durante le quali <strong>l’autobus 100E</strong> si ferma anche alla stazione di <strong>Astoria</strong>). Dopo aver raggiunto il centro, per muoverti, ti consiglio l&#8217;utilissima app <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://citymapper.com" target="_blank" rel="noopener">Citymapper</a>. Io la utilizzo per tutti i <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/04/ponti-primavera-dove-andare-mete-viaggi-italia-europa.html" target="_blank" rel="noopener">miei viaggi</a>.</p>
<h3>Raggiungere il centro di Budapest dall&#8217;aeroporto con altri mezzi</h3>
<p>Se per comodità non vuoi spostarti con i mezzi pubblici ti consiglio i servizi offerti da <strong>Bolt</strong> e <strong>Uber</strong>. Funzionano alla perfezione e si appoggiano alla rete dei Taxi cittadini. Il <strong>costo della corsa</strong> è di <strong>circa €25</strong> e il grosso vantaggio è che con un solo mezzo di trasporto giungerai esattamente a destinazione. Io ho utilizzato <strong>Uber</strong> e ti racconto com&#8217;è andata. Ho prenotato la corsa sull&#8217;app di Uber dove ho immediatamente ricevuto un <strong>codice pin</strong>. Una volta uscita dall&#8217;aeroporto mi sono diretta verso la coda (nel mio caso cortissima) prevista per chi utilizza il servizio, ho comunicato il codice al primo Taxi-Uber disponibile e quando sono salita a bordo l&#8217;autista era già a conoscenza della mia destinazione. Dopo circa 30 minuti ero in hotel! Servizio davvero impeccabile e che mi sento di consigliare.</p>
<h3>Affittare un auto a Budapest senza carta di credito</h3>
<p>Se durante il tuo viaggio in Ungheria, visiterai solamente la città di Budapest, non ti consiglio di affittare l&#8217;automobile. I mezzi pubblici sono efficientissimi e non riservano brutte sorprese. Se invece sei a Budapest, ma intendi <strong>spostarti nei dintorni</strong> (io l&#8217;ho fatto e te lo racconterò in un articolo a parte) ti posso consigliare di <strong>noleggiare l&#8217;auto</strong> presso <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.gamerentacar.com" target="_blank" rel="noopener"><strong>GAME Rent a Car</strong></a>. I prezzi sono onestissimi, lo spostamento da/per l&#8217;aeroporto è gratuito e la cosa ancora più interessante è che per il versamento del <strong>deposito cauzionale</strong> accettano anche una <strong>carta di debito</strong>! Io mi sono trovata davvero bene, e se stai cercando di <strong>affittare l&#8217;auto a Budapest senza carta di credito</strong> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.gamerentacar.com" target="_blank" rel="noopener">GAME Rent a Car</a> è la giusta soluzione.</p>
<h2>Cosa vedere e fare a Budapest in inverno</h2>
<p>A <strong>Budapest in inverno</strong> ci sono cose da fare e da vedere un po&#8217; per tutti gusti. La <strong>attività </strong>e<strong> le attrazioni al chiuso</strong> non mancano e ti consiglio di alternarle a quelle all&#8217;aperto per trovare rifugio durante le giornate più fredde. La città di Budapest è attraversata e divisa a metà dal fiume Danubio: su una sponda si trova <strong>Buda</strong> e sull&#8217;altra <strong>Pest</strong>. A collegare la due anime della stessa città numerosi ponti tra cui il celebre <strong>Ponte delle Catene</strong>.</p>
<h3>Cosa vedere a Buda</h3>
<p>Il mio viaggio alla scoperta di<strong> Budapest in inverno</strong> è iniziato da <strong>Buda</strong>, ovvero il <strong>vecchio quartiere del Castello</strong>. A mio avviso l&#8217;accesso migliore è quello pedonale dalla <strong>Porta di Vienna</strong> di fianco alla quale sorge il bellissimo edificio che ospita l&#8217;<strong>Archivio Nazionale</strong> (io non ho utilizzato la funicolare per raggiungere Buda perché è una palese trappola per turisti). Avanzando tra antiche abitazioni con facciate dai toni pastello e camminando su sanpietrini antracite troverai:</p>
<ul>
<li>la <strong>Chiesa di Santa Maria Maddalena</strong>;</li>
<li>il meraviglioso <strong>Palazzo</strong> che ospita il <strong>Ministero delle Finanze ungherese</strong>;</li>
<li> la <strong>Colonna della Santissima Trinità</strong>;</li>
<li>la stupenda <strong>Chiesa di Mattia</strong> (ti consiglio di visitare anche l&#8217;interno);</li>
<li>il celebre<strong> Bastione dei Pescatori</strong>;</li>
<li> il sobrio <strong>Palazzo Sándor</strong> (di fronte al quale ad ogni ora fino alle 18 puoi assistere al <em>cambio della guardia</em>);</li>
<li>l&#8217;enorme<strong> Galleria Nazionale Ungherese;</strong></li>
</ul>
<p>Perditi nelle viuzze e ritagliati qualche istante per ammirare, oltre il fiume, l&#8217;imponente Palazzo del Parlamento. Le <strong>migliori viste sul Parlamento</strong> si hanno proprio dal quartiere di Buda e proprio per questo è fondamentale visitarlo in una giornata in con assenza di nebbia o foschia.<br />
Sempre a Buda, poco distanti dalla suggestiva <strong>Chiesa nella Roccia</strong> e all&#8217;interno di un edificio in stile Liberty, si trovano le celebri<strong> Terme Gellért</strong>. L&#8217;<strong>acqua è calda</strong> e potrebbero essere il luogo ideale dove rifugiarti dopo una giornata trascorsa alla scoperta di Buda.</p>
<p>N.B. Nel pianificare il tuo itinerario considera che <strong>molti</strong> <strong>edifici</strong> di <strong>Buda</strong> e i <strong>musei in generale</strong> in città sono <strong>chiusi il lunedì</strong>.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19305" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/02/Progetto-senza-titolo-12.jpg" alt="Quartiere del castello di Buda" width="1238" height="638" />
<p>Quartiere del castello di Buda</p>
</div>
<h3>Cosa vedere a Pest</h3>
<p><strong>Pest</strong> è la parte della città dove l&#8217;<strong>antico</strong> e il <strong>contemporaneo</strong> convivono senza sminuirsi a vicenda. Dell&#8217;anima conservatrice di Buda qui nemmeno l&#8217;ombra. Edifici classici si inseriscono nel contesto metropolitano di Pest regalando scorci inaspettati. A Pest anche in inverno c&#8217;è davvero molto da fare e vedere. Tra le cose più belle ti segnalo:</p>
<ul>
<li>la <strong>Basilica di Santo Stefano</strong> (l&#8217;interno è wow e se decidi di salire sulla terrazza della cupola avrai una <strong>bellissima vista sulla città</strong>);</li>
<li>la <strong>Grande Sinagoga di Via Dohány</strong> (la più grande d&#8217;Europa e la seconda del mondo);</li>
<li>il <strong>Palazzo del Parlamento</strong> (ti <strong>sconsiglio</strong> la visita degli <strong>interni</strong> perché si vedono pochissime stanze e io l&#8217;ho trovato davvero deludente);</li>
<li><strong>Avenue Andrássy</strong> (la via principale di Budapest dichiarata Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO nel 2002) che collega il centro città con <strong>Piazza degli Eroi</strong> (dove si trova anche il <strong>Museo di Belle Arti</strong>);</li>
<li>il <strong>parco cittadino Városliget</strong> che in inverno ospita la pista per pattinare sul ghiaccio;</li>
<li>l&#8217;incantevole <strong>Castello Vajdahunyad</strong> (simile a quello dei Corvino in Transilvania);</li>
<li>la <strong>Casa della Musica</strong> ovvero un edificio moderno speciale e impressionante dove gli amanti della musica possono vivere un&#8217;esperienza immersiva indimenticabile;</li>
</ul>
<div><img class="size-full wp-image-19307" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/02/Progetto-senza-titolo-13.jpg" alt="Viale Andrássy - Castello Vajdahunyad - Casa della Musica " width="1392" height="727" />
<p>Viale Andrássy &#8211; Castello Vajdahunyad &#8211; Casa della Musica</p>
</div>
<p>A Pest, lungo <strong>Avenue Andrássy</strong> si trova anche il<strong> Teatro dell&#8217;Opera</strong> che può essere visitato durante il giorno oppure puoi decidere di andare la sera con un biglietto per assistere ad uno degli spettacoli in programma (i prezzi sono molto accessibili).</p>
<p>Sempre sullo stesso lato del Danubio puoi decidere di fare <strong>tappa</strong> al<strong> Grande Mercato Coperto</strong>, che è uno dei mercati coperti più grandi d’Europa ed è ospitato all’interno di un elegante edificio con struttura in ferro tipica della fine dell’Ottocento e tetto decorato con maioliche in porcellane Zsolnay. Dislocato su tre livelli, il Grande Mercato Coperto di Budapest è un luogo dove mangiare o acquistare souvenir.</p>
<p>In inverno, un modo intelligente per <strong>attraversare Pest da nord a sud</strong> (o viceversa) e ammirare Buda, è salire a bordo del <strong>tram 2</strong> (o 2B) da <strong>Piazza Jászai Mari</strong> e arrivare al capolinea opposto. Avrai modo di osservare le principali attrazioni stando comodamente seduto.</p>
<p>Se sei appassionato di edifici unici e di libri, potrai inserire nel tuo itinerario di viaggio anche una tappa presso la bellissima <strong>Biblioteca metropolitana Ervin Szabó</strong>. Il palazzo che la ospita è una vera meraviglia architettonica ed è possibile ammirarlo sia da soli che con visite guidate.</p>
<p>Infine, sempre a Pest, una tappa interessante è <strong>Palazzo Gresham</strong> oggi sede di uno degli hotel di lusso più iconici di Budapest. Costruito nei primi anni del Novecento e progettato dagli architetti ungheresi <em>Zsigmond Quittner</em> e <em>József Vágó</em>, è considerato uno dei <strong>migliori esempi di architettura Art Nouveau di tutta l’Europa centrale</strong>: la facciata è riccamente decorata con motivi floreali, elaborate ringhiere in ferro battuto, ceramiche colorate e vetrate artistiche, mentre l’interno conserva splendidi elementi originali come la grande cupola di vetro e i mosaici di epoca storica. Fermarsi qui per un cocktail con vista sul <strong>Ponte delle Catene</strong> illuminato è un piccolo momento di magia, perfetto in inverno.</p>
<h3>Crociera sul Danubio</h3>
<p>La<strong> crociera sul Danubio</strong> è un&#8217;attività che ti <strong>consiglio</strong> di inserire nel tuo itinerario di viaggio a Budapest. Avrai la possibilità di vedere da una prospettiva diversa e ravvicinata il maestoso palazzo del Parlamento. Tuttavia <strong>ti sconsiglio di acquistare il biglietto con anticipo</strong> perché in base al <strong>meteo</strong> potrebbe rivelarsi una delusione. Considera che l&#8217;<strong>orario migliore</strong> per fare la crociera sul Danubio è <strong>dopo il tramonto</strong> in corrispondenza con l&#8217;accensione delle luci del Parlamento, ma devi pensare che foschia, pioggia o neve potrebbero ridurre e azzerare la visibilità rendendo la crociera un vero flop. Il mio consiglio è quindi di <strong>decidere il giorno stesso</strong> se è conveniente fare la crociera sul Danubio, recarti al <strong>ponte n°7 </strong>(dock 7), acquistare il biglietto, salire a bordo e goderti lo spettacolo.</p>
<h2>Dove mangiare a Budapest</h2>
<p>Budapest non deve di certo la sua fama alla buona cucina. Tanti ristoranti sono turistici (nell&#8217;accezione negativa del termine) e le <strong>specialità locali</strong> si riducono a <strong>pochi piatti molto sostanziosi</strong>: <strong>gulash</strong> e <strong>pollo alla paprika</strong> che vengono serviti con quelli che loro chiamano &#8220;gnocchi&#8221; ma sono in realtà gli <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/12/spaztle-zucca-burro-noci-speck-croccante.html" target="_blank" rel="noopener">spätzle</a> alto atesini, l&#8217;<strong>anatra</strong> proposta in tutte le salse spesso in compagnia delle <strong>barbabietole</strong>, i frittissimi <strong>lángos</strong> che sono simili alla nostra pizza fritta e, per concludere in dolcezza (ma non in leggerezza), la <strong>torta dobos </strong>(per gli amanti di pan di Spagna e cioccolato).</p>
<p>In base alla mia esperienza in città ti consiglio <strong>3 ristoranti dove mangiare a Budapest</strong> che mi sono piaciuti molto. Si tratta di 3 indirizzi molto diversi tra loro e sono tre indirizzi grazie ai quali potrai farti un&#8217;idea della proposta gastronomica presente in città.</p>
<h3>Cafè Kör &#8211; una tappa che unisce storia, gusto e comfort</h3>
<p>Frequentato anche dai local per la pausa pranzo si tratta di un <strong>ristorante storico</strong> con interni vintage e atmosfera davvero piacevole (soprattutto se fuori sta nevicando). Si trova letteralmente a due passi dalla maestosa Basilica di Santo Stefano ed è uno dei caffè storici più amati di Budapest, perfetto per una pausa gastronomica durante il tuo itinerario invernale. Il menù, scritto su una lavagna appesa al muro, propone i piatti classici della cucina ungherese, affiancati da alcune specialità del giorno. L’atmosfera è calda e conviviale ed è il luogo ideale per rifugiarsi dal freddo e assaporare sapori autentici in un ambiente che sembra uscito da un’altra epoca. <strong>Molto buono il gulasch</strong>, così come il dolce a base di <strong>crema di marroni</strong>, che ho scoperto essere particolarmente popolare a Budapest.</p>
<div><img class="wp-image-19303 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/02/Progetto-senza-titolo-12.png" alt="Café Kör Budapest " width="1586" height="802" />
<p>Café Kör Budapest</p>
</div>
<h3>Hoppá! Bistro – cucina contemporanea dal gusto nordico</h3>
<p>Se cerchi un ristorante dal taglio più moderno, <strong>Hoppá! Bistro</strong> è una scelta eccellente. Questo locale propone una <strong>cucina contemporanea</strong> curata nei minimi dettagli, in un ambiente elegante e minimale che richiama lo stile del <strong>Nord Europa</strong>. I piatti sono raffinati ma mai pretenziosi, con materie prime di qualità e accostamenti equilibrati: ottima la <strong>scaloppa di foie gras</strong>, così come il <strong>dessert al cioccolato</strong>, intenso e ben bilanciato. Da segnalare anche la <strong>carta dei vini</strong>, con una selezione interessante di <strong>etichette locali</strong>, perfette per accompagnare la cena nelle fredde serate invernali a Budapest.</p>
<h3>N28 Wine and Kitchen – eccellenza gastronomica con ottimo rapporto qualità/prezzo</h3>
<p><strong>N28 Wine and Kitchen</strong> è un wine bar raffinato che sorprende per la qualità della sua <strong>cucina moderna</strong>, curata e creativa. Una delle sue grandi forze è il <strong>menù fisso a pranzo</strong>, proposto a un <strong>prezzo davvero vantaggioso</strong> rispetto al livello dei piatti serviti — un’ottima occasione per concedersi un’<strong>esperienza gastronomica di alto livello senza spendere troppo</strong>. Il cibo è semplicemente sublime: piatti gustosi e tecnicamente perfetti. Tutto buonissimo e una menzione la merita la <strong>millefoglie con pere</strong> spadellate che è stata una chiusura divina, equilibrata e delicata. Da non sottovalutare, naturalmente, anche la <strong>selezione di vini</strong>, che rende questo indirizzo una tappa imperdibile per gli amanti del buon cibo e del buon bere a Budapest.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19302" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/02/N28-WINE-AND-KITCHEN.jpg" alt="N28 Wine and Kitchen Budapest" width="1345" height="646" />
<p>N28 Wine and Kitchen Budapest</p>
</div>
<h3>Auguszt Cukrászda – una pausa dolce fuori dai circuiti turistici</h3>
<p>Infine, ti consiglio anche un’ottima <strong>pasticceria storica</strong>, ideale da inserire nel giorno in cui visiterai <strong>Buda</strong>. Si trova leggermente fuori dai principali giri turistici, ma è facilmente raggiungibile e non troppo distante dalla <strong>Porta di Vienna</strong>, che ti suggerisco di prendere come punto di partenza per esplorare il quartiere del vecchio castello.<br />Si tratta della <strong>Auguszt Cukrászda </strong>che si trova in <strong>via Fény</strong>, una vera istituzione cittadina, perfetta per concedersi una pausa dolce in un ambiente autentico e senza folla. Qui potrai assaggiare dolci tradizionali ungheresi preparati secondo ricette storiche, accompagnati da un buon caffè o da una cioccolata calda, ideale nelle fredde giornate invernali a Budapest.</p>
<h2>Come vestirsi a Budapest in inverno</h2>
<p><strong>Capi termici, tessuti in filati naturali, calzamaglie sotto i pantaloni</strong>: così facendo potrai evitare di indossare troppi capi e muoverti più comodamente durante la giornata. Evita gli indumenti in filati sintetici, che trattengono l’umidità e non isolano dal freddo, e punta invece su lana, cashmere o cotone spesso. Fondamentali anche <strong>un buon cappotto </strong>o<strong> piumino caldo</strong>, una <strong>sciarpa avvolgente</strong>, <strong>guanti</strong> e un <strong>cappello</strong>, soprattutto per le passeggiate serali lungo il Danubio. Ai piedi, scegli <strong>scarpe comode, calde e possibilmente impermeabili</strong>, ideali in caso di neve o strade bagnate.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2026/02/budapest-inverno-cosa-vedere-cosa-fare-tre-giorni.html">Budapest in inverno: cosa fare e vedere in 3 giorni</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Viaggio di gruppo in Scozia: tra Edimburgo, i castelli delle Highlands e antichi villaggi di pescatori</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 12:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
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		<description><![CDATA[Cerchi un viaggio organizzato di gruppo in Scozia che unisca la comodità di un tour guidato all&#8217;autenticità di un&#8217;esperienza condivisa? Se desiderate viaggiare in compagnia di nuove persone senza l’onere di organizzare tutto, ma le agenzie tradizionali vi stanno strette e al tempo stesso non vi accontentate dei gruppi fai-da-te senza guida, questa tipologia di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/viaggio-di-gruppo-in-scozia-tra-edimburgo-i-castelli-delle-highlands-e-antichi-villaggi-di-pescatori/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cerchi un <b>viaggio organizzato di gruppo in Scozia</b> che unisca la comodità di un <strong>tour guidato</strong> all&#8217;autenticità di un&#8217;esperienza condivisa? Se desiderate <strong>viaggiare in compagnia di nuove persone</strong> senza l’onere di organizzare tutto, ma le agenzie tradizionali vi stanno strette e al tempo stesso non vi accontentate dei gruppi fai-da-te senza guida, questa tipologia di viaggio potrebbe fare al caso vostro.<span> </span></p>
<p>Questo <strong>viaggio organizzato in Scozia</strong> è un <b>tour per piccoli gruppi</b> pensato per una compagnia ristretta, organizzato da un <strong>tour operator specializzato</strong> esclusivamente in<strong> viaggi in Scozia</strong>. Un<strong> viaggio di 8 giorni</strong> nella storia e nelle atmosfere della Scozia dell&#8217;est, che tocca anche zone meno battute dal turismo internazionale ma ben note e amate da insider e scozzesi. Adatto per<b> viaggiatori interessati ad un itinerario più autentico che</b> cercano un viaggio di gruppo ben strutturato.<span> </span></p>
<p><img class="wp-image-19267 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/01/1.jpg" alt="viaggio di gruppo in Scozia" width="2000" height="1331" /></p>
<h2>Viaggio di gruppo in Scozia in compagnia di una fotografa</h2>
<p>Un itinerario disegnato su misura che unisce l&#8217;atmosfera gotica e letteraria di <strong>Edimburgo</strong>, la maestosità dei castelli delle Highlands orientali, le scogliere a picco sul mare e il fascino intimo dei villaggi di pescatori, passando per il lusso di un elegante Afternoon Tea edimburghese.<span> </span></p>
<p>Il tutto è arricchito dalla presenza di una <strong>fotografa professionista</strong> come <strong>accompagnatrice</strong>, esperta di Edimburgo e a disposizione per offrire consulenza a quegli appassionati che, viaggiando con la propria macchina fotografica, desiderino ricevere consigli pratici per gli scatti.</p>
<p>Questo <strong>viaggio</strong> è pensato per chi vuole fare un&#8217;<strong>esperienza ricca ma più rilassata</strong>, senza passare troppe ore in van per lunghi spostamenti interni, ma vivendo di più i luoghi visitati. A <strong>Edimburgo</strong>, ad esempio, si cercherà di farvi <strong>entrare nell&#8217;atmosfera della città</strong> più che mostrare semplicemente monumenti e attrazioni, andando anche un po&#8217; oltre il centro storico. Vedremo un paio delle sue meravigliose librerie (Edimburgo è capitale mondiale della letteratura), cimiteri storici, antichi quartieri rimasti tutt&#8217;oggi residenziali, ci concederemo il tempo per una passeggiata nella parte in stile vittoriano del lungofiume, per goderci una raffinata sala da tè, e per cenare in un pub storico.</p>
<p>Si tratta di viaggiare più in senso esperienziale che prettamente turistico, senza l&#8217;urgenza di vedere il più possibile nel minor tempo, senza la confusione dei grandi gruppi da 20 persone e senza coprire distanze enormi.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19270" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/01/2.jpg" alt="viaggio di gruppo in Scozia " width="2500" height="1296" />
<p>Edimburgo | @agnesegambini</p>
</div>
<h2>Itinerario del viaggio di gruppo in Scozia</h2>
<p>Questo <b>viaggio di gruppo organizzato in Scozia</b><span>  </span>si svolgerà dal <strong>5 al 12 maggio 2026</strong>, visitando i seguenti luoghi:</p>
<h3>Il cuore gotico di Edimburgo</h3>
<p>Si esplorerà la città partendo dalla Old Town, il centro storico patrimonio UNESCO. Si passeggerà lungo il celebre Royal Mile, l&#8217;arteria principale della città medievale, esplorando alcuni dei suoi close (i vicoli ciechi e nascosti) più caratteristici, passando per la colorata Victoria Street, per i pittoreschi edifici di Cockburn Street e per uno dei punti architettonicamente più evocativi della città: il New College, che architettonicamente sembra uscito dai libri di Harry Potter. Si vivrà l’esperienza di un elelgante afternoon tea in una location raffinata del centro e si cenerà in un pub storico. Si visiterà il cimitero più antico e suggestivo della città, ricco di miti e leggende, le spettacolari sale vittoriane in ferro battuto bianco e vetro dell&#8217;enorme Scottish National Museum, e la misteriosa Rosslyn Chapel, capolavoro gotico ricca di simbolismi, dove ogni pietra scolpita nasconde un segreto templare. Non mancherà anche la vista sul panorama più bello della città dalla cima di uno dei suoi colli.</p>
<p><img class="size-full wp-image-19273" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/01/3.jpg" alt="Viaggio di gruppo in Scozia" width="2000" height="1332" /></p>
<h3>Edimburgo oltre il centro storico</h3>
<p>Si esploreranno anche due zone della città vicine ma esterne al centro storico: il Dean Village, un piccolo e tranquillo quartiere residenziale che sembra uscito da un libro di fiabe, che visiteremo passeggiando lungo il fiume, e la zona più giovanile e indie di Stockbridge, un quartiere in tipico stile georgiano. Si visiterà anche la New Town passeggiando lungo i suoi famosi giardini e nel suo cimitero, dal quale si gode di una delle viste più belle sul castello. Qui si trova anche la libreria più grande della città che ha al suo interno un cafè anch&#8217;esso con vista spettacolare sul castello.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19274" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/01/4.jpg" alt="viaggio di gruppo in scozia" width="2500" height="1286" /></p>
<h3>Il Regno di Fife e i villaggi dei pescatori</h3>
<p>Lasciata la capitale si attraverserà il fiordo per esplorare la storica <strong>regione di Fife</strong>. La prima tappa è un viaggio nel tempo a Culross, un villaggio del 1600 perfettamente conservato, considerato uno dei più caratteristici di tutta la nazione. Si prosegue lungo la costa dell&#8217;East Neuk tra i pittoreschi porticcioli dei villaggi di St Monans ed Elie. Si farà una sosta ad una deliziosa e tipica Tearoom per gustare sapori locali in un terrazzino di pietra sospeso sul porto. Si andrà poi a St Andrews, sede di una maestosa cattedrale in rovina affacciata sull&#8217;oceano.<span> </span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19277" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/01/5.jpg" alt="Viaggio di gruppo in Scozia " width="2500" height="1406" /></p>
<h3>La Via dei Castelli e le Scogliere del Nord</h3>
<p>Ci si sposterà nella regione dell&#8217;<strong>Aberdeenshire</strong> seguendo la &#8220;Castle Trail&#8221;, un percorso che unisce ben 19 castelli in quella che è la zona della Scozia più ricca di castelli in assoluto (ne conta circa 260). Si visiteranno i 4 più identificativi delle diverse tipologie architettoniche presenti:</p>
<p>&#8211; Dunnottar Castle, una fortezza in rovina spettacolare arroccata su uno sperone di roccia a picco sul Mare del Nord, uno dei luoghi più fotogenici di Scozia;</p>
<p>-il maestoso Glamis castle, uno dei castelli più iconici di Scozia, legato alla famiglia reale e avvolto da secoli di leggende e misteri;</p>
<p>&#8211; Crathes Castle con i suoi giardini labirintici;</p>
<p>&#8211; il piccolo e fiabesco Craigievar Castle, o in alternativa l&#8217;imponente Castle Fraser;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19279" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/01/6.jpg" alt="Viaggio di gruppo in scozia" width="1500" height="836" /></p>
<h3>La “città di granito”</h3>
<p>Si andrà anche alla scoperta di Aberdeen, soprannominata la città di granito per i suoi eleganti edifici in pietra grigio-argento. Il percorso include un giro tra i palazzi storici più rappresentativi: la Cattedrale di St Machar, imponente esempio di architettura medievale, la storica University of Aberdeen, una delle più antiche del Regno Unito, con il suggestivo Old College. La visita prosegue nel caratteristico villaggio di pescatori di Footdee (Fittie), un angolo pittoresco affacciato sul Mare del Nord fatto di casette basse, cortili curati e un’atmosfera autentica fuori dal tempo. In seguito si attraverseranno gli scenari naturali e selvaggi del Parco Nazionale dei Cairngorms, tra ampie vallate e panorami montani tipicamente highland, e si visiterà il grazioso villaggio rinascimentale di Falkland.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19281" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/01/7.jpg" alt="Viaggio di gruppo in Scozia" width="2000" height="1216" /></p>
<h2>Viaggio di gruppo in Scozia: ulteriori dettagli</h2>
<p><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:276f1eb5-b70e-451d-8faf-9787d1bc004a" target="_blank" rel="noopener">Cliccando qui</a></strong> trovate il <strong>programma dettagliato</strong> giorno per giorno con le info e i costi. Per domande tecniche su iscrizione e prenotazione, potete contattare il <strong>tour operator</strong> scrivendo a <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:turastours@gmail.com">turastours@gmail.com</a><br />
Per info e curiosità sul viaggio stesso, potete <strong>contattare l&#8217;accompagnatrice</strong> scrivendo a <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:info@agnesegambini.it">info@agnesegambini.it</a> oppure scrivendole un messaggio dal <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/gambini_agnese/" target="_blank" rel="noopener"><strong>suo profilo Instagram</strong></a> dove troverete anche video, foto e storie in evidenza dedicate a Edimburgo per farvi una idea “visiva”di cosa vi aspetterà in questo <strong>viaggio di gruppo in Scozia</strong>.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2026/01/viaggio-gruppo-in-scozia-edimburgo-castelli-highlands-antichi-villaggi-pescatori.html">Viaggio di gruppo in Scozia: tra Edimburgo, i castelli delle Highlands e antichi villaggi di pescatori</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Torte per la colazione: 5 idee semplici e fatte in casa per iniziare bene la giornata</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 16:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
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		<category><![CDATA[giornata]]></category>
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		<description><![CDATA[Se al mattino cerchi qualcosa di buono da inzuppare nel latte o vuoi una fetta morbida per la pausa di metà pomeriggio, le torte casalinghe sono la soluzione più pratica, economica e appagante. Con pochi ingredienti di dispensa e qualche trucco sul metodo, puoi sfornare dolci profumati che restano soffici per giorni, senza additivi né&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torte-per-la-colazione-5-idee-semplici-e-fatte-in-casa-per-iniziare-bene-la-giornata/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Se al mattino cerchi qualcosa di buono da inzuppare nel latte o vuoi una fetta morbida per la pausa di metà pomeriggio, le torte casalinghe sono la soluzione più pratica, economica e appagante. Con pochi ingredienti di dispensa e qualche trucco sul metodo, puoi sfornare dolci profumati che restano soffici per giorni, senza additivi né imballaggi inutili. Qui trovi ricette collaudate, varianti per renderle più leggere e consigli di conservazione per organizzare la settimana con colazioni e merende sempre pronte.</span></p>
<h2>Perché preparare le torte in casa per la colazione</h2>
<p><span>Preparare una torta la sera, lasciarla raffreddare e affettarla al mattino è un’abitudine semplice che cambia il ritmo della giornata. Il profumo che invade la cucina, la consistenza che conosci perché l’hai scelta tu, la possibilità di adattare zucchero e grassi ai tuoi gusti: sono tutti piccoli vantaggi che nel tempo diventano grandi.</span></p>
<h3>Più controllo sugli ingredienti</h3>
<p><span>Scegliere farine, zuccheri, grassi e lievito in autonomia ti permette di “tarare” il dolce sulle tue esigenze: puoi ridurre lo zucchero, usare oli ricchi di acidi grassi buoni, inserire farine integrali o miste. Le indicazioni nazionali per un’alimentazione equilibrata invitano proprio a moderare zuccheri e a scegliere meglio i grassi, senza rinunciare al piacere: regolare le quantità in cucina è il modo più diretto per farlo.</span></p>
<h3>Meno imballaggi, meno sprechi</h3>
<p><span>Una torta da credenza, ben chiusa sotto campana, evita incarti monodose e riduce gli acquisti impulsivi. In più, puoi sfruttare frutta molto matura (mele, pere, banane) o yogurt in scadenza: diventano ingredienti preziosi che regalano morbidezza e umidità all’impasto, allungando anche i tempi di conservazione naturale.</span></p>
<h2>Ingredienti base per le torte da colazione</h2>
<p><span>Quando capisci come “dialogano” gli ingredienti, metà del lavoro è fatto. La struttura di una torta da colazione è semplice: una parte secca (farina e lievito), una parte zuccherina (zucchero o alternative), una parte grassa (olio o burro), una componente liquida che lega (uova, latte, yogurt) e aromi.</span></p>
<h3>Farine, zuccheri, grassi, lievito, uova</h3>
<p><span>Con una farina 00 o 0 ottieni impasti più soffici e regolari; con farine semi-integrali (tipo 1 o 2) guadagni sapore e fibre, ma ricordati di aumentare leggermente i liquidi perché assorbono di più. Lo zucchero semolato resta il più neutro; quello di canna grezzo aggiunge note di caramello e colore. Per i grassi, l’olio di semi di girasole alto oleico o l’olio extravergine delicato danno dolci soffici e umidi; il burro invece regala friabilità e un aroma classico. Il lievito chimico istantaneo (per dolci) garantisce una crescita regolare: setaccialo sempre con la farina per distribuirlo in modo uniforme. Le uova legano e “catturano” aria: montare brevemente quelle a temperatura ambiente dà una spinta alla sofficità senza complicare la ricetta.</span></p>
<h3>Versioni più leggere (yogurt, oli vegetali, zuccheri meno raffinati)</h3>
<p><span>Se vuoi alleggerire, sostituisci parte dei grassi con yogurt naturale: l’acidità aiuta la lievitazione, la caseina trattiene umidità e la fetta risulta più soffice anche dopo 48 ore. Puoi ridurre lo zucchero del 15-20% nelle ricette standard senza compromettere la struttura: abitua gradualmente il palato a un gusto meno dolce, come suggeriscono anche i materiali divulgativi di sanità pubblica.</span></p>
<h2>Torte soffici alla frutta</h2>
<p><span>La frutta nell’impasto è una garanzia di morbidezza. Rilascia umidità, aggiunge dolcezza naturale e profumo, e ti permette di usare meno zucchero. Mele, pere, pesche, albicocche, fichi: cambia solo la stagione, non la bontà</span><span>.</span></p>
<h3>Plumcake allo yogurt con frutta di stagione (dose per stampo 25×10 cm)</h3>
<p><span>Un impasto furbo che accoglie bene mirtilli, gocce di pera, dadini di pesca o una banana a rondelle. </span><span>In una ciotola mescola 2 uova grandi con 120 g di zucchero, 125 g di yogurt intero, 80 ml di olio di semi e la scorza di un limone. A parte setaccia 220 g di farina con 10 g di lievito per dolci e un pizzico di sale; incorpora al composto liquido a più riprese senza lavorare troppo. Unisci 150-180 g di frutta a pezzi asciugata con carta da cucina, versa nello stampo imburrato e infarinato, decora con altra frutta a superficie, inforna a 170 °C statico per 45-50 minuti (usa la prova dello stecchino per capire se è cotto). È un plumcake semplice, soffice, creato per essere inzuppato: come riferimento di tecnica e cotture puoi guardare anche la ricetta base del <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/03/plumcake-senza-burro-glassa-al-limone-sofficissimo.html" target="_blank" rel="noopener">plumcake con i mirtilli e glassa al limone</a>. </span></p>
<p><b>Varianti rapide</b><b><br />
</b><span>&#8211; Sostituisci 40 g di farina con farina di mandorle per un gusto più rotondo.</span><span><br />
</span><span>&#8211; Aromatizza con cardamomo o cannella quando usi pere e mele.</span><span><br />
</span><span>&#8211; Con mirtilli, infarina leggermente i frutti per non farli scendere.</span></p>
<h3>Torta di mele morbida da colazione (stampo 22–24 cm)</h3>
<p><span>Classica, economica, sempre gradita.</span><span><br />
</span><span>Sbuccia 3 mele (circa 600 g) e irrorale con limone. Monta 2 uova con 130 g di zucchero; incorpora 90 ml di olio di semi e 125 g di yogurt. Aggiungi 230 g di farina setacciata con 10 g di lievito e un pizzico di sale, poi unisci due mele a cubetti. Versa nello stampo, decora con la mela rimasta a fettine e spolvera di zucchero. Cuoci a 175 °C per 40–45 minuti. Otterrai una fetta alta e umida che resta soffice per più giorni.</span></p>
<h2>Torte al cioccolato perfette per il mattino</h2>
<p><span>La parola “cioccolato” la associamo spesso a dolci ricchi, ma per la colazione basta trovare l’equilibrio giusto: cacao amaro di qualità, grassi ben dosati, zucchero moderato e cotture delicate per non seccare l’impasto.</span></p>
<h3>Ciambella al cacao semplice (stampo a ciambella 24 cm)</h3>
<p><span>È la torta “salvagiornata”: pochi gesti, risultato garantito.</span><span><br />
</span><span>Sbatti 3 uova con 140 g di zucchero. Aggiungi 90 ml di olio di semi e 200 ml di latte a temperatura ambiente. Setaccia 220 g di farina, 30 g di cacao amaro, 12 g di lievito e un pizzico di sale; incorpora in tre volte. Profuma con vaniglia o scorza d’arancia. Versa nello stampo imburrato e infarinato, cuoci a 170 °C per 40–45 minuti. Lascia intiepidire 10 minuti e sforma su gratella: la crosticina resta sottile, l’interno rimane umido e si “riprende” bene anche il giorno dopo.</span></p>
<p><b>Consiglio</b><span>: sostituisci metà del latte con yogurt per una consistenza più soffice; se vuoi un gusto intenso, sciogli 60 g di cioccolato fondente nel latte tiepido prima di unirlo all’impasto.</span></p>
<h3>Brownie “light” per la colazione del weekend (teglia 20×20 cm)</h3>
<p><span>Qui l’idea non è replicare il brownie americano ricchissimo, ma ottenere quadrotti cioccolatosi e leggeri.</span><span><br />
</span><span>Sciogli 80 g di cioccolato fondente al 70% con 50 g di olio di semi o 60 g di burro. A parte mescola 2 uova con 90 g di zucchero, aggiungi 90 g di yogurt, il cioccolato fuso tiepido, poi 120 g di farina setacciata con 20 g di cacao e 8 g di lievito. Un pizzico di sale e vaniglia. Versa in teglia, cuoci a 170 °C solo per 18-20 minuti: devono rimanere morbidi. Perfetti con frutta fresca o un cucchiaio di ricotta montata. Anche qui puoi ridurre progressivamente lo zucchero fino al 15% senza penalizzare troppo la consistenza, educando il palato a sapori meno dolci.</span></p>
<h2>Torte da credenza che durano più giorni</h2>
<p><span>Quando vuoi organizzare la settimana, punta su impasti asciutti o semi-asciutti e farciture non umide. Conserva le torte sotto campana in un ambiente fresco e asciutto: restano piacevoli per 3-4 giorni; con crostate e sbriciolate arrivi spesso al quinto giorno, a maggior ragione se la base è ben cotta. Se l’impasto contiene creme fresche o panna, preferisci il frigo e consuma in 24-48 ore. </span></p>
<h3>Crostate con confettura (stampo 22–24 cm)</h3>
<p><span>La pasta frolla, se cotta bene e raffreddata, protegge la confettura e mantiene la friabilità per giorni.</span><span><br />
</span><b>Frolla facile</b><span>: sabbia 300 g di farina con 150 g di burro a cubetti freddo e 100 g di zucchero; aggiungi 1 uovo e 1 tuorlo, un pizzico di sale e scorza di limone. Impasta il minimo, appiattisci, avvolgi e fai riposare 1 ora in frigo. Stendi a 4-5 mm, fodera lo stampo, bucherella, farcisci con 300 g di confettura (albicocca, ciliegia, frutti di bosco), decora con strisce e cuoci a 180 °C per 30-35 minuti.</span><span><br />
</span><b>Per farla “da colazione”</b><span>: usa confetture non troppo dolci, riduci lo zucchero della frolla a 80-90 g e aggiungi 20 g di farina integrale per una nota rustica.</span></p>
<h3>Torte sbriciolate, crumble, dolci con base croccante</h3>
<p><span>Le basi “croccanti” sono ideali quando vuoi un dolce che resista in credenza: la copertura granulosa fa da barriera e la componente grassa limita l’evaporazione interna.</span><span><br />
</span><b>Sbriciolata ricotta e gocce</b><span>: mescola 300 g di farina con 100 g di zucchero, 1 cucchiaino di lievito, 120 g di burro fuso tiepido e 1 uovo fino a ottenere briciole. Versa metà nello stampo, compatta leggermente, farcisci con 350 g di ricotta setacciata, 70 g di zucchero e 80 g di gocce di cioccolato, completa con le briciole rimaste e cuoci a 180 °C per 35-40 minuti.</span><span><br />
</span><b>Crumble alla frutta</b><span>: ideale e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/10/come-fare-torta-pane-raffermo-ricetta-ticinese.html" target="_blank" rel="noopener">antispreco</a> quando hai frutta molto matura. Taglia mele o pere, condisci con poco zucchero e limone, copri con briciole (farina, fiocchi d’avena, burro, zucchero) e cuoci finché la superficie è dorata.</span></p>
<h2><b>Due note utili su zuccheri e grassi, senza rinunciare al gusto</b></h2>
<p><span>Non è necessario esagerare con restrizioni per avere dolci “da tutti i giorni”. Valgono poche regole: scegli grassi di qualità, non eccedere con le porzioni (una fetta da 80-90 g è più che sufficiente a colazione), e dosa lo zucchero con misura. L’ideale sarebbe </span><b>moderare dolci e bevande zuccherate</b><span>, inserendoli in uno stile alimentare vario: un consiglio che si sposa bene con le ricette qui sopra, pensate per essere gustose ma equilibrate.</span></p>
<p><span>Con una base di ingredienti semplici, qualche accortezza su cotture e conservazione e l’abitudine a usare frutta di stagione, in poco tempo puoi creare un “parco colazioni” fatto in casa che alterna morbidezza e croccantezza, cioccolato e frutta, novità e tradizione. La colazione diventa più regolare, la spesa più consapevole e i rifiuti si riducono: tre buoni motivi per accendere il forno anche in settimane fitte di impegni.</span></p>
<p><span>Riepilogando: vale la pena preparare le torte a casa perché controlli gli ingredienti, risparmi, riduci gli imballaggi e organizzi meglio le giornate. E se ami i dolci croccanti fuori e morbidi dentro, prova questa</span> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://coopetruria.coop.it/blog/ricette/dolci/torta-sbriciolona-con-cioccolato-ricotta" target="_blank" rel="noopener"><b>ricetta della torta sbriciolona</b></a><span> al cioccolato: è perfetta a colazione ma anche come dolce della domenica.</span></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2026/01/torte-per-colazione-5-idee-semplici-fatte-in-casa-per-iniziare-bene-giornata.html">Torte per la colazione: 5 idee semplici e fatte in casa per iniziare bene la giornata</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Torta con le pere soffice senza burro pronta in 30 minuti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 17:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
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		<category><![CDATA[noci]]></category>
		<category><![CDATA[pere]]></category>
		<category><![CDATA[Torta soffice]]></category>

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		<description><![CDATA[La torta con le pere soffice senza burro e senza latticini è la più soffice che io abbia mai mangiato e soprattutto la più veloce da fare. La cottura è rapidissima e vi assicuro che non si va oltre i 30 minuti netti da quando fa il suo ingresso nel forno impostato in modalità statica.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-con-le-pere-soffice-senza-burro-pronta-in-30-minuti/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>torta con le pere soffice senza burro</strong> e senza latticini è la più soffice che io abbia mai mangiato e soprattutto <strong>la più veloce da fare</strong>. La <strong>cottura</strong> è rapidissima e vi assicuro che non si va oltre i <strong>30 minuti netti</strong> da quando fa il suo ingresso nel forno impostato in modalità statica. Profuma di limone, è sofficissima, è una<strong> torta senza burro</strong> e può finire nel giro di pochi giorni perché una fetta tira l&#8217;altra. Gli ingredienti sono molto semplici da reperire ed è perfetta sia a colazione che a merenda. Al mattino, se vi volete concedere una piccola coccola dolce in più, provatela con un po&#8217; di confettura, mentre al pomeriggio accompagnatala con una fumante <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/11/come-preparare-tazza-te-alta-qualita.html" target="_blank" rel="noopener">tazza di tè a regola d&#8217;arte</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19207" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_6080-scaled.jpg" alt="torta soffice con le pere pronta in 30 minuti" width="2560" height="1666" /></p>
<h2>Torta soffice con le pere senza burro in 30 minuti: la ricetta</h2>
<p>Quella che segue è la <strong>ricetta infallibile</strong> e collaudata per fare la<strong> torta soffice con le pere soffice pronta in 30 minuti</strong>. Io l&#8217;ho trovato perfetta e deliziosa così. Se volete, in base ai vostri gusti, potete aggiungere al composto previa cottura un paio di cucchiaini di <strong>cannella in polvere</strong>, 40 g di <strong>noci</strong> o <strong>nocciole</strong> tritate oppure 60 g di <strong>gocce di cioccolato</strong> fondente.</p>
<h3>
<div>
<h2>Ingredienti</h2>
<div><span></span></div>
<div>
<div>
<div>
<h3></h3>
<div><span> 250 g di farina di tipo 1</span></div>
<div><span> 140 g di zucchero semolato </span></div>
<div><span> 90 ml di olio di semi di arachidi </span></div>
<div><span> 90 ml di acqua naturale</span></div>
<div><span> 16 g di lievito per dolci </span></div>
<div><span> 3 pere </span></div>
<div><span> 3 uova medie</span></div>
<div><span> 1 limone bio </span></div>
<div><span> zucchero a velo q.b.</span></div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><!-- #content -->
	</div>
<p><!-- #primary --><br />
</h3>
<h3>Procedimento</h3>
<ol>
<li>Rompete le uova in una ciotola, aggiungete lo zucchero semolato e la scorza grattugiata del limone e montate con lo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/11/come-preparare-tazza-te-alta-qualita.html" target="_blank" rel="noopener">sbattitore elettrico</a> fino ad ottenere un composto spumoso e ben montato. Versate a filo l&#8217;olio di semi di arachidi e l&#8217;acqua e continuate a montare. Quando i liquidi saranno incorporati, aggiungete poco alla volta la farina setacciata con il lievito e lavorate delicatamente fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.</li>
<li>Sbucciate le pere, privatele del torsolo centrale e due tagliatele a cubetti. Unite i cubetti al composto della torta incorporandoli delicatamente con un <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/3LA3mL1" target="_blank" rel="noopener">leccapentole</a>.</li>
<li>Rivestite con carta forno uno <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/4qF6rsF" target="_blank" rel="noopener">stampo per torta con cerniera (ø 24 cm)</a>. Versate all&#8217;interno l&#8217;impasto e posizionate sulla superficie gli spicchi della pera rimanente.</li>
<li>Fate cuocere in forno caldo in modalità statica a 180°C per 30 minuti o fino a quando la torta non risulterà dorata in superficie. Spegnete e lasciate raffreddare completamente. Prima di servire, spolverizzate in superficie con lo zucchero a velo.</li>
</ol>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19205" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_6076-scaled.jpg" alt="torta soffice con le pere pronta in 30 minuti " width="2560" height="1707" /></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2026/01/torta-soffice-pere-senza-burro-pronta-in-30-minuti.html">Torta con le pere soffice senza burro pronta in 30 minuti</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Torta fisarmonica con pasta fillo: la più veloce e facile da fare</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-fisarmonica-con-pasta-fillo-la-piu-veloce-e-facile-da-fare/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 16:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[antipasto]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivo]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[fette]]></category>
		<category><![CDATA[la torta]]></category>
		<category><![CDATA[noci]]></category>
		<category><![CDATA[panna]]></category>
		<category><![CDATA[pere]]></category>

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		<description><![CDATA[La torta fisarmonica con pasta fillo è la torta salata più bella da vedere e la più veloce da fare. Perfetta come antipasto da posizionare al centro della tavola, la torta a fisarmonica con pasta fillo è l&#8217;idea le anche se avete in programma un aperitivo conviviale gli amici. Nel periodo delle feste natalizie, utilizzando&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-fisarmonica-con-pasta-fillo-la-piu-veloce-e-facile-da-fare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>torta fisarmonica con pasta fillo</strong> è la <strong>torta salata</strong> più <strong>bella</strong> da vedere e la più<strong> veloce</strong> <strong>da fare</strong>. Perfetta come <strong>antipasto</strong> da posizionare al centro della tavola, la <strong>torta a fisarmonica con pasta fillo</strong> è l&#8217;idea</p>
<p>le anche se avete in programma un <strong>aperitivo</strong> conviviale gli amici. Nel periodo delle feste natalizie, utilizzando uno stampo a ciambella, potete trasformare la torta fisarmonica con pasta fillo in una bellissima e golosissima <em>ghirlanda</em>.</p>
<h2>Torta fisarmonica con pasta fillo: la ricetta</h2>
<p>Il tempo di preparazione, per fare la torta fisarmonica con pasta fillo, non supera i 10 minuti e per la cottura occorrono circa 35 minuti. In totale, in meno di un&#8217;ora, è pronta per essere servita!<br />
Io ho deciso di farcirla con <strong>pere, brie e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2017/11/crostata-alle-noci-ricetta.html" target="_blank" rel="noopener">noci</a></strong> ma potete sbizzarrirvi magari sostituendo il brie con un <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/06/fichi-al-forno-con-roquefort-e-aceto-balsamico-di-modena.html" target="_blank" rel="noopener">formaggio erborinato</a> e, se vi piace, potete servirla completando con un filo di miele di acacia o millefiori.</p>
<h3>Torta fisarmonica con pasta fillo, brie, pere e noci</h3>
<h3>
<div>
<h2>Ingredienti</h2>
<div><span></span></div>
<div>
<div>
<div>
<h3></h3>
<div><span> 150 g di brie </span></div>
<div><span> 100 ml di panna fresca liquida</span></div>
<div><span> 25 g di noci sgusciate </span></div>
<div><span> 25 g di burro </span></div>
<div><span> 2 pere mature</span></div>
<div><span> 1 confezione di pasta fillo (250 g)</span></div>
<div><span> 1 uovo </span></div>
<div><span> timo fresco q.b.</span></div>
<div><span> miele di acacia o millefiori (facoltativo)</span></div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><!-- #content -->
	</div>
<p><!-- #primary --><br />
</h3>
<h3>Procedimento</h3>
<ol>
<li>Fate sciogliere il burro su fiamma dolce. Tagliate e fatte sottili il brie, lavate la pera e tagliatela a fette, tritate le noci con un coltello. In una ciotola sbattere l&#8217;uovo e unitevi la panna fresca liquida. Rivestite con carta forno uno <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/4pPI62C" target="_blank" rel="noopener">stampo a ciambella</a>.</li>
<li>Con le mani, piagate su se stesso ogni singolo foglio di pasta fillo arricciandolo a fisarmonica, quindi disponetelo all&#8217;interno dello stampo. Proseguite così fino a completamento dei fogli e versate sopra il burro fuso. Posizionate tra le fessure le fette di pere e le fette di brie, alternandole. Completate versando in maniera omogenea il composto a base di panna, le noci tritate e il timo.</li>
<li>Fate cuocere in forno preriscaldato in modalità statica a 180°C per 35 minuti o fino a che sarà dorata in superficie. Sfornate e lasciate intiepidire prima di trasferirla su un piatto da portata e servirla.</li>
</ol>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19170" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/12/90-scaled.jpg" alt="Torta fisarmonica con pasta phyllo a forma di ghirlanda con pere, noci, brie, timo, panna" width="2560" height="1707" /><img class="aligncenter size-full wp-image-19172" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/12/1.jpeg" alt="Torta fisarmonica con pasta phyllo a forma di ghirlanda con pere, noci, brie, timo, panna" width="1600" height="684" /></p>
<p>State cercando il vino perfetto da abbinare alla torta fisarmonica con pasta fillo, brie, pere e noci? Guardate questo video!<br />
E se siete fan della pasta phyllo vi consiglio di provare anche questo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/01/strudel-di-mele-e-panettone-con-pasta-phyllo.html" target="_blank" rel="noopener">strudel con pasta fillo, mele e panettone</a>, un dolce non convenzionale che vi conquisterà.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/12/torta-fisarmonica-pasta-fillo-piu-veloce-e-facile-da-fare.html">Torta fisarmonica con pasta fillo: la più veloce e facile da fare</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ricetta della panna cotta con coulis di cachi</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/ricetta-della-panna-cotta-con-coulis-di-cachi/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 18:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[croccante]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[dessert]]></category>
		<category><![CDATA[frigo]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[panna]]></category>
		<category><![CDATA[stagione]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricetta per fare la panna cotta con coulis di cachi è davvero alla portata di tutti. La panna cotta con coulis di cachi è un dessert al cucchiaio che si prepara in pochissimi minuti e vi farà fare bella figura con i vostri ospiti. Dovrete avere solo la pazienza di attendere il tempo che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ricetta-della-panna-cotta-con-coulis-di-cachi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>ricetta</strong> per fare la <strong>panna cotta con coulis di cachi</strong> è davvero alla portata di tutti. La panna cotta con coulis di cachi è un <em>dessert al cucchiaio</em> che si prepara in pochissimi minuti e vi farà fare bella figura con i vostri ospiti. Dovrete avere solo la pazienza di attendere il tempo che possa solidificarsi in frigo per poi impiattarla solo pochi minuti prima di servirla.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19155" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3982-scaled-e1766080301159.jpg" alt="Panna cotta con coulis di cachi" width="2330" height="1314" /></p>
<h2>Panna cotta con coulis di cachi: la ricetta infallibile</h2>
<p>La <strong>panna cotta con coulis di cachi</strong> oltre ad essere un dessert delizioso, è un dolce che si può fare <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/category/dolci/dolci-senza-forno" target="_blank" rel="noopener">senza il forno</a>, è un <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/category/dolci/dolci-senza-burro" target="_blank" rel="noopener">dolce senza burro</a> e, naturalmente, è un <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/category/dolci/dolci-senza-glutine" target="_blank" rel="noopener">dolce senza glutine</a>.<br />
Il mio consiglio è di preparare la panna cotta in anticipo e di realizzare la coulis di cachi solo un paio di ore prima di servire il dolce. Ovviamente si tratta di un<strong> dessert di stagione</strong> ma nessuno vi vieta di preparare la panna cotta seguendo questa ricetta e di personalizzare il topping, in base ai vostri gusti e in base al periodo, con la coulis di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2017/07/insalata-pollo-mango-vinaigrette-lime.html" target="_blank" rel="noopener">mango</a> o la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/12/kaiserschmarrn-composta-frutti-rossi-anice-stellato-panna-montata.html" target="_blank" rel="noopener">composta di frutti rossi</a>.</p>
<h3>Panna cotta con coulis di cachi</h3>
<h3>
<div>
<h2>Ingredienti</h2>
<div><span></span></div>
<div>
<div>
<div>
<h3>per la panna cotta</h3>
<div><span> 240 g di panna fresca liquida</span></div>
<div><span> 60 g di latte fresco intero </span></div>
<div><span> 40 g di zucchero semolato </span></div>
<div><span> 2 fogli di colla di pesce (4 g)</span></div>
<div><span> 1/2 bacca di vaniglia </span></div>
</p></div>
<div>
<h3>per la coulis di cachi </h3>
<div><span> 15 g di zucchero semolato extrafine (Zefiro) </span></div>
<div><span> 2 cachi maturi </span></div>
<div><span> 1 cucchiaino di succo di limone </span></div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><!-- #content -->
	</div>
<p><!-- #primary --><br />
</h3>
<h3>Procedimento</h3>
<ol>
<li>Mettete in ammollo in acqua fredda i fogli di colla di pesce. Versate in un pentolino il latte e la panna. Incidete nel senso della lunghezza la bacca di vaniglia e con il dorso della lama di un <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/4qlEeXg" target="_blank" rel="noopener">piccolo spelucchino</a> raschiate i semi interni della bacca e metteteli nella casseruola con latte e panna. Aggiungete anche lo zucchero. Accendete la fiamma e, mescolando continuamente, portate il composto a bollore. Appena accennerà al bollore a bollore, allontanate il pentolino dal fuoco e mettete all&#8217;interno la gelatina ben strizzata. Mescolate velocemente, distribuite il composto in stampini monodose (o in bicchierini) e attendete almeno un&#8217;ora prima di trasferirli in frigo dove dovranno rassodarsi per almeno 8 ore.</li>
<li>Un paio di ore prima di servire la panna cotta, preparate la coulis di cachi. Sbucciate i cachi e raccogliete la polpa in una ciotola. Aggiungete lo zucchero e il succo di limone e frullate il tutto con un mixer ad immersione fino ad ottenere un composto spumoso. Trasferitelo in una ciotola e ponetelo in frigo.</li>
<li>Al momento di servire estraete la panna cotta dagli stampi, posizionatela in singoli piatti e completate con la coulis di cachi.</li>
</ol>
<p><em>Nota</em>: Io trovo che la panna cotta con coulis di cachi sia perfetta così, ma se volete aggiungere una<strong> nota croccante</strong> vi consiglio di servirla aggiungendo in ogni piatto una <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/04/sfoglie-croccanti-mandorle-albumi-biscotti-secchi.html" target="_blank" rel="noopener">sfoglia di mandorle a albumi</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19159" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3981-scaled.jpg" alt="panna cotta ricetta infallibile" width="2560" height="1707" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19160" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3986-1-scaled.jpeg" alt="Panna cotta con coulis di cachi la ricetta infallibile" width="2560" height="1707" /></p>
<p>Se amate i dolci con i cachi vi consiglio di provare anche la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/11/bavarese-ai-cachi-senza-uova-con-ganache-al-cioccolato-fondente.html" target="_blank" rel="noopener">bavarese ai cachi con ganache al fondente</a>.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/12/ricetta-infallibile-panna-cotta-coulis-cachi.html">Ricetta della panna cotta con coulis di cachi</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Occhi di Santa Lucia: la ricetta infallibile dei dolci pugliesi</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/occhi-di-santa-lucia-la-ricetta-infallibile-dei-dolci-pugliesi/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 17:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[gli occhi]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[limone]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli occhi di Santa Lucia sono piccoli dolci tipici della Puglia che ho scoperto quasi per caso. Pochi ingredienti e pochi passaggi sono quelli necessari per sfornare questi piccoli biscotti che solitamente vengono realizzati per festeggiare il giorno di Santa Lucia (13 Dicembre) e sono tipici di tutto il periodo natalizio. Gli occhi di Santa&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/occhi-di-santa-lucia-la-ricetta-infallibile-dei-dolci-pugliesi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>occhi di Santa Lucia</strong> sono <strong>piccoli dolci tipici </strong>della <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/10/fichi-secchi-salentini.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Puglia</strong></a> che ho scoperto quasi per caso. Pochi ingredienti e pochi passaggi sono quelli necessari per sfornare questi piccoli <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2019/02/biscotti-con-farina-di-canapa-ricetta.html" target="_blank" rel="noopener">biscotti</a> che solitamente vengono realizzati per festeggiare il giorno di Santa Lucia (13 Dicembre) e sono tipici di tutto il periodo natalizio.</p>
<p>Gli occhi di Santa Lucia sono <strong>piccoli taralli</strong> aromatizzati con i <strong>semi di anice</strong> e arricchiti da una golosissima e lucida <strong>glassa</strong> a base di zucchero a velo, acqua bollente e succo di limone. Non contengono burro, né uova, né latticini e per questo sono perfetti anche per chi soffre di allergie e intolleranze.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19139" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3573-scaled.jpg" alt="Occhi di Santa Lucia dolci pugliesi con glassa" width="2560" height="1707" /></p>
<h2>Occhi di Santa Lucia dolci: la ricetta infallibile</h2>
<p>Di seguito trovate la ricetta infallibile che dovete seguire alla lettera per ottenere gli occhi di Santa Lucia a regola d&#8217;arte. Mi raccomando <strong>rispettate i tempi di riposo</strong> dell&#8217;impasto e il <strong>tempo di cottura</strong>: quando li sfornate non dovranno essere dorati in quanto raffreddandosi potrebbero diventare troppo duri. Se ci sono bambini in casa fatevi aiutare nella preparazione e, volendo, potete aggiungere alla glassa gli <strong>zuccherini colorati</strong>: si divertiranno!</p>
<h3>Occhi di Santa Lucia</h3>
<h3>
<div>
<h2>Ingredienti</h2>
<div><span></span></div>
<div>
<div>
<div>
<h3></h3>
<div><span> 250 g di farina 00</span></div>
<div><span> 90 ml di vino bianco secco </span></div>
<div><span> 60 g di olio extra vergine di oliva</span></div>
<div><span> 1 cucchiaino colmo di semi di anice</span></div>
</p></div>
<div>
<h3>per la glassa</h3>
<div><span> 150 g di zucchero a velo (non aromatizzato)</span></div>
<div><span> 25 ml di acqua bollente</span></div>
<div><span> 1 cucchiaino di succo di limone</span></div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><!-- #content -->
	</div>
<p><!-- #primary --><br />
</h3>
<h3>Procedimento</h3>
<ol>
<li>Setacciate la farina sulla spianatoia e unite il sale. Fate un buco al centro e versate poco alla volta l&#8217;olio evo e il vino. Mescolate rapidamente, aggiungete anche i semi di anice e impastate energicamente fino a formare un composto liscio e omogeneo. Formate una palla, mettetela in una ciotola, coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare a temperatura ambiente per almeno 20 minuti.</li>
<li>Riprendete l&#8217;impasto e dividetelo in 5 pezzi. Con le mani formate dei cordoncini dello spessore di circa 1 cm. Avvolgete l&#8217;impasto intorno alle dita indice e medio e formate dei cerchietti (per la corretta <strong>formatura</strong> degli<em> occhi di Santa Lucia</em> vi rimando al <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/p/DSIIwbSCKBM/" target="_blank" rel="noopener">mio video</a></strong> dove trovate l&#8217;intero procedimento della ricetta). Proseguite così fino ad esaurimento dell&#8217;impasto. Disponete gli occhi di Santa Lucia all&#8217;interno di una leccarda ricoperta con carta forno e cuoceteli in forno caldo a 180°C (modalità statica) per 20-23 minuti. Sfonarteli e lasciateli raffreddare.</li>
<li>Setacciate lo zucchero a velo in una ciotola, aggiungete l&#8217;acqua bollente a filo e mescolate con una frusta. Aggiungete infine il succo di limone e mescolate fino ad ottenere una glassa lucida.</li>
<li>Passate i tarallini nella glassa e fateli sgocciolare su una gratella per dolci. Quando la glassa si sarà completamente rassodata gli occhi di Santa Lucia saranno pronti. Potete conservarli all&#8217;interno di un contenitore di latta per 3/4 giorni avendo cura di non sovrapporli per non danneggiare la glassa.</li>
</ol>
<div><img class="wp-image-19121 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3524-scaled.jpg" alt="occhi di Santa Lucia tipici taralli glassati pugliesi" width="2560" height="1707" />
<p>Occhi di Santa Lucia dolci con glassa al limone.</p>
</div>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/12/occhi-santa-lucia-dolci-puglia-ricetta-infallibile.html">Occhi di Santa Lucia: la ricetta infallibile dei dolci pugliesi</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<item>
		<title>Panzerotti con cime di rapa, Salame Felino IGP e scamorza filante</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/panzerotti-con-cime-di-rapa-salame-felino-igp-e-scamorza-filante/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/panzerotti-con-cime-di-rapa-salame-felino-igp-e-scamorza-filante/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 17:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[antipasto]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivo]]></category>
		<category><![CDATA[cime]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[ripieno]]></category>
		<category><![CDATA[Salame Felino]]></category>
		<category><![CDATA[scamorza]]></category>

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		<description><![CDATA[I panzerotti con cime di rapa, Salame Felino IGP e scamorza sono un antipasto o un secondo piatto che devi assolutamente provare. Qui trovi la ricetta infallibile per realizzare in casa questo sfizio che troverai irresistibile. Pochi ingredienti genuini e alcuni passaggi chiave sono la soluzione per fare un piccolo viaggio di gusto tra tradizione&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/panzerotti-con-cime-di-rapa-salame-felino-igp-e-scamorza-filante/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>panzerotti con <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2020/01/crespelle-al-pomodoro-con-cotto-cime-di-rapa-e-formaggio-piave-dop-vecchio.html" target="_blank" rel="noopener">cime di rapa</a>, Salame Felino IGP e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2012/01/zibaldone-di-inizio-anno.html" target="_blank" rel="noopener">scamorza</a></strong> sono un <strong>antipasto</strong> o un <strong>secondo piatto</strong> che devi assolutamente provare. Qui trovi la<strong> ricetta infallibile</strong> per realizzare in casa questo <strong>sfizio</strong> che troverai irresistibile. Pochi ingredienti genuini e alcuni passaggi chiave sono la soluzione per fare un piccolo viaggio di gusto tra <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/10/fichi-secchi-salentini.html" target="_blank" rel="noopener">tradizione pugliese</a> e sapori rustici.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19112" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/11/DSC07172-2-scaled.jpg" alt="Panzerotti con cime di rapa, Salame Felino IGP e scamorza" width="2560" height="971" /></p>
<h2>Panzerotti con cime di rapa, Salame Felino IGP e scamorza: la ricetta</h2>
<p>Il guscio dorato e croccante di questi <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2016/04/panzerotti-con-cicoria-e-prosciutto-cotto-e-fave-fritte.html" target="_blank" rel="noopener">panzerotti</a> racchiude un ripieno dal gusto sorprendente dove la delicatezza amarognola delle cime di rapa incontra la personalità del Salame Felino IGP e la morbida scioglievolezza della scamorza che, durante la cottura, diventa filante.<br />Perfetti per una <strong>cena informale</strong>, puoi preparare i <strong>panzerotti con cime di rapa, Salame Felino IGP e scamorza</strong> per un <strong>aperitivo diverso dal solito</strong> o semplicemente per <strong>coccolarti</strong> con qualcosa di davvero goloso. Pronto a mettere le mani in pasta?</p>
<div>
<h2>Ingredienti</h2>
<div><span></span></div>
<div>
<div>
<div>
<h3>per l&#8217;impasto</h3>
<div><span> 250 g di farina manitoba di tipo &#8220;0&#8243;</span></div>
<div><span> 125 ml di acqua tiepida</span></div>
<div><span> 15 g di olio evo</span></div>
<div><span> 7 g di lievito di birra fresco</span></div>
<div><span> 1 cucchiaino di sale fino</span></div>
<div><span> 1 cucchiaino di zucchero semolato</span></div>
</p></div>
<div>
<h3>per il ripieno</h3>
<div><span> 650 g di cime di rapa</span></div>
<div><span> 120 g di scamorza dolce o affumicata</span></div>
<div><span> 100 g di Salame Felino IGP</span></div>
<div><span> 1 spicchio di aglio in camicia</span></div>
<div><span> fiocchi di peperoncino q.b.</span></div>
<div><span> olio evo q.b.</span></div>
<div><span> sale q.b.</span></div>
</p></div>
<div>
<h3>per friggere</h3>
<div><span> 1 lt di olio di semi di arachidi</span></div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><!-- #content -->
	</div>
<p><!-- #primary -->
</p>
<h3>Procedimento</h3>
<ol>
<li>Sbriciola il lievito e fallo sciogliere in 125 ml di acqua tiepida alla quale avrai unito lo zucchero. Attendi alcuni minuti o fino a che si sarà formata la schiuma in superficie. Setaccia la farina nella ciotola della planetaria equipaggiata con il gancio e unisci un pizzico di sale. Mescola bene quindi aziona il robot alla velocità minima e versa a filo prima l&#8217;acqua con il lievito e dopo l&#8217;olio evo. Lavora l&#8217;impasto per una decina di minuti o fino a che sarà liscio ed elastico. Forma una palla, spennella la superficie con poco olio per evitare che si secchi, copri la ciotola con la pellicola trasparente e fai lievitare fino al raddoppio del volume.</li>
<li>Riprendi l&#8217;impasto e dividilo in 8 pezzi da 55 g l&#8217;uno. Forma 8 palline, disponile su una teglia ricoperta di carta forno, copri con pellicola trasparente e lasciale lievitare fino al raddoppio del volume.</li>
<li>Pulisci le cime di rapa, lavale bene sotto acqua corrente quindi scottale in acqua bollente salata per circa 15 minuti. Scolale bene e strizzale. In una padella fai soffriggere due cucchiai di olio evo con lo spicchio di aglio e i fiocchi di peperoncino. Aggiungi le cime di rapa e saltale per qualche minuto mescolando spesso e aggiustando di sale.</li>
<li>Taglia la scamorza a fette sottili e il salame e dadini. Riprendi l&#8217;impasto e stendi ogni pallina allo spessore di 5 mm. Posiziona al centro di ognuna un cucchiaio scarso di cime di rapa, i cubetti di salame e infine la scamorza. Con un pennello inumidisci i bordi interni con poca acqua e chiudi i panzarotti su se stessi a formare delle mezzelune. Sigilla i bordi con i rebbi di una forchetta.</li>
<li>Versa l&#8217;olio di semi di arachidi in una casseruola dai bordi alti e fallo riscaldare su fiamma alta. Quando l&#8217;olio avrà raggiunto la temperatura di 180°C friggi i panzerotti pochi alla volta, fino a che non saranno gonfi e dorati. Rcuperali con una <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://amzn.to/47MhDwy" target="_blank" rel="noopener">schiumarola</a> e falli sgocciolare su un foglio di carta assorbente per fritti. Servi subito con una birra fresca!</li>
</ol>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19111" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/11/DSC07201-scaled.jpeg" alt="Panzerotti con cime di rapa, Salame Felino IGP e scamorza" width="2560" height="2401" /></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/11/panzerotti-cime-rapa-salame-scamorza.html">Panzerotti con cime di rapa, Salame Felino IGP e scamorza filante</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Specialità artigianali piemontesi che potresti non conoscere</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 15:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
		<category><![CDATA[polpa]]></category>
		<category><![CDATA[Presidio Slow]]></category>
		<category><![CDATA[Salame Nobile]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Piemonte (insieme alla Toscana) è una delle regioni italiane dove sono i cliché a farla da padrone. Langhe, Roero, Barolo, Barbaresco, carne cruda, vitello tonnato, agnolotti del plin sono le prime parole alle quali si pensa durante un esercizio di brain storming dal tema Piemonte. Tuttavia spostandosi dalle rotte battute dal turismo di massa,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/specialita-artigianali-piemontesi-che-potresti-non-conoscere/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/08/itinerario-gusto-piemonte-astigiano.html" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a></strong> (insieme alla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/06/weekend-in-toscana-due-tenute-imperdibili-tra-arte-natura-e-vino.html" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>) è una delle regioni italiane dove sono i cliché a farla da padrone. <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/10/itinerario-weekend-piemonte-scoperta-torri-langhe-roero-monferrato.html" target="_blank" rel="noopener">Langhe</a>, Roero, Barolo, Barbaresco, carne cruda, vitello tonnato, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/p/DQzhZFUCGls/" target="_blank" rel="noopener">agnolotti del plin</a> sono le prime parole alle quali si pensa durante un esercizio di brain storming dal tema Piemonte.<br />
Tuttavia spostandosi dalle rotte battute dal turismo di massa, esiste un <strong>Piemonte inedito</strong>, fatto di <strong>piccoli borghi</strong> a volte incastonati in impervie quanto affascinanti <strong>vallate</strong>, che custodiscono <strong>aziende</strong> ancora totalmente <strong>artigianali</strong> dove vengono prodotte <strong>eccellenze poco diffuse</strong> spesso <strong>destinate alle comunità locali</strong>.<br />
Una nicchia di <strong>piccole produzioni</strong> dal <strong>sapore autentico</strong>, dietro le quali si nascondono lavorazioni certosine e meticolose tramandate da generazioni e spesso accompagnate da storie di resilienza contadina.<br />
Scoprirle è stata una <strong>vera gioia per il palato</strong>, e ho deciso di condividerle per provare ad incuriosirti e ispirarti, se avrai voglia di assaggiare qualcosa di davvero <strong>unico e autentico</strong>.</p>
<h2>Droneresi</h2>
<p><strong>Dronero</strong> è considerata la porta della <strong>Val Maira </strong>e, in questo grazioso paesino di fondovalle dal quale iniziano i tornanti che salgono verso le montagne, <strong>dal 1965</strong> la<strong> Pasticceria Brignone </strong>custodisce la ricetta originale dei <strong>Droneresi</strong>.<br />
Si tratta di due gusci leggerissimi di <strong>meringa</strong> che vengono tenuti insieme da una <strong>ganache</strong> a base di <strong>crema e cioccolato</strong> fondente aromatizzata al <strong>rum</strong> o alle <strong>nocciole</strong>. La lavorazione è completamente artigianale, il sapore è intenso ma equilibrato e sono consigliati come sfizio da meditazione: perfetti dopo i pasti o con un bicchierino di Barolo Chinato o Ratafià di Andorno (liquore di ciliegie lasciate macerare nel vino rosso e grappa).</p>
<div><img class="wp-image-19051 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-8-scaled.jpg" alt="Droneresi " width="2560" height="1082" />
<p>Droneresi</p>
</div>
<h2>Salame Nobile del Giarolo</h2>
<p>Tra i tesori nascosti del <strong>patrimonio gastronomico piemontese</strong>, merita di essere conosciuto il <strong>Salame Nobile del Giarolo</strong>. La sua storia è legata ai <strong>salumifici artigianali</strong> nati nei piccoli paesi del Giarolo nel dopoguerra; per molto tempo è rimasto un prodotto “di casa”, riservato all’autoconsumo o ai mercati locali. Negli anni 2000 è stato riscoperto e tutelato come <strong>Presidio Slow Food</strong> per preservare le tecniche tradizionali di produzione oggi portate avanti da circa 20 salumifici locali.<br />
Il <strong>nome “nobile”</strong> deriva dagli <strong>ingredienti utilizzati</strong>: viene prodotto con le <strong>parti più pregiate del maiale</strong>, escludendo gli scarti, e non contiene conservanti. È disponibile in due versioni: <strong>classico e cucito</strong>. Quest&#8217;ultimo prevede l&#8217;utilizzo di un doppio budello e presenta un&#8217;evidente cucitura esterna realizzata a mano. La <strong>stagionatura</strong> del cucito, che avviene in <strong>grotte naturali</strong>, è molto lenta (da 6 mesi ad 1 anno) assicurando qualità e gusto unici. Per poterlo gustare al meglio, si consiglia di <strong>tagliare la fetta obliquamente a 45°</strong> e di accompagnarla con pane fresco casereccio!</p>
<div><img class="size-full wp-image-19061" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-9.jpg" alt="Salame Nobile del Giarolo" width="2526" height="1136" />
<p>Salame Nobile del Giarolo &#8211; Salumificio Terre di Sarizzola</p>
</div>
<h2>Montebore</h2>
<p>È uno dei <strong>formaggi più rari al mondo</strong> ed è tutelato dal <strong>Presidio Slow Food</strong>. Viene prodotto esclusivamente in Piemonte con <strong>latte vaccino, ovino</strong> e talvolta <strong>caprino</strong> in percentuali variabili a seconda della stagione. Il suo gusto cambia in base alla quantità e tipologia di latte utilizzato (possiamo quindi parlare di formaggio stagionale) e dal tempo di stagionatura che va da un minimo di 20 giorni fino ad un massimo di un anno.<br />
Oltre al <strong>gusto raffinato</strong>, ciò che rende il <strong>Montebore</strong> unico è la <strong>forma</strong>: un piccolo cono tronco composto da <strong>tre (o più) dischi sovrapposti</strong>, che ricorda una<strong> torta nuziale</strong> in miniatura. Il mio consiglio è di degustarlo in abbinamento a un <strong>calice di Timorasso dei Colli Tortonesi</strong>, vino bianco dotato di corpo e struttura.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19073" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-10-scaled.jpg" alt="montebore" width="2560" height="981" />
<p>Montebore &#8211; Caseificio Terre del Giarolo</p>
</div>
<h2>Toma di Elva</h2>
<p>La <strong>Toma di Elva</strong> è una delle più preziose (e rare) testimonianze della <strong>cultura casearia d’alta quota</strong> piemontese. Si tratta di un <strong>formaggio a latte vaccino crudo</strong>, prodotto nei pascoli d’alta montagna della <strong>Valle Maira</strong> (oltre i 1.500 metri). La produzione è microscopica: le forme, di medie dimensioni (2–4 kg), hanno una crosta giallo-ocra e una pasta giallognola, compatta ma non secca. Il profumo è intenso e complesso, con note di erbe alpine, fiori secchi e nocciola, mentre il gusto, deciso e persistente, riflette la <strong>diversità botanica dei pascoli elvetani</strong>.<br />
La Toma di Elva è molto apprezzata dai grandi affinatori di formaggi e dai ristoranti d’alta cucina che valorizzano i prodotti di montagna. Da provare assolutamente la <strong>fonduta di Toma di Elva</strong> con l&#8217;aggiunta del prezioso <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/11/weekend-autunno-piemonte-fiere-tartufo-mercatini-natale.html" target="_blank" rel="noopener">tartufo</a> bianco</strong> grattugiato a crudo.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19076" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-11.jpg" alt="toma di Elva" width="2541" height="1082" />
<p>Toma di Elva</p>
</div>
<h2>Pesche di Volpedo</h2>
<p>Le <strong>Pesche di Volpedo</strong> sono una <strong>varietà locale di pesca a polpa gialla o bianca</strong>, coltivata nei terreni sabbiosi e soleggiati della <strong>Val Curone</strong>, nell’estremo sud-est del Piemonte. Insieme al formaggio di Montebore e al Salame Nobile del Giarolo fa parte dei prodotti simbolo che compongono il “triangolo del gusto” dell’Appennino tortonese.<br />
Le Pesche di Volpedo si distinguono per la <strong>dolcezza intensa</strong>, la <strong>polpa succosa </strong>e <strong>profumata</strong>, e per il <strong>colore vivo</strong>, che varia dal giallo dorato al rosso rosato. Si tratta di un prodotto stagionale, ma per gustarlo durante tutto l&#8217;anno ti consiglio le <strong>Pesche di Volpedo sciroppate</strong> prodotte dall&#8217;azienda agricola <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lamontemarzina.it" target="_blank" rel="noopener">La Montemarzina</a>. Qui le pesche di Volpedo vengono coltivate nei frutteti aziendali, <strong>raccolte a mano </strong>al punto di maturazione ideale per garantire qualità e profumo, e successivamente trasformate nel laboratorio aziendale in <strong>barattoli di frutta sciroppata</strong> secondo ricette artigianali, senza aggiunta di conservanti. Sode e gustosissime, sono la perfetta coccola dolce da concedersi a fine pasto!</p>
<div><img class="size-full wp-image-19080" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-12.jpg" alt="Pesche di volpedo Sciroppate - la Montemarzina" width="2221" height="1075" />
<p>Pesche di Volpedo Sciroppate</p>
</div>
<h2>Ravioles</h2>
<p>Si tratta di un<strong> piatto tipico</strong> che, nonostante il nome, non ha nulla a che fare con i <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/11/ravioli-svevi-trota-salmonata-salsa-burro-ricetta-bavarese.html" target="_blank" rel="noopener">ravioli</a> di pasta fresca ripieni. I <strong>ravioles</strong> (o più correttamente <strong>raviòles</strong>) sono originari della Valle Varaita e rappresentano la <strong>cucina occitana </strong>del <strong>Piemonte sud-occidentale</strong>. Il nome “raviòles” deriva dal termine occitano che significa “piccolo gnocco&#8221;.<br />
Dalle antiche origini, i ravioles erano il <strong>piatto della domenica</strong> o <strong>delle grandi occasioni</strong>. Sono <strong>gnocchi lunghi e sottili</strong>, dalla forma leggermente affusolata preparati con <strong>patate </strong>e<strong> formaggio di montagna fresco</strong>. La presenza del formaggio direttamente nell&#8217;impasto li rende particolarmente <strong>saporiti</strong> e <strong>cremosi</strong>. Vengono serviti tipicamente con burro fuso e sono davvero squisiti.<br />
Se vuoi provarli ti consiglio l&#8217;osteria <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://lacasodielva.com/#osteria-la-taula-de-m-aura" target="_blank" rel="noopener">La tàula de M&#8217;aura</a> a Elva!</p>
<div><img class="size-full wp-image-19087" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/IMG_5834-scaled.jpg" alt="Ravioles della Val Varaita" width="2560" height="1812" />
<p>Ravioles della Val Varaita &#8211; Osteria <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://lacasodielva.com/#osteria-la-taula-de-m-aura" target="_blank" rel="noopener">La tàula de M&#8217;aura</a> a Elva</p>
</div>
<h2>Torta dei Tetti</h2>
<p>La <strong>Torta dei Tetti</strong> deve il suo nome alla frazione Tetti (del comune di Dronero) che le ha dato i natali. È un dolce semplice dal gusto molto ricco. È composta da un <strong>guscio rustico</strong> e <strong>poco dolce</strong>, ricoperto di <strong>zuccherini</strong> <strong>colorati</strong>, che racchiude un succulento <strong>ripieno dolce e speziato</strong> a base di <strong>pere Madernassa cotte nel vino rosso</strong> arricchito da altri sfiziosi ingredienti tra cui gli <b>amaretti </b>e <b>mandorle</b>. Può essere realizzata in casa ma in autunno è disponibile in tutte le <strong>panetterie</strong> della valle!</p>
<div><img class="size-full wp-image-19089" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/IMG_5858-scaled.jpg" alt="Torta dei Tetti " width="2560" height="1920" />
<p>Torta dei Tetti</p>
</div>
<h2>Bicciolani</h2>
<p>I <strong>Bicciolani</strong>, tipici di <strong>Vercelli</strong>, sono <strong>biscotti</strong> poco noti al di fuori del Piemonte orientale. Ricchi di gusto e carattere furono <strong>ideati da un pasticcere vercellese </strong>che voleva omaggiare la maschera popolare, simbolo della città e ispirata al patriota Giovanni Battista Buglioni, “Il Bicciolano”. La <strong>ricetta originale</strong> è <strong>segreta e gelosamente custodita</strong> dalle pasticcerie storiche locali, ma si sa che contiene un mix di <strong>spezie orientali</strong> (cannella, noce moscata, chiodi di garofano, pepe e zenzero) e una <strong>base di pasta frolla al burro</strong>. L&#8217;indirizzo dove gustare i <strong>Bicciolan</strong>i facendo un salto nel passato e accompagnandoli con una cioccolata calda o un caffè con panna, è la storica <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://pasticceriatavernaetarnuzzer.com" target="_blank" rel="noopener">Pasticceria Taverna &amp; Tarnuzzer</a> nel centro storico di Vercelli.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19092" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-13.jpg" alt="Bicciolani Vercellesi - Pasticceria Taverna &amp; Tarnuzzer" width="1992" height="1108" />
<p>Bicciolani Vercellesi &#8211; Pasticceria Taverna &amp; Tarnuzzer</p>
</div>
<p>Per continuare il viaggio tra le eccellenze piemontesi meno conosciute, non perdere il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2021/09/weekend-piemonte-fenoglio-formaggio-murazzano-dop.html" target="_blank" rel="noopener">formaggio di Murazzano DOP</a> e la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/06/robiola-roccaverano-dop-eccellenza-casearia-astigiano.html" target="_blank" rel="noopener">Robiola di Roccaverano DOP</a> due autentiche delizie della tradizione casearia locale.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/11/specialita-artigianali-piemontesi-che-potresti-non-conoscere.html">Specialità artigianali piemontesi che potresti non conoscere</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Crostata beneventana: la ricetta infallibile</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 08:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[crostata]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la felicità del #teamcrostate (che sono sempre molto apprezzate e consultate su questo blog e che trovate qui) e del #teamsavoiardi (che non si usano solamente per fare il tiramisù) condivido oggi la ricetta di una crostata buonissima e non molto conosciuta: la crostata beneventana. Il guscio è fatto con una pasta frolla burrosa&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/crostata-beneventana-la-ricetta-infallibile/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la felicità del #teamcrostate (che sono sempre molto apprezzate e consultate su questo blog e che trovate <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/category/dolci/torte-crostate" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui</strong></a>) e del #teamsavoiardi (che non si usano solamente per fare il tiramisù) condivido oggi la <strong>ricetta</strong> di una crostata buonissima e non molto conosciuta: la <strong>crostata beneventana</strong>. Il guscio è fatto con una <strong>pasta frolla</strong> burrosa il giusto, friabile e senza lievito. Il ripieno invece è morbido e cremoso grazie ad una <strong>crema &#8220;furba&#8221;</strong> che avvolge e impregna, rendendoli sofficissimi, una quantità imprecisata di <strong>savoiardi</strong> disposti come fossero listelli di un parquet alla francese. Una spolverizzata di zucchero a velo in superficie e un calice di bollicine per accompagnare una fetta di questa crostata semplice e goduriosa allo stesso tempo che può essere perfetta anche durante le festività Natalizie.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2020/12/Untitled-1-scaled.jpg"><img class="size-full wp-image-12298 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2020/12/Untitled-1-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1915" /></a></p>
<p><em><strong>Crostata beneventana</strong></em><br />
<em>Ingredienti per uno stampo ø 24cm</em><br />
250g di farina 00<br />
1 uovo intero<br />
125g di burro<br />
100g di zucchero semolato<br />
scorza grattugiata di mezzo limone<br />
1 pizzico sale<br />
zucchero a velo q.b.</p>
<p><em>per il ripieno</em><br />
500ml di latte<br />
150g di zucchero semolato<br />
3 uova intere<br />
scorza grattugiata di mezzo limone<br />
2 cucchiai di rum<br />
savoiardi q.b.</p>
<p><em>Procedimento (<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/reel/CIBXze2nvqx/">trovate il video qui</a></strong>)</em><br />
Iniziate la preparazione della <strong>crostata beneventana</strong> con la realizzazione della<strong> pasta frolla</strong>. In una ciotola sbattete l&#8217;uovo con la scorza del limone. Setacciate la farina sulla spianatoia e aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale. Unite il burro freddo di frigo tagliato a cubetti e iniziate a lavorare con la punta delle dita. Quando il composto avrà assunto un aspetto bricioloso aggiungete l&#8217;uovo sbattuto e lavorate velocemente l&#8217;impasto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Formate un panetto, avvolgetelo con la pellicola trasparente e trasferitelo in frigo dove dovrà riposare per circa 30 minuti.</p>
<p>Nel frattempo realizzate la <strong>crema</strong>. In una ciotola mettete lo zucchero con la scorza del limone. Versate a filo il latte caldo e mescolate con una frusta. Fate raffreddare poi unite le uova leggermente sbattute e il rum.</p>
<p>Riprendete la pasta frolla, posizionatela tra due fogli di carta da forno e stendetela con il matterello allo spessore di pochi mm. Imburrate uno stampo per torta (meglio se con cerniera) e rivestite il fondo e i lati con la pasta frolla. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e posizionatevi sopra i savoiardi a forma di spina di pesce tagliandoli se necessario per riempire tutto lo stampo. Versate sopra di essi il composto a base di latte e uova eseguendo questa operazione a più riprese per far si che i savoiardi si imbevano completamente.</p>
<p>Infornate in forno caldo in modalità statico a 180° per circa 35 minuti o fino a che la superficie sarà dorata. Sfornate e lasciate raffreddare completamente. Spolverizzate con lo zucchero a velo e servite la crostata beneventana tagliandola a fette. <a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2020/11/200-copertina-scaled.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12288" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2020/11/200-copertina-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2020/12/crostata-beneventana-scaled.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12304" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2020/12/crostata-beneventana-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="2012" /></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/11/crostata-beneventana-ricetta-infallibile.html">Crostata beneventana: la ricetta infallibile</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Alla scoperta di Latera, borgo della Tuscia che quest’anno ospita la 39ª Sagra del Marrone</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
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		<category><![CDATA[Foto Fit Photography Acquapendente]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel cuore della Tuscia, vicinissima al confine con la Toscana, a pochi chilometri dal Lago di Bolsena e a soli 40 minuti da Viterbo, sorge il caratteristico e suggestivo borgo di Latera. Non troppo conosciuto, forse per la sua posizione un po&#8217; nascosta, ma tanto grazioso e pittoresco che vale davvero la pena di una gita&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/alla-scoperta-di-latera-borgo-della-tuscia-che-questanno-ospita-la-39a-sagra-del-marrone/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore della <b>Tuscia</b>, vicinissima al confine con la <b>Toscana</b>, a pochi chilometri dal <b>Lago di Bolsena</b> e a soli <strong>40 minuti da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2019/04/cosa-fare-nel-weekend-a-viterbo-e-dintorni-wonderfulazio.html" target="_blank" rel="noopener">Viterbo</a></strong>, sorge il caratteristico e suggestivo <strong>borgo di Latera</strong>. Non troppo conosciuto, forse per la sua posizione un po&#8217; nascosta, ma tanto <strong>grazioso</strong> e <strong>pittoresco</strong> che vale davvero la pena di una <strong>gita fuori porta</strong> alla sua scoperta. Latera si trova completamente <strong>immerso nel verde</strong>, arroccato al margine di una vallata di origine vulcanica (<em>la Caldera di Latera</em>) e avvolto dall’abbraccio di folti boschi che lo nascondono e sembrano quasi proteggerla. È un<strong> luogo incantevole</strong> dove poter trascorrere momenti di pace e tranquillità e la meta perfetta in <strong>autunno</strong> per gli amanti del <strong>foliage</strong>. Gli <strong>scorci panoramici</strong>, le caratteristiche viuzze che si snodano lungo il paese, le case arroccate e dalle forme rimaste le stesse per secoli, oltre alla cordialità e ospitalità della popolazione locale, colpiscono e affascinano il passante e il turista.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15863" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/ABC_8652-scaled.jpg" alt="latera sagra del marrone 2022" width="2560" height="1703" /></p>
<h2>Cosa vedere a Latera</h2>
<p>Latera è un <b>borgo di epoca medievale</b> la cui storia è indissolubilmente legata alla <b>famiglia Farnese</b> a cui si deve la costruzione dei suoi più importanti edifici. Primo fra tutti il <strong>Palazzo Farnese</strong>, simbolo del forte legame del borgo con la famiglia papale dei Farnese. A ridosso del Palazzo si trova Piazza della Rocca che offre una gradevole veduta della parte orientale del borgo e un affaccio sui verdi boschi che circondano il paese. La struttura del Palazzo è un unicum con l’altro edificio di pregio che è la Chiesa di San Clemente dall’aspetto sobrio e allo stesso tempo elegante.<span> </span></p>
<p>A testimoniare la presenza dei Farnese inoltre vi sono ancora alcune fontane che adornano il paese come la <strong>Fontana Ducale</strong>, meglio conosciuta come <strong>Fontana del Ponte</strong>, risalente al 1648, e la <strong>Fontana del Piscero</strong> che mostra ancora il simbolico giglio dei Farnese risalente al 1576.</p>
<p>Vi sono poi <strong>altre chiese</strong> di particolare interesse che meritano una visita, come per esempio la piccola e graziosa <strong>chiesa di San Giuseppe</strong> situata in fondo alla via principale del paese, Corso Vittorio Emanuele III, o le <strong>chiese di San Sebastiano</strong>, <strong>San Rocco</strong> e la <strong>Chiesa della Madonna della Cava</strong> appena fuori dal piccolo borgo. Quest’ultima, la più lontana dall’abitato e anche quella più cara ai Lateresi, rappresenta il simbolo del miracolo che secondo gli abitanti di Latera si compì durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944 Latera venne bombardata ma il paese non fu colpito dalle bombe che invece si diressero tutte sulla chiesa della Madonna della Cava distruggendola e lasciando intatto solo l’abside. I Lateresi ancora oggi ogni anno ricordano questo episodio, ringraziano la Madonna per averli salvati e danno vita ad una fiaccolata che dal paese si dirige verso la chiesa.</p>
<p>Altro luogo di interesse che merita una visita è il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/MuseoDellaTerraLatera" target="_blank" rel="noopener"><b>Museo della Terra</b></a> dove sono conservati oggetti della vita quotidiana e della cultura contadina e popolare di un tempo.</p>
<div>Anche gli appassionati avventurieri qui troveranno pane per i loro denti. Latera è infatti attraversata da un percorso che, sviluppandosi principalmente su strade sterrate percorribili a piedi, a cavallo e in mountain bike, collega la <b>Riserva Naturale di Monte Rufeno</b>, al confine tra Lazio, Umbria e Toscana, con <b>Vulci</b> situata in piena <b>Maremma laziale</b>. Questo percorso, meglio conosciuto come “<b>Il Sentiero dei Briganti</b>”, ripercorre proprio le tracce dei banditi che durante il XIX secolo seminarono il terrore in questa zona.</div>
<p>La romantica struttura del <strong>borgo</strong>, le <strong>pittoresche viuzze</strong> (dove si possono ammirare anche<strong> 3 murales ad opera di artisti internazionali</strong>, alcune <strong>installazioni di arte contemporanea</strong> e le <strong>opere fatte a mano all&#8217;uncinetto</strong> dalle signore del luogo), gli <strong>scorci graziosi e suggestivi</strong>, le <strong>antiche fontane</strong>, la campagna e i fitti boschi che lo circondano, i percorsi a piedi, la pace e la tranquillità, lo scorrere lento del tempo, catturano e affascinano il visitatore che viene accolto da graziosi angoli di medioevo dove il tempo sembra essersi fermato.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15864" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/DJI_0963-scaled.jpg" alt="sagra del marrone 2022 latera Viterbo" width="2560" height="1707" /></p>
<h2>Sagra del Marrone di Latera</h2>
<p>Uno degli alberi tipici del paesaggio laterese è certamente il <strong>castagno</strong> e il cibo che meglio rappresenta questo territorio è senza dubbio il <strong>marrone</strong>, frutto che costituisce un altro ottimo motivo per visitare questo incantevole paesino. Sì, perché l’occasione perfetta per conoscere questo borgo è sicuramente la <b>Sagra del Marrone di Latera,</b> quest’anno arrivata alla sua <strong>39ª edizione </strong>(<strong>18-19 </strong>e<strong> 25-26 Ottobre 2025</strong>).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15865" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/ABC_8627-scaled.jpg" alt="marroni di latera Viterbo Tuscia" width="2560" height="1703" /></p>
<p>La Sagra si svolge durante <strong>gli ultimi due weekend di ottobre </strong>e rappresenta un momento di grande convivialità, un’occasione per scoprire il territorio e i suoi prodotti enogastronomici. Le <strong>iniziative</strong> sono numerose e adatte un po&#8217; a tutti. Durante questi due weekend a <strong>Latera</strong> troverete <strong>stand gastronomici</strong>, una <strong>mostra mercato artigianale</strong> lungo le vie del centro storico e <strong>musica dal vivo</strong>. Inoltre potrete prendere parte ad una <strong>passeggiata guidata</strong> alla scoperta del territorio o partecipare ad un<strong> trekking “tra i sentieri dei castagni”</strong> e per i più allenati torna l’immancabile gara competitiva: la <b>Maratonina del Marrone di Latera</b>.</p>
<p>Protagonista di queste giornate ovviamente lei, la <b>caldarrosta</b>, ancora fumante accompagnata da ottimo <strong>vino</strong> e <strong>vin brûlé</strong>. E per accontentare tutti i palati il Marrone di Latera sarà l&#8217;ingrediente anche di alcuni piatti che potrete gustare presso gli stand gastronomici durante la kermesse. Il <strong>programma completo</strong> della <strong>Sagra del Marrone di Latera</strong> è disponibile on line e può essere consultato sulla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/photo/?fbid=815968567488750&amp;set=pb.100072268423457.-2207520000" target="_blank" rel="noopener"><strong>pagina FB della Pro Loco Latera</strong></a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15834" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/GettyImages-1346872957-scaled.jpg" alt="sagra del Marrone di Latera - ultimi weekend di ottobre" width="2560" height="1714" /></p>
<h6>Per le prime 3 immagini contenute nell&#8217;articolo si ringrazia Foto Fit Photography Acquapendente (VT)</h6>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/10/sagra-marrone-latera-tuscia-lazio-viterbo-evento.html">Alla scoperta di Latera, borgo della Tuscia che quest&#8217;anno ospita la 39ª Sagra del Marrone</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Lu sule, lu mare e lu ientu: gli ingredienti dei fichi secchi salentini</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 15:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lu sule, lu mare, lu ientu sono gli ingredienti chiave dei fichi secchi prodotti in Salento da Antonella Alfonzo imprenditrice che con l&#8217;azienda Ganto e Progetto FRAG ha trasformato in qualcosa di concreto i suoi ricordi di bambina. Entrando nel laboratorio dove vengono lavorati a mano uno ad uno i fichi secchi ti assale un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lu-sule-lu-mare-e-lu-ientu-gli-ingredienti-dei-fichi-secchi-salentini/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><em>Lu sule, lu mare, lu ientu sono gli ingredienti chiave dei fichi secchi prodotti in Salento da Antonella Alfonzo imprenditrice che con l&#8217;azienda Ganto e Progetto FRAG ha trasformato in qualcosa di concreto i suoi ricordi di bambina.</em></h4>
<p>Entrando nel laboratorio dove vengono <strong>lavorati a mano</strong> uno ad uno i<strong> fichi secchi</strong> ti assale un profumo di dolcetti di Natale. L&#8217;aroma nell&#8217;aria è inconfondibile e si viene rapiti dai <strong>gesti amorevoli e delicati</strong> di tutte le<strong> signore</strong> che si occupano di catturare all&#8217;interno di un<strong> barattolo in vetro</strong> i ricordi e il profumo dell&#8217;infanzia di una regione, la Puglia.<br />
Antonella aveva<strong> nostalgia</strong> dei tempi in cui, a casa della nonna, era l&#8217;aiutante nella preparazione dei <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2013/01/strudel-con-frolla-allolio-evo-e-fichi-secchi.html" target="_blank" rel="noopener">fichi secchi</a>. Allo stesso tempo, durante la sua vita da adulta, ha avuto la possibilità di scoprire le<strong> potenzialità delle <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/06/robiola-roccaverano-dop-eccellenza-casearia-astigiano.html" target="_blank" rel="noopener">eccellenze alimentari</a></strong> dei prodotti <strong>Made in Italy</strong>. Un mix di <strong>cuore e mente</strong>, dove l&#8217;emozione e i ricordi si intrecciano con lucida lungimiranza imprenditoriale, diventano nel <strong>2017</strong> un progetto concreto: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.ganto.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>GANTO</strong></a>.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18989" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Terreni-4-scaled-e1759501293892.jpg" alt="Ficheto Ganto fichi pugliesi" width="2560" height="1583" />
<p>Ficheto Ganto fichi pugliesi</p>
</div>
<h2>Ganto: fichi secchi del Salento</h2>
<p>L&#8217;avventura inizia nel 2017 con la <strong>bonifica di un terreno incolto</strong>, a <strong>pochi chilometri da &#8220;lu mare&#8221;</strong>, e una piantagione neonata<strong> di fico dottato</strong>. L&#8217;esperimento sembra dare i primi frutti e Antonella decide di investire in un terreno di maggiore estensione arrivando a piantare <strong>2700 alberi di fichi</strong> entrate in produzione dal 2021. Da ogni pianta di fico dottato si hanno circa 80 kg di frutti e la produzione dura sui 25 anni. La coltivazione è biologica e i fichi vengono <strong>raccolti manualmente</strong>, uno ad uno, nei mesi di <strong>agosto e settembre</strong>, seguendo il naturale ciclo produttivo delle piante.<br />
Sono poi <strong>lu sule e lu ientu</strong> a giocare un <strong>ruolo chiave</strong> nella produzione dei <strong>fichi secchi </strong>del Salento. I prodotti di <strong>Ganto Fichi Pugliesi</strong> sono <strong>100% artigianali e naturali</strong> e non contengono conservanti né aromi artificiali. Per la lavorazione dei <strong>fichi secchi</strong> non si ricorre all&#8217;utilizzo di forni bensì la <strong>lenta essiccazione</strong> avviene <strong>al sole</strong>, proprio come si faceva una volta. Il sole, oltre ad essere un conservante naturale, garantisce un <strong>prodotto di alta qualità</strong> dal sapore distintivo e con <strong>proprietà nutrizionali inalterate</strong>. Sono necessari diversi giorni (circa 10), per l&#8217;essiccazione dei fichi che durante questo periodo vengono girati manualmente più volte. Fondamentale in questa fase è<strong> &#8220;lu ientu&#8221;</strong>, che deve essere quello giusto: la Tramontana capace di soffiare via la temuta umidità dello Scirocco.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18987" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Donne-al-lavoro.jpg" alt="Ganto Fichi Pugliesi, essiccazione al sole" width="1982" height="1486" />
<p>Ganto Fichi Pugliesi, essiccazione al sole e lavorazione manuale.</p>
</div>
<h2>Fichi secchi maritati</h2>
<p>Fiore all&#8217;occhiello della produzione dell&#8217;azienda <strong>Ganto</strong> sono i<strong> fichi secchi maritati</strong> e i<strong> fichi secchi maritati ricoperti di cioccolato</strong> fondente. L<span>avorati a mano, si tratta di fichi accoppiati che vengono ripassati in un mix di scorza di limone, semi di finocchietto e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/11/ricetta-torta-soffice-mirtilli-streusel-crumble.html" target="_blank" rel="noopener">cannella</a> e al cui interno viene inserita una mandorla tostata. Nella versione al cioccolato, i fichi secchi maritati, vengono ricoperti con cioccolato fondente al 72%. Pochi ingredienti per uno snack gustoso e salutare, ideale anche per accompagnare il caffè.</span></p>
<div><img class="size-full wp-image-18998" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-6-scaled.jpg" alt="Fichi secchi maritati. " width="2560" height="1264" />
<p>Fichi secchi maritati</p>
</div>
<h2>Turismo sostenibile nel ficheto</h2>
<p>Siete in Puglia e volete <strong>visitare il ficheto di Ganto</strong>? È possibile farlo in compagnia di una <strong>guida ambientale escursionistica</strong> dell&#8217;associazione Salento delle Murgie. Tra i <strong>percorsi esperienziali</strong> proposti, dovete scegliere &#8220;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.salentodellemurge.com/percorso-il-sentiero-dei-desideri/" target="_blank" rel="noopener">Il sentiero dei desideri</a>&#8221; che vi permetterà di ammirare da vicino oltre al ficheto anche muretti a secco, le antiche pajàre e i colori della macchia mediterranea<br />
Durante il <strong>tour</strong>, che si svolge <strong>a piedi e in bici</strong>, vi spingerete fino alle dune del Lido di Bagnara con vista sul mar Jonio e al rientro potrete degustare i fichi secchi di Ganto al tramonto grazie all&#8217;iniziativa &#8220;<em><strong>Aperifico</strong></em>&#8220;.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19002" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-7-scaled.jpg" alt="Ficheto Ganto: esperienza e tramonto" width="2560" height="1157" />
<p>Ficheto Ganto: esperienza e tramonto</p>
</div>
<h2>Progetto FRAG!</h2>
<p>Proprio sopra al laboratorio di lavorazione dei fichi, nel piccolo paese di Fragagnano, l&#8217;imprenditrice Antonella Alfonzo ha appena aggiunto un altro tassello al suo progetto. La sua passione per i prodotti genuini, unita al suo interesse per la cucina, l&#8217;hanno spinta a creare <strong>Progetto FRAG</strong> (il cui acronimo sta per <strong>Formazione, Radici, Amore e Gusto</strong>) <span>uno<strong> spazio multifunzionale</strong> di 100 metri quadri che ospita anche una <strong>scuola di cucina</strong>. </span>La struttura comprende un’<strong>aula didattica</strong> per attività di formazione e un’<strong>aula pratica</strong> attrezzata con <strong>12 postazioni da lavoro</strong>, ciascuna progettata per ospitare 2 persone, oltre all’<strong>area riservata allo chef</strong> e a un <strong>laboratorio specializzato</strong>. Completano l&#8217;offerta le<strong> aule adatte a </strong><span><strong>incontri formali, meeting e convention</strong>. Il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.progettofrag.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>ricco programma dei corsi</strong></a> è già stato definito e le proposte sono adatte a diverse fasce di pubblico: dai corsi executive a quelli monotematici, dalle basi della cucina ai laboratori su argomenti specifici. </span></p>
<div><img class="size-full wp-image-19007" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Lezione-di-cucina.jpeg" alt="Progetto FRAG a Fragagnano - Scuola di cucina in Salento Puglia " width="8448" height="5109" />
<p>Progetto FRAG &#8211; Scuola di cucina</p>
</div>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/10/fichi-secchi-salentini.html">Lu sule, lu mare e lu ientu: gli ingredienti dei fichi secchi salentini</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>A Tavola con il Nobile: il lato gastronomico del Vino Nobile di Montepulciano DOCG</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 14:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Montepulciano, il Vino Nobile – autentico simbolo del territorio – diventa il punto di partenza per unire la tradizione enologica alla ricca storia gastronomica locale e alle manifestazioni popolari. Che il Vino Nobile di Montepulciano DOCG sia un vino gastronomico, capace di esaltare tanto le creazioni dei grandi chef quanto le ricette delle cuoche&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/a-tavola-con-il-nobile-il-lato-gastronomico-del-vino-nobile-di-montepulciano-docg/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><em>A Montepulciano, il Vino Nobile – autentico simbolo del territorio – diventa il punto di partenza per unire la tradizione enologica alla ricca storia gastronomica locale e alle manifestazioni popolari.</em></h4>
<p>Che il <strong>Vino Nobile di Montepulciano DOCG</strong> sia un <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/12/come-fare-petto-anatra-bassa-temperatura-quale-vino-abbinare.html" target="_blank" rel="noopener"><b>vino gastronomico</b></a>, capace di esaltare tanto le creazioni dei grandi chef quanto le ricette delle cuoche custodi della<strong> cucina tradizionale</strong>, lo dimostra la <strong>gara</strong> che si svolge ogni anno da ormai 23 anni nella settimana che precede il Bravìo delle Botti.<br />
Alle prese con il <strong>concorso enogastronomico</strong> <b>“A Tavola con il Nobile”</b>, ideato dal giornalista Bruno Gambacorta in collaborazione con il Magistrato delle Contrade del Bravìo delle Botti e promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, le <strong>8 contrade</strong> del paese <strong>si sfidano per creare il miglior piatto da sposare al Nobile</strong>.<br />
L’evento è diventato un appuntamento che unisce cultura, tradizione e convivialità. Nel corso delle edizioni sono state recuperate e valorizzate oltre 230 ricette della cucina poliziana, un vero patrimonio tramandato dalle massaie e riportato alla luce grazie alla passione delle contrade.<br />
Tra spirito goliardico e sana competizione, i contradaioli affrontano la gara con grande impegno, provando e perfezionando a lungo le ricette prima della sfida ufficiale. Ogni contrada ha a disposizione 30 minuti per accogliere la giuria – composta da giornalisti ed esperti – e presentare il proprio <strong>piatto</strong>, che viene <strong>valutato per tipicità e legame con il territorio</strong>, <strong>gusto</strong>, <strong>presentazione </strong>e<strong> abbinamento con il Vino Nobile di Montepulciano DOCG</strong>.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18948" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/09/A-Tavola-con-il-Nobile-2025-Giuria.jpg" alt="A Tavola con il Nobile 2025 Giuria" width="1200" height="800" />
<p>A Tavola con il Nobile 2025 | @Consorzio Vino Nobile di Montepulciano</p>
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<h2>A Tavola con il Nobile: la 23ª edizione</h2>
<p>Il <strong>tema</strong> della 23ª edizione del concorso enogastronomico A Tavola con il Nobile è stato <strong>“la pasta ripiena e la sua farcia”</strong>, interpretato dalle cuoche con ravioli, tortelli, cannelloni, ventagli e mezze lune. Grande <strong>creatività nei ripieni</strong>, che hanno spaziato da ingredienti della tradizione come nana (anatra) muta, pappa al pomodoro, trippa in umido, peposo, cinghiale e coniglio, fino al più sorprendente baccalà.<br />
A conquistare la <strong>vittoria</strong> è stata la<strong> Contrada di Cagnano</strong> con i <strong>Ventagli Trippa e Pecorino</strong>: un piatto originale e inatteso, dove la sapidità della fonduta di pecorino esalta il ripieno di trippa in umido e nel quale un ingrediente “povero” ha dato vita ad una <strong>proposta di grande raffinatezza</strong>. La giuria ha riconosciuto anche l’<strong>armonia perfetta</strong> con il <strong>Vino Nobile di Montepulciano DOCG</strong>, capace con la sua <strong>struttura e freschezza</strong> di <strong>accompagnare il piatto senza mai sovrastarlo</strong>.<br />
Sul podio, accanto ai vincitori, la Contrada di Collazzi con i Ravioli del Cacciatore (secondo posto) e la Contrada di San Donato con i Girasoli di Peposo (terzo posto).</p>
<div><img class="size-full wp-image-18949" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/09/A-tavola-con-il-nobile-2025-Ventagli-Trippa-e-Pecorino-Contrada-di-Cagnano-dettaglio-sara-milletti-scaled-e1758550156137.jpg" alt="Ventagli Trippa e Pecorino Contrada di Cagnano" width="1920" height="1702" />
<p>Piatto vincitore di A Tavola con il Nobile: Ventagli Trippa e Pecorino | @saramilletti</p>
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<h2>Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG<span> </span></h2>
<p>Fin dai tempi antichi, il <strong>Vino Nobile di Montepulciano</strong>, ha rappresentato un tassello importante nel grande mosaico dell’enologia italiana. Principalmente a base di <strong>Prugnolo Gentile</strong>, una tipologia di <strong>Sangiovese grosso</strong>, il<strong> Vino Nobile di Montepulciano</strong> è stato il <strong>primo vino italiano</strong> a ricevere nel 1980 la denominazione <strong>DOCG</strong>.<span><br />
</span>Il sostantivo “Nobile” con riferimento al vino di Montepulciano è stato utilizzato per la prima volta nel 1766 in un documento dei Gesuiti di Montepulciano e già nel 1350 si dettavano le regole per il suo commercio.<span><br />
</span>L’<strong>area di produzione</strong> è strettamente limitata alla parte del territorio del comune di Montepulciano compresa tra i 250 ed i 600 m s.l.m. dove l’alternanza di suoli ed esposizioni ne determina un largo ventaglio di proposte accomunate da un <b>carattere uniforme </b>e dall’<b>alta qualità dei vini</b>. <span><br />
</span>Il borgo di Montepulciano e il suo territorio sorgono nel sud est della Toscana quasi al confine con l’Umbria. Inverni freddi, estati calde e l’assenza dell’effetto mitigatore del mare comportano per le viti un lungo ciclo vegetativo responsabile di uno dei tratti più distintivi e caratteristici del <strong>Vino Nobile di Montepulciano DOCG</strong> (che lo differenzia anche dagli altri vini a base di Sangiovese della Toscana): l’<strong>acidità</strong>.<br />
All’assaggio, nei <strong>vini più giovani</strong>, si rileva un&#8217;importante <strong>freschezza</strong> che incontra il gusto contemporaneo dei consumatori che prediligono vini pronti, snelli e croccanti. Allo stesso tempo l’<strong>acidità</strong> e la <strong>vivace trama tannica</strong> fanno del Vino Nobile di Montepulciano DOCG un vino dotato di un <strong>buon potenziale di invecchiamento</strong>.<span> </span></p>
<div><img class="size-full wp-image-18951" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/09/Pieve-Cervognano-Vigneto-e-chiesa-rurale-sullo-sfondo-sara-milletti-scaled-e1758550311515.jpg" alt="Pieve Cervognano - Vino Nobile di Montepulciano DOCG" width="1843" height="1270" />
<p>Pieve Cervognano &#8211; Vino Nobile di Montepulciano DOCG | @saramilletti</p>
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<h2>La nuova denominazione Pieve Vino Nobile di Montepulciano DOCG</h2>
<p>Dopo un percorso durato quasi 5 anni il Comitato Nazionale Vini, il 10 ottobre 2024, ha approvato il testo definitivo del disciplinare della <strong>nuova denominazione</strong> <b>Pieve Vino Nobile di Montepulciano DOCG</b>.<span><br />
</span>Grazie a studi e ricerche su geologia e geografia e ad un’analisi storica delle zone di produzione del vino, tutto il territorio di produzione del Vino Nobile di Montepulciano è stato suddiviso in <b>12 Pievi </b>(<b><b>Ascianello, Argiano, Badia, Caggiole, Cerliano, Cervognano, Gracciano, Le Grazie, San Biagio, Sant&#8217;Albino, Valardegna e Valiano</b></b>). Poetico e di ampio respiro, il termine “Pieve”, è un modo per riflettere sul passato e sulle radici antiche del luogo e un concreto input per <b>enoturisti</b> che amano unire all’esperienza in cantina la cultura, la spiritualità e l’autenticità delle chiese rurali (Pievi).<br />
A base di <strong>Sangiovese</strong> (e altre varietà autoctone in minima percentuale), da <strong>viti vecchie di almeno 15 anni</strong> coltivate esclusivamente dal produttore, il vino Pieve Vino Nobile di Montepulciano DOCG deve i<strong>nvecchiare per un minimo di 3 anni</strong> e avere una <strong>percentuale di alcol in volume pari o superiore a 13</strong>.<span><br />
</span>La <strong>prima annata di produzione (2021)</strong> è entrata in commercio nel 2025 con 19 referenze valutate da una specifica commissione interna al Consorzio composta da enologi e tecnici del vino.<br />
È ancora prematuro parlare di tratti distintivi e di una stilistica che rende riconoscibile il vino <b>Pieve Vino Nobile di Montepulciano DOCG</b>, tuttavia quasi tutti i vini della <strong>nuova denominazione</strong> sono a base di uve <strong>100% Sangiovese</strong>, il che fornisce una “grammatica” più semplice per cogliere le differenze tra una Pieve e l’altra. Inoltre i <strong>differenti terreni</strong> giocano un ruolo chiave dando viti a vini di maggiore eleganza, struttura e finezza se le uve sono coltivate su suoli calcarei (Pievi ad altitudine maggiore) e vini maggiormente tannici e austeri se i vigneti sorgono su suoli sabbiosi e argillosi (Pievi con minore altitudine).</p>
<div><img class="size-full wp-image-18943" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/09/Degustazione-vini-Pieve-Vino-Nobile-di-Montepulciano-DOCG-sara-milletti-scaled.jpg" alt="Degustazione vini-Pieve Vino Nobile di Montepulciano DOCG" width="2560" height="1664" />
<p>Degustazione vini Pieve Vino Nobile di Montepulciano DOCG | @saramilletti</p>
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