L’enigma dell’Ananas all’epoca dell’antica Roma

Nel post di oggi parleremo di arte antica, precisamente dell’arte del Mosaico.

Nel mosaico fotografato sopra è raffigurato un cesto di frutta fresca. La tecnica artistica e decorativa utilizzata è quella del Mosaico: si creano motivi geometrici e non unendo piccoli frammenti di materiali molto duri (marmo, vetro, pietra, etc.). Qualcuno sul web dice che si tratta dell’antenato dei moderni puzzle (non mi trova pienamente d’accordo). 
L’arte del Mosaico, nata dai Greci ma sviluppata dai Romani, veniva utilizzata per abbellire le pareti ed i pavimenti di prestigiose case oppure per impreziosire oggetti di uso comune. Più tardi, nel periodo Bizantino, venne notevolmente sviluppata e gli artisti iniziarono a raffigurare volti santi ed abbellire edifici religiosi.
Ma perchè in un blog che tratta argomenti di enogastronomia, news ed approfondimenti si parla del MOSAICO?
Per i lettori meno attenti, consiglio di rivedere la foto del mosaico proposto in copertina.
Non trovate nulla di strano e bizzarro?
Ecco qui un bel zoom
Caro lettore, siamo davanti all’”enigma dell’Ananas Romano“. Nel mosaico di epoca romana (precisamente fatto risalire al I sec. d.c.) compare un frutto che arriverà in Occidente solo dopo il 1492 ovvero dopo la scoperta dell’America .

Ma come è possibile?
Questa foto ritrae un pezzo di un pavimento esposto presso il Museo del Palazzo Massimo alle Terme di Roma nella sezione dedicata, appunto, ai mosaici (oltre che ad affreschi e stucchi di epoca classica e non solo).
Nel cesto sono raffigurati tutti i frutti consumati all’epoca: fichi, melagrane, mele cotogne, uva rossa, ed un ananas. Come può esserci nel cesto un frutto mai conosciuto in Europa se non dopo i viaggi di Cristoforo Colombo?
Senza dubbio, sappiamo per certo che anche se i Romani non sono stati degli abili navigatori, restano tra i pochi popoli antichi che hanno superato le Colonne d’ Ercole e navigato nell’ Oceano Atlantico colonizzando, anche se brevemente, l’isola di Britannia.
Ecco la mappa dell’Impero Romano nella sua massima espansione.
Nella storia dell’umanità l’Impero Romano è stato uno dei più grandi, influenti e vasti di sempre. Si è espanso oltre l’inimmaginabile arrivando a dominare popoli diversi tra loro e anche alcuni molto lontani dal Mar Mediterraneo. Nei mercati i cittadini romani potevano acquistare tantissima frutta e verdura e molti dei prodotti erano di importazione straniera. 
Cosa non mangiavano i romani?
I romani non conoscevano:
  • le patate;
  • i fagioli;
  • i peperoni;
  • il caffè;
  • le zucche;
  • le melanzane;
  • i pomodori;
  • il riso;
  • il granturco;
  • il cacao;
  • tantissima frutta e verdura proveniente dai popoli orientali (Cina in particolare) come gli agrumi (mandarini, cedri, arance) e frutti che oggi definiamo “tropicali”; 

Oggi non sapremmo fare a meno di questi alimenti eppure nessun impero a quel tempo era tanto multi-etnico come l’Impero Romano ed i suoi cittadini erano abituati a gustare e sperimentare piatti nuovi (per l’epoca s’intende), con ingredienti stranieri provenienti da paesi appena conquistati e scambi commerciali con il mondo arabo.
L’abilità dei cuochi era di riuscire a fondere “l’autoctono mediterraneo” con i prodotti “nuovi“.
Addirittura, soffermandoci sulla frutta, i Romani erano già abili coltivatori che sperimentavano la tecnica dell’innesto sulle piante da frutto per creare nuove specie. Purtroppo moltissime delle specie create, a seguito della caduto dell’Impero Romano, sono state perse per sempre. 
Ah, maledetti barbari! 
Ma tornando al nostro Ananas, nessun testo antico trovato finora parla di coltivazione o prodotti similari all’Ananas.
Molti ancora oggi pensano che le piante di Ananas siano altissime, come delle palme.
La pianta di Ananas, appartenente alla famiglia delle Bromeliacee è invece più bassa.
Il frutto si definisce “non climaterico” ovvero staccato dalla pianta a differenza di altri frutti 
non va in maturazione e né la polpa né il contenuto zuccherino varia con il tempo (non è però eterno).
Forse i romani hanno attraversato l’oceano secoli prima degli spagnoli? 
Oppure dopo la conquista di Cartagine hanno requisito prelibati prodotti?
Ci sono stati scambi commerciali oltreoceano tra Mediterraneo e Sud America?

Le Teorie
Insomma, le domande su questo favoloso enigma potrebbero essere tantissime. Tuttavia ci sono diverse teorie che studiosi e curiosi hanno formulato nel corso del tempo. 
Qui riporto le tre più sensate:
1) ANANAS AFRICANO
Si tratta sempre di un’ipotesi. L’Ananas raffigurato nel mosaico forse è stato importato dalle colonie romane stanziate nell’Africa Occidentale. Sembra infatti che i popoli di quel territorio coltivassero già l’ananas. 
2) NON SI TRATTA DI UN ANANAS
L’altra ipotesi è che il frutto raffigurato non sia un ananas ma una pigna, e che il mosaicista per abbellirla abbia aggiunto delle foglie. 
qui un dettaglio di un mosaico Romano in cui sono raffigurate pigne abbellite con foglie.
3) UN RESTAURO SBAGLIATO
Forse il frutto contenuto in quel bel cesto è stato vittima di un restauro mal riuscito. Probabilmente il mosaico è stato sottoposto ad un restauro riuscito male ed il restauratore\artista ha commesso un anacronistico errore.
Altri ANANAS\enigmi ROMANI
Anche in altre opere romane, molti studiosi sono confusi e scioccati. Eccone riportate due, tra le più suggestive:
Nella foto un affresco riscoperto nella casa dell’Efebo a Pompei. 
Sulla colonna in mezzo ai due serpenti, sembra di vedere un ANANAS.
Nel Museo di Arte e Storia di Ginevra si può ammirare questa statua di epoca Bizantina 
(altra circa un metro e mezzo) che raffigura un bambino che stringe nella mano sinistra un ananas. Stranamente il cartello davanti alla statua riporta “ragazzo con grappolo d’uva“.
Qual’è la verità?
La Roma antica possedeva tutte le conoscenze astronomiche, geografiche, scientifiche e nautiche necessarie e con la stazza delle navi e le grandi vele avrebbero potuto compiere un viaggio molto lungo. I Romani sono arrivati in Groelandia, hanno raggiunto l’India e la Cina, perchè non le Americhe?
A tutt’oggi non risultano testimonianze dei Romani che sono sbarcati in Americani. Si tratta solo di tante ipotesi e teorie. Per ora l’Ananas resta uno dei grandi misteri dell’antichità.

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