L’aglio di Voghiera dop

Lo scorso fine settimana, esattamente il 5 agosto Aifb è stata ospite della annuale Fiera dell’Aglio di Voghiera dop.
Ma partiamo dall’inizio. Alcune settimane fa sono stata contattata da Ilaria, che segue con la sua agenzia di comunicazione Dinamica il settore Web del Consorzio dell’Aglio di Voghiera dop.
Mi ha chiesto di coinvolgere alcune Foodblogger dell’associazione per partecipare ad un Blogtour nella terra di questo meraviglioso prodotto della nostra regione.
Entusiasta, mi sono subito precipitata e ho contattato le colleghe emiliano-romagnole dell’associazione.
E così il 5 agosto ci siamo recate a Voghiera; siamo state accolte da Ilaria e dall’assessore Paolo Lupini, che ci hanno mostrato la sede della Fiera, il Castello del Belriguardo, una delle Delizie degli Estensi. Un posto bellissimo, segnato purtroppo dal passare del tempo, ma carico di storia.
Prima tappa del nostro tour nelle terre estensi è stata l’Azienda agricola Aglio del Nonno, che si trova in una piccola frazione a Ducentola, dove Giorgio Marini ci ha illustrato tutte le fasi di produzione dell’Aglio di Voghiera dop.
Il processo di produzione inizia a settembre con la semina in campo dei bulbilli migliori, tenuti da parte dal raccolto dell’anno precedente. I bulbilli sono i singoli spicchi d’aglio, quindi non è una semina effettuata con i semi dei magnifici fiori viola, ma con i frutti.
Durante il periodo successivo, fino a fine giugno, inizi luglio avviene la maturazione e poi la raccolta, adesso effettuata con l’aiuto di macchine apposite, ma fino a sei, sette anni fa si effettuava ancora manualmente.
I frutti vengono poi portati all’interno di piccoli capannoni e essiccati con l’aiuto di grandi ventilatori.
Fino a pochi anni fa l’aglio raccolto veniva steso nelle aie e lasciato essiccare al sole.
Una volta essiccato, l’Aglio di Voghiera dop viene stoccato in appositi magazzini refrigerati a -4° C, diviso per pezzatura, e li rimane fino al momento in cui viene venduto. Al momento dell’ordine, l’aglio viene ulteriormente pulito e confezionato.
Secondo il disciplinare della dop, l’Aglio di Voghiera può essere venduto solo confezionato in retine etichettate con l’apposita etichetta del Consorzio, da cui si possono ricavare tutte le notizie di quel singolo lotto di produzione.

l'aglio di voghiera dop

La nostra visita è poi proseguita verso la sede del Consorzio dell’Aglio di Voghiera dop, dove il segretario Alex Baricordi ci ha accolto. Il Consorzio ha sede presso Borgo le Aie, a Gualdo di Voghiera, un luogo storico che prende il nome proprio dalle aie in cui veniva essiccato l’aglio della comunità. Il borgo sapientemente ristrutturato è adesso sede del Consorzio, in cui si può trovare al piano superiore una sala conferenze, e al piano inferiore un bellissimo laboratorio di cucina per eventi, cooking show e lezioni.
Qui abbiamo approfondito il discorso sull’aglio iniziato in azienda e viaggiato attraverso il tempo, soffermandoci su alcuni punti non trattati sul “campo”.

Il nostro viaggio è proseguito verso la necropoli di Voghenza, un sito di origine etrusco-romana i cui reperti sono visibili presso il Museo del Belriguardo. Qui a Voghenza abbiamo fatto tappa anche al Museo del Modellismo storico, unico in Europa perchè racchiude tutte le tipologie di modellismo in un unica sede. Il nostro autista per la giornata, nonché Presidente del museo Massimo Perencin, ci ha guidato attraverso le sale del museo. Merita sicuramente una visita più approfondita.

Il nostro tour ci riporta al Castello del Belriguardo dove ci attende la visita guidata con Alessandro Gulinati che ci ha raccontato la storia di questa Delizia Ducale.

Terminata la visita guidata ci è toccata la parte più difficile della giornata, ma noi da brave Foodblogger non ci siamo tirate indietro. Sedute comodamente al lungo tavolo conviviale ci siamo deliziate con alcuni piatti della tradizione ferrarese, ovviamente arricchiti dal favoloso Aglio di Voghiera dop.

aglio di voghiera dop

Il progetto per valorizzare l’Aglio di Voghiera dop, che ci ha viste protagoniste, è inserito in un progetto europeo nato per sviluppare le risorse rurali del nostro territorio.

Abbinato a questo progetto c’è anche una parte attiva per noi blogger. Utilizzando questo prodotto eccellente della nostra terra, dobbiamo ideare due ricette. Se avete voglia di leggerle e cucinarle con noi vi lascio il link. Buona lettura!

Ajo Blanco , Le ricette di Michi
Patate fisarmonica, Grazia in cucina
Dip di melanzane, Una famiglia in cucina
Sfere di anguria con crema di anacardi e aglio, Running Post
Quaglie ai 40 spicchi, In cucina con Lorella
Cracker con aglio, Ricette di una mamma celiaca

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