La Sambuca è ischitana: ecco la vera storia

I miei affezionati lettori sanno bene che quest’anno il mio lavoro da eterno precario mi ha “fatto sbarcare” ad Ischia, isola affascinante a pochi passi da casa mia (Castellammare di Stabia).
Qualche tempo fa, parlando con il barista dove abitualmente faccio colazione (e fa davvero un bel caffè) ragionammo sui prodotti tipici dell’isola.

Quando ad un tratto esclamò: “Professò, anche la Sambuca è ischitana!
Ed io: “ma che dici….la Sambuca è stata creata da Angelo Molinari!“.
La sua replica: “ahahahah, professò! Mi sa che devi tornare a studiare…
Ebbene, così è stato. Mi sono documentato in questi giorni ed ecco il risultato della mia ricerca! ( ed il barista aveva ragione!!!Bravo Gianluca!!)
LA SAMBUCA E’ ISCHITANA
La sambuca (come la conosciamo oggi) venne inventata da un ischitano, LUIGI MANZI (classe 1809).

Ho volutamente scritto “così come la conosciamo oggi“ perchè, come potrai leggere, le radici di questo liquore sono molto profonde. Come è avvenuto anche per altri famosi liquori anche in questo caso la ricetta è molto più antica rispetto all’anno di commercializzazione. Si crede venisse preparata per uso medico per le potenti proprietà  curative attribuite al fiore di Sambuco. Ovviamente dosi e sapore dovevano essere molto diversi.

L’inventore (fortemente garibaldino) costruì l’azienda di produzione a Civitavecchia perchè in quel tempo Napoli era ancora sotto monarchia.
La prima produzione di questo liquore dolce è datata nel 1851.

La bevanda è ottenuta distillando fiori di sambuco aromatizzati con anice verde e finocchio.

Il suo gusto molto gradevole e le proprietà digestive sono da sempre le qualità più apprezzate di questo liquore.
==> Piccola curiosità: Luigi Manzi era un gran sostenitore della restaurazione e sovvenzionò sia Giuseppe Garibaldi che Mazzini ed ancora oggi qui ad Ischia è un personaggio che tutti ricordano.
Il condottiero dei Mille visitava molto spesso l’isola di Ischia per andare a trovare l’amico (e soprattutto per bere l’ottimo liquore). Dopo qualche anno, Luigi Manzi tornò a casa, nella sua Casamicciola, e realizzò numerose opere pubbliche come la prima centrale elettrica ed una compagnia di trasporto Casamicciola-Napoli-Torregaveta.

Ancora oggi ad Ischia troviamo le TERME MANZI, costruite dal padre dell’inventore. Luigi Manzi investì tempo e denaro per ingrandire la struttura e renderla moderna. Più tardi nel 1960 le terme vennero acquistate da Angelo Rizzoli.

L’ORIGINE DEL NOME
Ancora oggi l’origine del nome non è certa.
Ovviamente molti associano il nome alla materia prima utilizzata (fiori di sambuco).
Ma sembrerebbe che il nome “sambuca” derivi dal nome attribuito ai giovani acquaioli che portavano acqua fresca ai contadini ischitani, i “sambuchelli“.
Altri invece sostengono che derivi dal modo con cui si contrabbandava questo liquore, nascondendolo in delle buche nel pavimento: “San buco“……alquanto forzato….secondo me è molto più valida la prima ipotesi.

LA SAMBUCA MOLINARI
Angelo Molinari (classe 1893) era un produttore di profumi e liquori e per un periodo visse in Etiopa (durante l’epoca del colonialismo italiano tanto voluto da Benito Mussolini). 
Fu proprio qui che iniziò a prendere confidenza con le spezie e trovò nell’anice stellato un formidabile ingrediente da utilizzare nei suoi prodotti. Nel 1936 si trasferì a Civitavecchia ed iniziò a lavorare per l’azienda MANZI. Qualche anno dopo decise si mettersi in proprio e di produrre la SUA versione di Sambuca con una ricetta di sua ideazione (e con anice stellato).

L’attività di Molinari iniziò quasi un secolo dopo l’invenzione ischitana.

Ancora oggi l’azienda MOLINARI produce quest’ottimo liquore con il nome SAMBUCA EXTRA MOLINARI.
IL SEGRETO DEL SUCCESSO MOLINARI
il successo della diffusione della Sambuca Molinari si deve principalmente alla qualità del prodotto ed alla scelta di esportarlo all’estero. (dall’anno 1945).
Angelo Molinari riuscì a creare una solida rete di esportazione e fece conoscere il proprio prodotto in tanti paesi stranieri. Forte di questo fattore e grazie ad un periodo storico molto favorevole a Roma ( gli anni ’50 e la “dolce vita”) riuscì a rendere la sua Sambuca un prodotto  italiano tra i più venduti.
Perchè (quasi tutti) non conosciamo la Sambuca Manzi?
Perchè Luigi Manzi non riuscì ad esportare in paesi stranieri il proprio prodotto e perchè purtroppo visse in un’epoca di grandi mutamenti e conflitti (armati, sociali e politici) a differenza del periodo di forte libertà commerciale (e non solo) del collega A. Molinari.

Hai trovato interessante quest’articolo?
COMMENTA in basso oppure  CONDIVIDI sui tuoi spazi social.

Ti ricordo che su RISTORAZIONE CON RUGGI puoi trovare news e tanti approfondimenti sul mondo dell’enogastronomia.

Altre ricette simili a questa:

VAI ALLA RICETTA


Nessun commento...

Inserisci un Commento

Devi effettuare il Login per inserire un commento.