LA STORIA INFINITA

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Ogni ragazzo nato negli anni ’80 appena sente questo titolo non può fare a meno di canticchiare il famoso pezzo di Limahl e immaginarsi Atreiu in groppa al candido Fortunadrago Falkor.

Non tutti però hanno letto anche il romanzo ed è un peccato, perché è davvero una perla rara che ognuno dovrebbe avere nella propria biblioteca.

Io l’ho letto alle medie, nella splendida prima edizione italiana pubblicata da Longanesi nel 1981.

E’ un’edizione favolosa perché ogni capitolo inizia con bellissimi capilettera dalla A alla Z realizzati a suo tempo da Antonio Basoli, un pittore e incisore italiano nato nel 1774.

Un’altra particolarità di questo romanzo è che è scritto in due colori: rosso nella parte ambientata nel nostro mondo, verde acqua per gli avvenimenti che si svolgono a Fantàsia.

Michael Ende, nato a Stoccarda nel 1929, finì di scrivere La Storia Infinita nel 1979 (titolo originale: Die unendliche Geschichte).
Come raccontò in seguito lui stesso, ci vollero più anni nel previsto a realizzare il romanzo, perché l’autore non riusciva a trovare il modo di far uscire Bastian (Bastiano nell’edizione italiana) da Fantàsia:

“Ende contattò il suo editore per comunicargli che il protagonista Bastiano si rifiutava categoricamente di lasciare Fantàsia e che non gli rimaneva dunque altra possibilità che seguire il suo personaggio nel prosieguo delle sue avventure”
“Ne La storia infinita era così, che non avevo idea di dove fosse l’uscita di Fantàsia. Il libro sarebbe dovuto uscire già un anno prima. L’editore aveva organizzato le stampe, la carta era già pronta e mi chiamava continuamente per chiedermi: “Quando me lo consegnerai finalmente?”, e io dovevo sempre rispondere: “Non posso darti niente, Bastiano non torna più indietro. Cosa devo fare? Devo aspettare il momento giusto, quando emergerà dal personaggio stesso la necessità di ritornare”
fonte Wikipedia

E adesso, per i più nostalgici, ecco il video di Limahl:

“Is the answer to a never ending stoooory AaaaaAAaaAaa!!!”

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