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	<title>Food Blogger Mania &#187; Taccuino di cucina</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Pollo fritto – per l’MTChallenge N. 63</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2017 17:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[DA]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[fritto]]></category>
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		<description><![CDATA[Ammetto di non avere una gran passione per il pollo fritto, farlo poi con un braccio funzionante e l&#8217;altro no è stata un&#8217;impresa non proprio facile. Purtroppo non posso raccontare molto perchè il braccio destro continua ad essere fuori uso; questo mese poche parole, solo qualche foto e la ricetta per non assentarmi dall&#8217;appuntamento mensile&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pollo-fritto-per-lmtchallenge-n-63/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4383" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2017/02/POLLO-FRITTO-03.jpg" alt="pollo-fritto-03" width="900" height="1359" />Ammetto di non avere una gran passione per il <strong>pollo fritto</strong>, farlo poi con un braccio funzionante e l&#8217;altro no è stata un&#8217;impresa non proprio facile.</p>
<p>Purtroppo non posso raccontare molto perchè il braccio destro continua ad essere fuori uso; questo mese poche parole, solo qualche foto e la ricetta per non assentarmi dall&#8217;appuntamento mensile della<strong> 63ma sfida dell&#8217;MTChallenge!</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4385" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2017/02/POLLO-FRITTO-05.jpg" alt="pollo-fritto-05" width="900" height="596" /><span></span>Vi rimando al sito di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://officinagolosa.com/431-2/">Silvia </a> e a quello <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/tag/mtc-63-pollo-fritto/">dell&#8217;MTC</a> per tutti i segreti e le preziose indicazioni per ottenere un pollo fritto perfetto.</p>
<p>Io mi limito a scrivere quello che ho fatto e a lasciarvi un po&#8217; di foto. Una versione molto semplice quella che ho personalizzato in cui ho aggiunto solo un tocco di sapore indiano. Buonissima e piccantissima la salsina!</p>
<p>Speriamo presto di tornare in forma e, perchè no, tornare sull&#8217;argomento pollo fritto di cui mi sarebbe piaciuto raccontarvi qualche aneddoto e di una delle mie scrittrici preferite che ha dedicato un capitolo intero di uno dei suo libri a questo argomento. Sarà per un&#8217;altra volta&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4387" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2017/02/PicMonkey-Image.jpg" alt="picmonkey-image" width="900" height="900" />
<div>
<div> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Save</a></span> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/easyrecipe-print/4388-0/" rel="nofollow" target="_blank">Print</a></span> </div>
<div>Pollo fritto</div>
<div></div>
<div>
<div> Autore:&nbsp;<span>Sandra</span></div>
<div></div>
<div> </div>
<div></div>
<div>&nbsp;</div>
</p></div>
<div>Dose per 2 persone</div>
<div>
<div>Cosa vi occorre:</div>
<ul>
<li>PER IL POLLO CON PANATURA DI FARINA</li>
<li>2 fusi di pollo</li>
<li>50 g di farina</li>
<li>sale e pepe qb</li>
<li>olio di semi di mais per friggere</li>
<li>PER IL POLLO CON PANATURA DI PANE, UOVA E GARAM MASALA</li>
<li>2 fusi di pollo</li>
<li>1 uovo grande</li>
<li>50 g di farina</li>
<li>50 g di pane grattato</li>
<li>1 cucchiaino di spezie garam masala</li>
<li>olio di semi di mais per friggere</li>
<li>sale e pepe qb</li>
<li>PER IL LATTICELLO DA USARE PER LA MARINATURA</li>
<li>125 g latte parzialmente scremato</li>
<li>125 g yogurt magro</li>
<li>5 ml succo di limone</li>
<li>PER LA SALSA PICCANTE</li>
<li>&amp;frac14; cipolla ramata</li>
<li>&amp;frac12; picchio di aglio</li>
<li>2 tazzine di passata di pomodoro</li>
<li>1 peperoncino verde semipiccante</li>
<li>&#8538; foglie essiccate di curry</li>
<li>&amp;frac12; cuciaino di coriandolo in polvere</li>
<li>1 pizzico peperoncino in polvere</li>
<li>2 cucchiai di succo di limone</li>
<li>2 cucchiai di olio EVO</li>
</ul>
<div></div>
</p></div>
<div>
<div>Come si fa:</div>
<ol>
<li>Iniziate preparando il latticello da usare per la marinatura del pollo. In una ciotola mescolare il latte allo yogurt, aggiungete il succo di limone e lasciate a temperatura ambiente per 15 minuti.Immergetevi le cosce di pollo e lasciatele marinare per almeno 4 ore, o tutta la notte</li>
<li>Rimuovete il pollo dalla marinatura e lasciate sgocciolare bene su una gratella per almeno mezz&#8217;ora</li>
<li>PER IL POLLO FRITTO CON PANATURA DI FARINA</li>
<li>Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.</li>
<li>Preparate una ciotola abbastanza capiente da contenere 2 fusi di pollo e metteteci la farina con il sale e il pepe.</li>
<li>Prendete i 2 fusi di pollo, metteteli nella farina ed infarinateli pressando leggermente per far aderire bene la farina.</li>
<li>Scuoteteli per eliminare la farina in eccesso ed appoggiateli sul piatto preparato in precedenza.</li>
<li>A questo punto prendete una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.</li>
<li>Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.</li>
<li>Immergete nell’olio i due fusi di pollo, coprite la pentola e verificate dopo 6/8 minuti la colorazione che dovrà essere dorata ed omogenea</li>
<li>Scolate il pollo ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.</li>
<li>Una volta asciutto potete tenerlo al caldo mentre preparate la versione con pan grattato nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno.</li>
<li>PER IL POLLO FRITTO CON PANATURA DI PANE, UOVA E GARAM MASALA</li>
<li>Preparate come per l&#8217;altra versione un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto.</li>
<li>Mettete l&#8217;uovo in una ciotola che possa contenere i due fusi di pollo, mescolate con una forchetta, salate e pepate.</li>
<li>Mescolate in un&#8217;altra ciotola il garam masala al pan grattato, al sale e al pepe, in un&#8217;ultima ciotola mettete la farina</li>
<li>Prendete i fusi di pollo e passateli nella farina pressando leggermente, scuoteteli per eliminare la farina in eccesso. Poi immergeteli nell’uovo ed infine passateli nel pan grattato e garam masala, sempre pressando affinche aderisca bene</li>
<li>Per una crosticina più consistente potete fare una doppia panatura nel pan grattato cioè pan grattato/uovo/pan grattato.</li>
<li>In una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.</li>
<li>Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.</li>
<li>Quando l&#8217;olio è pronto immergete il pollo, coprite la pentola e controllate dopo 6/8 minuti. Il pollo sarà pronto quando avrà assunto una colorazione dorata ed omogenea. scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.</li>
<li>PER LA SALSA PICCANTE</li>
<li>Tritate la cipolla, l&#8217;aglio e il peperoncino verde. Scaldate l&#8217;olio in una piccola padella, aggiungete le foglie di curry, il coriandolo e il peperoncino. Dopo un minuto aggiungete anche la cipolla, l&#8217;aglio e il peperoncino tritati , appena la cipolla diventa trasparente unite la passata di pomodoro e il succo di limone e fate cuocere per circa 10 minuti. Frullate tutto per rendere la salsa più omogenea</li>
</ol>
<div></div>
</p></div>
<div>3.5.3226</div>
</p></div>
</p>
<p>Con questa ricetta partecipo alla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/tag/mtc-63-pollo-fritto/">sfida n. 63 dell&#8217;MTChallenge</a></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4393" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2017/02/banner_sfidadelmese_n63-1024x489-300x143.jpg" alt="banner_sfidadelmese_n63-1024x489" width="300" height="143" /></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/pollo-fritto-lmtchallenge-n-63/">Pollo fritto &#8211; per l&#8217;MTChallenge N. 63</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La pinza veneta per l’Epifania – nuovo inizio e nuove energie</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 14:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<description><![CDATA[La mia nuova agenda,  Letts ormai da un po&#8217; di anni,  è arrivata solo ieri con il corriere. Quest&#8217;anno non sono andata in montagna dove ero solita comprarla nel mio negozio preferito e ho dovuto quindi ordinarla on line dove però era disponibile solo con copertina rosso sgargiante. Il rosso non è  il mio colore preferito:&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-pinza-veneta-per-lepifania-nuovo-inizio-e-nuove-energie/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4349" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2017/01/PINZA-EPIFANICA-02.jpg" alt="pinza-epifanica-02" width="900" height="1359" /></p>
<p>La mia nuova agenda,  <em><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.letts.co.uk/">Letts</a></em> ormai da un po&#8217; di anni,  è arrivata solo ieri con il corriere. Quest&#8217;anno non sono andata in montagna dove ero solita comprarla nel mio negozio preferito e ho dovuto quindi ordinarla on line dove però era disponibile solo con copertina rosso sgargiante. Il rosso non è  il mio colore preferito: potendo l&#8217;avrei scelta in un bel colore chiaro, molto più vicino ai miei gusti,  ma da qualche settimana, per un motivo o per l&#8217;altro, mi ritrovo a non poter scegliere e quindi&#8230; mi  &#8220;arrendo pacificamente &#8221; alla realtà.<img class="aligncenter size-full wp-image-4348" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2017/01/PINZA-EPIFANICA-01-2.jpg" alt="pinza-epifanica-01-2" width="900" height="596" /></p>
<p><span></span>Oltre all&#8217;agenda oggi ho comprato un bel quaderno nuovo che ho potuto scegliere, almeno questo, a mio gusto. Agenda e quaderno sono ora qui immacolati a rappresentare un nuovo inizio, una scusa banale per fermarsi un attimo, fare un respiro profondo, ricaricare le energie e ripartire. I nuovi viaggi iniziano sempre così, con la sorpresa di quando, svoltata affannosamente e senza entusiasmo l&#8217;ultima curva, ti ritrovi finalmente col &#8220;loop&#8221; quotidiano alle spalle,  in una strada sconosciuta, ma per questo stimolante, finalmente  con ben delineato l&#8217;orizzonte che sentivi di aver perso di vista.<img class="aligncenter size-full wp-image-4347" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2017/01/PINZA-EPIFANICA-04.jpg" alt="pinza-epifanica-04" width="900" height="1359" />Dopo un po&#8217; ci si riadagia, o forse è quello che ti circonda a costringerti a una sorta di resa che ti smorza&#8230;e allora aspetti il nuovo inizio, la nuova agenda, la prossima strada nuova.</p>
<p>La sensazione da agenda nuova, anche se caduca, mi piace e mi porta a fare la &#8220;scolara perfetta&#8221; che obbedisce alla maestra interiore il più a lungo possibile.<img class="aligncenter size-full wp-image-4351" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2017/01/PINZA-EPIFANICA-03.jpg" alt="pinza-epifanica-03" width="900" height="1359" />La prima ricetta di quest&#8217;anno è <strong>la pinza</strong>: dolce della tradizione veneta che si prepara in occasione dell&#8217;Epifania, festa religiosa che ricorda l&#8217;arrivo dei re Magi con i doni per Gesù bambino. Ricorrenza che suggella anche la fine del periodo festivo, e che nella tradizione popolare simboleggia l&#8217;inizio, il rinnovamento, insomma&#8230; l&#8217;agenda nuova!</p>
<p>In veneziano la Befana è chiamata <em>marantega</em>, &#8220;madre antica&#8221; ,cioè <strong>madre natura</strong>.  La leggenda vuole che prima di morire la vecchina passasse di casa in casa a lasciare dolci e piccoli doni come per piantare i semi di una nuova rinascita.</p>
<p>Proprio la notte del <strong>6 Gennaio</strong> è tradizione, nelle piazze venete, accatastare mobili vecchi e legna che faranno da base per il falò dove brucerà la befana. Intorno ai falò, insieme alla<strong> pinza</strong> si usa bere vin brulè per scaldarsi: il cosiddetto <strong><em>pan e vin</em></strong>.</p>
<p>La <strong>pinza</strong> ha antiche origini contadine e le varianti sono tantissime poichè ogni famiglia lo preparava con quello di cui disponeva: avanzi di pane o di polenta mescolati principalmente a frutta secca, strutto e semi di finocchio.  Molti sono i detti dei vecchi che accompagnano questa fredda serata di gennaio e che raccontano come la direzione presa dalle fiamme preannunci l&#8217;andamento dell&#8217;annata. Una di quelli più popolari che mi aveva molto divertita la prima volta che l&#8217;avevo ascoltato recita :</p>
<p><strong><em><img class="aligncenter size-full wp-image-4350" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2017/01/PINZA-EPIFANICA-05.jpg" alt="pinza-epifanica-05" width="900" height="596" />Falive a matina, tol su el saco e va a farina</em></strong> (se le fiamme vanno a nord o a est, prendi il sacco e vai a elemosinare),<strong><em> se le falive le va a sera, de polenta pien caliera</em></strong> (se la direzione è a nord ovest, il raccolto sarà buono, quindi la pentola sarà piena di polenta), <strong><em>se le falive le va a garbin tol su el caro e va al mulin</em></strong> (se la direzione è sud ovest vai al mulino con il carro perchè il raccolto sarà abbondantissimo).</p>
<p>Vi auguro &#8220;<em>falive a garbin</em>&#8221; e un buon inizio!</p>
<div>
<div> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Save</a></span> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/easyrecipe-print/4329-0/" rel="nofollow" target="_blank">Print</a></span> </div>
<div>La pinza veneta</div>
<div></div>
<div>
<div> Autore:&nbsp;<span>Sandra</span></div>
<div></div>
<div> </div>
<div></div>
<div>&nbsp;</div>
</p></div>
<div>Ingredienti per uno stampo 25cm X 30cm</div>
<div>
<div>Cosa vi occorre:</div>
<ul>
<li>150 g fichi secchi</li>
<li>100 g uva sultanina</li>
<li>100 g albicocche secche</li>
<li>100 g scorza d&#8217;arancia candita</li>
<li>30 g zenzero candito</li>
<li>1 cucchiaio semi di finocchio</li>
<li>1 cucchiaio semi di anice</li>
<li>100 ml grappa</li>
<li>1 lt latte intero</li>
<li>250 ml acqua</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>250 g farina di mais macinata fine (fioretto)</li>
<li>100 g farina di segale</li>
<li>80 g burro</li>
<li>100 g zucchero di canna</li>
<li>1 mela renetta</li>
<li>la buccia di un limone non trattato grattugiato (io ho messo una fialetta di olio di limone biologico)</li>
<li>&amp;frac12; bustina di lievito per dolci</li>
</ul>
<div></div>
</p></div>
<div>
<div>Come si fa:</div>
<ol>
<li>Tagliate a pezzettini i fichi e le albicocche secchi, la scorza d&#8217;arancia e lo zenzero canditi e metteteli in una ciotola insieme all&#8217;uva sultanina, i semi di finocchio e di anice. Versateci sopra la grappa e mescolate per far bene insaporire tutto</li>
<li>In una pentola versate il latte (tenetene da parte mezza tazzina), l&#8217;acqua e il pizzico di sale, portate a bollore, quindi versate a pioggia le farine e mescolate, prima con una frusta, per evitare che si formino grumi, e poi con un cucchiaio di legno, per circa 10 minuti. Dovete ottenere una &#8220;polenta&#8221; piuttosto morbida. Nel caso vedete che il composto è troppo denso diluite aggiungete ancora un po&#8217; di latte</li>
<li>Togliete la pentola dal fuoco e unite il burro tagliato a pezzettini e lo zucchero. Mescolate fino a quando il burro non è completamente sciolto e ben amalgamato all&#8217;impasto</li>
<li>Aggiungete quindi anche la mela tagliata a dadini, la scorza di limone grattugiata (io la fialetta di l&#8217;olio di limone bio) e la frutta messa a insaporire nella grappa, insieme. Io consiglio di versare anche la grappa che aggiunge più profumo alla pinza</li>
<li>Fate intiepidire la mezza tazzina di latte che avete tenuto da parte e scioglieteci dentro il lievito per dolci, versate nell&#8217;impasto</li>
<li>Mescolate accuratamente e versate in uno stampo rettangolare (25cm X 30cm) in cui avrete messo della carta oleata, cospargete la superficie di zucchero e cuocete nel forno a 180° per circa 80 minuti</li>
<li>Fate raffreddare completamente la pinza e poi tagliate a quadrotti</li>
</ol>
<div></div>
</p></div>
<div>3.5.3226</div>
</p></div>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/la-pinza-veneta-lepifania-inizio-nuove-energie/">La pinza veneta per l&#8217;Epifania &#8211; nuovo inizio e nuove energie</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Pain d’épices: profumo di miele, spezie e giorni festivi</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 07:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[profumo]]></category>
		<category><![CDATA[spezie]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest’anno il &#8220;sabato del villaggio&#8221; natalizio non l&#8217;ho molto vissuto. Sono infatti stata rapita dai “vampiri del tempo”:  persone che, anche nei giorni che precedono il Natale, proprio non riescono a staccare la spina e, cosa ancor più grave, non la fanno staccare neanche agli altri. Racambolescamente sono comunque riuscita a comprare i regali (qualcuno&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pain-depices-profumo-di-miele-spezie-e-giorni-festivi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4314" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/12/PAIN-DEPICES-01-3.jpg" alt="pain-depices-01-3" width="900" height="1359" /></p>
<p>Quest’anno il &#8220;sabato del villaggio&#8221; natalizio non l&#8217;ho molto vissuto. Sono infatti stata rapita dai “vampiri del tempo”:  persone che, anche nei giorni che precedono il Natale, proprio non riescono a staccare la spina e, cosa ancor più grave, non la fanno staccare neanche agli altri.</p>
<p>Racambolescamente sono comunque riuscita a comprare i regali (qualcuno ordinato on line, ahimè non è arrivato in tempo!), a confezionarli in maniera quasi decente,  a fare l’albero , mandare qualche messaggio di auguri e anche a preparare il tradizionale <strong>pain d’épices</strong> che tanto mi piace avere in casa in questo periodo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4315" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/12/PAIN-DEPICES-05.jpg" alt="pain-depices-05" width="900" height="596" /></p>
<p><span></span>Prepararlo mi ha aiutato a mettere in fila i pensieri tumultuosi che affollavano la mia mente e a riflettere sul fatto che la vita non è sempre ordinata come vorremmo e che su tante cose è inutile pensare di riuscire ad avere il controllo. Meglio arrendersi…</p>
<p>Il <strong>pain d’épices</strong>, come dice il nome,  è un pane dolce, profumato <strong>di miele e di spezie</strong>. Ogni boccone ha il sapore tipico del Natale, si mantiene buono a lungo e in cucina, il profumo delle sue spezie, resta nell&#8217;aria dal momento in cui si prepara fino a quando ne rimane solo l’ultima briciola.  E&#8217; quasi come avere un profumatore naturale in cucina! Quello che mi piace di questo pane dolce è anche il fatto che si può utilizzare in svariati modi;  io lo considero un vero &#8220;amico poliedrico&#8221; dei giorni di festa!</p>
<p>Al mattino, per colazione, mi piace mangiarlo con burro (io metto quello leggermente salato) e marmellata di arance amare. Per accompagnare un aperitivo è perfetto tagliato sottile, leggermente tostato e con sopra una fettina di foie gras. Ottimo anche con del formaggio saporito (sta benissimo lo Stilton!) o con il salmone affumicato e un ciuffetto di aneto. E se dovesse avanzarne ancora, perchè non sbriciolarlo su una panna cotta, usarlo per fare un pain perdù, oppure metterne qualche briciola su delle capesante gratinate!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4316" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/12/PAIN-DEPICES-07.jpg" alt="pain-depices-07" width="900" height="1359" /></p>
<p>Si puo&#8217; preparare con qualche giorno di anticipo perchè avvolto per bene in carta velina resta buonissimo a lungo,  inoltre se utilizzate stampi piccoli, come ho fatto io, e lo infiocchettate con un bel nastrino natalizio è un dono che sarà sicuramente gradito.</p>
<p>Con questa ricetta vi auguro dei sereni giorni festivi. Almeno per un po&#8217; cercate di stare lontani dai vampiri del tempo e del buonumore, anche a costo di mettervi una ghirlanda di aglio al collo. Godetevi come più desiderate il vostro tempo, lasciate perdere la voglia di controllare tutto e sentitevi felici!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4317" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/12/PAIN-DEPICES-04.jpg" alt="pain-depices-04" width="900" height="1359" />
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<div>Pain d&#8217;épices: profumo di miele, di spezie e di giorni festivi</div>
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<div> Autore:&nbsp;<span>Sandra</span></div>
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<div>&nbsp;</div>
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<div>Ingredienti per 2 stampi 6 X 15 cm</div>
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<div>Cosa vi occorre:</div>
<ul>
<li>100 g farina 00</li>
<li>150 g farina di segale</li>
<li>4 cucchiaini di miscela 5 spezie (pepe nero, chiodi di garofano, noce moscata, cannella, zenzero)</li>
<li>200 ml acqua</li>
<li>250 g miele di acacia</li>
<li>2 cucchiai melassa</li>
<li>1 cucchiaino bicarbonato di soda</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
</ul>
<div></div>
</p></div>
<div>
<div>Come si fa:</div>
<ol>
<li>In una ciotola mescolate le due farine con la miscela di spezie</li>
<li>In un pentolino a fiamma bassa, scaldate l&#8217;acqua con il miele e la melassa fino a quando non diventano tiepidi. Spegnete il fuoco e aggiungete il pizzico di sale e il bicarbonato. (si formerà subito una leggera schiuma in superficie)</li>
<li>Versate subito il composto nella ciotola con la farina e mescolate rapidamente fino a quando l&#8217;impasto non diventa omogeneo evitando di lavorarlo troppo</li>
<li>Mettete il composto negli stampi che avrete precedentemente rivestito di carta forno, livellate la superficie e infornate per 30/40 minuti a 180°</li>
<li>Appena sfornati avvolgete i pain d&#8217;épice con uno strofinaccio pulito fino a quando non saranno perfettamente raffreddati (questa operazione serve per mantenere all&#8217;interno l&#8217;umidità ed evitare che il pain d&#8217;épice si secchi)</li>
<li>Una volta raffreddati avvolgerli in un foglio di pellicola trasparente, in questo modo si conserveranno morbidi a lungo.</li>
</ol>
<div></div>
</p></div>
<div>3.5.3226</div>
</p></div>
<p>
<strong>Link e Curiosità:</strong></p>
<p>Quest&#8217;anno  per il pain d&#8217;épice ho cambiato la mia solita ricetta che prevedeva anche un po&#8217; di burro e un uovo e ho provando quella pubblicata da <strong>Sabribe d&#8217;Aubergine</strong> nel suo nuovo libro <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.guidotommasi.it/finalmente-natale.html">&#8220;Finalmente Natale&#8221;</a>. Il risultato mi ha molto soddisfatta.  Il libro lo consiglio davvero, ricco di belle ricette e fotografie. Inoltre, lo stile di scrittura ironico di Sabrine è come sempre piacevolissimo!</p>
<p>La forbicina che vedete nella foto mi è particolarmente cara&#8230;giusto un anno fa l&#8217;avevo vista in una foto di <strong>Lara</strong> del blog <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.labarchettadicartadizucchero.com/"> La barchetta di carta di zucchero </a>e glielo avevo scritto. Dopo pochi giorni mi era arrivato un pacchettino incartato deliziosamente e dentro&#8230;sorpresa: proprio questa forbicina! Un pensiero così carino che mi aveva riempito di gioia!</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4319" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/12/PAIN-DEPICES-03.jpg" alt="pain-depices-03" width="900" height="625" /></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/pain-depices-profumo-miele-spezie-giorni-festivi/">Pain d&#8217;épices: profumo di miele, spezie e giorni festivi</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cranchan tiramisù. Dolce e forte…strato dopo strato</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/cranchan-tiramisu-dolce-e-fortestrato-dopo-strato/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2016 18:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[ciotola]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[ero]]></category>
		<category><![CDATA[fiocchi]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Connery]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stata in Scozia due volte. La prima in un Agosto di tanti anni fa per una vacanza studio. Ero a Edimburgo proprio nei giorni del Fringe Festival, il festival delle arti più grande al mondo,  e la città era tutta un pullulare di spettacoli ed eventi. La mia scuola era proprio a meta del Royal&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cranchan-tiramisu-dolce-e-fortestrato-dopo-strato/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4298" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/11/064ok.jpg" alt="064ok" width="888" height="1341" /></p>
<p>Sono stata in <strong>Scozia</strong> due volte. La prima in un Agosto di tanti anni fa per una vacanza studio. Ero a Edimburgo proprio nei giorni del Fringe Festival<i>, il festival delle arti più grande al mondo, </i> e la città era tutta un pullulare di spettacoli ed eventi. La mia scuola era proprio a meta del Royal Mile, il miglio di strada che unisce i due più importanti monumenti di Edimburgo: il Castello e l&#8217;Holyrood Palace . All&#8217;uscita di scuola era sempre una sorpresa: bastava camminare un po&#8217; per imbattersi in artisti che improvvisavano spettacoli di ogni genere.  A volte per pubblicizzare i loro spettacoli serali in teatro, ma anche solo per il gusto di recitare in un palcoscenico a cielo aperto con un pubblico improvvisato. In quelle due settimane avevo adorato ogni angolo della città e mi ero un po&#8217; rammaricata del fatto di aver avuto solo un week end per spingermi un po&#8217; più a nord nella regione . Quel week end era bastato per conquistarmi. Avevo gustato voracemente  i paesaggi pieni di contrasti così come faccio quando divoro qualcosa che mi piace troppo e ho paura che finisca presto. Mi ero riempita gli occhi dei minuscoli villaggi fuori dal tempo, delle distese brulle e incontaminate interrotte da boschi, delle colline colorate di erica, dei castelli in rovina e  di quelli perfettamente conservati. Mi ero incantata a guardare la costa selvaggia e il fascino delle nuvole basse e talvolta drammatiche.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4299" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/11/035.jpg" alt="035" width="900" height="595" /></p>
<p><span></span>La seconda volta sono tornata a Maggio di otto anni fa . E finalmente mi sono gustata con lentezza ogni giorno che vi ho trascorso, ogni notte passata in romanticissimi castelli abitati, come da tradizione da leggendari fantasmi, e quelle in cui ho alloggiato nei b&amp;b dal sapore di casa.</p>
<p>Sono state giornate dai ritmi lenti scandite da pasti consumati vicino al fuoco in locali senza tempo, dal piacevole girovagare e da inebrianti visite alle distillerie di whisky da cui uscivamo ancora più allegri e &#8220;riscaldati&#8221;. L&#8217;odore di torba bruciata caratterizzava l&#8217;arrivare della sera diffondendo nell&#8217;aria un velo di intima e piacevole nostalgia.</p>
<p>Mi accorgo che potrei scrivere per ore delle sensazioni che riemergono&#8230; ma passiamo ai ricordi &#8220;mangerecci&#8221;!</p>
<p>Questo tiramisù trae infatti ispirazione da uno dei classici dolci scozzesi : il <strong>cranachan</strong> !</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4300" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/11/PicMonkey-Image-1.jpg" alt="picmonkey-image" width="900" height="363" /></p>
<p>Il <strong>cranchan</strong>, classico dessert scozzese, non è molto conosciuto fuori dai confini di questa regione.  E&#8217; un dolce che viene tradizionalmente servito in scodelle ma a volte, nei ristoranti più eleganti, anche in bicchieri con lo stelo in cui l&#8217;alternanza dei colori crea un effetto di contrasto molto bello.</p>
<p>Il tiramisù, dessert di origine trevigiana, come tutte le preparazioni di grande successo, si è sempre prestato ad essere un grande trasformista stuzzicando la fantasia nelle personali interpretazioni. In questa versione di ispirazione scozzese il profumo del whisky e il sapore acidulo dei lamponi si alternano  con la voluttà della crema al mascarpone in un contrasto molto piacevole.</p>
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<div>Cranachan Tiramisù</div>
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<div> Autore:&nbsp;<span>Sandra</span></div>
<div> Tipo di ricetta:&nbsp;<span>Dessert</span></div>
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<div> </div>
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<div>&nbsp;</div>
</p></div>
<div>Ingredienti per 4 persone</div>
<div>
<div>Cosa vi occorre:</div>
<ul>
<li>3 uova</li>
<li>50 g di zucchero</li>
<li>30 g di acqua</li>
<li>300 g di mascarpone</li>
<li>1 confezione di savoiardi</li>
<li>50 g fiocchi d’avena di media grandezza</li>
<li>3 cucchiai di miele</li>
<li>250 g di lamponi</li>
<li>Per lo sciroppo al whisky e lamponi:</li>
<li>250 g di lamponi</li>
<li>3 cucchiai di zucchero</li>
<li>3 cucchiai di Whisky</li>
</ul>
<div></div>
</p></div>
<div>
<div>Come si fa:</div>
<ol>
<li>Mettete un pentolino sul fuoco e versatevi l’acqua e lo zucchero, mescolate e portate a una temperatura di 121° (se non avete il termometro tenete conto che lo sciroppo è pronto in un paio di minuti, appena lo zucchero si è sciolto e appaiono in superficie bolle trasparenti)</li>
<li>Separate gli albumi dai tuorli e mettete questi ultimi in una ciotola capiente che possa poi anche contenere il mascarpone (perfetta quella della planetaria, se l’avete) azionate le fruste alla massima velocità e versatevi lo sciroppo continuando a montare fino a quando le uova non diventano chiare e spumose e il composto non è perfettamente raffreddato (ci vorranno circa 5 minuti). Nel caso vi accorgeste che non è ancora del tutto ben freddo meglio metterlo per qualche minuto in frigorifero.</li>
<li>Aggiungete quindi il mascarpone freddo da frigo e continuate a mescolare a bassissima velocità fino a quando non è tutto ben amalgamato.</li>
<li>Montate gli albumi con le gocce di limone a neve e poi incorporatele molto delicatamente alla crema di mascarpone. Mettete la ciotola coperta con della pellicola in frigo</li>
<li>Scaldate una padella a fuoco medio e tostate i fiocchi d’avena per qualche minuto scuotendo spesso la padella fino a quando diventano dorati. Toglieteli dalla padella e metteteli su un piatto fino a quando non si freddano completamente, mescolateli poi al miele</li>
<li>Per lo sciroppo al whisky e lamponi passate al passaverdure (io ho usato la centrifuga) metà dei lamponi e mettete il succo ottenuto in un pentolino con 3 cucchiai di zucchero e il whisky. Girate per qualche minuto dall&#8217;ebolizzione lo sciroppo e poi fatelo raffreddare</li>
<li>Alternate nei bicchieri (o nel contenitore che sceglierete) i savoiardi inzuppati velocemente nello sciroppo di lamponi, la crema al mascarpone, i lamponi e i fiocchi di avena tostati e avvolti nel miele. Continuate fino a esaurimento degli ingredienti terminando con la crema al mascarpone. Decorate con qualche lampone e qualche fiocco d’avena.</li>
</ol>
<div></div>
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<div>3.5.3226</div>
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<p>Per l&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/11/06/la-ricetta-della-sfida-n-61/">MTChallenge n. 61</a>, in cui Susy del blog <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://coscinadipollo.blogspot.it/2016/11/il-tiramisusfida-mtc-n61-e-la-mia.html">Coscina di pollo</a> ha lanciato l&#8217;intrigante sfida del &#8220;<strong>sexy tiramisù</strong>&#8220;, ho preparato questo <strong>Cranchan tiramisù</strong> in tempo utile &#8230;ma tra un impegno e l&#8217;altro purtroppo non sono riuscita a pubblicare!</p>
<p><strong>Susy</strong> chiedeva di collegare l&#8217;interpretazione del proprio tiramisù a un film o ad un&#8217;icona sexy del cinema mondiale</p>
<p>Ad ispirarmi un uomo molto sexy a  cui la Scozia ha dato i suoi natali. Non penso sia difficile indovinare di chi sto parlando&#8230; proprio lui: <strong>Sean Connery</strong>. Inserito da Vanity Fair nella classifica dei 50 uomini più belli e affascinanti dell&#8217;ultimo secolo. Bello anche ora che è un signore attempato.  Molti di noi lo ricordano come l&#8217;affascinante 007  dallo sguardo penetrante.  Bond; James Bond: fisico virile, sguardo tra il giocoso e il sicuro di sè, coraggio da vendere, galante e grande seduttore. Un uomo sicuramente molto&#8230;Sexy Tiramisù in cui l&#8217;anima spigolosa e romantica della Scozia sembrano emergere nelle sue caratteristiche di decisione e galanteria.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4301" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/11/PicMonkey-Image2.jpg" alt="picmonkey-image2" width="900" height="318" /></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/cranchan-tiramisu-dolce-forte-strato-strato/">Cranchan tiramisù. Dolce e forte&#8230;strato dopo strato</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		</item>
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		<title>La torta salata con il broccolo rapino viola e il fascino dei colori sui banchi del mercato</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/la-torta-salata-con-il-broccolo-rapino-viola-e-il-fascino-dei-colori-sui-banchi-del-mercato/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 19:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[banchi]]></category>
		<category><![CDATA[broccolo]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[Pellegrino Artusi]]></category>

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		<description><![CDATA[Succede a tutti, chi più chi meno, di non resistere al fascino dei colori: qualcuno li indossa in maniera audace e un po&#8217; azzardata, altri  con studiata eleganza. Personalmente, quando devo acquistare un capo d&#8217;abbigliamento o un tessile per la casa, la scelta d&#8217;istinto si orienta verso il bianco e tutte le sfumature del beige&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-torta-salata-con-il-broccolo-rapino-viola-e-il-fascino-dei-colori-sui-banchi-del-mercato/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4259" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/11/024.jpg" alt="024" width="900" height="1359" /></p>
<p>Succede a tutti, chi più chi meno, di non resistere al fascino dei colori: qualcuno li indossa in maniera audace e un po&#8217; azzardata, altri  con studiata eleganza.</p>
<p>Personalmente, quando devo acquistare un capo d&#8217;abbigliamento o un tessile per la casa, la scelta d&#8217;istinto si orienta verso il bianco e tutte le sfumature del beige e del grigio chiaro. Insomma, ho una vera adorazione per i colori neutri, non urlati.</p>
<p>Tra i banchi del mercato invece la mia inclinazione, in fatto di colori, si stravolge e vengo letteralmente calamitata verso i colori accesi, brillanti, capaci di rallegrare anche questo autunno dal cielo grigio e lattiginoso.</p>
<p>Nella mia cesta finiscono spesso frutta e verdura che non rientravano affatto nelle &#8220;lista della spesa&#8221;  ma che hanno una tale bellezza ammaliatrice a cui mi è impossibile resistere.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4260" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/11/025.jpg" alt="025" width="900" height="596" /></p>
<p><span></span>Anche nel giro che ho fatto domenica, in una mattina umida e grigia, al piccolo mercato dei produttori, mi sono incantata a guardare i banchetti esattamente come quando guardo le vetrine dei negozi più glamour!</p>
<p>Oltre a far scorta di zucca, mandarini e cachi &#8211; vi avevo già raccontato <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/moelleaux-allarancia-e-semi-di-papavero/">qui</a> che Novembre per me è il mese dedicato al colore arancione &#8211; a rapire la mia attenzione oggi è stato questo ortaggio incredibilmente elegante nella forma e nei colori: il broccolo rapino viola! Slanciato ed elegantissimo nel suo accostamento di sfumature viola e verde. E&#8217; la prima volta che lo incontravo.</p>
<p>Il &#8220;<strong>rapino viola</strong>&#8221; è una qualità di broccolo caratterizzato da getti dal gambo sottile e lungo, quasi completamente privi di foglie. Ed è proprio il gambo ad avere un gusto particolarmente  dolce e saporito. Chiacchierando con il coltivatore ho scoperto che sono ideali da fare fritti in pastella, ma sono ottimi anche semplicemente cotti al vapore e conditi con un filo di olio e sale .</p>
<p>Io li ho usati per farcire questa semplice torta salata la cui base è fatta con la cosiddetta &#8220;<strong>pasta matta</strong>&#8220;.</p>
<p>La &#8220;<strong>pasta matta</strong>&#8221; a me piace particolarmente come base di torte salate perchè è più &#8220;magra&#8221; della classica brisèe e molto più simile a una sottile sfoglia di pane. Per variare il gusto e la consitenza, l&#8217;impasto si può arricchire e profumare di volta in volta con erbe aromatiche, vino,  qualche cucchiaio di ricotta o qualche spezia.</p>
<p>Il famoso gastronomo <strong>Pellegrino Artusi</strong>, nel suo libro &#8221; <strong>Scienza in cucina e l&#8217;arte del mangiare bene&#8221;</strong>  così ne spiega il nome: &#8220;<em>Si chiama matta non perchè sia capace di qualche pazzia ma per la semplicità con la quale si presta a far la parte di stival che manca in diversi piatti&#8230;&#8221;</em> e la sua ricetta, a dimostrarne la semplicità,  è di appena due righe: &#8220;<em>Spegnete farina con acqua e sale in proporzione e formate un pane da potersi tirare a sfoglia con il matterello&#8221;</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4261" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/11/PicMonkey-Image.jpg" alt="PicMonkey Image" width="900" height="450" />
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<div> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Save</a></span> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/easyrecipe-print/3972-0/" rel="nofollow" target="_blank">Print</a></span> </div>
<div>Torta salata con broccolo rapino viola, pancetta e pomodorini</div>
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<div> Autore:&nbsp;<span>Sandra</span></div>
<div> Tipo di ricetta:&nbsp;<span>Antipasti, Torta Salata</span></div>
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<div>&nbsp;</div>
</p></div>
<div>Dose per una teglia quadrata (22 X 22 cm)</div>
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<div>Cosa vi occorre:</div>
<ul>
<li>PER LA PASTA:</li>
<li>200 g di farina 00</li>
<li>2 cucchiai di vino bianco</li>
<li>erbe aromatiche miste (io erba cipollina, basilico e rosmarino)</li>
<li>1 cucchiaio di olio EVO</li>
<li>un pizzico di sale</li>
<li>50 ml di acqua</li>
<li>PER IL RIPIENO:</li>
<li>300 g di ricotta</li>
<li>3 cucchiai di pecorino fresco grattuggiato</li>
<li>1 uovo</li>
<li>abbondante pepe nero grattugiato</li>
<li>PER LA FARCITURA:</li>
<li>1 mazzetto di broccolo rapino viola</li>
<li>12 pomodorini datterini</li>
<li>2 fette di pancetta affumicata</li>
<li>un cucchiaio di semi di girasole</li>
<li>un filo di olio EVO</li>
</ul>
<div></div>
</p></div>
<div>
<div>Come si fa:</div>
<ol>
<li>Disponete la farina a fontana su un piano di lavoro, versate al centro il vino e il pizzico di sale. cominciate a impastare aggiungendo pian piano l&#8217;acqua. Appena l&#8217;impasto prende consistenza aggiungete anche le erbe aromatiche tritate</li>
<li>continuate a impastare fino a quando la pasta non è liscia e omogenea. Lasciatela riposare per 30 minuti, coperta da una ciotola</li>
<li>cuocete a vapore i rapini viola per &#8538; minuti e fateli raffreddare</li>
<li>in una scodella mescolate la ricotta con il pecorino, l&#8217;uovo e il pepe</li>
<li>trascorso il tempo di riposo, stendete l&#8217;impasto sottilmente e foderate lo stampo precedentemente unto con dell&#8217;olio di oliva</li>
<li>mettete dentro il ripieno di ricotta e disponete sulla superficie gli ingredienti per la farcitura secondo la vostra fantasia. Irrorate con un filo di olio. Io li ho messi formando dei piccoli rettangoli e in quello con i pomodorini a metà cottura ho aggiunto i semi di girasole</li>
<li>fate cuocere per circa 30 min in forno a 200°</li>
</ol>
<div></div>
</p></div>
<div>3.5.3226</div>
</p></div>
<p>
<strong><em>Link e Curiosità:</em></strong></p>
<ul>
<li>A proposito di broccoli, avete mai provato la <strong>&#8220;Brocamole&#8221;?</strong> Ve la consiglio come alternativa al gusto del più classico &#8220;Guacamole&#8221;. In pratica si abbina il broccolo all&#8217;avocado, ingrediente principale della versione classica, e il risultato è un sapore leggermente meno dolce. Ideale per accompagnare crostini di pane tostato come aperitivo. La trovate in questo video di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://video.corriere.it/brocamole-crema-broccoli-avocado-lime-coriandolo/f791d23a-e15f-11e5-86bb-b40835b4a5ca">Racconti di Cucina di Angela Frenda</a> . Io la proverò anche usando il broccolo rapino viola!</li>
<li>Se anche voi come me avete un debole per le torte salate amerete <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/Torte-salate-golose-ricette-sfida/dp/8858014871/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1479307779&amp;sr=8-1&amp;keywords=torte+salate+libro">questo libro</a> della collana <strong>MTChallenge</strong> edito da Gribaudo-Gruppo Feltrinelli (Dentro troverete anche una mia ricetta, ideale da fare in questo periodo in cui ci sono i carciofi!) . Vi avevo parlato del lancio del libro <strong>&#8220;Torte salate&#8221;</strong> in <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/tournati-le-torte-salate-lmtchallenge-tour/">questo post.</a>  Ideale anche come idea per qualche regalino da fare a <strong>Natale</strong>. Dentro troverete, a parte tutte le ricette gustosissime, dettagliate spiegazioni delle tecniche, sia per gli impasti che le farciture.</li>
<li>Il broccolo, oltre a essere ricco di <strong>sali minerali</strong> , <strong>vitamina C</strong> , <strong>B1 e B2</strong>, ha <strong>pochissime calorie.</strong> Solo 27 per 100g!</li>
<li>Uno dei lati negativi dei broccoli è invece l<strong>&#8216;odore</strong> non proprio piacevole che si diffonde per la casa quando si cucinano a causa dello zolfo che contengono&#8230; per evitarlo basta <strong>spemere un limone</strong> nell&#8217;acqua di cottura.</li>
</ul>
<p> </p>
<p> </p>
<div></div>
<p> </p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/3972-2/">La torta salata con il broccolo rapino viola e il fascino dei colori sui banchi del mercato</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La mia “Foody Experience” a H-Farm: la gioia di raccontare le nostre tradizioni con le mani in pasta</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 19:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[aver]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Foody Ambassador]]></category>
		<category><![CDATA[Foody Experience]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi ritrovo spesso, quando visito una nuova città, a osservare le finestre delle case e a provare un forte desiderio di valicare quelle mura. No, tranquilli. Non sono una ladra, né una curiosa patologica o una voyeur! Cerco di spiegarmi meglio. In una città, sia essa italiana o estera,  dopo aver passeggiato in lungo e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-mia-foody-experience-a-h-farm-la-gioia-di-raccontare-le-nostre-tradizioni-con-le-mani-in-pasta/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4202" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/PicMonkey-Image3.jpg" alt="PicMonkey Image3" width="800" height="800" /></p>
<p>Mi ritrovo spesso, quando visito una nuova città, a osservare le finestre delle case e a provare un forte desiderio di valicare quelle mura. No, tranquilli. Non sono una ladra, né una curiosa patologica o una voyeur!</p>
<p>Cerco di spiegarmi meglio. In una città, sia essa italiana o estera,  dopo aver passeggiato in lungo e in largo alla scoperta dei luoghi caratteristici, monumenti, musei, ristoranti e locali consigliati mi capita di sentire il forte desiderio di entrare in una casa, sedermi in cucina con la padrona di casa e, tra una chiacchiera e l’altra, preparare insieme un piatto locale. Adorerei farmi raccontare dove preferisce andare a comprare gli ingredienti e perché, se è un piatto legato alla storia del territorio, se ha una ricetta che gelosamente è stata tramandata per generazioni, chi glielo ha insegnato. Mi piacerebbe andare a comprare gli ingredienti e poi prepararlo con lei, proprio come lo farebbe per cena in un giorno qualsiasi.</p>
<p><span></span></p>
<p>Per me, come per tanti appassionati di cibo, la scoperta di un luogo passa anche attraverso la sua storia gastronomica, e molte volte ho sentito la mancanza di una presa di contatto diretta con qualcuno del luogo che me la raccontasse.</p>
<p>Ricordo bene che, nei casi più fortunati, in cui mi è capitato di trovare un ristorante poco affollato e lo chef con il tempo e la voglia di uscire fuori a fare due chiacchiere, ho portato a casa con me la bella sensazione di essere andata oltre quella che può essere la semplice scoperta e la degustazione di un ottimo piatto.   Ho riportato in valigia con me l’emozione di essere veramente entrata in contatto con il luogo, invece che esserne rimasta solo in superficie.</p>
<p>Quando Elena di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.foodyexperience.com/">Foody</a> mi ha invitata a incontrare un gruppetto di ospiti stranieri in visita in Italia per una convention (Oppi) per insegnare loro a fare la pasta fresca e raccontare della tradizione italiana in merito, mi sono per un attimo messa nei loro panni e ho immaginato quella voglia di “mettere le mani in pasta” insieme a una persona del luogo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4212" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/h-farm-ingresso.jpg" alt="h farm ingresso" width="800" height="400" /></p>
<p>Quella mattina sono andata a H Farm, dove li avrei incontrati, un po’ emozionata perché volevo mettercela tutta per lasciar loro  un ricordo piacevole e autentico di questa esperienza. <img class="aligncenter size-full wp-image-4203" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/PicMonkey-Image.jpg" alt="PicMonkey Image" width="800" height="800" /></p>
<p>Mi è piaciuto vederli così attenti e incuriositi quando raccontavo loro dei diversi tipi di grano che coltiviamo in Italia, del perché al sud si prepara maggiormente la pasta fresca con la semola di grano duro e al nord quella con la farina di grano tenero e uova; di come si forma la maglia glutinica, dei trucchetti da utilizzare per impastare a mano senza stancarsi troppo e così via.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4205" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/DSCF2966.jpg" alt="DSCF2966" width="800" height="533" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4204" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/H-FARM-COLLAGE-2.jpg" alt="H FARM COLLAGE 2" width="800" height="734" /></p>
<p>Eravamo partiti con l’intenzione di fare le orecchiette ma l&#8217;entusiasmo era tanto che, quasi come per gioco, siamo finiti a fare fusilli, strascinati e anche qualche nuovo formato inventato da uno dei partecipanti pieno di fantasia!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4213" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/20160923_122134.jpg" alt="20160923_122134" width="800" height="450" /></p>
<p>I momenti di pausa sono stati l&#8217;occasione per continuare il racconto delle nostre tradizioni.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4206" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/DSCF3017.jpg" alt="DSCF3017" width="800" height="533" /></p>
<p>Le ore trascorse insieme sono volate, creando nel gruppo quell&#8217;atmosfera di allegra complicità che penso solo il cibo riesce a creare così facilmente.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4209" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/DSCF3091.jpg" alt="DSCF3091" width="800" height="533" /></p>
<p>Ma scopriamo insieme i dettagli di questo bellissimo progetto facendoceli raccontare direttamente da <strong>Elena, </strong>CEO e Co-Founder di <strong>Foody</strong>:</p>
<p><strong>In poche parole Elena, cosa è Foody?</strong></p>
<p><em>L&#8217;Airbnb delle food and wine experiences! </em><em><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.foodyexperience.com/"><strong>Foody</strong></a> è la prima piattaforma che permette ai viaggiatori di organizzare, prenotare e vivere esperienze turistico enogastronomiche  al 100% locali insieme a chi locale lo è davvero!  </em></p>
<p><strong>Raccontaci come e da chi è nata l&#8217;idea di questo progetto?</strong></p>
<p><em>Io e Michele </em>(CTO e Co-Founder) <em>ci siamo conosciuti a Milano. All’epoca mi ero interessata al mondo delle startup grazie ad un corso di imprenditoria giovanile InnovAction Lab (<b><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.innovactionlab.org/">www.innovactionlab.org</a></span></b>) mentre Michele lavorava come Web Designer per una startup nel settore food. L’idea nasce una sera davanti ad un piatto di pasta, dalla volontà di creare qualcosa che potesse dare la possibilità a tutte le persone di scoprire e gustare i piatti delle nostre regioni. Come si sa si parte sempre da un’idea e da una visione comune, ma l’idea non basta bisogna essere uniti e nonostante gli alti e bassi crederci sempre e non mollare mai. Chi ha riposto fiducia in noi è stata anche una grande realtà del panorama startup italiano, H-Farm (<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.h-farm.com/">www.h-farm.com</a>), che ha selezionato <strong>Foody</strong> tra 600 progetti provenienti da tutta Europa. A ottobre 2015 è iniziata la nostra avventura nel programma di accelerazione. Esperienza incredibile, non solo da un punto di vista formativo e professionale ma anche dal punto di vista umano, una vera e propria immersione in un ambiente innovativo, dinamico e stimolante.</em></p>
<p><strong>Avete già un piano per accrescere il numero dei &#8220;local host&#8221; e dei &#8220;viaggiatori&#8221;? In pratica come far conoscere questa piattaforma in Italia e all&#8217;estero? </strong></p>
<p><em>Per quanto riguarda lo sviluppo di questa parte del business di <strong>Foody</strong> sarà molto importante la figura di quella che ci piace chiamare il &#8220;<strong>Foody Ambassador</strong>&#8220;.</em></p>
<p><em> Avrà l&#8217;opportunità di farsi portatore dell&#8217;identità dell&#8217;azienda, di poter creare a sua volta contenuto rappresentando il suo territorio e le diverse esperienze enogastronomiche che nel suo territorio si possono vivere. L&#8217; Ambassador può essere una figura chiave sia per reclutare nuovi <strong>local host</strong> sia <strong>viaggiatori.</strong> In aggiunta sarà importante il coinvolgimento di <strong>Food e Travel blogger</strong> italiani e stranieri sia per un discorso di notorietà che di affidabilità e fiducia che i loro followers ripongono in loro. Per il primo anno di vita infatti il nostro obiettivo è quello di posizionarci nel modo piu completo possibile sul territorio italiano per poi iniziare l&#8217;espansione anche all&#8217;estero.</em></p>
<p><strong>Elena, come farete a valutare,  e quindi assicurare un alto standard di qualità dei &#8220;local host&#8221; ?</strong></p>
<p><em> La <strong>&#8220;Foody validation</strong>&#8220;, come la chiamiamo noi, è un elemento fondamentale che sarà presente come informazione all&#8217;interno del profilo  dell&#8217;utente. Si valuta la persona da un punto di vista di dati, come avviene anche nelle altre piattaforme, quindi nulla di nuovo, ma  anche in questa fase sarà sempre più utile la figura del <strong>Foody Ambassador</strong> locale, una persona di nostra fiducia, che come un talent scout si occuperà di selezionare e validare i local host che si iscrivono su Foody.</em></p>
<p><em> In ogni caso il Team di Foody è sempre presente a sostegno dei local host che, dopo aver effettuato l&#8217;iscrizione in modo gratuito sulla nostra piattaforma, decideranno di pubblicare la propria offerta. Ultimo ma non per importanza è il sistema di feedback e votazioni che gli utenti si potranno dare e ricevere a vicenda. Questo è il sistema su cui si basa la sharing economy, la possibilità di poter creare una reputazione online all&#8217;interno della community. Sarà un elemento centrale della piattaforma di Foody.</em></p>
<p><strong>Ci sono dei limiti normativi per le persone che vorranno iscriversi come &#8220;local host&#8221;? Devono poter emettere delle ricevute o avere una assicurazione particolare? </strong></p>
<p><em>I <strong>local host</strong> non dovranno emettere ricevute, a questo ci pensiamo noi. Come per tutte le piattaforme che basano il loro business sulla sharing economy ad oggi c&#8217;è un limite massimo di 5 mila euro oltre i quali bisognerà avere una partita iva in quanto superato tale ammontare si ritiene che l&#8217;attività non è più occasionale. Ad oggi è presente in parlamento una proposta di legge relativa alla sharing economy che vuole innalzare tale limite massimo dai 5 mila euro di oggi a un ammontare di 10 mila euro.</em></p>
<p><strong>Dovessi descrivere l&#8217;unicità di questo progetto rispetto ad altri che offrono più o meno le stesse opportunità, cosa evidenzieresti?</strong></p>
<p><em>Ad oggi nel mercato, nello specifico,  non ci sono piattaforme di turismo enogastronomico che aggregano domanda e offerta di questo tipo nel modo che vogliamo fare noi, ci sono invece piattaforme che si occupano di turismo esperienziale in senso lato al cui interno rientra anche un&#8217;offerta food. Quello che manca è proprio un punto di riferimento online per le persone che vogliono organizzare e prenotare in modo semplice e veloce esperienze enogastronomiche, un aggregatore quindi della domanda e dell&#8217;offerta che se solo pensiamo all&#8217;italia è molta ma disaggregata e non omogenea. Mi riferisco già a tutte quelle persone che nel proprio territorio organizzano in modo autonomo e indipendente esperienze o tour enogastronomici per esempio. Grazie a Foody avrebbero anch&#8217;essi un punto di riferimento e una vetrina autorevole online, proprio come succede oggi con Airbnb.</em></p>
<p><strong>Esiste qualche &#8220;case history&#8221; di successo all&#8217;estero di un progetto simile che vorresti raccontare?</strong></p>
<p><em>Di realtà estere che si occupano di turismo esperienziale una su tutte è <strong>Withlocals</strong>. E&#8217; una bella realtà che mi piace sempre prendere a esempio, è stata la pioniera nel settore ed è ramificata sopratutto nel territorio del sud est asiatico. Nasce in Olanda e ad oggi dopo una serie di investimenti si è trasferita a San Francisco come molti fanno. Ad oggi anche Airbnb sulla falsa riga di Withocals si sta lanciando a offrire un servizio aggiuntivo di turismo esperienziale. Io penso che <strong>Foody</strong> però ha un grande vantaggio competitivo che è quello di partire da un grande mercato di eccellenza se si parla di turismo e di enogastronomia che è proprio l&#8217;italia. <strong>W l&#8217;italia paese amato e sognato da tutti! </strong>E&#8217; nostro compito essere fieri delle nostre origini per questo partiamo da qua.</em></p>
<p>Un progetto che mi piace molto e che spero aiuterà a divulgare ancora di più il nostro immenso patrimonio enogastronomico!</p>
<p>Quindi un grosso in bocca al lupo <strong>Foody</strong>! (crepi il lupo&#8230;)</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4216" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/logo1.png" alt="logo1" width="253" height="179" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/la-mia-foody-experience-h-farm-la-gioia-raccontare-le-nostre-tradizioni-le-mani-pasta/">La mia &#8220;Foody Experience&#8221; a H-Farm: la gioia di raccontare le nostre tradizioni con le mani in pasta</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tapas con baccalà e la felicità di essere padrona del proprio tempo!</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/tapas-con-baccala-e-la-felicita-di-essere-padrona-del-proprio-tempo/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2016 17:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Baccal]]></category>
		<category><![CDATA[Il Colore]]></category>
		<category><![CDATA[MONTADITO]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[salvia]]></category>
		<category><![CDATA[stoccafisso]]></category>
		<category><![CDATA[Tapas]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente all’aria aperta, mi godo l’aria frizzante che entrando dalle narici sembra diffondere una ventata di energia a tutto il corpo. Ore di fila seduta ad ascoltare parole che si ripetono all’infinito rotolando su se stesse senza arrivare da nessuna parte. Riflettermi in occhi sbarrati che sembrano stupirsi dell’ovvio. Osservare volti deformati da smorfie per&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tapas-con-baccala-e-la-felicita-di-essere-padrona-del-proprio-tempo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4239" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/002b.jpg" alt="002b" width="800" height="1208" /></p>
<p>Finalmente all’aria aperta, mi godo l’aria frizzante che entrando dalle narici sembra diffondere una ventata di energia a tutto il corpo. Ore di fila seduta ad ascoltare parole che si ripetono all’infinito rotolando su se stesse senza arrivare da nessuna parte. Riflettermi in occhi sbarrati che sembrano stupirsi dell’ovvio. Osservare volti deformati da smorfie per rimarcare che l’ovvio non può essere recepito solo con le sensazioni, va dimostrato con numeri e formule. Assistere impotente all’evoluzione di cose estremamente semplici in cose complicatissime.</p>
<p>Cammino scaldandomi il cuore con i caldi colori che le natura mi regala. Calpesto ogni foglia, e al posto di ognuna di essa vorrei ci fosse uno dei momenti inutili vissuti questa settimana. Ascolto il rumore dei miei passi e lo preferisco alle tante parole vuote che ho ascoltato.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4237" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/026.jpg" alt="026" width="800" height="530" /></p>
<p><span></span>L’aria stasera profuma di muschio e di legna bruciata. Cade qualche goccia sottile, mi piace. Mi accorgo che sto sorridendo. E’ tutto così lontano. Sono qui, padrona del mio tempo, dei miei spazi. Non ho bisogno di nessuna analisi o numero a dimostrazione del fatto che quella che sento è felicità. <em>“Yes, It’s only  my feeling. </em><em>And my feeling now is happiness “</em>.</p>
<p>A completamento di questo stato di benessere, tornata a casa mi sono finalmente dedicate alla preparazione delle <strong>tapas</strong> e specialmente alla loro degustazione! Una cena sfiziosa accompagnata da un ottimo Soave classico (<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lebattistelle.it/">Le Battistelle</a>).</p>
<p>Una sfida particolarmente sfiziosa quella proposta da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://ilcoloredellacurcuma.blogspot.it/2016/10/per-questo-mtc-se-va-de-tapas_5.html">Mai Esteve del blog <strong>Il Colore della Curcuma</strong></a><b> </b>per l’ <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/10/05/mtc-60-la-ricetta-della-sfida/">MTChallenge N. 60</a> : </strong>le Tapas<strong>.</strong></p>
<p>Il termine <strong>tapas</strong> definisce l’insieme infinito di stuzzichini serviti nei locali spagnoli per acccompagnare una bibita, spesso un bicchiere di vino. E&#8217; usanza in Spagna  passare da un locale all&#8217;altro e, anzichè gustare le Tapas come aperitivo (come facciamo spesso in Veneto con i cosiddetti &#8220;<em>cicchetti&#8221;</em>), farne un vero e proprio pranzo o cena. E&#8217; infatti molto diffuso il modo di dire &#8220;<em>vamos a tapear</em>&#8221; che non è altro che una maniera simpatica per consumare un pasto completo saltando da un locale all&#8217;altro mangiando tapas in buona compagnia.</p>
<p>Come spiegato nel regolamento di questa sfida, le tapas sono state divise in tre grandi categorie:</p>
<ul>
<li><strong>Tapas</strong>  intese come piccola porzione di un piatto intero, da mangiare con le posate, preferibilmente seduti</li>
<li><strong>Montadito</strong>, crostini o panini mignon da farcire secondo fantasia</li>
<li> <strong>Pinchos</strong>, veri e propri finger food, da infilzare con uno stuzzicadenti e da mangiare anche in piedi al bancone del locale</li>
</ul>
<p>Altra regola della sfida era quella di avere un filo conduttore che legasse tra di loro le tre ricette.</p>
<p>Io ho scelto come filo conduttore quello del baccalà, preparando le seguenti ricette:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4234" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/PicMonkey-Image-1.jpg" alt="PicMonkey Image" width="800" height="572" /></p>
<p><span><strong>TAPAS</strong></span>:</p>
<p><strong>&#8220;Bacalao&#8221; alla portoghese</strong></p>
<p>Avendo scelto il tema del baccalà non potevo non ispirarmi a una ricetta portoghese! Il baccalà infatti è talmente diffuso in <strong>Portogallo</strong> che sembra esista una ricetta diversa per ogni giorno dell’anno ad esso dedicata. Nel 1500, quindi durante il periodo dei grandi viaggi ed esplorazioni, i portoghesi avevano fatto propria l’abitudine di pescare grosse quantità di merluzzo nei mari del nord Europa, e di conservarlo con il metodo della salatura.</p>
<p>Questo permetteva di consumarlo anche dopo molto tempo, e quindi di farne grandi scorte. Il baccalà diventò presto uno degli alimenti più diffusi nel paese, da qui l’esigenza di trovare quante più ricette possibili per evitare il rischio della noia nel mangiarlo così spesso.</p>
<p><strong>Cosa ti occorre:</strong></p>
<p>Dosi per 4 persone</p>
<ul>
<li>½ kg di baccalà precedentemente ammollato</li>
<li>½ lt di latte</li>
<li>300 g di patate</li>
<li>100 g olive nere ( io quelle di Gaeta)</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>1 spicchio di aglio</li>
<li>6 cucchiai di olio EVO</li>
<li>peperoncino piccante</li>
<li>4 cucchiai di pane grattuggiato</li>
</ul>
<p><strong>Come si fa:</strong></p>
<ol>
<li>Fate bollire il baccalà nel latte per circa 10 minuti. Spellatelo,  eliminate eventuali lische e tagliatelo a fettine di circa un cm di spessore. Nel frattempo fate bollire anche le patate con la buccia contando sempre una decina di minuti da quando l’acqua inizia a bollire</li>
<li>Scolate il baccalà. Una volta raffreddate le patate, sbucciatele e tagliatele  fette di circa ½ cm di spessore.</li>
<li>In una pentola fate soffriggere nell’olio le cipolle affettate , lo spicchio d’aglio e il peperoncino. Unite quindi il baccalà e le olive denocciolate,  girate e fate insaporire per qualche minuto.</li>
<li>In un tegame di terracotta ( io ne ho usati 4 piccoli in maniera da avere già le singole porzioni da tapas), mettete uno strato di patate, uno di baccalà e così via fino a concludere con le patate . Completate con  una spolverata di pane grattugiato e un filo d’olio e infornate per circa 15 minuti a 200°. Negli ultimi minuti io ho anche acceso il grill per un po’ di gratinatura. Un piatto ottimo da gustare tiepido e ancora più buono se mangiato il giorno dopo!</li>
</ol>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4232" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/PicMonkey-Image3-1.jpg" alt="PicMonkey Image3" width="800" height="573" /></p>
<p><span><strong>MONTADITO</strong></span>:</p>
<p><strong>Crostini con baccalà mantecato</strong></p>
<p>In tutta Italia si definisce <strong>baccalà</strong> il merluzzo conservato tramite <strong>salagione</strong> e <strong>stoccafisso</strong> quello conservato per<strong> essiccamento</strong>. Si fa eccezione nell&#8217;area del Triveneto dove in quasi tutte le ricette viene comunemente usato lo stoccafisso chiamandolo però baccalà!</p>
<p><strong>Cosa ti occorre:</strong></p>
<p>Dose per 4 persone</p>
<ul>
<li>500 g di stoccafisso gia ammollato e pulito</li>
<li>120 g di olio</li>
<li>sale e pepe qb</li>
<li>1/2 spicchio di aglio (se piace)</li>
<li>fettine di pane tostato o polenta per servire</li>
</ul>
<p><strong>Come si fa:</strong></p>
<ol>
<li>Fate cuocere il baccalà per 20 minuti in acqua bollente. Scolatelo e mantecatelo in un frullatore unendo l&#8217;olio a filo fino a ottenere una crema (se piace frullate anche l&#8217;aglio)</li>
<li>regolate di sale e pepate secondo gusto. La dose di olio potrebbe aumentare se il baccalà lo richiede. Nel caso, per non usare troppo olio potete aggiungere qualche cucchiaio di brodo vegetale</li>
<li>servite ben freddo su fettine di pane tostato o polenta abbrustolita</li>
</ol>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4233" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/PicMonkey-Image2.jpg" alt="PicMonkey Image2" width="800" height="575" /></p>
<p><strong>PINCHOS:</strong></p>
<p><strong>Baccalà e salvia in tempura</strong></p>
<p>Il filetto di baccalà fritto è un piatto della cucina romana tradizionalmente servito come antipasto alla vigilia di Natale ma ora diffuso tutto l&#8217;anno. In genere la pastella si fa utilizzando farina 00,  acqua frizzante o birra e spesso del lievito.</p>
<p>A me piace molto fatto in stile &#8220;tempura&#8221;,  quindi con la pastella fatta semplicemente utilizzando farina di riso e acqua frizzante, che crea una crosticina leggerissima e croccante!</p>
<p><strong>Cosa ti occorre:</strong></p>
<p>Dose per 4 persone:</p>
<ul>
<li>200 g di baccalà già ammolato</li>
<li>20 foglie di salvia grandi</li>
<li>100 g di farina di riso</li>
<li>150ml di acqua frizzante ghiacciata</li>
<li>olio per friggere</li>
<li>sale</li>
</ul>
<p><strong>Come si fa:</strong></p>
<ol>
<li>Tamponate i filetti di baccalà tra due fogli di carta da cucina e tagliateli a pezzettini (io li ho fatti di un paio di centimetri)</li>
<li>in una ciotola mettete la farina di riso e aggiungete acqua frizzante molto fredda. Mescolate bene con una piccola frusta . Consiglio di aggiungere l&#8217;acqua poca per volta in maniera tale da regolarvi sulla consistenza della pastella che deve essere fluida ma non troppo liquida</li>
<li>in un pentolino dai bordi alti aggiungete abbondante olio e portatelo a temperatura (l&#8217;ideale per la frittura è 180°). Immergete i pezzi di baccalà e le foglie di salvia ben lavate e asciugate nella pastella.</li>
<li>fate cuocere prima la salvia per 2/3 minuti e, quando avrete fritto tutte le foglie, iniziate con il baccalà friggendo i pezzetti per circa 4/5 minuti. Friggetene pochi per volta per non fare abbassare la temperatura dell&#8217;olio  e girateli di tanto in tanto  (la pastella non dovrà scurirsi troppo)</li>
<li>salate a piacere e servite infilzando su uno stuzzicadenti prima una folgia di salvia e sopra un pezzetto di baccalà</li>
</ol>
<p>Con queste ricette partecipo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/10/05/mtc-60-la-ricetta-della-sfida/" target="_blank">all</a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/10/05/mtc-60-la-ricetta-della-sfida/">’MTC N. 60</a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/10/05/mtc-60-la-ricetta-della-sfida/" target="_blank"> </a>–  di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/10/05/mtc-60-la-ricetta-della-sfida/">Mai</a> – Las Tapas</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4229" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/10/14563529_10210306117636683_9089769490143455314_n-300x143.jpg" alt="14563529_10210306117636683_9089769490143455314_n-300x143" width="300" height="143" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/tapas-baccala-la-felicita-padrona-del-tempo/">Tapas con baccalà e la felicità di essere padrona del proprio tempo!</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		<title>Gnocchi d’autunno</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 17:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ce]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[San Zeno]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli gnocchi sono stati probabilmente uno dei primi tipi di pasta casalinga, ottenuti semplicemente staccando pezzeti da un semplice impasto di acqua e farina e cuocendoli in acqua salata bollente. Ce ne sono, nelle diverse regioni d&#8217;Italia, innumerevoli varianti di cui forse una delle più conosciute e apprezzate è quella degli gnocchi di patate che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gnocchi-dautunno/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4163" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/015ok-678x1024.jpg" alt="015ok" width="678" height="1024" /></p>
<p>Gli <strong>gnocchi</strong> sono stati probabilmente uno dei primi tipi di pasta casalinga, ottenuti semplicemente staccando pezzeti da un semplice impasto di acqua e farina e cuocendoli in acqua salata bollente. Ce ne sono, nelle diverse regioni d&#8217;Italia, innumerevoli varianti di cui forse una delle più conosciute e apprezzate è quella degli gnocchi di patate che oggi ho preparato in veste &#8220;autunnale&#8221;.</p>
<p>L&#8217;origine degli <strong>gnocchi di patate</strong> risale al periodo in cui iniziò l&#8217;importazione delle patate dall&#8217;America, quindi orientativamente al XVI secolo. Come sempre accade l&#8217;arrivo di un ingrediente nuovo stimola immediatamente la fantasia per il suo possibile utilizzo! Fu così che dai semplici gnocchi ottenuti impastando acqua, farina e sale, ci si ingegnò ed aggiungendo patate cotte nell&#8217;impasto si ottenne  una versione  più morbida e saporita e  anche più sostanziosa , dote questa molto apprezzata in quei tempi nelle case contadine.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4166" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/018.jpg" alt="018" width="722" height="478" /></p>
<p><span></span>Da piatto povero nato nelle case contadine, da cui spesso nascevano le basi per le nuove ricette (la necessità aguzza l&#8217;ingegno&#8230;) si elevò presto a piatto raffinato nelle cucine dei nobili.</p>
<p>Gli gnocchi sono diffusissimi in Veneto e costituiscono  il piatto tipico del carnevale veronese; da molti secoli qui si festeggia il &#8220;<strong>Bacanal del Gnoco</strong>&#8221; durante il quale carri allegorici sfilano per il centro della città arrivando nel quartiere di <strong>San Zeno</strong> dove avviene l&#8217;elezione del &#8220;Papà del Gnoco&#8221;. Se avete voglia vi consiglio di leggere <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.verona.net/it/storia/gnocchi_di_patate.html">QUI</a> la leggenda relativa alla nascita di questa storica e allegra tradizione veronese.</p>
<p>Personalmente non sono un&#8217; amante degli gnocchi, o meglio, diciamo che quando mi si offre l&#8217;alternativa tra un piatto di gnocchi e uno di pasta in genere la mia scelta cade su quest&#8217;ultimo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4168" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/PicMonkey-Image-2.jpg" alt="PicMonkey Image" width="800" height="593" /></p>
<p>L&#8217;altro giorno però,  mentre guidavo per tornare a casa e pianificavo mentalmente i tempi e la lista della spesa da fare, ammetto che la voglia di farli e soprattutto  di mangiarli mi è decisamente venuta! D&#8217;istinto ho pensato che avrei fatto gli <strong>gnocchi alla sorrentina:</strong> pomodoro, mozzarella filante e tanto basilico! Un piatto i cui profumi mi riportano all&#8217;estate. La pioggia fitta sul parabrezza e il suo tipico odore mi ha riportato alla realtà facendomi immediatamente percepire il contrasto tra quel piatto estivissimo e la realtà del clima!</p>
<p>La mia scelta ha virato subito su un piatto adatto a festeggiare l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno,  quindi il cestino della spesa si è riempito di zucca e di funghi, i primi che mangio quest&#8217;anno!</p>
<p>E allora, benvenuto autunno, stagione che in punta di piedi già da un po&#8217; di giorni faceva sentire il suo arrivo: le piogge improvvise, l&#8217;aria fresca al mattino, le ore di luce che diminuiscono ogni giorno un pochino di più e  il piacere di starsene di più in casa&#8230;</p>
<p>Le indicazioni che ho riportato nella ricetta sono quelle di AnnaRita Rossi del blog <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://ilboscodialici.blogspot.it/2016/09/gli-gnocchi-per-lmtc-59.html">Il bosco di alici</a> </strong>e che si sono rivelate essere perfette!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4178" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/PicMonkey-Image2.jpg" alt="PicMonkey Image2" width="800" height="800" /></p>
<p>Con questa ricetta partecipo al contest di<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/09/05/mtc-59-la-ricetta-della-sfida/"> Mtc n. 59</a></strong> “Gli gnocchi”</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4173" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/banner_sfidadelmese59-768x367-1-300x143.jpg" alt="banner_sfidadelmese59-768x367" width="300" height="143" /></p>
<p><strong>Cosa ti occorre:</strong></p>
<p>(dose per 4 persone)</p>
<ul>
<li>600 g di patate rosse</li>
<li>180 g di farina 00</li>
<li>un pizzico di sale</li>
</ul>
<p>Per il condimento:</p>
<ul>
<li>400 g di polpa di zucca Hokkaido</li>
<li>qualche cucchiaio di latte</li>
<li>un cipollotto</li>
<li>300 g di misto funghi finferli e porcini</li>
<li>uno spicchio di aglio</li>
<li>due fette di pancetta affumicata</li>
<li>un pizzico di peperoncino</li>
<li>olio EVO, sale qb</li>
<li>qualche foglia di nepitella o di mentuccia</li>
</ul>
<p><strong>Come si fa:</strong></p>
<ol>
<li>Lavate le patate e mettetele intere e con la buccia a cuocere in acqua fredda. Scegliete patate delle stesse dimensioni in modo da avere una cottura uniforme. Dopo circa 30/40 min (dipende dalla dimensione delle patate) saranno cotte. Controllate la cottura infilando dentro una patata i rebbi di una forchetta che dovrà arrivare al centro senza trovare resistenza.</li>
<li>Appena pronte scolatele e sbucciatele. Passatele al passaverdure o allo schiacciapatate ancora calde direttamente sul piano da lavoro. Allargate le patate schiacciate con un tarocco in modo da far uscire tutto il vapore residuo. A questo punto aggiungere il sale e la farina poco per volta e iniziare a impastare. E’ consigliabile impastare il meno possibile altrimenti gli gnocchi diventeranno duri. La farina dovrebbe essere il 25% &#8211; 30% rispetto alle patate ma può dipendere da molti fattori.</li>
<li>Meno farina richiedono le patate e meglio è in quanto  gli gnocchi saranno più morbidi.</li>
<li>Una volta formata una pagnotta tagliatene dei pezzi con i quali ricavare dei filoncini che allungherete con le mani, facendoli roteare sulla spianatoia fino allo spessore di circa 1.5 cm poi tagliateli in gnocchi di circa 2 cm. Passate ogni gnocco sull&#8217;apposito &#8220;rigagnocchi&#8221; (va benissimo anche usare i rebbi di una forchetta o una grattuggia), esercitando con il pollice una certa pressione farli scorrere dall’alto verso il basso per fargli assumere  la caratteristica rigatura l’incavo sul retro che accoglierà il sugo.</li>
<li>Non li infarinate troppo altrimenti risulteranno appiccicosi, eventualmente usate della farina di riso che in acqua si scioglie completamente</li>
</ol>
<p>Per il condimento:</p>
<ol>
<li>Fate soffriggere in un pentolino il cipollotto tagliato a fettine con l&#8217;olio. Appena diventa trasparente aggiungete la polpa della zucca tagliata a dadini e un paio di dita di acqua. Fate cuocere per circa 10/15 min, fino a quando la zucca non risulta essere morbida. Aggiungete qualche cucchiaio di latte e frullate fino a ottenere una crema liscia</li>
<li>pulite i funghi, tagliateli e metteteli in padella dove avete fatto soffriggere l&#8217;aglio con un paio di cucchiai di olio extra vergine d&#8217;oliva</li>
<li>Salate e saltateli a fuoco vivace per 4/5 minuti</li>
<li>Cuocete gli gnocchi in acqua bollente salata fino a quando non vengono a galla e spadellateli molto velocemente con i funghi</li>
<li>Mettete un paio di cucchiai di crema di zucca sul fondo di ogni piatto, adagiate sopra gli gnocchi ai funghi e completate con qualche striscetta di pancetta affumicata croccante e una fogliolina di nepitella oppure di mentuccia</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/gnocchi-dautunno/">Gnocchi d&#8217;autunno</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cous cous alla gardese con filetti di lavarello</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/cous-cous-alla-gardese-con-filetti-di-lavarello/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/cous-cous-alla-gardese-con-filetti-di-lavarello/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Sep 2016 18:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Garda Cooking Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Garda Costaripa]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[pesche]]></category>
		<category><![CDATA[rucola]]></category>
		<category><![CDATA[zafferano]]></category>

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		<description><![CDATA[Per associazione di idee, se qualcuno mi dice pesce, io rispondo mare. Eppure io ho iniziato a mangiare ed apprezzare il pesce, fino ad innamorarmene, solo quando sono venuta ad abitare vicino al lago di Garda. Sono nata e vissuta, fino a metà della mia vita, con il riflesso del mare negli occhi. Il mare&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cous-cous-alla-gardese-con-filetti-di-lavarello/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4132" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/029-678x1024.jpg" alt="029" width="678" height="1024" />Per associazione di idee, se qualcuno mi dice pesce, io rispondo mare. Eppure io ho iniziato a mangiare ed apprezzare il pesce, fino ad innamorarmene, solo quando sono venuta ad abitare vicino al lago di Garda.</p>
<p>Sono nata e vissuta, fino a metà della mia vita, con il riflesso del mare negli occhi. Il mare era la prima cosa che si offriva alla mia vista al mattino appena sveglia e che mi accompagnava fino a sera.</p>
<p>D’estate, finita la scuola, io mia sorella e mia mamma, passavamo le nostre giornate sulla spiaggia di fronte all&#8217;isoletta della Gaiola, a Posillipo,  a cui arrivavamo dopo una buona mezz’ora di cammino da casa. Una passeggiata tanto piacevole da fare in discesa, con il fresco del mattino, quanto impegnativa al ritorno dopo un&#8217;intera giornata si sole e di nuotate!</p>
<p>Il sabato e la domenica invece cambiavamo percorso e spiaggia e ad accompagnarci era mio padre. La spiaggia era quella di Trentaremi, proprio sotto casa nostra. Vi si accedeva solo via mare, oppure tramite  uno stretto sentiero selvaggio attraverso la collina e un piccolo tratto da fare nel semibuio della grotta di Seiano. Noi ci arrivamamo a piedi via terra. Scendere li al mattino presto, trovare la spiaggia ancora deserta con il suono lieve dello sciabordio dell’acqua sulla riva  come unico rumore in sottofondo è un ricordo che mi prende alla pancia e che custodisco gelosamente tra quelli più cari.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4133" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/020.jpg" alt="020" width="800" height="530" /></p>
<p><span></span>Quando ho lasciato Posillipo per trasferirmi a Verona, il primo pensiero era stato quello che avrei sentito  enormemente la mancanza del mare. Il suo rumore, il suo scintillio, la salsedine che nei giorni di vento si appiccicava sulla pelle e entrava nelle narici&#8230;</p>
<p>Avevo però subito contrastato questa tristezza con la gioia di avere vicino il lago di Garda, a cui pian piano mi sono tanto affezionata.</p>
<p>Il pesce sulla tavola di mia madre, specie in estate,  non mancava mai. Eppure io  non lo amavo affatto. Il paradosso è che ho iniziato solo qualche anno, quando da tempo non abitavo più al mare ad apprezzarlo!</p>
<p>Essere stata scelta, insieme ad altre 40 blogger, per partecipare al contest <strong>“Il lago in padella”, </strong>all’interno della manifestazione <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.gardacookingcup.com/index.php">Garda Cooking Cup</a>, </strong> mi ha particolarmente fatto piacere e intrigato la fantasia nella realizzazione della ricetta.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4137" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/Garda-Cooking-Cup.jpg" alt="Garda-Cooking-Cup" width="800" height="450" /></p>
<p><strong>Garda Cooking Cup</strong>, alla sua prima edizione,  è una manifestazione che si terrà <strong>Sabato 24 e Domenica 25 Settembre</strong> nella città di<strong> Salò (BS)</strong> e che coinvolgerà la vela amatoriale, la cucina di qualità e le eccellenze del territorio. In pratica quaranta barche, con cucina e forno a bordo, si sfideranno sul campo di regata, nel golfo di Salò, mentre i cuochi sottocoperta si cimenteranno nella preparazione del piatto e del dessert, da sottoporre alla valutazione della giuria.</p>
<p>Il contest <strong>“Il Lago in padella”</strong>,  indetto <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.aifb.it/"><strong>dall’AIFB Associazione Italiana Foodblogger</strong></a>, e a cui partecipo con questa ricetta prevedeva la creazione di un piatto che avesse come protagonista il pesce di lago abbinato ad almeno due dei prodotti di eccellenza del territorio del Garda che ci sono stati recapitati.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4135" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/008.jpg" alt="008" width="800" height="530" /></p>
<p>Sei le eccellenza tra cui scegliere: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.oliogiacomini.com/prodotti.html">i capperi di Gargnano</a> dell&#8217;azienda agricola Giacomini, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.oliogiacomini.com/prodotti.html">l’olio extra vergine biologico monovarietale Casaliva</a>, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://costaripa.it/rosamara/">il chiaretto del Garda Costaripa</a>, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.farinedelgarda.it/">la farina gialla di Bedizzole,</a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.bagossbagolino.it/"> il formaggio Bagoss,</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.zafferanodipozzolengo.it/home.html">lo zafferano di Pozzolengo.</a></p>
<p>In questo <strong>“Cous cous alla gardese”</strong> ho pensato di abbinare i filetti di lavarello (chiamato anche coregone) al cous cous profumato dal fumetto di pesce lacustre e zafferano,  traendo ispirazione da uno dei più famosi piatti della cucina siciliana, il &#8220;cous cous alla trapanese” in cui il cous cous però si imbeve e si profuma con il sapore del pesce di mare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4134" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/015pesce.jpg" alt="015pesce" width="800" height="530" /></p>
<p>Per esaltare il gusto delicato del pesce l&#8217;ho abbinato a due salse dal sapore deciso ma contrapposto: la prima in cui spicca la dolcezza della pesca gialla con il basilico e la seconda in cui la sapidità del cappero, unita alla rucola, diventa particolarmente stuzzicante.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4136" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/09/037-679x1024.jpg" alt="037" width="679" height="1024" /></p>
<p>Cosa ti occorre:</p>
<p>(dose per 4 persone)</p>
<ul>
<li>2 lavarelli (da circa 500 g l&#8217;uno)</li>
<li>1/2 bicchiere di <strong>chiaretto del Garda Costaripa</strong></li>
<li>1 costola di sedano</li>
<li>1 carota</li>
<li>1/2 cipolla</li>
<li>250 g di cous cous</li>
<li>1 falda di peperone giallo</li>
<li>1 falda di peperone rosso</li>
<li>1 zucchina</li>
<li>1 g di <strong>zafferano purissimo di Pozzolengo</strong></li>
<li>qualche filo di erba cipollina</li>
<li>3 cucchiai di <strong>olio extra vergine del Garda DOP Casaliva</strong></li>
<li>sale qb</li>
</ul>
<p>Come si fa:</p>
<ol>
<li>Lavate i lavarelli, apriteli a metà con un coltellino affilato e ricavatene i filetti</li>
<li>mettete le teste e le lische insieme alla costa di sedano, la carota e la cipolla sbucciata in acqua fredda salata (circa 500 ml) e fate cuocere a fuoco basso per circa 30 minuti</li>
<li>filtrate il fumetto ottenuto e tenetene da parte 250 ml + una mezza tazzina da caffè in cui sbriciolerete con le mani i pistilli di zafferrano lasciandoli circa 20 minuti in ammollo (il fumetto in cui metterete lo zafferano dovrà essere caldo ma non bollente)</li>
<li>mettete il cous cous in una pentola, aggiungete i 250 ml di fumetto bollente, un cucchiaio di olio e il fumetto con lo zafferano. Coprite e lasciate riposare per 10 minuti.</li>
<li>tagliate  a brunoise la zucchina e le falde di peperone e fatele saltare in padella a fuoco vivace con un cucchiaio di olio, regolate di sale e fate cuocere per qualche minuto. Devono rimanere abbastanza croccanti</li>
<li>sgranate il cous cous con una forchetta, aggiungete le verdure saltate in padella, una noce di burro e fate cuocere ancora per circa 2/3 minuti</li>
<li>mettete 2 cucchiai di olio in un padella, adagiatevi i filetti di lavarello dalla parte della pelle e fate cuocere per circa 2 minuti, aggiungete il vino, fate sfumare, girate i filetti, salate  e continuate la cottura per altri 3 minuti. Togliete dalla padella e lasciate i filetti in caldo</li>
<li>in ogni piatto da portata mettete al centro un coppapasta, riempitelo di cous cous facendo una leggera pressione con l&#8217;aiuto di un cucchiaio in maniera da formare un cilindro. Appena il coppapasta  è pieno fino all&#8217;orlo sfilatelo delicatamente  e continuate allo stesso modo  con gli altri piatti</li>
<li>adagiate su ogni cilindo di cous cous due parti di filetto di lavarello legandole con un filo di erba cipollina</li>
<li>servite accompagnato da un cucchiaio di salsa di pesche gialle e un cuchiaio di salsa di rucola</li>
</ol>
<p><strong>Per la salsa di pesche gialle</strong>:</p>
<ul>
<li>1 pesca gialla ben soda (io ho usato una pesca percoca)</li>
<li>4 foglie di basilico</li>
<li>1 cucchiaio di succo di limone</li>
</ul>
<p>Frullate la polpa della pesca con il basilico e il succo di limone fino ad avere la consistenza di una crema</p>
<p><strong>Per la salsa di rucola e capperi:</strong></p>
<ul>
<li>80 g di rucola</li>
<li>1 cucchiaio di<strong> capperi di Gargnano</strong></li>
<li>1 cucchiaino di pinoli</li>
<li><strong>olio extra vergine del Garda DOP Casaliva </strong>qb</li>
</ul>
<p>Sbollentate per un minuto la rucola e frullatela con i pinoli, l&#8217;olio e i capperi che avrete tenuto precedentemente a bagno per una decina di minuti</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/cous-cous-gardese-filetto-lavarello/">Cous cous alla gardese con filetti di lavarello</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		<title>La pizza napoletana verace</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2016 16:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella]]></category>
		<category><![CDATA[teglia]]></category>

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		<description><![CDATA[La pizza è uno di quei piatti che sicuramente preferisco mangiare in pizzeria e non fare a casa. I motivi sono principalmente due : ammetto che a casa non mi è mai venuta buona come in pizzeria; fare la pizza a casa vuol dire avere tempo da dedicare ai suoi tempi (quelli della pizza!). Anche&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-pizza-napoletana-verace/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4098" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/001pizza-margherita-678x1024.jpg" alt="001pizza margherita" width="678" height="1024" /></p>
<p><strong>La pizza</strong> è uno di quei piatti che sicuramente preferisco mangiare in pizzeria e non fare a casa. I motivi sono principalmente due : ammetto che a casa non mi è mai venuta buona come in pizzeria; fare la pizza a casa vuol dire avere tempo da dedicare ai suoi tempi (quelli della pizza!).</p>
<p>Anche questo mese però, nonostante la mia presenza sul blog ultimamente sia diventata sempre più rada, eccomi qui a &#8220;trovare il tempo&#8221; e provare la meravigliosa ricetta di che ci ha proposto <strong>Antonietta</strong> del blog <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://latrappolagolosa.blogspot.it/2016/06/per-la-sfida-n-58-dellmtchallange-la.html">La Trappola Golosa</a>!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4099" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/002.jpg" alt="002" width="900" height="596" /></p>
<p><span></span>Antonietta propone 3 ricette (vi consiglio assolutamente di leggere tutto il suo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://latrappolagolosa.blogspot.it/2016/06/per-la-sfida-n-58-dellmtchallange-la.html">post</a> in qanto si impara tantissimo sull&#8217;argomento &#8220;<strong>pizza perfetta</strong>&#8220;!):</p>
<ul>
<li>quella della <strong>pizza al piatto</strong>, tipo napoletana, metodo diretto</li>
<li>quella della <strong>pizza in teglia</strong> con metodo diretto</li>
<li>quella della <strong>pizza con lievito madre</strong> con prefermento</li>
</ul>
<p>Io ho scelto di fare la prima, la pizza al piatto,  che per proporzioni e metodo d&#8217;impasto, segue il disciplinare della<strong> pizza napoletana verace.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4100" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/PicMonkey-Collage.jpg" alt="PicMonkey Collage" width="900" height="450" /></p>
<p>Erano secoli che non impastavo a mano e , anche se ho letteralmente sudato sette camicie, la soddisfazione di affondare le mani nell&#8217;impasto è stata una vera goduria, e anche un validissimo metodo &#8220;antistress&#8221;!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4102" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/20160625_191429.jpg" alt="20160625_191429" width="900" height="636" /></p>
<p>Ah, ultimo ma non trascurabile dettaglio: ho provato questa ricetta per ben 3 volte!</p>
<p>La prima volta è venuta pronta per essere infornata alle 23 e quindi, a parte un ottimo spuntino notturno, non mi è neanche passato per la mente di fare le foto!</p>
<p>La seconda volta sono dovuta uscire di casa quando ormai era ora di infornare!!!! Ne ho fatta una di corsa, assaggiata e via&#8230;.anche questa volta iente foto.</p>
<p>E infine oggi! Ho impastato ieri sera, ho lasciato dopo un&#8217;ora di maturazione in frigo (tutta la notte), poi questa mattina le ho tirate fuori, dopo un paio di ore le ho divise in panetti e finalmente (dopo non poche complicazioni per far coincidere i tempi) le ho infornate per la merenda del pomeriggio!</p>
<p><strong>Cosa ti occorre:</strong></p>
<p>(dose per 4 pizze tonde)</p>
<ul>
<li>450 g di farina</li>
<li>250 ml di acqua</li>
<li>12 g di sale</li>
<li>1 g di lievito di birra</li>
</ul>
<p>Per la farcitura:</p>
<ul>
<li>1 confezione di pomodori pelati</li>
<li>1 mozzarella di bufala</li>
<li>un pizzico di sale</li>
<li>un filo di olio EVO</li>
<li>basilico</li>
</ul>
<p><strong>Come si fa:</strong></p>
<ol>
<li>Misura l’acqua, versala in una ciotola e prelevarne una piccola quantità in due tazzine differenti: in una sciogli il sale, nell’altra il lievito di birra</li>
<li>Versa il contenuto con il lievito di birra nella ciotola con l’acqua e inizia ad aggiungere gradualmente e lentamente la farina setacciata a parte, incorporandola man mano all’acqua, poi finita la farina aggiungere il sale sciolto in acqua, continua ad amalgamare  fino a raggiungere il “punto di pasta”. Il disciplinare dice che questa fase deve durare 10 minuti</li>
</ol>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4096" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/PicMonkey-Collage3.jpg" alt="PicMonkey Collage3" width="900" height="900" /></p>
<ol>
<li>Ribalta l&#8217;impasto sul piano da lavoro e lavora 20 minuti. Non sottovalutare questo tempo: è estremamente necessario per ottenere un impasto non appiccicoso, morbido ed elastico e una pizza soffice e asciutta.</li>
<li>Piega e schiaccia ripetutamente, vedrai che  all’avvicinarsi dei 20 minuti l’impasto diventerà morbido e sempre più cedevole e infine avrà un aspetto setoso</li>
</ol>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4097" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/PicMonkey-Collage4.jpg" alt="PicMonkey Collage4" width="900" height="900" /></p>
<ol>
<li>A questo punto riponilo in una ciotola di vetro o porcellana, copri con pellicola e lascia lievitare per 2 ore</li>
<li>Procedi a questo punto alla staglio a mano.  Il disciplinare consiglia di ottenere dei panetti da un peso compreso tra i 180 e 250 g che corrispondono a tre panetti da 30 cm circa di diametro o quattro panetti da 22 cm circa di diametro. Io ne ho fatti 4.</li>
<li>Riponi i panetti su un telo <em>non </em>infarinato, perché essendo un impasto ben incordato, non si attaccherà durante la lievitazione, e lascia quindi lievitare per altre 4/6 ore a una temperatura di 25°C (come previsto dal disciplinare). Io ho coperto il telo con un altro telo bagnato per evitare che la superficie dei panetti si seccasse</li>
<li>Riscalda il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura, senza mai aprire lo sportello. Una volta che i panetti sono lievitati stendine uno alla volta su un ripiano spolverato con farina di semola, <u>senza usare il mattarello</u> ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo e poi, come fanno i pizzaioli veri, facendolo roteare, in modo che avvenga un’estensione più delicata.</li>
<li>scalda sul fornello una padella dal fondo spesso fino a vederla &#8220;fumare&#8221; e mettici dentro il disco di pizza senza condire,  lascia cuocere per 2 minuti. Nel frattempo estrai lo stampo  dal forno, trasferirci la pizza, condiscila velocemente con la polpa di pomodoro e la mozzarella che avrai precedendemente messo a colare in un colino e   lascia cuocere in forno, nella parte più alta per 4/5 minuti e comunque finchè non risulti bella dorata.</li>
</ol>
<p>Ho fatto anche una versione senza mozzarella in cui alla polpa di pomodoro ho aggiunto olive taggiasche, origano, peperoncino fresco e un filo d&#8217;olio (gustosissima!!!)</p>
<p>Questa ricetta è veramente fantastica! Purtroppo non sono soddisfattissima di questa prova N. 3 &#8230;ma, scadendo oggi i tempi per la sfida, non posso riprovare!</p>
<p>Forse quella che mi è riuscita meglio era quella mangiata a mezzanotte&#8230; purtroppo senza prove fotografiche!!!</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4104" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/012-678x1024.jpg" alt="012" width="678" height="1024" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4105" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/PicMonkey-Collage2.jpg" alt="PicMonkey Collage2" width="900" height="450" /></p>
<p><strong>Con questa ricetta partecipo all&#8217; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/06/mtc-n-58-la-ricetta-della-sfida-e.html">MTChallenge N. 58</a></strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4107" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/PicMonkey-Collage-Pizza-MTC58.jpg" alt="PicMonkey Collage Pizza MTC58" width="320" height="240" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/la-pizza-napoletana/">La pizza napoletana verace</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		<title>Cheesecake speculoos e ciliegie senza cottura</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/cheesecake-speculoos-e-ciliegie-senza-cottura/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 21:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[pirottini]]></category>
		<category><![CDATA[yogurt]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo mese la sfida dell&#8217;MTChallenge proposta da Annalù e Fabio di Assaggi di Viaggio è la cheesecake! L&#8217;origine delle prime cheesecake (torta di formaggio) pare essere greca. Proprio nell&#8217;isola di Delos infatti sembra ci fosse l&#8217;usanza di servire un dolce  fatto con formaggio fresco e miele agli atleti che partecipavano ai primissimi giochi olimpici. Sia&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cheesecake-speculoos-e-ciliegie-senza-cottura/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4077" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/05/20160525_190704B-681x1024.jpg" alt="20160525_190704B" width="681" height="1024" /></p>
<p>Questo mese la sfida dell&#8217;MTChallenge proposta da Annalù e Fabio di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.assaggidiviaggio.it/2016/05/la-sfida-dellmtchallenge-n-57-e.html">Assaggi di Viaggio</a> è la cheesecake!</p>
<p>L&#8217;origine delle prime cheesecake (torta di formaggio) pare essere greca. Proprio nell&#8217;isola di Delos infatti sembra ci fosse l&#8217;usanza di servire un dolce  fatto con formaggio fresco e miele agli atleti che partecipavano ai primissimi giochi olimpici.</p>
<p>Sia in versione dolce che salata, con o senza cottura, la cheesecake si presta a tantissime varianti. L&#8217;unico punto fermo è che è composta da un primo strato fatto di biscotti o cracker sbriciolati e amalgamati con il burro, una parte centrale a base di formaggio fresco e un topping in cui veramente la fantasia può sbizzarrirsi! Forse proprio per la forte indecisione sono riuscita ad arrivare all&#8217;ultimissimo momento anche questo mese?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4078" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/05/20160525_190559-B.jpg" alt="20160525_190559 B" width="900" height="878" /></p>
<p><span></span>Bha?! Per il topping di questa mia proposta, nella versione senza cottura, ho usato le prime ciliegie della stagione  e le ho abbinate ad una base fatta utilizzando i biscotti speculoos.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4086" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/05/PicMonkey-Collage.jpg" alt="PicMonkey Collage" width="900" height="450" /></p>
<p>Il tempo questa sera mi è davvero tiranno per cui&#8230; frettolosamente e a malincuore passo rapidissimamente alla ricetta!</p>
<p>Con questa ricetta partecipo all’<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/05/mtc-57-la-ricetta-della-sfida.html">MTC n. 57 </a> “the cheesecake” proposto dal blog</p>
<p>“<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.assaggidiviaggio.it/2016/05/la-sfida-dellmtchallenge-n-57-e.html">Assaggi di viaggio</a>“</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4084" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/05/bannersfida.jpg" alt="bannersfida" width="200" height="171" /></p>
<p><strong>Cosa ti occorre:</strong></p>
<p>(dose per 6 cheesecake monoporzione)</p>
<ul>
<li>150 g di biscotti speculoos</li>
<li>50 g di burro</li>
<li>150 g formaggio fresco morbido</li>
<li>150 g yogurt greco bianco</li>
<li>8 g di colla di pesce in fogli</li>
<li>5 cucchiai di latte</li>
<li>4 cucchiai di zucchero a velo</li>
</ul>
<p><strong>Per la copertura:</strong></p>
<ul>
<li>300 g di ciliegie</li>
<li>100 g di zucchero</li>
<li>1 cucchiaino di polvere di agar agar</li>
<li>qualche fogliolina di menta</li>
</ul>
<p>Come si fa:</p>
<ol>
<li>Per le basi fai sciogliere il burro (io l&#8217;ho messo per pochi secondi nel microonde) e uniscilo ai biscotti che avrai frullato precedentemente. Rivesti con questo composto la base dei pirottini per muffin a cui avrai inserito dentro delle strisce di fogli di acetato (in questo modo le mini cheesecake non avranno sui lati la classica scalanatura dei pirottini e  bordi saranno dritti). Metti i pirottini in frigo per almeno un quarto d&#8217;ora</li>
<li>Mescola il formaggio morbido con lo zucchero a velo e lo yogurt</li>
<li>Fai ammollare i fogli di colla di pesce in acqua fredda per 15 minuti. Scioglili quindi nel latte su fuoco dolce (fai intiepidire il latte, ma non bollire) e aggiungi al composto di formaggio e yogurt</li>
<li>Versa questa crema sulle basi (io ho inserito al centro di ognuna una ciliegia cotta) e livella la superficie con un cucchiaino. Metti in frigo per almeno 3 ore</li>
<li>Metti le ciliegie denocciolate con lo zucchero in un pentolino e fai cuocere per circa 8 minuti fino a quando non otterrai una consistenza sciropposa. Filtra le ciliegie in un colino e nello sciroppo che si sarà formato aggiungi un cuchiaino di polvere di agar agar e porta a ebollizione.</li>
<li>Fai intiepidire, poi versa sulle mini cheesecake e metti in freezer per una mezz&#8217;ora (così si sformeranno meglio)</li>
<li>Prima di servire togli i pirottini e le strisce di acetato e completa ogni cheesecake con un cucchiaio delle ciliegie cotte tenute da parte.</li>
</ol>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/cheesecake-speculos-ciliegie-senza-cottura/">Cheesecake speculoos e ciliegie senza cottura</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		<title>Piccoli bignè con Casatella Trevigiana DOP e Asparagi di Badoere IGP</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2016 09:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Asparago]]></category>
		<category><![CDATA[bign]]></category>
		<category><![CDATA[Casatella Trevigiana]]></category>
		<category><![CDATA[domenica]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[limone]]></category>
		<category><![CDATA[Treviso]]></category>

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		<description><![CDATA[Sere fa, tornando a casa, mi è arrivata forte alle narici la scia di uno dei tipici profumi della bella stagione: quella dello stuzzicante  odore di carbonella sprigionato dal barbecue di qualche vicino. Anche se quest&#8217;anno noi non abbiamo ancora inaugurato la stagione dei barbacue, l&#8217;invitante profumo serale, mi ha fatto venire voglia di provare&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/piccoli-bigne-con-casatella-trevigiana-dop-e-asparagi-di-badoere-igp/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter wp-image-4056 size-full" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/05/DSC_0107.jpg" alt="DSC_0107" width="3264" height="4928" /></p>
<p>Sere fa, tornando a casa, mi è arrivata forte alle narici la scia di uno dei tipici profumi della bella stagione: quella dello stuzzicante  odore di carbonella sprigionato dal barbecue di qualche vicino.</p>
<p>Anche se quest&#8217;anno noi non abbiamo ancora inaugurato la stagione dei barbacue, l&#8217;invitante profumo serale, mi ha fatto venire voglia di provare qualche ricetta nuova per gli stuzzichini di &#8220;accompagnamento&#8221; all&#8217;immancabile calice di vino che si bene mentre si chiacchiera e ci si &#8220;affumica&#8221; intorno alla brace nell&#8217;attesa della giusta cottura!</p>
<p>Protagonista di questi piccoli bignè è la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.casatella.it/il-consorzio-di-tutela/"><strong>Casatella Trevigiana DOP</strong></a> che  proprio questo mese festeggia gli 8 anni del conferimento della <strong>DOP.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4055" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/05/DSC_0103-1024x678.jpg" alt="DSC_0103" width="1024" height="678" /></p>
<p><span></span>La primavera è anche la stagione in cui si intensificano le sagre e gli eventi all&#8217;aperto e, per questi bignè ho preso spunto proprio da una particolare &#8220;cerimonia di gusto&#8221; che si terrà <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.casatella.it/news/viii-compleanno-casatella-trevigiana-dop/"><strong>domenica 29 Maggio</strong></a>, sotto la loggia di Palazzo dei Trecento, in <strong>Piazza dei Signori a Treviso</strong>, che vedrà la <strong>Casatella Trevigiana DOP </strong>andare a nozze con <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.asparagodibadoere.it/"><strong>l’Asparago di Badoere</strong> IGP.</a></p>
<p>Il territorio trevigiano, composto da fertili pianure irrigate da numerosi corsi d&#8217;acqua, colline soleggiate ricoperte di vigneti e altopiani profumati di erba, perfetti per gli allevamenti, ha per me un fascino quasi ipnotico nelle mezze stagioni, grazie ai brillanti colori che lo caratterizzano. La cucina trevigiana, tipicamente di &#8220;terra&#8221;, ha saputo sfruttare appieno la ricchezza di questo fertile territorio.</p>
<p>Il formaggio, proprio grazie ai numerosi allevamenti, è sempre stato un alimento importante nella Marca Trevigiana e il classico binomio &#8220;<em>polenta e formajo</em>&#8221; era spesso protagonista sulla tavola della gente umile. Le origini della Casatella Trevigiana DOP sembra risalire al XVII secolo, quando veniva chiamata <em>formajela , </em>facendo riferiento allo stampo cilindrico in cui veniva messa la cagliata per separarla dal siero.</p>
<p>Era un formaggio preparato in casa dalle famiglie contadine e, proprio per questo fu in seguito chiamato &#8220;casata&#8221; o appunto &#8220;casatella&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-4054 size-full" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/05/DSC_0102.jpg" alt="DSC_0102" width="3264" height="4928" /></p>
<p>La zona di produzione della Casatella Trevigiana DOP, come espressamente specificato nel Disciplinare di Produzione, è circoscritta al solo territorio della Provincia di Treviso in maniera tale da garantire i tempi ristretti tra la raccolta del latte e la sua trasformazione in formaggio finito (48h). E&#8217; un formaggio a pasta cruda ricavato dal latte vaccino intero il cui sapore ricorda quello dello stracchino, solo leggermente più dolce e con un gusto di latte più accentuato.</p>
<p>Perfetto mangiato semplicemente sul pane o sulla polenta, ma anche impanato e fritto, oppure accompagnato da mostarde. Ottimo anche per la preparazione di dolci a base di formaggio morbido.</p>
<p>In questi bignè le &#8220;nozze&#8221; tra <strong>Casatella Trevigiana DOP</strong> e l&#8217; <strong>Asparago di Badoere IGP</strong>, caratterizzato dalla scarsa fibrosità,  direi che sono perfettamente riuscite!</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4060" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/05/DSC_0114-1024x678.jpg" alt="DSC_0114" width="1024" height="678" /></p>
<p>Per aggiungere un pizzico di freschezza ho aggiunto una spolverata di scorzette di limone disidratate che ho fatto al momento con la polvere di limone essiccata nel microonde.</p>
<p><strong>Cosa ti occorre:</strong></p>
<p>(dose per circa 24 bignè)</p>
<p>Per i bignè</p>
<ul>
<li>125 g di farina</li>
<li>100 g di burro</li>
<li>125 g di acqua</li>
<li>3 uova</li>
<li>un pizzico di sale</li>
</ul>
<p>Per il ripieno</p>
<ul>
<li>2 Casatella Trevigiana DOP</li>
<li>2 mazzi di asparagi verdi (io Asparagi di Badoere IGP)</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>la buccia di un limone non trattato</li>
</ul>
<p><strong>Come si fa:</strong></p>
<ol>
<li>In una pentola porta a ebollizione l&#8217;acqua con il burro a pezzettini e il sale, versa la farina tutta in un colpo e mescola fino a quando il composto non si ispessisce e si attacca alla spatola staccandosi dalle pareti della pentola</li>
<li>togli dal fuoco e metti il composto nella planetaria a cui avrai montato la frusta a K, falla girare qualche minuto in maniera da raffreddare un po&#8217; l&#8217;impasto</li>
<li>unisci un uovo alla volta facendo attenzione ad aggiungere l&#8217;altro solo quando il precedente è stato ben incorporato. L&#8217;impasto è pronto quando appare bello liscio e lucido</li>
<li>trasferiscilo nella tasca da pasticciere a cui avrai messo una bocchetta di 10 cm e forma i bignè su una placca rivestita di carta forno, o ancor meglio una placca forata</li>
<li>fai cuocere in forno statico a 200° per circa 10 min, poi abbassa la temperatura a 180 e fai cuocere per altri 15/20 min. Negli ultimi 5 minuti lascia lo sportello del forno leggermente socchiuso per far uscire l&#8217;eventuale vapore che si è formato. Lascia dentro al forno spento i bignè per altri 10 minuti in maniera tale da evitare sbalzi di temperatura che li farebbero appiattire</li>
</ol>
<p>Per il ripieno:</p>
<ol>
<li>taglia qualche centimetro alla base degli asparagi per togliere la parte più dura e falli cuocere per circa 15 minuti in una pentola alta coperta, facendo attenzione a lasciare le punte fuori dall&#8217;acqua</li>
<li>appena pronti taglia le punte e frulla la parte restante (questi asparagi erano davvero poco fibrosi, ma nel caso vedessi che frullandoli non ottieni una crema omogenea puoi passarli al passaverdura)</li>
<li>unisci la crema ottenuta alla Casatella Trevigiana DOP e amalgama bene</li>
</ol>
<p>Per comporre i bignè:</p>
<ol>
<li>taglia la parte superiore a ogni bignè e usando una tasca da pasticciere o un cucchiaino, riempili abbondantemente con la crema ottenuta</li>
<li>metti su ogni bignè una punta di asparago e un pezzettino di pasta delle calotte superiori che hai tolto</li>
<li>spolvera con un po&#8217; di &#8220;polvere di limone&#8221;</li>
</ol>
<p>Per fare la <strong>polvere di limone essiccata</strong> nel microonde ho preso spunto dal post di <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilfiordicappero.ifood.it/2016/05/polvere-di-erbe-aromatiche-al-microonde.html">Elisa</a> </strong>che vi spiega dettagliatamente come farla con qualsiasi erba aromatica. In pratica ho preso la buccia di un limone non trattato, l&#8217;ho messa su un foglio di carta forno nel microonde per due minuti alla massima potenza e poi l&#8217;ho pestata nel mortaio!</p>
<p>Veloce da fare e profumatissima!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/piccoli-bigne-casatella-trevigiana-asparagi/">Piccoli bignè con Casatella Trevigiana DOP e Asparagi di Badoere IGP</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		<title>Biscotti “semplici” – per l’MTChallenge N. 56</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 20:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[cacao]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[ero]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[il tempo]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando Dani e Juri, del blog Acqua e Menta, hanno lanciato la sfida  di questo mese ho tirato un gran sospiro di sollievo: sapevo che in Aprile avevo un bel po&#8217; di impegni e il tempo sarebbe volato ma ero più che sicura di trovare qualche ora tranquilla da dedicare a questa bella, ma anche&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-semplici-per-lmtchallenge-n-56/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4037" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/20160425_115254.jpg" alt="20160425_115254" width="900" height="1600" /></p>
<p>Quando <strong>Dani e Juri</strong>, del blog <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://acquaementa.com/la-sfida-mtc-n-56/">Acqua e Menta</a>, hanno lanciato la sfida  di questo mese ho tirato un gran sospiro di sollievo: sapevo che in Aprile avevo un bel po&#8217; di impegni e il tempo sarebbe volato ma ero più che sicura di trovare qualche ora tranquilla da dedicare a questa bella, ma anche veloce ricetta.</p>
<p>E invece,  in un mese in cui ho preso 4 voli, 6 treni, passato parecchi caselli autostradali, fatto quasi duemila chilometri in macchina&#8230;i giorni utili per godermi la preparazione sono finiti ed eccomi qui  all&#8217;ultimissimo minuto a fare questa ricetta a Napoli, dove sono per l&#8217;85esimo compleanno di mia madre! E a fotografarla con il cellulare&#8230;</p>
<p>Succede così: si sa che il tempo scorre via veloce in certi periodi ma spesso ci si accorge che la velocità va di gran lunga oltre le aspettative!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4038" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/20160425_115559.jpg" alt="20160425_115559" width="900" height="506" /></p>
<p><span></span>&#8220;Semplici&#8221; è l&#8217; aggettivo un po&#8217; più &#8220;dignitoso&#8221; che ho deciso di dare a questi biscotti. Quello originale che io, mia sorella Antonia e mia nipote Lia da piccole gli attribuivamo  in realtà era &#8220;fessi&#8221;. Non so bene come fosse venuto fuori, probabilmente perchè mamma li faceva con la stessa velocità e semplicità col quale si beve un bicchiere d&#8217;acqua o si fa qualsiasi gesto &#8220;fesso&#8221;. In casa uova, burro, farina, zucchero e marmellata non mancavano mai e quindi lei, quando si accorgeva che non c&#8217;era nulla per la colazione del mattino, in un batter d&#8217;occhio li impastava e infornava! Semplici (fessi) nella preparazione ma tanto buoni!</p>
<p>Queste le due versioni che lei preparava con pasta frolla classica: una con dentro la marmellata e l&#8217;altra con metà dell&#8217;impasto al cacao.</p>
<p>Confesso che questa coincidenza dell&#8217;essermi ridotta all&#8217;ultimo minuto non è stata poi così brutta&#8230; Ritrovarmi a farli con mamma è stato proprio un bel tuffo nel passato!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4039" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/PicMonkey-Collage.jpg" alt="PicMonkey Collage" width="900" height="450" /></p>
<p>Vi consiglio comunque di leggere il bellissimo post di <strong>Dani e Juri</strong> per tutti i dettagli su come ottenere una perfetta pasta frolla  nella versione<strong> classica</strong>, <strong>sablè</strong> e <strong>montata!</strong></p>
<p><strong>Cosa ti occorre:</strong></p>
<p>(dose per due strisce di biscotti)</p>
<ul>
<li>500 g di farina</li>
<li>250 g di burro</li>
<li>250 g di zucchero</li>
<li>la buccia grattugiata di un limone</li>
<li>3 tuorli</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>1 cucchiaino di lievito</li>
<li>5 cucchiai di marmellata del vostro gusto preferito (per la versione con il ripieno)</li>
<li>3 cucchiai di cacao amaro (per la l&#8217;impasto al cacao)</li>
</ul>
<p><strong>Come si fa:</strong></p>
<ol>
<li>Mescola (a mano o con la planetaria a cui avrai montato la frusta a foglia) il burro non freddissimo (la temperatura ideale sarebbe intonro ai 16°) con lo zucchero, il pizzico di sale e le uova</li>
<li>Unisci la farina setcciata a cui avrai unito il cucchiaino di lievito, togli 1/4 dell&#8217;impasto a cui aggiungerai il cacao, e mescola entrambi gli impasti giusto il tempo per amalgamare gli ingredienti</li>
<li>fai riposare in frigo per almeno un&#8217;ora</li>
<li>togli un terzo di pasta all&#8217;impasto chiao e arrotolalo con quello al cacao</li>
<li>stendi l&#8217;altra parte di impasto, metti al centro la marmellata e richiudilo</li>
<li>fai cuocere le &#8220;strisce&#8221; di biscotti a 180° per circa 25 minuti</li>
<li>taglia i biscotti obliquamente appena le strisce si sono raffreddate</li>
</ol>
<p>Con questa ricetta partecipo all’ <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2016/04/mtc-56-la-ricetta-di-aprile.html">MTC n. 56</a> lanciato da Dani e Juri del blog <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://acquaementa.com/la-sfida-mtc-n-56/">Acqua e Menta</a></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4042" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/mtc-56-300x240.jpg" alt="mtc-56" width="300" height="240" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/biscotti-semplici-lmtchallenge-n-56/">Biscotti &#8220;semplici&#8221; &#8211; per l&#8217;MTChallenge N. 56</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		<title>Siamo Tournati- Le torte salate &amp; l’MTChallenge in tour</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/siamo-tournati-le-torte-salate-lmtchallenge-in-tour-5/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 07:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[andr]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[porta]]></category>
		<category><![CDATA[realt]]></category>
		<category><![CDATA[torte]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti di voi nei giorni scorsi si saranno chiesti: ma perchè tutte queste foto di personaggi con una bicicletta che al posto dei raggi ha una fantastica &#8220;torta salata&#8221;??? Finalmente oggi vi raccontiamo il perchè di questo simpatico tormentone! A &#8220;tournare&#8221; infatti è il nuovo libro &#8220;Torte Salate&#8221; edito da Gribaudo-Gruppo Feltrinelli, contenente più di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/siamo-tournati-le-torte-salate-lmtchallenge-in-tour-5/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4026" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/12924421_10209234348606611_6005154910112502120_n.jpg" alt="12924421_10209234348606611_6005154910112502120_n" width="900" height="620" />Molti di voi nei giorni scorsi si saranno chiesti: ma perchè tutte queste foto di personaggi con una bicicletta che al posto dei raggi ha una fantastica &#8220;torta salata&#8221;???</p>
<p>Finalmente oggi vi raccontiamo il perchè di questo simpatico tormentone! A &#8220;tournare&#8221; infatti è il nuovo libro &#8220;Torte Salate&#8221; edito da <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://holdingtest.feltrinelli.it/it/il-gruppo-feltrinelli/editoria/">Gribaudo-Gruppo Feltrinelli</a></strong>, contenente più di 100 gustose ricette tratte da una delle  sfide di MTChallenge.</p>
<p>Questo delle Torte Salate è il <strong>quarto</strong> libro della collana <strong>MTChallenge</strong> (i precedenti sono L&#8217;ora del patè, Insalata da Tiffany e Dolci Regali) e le ricette sono tra quelle partecipanti alla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.mtchallenge.it/2015/03/mtcn-46la-ricetta-dellasfida-di-marzo.html">sfida N. 46</a> di Marzo 2015, esattamente un anno fa!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4023" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/12592274_10207908834190244_2881528031621367745_n.jpg" alt="12592274_10207908834190244_2881528031621367745_n" width="900" height="1063" /><span></span></p>
<p><strong>MTChallenge</strong> è la sfida gastronomica più famosa, divertente e originale del web ideata da <strong>Alessandra Gennaro</strong> (più conosciuta nel web come Alessandra Van Pelt!) nel 2010.<br />
Una vera e propria appassionante &#8220;scuola di cucina&#8221; che ogni mese fa scatenare la fantasia, la passione e lo spirito di  di sfida di <strong>180 blogger</strong>. Una sfida bella perchè non si partecipa per vincere un premio ma unicamente per imparare, migliorare le proprie competenze e mettere alla prova se stessi, spesso in ricette in cui non ci saremmo mai cimentati!</p>
<p>Il libro sarà in tutte le librerie d&#8217;Italia nei prossimi giorni, vi allego il calendario con le date di presentazione a cui vi consiglio di partecipare per conoscere di persona <strong>Alessandra</strong> e tante delle blogger che ogni mese partecipano alla sfida!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4024" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/Tour-MTC.jpg" alt="Tour MTC" width="900" height="1699" /></p>
<p>La prima parte del libro è dedicata alle &#8220;basi&#8221; e spiega dettagliatamente tutti i segreti e le tecniche per preparare a regola d&#8217;arte una torta salata:  dall&#8217;impasto del  &#8220;guscio&#8221; al ripieno dalla consistenza e cottura perfetta. La seconda parte è dedicata alle ricette , la terza alle ricette di veloce esecuzione e infine l&#8217;ultima parte dal titolo &#8220;fatto in casa&#8221; spiega come realizzare preparazioni base da utilizzare nelle torte.</p>
<p>Non ho ancora il libro nelle mie mani ma sono felice e orgogliosa di sapere che dentro c&#8217;è anche la<strong> mia ricetta!</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4025" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/12523976_10207908834950263_1607085368430574011_n.jpg" alt="12523976_10207908834950263_1607085368430574011_n" width="900" height="311" /></p>
<p>Parte del ricavato andrà a sostegno del progetto <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.piazzadeimestieri.it/index.php?i_tree_id=34">&#8220;Piazza dei Mestieri&#8221;.</a></p>
<p>&#8220;<em>La Piazza dei Mestieri è un tentativo di sviluppare il potenziale, spesso nascosto, dei giovani durante la delicata fase che li porta dall’adolescenza alla vita adulta.</em></p>
<p><em>&#8230;si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità. Continuando la metafora, il centro potrebbe ispirarsi anche all’agorà della polis greca, luogo eletto allo scambio delle idee, al confronto delle analisi e delle prospettive in vista dell’accrescimento del bene comune.</em></p>
<p><em>L’obiettivo finale è quindi quello di creare un punto di aggregazione dei giovani in cui sia evidente un contenuto educativo e dove si possa sperimentare un approccio positivo alla realtà, dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto&#8221;</em></p>
<p>Non vi resta che comprarlo! Molto meglio se in libreria in una delle prossime tappe, ma se proprio non riuscite anche comodamente <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lafeltrinelli.it/libri/alessandra-gennaro/torte-salate/9788858014875">qui!</a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/tournati-le-torte-salate-lmtchallenge-tour/">Siamo Tournati- Le torte salate &#038; l&#8217;MTChallenge in tour</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		<title>Ovetti sofficissimi per augurarvi Buona Pasqua</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 19:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Adelaide Melles]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
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		<category><![CDATA[liquore]]></category>
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		<description><![CDATA[Quest’anno ho deciso di festeggiare la Pasqua in maniera non tradizionale. Quindi niente menù  da decidere o preparare e nessun ristorante da prenotare. Avevo voglia di qualcosa di estremamente rilassante, di una bella giornata “svuota mente” da passare senza una meta fissa, ma semplicemente dando spazio alla curiosità e ai desideri del momento. Ho solo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ovetti-sofficissimi-per-augurarvi-buona-pasqua/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4008" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/004a.jpg" alt="004a" width="900" height="1330" /></p>
<p>Quest’anno ho deciso di festeggiare la <strong>Pasqua</strong> in maniera non tradizionale. Quindi niente menù  da decidere o preparare e nessun ristorante da prenotare. Avevo voglia di qualcosa di estremamente rilassante, di una bella giornata “svuota mente” da passare senza una meta fissa, ma semplicemente dando spazio alla curiosità e ai desideri del momento.</p>
<p>Ho solo deciso che la città sarà <strong>Venezia</strong>. Una volta lì ho voglia di perdermi tra le calli, scoprire angolini nascosti, osservare la gente e fermarmi qui e la per qualche “cicchetto”.</p>
<p>Ho preparato questi <strong>semplici e sofficissimi ovetti</strong> perché avevo comunque voglia di far entrare un po’ di atmosfera pasquale in casa e iniziare la giornata con una colazione in tema festivo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4010" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/016.jpg" alt="016" width="900" height="596" /></p>
<p><span></span>Per farli ho seguito la famosa ricetta del “<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.diariodiunapassione.it/dolci/il-ciambellone-piu-soffice-del-mondo-oggi-anche-piu-buono/">ciambellone più soffice del mondo</a>” della bravissima <strong>Adelaide Melles.</strong></p>
<p>Ho aggiunto il cacao all&#8217;impasto e spalmato l’interno di ogni ovetto con marmellata di lamponi il cui gusto acidulo è perfetto abbinato al cioccolato.</p>
<p>Per mantenerli un po&#8217; leggeri, perfetti per la colazione, sopra alla glassa ho solo messo un cucchiaino di yogurt greco. Bisogna però dire che sono deliziosi anche con un bel ciuffo di panna montata!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4013" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/073.jpg" alt="073" width="900" height="596" /></p>
<p>La Pasqua è sempre stata per me quella festa che fa da spartiacqua tra il buio e la luce, il feddo e i primi tempori, i rami nudi e i primi fiori. Una festa simbolo della rinascita della natura dalla quale dovremmo farci contagiare!</p>
<p>Vi auguro di trascorrere una felice <strong>Pasqua, </strong>con un buon, classico menù pasquale o girovagando come me senza meta&#8230; l’importante è fare le cose che ci fanno stare bene, senza condizionamenti,  condividendole con le persone care e godendocele fino in fondo!</p>
<p><strong>Felice Pasqua!</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4012" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/039.jpg" alt="039" width="900" height="596" /></p>
<p><strong>Cosa ti occorre:</strong></p>
<p>(dose per 9 ovetti)</p>
<ul>
<li>250 g farina 0</li>
<li>250 g zucchero</li>
<li>3 uova</li>
<li>130 g di olio di semi</li>
<li>130 g di acqua</li>
<li>1 bustina di lievito per dolci</li>
<li>un cucchiaio di liuore dolce (io ho usato uno sherry)</li>
</ul>
<p>Per la glassa:</p>
<ul>
<li>50 g cioccolato fondente</li>
<li>25 g panna</li>
<li>1 cucchiaino di liquore</li>
</ul>
<p>Per decorare</p>
<ul>
<li>2 cucchiai di yogurt greco (o panna montata)</li>
<li>marmellata di lamponi</li>
<li>fragole e qualche fogliolina di menta</li>
</ul>
<p><strong>Come si fa:</strong></p>
<ol>
<li>Monta nella planetaria (o con le fruste elettriche) le uova con lo zucchero fino a quando sono belle chiare e spumose. Aggiungi l&#8217;acqua, l&#8217;olio il liquore e la farina setacciata insieme al lievito</li>
<li>Versa l&#8217;impasto negli stampi imburrati e fai cuocere a forno statico per circa 20 minuti a 180°.</li>
<li>Fai raffreddare bene prima di sformare e, preferibilmente dopo almeno un&#8217;oretta, con un coltello affilato pareggia i bordi e eventualmente la pasta sporgente,  in maniera tale due metà accoppiate coincidano</li>
<li>Spalma una delle due metà con marmellata di lamponi e accoppiala con un&#8217;altra metà. Se vuoi che gli ovetti stiano in piedi pareggia anche la base</li>
<li>Per la glassa fai fondere a bagnomaria il cioccolato con la panna fino a quando non è ben sciolto e aggiungi il cucchiaino di liquore</li>
<li>Ricopri ogni ovetto con un cucchiaio di glassa, e appena si è raffreddata, aggiungi un cucchiaino di yogurt greco, qualche pezzettino di fragola e una foglia di menta. Per una versione più goduriosa servi con un ciuffo di panna montata</li>
</ol>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4014" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/PicMonkey-Collage-4.jpg" alt="PicMonkey Collage" width="900" height="401" /></p>
<div> <img class="aligncenter size-full wp-image-4011" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/032.jpg" alt="032" width="900" height="1359" /></div>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/ovetti-sofficissimi-per-augurarvi-buona-pasqua/">Ovetti sofficissimi per augurarvi Buona Pasqua</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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		<title>Vetrina dell’Amarone Classico e Palio del Recioto</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 22:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taccuino di cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Iantra]]></category>
		<category><![CDATA[Amarone Classico]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[Il Pompiere]]></category>
		<category><![CDATA[Palio]]></category>
		<category><![CDATA[Valpolicella Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Mosconi Bertani]]></category>
		<category><![CDATA[VR]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 e 20 Marzo si è svolta a Novare (VR), nell’incantevole Villa Mosconi Bertani, la prima edizione di “Vetrina dell’Amarone” ,  un evento promosso dall’Assessorato al Turismo, Cultura e Istruzione del Comune di Negrar (VR) e organizzato dall’Agenzia Iantra. Si tratta di un’iniziativa collaterale allo storico “Palio del Recioto” che per la prima volta quest’anno, dopo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/vetrina-dellamarone-classico-e-palio-del-recioto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3982" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/ESTERNO-VILLA.jpg" alt="ESTERNO VILLA" width="900" height="632" /></p>
<p>Il 19 e 20 Marzo si è svolta a Novare (VR), nell’incantevole <strong>Villa Mosconi Bertani</strong>, la prima edizione di<strong> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.paliodelreciotoedellamarone.it/">“Vetrina dell’Amarone”</a> </strong>,<strong> </strong> un evento promosso dall<strong>’Assessorato al Turismo, Cultura e Istruzione del Comune di Negrar (VR)</strong> e organizzato dall’<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.iantra.it/">Agenzia Iantra</a></strong>.</p>
<p>Si tratta di un’iniziativa collaterale allo storico “Palio del Recioto” che per la prima volta quest’anno, dopo 63 anni, diventerà <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.valpolicellaweb.it/index.cfm/eventi-valpolicella/?idEvento=126">“<strong>Palio del Recioto e dell’Amarone </strong>(qui </a>il programma completo della manifestazione).</p>
<p>Le aziende che hanno partecipato alla &#8220;Vetrina dell&#8217;Amarone&#8221; sono state 32 con un totale di 53 vini. Insieme alla degustazione dei migliori <strong>Amarone della Valpolicella Classico</strong> è stato possibile anche assaggiare altre tipicità del territorio servite da una decina di studenti dell’Istituto Alberghiero di Bardolino: il formaggio Monte Veronese, il risotto all’Amarone e radicchio, quello all’isolana (preparati dalle sapienti mani di Raffaello Cordioli de La Pila- Cooperativa produttori di Riso) e i  tipici affettati.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3983" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/Cattura.jpg" alt="Cattura" width="900" height="594" /></p>
<p><span></span>L’<strong>Amarone</strong> classico è prodotto nei comuni di Fumane, Negrar, Marano di Valpolicella, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella utilizzando uva Corvina Veronese, Corvinone e Rondinella. L’uva viene selezionata già al momento della raccolta in quanto bisogna essere certi che i grappoli siano sani e perfettamente maturi prima di procedere all’appassimento che avviene su cassette di legno denominate “plateaux” impilate in ampi locali  detti “ <strong>fruttai</strong>”. E&#8217; fondamentale per l’appassimento che i “fruttai” siano ben areati, privi di umidità e che riescano a garantire una temperatura costante, a questo scopo i locali sono oggigiorno attrezzati con apposite apparecchiature. La fase di appassimento dura circa 120 giorni, quindi in genere si vinifica intorno all’1 Dicembre e l’invecchiamento deve essere minimo di 2 anni.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3986" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/graticci-amaroneok.jpg" alt="graticci-amaroneok" width="900" height="600" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Amarone</strong> è un grande rosso dal sapore pieno, vellutato, caldo che ha spiccate note di frutta matura, di confettura di amarena e lamponi,  che si sposa perfettamente con i piatti autunnali e invernali come brasati, stracotti e selvaggina.  Perfetto anche con i salumi e i formaggi stagionati.</p>
<p>Personalmente confesso che ho un vero debole per il risotto all’Amarone e il ristorante che, secondo i miei gusti, è senz’ombra di dubbio il numero uno nella sua preparazione è<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.alpompiere.com/"> <strong>Il Pompiere</strong></a> dove io, anche se andassi a cena ogni settimana, continuerei imperterrita a sceglierlo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3987" src="http://www.taccuinodicucina.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/PicMonkey-Collage-3.jpg" alt="PicMonkey Collage" width="900" height="450" /></p>
<p>Il nome Amarone deriva dalla parola “amaro” per distinguerlo dal dolce Recioto della Valpolicella che è praticamente il corrispondente per quanto riguarda zona, uvaggio e tipologia, ma è appunto un passito dolce.</p>
<p>Da segnalare, per chi volesse avvicinarsi all’arte della degustazione del vino gli incontri promossi dall’amministrazione comunale di Negrar in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier che si terranno il<strong> 26, 27 e 28 Marzo</strong>. <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.paliodelreciotoedellamarone.it/2016/02/22/impariamo-a-degustare/">Qui</a> trovate tutti i dettagli.</p>
<p><p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog/vetrina-dellamarone-classico-palio-del-recioto/">Vetrina dell&#8217;Amarone Classico e Palio del Recioto</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.taccuinodicucina.it/blog">Taccuino di cucina</a>.</p>
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