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	<title>Food Blogger Mania &#187; Lara</title>
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		<title>INVOLTINI DI VERZA CON SALSICCIA E PROSCIUTTO</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 16:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RICETTE · SECONDI Le verze ripiene sono uno di quei piatti che attraversano le cucine regionali italiane con mille nomi e mille piccole variazioni. In Piemonte si chiamano capunet e spesso si preparano al forno; in Liguria li troviamo con il nome di previ o preti, cucinati in brodo, al pomodoro oppure con ripieni a&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/involtini-di-verza-con-salsiccia-e-prosciutto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div>
</div>
<div>RICETTE · SECONDI</div>
<div>
<p>Le verze ripiene sono uno di quei piatti che attraversano le cucine regionali italiane con mille nomi e mille piccole variazioni. In Piemonte si chiamano <em>capunet</em> e spesso si preparano al forno; in Liguria li troviamo con il nome di <em>previ</em> o <em>preti</em>, cucinati in brodo, al pomodoro oppure con ripieni a base di carne e verdure. Tradizionalmente erano un modo intelligente per recuperare gli avanzi di carne cotta, magari arricchiti con pane raffermo, qualche verdura, formaggio ed erbe aromatiche. Una di quelle ricette nate dalla necessità, quando in cucina non si buttava via proprio niente. La mia versione nasce esattamente da questo spirito: avevo un fondino di prosciutto cotto e della salsiccia da finire, così ho deciso di trasformarli in un ripieno saporito, aggiungendo funghi secchi, qualche bietolina, uova e Parmigiano. Niente pane, per me questa volta, non ne avevo in casa, è comunque risultato un bel ripieno, capace di mantenere la forma dentro le foglie di verza. E poi tutto in forno, fino a ottenere quella bella crosticina dorata che rende questi involtini ancora più golosi.</p>
</div>
<div>
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  </a>
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></p>
<div>DAL QUADERNO DI CUCINA</div>
<h2>La ricetta</h2>
<p><!-- DATI PRATICI --></p>
<div>
<div>
<div>PER</div>
<div>5 persone (10 involtini)</div>
</p></div>
<div>
<div>PREPARAZIONE</div>
<div>circa 40 minuti</div>
</p></div>
<div>
<div>COTTURA</div>
<div>30 minuti</div>
</p></div>
<div>
<div>DIFFICOLTÀ</div>
<div>media</div>
</p></div>
</div>
<h2>Ingredienti</h2>
<ul>
<li>10 foglie grandi di verza</li>
<li>400 g complessivi tra salsiccia e prosciutto</li>
<li>3 funghi secchi grandi</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>Qualche foglia di bietola</li>
<li>1 manciata di prezzemolo fresco</li>
<li>2 uova</li>
<li>50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato</li>
<li>Olio extravergine d&#8217;oliva q.b.</li>
<li>Burro q.b.</li>
<li>Sale e pepe</li>
<li>Noce moscata</li>
</ul>
<h2>Preparazione</h2>
<div>
<div>1</div>
<div>
<div>Mettete i funghi secchi in una ciotola con acqua tiepida e lasciateli ammollare finché non saranno morbidi. Scolateli e strizzateli delicatamente. Sbucciate la cipolla e tagliatela a fettine sottili. Scaldate un filo d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva in una padella, unite la cipolla e i funghi ammollati e lasciate rosolare dolcemente, finché la cipolla non sarà ben appassita. Aggiungete la salsiccia privata del budello e sbriciolata. Fatela cuocere mescolando di tanto in tanto. Lavate le foglie di bietola e il prezzemolo, sminuzzateli finemente e aggiungeteli al composto in padella. Lasciate insaporire e completate la cottura. Spegnete il fuoco e fate raffreddare completamente.</div>
</p></div>
</div>
<div>
<div>2</div>
<div>
<div>Tritate molto finemente il prosciutto con un tritatutto e trasferitelo in una ciotola capiente. Mettete nel mixer anche il composto ormai freddo di salsiccia, cipolla, funghi e verdure. Tritate il tutto fino a ottenere un insieme fine, ma non necessariamente ridotto in crema. Unite il trito al prosciutto, aggiungete le due uova, il Parmigiano grattugiato, una grattugiata di noce moscata, sale e pepe. Mescolate accuratamente fino a ottenere un composto omogeneo, morbido e malleabile, che si possa modellare facilmente con le mani.</div>
</p></div>
</div>
<div>
<div>3</div>
<div>
<div>Staccate delicatamente dalla verza dieci foglie esterne, scegliendo quelle più grandi e possibilmente integre. Lavatele e sbollentatele, una alla volta, in acqua bollente, per il tempo necessario ad ammorbidirle senza romperle. Scolatele e stendetele su un canovaccio pulito, tamponandole delicatamente per eliminare l&#8217;acqua in eccesso. Con un batticarne appiattite la nervatura bianca centrale, soprattutto nella parte più spessa della foglia. Questo piccolo accorgimento è importante: renderà la verza molto più facile da arrotolare e vi permetterà di ottenere involtini regolari, senza rischiare di spezzare le foglie.</div>
</p></div>
</div>
<div>
<div>4</div>
<div>
<div>Distendete una foglia di verza sul piano di lavoro, con la parte interna rivolta verso l&#8217;alto. Prendete una bella manciata di ripieno e modellatela con le mani in una forma allungata e compatta. Sistematela nella parte inferiore della foglia. Ripiegate i due lati della verza verso il centro, sopra il ripieno, quindi arrotolate la foglia dal basso verso l&#8217;alto, formando un involtino ben chiuso. Procedete nello stesso modo con tutte le altre foglie.</div>
<div>
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        <img src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgeXKZS7s1ralPyaBR3jsP7tkNitOG5PPK2ZAQLzzXrfWmm68XI0MLm2O-pjy9I-5sEGyzFPQqxXVpAeeu5zok45JDpDhLqBr9dFT9e9VQQ7ZWhQtjwqyym7EXIqDHk6qXaRBkRIgDu3oRDajUpL542CAyUA4YJYvjszDsjmBQf83SLnvuMD-fptibFc5Db/s1536/involtini_verza_guida_blogger_terracotta.webp" alt="Come chiudere gli involtini di verza: guida illustrata in sei passaggi" /><br />
      </a>
    </div>
</p></div>
</div>
<div>
<div>5</div>
<div>
<div>Ungete leggermente una pirofila con olio extravergine d&#8217;oliva. Sistemate gli involtini uno accanto all&#8217;altro, preferibilmente con la chiusura rivolta verso il basso, in modo che mantengano la forma durante la cottura. Distribuite sulla superficie qualche fiocchetto di burro e completate con un altro leggero giro d&#8217;olio. Infornate a <strong>180 °C</strong> e lasciate cuocere finché le foglie di verza non saranno ben dorate e sulla superficie si sarà formata una crosticina invitante.</div>
</p></div>
</div>
<p>Serviteli caldi, dopo averli lasciati riposare qualche minuto fuori dal forno.</p>
<div>
<div>MI RACCOMANDO</div>
<p><span>♡</span> <strong>La verza giusta.</strong> Scegliete una verza con foglie grandi, tenere e possibilmente integre. Le foglie troppo dure sono più difficili da arrotolare e richiedono una sbollentatura più lunga.</p>
<p><span>♡</span> <strong>Non eliminate la nervatura centrale.</strong> Se non è eccessivamente grossa, basta appiattirla delicatamente con il batticarne: la foglia resterà intera e sarà molto più semplice da chiudere.</p>
<p><span>♡</span> <strong>Il ripieno è libero.</strong> Arrosto avanzato, bollito, carne già cotta, salumi, verdure: potete utilizzare quello che avete a disposizione, rispettando lo spirito originale di questa preparazione.</p>
<p><span>♡</span> <strong>Il pane non è obbligatorio.</strong> Nelle versioni tradizionali può essere utilizzato per dare consistenza al ripieno. Io non l&#8217;ho aggiunto perché la salsiccia rendeva già il composto sufficientemente morbido. Se utilizzate soltanto carne cotta e il ripieno risultasse asciutto, potete aggiungere un po&#8217; di mollica ammollata nel latte e ben strizzata.</p>
<p><span>♡</span> <strong>La crosticina fa la differenza.</strong> Non abbiate fretta di togliere gli involtini dal forno: la superficie deve diventare dorata, mantenendo però il ripieno morbido e succoso.</p>
</div>
<h2>Una ricetta, mille versioni</h2>
<div>
<p>Forse è proprio questo il bello delle verze ripiene: non esiste una sola maniera di prepararle.</p>
<p>Ci sono quelle della nonna, quelle con gli avanzi dell&#8217;arrosto della domenica, quelle con il sugo di pomodoro, quelle servite in brodo e quelle gratinate al forno.</p>
<p>Cambiano gli ingredienti, cambiano i nomi e cambiano le abitudini, ma resta la stessa idea di cucina: <strong>trasformare quello che abbiamo in qualcosa di buono, senza sprecare nulla.</strong></p>
<p>E, qualche volta, le ricette nate così sono proprio quelle che riescono meglio.</p>
</div>
</div>
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		<title>RISTORANTE IL CENTRO DI PRIOCCA: UNA STELLA, I SAPORI DI CASA E UN TORTINO DA RICORDARE</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[POSTICINI ♥ CUCINA DI FAMIGLIA * STELLA MICHELIN * PRIOCCA (CN) Al Centro di Priocca ero già stata, ma mancavo da anni. Ci sono tornata con un bel ricordo e ne sono uscita pensando: altro che posticino, questo è un posticcione coi controfiocchi. Di Priocca, nei miei ricordi, rimangono una grande chiesa, le case raccolte&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ristorante-il-centro-di-priocca-una-stella-i-sapori-di-casa-e-un-tortino-da-ricordare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div>
<div>POSTICINI ♥</div>
<div>CUCINA DI FAMIGLIA * STELLA MICHELIN * PRIOCCA (CN)</div>
<p>Al Centro di Priocca ero già stata, ma mancavo da anni. Ci sono tornata con un bel ricordo e ne sono uscita pensando: altro che posticino, questo è un posticcione coi controfiocchi.</p>
</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjA5UZV2fxf4O2HBmCYlHy4Exq9TZBNJo8fccZd20voG4yBzngtZGaeTKwIgo1nWuUUdgBwmFVUpe5mC6ByW6lzaDDs5h5MhTYEelckVX0PMSevGZj9RHzLdgfXq_xd3WkPySody9qMDTxSQ0T6T6UDSpL5p-NMepuzgl77J_5D_9dtJnzC9it58fvFxL8u/s1600/il-centro-priocca-esterno-firma.webp" alt="La facciata del ristorante Il Centro di Priocca" /></div>
</div>
<div>
<p>Di Priocca, nei miei ricordi, rimangono una grande chiesa, le case raccolte nel centro e questo ristorante. Siamo nel Roero, e qui la famiglia Cordero porta avanti una storia cominciata nel 1956.</p>
<p>Anni fa ero venuta per il fritto misto: un intero percorso dedicato al fritto, dal salato al dolce. Una di quelle occasioni che si ricordano a lungo. Esiste ancora, viene proposto da gennaio a marzo ed è bene prenotarlo con largo anticipo.</p>
<p>In altre visite avevo conosciuto il resto della cucina e visitato la cantina: bellissima, ricchissima di bottiglie di grande pregio. Una selezione costruita nel tempo, che custodisce anche annate risalenti agli anni Sessanta.</p>
<p>Questa volta, però, sono tornata per un pranzo diverso.</p>
</div>
<div>
<h2>UN’ELEGANZA CHE MI PIACE ♥</h2>
<p>Ho ritrovato Il Centro rinnovato, ancora più elegante di come lo ricordavo. Tavoli ampi, tovaglie bianche, acqua e pane. Una semplicità curatissima, accompagnata da un servizio preciso, discreto, mai pomposo. È un’eleganza che mi piace: ti mette a tuo agio e lascia spazio al pranzo.</p>
</div>
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<h2>A tavola</h2>
</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjuB8bdpmJ0-tEb5RoMJY9U3dTUkLVDjMBFL97cdzvBb-_pjHIWJzPbSXfMlr9sfUrd7PhXG2hdqhu05aI8zlpeUmOsZLjVyHWX-qRP1rShaJZqDghxnz4GImPVOJ-lyAHWE4XlDMdZ8EXaaEqhyo7Bcy0_1CkVMq9YRhHcsI_F8d3wuLTRnVRoYP_J24z5/s1600/il-centro-priocca-pane-firma.webp" alt="Pane a lievito madre, focaccia al rosmarino e pane sfogliato all’acciuga" />
<div>
<h3>Il pane fatto da loro</h3>
<p>E il pane merita una parentesi: fatto da loro, a lievito madre, accompagnato dalla focaccia al rosmarino e dal pane sfogliato all’acciuga. Senza dimenticare gli ottimi grissini alla piemontese.</p>
</div>
</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhYBVPSAwpC5T5YCjntFv6CccH3zm1ApFsda3az4fTuaj7h4dLB9o_DLwXzCZ3NPy33psfANIge9rUzwCzOfARIuMZqxoIgaNxI-8gDQbezSzaQxFtXJEEKQdHDcnlf-Kgy4FZ18X8kyUvz6yD-LFtC_m-vPiokY7dHdS9dVrScc1-9OJf9Oqy1Z2LnbbMc/s1448/ilcentroamouse.png" alt="Gli amuse-bouche del ristorante Il Centro di Priocca" />
<div>
<h3>I piccoli assaggi</h3>
<p>Il pranzo si apre con quattro piccoli assaggi: una cialdina verde con tartare di tonno, una panna cotta al gorgonzola su cialda, un piccolo cannolo ripieno di coniglio con maionese al pomodoro e una finta ciliegia con un cuore di paté di fegato.</p>
<p>Fra questi bocconi, il mio preferito è stato quello al paté.</p>
</div>
</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfmvK9UqeOEzUYmhtw4yOPurzAFy-CsqiNzWyc4Y1cM9Ybu9347qVnaX05HnAU_dCI1TfstPMEQcrgUSJ5xYmed4ns5v6IwyM2MoqYZ52frY5bScSqb0Q6g6VKgnqUcYqz45HJActzmKxQhViT5Y4Dw3f7gEjZ4faNmZjdMjlhz5dfsHkkv6oI8D9jMSsL/s1600/il-centro-priocca-pasta-firma.webp" alt="Ravioli di coniglio, crema al formaggio e terra di nocciole del Centro di Priocca" />
<div>
<h3>I ravioli di coniglio</h3>
<p>Sono arrivati poi i ravioli di coniglio, crema al formaggio e terra di nocciole. Una forma allungata, quasi a caramella, una preparazione ricercata, eppure al primo assaggio mi hanno riportata a una sensazione molto precisa: i ravioli di casa, quelli della domenica. Quelli speciali, che non si preparavano tutti i giorni.</p>
<p>È una cosa che mi colpisce sempre, quando succede: riconoscere un sapore familiare dentro un piatto così curato.</p>
</div>
</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghv6G8JIKnFJbEu_7gtf_i5SnRJaOUL4u3WjrTH4yigTSeiO4XvWQV5IG65-MKmM24fMcqHooIYN1y_eTpQV0MCcRkUhjvBt_LN1s_FLFW8CzFwqZCzjGEEbP99SDbETPmrS00tDI0muVE1_3-XnH0H-QIW_aqGrdtUos14i6cm4dURQximSHXSOyx7tod/s1600/il-centro-priocca-secondo-firma.webp" alt="Piccione con fegato grasso, radicchio e pere del Centro di Priocca" />
<div>
<h3>La prova del piccione</h3>
<p>Sul secondo, invece, ho deciso di fare la difficile.</p>
<p>Ho ordinato il piccione con fegato grasso, radicchio e pere. Quando trovo il piccione in carta mi incuriosisco: è una carne sulla quale, per il mio gusto, la cottura fa tutta la differenza. Qui volevo proprio mettere alla prova la cucina.</p>
<p>La prova, direi, è stata superata a pieni voti.</p>
<p>La carne era cotta esattamente come piace a me e le diverse consistenze della pera rendevano ogni boccone interessante. È stato uno dei piatti di piccione più buoni che abbia mangiato. Pochi elementi riconoscibili, molto lavoro dietro e un equilibrio che nel piatto sembrava naturale.</p>
</div>
</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh-e47W4c6MjoFUVnE78MK5y8Ppp9OYHCA-29yGVytEyc7Pvi5tuvw0v6qnm5e4JfzLAeZBnDc-6RtpmhWCqeSxrAl3iYev315s2wKleQYmId0wzIhqtUUWefRWKb492N8_qn2YphESg_-o1DS-S0UUDqMAjaXcq6Ln5f-rEARiUhmeafLqVptZZ73-ecsb/s1448/peperone.png" alt="Peperoni ripieni con salsa all’aceto balsamico" />
<div>
<h3>Gli altri commensali</h3>
<p>Gli altri commensali hanno scelto anche i peperoni ripieni con salsa all’aceto balsamico, la guancia di manzo con fichi e purè di patate e il filetto di vitello in crosta con zucca, amaretti e mostarda.</p>
</div>
</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjV8ldmNJgg9wuITZ6daVKZbK6Ov-KthmUt41JIGr37Tnv8ltZYOLHoTuq6ippM_0C2PZnEsxKAQlDfI-Fg6Q95sLPcNHsoAV-XQ8s9ljrauWBEgoszUagVfP8kKBFclfeZv-0ZVgqR0tm9P27hVoaYskiItCnCIe67gsqIhZ384fnY1x2XJjJWn0xJvTTv/s1448/alfierailcentro.png" alt="Alfiera 2021 dei Marchesi Alfieri al ristorante Il Centro di Priocca" />
<div>
<h3>Nel bicchiere</h3>
<p>Nel bicchiere avevamo un’Alfiera 2021 dei Marchesi Alfieri, Barbera d’Asti Superiore.</p>
</div>
</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjT20rI_uHxVti1lWcgJsPPj64-GVRLi_b0xTDFsVPHuG-jkbtTGobwM0Z7_pPFJooVpaCedoSPogTNuEvQLX5fGPDe_b6QOgM8RfmknA3hqKDn1kUXcW6YgsHb-tKVI602LWvm1Z9Ikvx0Y9Let1Ui37xbc83ezuLAAVOjThJ8WORQnlPKABAgyjKzT1YQ/s1448/Immagine%20ChatGPT%2017%20ott%202026,%2023_59_05.png" alt="Nocciola: tortino tiepido con cuore morbido di cioccolato bianco e altre consistenze" />
<div>
<h3>Nocciola</h3>
<p>Poi è arrivata la nocciola.</p>
<p>Sul menu il dolce si chiama semplicemente così: <strong>Nocciola</strong>. Nel piatto c’erano gelato, torta, mousse e nocciole tostate, un piccolo percorso attraverso consistenze diverse. Ma il punto sul quale mi sono fermata, e sul quale potrei tornare ancora parecchie volte, è stato il tortino tiepido di nocciole con cuore morbido di cioccolato bianco.</p>
<p>Credo che quello me lo ricorderò per molto tempo.</p>
</div>
</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgfLikni7YM6owJgakbEmCC73g8fSF9H3fL9AzHaxvBGRc9PbM6gz5R3FDqkDYG2I5easNKaZrftIRFJIccFIdfo9Kr4M3QvvWRCCbpSm1pAqYPLpQ3fQa_u_2OlLEuemB1F9jT2AaZco2Uct-0HfMYXLlIkjHHKsHhQQu4_8QqH_IjitnUZ7lONvvidrja/s1600/il-centro-priocca-piccola-pasticceria-firma.webp" alt="Piccola pasticceria del Centro di Priocca su porcellana a fiori" />
<div>
<h3>La piccola pasticceria</h3>
<p>A chiudere, un’ottima piccola pasticceria, servita su un piatto di porcellana a fiori dal gusto vintage. Dire che era bello è poco.</p>
</div>
</div>
</div>
<div>
<p>Il Centro, in realtà, era già entrato anche nella mia cucina. Anni fa avevo comprato il loro ricettario e ne avevo preparato qualche ricetta, tra cui il coniglio con zucchine e uova di quaglia in carpione. E poi ci sono quegli agnolotti della domenica con il sugo di fegatini, altro ricordo sul quale potrei dilungarmi felicemente.</p>
<p>Davanti al nuovo libro, pubblicato per il settantesimo anniversario del Centro, la tentazione di portarmene a casa uno c’è stata. Ho lasciato perdere: entrare con un altro libro di cucina potrebbe compromettere il mio matrimonio.</p>
</div>
<div>
<h2>Ci tornerei? ♥</h2>
<p>Sono tornata a casa con il sapore dei ravioli ancora in testa. E con quello del tortino tiepido di nocciole con cuore morbido di cioccolato bianco, che da solo mi farebbe ripartire.</p>
</div>
<section>
<span>&#9829;</span></p>
<div>DAL TACCUINO DI LARA ♥</div>
<h2>Il Centro di Priocca: indirizzo e prezzi</h2>
<div>
<div>
<h3>Dove</h3>
<p>Via Umberto I 5<br />12040 Priocca (CN), nel Roero.</p>
</div>
<div>
<h3>Cucina e riconoscimenti</h3>
<p>Cucina piemontese di famiglia.<br />Una stella nella <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://guide.michelin.com/it/it/piemonte/priocca/ristorante/il-centro">Guida Michelin 2026</a>.</p>
</div>
<div>
<h3>Nel nostro bicchiere</h3>
<p>Alfiera 2021 dei Marchesi Alfieri,<br />Barbera d’Asti Superiore.</p>
</div>
<div>
<h3>I miei piatti da ricordare</h3>
<p>I ravioli di coniglio, il piccione e il tortino tiepido di nocciole con cuore morbido di cioccolato bianco.</p>
</div>
<div>
<h3>I prezzi del menu</h3>
<p>Menu fotografato durante la visita del 17 ottobre 2026.</p>
<dl>
<div>
<dt>Due portate salate e un dolce, oppure formaggio</dt>
<dd>85 €</dd>
</div>
<div>
<dt>Tre portate salate e un dolce, oppure formaggio</dt>
<dd>105 €</dd>
</div>
<div>
<dt>Menu degustazione, per tutto il tavolo</dt>
<dd>125 €</dd>
</div>
</dl>
<p>Prezzi a persona riportati in carta, non il totale del nostro conto.</p>
</div>
<div>
<h3>Il dettaglio da sapere</h3>
<p>Il percorso di fritto misto viene proposto da gennaio a marzo: da prenotare con largo anticipo.</p>
</div>
<div>
<h3>Informazioni e prenotazioni</h3>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.ristoranteilcentro.com/">Sito ufficiale del Centro di Priocca</a></p>
<p>Menu, prezzi e disponibilità possono cambiare: per organizzare la visita fate riferimento al ristorante.</p>
</div>
</div>
</section>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>POLPETTE DI VITELLO AL SUGO DI MELINA:MORBIDE E SENZA FRITTURA</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 15:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[AL]]></category>
		<category><![CDATA[FRITTURA]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[MELINA]]></category>
		<category><![CDATA[MORBIDE]]></category>
		<category><![CDATA[SENZA]]></category>
		<category><![CDATA[sugo]]></category>
		<category><![CDATA[vitello]]></category>

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		<description><![CDATA[RICETTE · SECONDI Melina aveva una lingua tagliente e ce n’era per tutti. Per fortuna, o purtroppo, noi nipoti capivamo poco: parlava solo un calabrese strettissimo, che nemmeno una vita a Genova era riuscita a scalfire. Mio nonno, suo figlio, e mia nonna, sua nuora, la capivano. Noi ci arrangiavamo. La mia bisnonna era classe&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/polpette-di-vitello-al-sugo-di-melinamorbide-e-senza-frittura/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
</div>
<div>RICETTE · SECONDI</div>
<p><!-- INTRODUZIONE: PRIMA PARTE --></p>
<div>
<p>Melina aveva una lingua tagliente e ce n’era per tutti. Per fortuna, o purtroppo, noi nipoti capivamo poco: parlava solo un calabrese strettissimo, che nemmeno una vita a Genova era riuscita a scalfire. Mio nonno, suo figlio, e mia nonna, sua nuora, la capivano. Noi ci arrangiavamo.</p>
<p>La mia bisnonna era classe 1909: due guerre mondiali sulle spalle, sei figli e una gran testa dura. Dalla Calabria era arrivata a Genova poco prima della guerra, con un marito ferroviere e una famiglia da sfamare. Abitavano nelle case dei ferrovieri al Campasso: cinquanta metri quadri, un corridoio, due stanze, un bagno, una cucina e un piccolo balcone. In otto.</p>
<p>La cucina me la ricordo bene. Era abbastanza grande da starci anche in dieci, e se poteva Melina ospitava. Una casa già piena, dove un posto per qualcun altro si trovava.</p>
<p>Lì comandava lei. Teneva le redini e, quando poteva, faceva lavorare figli e figlie. Aveva da ridire, dirigeva e non si lasciava mettere i piedi in testa. Però, a sentire chi aveva mangiato alla sua tavola, cucinava molto bene.</p>
</div>
<p><!-- PRIMA FOTO --></p>
<div>
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjQiWkGIjWxpiGAbtBh5DR6H45rY4wkr5oG18PVPYS_mC71QQ0n7GKn_kgjD3yCdu-lvQws-hoc5YUcP7lDC5YY0DHv3VIE5vn7-RLc5z6ysBaGRZpGZ56RSNs1Ry-0hI6ZQB7RJyt8IXRQiiv5eSfOQPbeXPhKhjFkRNKXMOofd8WjNVc2MQhwZnAdezV_/s1024/polpette_03_blogger.webp"><br />
<img src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjQiWkGIjWxpiGAbtBh5DR6H45rY4wkr5oG18PVPYS_mC71QQ0n7GKn_kgjD3yCdu-lvQws-hoc5YUcP7lDC5YY0DHv3VIE5vn7-RLc5z6ysBaGRZpGZ56RSNs1Ry-0hI6ZQB7RJyt8IXRQiiv5eSfOQPbeXPhKhjFkRNKXMOofd8WjNVc2MQhwZnAdezV_/s1024/polpette_03_blogger.webp" alt="Le polpette di vitello al sugo di Melina" /><br />
</a>
</div>
<p><!-- INTRODUZIONE: SECONDA PARTE --></p>
<div>
<p>Io sono del 1984 e quando l’ho conosciuta ormai non cucinava più. La Melina che ricordo io veniva a passare l’estate in campagna da mio nonno: doveva fermarsi due settimane, che finivano regolarmente per diventare un mese. Una volta arrivò anche con sua figlia, la sorella di mio nonno. Loro in villeggiatura e mia nonna a occuparsi di entrambe: una di novant’anni e una di settanta. Finì automaticamente in una sfuriata di mia nonna, delle cui urla si narra ancora in tutto il paese, e le due donne, madre e figlia, che lasciano la casa alla chetichella, valigia in mano.</p>
<p>A me comprava la «cicculata», oppure metteva in mano cinquemila lire. E poi c’era il lotto. Se sognava qualcosa chiamava mia nonna: «Ho sognato, gioca». Quando trasmettevano le estrazioni si piazzava con la faccia a cinque centimetri dalla televisione, il volume a palla perché era anche sorda, a leggere i numeri. Io ero bambina e davanti a quelle scene ridevo come una matta.</p>
<p>Di cognome faceva Savoia, e un po’ se ne vantava. Con i reali credo non c’entrasse un bel niente, ma nel suo piccolo le piaceva fare la sciura. Non sapeva leggere e scriveva soltanto il suo nome, però quel cognome lo portava con una certa soddisfazione. E non le piaceva far vedere che i soldi erano pochi.</p>
<p>Quando aveva ospiti preparava le sue polpette di vitello al sugo. E il vitello costava. Nell’impasto finivano pane, uova e formaggio; a volte anche mortadella o salsiccia. Nella pentola, invece, una bella sbadilata di strutto per il soffritto, poi il sugo di pomodoro e le polpette direttamente dentro, senza friggerle prima. Anche l’olio per friggere, del resto, era una spesa.</p>
<p>Con quel sugo condiva la pasta e serviva tutto insieme, polpette comprese. Una pentola e una portata che faceva da due, per sfamare otto persone. Anche di più, quando c’erano ospiti.</p>
<p>Sono le polpette al sugo di Melina, nella versione che preparo oggi io: olio al posto dello strutto e un pizzico di droghe miste. E per raccontarvele mi sembrava giusto cominciare da lei.</p>
</div>
<p><!-- SECONDA FOTO --></p>
<div>
<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjH9GM0FyBobsn99-txtmYLGWB5ciS2SjEuXKivay4kE_x8zZ0DYOJOKAwAEuLxoJMJIvF4hNh3N9lPpcAqk5BrFxOoASUagBUhf_8GfPFvIhsmgvLz75ycwJv9bGcWogyhGJrKrKMeBJ7kxY9nRri5jOrtHA7Hff-TMxXrwaV4s_G6qSNuf-3ywxJLV53r/s1448/Polpette%20al%20sugo%20in%20padella.png"><br />
<img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjH9GM0FyBobsn99-txtmYLGWB5ciS2SjEuXKivay4kE_x8zZ0DYOJOKAwAEuLxoJMJIvF4hNh3N9lPpcAqk5BrFxOoASUagBUhf_8GfPFvIhsmgvLz75ycwJv9bGcWogyhGJrKrKMeBJ7kxY9nRri5jOrtHA7Hff-TMxXrwaV4s_G6qSNuf-3ywxJLV53r/s1448/Polpette%20al%20sugo%20in%20padella.png" alt="Polpette al sugo di pomodoro in padella" /><br />
</a>
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></p>
<div>DAL QUADERNO DI CUCINA</div>
<h2>La ricetta</h2>
<p><!-- DOSI E TEMPI --></p>
<div>
<div>
<div>PER</div>
<div>4 persone</div>
</p></div>
<div>
<div>PREPARAZIONE</div>
<div>15 minuti</div>
</p></div>
<div>
<div>COTTURA</div>
<div>30 minuti</div>
</p></div>
</div>
<p><!-- INGREDIENTI --></p>
<h2>Ingredienti</h2>
<h3>Per le polpette</h3>
<ul>
<li>400 g di carne di vitello poco grassa</li>
<li>150 g di mortadella</li>
<li>La mollica di un panino di pasta dura</li>
<li>Latte q.b. per ammollare la mollica</li>
<li>50 g di grana grattugiato</li>
<li>Una grattata di noce moscata</li>
<li>1 uovo intero</li>
<li>Pangrattato, se necessario</li>
<li>Un pizzichino di Saporita oppure di Droga Manzi, facoltativo</li>
<li>Sale e pepe nero q.b.</li>
</ul>
<h3>Per il sugo</h3>
<ul>
<li>400 g di passata o salsa di pomodoro, come piace di più</li>
<li>Olio extravergine d’oliva q.b.</li>
<li>1 spicchio d’aglio</li>
<li>Poco brodo oppure acqua, se necessario</li>
</ul>
<p><!-- PREPARAZIONE --></p>
<h2>Preparazione</h2>
<div>
<div>1</div>
<div>Prendete la carne di vitello e tritatela nel tritatutto, senza lavorarla troppo: non deve diventare un impasto troppo mollo. Trasferitela in una terrina. Tritate molto finemente anche la mortadella e unitela al vitello.</div>
</div>
<div>
<div>2</div>
<div>Aggiungete la mollica del panino ammollata nel latte e ben strizzata, quindi cominciate a impastare con le mani per amalgamare gli ingredienti. Unite il grana grattugiato, una grattata di noce moscata, un pizzico di sale, uno di pepe e l’uovo intero. Se ne avete, potete aggiungere anche un pizzichino di Saporita oppure di Droga Manzi, che a Genova si usa: nelle polpette non ci sta male. Questo è un mio tocco in più, però: Melina non ce lo metteva.</div>
</div>
<div>
<div>3</div>
<div>Impastate nuovamente fino a ottenere un composto morbido e omogeneo. Se risulta ancora troppo mollo, aggiungete poco pangrattato alla volta e lavoratelo ancora: dovrà essere abbastanza sodo da formare le polpette, senza diventare troppo duro.</div>
</div>
<div>
<div>4</div>
<div>Prelevate piccole porzioni d’impasto e lavoratele tra le mani, formando delle polpette non più grosse di una noce. Per agevolarvi, ungetevi leggermente le mani: l’impasto si appiccicherà meno. Disponete le polpette su un piatto e mettetele in frigorifero a riposare mentre preparate il sugo.</div>
</div>
<div>
<div>5</div>
<div>Versate un filo d’olio extravergine d’oliva in una larga casseruola, aggiungete lo spicchio d’aglio e fatelo soffriggere dolcemente. Quando sarà imbiondito, unite la passata di pomodoro e portate a bollore.</div>
</div>
<div>
<div>6</div>
<div>Riprendete le polpette e adagiatele direttamente nella salsa. Cuocete a fuoco moderato per una decina di minuti, girandole delicatamente per farle rassodare da tutti i lati. Abbassate quindi la fiamma e proseguite la cottura, aggiungendo, se necessario, poco brodo oppure acqua per mantenere il sugo morbido. Le polpette dovranno cuocere complessivamente per almeno 20 minuti: essendo piccole, non avranno bisogno di una cottura lunghissima.</div>
</div>
<div>
<div>7</div>
<div>Servitele belle calde, con il loro sugo e del pane a portata di mano: la scarpetta viene da sé. Oppure fate come Melina e portatele in tavola insieme alla pasta condita con la stessa salsa. Un piatto solo, primo e secondo insieme, e tutti contenti.</div>
</div>
<p><!-- RIGA DIVISORIA --></p>
<hr />
<p><!-- CONSIGLI E DOMANDE --></p>
<h2>Come avere polpette morbide</h2>
<p>La consistenza dell’impasto e la cottura nel sugo fanno la differenza. Ecco qualche accorgimento per preparare le polpette di Melina.</p>
<div>
<h3>Perché le polpette di Melina rimangono così morbide?</h3>
<p>Il primo segreto è la mollica di pane ammollata nel latte, che rende l’impasto più soffice. Poi c’è la mortadella, che aggiunge sapore e contribuisce alla consistenza delle polpette. Il pangrattato? Soltanto se serve, e senza esagerare: l’impasto deve rimanere morbido, non diventare asciutto.</p>
</div>
<div>
<h3>Si possono cuocere le polpette direttamente nel sugo, senza friggerle?</h3>
<p>Certamente. Anzi, è proprio così che le preparava Melina. Le polpettine vengono adagiate crude nella salsa di pomodoro già calda e cuociono lentamente, insaporendo il sugo.</p>
</div>
<div>
<h3>Perché far riposare le polpette in frigorifero?</h3>
<p>Un breve riposo aiuta l’impasto a rassodarsi e le polpette a mantenere la forma durante la cottura. È un piccolo accorgimento utile soprattutto quando si preparano polpettine delle dimensioni di una noce.</p>
</div>
<div>
<h3>Si può condire anche la pasta con il sugo delle polpette?</h3>
<p>Eccome! È proprio questo uno dei piaceri della ricetta: con una sola preparazione si porta in tavola un primo piatto di pasta al pomodoro e un secondo di polpette. E magari si finisce con una bella scarpetta.</p>
</div>
<p><!-- MI RACCOMANDO! --></p>
<div>
<div>MI RACCOMANDO!</div>
<div>Poco pangrattato e mani delicate</div>
<div>Non fatevi prendere la mano con il pangrattato: aggiungetene solo quanto serve per riuscire a formare le polpette, altrimenti perderanno la loro morbidezza. E appena le adagiate nel sugo, lasciatele rassodare prima di girarle delicatamente: devono arrivare nel piatto intere!</div>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>WILMA DE ANGELIS CI LASCIA: ADDIO ALLA PIONIERA DELLA CUCINA IN TV</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 22:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[ADDIO]]></category>
		<category><![CDATA[ALLA]]></category>
		<category><![CDATA[ANGELIS]]></category>
		<category><![CDATA[DE]]></category>
		<category><![CDATA[LASCIA]]></category>
		<category><![CDATA[pranzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sale]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>

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		<description><![CDATA[FUORI RICETTA ♡ Prima di MasterChef, degli chef diventati star e delle cucine televisive patinate, c&#8217;era lei. Con i suoi tailleur colorati, i gioielli, qualche impaccio ai fornelli e una ricetta sempre pronta da raccontare. Foto: LaRepubblica.it Prima dei vari MasterChef, prima dei cuochi con i loro programmi televisivi, prima ancora di Antonella Clerici, Benedetta&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/wilma-de-angelis-ci-lascia-addio-alla-pioniera-della-cucina-in-tv/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<article>
<p><!-- OCCHIELLO --></p>
<div>
FUORI RICETTA ♡
</div>
<p><!-- INTRODUZIONE VERDE SALVIA --></p>
<p>
Prima di MasterChef, degli chef diventati star<br />
e delle cucine televisive patinate, c&#8217;era lei.<br />
Con i suoi tailleur colorati, i gioielli,<br />
qualche impaccio ai fornelli e una ricetta<br />
sempre pronta da raccontare.
</p>
<p><!-- FOTOGRAFIA DOPO L'INTRODUZIONE --></p>
<figure>
<img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg3bDOJBXepqP7PC8h6Q1nXIMAgXTgqwxQdJD16N-tyQP0z-xy6h2nYM7w-TDkeoa6JNZrlCBfbfzodKOZ7jfT9z89FW_9zG-lRETqyI3OnByK1GNFryRUsHc_DyI1aJYkifkVUc06VK6teHMVEk6kyt7rl_UCtim6uPe8RkEWlQy3hzzMl9AjwGgGeeczd/s735/180049300-e52f6eb8-9708-4730-97dc-da4eb038819c.jpg.webp" alt="Wilma De Angelis, pioniera della cucina in televisione" width="735" /></p>
<figcaption>
Foto: LaRepubblica.it<br />
</figcaption>
</figure>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></p>
<p>
Prima dei vari MasterChef, prima dei cuochi con i loro programmi televisivi, prima ancora di Antonella Clerici, Benedetta Parodi e di tutte le figure culinarie che oggi popolano il piccolo schermo, <strong>c&#8217;era lei: la signora Wilma De Angelis.</strong> Una pioniera della cucina in televisione, che dagli anni Ottanta fino agli anni Novanta accompagnò con le sue ricette intere generazioni di casalinghe italiane.
</p>
<p>
Tutto cominciò a Telemontecarlo, l&#8217;antenata dell&#8217;attuale La7, quando Paolo Limiti ebbe un&#8217;intuizione destinata a cambiare il modo di raccontare la cucina in televisione.
</p>
<p>
Sul finire degli anni Settanta, Limiti contattò la cantante Wilma De Angelis per proporle qualcosa di insolito: un programma interamente dedicato alle ricette.
</p>
<p>
La stessa Wilma avrebbe raccontato, anni dopo, di quel messaggio lasciato sulla segreteria telefonica. Paolo aveva visto programmi di cucina all&#8217;estero, in America, in Francia e in Giappone, e si domandava perché nessuno avesse ancora pensato di realizzarne uno anche in Italia.
</p>
<p>
Wilma accettò. Registrarono un numero zero, lo mostrarono ai potenziali sponsor e fu un successo immediato: pubblicità assicurata per due anni e addirittura una lista d&#8217;attesa.
</p>
<p>
Era nata una nuova stagione della televisione italiana.
</p>
<p>
Davanti alle telecamere compariva una signora che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto assomigliare alle tante casalinghe che la seguivano da casa, ma con una piccola differenza: le casalinghe italiane difficilmente cucinavano con le spalline alte cinque centimetri, il tailleur impeccabile, gli abitini dai colori sgargianti e una quantità di gioielli degna di una serata di gala.
</p>
<p>
Wilma andava in onda così, e funzionava pure!
</p>
<p>
Forse proprio per quella sua aria un po&#8217; impacciata ai fornelli, per il tono confidenziale, per il modo di spiegare le ricette senza atteggiarsi a grande chef: una cantante prestata alla cucina, e non cercava certo di nasconderlo.
</p>
<p>
<strong>Telemenù</strong> andò in onda dal 1979 al 1989, alle 19.05: un orario perfetto per suggerire cosa mettere in tavola per cena, soprattutto alle donne in carriera dei rampanti anni Ottanta, che di tempo da passare ai fornelli ne avevano sempre meno. Il programma diventò poi una rubrica con il nome di <strong>Sale, pepe e fantasia</strong>, quello che ricordo meglio io. Dal 1990 al 1993 arrivò <strong>A pranzo con Wilma</strong>, questa volta con tanto di ospiti in cucina. Ma Wilma non appese certo il grembiule al chiodo: continuò a cucinare anche per altre emittenti televisive, fino al 1997.
</p>
<p>
E qui entra in scena anche un pezzetto della mia infanzia.
</p>
<p>
Ricordo i pomeriggi passati a fare i compiti, mentre mia nonna guardava Paolo Limiti in televisione. Io scrivevo, leggevo ad alta voce, ogni tanto alzavo gli occhi verso lo schermo. Ma quando arrivava l&#8217;ora di Wilma, anche i compiti potevano aspettare. Mi fermavo a guardare quella signora così ben vestita che cucinava ricette semplici, alla portata di tutti, circondata da quintali di prodotti degli sponsor. Prodotti che, naturalmente, venivano nominati con grande puntualità ogni volta che finivano in una pentola o in una ciotola.
</p>
<p>
Poi arrivarono i libri, le raccolte di ricette, le pubblicazioni a fascicoli e chi più ne ha più ne metta. E confesso che, negli anni, qualche fascicolo della prima uscita l&#8217;ho comprato anch&#8217;io.
</p>
<p>
Perché Wilma De Angelis, con tutte le sue spalline, i suoi gioielli e i suoi prodotti sponsorizzati, era riuscita a entrare nelle cucine degli italiani. E, almeno per un po&#8217;, anche nella mia. Non insegnava soltanto a preparare un piatto. Faceva compagnia.
</p>
<p>
Non potevo concludere questo piccolo omaggio alla signora della cucina di Telemontecarlo senza lasciarvi una sua ricetta. Una di quelle che, chissà come, attraversano gli anni, passano da un quaderno all&#8217;altro e finiscono per diventare parte delle abitudini di famiglia.
</p>
<p><!-- BOX RICETTA --></p>
<div>
<h2>Il suo tiramisù leggero.</h2>
<p>
Leggero, si fa per dire. Perché di leggero ha la ricotta, ma per il resto… rimane una goloseria dolce in piena regola.
</p>
<p>
E in fondo, da Wilma, non potevamo aspettarci niente di diverso.
</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/07/il-tiramisu-di-wilma-de-angelis.html"><br />
Il tiramisù di Wilma De Angelis — Scopri la ricetta →<br />
</a></p>
</div>
<p><!-- FONTI --></p>
<p>
Fonti: tvblog.it e ilcucchiaio.it
</p>
</article>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SALMONE, CAVIALE DI MELANZANE E DADOLATA DI POMODORI</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/salmone-caviale-di-melanzane-e-dadolata-di-pomodori/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/salmone-caviale-di-melanzane-e-dadolata-di-pomodori/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 13:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[DADOLATA]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[polpa]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori]]></category>
		<category><![CDATA[salmone]]></category>

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		<description><![CDATA[RICETTE · SECONDI Sul finire dell’estate, con gli ultimi pomodori e melanzane, mi è venuta fuori una ricetta mondiale! E purtroppo un po’ meno mondiale è riuscita la foto, dato che ormai all’ora di cena è praticamente notte. Quindi lo confesso, ho usato una certa intellighenzia artificiosa che mi rendesse un po’ più luminosa la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/salmone-caviale-di-melanzane-e-dadolata-di-pomodori/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>  <!-- DATI STRUTTURATI --></p>
<div></div>
<p>  <!-- OCCHIELLO --></p>
<div>
    RICETTE · SECONDI
  </div>
<p>  <!-- INTRODUZIONE --></p>
<div>
<p>
      Sul finire dell’estate, con gli ultimi pomodori e melanzane,<br />
      mi è venuta fuori una ricetta mondiale! E purtroppo un po’ meno<br />
      mondiale è riuscita la foto, dato che ormai all’ora di cena<br />
      è praticamente notte. Quindi lo confesso, ho usato una certa<br />
      intellighenzia artificiosa che mi rendesse un po’ più luminosa la foto.
    </p>
<p>
      Comunque, non sono una fan del salmone, anche perché di quello<br />
      veramente buono se ne trova raramente. Spesso e volentieri<br />
      troviamo quei tranci grassissimi, con striature bianche<br />
      più o meno grandi nella polpa. Però questo, permettetemi di dirlo,<br />
      era veramente bello: praticamente zero striature bianche<br />
      e una polpa sodissima. Fatto sta che è finito in padella.
    </p>
<p>Buon lavoro!</p>
</p></div>
<p>   <!-- FOTO PRINCIPALE --></p>
<div>
    <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg1liwLVCCeBrLACtY2ehmS1q1ppYgwxq_wpDAUqlCX0xwPEin79LAmeEvTpbcjfZ-Otvw6UA68LH_kd6_bOdZv48Za8DoYw858oTMklEk9EP6lNmbr8AivxOdpUPJ1ZgwM9JC0UKHKvwDn5d8KxahQDEH4zYbytY43c30bUsQVkduwWup5K10ic7Aasuau/s1447/salmonesucavialedi%20melanzane.webp"><br />
      <img src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg1liwLVCCeBrLACtY2ehmS1q1ppYgwxq_wpDAUqlCX0xwPEin79LAmeEvTpbcjfZ-Otvw6UA68LH_kd6_bOdZv48Za8DoYw858oTMklEk9EP6lNmbr8AivxOdpUPJ1ZgwM9JC0UKHKvwDn5d8KxahQDEH4zYbytY43c30bUsQVkduwWup5K10ic7Aasuau/s1447/salmonesucavialedi%20melanzane.webp" alt="Salmone su caviale di melanzane con dadolata di pomodori, sesamo e basilico" /><br />
    </a>
  </div>
<p>  <!-- TESTATINA --></p>
<div>
    DAL QUADERNO DI CUCINA
  </div>
<h2>
    La ricetta<br />
  </h2>
<p>  <!-- DATI PRATICI --></p>
<div>
<div>
<div>
        PER
      </div>
<div>
        4 persone
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        PREPARAZIONE
      </div>
<div>
        20 minuti
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        COTTURA
      </div>
<div>
        20 minuti
      </div>
</p></div>
</p></div>
<p>  <!-- INGREDIENTI --></p>
<h2>
    Ingredienti<br />
  </h2>
<ul>
<li>4 pezzi centrali di salmone, alti e ben carnosi, con la pelle</li>
<li>2 melanzane lunghe</li>
<li>2 pomodori perini</li>
<li>1 cucchiaio abbondante di tahina</li>
<li>Olio extravergine d’oliva q.b.</li>
<li>Za’atar q.b.</li>
<li>Semi di sesamo bianco e nero q.b.</li>
<li>Scorza di limone grattugiata q.b.</li>
<li>Una manciata di foglie di basilico, più qualcuna per la decorazione</li>
<li>Sale e pepe q.b.</li>
</ul>
<p>  <!-- PREPARAZIONE --></p>
<h2>
    Preparazione<br />
  </h2>
<p>  <!-- PASSAGGIO 1 --></p>
<div>
<div>
      1
    </div>
<div>
      Cominciate preparando il caviale di melanzane: lavatele,<br />
      asciugatele e bucherellatele con i rebbi di una forchetta<br />
      in due punti. Ponetele sul fuoco vivo del fornello e,<br />
      seguendole attentamente, giratele ogni volta che la pelle<br />
      risulterà abbrustolita su un lato. Piano piano cominceranno<br />
      a sgonfiarsi, diventando morbide. Quando, infilzandole<br />
      con uno stecchino, quest’ultimo arriverà facilmente<br />
      fino al centro della polpa, le melanzane saranno cotte.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- PASSAGGIO 2 --></p>
<div>
<div>
      2
    </div>
<div>
      Trasferitele su un piatto e aspettate 5 minuti.<br />
      Tagliate le melanzane a metà, quindi raccogliete la polpa<br />
      con un cucchiaio e mettetela nel bicchiere del mixer.<br />
      Aggiungete la tahina, un goccio di olio extravergine d’oliva,<br />
      sale e pepe a piacere. Frullate velocemente fino a ottenere<br />
      una cremina morbida e liscia. Trasferite tutto al fresco.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- PASSAGGIO 3 --></p>
<div>
<div>
      3
    </div>
<div>
      Lavate i pomodori e tagliateli a pezzettini.<br />
      Raccoglieteli in una ciotola e conditeli con olio,<br />
      sale e le foglie di basilico spezzettate con le mani.<br />
      Tenete da parte.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- PASSAGGIO 4 --></p>
<div>
<div>
      4
    </div>
<div>
      È il momento di cuocere il salmone. Scaldate due cucchiai<br />
      di olio extravergine d’oliva in una larga padella<br />
      e adagiatevi i filetti dalla parte della pelle.<br />
      Fate sfrigolare per un momento, poi abbassate la fiamma.<br />
      Cuocete a fuoco basso per una decina di minuti.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- PASSAGGIO 5 --></p>
<div>
<div>
      5
    </div>
<div>
      Impiattiamo: stendete uno strato di caviale di melanzane<br />
      sul fondo di ogni piatto. Adagiatevi sopra il filetto<br />
      di salmone e spolverizzate con i semi di sesamo.<br />
      Salate e pepate, quindi appoggiate ai lati una cucchiaiata<br />
      per piatto di dadolata di pomodoro. Condite il tutto<br />
      con un poco di olietto che si sarà creato sul fondo<br />
      della ciotola. Spolverate con un po’ di za’atar,<br />
      aggiungete una grattata di scorza di limone<br />
      e completate con qualche fogliolina di basilico<br />
      per decorazione.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- MI RACCOMANDO! --></p>
<div>
<div>
      MI RACCOMANDO!
    </div>
<div>
      Quel profumino affumicato…
    </div>
<div>
      La cottura delle melanzane sulla fiamma regala al caviale<br />
      quel profumino affumicato che rende speciale il piatto.<br />
      Quando raccogliete la polpa, fate attenzione a non portarvi<br />
      dietro pezzetti di buccia bruciata. Potete preparare<br />
      il caviale in anticipo e conservarlo in frigorifero,<br />
      così all’ultimo vi resterà solo da cuocere il salmone<br />
      e comporre i piatti.
    </div>
</p></div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>COLESLAW D&#8217;OTTOBRE CON FINOCCHI E CAROTE</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/coleslaw-dottobre-con-finocchi-e-carote/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/coleslaw-dottobre-con-finocchi-e-carote/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 19:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[carote]]></category>
		<category><![CDATA[COLESLAW]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[FINOCCHI]]></category>
		<category><![CDATA[lime]]></category>
		<category><![CDATA[OTTOBRE]]></category>
		<category><![CDATA[panna]]></category>
		<category><![CDATA[prezzemolo]]></category>

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		<description><![CDATA[RICETTE · CONTORNI Cucinare con quello che si ha in casa, dopo una settimana dalla spesa, e riuscire a fare qualcosa di veramente buono, non è mai semplice. Però a volte, per una magica congiuntura degli astri, ci si azzecca. Nel mio cassetto del frigo viaggiavano un finocchio, delle carote… che tra qualche giorno avrebbero&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/coleslaw-dottobre-con-finocchi-e-carote/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Titolo nel campo Titolo di Blogger:<br />
Coleslaw d’ottobre con finocchi e carote --></p>
<div>
<p>  <!-- DATI STRUTTURATI --></p>
<p>  <!-- OCCHIELLO --></p>
<div>
    RICETTE · CONTORNI
  </div>
<p>  <!-- FOTO PRINCIPALE --></p>
<div>
    <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfJPEtaO702Hgtc2OPdyNrYQ-amypToJtPTJNsk3LrAg15eRJrwrAL0Of4QDyiDL52gEin1zEoM-g-RjM4dgLwl7tXckW3q25UI2fHsAPjPXSpkMwCzXQbPS1nLuCTQaqVgi8h0RgKdxYG5v5UMyJ1abZRpimlJK7ieqHYUGrDsYpsdi6Rh-JdLPSq6Gfe/s1400/coleslaw_lara_blogger.webp"><br />
      <img src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfJPEtaO702Hgtc2OPdyNrYQ-amypToJtPTJNsk3LrAg15eRJrwrAL0Of4QDyiDL52gEin1zEoM-g-RjM4dgLwl7tXckW3q25UI2fHsAPjPXSpkMwCzXQbPS1nLuCTQaqVgi8h0RgKdxYG5v5UMyJ1abZRpimlJK7ieqHYUGrDsYpsdi6Rh-JdLPSq6Gfe/s1400/coleslaw_lara_blogger.webp" alt="Coleslaw di finocchi e carote con prezzemolo, panna acida e maionese" style="width:100% !important;height:auto !important;margin:0 auto;border:0" /><br />
    </a>
  </div>
<p>  <!-- INTRODUZIONE --></p>
<div>
<p>
      Cucinare con quello che si ha in casa, dopo una settimana dalla spesa,<br />
      e riuscire a fare qualcosa di veramente buono, non è mai semplice.<br />
      Però a volte, per una magica congiuntura degli astri, ci si azzecca.
    </p>
<p>
      Nel mio cassetto del frigo viaggiavano un finocchio, delle carote…<br />
      che tra qualche giorno avrebbero potuto anche chiedere tranquillamente<br />
      l’eutanasia, quindi ho banalmente pensato a quell’insalata a base di<br />
      cavolo che in America finisce dappertutto: il coleslaw.<br />
      Più che altro ho pensato al condimento. Una cremina golosa che rende<br />
      semplici verdure molto succulente.
    </p>
<p>
      E per magia in frigo era avanzata anche della panna acida, superstite<br />
      di un esperimento culinario andato pure abbastanza bene.<br />
      Non vi racconto balle. È stata veramente una speciale congiunzione astrale.
    </p>
</p></div>
<p>  <!-- TESTATINA --></p>
<div>
    DAL QUADERNO DI CUCINA
  </div>
<h2>
    La ricetta<br />
  </h2>
<p>  <!-- DATI PRATICI --></p>
<div>
<div>
<div>
        PER
      </div>
<div>
        4 persone
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        PREPARAZIONE
      </div>
<div>
        15 minuti
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        COTTURA
      </div>
<div>
        nessuna
      </div>
</p></div>
</p></div>
<p>  <!-- INGREDIENTI --></p>
<h2>
    Ingredienti<br />
  </h2>
<ul>
<li>4 carote</li>
<li>2 finocchi teneri</li>
<li>2 cipolline</li>
<li>Una manciata di belle foglie grandi di prezzemolo</li>
<li>125 g di panna acida</li>
<li>2 cucchiai colmi di maionese</li>
<li>1 lime oppure ½ limone</li>
<li>Olio extravergine d’oliva q.b.</li>
<li>Sale e pepe nero q.b.</li>
</ul>
<p>  <!-- PREPARAZIONE --></p>
<h2>
    Preparazione<br />
  </h2>
<p>  <!-- PASSAGGIO 1 --></p>
<div>
<div>
      1
    </div>
<div>
      Pelate e lavate le carote, lavate i finocchi. Grattugiate entrambi<br />
      utilizzando una grattugia dai fori grandi e raccogliete tutto in<br />
      uno scolapasta. Lasciate colare sul lavello, con un peso sopra,<br />
      per almeno 10 minuti.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- PASSAGGIO 2 --></p>
<div>
<div>
      2
    </div>
<div>
      Pulite e tagliate finemente le cipolline e mettetele in un’insalatiera.<br />
      Aggiungete le foglie grandi di prezzemolo, le carote e i finocchi<br />
      grattugiati e scolati. Irrorate con mezzo cucchiaio di olio<br />
      extravergine d’oliva e il succo del lime o del mezzo limone,<br />
      quindi mescolate bene tutto.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- PASSAGGIO 3 --></p>
<div>
<div>
      3
    </div>
<div>
      In una ciotola mescolate bene la maionese con la panna acida e<br />
      versate la salsa ottenuta sulle verdure. Salate, pepate,<br />
      mescolate nuovamente e servite bello fresco.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- MI RACCOMANDO! --></p>
<div>
<div>
      MI RACCOMANDO!
    </div>
<div>
      Con cosa servirla?
    </div>
<div>
      È ottima per accompagnare un piatto di carne alla griglia oppure<br />
      del pesce. Ottima anche come antipasto leggero, per un pranzo<br />
      ancora più leggero.
    </div>
</p></div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ROTOLO DI CARNE RIPIENO FATTO IN CASA</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/rotolo-di-carne-ripieno-fatto-in-casa/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/rotolo-di-carne-ripieno-fatto-in-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 19:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[AIA]]></category>
		<category><![CDATA[Bon Roll]]></category>
		<category><![CDATA[CASA]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[rosmarino]]></category>
		<category><![CDATA[rotolo]]></category>

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		<description><![CDATA[RICETTE · SECONDI Questo lo compravo spesso dal macellaio, già pronto. Avete presente il Bon Roll AIA? Ecco, proprio quello. Era uno dei miei salvacene preferiti. Arrivavo a casa, lo sbattevo in padella: aglio, olio, un po’ di vino bianco, coperchio, fuoco lento e, quando arrivava mio marito, la cena era pronta. Comodo, buono e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/rotolo-di-carne-ripieno-fatto-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- =====================================================<br />
RICETTA — Lara&amp;theKitchen<br />
Titolo Blogger:<br />
Rotolo di carne ripieno fatto in casa<br />
====================================================== --></p>
<div>
<p>  <!-- OCCHIELLO --></p>
<div>
    RICETTE · SECONDI
  </div>
<p>  <!-- DATI SEO --></p>
<p>  <!-- INTRODUZIONE --></p>
<div>
<p>
      Questo lo compravo spesso dal macellaio, già pronto.<br />
      Avete presente il <strong>Bon Roll AIA</strong>? Ecco, proprio quello.<br />
      Era uno dei miei salvacene preferiti.
    </p>
<p>
      Arrivavo a casa, lo sbattevo in padella: aglio, olio, un po’ di vino bianco,<br />
      coperchio, fuoco lento e, quando arrivava mio marito, la cena era pronta.
    </p>
<p>
      Comodo, buono e soprattutto zero pensieri.
    </p>
<p>
      Poi, nel giro di due anni, il prezzo di questo coso è lievitato esattamente di<br />
      <strong>8 euro al chilo</strong>.
    </p>
<p>
      E lì ho deciso che forse era arrivato il momento di provare a preparare<br />
      il mio <strong>Bon Roll fatto in casa</strong>.
    </p>
<p>
      È vero, il macellaio aveva anche la bontà di vendermene mezzo rotolo,<br />
      che per noi due era la dose perfetta. Ma ormai è una questione di principio:<br />
      me lo faccio intero, lo mangiamo due sere di fila e amen.
    </p>
<p>
      E alla fine, oltre alla soddisfazione di essermelo preparato da sola,<br />
      è venuto anche <strong>più leggero e più buono di quello che compravo dal macellaio</strong>.
    </p>
</p></div>
<p>  <!-- FOTO PRINCIPALE --></p>
<div>
    <img alt="Rotolo di carne ripieno fatto in casa con prosciutto cotto e provola" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEidyGMVxPNrxKWx2B1Q_SwjYBm2_ofyPv7y9CCnbsUlixA8rKApFhCUcANeZJ31guE8i95kyvCFORPrzmTqyD0CCIbhsFB91bo6T6xWjsG44Az56nBkY-Q-uKR_-EcxWwNsEC_08xoSiA9-xR-5-INwpJMUbAYm3kkrY8OYQl5_gW9sr4AwKA6qp-gQeG5n/s1448/ChatGPT%20Image%2016%20set%202026,%2000_21_42.png" style="height:auto;width:100%" />
  </div>
<p>  <!-- TESTATINA RICETTA CENTRATA --></p>
<div>
    DAL QUADERNO DI CUCINA
  </div>
<h2>
    La ricetta<br />
  </h2>
<p>  <!-- DATI PRATICI CENTRATI --></p>
<div>
<div>
<div>
        PER
      </div>
<div>
        4 persone
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        PREPARAZIONE
      </div>
<div>
        30 minuti
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        RIPOSO
      </div>
<div>
        30 minuti
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        COTTURA
      </div>
<div>
        50 minuti
      </div>
</p></div>
</p></div>
<p>  <!-- INGREDIENTI --></p>
<h2>
    Ingredienti<br />
  </h2>
<ul>
<li>300 g di petto di pollo</li>
<li>300 g di patate</li>
<li>150 g di prosciutto cotto</li>
<li>150 g di provola affumicata oppure scamorza</li>
<li>1 uovo</li>
<li>1 cucchiaio abbondante di formaggio grattugiato</li>
<li>pangrattato q.b.</li>
<li>Droga Manzi oppure Saporita q.b.</li>
<li>sale q.b.</li>
<li>pepe q.b.</li>
<li>1 spicchio d’aglio</li>
<li>1 foglia di alloro</li>
<li>1 rametto di rosmarino</li>
<li>1 bicchiere di vino bianco</li>
<li>olio extravergine d’oliva q.b.</li>
</ul>
<p>  <!-- PREPARAZIONE --></p>
<h2>
    Preparazione<br />
  </h2>
<p>  <!-- STEP 1 --></p>
<div>
<div>
      1
    </div>
<div>
      Lessate le patate. Una volta cotte, sbucciatele e passatele allo schiacciapatate.<br />
      Dividetele quindi in due ciotole: mettete circa <strong>tre quarti</strong> delle patate<br />
      in una e il restante <strong>quarto</strong> nell’altra.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 2 --></p>
<div>
<div>
      2
    </div>
<div>
      Mentre le patate cuociono, tagliate il pollo a pezzi e tritatelo nel mixer<br />
      <strong>a intermittenza</strong>, usando il tasto pulse: deve assumere la consistenza<br />
      della carne macinata, senza trasformarsi in una poltiglia. Eliminate eventuali<br />
      filamenti bianchi.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 3 --></p>
<div>
<div>
      3
    </div>
<div>
      Unite il pollo alla ciotola contenente i tre quarti delle patate.<br />
      Aggiungete l’uovo intero, il formaggio grattugiato, la Droga Manzi oppure<br />
      la Saporita, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Amalgamate molto bene.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 4 --></p>
<div>
<div>
      4
    </div>
<div>
      Il composto risulterà piuttosto appiccicoso. Aggiungete quindi pangrattato<br />
      poco alla volta, quanto basta per ottenere un impasto lavorabile con le mani,<br />
      quasi come quello delle polpette. Tenetelo da parte.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 5 --></p>
<div>
<div>
      5
    </div>
<div>
      Tritate finemente il prosciutto cotto. Tagliate circa <strong>50 g di provola</strong><br />
      a piccoli dadini e tritate finemente i restanti 100 g.<br />
      Unite prosciutto e provola alla ciotola con il quarto di patate tenuto da parte<br />
      e lavorate tutto con le mani fino a ottenere un composto omogeneo.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 6 --></p>
<div>
<div>
      6
    </div>
<div>
      Stendete sul piano di lavoro un foglio di carta forno e cospargetelo con poco<br />
      pangrattato. Distribuitevi sopra il composto di pollo e patate e, aiutandovi<br />
      con le mani, allargatelo lentamente formando un <strong>rettangolo molto sottile</strong>,<br />
      facendo attenzione a non creare buchi.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 7 --></p>
<div>
<div>
      7
    </div>
<div>
      Prendete il ripieno di prosciutto, patate e formaggio e modellatelo con le mani<br />
      formando una specie di lunga polpetta. Sistematela al centro del rettangolo.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- GUIDA ILLUSTRATA --></p>
<div>
    <img alt="Come formare il rotolo di carne ripieno - guida illustrata Lara&amp;theKitchen" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhuOVGoKMXtAlgcCm59QiHN0No9jHUnTji7PVCdLi2d4sQnnQwgRyhgyYQLg95DnYqAFKhqnkC8aI-xzSJADFSJ69iQfqk1g6N19Ih1ghn320Swm8aLUcBYTecDIZMnUHR3ugWQ0J9Zp1pypRO2R8KhyphenhyphenNgGbdBg1zv0I8TvD9Kayt-wiynxzN0Hx3hFc5iQ/s1536/Guida%20illustrata%20al%20rotolo%20ripieno.png" style="height:auto;margin:auto" />
  </div>
<p>  <!-- STEP 8 --></p>
<div>
<div>
      8
    </div>
<div>
      Aiutandovi con la carta forno, sollevate prima un lato lungo del rettangolo<br />
      e poi l’altro, richiudendo il composto intorno al ripieno.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 9 --></p>
<div>
<div>
      9
    </div>
<div>
      Sigillate con cura la chiusura e le estremità, chiudendo eventuali crepe.<br />
      Sempre aiutandovi con la carta, modellate il rotolo con le mani e compattatelo<br />
      bene, facendo attenzione che all’interno non rimangano bolle d’aria.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 10 --></p>
<div>
<div>
      10
    </div>
<div>
      Avvolgete il rotolo nella carta forno e lasciatelo riposare in frigorifero<br />
      per <strong>almeno 30 minuti</strong>: questo passaggio lo farà compattare<br />
      e renderà più semplice la cottura.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 11 --></p>
<div>
<div>
      11
    </div>
<div>
      In una padella capiente scaldate un filo di olio extravergine d’oliva con<br />
      <strong>l’aglio, la foglia di alloro e il rametto di rosmarino</strong>.<br />
      Sistemate il rotolo nella padella e fatelo insaporire.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- STEP 12 --></p>
<div>
<div>
      12
    </div>
<div>
      Sfumate con il vino bianco, coprite e proseguite la cottura a fuoco dolce<br />
      per circa <strong>50 minuti</strong>, girando delicatamente il rotolo durante<br />
      la cottura e conservando il suo sughetto, che servirà anche per riscaldarlo.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- MI RACCOMANDO --></p>
<div>
<div>
      MI RACCOMANDO!
    </div>
<div>
      Preparatelo in anticipo.
    </div>
<div>
<p>
        Questo rotolo è ancora più comodo se preparato in anticipo.<br />
        Una volta cotto, lasciatelo raffreddare e mettetelo in frigorifero:<br />
        da freddo si compatta e <strong>si taglia molto meglio</strong>,<br />
        senza rischiare di romperlo.
      </p>
<p>
        Al momento di servirlo, tagliatelo a fette e riscaldatele direttamente<br />
        in padella con <strong>il suo sughetto di cottura</strong>.<br />
        Perfetto quindi da preparare la sera prima, oppure al mattino per la cena.
      </p>
</p></div>
</p></div>
</div>
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		<title>LA CERTOSA DI PESIO</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 14:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[ce]]></category>
		<category><![CDATA[momento]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[posto]]></category>
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		<description><![CDATA[GITE LENTE ♥ VALLE PESIO · CHIUSA DI PESIO · CUNEO In fondo alla Valle Pesio, dove il silenzio ha ancora una casa. La Certosa di Pesio è uno di quei posti in cui devi decidere di andare, non ci arrivi per caso, incontrandola lungo la via. Da Chiusa di Pesio la strada entra nella&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-certosa-di-pesio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<article>
<div>GITE LENTE ♥</div>
<div>
    VALLE PESIO · CHIUSA DI PESIO · CUNEO
  </div>
<div>
    In fondo alla Valle Pesio, dove il silenzio ha ancora una casa.
  </div>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       FOTO APERTURA — VIALE AUTUNNALE<br />
       ===================================================== --></p>
<div>
    <img src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh3EVhqDGXM2YlDbkBOyIJFaFmFcvMjBvLmLcVUIO_Q0-7ghYy12I-skoXEukxKepxNrWRQ-RzbC9ZJF_Pla-_TtV-a0SI9ad1NGz2haimm_GgdhI-HYXkpcVtXQMIh85y3p7jtvf-EIly_bAk3cFALQ-s1ncMmDE9IA6hj7MkzcwSGSwWSQWAeuJSny5ut/s4012/8EEF3BD7-1A3B-4677-8151-EC52B58F8896.JPG" alt="Viale alberato della Certosa di Pesio in autunno" />
  </div>
<p>
    La <strong>Certosa di Pesio</strong> è uno di quei posti in cui devi<br />
    decidere di andare, non ci arrivi per caso, incontrandola lungo la via.
  </p>
<p>
    Da Chiusa di Pesio la strada entra nella valle e, poco alla volta,<br />
    sembra lasciarsi alle spalle tutto il resto.
  </p>
<p>
    Le case diventano meno frequenti, il bosco di castagni prende spazio,<br />
    le montagne si avvicinano.
  </p>
<p>
    Poi, quasi in fondo alla Valle Pesio, arrivano le mura della Certosa.
  </p>
<p>
    <strong>E dietro quelle mura comincia un altro mondo.</strong>
  </p>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       APPENA DENTRO<br />
       ===================================================== --></p>
<div>Il primo incontro</div>
<h2>Appena dentro</h2>
<p>
    Superato l&#8217;ingresso, davanti alla Certosa si apre uno spazio enorme<br />
    che cambia completamente con le stagioni.
  </p>
<p>
    Ci sono volte in cui ad accoglierti è un lungo viale alberato ricoperto<br />
    di foglie gialle, altre in cui è il prato davanti agli edifici<br />
    a prendersi tutta la scena.
  </p>
<p>  <!-- VIALE VERDE + NUOVA FOTO SUL PRATO --></p>
<div>
<div>
      <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhY_sDmkmtS5joZq-rbyBxEMJwJQR3rfXu4WXlqVSzHVU8Gio6W8VDy5u4F1QoDSNNny4zTEwABRqea7DT9VtEWcPc0xse2vml-aWPAH97S6ipgxz975iZGo_fJy_MQUf-hUgkrbdKfPIERwyXqoOClD_YcvdjrI3qJPyedfuiblIHk1XZKZXfw33K-uEyh/s4032/IMG_8559.jpeg" alt="Viale verde della Certosa di Pesio" />
    </div>
<div>
      <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEijfPpPxw-CEd3B_9DKf79_RIjvANWIoJF_482ssYqK3v5ZhuSt8OqEjvc2WJvxQehklj63lvEyR4lFUn3ri6ZkS0Vapv2OMP00wtVeLk1Cl6vIKLffypZnGJ-sL1UHFzFSXhuP3qrPtxo0JcV5Db85rfz8lyLtM6NK2yWSGwCGBtqpzHNqJ4dMxStWjEHg/s1448/certosa%20sole.png" alt="Un momento di relax sul prato della Certosa di Pesio" />
    </div>
</p></div>
<p>
    Quando il tempo lo permette, capita di vedere chi soggiorna qui seduto<br />
    sull&#8217;erba o sotto gli alberi, con un libro in mano, a parlare oppure<br />
    semplicemente a godersi il sole.
  </p>
<p>
    Ed è forse la prima cosa che fa capire che questo posto non è soltanto<br />
    qualcosa da guardare.
  </p>
<p>
    <strong>È un posto ancora vissuto.</strong>
  </p>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       STORIA<br />
       ===================================================== --></p>
<div>Dal 1173</div>
<h2>Ottocento anni in fondo alla valle</h2>
<div>
    <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjwvM68-ggNCgaqu45hjLOZDmNj1TJBmJTNVwTC7M-Ai5OjRRH087ywifH_t8PMR7wQ-yo4d7kbO5kpyzPJMarUBwduMaZuvuZtUwWouVo4SjE7MwNUOgMv960zr4WZbhYbEdA2yFnEyng7ZUfbBe2mrnyGR6rLs5Wgt3zM45hRSvKucxFcwCmPr5BD6moS/s4032/IMG_5648.jpeg" alt="Ingresso della Certosa di Pesio con la data 1173" />
  </div>
<p>La Certosa è qui dal <strong>1173</strong>.</p>
<p>
    Furono i Certosini, arrivati dalla Grande Chartreuse di Grenoble,<br />
    a scegliere questo angolo della Valle Pesio, allora quasi disabitato,<br />
    per costruire il loro monastero.
  </p>
<p>
    E guardandosi intorno viene abbastanza facile capire perché proprio qui.
  </p>
<p><strong>Boschi, acqua, montagne e isolamento.</strong></p>
<p>
    Ma i monaci non rimasero semplicemente chiusi tra queste mura a pregare.
  </p>
<p>
    Nei secoli la Certosa diventò un importante centro religioso,<br />
    culturale e sociale e la loro presenza finì per influenzare anche<br />
    la vita della valle, dall&#8217;agricoltura all&#8217;allevamento fino alle<br />
    attività artigianali.
  </p>
<p>Intanto anche il monastero cresceva.</p>
<p>
    Nel Cinquecento vennero realizzati il grande chiostro superiore<br />
    e una nuova chiesa; nel Seicento l&#8217;architetto di corte<br />
    <strong>Giovenale Boetto</strong> ridisegnò parte del complesso,<br />
    aggiungendo, tra le altre cose, il grande loggiato e la scala monumentale.
  </p>
<div>
    Poi arrivò Napoleone.<br />
    E per i Certosini cambiò tutto.
  </div>
<p>
    Nel 1802 il governo napoleonico soppresse la Certosa, i suoi beni<br />
    immobiliari e artistici vennero dispersi e i monaci dovettero<br />
    lasciare la loro casa.
  </p>
<p>
    E da qui la storia prende una piega che, lo ammetto,<br />
    non mi sarei aspettata.
  </p>
<p>
    A metà Ottocento l&#8217;antico monastero diventò uno<br />
    <strong>stabilimento idroterapico</strong> frequentato dalla buona<br />
    società dell&#8217;epoca.
  </p>
<p>Dalle celle dei monaci alle cure termali.</p>
<p><strong>La Certosa ne ha viste parecchie.</strong></p>
<p>
    Con la Prima guerra mondiale anche questa parentesi terminò e il<br />
    complesso rimase abbandonato fino al 1934, quando venne acquistato<br />
    dai <strong>Missionari della Consolata</strong>.
  </p>
<p>
    Furono loro a cominciare il lungo lavoro di recupero di edifici che,<br />
    a quel punto, erano ormai in condizioni molto difficili.
  </p>
<p>E sono ancora loro ad abitare la Certosa oggi.</p>
<div>
    <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi7AxXP5tClsJDpDu05A3wQe84CiBYEG9ChsHWd42uMJY6GIru4OJy3C1av8PNWgi0OuRwh00Walfeo26haqfwsouRqXg7vksaRgqEwkc8KPo8D2GO4x6NL0WYYnSnzWVfRihIrjNbI_Opt5Aui1t8nPCtFe9eU32mqLJcEr0aQsUDVQZSiK0DcqaqB-M1c/s4032/IMG_5657.jpeg" alt="Edifici storici della Certosa di Pesio" />
  </div>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       DENTRO LA CERTOSA<br />
       ===================================================== --></p>
<div>Tra corridoi e silenzio</div>
<h2>Dentro la Certosa</h2>
<p>
    Noi ci siamo stati diverse volte e, non so se per fortuna o perché<br />
    scegliamo periodi abbastanza tranquilli, spesso ci è capitato<br />
    di ritrovarci quasi soli.
  </p>
<p><strong>Ed è bellissimo.</strong></p>
<p>Si entra e si comincia a camminare.</p>
<p>Corridoi, scale, passaggi, archi.</p>
<p>Si sale, si scende, si cambia livello.</p>
<p>
    Ci sono la chiesa antica e quella più recente, gli ambienti che<br />
    raccontano epoche diverse, scorci che compaiono all&#8217;improvviso<br />
    attraverso una porta o una finestra.
  </p>
<p>
    Ma la cosa che preferisco è proprio gironzolare senza troppa fretta<br />
    e godermi l&#8217;atmosfera.
  </p>
<div>
    <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjiNoKQUJXjGYvMKwaW_b5VVi9UbnIUxlnjcBa18vxw4CTm-YmzvY1ZjLYixA-7QllgXNVyQcU10lJhJlCEqHQqRmNGutd1_MeJb1vhLOwm4c4Ak93kKQfETKVXyOruJ7y-9w9PsUWJodr20Cu7wwTjRF_vvT-AG8M4Sdzdi4oolm9cQdP8zg5vkXPErufM/s5290/tempImage1lKr5a.bmp" alt="Corridoio della Certosa di Pesio" />
  </div>
<p>A volte senti soltanto i tuoi passi.</p>
<p>
    Poi si aggiunge il mormorio del Pesio che scorre proprio lì sotto.
  </p>
<p>
    Oppure, da fuori, qualche campanaccio delle caprette che pascolano<br />
    sulla collina poco lontano.
  </p>
<p>  <!-- DUE CHIESE --></p>
<div>
<div>
      <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiHEDUjyOiIOJpWSJCs_i9NgNxOyQIfCKxJqfAkJ49lVwbUdTk57UE-m1Er8T1gsDvHtH8kJGhKR1g7vlCF6IvlextCIUjTR882iavgfteLB9Q2YP6JXH6iXQR5JVezYSQPRKFx6yEk-J8YvLxk8vZvcX8_Tm4vA9rBPX2LDG8msdtF3WqdovSG1dCO0Bu9/s4032/IMG_6928.jpeg" alt="Chiesa antica della Certosa di Pesio" /></p>
<div>La chiesa antica.</div>
</p></div>
<div>
      <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjh8_NHPedMu856-GvZI1B3BZpHKy7jRgQ8KZr7Oz-ttYlCJp_qKT3WFKzD9LjV2UIdEaa87HCxxJ4naJUIfW7g79yttIcTBj78tBna7IQExL9ALGuRCbO8z8qsXcl_vHcX07vyuWWl3aARYrNRw7m4W8UyNtQul1f9ONSTAyl2Ht9x844ycuHDLli8np4v/s4032/IMG_5661.jpeg" alt="Chiesa decorata della Certosa di Pesio" /></p>
<div>La chiesa decorata.</div>
</p></div>
</p></div>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       CHIOSTRO<br />
       ===================================================== --></p>
<div>Il cuore verde</div>
<h2>Il chiostro e il giardino</h2>
<p>Poi c&#8217;è il chiostro.</p>
<p>Da lì lo sguardo si apre su un giardino meraviglioso.</p>
<p>È uno di quei punti in cui inevitabilmente mi fermo.</p>
<div>
    <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitz189j4HlTStUByVd_aEtNdDijtmI9ZJLWSXpGooPdhOTBefjeit9OCPQ3gnS1zyVWAbGpH-QllrBtH8Wdk4yWMTKeO4dkCvDPrjze0p-1KlAjTZTZUNAiyrcTAsRppqAH2qDCk_ezyFAExr1OL_fTWxKCz_0uS_BkLt-Fa2OPCL1AjtmbtD-ZP-cItvs/s4032/IMG_6616.JPG" alt="Chiostro e giardino della Certosa di Pesio" />
  </div>
<p>
    Ci sono statue, alberi enormi — alcuni hanno tutta l&#8217;aria di essere<br />
    lì da un tempo infinito — e, nella bella stagione, il giardino torna<br />
    a essere uno spazio vissuto anche dalle persone che soggiornano<br />
    nella Certosa.
  </p>
<p>Ed è una cosa che mi piace moltissimo.</p>
<p>
    Perché non sembra un giardino conservato sotto una campana di vetro.
  </p>
<p>È bello, curato, storico.</p>
<p><strong>Ma è ancora parte della vita del posto.</strong></p>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       CASA VIVA<br />
       ===================================================== --></p>
<div>Una casa, ancora oggi</div>
<h2>Non è soltanto un monumento</h2>
<p>
    E questa, secondo me, è una cosa importante da sapere prima di venire qui.
  </p>
<p>
    La Certosa di Pesio non è soltanto un monumento aperto al pubblico<br />
    e visitabile.
  </p>
<p><strong>È ancora una casa.</strong></p>
<p>Una casa abitata e abitabile.</p>
<p>
    Qui non vivono semplicemente dei religiosi che pregano tra mura antiche.<br />
    La comunità dei Missionari della Consolata continua a fare della Certosa<br />
    un luogo di accoglienza e di incontro.
  </p>
<p>
    Durante l&#8217;anno vengono organizzati ritiri spirituali, incontri e<br />
    settimane bibliche; in estate arrivano anche ragazzi e giovani per<br />
    i campi. Gruppi, famiglie e singole persone possono scegliere di<br />
    fermarsi qui per qualche giorno.
  </p>
<p>
    Sul sito della Certosa la raccontano come una casa nella quale poter<br />
    approdare per trovare pace e profondità e utilizzano un&#8217;immagine che<br />
    mi è rimasta particolarmente impressa: quella di un<br />
    <strong>«ospedale da campo»</strong> per chi sente il bisogno di<br />
    ritrovare il senso e la bellezza della vita alla luce del Vangelo di Gesù.
  </p>
<p>
    È, naturalmente, una visione profondamente cristiana.
  </p>
<p>
    Ma credo racconti bene una cosa che può percepire anche chi,<br />
    come me, religioso non è.
  </p>
<p>
    Queste stanze, questi corridoi, il chiostro e il giardino non sono<br />
    la scenografia immobile di qualcosa che è stato.
  </p>
<p>Ci sono ancora persone che arrivano.</p>
<p>
    Dormono qui, mangiano insieme, parlano, pregano, si incontrano,<br />
    si fermano.
  </p>
<p>E poi ripartono.</p>
<p>
    Forse è anche per questo che, nonostante la sua imponenza e tutti<br />
    i secoli che si porta addosso, la Certosa non mi ha mai dato quella<br />
    sensazione un po&#8217; fredda che a volte hanno i monumenti.
  </p>
<p>È grande, antica, silenziosa.</p>
<p><strong>Ma è ancora una casa.</strong></p>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       LARA<br />
       ===================================================== --></p>
<div>Il mio modo di viverla</div>
<h2>E io, che religiosa non sono&#8230;</h2>
<p>
    La religione, per me, non è il motivo per cui torno alla Certosa.
  </p>
<p>Sono atea e non avrebbe senso raccontarla diversamente.</p>
<p>Eppure qui sto bene.</p>
<p>
    Forse perché esistono luoghi in cui la spiritualità degli altri<br />
    non ha bisogno di diventare la tua per riuscire comunque a lasciarti qualcosa.
  </p>
<p>A me lascia soprattutto silenzio.</p>
<p>
    Non un silenzio assoluto, perché la Certosa i suoi rumori li ha.<br />
    Li hai sentiti entrando: il Pesio, il vento, i campanacci, i nostri passi.
  </p>
<p>
    È piuttosto quella sensazione rara che<br />
    <strong>niente ti chieda di avere fretta.</strong>
  </p>
<p>E tranquillità.</p>
<p>Tempo per camminare senza dover arrivare da qualche parte.</p>
<p>Per non fare assolutamente niente.</p>
<p>Che, ogni tanto, è una gran bella cosa.</p>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       MICIA<br />
       ===================================================== --></p>
<div>Gli abitanti più pelosi</div>
<h2>E poi ci sono loro</h2>
<p>
    Naturalmente in un posto del genere non potevano mancare i gatti.
  </p>
<p>
    Ne ho visti bazzicare almeno due, belli cicciotti, da queste parti.
  </p>
<p>
    Ma ce n&#8217;è una che ormai, per noi, è<br />
    <strong>la micia della Certosa</strong>.
  </p>
<p>
    Una gattina tartarugata, con un occhietto un po&#8217; sbrincio e tutta<br />
    l&#8217;aria di una che ha trovato l&#8217;Eden tra le mura della Certosa:<br />
    vitto e tetto assicurati e natura incontaminata dove scorrazzare<br />
    e cacciare liberamente.
  </p>
<div>
    <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhHwA27vqf9WplOcZAsnDgHNwEPhvE-0C_B3FBgX5GTfX_ntnFa7rLn6Jf7giPE2b9Mo7iO3LPCNFMosXNGj5aOwgSGdk4vO5K33CYZc4R8izHrhJNdLFoctYU9jJRx0i-FUXcRGjMyBUDaKZY_nr0A4BFIPEKGFyoJjyKkXAa-HAxlqobxnHUtFdeqvx4h/s7795/IMG_6608.jpeg" alt="La gatta tartarugata della Certosa di Pesio" />
  </div>
<p>L&#8217;avevamo incontrata una prima volta.</p>
<p>Quando siamo tornati, tempo dopo, c&#8217;era ancora.</p>
<p>
    E questa volta ha deciso che la visita l&#8217;avremmo fatta insieme.
  </p>
<p>
    Ci ha seguito per buona parte del nostro giro, camminando davanti<br />
    a noi nei corridoi come se fosse perfettamente normale.
  </p>
<p>
    Come se fosse lei a controllare che sapessimo dove andare.
  </p>
<p>Non so come si chiami.</p>
<p>Per noi ormai è semplicemente lei.</p>
<p>
    E naturalmente, se tornassimo domani, una delle prime cose che<br />
    faremmo sarebbe cercarla.
  </p>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       IL MIO MOMENTO<br />
       ===================================================== --></p>
<div>Quello che mi porto via</div>
<h2>Il mio momento</h2>
<p>Potrei scegliere il chiostro.</p>
<p>Il giardino.</p>
<p>Il rumore del torrente.</p>
<p>La strada che entra nel bosco.</p>
<p>E invece probabilmente sceglierei una cosa piccolissima.</p>
<p>
    <strong><br />
      Noi due che camminiamo in uno dei corridoi della Certosa<br />
      e quella micia sbrincia qualche metro davanti a noi.<br />
    </strong>
  </p>
<p>Ogni tanto si ferma.</p>
<p>Si gira.</p>
<p>Controlla che la stiamo seguendo.</p>
<p>E poi riparte.</p>
<div>
    Non credo che sulla guida ufficiale della Certosa sia prevista<br />
    la visita accompagnata da un gatto.<br />
    Ma noi siamo stati fortunati.
  </div>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       CI TORNEREI<br />
       ===================================================== --></p>
<div>La domanda finale</div>
<h2>Ci tornerei?</h2>
<p>Ci siamo già tornati.</p>
<p>Più di una volta.</p>
<p>E credo che sia questa la risposta migliore.</p>
<p>
    Non perché ogni volta ci sia qualcosa di nuovo da vedere.
  </p>
<p>Anzi.</p>
<p>
    Forse torno proprio perché so già cosa troverò.
  </p>
<div>
    La strada. Il bosco. I corridoi.<br />
    Il chiostro. Il silenzio.
  </div>
<p>
    E magari, se siamo fortunati, anche una piccola guida a quattro<br />
    zampe che ci aspetta da qualche parte.
  </p>
<p>
    La Certosa di Pesio è uno di quei posti in cui devi decidere di andare.
  </p>
<p>
    <strong><br />
      E poi, una volta che ci sei stato, può succedere che ogni tanto<br />
      ti venga semplicemente voglia di tornarci.<br />
    </strong>
  </p>
<p>  <!-- =====================================================<br />
       TACCUINO DI GITE LENTE — MASTER DEFINITIVO<br />
       ===================================================== --></p>
<div>
<div>
      IL TACCUINO DI GITE LENTE
    </div>
<p>    <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiqwCQZ1dwxk7BGiWAEbGxeQgKPMf2crUMb2Y5vhPJmu1PYZE4hjwavwiANu3IBPjiz8kEJt3bRJ0ujInLAs-_btfwWlgH37k097pGj6DDSdq9hhoh2h7ffubJKKAgPawvdMGcT1XeMORenTHadJCjHD4NmP1CYuL6CCwcHHRCXBMK0zLmqh754EGvaJJ19/s1536/taccuinocertosapesio.png" alt="Taccuino di Gite Lente della Certosa di Pesio con mappa, informazioni pratiche e consigli di Lara" /></p></div>
</article>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>IL PEPERONE DI CARMAGNOLA</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/il-peperone-di-carmagnola/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/il-peperone-di-carmagnola/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 23:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[CARMAGNOLA]]></category>
		<category><![CDATA[forme]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[IL]]></category>
		<category><![CDATA[momento]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[peperone]]></category>
		<category><![CDATA[Wikimedia Commons]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://foodbloggermania.it/ricetta/il-peperone-di-carmagnola/</guid>
		<description><![CDATA[EAT LOCAL ♥ PRODOTTI · PEPERONI · PIEMONTE · CARMAGNOLA (TO) Ci sono prodotti che basta vedere su un banco per capire che è arrivato il loro momento. Il Peperone di Carmagnola è uno di questi. Rosso o giallo, lucido, carnoso, con quelle forme un po&#8217; esagerate che sembrano fatte apposta per distinguerlo dagli altri.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-peperone-di-carmagnola/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- =====================================================<br />
EAT LOCAL — Lara&amp;theKitchen<br />
Il Peperone di Carmagnola<br />
Il titolo va SOLO nel campo Titolo di Blogger<br />
====================================================== --></p>
<div>
<p>  <!-- OCCHIELLO --></p>
<div>
    EAT LOCAL ♥
  </div>
<p>  <!-- DESCRITTORE --></p>
<div>
    PRODOTTI · PEPERONI · PIEMONTE · CARMAGNOLA (TO)
  </div>
<p>  <!-- APERTURA --></p>
<div>
<p>
      Ci sono prodotti che basta vedere su un banco per capire che è arrivato il loro momento.
    </p>
<p>
      <strong>Il Peperone di Carmagnola è uno di questi.</strong>
    </p>
<p>
      Rosso o giallo, lucido, carnoso, con quelle forme un po&#8217; esagerate<br />
      che sembrano fatte apposta per distinguerlo dagli altri.<br />
      E poi c&#8217;è il profumo: quello del peperone vero, che quando lo tagli<br />
      riempie immediatamente la cucina.
    </p>
<p>
      A Carmagnola il peperone è arrivato all&#8217;inizio del Novecento e ha<br />
      trovato terreno e clima abbastanza giusti da diventare, nel tempo,<br />
      uno dei prodotti simbolo di questa parte del Piemonte.
    </p>
</p></div>
<p>  <!-- FOTO PRINCIPALE --></p>
<figure>
<p>    <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRT-HCH4_bGa0tFOf1hdlZvaPU2SmF9Fco854DQYkuDvlKhGg6ngI6hrro-9aQN11XuU4oZE4xY40dABQxFC12fifqgTBMnZSuanlMt8DqrtpXC_n5vWzurXp7IQFjkGMOs6Q7AgoY6LbPme86uglh0ag_CR6bOJr36-5DXCsMHkasFzHuE42OcR878U6c/s4272/Peperoni_di_Carmagnola.jpg" alt="Peperoni di Carmagnola rossi e gialli" style="width:100%;height:auto" /></p>
<figcaption>
<p>      Peperoni di Carmagnola — foto di Raffaele Sergi,<br />
      <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35020444" target="_blank" rel="noopener"><br />
        Wikimedia Commons<br />
      </a>,<br />
      licenza<br />
      <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noopener"><br />
        CC BY 2.0<br />
      </a>.</p>
</figcaption>
</figure>
<p>  <!-- STACCO --></p>
<div>
    ❦
  </div>
<p>  <!-- QUATTRO FORME --></p>
<section>
<div>
      Non uno, ma quattro
    </div>
<div>
<p>
        La cosa che mi piace di più è che parlare <strong>del</strong><br />
        Peperone di Carmagnola è quasi sbagliato.<br />
        Perché le forme tradizionali sono quattro e si riconoscono<br />
        praticamente a colpo d&#8217;occhio.
      </p>
<p>
        C&#8217;è il <strong>Quadrato</strong>, grosso, carnoso e panciuto;<br />
        il <strong>Corno di bue</strong>, lungo e affusolato;<br />
        la <strong>Trottola</strong>, che ricorda vagamente un cuore;<br />
        e il piccolo <strong>Tumaticòt</strong>, tondo e schiacciato,<br />
        quasi fosse un pomodoro.
      </p>
<p>
        Rossi oppure gialli, hanno tutti una polpa dolce,<br />
        ma consistenze e forme diverse.
      </p>
</p></div>
</section>
<p>  <!-- BOX QUATTRO FORME --></p>
<div>
<div>
      LE QUATTRO FORME TRADIZIONALI
    </div>
<div>
      Quadrato · Corno di bue · Trottola · Tumaticòt
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- IL SUO MOMENTO --></p>
<section>
<div>
      Da fine luglio, è il suo momento
    </div>
<div>
<p>
        La raccolta avviene a mano ed è scalare:<br />
        non maturano tutti insieme e quindi si torna sulle piante più volte.
      </p>
<p>
        È uno di quei prodotti che hanno ancora un periodo preciso dell&#8217;anno<br />
        e forse è anche questo il bello: quando arriva,<br />
        bisogna approfittarne.
      </p>
<p>
        E in cucina non serve inventarsi chissà cosa.
      </p>
<p>
        Crudo, arrostito in forno, in peperonata, ripieno,<br />
        con la bagna caöda.
      </p>
<p>
        Io sono già per la soluzione più semplice:<br />
        <strong>forno, pelle tolta, un buon olio e poco altro.</strong><br />
        Il peperone deve sapere di peperone.
      </p>
</p></div>
</section>
<p>  <!-- DAL TACCUINO DI LARA --></p>
<div>
<div>
      Dal taccuino di Lara
    </div>
<div>
    </div>
<div>
      APPUNTI, SAPORI E PICCOLE COSE DA RICORDARE
    </div>
<div>
<div>
        <strong>Dove</strong><br />
        Carmagnola e dintorni
      </div>
<div>
        <strong>Regione</strong><br />
        Piemonte
      </div>
<div>
        <strong>Quando</strong><br />
        Da fine luglio
      </div>
<div>
        <strong>Colori</strong><br />
        Rosso e giallo
      </div>
<div>
        <strong>Le forme</strong><br />
        Quadrato, Corno di bue, Trottola, Tumaticòt
      </div>
<div>
        <strong>Da provare</strong><br />
        Anche semplicemente arrostito
      </div>
</p></div>
<div>
      Da comprare quando è il suo momento.<br />
      E senza aspettare troppo.
    </div>
</p></div>
<p>  <!-- FONTI --></p>
<div>
<p>    <strong><br />
      Fonti<br />
    </strong></p>
<p>    Regione Piemonte — Biodiversità agricola:<br />
    Peperoni di Carmagnola.</p>
<p>    Turismo Torino e Provincia:<br />
    Peperone di Carmagnola.</p>
<p>    Foto: Raffaele Sergi —<br />
    Wikimedia Commons / CC BY 2.0.</p></div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>TORTA BOUNTY, AL COCCO E CIOCCOLATO:IL DOLCE FREDDO SENZA COTTURA</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-bounty-al-cocco-e-cioccolatoil-dolce-freddo-senza-cottura/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-bounty-al-cocco-e-cioccolatoil-dolce-freddo-senza-cottura/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 16:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[AL]]></category>
		<category><![CDATA[BOUNTY]]></category>
		<category><![CDATA[ce]]></category>
		<category><![CDATA[chiss]]></category>
		<category><![CDATA[cocco]]></category>
		<category><![CDATA[IL]]></category>
		<category><![CDATA[SENZA]]></category>
		<category><![CDATA[TORTA]]></category>

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		<description><![CDATA[RICETTE · DESSERT Oggi torta anni ’80. Di quelle ricette che le mamme si passavano su fogliettini scritti a mano. «Ti do la ricetta di una torta veloce veloce, che ci fai pure un figurone.» La chiamavano torta Bounty e, almeno tra le mamme di Villa Doria, i giardini dove andavo a giocare, spopolava. Credo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-bounty-al-cocco-e-cioccolatoil-dolce-freddo-senza-cottura/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>  <!--OCCHIELLO--></p>
<div>
    RICETTE · DESSERT
  </div>
<p>  <!--SEO--></p>
<div></div>
<p>  <!--INTRODUZIONE--></p>
<div>
<p>
      Oggi torta anni ’80. Di quelle ricette che le mamme si passavano<br />
      su fogliettini scritti a mano.
    </p>
<p>
      «Ti do la ricetta di una torta veloce veloce, che ci fai pure<br />
      un figurone.»
    </p>
<p>
      La chiamavano <strong>torta Bounty</strong> e, almeno tra le mamme<br />
      di Villa Doria, i giardini dove andavo a giocare, spopolava.
    </p>
<p>
      Credo sia stata anche una delle prime torte che ho preparato<br />
      quando ero ancora alle prime armi. Poi, come succede a tante<br />
      ricette, è finita nel dimenticatoio.
    </p>
<p>
      E adesso eccola qui.
    </p>
<p>
      Una di quelle torte che si facevano d’estate: niente forno,<br />
      niente cottura, facile facile. Biscotti, cocco e cioccolato,<br />
      qualche ora in frigorifero e il gioco è fatto.
    </p>
<p>
      <em>Il foglietto naturalmente non ce l’ho più.<br />
      Ma la ricetta, chissà come, è rimasta.</em>
    </p>
</p></div>
<p>  <!--FOTO PRINCIPALE--></p>
<div>
<p>    <img alt="Torta fredda al cocco e cioccolato" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj4hyphenhyphendblxadQIgGNvshbaX3jCN-lpGncI6kTmbuF7ZH15WF7EJaOJ4KWZgEGgwTyGUhzdzeIaR3GBc_msO7AFPVD0z9MpRcJ0qfUTZaHb4rNcwI7DEMjHfWavgdOLCkhyafMS6oxPRN58I8Ms84AFtDFbfZn6gVEpiGrfjMh3v3RgQsmnQaAK8n58T__egB/s1448/tortabounty%20fredda.png" style="height: auto;margin: 0px auto;width: auto" /></p></div>
<p>  <!--DAL QUADERNO DI CUCINA--></p>
<div>
<div>
      DAL QUADERNO DI CUCINA
    </div>
<h2>
      La ricetta<br />
    </h2>
</p></div>
<p>  <!--DATI PRATICI--></p>
<div>
<div>
<div>
        Per
      </div>
<div>
        1 torta
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        Tortiera
      </div>
<div>
        circa 28 cm
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        Preparazione
      </div>
<div>
        circa 25 minuti
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        Riposo
      </div>
<div>
        4 ore e 15 minuti
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        Totale
      </div>
<div>
        circa 4 ore e 40 minuti
      </div>
</p></div>
</p></div>
<p>  <!--DATI SEO--></p>
<p>  <!--INGREDIENTI--></p>
<h2>
    Ingredienti<br />
  </h2>
<ul>
<li>
      250 g di biscotti secchi tipo Oro Saiwa
    </li>
<li>
      250 g di cocco rapé
    </li>
<li>
      150 g di burro
    </li>
<li>
      100 g di acqua
    </li>
<li>
      50 g di zucchero
    </li>
<li>
      2-3 gocce di vaniglia pura liquida
    </li>
<li>
      200 g di cioccolato fondente extra
    </li>
<li>
      una noce di burro per il cioccolato
    </li>
</ul>
<p>  <!--PREPARAZIONE--></p>
<h2>
    Preparazione<br />
  </h2>
<div>
<p>    <!--1--></p>
<div>
<div>
        1
      </div>
<div>
<div>
          Tritate finemente i biscotti secchi nel tritatutto.<br />
          Trasferiteli in una ciotola capiente, unite il cocco rapé<br />
          e mescolate bene i due ingredienti.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!--2--></p>
<div>
<div>
        2
      </div>
<div>
<div>
          Fate fondere i 150 g di burro in un pentolino, quindi<br />
          versatelo sul composto di biscotti e cocco.<br />
          Amalgamate accuratamente.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!--3--></p>
<div>
<div>
        3
      </div>
<div>
<div>
          In un pentolino sciogliete lo zucchero nell’acqua bollente.<br />
          Versate anche questo composto nella ciotola, aggiungete<br />
          2-3 gocce di vaniglia pura liquida e mescolate bene.<br />
          Dovrete ottenere un composto sodo e compatto.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!--4--></p>
<div>
<div>
        4
      </div>
<div>
<div>
          Foderate con carta da forno una tortiera di circa 28 cm.<br />
          Prima stropicciate bene la carta con le mani: in questo modo<br />
          diventerà più morbida e aderirà molto meglio ai bordi<br />
          della tortiera.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!--5--></p>
<div>
<div>
        5
      </div>
<div>
<div>
          Versate il composto di biscotti e cocco sul fondo della<br />
          tortiera e pressatelo molto bene, cercando di compattarlo<br />
          in maniera uniforme e senza lasciare buchi all’interno.<br />
          Fate riposare in frigorifero per 15 minuti.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!--6--></p>
<div>
<div>
        6
      </div>
<div>
<div>
          Sciogliete il cioccolato fondente insieme a una noce<br />
          di burro, quindi versatelo sulla torta e spalmatelo<br />
          uniformemente su tutta la superficie.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!--7--></p>
<div>
<div>
        7
      </div>
<div>
<div>
          Rimettete la torta in frigorifero e lasciatela riposare<br />
          per almeno 4 ore. Al momento di servirla, tagliatela con<br />
          un coltello dalla lama ben affilata e leggermente riscaldata:<br />
          sarà più semplice ottenere delle fette pulite.<br />
          Potete prepararla anche in una teglia rettangolare o quadrata<br />
          e servirla tagliata in piccoli dolcetti.
        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>  <!--MI RACCOMANDO--></p>
<div>
<div>
      MI RACCOMANDO!
    </div>
<div>
      Pressate bene.
    </div>
<div>
      Quando mettete il composto nella tortiera, compattatelo davvero<br />
      molto bene. Non devono rimanere vuoti all’interno: è questo<br />
      che permette alla torta di restare compatta quando la tagliate.
    </div>
</p></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-bounty-al-cocco-e-cioccolatoil-dolce-freddo-senza-cottura/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>TEGLIA DI ACCIUGHE AL FORNO</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/teglia-di-acciughe-al-forno/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/teglia-di-acciughe-al-forno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 18:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[AL]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[prezzemolo]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[teglia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://foodbloggermania.it/ricetta/teglia-di-acciughe-al-forno/</guid>
		<description><![CDATA[RICETTE · SECONDI Ci sono ricette che hanno bisogno di poco. Acciughe fresche, qualche pomodorino, aglio, olio buono e pochi minuti di forno. Questa teglia è una di quelle: semplice da preparare, bella da portare in tavola e ancora più buona se lasciata intiepidire qualche minuto prima di servirla. DAL QUADERNO DI CUCINA La ricetta&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/teglia-di-acciughe-al-forno/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>  <!-- OCCHIELLO --></p>
<div>
    RICETTE · SECONDI
  </div>
<p>  <!-- SEO --></p>
<div></div>
<p>  <!-- INTRODUZIONE --></p>
<p>
    Ci sono ricette che hanno bisogno di poco. Acciughe fresche,<br />
    qualche pomodorino, aglio, olio buono e pochi minuti di forno.<br />
    Questa teglia è una di quelle: semplice da preparare, bella da<br />
    portare in tavola e ancora più buona se lasciata intiepidire<br />
    qualche minuto prima di servirla.
  </p>
<p>  <!-- FOTO PRINCIPALE --></p>
<div>
<p>    <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWjGUCJRYn_IhLPu5WhxexV-nPga7PchEfPbejoxYCAdLtJRPq2ZU1h2bRquCjvY5sDRE4S2DRrtqYi7cdQ7p7u-jVske12_Z-LLY1F-uq69M8cRgq3Rez3EajP1HWwKRDhSZpc3DX534y-gcEj7z8PCDiBHg1DybG5dGWTxF1fok8aSksHXPYNMJSbH8y/s1600/acciughealforno.jpeg" alt="Teglia di acciughe al forno con pomodorini" style="width:auto;height:auto;margin:0 auto" /></p></div>
<p>  <!-- DAL QUADERNO DI CUCINA --></p>
<div>
<div>
      DAL QUADERNO DI CUCINA
    </div>
<h2>
      La ricetta<br />
    </h2>
</p></div>
<p>  <!-- DATI PRATICI --></p>
<div>
<div>
<div>
        Per
      </div>
<div>
        4 persone
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        Teglia
      </div>
<div>
        circa 30 cm
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        Preparazione
      </div>
<div>
        30 minuti
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        Cottura
      </div>
<div>
        15 minuti
      </div>
</p></div>
<div>
<div>
        Totale
      </div>
<div>
        45 minuti
      </div>
</p></div>
</p></div>
<p>  <!-- DATI SEO --></p>
<p>  <!-- INGREDIENTI --></p>
<h2>
    Ingredienti<br />
  </h2>
<ul>
<li>
      600 g di acciughe non troppo piccole
    </li>
<li>
      pomodorini, a piacere
    </li>
<li>
      2 spicchi d&#8217;aglio
    </li>
<li>
      prezzemolo fresco
    </li>
<li>
      olio extravergine d&#8217;oliva
    </li>
<li>
      sale, solo se necessario
    </li>
</ul>
<p>  <!-- PREPARAZIONE --></p>
<h2>
    Preparazione<br />
  </h2>
<div>
<p>    <!-- 1 --></p>
<div>
<div>
        1
      </div>
<div>
<div>
          Pulite le acciughe eliminando la testa e le interiora,<br />
          quindi lavatele abbondantemente sotto acqua corrente.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!-- 2 --></p>
<div>
<div>
        2
      </div>
<div>
<div>
          Ungete bene una teglia da forno di circa 30 cm e sistematevi<br />
          le acciughe aperte a libro, con il lato della pelle rivolto<br />
          verso il basso. Disponetele una accanto all&#8217;altra fino a<br />
          coprire completamente la teglia, cercando di creare un bel<br />
          disegno.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!-- 3 --></p>
<div>
<div>
        3
      </div>
<div>
<div>
          Tagliate i pomodorini a metà e distribuiteli tra le acciughe,<br />
          con la parte tagliata rivolta verso la pelle del pesce.<br />
          Affettate finemente i due spicchi d&#8217;aglio e distribuiteli<br />
          sulla superficie.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!-- 4 --></p>
<div>
<div>
        4
      </div>
<div>
<div>
          Condite con un filo di olio extravergine d&#8217;oliva e,<br />
          se necessario, un pizzico di sale. Cuocete in forno<br />
          già caldo a 180 °C per circa 15 minuti.
        </div>
</p></div>
</p></div>
<p>    <!-- 5 --></p>
<div>
<div>
        5
      </div>
<div>
<div>
          Lasciate intiepidire leggermente la teglia e completate<br />
          con una spolverata di prezzemolo fresco tritato prima<br />
          di servire.
        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>  <!-- MI RACCOMANDO --></p>
<div>
<div>
      MI RACCOMANDO!
    </div>
<div>
      Poco sale.
    </div>
<div>
      Le acciughe sono già molto saporite:<br />
      assaggiate prima di aggiungerne altro.
    </div>
</p></div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PiccoloPiacere: slerfa di focaccia</title>
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		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/piccolopiacere-slerfa-di-focaccia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 21:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>

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		<description><![CDATA[Una &#8220;slerfa&#8221; di focaccia calda appena sfornata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRCUjdnnkuDdoRoUG_aczLovdD8ekwBsMvC_MCM6TKJvMH0nZJxSzgkZKwI5bAYdaQh20Txxt8Dnj30dSLKNe5xaYiqjlOOiXf_OpLcYP8Ph027ug4ccAcqpiTnCQ5UN6JbQ_2hPiM0kt1FrL9W29Fo89rwhpy3afqCqQacwO1e7_P1StiBwUWYnlB8Hk8/s200/200.png"><img border="0" height="200" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRCUjdnnkuDdoRoUG_aczLovdD8ekwBsMvC_MCM6TKJvMH0nZJxSzgkZKwI5bAYdaQh20Txxt8Dnj30dSLKNe5xaYiqjlOOiXf_OpLcYP8Ph027ug4ccAcqpiTnCQ5UN6JbQ_2hPiM0kt1FrL9W29Fo89rwhpy3afqCqQacwO1e7_P1StiBwUWYnlB8Hk8/s1600/200.png" width="200" /></a></div>
<p>
<div><span>Una &#8220;slerfa&#8221; di focaccia calda appena sfornata</span></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>TERME DI LURISIA: IL VIZIO DI STARE BENE</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/terme-di-lurisia-il-vizio-di-stare-bene/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/terme-di-lurisia-il-vizio-di-stare-bene/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 18:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivo]]></category>
		<category><![CDATA[attesa]]></category>
		<category><![CDATA[BENE]]></category>
		<category><![CDATA[IL]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Barbara]]></category>
		<category><![CDATA[STARE]]></category>
		<category><![CDATA[TERME]]></category>

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		<description><![CDATA[Vizi e Delizie Una giornata all&#8217;Antro delle Acque tra grotte termali, saune, acqua calda, ghiaccio e aperitivo in vasca. Ci sono posti dove vai perché hai bisogno di staccare. E poi ci sono posti dove torni semplicemente perché hai scoperto che stare bene è un vizio al quale ci si abitua molto in fretta. Per&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/terme-di-lurisia-il-vizio-di-stare-bene/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div>Vizi e Delizie</div>
<div></div>
<div>
<div>
<p>
  Una giornata all&#8217;Antro delle Acque tra grotte termali, saune,<br />
  acqua calda, ghiaccio e aperitivo in vasca.
</p>
</div>
<p><!--FOTO 1 – HERO--></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiOKvg4qD1zf7CqNuFcFrH_uF6evo71CcPUV9deaeYaXaFagzn5o_X7k-pjnAarvE7GxKyJ-27Ep7Th8nGLn34PrS7gOmTOCVMEn9PEDkd8oTGV2reQKJBgIWbDkqUwkrI4ak0DzuiQPmjmhP2Qa9MzvDkli6lhN6uedUuiLtJEkRgf1kmf-1wAU3VXCwWD/s1536/ChatGPT%20Image%205%20set%202026,%2000_44_31.png"><img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiOKvg4qD1zf7CqNuFcFrH_uF6evo71CcPUV9deaeYaXaFagzn5o_X7k-pjnAarvE7GxKyJ-27Ep7Th8nGLn34PrS7gOmTOCVMEn9PEDkd8oTGV2reQKJBgIWbDkqUwkrI4ak0DzuiQPmjmhP2Qa9MzvDkli6lhN6uedUuiLtJEkRgf1kmf-1wAU3VXCwWD/s1600/ChatGPT%20Image%205%20set%202026,%2000_44_31.png" /></a></div>
<p>
<div></div>
</p></div>
<p>
    Ci sono posti dove vai perché hai bisogno di staccare.<br />
    E poi ci sono posti dove torni semplicemente perché hai scoperto<br />
    che stare bene è un vizio al quale ci si abitua molto in fretta.
  </p>
<p>
    Per noi le <strong>Terme di Lurisia</strong> sono decisamente<br />
    nella seconda categoria.
  </p>
<p>
  <img alt="Ingresso delle Terme di Lurisia" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhU1n6rT-TSkQYjCi3JCUVMw5r6pAJW94IkSxHgGHAwGEn-itYr1tdSBvMU5z_JFXeeNuGrJ0YHb2RE9WIBk5_dhGoslLu8ShCn7OKLZU3TKT947G1AIxhvbRyDxx3cgf499mPwVRnKugsA5Hz4zkLncoBwDGFQUp1qsx0BlcHnN04xV_8nLXmrLKssUrLg/s1200/2.png" />
</p>
<p>
    Ci siamo stati a giugno, io e mio marito, e non era certo la prima volta:<br />
    l&#8217;anno scorso ci eravamo già concessi questa coccola per ben due volte.<br />
    Il motivo è molto semplice: sono il centro termale naturale più vicino<br />
    a casa nostra e, soprattutto, ogni volta che ci andiamo usciamo<br />
    con quella piacevole sensazione di aver fatto qualcosa di molto intelligente<br />
    per noi stessi.
  </p>
<p>  <!--FOTO GIARDINO--></p>
<div>
<div>
      <img alt="Giardino delle Terme di Lurisia" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjf7tODy5jZhf76nkixT5Es0XG6sWLSQpdCHlKTQB3pgCmIrEFiVRaj7oLzEb3rj9OdAjRbuttrtaRNhSmH1CXjIWhgUGpbQ38Ei3D5xuuUO0vYQMUI2Ny6uRgxNpcSIEj0AtChBy7UiWKvXVHGSKuk4fVfeyYSP4AUt5i7EAPOYYvq-BHeTGjYgf92xRZ7/s1200/2.png" />
    </div>
<div>
      <img alt="Il Minatore Rosso nel giardino delle Terme di Lurisia" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiJsse-YNOw8RgdyEn7elUSTMgotVkt8vwayav3oEkea3sSRblYrAsJREwBCSUFpvcbBxiwRVoY4Fydv487RjddHFbyRUjKk2FibY9rGYJ9DyW75vvaibmdvqm-sy0QjUFjSGwTzjU9fhT35zQ4pe8L5ZF3rjuNTzHL0sjef3f8F0PwA3OdthVIp9P0VilX/s1200/5.png" />
    </div>
</p></div>
<h2>Il centro benessere delle Terme di Lurisia</h2>
<p>
    Noi, però, questa volta siamo qui per concederci qualche ora di<br />
    <strong>benessere</strong>. Niente programmi, niente orari da rispettare:<br />
    si entra, si lasciano vestiti e pensieri nell&#8217;armadietto e si decide che,<br />
    per qualche ora, il mondo può tranquillamente aspettare.
  </p>
<p>
    Il centro benessere è piccolo, raccolto e molto ben organizzato.<br />
    Una cosa che ho apprezzato particolarmente è la gestione degli ingressi:<br />
    la prima volta eravamo praticamente soli, le altre due c&#8217;era decisamente<br />
    più gente, ma il personale è stato bravissimo a organizzare i percorsi.
  </p>
<p>
    Nessun effetto &#8220;fila alle Poste&#8221;.<br />
    Si passa da un ambiente all&#8217;altro senza ritrovarsi ammassati<br />
    ad aspettare il proprio turno.
  </p>
<h2>La grotta termale: si comincia dal vapore</h2>
<div>
    <img alt="Grotta di vapore delle Terme di Lurisia" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj41LKeSys7H0TfBR2NsHb2yKQHtLATZR6zEZ_UlVkzhrrbYI7CfWd50Udw3LtQ1ZHpjjgmCv159MTIDCba1Q2LBMhWENPJtOf7kLcsCaohiHGlWtZrMUW9XqgzZVku2Sbuc5co6molVV691SJJLez1sUSU5Np3dzfR9cMdSIuDoUaAgXntb6dwcnTy14YZ/s1200/1.png" /></p>
<div>
      La Grotta di Vapore: qui il benessere passa direttamente dalla montagna.
    </div>
</p></div>
<p>
    Il percorso comincia dalla parte che, secondo me, rende Lurisia<br />
    davvero particolare: la <strong>grotta ai vapori termali</strong>.
  </p>
<p>
    Qui sei dentro una grotta scavata nella montagna.<br />
    Roccia, umidità, vapore e quell&#8217;atmosfera un po&#8217; misteriosa<br />
    che ti fa pensare che, da un momento all&#8217;altro, potrebbe comparire<br />
    un minatore con la lampada in testa.
  </p>
<p>
    Le temperature cambiano nelle diverse zone della grotta:<br />
    l&#8217;Antro delle Acque è intorno ai 25–28 °C, mentre ci sono zone<br />
    più calde che arrivano a temperature decisamente importanti.<br />
    E il vapore avvolge tutto.
  </p>
<div>
    Per me è un fantastico aerosol naturale.<br />
    O, più semplicemente, il modo più piacevole che conosco<br />
    per stare dentro una montagna senza doverla scalare.
  </div>
<h2>Sauna, Kneipp e vasca ghiacciata</h2>
<p>
    Dopo la grotta arriva il momento in cui cominci a chiederti<br />
    se sei davvero venuto qui per rilassarti o se qualcuno abbia<br />
    deciso di sottoporre il tuo corpo a una serie di prove.
  </p>
<p>
    C&#8217;è il <strong>percorso Kneipp</strong>, poi la sauna infrarossi,<br />
    più delicata, e quella finlandese, decisamente più seria.
  </p>
<p>
    La sauna più calda, nella mia esperienza, si aggirava intorno agli<br />
    <strong>85 °C</strong>. Quella infrarossi è invece molto più gentile<br />
    e si aggira sui 45–50 °C.
  </p>
<p>
    E poi arriva il grande momento della vasca fredda.
  </p>
<p>
    Esci dalla sauna bollente e ti immergi nell&#8217;acqua gelida.<br />
    Per qualche secondo il cervello prende atto della situazione<br />
    e probabilmente presenta le dimissioni.
  </p>
<p>
    Poi torni nella vasca calda, fai un altro giro, ti rilassi,<br />
    respiri e ti senti improvvisamente una persona molto più saggia.
  </p>
<p>  <!--FOTO VASCHE--></p>
<div>
<div>
      <img alt="Acqua termale delle Terme di Lurisia" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjSAgdmOi7SmxS-9HAbaqZWfaDEITvtzbR63bUL2TywgH7i__s__-0vQjOSTZvOJq7Fws2mC9wwAU0Wz3BohZdTmMCEp71N73b1IRRAhkQ7QLCksEdzk_7MvlqGEnMTcapiHuLEB0AlmOMBuF2YlrqUHDDFBy_T5XCssLoEjrPaGNpIj4qK0oHlf_U0x_em/s1200/4.png" />
    </div>
<div>
      <img alt="Grande vasca idromassaggio delle Terme di Lurisia" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjsHxihqXudMXQomdZnwL6NS2OSbOvsjXN4MgrHPKw5ACxEySzJE7ebdmj7WNAUZNYhxlNs67IPlVx1_vhQ7zAPU7VdUY8C9e220AE5XP_4dyL21IVeSwEWMIehvT-Tss8NhK5hCBcxe4_53_MmXnd669-xiuEpqgC9566Tv5-skdpfCQgF8X02bi_zb5wf/s1200/6.png" />
    </div>
</p></div>
<h2>L&#8217;acqua termale Santa Barbara</h2>
<div>
    <img alt="Fonte Santa Barbara delle Terme di Lurisia" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEheG0F2Z8dRRmUxttbnploKk3jUfJ8OQh2JM8PeFrAqTbFqZ70bB8SagJStV9dn5TefCNmSgHaEY5y7TuQpw5xc_WjbF37kDpAPTLGZmMBpIbpC26PleG6zeiP5k84kyQD-f1lf8_3GLBZ-fbT-GFkirq_8FuCMHhe6mCWdpvFL8-B-tdG-uJs3YHaQB1T1/s1200/blog%20vert.png" />
  </div>
<p>
    Ed eccoci al punto che, per me, è il vero segreto di Lurisia.
  </p>
<p>
    Non è soltanto questione di quanto sia calda l&#8217;acqua.<br />
    È <strong>quello che contiene</strong>.
  </p>
<p>
    L&#8217;acqua Santa Barbara è particolarmente leggera e minimamente mineralizzata.<br />
    E ha anche una caratteristica che scoprirete rapidamente<br />
    se decidete di berla.
  </p>
<div>
    Piccolo consiglio non richiesto:<br />
    occhio a bere l&#8217;acqua della fonte.<br />
    Potreste passare la notte a fare pipì.
  </div>
<p>
    Io, però, sono sempre uscita da Lurisia con una pelle che mi piace<br />
    moltissimo. Non so se sia magia, acqua, vapore o semplicemente<br />
    il fatto che per qualche ora non ho fatto altro che pensare a me.<br />
    Ma la sensazione è quella.
  </p>
<h2>Una sala d&#8217;attesa che sembra uscita da un altro tempo</h2>
<div>
    <img alt="Sala d'attesa comune delle Terme di Lurisia" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgxqv3cPjzFR3xtbX_H4bjGZg_yYH3v-wdhx93Xy4eZanO-ggZsn5dI6KLFEzAJ1-od1FLnDKu_IYJISSXcYZ7dWmILIVEdHNJKbOKuOTQkAxO7kfVKlcruL7nYmf5KpKaeQeZgw-T0PgLuFMc0rdXrg8vraFdal7xRL_lSUpFHJEd8dShiq4uTTWWwVStZ/s4032/IMG_8608.jpeg" /></p>
<div>
      La sala d&#8217;attesa comune delle Terme: un piccolo viaggio nel tempo.
    </div>
</p></div>
<p>
    Un&#8217;altra cosa che mi piace moltissimo è l&#8217;ambiente.
  </p>
<p>
    Le zone comuni hanno un&#8217;impronta decisamente <strong>vintage</strong>:<br />
    divani e poltrone in vimini e quell&#8217;aria un po&#8217; rétro che sembra arrivare<br />
    direttamente dagli anni Trenta o Quaranta.
  </p>
<p>
    La sala d&#8217;attesa comune ha anche giornali e riviste:<br />
    quelle piccole cose che oggi sembrano quasi un lusso.
  </p>
<p>
    E il centro benessere ha la sua sala relax, dove trovate<br />
    <strong>biscotti, frutta e tisane</strong>.<br />
    Insomma, tutto quello che serve per non avere fretta di uscire.
  </p>
<p>
    Non è il minimalismo asettico di certe spa tutte cemento,<br />
    vetro e profumo di eucalipto.<br />
    Qui c&#8217;è una personalità precisa.<br />
    E secondo me è proprio questo che rende il posto così piacevole.
  </p>
<h2>Il tonico delle Terme di Lurisia</h2>
<p>
    Una piccola cosa che mi piace molto è che i prodotti utilizzati<br />
    negli spogliatoi si possono anche acquistare.
  </p>
<p>
    Io ho un debole particolare per il <strong>tonico</strong>.
  </p>
<p>
    Una vera <em>sferzata per la pelle che al mattino ti rimette al mondo</em>.
  </p>
<p>
    La formulazione utilizza l&#8217;acqua termale Santa Barbara insieme a<br />
    oligoelementi e componenti dedicati all&#8217;idratazione e alla tonicità<br />
    della pelle prima della crema. La nota aromatica è data anche dalla<br />
    presenza di acqua di neroli.
  </p>
<h2>L&#8217;aperitivo in vasca</h2>
<p>
    E poi arriva il momento che, secondo me, rende tutto<br />
    ancora più difficile da lasciare.
  </p>
<p>
    Con <strong>10 euro in più a persona</strong> si può aggiungere<br />
    l&#8217;aperitivo termale.
  </p>
<div>
    <img alt="Aperitivo in vasca alle Terme di Lurisia" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiaqhyFIAdpfgRU2eG7hUzwNCpNAR3lDSp7cecDQcThGEjFZkAv9o52QTsYQqWaQxCvNVmvtJEP6a-MLWa-TL0ByW5TGpn9rGa6G44rCZCaL2MDzcBLysu01sJi88gQz-kZegWc7xbXnHIrbdLh2o40z6fQ83t4L8ZUgrJct8OeVUEYxLCoDt_AhRtyzqw2/s1200/3.png" /></p>
<div>
      Sì. È proprio quello che sembra: aperitivo dentro la vasca termale.
    </div>
</p></div>
<p>
    Il vassoio arriva direttamente in vasca e, a quel punto,<br />
    bisogna soltanto scegliere se continuare a stare nell&#8217;acqua<br />
    oppure spostarsi nella sala relax.
  </p>
<p>
    Io non vedo particolari motivi per uscire dall&#8217;acqua.
  </p>
<p>
    Se proprio dobbiamo trovare un difetto, è che dopo sauna,<br />
    Kneipp, vasche calde, vasca fredda e aperitivo in acqua,<br />
    l&#8217;idea di tornare a vestirsi e rientrare nella vita normale<br />
    appare quasi offensiva.
  </p>
<h2>Perché torniamo alle Terme di Lurisia</h2>
<p>
    Quest&#8217;anno, inoltre, ci sono due novità che non abbiamo ancora provato:<br />
    una <strong>piscina esterna</strong> e un ampliamento della<br />
    <strong>zona sensoriale</strong>.
  </p>
<p>
    E forse è anche questo il bello: abbiamo già una buona scusa<br />
    per tornare.
  </p>
<p>
    Perché Lurisia non è enorme e non cerca di esserlo.<br />
    È raccolta, particolare, organizzata bene e ha quel qualcosa<br />
    che ti fa sentire in vacanza anche se sei andata semplicemente<br />
    a passare qualche ora in acqua.
  </p>
<p>
    E soprattutto, ogni volta che usciamo, abbiamo la stessa sensazione:<br />
    <strong>pelle bellissima, corpo rilassato e nessuna voglia<br />
    di tornare immediatamente alla realtà.</strong>
  </p>
<p>
    Che, a pensarci bene, è esattamente quello che dovrebbe fare<br />
    un buon centro benessere.
  </p>
<div>
    <strong>Una piccola confessione finale.</strong></p>
<p>    Non so se sia l&#8217;acqua, la grotta, il vapore, il caldo,<br />
    il freddo, l&#8217;aperitivo o semplicemente quelle ore<br />
    in cui nessuno ti chiede niente.</p>
<p>    Probabilmente è l&#8217;insieme.</p>
<p>    Fatto sta che a Lurisia ci siamo tornati tre volte<br />
    e stiamo già pensando alla quarta.
  </p></div>
<div>
<h3>Terme di Lurisia — Informazioni pratiche</h3>
<ul>
<li>
        <strong>Esperienza:</strong><br />
        Antro delle Acque / centro benessere
      </li>
<li>
        <strong>Durata indicativa:</strong><br />
        circa 2,5–3 ore
      </li>
<li>
        <strong>Percorso:</strong><br />
        grotta ai vapori termali, sauna finlandese,<br />
        sauna infrarossi, idromassaggio termale,<br />
        percorso Kneipp e sala relax
      </li>
<li>
        <strong>Aperitivo termale:</strong><br />
        supplemento di €10 a persona
      </li>
<li>
        <strong>Prenotazione:</strong><br />
        consigliata, generalmente sono chiuse da metà Gennaio ad Aprile
      </li>
<li>
        <strong>Prezzo:</strong><br />
        verificare sempre sul sito ufficiale https://termedilurisia.it prima di partire,<br />
        perché prezzi, disponibilità e condizioni possono cambiare.
      </li>
</ul></div>
<div>
<p>
      E adesso scusate, ma io avrei già voglia di tornare.
    </p>
<p>    <img alt="Lara &amp; the kitchen" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiADwL1UtPZD_7Hea3_za42DBKsZJtluwXHf89skt5eOVjwfYeyjbdd71K1Ah8polffkp5X7hty0x8ILoNjAFdlY2DL_e7WxFO8fupLnADq3ZYnd5ouf15YXCAxAxrv0SHDlraBvs143tY32vVin5mTe-RP3kVc3X1_40qJcbSmZFyQmRGb5Jmq6_qdpNT8/s2172/ChatGPT%20Image%203%20set%202026,%2020_43_00.png" />
  </div>
</div>
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		<item>
		<title>LE TERME DI LURISIA</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 16:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[LE]]></category>
		<category><![CDATA[TERME]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEg_IaHScG83jy9ZTdVOX2rTZhIJf2o8kHIcl6-WGFB8sk-SlOD9FA4raFEJOPkvvwFQQWT2xZBdqj-ZYbx-JtwK25wPLzMOhayrAIJseirYXt11_7CaRPQ_R_iHJVaKM5p37-lDwD2pykNWaculIIOS5rE6_QLJufealwPJ9coSPgOE-fvvksoiECvxigni"><img alt="" height="240" src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEg_IaHScG83jy9ZTdVOX2rTZhIJf2o8kHIcl6-WGFB8sk-SlOD9FA4raFEJOPkvvwFQQWT2xZBdqj-ZYbx-JtwK25wPLzMOhayrAIJseirYXt11_7CaRPQ_R_iHJVaKM5p37-lDwD2pykNWaculIIOS5rE6_QLJufealwPJ9coSPgOE-fvvksoiECvxigni" width="320" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IL FORTE DI VINADIO</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 16:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[IL]]></category>
		<category><![CDATA[VINADIO]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;LOREM IPSUM&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;LOREM IPSUM&nbsp;</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8izzQX-Vjf-YZbAjBCA-hvzMQBcqie6hqj_EkYNe-wHDQXfZsZSK_ZmLn8WnHiWg_psCGKowm8tWcSfly4EhigP9lkl9QeYCOkRpN74RXc9LkkrRYh4GjG6LFw17IXOYEU78lsSN5ftQvYEzOYBTScrYwcMqXbEdgvsrNsvpzIPud9MW6w2aqP6WrYrH4/s4032/IMG_3097.HEIC"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8izzQX-Vjf-YZbAjBCA-hvzMQBcqie6hqj_EkYNe-wHDQXfZsZSK_ZmLn8WnHiWg_psCGKowm8tWcSfly4EhigP9lkl9QeYCOkRpN74RXc9LkkrRYh4GjG6LFw17IXOYEU78lsSN5ftQvYEzOYBTScrYwcMqXbEdgvsrNsvpzIPud9MW6w2aqP6WrYrH4/w300-h400/IMG_3097.HEIC" width="300" /></a></div>
<p>
<p></p>
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		<title>Gamberi alla zimino</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/gamberi-alla-zimino/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 18:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[fritto]]></category>
		<category><![CDATA[gamberi]]></category>
		<category><![CDATA[insalata]]></category>
		<category><![CDATA[pistacchi]]></category>
		<category><![CDATA[prova]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[rosmarino]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;questo è un post di prova delle ricette&#160; 4 persone 55 min Media gamberi ceci&#160; rosmarino&#160; bollicine Preparazione Prendete i gamberi e cacciateli in acqua bollejji frullate i ceci bollite il rosmarino e basilico fritto&#160; infine fate tante boccacce https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/07/gamberi-alla-tunisina.html https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/03/insalata-di-ananas-e-gamberi.html https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/02/tagliolini-ai-gamberetti-rosa-pistacchi.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;questo è un post di prova delle ricette&nbsp;</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjs1QCegsK0BvEZNTSw1ACxqXMcQZLdK7EhIvdkayy2W8W-FmJ8MQlY0e4L9SY3843uWMIh1xEgi4q1tSF1Pn20DELOBKOAbcKaFDL2QKC13iEQSVeT9w0hibuSrNU4dKNicIAU8CQbsO3QnlK0mAHcDlFtG0PmveYzyRBBkdpB6fD9Zq24kSkkUPCbsKyW/s6000/51D81D61-CBCD-4FE4-9A6D-CB9BD2E71BE3_L0_001.jpg"><img border="0" height="426" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjs1QCegsK0BvEZNTSw1ACxqXMcQZLdK7EhIvdkayy2W8W-FmJ8MQlY0e4L9SY3843uWMIh1xEgi4q1tSF1Pn20DELOBKOAbcKaFDL2QKC13iEQSVeT9w0hibuSrNU4dKNicIAU8CQbsO3QnlK0mAHcDlFtG0PmveYzyRBBkdpB6fD9Zq24kSkkUPCbsKyW/w640-h426/51D81D61-CBCD-4FE4-9A6D-CB9BD2E71BE3_L0_001.jpg" width="640" /></a><span></p>
<div><i></i> <span>4 persone</span></div>
<div><i></i> <span>55 min</span></div>
<div><i></i> <span>Media</span></div>
<p></span></div>
<ul>
<li>gamberi</li>
<li>ceci&nbsp;</li>
<li>rosmarino&nbsp;</li>
<li>bollicine</li>
</ul>
<div>Preparazione</div>
<ol>
<li>Prendete i gamberi e cacciateli in acqua bollejji</li>
<li>frullate i ceci</li>
<li>bollite il rosmarino</li>
<li>e basilico fritto&nbsp;</li>
<li></li>
<li>infine fate tante boccacce</li>
</ol>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/07/gamberi-alla-tunisina.html">https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/07/gamberi-alla-tunisina.html</a></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/03/insalata-di-ananas-e-gamberi.html">https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/03/insalata-di-ananas-e-gamberi.html</a></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/02/tagliolini-ai-gamberetti-rosa-pistacchi.html">https://laraandthekitchen.blogspot.com/2016/02/tagliolini-ai-gamberetti-rosa-pistacchi.html</a></div>
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		</item>
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